Lezione 06/2006

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    1. Tecnologie web Andrea Crevola andrea.crevola@3juice.com http://webdesign.3juice.com
    2. Sommario In questa lezione: Tecnologie web: server e client; Standard per il web e tecnologie proprietarie; I vantaggi degli standard per il web; XHTML, CSS, ECMAScript; Dal bozzetto alla pagina;
    3. Tecnologie web Fino ad ora abbiamo affrontato le tematiche del web design dal punto di vista progettuale; Rischiamo tuttavia di perdere di vista la dimensione tecnica dei siti web; Un sito web di qualità non rispecchia solo le buone regole di user-centered design, architettura dell’informazione, usabilità ecc. Dalla piattaforma tecnologica su cui è edificato il sito web deriva l’efficacia, l’efficienza e la solidità del sistema interattivo;
    4. Navigare… Tecnicamente, navigare il web significa: Formulare una richiesta con un programma di navigazione 1. (client); Inviare la richiesta tramite HTTP; 2. Il server web cerca ed elabora le risorse richieste; 3. Il server web invia le risorse al client tramite HTTP; 4. Il client riceve le risorse e le interpreta secondo il proprio 5. motore di interpretazione;
    5. Il WWW Web server e ons st HTTP que resp re DB browser server client
    6. Tecnologie server-side Il web server è un software che si occupa di gestire le risorse web residenti sul calcolatore server e di rispondere alle richieste dei client. Web server più diffusi: Apache, IIS… Il web server, ricevuta la richiesta del browser, si occupa di fornire una risposta: La risposta può essere diretta: viene inviata la pagina HTML richiesta, le immagini, il foglio di stile ecc. (risorse statiche); Oppure può essere necessaria l’elaborazione di programmi (script) memorizzati in file presenti sul server stesso (risorse dinamiche); Linguaggi di scripting più diffusi: PHP, ASP, .Net, CFML, JSP, Python… Le risorse dinamiche, spesso, sono realizzate grazie all’interazione con altri software presenti sul server stesso: server di posta elettronica, Database Management System Server ecc. DBMSS più diffusi: SQL Server, IBM DB2, MySQL, PostgreeSQL…
    7. Esempio: Un utente visita il sito di Trenitalia e tramite il modulo in Home Page, richiede l’orario dei prossimi treni da Torino a Milano; compilati i campi, invia i dati premendo il pulsante corrispondente; Il browser interpreta l’azione dell’utente come una richiesta da formulare al server, inviando i dati alla risorsa che corrisponde all’indirizzo dell’attributo “action” della form HTML; Il browser manda la richiesta al server tramite HTTP; L’indirizzo richiesto corrisponde ad una pagina dinamica (per esempio scritta in PHP), la quale è in grado di ricevere l’informazione specificata dall’utente ed utilizzarla per la propria elaborazione interna; Nello specifico, la pagina PHP usa i dati ricevuti per interrogare un Database contenente gli orari dei treni ed individua quelli che corrispondono alla ricerca effettuata dall’utente; Lo script, infine, inserisce i dati ottenuti in un documento HTML dalla struttura già definita; Al termine dell’elaborazione il web server invia il documento HTML così ottenuto al browser; Il browser interpreta i comandi HTML, CSS ecc e li rappresenta all’utente;
    8. Tecnologie client-side I contenuti inviati dal server sono ricevuti e rappresentati da uno “user agent” (browser ma non solo); Un browser è un software che interpreta i comandi di marcatura, di stile e di programmazione presenti nelle pagine web, ne fornisce una rappresentazione (visuale) e si preoccupa di cercare e utilizzare quelle risorse come immagini, suoni, animazioni ecc. che il codice della pagina prevede (es. le immagini). Restando ai soli browser grafici, esistono numerose alternative: Internet Explorer, Mozilla Firefox, Opera, Safari (Mac), Konqueror e Galeon (Linux), ecc.; Di ciascuno di essi esistono versioni successive (es. IE 5.0, 5.5, 6.0, 7.0) e parallele per le varie piattaforme (es. Opera per Windows e per Linux). Ciascun browser, infine, può essere diversamente configurato dall’utente finale per motivi di efficienza (es. disabilitazione delle immagini), accessibilità (dimensione del testo, foglio di stile personalizzato), di sicurezza (disabilitazione di Java e di Javascript); Ciascuna installazione di un browser è un’interpretazione e una rappresentazione del codice sorgente: date le numerose variabili, la configurazione tecnologica del browser dell’utente potrebbe essere molto diversa da quella su cui abbiamo visto il sito web in fase di sviluppo;
    9. Risorse web Un browser può ricevere e rappresentare diversi tipi di file: Documenti HTML e XHTML; Documenti XML; Fogli di stile CSS; Fogli di Stile XSL; Script JavaScript; Applet Java; Animazioni Flash (SWF); Contenuti audio / video (streaming e download); Documenti PDF; … L’elenco preciso dipende dal browser specifico (es. IE visualizza anche i file Office come documenti Word, Presentazioni Powerpoint, Fogli Excel); Per visualizzare alcuni formati è necessaria la presenza di software aggiuntivi (plug-in e viewer): es. Flash, PDF, RealVideo, QuickTime ecc.
    10. Le tecnologie proprietarie Una tecnologia proprietaria è una soluzione tecnica solitamente creata da un’azienda per ottenere un vantaggio concorrenziale; Può consistere in un’applicazione, in un linguaggio di programmazione, in versioni di un linguaggio di programmazione, in formati di codifica dei dati… Per definizione, sono in antitesi al concetto di standard: Richiedono la presenza di un particolare software per la loro rappresentazione; Per la creazione dei file è necessario usare specifici software; La loro fruibilità e la loro producibilità dipendono dalle scelte di un singolo soggetto (che potrebbe anche decidere di non sostenere più la tecnologia in questione); I formati di codifica dell’informazione non sono “aperti”; I file prodotti non sono direttamente accessibili da altre tecnologie (es. screen reader);
    11. Gli standard web L’unico modo per essere certi che una determinata informazione possa essere veicolata all’utente finale è quello di codificarla in un formato sicuramente interpretabile da parte del programma di navigazione; Questi formati sono definiti web standard, perché assolutamente compatibili e interoperabili fra i diversi browser e le diverse piattaforme; Per esempio, XHTML è uno standard web (tutti i browser lo interpretano), mentre PDF – anche se molto diffuso – richiede un programma aggiuntivo che non necessariamente è installato sul computer dell’utente; Un formato web standard è un formato che non richiede tecnologie specifiche per essere consultato: non richiede un browser particolare, non richiede un sistema operativo particolare, non richiede un plug-in particolare…
    12. Quali sono gli standard per il web? Esistono standard per tutte le componenti di una pagina web: Marcatura dell’informazione: XML e XHTML; Presentazione stilistica: CSS; Comportamento delle pagine (programmazione client-side): ECMAScript; Contenuti audio / video: formati MPEG (es. mp3); Immagini: PNG e JPG (e non GIF); Animazioni vettoriali: SVG; … Chi definisce gli standard? W3C, ISO, ECMA, Unicode Consortium, IETF, OMA ecc.
    13. W3C Il World Wide Web Consortium (http://www.w3c.org) è un consorzio internazionale che ha per obiettivo condurre il web alla sua piena maturazione (“Leading the Web to its full potential”); Il W3C è nato nel 1994 grazie al contributo di Tim Berners Lee, ideatore del Web e attuale coordinatore del consorzio stesso; ha tre sedi principali: il MIT negli Stati Uniti, l’INRIA in UE, l’Università di Keio in Giappone. Il consorzio è formato da circa 500 soggetti: aziende di software, produttori di hardware, fornitori di contenuti, istituzioni accademiche, compagnie di telecomunicazione e pubbliche amministrazioni di tutto il mondo (tecnologicamente avanzato); Il W3C definisce specifiche aperte che possono essere adottato per incrementare l’interoperabilità delle risorse e delle tecnologie web. Dopo un elaborato processo di proposta, valutazione e revisione, il consorzio pubblica tali specifiche nella forma di “Raccomandazioni”: non hanno un valore normativo o legale (anche se spesso sono state recepite in toto da provvedimenti legislativi di stati o da altri enti preposti alla definizione di standard, come l’ISO);
    14. Standard e separazione Realizzare siti secondo gli standard significa: Adottare la corretta tecnologia per lo scopo che si desidera perseguire; Adottare tale tecnologia in modo conforme alle specifiche; Adottare tale tecnologia per gli obiettivi per cui essa è stata sviluppata; Questi tre principi conducono ad una suddivisione delle risorse web in tre dimensioni fondamentali: XHTML e struttura dell’informazione; CSS e presentazione dell’informazione; ECMAScript e comportamento dell’informazione;
    15. I vantaggi dei web standard Sviluppo e manutenzione del sito web: maggior controllo sulla presentazione e sul comportamento delle pagine: usando linguaggi specializzati per intervenire su queste dimensioni avrò maggiori e più accurate opportunità di intervento; riduzione dei tempi/costi di design e sviluppo (e di riprogettazione): nel momento in cui in un sito web struttura, presentazione e comportamento sono stati separati a dovere, è possibile intervenire solo su uno dei tre livelli senza dover necessariamente influenzare gli altri due; per esempio posso variare il layout di una pagina controllando il foglio di stile CSS senza dover per questo modificare l’XHTML del documento (http://www.csszengarden.com); Inoltre le conseguenze di un intervento cadranno “a cascata” su tutte le risorse che condividono lo stile o il comportamento; assicurare una maggiore longevità alle proprie pagine: non è necessario aggiornare il codice delle proprie pagine per rispondere alle richieste di programmi di navigazione futura, dal momento che essi continueranno a interpretare correttamente – se non meglio – gli standard per il web (forward compatibility);
    16. I vantaggi dei web standard Accessibilità: maggior compatibilità con i programmi di navigazione tradizionali (browser grafici) e non (device wireless, tv digitale, screen reader, barre Braille ecc…): gli standard sono stati ideati e definiti per garantire la massima compatibilità sia all’indietro che in avanti; conformità alle norme in tema di accessibilità: tutti gli insiemi di linee guida dettate dal W3C (dalle WCAG alle XAG) richiedono l’osservanza delle ultime specificazioni tecniche in tema di linguaggi utilizzati per la costruzione delle pagine; assicurare una piena fruibilità dei contenuti anche nei browser meno performanti (backward compatibility): anche un browser obsoleto (come Netscape Navigator 4.x) oppure dalle potenzialità ridotte (come i programmi di navigazione presenti su smartphone e palmari) sono in grado di leggere e rappresentare XHTML e – in caso di mancato o parziale supporto del linguaggio CSS – consentono una piena fruizione dei contenuti;
    17. I vantaggi dei web standard Semanticità ed efficienza: utilizzare la tecnologie XML e avvantaggiarsene: anche se non si utilizza un vocabolario XML ex-novo, l’uso di XHTML permette di adottare un linguaggio di marcatura strutturato, robusto e portabile, nonché pronto ad essere elaborato da altre tecnologie web pensate per il trattamento di XML (come le trasformazioni XSLT, per esempio); preparare le proprie pagine per lo scenario del Semantic Web: pagine ben strutturate possono essere facilmente interpretate da strumenti automatici di trattamento dell’informazione come i motori di ricerca e dunque migliorare il reperimento dell’informazione su una base semantica e non più esclusivamente formale; riduzione drastica del peso delle pagine: i siti web realizzati con gli standard occupano meno memoria e richiedono un consumo di banda di trasmissione minore rispetto a soluzioni non conformi (“tag soup”): <p align=“center”><b><i><font = 93Byte color=“#0000FF” face=“Verdana” Ciao size=“4”>Ciao</font></i></b></p> = 21Byte <p class=“b”>Ciao</p>
    18. I vantaggi dei web standard Visibilità: aumento della visibilità per i motori di ricerca: un codice conforme permette ai motori di ricerca di assimilare meglio e senza ambiguità le informazioni contenute nel proprio sito e quindi di migliorare il ranking delle pagine per le parole chiave in esse contenute; favorire un accesso multicanale alle informazioni: la stessa pagina può essere fruita sia da browser grafici per i potenti personal computer desktop sia da programmi meno performanti presenti su dispositivi di accesso alternativo; È possibile personalizzare e ottimizzare la presentazione in funzione del media di accesso, per esempio impostando un’impaginazione diversa tra desktop e dispositivi mobili; aumento del numero dei potenziali visitatori: è una conseguenza dei punti precedenti: se le mie pagine sono più accessibili e più compatibili il numero dei visitatori che potranno fruire senza difficoltà non può che aumentare.
    19. Standard e Tecnologie proprietarie Date simili premesse sembrerebbe ovvio che le tecnologie proprietarie siano state evitate e abbiano avuto applicazioni limitate; In realtà i primi dieci anni di web hanno visto realizzarsi lo scenario opposto: i siti web realizzati con tecnologie standard sono una netta minoranza; Perché? Per molto tempo i web standard non erano completi: non si potevano ottenere tutti gli effetti richiesti dai web designer (es. interattività => Applet Java); Per molto tempo i browser non sono stati capaci di dare una rappresentazione efficiente ed efficace dei linguaggi standard (es. impatto grafico => Flash); Uno standard è per sua natura rigoroso: è inizialmente più difficile imparare ad utilizzarlo;
    20. Un caso esemplare: la storia di HTML HTML (HyperText Mark-up Language) nasce nel 1991, come applicazione del linguaggio SGML (Standard Generalized Mark-up Language), per strutturare documenti di carattere tecnico scientifico; Nasce come linguaggio di strutturazione/presentazione dei contenuti da trasmettere attraverso il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol) in modo da garantire la portabilità delle pagine web da un programma di navigazione all’altro; I comandi (tag e attributi) erano un insieme fisso e limitato e non serviva una grande rigidità di utilizzo dei comandi (è stato un fattore positivo!) Non appena il web divenne un fenomeno non più ristretto al mondo accademico, emerse l’esigenza di arricchire le pagine con elementi multimediali e interattivi Negli anni il set di tag e attributi è stato ampliato in modo disordinato e incoerente: il linguaggio è diventato una raccolta di comandi eterogenei che non erano più limitati all’obiettivo primario di HTML, ossia la strutturazione dei documenti web; Inoltre, per ottenere la ricchezza e la piacevolezza richiesta dal mercato, i browser permisero la diffusione e il supporto di quelle tecnologie proprietarie che potevano (teoricamente) migliorare l’esperienza d’uso;
    21. XHTML Nel 2000 è stata pubblicata dal W3C la specifica ufficiale dell’erede di HTML; La “X” significa che HTML è stato riformulato secondo i principi di XML: Conformità; Validità rispetto alla grammatica; Utilizzo semantico dei comandi; Conseguenze positive: Il codice è più sintetico e strutturato; Le pagine sono più portabili su browser e piattaforme differenti; Estensibilità: possibilità di includere comandi scritti in altri linguaggi XML Maggiore accessibilità;
    22. Regole di XHTML No: Gli elementi devono 1. <p><em> essere correttamente <strong>Ciao</em> <p></strong> annidati; OK: <p><em><strong>Ciao</strong></em> </p> No: I nomi di elementi e 2. <TABLE><TR><TD> … attributi devono essere in minuscolo; OK: <table><tr><td> …
    23. Regole di XHTML No: Gli elementi non vuoti 3. <p>Nel mezzo del cammin di nostra vita devono essere chiusi; <p>Mi ritrovai per una selva… OK: <p>Nel mezzo del cammin di nostra vita</p> <p>Mi ritrovai per una selva…</p> No: I valori degli attributi 4. <input type=text value=esempio /> devono essere posti OK: tra virgolette; <input type=“text” value=“esempio” />
    24. Regole di XHTML No: Ogni attributo deve avere un 5. <option value=“TO” valore; selected>Torino</option> OK: <option value=“TO” selected=“selected”>Torino</option> No: Gli elementi vuoti devono 6. <hr ><br><img src=“foto.jpg”> terminare con /> OK: <hr /><br /><img src=“foto.jpg” /> No: Sostituzione dell’attributo 7. <img src=“paesaggio.jpg” “name” con “id”; name=“immagine”> OK: <img src=“paesaggio.jpg” id=“immagine” />
    25. La grammatica di XHTML La forza di XML e dei vocabolari da essi derivati risiede nel rigore e nella struttura fornita da una serie di regole definiti a livello grammaticale; Queste regole sono contenute in una DTD (Document Type Definition); Nella DTD si dichiara quali elementi, quali attributi e quali entità saranno accettate nei documenti XML che si dichiareranno conformi ad essa; Tale dichiarazione è il primo enunciato di un documento XHTML; La DTD è essenziale per condividere dati tra applicazioni diverse, che devono avere uno un comune riferimento circa struttura e composizione dei documenti scambiati; In XHTML 1.0 abbiamo tre possibili DTD: Transitional Strict Frameset In XHTML 1.1 si ha solo la versione strict
    26. Caratteristiche delle DTD XHTML Rispetto ad HTML le grammatiche XHTML affermano con maggior precisione la relazione reciproca tra i vari tag: si specifica quali altri tag può contenere un tag (e viceversa), quali sono gli attributi possibili e con quali valori; Sono stati eliminati numerosi comandi (tag e attributi) considerati non più coerenti con il ruolo di XHTML: Gli elementi e gli attributi che definiscono l’aspetto dell’informazione: <center>, <font>, <background>, align, bgcolor, width ecc. Gli elementi e gli attributi che definiscono il comportamento dell’informazione: target; Nota bene: conformità e validità si possono verificare tecnicamente grazie ad appositi strumenti chiamati “validatori” http://validator.w3.org
    27. Marcatura semantica dell’informazione I comandi dei linguaggi XML sono meta-informazioni: servono per assegnare un significato all’informazione che sia comprensibile anche da parte del calcolatore; XHTML è un linguaggio di strutturazione di documenti ipertestuali: i suoi comandi devono servire a comunicare al programma di navigazione qual è la struttura del documento da rappresentare; Software di indicizzazione e ricerca possono offrire agli utenti risultati più pertinenti rispetto al contenuto della pagina; In XHTML si chiede che i comandi siano applicati secondo il loro significato: <h1> serve per un titolo, non per ottenere un testo grassetto e di dimensioni maggiori; <p> serve per indicare un paragrafo, non per spaziare tra di loro i contenuti; <table> serve per presentare tabelle di dati, non per gestire l’impaginazione; <img> serve per fornire informazioni in modo grafico, non per decorare la pagina; Viceversa, se esiste un comando per definire una particolare struttura informativa… tale comando va usato: Se ho un elenco di voci devo usare i tag delle liste (e non semplicemente andare a capo); Se ho una citazione devo usare <blockquote> o <q>; Se ho una porzione di testo che funge da titolo di una sezione del documento, devo usare un tag tra <h1>, <h2>, <h3> ecc secondo la loro relazione gerarchica.
    28. Dal bozzetto alla struttura XHTML A partire dall’bozzetto della pagina è definire comprendere quale debba essere la struttura XHTML del documento; Possiamo immediatamente capire che cosa sia il titolo principale, che cosa sia un menu di navigazione ecc.
    29. Il titolo interno ha un livello Un altro elenco (<ul><li> <form><input> È il titolo principale della gerarchico inferiore: <h2> pagina: <h1> ENG | ESP | ITA Titolo del sito ricerca Immagine decorativa Home page | Contatti | Mappa del sito Eventi Titolo pagina • Il Progetto • Il coordinatore Lorem ipsum dolor sit amet, • alfa (12.02.2006) consectetuer adipiscing elit. bla bla bla bla… • I Partners È una lista di Pellentesque ornare augue elementi: userò nec odio. Cum sociis • beta (13.03.2006) • il Comitato di progetto <ul> ed <li> natoque penatibus et bla bla bla bla.. • Il progetto in movimento magnis dis parturient [archivio] montes, nascetur ridiculus • Newsletter mus. Cras enim. Sed aliquet • I documenti rhoncus urna. Nunc varius Immagine a scopo lacinia odio. Pellentesque • Links informativo: <img> News consequat luctus nisi. • alfa (12.02.2006) Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer bla bla bla bla… adipiscing elit. Pellentesque ornare augue nec odio. Cum sociis natoque penatibus et magnis dis • beta (13.03.2006) Banner parturient montes, nascetur ridiculus mus. bla bla bla bla.. Immagine a scopo Questionario informativo: <img> (Link a contenuti correlati) [archivio] Email – credits - copyright
    30. “Flusso XHTML” […] <body> <h1>Titolo del sito</h1> <hr /> <p>Scelta della lingua:</p> <ul> <li>Italiano</li> <li>Inglese</li> <li>Francese</li> </ul> <hr /> <p>Menu del sito:</p> <ul> <li>Il progetto</li> <li>Il coordinatore</li> <li>I Partners</li> <li>Il comitato di progetto</li> <li>Newsletter</li> <li>I documenti</li> <li>Links</li> </ul> <hr /> <h2>Titolo pagina</h2> <p>Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Pellentesque ornare augue nec odio. Cum sociis natoque penatibus et magnis dis parturient</p> […]
    31. “Flusso XHTML” La pagina viene “linearizzata” e spogliata da ogni presentazione visuale: sarà compito del foglio di stile CSS definire il look & feel
    32. Cascading Style Sheets CSS è un linguaggio di gestione della presentazione per il web: Attributi tipografici; Dimensioni; Disposizione spaziale; Immagini e sfondi; CSS nascono nel 1996, ma solo nel 2002 si diffondono i browser in grado di interpretarli pienamente e correttamente;
    33. Regole CSS .titolo-box { font-size: 13px; color: #000; selettore { background-color: #fff; proprietà: valore; } } [selettore = valore di attributo “class”] #colonna-dx { h1 { width: 150px; font-size: 16px; background-color: red; color: blue; } border: 1px solid blue; } [selettore = valore di attributo “id”] [selettore = nome del tag]
    34. CSS: opportunità e vantaggi Un’ampia separazione tra struttura e presentazione consente di: Ottenere un ampia compatibilità con tutti i browser disponibili (tutti in grado di rappresentare l’XHTML anche se non capaci di utilizzare i CSS); Realizzare pagine più leggere: il “vestito” della pagina viene scaricato solo al primo accesso e memorizzato nella memoria cache del browser; Le pagine si caricano più rapidamente: il browser impiega meno tempo a elaborare il CSS e ad utilizzarlo per rappresentare l’informazione; Semplificare le operazioni di manutenzione: la veste visuale può essere aggiornata o modificata indipendentemente dai contenuti; inoltre con un CSS esterno ogni modifica ha effetto su tutte le pagine che incorporano quel foglio di stile (= non è necessario modificare tutte le pagine ad una ad una); Migliorare la precisione con cui i motori di ricerca possono indicizzare le pagine: il codice non standard “distrae” gli spider dei motori di ricerca; Rendere il sito più accessibile (nota bene: non è però sufficiente);
    35. Una struttura, tante presentazioni Una delle caratteristiche più interessanti dei CSS è l’opportunità di associare presentazioni diverse in funzione del canale di distribuzione del contenuto; L’attributo “media” consente di indicare al browser quale foglio di stile adottare tra una serie di alternative, in funzione del valore di tale attributo: <link type=“text/css” rel=“stylesheet” href=“stile.css” media=“print” />
    36. Valori di “media” “all”: tutti i dispositivi; “screen”: monitor di personal computer; “print”: stampanti; “handheld”: dispositivi portatili, come palmari e telefoni cellulari; “projection”: proiettori; “aural”: dispositivi che utilizzano la sintesi vocale per la rappresentazione dell’informazione (voice browsers, screen readers); “braille”: dispositivi braille; “tv”: televisori e altri dispositivi a bassa risoluzione (es. totem informativi);
    37. PC stampante “screen” “print” XHTML “handheld” palmare “tv” Televisione
    38. Esempi di applicazione: CSS per la stampante: Eliminazione delle immagini decorative: stamparle, per l’utente è un costo inutile; Eliminazione dei menu di navigazione: su carta non servono; Impaginazione su tutta la larghezza di pagina (eliminazione di colonne e di tutti gli elementi non necessari); Cambiamento del tipo di font: da sans-serif a serif; Cambiamento del colore del font: il colore di sfondo non viene stampato dai browser (impostazione predefinita) e c’è il rischio che il testo sia poco contrastato rispetto al foglio bianco; Possibilità di impostare margini (ad esempio per permettere l’annotazione di appunti del lettore);
    39. Esempi di applicazione: CSS per dispositivi mobili: Spostamento della navigazione nella parte superiore della pagina (per rendere le opzioni di navigazione immediatamente visibili anche su schermi molto piccoli: 240x320 o meno) Ingrandimento del carattere per facilitare la lettura; Modifica dello schema cromatico per favorire la lettura anche in condizioni di elevata illuminazione (fruizione outdoor); Eliminare le immagini di sfondo: il download di dati è un costo per gli utenti;
    40. Il flusso di lavoro e gli standard Analisi: Personae 1. User centered design 1. Content Plan Analisi dei contenuti 2. Progettazione: Information architecture Architettura dell’informazione Bozzetti (infodesign) Interface design Layout grafico Sviluppo: Struttura XHTML Sviluppo grafico 1. Template CSS Sviluppo applicativo 2. Funzionalità interattive (Server e client) Test 1. Debug applicativo e 1. funzionale Report Test di usabilità e accessibilità 2. Pubblicazione e manutenzione
    41. Information Design ENG | ESP | ITA ricerca Home page | Contatti | Mappa del sito Normalmente lo sviluppo XHTML di XHTML e CSS parte da una bozza grafica costruita con un lavoro di interface e information design
    42. Obiettivi di questa fase La traduzione di un layout grafico comporta una serie di passaggi: Comprendere la struttura generale e particolare della pagina; Distinguere tra gli elementi di struttura dell’informazione e la presentazione visuale; Identificare in modo chiaro tutti gli elementi che compongono la pagina; Progettare una struttura XHTML che consenta di identificare in modo univoco tutti i blocchi e sotto-blocchi di informazione; Allestire una struttura XHTML che consenta di ottenere gli effetti visuali voluti dal designer della pagina: Inserimento di “div”, “id” e “class”, se necessari
    43. Header content Col-1 Col-2 Col-3 Footer
    44. Header
    45. <div id=“header”> <a id="inici_pagina" name="inici_pagina" href="http://www.bcn.es/"><img src="logo0000.gif" alt="Barcelona City Council"></a> <ul> <li><a href="http://www.bcn.es/catala/chome.htm" hreflang="ca"><span xml:lang="ca" lang="ca">Català</span></a></li> <li class="separador"><a href="http://www.bcn.es/castella/ehome.htm" hreflang="es"><span xml:lang="es" lang="es">Castellano</span></a></li> </ul> <h1 class="access">Barcelona City Council website</h1> <img src="foto_hea.jpg" alt="BCN.es"> <hr> <ul> <li><a href="#menu">Skip to main menu</a></li> <li><a href="#utilitats">Skip to web services menu</a></li> <li><a href="#contingut">Skip to page contents</a></li> </ul> <hr class="access"> <h2 class="access">Website services</h2> <ul> <li class="agenda"><a href="http://www.bcn.es/english/bdades/agenda/iagenda.htm">Diary</a></li> <li class="tramits"><a href="http://w10.bcn.es/APPS/STPSipacWeb/inici.do?i=e">Administrative procedures</a></li> <li class="planol"><a href="http://www.bcn.es/guia/welcomea.htm" accesskey="1">BCN map</a></li> <li class="anarhi"><a href="http://www.bcn.es/cgi- bin/pt.pl?url=http://w10.bcn.es/APPS/ComAnar/ComAnarIniciAc.do?idioma%21ENGLISH&amp;i=i">How to get there</a></li> <li class="directoris"><a href="http://www.bcn.es/english/bdades/eq/eq.htm">Directories</a></li> <li class="transit"><a href="http://www.bcn.es/cgi-bin/pt.pl?url=/transit/nv2/index_s.htm&amp;i=i" accesskey="3" title="Road traffic">Traffic</a></li> <li class="correu"><a href="http://www.ambtu.bcn.es/">Your e-mail</a></li> </ul> <form id="frmcerca" method="post" action="http://w10.bcn.es/ya2/fromCharmap/iso-8859-1/ya2/baSimpleSearchAc.do"> <p> <input name="idioma" value="en" type="hidden"> <label for="cerca">Search </label><input id="cerca" name="queryText" value="&nbsp;" type="text"> <input src="bot_flet.gif" value="Envia" alt="Send" type="image"> </p> </form> </div>
    46. #header { width: 740px; height: 90px; background: url(“header.jpg”); /* altre regole… */ Flusso } XHTML CSS
    47. http://www.bcn.cat/ La procedura vista per l’header si può applicare a tutti gli elementi e ai sotto-elementi della pagina. Per approfondire il tema: • Libro Zeldman; • Tutorial online (www.html.it) • Corso di Web Design II

    + acrevolaacrevola, 3 years ago

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