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Il fuoco
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Il fuoco

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Elementi base di un corso antincendio.

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  • 1. Il fuoco
    e gli
    Incendi
  • 2. LA STORIA DEL FUOCO
  • 3. Cosa si fa col fuoco
  • 4. SI CUCINA
  • 5. SI CI RISCALDA
  • 6. SI FA ARTE
  • 7. CI SI LAVORA
  • 8. Ci si puo’ anche morire
  • 9. ettari
    DATI INCENDI ISTAT
    Area boschiva
    Area NON boschiva
  • 10. CHI SPEGNE UN INCENDIO ?
  • 11. STAI ATTENTO…..
    NON DEVI ESSERE……
  • 12. FUOCO & INCENDIO SONO LA STESSA COSA?
  • 13. L’incendio
  • 14. La combustione
    La combustione è una reazione chimica sufficien-temente rapida di una sostanza combustibile con un comburente che da luogo allo sviluppo di calore, fiamma, gas, fumo e luce. Può avvenire con o sen-za sviluppo di fiamme superficiali.
  • 15. Le condizioni necessarie per avere una combustione sono:
    • presenza del combustibile
    • 16. presenza del comburente
    • 17. presenza di una sorgente di calore
    Combustibile: qualsiasi sostanza in grado di bruciare. I materiali combustibili possono essere allo stato solido, liquido o gassoso.
    Comburente: sostanza che consente e favorisce la combustione; il più importante è l'ossigeno dell'aria ed è quello maggiormente reperibile in natura
    Calore: forma di energia che si manifesta con l'innalzamento della temperatura. Un combustibile brucia quando viene a trovarsi ad una temperatura tale che, avvicinando l'innesco, inizia la combustione
  • 18. I PRINCIPI DELLA COMBUSTIONE
    I COMBUSTIBILI possono essere:
    • Solidi: ad esempio legno, carbone,
    carta, tessuto, gomma, plastica etc.
    • Liquidi: ad esempio petrolio, olio
    combustibile, benzina, alcool etc.
    • Gassosi: ad esempio metano,
    propano, GPL, acetilene, idrogeno etc.
  • 19. IL TRIANGOLO DEL FUOCO
  • 20. Solo la contemporanea presenza di questi tre elementi da luogo al fe-nomeno dell’incendio, e di conseguenza al mancare di almeno uno di essi l’incendio si spegne.
  • 21. LE SORGENTI DI INNESCO
    Accensione diretta
    quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno.
    Esempi: operazioni di taglio e saldatura, fiammiferi e mozziconi di sigaretta, lampade e resistenze elettriche, stufe elettriche, scariche elettrostatiche.
  • 22. LE SORGENTI DI INNESCO
    Accensione indiretta
    quando il calore d’innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico.
    Esempi: correnti di aria calda generate da un incendio e diffuse attraverso un vano scala o altri collegamenti verticali negli edifici; propagazione di calore attraverso elementi metallici strutturali degli edifici.
  • 23. LE SORGENTI DI INNESCO
    Attrito
    quando il calore è prodotto dallo sfregamento di due materiali.
    Esempi: malfunzionamento di parti meccaniche ro-tanti quali cuscinetti, motori; urti; rottura violenta di materiali metallici.
    Autocombustione o riscaldamento spontaneo
    quando il calore viene prodotto dallo stesso combustibile come ad esempio lenti processi di ossidazione, reazione chimiche, decomposizioni esotermiche in assenza d’aria, azione biologica.
    Esempi: cumuli di carbone, stracci o segatura imbe-vuti di olio di lino, polveri di ferro o nichel, fermen-tazione di vegetali.
  • 24. LA DINAMICA DELL’INCENDIO
    La probabilità di intervenire con successo su un di incendio è molto alta nella fase di ignizione primaria, nella quale le temperature sono ancora basse
  • 25. I PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE
    I prodotti della combustione sono suddivisibili in 4 categorie:
    I GAS DI COMBUSTIONE
    Nella stragrande maggioranza dei casi, la mortalità per incendio è da attribuire all’inalazione di gas che producono danni biologici per anossia o per tossicità.
  • 29. I PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE
    LE FIAMME
    Le fiamme sono costituite dall’emissione di luce conseguente alla combustione di gas sviluppatisi in un incendio.
    Nell’incendio di combustibili gassosi è possibile valutare approssimativamente il valore raggiunto dalla temperatura di combustione dal colore della fiamma, come mostrato nella tabella (Scala cromatica delle temperature nella combustione dei gas).
  • 30. I PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE
    I FUMI
    È l'elemento più caratteristico dell'incendio, perché ne identifica la presenza anche da grandi distanze.
    I fumi sono formati da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (neb-bie o vapori condensati).
    Le particelle solide sono sostanze incombuste e ceneri che si formano quando la combustione avviene in carenza di ossigeno e vengono trascinate dai gas caldi prodotti dalla combustione stessa. I fumi impediscono la visibilità ostacolando l’attività dei soccorritori e l’esodo delle persone.
    Le particelle solide dei fumi rendono il fumo di colore scuro.
  • 31. I PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE
    IL CALORE
    Il calore è la causa principale della propagazione degli incendi.
    Provoca l’aumento della temperatura di tutti i mate-riali e i corpi esposti, provocandone il danneggiamento fino alla distruzione.
    Il calore è dannoso per l'uomo potendo causare:
    - disidratazione dei tessuti,
    - difficoltà o blocco della respirazione,
    - scottature.
  • 32. GLI EFFETTI DELL’INCENDIO SULL’UOMO
    Principali effetti dell’incendio sull’uomo:
    • Anossia (a causa della riduzione del tasso di ossigeno nell’aria)
    • 33. Azione tossica dei fumi
    • 34. Riduzione della visibilità
    • 35. Azione termica
  • Come si spegne un incendio?
    Oltre i tre sistemi sopraindicati, deve essere considerata anche l'azione chimica di estinzione dell'incendio: si realizza attraverso l’uso di sostanze che inibiscono il processo della combustione (es. halon, polvere).
  • 36. LE CLASSI D’INCENDIO
    Non tutte le sostanze estinguenti possono essere impiegate indistintamente su tutti i tipi di incendio
    Gli incendi vengono distinti in 5 classi, secondo le caratteristiche dei materiali combustibili, in accordo alla norma UNI EN 2:2005
  • 37. LE CLASSI D’INCENDIO
    CLASSE A: fuochi generati da combustibili solidi, generalmente di natura organica la cui combustione avviene con produzione di braci (legno, carbone, carta, tessuto, gomma, etc.)
  • 38. LE CLASSI D’INCENDIO
    CLASSE B: fuochi generati da combustibili liquidi o solidi che si possono liquefare (petrolio, olio, combustibile, benzina, alcool etc.)
  • 39. LE CLASSI D’INCENDIO
    CLASSE C: generati da gas (metano, propano, GPL, acetilene, idrogeno etc.)
  • 40. LE CLASSI D’INCENDIO
    CLASSE D: fuochi di metalli (alluminio, magnesio, sodio, potassio, calcio etc.) – in polveri finemente suddivise
  • 41. LE CLASSI D’INCENDIO
    Ex CLASSE E: fuochi di natura elettrica cioè i fuochi generati da tutte le apparecchiature elettriche e dai loro sistemi di servizio che, anche nel corso della combustione, potrebbero trovarsi sotto tensione.
  • 42. LA NUOVA NORMATIVA
    La norma UNI EN 2:2005 definisce le classi di fuoco, suddividendo in 5 classi i diversi tipi di fuoco, in relazione al tipo di combustibile, non definisce una classe particolare per i fuochi in presenza di un rischio dovuto all'elet-tricità.
    Pertanto la norma non comprende i fuochi di "Impianti ed at-trezzature elettriche sotto tensione" (vecchia classe E) in quanto, gli incendi di impianti ed attrezzature elettriche sono ri-conducibili alle classi A o B.
  • 43. LE CLASSI D’INCENDIO
    CLASSE F: fuochi di oli di
    cottura o grassi.
  • 44. LE CLASSI D’INCENDIO
    RIEPILOGO
  • 45.
  • 46. LE ESPLOSIONI - CENNI
    L'esplosione è il risultato di una rapida espansione di gas, dovuta ad una reazione chimica di combustione, avente come effetto la pro-duzione di calore, un'onda d'urto ed un picco di pressione.
  • 47. PREVENZIONE INCENDI
    f = frequenza,
    cioè la probabilità che l'evento si verifichi in un determinato intervallo di tempo.
    M = magnitudo,
    cioè l'entità delle possibili perdite e dei danni conseguenti al verificarsi dell'evento.
  • 48. Sistemi di protezione incendi
    PROTEZIONE PASSIVA
    L’insieme delle misure di protezione che non richiedono l’azione di un uomo o l’azionamento di un impianto sono quelle che hanno come obiettivo la limitazione degli effetti dell’incendio nello spazio e nel tempo (es.: garantire l’incolumità dei lavoratori - limitare gli effetti nocivi dei prodotti della combustione - contenere i danni a strutture, macchinari, beni).
  • 49. Sistemi di protezione incendi
    PROTEZIONE ATTIVA
    L’insieme delle misure di protezione che richiedono l’azione di un uomo o l’azionamento di un impianto sono quelle finalizzate alla precoce rilevazione dell’incendio, alla segnalazione e all’azione di spegnimento dello stesso.
  • 50. LE PORTE REI - CENNI
    Stabilità R
    attitudine di un prodotto o di un elemento costruttivo a conservare la resistenza meccanica sotto l'azione del fuoco.
    Tenuta E
    attitudine di un prodotto o di un elemento costruttivo a non lasciar passare né produrre, se sottoposto all'a-zione del fuoco su un lato, fiamme, fumi o gas caldi sul lato non esposto al fuoco.
    Isola-mento termico I
    attitudine di un prodotto o di un elemento costruttivo a ridurre, entro un dato limite, la trasmis-sione del calore.
  • 51. LE PORTE REI - CENNI
    Gli elementi strutturali in termini di materiali da costruzione utilizzati e spessori realizzati, vengono classificati da un numero che esprime i minuti primi per i quali conservano le caratteristiche indicate in funzione delle lettere R, E o I, come di seguito indicato per alcuni casi:
  • 52. ALCUNI STRUMENTI ANTINCENDIO
  • 53. GLI ESTINTORI
  • 54. GLI ESTINTORI – A POLVERE
  • 55. GLI ESTINTORI – A CO2
  • 56. GLI ESTINTORI – A SCHIUMA
  • 57. GLI ESTINTORI – GLI ALTRI
    AD ACQUA
  • 58. GLI ESTINTORI – GLI ALTRI
    CARRELLATI
  • 59. GLI ESTINTORI
    IL CORRETTO UTILIZZO
  • 60. GLI ESTINTORI
    IL CORRETTO UTILIZZO
  • 61. GLI ESTINTORI
    IL CORRETTO UTILIZZO
  • 62. GLI ESTINTORI
    IL CORRETTO UTILIZZO
  • 63. RICORDA CHE …
    Opera sempre a distanza di sicurezza
    Il focolaio non va mai abbandonato se non dopo essersi assicurati che sia impossibile la sua riaccensione.
  • 64. fine
  • 65. EM PRODUCTION ©