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IV Rapporto Nazionale sull'Impegno Sociale delle Aziende in Italia
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IV Rapporto Nazionale sull'Impegno Sociale delle Aziende in Italia

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  • 1. IV° RAPPORTO DI INDAGINE 2010 IV° RAPPORTO CON IL PATROCINIO DI
  • 2. IV° RAPPORTO DI INDAGINE 2010 INDAGINE REALIZZATA DA ERREPI COMUNICAZIONE PROGETTO DI Coordinamento scientifico: Roberto Orsi
  • 3. I N D I C E Introduzione 5 di Roberto Orsi L’INDAGINE 7 Nota metodologica 8 Le aziende attive nel sociale 10 Gli effetti della crisi 11 Le aziende attive nel sociale 12 L’importo dei finanziamenti 13 Le iniziative finanziate 15 Le modalità di intervento 16 La scelta delle iniziative 17 I requisiti di un buon progetto 18 Il maggiore elemento di freno allo sviluppo della CSR 20 La ricerca della visibilità 21 L’atteggiamento nei confronti della responsabilità sociale 22 Il codice etico 23 La presenza del responsabile interno 24 La presenza del responsabile interno e riconoscimento 25 Il bilancio sociale e bilancio/rapporto di sostenibilità 26 Le definizioni di bilancio sociale 27 La relazione sociale con l’azienda 28 Le iniziative per le risorse interne 30 La condivisione interna 31 Gli effetti della condivisione interna 32 Gli strumenti di condivisione 33 Lo sviluppo delle pratiche di responsabilità sociale 34 La creazione di fondazioni e onlus 35 La pianificazione dei mezzi 36 Le fonti informative 37 La copertura stampa 38 La promozione delle iniziative di responsabilità sociale 39 Gli sponsor della pubblicazione 41 TOMORROW SWG 48 ERREPI COMUNICAZIONE 49
  • 4. Edgar Morin, il più importante sociologo francese vivente, interpreta la più grave crisi economica degli ultimi decenni come il segnale di “una metamorfosi, come quella del bruco che si trasforma in farfalla, di cui la nostra civiltà ha bisogno, oggi più che mai”. Insomma addirittura una grande opportunità. E questo approccio sembra adattarsi anche ai risultati statistici del “IV° Rapporto sull’Impegno Sociale delle Aziende in Italia”, che oggi, alla vigilia dell’Anno Europeo del Volontariato e del decennale del Libro Verde della Comunità Europea dedicato alla Responsabilità Sociale d’impresa (2011), possiamo leggere con ottimismo e rinnovata fiducia. Nonostante tutto, il fenomeno è in crescita: la responsabilità sociale delle imprese, l’impegno umanitario, la salvaguardia dell’arte e dell’ambiente, il finanziamento alla ricerca scientifica, la tutela dei dipendenti e del territorio sembrano essere comportamenti entrati a far parte delle leve strategiche per lo sviluppo duraturo. Le buone pratiche e gli investimenti nel sociale pagano, a sostegno dell’idea che la locomotiva della democrazia e del benessere non può essere solo lo sviluppo tecnologico, ma l’attenzione ai beni immateriali come lo star bene delle persone e la cultura del risparmio condiviso delle risorse: meno forma e più sostanza. Le parole d’ordine sono “trasparenza”, “dialogo”, “attenzione”, collaborazione tra profit, non profit, università e istituzioni per il comune obiettivo dello sviluppo sostenibile, con un uso sempre maggiore della rete per scambiarsi progetti, saperi e opportunità. Roberto Orsi Presidente e Amm. Delegato ERREPI COMUNICAZIONE Docente Governance Territoriale e Responsabilità Sociale DALLA CrISI UNA NUOVA CULTUrA DELLA rESPONSABILITA’ Siamo responsabili non solo di quello che facciamo, ma anche di quello che non facciamo Molière
  • 5. L’INDAGINE NOTA METODOLOGICA L’indagine è stata condotta con interviste on line (sistema CAWI Computer Aided Web Interview), effettuate dal 24 marzo al 31 maggio 2010. L’universo di riferimento è rappresentato dalle aziende con oltre 100 dipendenti ed è stimato convenzionalmente in base ai risultati del Censimento intermedio dell’Industria e dei Servizi, condotto dall’ISTAT, con un dato pari a 8.618 unità (P.A. esclusa). Il campione è costituito da 800 aziende ed è rappresentativo dell’universo di riferimento in base al settore di appartenenza. GLI INTERVISTATI Gli intervistati sono stati scelti casualmente dalla Community di SWG1 tenendo conto della loro rispondenza ai requisiti di profilazione. 1 SWG dispone di una Web Community che conta attualmente circa 120.000 iscritti (unique on line users), coinvolti periodicamente nelle indagini realizzate dall’ Istituto. L’ampiezza della Community consente di operare delle estrazioni ad hoc, operando solo su campioni che rispondano a determinati requisiti definiti a priori (tutte le persone appartenenti alla Community sono state profilate tramite un questionario di recruiting iniziale). Ai communiter che rispondono ai parametri desiderati viene inviata una e-mail di invito, con un link diretto al questionario ospitato nel server SWG.
  • 6. 8 L’ I N D A G I N E SETTORE DI APPARTENENZA: % INDUSTRIA TRADIZIONALE 54,6 Industrie manifatturiere 20,1 Industrie metallurgiche 16,1 Meccanica, Auto 14,4 Gomma, plastica 4,0 TRASPORTI 11,8 SERVIZI 11,4 COMMERCIO (ingrosso e dettaglio) 8,9 INDUSTRIA ALTA TECNOLOGIA 8,3 Chimica, Farmaceutica 6,0 Elettronica, informatica, telecomunicazioni 2,3 BANCHE, FINANZA, ASSICURAZIONI 5,0 FATTURATO: % fino a 25.000.000 euro 33,9 da 25.000.001 a 50.000.000 euro 17,0 da 50.000.001 a 100.000.000 euro 11,5 oltre 100.000.000 euro 14,6 non sa/non risponde 23,0 rispondenti: 800
  • 7. 9 L’ I N D A G I N E POSIZIONE IN AZIENDA: % Ufficio Pubbliche Relazioni/Stampa e Comunicaz. 20,0 Direzione del Personale 14,6 Ufficio Marketing/Comunicazione 14,0 Amministrazione 9,5 Impiegato 8,2 Direzione generale 7,0 Ufficio Commerciale 5,7 Direttore generale 3,8 Amministratore Delegato 3,7 Presidente 3,6 Responsabile Qualità 2,1 Titolare 1,8 Direttore di produzione 1,5 Responsabile ambiente e sicurezza 0,9 Ufficio Affari generali 0,7 Segreteria di direzione 0,6 Altra posizione 2,3% ZONA: % nord-ovest 42,1 nord-est 25,2 centro 15,2 sud - isole 17,5 rispondenti: 800
  • 8. 10 L E A Z I E N D E AT T I V E N E L S O C I A L E valori % Nel 2009 la Sua azienda ha investito in iniziative di responsabilità sociale, cioè a sostegno della cultura, dell’ambiente/sviluppo sostenibile, della solidarietà o del personale interno? Dall’ultima edizione di questo rapporto sull’impegno sociale delle aziende italiane, sono ormai passati due anni. In questo lasso di tempo le aziende hanno dovuto fronteggiare un grosso nemico chiamato CRISI. Nonostante gli sforzi profusi nell’agone contro questo difficile momento, le aziende hanno continuato a fare quello che potremmo definire “buon business”: nel 2009 ben 7 aziende su 10 hanno investito in iniziative di responsabilità sociale, confermando il trend positivo degli ultimi anni. Il segmento delle aziende orientate alla “Corporate Social Responsability (CSR)” ha un profilo tutto sommato allineato a quello tratteggiato in passato. Se guardiamo alle dimensioni, fra le aziende più grandi, sia in termini di fatturato che di dipendenti, la per- centuale di investitori sale fino all’88%. Al contrario, la paternità geografica, rispetto al 2007, si sposta dal nord al centro sud.
  • 9. 11 G li e f f etti della c r isi valori % Secondo Lei, al di là di quanto realizzato dalla vostra azienda, in che misura la congiuntura economica negativa degli ultimi anni ha contribuito ad incrementare l’attenzione delle aziende nei confronti delle iniziative di responsabilità sociale? Ma in che misura lo scenario economico negativo degli ultimi anni ha contribuito ad alimentare la responsabilità sociale delle aziende? Leggendo tra le righe delle risposte fornite dagli intervistati, la percezione preponderante è quella di un’influenza marginale: solo 4 aziende su 10 credono nella relazione “più CRISI = più CSR ”. Questo dato fa ben sperare nel fatto che in Italia il terreno stia diventando sempre più fertile e reattivo alle tematiche sociali, quasi a prescindere da quello che richiede il mercato.
  • 10. 12 L E A Z I E N D E AT T I V E N E L S O C I A L E valori % Per l’anno in corso 2010 é stato previsto un budget da destinare all’ investimento per iniziative di carattere sociale? Anche quando si parla al futuro, in termini di budget da investire, è possibile scorgere una maggiore determinazione delle azien- de nel portare avanti gli investimenti in “risorse intangibili”. Questa evidenza è ravvisabile soprattutto fra gli attuali investitori che nel 77% dei casi si sono già impegnati a rinnovare il proprio impegno nel corso del 2010. Al contrario, fra quanti nel 2009 hanno preferito concentrarsi su altri obiettivi, continua ad aleggiare ancora un po’ di resistenza nei confronti della CSR. Spesso si tratta di aziende anche di grandi dimensioni concentrate nel nord-ovest o nel centro Italia.
  • 11. 13 L’ I M P O RT O D E I F I N A N Z I A M E N T I valori % Potrebbe indicare qual è stato per il 2009 l’importo globale degli investimenti destinati ad iniziative di carattere sociale? Il trend positivo registrato rispetto al numero di aziende “impegnate” fa il bis, nel lungo periodo, quando si parla di migliaia di euro investiti. Se nel 2001 si registrava un importo medio pro capite di 110.000 euro, nel 2009 è passato a 161.000 euro (+46%). Circoscrivendo il confronto al breve periodo, invece, ci si accorge che l’esposizione delle aziende, nonostante la crisi, è rimasta sostanzialmente allineata a quella di due anni fa. I “big investor” li ritroviamo, ancora una volta, fra le grandi aziende, nel settore bancario / finanziario e assicurativo e nel Centro Italia. Più che positiva la previsione di crescita per il 2010: le aziende dichiarano di avere già messo a bilancio un importo medio pari a 219.000 euro.
  • 12. 14 L’ I M P O RT O D E I F I N A N Z I A M E N T I valori % Mantenendo costante l’universo di riferimento, si riesce a cogliere ancora di più la crescita del numero di aziende impegnate e l’incremento del flusso globale dei finanziamenti che, rispetto al 2001, si è più che raddoppiato.
  • 13. 15 L E I N I Z I AT I V E F I N A N Z I AT E valori % Quali sono state le tipologie di iniziative di carattere sociale su cui ha investito la sua azienda nel corso del 2009? Le aziende continuano ad orientarsi principalmente verso quella che viene definita “dimensione esterna” della CSR perché proiettata all’esterno, verso le proprie comunità di riferimento. Al primo posto le iniziative di solidarietà sociale e le azioni umanitarie che, visti gli accadimenti dello scorso anno, testimoniano la risposta immediata delle aziende alle diverse chiamate di emergenza. Positivo anche l’impegno di 1/3 delle aziende a favore della declinazione interna della responsabilità sociale, con una serie di servizi volti a migliorare le condizioni lavorative dei dipendenti. Percorrendo l’Italia, si scopre una maggiore diffusione degli in- vestimenti “interni” nel nord e nel centro Italia mentre, dal punto di vista dimensionale, ancora una volta, le aziende più grandi si connotano per l’approccio multistakeholder (a favore di entrambe le dimensioni). Rispondenti (aziende che hanno investito): 554 La somma delle % è superiore a 100 poiché gli intervistati hanno fornito più risposte
  • 14. 16 L E M O D A L I TA’ D I I N T E RV E N T O valori % E quali sono state le modalità di intervento che ha adottato la Sua azienda per investire in iniziative di carattere sociale? Un’impresa ha molti modi per essere socialmente responsabile e a seconda della strada che decide di percorrere si può capire in che misura il proprio impegno va oltre la mera dichiarazione di intenti. Guardando questi dati, si osservano tre evidenze importanti: - la partecipazione delle aziende è soprattutto di tipo passivo, con oltre 1/3 del campione che si limita a fare delle erogazioni economiche e/o materiali. - seppur secondario, non è certo trascurabile l’impegno delle aziende che hanno deciso di scendere in campo in prima persona mettendo a disposizione le proprie risorse o addirittura attivando dei gruppi di lavoro interni. - le aziende continuano a puntare, in maniera molto più incisiva rispetto a due anni fa, sulla diffusione di questo tipo di cultura anche fra i dipendenti: 1/3 delle imprese (nel 2007 erano solo il 18%) li ha coinvolti in maniera diretta e/o indiretta per sostenere il terzo settore. Rispondenti (aziende che hanno investito): 522 La somma delle % è superiore a 100 poiché gli intervistati hanno fornito più risposte
  • 15. 17 L A S C E LTA D E L L E I N I Z I AT I V E Dai risultati di questa indagine sta emergendo, sempre più chiaramente, la “rivoluzione sociale” attualmente in atto. Le aziende cominciano a trasformare la propria scelta di fare del “buon business” in azioni sempre più concrete nel contesto sociale, politico e ambientale nel quale operano. Nella selezione delle iniziative su cui investire, quasi 3 aziende su 10 decidono di puntare sullo staff involvement, rivelando una maggiore propensione alla condivisione interna della CSR. Le credenziali (serietà e affidabilità) dell’ente proponente/beneficiario, invece, continuano a guidare le scelte degli imprenditori che inseriscono una terza persona tra il proprio “dire e fare”. Non manca, infine, quella fetta di aziende - sono circa 1 su 4 - che guarda in maniera meno altruista alla responsabilità sociale, lasciandosi guidare solo dalle prospettive di un ritorno in termini di reputation. valori % Quali sono i principali criteri adottati dalla sua azienda nella scelta delle iniziative su cui investire? Rispondenti (aziende che hanno investito): 573 La somma delle % è superiore a 100 poiché gli intervistati hanno fornito più risposte
  • 16. 18 I R E Q U I S I T I D I U N B U O N P R O G E T T O valori % Dovendo valutare i requisiti fondamentali di un buon progetto sociale, qual è il livello d’importanza… Anche dal ranking di importanza dei driver di scelta di un buon progetto sociale emerge una visione aziendale sempre meno auto-centrata e sempre più proiettata verso la collettività. Viene riconfermata rispetto al 2007 l’importanza attribuita alla rilevanza sociale dell’intervento e alla possibilità di coinvolgere il personale. Chi delega lo sviluppo degli interventi, invece, richiede maggiore trasparenza, per avere una rendicontazione precisa degli intangibles su cui ha investito.
  • 17. 19 I R E Q U I S I T I D I U N B U O N P R O G E T T O In questo senso passano quasi in secondo piano tutti gli aspetti legati a finalità meramente ”aziendalistiche”, che potrebbero limitarsi a dare maggiore visibilità all’azienda o a rispondere a delle linee guida comuni. valori % Dovendo valutare i requisiti fondamentali di un buon progetto sociale, qual è il livello d’importanza… Rispondenti (investitori attuali e futuri): 573
  • 18. 20 I l maggio r e elemento di f r eno allo sviluppo della C S R valori % Secondo Lei, quale è, fra i seguenti, il maggiore elemento di freno allo sviluppo definitivo di una RESPONSABILITA’ SOCIALE all’interno delle aziende? Anche se il retaggio culturale di alcuni manager italiani nei confronti di una vera e propria coscienza CSR è ancora molto forte, lo sviluppo di questo settore potrebbe essere decisamente più rapido se le azioni di responsabilità sociale promosse dalle aziende avessero ritorni più tangibili e immediati.
  • 19. 21 La ricerca della visibilità valori % Qual è secondo la Sua azienda l’intervento più efficace in termini di reputazione e di produzione di valore sociale, cioè che dà maggiore visibilità all’azienda e produce valore sociale? Rispondenti (investitori attuali e futuri): 593 La somma delle % è superiore a 100 poiché gli intervistati hanno fornito più risposte
  • 20. 22 L’ atteggiamento nei con f r onti della r esponsabilit à sociale Nonostante alcune aziende continuino a sposare il detto “business of business is business” per cui lo sviluppo di una dimensio- ne sociale non rappresenta né un investimento per lo sviluppo, né tanto meno un obiettivo aziendale al pari di quelli di mercato, è importante osservare la maggiore consapevolezza dell’importanza del dipendente. E’ proprio nell’ottica di rafforzare il rapporto con le risorse interne che i 2/3 del campione è d’accordo con l’ipotesi di introdurre la CSR nel Dna di tutte le aziende. Questa consapevolezza è maggiormente diffusa tra le aziende che hanno investito nel 2009 e che investiranno nel 2010 e tra le aziende con oltre 500 dipendenti, collocate nel meridione. valori % Quanto le seguenti frasi descrivono l’attuale atteggiamento della Sua azienda?
  • 21. 23 I l codice etico valori % Negli ultimi anni si è parlato sempre più spesso di CODICE ETICO delle aziende, una carta dei diritti e doveri morali che definisce la responsabilità etico-sociale dell’azienda e dei soggetti che vi operano. Prima di oggi ne aveva mai sentito parlare? La Sua azienda ha adottato un proprio codice etico? Il codice etico può essere visto come lo strumento-ponte fra i valori che un’azienda ha deciso di sposare e le relazioni che giorno dopo giorno vive con i diversi stakeholder. Allo stato dell’arte, quasi un’azienda su 2 ha deciso di dotarsene per dare dei confini più tangibili al proprio impegno sociale ed etico; all’interno del segmento dei più resistenti il 36% è intenzionato a farlo in futuro. Rispetto al 2007, a fronte di un livello di penetrazione dello strumento tutto sommato costante, è aumentato il numero di aziende che ne ha almeno sentito parlare. Le aziende con una visione più “certificativa” del proprio impegno hanno fatturati importanti, sono impegnate prevalentemente nel settore bancario/finanziario e assicurativo e si collocano prevalentemente nel nord-ovest.
  • 22. 24 L A P R E S E N Z A D E L R E S P O N S A B I L E I N T E R N O Sempre più aziende decidono di avvalersi di un responsabile interno a cui delegare la realizzazione e la supervisione delle attività di responsabilità sociale e il trasferimento delle relative informazioni ai diversi portatori di interessi (43% contro il 35% registrato del 2007). Nella maggior parte dei casi la figura dello stakeholder manager può contare sulla presenza all’interno dell’azienda di una strut- tura dedicata o multidisciplinare. valori % Esiste all’interno della Sua azienda una funzione/un responsabile a cui è delegato il compito di individuare, realizzare e monitorare le attività di responsabilità sociale all’interno e all’esterno dell’impresa, comunicandone anche i principi ai dipendenti, agli investitori ed a tutto il contesto sociale?
  • 23. 25 L a p r esenza del r esponsabile inte r no e r iconoscimento valori % Potrebbe indicare com’è organizzata la funzione di questo ruolo all’interno dell’azienda e cioè... Rispetto alla funzione di questo ruolo, nel 37% dei casi si tratta di una figura jolly che opera trasversalmente ai diversi reparti, mentre una quota ridotta (12%) identifica un responsabile per ogni dipartimento. La restante parte attribuisce tale compito a quelle figure aziendali che sono già impegnate a presenziare altre funzioni. La presenza del manager etico all’interno dell’azienda, invece, resta un fenomeno di nicchia (7%). Non a caso, all’idea di riconoscere le competenze specifiche di un manager o di un dipendente specializzato in CSR, il 55% delle aziende non è d’accordo.
  • 24. 26 I l bilancio sociale e bilancio / r appo rto di sostenibilit à La legittimazione della dimensione sociale dell’impresa (che genera valore diverso da quello puramente economico), passa anche attraverso due importanti strumenti, il bilancio sociale e il bilancio/rapporto di sostenibilità che consentono all’azienda di veicolare i propri dati “quantitativi e qualitativi” ai diversi stakeholder. Ne è consapevole quel 23% di aziende che ha deciso di redigerli entrambi per testimoniare la propria gestione responsabile a favore di uno sviluppo sostenibile. Si tratta soprattutto di aziende di grandi dimensioni, che hanno già adottato anche un codice etico, e che hanno investito cifre consistenti nella CSR. Il bilancio sociale, in particolare, si sta diffondendo sempre di più nel nostro paese: nel 2007 era stato adottato solo dal 35% delle aziende. valori % Parliamo ora di BILANCIO SOCIALE E DI BILANCIO/RAPPORTO DI SOSTENIBILITA’. La sua azienda redige annualmente tali documenti?
  • 25. 27 L E D E F I N I Z I O N I D I B I L A N C I O S O C I A L E Dietro la scelta della definizione più appropriata per descrivere il Bilancio Sociale si possono scorgere due macro orientamenti che hanno guidato le risposte del campione interpellato. Da una parte i “consapevolmente responsabili” e dall’altra i “funzionalmente responsabili”, ancora una volta in minoranza. Se da un lato il bilancio può servire per dar conto delle performance della dimensione sociale della propria attività, dall’altro può rappresentare uno strumento di facciata per limitarsi a fare della “corporate social responsibility washing” imitando altre aziende o inseguendo fini propagandistici. valori % Quale di queste definizioni descrive meglio il BILANCIO SOCIALE per la sua azienda? Rispondenti (redigono il bilancio sociale): 335
  • 26. 28 L a r elazione sociale con l’ azienda Un’azienda “consapevolmente e socialmente responsabile” sa bene di non avere un’esistenza a sé stante ma di far parte di un microcosmo di attori con i quali è costantemente in relazione. Nello specifico, 1 azienda su 2 concentra i propri sforzi sulle risorse interne, sfruttando la responsabilità sociale come strumento per far emergere le idee e per ridurre i conflitti. Nel 40% dei casi, invece, l’attenzione ricade sul cliente, sempre più attento e propenso all’”acquisto impegnato”, seguito dalla collettività e dal management. Agli azionisti, ai fornitori e allo stato, invece,viene riconosciuto un ruolo di secondo piano, poiché rappresentano gli attori esterni che beneficerebbero meno degli investimenti sociali delle aziende. valori % A quali, fra gli attori coinvolti nella costruzione della relazione sociale con l’azienda, lei attribuisce la maggior importanza? Rispondenti: 800 La somma delle % è superiore a 100 poiché gli intervistati hanno fornito più risposte
  • 27. 29 L A R E L A Z I O N E S O C I A L E C O N L’ A Z I E N D A valori % Quanto sono necessarie le iniziative di responsabilità sociale per ridurre i rischi di conflitto con ciascuno dei seguenti stakeholders? Rispondenti: 800 La somma delle % è superiore a 100 poiché gli intervistati hanno fornito più risposte
  • 28. 30 L E I N I Z I AT I V E P E R L E R I S O R S E I N T E R N E Le aziende stanno maturando sempre di più l’idea che investire nella crescita e nello sviluppo del capitale umano è fondamen- tale per ridurre il conflitto interno: così facendo i dipendenti si sentono più vicini agli obiettivi aziendali con ricadute positive sulla loro produttività. Quasi tutte le aziende interpellate hanno sviluppato una qualche iniziativa a favore dei propri dipendenti, in particolar modo per migliorare le loro condizioni di sicurezza e salute, la loro formazione ma anche incoraggiando un maggiore coinvolgimento con iniziative di comunicazione ed ascolto. valori % Quali sono state, durante lo scorso anno, le azioni/iniziative messe in atto dalla sua azienda per lo sviluppo e l’attenzione alle condizioni di lavoro delle RISORSE INTERNE? Rispondenti (hanno investito): 554
  • 29. 31 L A C O N D I V I S I O N E I N T E R N A Anche quest’anno sembra esserci un deficit sul tema della condivisione interna: se quasi la metà delle aziende dichiara che il personale è partecipe all’obiettivo aziendale della responsabilità sociale, solo una su cinque ha avuto modo di verificare questo livello di condivisione con un appropriato sistema di misurazione. valori % Nella Sua azienda, quanto la responsabilità sociale è un obiettivo condiviso dal personale interno?
  • 30. 32 G L I E FF E T T I D E L L A C O N D I V I S I O N E I N T E R N A valori % Ritiene che le iniziative di responsabilità sociale abbiano avuto effetti positivi sulla motivazione e sulla produttività dei dipendenti?
  • 31. 33 G L I S T R U M E N T I D I C O N D I V I S I O N E Per quanto riguarda gli strumenti di comunicazione dei principi di solidarietà e responsabilità sociale alle risorse interne, si nota una certa contrapposizione fra le aziende (che sono circa il 20%) che non hanno utilizzato nessuno strumento di condivisione e quelle che hanno deciso di puntare sull’intranet aziendale come strumento efficace ed economico per rendere partecipi i dipendenti. valori % Quale tra i seguenti strumenti è quello più utilizzato dalla sua azienda per la diffusione dei principi della responsabilità sociale come valore condiviso da tutti i dipendenti? Rispondenti: 800 La somma delle % è superiore a 100 poiché gli intervistati hanno fornito più risposte
  • 32. 34 LO SVILUPPO DELLE PRATICHE DI RESPONSABILITA’ SOCIALE La maggior parte delle aziende interpellate sembra essere d’accordo con l’ipotesi che lo sviluppo delle pratiche di responsabi- lità sociale non possa essere delegato ad un singolo attore, bensì che sia da ricercare nella collaborazione con altri soggetti. Le aziende non dovrebbero limitarsi ad essere protagoniste di proprie modalità di CSR, ma dovrebbero interagire con il settore pubblico, le Università e il mondo del non profit per promuovere l’impegno sociale a tutti i livelli. valori % Quanto è d’ accordo con le seguenti affermazioni riguardanti lo sviluppo delle pratiche di responsabilità sociale? Rispondenti: 800 La somma delle % è superiore a 100 poiché gli intervistati hanno fornito più risposte
  • 33. 35 L A C R E A Z I O N E D I F O N D A Z I O N I E O N L U S La responsabilità sociale in Italia sembra essere abbracciata così forte dalle aziende che più di un quarto di quelle interpellate si dichiara propensa alla creazione in futuro di una propria fondazione mentre 2 su 10 sono pronte a costituire una ONLUS. Tra le aziende più attive nel sociale queste quote di adesione aumentano sensibilmente. valori % Ritiene che in futuro la Sua azienda creerà una propria ...
  • 34. 36 L A P I A N I F I C A Z I O N E D E I M E Z Z I valori % Quando organizza iniziative nel sociale, la sua azienda dà loro visibilità attraverso... La responsabilità sociale è veicolata principalmente attraverso il WEB sia in entrata che in uscita. Le aziende, infatti, si affidano ad internet sia per dare visibilità alle proprie iniziative che per informarsi ed aggiornarsi sulla realtà sociale esterna. Questo dato è rafforzato dalla percezione poco positiva che le aziende hanno dello spazio che i media più tradizionali dedicano alle iniziative da loro promosse. D’altro canto però le aziende interpellate, consapevoli del digital divide che persiste ancora in Italia, non dimenticano alcuni canali consueti come l’ufficio stampa e i quotidiani. Rispondenti: 800 La somma delle % è superiore a 100 poiché gli intervistati hanno fornito più risposte
  • 35. 37 L E F O N T I I N F O R M AT I V E valori % Attraverso quali fonti Lei si informa sugli sviluppi e le nuove tendenze dei temi legati alla responsabilità sociale delle aziende? Rispondenti: 800 La somma delle % è superiore a 100 poiché gli intervistati hanno fornito più risposte
  • 36. 38 L A C O P E RT U R A S TA M PA valori % Personalmente, come valuta la copertura stampa e TV relativa alle iniziative promosse dalle aziende nel sociale?
  • 37. 39 L a p r omozione delle iniziative di r esponsabilit à sociale a livello locale valori % Nelle aziende multinazionali spesso esiste una strategia corporate per lo sviluppo delle azioni di CSR a cui possono essere o meno associati degli incentivi per promuovere azioni a livello locale. In quale misura nella vostra azienda vengono incentivate le iniziative di responsabilità sociale a livello locale?
  • 38. GLI SPONSOr DELLA PUBBLICAZIONE BARILLA NOVARTIS SANOFI AVENTIS TERNA VODAFONE
  • 39. Leader mondiale nell’area della salute, Novartis è fortemente impegnata nella ricerca e nello svi- luppo di farmaci e soluzioni d’avanguardia per curare le malattie, ridurre il carico delle sofferen- ze e migliorare la qualità di vita delle persone. Con l’obiettivo prioritario di soddisfare i bisogni dei pazienti, rispettando le attese e i diritti di tutti i suoi interlocutori, Novartis si adopera per gestire le proprie attività in modo sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico. Attraver- so il suo costante orientamento all’innovazione e il suo approccio responsabile alle esigenze della salute, Novartis è un punto di riferimento affida- bile per milioni di persone, in Italia e nel mondo. Innovazione e responsabilità, al servizio del paziente
  • 40. IL PROGETTO E LA REALIZZAZIONE DELL’INDAGINE 48 Tomorrow SWG è la Business Unit del Gruppo SWG dedicata agli studi e alle ricerche di marketing per il mondo delle imprese. Nel corso degli ultimi anni è riuscita ad affermarsi nel panorama degli istituti di ricerca grazie ad un nuovo approccio alle indagini di mercato, basato sul valore dell’innovazione come leva per ‘rompere gli schemi’ e superare le soluzioni preconfezionate. Attraverso la creazione di tavoli condivisi e gruppi di lavoro interdisciplinari, i contributi di attori diversi - media partner, società di consulenza, agenzie di PR e comunicazione - diventano parte integrante di progetti di indagine con cui Tomorrow SWG accompagna le aziende dei diversi settori (economia e finanza, healthcare, beni di consumo e durevoli, editoria e altri ancora) nei loro percorsi di conoscenza e sviluppo. Pur disponendo di “prodotti a scaffale” - modelli standardizzati che possono risolvere alcuni dei problemi più ricorrenti del marketing -, Tomorrow SWG opera principalmente secondo una logica ad hoc, integrando metodologie diverse all’interno di soluzioni personalizzate, tarate sulle specifiche esigenze informative delle imprese e sulle caratteristiche peculiari dei mercati e dei target di riferimento. All’impiego di tutti gli strumenti di investigazione tradizionalmente utilizzati dagli istituti (quantitativi e qualitativi) Tomorrow SWG associa l’utilizzo di metodi alternativi di raccolta ed analisi delle informazioni, che sfruttano le opportunità offerte dalle nuove tecnologie: dalle Web discussion, che utilizzano le logiche dei forum on line piegandole alle esigenze della ricerca motivazionale, alle indagini estensive tramite Internet, che riescono ad intercettare segmenti sempre più profilati di popolazione, sfruttando appieno le potenzialità di stimoli multimediali (video wave, adv disgnostic). T O M O RR O W S W G
  • 41. 49 E RR E P I C O M U N I C A Z I O N E L’Osservatorio Socialis raccoglie tutte le iniziative promosse da Errepi Co- municazione nel campo della CSR, della solidarietà, dell’ambiente e dello svi- luppo sostenibile, e nasce alla vigilia dell’Anno Europeo del Volontariato e del decennale del Libro Verde della Comunità Europea dedicato alla Responsabilità Sociale d’impresa (2011). Si tratta del primo punto di incontro e di informazione dove aziende, Associazioni non profit, Università e Istituzioni trovano un luogo di raccolta e di scambio per le iniziative di sviluppo sostenibile, salvaguardia dell’arte e dell’ambiente, risparmio delle risorse, servizi ai cittadini e ai dipendenti. Frutto di oltre 10 anni di promozione di progetti sul territorio, ai quali hanno parte- cipato tra le altre aziende come Barilla, Boeing, Bracco, Enel, E.On, Chiesi, Co- sta Crociere, Merck Serono, Vodafone, P&G, Henkel, Novartis, Sanofi, Terna, Uni- lever e associazioni come Aism, Lega del Filo d’Oro, Coopi, Unicef, WFP, WWF, Cipsi, Save The Children, l’Osservatorio Socialis è una piazza virtuale dove le buone pratiche, le esperienze, le idee dei diversi protagonisti dell’impegno nel sociale, nell’ambiente, nella solidarietà e nella cultura possono essere messe a disposizione di tutti, analizzate, prese a modello, promosse e giudicate. La struttura dell’Osservatorio Socialis prevede una sezione che accoglie e diffonde studi statistici ed economici prodotti da università ed enti di ricerca, una gallery con portfolio fotografici dedicati ai temi del sociale, podcast sulla solidarietà, 4 sezioni di buone pratiche, e un’enciclopedia-dizionario della CSR e della sostenibilità, che verrà aggiornata periodicamente con il contributo degli stessi protagonisti. L’indirizzo internet è www.osservatoriosocialis.it L’OSSERVATORIO SOCIALIS
  • 42. Per richiedere la brochure: info@cipsi.it Stiamo lavorando a un nuovo percorso di collaborazione con le imprese. www.cipsi.it
  • 43. Errepi Comunicazione srl Via Arenula, 29 00186 Roma Tel. +39 06 68300527 www.errepicomunicazione.it La pubblicazione è stata realizzata con il contributo di:
  • 44. S&Massociati-Roma La pubblicazione è stata realizzata con il contributo di: Barilla, Novartis, Sanofi Aventis, Terna, Vodafone www.errepicomunicazione.it

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