Imprenditoria

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Approfondimento sulla figura dell'imprenditore

Imprenditoria

  1. 1. Imprenditoria (Gruppo I) La figura dell’imprenditore nella teoria economica : Berta G. (2004) – L’imprenditore. Un enigma tra economia e storia Cap I – Enterpreneur/Employer. Culture economiche a confronto. Cap II – L’imprenditorialità come vocazione e come destino. Cap III – L’America e l’avvento della società manageriale. Malerba F. (2000) – Economia dell’innovazione Colombatto E. (2001) – Dall’impresa dei neoclassici all’imprenditore di Kizner Pontarollo E. (2003) – I recenti sviluppi della teoria economica in materia di imprenditorialità. Nuove imprese e nuovi imprenditori : Brugnoli C. (1990) – L’imprenditorialità per lo sviluppo di nuove aziende. Cap II – Il ruolo delle precedenti esperienze di lavoro nella formazione imprenditoriale Cap III – Il profilo dell’imprenditore. Pontarollo E. (2002) – Incubatori, spin-off e nuova imprenditoria.
  2. 2. Di cosa parliamo …? Dall’imprenditore neoclassico ai recenti sviluppi della teoria imprenditoriale passando attraverso la Scuola austriaca e la Teoria manageriale (Edoardo-Luca- Alessandro-Margherita) Nuovi imprenditori e nuova imprenditorialità: ricerche socio psicologiche e il processo di spin-off caso Romano S.p.A. (Silvia&Silvia)
  3. 3. Enterpreneur / Employer. Due culture economiche a confronto L’imprenditorialità come vocazione e come destino Berta G. (2004)
  4. 4. Due culture economiche a confronto <ul><li>Scuola classica (UK) </li></ul><ul><li>Riflessione teorica sull’economia (Ricardo, Smith, condizione di equilibrio). </li></ul><ul><li>L’imprenditore non ha posto nello studio dell’economica classica, non ha neppure un termine equivalente (c’è manufacturer, employer, undertaker). </li></ul><ul><li>Ha un ruolo puramente capitalistico perché fornisce capitale (che è inteso come “cosa morta” – Smith). </li></ul><ul><li>Nell’economia conta solo disponibilità del capitale: l’agente economico è indifferenziato! (Ricardo – Marx). </li></ul><ul><li>Scuola continentale (F, I) </li></ul><ul><li>Catillon (1680-1734) definisce l’imprenditore “ vero motore dell’economia ”. </li></ul><ul><li>Enterpeneur = organizzatore di tutto ciò che si produce. </li></ul><ul><li>Imprenditore vive nell’incertezza del reddito! </li></ul><ul><li>Say (1767-1832): imprenditori sono parte fondamentale del processo industriale. </li></ul><ul><li>Non sono dei capitalisti: sono dei “direttori d’orchestra” che organizzano gli elementi della produzione. </li></ul><ul><li>Doti: retto giudizio, costanza, fermezza, ardimento giudizioso, ostinata perseveranza. </li></ul><ul><li>Gioia (1767-1829): il mondo è mosso da energia imprenditoriale: gli imprenditori possono dominare gli elementi della produzione. </li></ul><ul><li>Say: “…il capitale non può concorrere alla creazione di un prodotto se non è nelle mani di un imprenditore d’ industria …” </li></ul>
  5. 5. Funzione degli imprenditori <ul><li>E’ possibile spiegare l’origine del profitto escludendo l’azione dell’imprenditore? </li></ul><ul><li>Mill Mantiene la struttura ricardiana (equilibrio), ma tenta di inserirvi la figura imprenditoriale. </li></ul><ul><li>1/3 del profitto è compenso per astinenza (interesse sul capitale) </li></ul><ul><li>1/3 “ “ è premio al rischio </li></ul><ul><li>1/3 “ “ è premio per il lavoro e opera di supervisione </li></ul><ul><li>Compare la figura dell’amministratore (o hired servant): teoria della società di capitali, conflitto di interessi fra salariati e azionisti (proprietari) il salariato ha interessi diversi da quelli dell’azionista! Per Mill, l’imprenditore è anche proprietario (o azionista dell’azienda) </li></ul><ul><li>Marx si scontra con Mill. Il plusvalore non è dell’imprenditore ma degli operai. Ma se l’imprenditore lavora è anche pro tempore operaio </li></ul>
  6. 6. Il businessman <ul><li>Bagehot (1826-1877): fu direttore dell’ Economist . In Inghilterra c’è cultura mercantile/imprenditoriale (Compagnia delle Indie, sviluppo industriale). Con le sue opere l’uomo d’affari guadagna il centro della scena economica. </li></ul><ul><li>E’ forza motrice della produzione e del commercio moderno! </li></ul><ul><li>Non viene negato il ruolo fondamentale della classe operaia (o, comunque, dei lavoratori dipendenti), ma viene sottolineato che i dipendenti non decidono nulla. E’ l’imprenditore che decide e coordina! </li></ul><ul><li>la complessità degli affari implica la concentrazione dei capitali (leadership dei capitali) </li></ul><ul><li>Si definisce il principio di leadership </li></ul><ul><li>necessità di leadership nel governo dell’azienda </li></ul>
  7. 7. L’imprenditore di Marshall <ul><li>Marshall imprenditore è “… la mente guida dell’intero complesso produttivo … ”! </li></ul><ul><li>Prende da Bagehot il quid che discrimina l’imprenditore:”Doti necessarie per questo lavoro non sono specializzate: dipendono dall’iniziale addestramento e dall’esperienza di lavoro” </li></ul><ul><li>Capacità imprenditoriale E’ un raro insieme di capacità naturali ed educazione speciale </li></ul><ul><li>Natura non facit saltum: stratificazione delle conoscenze e sedimentazione degli elementi passati = gli imprenditori presiedono lo sviluppo di tali conoscenze! </li></ul><ul><li>L’imprenditore marshalliano ha piena padronanza della tecnologia, è un leader ed un organizzatore. Sostiene la successione nella direzione dell’impresa, l’ereditarietà dell’imprenditorialità anche se ammette che non tutti hanno tali capacità! </li></ul><ul><li>Esso aspira ad una meta sociale : la sua è dunque una condizione quotidiana e, quindi, antieroica per definizione. Non è un essere diverso ma un primus inter pares !!! </li></ul><ul><li>Si parla di due o tre generazioni per forgiare un imprenditore. </li></ul>
  8. 8. Il pensiero di Sombart <ul><li>Sombart (1863-1941) quasi misticizza l’imprenditore. L’imprenditore capitalista è forza motrice dell’economia. Nulla si muove senza di lui, è l’unica forza produttiva , gli elementi produttivi vengono alla luce solo dietro l’azione creatrice dell’imprenditore. </li></ul><ul><li> Imprenditore è un eroe solitario </li></ul><ul><li>Marshall differisce da Sombart Non tutti hanno le qualità per diventare imprenditori. </li></ul><ul><li>Leadership e carisma sono innati, non acquisibili! Diversi tipi di imprenditori: tecnico, commerciale, finanziere </li></ul><ul><li>Gradi diversi di deconcretizzazione dell’attività imprenditoriale: </li></ul><ul><li>Tecnico </li></ul><ul><li>Commerciale </li></ul><ul><li>Finanziere </li></ul>
  9. 9. La scuola austriaca e Schumpeter - I <ul><li>Per Schumpeter, l’imprenditore e la sua azione creatrice sono al centro di tutto. </li></ul><ul><li>L’imprenditore Schumpeteriano è: </li></ul><ul><li>Uomo d’azione </li></ul><ul><li>Un soggetto che cambia la realtà dei dati </li></ul><ul><li>Aggiunge nuovi dati </li></ul><ul><li>Pone in nuovi contesti i nuovi dati </li></ul><ul><li>Si comporta come un artista creativo con gli elementi artistici a disposizione. </li></ul><ul><li>Concetto della Volontà di Trasformazione Unternehmer (sinonimo tedesco di Undertaker ) non obbedisce a regole stabilite (è dunque quel personaggio intrigante ed elusivo ) </li></ul><ul><li>Perché si diventa imprenditori? E’ la soddisfazione derivante da posizione sociale di potere e gioia di provare la propria funzione creatrice! Piacere dell’avere successo e trionfare sugli altri </li></ul><ul><li>E’ quindi la migliore ricompensa del suo stesso agire! Quindi l’imprenditorialità è intesa come “vocazione” ( Beruf ) </li></ul><ul><li>Capacità di pochi Ü bermensch (Uomo forte). E’ quindi forte e impone le sue idee attraverso la sua prorompente energia. Il piacere dell’azione è parte fondamentale della sua struttura psicologica </li></ul>
  10. 10. La scuola austriaca e Schumpeter - II <ul><li>Non si è imprenditori per sempre perché l’età imprenditoriale non coincide con l’età fisica. Il tipo ideale di imprenditore schumpeteriano è quindi il capitano d’industria. </li></ul><ul><li>La sua originalità sta quindi nel configurare nuove combinazione dei fattori economici. </li></ul><ul><li>L’imprenditore è nemico della routine: essa si basa infatti su valori presenti, mentre l’imprenditore guarda ai valori futuri. E’ sempre un tipo energico, un uomo d’azione, leader eroico, capo. </li></ul><ul><li>Dobb (1900-1976) e la sua definizione di imprenditore contrastano con quella di Schumpeter. Per Dobb l’imprenditore ha soprattutto compiti di coordinamento delle attività economiche . </li></ul><ul><li>Aggiustamento & Innovazione sono i principi cardine dell’imprenditore di Dobb. </li></ul><ul><li>Vanno gestiti strategicamente e con leadership: “ … è imprenditore colui che prende decisioni fondamentali nelle imprese ”. </li></ul><ul><li>I tre tipi di imprenditori individuati da Dobb si sovrappongono a quelli di Sombart! </li></ul>
  11. 11. Destino dell’imprenditorialità … <ul><li>Schumpeter dopo gli anni ’30 cambia idea (è il cosiddetto “ Schumpeter Mk II ”): l’imprenditore ha funzione di combinare fattori produttivi in vista del prodotto. Viene anche definito come “ intermediario fra possessori di prestazioni produttive e consumatori ”. </li></ul><ul><li>Lancia anche un’idea molto originale riguardo alla concezione dell’attività imprenditoriale: il vero imprenditore non gestisce le imprese, LE CREA ! Scrive infatti:” La funzione dirigente è tale solo dove c’è da creare qualcosa di veramente nuovo che non si può creare semplicemente con l’esperienza acquisita con la routine ”. </li></ul><ul><li>La concezione di Schumpeter ammette quindi salti dell’economia in contrapposizione a quanto detto da Mill! L’innovazione porta a vantaggi competitivi dati da nuovi prodotti, nuovi processi produttivi, nuovi modelli organizzativi industriali (cartelli, monopoli), apertura a nuovi mercati e scoperta di nuove fonti di approvvigionamento. </li></ul><ul><li>Essere imprenditore: è cosa per pochi. E’ uno scontro di fondo con il principio dell’evoluzione dell’imprenditorialità. </li></ul>
  12. 12. … e declino della classe imprenditoriale <ul><li>Con l’avvento della società manageriale l’imprenditore ha meno peso: Schumpeter nel suo periodo americano studia le grandi aziende ( Corporation ). La complessità e le dimensioni di queste aziende minimizzano il ruolo dell’imprenditore. </li></ul><ul><li>E’ soprattutto un problema di separazione fra proprietà e gestione! </li></ul><ul><li>Il calcolo del rischio prima di tutto e la burocratizzazione mettono in ombra l’ animal spirit imprenditore. </li></ul><ul><li>In Europa in gruppo imprenditoriale è sostanzialmente chiuso: sono gli imprenditori dell’800 e del ‘900 che hanno accumulato capitali e continuano la loro attività. </li></ul><ul><li>Ne deriva che non esistono Esiste il gruppo delle dinastie </li></ul><ul><li>dinastie imprenditoriali industriali nate nell’800-900 che hanno </li></ul><ul><li>accumulato i capitali che consentono </li></ul><ul><li>loro di continuare l’attività industriale. </li></ul><ul><li>L’imprenditorialità NON E’ TRASMISSIBILE! </li></ul>
  13. 13. L’america e l’avvento della società manageriale Berta G. (2004)
  14. 14. Ruolo dell’imprenditore in Europa ed in America <ul><li>Agli inizi del ‘900, in Europa ed in America viene analizzato il ruolo dell’imprenditore. </li></ul><ul><li>Differenze di tipo culturale: </li></ul><ul><li>In Europa : l’enfasi è su la figura imprenditoriale esaltandone le qualità e le valenze individuali. </li></ul><ul><li>In America : prevale un principio di completa spersonalizzazione. L’innovazione appare come il prodotto dell’organizzazione anzi l’innovazione è proprio l’organizzazione. </li></ul>
  15. 15. La visione secondo Taylor <ul><li>Taylor vuole annunciare che: </li></ul><ul><li>“ E’ arrivato il tempo in cui tutte le grandi imprese saranno realizzate attraverso quel tipo di cooperazione in cui ogni persona svolge la funzione per cui è adatta.” </li></ul><ul><li>In questo modo ognuno potrà dare il meglio di se conservando “ la propria individualità ” e senza perdere “ nulla della propria inventiva ed iniziativa personale ” </li></ul><ul><li>E’ il management quindi che: “ ha il compito di raccogliere insieme tutte le conoscenze tradizionali possedute in passato dai lavoratori e di classificare per mezzo di tabelle, riducendole a schemi, leggi e formule che sono di immenso aiuto ai lavoratori nella produzione giornaliera”. </li></ul><ul><li>Infine quindi la sfera del potere imprenditoriale sembrerebbe essere quella dell’investimento e del mercato; ma entro la produzione domina una volontà collettiva di cui è depositario il management. </li></ul>
  16. 16. Adolf A. Berle e Gardiner C. Means <ul><li>Il concetto di proprietà secondo Berle e Means : </li></ul><ul><li>Proprietà passiva: tipica degli azionisti privi di responsabilità </li></ul><ul><li>Proprietà attiva: appartiene a chi esercita il controllo giornaliero sull’impresa </li></ul><ul><li>In conseguenza dei due concetti di proprietà esistono due circuiti della ricchezza: </li></ul><ul><li>Ricchezza passiva: liquida, impersonale, che non implica alcuna responsabilità, che circola rapidamente ed è costantemente valutata sul mercato. </li></ul><ul><li>Ricchezza attiva: dei grandi organismi funzionanti la cui vita è fondata sull’esistenza dei proprietari di titoli, dei dipendenti e dei consumatori, ma soprattutto sul gruppo che detiene il controllo. </li></ul><ul><li>Condannando come obsoleta e sterile la concezione della proprietà Berle e Means propongono: </li></ul><ul><li>Impresa societaria che: “consiste nell’attività organizzativa di vasti gruppi di individui sotto la guida dei dittatori dell’industria che costituiscono il gruppo di controllo”. La moderna società per azioni deve essere al servizio non solo dei proprietari o del gruppo, ma della comunità. </li></ul>
  17. 17. Schumpeter: verso il “Capitalismo Laburista” <ul><li>Schumpeter è convinto che il capitalismo e non soltanto l’imprenditorialità e la sua etica individualistica stia cedendo il passo all’avanzata del socialismo. </li></ul><ul><li>Questo a causa: </li></ul><ul><li>Della legislazione sociale </li></ul><ul><li>Dei tentativi delle regolazione pubblica </li></ul><ul><li>Del processo economico </li></ul><ul><li>Assoggettamento a regole ed interessi collettivi. </li></ul><ul><li>Schumpeter quindi sondava la possibilità di un “capitalismo laburista” che: </li></ul><ul><li>da un lato assicurasse le possibilità produttive del capitalismo </li></ul><ul><li>mentre dall’altro mettesse capo a un esproprio pratico degli interessi capitalistici nell’interesse dei lavoratori. </li></ul>
  18. 18. L’innovazione tecnologica nel pensiero economico - I <ul><li>Adam Smith : considera innovazione da un punto di vista particolare: la relazione tra cambiamento tecnologico, divisione del lavoro e mutamento strutturale dell’economia. Si concentra non sulla generazione di innovazione, ma sulla incorporazione del progresso tecnologico nei beni capitali e sui suoi effetti sulla produttività del lavoro, sulla specializzazione e sulla occupazione. </li></ul><ul><li>Ricardo : è interessato alle conseguenze del progresso tecnologico ed al progresso tecnico incorporato. Analisi dei meccanismi endogena esogena. </li></ul><ul><li>Babbage : individua nell’apprendimento da specializzazione una delle cause principali dell’avanzamento tecnico. </li></ul><ul><li>Abbot Payson Usher : le invenzioni sono frutto di un fenomeno di “sintesi cumulativa” che dalla percezione di un problema conduce alla introduzione iniziale di un’innovazione e quindi alla sua progressiva modificazione e miglioramento. </li></ul><ul><li>La sintesi cumulativa si realizza in 4 fasi: </li></ul><ul><li>Percezione di un problema </li></ul><ul><li>Preparazione della soluzione </li></ul><ul><li>Invenzione </li></ul><ul><li>Revisione critica dell’invenzione </li></ul>
  19. 19. L’innovazione tecnologica nel pensiero economico - II <ul><li>Schumpeter distingue tra: </li></ul><ul><li>Invenzione che rimane qualcosa di puramente scientifico o tecnologico </li></ul><ul><li>Innovazione che consiste in nuove combinazioni di mezzi di produzione, nella creazione di nuove forme d’organizzazione, nell’apertura di nuovi mercati e conquista di nuove fonte di approvvigionamento. </li></ul><ul><li>L’ innovazione per Schumpeter inoltre ha 4 caratteristiche fondamentali: </li></ul><ul><li>Può essere compresa solo ex post, mentre non lo può mai essere ex ante </li></ul><ul><li>La scelta di nuovi metodi non è un elemento insito nel concetto di attività economica razionale né una cosa cosi ovvia, ma un processo distinto che necessita di una particolare spiegazione. Durante il processo innovativo l’imprenditore ha una razionalità limitata. Non può afferrare esaurientemente tutti gli effetti e le ripercussioni dell’impresa progettata. </li></ul><ul><li>Le innovazioni non rimangono isolate e non sono distribuite in modo uniforme, ma tendono ad ammassarsi in ogni modo però non sono mai distribuite casualmente. </li></ul><ul><li>L’innovazione è stata analizzata non soltanto tra imprese di piccole e grandi dimensioni, ma anche tra imprese “giovani” e “vecchie”. Da ciò e derivato che l’età dell’impresa riveste un ruolo di grande importanza nello spiegare il livello innovativo e l’investimento nelle nuove tecnologie. </li></ul>
  20. 20. Dall’impresa dei neoclassici all’imprenditore di Kirzner Colombatto E. (2001)
  21. 21. Peculiarità della visione neoclassica Impostazione neoclassica: <ul><li>Concezione meccanicistica dell’economia </li></ul><ul><li>Staticità dell’equilibrio concorrenziale </li></ul><ul><li>Semplice sotto il profilo concettuale </li></ul>Visione positiva vicina all’economia perfetta “ L’impresa nella visione neoclassica è un insieme di fattori organizzati al fine di produrre e commercializzare un bene che possa essere venduto a un prezzo almeno pari alla somma delle remunerazioni corrisposte alle risorse impiegate”. <ul><li>IPOTESI DI FONDO </li></ul><ul><li>Impresa come robot (input produzione output) </li></ul><ul><li>Funzione di produzione che subisce variazioni esogene </li></ul><ul><li>Meccanismi di produzione noti e prevedibili </li></ul><ul><li>FATTORI DI INCERTEZZA : Prezzi dei beni o dei fattori, progresso tecnologico, variabili istituzionali </li></ul>Quindi l’imprenditore neoclassico non è nè un innovatore nè un operatore che si ingegna e cerca nuove opportunità e bisogni da soddisfare. Da ciò discende che la singola impresa può essere replicata un elevato numero di volte.
  22. 22. Caratteristiche configurazione di equilibrio <ul><li>Non sempre il mercato neoclassico ha profitti vicini a zero perché </li></ul><ul><li>se c’è incertezza e imprenditori differenziati fra loro avremo profitto positivo di BP </li></ul><ul><li>M/L periodo gli operatori meno efficienti riprodurranno le modalità di produzione dei concorrenti migliori e i profitti saranno erosi </li></ul>CONCLUSIONI: <ul><li>La funzione imprenditoriale si esaurisce con la scelta fra le diverse funzioni di produzione </li></ul><ul><li>Nessun imprenditore può commettere errori e opera sempre nel miglior modo possibile; può essere turbato solo da shock esterni improvvisi </li></ul><ul><li>Tutti possono essere imprenditori perché per esserlo basta seguire l’esempio degli altri imprenditori </li></ul>
  23. 23. La perfezione e le obiezioni di Kirzner Perfezione : esclude incertezza e asimmetrie informative durature quindi è impossibile avere imprenditori-organizzatori migliori di altri; conseguenza configurazioni di breve e lungo periodo coinciderebbero Obiezioni di Kirzner alla perfezione neoclassica : l’impresa non ignora del tutto il rischio; è vero che l’elemento aleatorio è eliminabile perché l’impresa può disporre di tutte le informazioni necessarie per individuare la strategia più redditizia, ma queste non sono gratuite <ul><li>Due condizioni per avere un’impresa neoclassica differenziata: </li></ul><ul><li>Imprenditore deve avere percezioni diverse in merito all’acquisto di un’informazione </li></ul><ul><li>A parità di spesa corrispondano insiemi di informazione distinti per creare funzioni di produzione diverse e correggere i propri errori osservando e copiando i migliori </li></ul><ul><li>Kirzner: gli elementi di incertezza riguardano variabili esterne perché quelle interne sono annullate dalla disponibilità di sufficienti informazioni </li></ul><ul><li>CONCLUSIONE L’imprenditore neoclassico convive con 2 fonti: </li></ul><ul><li>carenza di informazioni sulle variabili esterne </li></ul><ul><li>2) il rischio interno legato ai fattori produttivi </li></ul>
  24. 24. L’imprenditore kirzneriano <ul><li>L’atto imprenditoriale : scovare realtà già esistenti ma non ancora percepite dagli altri imprenditori come fonti di crescita e benessere. Profitto: remunerazione del rischio dei fattori produttivi (non delle capacità organizzative dell’imprenditore neoclassico). </li></ul><ul><li>L’imprenditore per Kirzner : fulcro dell’attività imprenditoriale, nasce casualmente, è privo dei mezzi di produzione e la sua remunerazione è fattoriale, non un profitto. Con Kirzner però si da una spiegazione alla presenza di profitti positivi in assenza di vincoli normativi. </li></ul><ul><li>Mercato dell’imprenditore di Kirzner è vicino a quello di Hayek, un mercato imperfetto che fa si che l’imprenditore esista. In assenza di imperfezioni infatti la scoperta imprenditoriale si esaurisce e i profitti sono=0 . </li></ul><ul><li>Equilibrio Kirzneriano : stato in cui le azioni degli operatori sono prevedibili e previste,è assente l’attività imprenditoriale, c’è una situazione di stallo per gli austriaci invece tale stallo ha una configurazione negativa, definisce un contesto economico privo di vivacità. Lo squilibrio è un segnale di vivacità, crescita e miglioramento per il benessere collettivo, maggiore è lo squilibrio maggiore è il progresso. </li></ul><ul><li>CONCLUSIONE Equilibrio per Kirzner significa: </li></ul><ul><li>Libertà di accesso al mercato dei beni, fattori, produttivi, tecnologie </li></ul><ul><li>Libertà di appropriarsi dei frutti della scoperta </li></ul><ul><li>Libertà di appropriarsi dei profitti generati dalla capacità di non ripetere gli errori altrui </li></ul>
  25. 25. Alcuni contributi recenti Hart (1995): analizza il comportamento dell’imprenditore in condizione di incertezza e, relativamente a queste condizioni sostiene che la dimensione ottima d’impresa varia all’aumentare/diminuire di questi costi. La figura dell’imprenditore nella recente letteratura neoclassica non è quella dell’innovatore, ma quella di un negoziatore Walrasiano che scambia i diritti di proprietà della propria impresa con quelli di altre e gli incrementi di benessere avvengono grazie a: Scambio efficiente Impiego ottimo dei fattori produttivi dati Miglioramento dell’assegnazione dei diritti di proprietà fra le imprese Efficace sistema di incentivi e monitoraggio interno DERIVANO DALLA TEORIA NEOCLASSICA TRADIZIONALE Baudry (1999): ci parla dei limiti di questa analisi (approccio/letteratura neo-istituzionalista) sostenendo che l’impresa in questa letteratura è considerata come un insieme di contratti, i quali sono incompleti a causa dei costi di informazione e dell’incertezza. Questo porta a comportamenti opportunistici che vengono ridotti poi attraverso un processo dinamico (incerto) e interazioni con l’esterno.
  26. 26. Tutti imprenditori senza profitti? CONCLUSIONI SULL’EQUILIBRIO CONCORRENZIALE NEOCLASSICO: Tutti possono essere imprenditori perché tutti possono disporre degli elementi necessari per operare. Nuove imprese nuovi incentivi appropriati. Profitti duraturi sintomo di anomalia perché l’equilibrio concorrenziale neoclassico non li prevede. Contesto neoclassico : profitti sono un’appropriazione indebita e il loro perdurare significa: no equilibrio concorrenziale, fallimento del mercato, Comportamenti strategici inefficienti necessità di intervento pubblico per riequilibrare la situazione. Critiche di alcuni economisti (da Von Mises a Kirzner) :l’intervento pubblico non sempre persegue il benessere collettivo, spesso persegue il proprio o quello di ristretti gruppi a danno dell’interesse generale. Sotto il profilo positivo , la scuola austriaca mette in discussione il concetto neoclassico di economia di mercato ( Von Mises: è l’analisi della possibilità, in condizioni di incertezza,di allentare i vincoli e accrescere la soddisfazione dei consumatori). Anche le considerazioni degli altri economisti “austriaci” non escludono la presenza pubblica. Conclusione : non c’è mai equilibrio, il mercato è un susseguirsi di successi e insuccessi
  27. 27. Verso un nuovo paradigma di ricerca Kirzner nelle sue opere valorizza vivacità e apertura mentale dell’individuo (consumatore o imprenditore) e nelle sue doti di ALERTNESS ripone le opportunità di progresso. Vivacità nel progresso concetto di Humboldt di due secoli prima (precursore), anche se per quest’ ultimo alla vivacità intellettuale va abbinato un altro importante fattore: lo spirito imprenditoriale . Spirito imprenditoriale: caratterizza però coloro che sono in possesso di altri fattori produttivi, si esclude che possa esistere la figura di imprenditore che, pur dotato di vivacità ed esposto a sollecitazioni esterne, sia sprovvisto delle altre risorse necessarie. ALCUNE CONSIDERAZIONI FINALI Meriti della scuola austriaca : ha scardinato la concezione perfettista e meccanicistica dell’economia neoclassica e ha proposto una visione dell’economia come analisi delle condizioni che consentono alla produzione e al benessere degli individui di crescere. Alla luce dei contributi austriaci e kirzneriano : profitto d’impresa diventa non più un’anomalia ma l’essenza della concorrenza (se le attese di profitto si azzerano finiscono gli stimoli alla scoperta e all’innovazione stagnazione dei classici).
  28. 28. I recenti sviluppi della teoria economica in materia d’imprenditorialità Pontarollo E. (2003)
  29. 29. Recenti sviluppi della teoria in materia d’imprenditorialità <ul><li>Caratteristiche psicologiche dell’imprenditore (Shaver-Scott) </li></ul><ul><li>Avvio dell’ </li></ul><ul><li>attività </li></ul><ul><li>Locus of exploitation </li></ul><ul><li>Def: fattori che inducono un soggetto a sfruttare un’idea attraverso la creazione </li></ul><ul><li>di una nuova impresa </li></ul>capacità impegno difficoltà obiettivo fortuna
  30. 30. Chi sono gli imprenditori di oggi? technical enterpreneur + - Know how tecnico scientifico Fonte: Evans (1995-96) Management Skills - + <ul><li>RESEARCHER </li></ul><ul><li>Know how, prodotto in università,è vantaggio competitivo </li></ul><ul><li>Poco propenso alla crescita </li></ul><ul><li>USER </li></ul><ul><li>Conoscenza indiretta della tecnologia </li></ul><ul><li>Capacità di marketing </li></ul><ul><li>OPPORTUNIST </li></ul><ul><li>Capacità di marketing/finanziarie </li></ul><ul><li>Propensione al rischio,intuito </li></ul><ul><li>Sfrutta innovazione altrui </li></ul><ul><li>PRODUCER </li></ul><ul><li>Conoscenza applicata della tecnologia </li></ul><ul><li>Visione più completa del business </li></ul>
  31. 31. Dal background al tipo di tecnologia applicata <ul><li>PRODUCER technology enterpreneur : tecnologia </li></ul><ul><li>incrementale,attento all’ economicità </li></ul><ul><li>USER application enterpreneur : tecnologia </li></ul><ul><li>esistente,economia di scala/scopo o di </li></ul><ul><li>nicchia </li></ul><ul><li>RESEARCHER paradigm innovator : tecnologia </li></ul><ul><li>radicale, bassa crescita per paura o scarsa </li></ul><ul><li>accettazione del mercato </li></ul><ul><li>OPPORTUNIST market innovator : nuovi prodotti copiando i </li></ul><ul><li>rivali,anticipatori dei gusti del mercato </li></ul><ul><li>Fonte: Autio (1997) </li></ul>
  32. 32. Opportunità imprenditoriale <ul><li>Def :situazione in cui nuovi prodotti,servizi,materie prime,metodi organizzativi possono essere introdotti e venduti a un prezzo > costo di produzione </li></ul>Process Model Approach E’ un PROCESSO composto da 4 fasi: Pre vision (RICERCA) Point of vision Elaboration Decision to proceed (Long-Mc Mullan 1984) Economic Events Approach E’ una SCOPERTA che dipende da Fattori esterni : imperfezione del mercato,cambiamenti sociali,politici,economici, innovazioni. Fattori interni : alertness, spirito imprenditoriale(Colombatto)
  33. 33. Nuovo quadro concettuale (Ventakataram-Shane) <ul><li>Quando, perché, come si presentano le opportunità? </li></ul><ul><li>Un cambiamento genera un’opportunità </li></ul><ul><li>C’è dispersione delle informazioni </li></ul><ul><li>Quando, perché, come alcuni le sfruttano meglio di altri? </li></ul><ul><li>possesso di informazioni necessarie per identificazione </li></ul><ul><li>proprietà cognitive per valutare le informazioni </li></ul><ul><li>Da cosa dipende la decisione di sfruttare l’opportunità? </li></ul><ul><li>Il valore atteso del profitto è > del costo opportunità? </li></ul><ul><li>caratteristiche del mercato di riferimento (domanda attesa,ciclo di vita della tecnologia,costo del capitale,concentrazione) </li></ul><ul><li>Ci sono le capacità per farcela? </li></ul><ul><li>caratteristiche dell’ individuo ( fattori psicologici, esperienze lavorative) </li></ul><ul><li>Quali conseguenze dal punto di vista economico,psicologico e sociale per gli stakeholder? </li></ul>
  34. 34. Ottimizzazione della ricerca di opportunità (Fiet- Piskounov) <ul><li>Si può influire sulla probabilità che gli individui hanno di diventare imprenditori attraverso una combinazione ottimale tra quantità e specificità delle informazioni? </li></ul><ul><li>INFORMATION CHANNEL (dove trarre ispirazione per una nuova </li></ul><ul><li>impresa. Ad es occupazione,rapporto con amici,hobby,ufficio brevetti) </li></ul><ul><li>CONSIDERATION SET (gruppo di canali informativi promettenti dove avviene la ricerca) </li></ul><ul><li>Aumenta la specificità delle informazioni e la probabilità di individuare un’idea sfruttabile e di qualità </li></ul><ul><li>L’insegnamento dell’imprenditorialità sui banchi di scuola influenza la nascita di nuove imprese </li></ul>
  35. 35. Dove si insegna l’imprenditorialità? Enterpreneurship and family enterprise Leading edge enterpreneurship Management and Enterpreneurship Enterpreneurship and Innovation Program Enterpreneurship and family business
  36. 36. Nuove imprese e nuovi imprenditori “ L’imprenditoria per lo sviluppo di nuove aziende” Brugnoli C. (1990) “ Incubatori, spin-off e nuova imprenditoria” Pontarollo E.(2002)
  37. 37. Ricerche empiriche sull’imprenditore Caratteristiche personali Precedenti esperienze lavorative Processo di spin-off IMPRENDITORE
  38. 38. <ul><li>Famiglia di contadini (10 figli) </li></ul><ul><li>Primi anni ’60: </li></ul><ul><ul><li>Emigrazione in Inghilterra </li></ul></ul><ul><ul><li>Salone di autolavaggio </li></ul></ul><ul><li>Fine anni ’60: </li></ul><ul><ul><li>Prima esperienza nell’abbigliamento per il mercato locale (1967) </li></ul></ul><ul><li>Anni ’70: </li></ul><ul><ul><li>Fabbrica di arredi scolastici </li></ul></ul><ul><ul><li>Prime commesse per jeans </li></ul></ul><ul><li>1982: chiusura definitiva delle altre attività </li></ul><ul><li>1994: creazione marchio “ Meltin’Pot ”… </li></ul>
  39. 39. Caratteristiche personali <ul><li>Bisogni </li></ul><ul><li>Percezione del controllo </li></ul><ul><li>Orientamento al rischio </li></ul><ul><li>Tolleranza per l’ambiguità </li></ul><ul><li>Comportamento di tipo A </li></ul><ul><li>Altre caratteristiche psicologiche </li></ul><ul><li>Formazione scolastica </li></ul><ul><li>Età </li></ul>
  40. 40. Bisogni BISOGNI (McClelland) Need for power Need for affiliation Need for achivement realizzazione autonomia riscatto <ul><li>obiettivi sfidanti </li></ul><ul><li>forte coinvolgimento personale </li></ul><ul><li>forte desiderio di successo </li></ul><ul><li>necessità di feedback continui </li></ul>
  41. 41. Percezione del controllo CONTROLLO INTERNO (Rotter) Capacità di concorrere attivamente alla realizzazione del risultato intervenendo sulle condizioni esterne
  42. 42. Orientamento al rischio <ul><li>VISIONE COMUNE </li></ul><ul><li>Imprenditore </li></ul><ul><li>= </li></ul><ul><li>speculatore </li></ul><ul><li>REALTA’ IMPRENDITORIALE </li></ul><ul><li>(Knight) </li></ul><ul><li>Rischio </li></ul><ul><li>≠ </li></ul><ul><li>incertezza </li></ul>RISCHIO
  43. 43. Tolleranza per l’ambiguità AMBIGUITA’ Situazione di ansietà che spinge ad agire prima di avere tutte le informazioni <ul><li>momenti di cambiamento </li></ul><ul><li>introduzione di innovazioni </li></ul><ul><li>incertezze ambientali </li></ul><ul><li>situazioni complesse e poco strutturate </li></ul>
  44. 44. Comportamento di tipo “A” A-BEHAVIOR Situazione comportamentale ed emotiva caratterizzante una persona in lotta ad ottenere sempre di più in un minor tempo <ul><li>impazienza e irritabilità </li></ul><ul><li>senso di urgenza e continua pressione sui tempi </li></ul><ul><li>ambizione </li></ul><ul><li>iperattività </li></ul><ul><li>forte competitività </li></ul>
  45. 45. Altre caratteristiche psicologiche <ul><li>bisogno di autonomia ed indipendenza </li></ul><ul><li>bisogno di dominanza </li></ul><ul><li>propensione al cambiamento </li></ul><ul><li>livello di energia </li></ul><ul><li>bisogno di sostegno e conformità </li></ul><ul><li>ansietà </li></ul><ul><li>paura della sofferenza e del dolore fisico </li></ul><ul><li>bisogno di affetto e di rapporti interpersonali </li></ul>+ -
  46. 46. Formazione scolastica <ul><li>No correlazione certa fra successo e livello di scolarizzazione </li></ul><ul><li>Maggiore importanza nei settori High-Tech </li></ul><ul><li>Alta variabilità dei livelli di formazione </li></ul><ul><li>Utilità di studi tecnici abbinati a studi di management </li></ul>
  47. 47. Età ETA’ 30 45 Capacità di avviare un’impresa Grado di libertà da altri impegni Livello di interesse necessario
  48. 48. Caratteristiche personali <ul><li>Bisogni </li></ul><ul><li>Percezione del controllo </li></ul><ul><li>Orientamento al rischio </li></ul><ul><li>Tolleranza per l’ambiguità </li></ul><ul><li>Comportamento di tipo A </li></ul><ul><li>Altre caratteristiche psicologiche </li></ul><ul><li>Formazione scolastica </li></ul><ul><li>Età </li></ul>
  49. 49. Precedenti esperienze <ul><li>Tensione ad evitare situazioni indesiderate (STIMOLI NEGATIVI) </li></ul><ul><li>Percezione di desiderabilità e di fattibilità (STIMOLI POSITIVI) </li></ul><ul><li>Conoscenza del settore </li></ul><ul><li>Competenze gestionali e formazione del team </li></ul><ul><li>Scelte di localizzazione </li></ul><ul><li>Durata e numero delle precedenti esperienze </li></ul>
  50. 50. Stimoli negativi INSODDISFAZIONE Tensione al cambiamento Mai più lavoro dipendente!!! <ul><li>Non è necessariamente legata </li></ul><ul><li>alla remunerazione </li></ul><ul><li>Può derivare da fasi di ristrutturazione </li></ul><ul><li>Può derivare dal rifiuto di un progetto tecnico </li></ul>
  51. 51. Stimoli positivi DESIDERABILITA’ Contatto con l’imprenditore  cambiamento scala dei valori FATTIBILITA’ Partecipazione ad attività di successo   percezione possibilità di farcela Importanza della responsabilizzazione del dipendente STIMOLI POSITIVI
  52. 52. Conoscenza del settore CONOSCENZA DEL SETTORE <ul><li>Fonte di business idea </li></ul><ul><li>Know-how </li></ul><ul><li>Network di conoscenze </li></ul>Implicazioni  costi di avvio
  53. 53. Competenze gestionali e team LEARNING BY DOING Capacità direzionale generale Visione globale del business Sensibilizzazione sul ruolo di tutte le funzioni competenze Singolo individuo Più soggetti Architettura imprenditoriale team <ul><li>Supporto psicologico </li></ul><ul><li>> Quantità di lavoro iniziale </li></ul><ul><li>Capacità di gestire collaboratori </li></ul><ul><li>Valutazione strategie (feedback) </li></ul><ul><li>> Quantità di capitale sociale </li></ul>
  54. 54. Scelte di localizzazione SEDE DI ATTIVITA’ Stessa zona in cui ha precedentemente lavorato <ul><li>sfrutta il network di contatti e conoscenze sviluppati a livello locale </li></ul><ul><li>continua le relazioni con l’istituto per cui ha lavorato </li></ul><ul><li>evita le dispersioni di energia legate al proprio trasferimento e a quello della famiglia </li></ul>
  55. 55. Durata e numerosità delle precedenti esperienze DURATA ESPERIENZE NUMERO ESPERIENZE NO! Concreta correlazione !!Eccezione!! Le precedenti esperienze devono essere sufficientemente lunghe per acquisire un certo know-how trasferibile nella nuova attività da intraprendere!
  56. 56. Incubatori e spin-off <ul><li>Creazione di nuove imprese </li></ul>Fattori push (offerta) Fattori pull (domanda) <ul><li>MA : </li></ul><ul><li>Necessario contesto favorevole: </li></ul><ul><li>Famiglia imprenditoriale </li></ul><ul><li>Università e laboratori di ricerca </li></ul><ul><li>Impresa settore in crescita, presenza di nicchie, scarse barriere </li></ul><ul><li> localizzazione in aree ricche di imprese collegate </li></ul><ul><li> dimensione limitata o organizzazione divisionale </li></ul><ul><li> capacità di attrazione di personale qualificato </li></ul>Cooper
  57. 57. Il processo di spin-off <ul><li>SPIN OFF </li></ul>Hot spin off Cold spin off Autoimprenditorialità <ul><li>CAUSE </li></ul><ul><li>Ricerca di economie da specializzazione </li></ul><ul><li>Valorizzazione delle conoscenze accumulate </li></ul><ul><li>Comparazione dei redditi da dipendente e da imprenditore </li></ul>CONFIGURAZIONE Spin off ottimizzante Spin off innovativi Self-employment Genesi di nuove iniziative da parte di dipendenti che lasciano un’organizzazione per fondarne una nuova collegata alla precedente, senza dominanza dell’impresa madre!
  58. 58. Fertilità dell’incubatore <ul><li>FERTILITA’ </li></ul><ul><li>Variabili di struttura: </li></ul><ul><li>concentrazione e differenziazione </li></ul><ul><li>dimensione </li></ul>Variabili tecnologiche, di prodotto e di settore <ul><li>Cultura d'impresa e leadership: </li></ul><ul><li>coesione e responsabilizzazione </li></ul><ul><li>mentalità orientata all'iniziativa </li></ul><ul><li>ambizioni </li></ul>
  59. 59. Il ciclo di vita dell’impresa <ul><li>... L'interesse per l'impresa e per l'imprenditore non può fermarsi alla fase di avvio dell'attività -> le capacità dell'imprenditore devono evolversi </li></ul><ul><li>MA: </li></ul><ul><li>La crescita è un percorso obbligato? </li></ul>Scuola europea (Penrose) Scuola statunitense (Chandler, Galbraith) PROBLEMA: riluttanza a cedere il controllo e ricambio nelle imprese familiari <ul><li>Kroeger </li></ul><ul><li>Avvio: fondatore-inventore </li></ul><ul><li>Sviluppo: pianificatore </li></ul><ul><li>Espansione: realizzatore </li></ul><ul><li>Maturità: amministratore </li></ul><ul><li>Declino: riorganizzatore </li></ul><ul><li>Bruce e Scott </li></ul><ul><li>Avvio </li></ul><ul><li>Sopravvivenza </li></ul><ul><li>Crescita </li></ul><ul><li>Espansione </li></ul><ul><li>Maturità </li></ul>
  60. 60. <ul><li>Nuove prospettive e </li></ul><ul><li>ricambio generazioale … </li></ul>

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