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la prevenzione in biblioteca gestione dei magazzini e delle mostre

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come conservare e esporre al meglio i materiali librari

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  • 1. CONSERVAZIONE DEI LIBRI E DEI DOCUMENTI Immagazzinamento ed esposizione dei materiali librari
  • 2. Vitruvio
    • “ Le biblioteche siano rivolte a oriente in quanto per esse è più utile un’illuminazione mattutina…Inoltre i libri non si guasteranno come succede a quelle esposte a sud e a ovest. In questi casi, i libri si rovinano per l’azione delle tignole e dell’umidità; soprattutto quest’ultima, alimentata da venti umidi, penetra nei volumi, li ingiallisce e li corrompe” (Vitr. VI.4)
  • 3. PREVENZIONE INDIRETTA (azioni)
    • Prevenzione ambientale
    • Formazione del personale addetto alla
    • conservazione
    • Educazione dell’utente
  • 4. PREVENZIONE AMBIENTALE
    • Controllo delle condizioni microclimatiche
        • Umidità relativa
        • Luce
        • Temperatura
        • Inquinamento
    • Applicazione di tende, pellicole UV
    • Deumidificatori, impianti di condizionamento o di climatizzazione
  • 5. PREVENZIONE DIRETTA
    • Parziale sollecitazione dell’originale che non ne altera le componenti materiali né chimicamente né fisicamente :
        • spolveratura
        • involucri protettivi
        • disinfestazione con gas inerti
        • disinfezione
  • 6. CARATTERISTICHE STRUTTURALI E AMBIENTALI DI UNA BIBLIOTECA
    • GLI EDIFICI
    • I MAGAZZINI
    • I PARAMETRI AMBIENTALI
  • 7. CARATTERISTICHE DEGLI EDIFICI
          • Non in prossimità dei fiumi
          • Isolati termicamente
          • Protetti contro le irradiazioni (pannelli)
          • Senza infiltrazioni da porte e finestre
          • Con fondamenta isolate dall’umidità
          • Ventilati così da evitare fenomeni di condensa
          • Dotati di sistemi di estinzione non ad acqua
          • Protetti da incendi (materiali ignifughi)
  • 8. Edifici Antichi
    • Umidità di invasione
    • (Cronica, distribuita irregolarmente )
    • Dal sottosuolo (per ascensione capillare ) e si elimina
    • Con un taglio alla base del muro interessato
    • Dall’ aria (per condensazione) e si elimina (temporaneamente) producendo calore e ventilazione oppure costruendo un contromuro interno o una intercapedine esterna
  • 9. Edifici Nuovi
    • Umidità di costruzione
    • (A carattere transitorio)
    • L’acqua è portata dalle malte (calcina, cemento) di costruzione ed è distribuita per tutto l’edifico, più in basso e meno in alto
    • Si esaurisce rapidamente
  • 10. CARATTERISTICHE DEI MAGAZZINI
    • Non ubicati nel sottosuolo
    • Non ubicati nelle soffitte
    • Asciutti
    • Areati
    • Protetti dalla luce
    • Puliti (polvere)
    • Con un microclima rispondente ai determinati parametri
  • 11. PARAMETRI AMBIENTALI
    • Temperatura : 18°-20°
    • Umidità relativa : 45%-65% (pergamena 55%)
    • Luce : non superiore ai 50 lux
    • Devono rimanere COSTANTI
  • 12. Temperatura
    • La temperatura è il parametro ambientale più facilmente verificabile: il corpo umano è molto sensibile alle variazioni di calore
    • I valori di temperatura devono essere considerati in relazione con quelli di umidità
  • 13. Umidità
    • Umidità : l’umidità si calcola come valore relativo . l’umidità relativa è il rapporto tra Umidità Assoluta e il grado di saturazione. U.R.= U.A./S
    • Ossia la percentuale di quanto vapore acqueo c’è nell’ambiente rispetto a quanto ce ne potrebbe essere
  • 14. Umidità e Temperatura
    • Umidità relativa e temperatura sono strettamente correlate
    • Il grado di saturazione di un ambiente varia a seconda della temperatura. Maggiore è la temperatura e maggiore è la quantità di vapore acqueo che l’ambiente può contenere
  • 15. Umidità e Temperatura
    • Con il variare della temperatura varia anche l’umidità.
    • Senza che in un ambiente vi sia apporto di vapore acqueo se la temperatura sale l’umidità relativa scende
  • 16. Condensa
    • Quando l’umidità relativa raggiunge il 100 % si possono verificare fenomeni di condensa, il vapore acqueo che l’ambiente non è in grado di contenere si deposita sulle superfici più fredde. Il microclima che si realizza vicino alle superfici fredde ha una umidità relativa più alta dovuta a una temperatura più bassa facendo sì che la condensa si depositi a una umidità relativa apparentemente più bassa (es. le lenti degli occhiali che si appannano)
  • 17. Luce
    • Quantità
      • intensità
      • (distanza dell’oggetto)
    • Qualità
    • Tempo di esposizione
  • 18. Luce
    • Quantità: il valore di 50 lux è indicativo e deve essere correlato con la situazione, è adatto in una mostra ma non in una sala di lettura
    • La quantità di luce accettabile è strettamente legata ai tempi di esposizione
  • 19. Luce
    • La luce è una radiazione a seconda della lunghezza d’onda viene denominata diversamente:
    • < 400 µm UV
    • >400 µm <700 µm luce visibile
    • > 700 µm raggi infrarossi
  • 20. Luce
    • Raggi ultravioletti e Infrarossi non sono visibili -> sono inutili
    • Possono essere filtrati senza ridurre o alterare la visibilità
  • 21. U.V.
    • alta frequenza
    • molto penetranti
    • degradano i supporti e favoriscono le reazioni di degrado
    • possono agire in sinergia con agenti inquinanti (ozono)
    • Favoriscono la creazione di doppi legami nella cellulosa causandone l’ingiallimento
  • 22. I.R.
    • a bassa frequenza
    • non sono molto penetranti
    • aumentano la temperatura dei materiali colpiti dalle radiazioni
    • aumentano la velocità del degrado già in atto
  • 23. Luce Naturale e artificiale
    • La Luce naturale è ricca di raggi ultravioletti e infrarossi
    • Una giornata di sole arriva a 10000 lux
    • Non può essere regolata nella sua intensità
    • La Luce artificiale varia a seconda della fonte luminosa
    • Può essere regolata nell’intensità
  • 24. Luce artificiale
    • Neon
    • Normalmente ricca di U.V.
    • Erroneamente definita “luce fredda”
    • Economica nei consumi
    • A incandescenza
    • Ricca di Infrarossi
    • Erroneamente definita “luce calda”
  • 25. Filtri
    • I raggi ultravioletti possono essere filtrati attraverso un materiale che è trasparente alla luce visibile ma opaco agli U.V. Il filtro ideale deve impedire il passaggio della luce con lunghezza d’onda sotto i 400 nanometri.
    • I filtri sono disponibili sia in forma di film adesivo da applicare alle finestre sia di lastra plastica da utilizzare in vece del vetro o come pannello.
    • Esistono anche delle vernici trasparenti in grado di filtrare gli UV ma non si applicano con la stessa facilità ed hanno una durata nettamente inferiore nel tempo.
  • 26. Filtri
    • I filtri UV devono essere usati anche sulle lampade fluorescenti e sono disponibili in commercio in forma di film tubolare da infilare sui tubi.
    • Un altro metodo, anche se meno efficace, è l’uso di pitture contenenti ossido di titanio (bianco di titanio) direttamente sulle finestre e i lucernari.
    • La vita dei filtri dipende ovviamente dall’esposizione alla luce varia comunque tra i cinque e i quindici anni. L’unico vero sistema di verifica resta quello della misurazione dei raggi U.V.
  • 27. Filtri
    • Dicroici
    • Riflettenti
    • Filtrano i raggi infrarossi e U.V.
    • Devono essere posti sulle fonti luminose
    • Hanno una durata indefinita
    • Film
    • Ad assorbimento
    • Filtrano solo i raggi U.V.
    • Possono essere posti ovunque tra la fonte e l’oggetto
    • Devono essere sostituiti una volta ingialliti
  • 28. Fibre ottiche
    • Le fibre ottiche fungono da trasporto della luce
    • consentono quindi di distanziare la fonte luminosa allontanando la fonte di calore
    • inoltre la fibra ottica funge da filtro garantendo una qualità della luce ottimale
    • Forniscono però una illuminazione “a pettine”
  • 29. PARAMETRI AMBIENTALI
    • Temperatura : 18°-20°
    • Umidità relativa : 45%-65% (pergamena 55%)
    • Luce : non superiore ai 50 lux
    • Sono validi solo per i materiali librari
    • materiali diversi parametri diversi
  • 30. MICROFILM
    • PARAMETRI AMBIENTALI
        • 18° C +/- 2°
        • 30 – 40 % U.R. per gelatina d’argento su poliestere
        • 20 – 40 % U.R. per gelatina d’argento su esteri di cellulosa
  • 31. FOTOGRAFIE
    • PARAMETRI AMBIENTALI
        • per negativi e stampe b/n
            • 18° C +/- 2°
            • 30 – 40 % U.R.
        • per negativi/positivi e stampe a colori
            • -2 ° C
            • 30 – 40 % U.R.
  • 32. Fonti di riscaldamento
    • Tenere spenti termosifoni
    • fan coiler o qualunque altra fonte di calore
  • 33. Temperatura del magazzino sotto i 18°C e presenza di personale
    • Accendere la fonte di calore a disposizione, mantenendo una temperatura bassa (20-21°C)
  • 34. FINESTRE
    • Pellicole anti UV sui vetri
    • Tende per ridurre L’INTENSITA’
    • dell’illuminazione
    • Infissi in grado di impedire l’ingresso
    • di polvere e agenti inquinanti
  • 35. SISTEMI DI CONDIZIONAMENTO
    • Ad aria forzata
    • Climatizzatori
    • Deumidificatori
    • Umidificatori
    • Fonti di riscaldamento
  • 36. Condizionatori ad aria forzata con filtri per polvere e agenti inquinanti
    • Le bocche di ingresso dell’aria non devono essere al livello stradale
    • I filtri devono essere puliti periodicamente
    • Le tubature devono essere di dimensioni adeguate
  • 37. Climatizzatori
    • Sono efficaci per piccoli ambienti
    • Necessitano di manutenzione da parte del personale
  • 38. Deumidificatori
    • Sono utili solo in caso di umidità eccessiva
    • Necessitano di manutenzione da parte del personale
  • 39. Fonti di riscaldamento
    • Tenere spenti termosifoni
    • fan coiler o qualunque altra fonte di calore
  • 40.  
  • 41. Strumenti Di Controllo
  • 42.
    • Termoigrografo
    • Datalogger
    Sistemi di Controllo Ambientale
  • 43. DATALOGGER E TERMOIGROGRAFI
    • Termoigrografi
      • A capello
      • Di facile utilizzo
      • Devono essere tarati ogni sei mesi
      • Il ciclo è settimanale
    • Datalogger
      • Digitali
      • Non necessitano taratura
      • Il ciclo può essere scelto
  • 44. STOCCAGGIO
  • 45. CARATTERISTICHE DEGLI ARREDI
    • Scaffali
    • Teche da esposizione (cfr. MOSTRE)
  • 46. SCAFFALI TIPOLOGIA
    • TRADIZIONALI (aperti su uno o due lati)
    • COMPACTUS (scorrevoli sul lato più corto)
    • CASSETTIERE
  • 47. SCAFFALI DI TIPO APERTO (tradizionale)
  • 48. SCAFFALI DI TIPO COMPACTUS
  • 49. CASSETTIERE
  • 50. SCAFFALI MATERIALI DI COMPOSIZIONE
    • Scaffali in METALLO verniciati a “ buccia di arancia ” con vernici non tossiche e che non rilasciano sostanze acide
    • Scaffali in LEGNO massello evaporato. Trattato con sostanze antitarlo
  • 51. SCAFFALI SISTEMAZIONE E CARATTERISTICHE
    • Di larghezza di alcuni cm più larghi dei volumi che devono contenere
    • Non appoggiati alle pareti (almeno 10 cm) specie se esterne
    • Rialzati di circa 10-15 cm dal pavimento
    • Perpendicolari alle finestre affinché la luce non colpisca direttamente i volumi
  • 52. Di alcuni cm più larghi dei volumi che devono contenere
  • 53. Non appoggiati alle pareti (almeno 10 cm) specie se esterne
  • 54. Rialzati di circa 10-15 cm dal pavimento
  • 55. Perpendicolari alle finestre
  • 56. IMMAGAZZINAMENTO DI VOLUMI
    • ACCORGIMENTI
  • 57. Non porre legature in carta o stoffa accanto a legature in cuoio
  • 58. Non tenere i volumi con elementi metallici a contatto degli altri volumi
  • 59. Porre i volumi in verticale sugli scaffali senza farli appoggiare l’uno sull’altro
  • 60. Non appoggiare i libri al di sopra di altri nello scaffale
  • 61. Libri immagazzinati scorrettamente
  • 62. Usare REGGILIBRI lisci e di misura adeguata o sistemare orizzontalmente piccoli gruppi di volumi
  • 63. Fare attenzione all’uso dei REGGILIBRI
  • 64. Sistemare i volumi non troppo stretti all’altro ed evitare di riempire completamente gli scaffali
  • 65. Non far sporgere i volumi oltre i limiti dello scaffale
  • 66. NON appoggiare sul taglio DAVANTI i volumi di formato maggiore dello scaffale
  • 67. Se indispensabile, appoggiare sul DORSO i volumi di formato maggiore dello scaffale o del carrello
  • 68. Evitare di tenere libri o documenti direttamente vicino alla fonte di calore
  • 69. Carte geografiche
    • Sistemare carte geografiche o stampe in cartelle rigide o semirigide e/o sistemate in cassettiere
  • 70. Porre i Libri di Grande Formato in Posizione Orizzontale
  • 71. Inscatolamento
    • L’uso di contenitori rigidi e semirigidi offre una buona protezione contro il danneggiamento fisico dei materiali, inoltre agendo da isolante riduce gli sbalzi termoigrometrici cui è sottoposto il volume, e costituisce un filtro per le sostanze inquinanti e un’ottima protezione contro la polvere e la luce.
    • Devono essere inscatolati i volumi con legature fragili di cui si vuole preservare l’autenticità nonché i volumi danneggiati la cui scarsa consultazione non motiva un intervento di restauro e quelli rilegati in pergamena rigida.
  • 72. Inscatolamento
    • Le scatole devono comunque essere prodotte in materiali idonei alla conservazione a lungo termine e la scelta della loro tipologia deve variare secondo il materiale da ospitare.
    • in attesa di un restauro o di un inscatolamento si deve impacchettare il materiale in carta durevole o legarlo con una fettuccia di cotone o lino non sbiancato, eventualmente dopo averlo bloccato tra due cartoni a misura.
  • 73. Scatole
    • - Scatole bivalve: vengono costruite a misura del volume, sono adatte ai volumi più preziosi o pesanti e che, comunque, necessitano di particolare protezione
    • -Phase boxes: sono una tipologia più semplice, sempre tagliate a misura, ma che offrono una protezione minore contro la polvere.
  • 74. Scatole
    • Contenitori commerciali: esistono contenitori (di vari formati) prodotti in materiale adatto alla conservazione; sono una soluzione economica e non richiedono personale specializzato per l’assemblaggio.
    • -Book shoe: sono delle scatole che non proteggono il dorso, studiate per materiale conservato in sale monumentali.
  • 75. Perdita di spazio
  • 76. Produzione automatica
    • Esistono dei macchinari in grado di produrre scatole su misura, il loro costo sia di acquisto sia di manutenzione risulta però a tutt’oggi proibitivo, giustificabile solo in caso di massicci interventi di inscatolamento.
  • 77. Sovraccoperte in polietilene
    • sono adatte per la protezione dei materiali moderni, possono essere preparate su misura anche da parte di personale non specializzato, forniscono una protezione sia da danni meccanici che fisici (raggi U.V.).
  • 78. Atmosfere modificate
    • Conservazione
    • Disinfestazione
  • 79. Vuoto e anossia
    • Vuoto: ridurre al minimo il contatto tra l’aria e l’oggetto da conservare.
      • Forte depressione dentro al pacco (schiacciando il contenuto)
    • Anossia: ridurre al minimo il contatto tra ossigeno e l’oggetto da conservare
      • Il contenuto non viene schiacciato
    • Film da utilizzare sono identici necessitano di uno strato barriera per O2
    • Il sistema in uso in BNCF è un sistema integrato in cui si utilizza il pregio del vuoto (il compattamento dei pacchi) e quello dell’anossia (con gli assorbitori di ossigeno).
  • 80. Giornali sottovuoto
  • 81. Periodici
  • 82. Disinfestazione
    • uso di sostanze tossiche (anche per l’uomo)
    • reazione da parte degli insetti alla carenza di ossigeno (disidratazione).
  • 83. TRASPORTO
    • AZIONI E ACCORGIMENTI
  • 84. Impilare i volumi in numero di 2-3
  • 85. Mettere sotto il libro più grande e sopra quello più piccolo
  • 86. Durante gli spostamenti, tenere i volumi con due mani contro lo stomaco
  • 87. Usare carrelli chiusi su 5 lati ed inclinati leggermente indietro
  • 88. TRASPORTO DA UN LUOGO ALL’ALTRO CON CESTE
    • Foderare le ceste con pluriball
    • Usare scatole di protezione per i volumi
    • Non sovrapporre i volumi
  • 89. In caso di difficoltà farsi aiutare
  • 90. MANIPOLAZIONE DEI VOLUMI
    • Manipolazione da parte degli addetti
    • Manipolazione da parte dei lettori
  • 91. MANIPOLAZIONE DA PARTE DEGLI ADDETTI
    • Azioni e Accorgimenti
  • 92. Poggiare i libri uno sull’altro in piccole pile tenendo in basso quelli di formato più grande
  • 93. Afferrare il volume al centro del dorso e non in prossimità del capitello, spostando eventualmente quelli contigui
  • 94. Non afferrare i volumi dalla cuffia e non far leva sul capitello
  • 95.  
  • 96. Estrarre il volume inserendo una mano al di sopra di esso
  • 97. Qualora non ci sia spazio al di sopra del volume, spingere in avanti i volumi contigui
  • 98. Estrarre il volume con due mani se di grande formato
  • 99. Non far strusciare il volume sullo scaffale durante l’estrazione
  • 100. Dopo aver tolto il volume riordinare quelli contigui sullo scaffale e risistemare il reggilibro
  • 101.  
  • 102. Non utilizzare elastici o scotch
  • 103. Non legare i volumi danneggiati con spaghi
  • 104. Mettere in sicurezza i volumi danneggiati con fettucce larghe, di cotone o inserirli in buste oppure in scatole rigide o flosce
  • 105. Non usare gli scaffali come scala
  • 106. MANIPOLAZIONE DEI VOLUMI DA PARTE DEI LETTORI
  • 107. Non toccare il libro con le mani sporche
  • 108. Non chiudere il libro con la matita dentro
  • 109. Non prendere appunti tenendo come base di scrittura il volume
    • Segno di penna biro
  • 110. Non tenere il segno piegando gli angoli della pagina (“non fare le orecchie ”)
  • 111. Non tenere il segno lasciando il volume aperto
  • 112. Non scrivere sulle pagine e non sottolineare
  • 113. Non aprire il libro a 360 °
  • 114. Usare piccoli pesi ricoperti di cotone per tenere aperte le le pagine Usare i leggii
  • 115.  
  • 116. Prendere appunti con la matita e non con la penna
  • 117. Non usare clips
  • 118. Non usare i Post-it
  • 119. MOSTRE Trasporto e allestimento
  • 120. MOSTRE
    • Le mostre possono essere facilmente un momento in cui il materiale può essere soggetto a:
      • Erroneo maneggiamento
      • Erronee condizioni di conservazione
      • Errata illuminazione
      • Stress sulla legatura
      • Furti
    • Il microclima delle teche deve essere realizzato su indicazione dell’ ente che dà il materiale in prestito
  • 121. MOSTRE e allestimento
    • Il materiale librario è intrinsecamente difficile da esporre
    • L’oggetto libro non può essere esposto in tutte le sue parti
    • Dovrà essere chiaro al curatore della mostra che non è possibile esporre contemporaneamente legature e pagine
    • Maggiore è l’inclinazione che si fornirà ai volumi maggiori sono le difficoltà dal punto di vista dell’allestimento
    • Il materiale riunito per una mostra può essere eterogeneo e avere diverse necessità di conservazione, le teche dovranno essere condizionate a diverse umidità relative
  • 122. Organizzazione di Imballaggio e Trasporto
    • Porre le carte singole in atmosfere modificate
    • Avvolgere ogni singolo volume con pluriball
    • Inserire in scatola rigida
    • Blocchi di gommapiuma
    • Non rovesciare le casse
    • Bloccarle all’interno del mezzo di trasporto
  • 123. Ambiente Mostre
    • Curare che l’ambiente all’interno e all’esterno delle teche sia controllato tramite gli appositi strumenti
  • 124. Teche da Esposizione
    • Di vetro antisfondamento antiriflesso
    • All’interno delle teche: luci a catodo freddo posizionate in modo da non incidere direttamente sul materiale esposto
    • Ridurre il tempo di accensione delle luci
    • Inserire gel di silice per tenere sotto controllo l’UR
    • Tenere sotto controllo il microclima
  • 125. microclima delle teche
    • Controllo passivo
    • La teca deve essere sigillata
    • inserire Art-Sorb opportunamente condizionato
    • Adatto a mostre temporanee
    • Di costo limitato
    • Non sempre realizzabile
    • Controllo attivo
    • La teca può non essere sigillata
    • Necessita di una apposita centralina microclimatica
    • La pressione interna alla teca deve essere leggermente superiore a quella esterna
    • Adatto a mostre permanenti
    • Costo alto
  • 126. Luce nelle teche fredda e indiretta Inserire gel di silice
  • 127. Porre i volumi su leggii di cartone o su leggii di PLEXIGLASS con una inclinazione minima
    • I leggi devono essere creati su misura del volume rispettando la sua “apertura naturale”
  • 128. Fermare L’apertura Del Volume Ad Una Certa Carta Con Nastri Di Polietilene o Poliestere Trasparente
  • 129. Volpi
    • Nemica capitale de’Libri, questa convien tratto tratto astergere dalle testi di essi, stando riposti nelle scanzie; ma dopo qualche anno è d’uopo sbatterla con violenza fuor da’medesimi; lo che facendo, e si gittano lontani i semi de’ tarli, e questi già nati e rodenti si uccidono, e così cessa l’odiosissimo loro incominciato lavoro
  • 130. SPOLVERATURA
    • La polvere è causa di molteplici danni ai materiali librari, essendo altamente igroscopica è un ottimo ambiente di sviluppo di microrganismi e insetti è inoltre composta di particelle abrasive, spore, uova di insetti e sostanze inquinanti (specialmente anidride solforosa).
  • 131. SPOLVERATURA
    • Si deve aver cura di prelevare i volumi a piccoli gruppi spolverandoli prima sul taglio di testa, dove si accumula la maggior parte della polvere, partendo dalla cuffia verso il taglio davanti (mai con movimenti inversi), nel caso si debba procedere alla spolveratura di tutte le carte si deve allora utilizzare dei pennelli a setole morbide con l’ausilio di una cappa aspirante.
  • 132. Strumenti per la Spolveratura
    • Manuale:
            • Pennelli morbidi,
            • Bisturi senza punta
    • Meccanica
            • Aspiratori con filtri HEPA
            • Pistola con aria deumidificata
    • Automatica
            • Macchina automatica a spazzole rotanti
  • 133. Strumenti per la Spolveratura
    • E’ importante che la polvere non venga fatta circolare all’interno dell’ambiente di conservazione, si deve quindi provvedere all’utilizzo di panni microfibra cattura-polvere e a aspirapolvere con spazzole morbide dotati di filtri Assoluti (che trattengono particelle fino a 0,2 micron) e potenza non superiore a 1HP o a macchine per la spolveratura comunque dotate dei suddetti filtri.
  • 134. Procedure Spolveratura
    • Estrarre il volume
  • 135. Porre il volume sul Carrello
    • Portarlo nella zona attrezzata per effettuare la spolveratura oppure sistemarlo sotto la cappa aspirante mobile, direttamente nel magazzino
  • 136.
    • In mancanza di cappa aspirante, effettuare la spolveratura sul davanzale di una finestra indirizzando la polvere verso l’esterno
  • 137.  
  • 138. Macchina automatica (Depulvera) D:www.depulvera.comitdepulvera_filmati.htm
  • 139. RIPRODUZIONI Immagini digitali fotocopie microfilm
  • 140. Fotocopie
  • 141. Scanner Verticali
  • 142. Microfilm
    • Maneggiare microfilm e microfiche solo con guanti di cotone (attenzione a non graffiare il lato emulsione)
  • 143. Fotografie
    • Maneggiare le fotografie solo con guanti di cotone
  • 144. CD - DVD
    • Maneggiare i CD-DVD dai bordi
    • Attenzione a non graffiare
    • Non scrivere sui CD-DVD con pennarelli
  • 145. Danneggiamento Chimico
    • Carta imbrunita
    • Odore pungente (di “liquirizia”)
    • Perforazioni delle carte a causa degli inchiostri
    • Carta fragile o feltrosa
  • 146. DANNI BIOLOGICI
    • Microbiologici (muffe)
    • Insetti
    • Topi
  • 147. Danni microbiologici
    • Macchie di vari colori viscide o
    • Polverose
    • Carta fragile
  • 148. Danni da insetti
    • Fori dal contorno regolare
    • Frass
  • 149. Danneggiamenti murini
    • Segni dei denti
  • 150. Sistemi di Monitoraggio Insetti
    • Controllo a vista
    • Trappole ai feromoni
    • Lampade UV
  • 151. Trappole ai feromoni
  • 152. Lampade UV
  • 153. Danneggiamento Fisico
    • Ingiallimenti
    • Carta feltrosa
    • Carta rigida
    • Coperte schiarite
  • 154. Danneggiamento Fisico
    • Pergamene deformate gelatinizzate