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Presentazione di Paolo (Giuseppe Fanelli, SSP)
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Presentazione di Paolo (Giuseppe Fanelli, SSP)

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Nuovo power point di presentazione di Paolo iscritta alla Facoltà di Scienze della Comunicazione di Cosenza. Il testo è in forma narrativa: è Paolo che racconta se stesso e la sua vita, ...

Nuovo power point di presentazione di Paolo iscritta alla Facoltà di Scienze della Comunicazione di Cosenza. Il testo è in forma narrativa: è Paolo che racconta se stesso e la sua vita, un'avventura che lo ha portato da Tarso ai confini del mondo per annunciare Cristo a tutti i popoli della terra.

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    Presentazione di Paolo (Giuseppe Fanelli, SSP) Presentazione di Paolo (Giuseppe Fanelli, SSP) Presentation Transcript

    • La mia vita: una grande avventura con Dio! DISCOVERING PAOLO Testo: Pino Fanelli, ssp Grafica e immagini: Fabiola Cosenza © 2009 • PVP – Società San Paolo
    • Grazia e Pace a te! Quest’anno festeggio il mio duemillesimo compleanno. Troppi anni ci separano, eppure tu ed io non siamo poi così estranei perché avrai in qualche modo sentito parlare di me e …
    • … nella celebrazione eucaristica domenicale avrai sicuramente ascoltato le mie Lettere.
    • Ma vuoi sapere chi sono veramente? OK! Sono disposto a spendere un po’ di tempo per raccontarti la mia storia!
      • Nome: Saulo
      • Anno di nascita: 8 d.C.
      • Residenza: Tarso di Cilicia (attuale Turchia meridionale)
      • Cittadinanza romana
      • Lavoro: costruttore di tende
      LA MIA SCHEDA ANAGRAFICA
      • A Gerusalemme ho frequentato la scuola di Gamaliele il Vecchio (cf. At 22,3)
      • Negli anni 25-30 d.C. sono tornato a Tarso
      • Nel 36 d.C.: a Gerusalemme testimone della lapidazione di Stefano (cf. At 8,1-3).
      • Famiglia: ebrea osservante, originaria di Gischala in Galilea
      • Lingue parlate: koinè (greco comune), ebraico e aramaico.
      • Appartenenza religiosa: fariseo
      • Circonciso l’ottavo giorno (segno di appartenenza al popolo ebreo).
      • Appartenente alla tribù di Beniamino
      • (cf. Fil 3,5).
      • Persecutore accanito dei cristiani
    • l'incontro che mi ha cambiato la vita
    • 36 d.C .: sulla via di Damasco ho incontrato Gesù, il Risorto (cf. At 9,1-18; 22,5-16; 26,9-18)
    • Sono stato abbagliato da una luce intensa e sono rimasto cieco per tre giorni: Gesù mi ha parlato. (cf. 1Cor 15,8-9) Questo “incontro” per me ha avuto il valore di una “cattura” (cf. Fil 3,12). Ho recuperato la vista dopo l’imposizione delle mani da parte di Anania che, dopo avermi battezzato, mi ha comunicato che ero stato scelto da Dio per evangelizzare il mondo (At 9,15ss).
    • Dieci anni per ricominciare: l'inizio di un nuovo cammino
    • Dalla data della mia “ conversione ” (36 d. C.) alla mia prima missione (45-49 d. C.) intercorrono circa dieci anni.
    • Dopo l ’ incontro sulla via di Damasco mi sono recato nel deserto dell ’ Arabia, a sud di Damasco (cf. Gal 1,17). Ho vissuto la prima esperienza di annuncio, ho riflettuto, ho meditato …
    • Sono poi ritornato a Damasco perché ì Nabatei, abitanti della regione, mi erano ostili. Raggiunto anche a Damasco sono stato costretto a fuggire di notte, calato dentro una cesta (cf. At 9,20-25). Nel 38 d.C. ho fatto la mia prima visita a Gerusalemme: Barnaba mi ha presentato ufficialmente alla comunità di Gerusalemme, a Pietro e agli apostoli e ha garantito sulla mia sincerità . Sono ritornato a predicare. Gli ebrei di lingua greca, però, non hanno accolto la mia predicazione e hanno tentato anche loro di uccidermi considerandomi un traditore.
    • Così sono fuggito da Gerusalemme e sono ritornato a Tarso (cf. At 9,26-30). E nel silenzio di ogni crescita ho preso lentamente coscienza di essere stato investito dalla “ Sua Grazia ” cioè dall ’ amore gratuito di Dio . Ho capito che non sono io a salvarmi grazie alla perfetta osservanza delle opere della Legge ma è Dio che in Cristo Gesù gratuitamente mi dona la salvezza:
    • “ Dio dimostra il suo amore (la sua grazia) verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rm, 5,8). P.S.: Il termine “grazia” traduce l’equivalente greco “charis”. Questa esperienza diventa la chiave di lettura della mia vita ed è il filo rosso che emerge da tutte le mie Lettere:
    • “ Io … prima ero stato un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia (mi è stata concessa la grazia), perché agivo senza saperlo, lontano dalla fede; così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù” (1Tm 1,13-14). “ Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana” (1Cor 15,10).
      • Grazia dell’elezione (cf. Ef 1,3-14)
      • Grazia della giustificazione (cf. Rm 5,1-11)
      • Grazia della libertà (cf. Gal 5,1-26)
      • Grazia dell’apostolato (cf. Ef 3,8-13)
      Per me "TUTTO E' GRAZIA"
    • Dopo questo mio lungo silenzio, Barnaba è venuto a trovarmi e mi ha inserito nella giovane comunità di Antiochia dove, insieme a lui, ho iniziato ufficialmente la mia attività missionaria (cf. At 13,1ss). La grazia di Dio è l'unica cosa che conta per me ... Grazia da vivere e da annunciare!
    • I MIEI VIAGGI MISSIONARI In meno di 20 anni ho percorso più di 15.000 chilometri a piedi, a cavallo, in nave …
    • Il mio primo viaggio missionario (45-49 d.C) L’ho compiuto insieme a Barnaba e il giovane evangelista Marco Siamo stati a Cipro , nelle città di Salamina e Pafo poi in Asia Minore (l’attuale Turchia) dove ho fondato varie comunità nelle città di Antiochia di Pisidia , Iconio , Listra , Derbe . A Listra sono stato lapidato rischiando la morte. A Perge Marco non ha voluto più proseguire con noi nella missione ai pagani e si è separato tornandosene a Gerusalemme. E questa me la sono legata un po’ al dito … Ai cristiani della Galazia , regione dove mi trovavo, ho indirizzato una Lettera che voi conoscete bene: la Lettera ai Galati (cf. At 13,14 e 27).
    • Tornato ad Antiochia di Siria ho trovato la comunità divisa a causa della predicazione di alcuni che volevano imporre la circoncisione ai cristiani provenienti dal paganesimo. Con mia grande gioia nel 49 d.C. il Concilio di Gerusalemme stabiliva che non sarebbe più stata indispensabile la circoncisione per essere considerati cristiani a tutti gli effetti (At 15,28-29).
    • Il mio secondo viaggio missionario (50-52 d.C.) In questa seconda missione ho avuto come compagni di viaggio Sila (Silvano) e Timoteo. Con Barnaba ci fu un momento delicato che incrinò il rapporto, come potete leggere nel libro degli Atti degli apostoli: “ Dopo alcuni giorni Paolo disse a Barnaba: ‘Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunziato la parola del Signore, per vedere come stanno’. Barnaba voleva prendere insieme anche Giovanni, detto Marco, ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro nella Panfilia e non aveva voluto partecipare alla loro opera. Il dissenso fu tale che si separarono l’uno dall’altro; Barnaba, prendendo con sé Marco, s’imbarcò per Cipro. Paolo invece scelse Sila e partì, raccomandato dai fratelli alla grazia del Signore” (15,36-40). Incidenti di percorso, che comunque danno un po’ di dispiacere!
    • Ho pensato così di rivisitare le comunità dell’Asia Minore fondate durante il primo viaggio e poi di spostarmi verso nord e all’interno dove avevo fondato le comunità della Galazia . Poi su invito dello Spirito Santo (cf. At 16,6-10) sono andato in Macedonia, nelle città di Filippi, Tessalonica (l’odierna Salonicco),
    • Da Tessalonica sono stato costretto a fuggire per rifugiarmi ad Atene , dove ho tenuto il famoso “discorso dell’Areopago” (cf. At 17,2-34), purtroppo con scarso risultato. In seguito mi sono recato a Corinto , dove sono rimasto un anno e mezzo, ospite in casa di Aquila e Priscilla , appena giunti da Roma, da dove l’imperatore Claudio aveva cacciato i Giudei nell’anno 49 (cf. At 18,2-3). Questa coppia di sposi ha rivestito un ruolo di primo piano nel mio apostolato e pur di salvarmi la vita, essi non hanno esitato a mettere a rischio le loro teste!
    • A Corinto nel 51-52 ho scritto la Prima e la Seconda Lettera ai Tessalonicesi (cf. At 15,36-18,17; 1Ts 2,1-2). Poi, nel 52, sono ritornato ad Antiochia .
    • Il mio terzo viaggio missionario (53-58 d.C.) Negli anni 53-58 ho intrapreso il terzo viaggio missionario, durante il quale ho sostato a lungo nella comunità cristiana di Efeso , quasi tre anni .
    • Sapete che a Efeso vi era un sontuoso tempio dedicato al culto di Artemide, dea della fertilità, che attirava pellegrini da tutto il Mediterraneo?! La mia predicazione contro gli idoli in questa città (come era da prevedersi!) alla fine provocò la sommossa degli orefici che realizzavano grandi guadagni con la vendita di simulacri preziosi della dea. Così venni anche imprigionato e non vi dico le sofferenze di questa prigionia dove ho rischiato anche di morire! (cf. 2Cor 1,8-10).
    • In questo viaggio ho scritto le lettere ai Corinzi , di autodifesa contro altri evangelizzatori subentrati in quella comunità, i quali tentavano di allontanare i fedeli da me e dai miei insegnamenti. Recatomi a Corinto per arginare la situazione descritta nella seconda Lettera, non sono riuscito a risolvere i problemi e ritornato a Efeso ho scritto una nuova lettera, in cui ho espresso il mio profondo dispiacere per la situazione di questa comunità. Sempre da Efeso ho scritto, tra il 53 e il 56, la Lettera ai Galati , la Lettera ai Filippesi , e la Lettera a Filemone .
    • Poi sono partito da Efeso alla volta della Macedonia. A Troade sono stato raggiunto da Tito, che si trovava a Corinto per tentare un avvicinamento con gli abitanti della città. Tito mi ha portato buone nuove che mi hanno confortato profondamente e in tale occasione ho scritto ancora una lettera indirizzata ai Corinti, che gli studiosi chiamano “ lettera della riconciliazione” . Visitate poi Filippi e Tessalonica , sono sceso a Corinto , da dove ho scritto la Lettera ai Romani in cui ho esternato il mio desiderio di raggiungere la Spagna (cf. Rm 15,22-24). Alla fine del 57 sono partito alla volta di Gerusalemme.
    • Qui si è diffusa la voce che avevo condotto un greco (un pagano) nel tempio: “ Avevano infatti veduto poco prima Tròfimo di Efeso in sua compagnia per la città, e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio” (cf. At 21,29). Così sono stato arrestato dal tribuno della coorte di stanza nella Torre Antonia a cui mi sono presentato: “ Io sono un uomo giudeo, cittadino di Tarso… ti prego fammi parlare al popolo” (At 21,39). Ma dato che il popolo desiderava poco ascoltarmi il tribuno diede ordine di flagellarmi. Fu in questo momento che dichiarai la mia cittadinanza romana.
    • Dopo sono stato condotto a Cesarea Marittima , dove ho trascorso due anni (58-60) sotto custodia cautelare in attesa di giudizio. Qui il nuovo procuratore Festo ha deciso di accogliere la mia richiesta di essere giudicato dal tribunale imperiale e sono stato costretto a partire per Roma (cf. At 27-28) dove sono arrivato come prigioniero nella primavera del 61, rimanendo in città due anni agli arresti domiciliari, in semilibertà. Nella mia abitazione presa in affitto, che io stesso pagavo con gli introiti del mio lavoro di costruttore di tende, ricevevo i catecumeni e li preparavo al Battesimo. La mia prigionia è durata due anni ed è terminata con l’assoluzione e la messa in libertà, prima del 64, data dell’incendio di Roma e dell’inizio della prima persecuzione contro i cristiani.
    • Dopo, anche se nessuno ne ha parlato, sono andato in Spagna. Voi direte: “Perché in Spagna?” Per realizzare il mandato che la Chiesa ha ricevuto di “portare il vangelo fino agli estremi confini della terra”. Ai miei tempi la Spagna era il confine estremo della terra, dopo il quale cominciava il grande Oceano. Per me il vangelo è per tutti e giungere lì voleva dire arrivare al cuore delle “genti”. Accogliere le “genti” (i pagani) è un comando perché il vangelo è destinato anche a loro. “ Per me è un dovere predicare il Vangelo: guai a me se non evangelizzassi!” (cf. 1Cor 9,16).
    • Il mio ultimo viaggio per l'Oriente (63-67 d.C.) Ho pensato poi di tornare in Oriente, rivisitando l’ Asia Minore , la Macedonia , Creta e l’ Acaia . Sono stato a Efeso dove ho lasciato Timoteo (1Tm 1,3-4); ho proseguito per la Macedonia, dove ho scritto la Prima Lettera a Timoteo . A Creta ho lasciato Tito (Tt 1,5) e gli ho indirizzato anche una lettera: la Lettera a Tito , dandogli appuntamento a Nicopoli (Tt 3,12). A Troade ho lasciato il mio mantello e le pergamene (2Tm 4,13). A Mileto si è ammalato Trofimo. A Corinto si è fermato Erasto (2Tm 4,20).
    • Poi a Troade sono stato fatto nuovamente prigioniero e in seguito condotto a Roma . Nella Seconda lettera a Timoteo (l’ultima che ho scritto), come potete leggere (2Tm 4,6-8), parlo della mia consapevole e imminente condanna a morte .
    • L’avventura della mia vita finisce in questa città, dove nel 67 d.C. (anno XIV dell’impero di Nerone) sono stato decapitato. Avevo quasi 60 anni! “ Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno”. (Fil 1,21)
    • Le mie Lettere In totale ho scritto 13 lettere, esclusa l’epistola agli Ebrei. Ho saputo che gli esperti le dividono in due gruppi: Lettere autentiche Scritte da me: Romani 1-2 Corinzi Galati 1Tessalonicesi Filippesi (“dalla prigionia”) Filemone (“dalla prigionia”) Lettere deuteropaoline Scritte dai miei discepoli che interpretano fedelmente il mio pensiero: Colossesi (“dalla prigionia”) Efesini (“dalla prigionia”) 2Tessalonicesi 1-2 Timoteo (“pastorali”) Tito (“pastorali”)
    • COME SI SONO DIFFUSE LE MIE LETTERE? Presto sono state considerate come parola autorevole e ricca di Spirito da leggersi nella liturgia: io stesso ho invitato le comunità a scambiarsi le mie lettere (cf. Col 4,16).
    • Così invito anche voi, cristiani di oggi, a continuare a leggerle accogliendole come Parola di Dio e vivendole in profonda comunione con me!
    • LA MIA AVVENTURA CONTINUA IN OGNUNO DI VOI... BUON CAMMINO!! Testo: Pino Fanelli, ssp Grafica e immagini: Fabiola Cosenza © 2009 • PVP – Società San Paolo