SVILUPPO E TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA INDUSTRIALE:  DALL’INDUSTRIALIZZAZIONE DI MASSA ALLA NEW ECONOMY E OLTRE.
Corriere Economia, 23/10/2006
Sfide attuali New  economy e oltre… Prospettive e soluzioni Declino Distretti Partecipazioni statali e privatizzazioni ?
SFIDE ATTUALI
Sfide attuali <ul><li>Questione energetica </li></ul><ul><li>Globalizzazione </li></ul>
Tensione energetica <ul><li>Inizio </li></ul><ul><li>Tentativi di limitarla </li></ul><ul><li>Centralità del controllo dei...
Globalizzazione <ul><li>Fasi </li></ul><ul><li>1°: 1492 / seconda metà 1800 </li></ul><ul><li>2°: 1885 / prima guerra mond...
Problematiche <ul><li>Più difficoltà per l’organizzazione di fabbrica </li></ul><ul><li>Stagflazione </li></ul><ul><li>Var...
Risorse e strumenti <ul><li>Mutamenti reattivi in: </li></ul><ul><li>Scelte d’impresa </li></ul><ul><li>Politiche economic...
PARTECIPAZIONI E PRIVATIZZAZIONI
Imprese a partecipazione  statale <ul><li>possedute  indirettamente  dallo Stato attraverso enti di gestione  </li></ul><u...
ECONOMIA MISTA  di Mercato e  di Stato <ul><li>RUOLO STATO  </li></ul>RUOLO CENTRALE e DI SUPPLENZA  nei confronti del sis...
DIMENSIONE DELLA QUOTA DEL SISTEMA PRODUTTIVO POSSEDUTA DALLO STATO IN TERMINI DI OCCUPATI NEL 1993
<ul><li>Fine ‘800 - economia italiana  molto debole </li></ul><ul><li>- assenza di una forte e  diffusa classe di  borghes...
<ul><li>Banche Miste - accumulare risparmio diffuso      e frammentato </li></ul><ul><li>- spingono lo sviluppo della     ...
IRI  Istituto per la Ricostruzione Industriale <ul><li>nel 1936 meno dell’ 1% delle SPA detiene la metà del proprio capita...
Stato con funzione centrale nel capitalismo italiano <ul><li>Necessità di salvare gran parte del sistema bancario nazional...
1945: IRI controlla 216 SPA con 135000 addetti IMPRESA PUBBLICA VISTA COME STRUMENTO PER ACCELLERARE I TEMPI DELLA RICOSTR...
ENI Ente Nazionale Idrocarburi <ul><li>Settore energetico-petrolifero </li></ul><ul><li>Promozione e attuazione iniziative...
<ul><li>IRI ed ENI sono nati in nome dell’ </li></ul><ul><li>interesse pubblico  </li></ul><ul><li>assicurare separazione ...
<ul><li>RISULTATI DI GESTIONE POSITIVI tensione politica  tensione morale </li></ul><ul><li>CONSAPEVOLEZZA NON NEUTRALITA’...
<ul><li>OBIETTIVI DIVERSI DAL PROFITTO </li></ul><ul><li>SUPERVISONE AUTONOMA IMPOSSIBILE </li></ul><ul><li>INEVITABILE CO...
CRISI SISTEMA PARTECIPAZIONI STATALI FATICOSO PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE Mancanza di una coerente riforma delle regole e ...
DISTRETTI
“ Nell’industria manifatturiera italiana (anche nei servizi e nell’agricoltura) ci sarebbero TROPPI NANI e POCHI GIGANTI” ...
E’ tutto da ricondurre alla  “QUESTIONE DIMENSIONALE?” <ul><li>“ PRINCIPIO DI  ASIMMETRIA” </li></ul><ul><li>GRANDE IMPRES...
Atmosfera  industriale Natura tecnica  e sociale Per lo più sono imprese  progetto  Domanda  Differenziata e  personalizza...
… MA  a livello mondiale <ul><li>QUESTIONE SETTORIALE </li></ul><ul><li>Crescita del commercio internazionale in attività ...
IN ITALIA Presenza nei mercati dei beni - per la persona - per la casa - i relativi beni  strumentali Ridotti investimenti...
Come mai questo ritardo nello sviluppo delle nuove tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni nei distretti? P...
infatti…Business Model Distrettuale <ul><li>La catena del valore distrettuale è suddividibile in: tangibili </li></ul><ul>...
Impegno nel MANUFACTURING maggiore dell’impegno nelle conoscenze … MA l’eccessiva specializzazione nel loro “saper fare” c...
A ciò si aggiunge…. <ul><li>Caratteristiche del business model distrettuale: </li></ul><ul><li>squilibrato </li></ul><ul><...
… e <ul><li>mancanza di capacità a governare i processi di internazionalizzazione produttiva; </li></ul><ul><li>nessuna in...
Emerge dunque ancora la “QUESTIONE DIMENSIONALE”?
SISTEMA MISTO ACCUMULAZIONE e  PROGRESSO TECNICO “ CURA” dei luoghi  dove si vive e si lavora Per sostenere la GRANDE IMPR...
DECLINO ECONOMICO
Declino economico “ Il benessere non è eterno, il declino è una tragica possibilità” Causa principale incapacità di adatta...
<ul><li>Caratteri declino italiano: </li></ul><ul><li>incapacità di adattare un vecchio modello produttivo a nuove circost...
Italia: storia di un successo Dovuto alla capacità di creare le condizioni nonostante un sistema produttivo arretrato e pr...
<ul><li>Punti debolezza sistema Italia: </li></ul><ul><li>Bassi tassi di partecipazione alla forza lavoro e bassi livelli ...
<ul><li>Quota industria manifatturiera sull’occupazione complessiva in Italia più elevata che in altri paesi </li></ul><ul...
<ul><li>Industria manifatturiera sta vivendo due fenomeni: </li></ul><ul><li>Ritardo </li></ul><ul><li>Declino </li></ul><...
<ul><li>Il calo di competitività </li></ul>-3,9% -3,4% esportazioni 2003 2002 3,0% 3,9% 5% % prodotti italiani sul comm. m...
<ul><li>Scarsa capacità di attrazione di investimenti diretti dall’estero </li></ul><ul><li>Italia è agli ultimi posti in ...
<ul><li>3 eventi che hanno colpito la realtà italiana: </li></ul><ul><li>Fase di rallentamento dopo frenata new economy </...
<ul><li>La vocazione manifatturiera tra fattore distintivo e causa di declino dell’industria italiana </li></ul><ul><li>-l...
<ul><li>Qual è il problema? </li></ul><ul><li>Il grosso della produzione manifatturiera italiana è per beni tradizionali  ...
<ul><li>Conseguenza? </li></ul><ul><li>Italia vive “divario di efficienza dinamica e competitiva” </li></ul><ul><li>L’unic...
<ul><li>Interpretazioni sul futuro: </li></ul><ul><li>Le prospettive di crescita dell’economia italiana rimangono favorevo...
Non è possibile dare una risposta certa prospettive solo se si ci specializza in produzioni ad alto contenuto tecnologico ...
PROSPETTIVE
Allarme Italiano <ul><li>Il sistema delle imprese non è stato in grado di reagire adeguatamente al programma di liberalizz...
Diagnosi: “Il circolo vizioso” SQUILIBRIO DIMENSIONALE SQUILIBRIO  FATTORIALE GENERATO DAL LIMITATO UTILIZZO  DEL CAPITALE...
Obiettivi per la ricerca della competitività <ul><li>Aumentare la presenza di imprese più grandi e più competitive </li></...
Come fare? <ul><li>Occorre implementare politiche di lungo termine </li></ul><ul><li>orientate a </li></ul><ul><li>Sblocca...
Identificando come priorità… <ul><li>L’individuazione di settori/imprese/territori ad alto potenziale competitivo  Approcc...
Studio del sistema italiano per  sbloccare energie  nell’ industria “ Un distretto virtuoso merita di essere aiutato” Esau...
Studio del sistema italiano per  sbloccare energie  nell’ industria Medie imprese e gruppi di impresa come protagonisti? F...
<ul><li>All’inizio degli anni ’90 ( fase iniziale Mercato Unico)  erano state avviate una serie di politiche di riforma de...
<ul><li>Gli indicatori di redditività dei comparti energetico e dei servizi di pubblica utilità sono sensibilmente maggior...
Come  sbloccare energie  attraverso riforme coerenti? <ul><li>Liberalizzazioni </li></ul><ul><li>Privatizzazioni </li></ul...
Politiche per il rilancio <ul><li>Politiche di tipo selettivo </li></ul><ul><li>Consolidamento dei punti di forza </li></u...
Per aumentare la dimensione d’ impresa <ul><li>Occorre </li></ul><ul><li>Portare a termine la deregolamentazione del setto...
Per favorire l’aumento dei settori avanzati <ul><li>Occorre </li></ul><ul><li>Sostenere lo sforzo competitivo delle impres...
Per favorire l’aumento della dotazione di capitale <ul><li>Occorre </li></ul><ul><li>Favorire la dotazione creando il pres...
NEW ECONOMY  E OLTRE…
La tecnologia cambia in continuazione è cruciale capire quale sia la direzione presa dallo sviluppo tecnologico
INFORMAZIONE tutto ciò che può essere digitalizzato Produrre  informazione costa,  riprodurla  no
Creando differenti versioni in tempi differenti e vendendo ogni versione a un prezzo differente, è possibile ottenere dall...
BENE ESPERIENZA: beni per i quali i consumatori possono giudicarne il valore solo dopo averli consumati MARCHIO
<ul><li>Problemi: </li></ul><ul><li>Contrasto fra mettere a disposizione l’informazione e far pagare ai consumatori un pre...
TECNOLOGIA involucro che permette all’informazione di essere trasmessa ai consumatori finali L’infrastruttura tecnologica ...
Stretta correlazione fra tecnologia dell’informazione e sistemi Le imprese devono concentrarsi su: <ul><li>RIVALI </li></u...
Gli utenti delle varie tecnologie di informazione sono affetti da: SWITCHING COST  LOCK-IN
ESTERNALITA’ DI RETE : se per il singolo acquirente il valore del prodotto dipende dal numero di utenti che fanno uso dell...
ANNUNCI PREVENTIVI AL LANCIO DI NUOVI PRODOTTI IMPORTANTE PER IL FUTURO CALO NELLE VENDITE TIMING: sequenza temporale nel ...
<ul><li>E’ IMPORTANTE RAGGIUNGERE LA  </li></ul><ul><li>MASSA CRITICA: </li></ul><ul><li>Necessario uso del marketing </li...
POLITICHE ECONOMICHE Importanza politiche antitrust Alle imprese è vietata l’acquisizione di dirette rivali NON IMPEDISCON...
QUINDI QUALE FUTURO PER L’ITALIA? Forse una risposta c’è...
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Sviluppo industriale italiano

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Storia e analisi dello sviluppo industriale italiano dal dopoguerra ai giorni nostri, con particolare attenzione al fenomeno dei distretti industriali.

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  • Sviluppo industriale italiano

    1. 1. SVILUPPO E TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA INDUSTRIALE: DALL’INDUSTRIALIZZAZIONE DI MASSA ALLA NEW ECONOMY E OLTRE.
    2. 2. Corriere Economia, 23/10/2006
    3. 3. Sfide attuali New economy e oltre… Prospettive e soluzioni Declino Distretti Partecipazioni statali e privatizzazioni ?
    4. 4. SFIDE ATTUALI
    5. 5. Sfide attuali <ul><li>Questione energetica </li></ul><ul><li>Globalizzazione </li></ul>
    6. 6. Tensione energetica <ul><li>Inizio </li></ul><ul><li>Tentativi di limitarla </li></ul><ul><li>Centralità del controllo dei flussi </li></ul>
    7. 7. Globalizzazione <ul><li>Fasi </li></ul><ul><li>1°: 1492 / seconda metà 1800 </li></ul><ul><li>2°: 1885 / prima guerra mondiale </li></ul><ul><li>3°: età dell’oro </li></ul><ul><li>4°: dagli anni ’80 </li></ul><ul><li> deregolamentazione dei mercati finanziari </li></ul><ul><li> novità tecnologiche e comunicazionali </li></ul>
    8. 8. Problematiche <ul><li>Più difficoltà per l’organizzazione di fabbrica </li></ul><ul><li>Stagflazione </li></ul><ul><li>Variazione nei cambi </li></ul><ul><li>Aspirazione a diritti sociali ampi e diffusi </li></ul><ul><li>Struttura demografico-occupazionale </li></ul><ul><li>Immigrazione </li></ul><ul><li>Energia </li></ul><ul><li>Inquinamento </li></ul>
    9. 9. Risorse e strumenti <ul><li>Mutamenti reattivi in: </li></ul><ul><li>Scelte d’impresa </li></ul><ul><li>Politiche economiche </li></ul><ul><li>Orientamenti culturali </li></ul>
    10. 10. PARTECIPAZIONI E PRIVATIZZAZIONI
    11. 11. Imprese a partecipazione statale <ul><li>possedute indirettamente dallo Stato attraverso enti di gestione </li></ul><ul><li>( IRI - ENI ) </li></ul>
    12. 12. ECONOMIA MISTA di Mercato e di Stato <ul><li>RUOLO STATO </li></ul>RUOLO CENTRALE e DI SUPPLENZA nei confronti del sistema finanziario
    13. 13. DIMENSIONE DELLA QUOTA DEL SISTEMA PRODUTTIVO POSSEDUTA DALLO STATO IN TERMINI DI OCCUPATI NEL 1993
    14. 14. <ul><li>Fine ‘800 - economia italiana molto debole </li></ul><ul><li>- assenza di una forte e diffusa classe di borghesia economica </li></ul><ul><li>Problema - creare condizioni generali per lo sviluppo economico </li></ul>
    15. 15. <ul><li>Banche Miste - accumulare risparmio diffuso e frammentato </li></ul><ul><li>- spingono lo sviluppo della borsa (1895 - 1896) </li></ul><ul><li>Crollo borsa 1907 apre era speculazioni </li></ul><ul><li>Forte concentrazione controllo </li></ul><ul><li>Formazione gruppi societari </li></ul><ul><li>Stabile e senza concorrenza il rapporto banche - imprese </li></ul><ul><li>Crisi ‘29 - colpisce interi colossi industrial-bancari </li></ul><ul><li>- impossibilità smobilizzo dell’attivo </li></ul><ul><li>Le banche vengono rifinanziate attraverso l’acquisto delle loro partecipazioni industriali che vengono trasferite all’IRI </li></ul>
    16. 16. IRI Istituto per la Ricostruzione Industriale <ul><li>nel 1936 meno dell’ 1% delle SPA detiene la metà del proprio capitale azionario </li></ul>
    17. 17. Stato con funzione centrale nel capitalismo italiano <ul><li>Necessità di salvare gran parte del sistema bancario nazionale </li></ul><ul><li>Opera di salvataggio finanziario </li></ul><ul><li>Un azionista: lo Stato </li></ul><ul><li>Imprenditori: autonomia decisionale </li></ul>
    18. 18. 1945: IRI controlla 216 SPA con 135000 addetti IMPRESA PUBBLICA VISTA COME STRUMENTO PER ACCELLERARE I TEMPI DELLA RICOSTRUZIONE USA ENTE NATO COL FASCISMO COMUNISTI NAZIONALIZZARE LIBERALI PRIVATIZZARE NO CAPITALI PRIVATI
    19. 19. ENI Ente Nazionale Idrocarburi <ul><li>Settore energetico-petrolifero </li></ul><ul><li>Promozione e attuazione iniziative di interesse nazionale nel campo degli idrocarburi e dei vapori naturali </li></ul>
    20. 20. <ul><li>IRI ed ENI sono nati in nome dell’ </li></ul><ul><li>interesse pubblico </li></ul><ul><li>assicurare separazione PROPRIETA’ e CONTROLLO </li></ul>MANCANZA DI UNA SUPERVISIONE Efficienza gestione affidata alla ‘benevolenza’ dei manager pubblici IRRESPONSABILITA’ IMPRENDITORI PUBBLICI
    21. 21. <ul><li>RISULTATI DI GESTIONE POSITIVI tensione politica tensione morale </li></ul><ul><li>CONSAPEVOLEZZA NON NEUTRALITA’ MODELLO PARTECIPAZIONI STATALI </li></ul><ul><li>FASE DI PROFONDA INTERFERENZA DELLA POLITICA </li></ul><ul><li>PERSEGUIMENTO DI FINI POLITICI IN NOME DI PRESUNTI interessi pubblici </li></ul>
    22. 22. <ul><li>OBIETTIVI DIVERSI DAL PROFITTO </li></ul><ul><li>SUPERVISONE AUTONOMA IMPOSSIBILE </li></ul><ul><li>INEVITABILE COMMISTIONE FRA IMPRESA PUBBLICA E PARTITI </li></ul>
    23. 23. CRISI SISTEMA PARTECIPAZIONI STATALI FATICOSO PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE Mancanza di una coerente riforma delle regole e delle istituzioni che presiedono al governo delle imprese pubbliche e private
    24. 24. DISTRETTI
    25. 25. “ Nell’industria manifatturiera italiana (anche nei servizi e nell’agricoltura) ci sarebbero TROPPI NANI e POCHI GIGANTI” “ Che cosa può fare il tritello di piccole e piccolissime imprese di fronte alle sfide della magnifica coppia GLOBALIZZAZIONE dei MERCATI-ORGANIZZAZIONE SCIENTIFICA dei processi produttivi!”
    26. 26. E’ tutto da ricondurre alla “QUESTIONE DIMENSIONALE?” <ul><li>“ PRINCIPIO DI ASIMMETRIA” </li></ul><ul><li>GRANDE IMPRESA </li></ul><ul><li>“ ECONOMIE ESTERNE MARSHALLIANE” </li></ul><ul><li>PICCOLE IMPRESE LOCALIZZATE </li></ul>
    27. 27. Atmosfera industriale Natura tecnica e sociale Per lo più sono imprese progetto Domanda Differenziata e personalizzata Organizzazione della Divisione del lavoro Elevata specializzazione industriale I DISTRETTI SI’…
    28. 28. … MA a livello mondiale <ul><li>QUESTIONE SETTORIALE </li></ul><ul><li>Crescita del commercio internazionale in attività ad alto valore aggiunto </li></ul><ul><li>QUESTIONE TECNOLOGICA </li></ul><ul><li>Il settore high tech richiede le grandi dimensioni </li></ul>
    29. 29. IN ITALIA Presenza nei mercati dei beni - per la persona - per la casa - i relativi beni strumentali Ridotti investimenti in settori a tecnologia particolarmente alta
    30. 30. Come mai questo ritardo nello sviluppo delle nuove tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni nei distretti? Progressi non graditi ai piccoli providers locali Forte ricorso all’esternaliz. per rimanere nani strategici Elevati Costi opportunità per salto di innovazione organizzativa
    31. 31. infatti…Business Model Distrettuale <ul><li>La catena del valore distrettuale è suddividibile in: tangibili </li></ul><ul><li>risorse </li></ul><ul><li>intangibili </li></ul><ul><li>La crisi dei distretti industriali è dovuta in parte ad una netta prevalenza per l’utilizzo di risorse TANGIBILI. </li></ul>
    32. 32. Impegno nel MANUFACTURING maggiore dell’impegno nelle conoscenze … MA l’eccessiva specializzazione nel loro “saper fare” comporta un deficit di diversificazione.
    33. 33. A ciò si aggiunge…. <ul><li>Caratteristiche del business model distrettuale: </li></ul><ul><li>squilibrato </li></ul><ul><li>frammentato </li></ul><ul><li>vulnerabile </li></ul><ul><li>autoreferenziale </li></ul><ul><li>con limitato potere di mercato </li></ul><ul><li>statico </li></ul><ul><li>a basso valore aggiunto. </li></ul>
    34. 34. … e <ul><li>mancanza di capacità a governare i processi di internazionalizzazione produttiva; </li></ul><ul><li>nessuna integrazione dell’elettronica sul panorama meccanico. </li></ul>Queste sono le principali cause che hanno portato al declino del “capitalismo distrettuale” iniziato negli anni ’90.
    35. 35. Emerge dunque ancora la “QUESTIONE DIMENSIONALE”?
    36. 36. SISTEMA MISTO ACCUMULAZIONE e PROGRESSO TECNICO “ CURA” dei luoghi dove si vive e si lavora Per sostenere la GRANDE IMPRESA Benessere della popolazione, competitività internazionale Influenza la produttività del lavoro delle piccole imprese distrettuali
    37. 37. DECLINO ECONOMICO
    38. 38. Declino economico “ Il benessere non è eterno, il declino è una tragica possibilità” Causa principale incapacità di adattamento.
    39. 39. <ul><li>Caratteri declino italiano: </li></ul><ul><li>incapacità di adattare un vecchio modello produttivo a nuove circostanze </li></ul><ul><li>incapacità maggiore se il vecchio modello era di successo </li></ul><ul><li>è lento e poco percepibile </li></ul><ul><li>cause istituzionali, politiche e sociali </li></ul>
    40. 40. Italia: storia di un successo Dovuto alla capacità di creare le condizioni nonostante un sistema produttivo arretrato e privo di materie prime Anni ’80: mancata svolta radicale 1992: sull’orlo del baratro 1992 – 2006: Pil fra i più bassi d’Europa
    41. 41. <ul><li>Punti debolezza sistema Italia: </li></ul><ul><li>Bassi tassi di partecipazione alla forza lavoro e bassi livelli di occupazione </li></ul><ul><li>Infrastrutture inadeguate </li></ul><ul><li>Nanismo imprese </li></ul><ul><li>Basso grado di istruzione della forza lavoro </li></ul><ul><li>Basso livello R&S </li></ul><ul><li>Alto livello del debito pubblico </li></ul>
    42. 42. <ul><li>Quota industria manifatturiera sull’occupazione complessiva in Italia più elevata che in altri paesi </li></ul><ul><li>grande difficoltà ad accettare la knowledge-based economy </li></ul>
    43. 43. <ul><li>Industria manifatturiera sta vivendo due fenomeni: </li></ul><ul><li>Ritardo </li></ul><ul><li>Declino </li></ul><ul><li>Capire i problemi di caduta di competitività del “made in Italy” </li></ul>
    44. 44. <ul><li>Il calo di competitività </li></ul>-3,9% -3,4% esportazioni 2003 2002 3,0% 3,9% 5% % prodotti italiani sul comm. mondiale 2003 1998 Anni ‘90 22,5% 19,6% Prodotti esteri in Italia 2002 1997
    45. 45. <ul><li>Scarsa capacità di attrazione di investimenti diretti dall’estero </li></ul><ul><li>Italia è agli ultimi posti in Europa </li></ul><ul><li>Industria italiana chiusa su se stessa </li></ul><ul><li>Globalizzazione subita </li></ul>
    46. 46. <ul><li>3 eventi che hanno colpito la realtà italiana: </li></ul><ul><li>Fase di rallentamento dopo frenata new economy </li></ul><ul><li>Assenza ombrello protettivo (interventi svalutazione lira) </li></ul><ul><li>Esportazioni verso area del dollaro soffrono per forte apprezzamento del cambio dell’euro </li></ul>
    47. 47. <ul><li>La vocazione manifatturiera tra fattore distintivo e causa di declino dell’industria italiana </li></ul><ul><li>-le attività manifatturiere da noi occupano il 22,8% della forza lavoro,in Europa il 19,4% e in U.S. 13,3% </li></ul>
    48. 48. <ul><li>Qual è il problema? </li></ul><ul><li>Il grosso della produzione manifatturiera italiana è per beni tradizionali </li></ul><ul><li>Domanda internazionale lenta </li></ul><ul><li>Dove la domanda internazionale è maggiore? </li></ul><ul><li>Beni tecnologicamente avanzati </li></ul>
    49. 49. <ul><li>Conseguenza? </li></ul><ul><li>Italia vive “divario di efficienza dinamica e competitiva” </li></ul><ul><li>L’unica fonte di vantaggio competitivo risiede nella knowledge-based economy </li></ul>
    50. 50. <ul><li>Interpretazioni sul futuro: </li></ul><ul><li>Le prospettive di crescita dell’economia italiana rimangono favorevoli, malgrado alcune deficienze strutturali del sistema </li></ul><ul><li>Esiste un pericolo non trascurabile di declino economico che riguarda l’intera Europa </li></ul><ul><li>Rischio di declino anche rispetto all’Europa </li></ul>
    51. 51. Non è possibile dare una risposta certa prospettive solo se si ci specializza in produzioni ad alto contenuto tecnologico e di servizi
    52. 52. PROSPETTIVE
    53. 53. Allarme Italiano <ul><li>Il sistema delle imprese non è stato in grado di reagire adeguatamente al programma di liberalizzazione delle merci, del lavoro e del capitale Single Market Programme (1987-1993). </li></ul><ul><li>Performance insoddisfacente dell’industria nazionale italiana di fronte alla liberalizzazione degli scambi con i paesi emergenti (2005). </li></ul><ul><li>Differenziale negativo della crescita di produttività, riduzione della competitività e peggioramento dell’export </li></ul>
    54. 54. Diagnosi: “Il circolo vizioso” SQUILIBRIO DIMENSIONALE SQUILIBRIO FATTORIALE GENERATO DAL LIMITATO UTILIZZO DEL CAPITALE UMANO, FINANZIARIO E TECONOLOGICO SQUILIBRIO SETTORIALE
    55. 55. Obiettivi per la ricerca della competitività <ul><li>Aumentare la presenza di imprese più grandi e più competitive </li></ul><ul><li>Aumentare il peso dei settori tecnologicamente avanzati </li></ul><ul><li>Aumentare la dotazione di capitale umano, tecnologico e finanziario delle imprese. </li></ul>
    56. 56. Come fare? <ul><li>Occorre implementare politiche di lungo termine </li></ul><ul><li>orientate a </li></ul><ul><li>Sbloccare le energie </li></ul><ul><li>Attrarre energie </li></ul><ul><li>considerando </li></ul><ul><li>I risultati non si producono necessariamente nell’arco di una legislatura </li></ul><ul><li>Alti costi sociali </li></ul><ul><li>difficoltà per l’Italia a causa della sua finanza pubblica… rilanciare il paese costa il 3-4% del Pil </li></ul>
    57. 57. Identificando come priorità… <ul><li>L’individuazione di settori/imprese/territori ad alto potenziale competitivo Approccio Orizzontale </li></ul><ul><li>Proseguire con le riforme e rendere più efficaci quelle già introdotte </li></ul><ul><li>Ridurre i costi ambientali e strutturali per le imprese </li></ul><ul><li>Rinnovare il capitalismo familiare italiano </li></ul>
    58. 58. Studio del sistema italiano per sbloccare energie nell’ industria “ Un distretto virtuoso merita di essere aiutato” Esaurimento spinta Distretti <ul><li>Strategie innovative per beni non tradizionali </li></ul><ul><li>Delocalizzazione, innovazione prodotto e investimenti nel marchio per i beni made in italy </li></ul>Crescita Medie e piccole imprese nella produzione di beni finali Sfruttamento della struttura reticolare per aumentare la produzione di beni ad alto contenuto tecnologico Crisi Grandi e medie imprese nella produzione di beni intermedi Strategia Stadio Tipo d’impresa
    59. 59. Studio del sistema italiano per sbloccare energie nell’ industria Medie imprese e gruppi di impresa come protagonisti? Fase transitoria o quarto capitalismo?
    60. 60. <ul><li>All’inizio degli anni ’90 ( fase iniziale Mercato Unico) erano state avviate una serie di politiche di riforma delle istituzioni e delle infrastrutture. </li></ul><ul><li>Il processo si è arrestato ma la rimozione degli ostacoli alla competizione in tutti i settori non è più prorogabile al fine di… </li></ul><ul><li>SBLOCCARE LE ENERGIE E </li></ul><ul><li>INCENTIVARE L’INVESTIMENTO IN PROGETTI PIU’ RISCHIOSI IN SETTORI AD ALTO CONTENUTO TECNOLOGICO </li></ul>
    61. 61. <ul><li>Gli indicatori di redditività dei comparti energetico e dei servizi di pubblica utilità sono sensibilmente maggiori di quelli delle società industriali a controllo italiano. </li></ul><ul><li>Da tale squilibrio settoriale derivano: </li></ul><ul><li>Sfruttamento del potere di mercato </li></ul><ul><li>Inefficienze allocative </li></ul><ul><li>Spostamenti di capitali verso settori non completamente liberalizzati. </li></ul>
    62. 62. Come sbloccare energie attraverso riforme coerenti? <ul><li>Liberalizzazioni </li></ul><ul><li>Privatizzazioni </li></ul><ul><li>Commesse pubbliche e gare d’appalto </li></ul><ul><li>Autorità </li></ul>
    63. 63. Politiche per il rilancio <ul><li>Politiche di tipo selettivo </li></ul><ul><li>Consolidamento dei punti di forza </li></ul><ul><li>Superamento dei limiti del “circolo vizioso” </li></ul><ul><li>Coerenza con imposizioni e valori dell’Unione Europea </li></ul><ul><li>Sguardo alla politica industriale italiana e ai problemi della governance dell’economia </li></ul>
    64. 64. Per aumentare la dimensione d’ impresa <ul><li>Occorre </li></ul><ul><li>Portare a termine la deregolamentazione del settore dei servizi </li></ul><ul><li>Snellire le procedure burocratiche relative alla nascita e ai progetti di sviluppo delle imprese </li></ul><ul><li>Come? </li></ul><ul><li>Introduzione di un premio di concentrazione </li></ul><ul><li>Riduzione adempimenti burocratici agli ampliamenti d’impianto </li></ul><ul><li>Detassazione degli utili reinvestiti in attività di crescita dimensionale </li></ul>
    65. 65. Per favorire l’aumento dei settori avanzati <ul><li>Occorre </li></ul><ul><li>Sostenere lo sforzo competitivo delle imprese che hanno dimostrato di fronteggiare con successo la nuova concorrenza internazionale </li></ul><ul><li>Come? </li></ul><ul><li>Stimolare la nascita delle nuove imprese operanti sulla frontiera tecnologica </li></ul><ul><li>Sostenere l’attività innovativa delle Piccole/Medie imprese </li></ul><ul><li>Detassazione utili investiti in Ricerca e Sviluppo </li></ul><ul><li>Agevolazione nelle assunzioni di personale </li></ul>
    66. 66. Per favorire l’aumento della dotazione di capitale <ul><li>Occorre </li></ul><ul><li>Favorire la dotazione creando il presupposto dell’esistenza di corrette strutture di incentivi che rendano conveniente investire. </li></ul><ul><li>Come? </li></ul><ul><li>Favorire la circolazione dei capitali e proprietà dell’impresa allo scopo di attirare il capitale estero </li></ul><ul><li>Aumentare la domanda e l’offerta di capitale finanziario rendendo più trasparente l’attuazione dei contratti finanziari </li></ul><ul><li>Ridurre le imperfezioni di mercato degli asset finanziari </li></ul><ul><li>Riduzione dei conflitti d’interesse interni ed esterni all’impresa </li></ul>
    67. 67. NEW ECONOMY E OLTRE…
    68. 68. La tecnologia cambia in continuazione è cruciale capire quale sia la direzione presa dallo sviluppo tecnologico
    69. 69. INFORMAZIONE tutto ciò che può essere digitalizzato Produrre informazione costa, riprodurla no
    70. 70. Creando differenti versioni in tempi differenti e vendendo ogni versione a un prezzo differente, è possibile ottenere dalle vendite il maggior valore possibile
    71. 71. BENE ESPERIENZA: beni per i quali i consumatori possono giudicarne il valore solo dopo averli consumati MARCHIO
    72. 72. <ul><li>Problemi: </li></ul><ul><li>Contrasto fra mettere a disposizione l’informazione e far pagare ai consumatori un prezzo che permetta di coprirne i costi </li></ul><ul><li>Eccesso di informazioni </li></ul>
    73. 73. TECNOLOGIA involucro che permette all’informazione di essere trasmessa ai consumatori finali L’infrastruttura tecnologica facilita l’accesso alle informazioni accrescendone il valore
    74. 74. Stretta correlazione fra tecnologia dell’informazione e sistemi Le imprese devono concentrarsi su: <ul><li>RIVALI </li></ul><ul><li>IMPRESE COLLABORATRICI </li></ul>
    75. 75. Gli utenti delle varie tecnologie di informazione sono affetti da: SWITCHING COST LOCK-IN
    76. 76. ESTERNALITA’ DI RETE : se per il singolo acquirente il valore del prodotto dipende dal numero di utenti che fanno uso dello stesso prodotto Il feedback positivo rende le grandi reti ancora più grandi I sistemi più diffusi hanno un grande vantaggio competitivo rispetto ai sistemi meno popolari Importanza di raggiungere la massa critica per autoalimentare il mercato
    77. 77. ANNUNCI PREVENTIVI AL LANCIO DI NUOVI PRODOTTI IMPORTANTE PER IL FUTURO CALO NELLE VENDITE TIMING: sequenza temporale nel lancio nuovo prodotto DEI RIVALI NOSTRE
    78. 78. <ul><li>E’ IMPORTANTE RAGGIUNGERE LA </li></ul><ul><li>MASSA CRITICA: </li></ul><ul><li>Necessario uso del marketing </li></ul><ul><li>Creazione di aspettative </li></ul><ul><li>Alleanze strategiche (conc. all’interno di un standard) </li></ul><ul><li>Promozione unilaterale di tecnologia (conc. fra gli standard) </li></ul><ul><li>Coinvolgimento di altre parti aprendo il sistema </li></ul>
    79. 79. POLITICHE ECONOMICHE Importanza politiche antitrust Alle imprese è vietata l’acquisizione di dirette rivali NON IMPEDISCONO alle imprese di perseguire le proprie strategie
    80. 80. QUINDI QUALE FUTURO PER L’ITALIA? Forse una risposta c’è...

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