OGM
Ogni volta che si cerca di discutere seriamente dei rischi connessi allacoltivazione e all’utilizzazione di piante transge...
Al di là del rischio alimentare dei cibi transgenici, che suscita gli interessi neimedia, i pericoli più grandi connessi a...
Gli organismi geneticamente modificati (OGM), sono definiti anche transgenici,sono prodotti utilizzando processi di ingegn...
Proprio perché non siamo ancora certi del destino dei transgeni innatura, la Svizzera ha recentemente negato il permesso d...
I potenziali pericoli ambientali risiedono quindi nella possibilità concreta che siverifichi una catena di eventi dannosi ...
I rischi ecologici connessi al rilascio nell’ambiente di piantegeneticamente modificate sono stati e sono tuttora al centr...
La propagazione dei transgeni attraverso il polline è inevitabile edingovernabile e sono stati ormai descritti molti casi ...
Gli OGMScritta da:              Gabriele Corbatto               Marco Borean                    2ait
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Presentazione a cura di Gabriele e Marco

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  1. 1. OGM
  2. 2. Ogni volta che si cerca di discutere seriamente dei rischi connessi allacoltivazione e all’utilizzazione di piante transgeniche, si innesca ilmeccanismo di associazione con il cibo, che porta a considerare la possibilitàche il cibo transgenico sia dannoso per la salute umana, e provochi reazioniallergiche ed intolleranze alimentari. I governi di molte nazioni, tra cui India,Norvegia e Danimarca, insieme ad una federazione di 246 organizzazioni diconsumatori, chiedono da tempo che tutti i cibi prodotti attraverso tecniche dimodificazione genetica (GM) siano etichettati specialmente quelli importatidagli Stati Uniti d’America all’Europa. L’etichettatura faciliterebbe losvolgimento di studi epidemiologici per determinare qualsiasi aumento delleallergie o malattie possibilmente collegate al cibo transgenico.
  3. 3. Al di là del rischio alimentare dei cibi transgenici, che suscita gli interessi neimedia, i pericoli più grandi connessi all’uso di piante GM, riguardano la lorostessa coltivazione, poiché del destino dei geni modificati dopo il loro rilascionell’ambiente non si conosce ancora niente. In particolare non si conosconogli effetti che le piante transgeniche coltivate possono avere su tutti gli altricomponenti dell’ecosistema come gli insetti e gli uccelli che si cibano delleloro foglie e radici. Non si conoscono neppure le interazioni delle enormiquantità di residui della coltivazione di queste piante con i microorganismi delsuolo che decompongono l’intera pianta e rimettono in circolo gli elementinutritivi. Di certo sappiamo che in natura i geni possono essere trasferiti da unorganismo all’altro esattamente come in laboratorio.
  4. 4. Gli organismi geneticamente modificati (OGM), sono definiti anche transgenici,sono prodotti utilizzando processi di ingegneria genetica, che permettel’aggiunta di nuovi geni o il cambiamento di geni già esistenti nell’organismooggetto della manipolazione. Siccome il codice genetico è universale, geniprelevati da topi o batteri posso funzionare bene in organismi vegetali comemais o cotone e viceversa. Il processo di trasferimento di geni da una specieall’altra prende il nome di trasformazione, i geni inseriti nella nuova speciesono definiti transgeni ed il prodotto è un organismo transgenico.
  5. 5. Proprio perché non siamo ancora certi del destino dei transgeni innatura, la Svizzera ha recentemente negato il permesso di condurresperimentazioni in campo con le varietà di mais transgenico, sulla basedel fatto che i dati sulla valutazione del rischio erano inadeguati e chedovevano essere presentati piani di monitoraggio del flusso dei geniverso le piante vicine e gli organismi viventi nel terreno. Questo è uno deiprimi esempi di applicazione del «principio di precauzione», chedovrebbe essere alla base di ogni azione umana. In realtà flusso di genida piante coltivate a piante spontanee vicine è stato già documentato perpiante come mais, carota, sorgo, girasole, fragola, barbabietola. Unarecente ricerca pubblicata sulla rivista Nature ha dimostrato che il pollinedel mais Bt (GM) depositato sulle foglie di una diversa specie di piantaprovocava la morte di circa il 40% delle farfalle monarca che si cibavanodi tali foglie. La farfalla monarca non è un insetto dannoso, èsemplicemente uno dei tanti organismi che vivono nei prati, vicini olontani dai campi coltivati, e che non costituiscono il bersaglio delletossine prodotte dalle piante transgeniche.
  6. 6. I potenziali pericoli ambientali risiedono quindi nella possibilità concreta che siverifichi una catena di eventi dannosi per tutti gli organismi viventi in un datoecosistema. Dunque l’inquinamento genetico provocato dalla coltivazione dipiante transgeniche ha profonde implicazioni per la conservazione dellabiodiversità. La consapevolezza che gli scienziati non conoscono in anticipotutte le possibili interazioni tra i geni introdotti nel patrimonio genetico di unapianta e l’intero ecosistema, dovrebbero guidare l’azione dei governi europei,per poter garantire la sicurezza alimentare, la salvaguardia dell’ambiente, ladifesa della biodiversità. Solo ricerche sperimentali a lungo termine ed incampo, sottoposte a controlli pubblici rigorosi e trasparenti, potranno chiarire leincognite che i bioingegneri non riescono a calcolare a causa della complessitàdegli ecosistemi. Sarebbe opportuno che l’interesse dei politici e studiosi dibioetica, così forte per la sorte degli embrioni oggetto di studio o frutto difecondazioni in vitro si estendesse anche agli OGM, dalla cuicommercializzazione può dipendere la sorte di milioni di persone.
  7. 7. I rischi ecologici connessi al rilascio nell’ambiente di piantegeneticamente modificate sono stati e sono tuttora al centro dicontroversie internazionali, sia in ambito scientifico che politico. Uno deiprimi rischi di cui si è discusso è rappresentato dalla possibilità didiffusione del polline proveniente dalle piante transgeniche, attraverso ilvento o gli insetti impollinatoria.
  8. 8. La propagazione dei transgeni attraverso il polline è inevitabile edingovernabile e sono stati ormai descritti molti casi di ibridizzazionetra specie transgeniche coltivate e specie correlate che cresconospontanee nei campi vicini. E’ evidente che la rapida propagazionedi geni per la tolleranza agli erbicidi potrebbe portare in tempi brevialla nascita di piante spontanee altamente invasive e non piùcontrollabili con gli erbicidi conosciuti, o alla proliferazione di pianteinfestanti. Il rischio di impollinazione incrociata e di diffusioneincontrollata dei transgeni diventa molto alto nelle colture agrarie,dove possono venire coltivate varietà GM e non-GM a distanze nondi sicurezza.
  9. 9. Gli OGMScritta da: Gabriele Corbatto Marco Borean 2ait
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