Tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il quarto periodo di regolazione

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Seminario 16 ottobre 2013

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  • Tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il quarto periodo di regolazione

    1. 1.   Autorità per l’energia elettrica e il gas   Tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il quarto periodo di regolazione Seminario 16 ottobre 2013 Autorità per l’energia elettrica e il gas  1
    2. 2. Questa presentazione non costituisce un documento ufficiale dell’Autorità 2
    3. 3. Parte introduttiva 3
    4. 4. Procedimento in materia di tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il quarto periodo di regolazione • Procedimento avviato 44/2012/R/GAS • DCO 341/2012/R/GAS: principali direttrici di intervento • DCO 56/2013/R/GAS: primi orientamenti per la determinazione del costo riconosciuto ai fini della fissazione delle tariffe del servizio di distribuzione e misura del gas • DCO 257/2013/R/GAS: primi orientamenti in relazione a struttura delle tariffe, meccanismi di perequazione e riforma dei contributi di connessione • DCO 359/2013/R/GAS: orientamenti finali • Raccolta dati: entro ottobre sarà avviata • Provvedimento finale: entro novembre con la deliberazione ARG/gas 4
    5. 5. Elementi di contesto e di evoluzione • Quadro europeo – obiettivi o portare a compimento il mercato interno dell’energia o ridurre le emissioni di gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Unione Europea entro il 2020 o garantire la sicurezza degli approvvigionamenti anche tramite individuazione di priorità nello sviluppo delle infrastrutture energetiche transnazionali • Quadro nazionale o riforma delle modalità di affidamento del servizio (gare gas) o settore maturo – esigenze di ulteriore sviluppo valutate attentamente o possibili esigenze di sviluppi infrastrutturali connessi a immissione gas non convenzionali (biometano, power to methane) e a potenziali integrazioni sinergiche tra reti di distribuzione del gas e dell’energia elettrica (smart grid gas) 5
    6. 6. Obiettivi specifici • Promuovere l’adeguatezza, l’efficienza e la sicurezza delle infrastrutture di distribuzione del gas, al fine di dotare il Paese di un sistema di infrastrutture energetiche efficiente e moderno, adeguato alle esigenze dei consumatori • Introdurre meccanismi di incentivazione all’efficienza, al fine della minimizzazione dei costi operativi, favorendo l’efficienza nella gestione operativa del servizio, e dei costi di investimento, favorendo una crescita infrastrutturale capace di garantire benefici superiori ai costi, secondo criteri di selettività • Promuovere la tutela degli interessi degli utenti • Promuovere la concorrenza • Facilitare la transizione verso il nuovo assetto di organizzazione del servizio • Considerare le esigenze di equilibrio economico-finanziario delle imprese esercenti il servizio • Semplificare i meccanismi di regolazione 6
    7. 7. Approfondimenti • • • • • Richiamo per punti principali delle ipotesi in consultazione Cenno sintetico alle risposte Costo riconosciuto Tariffe, vincoli e perequazione Gas diversi dal naturale 7
    8. 8. Durata del periodo regolatorio • Ipotesi di estensione da quattro a sei anni della durata degli attuali periodi di regolazione • Sostanziale condivisione dell’ipotesi in consultazione • Un operatore distribuzione trattamento investimenti e contributi dovrebbe essere fissato per un orizzonte di 10-12 anni (tarato su durata concessioni ATEM) 8
    9. 9. Aggiustamenti infra-periodo - 1 • Le ipotesi in consultazione: o revisione biennale alcuni parametri del WACC:  Risk free in alternativa revisione  Rpi del solo Risk free  T  tc o revisione triennale x-factor o verifica dopo il primo triennio della componente a copertura dei costi operativi relativi alle funzioni di installazione e manutenzione di gruppi di misura di classe > G6 conformi a requisiti deliberazione 155/08 e s.m.i. ( ) ∆CVERunit ,i 9
    10. 10. Aggiustamenti infra-periodo - 2 • Risposte su procedure di aggiornamento WACC: o necessità di definire prima dell’inizio del periodo di regolazione il meccanismo di adeguamento del WACC (rendere noti gli algoritmi per consentire simulazioni a livello di piano di gara) o necessità di sottoporre gli aggiornamenti infra-periodo a consultazione nel dettaglio numerico 10
    11. 11. Aggiustamenti infra-periodo - 3 • Risposte su criteri di aggiornamento del WACC : o o o o estendere l’aggiornamento a tutte le variabili contenute nella formula favore verso ipotesi di revisione biennale di Risk free, Rpi, T e tc favore verso soluzione di aggiornamento solo Rf come previsto per il settore elettrico (deliberazione ARG/elt 199/11) necessità monitorare condizioni effettive mediamente praticate dagli istituti di credito nell’erogazione dei finanziamenti a favore delle imprese di distribuzione 11
    12. 12. Aggiustamenti infra-periodo - 4 • Risposte su ipotesi aggiornamento altri parametri: o x-factor  o condivisione ipotesi revisione triennale ∆CVERunit ,i  condivisione ipotesi revisione triennale  necessità revisione annuale 12
    13. 13. Costi operativi 13
    14. 14. Costi operativi: fissazione livelli iniziali - 1 • Applicazione del c.d. profit sharing di fine periodo tra imprese distributrici e clienti finali, in coerenza con quanto previsto nel settore elettrico, ai fini della fissazione delle tariffe 2014 • Confronto tra il livello del costo riconosciuto a copertura dei costi operativi (COR) nell’anno di riferimento e il livello dei costi operativi effettivi (COE) relativi al medesimo anno: o per cluster di imprese (tenendo conto esigenza variazioni omogenee): gestione delle infrastrutture di rete del servizio di distribuzione o a livello aggregato nazionale: commercializzazione del servizio di distribuzione e servizio di misura • In particolare, il COR14 è calcolato come media aritmetica tra i valori di COR11 e COE11, corretta per l’inflazione e i recuperi di produttività attesi • Se COE11 > COR11 si utilizza il COR11 (aggiornato al 2014) 14
    15. 15. Costi operativi: fissazione livelli iniziali- 2 • Risposte rispetto ad applicazione profit-sharing: o o o o o profit-sharing a fine TPR non previsto nella RTDG se COR11>COE11 soluzione penalizzante se non tenesse conto dei costi operativi nel frattempo intervenuti (da determinarsi mediante specifiche raccolte dati) non coerente con necessità di garantire equa remunerazione del servizio la soluzione di basare il riconoscimento del 2014 sul COR11 nei casi in cui COR11<COE11 rimandare il trasferimento ai clienti del 50% dei recuperi di produttività a una fase successiva all’aggiudicazione del servizio per ambito per esigenze di continuità tariffaria la determinazione dei costi operativi riconosciuti dovrebbe essere effettuata a livello aggregato nazionale, anziché tramite cluster, eventualmente tenendo conto della sola densità di clientela servita, dato che i costi operativi e la manutenzione di località sono correlabili quasi esclusivamente alla densità dei clienti e assai poco alla dimensione d’impresa 15
    16. 16. Costi operativi: fissazione livelli iniziali- 3 • Risposte rispetto criteri determinazione costi riconosciuti: o o o o o il costo operativo dovrebbe essere integrato con i maggiori costi, conseguenti alla riforma (gare e installazione misuratori teleletti) copertura costi per perseguimento obblighi di efficienza non coperti dal contributo tariffario esigenza di precisare i costi non riconosciuti ai fini tariffari per la determinazione del COE esplicita considerazione dei costi di natura tributaria/fiscale generati prevalentemente dalla fiscalità locale – copertura a piè di lista disporre dei livelli unitari dei costi operativi riconosciuti 16
    17. 17. Costi operativi: fissazione livelli iniziali- 4 • Opzioni attualmente al vaglio degli Uffici o in generale: nel caso di COE11 > COR11 valutazione di ipotesi di applicazione di meccanismi di loss sharing o per la gestione infrastrutture di rete: calcolo del profit-sharing per classe dimensionale di imprese 17
    18. 18. Corrispettivi a copertura dei costi operativi per il servizio di distribuzione – gestione delle reti - 1 • IPOTESI DI REGOLAZIONE T.1 (AIR) o opzione T1.0 (opzione nulla): - associati alla singola impresa distributrice e differenziati per classe dimensionale e per densità di clientela servita o opzione T1.A: - associati alla singola impresa distributrice e differenziati per classe dimensionale e per densità di clientela servita (“vecchie” gestioni) - associati all’ambito territoriale di concessione, differenziati per densità di clientela servita (“nuove” gestioni per ambito) o opzione T1.B: - associati alla singola impresa distributrice e differenziati per densità di clientela servita (“vecchie” gestioni) - associati all’ambito territoriale di concessione, differenziati per densità di clientela servita (“nuove” gestioni per ambito) 18
    19. 19. Corrispettivi a copertura dei costi operativi per il servizio di distribuzione – gestione delle reti - 2 • Risposte o eliminare la differenziazione dei corrispettivi unitari, al fine di limitare il più possibile effetti distorsivi della competizione nei processi di gara; necessario definire i costi riconosciuti a livello aggregato nazionale eliminando l’articolazione per classe dimensionale e mantenendo eventualmente la differenziazione per densità di clientela servita o pareri favorevoli a opzione T1.A o preferibile T1.B 19
    20. 20. Corrispettivi relativi a gestione reti distribuzione per gestioni d’ambito - 1 • I corrispettivi unitari a copertura dei costi operativi sono calcolati: o nei primi tre anni del periodo, come media dei valori unitari applicati alle gestioni comunali riferiti alle imprese di dimensione medio-grande appartenenti alla classe di densità corrispondente o nei successivi anni del periodo di concessione (ricadenti nel periodo regolatorio), assumendo i valori unitari dei corrispettivi previsti per le gestioni comunali riferiti alle imprese di dimensione grande appartenenti alla classe di densità corrispondente 20
    21. 21. Corrispettivi relativi a gestione reti distribuzione per gestioni d’ambito - 2 • Risposte: o condivisibile la proposta di modulare il riconoscimento dei costi operativi unitari o perplessità circa la dimensione d’azienda da assumere come riferimento per la scelta dei valori di costo riconosciuto d’ambito: nei primi tre anni occorrerebbe fare riferimento a imprese con classe dimensionale pari alla dimensione degli ambiti (grandi, medie e piccole) o non condiviso il passaggio a costi unitari riferiti a imprese grandi dopo il terzo anno. Ingiusta penalizzazione per le medie imprese o successivamente fare raccolte di COE per ambito 21
    22. 22. Aggiornamento dei costi operativi relativi a gestione reti - 1 • X-factor o o o i risultati dell’analisi di produttività mostrano l’esistenza di ulteriori margini di efficientamento rispetto ai livelli dei costi unitari riconosciuti per le gestioni comunali: mantenimento di obiettivi di recupero di produttività differenziati per dimensione d’impresa per le gestioni d’ambito: azzeramento dell’x-factor per i primi due aggiornamenti annuali successivi all’affidamento 22
    23. 23. Aggiornamento dei costi operativi relativi a gestione reti - 2 • Risposte (gestioni comunali): o già conseguiti recuperi di efficienza di oltre 40% dal primo periodo regolatorio a oggi o per le gestioni comunali margini di efficienza sono molto ridotti e comunque devono essere decrescenti nel tempo o perplessità su ipotesi di definire obiettivi di recupero sulla base di risultanze studi di produttività. I risultati di tali studi dovrebbero essere discussi con le imprese. In subordine valutare l’applicazione dell’approccio descritto per il servizio di misura, prevedendo che l’X-factor sia dimensionato in modo da far tendere alla scadenza del periodo regolatorio i costi riconosciuti al livello dei costi effettivi riscontrati nei rendiconti separati 2011 o l’esperienza dimostrerebbe che per le gestioni comunali si è già raggiunto un punto di non ulteriore comprimibilità di costi operativi, dimostrato dall’andamento asintotico del valore dei costi effettivi sostenuti negli ultimi anni. Contrarietà a x-factor positivi 23
    24. 24. Aggiornamento dei costi operativi relativi a gestione reti - 3 • Risposte (gestioni d’ambito): o necessità rivedere impostazione generale price cap. Il ruolo tradizionalmente svolto dal regolatore sarà sostituito dall’effetto derivante dalla concorrenza per il mercato o condivisione azzeramento x-factor nei primi tre anni o efficienze nelle gestioni d’ambito non immediate. Considerazioni particolari sul costo del lavoro in relazione a decreto relativo a tutela occupazionale o a valle aggiudicazione ambiti si potranno fissare nuovi obiettivi di recupero di produttività o mantenimento anche per le nuove gestioni d’ambito di obiettivi differenziati in funzione della dimensione (media e grande) 24
    25. 25. Aggiornamento dei costi operativi relativi a gestione reti - 4 • Opzioni attualmente al vaglio degli Uffici o o o o definizione di un sentiero di efficientamento che tiene conto degli esiti dell’analisi di produttività e del nuovo contesto di sviluppo del servizio (estrazione di extra-profitti prevedibile in esito allo svolgimento delle gare) in alternativa mero riassorbimento recuperi di efficienza già conseguiti al 2011 valutazione orizzonte temporale riallineamento a costi efficienti mantenimento di x-factor differenziati per classe dimensionale da applicare alle gestioni comunali 25
    26. 26. Corrispettivi a copertura dei costi operativi per il servizio di misura - 1 • Installazione e manutenzione o corrispettivo unitario a copertura dei costi operativi relativi alle funzioni di installazione e manutenzione differenziato per: - classi di gruppi di misura inferiore o uguale a G6 - classi di gruppi di misura superiore a G6 o differenziazione in base a componente il territorio nazionale , unica su tutto ∆CVERunit ,i • Raccolta e validazione o corrispettivo unitario unico nazionale non differenziato per classe dimensionale 26
    27. 27. Corrispettivi a copertura dei costi operativi per il servizio di misura - 2 • Risposte (Installazione e manutenzione) o applicazione valore unico presupporrebbe un allineamento dei prezziari e delle modalità da parte della Camere di Commercio. Richiesta di monitoraggio prezziari o valore unico penalizza alcuni e dà vantaggio ad altri o costi emergenti per intensa attività di installazione e manutenzione o deve comprendere oltre agli oneri connessi agli ∆CVERunit ,i adempimenti del DM 75/12, anche i maggiori costi sostenuti per la manutenzione dei gruppi di misura teleletti con calibro maggiore di G6 (mal funzionamento anche per atti vandalici) o considerare anche costi per sostituzione moduli di batterie o incrementata ad almeno 60 euro/pdr ∆CVERunit ,i 27
    28. 28. Corrispettivi a copertura dei costi operativi per il servizio di misura - 3 • Risposte (Raccolta e validazione) o non è condivisa la mancata differenziazione per classe dimensionale d’impresa e per densità. Costi telelettura – contratti con provider telefonici – influenzati dal numero di utenze servite o è condivisa l’ipotesi di mancata differenziazione per classe dimensionale o necessario differenziare anche la componente a copertura dei costi operativi in funzione della classe di gruppo di misura, come già previsto per la componente a copertura dei costi di installazione e manutenzione (costi traffico telefonico) 28
    29. 29. Corrispettivi a copertura dei costi operativi per il servizio di distribuzione – commercializzazione • Corrispettivo unitario unico nazionale non differenziato per classe dimensionale • Risposte o non è condivisa la mancata differenziazione per classe dimensionale o viene evidenziato l’esponenziale accrescimento delle attività condotte dai distributori (messa a disposizione di sistemi evoluti di comunicazione, fatturazione elettronica, bonus gas, disciplina settlement, determinazione capacità congrua per SNAM, comunicazioni FUI, comunicazione Default) o è proposta ipotesi di prevedere riduzione del costo unitario riconosciuto per ambiti di dimensione superiore alla media 29
    30. 30. Aggiornamento dei costi operativi relativi a misura - 1 • X-factor o in riferimento alla componente a copertura dei costi di installazione e manutenzione, dimensionato in modo da trasferire agli utenti la quota parte dei recuperi di produttività residua nel quarto periodo regolatorio (livello obiettivo cui tendere uguale al livello del costo effettivo riscontrato nel 2011) o obiettivo di recupero unico a livello nazionale, per i costi di raccolta, validazione e registrazione 30
    31. 31. Aggiornamento dei costi operativi relativi a misura - 2 • Risposte o o o o o i costi effettivi potrebbero non essere rappresentativi di una situazione a regime in virtù dei ben noti ritardi verificatisi nel piano di sostituzione dei misuratori ex delibera 155/08 la migrazione verso telelettura aumenta i costi: richiesto azzeramento x-factor tenere conto della discontinuità gestionale derivante dalla migrazione verso sistemi di telegestione. Applicazione x-factor solo dopo 3-4 anni dal roll-out condiviso l’approccio condivisa applicazione di un obiettivo di recupero unico nazionale 31
    32. 32. Costi operativi località in avviamento • Riconoscimento di un corrispettivo unitario pari a quello previsto per le imprese di piccole dimensioni operanti in aree a bassa densità, maggiorato applicando un coefficiente pari a 2 • Risposte o o o approccio condiviso contrarietà: in alternativa revisione criteri per calcolo pdr potenziali o riduzione da tre a due anni del periodo di avviamento contrarietà: in alternativa revisione criteri per calcolo pdr potenziali e in subordine aumento del coefficiente a 4 32
    33. 33. Costi di capitale 33
    34. 34. Immobilizzazioni nette centralizzate – livelli iniziali - 1 • IPOTESI DI REGOLAZIONE T.2 o opzione T2.0 (opzione nulla): - unici su tutto il territorio nazionale o opzione T2.A: - unici su tutto il territorio nazionale (“vecchie” gestioni) differenziati per classe dimensionale (“nuove” gestioni per ambito) o opzione T2.B: o differenziati per classe dimensionale opzione T2.C: - differenziati per classe dimensionale (“vecchie” gestioni) - unici su tutto il territorio (“nuove” gestioni per ambito) • Ipotesi di riduzione del costo unitario per ambiti di dimensione superiore alla media 34
    35. 35. Immobilizzazioni nette centralizzate – livelli iniziali - 2 • Risposte o o o approccio condiviso; se ne apprezza la semplicità, la trasparenza e la stabilità regolatoria. Non si condivide la contrazione del riconoscimento unitario per ambiti di dimensione superiore alla media preferibile metodo del costo storico rivalutato (con differenziazione per impresa) in modo da non penalizzare i soggetti che hanno effettuato ingenti investimenti centralizzati preferenza per l’opzione T2.0. Non condivisa l’ipotesi di riduzione del costo unitario per gli ambiti superiori alla media 35
    36. 36. Immobilizzazioni nette centralizzate servizio di misura – livelli iniziali - 1 • Componente t(tel) o conferma dell’impostazione prevista dalla deliberazione 28/2012/R/gas che prevede il calcolo della componente t(tel) sulla base del costo medio per punto di riconsegna registrato dalle imprese con scelta di tipo make nell’anno t-2 • Componente t(con) o neutralità della regolazione tariffaria rispetto a scelte di tipo make or buy. Concentratori come cespite centralizzato o differenziazione per classe di densità in concomitanza con roll out misuratori per il mass market 36
    37. 37. Immobilizzazioni nette centralizzate servizio di misura – livelli iniziali - 2 •Risposte - Componente t(tel) o un soggetto condivide l’approccio, ma non l’ipotesi di effettuare l’analisi solo sull’anno t-2. Raccolta dati mirata per ricostruire il costo storico degli investimenti effettuati dagli operatori make dal 2010 in poi 37
    38. 38. Immobilizzazioni nette centralizzate servizio di misura – livelli iniziali - 3 • Risposte - componente t(con) o o o un soggetto condivide l’approccio contrarietà a considerare concentratori come cespite centralizzato. Criticità accentuata nei casi di cessione di località a seguito svolgimento gare – possibile duplicazione di costi non risulta che i provider di servizi telefonici abbiano strumenti di rete adeguati per colloquiare con i contatori diffusi sul territorio, pertanto le alternative potrebbero essere solo quelle di installare schede punto-punto anche su contatori di dimensioni inferiori oppure chiedere a un soggetto terzo di installare e gestire gli apparati di campo per conto del distributore 38
    39. 39. Aggiornamento immobilizzazioni nette centralizzate • Applicazione meccanismo del price-cap • Risposte o o o o contrarietà. In particolare per alcune tipologie di investimento (es software) non essendo possibili distinzioni tra scelte di tipo make or buy seppur condivisibile sul piano logico l’ipotesi di introdurre il pricecap, trattandosi di costi non soggetti a fenomeni di recupero di produttività, viene espressa contrarietà giudizio favorevole sulla semplicità delle regole di aggiornamento, ma solo applicazione deflatore investimenti fissi lordi aggiornamenti differenziati per impresa 39
    40. 40. Capitale investito di località – livelli iniziali - 1 • Gestioni comunali o nel DCO si ipotizza di confermare il criterio generale di valutazione del capitale investito di località basato sul metodo del costo storico rivalutato per le gestioni comunali – continuità di criteri • Gestioni d’ambito o sulla base del VIR per i cespiti che il gestore entrante ha acquisito dal gestore uscente o in continuità di valori con il periodo precedente, quindi sulla base della RAB esistente, per i casi in cui gestore entrante e gestore uscente coincidano, limitatamente alla porzione di rete che era già di proprietà del gestore entrante prima del nuovo affidamento 40
    41. 41. Capitale investito di località – livelli iniziali - 2 • Risposte (gestioni d’ambito) o ingiustificata disparità di trattamento tra i partecipanti alle gare d’ambito o contrarietà all’approccio. Segnalazione di criticità legate a livelli di RAB particolarmente bassi o forti perplessità rispetto alla lettera e allo spirito dell’articolo 24 del decreto legislativo 93/11. Rischio che possa indurre alcune imprese a lasciare il settore o apprezzamento per le ipotesi formulate dall’Autorità. Gli interventi ipotizzati dall’Autorità da un lato minimizzano gli impatti di costo della riforma sugli utilizzatori finali, dall’altro, per quanto possibile, tendono a mitigare impropri vantaggi finanziari dell’incumbent nell’uscita dal regime transitorio, attenuando, in ultima analisi, distorsioni dello scenario competitivo. Criticità su RAB esistenti 41
    42. 42. Analisi differenze VIR-RAB • In generale l’Autorità riconosce ai fini tariffari il valore del VIR pubblicato nel bando di gara o solo nel caso in cui l’Autorità abbia formulato osservazioni pubbliche ai sensi delle disposizioni del Regolamento gare a cui non abbiano fatto seguito azioni correttive da parte dell’Ente locale concedente, l’Autorità si riserva di non procedere al riconoscimento tariffario • Risposte: o un soggetto ritiene che l’Autorità non abbia la facoltà di disconoscere a posteriori un valore di rimborso definitivamente concordato tra Gestore uscente ed Ente locale. L’Autorità sarebbe chiamata a formulare osservazioni sulla correttezza formale di applicazione degli accordi sanciti dalle parti con riguardo alla determinazione del valore di rimborso, ma il recepimento delle osservazioni stesse da parte dell’Ente locale (e del Gestore uscente) è rimessa alla rispettiva discrezionalità. L’Autorità avrebbe l’obbligo di segnalare quelle che a suo parere sono le incongruità nella valutazione dei rimborsi, ma non il potere di disconoscere unilateralmente, ai fini tariffari, i valori concordati tra le parti. 42
    43. 43. Trattamento dei contributi - 1 • IPOTESI DI REGOLAZIONE T.4 (AIR) o opzione T4.0 (opzione nulla): - contributi portati interamente in deduzione dal capitale investito - ammortamenti e costi operativi calcolati al lordo dei contributi - stock di contributi e nuovi contributi non degradati o opzione T4.A: - ammortamenti calcolati al netto dei contributi - contributi portati in deduzione dal capitale investito - contributi degradati per la quota portata in deduzione dagli ammortamenti o opzione T4.B: - 100% dei nuovi contributi pubblici e 20% dei nuovi contributi privati portati in deduzione del capitale investito - costi operativi riconosciuti ridotti dell’80% dei contributi privati - stock di contributi e nuovi contributi non degradati o opzione T4.C: - 100% dei nuovi contributi pubblici e 20% dei nuovi contributi privati portati in deduzione del capitale investito - costi operativi riconosciuti ridotti dell’80% dei contributi privati - ammortamenti calcolati al netto dei contributi (per la quota non portata in riduzione dei costi operativi) - contributi degradati per la quota portata in deduzione dagli ammortamenti 43
    44. 44. Trattamento dei contributi - 2 • Risposte o preferenza per opzione T4.A, anche se produce un peggioramento dei flussi tariffari o forti preoccupazioni rispetto a opzione T4.A, in quanto sebbene sia preservato l’equilibrio economico-finanziario sul lungo termine, tale soluzione riduce gli ammortamenti e riduce sensibilmente i flussi di cassa: preferibile approccio adottato nella prima metà del terzo periodo regolatorio o condivisibile opzione T4.A o contrarietà rispetto all’opzione T4.A. Penalizzazione per regola riportata nel Regolamento gare che fa riferimento a deliberazione 159/08. Vanno considerati gli effetti fiscali dei contributi. In caso di adozione opzione T4.A: gradualità e anche per il passato dismissione dei contributi relativi a cespiti dismessi o distinzione tra contributi ottenuti fino al termine del terzo periodo regolatorio e contributi percepiti successivamente 44
    45. 45. Valutazione dei nuovi investimenti di località - 1 • IPOTESI DI REGOLAZIONE T.3 (AIR) o opzione T3.0 (opzione nulla): - sulla base del costo effettivo o opzione T3.A: - o opzione T3.B: - o sulla base del costo effettivo (“vecchie” gestioni) con criteri misti standard-consuntivo (“nuove” gestioni per ambito) sulla base del costo effettivo (investimenti rilevanti per le determinazioni tariffarie 2014-2016) con criteri misti standard- consuntivo (investimenti rilevanti da 2017 in poi) opzione T3.C: - sulla base del costo effettivo (investimenti rilevanti per le determinazioni tariffarie 2014-2015) con criteri misti standard-consuntivo (investimenti rilevanti da 2016 in poi) • Ipotesi di applicazione del metodo del price-cap (dal 2017), coerente con le esigenze di un settore maturo dove le attività di investimento sono prevalentemente destinate alla sostituzione e al mantenimento dello stock di capitale esistente 45
    46. 46. Valutazione dei nuovi investimenti di località - 2 • Risposte: o contrarietà ad applicazione costi standard. La ricerca del minor costo sarebbe garantita dallo svolgimento di gare ad evidenza pubblica per l’approvvigionamento di beni e servizi. Preferenza per opzione T3.0. In ogni caso standard regionali o provinciali o prossime gare dovrebbero avere piani di adeguamento intrinsecamente efficienti (art. 15, comma 3, iii del Regolamento gare). Giustificazione sostenibilità economica - analisi cba - in qualche modo vagliata da Autorità (deliberazione 113/13). Non apprezzabile il rischio di proliferazione di nuovi investimenti. Contrarietà a costi standard e price-cap o costi effettivi fino a quando non siano opportunamente individuati I costi standard – monitoraggio costi nel corso del quarto periodo. Preferibile opzione T3.0. Criteri misti potrebbero essere introdotti gradualmente per alcune tipologie di investimento. Comunque riconoscimento costi effettivi se giustificati da imprese. o costi standard nuovi investimenti (estensioni o aree non metanizzate) 46
    47. 47. Valutazione dei nuovi investimenti di località - 3 • Come indicato nel DCO 359/13 l’Autorità ritiene che il disaccoppiamento tra ambito di concessione e ambito tariffario possa produrre effetti di deresponsabilizzazione nelle scelte di investimento e non ritiene sostenibile nel medio termine uno scenario di regolazione che preveda da un lato logiche di riconoscimento di costi a piè di lista e dall’altro ampie aree geografiche di socializzazione di tali costi • Necessità di approfondire con specifiche consultazioni da condurre nel 2014 le tematiche relative al riconoscimento dei nuovi investimenti da applicare nel triennio 2017-2019 con esplorazione di ipotesi relative a: o applicazione metodo price-cap o altre soluzioni output based o valutazioni a costi standard nuovi investimenti con applicazione di un prezziario di riferimento 47
    48. 48. Aggiornamento stock iniziale - 1 • Cespiti valutati a RAB o valore iniziale aggiornato applicando deflatore investimenti fissi lordi e sottraendo ammortamenti riconosciuti e dismissioni dichiarate • Cespiti valutati a VIR o stratificazione del VIR per anno di acquisizione, mediante vettore standard di pesi, differenziato sulla base dell’anno di prima fornitura o aggiornamento dello stock sulla base di un percorso predefinito di ammortamento ed eventualmente dismissioni – in coerenza con quanto previsto per l’aggiornamento dello stock di cespiti relativi a reti di distribuzione dell’energia elettrica in MT/BT esistenti al 31 dicembre 2007 48
    49. 49. Aggiornamento stock iniziale - 2 • Risposte o privilegiare la semplicità delle regole di aggiornamento o interessante l’ipotesi di definizione di un percorso di aggiornamento noto ex ante – prevedibilità e certezza flussi o non si concorda con l’ipotesi di introduzione di un vettore standard di pesi per la stratificazione del VIR. La stratificazione puntuale può essere ottenuta dalla perizia per la determinazione dello stesso VIR o necessità di avere elementi puntuali su coefficienti con cui intercettare la stratificazione degli investimenti 49
    50. 50. Determinazione valore rimborso a regime • A fine periodo di concessione o valore residuo dello stock esistente a inizio periodo, valutato per tutti i cespiti sulla base del VIR, opportunamente aggiornato o valore dei nuovi investimenti realizzati nel periodo di concessione ed esistenti a fine periodo, valutati come media tra il costo storico rivalutato e il valore regolatorio implicito del capitale investito, determinato in base a criteri adottati per la valorizzazione dei nuovi investimenti • Risposte o un soggetto condivide. Contrario però a nozione di valore regolatorio implicito e al suo utilizzo o necessità ulteriori elementi di valutazione o necessità di approfondimenti in ulteriori consultazioni 50
    51. 51. Misure di compensazione lag • Inclusione nei valori del capitale investito dei cespiti realizzati nell’anno t-1, con riconoscimento provvisorio per perequazioni d’acconto dei valori di pre-consuntivo. • Risposte o giudizio favorevole a ipotesi. Necessità di non prevedere meccanismi di penalizzazione, eventualmente applicati a livello di impresa e non di località o troppo articolato il meccanismo delle penalità. Preferibile incremento del tasso di remunerazione del capitale investito come previsto per il settore elettrico 51
    52. 52. Ipotesi allungamento vite utili ai fini del calcolo degli ammortamenti - 1 • Ipotesi adozione vite utili come individuate nella Tabella 1 riportata nell’Allegato A del Regolamento gare • Risposte o accettabile solo se associato a rideterminazione della RAB o contrarietà. Tale previsione introdotta per mitigare gli effetti del riconoscimento della differenza VIR-RAB avrebbe l’effetto di ridurre gli ammortamenti per tutti i soggetti. o contrarietà. Necessità di mantenere continuità di trattamento per i cespiti che formano la RAB. Eventuali modifiche delle vite utili solo per i nuovi investimenti (successivi alla delibera) e per progressivo degrado del VIR o non si ravvede la necessità di allungare le vite utili dei cespiti. Condivisibile l’allungamento nello scenario di riconoscimento del VIR indipendentemente dagli esiti della gara 52
    53. 53. Ipotesi allungamento vite utili ai fini del calcolo degli ammortamenti - 2 • Opzioni attualmente al vaglio degli Uffici o valutazione di ipotesi che consentano di introdurre elementi di gradualità negli impatti connessi all’allungamento delle vite utili (ad esempio dare attuazione all’ipotesi di allungamento della vita utile nel momento in cui si passa a una valutazione a VIR) 53
    54. 54. Tetto a riconoscimento capitale investito per località in avviamento • Ipotesi di introduzione di un tetto al riconoscimento per le località in avviamento • Risposte o Ipotesi non condivisa. Rischio di compromettere la stabilità economica delle imprese in un momento di recessione e crisi del credito. o Ipotesi condivisa o necessario esplicitare i criteri o calcolo sulla base del costo storico rivalutato. o condivisibile l’idea. Da applicare solo alle nuove metanizzazioni ed esplicitando meglio i criteri che si intendono utilizzare • Gli Uffici ritengono necessario prevedere soluzioni che evitino il rischio di «sprechi» di risorse e favoriscano lo sviluppo infrastrutturale solo dove ne sussistano le condizioni lato domanda. Non è ammissibile che si investano milioni di euro per servire qualche punto di riconsegna 54
    55. 55. TARIFFE DI RIFERIMENTO 55
    56. 56. Tariffa di riferimento servizio di distribuzione gestione reti- 1 • Ipotesi di adozione dell’opzione T7.A: struttura binomia della componente della tariffa di riferimento per il servizio di distribuzione, espressa in euro/punto di riconsegna ed euro/unità di volume distribuito (smc), con allocazione sulla quota variabile del 5% dei costi operativi • Soluzione che migliora l’orientamento ai costi delle tariffe, rafforza l’incentivo all’accuratezza nella rilevazione delle quantità distribuite e favorisce un minimo sharing del rischio volume, promuovendo così la responsabilizzazione nelle scelte di investimento, in una logica output based • L’introduzione di una componente variabile consente di riallocare su basi di maggiore equità e ragionevolezza il rischio legato a una contrazione dei volumi tra impresa distributrice e cliente finale 56
    57. 57. Tariffa di riferimento servizio di distribuzione gestione reti- 2 • Risposte o sostanziale contrarietà a introduzione di un elemento della tariffa di riferimento fissato in funzione del volume distribuito o il peso della componente variabile dei costi operativi è trascurabile o necessaria raccolta dati per il corretto dimensionamento della quota parte dei costi operativi legata ai volumi distribuiti. Tale componente non dovrebbe essere assoggettata a recupero di produttività o valutare la possibilità di adottare parametri di riferimento diversi dai volumi distribuiti, più orientati a rappresentare la realtà fisica e dimensionale delle reti gestite (ad esempio l’estensione della rete in metri) o aggravi delle modalità di consuntivazione ai fini del meccanismo di perequazione e aumento dei tempi di chiusura dei medesimi meccanismi, per effetto dei conguagli di volume effettuati negli anni successivi o se si introduce un elemento in funzione dei volumi, meglio riferirlo al gas immesso in rete e non al gas distribuito, evitando le problematiche connesse ai conguagli o non condivisa la tesi della deresponsabilizzazione dei distributori. L’attività di lettura è regolata in termini di obblighi di frequenze e comunicazione, con indennizzi automatici di entità tale da rappresentare un forte deterrente a comportamenti non responsabili 57
    58. 58. VINCOLI AI RICAVI DELLE IMPRESE DISTRIBUTRICI 58
    59. 59. Vincoli ai ricavi ammessi • Sostanziale conferma articolazione dei vincoli ai ricavi del terzo periodo regolatorio, fatta salva introduzione di una quota parte del vincolo a copertura dei costi operativi di località, definito in funzione dei volumi distribuiti • Ipotesi di sterilizzazione delle variazioni dei volumi di servizio ai fini del calcolo del vincolo ai ricavi, con possibile riconoscimento in somma fissa della quota parte del costo riconosciuto a copertura dei costi di capitale • Risposte o generale contrarietà a ipotesi in consultazione 59
    60. 60. Perequazione • Conferma impostazione meccanismi di perequazione terzo periodo regolatorio • Rinvio dell’ipotesi di incremento della penale unitaria prevista per l’installazione dei gdm, in concomitanza con l’avvio del roll out dei misuratori per il mass market • Risposte o sostanziale condivisione ipotesi in consultazione 60
    61. 61. TARIFFE OBBLIGATORIE 61
    62. 62. Ipotesi di modifica della tariffa obbligatoria - 1 • 2014: o implementazione opzione T6.A, con rimodulazione dell’articolazione tariffaria di riferimento prioritariamente finalizzata a operare una riduzione dei corrispettivi unitari relativi agli scaglioni per consumi annui superiori a 200.000 smc, che potrebbe essere compensata da un incremento dei corrispettivi unitari previsti per gli scaglioni tariffari intermedi, lasciando invece invariati i corrispettivi dei primi scaglioni, in un’ottica di equità o articolazione delle ulteriori componenti (UG1, ecc) in due aliquote, una da applicare ai primi sei scaglioni, una da applicare al settimo e all’ottavo scaglione • 2015 o modulazione della componente τ1 in funzione della classe di gruppo di misura installato (gdm<= G6; G6<gdm <=G40; gdm>G40) 62
    63. 63. Ipotesi di modifica della tariffa obbligatoria - 2 o contrari all’ipotesi di differenziazione della τ1. Rilevanti costi di implementazione, complessità nella fatturazione. o necessaria revisione della struttura. Opportuno aumentare il peso delle quote fisse secondo quanto previsto dall’opzione T6.B, senza apportare modifiche Risposte Distributori: all’articolazione della componente variabile sugli otto scaglioni. L’ipotesi di differenziazione delle quote fisse potrebbe evitare le criticità di accesso al servizio da parte delle piccole utenze. Va verificata la disponibilità di tutte le informazioni per l’implementazione di tale revisione – valutando tempistiche per effettiva implementazione e costi incrementali ad essa associati o apprezzamento per l’orientamento a non intervenire sulla struttura della tariffa obbligatoria per l’anno 2014 o tempistiche adeguate per modifiche relative a ulteriori componenti 63
    64. 64. Ipotesi di modifica della tariffa obbligatoria - 3 o giudizio positivo su ipotesi per 2014. Svolgere analisi costi-benefici per ipotesi dal 2015. In ogni caso modifica non prima seconda metà 2015. Garantire copertura costi a società di vendita. o contrari all’ipotesi di differenziazione della τ1. Rilevanti costi di implementazione, complessità nella fatturazione. o qualunque modifica deve valere per tutto il periodo regolatorio. Contrarietà a differenziazione quote fisse. Preferenza per opzione T6.0. In alternativa opzione T6.A per tutto il periodo. o Risposte Venditori: complicazioni gestionali differenziazione delle quote fisse per classe di gdm. Nel 2014 necessario allineamento del dato riguardante la classe del gdm tra società di distribuzione e vendita con canali e strumenti standardizzati preventivamente dall’Autorità o modifica eccessivamente onerosa in termini di oneri gestionali. Tale soluzione potrebbe andare a detrimento mercato retail. Necessaria verifica su adeguamento dei distributori a flussi standard o non condivisa ipotesi modifica ulteriori componenti dal 2014. o un soggetto condivide ipotesi modifica ulteriori componenti 64
    65. 65. AMBITI nord orientale nord occidentale Opzione T5.0 centrale centro-sud orientale centro-sud occidentale condivisa meridionale 65
    66. 66. COL, ST e Delta VIR-RAB - 1 • Dimensionamento COL sulla base di volumi stimati per anno t • ST e componente a copertura delta VIR-RAB per ambito tariffario, tranne i casi di scostamento VIR-RAB superiore a 25%, dove è prevista l’applicazione di componenti comunali 66
    67. 67. COL, ST e Delta VIR-RAB - 2 • Risposte o sostanziale condivisione ipotesi COL. Necessario esplicitare meccanismi operativi di attuazione o devono essere dati elementi a società di vendita per gestione COL o contrarietà riconoscimento delta VIR-RAB a livello comunale o differenti posizioni su ST. Necessarie precisazioni su modalità gestione di tale componente da parte delle società di vendita 67
    68. 68. GAS DIVERSI DAL NATURALE 68
    69. 69. Gas diversi dal naturale - 1 • Restrizione ambito di applicazione regolazione tariffaria: gestioni in concessione con almeno 300 pdr • costi operativi dimensionati tenendo conto piccola dimensione imprese del settore • costi di capitale – trattamento unificato con gas naturale • conferma definizione ambiti gas diversi del terzo periodo di regolazione • libertà tariffaria per le località in avviamento 69
    70. 70. Gas diversi dal naturale - 2 • Risposte o condivisione restrizione campo applicazione regolazione tariffaria o condivisione ipotesi determinazione costi operativi riconosciuti o contrarietà a ipotesi di adozione di costi standard per valutare i nuovi investimenti o valutazione positiva definizione ambiti gas diversi o posizioni differenziate su libertà tariffaria 70

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