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La divina commedia -lavoro realizzato dagli alunni della 3 E

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  • 1. • Linferno dantesco è immaginato come una seriedi anelli numerati, sempre più stretti che sisuccedono in sequenza e formano un tronco dicono rovesciato; lestremità più stretta si trova incorrispondenza del centro della Terra ed èinteramente occupata da Lucifero che, muovendole sue enormi ali, produce un vento gelido: è ilghiaccio la massima pena. In questo Inferno, adogni peccato corrisponde un cerchio, ed ognicerchio successivo è più profondo del precedentee più vicino a Lucifero: più grave è il peccato,maggiore sarà il numero del cerchio.
  • 2. • Sulla spiaggia incontrano Catone Uticense, chesvolge il compito di guardiano del Purgatorio.Dovendo cominciare a salire la ripidamontagna, che si dimostra impossibile dascalare, Dante chiede ad alcune anime qualesia il varco più vicino; sono questi la primaschiera dei negligenti.
  • 3. Stazio
  • 4. Per me si va ne la città dolente,per me si va ne leterno dolore,3 per me si va tra la perduta gente.«Attraverso me si va nel mondo del dolore, fra lagente sperduta nel pianto, e lontana dalle LeggiDivine che segnano il cammino dellequilibriodamore.Giustizia mosse il mio alto fattore:fecemi la divina podestate,6 la somma sapienza e l primo amore.Mi mosse lalto fattore di Giustizia fui creatadalla Divina Potenza, dalla Somma Sapienza edalla forza del primo Amore, di quellamoreprimigenio che nella sua attrazione unita tieneogni cosa creata, gli atomi, gli uomini, le stelle, ipianeti, le galassie, il Cosmo senza fine.Dinanzi a me non fuor cose createse non etterne, e io etterno duro.9 Lasciate ogne speranza, voi chintrate».Sin da prima della mia creazione, ogni cosa èpreesistente nelleternità in cui "nulla si crea,nulla si distrugge, tutto si trasforma" ed ioeterna duro lungo la scala evolutiva del PensieroDivino. Lasciate ogni speranza voi che ritornate anascere nellinfernale pianeta dove anime entranoe anime escono eternamente».(Se così non fosse, questo fuoco eternodellumano dolore non sarebbe perfetto, poichéogni acuta dolorosa fiamma sarebbe attutitadalla certa speranza di un vero amore cheattende trepidante nel cielo il felice risveglio diogni "io" piangente. Niente ricordi del passato,niente speranze del futuro ogni qualvolta si entranelleterna porta dellumano oblio, perciò:Lasciate ogni speranza voi che entrate).
  • 5. Queste parole di colore oscurovidïo scritte al sommo duna porta;12 per chio: «Maestro, il senso lor mè duro».Le parole che Dante immaginò di leggeresulla porta della Terra gli apparverotuttavia di colore oscuro, cioè di buio,incomprensibile significato e chiese almaestro spiegazione di tutto quellassurdoturbinare dolorante.Ed elli a me, come persona accorta:«Qui si convien lasciare ogne sospetto;15 ogne viltà convien che qui sia morta.Noi siam venuti al loco ovi tho dettoche tu vedrai le genti dolorose18 channo perduto il ben de lintelletto».Virgilio gli rispose di lasciare ogni sospetto,che ogni paura non aveva ragione diesistere in quel luogo vivente nella pace delbene Celeste e che, come da lui predetto,erano giunti in altra dimensione da doveDante avrebbe potuto vedere "le gentidolorose che hanno perduto il bendellintelletto".E poi che la sua mano a la mia puosecon lieto volto, ondio mi confortai,21 mi mise dentro a le segrete cose.E con la mano nella mano (gesto spessousato dai Fratelli del cielo in missione sullaTerra) e il volto lieto, lo mise addentro aquelle conoscenze di Verità che restavanosegrete, cioè sconosciute alla umanaincapacità di comprendere.
  • 6. Quivi sospiri, pianti e alti guairisonavan per laere sanza stelle,24 per chio al cominciar ne lagrimai.Qui sospiri, pianti ad alti lamentirisuonavano per laere tetro senza stelle,senza alcun chiarore di confortantesperanza, tanto che Dante in principio nelacrimò.Diverse lingue, orribili favelle,parole di dolore, accenti dira,27 voci alte e fioche, e suon di man con elle.facevano un tumulto, il qual saggirasempre in quellaura sanza tempo tinta,30 come la rena quando turbo spira."Egli udì diverse lingue", nelleternababelica incomprensione umana, "orribilifavelle", nel parlar crudele delluno controlaltro, "parole di dolore" nelladisperazione dei sofferenti, "accenti dira"dei prepotenti, "voci alte e fioche",nelleterno Cainismo e Abelismo umano, e"suoni di mani" nello sciocco, inconsultoapplaudire di sempre rivolto ai "Capi" cheoccupano i primi posti nel mondo e "conelle" (con esse voci alte e fioche) gliapplausi.facevano un tumulto il qual saggira semprein quellaura senza tempo, quale caoticoinfernale frastuono terrestre, turbandonela pace come quando spira il turbine divento sulla rena.
  • 7. Scuola Media Statale “Aldo Moro”Anno scolastico 2011/2012Lavoro realizzato da:Gabriele RocchiMartina SalaPierfrancesco SanzariFederica Roccatano