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L’Acqua, Loro Blu
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L’Acqua, Loro Blu

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L'importanza dell'acqua e della salvaguardia del patrimonio idrico

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  • 1. L’acqua, l’oro blu del 21° secolo
  • 2.
    • Le attività umane e il modello energetico che li sostiene non sono compatibili con la salute della biosfera (riduzione dei ghiacciai e delle calotte polari, aumento della temperatura media del globo, aumento della frequenza di catastrofi, inondazioni, siccità, uragani).
  • 3.
    • Per evitare tutto questo diventa fondamentale puntare su uno sviluppo completamente diverso rispetto a quello attuale, uno sviluppo che non danneggi in maniera permanente il sistema ecologico da cui dipendono le comunità.
  • 4.
    • E’ indispensabile che i governi del Pianeta urgentemente avviino una politica di sviluppo sostenibile e solidale che tenga conto anche delle popolazioni che in questo momento si devono accontentare delle briciole lasciate dalle società industrializzate.
  • 5.
    • E’ determinante che ogni cittadino del mondo contribuisca con i suoi comportamenti ad evitare la catastrofe ambientale che si prospetta all’orizzonte .
  • 6.
    • E’ necessario avviarci verso uno sviluppo e un consumo sostenibile sia attraverso l’intervento della politica, sia attraverso l’acquisizione di una cultura ecologica di ogni comunità al fine di salvaguardare il nostro Pianeta attraverso un nuovo umanesimo che metta al centro dell’universo non solo l’uomo ma tutto quello che gli sta attorno.
  • 7.
    • E’ indispensabile un’assunzione di responsabilità sugli stili di vita e rimuovere lo squilibrio esistente tra nord e sud del mondo. Se tutti si comportassero come un cittadino di un paese ad alto reddito ci vorrebbero altri 2,6 pianeti per soddisfare le necessità dell’umanità.
    • La Terra è l’unica che abbiamo, salviamola!
  • 8.  
  • 9. DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO
    • Firmata il 12 dicembre 1948 dai paesi membri dell’ONU
    • ART. 1
    • Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
  • 10.
    • ART. 3 Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza della propria persona.
    • ART. 4
    • Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù;
    • la servitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma .
  • 11. VERSO UN NUOVO UMANESIMO
    • La società del futuro, anzi del presente, deve essere fondata sulla qualità ambientale, sulla conoscenza e sulla cultura, su un’idea inclusiva e solidale di comunità.
  • 12.
    • Anche la globalizzazione economica è una forma di violenza causando impoverimento.
    • Il 20% della popolazione mondiale concentra l’80% della ricchezza, ai paesi più ricchi spetta il compito di destinare maggiori risorse alla lotta alla miseria e al sottosviluppo al di la di ogni impostazione caritatevole e puntando su strumenti concreti come la cancellazione del debito dei paesi poveri.
  • 13.
    • La globalizzazione è una precisa strategia economica perseguita dalle multinazionali. La strategia consiste nel garantire l’accesso aperto e non regolamentato ai mercati mondiali, il cosiddetto libero mercato che permette alle multinazionali di liberarsi dei più piccoli competitori locali indipendentemente dai costi sociali e ambientali.
  • 14.
    • I paesi in via di sviluppo sono aperti allo sfruttamento e i profitti che essi potrebbero usare per il loro sviluppo finiscono invece sui conti bancari degli azionisti delle multinazionali d’oltre oceano.
  • 15.  
  • 16. I LIMITI DELLO SVILUPPO
  • 17.  
  • 18.
    • Queste risorse sono state utilizzate come se fossero eterne e come se il Pianeta nel quale utilizziamo le risorse sia illimitato. La Terra, pur essendo con una estensione amplia è sempre un sistema limitato e non può sopportare tutte le attività che l’uomo vuole continuare a realizzare.
  • 19.
    • Per questo motivo è necessario utilizzare con intelligenza le risorse migliorandone il loro rendimento e la loro efficienza. Per migliorare la propria qualità di vita l’uomo ha prelevato dall’ambiente materia ed energia (che hanno determinato la crescita economica) che poi vengono restituite all’ ecosistema sotto forma di materiali da rifiuto molto spesso inquinante.
  • 20.  
  • 21.
    • Non sempre la crescita economica e l’incremento della ricchezza promuovono il benessere delle persone, e per questo non coincidono con lo sviluppo.
  • 22.
    • Negli anni ’90 l’UNDP (United Nations Development Programme) ha proposto una nuova definizione di sviluppo che non coincide più con la crescita economica, ma pone al centro gli interessi materiali, sociali e culturali di tutti gli uomini.
  • 23.
    • Si tratta dello sviluppo umano , cioè della possibilità di ogni individuo, delle generazioni presenti e future, di vivere una vita sana, lunga e creativa.
    • Un paese si può dire sviluppato non quando è ricco, ma quando offre a tutti la possibilità di accedere liberamente ai servizi sanitari, all’istruzione e di godere di una condizione di vita dignitosa.
  • 24.  
  • 25.
    • Per misurare lo sviluppo umano vengono presi in considerazione tre indici:
    • Il reddito che viene rappresentato dal prodotto interno lordo pro-capite;
    • La speranza di vita che corrisponde alla durata media della vita e dipende da diversi fattori quali L’alimentazione, i servizi sanitari, i servizi igienici;
    • L’ istruzione che si misura con l’indice di alfabetizzazione media degli adulti e agli anni di scolarizzazione.
  • 26. IL CICLO DELL’ACQUA
  • 27.
    • L'acqua è il liquido più diffuso e la sostanza più importante sulla Terra: la usiamo per bere, per lavarci, per innaffiare, in essa nuotiamo e ci lamentiamo quando piove...
  • 28.
    • L'acqua influisce sulla nostra vita in molti modi: anzitutto determina dove possiamo vivere, il tempo che farà, se possiamo quindi far crescere il raccolto e produrre abbastanza cibo.
  • 29.
    • Grandi quantità d'acqua vengono usate anche nell'industria, per esempio nei processi di raffreddamento delle grandi centrali elettriche o come solvente.
  • 30.
    • Il volume totale di acqua nell'atmosfera è stato stimato in circa 13 mila km 3 , la gran parte nella fase di vapore; di contro gli oceani contengono circa 1.350 milioni di km 3 .
  • 31.
    • l rapporto tra i volumi di acqua nell'atmosfera e negli oceani è 1/100000, all'incirca lo stesso del rapporto tra l'acqua contenuta in un ditale e quella in una vasca da bagno.
  • 32.
    • Le attività dell’uomo, negli ultimi 50 anni, stanno mettendo a repentaglio il patrimonio idrico dell’intero pianeta. Incombenze e decisioni devono essere prese sia su scala nazionale, sia su scala planetaria per avviare delle politiche di conservazione di questo indispensabile patrimonio.
  • 33.
    • La sua disponibilità, però, è limitata, non solo da eventi fisici quali la siccità, ma anche a causa del suo uso poco responsabile.
    • L’eccessivo sfruttamento delle falde acquifere, per esempio, mette in serio pericolo di esaurimento le riserve e provocare cavità che possono determinare frane del territorio di enormi proporzioni.
  • 34.
    • Con il disboscamento intensivo delle foreste tropicali e dei boschi si riduce notevolmente la quantità di vapore acqueo, proveniente dalla traspirazione, nell’atmosfera e la quantità di piogge che favorisce la crescita della vegetazione, ma anche la possibilità di rimpinguare le falde acquifere aumentando le riserve idriche disponibili.
  • 35.
    • L'aumento demografico e lo sviluppo industriale hanno accresciuto enormemente i consumi d'acqua a tal punto che la risorsa acqua sta divenendo sempre più scarsa. Solo il 3% dell'acqua presente sul pianeta non è salata e la parte di questa percentuale disponibile per l'uomo è inferiore ad un terzo.
  • 36.
    • Se 50 anni fa 20 milioni di persone erano senza acqua potabile, nel 1995 la cifra aveva già raggiunto i 300 milioni e nelle previsioni per il 2050 si presume che i due terzi della popolazione mondiale saranno interessati da questo problema (circa 7 miliardi di persone).
  • 37.
    • La scarsità, tuttavia, potrebbe trasformare la risorsa acqua in un bene interessante da un punto di vista economico, come è dimostrato dal crescente interesse di alcune multinazionali, che vedono in questa risorsa l'oro blu del ventesimo secolo.
  • 38.
    • Dal 17 al 22 Marzo 2006 si è svolto all'Aja il 2° Forum mondiale per l'acqua, che è culminato con una conferenza interministeriale. Il Forum è stato organizzato dal governo olandese su iniziativa del Consiglio mondiale dell'acqua, un organismo nato nel 1994 su iniziativa della Banca Mondiale.
  • 39.
    • La soluzione prospettata dal Forum per affrontare il problema della scarsità è stata quella di considerare l'acqua come un bene economico: il suo prezzo deve essere, quindi, definito dal libero gioco della concorrenza
  • 40.
    • Per rendere possibile questo approccio nel documento conclusivo non si è riconosciuto all'acqua lo status di diritto umano , cosa che avrebbe svincolato questa risorsa dalle leggi di mercato, ma quello di bisogno umano.
  • 41.
    • Se l’acque delle nostre città si esaurisse, non solo cambierebbero molte delle nostre abitudini, ma sarebbe in grave pericolo la nostra salute, le industrie non potrebbero più lavorare e la produzione agricola sarebbe completamente pregiudicata.
  • 42. Il consumo mondiale di acqua è attualmente di 3.500.000 metri cubi all’anno, di cui il 70% serve per l’irrigazione, il 22% per l’industria e solo l’8% per le famiglie.
  • 43.
    • Il minimo quantitativo d’acqua che consente ad una famiglia di vivere decorosamente è di 80 litri al giorno pro-capite, dei quali 20 litri sono destinati all’uso personale.
  • 44.
    • In Madagascar invece il consumo complessivo di acqua è di 5,4 litri al giorno, la maggior parte dei quali sono usati per le famiglie e l’agricoltura. Negli Stati Uniti il consumo è di 500 litri al giorno buona parte della quale usati nell’ambito industriale.
  • 45. LA DESERTIFICAZIONE
    • La desertificazione è una delle emergenze ambientali tra le più gravi che mette a repentaglio il futuro di circa un miliardo di persone di oltre cento paesi a rischio ed un quarto delle terre del Pianeta.
  • 46.
    • I fenomeni di degrado del territorio interessano ormai gran parte del territorio del Pianeta, la situazione è particolarmente drammatica in Africa ma anche i Asia, America Latina, a nord del Mediterraneo e, negli ultimi anni anche in Italia.
  • 47.
    • La Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione definisce la
    • desertificazione come il “degrado delle terre nelle aree aride, semi-aride e sub-umide secche, attribuibile a varie cause, fra le quali variazioni climatiche ed attività umane”.
  • 48.
    • In Italia sono minacciate dal rischio desertificazione le regioni meridionali e le isole da sempre esposte a trauma di natura ambientale: parecchi giorni all’anno di siccità, precipitazioni molto intense ma di poca durata, erosione dei suoli, scarsa disponibilità di acqua, attività umane che hanno comportato un aumento della capacità di carico del territorio.
  • 49.
    • In effetti il termine desertificazione evoca l’immagine del deserto, però è necessario precisare che i deserti sono degli ecosistemi naturali che si dilatano o si riducono nel corso degli anni o, addirittura dei secoli.
  • 50.
    • Circa il 39% della superficie terrestre è colpita da desertificazione e almeno 250 milioni di persone sono direttamente in relazione con il degrado del territorio nelle regioni aride. Più di 100 Paesi nel mondo sono interessati al fenomeno con una diminuzione del reddito vertiginoso, ogni anno si perdono circa 45 miliardi di dollari.
  • 51.
    • Già il 70 % dei terreni aridi utilizzati in agricoltura sono degradati e poco produttivi, infatti ogni anno circa 12 milioni di ettari vengono persi con un danno enorme per la biodiversità.
  • 52.  
  • 53.
    • 5 regioni, Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata e 13 province per 16.100 chilometri quadrati del territorio pari al 5,35% dell’Italia.
  • 54.
    • La regione a più alto rischio di degrado è la Sicilia con il 36,6% del suo territorio sensibile al processo di desertificazione con 5 province coinvolte (Agrigento, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani).
  • 55. L’acqua in cifre L’acqua destinata all’irrigazione (il 22% nell’industria, il 14% nell’energia, 16% usi civili 48% Gli abitanti del sud cha fanno i conti con ricorrenti crisi idriche 70,3% La percentuale di italiani serviti da acquedotti 98,2% È la percentuale delle perdite negli acquedotti (Sardegna 38%, Sicilia 30%) 27% Sono le tonnellate di rifiuti che ogni giorno vengono dispersi nell’acqua 2 milioni Le persone che nel mondo non hanno accesso all’acqua 1,6 Mld Sono i conflitti nel mondo per il controllo dell’acqua 12
  • 56. 1 litro Lavare le mani (ogni volta) 20 litri Fare la doccia 150 litri Fare il bagno 2 litri Lavare i denti 10 -15 litri Tirare lo sciacquone 20 litri Usare la lavastoviglie 55 litri Usare la lavatrice
  • 57.
    • Tutti i paesi del mondo sono collegati tra di loro da una quantità notevole di rapporti economici e quindi i problemi delle nazioni in via di sviluppo riguardano anche quelli sviluppate, perché ciascuno ha bisogno degli altri. Soltanto la cooperazione internazionale e il principio di sussidiarietà potrà risolvere la grande battaglia della sopravvivenza di un pianeta sempre più affollato.
  • 58.
    • A questo punto diventa indispensabile sfruttare le risorse della Terra in modo più razionale affinché siano sufficienti a soddisfare i bisogni e lo sviluppo di tutti i paesi del mondo. Sarà necessario coltivare nuove terre e migliorare le tecniche agrarie, perfezionando i sistemi di irrigazione ed estendere l’uso dell’acqua potabile. E’ necessario razionalizzare l’energia e puntare ad una produzione più compatibile con l’ambiente, migliorando l’efficienza dell’esistente e dare a tutti la possibilità di una vita migliore.
  • 59.
    • Per raggiungere questi obiettivi occorre spostare sempre più i limiti della crescita, rendendo la terra adeguata ad accogliere e alimentare una grande quantità di persone. Ma non è più possibile ampliare la capacità ricettiva del pianeta ( lo spazio nella terra è limitato), è fondamentale ridurre gli sprechi e realizzare una più equa distribuzione delle risorse.
  • 60.
    • In India per produrre un solo litro di bevanda di Coca Cola e Pepsi se ne inquinano circa dieci litri di acqua potabile.
    • Ogni impianto di Coca o di Pepsi “beve” tra uno e due milioni di litri di acqua al giorno, ne esistono 90 con un prelievo tra i 90 e i 180 milioni di litri. Una quantità di acqua che potrebbe soddisfare le esigenze di milioni di persone.
  • 61.
    • Nei reflui degli impianti si sono rilevato alte concentrazioni di cadmio e piombo. E’ scientificamente provato che esposizioni al cadmio possono causare disfunzioni renali, danni alle ossa, al fegato, al sangue. Il piombo danneggia il sistema nervoso centrale, i reni, il sangue e il sistema carsdiovascolare.
  • 62.
    • Nell’impianto di Plachimada la Coca cola iniziò a pompare illegalmente milioni di litri d’acqua e il livello di falda si abbassò vertiginosamente da 150 m a 500 m di profondità. Dopo che ben 260 pozzi si sono esauriti la Coca cola li utilizzò come deposito di scarti di lavorazione inquinando la falda acquifera.
  • 63.
    • Oggi tra i vari paesi esistono grandi squilibri e per attuare uno sviluppo sostenibile non può bastare produrre di più e in modo più e efficiente, ma si dovrà dare la possibilità a tutti i paesi le stesse opportunità di sfruttare al meglio le risorse della terra.
  • 64.
    • Fino al 94 il sistema idrico in Italia è gestito dagli acquedotti comunali, le bollette sono basse, e le perdite d’acqua sono alte, ma soldi da investire non ci sono. Poi arriva la Legge Galli che dice: i comuni se vogliono possono trovare i soldi formando una società per azioni insieme a un socio privato. Nella tariffa ci va dentro tutto: le spese per la depurazione, fognature, investimenti. Naturalmente l’investitore privato ci vorrà guadagnare qualcosa. Ad Arezzo è la francese Suez, la più grande multinazionale dell’acqua del mondo. E’il socio di minoranza, ma per legge è lui a guidare la gestione.
  • 65.
    • Con la gestione privata si paga caro per avere un servizio migliore e per non avere più perdite…invece, proprio ad Arezzo dopo tre anni viene fuori un buco di bilancio di 3 milioni di euro.
  • 66.
    • Molti amministratori delegati delle società d’ambito asseriscono che l’acqua la paghiamo meno rispetto agli altri Paesi europei, e che stanno lavorando per arrivare ad essere come i Paesi europei, al più presto.
  • 67.  
  • 68.
    • E’ vero, ma anche pensioni e stipendi non sono ancora ai livelli europei. Basta andare ad Aprilia, nel basso Lazio. qui, dove la gestione dell’acqua in 38 comuni è stata vinta nel 2002 dalla società Acqualatina, composta al 51% dagli stessi Comuni, e al 49% da un consorzio privato guidato dal colosso francese Veolia Waters, le bollette aumentano e in 5.000 hanno deciso di non pagare ad Acqualatina.
  • 69.
    • Ci sono stati aumenti vertiginosi che vanno Dl 50% al 300%. I cittadini hanno deciso di pagare al comune che non può rifiutarsi di prendere i soldi. La società d’ambito minaccia di chiudere il rubinetto, i cittadini chiedono la risoluzione del contratto.
  • 70.
    • Sulla vicenda sta indagando la Procura di Latina per frode su questa società. La tariffa dell’acqua in Italia cambia da comune a comune, chi ha sempre pagato molto poco, perché il servizio era anche scarso, adesso si ritrova con il servizio buono, ma un aumento vertiginoso. E si scende in piazza. Qualche anno fa a scendere in piazza furono i contadini della Bolivia, ma sulla piazza ci sono rimasti i morti. In Bolivia nel 99 il governo privatizza la gestione dei servizi idrici e li affida ad un consorzio formato dalla statunitense Bechtel , dall’italiana Edison e dalla spagnola Albengoa .
  • 71.
    • la Suez e la Veolia,le due società più grosse, sommate contano 330 milioni di clienti, e detengono l’80% di un mercato, quello della sete, che fa gola a molti. Captare, depurare e portare l’acqua in milioni di abitazioni, è un giro d’affari planetario che toccherà, si calcola, i 400 miliardi di dollari entro il 2010.
  • 72.
    • Nel 92 l’ONU definisce l’acqua oltre che un diritto universale anche un bene economico e non rinnovabile. Intorno a questa definizione si gioca la partita mondiale, vuol dire che l’acqua potabile come tutti i beni non va sprecata e deve dare profitti. Dove non li dà non è potabile, Oggi infatti 1 miliardo e 200 milioni di persone la bevono putrida.
  • 73.
    • Esiste solo un’unica e chiarissima regola per la questione dell’utilizzo delle risorse idriche: il fondamentale diritto umano all’acqua potabile, pulita e sicura non può essere violato.