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Lezione 07/2006
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Lezione 07/2006

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Lezione sull'accessibilità dei siti web, corso di Web design, Scienze della comunicazione Torino.

Lezione sull'accessibilità dei siti web, corso di Web design, Scienze della comunicazione Torino.

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  • 1. Accessibilità web Andrea Crevola [email_address] http://webdesign.3juice.com
  • 2. Sommario
    • In questa lezione:
      • Accessibilità dei siti web;
      • Tecnologie assistive;
      • Linee guida di accessibilità: le WCAG;
      • La legge 4/2004;
  • 3. L’accessibilità web
    • L’accessibilità di un sito web è il grado in cui un tale sistema informatico garantisce una fruizione e un utilizzo da parte del pubblico di utenti più vasto possibile.
    • Rendere un sito accessibile significa permettere a chiunque, indifferentemente dalla sua dotazione tecnologica e dalle sue abilità percettive, fisiche e psicologiche di entrare in contatto con le informazioni in esso presenti.
    • L’accessibilità di un sito web deriva da precise soluzioni tecniche attuate in fase di sviluppo ma trae un fondamentale vantaggio da un’attenta progettazione dell’interazione e della struttura dell’informazione.
    • L’accessibilità, prima ancora che una caratteristica delle soluzioni tecniche adottate, è una proprietà della relazione che si instaura tra un sito e il suo utilizzatore.
  • 4. Perché l’accessibilità?
    • Il web pone difficoltà di accesso a diverse categorie di disabili:
      • disabili della vista : in particolare non vedenti, ipovedenti, daltonici e più in generale tutti coloro che soffrono di riduzioni dell’acuità visiva o della capacità di percezione ed elaborazione dell’informazione visiva;
      • disabili dell’udito : appartengono a questo gruppo le persone non udenti, in modo completo o parziale sia per cause congenite che a causa di patologie insorte nel corso dell’esistenza; alla disabilità percettiva si associa una disabilità di ordine comunicativo nelle relazioni con altre persone.
      • disabili motori : sono coloro che hanno difficoltà a esercitare con pienezza e precisione le proprie capacità di movimento e di manipolazione;
      • disabili cognitivi : rientrano in questa categoria, per esempio, le persone affette da dislessia o da altri disturbi nell’apprendimento;
  • 5. Non solo per i disabili
    • A queste categorie possiamo aggiungere un quinto gruppo di soggetti composto da coloro che accedono con difficoltà a contenuti e servizi web per via di fattori tecnologici.
      • L’uso di un calcolatore obsoleto, per esempio, può non consentire la piena fruizione dei contenuti multimediali di una pagina web;
      • chi utilizza un computer palmare o un cellulare per navigare ha limitazioni ergonomiche (dimensioni dello schermo, tastiere ridotte) e problematiche relative alla velocità e affidabilità della connessione alla rete.
    • Non va dimenticato, inoltre che il semplice invecchiamento della popolazione farà sì che gli utilizzatori del web siano sempre più spesso persone le cui abilità percettive e motorie sono diminuite o compromesse.
  • 6. Componenti dell’accessibilità web Essential Components of Web Accessibility ( http://www.w3.org/WAI/intro/components.php )
  • 7. Le tecnologie assistive
    • Una tecnologia assistiva è uno ausilio informatico utilizzato da una persona disabile per ridurre le proprie limitazioni e restrizioni.
    • Le tecnologie assistive possono essere sia strumenti hardware che programmi software.
    • Rendere un sito web accessibile significa pensare a come potrà essere fruito se acceduto per mezzo di strumenti assistivi:
      • sia nella presentazione dell’informazione all’utente (output)
      • sia nella ricezione dei comandi da parte di quest’ultimo (input).
    • Per questa ragione è essenziale per progettisti e sviluppatori familiarizzare con il loro funzionamento e comportamento.
  • 8. Screen reader & browser aurali
    • Uno screen reader è in grado di interpretare il contenuto presente nello spazio dello schermo e di inviarlo in una sequenza lineare ad un modulo software di sintesi vocale o a dispositivo di output capace di formare i simboli del linguaggio braille.
    • Nel caso dei siti web lo screen reader valuta il codice di marcatura della pagina caricata dal programma di navigazione e lo traduce in una propria rappresentazione.
      • Questa può essere quindi resa mediante un componente software di sintesi vocale (text-to-speech) oppure inviato ad una barra braille.
    • Il codice di marcatura della pagina viene sfruttato per comprendere la struttura semantica del contenuto e quindi fornire al disabile delle opportunità di navigazione appropriate.
      • Per esempio uno screen reader è in grado di estrapolare dalla pagina l’elenco dei blocchi di testo identificati come titoli mediante i tag h1, h2, h3 ecc. Attraverso una precisa combinazione di tasti l’utilizzatore può scorrere tale lista ed eventualmente spostare il punto di lettura in concomitanza di un particolare titolo.
    • Principali screen reader:
      • Jaws di Freedom Scientific ( http://www.freedomscientific.com/ )
      • Window Eyes ( http://www.gwmicro.com/ );
    • Video: http://www.skillsforaccess.org.uk/casestudies.php?id=156 (in particolare i video 5 e 7)
  • 9. Screen reader: esempio
  • 10. Barre e stampanti braille
    • Una barra braille è in grado di rappresentare, in funzione del modello, righe formate da un minimo di 20 a un massimo 80 caratteri (l’estensione media di una riga sullo schermo).
    • Ricevuta la cattura dello schermo eseguita dallo screen reader, sotto a ciascuna posizione si attiva una matrice costituita da sei piccoli aghi: la loro disposizione determinerà la rappresentazione di un determinato carattere.
    • Oltre alle barre braille esistono anche stampanti che, seguendo il medesimo processo, consentono di stampare in rilievo i contenuti altrimenti visibili sullo schermo.
  • 11. Magnificatori di schermo
    • Le persone ipovedenti hanno necessità di aumentare fortemente la dimensione delle informazioni mostrate da uno schermo perché esse siano consultabili.
    • I magnificatori di schermo hanno questa finalità: possono essere paragonati ad una lente di ingrandimento virtuale che l’utente può sovrapporre ad una parte dello schermo, che viene così resa più facilmente percepibile.
    • Una conseguenza di questo effetto di zoom è la perdita della visione d’insieme dell’interfaccia-utente, problema che può generare disorientamento da parte dell’utilizzatore.
    • Lunar (http://www.dolphincomputeraccess.com/products/lunar.htm) e ZoomText (http://www.aisquared.com/)
    • Inoltre consentono di modificare l’aspetto cromatico dello schermo, incrementando la luminosità del testo e accrescendo il contrasto tra l’informazione in primo piano e lo sfondo
    • NB: nel caso dei sistemi Windows, per esempio, è possibile attivare il magnificatore utilizzando il menu “accesso facilitato
  • 12. Magnificatori: esempio
  • 13. Dispositivi alternativi al mouse
    • La tastiera (normale o speciale)
    • Trackball
    • Joystick
    • Touchpad
    • Interruttori
    • Eye tracking
  • 14. Il W3C e l’accessibilità
    • Il W3C ha affrontato il problema dell’accessibilità dei siti web sin dai primissimi anni del World Wide Web, data l’estrema importanza di questa tematica per garantire la piena universalità della Rete.
    • La Web Accessibility Iniziative ( http://www.w3.org/WAI/ ) è il gruppo di lavoro, costituito dai principali esperti e studiosi dell’argomento a livello mondiale, che si è dedicato allo studio dell’accessibilità del nuovo medium con l’obiettivo di costruire una serie di materiali utili per tutti coloro che producono software e contenuti per il web.
    • Sono così nate:
      • WCAG : Web Content Accessibility Guidelines (per le pagine web, i siti e gli altri contenuti);
      • UAAG: User Agent Accessibility Guidelines (gli strumenti di navigazione);
      • ATAG: Authoring Tool Accessibility Guidelines (editor, CMS ecc.);
      • XAG: XML Accessibility Guidelines (linee guida che i linguaggi basati su XML devono seguire, es. SVG, SMIL, RSS ecc);
  • 15. Le WCAG 1.0
    • http://www.w3.org/TR/WCAG10/ (trad. it. http://www.aib.it/aib/cwai/WAI-trad.htm )
    • La struttura:
      • 2 temi fondamentali;
      • 14 linee guida;
      • 65 punti di controllo;
      • 3 livelli di conformità;
    • Nota bene: sono in via di pubblicazione le WCAG 2.0 ( http://www.w3.org/WAI/intro/wcag20.php )
  • 16. Le WCAG 1.0: temi fondamentali
    • “ Assicurare una trasformazione elegante ”
      • le pagine devono essere ugualmente fruibili indipendentemente dal dispositivo di accesso, dal software di navigazione adottato, dalle capacità percettive e dalle abilità dell’utilizzatore;
      • a questo tema sono indirizzate principalmente le prime undici linee guida;
    • “ Rendere il contenuto comprensibile e navigabile ”
      • Si deve curare anche la dimensione cognitiva dell’accessibilità della pagina oltre agli aspetti tecnici e percettivi; le linee guida 12, 13 e 14 si concentrano su come avvicinarsi a tale risultato
  • 17. Livelli di priorità
    • Ogni linea guida è strutturata in una serie di punti di controllo articolati su diversi livelli di priorità, legate all’importanza che ciascuno di essi riveste per l’accessibilità del sito:
      • Punti di priorità 1: devono essere assolutamente rispettati dal momento che la conformità ad essi è necessaria affinché alcune categorie di utenti possano interagire con i documenti web (accessibilità di base);
      • Punti di priorità 2: dovrebbero essere rispettati per rimuovere ulteriori ostacoli nell’accesso all’informazione (accessibilità significativa);
      • Punti di priorità 3: gli sviluppatori di pagine web possono contemplare questi punti per accrescere e migliorare l’accessibilità (accessibilità massima).
  • 18. 1. Offrire alternative equivalenti ai contenuti visuali e acustici
    • È importante fornire una versione equivalente di ogni contenuto in un formato accessibile secondo un diverso canale sensoriale;
    • Il formato testuale si presta ad essere rappresentato anche da tecnologie assistive come gli screen reader.
      • Testi alternativi delle immagini (alt e longdesc) e agli elementi delle mappe-immagini;
      • Trascrizioni di registrazioni audio e video;
      • Sottotitoli sincronizzati a riproduzioni video;
    • “ Equivalente”: il contenuto alternativo assolve la medesima funzione dell’elemento sostituito (non necessariamente lo descrive);
    • Test: provate a raccontare una pagina al telefono ad un amico: cosa direste in luogo di immagini e animazioni? utilizzereste le stesse parole che trovate nei testi alternativi?
  • 19. 2. Non fare affidamento solo sul colore
    • È necessario fare in modo che il testo e la parte grafica siano comprensibili se consultati in assenza di colore (cecità ai colori, disturbi di percezione del colore);
    • Circa il 5% della popolazione (in prevalenza maschile) soffre di disturbi legati alla percezione del colore;
      • L’informazione veicolata dal colore dovrebbe essere fornita anche da altri elementi (es. sottolineature);
      • Evitare espressioni come “premere il pulsante rosso per…”;
    • Le difficoltà nel riconoscimento del colore “falsano” anche il rapporto di contrasto e di luminosità tra il testo e il suo sfondo.
      • Alcuni test possibili:
        • Togliere il colore al monitor e visualizzare la pagina in tonalità di grigio;
        • Utilizzare il Colour Contrast Analyzer ( http://webaccessibile.org/argomenti/argomento.asp?cat=593 )
  • 20. 3. Usare le marcature ed i fogli di stile in modo appropriato
    • Utilizzare in modo semanticamente corretto XHTML:
      • Titoli, liste, citazioni ecc.
    • Scrivere codice conforme alle grammatiche formali (XHTML Valido);
    • Evitare uso di codice di marcatura per scopi di gestione della presentazione (es. tabelle per l’impaginazione);
    • Utilizzare unità di misura relative (ems, exs, percentuali) anziché assolute (pica, punti, cm, mm):
      • Pixel: relativi o assoluti? => sono relativi ma vanno considerati come assoluti;
    • Separare struttura da presentazione consente di:
      • Gestire in modo migliore il dimensionamento del testo tramite i comandi del browser (IE 6)
      • Applicare una presentazione personalizzata (per esempio ad alto contrasto);
      • Generare pagine più leggere e interpretabili senza problemi anche da parte di programmi di navigazione meno performanti;
      • Le tecnologie assistive, come gli screen reader, possono rappresentare in modo più efficace la struttura dell’informazione e facilitare i compiti dell’utilizzatore;
  • 21. 4. Chiarire l'uso del linguaggio naturale
    • Applicare codice di marcatura che faciliti la gestione della pronuncia e l’interpretazione da parte delle tecnologie assistive di testi in lingua straniera;
      • Uso dell’attributo “lang” (es. <html lang=“it”>)
      • Gestione dei cambi di lingua (es. <blockquote lang=“en”>)
    • Utilizzare comandi che consentano alle tecnologie assistive e agli utenti stessi di riconoscere e comprendere acronimi e abbreviazioni:
      • Abbreviazioni: <abbr title=“Mister” lang=“en”>Mr</abbr>
      • Acronimi: <acronym title=“World Wide Web” lang=“en”>WWW</acronym>
  • 22. 5. creare tabelle che si trasformino in maniera gradevole
    • Utilizzare tabelle per la gestione di dati e non per impaginare i contenuti;
      • Se le si utilizza, assicurarsi della comprensibilità della pagina una volta linearizzata;
      • Test: Web Accessibility Toolbar ( http://www.webaccessibile.org/argomenti/argomento.asp?cat=474 )
    • Identificare le intestazioni di righe e colonne (<th>)
    • Se le intestazioni contengono abbreviazioni, utilizzare i comandi di marcatura appropriati;
    • Utilizzare l’attributo “summary” per fornire una descrizione sintetica del contenuto della tabella:
      • Es. <table summary=“Voti dell’esame di webdesign”>
  • 23. 6. Garantire che le pagine che utilizzano tecnologie più recenti si trasformino in maniera gradevole
    • Una pagina deve poter essere fruibile anche quando il dispositivo hardware e software non è in grado di rappresentare le tecnologie adottate per costruire la pagina;
      • Es. anche senza plugin per Flash, senza player video, senza Java Virtual Machine…
    • “ Trasformazione gradevole”: ad un degrado qualitativo non deve corrispondere una perdita di informazione o di funzionalità disponibile
      • Es. se il browser non è capace di visualizzare perfettamente i CSS, la pagina deve essere comunque comprensibile (controllare che non vi siano sovrapposizioni tra i blocchi di informazion);
  • 24. 7. l’utente deve poter controllare i cambiamenti di contenuto nel corso della loro rappresentazione
    • Evitare il movimento degli elementi della pagina (es. testo scorrevole, immagini lampeggianti)
      • Difficoltà percettive;
      • Difficoltà attentive;
      • Difficoltà motorie (difficoltà nel puntamento di elementi in movimento);
    • Nel caso di filmati o animazioni, consetire all’utente di avviare ed arrestare la riproduzione a suo piacimento affinché gli sia possibile accedere alle informazioni in modo appropriato alle sue necessità / esigenze;
    • Evitare i reindirizzamenti automatici delle pagine:
      • Alcuni programmi di navigazione non sono in grado di gestirli (preferire sempre reindirizzamenti lato server, se necessari);
      • Sono causa di disorientamento;
  • 25. 8. Le interfacce-utente incorporate devono essere a loro volta accessibili
    • Una pagina web è a sua volta “contenitore” di altri oggetti utilizzati per rappresentare o gestire altre informazioni:
      • Visualizzatori di filmati;
      • Componenti flash;
      • Applet Java;
    • Questi oggetti dovrebbero essere sviluppati secondo i criteri di accessibilità specificati per le tecnologie in oggetto, anche se non direttamente sviluppati con i web standard (es. accesso tramite tastiera, presenza di equivalenti testuali, comprensibilità della navigazione ecc.);
  • 26. 9. Garantire l’indipendenza dal dispositivo
    • Progettare e realizzare pagine indipendenti dal dispositivo di input significa:
      • Fare in modo che ogni funzionalità possa essere attivata con il solo uso della tastiera;
      • Fare in modo che ogni contenuto possa essere raggiunto con il solo uso della tastiera;
      • Il comportamento della pagina (script) è innescato da gestori di evento logici (es. “onfocus”) anziché dipendenti dal dispositivo (es. “onclick”)
      • Tra link, campi dei moduli e altri oggetti esiste un’ordine di tabulazione logico e coerente;
      • Per i collegamenti e le funzionalità più importanti esistono scorciatoie accessibili con il solo uso della tastiera (uso dell’attributo “accesskey”)
  • 27. 10. Adottare soluzioni temporanee
    • Fino a che i programmi di navigazione:
      • non saranno in grado di bloccare l’apertura di nuove finestre, evitare l’uso di pop-up ed avvertire esplicitamente l’utente del cambiamento della finestra attiva;
      • Non saranno in grado di supportare associazioni esplicite tra etichette e campi dei moduli, assicurarsi che l’etichetta sia posizionata correttamente rispetto al campo;
      • Non saranno in grado di gestire in modo distinto i colegamenti adiacenti, inserire caratteri stampabili tra un collegamento e l’altro
        • (es. <a href=“#”>primo link</a> | <a href=“#”>Secondo link</a> …)
  • 28. 11. Adottare tecnologie W3C e seguire le linee guida del W3C stesso
    • Standard Vs Tecnologie proprietarie
    • Le tecnologie proprietarie sfruttano le caratteristiche definite dagli standard W3C per rappresentare in modo efficiente il contenuto delle pagine (lo possono fare proprio perché si tratta di standard!)
    • A differenza di altre tecnologie, gli standard W3C sono sviluppati con esplicito riferimento alle linee guida di accessibilità, sin dalla fase di studio preliminare;
      • Se esistono più versioni di una stessa tecnologia, adottare la versione più recente: il processo di revisione si ispira sempre ai criteri di accessibilità (es. XHTML Vs HTML);
      • Il WAI viene interpellato da tutti i gruppi di lavoro W3C affinché le tecnologie e gli standard definiti dal consorzio siano il più possibile “universali”;
      • Molte tecnologie W3C sono derivazioni di XML => devono adeguarsi alle XAG;
  • 29. 12. Fornire informazioni sul contesto e sull’orientamento
    • Il codice di marcatura dovrebbe aiutare i software di navigazione assistita a contestualizzare l’informazione:
      • I frame dovrebbero avere un titolo e una descrizione che illustri la loro funzione e il loro contenuto (in generale i frame sono più che sconsigliati);
      • Associare esplicitamente le etichette ai loro controlli
        • Es. <label for=“nome”>Nome</label> <input type=“text” id=“nome” />
      • I grandi blocchi di informazione dovrebber essere suddivisi in gruppi più maneggevoli:
        • <optgroup> all’interno del tag <select>
        • <fieldset> e <legend> all’interno del tag <form>
        • Liste annidate;
        • Usare i titoli per strutturare i documenti in sotto-sezioni;
  • 30. 13. Fornire chiari meccanismi di navigazione
    • La pagina deve possedere meccanismi di navigazione chiari e consistenti affinché gli utilizzatori possano comprendere con maggiore semplicità le opportunità di navigazione e di trattamento dell’informazione a loro disposizione
    • È un beneficio per le persone con disabilità cognitive, ma ne traggono giovamento tutti gli utenti:
      • Indicare chiaramente la destinazione di ciascun link: il testo attivo deve essere comprensibile anche fuori contesto (evitare i “clicca qui”) ed è possibile utilizzare l’attributo title per rendere il link più espressivo;
      • Fornire metadati che il programma di navigazione può utilizzare per rendere più semplice la navigazione;
      • Fornire un testo che illustri la struttura della pagina e le altre caratteristiche di accessibilità (dichiarazione di accessibilità);
      • I meccanismi di navigazione devono essere consistenti;
      • La navigazione deve essere realizzata con menu e altri strumenti facilmente riconoscibili come tali;
      • Se sono presenti strumenti di ricerca, consentire tipi di ricerca differenziati per diversi livelli di capacità o differenti preferenze;
      • Raggruppare i collegamenti e gli elementi tra loro correlati;
      • Dare l’opportunità di saltare i contenuti ripetitivi
  • 31. 14. Assicurarsi che ogni contenuto sia chiaro e semplice
    • Utilizzare il linguaggio più semplice possibile in relazione al contenuto della pagina:
      • Lessico: evitare tecnicismi, sigle, parole straniere a meno che non siano necessarie;
      • Sintassi: utilizzare periodi brevi e paratattici; evitare un uso eccessivo di proposizioni subordinate; Spezzare il contenuto in unità più brevi;
    • Oltre al testo scritto, utilizzare immagini e altri oggetti che possano aiutare nella comprensione del messaggio;
    • Lo stile di presentazione deve essere coerente tra tutte le pagine del sito: ogni contenuto deve apparire familiare al lettore;
  • 32. L’accessibilità è legge
    • Legge 9 gennaio 2004, n.4 “Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” (Legge Stanca);
      • Decreto Ministeriale dell’8 luglio 2005, oltre a definizioni, gli ambiti di applicazione, indica:
        • 22 requisiti tecnici;
        • Metodologia per la verifica soggettiva;
    • Premessa importante: al di là della legge e del suo ambito di applicazione, un sito web non può dirsi di qualità (e quindi professionale) se non è minimamente accessibile (alla pari della sua usabilità, della sua “trovabilità”, della qualità dei suoi contenuti, della gradevolezza della sua grafica) [cfr. prima lezione]
  • 33. User experience [http://semanticstudios.com/publications/semantics/000029.php]
  • 34. Ambito di applicazione della legge 4/2004
    • Pubbliche Amministrazioni
    • Enti pubblici economici
    • Aziende private concessionarie di servizi pubblici (es. Aziende di fornitura utenze);
    • Aziende municipalizzate regionali
    • Enti di assistenza e di riabilitazione pubblici (es. INPS)
    • Aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico (es. RAI)
    • Aziende appaltatrici di servizi informatici
    • Istituti e scuole di ogni ordine e grado
    • Istituzioni universitarie
    • Camere di commercio
  • 35. Obblighi di legge
    • Articolo 4, comma 2: “I soggetti […], non possono stipulare, a pena di nullità, contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità stabiliti dal decreto di cui all'articolo 11. I contratti in essere alla data di entrata in vigore del decreto di cui all'articolo 11, in caso di rinnovo, modifica o novazione, sono adeguati, a pena di nullità, alle disposizioni della presente legge circa il rispetto dei requisiti di accessibilità, con l'obiettivo di realizzare tale adeguamento entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto.”
  • 36. Chi controlla?
    • Nel Decreto del Presidente della Repubblica, 1 marzo 2005, n.75 si afferma che:
      • Il CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella PA) istituisce presso di sé l’elenco dei valutatori;
      • La PA si auto-valuta sulla base delle regole tecniche;
      • I soggetti privati possono rivolgersi ai valutatori;
    • Il superamento dei criteri di valutazione garantisce l’opportunità di pubblicare nelle pagine del sito il logo di conformità ai requisiti di legge
  • 37. Come si controlla? Verifica tecnica
    • Il DM 8 luglio 2005 (allegato B) indica 22 requisiti tecnici da soddisfare perché il sito possa dichiararsi “tecnicamente” accessibile;
    • L’autore della valutazione deve seguire una metodologia di verifica descritta dal regolamento:
      • NB. Letture obbligatorie:
      • http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/DM080705-A.htm http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/DM080705-B.htm
    • È importante cercare di fruire delle pagine con il maggior numero possibile di browser e tecnologie assistive possibili, per verificare che i requisiti siano superati in modo sostanziale e non solo formale;
    • Nel corso di questa verifica è possibile avvantaggiarsi di strumenti di verifica automatica o semi-automatica dell’accessibilità
  • 38. Strumenti di ausilio alla valutazione tecnica dell’accessibilità (1)
    • Validatori delle grammatiche formali:
      • Valutazione di HTML: W3C HTML Validator ( http://validator.w3.org/ );
      • Valutazione di CSS: W3C CSS Validator ( http://jigsaw.w3.org/ css-validator / );
      • Valutazione dei collegamenti: W3C Link Checker ( http://validator.w3.org/ checklink );  
      • Valutazione della sintassi XML: XML Syntax Checker ( http://www.xml.com/pub/a/ tools / ruwf / check.html );
      • Valutazione delle performance di caricamento: WebSiteOptimization Speed Report ( http://www.websiteoptimization.com ):
  • 39. Strumenti di ausilio alla valutazione tecnica dell’accessibilità (2)
    • Validatori di accessibilità:
      • Watchfire Bobby: http:// bobby.watchfire.com / ;
      • Torquemada: http://www.webxtutti.it/   (in italiano);
      • The Wave: http://www.wave.webaim.org/ ;
      • Cynthia Says: http://www.cynthiasays.com/
      • A-Prompt: http://www.utoronto.ca/ atrc /   (off-line);
  • 40. Strumenti di ausilio alla valutazione tecnica dell’accessibilità (3)
    • Filtri cromatici:
      • Vischeck: http://www.vischeck.com/ ;
      • Color blind web page filter: http:// colorfilter.wickline.org /
      • Colour Contrast Analyser: http://www.juicystudio.com/services/colourcontrast.asp
    • Toolbar ed estensioni per browser:
      • Accessibility Toolbar per Internet Explorer ( http://www.nils.org.au/ ais /web/ resources / toolbar / versions / italian / index.html )
      • Checky per Mozilla / Firefox ( http:// checky.sourceforge.net );
  • 41. Strumenti di ausilio alla valutazione tecnica dell’accessibilità (4)
    • Emulatori e simulatori:
      • Simulatore di browser testuale Lynx: http://www.yellowpipe.com/yis/tools/lynx/lynxview.cgi?url=http://www.repubblica.it
      • W3C Table linearizator: http://www.w3.org/WAI/ References / Tablin / form
  • 42. Esercizio
    • Prendete in esame il sito di una città italiana in cui vorreste recarvi per un weekend o di un’altra pubblica amministrazione di interesse:
      • Provate a verificare i requisiti tecnici rispetto alla home page di questo sito, cercando il più possibile di attenervi alla metodologia di valutazione descritta dal decreto ministeriale 8 luglio 2005;
      • Mettete alla prova la pagina usando la sola tastiera, verificando la validità del codice, togliendo il foglio di stile, aiutandovi con la Web Accessibility Toolbar (o strumenti analoghi);
      • Per ciascun requisito scrivete se è superato pienamente, se esistono dei punti problematici (indicando quali) oppure se non viene rispettato affatto;
      • Per i requisiti non superati, totalmente o parzialmente, provate ad indicare un metodo per correggere il problema di accessibilità;
      • Raccogliete queste indicazioni in un documento di 2/3 pagine al massimo;
    • Provate a navigare la pagina con uno screen reader (potete usare Jaws in versione demo) e uno screen magnifier (potete usare il magnificatore di windows): raccogliete in una pagina le vostre considerazioni in merito alla luce delle vostre conoscenze di accessibilità.
  • 43. Verifica soggettiva
    • Sempre il DM 8 Luglio 2005 indica 12 dimensioni lungo le quali l’accessibilità andrebbe valutata sotto un profilo più soggettivo.
    • Si tratta di caratteristiche che abbiamo già preso in considerazione trattando le tematiche di interazione uomo-macchina (usabilità, IA ecc.);
    • Per la valutazione di queste ultime è necessario adottare metodologie più complesse, che possono anche coinvolgere direttamente gli utenti finali (test di usabilità, vedremo) e che vanno dirette da esperti di usabilità e accessibilità
    • NB: per le PA la valutazione soggettiva non è obbligatoria
      • Percezione
      • Comprensibilità
      • Operabilità
      • Coerenza
      • Salvaguardia della salute (safety)
      • Sicurezza
      • Trasparenza:
      • Apprendibilità
      • Aiuto e documentazione;
      • Tolleranza agli errori;
      • Gradevolezza (intesa come la capacità dell’ambiente interattivo di favorire e mantenere l’interesse dell’utente );
      • Flessibilità.
  • 44. Luoghi comuni da sfatare:
    • Non pensare che il controllo dell’accessibilità sia:
      • un controllo successivo alla realizzazione del sito web: è un’attività che va effettuata di pari passo alla progettazione e alla realizzazione del sito web;
      • un controllo da eseguire automaticamente: gli strumenti automatici e semi-automatici sono solo un ausilio alla valutazione, che deve essere condotta da qualcuno con cognizione di causa sull’argomento;
      • compito di esperti della problematica: una buona valutazione di accessibilità, anche se parziale, può essere condotta anche da un dilettante: l’importante è comprendere il significato di linee guida e requisiti e non limitarsi ad un’ispezione superficiale delle pagine;
      • un’attività da eseguire una sola volta: i siti web nascono e crescono!
      • un’attività aggiuntiva rispetto al normale processo: se svolta in itinere non rappresenta un onere rispetto ai normali costi e tempi di sviluppo;
      • Finalizzata alla mera esibizione di un bollino sul sito: anzi, è sempre più un segno di accessibilità “per sentito dire”;
  • 45. Siti web di riferimento
    • Web Accessibility Initiative http://www.w3.org/WAI/
    • Webaccessibile.org http://www.webaccessibile.org/
    • Michele Diodati http://www.diodati.org/
    • “ Affrontare l’accessibilità” http://www.francocarcillo.it/dive/ index.html
    • “ Building accessible websites” http://www.joeclark.org/book/ sashay / serialization /
  • 46. Bibliografia di base
    • P. Bertini, “Accessibilità e tecnologie”, Pearson Education Italia 2003;
    • M. Boscarol, “Ecologia dei siti web”, Hops Libri-Tecniche Nuove 2003;
    • Scano R., “Accessibilità: dalla teoria alla realtà”, IWA-ITALY;
    • Zeldman J., “Progettare il web del futuro”, Pearson Education Italia 2003;