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Programma elettorale ALBEROBELLOinCOMUNE

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    • PROGRAMMAElezioni amministrative 6-7 maggio 2012 Candidato SindacoCARMELA DIDDIO
    • ...andare oltre, allargare la visuale del proprio angolo, parlare di diversità, di sostenibilità, di generazioni future. Tutto deve essere fatto basandosi su democrazia, moralità e legalità: precondizioni del programma. Letica della politica è a fondamento del programma: essa viene prima di ogni contenuto e necessita di una vera rivolu- zione morale. Le nostre candidate e i nostri candidati adot- tano un codice etico basato su principi a tutela della moralità pubblica, con limpegno di evitare, nellambito della propria attività istituzionale, ogni possibile conflitto dinteressi.Il filo conduttore di un programma che si misura con il tema dellalternativa possibile allattuale statodi cose nel Comune di Alberobello è lassunzione della responsabilità pubblica in campoeconomico, sociale, ambientale e culturale. La finalità che ne orienta le scelte è la salvaguardia delbene comune, inteso come patrimonio di risorse e di diritti incompatibili con la logica del profitto,dallacqua al paesaggio, dalla salute al lavoro, al sapere. Al centro si pone la dignità della persona ed ilsuo rapporto di contiguità con le altre persone, con il contesto e con la natura.Un programma realistico e "possibile": le condizioni della "governance urbana e territoriale".Perché un programma elettorale sia credibile, occorre innanzitutto partire dal presupposto, oggiassolutamente non eludibile, della condizione economico-finanziaria cui sono sottoposte le Ammi-nistrazioni Comunali in Italia.Nel pieno di una crisi economica devastante, caratterizzata da condizioni di recessione mai visteprima, i Comuni vedono (anche se non solo da ora) il calo quasi completo del trasferimento di fondiad essi destinato dallo Stato. Questa penuria economica incide in maniera determinante sulle poli-tiche di programmazione e di gestione degli enti locali agendo fortemente sulla possibilità di realiz-zare qualsiasi programma ed attività di pianificazione, progettazione e realizzazione.I Comuni sono costretti a reggere tutta la loro attività su risorse che sono obbligati a cercarsi altrove.Queste risorse possono essere raggruppate in quattro tipologie differenti.• la prima è quella riveniente da introiti diretti (come IMU, tasse locali varie e gli oneri di urbaniz-zazione rivenienti dal rilascio dei Permessi di Costruire) o da quelli di beni pubblici da cui possonoderivare introiti (parcheggi, musei e strutture di tipo pubblico, ecc.);• la seconda è quella proveniente dalla possibilità di effettuare proposte possibili e premiabili richie-dendo fondi direttamente a strutture statali e/o europee o altre (questo è un filone ormai in esauri-mento, visto il sistema organizzativo di trasferimento dei finanziamenti, che passano ormai per lagrandissima parte attraverso lasse Europa-Regioni);• la terza tipologia, la più consistente, è quella che vede laccessibilità diretta a fondi europei. Questosistema è stato strutturato in maniera tale che, per potervi accedere, i Comuni debbano giustificareattraverso un sistema di "identificazione del fabbisogno locale", il loro finanziamento.• la quarta ed ultima tipologia è costituita dalla cosiddetta "contrattazione" (vedi "urbanistica contrattata")cioè lapporto dei privati che con propri finanziamenti partecipano alla realizzazione delle opere pubbliche.
    • Per quanto riguarda la prima tipologia di introiti occorre sottolineare innanzitutto che si trattadi introiti di tipo modesto, in quanto modesto è il numero di abitanti della città, modesta èlestensione territoriale del Comune (e quindi le imposte possibili) e soprattutto non è logicopesare in maniera smisurata sulle spalle dei cittadini. Sicuramente vanno rivisti i criteri e lemodalità di assegnazione degli immobili comunali.La seconda tipologia, per quanto molto limitata nelle disponibilità, risente della mancanza di profiliprofessionali adeguati e/o dedicati allinterno dellamministrazione, soprattutto a causa del fatto cheil "patto di stabilità" impedisce le assunzioni e, quindi laumento e ladeguamento degli organici.Per quanto attiene la terza tipologia, proponiamo di rivedere profondamente il ruolo dellamministrazioneallinterno del sistema "area vasta" assumendo, di fatto, un ruolo da protagonista dello sviluppo dei territori.Per quanto riguarda invece la quarta tipologia riferentesi alla "contrattazione", occorre dire chequesta pratica ha mostrato nei fatti tutto il proprio limite. Il contratto di quartiere di via Barsentovede le opere relative ai privati quasi tutte completate e commercializzate, mentre le opere pubbli-che (nuovo mercato coperto, conceria, case di edilizia agevolata per giovani ed anziani), olanguono bloccate o non sono ancora nemmeno state cantierizzate. È evidente, quindi, che la con-trattazione non può e non deve favorire opere e imprese private.Le opere pubbliche e i "ruderi" del paeseLe opere pubbliche della città dipendono direttamente dalla disponibilità economica di cui ilComune è dotato. Facile immaginare, se si fa riferimento a quanto detto precedentemente riguardoalle finanze delle amministrazioni pubbliche, che la possibilità di programmare la realizzazione ditali strutture è profondamente limitata alla possibilità di ottenere finanziamenti finalizzati.Alcune opere sono già state programmate, ma sono ancora ben lungi dallessere realizzate: è ilcaso dellabbattimento del vecchio mercato coperto in largo Martellotta e del mulino Lippolis.Il vero problema, che non è mai stato affrontato veramente, è costituito dal senso che tali spazi etali "ruderi" hanno e/o potrebbero avere in una "idea di città" differente. Perchè cercare a tutti icosti solo ed esclusivamente una demolizione? Potrebbe invece essere molto più fattibile e piùpropositivo tentarne il recupero. I costi del recupero sarebbero sicuramente molto meno impor-tanti dellabbattimento, della bonifica e delle nuove realizzazioni.Importante capitolo nel recupero del patrimonio edilizio comunale è lOstello della gioventù, chepotrebbe essere fondamentale come promozione del turismo giovanile, come centro di aggregazionegiovanile internazionale, come centro formativo, dove sia possibile produrre cultura, discutere eapprofondire temi inerenti la vita e la pace tra i popoli; insomma restituire in chiave moderna eaggiornata la destinazione duso originaria del sito.Recuperare il vecchio mercato coperto, potrebbe voler dire avere finalmente una struttura confunzione di auditorium e/o un cinema pubblici, sedi per lo svolgimento del lavoro di associazionidi tutti i tipi: una sorta di "villaggio culturale" della collettività locale.Nodi programmaticiIl programma non è una mera lista della spesa. Riteniamo necessario individuare i nodi program-matici utili a delineare una prospettiva politica complessiva di cambiamento e di alternativa. Perquesto sono individuate quattro macroaree: ATTIVITA’ PRODUTTIVE, AMBIENTE, TERRI-TORIO E SVILUPPO SOSTENIBILE, SOCIO-CULTURALE, GOVERNANCE CITTADINA.Allinterno di ciascuna di esse sono inscritti i contenuti programmatici essenziali e qualificanti.
    • 1. ATTIVITÀ PRODUTTIVE La crisi economica globale e nazionale non era inevitabile: essa è il frutto di scelte discutibili le cui conseguenze gravano sulle spalle di chi le subisce invece che dei responsabili. I processi di precarizzazione e lattacco ai diritti dei lavoratori, lespulsione di centinaia di migliaia di uomini e donne dai processi produttivi e lassenza di prospettive per unintera generazione richie- dono interventi decisivi a contrasto dei provvedimenti del governocentrale. In Puglia i tassi di disoccupazione sono superiori alla media nazionale, con percentuali impressio-nanti per le donne. La crisi è tuttaltro che superata, come ammesso dalla stessa Confindustria.Vanno previste misure di contrasto alla povertà e di sostegno al reddito:• impulso alleconomia sociale ed ecocompatibile;• sostegno al microcredito per lagricoltura, lartigianato, la piccola impresa, lautoimprenditorialitàcooperativa;• misure di tutela delle botteghe storiche, della piccola distribuzione, della vendita diretta e della filieracorta, del commercio equo e solidale.1.1. AgroalimentareIl modello agricolo deve rappresentare unalternativa alla speculazione edilizia, alla disoccupazione eallemarginazione sociale, allabbandono, allimpoverimento crescente; deve porre con forza la que-stione della qualità dei prodotti, legata al lavoro, alla tipicità, alla territorialità e alla tracciabilità.Vogliamo che vengano incrementate le attività agro-silvo-pastorali e artigianali tradizionali, incentivando leproduzioni locali e loccupazione, anche attraverso una maggiore valorizzazione delle terre pubbliche,favorendone la gestione attraverso attività ecocompatibili: agricoltura biologica e agricoltura sociale.La valorizzazione dei prodotti tipici (olio, vino, prodotto lattiero-caseari, ortaggi, pasta fresca, prodottida forno, dolci tipici) si completerebbe fornendo supporto alle aziende produttrici e sostenendole conun marketing mirato (utilizzo nelle ricette di chef internazionali, pubblicità sulle riviste di settore e dimaggior diffusione, sagre, esportazione in eventi turistici).1.2. TurismoNellera della comunicazione multimediale e del turismo alla portata di tutti, un consistente rinnovamentodellapproccio al turismo è richiesto attraverso una comunicazione più diretta ed immediata: un marchioriconoscibile del comune di Alberobello da diffondere, non solo in Italia, ma anche allestero, che possaessere condiviso da tutte le organizzazioni che collaboreranno col comune, apposto su tutte le riviste, i sitiweb, ecc... il tutto accompagnato da una comunicazione, calda, efficace, semplice ed immediata.Oggi il viaggiatore è diventato più esigente e consapevole. Non si può più pensare che lunicità del nostropaese basti a convogliare sempre più persone e come troppo spesso siamo abituati a sentire.Per affrontare tale cambiamento occorrono azioni strategiche, sinergiche e mirate che coinvolgano tutti. Enecessaria una nuova formazione della cultura dellaccoglienza, attenta alla qualità dellofferta, che veda tuttigli operatori del settore turistico commerciale più disponibili e ricettivi a quello che il turista richiede.È un dovere per chi vive in un paese inserito fra i beni dellUNESCO, farsi tramite tra ospiti e luogo.La consapevolezza di vivere in un paese di così alto valore a volte è generica e non basta, è necessaria unamaggiore conoscenza e consapevolezza della propria storia, del patrimonio culturale materiale ed immateriale,
    • da comunicare con entusiasmo a chi arriva, per far si che rimanga in lui unesperienza unica.È interesse di tutti, quindi, lacquisizione di una visione più ampia del rapporto con il turista per unaaccoglienza più qualificata che lo invogli a sostare e ritornare.Un altro obiettivo importante è la valorizzazione delle ricchezze del territorio rurale; per allungaremaggiormente le presenze dei viaggiatori sarebbe opportuno:• arricchire lofferta turistica con progetti per la promozione dellescursionismo (es. acquedottopugliese, monte del sale, bosco selva) con lallestimento della cartellonistica per la divulgazione dellenotizie storiche-archeologiche e naturalistiche del luogo;• creare mappe di sentieri per il trekking/biking, con una ricognizione dei sentieri e cartellonisticainformativa adeguata;• valorizzare i luoghi della memoria (casa rossa);Vista la situazione di grande incertezza che il paese sta attraversando, diventa sempre più impor-tante mantenere almeno il posizionamento sul mercato, attraverso una serie di provvedimenti checosi possono essere sintetizzati:• sviluppare una attenta politica dei prezzi;• migliorare la qualità dei servizi offerti;• difendere e consolidare la forza e limportanza che il brand “Alberobello” ha in Italia e allestero;• investire in una ospitalità evoluta, e quindi migliorare la qualità e la cultura dellaccoglienza peressere maggiormente competitivi.• investire tutti i proventi dalla tassa di soggiorno in operazioni di marketing e promozione.• istituire un tavolo permanente del turismo.In un tal contesto, il turismo deve porre attenzione allambiente e realizzare benessere per "tutti"i cittadini, diventando appunto un turismo sostenibile e più che mai attuale.Occorre promuovere la conoscenza della realtà sociale, culturale e ambientale del paese, e sensibi-lizzare i viaggiatori riguardo al rispetto della natura e degli Alberobellesi, favorendo esperienzeautentiche di contatto diretto; far del turismo sostenibile il miglior turismo possibile, in modo cheil turista si senta, seppure temporaneamente, "Cittadino".1.3. Artigianato, commercio e industriaQuando si pensa ad Alberobello il pensiero corre immediatamente ai trulli. Un biglietto da visitaunico e certamente esclusivo che ben poche altre città al mondo possono vantare. Ma è anche veroche dentro, dietro e intorno ai trulli c’è l’anima più vera, autentica e profonda di questo Patrimoniomondiale. Insieme ai trulli, infatti, Alberobello è in grado di offrire un ritrovato artigianato-artisticodi qualità, un’eccellente cucina, un ricco paniere di prodotti tipici.Nostra intenzione è:• promuovere un “made in Alberobello”, il che significa non solo la città ma anche il suo territoriocon le sue ricchezze artigianali, artistiche ed enogastronomiche;• istituire cooperative e consorzi che siano realmente funzionanti, che promuovano l’artigianatolocale a livello nazionale ed internazionale attraverso la creazione di un proprio marchio di qualitàe percorsi turistici rivolti a questo specifico settore come il già avviato ma purtroppo interrottoprogetto “le vie dell’artigianato”;• valorizzare l’annuale mostra dell’artigianato attraverso il coinvolgimento diretto degli artigianiaffinché sia, non una semplice e mera esposizione di oggetti, ma una grande bottega a cielo aperto
    • dove i visitatori abbiano l’opportunità di ammirare gli antichi mestieri, partecipare a piccoli labora-tori didattici e acquistare prodotti e manufatti;• stimolare la nascita di “A Scuola dall’Artigiano” (A scol da u mest);• indirizzare, come amministratori attenti, l’apertura di esercizi in settori non saturi grazie ad unpuntuale censimento dell’esistente, pur essendo consapevoli che le vigenti leggi sul commercioconsentono l’apertura di nuovi esercizi commerciali attraverso una semplice comunicazione (scia). 2. AMBIENTE, TERRITORIO E SVILUPPO SOSTENIBILE Il territorio va valorizzato e difeso con una costante opera di manutenzione capace di mantenere efficienti i sistemi di gestione delle risorse idriche, di coordinare le competenze e le conoscenze sulla gestione delle opere di bonifica, di difen- dere il territorio sia dallopera della natura sia dall’opera dell’uomo  (bitumazione, cementificazione, ecc). È soprattutto tra i beni naturali che ci sono quei beni comuni che per noi vanno maggiormente tutelati e che devono rima- nere proprietà pubblica.2.1. Ambiente e NaturaAlberobello, per sua fortuna, ha due aree verdi, che potrebbero migliorare i weekend primaverilidei cittadini e dei turisti. Il problema è che sono state lasciate alla mercé di vandali e maleducati.La prima area sulla quale intervenire è quella del "Parco della Rimembranza", rovinato dai van-dali e dal disinteresse comune. Per valorizzarla si dovrebbe riattrezzarla e se possibile affidarla adun comitato di quartiere che la "adotti" per gestirla e custodirla.Una valorizzazione simile meriterebbero Coreggia, via Colucci, via Villa Curri, via Barsento conladeguamento del parco giochi e la realizzazione di percorsi ciclistico-pedonali.Le spese per il mantenimento e la gestione di tali aree, oltre che essere supportate da una più attentagestione delle risorse già impegnate dalle precedenti amministrazioni, si avvarrebbero del serviziodi volontari (anziani, diversamente abili, giovani). Ogni miglioria apportata dovrà essere evidentecosì come il costo associato: in questo modo si sensibilizzerà la cittadinanza evidenziando glisforzi fatti in tale ambito.Oltre al recupero delle suddette aree, risulta necessaria lintroduzione di norme utili alla gestionedegli spazi destinati a nuove costruzioni, con lintroduzione di vincoli di superficie da dedicare adaree verdi contingenti tali opere. Il consumo e la cementificazione del territorio dovrà essere ban-dito nella maniera più categorica.2.2. Ecologia, energia e acquaLa nostra regione produce tre volte il proprio fabbisogno di energia. È necessario osteggiare a livellocomunale i progetti di impianti e/o centrali che non utilizzino le fonti rinnovabili. La scelta delleolico edel fotovoltaico va messa in pratica in modo da evitare speculazioni e consumo di territorio agricolo:opposizione totale nei confronti della eventuale richiesta di costruzione di mega impianti. La taglia di1MW deve essere il limite superiore da non oltrepassare e su cui fare controlli per evitare raggiri.
    • Dovrà invece essere promossa una vera "generazione elettrica distribuita" attraverso micro-eolico, solare termico, geotermico e fotovoltaico incentivando linstallazione di impianti con-dominiali e sugli edifici pubblici.La democratizzazione della produzione energetica delle rinnovabili, passa anche attraversolindividuazione di spazi nel territorio comunale dove concentrare lallestimento di impiantifotovoltaici aprendo la possibilità dinvestimento ai cittadini che ovviamente non possono usu-fruire di tali opportunità, in quanto proprietari di immobili sotto vincolo paesaggistico: i"trulli" non possono rappresentare un ostacolo allo sviluppo sostenibile e lamministrazionecomunale non può rimanere inerte alle difficoltà suddette.Lobiettivo finale potrebbe addirittura ricalcare lesperienza già concretizzata da altre ammini-strazioni comunali (nazionali), che hanno instaurato dei patti territoriali con lENEL per ladistribuzione dellenergia, portando ad un risparmio netto sulle bollette per tutti i cittadini.Va quindi incoraggiata e sostenuta la partecipazione delle comunità alle scelte in materia ener-getica, anche attraverso listituzione della consulta permanente di associazioni e movimentiambientalisti, con effettivo potere consultivo.Infine, per gli edifici pubblici, ci si pone lobiettivo del raggiungimento dellautosufficienza da un puntodi vista energetico: riscaldamento con impianti geotermici, pannelli fotovoltaici e fotovoltaico termicoper minimizzare luso di combustibili fossili annullando quasi completamente le emissioni di CO2.2.3. AcquaLacqua è un bene primario alla base di ogni società moderna sviluppata. Il suo utilizzo non puòtuttavia essere indiscriminato e irrazionale come sinora è stato. La coltivazione del senso comunead evitare gli sprechi non può più essere lunica azione da intraprendere per salvaguardare talerisorsa. Unamministrazione che guarda al futuro delle proprie generazioni deve disporre imme-diatamente e coscientemente di norme che indirizzino verso un uso sostenibile delle acquepotabili. La distinzione delle linee di uso diretto, che producono acque "bianche", da quelle "nere"di fogna, rappresenterebbe un passo verso una razionalizzazione delluso delle acque potabili.Questo tipo dintervento dovrà realizzarsi prima di tutto presso gli enti pubblici, intervenendoattraverso fondi europei disposti in materia di recupero e riutilizzo delle acque, poi, interveniresulle opere di ristrutturazione o di nuova costruzione dei privati prevedendo già il riciclo afiliera corta di acque "bianche" per scarichi di fogna. Unazione di questo tipo, porterebbe ad un"risparmio" di acqua potabile di circa il 30% del consumo attuale.La realizzazione e il ripristino di pozzi e cisterne private per la raccolta e il riutilizzo abitativo delleacque pluviali, comporterebbe un ulteriore passo in questa direzione. Unulteriore azione che bene sisovrapporrebbe con il tema successivo, lagricoltura, consisterebbe nella costituzione di un gruppo dilavoro che unisca le competenze accademiche e di vari istituti di ricerca, assieme agli enti preposti altrattamento delle acque reflue (AQP), di un potenziamento dellimpianto di depurazione di Albero-bello, utile ad ottenere un effluente acquoso dallimpianto, utilizzabile per scopi irrigui. Il diretto coin-volgimento delle aziende agricole completerebbe il team, concretizzando la possibilità di formulareprogetti da presentare a Calls Europee rivolte proprio al tema del "riutilizzo delle acque". In questocaso, oltre che agevolare le aziende agricole locali, si avvierebbe un ciclo virtuoso di riutilizzo delleacque che ridurrebbe notevolmente gli sprechi di risorse diversamente utilizzabili.Per una politica dei rifiuti sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale è centrale la scelta
    • della raccolta differenziata spinta, il recupero e il riciclaggio, con agevolazioni al sistema delporta a porta, che va esteso allintero territorio comunale.Tuttavia non ci si limiterebbe al solo raggiungimento dellobiettivo di raccolta differenziata all80% nelprossimo triennio. Si darebbe vita anche ad una filiera corta del rifiuto attraverso la gestionenon solo della raccolta e del conferimento, ma anche dello smaltimento e del riutilizzo dei rifiutidifferenziati. Attraverso un progetto di finanza che vede coinvolti i comuni dellarea vasta, conla partecipazione di operatori privati, si realizzerebbero gli stabilimenti che si occupano delriciclo della plastica, del vetro, della carta e anche della componente umida (attraverso il com-postaggio, o meglio ancora una gassificazione per digestione anaerobica). Il progetto potrebbeoriginare una svolta economica del nostro paese, aprendo le porte ad una caratterizzazioneindustriale e non più esclusivamente turistica-commerciale, garantendo un maggior redditodiretto per i nuovi assunti, un maggior reddito indotto per il resto dei cittadini, la riduzionedellesodo di giovani laureati in materie scientifiche che potrebbero essere assorbiti dalle nuoveattività a carattere industriale.2.4. Lavori pubbliciNel settore dei Lavori pubblici prevediamo:• di portare a termine i lavori di recupero della Conceria, avviati ormai da tanti anni;• di progettare attraverso un concorso di idee “La cittadella della formazione”, un polo scola-stico unico che includa i diversi ordini di scuola, attrezzato per essere all’avanguardia sia dalpunto di vista tecnologico che sportivo;• di recuperare, ristrutturare e mettere a norma il centro sociale di Coreggia con il campopolivalente attiguo;• di monitorare costantemente la condizione dei manti stradali, dei marciapiedi, dei muretti asecco, delle aiuole, ecc. al fine di garantire la sicurezza e il decoro urbano ed extraurbano.2.5. Viabilità e trasportiSarebbe opportuno investire nellacquisto di nuovi mezzi pubblici alimentati a metano oelettrici che servano le zone più distanti del paese agevolando i residenti con tariffe esclusive:navette-bus dal parcheggio del palazzetto dello sport alla zona pedonale di largo Martellotta,Campo sportivo, Bosco Selva, Coreggia sono luoghi male collegati e la loro valorizzazione passasoprattutto attraverso un più efficace raggiungimento degli stessi.2.6. Urbanistica e patrimonio mondialeVogliamo rilanciare il ruolo di Alberobello, città del Patrimonio Mondiale, operando una seriedi scelte per noi indispensabili:• Costituzione di un Ufficio del Patrimonio Mondiale ove si centralizzino tutti i dati riguar-danti il centro storico, creando un sistema di database di controllo del bene che da un lato costi-tuisca Centro Ricerche, dallaltro, elabori un sistema di "conoscenze" rivolto sia alla veicolazionedimmagine del luogo che alla creazione e progettazione di "sistemi duso" che consentano ilcontrollo e la tutela del luoghi. La creazione di simili database può consentire, in maniera ogget-tiva, la definizione delle "regole duso" del bene: centralizzare le informazioni sulle reti tecnolo-giche, ad esempio, oppure consentire una volta per tutte le regole da dettare in un eventuale
    • "piano delle insegne" commerciali, o ancora un chiaro piano dellarredo urbano.• Adesione del Comune allOrganizzazione Internazionale delle Città del Patrimonio Mondiale,unica istituzione riconosciuta dallUNESCO.• Potenziare il ruolo allinterno dellAssociazione delle Città Italiane del Patrimonio Mondiale,associazione che il nostro Comune ha contribuito a creare.• Assicurare al cittadino termini e tempi di risposta alle istanze e/o permessi presentate agliuffici tecnici.Il nuovo strumento urbanistico Comunale (PUG)Il nodo fondamentale del prossimo programma amministrativo è costituito dal nuovo PianoUrbanistico Generale della città, uno strumento di una tale importanza e delicatezza daimporre inevitabilmente in tutte le fasi una partecipazione attiva e programmata di tutti i citta-dini fin dai primi momenti.Esso definisce lattività programmatoria di sviluppo della città intera, e non solo in termini dicrescita fisica, ma anche in termini di sviluppo, di vivibilità, ecc. Occorre domandarsi qualeidea di città si vuole adottare o proseguire, in che tempi ed in quali condizioni.Se controlliamo i dati ISTAT degli ultimi decenni potremo notare che la nostra città ha unacrescita in termini di abitanti praticamente vicina allo zero: vale a dire che il numero degli abi-tanti resta lo stesso ormai da diversi decenni. Questo primo dato ci suggerisce lidea che il nuovopiano di sviluppo non debba basarsi sullaumento delle volumetrie abitative.La nostra proposta è quella di un Piano a consumo di suolo zero, vale a dire:• completare le aree parzialmente edificate prima di occuparne di nuove;• dichiarare le aree agricole "riserva agricola e ambientale" (salvo necessità collettive irrinuncia-bili e da dimostrare pubblicamente);• recuperare gli spazi insufficientemente utilizzati o abbandonati;• incentivare per interventi in aree già urbanizzate;• consumare suolo non urbanizzato nel caso in cui non sussistano alternative al riuso e riorga-nizzazione degli insediamenti o infrastrutture esistenti, e sempre allinterno di previsioni quan-titative di pianificazione ben meditate e previste in maniera giustificata.In sostanza bisogna:• pensare ad uno strumento che persegua gli obiettivi di riuso abitativo, laddove possibile, esoprattutto sia rivolto a mettere ordine nello spazio urbano al fine di rendere sempre più vivibilela città a coloro che ne risiedono;• stabilire che il Territorio e le sue risorse sono Patrimonio comune (pubblico);• convenire nettamente che la pianificazione del Territorio è lo strumento fondamentale ed inte-grato (ambiente/urbanistica);• rimarcare che la titolarità della pianificazione urbanistica compete alle autorità pubbliche(impedire la progettazione di qualsivoglia strumento urbanistico in assenza del confrontodemocratico tra i cittadini, annullare o modificare qualsiasi trasformazione fisica e funzionalein contrasto con le indicazioni dei precedenti strumenti nellinteresse pubblico art. 16 LR 56/80)• garantire condizioni equivalenti a tutti i cittadini con dotazioni minime di opere di urbaniz-zazioni, spazi pubblici, edilizia sociale;
    • • rendere necessaria, autentica ed irrinunciabile la partecipazione dei cittadini (laboratori diprogettazione partecipata) di supporto al futuro PUG ed alle OO. PP.;• effettuare una mappatura precisa delle proprietà private e pubbliche del territorio comunale;• indirizzare il comparto edile sulla ricostruzione e ristrutturazione energetica del patrimonioedilizio esistente;• non prevedere la vendita/svendita del patrimonio pubblico puntando invece sul suo uso/riusointelligente;• limitare al massimo le politiche di contrattazione urbanistica che tendono, per principio, adessere operate a scapito della collettività;• indirizzare la strumentazione urbanistica da un lato verso una vocazione turistica saggia, nonspregiudicatamente speculativa e sostenibile in termini ambientali, dallaltra verso politiche diqualificazione/riqualificazione dellambiente abitato destinato ai residenti;• adottare linee condivise di comportamento nei confronti sia dello sviluppo fisico della cittàche in quello della qualità del suo ambiente;• adottare come unico elemento portante nello sviluppo della città quello del riuso e limitandoal massimo le demolizioni, ma soprattutto le nuove edificazioni;• diradamento urbano da attuarsi nelle aree lasciate libere da precedenti utilizzazioni ("vuotiurbani" - aree dismesse) da destinarsi prioritariamente a verde;• utilizzo delleventuale patrimonio pubblico come calmiere del mercato e per le locazioni;• contrastare la tendenza alla disseminazione di case sparse "sprawl", contenendo i nuovi inse-diamenti nelle zone "intercluse" e con tipologie aggregate;• abbattere le costruzioni abusive o acquisirle al patrimonio pubblico per destinarle a funzionisociali, contrastando la tendenza alla svendita in nome del "fare cassa";• ridiscutere alcune grandi opere ancora non realizzate in funzione della loro effettiva utilità edellimpatto ambientale che esse possono addurre;• cercare di recuperare le logiche compositive del tessuto urbano storico dando una netta precedenzaai sistemi di recupero, deflusso e controllo delle acque di superficie che tanto hanno concorsoalla strutturazione dimmagine urbana della città e, nel contempo, possano servire a suggeriresistemi di contenimento e limitazione ai materiali ed ai danni rinvenienti dalla impermeabiliz-zazione del suolo; 3. SOCIALE-CULTURALE In ambito socio-culturale la promozione della collaborazio- ne è fondamentale. Ogni associazione, ente, istituzione, ha la necessità di dialogare con le altre, perché non ci sia com- petizione ma sana cooperazione per migliorare il tessuto sociale e culturale del nostro paese, ognuno con le proprie specificità. Il Welfare comunale va organizzato nellottica della piena partecipazione, coinvolgendo sia i soggetti istituzionali che gli operatori sociali, le associazioni e le organizzazioni del terzo settore. Questultimo va inteso come opportunità per
    • allargare la sfera dei servizi piuttosto che come livello sostitutivo o escamotage per ridurre icosti e sottrarre al pubblico la responsabilità di garante dei servizi offerti.3.1. CulturaLa cultura va assunta come valore strategico per la crescita civile, sociale ed economica.È necessario ampliare le possibilità della fruizione della cultura, coinvolgendo i soggetti delterritorio comunale ed extracomunale, puntando oltre che ai grandi eventi, a un programmaculturale ampio e stabile durante lanno. Fondamentale è il ruolo del Comune per promuoveree garantire:• trasparenza e rigore della gestione degli enti culturali;• trasparenza e rigore nell’assegnazione di contributi economici;• momenti permanenti di confronto, elaborazione e verifica con i soggetti sociali e culturali delterritorio;• creazione di spazi pubblici per la cultura e per la circolazione dei prodotti culturali;• sostegno fattivo alla produzione culturale autonoma e indipendente soprattutto giovanile.3.2. Politiche giovaniliSentiamo importante favorire liniziativa giovanile e ampliare lofferta di servizi a loro destinati.Per esempio:• istituire tavoli di confronto con i giovani, aperti a tutti, dove si possa favorire lo scambio diidee, e magari far scaturire proposte creative ed innovative per il miglioramento del paese.• potenziare il servizio di informa giovani, favorendo liniziativa giovanile;• promuovere il servizio civile, analizzando come esso possa essere utile alla formazione deiragazzi nel nostro territorio.• promuovere e agevolare le iniziative giovanili in tutti i settori tenendo conto di criteri chiari ela valorizzazione delle eccellenze.3.3. Sport e tempo liberoLo sport e il tempo libero sono parte integrante della vita di molti cittadini. Pensiamo sia fonda-mentale analizzare le possibilità di miglioramento di questo settore.A questo proposito riteniamo auspicabile:• riunire tutte le associazioni sportive e i responsabili delle palestre per un confronto sui loroservizi e il potenziamento di essi, allo scopo di coordinare le offerte cercando di promuovereattività sinora trascurate per ampliare il ventaglio di discipline disponibili;• migliorare e realizzare infrastrutture sportive di proprietà comunale attraverso lutilizzo difinanziamenti pubblici (per es. miglioramento del manto sintetico allo stadio comunale, riade-guamento dello stesso alle norme di sicurezza, una piscina comunale per evitare il pendolari-smo dei cittadini verso paesi limitrofi);• favorire il servizio degli oratori e delle ludoteche durante lanno e soprattutto nel periodo estivo,promuovere il dialogo tra gli stessi affinché questi servizi non si accavallino ma risultino utili per molti;• aprire le scuole negli orari extrascolastici per iniziative di vario genere, che offrano servizi:utili alle famiglie e ai cittadini (pensiamo per esempio alla Scuola di Coreggia);
    • • rinnovare il centro sociale e il campo polisportivo di Coreggia facendolo diventare un punto diriferimento per tutti. Potrebbe essere "adottato" dai giovani di Coreggia, o da un gruppo che si occupidella manutenzione e del suo utilizzo efficiente, oltre a fornirlo di attrezzature sportive idonee;• promuovere le iniziative delle associazioni culturali.3.4. Associazionismo e volontariatoOccorre promuovere la rete tra le associazioni affinché, attraverso il dialogo e la condivisione diidee, le forze non si disperdano ma siano sinergicamente impiegate. Solo così possono esseremigliorati i servizi e avviate iniziative più oculate, visibili, significative.Riteniamo necessario, inoltre:• sostenere le loro iniziative pubbliche;• agevolarle negli adempimenti burocratici;• concedere spazi pubblici come sedi (rivedere quelli attualmente concessi realizzando unagraduatoria per numero di iscritti e utilità sociale);• creare un luogo in cui sia possibile realizzare eventi, dotato di tutti i servizi e rispondente allenormative, razionalizzando le spese associate allallestimento, il collaudo e lo smontaggio dei palchi.3.5. Servizi socio-sanitariLa creazione di una rete tra il Comune e lASL territoriale di competenza pensiamo possafavorire e potenziare lofferta dei servizi offerti ai cittadini.Riteniamo importante:• organizzare iniziative aperte a tutti i cittadini che mirino ad informare e diffondere la culturadella prevenzione in ambito sanitario, ad esempio con la programmazione di incontri "infor-mali" sul tema della prevenzione in ambito oncologico (screening mammario, ginecologico,diagnosi precoce del tumore della prostata e del colon) mediante il contributo di personalemedico e paramedico qualificato;• istituire corsi di BLS (Basic Life Support) per i cittadini mediante collaborazione con la ASLallo scopo di permettere ad ogni cittadino di poter apprendere come prestare un corretto primosoccorso in situazioni di emergenza prima dellarrivo del personale qualificato;• impegnarci nel dare particolare attenzione e ascolto ai diversamente abili, coinvolgendolipersonalmente e/o attraverso rappresentanti di loro associazioni nella individuazione delle lorospecifiche esigenze, affinchè si possano attivare politiche ed interventi mirati ed efficaci;• continuare a mantenere aperto il Centro di Aggregazione della terza Età favorendo iniziativetese al sempre maggiore coinvolgimento delle nonne e dei nonni nella vita cittadina.3.6. IstruzioneLa crescita di un paese è data dalla formazione dei suoi cittadini.La sfida educativa oggi si gioca sulla creazione di reti tra agenzie educative. È necessario undialogo aperto con le istituzioni scolastiche, perché possano essere promosse iniziative persviluppare le competenze di cittadinanza.Pensiamo di:• potenziare la rete tra le agenzie educative, e sollecitare la collaborazione.
    • • ideare progetti che mirino a promuovere il senso delle regole e del rispetto reciproco nei bam-bini e nei ragazzi, attraverso, per esempio listituzione del patto educativo cittadino (regole con-divise tra tutti i cittadini che si impegnano a loro volta a farle rispettare ai ragazzi);• proporre, in collaborazione con altri enti, percorsi formativi alternativi al percorso scolasticonormale (lobbligo formativo fino ai 18).• favorire o rendere più visibili e accessibili alle famiglie disagiate i servizi di doposcuola offertida enti e associazioni del territorio.promuovere la cultura della lettura (iniziative con le scuole, serate di lettura e discussione dilibri ecc.), potenziando il servizio biblioteca;• prendere accordi con le scuole per servizi di orientamento scolastico;• creare ponti di collegamento tra le scuole e le aziende del territorio, analizzando le esigenze diquestultime e fornendo informazioni oculate agli studenti perché scelgano il loro percorso formativonon solo in base alle propensioni personali, ma anche in base ai rispettivi sbocchi professionali. 4. GOVERNANCE CITTADINA La governance è stata definita come il nuovo sistema di organizzazione delle decisioni politiche a livello nazionale, inter- nazionale e mondiale basata sull’incontro/dialogo/discussione tra tutti i portatori d’interesse rappresentativi delle varie componenti della società quali i governi, le imprese, i sindacati, i cittadini, le collettività locali. Secondo questa visione, la decisione politica è, e deve essere, il risultato di accordi tra i vari interessati in un contesto di libertà,di cooperazione/competizione, di autoregolazione e di responsabilità «sociale».Il principio di partecipazione dei cittadini e quello di responsabilità collettiva condivisa assu-mono un ruolo centrale e determinante.4.1. Servizi ai cittadiniLa tutela dei servizi pubblici è una questione sociale importante.A garanzia di prestazioni adeguate e di costi contenuti, in controtendenza con lulteriore spintaalla privatizzazione contenuta nei recenti provvedimenti governativi, la programmazione e lagestione di questi deve essere pubblica.Proponiamo di rendere estremamente fruibili tutti i servizi comunali al cittadino soprattuttoattraverso il web (calcolo e scarico, modelli per il pagamento di tasse comunali, modulistica percertificati ecc.).4.2. TrasparenzaIn riferimento al REGOLAMENTO REGIONALE 29 settembre 2009, n. 20, intendiamo:• assicurare la più ampia conoscibilità dellazione amministrativa, dell’attività svolta, dei serviziresi e dell’utilizzo delle risorse pubbliche da parte del Comune;
    • • garantire il diritto ai cittadini di accedere ad atti, documenti e informazioni;• rendere evidente ogni passaggio del percorso di approvazione degli atti sia della giunta, sia delconsiglio.• rendere visibile e leggibile all’intera popolazione il bilancio voce per voce.4.3. Rappresentanza e partecipazioneLa questione democratica è strettamente intrecciata con quella morale.Il riconoscimento del diritto alla rappresentanza, gli spazi e gli strumenti partecipativi, dal bilan-cio partecipato, fino alla messa in atto persino dei referendum propositivi (previsti dallo StatutoComunale), sono il miglior modo per rendere i cittadini veramente attivi.Intendiamo:• ampliare gli spazi della rappresentanza sociale, politica e di genere.• aprire uno sportello diretto con la cittadinanza per: comprendere sempre le esigenze di tutti,favorire la partecipazione, la trasparenza e la comunicazione (attraverso il contatto diretto oppurecon lutilizzo dei vari canali digitali e web) eliminando ogni forma di occultamento.• offrire la possibilità per ogni cittadino di affiancare gli amministratori nella gestione della cosapubblica, per un periodo limitato, in una sorta di tirocinio formativo, al fine di renderli attiva-mente consapevoli.Nellintento di avvicinare lamministrazione pubblica ai cittadini vorremmo lanciare unanuova modalità di supporto agli stessi: "il sindaco a domicilio".In sostanza il primo cittadino riserva una giornata al mese per una visita a domicilio,previo appuntamento, a quei cittadini che per vari motivi sono impossibilitati a raggiun-gere la sede comunale, ma che hanno esigenze di parlare con il sindaco, per presentareproblemi, istanze, lamentele o per avanzare proposte e suggerimenti.Siamo coscienti che il programma stilato indica delle linee generali di sviluppo della nostraAlberobello e che sicuramente non è esaustivo delle tante esigenze di una comunità. Siamopronti ad accogliere idee e suggerimenti e ad apportare modifiche ed integrazioni.Dall’8 maggio inizieremo a lavorare insieme, perché crediamo che solo in questo modo sipotrà realizzare, in maniera partecipata ciò che è meglio per il bene comune.