Relazione fusione Borgo del Mortirolo
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Relazione fusione Borgo del Mortirolo Relazione fusione Borgo del Mortirolo Presentation Transcript

  • Provincia di Sondrio PROGETTOPROGETTO DIDI FUSIONEFUSIONE - 1 -
  • La fusione fra comuni rafforza l'amministrazione dei piccoli comuni attraverso la loro totale integrazione ottenendo concreti vantaggi per le comunità locali. Le piccole dimensioni delle amministrazioni infatti attenuano, ma non eliminano la complessità del governo e della gestione organizzativa che sono oggi paragonabili a quelli di amministrazioni comunali di più ampie dimensioni. In particolare sono simili in tutte le amministrazioni alcune situazioni critiche difficili da fronteggiare quali: • la molteplicità e complessità delle funzioni da esercitare; • le aspettative delle comunità locali nei riguardi del miglioramento della qualità dei risultati, dell’efficienza ed economicità della pubblica ammini- strazione; • la tendenza a considerare i comuni come nodo strategico di una rete di istituzioni pubbliche e private che eroga servizi pubblici e servizi di au- torizzazione e controllo; • il progressivo restringimento delle risorse di finanza pubblica disponibili e continue manovre di tipo finanziario. I piccoli comuni sono più vulnerabili di altri alla complessità generata da tali situazioni critiche a causa: • della insufficiente dotazione di personale, rispetto ai diversi servizi da erogare, che non consente di garantire adeguati livelli di aggiornamento, innovazione e miglioramento; • dell'insufficiente forza contrattuale nel negoziare con soggetti terzi condizioni vantaggiose. La fusione fra comuni rappresenta una scelta istituzionale in grado di rispondere a molte delle esigenze dei piccoli comuni e qualifica l’azione amministrativa attraverso la completa e definitiva integrazione della rappresentanza politica dei comuni aderenti, e degli assetti organizzativi, tecnologici e finanziari. - 2 -
  • Il percorso di fusione è in linea con gli indirizzi di finanza locale in merito al contenimento della spesa pubblica e risponde agli obiettivi dell’art. 15 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), orientato al riordino degli enti territoriali, con particolare attenzione alla soluzione della frammentazione dei comuni. L’interesse per le fusioni nasce anche dalla considerazione che è in atto un percorso, per i piccoli comuni, che comporta l’obbligatorietà della gestione associata delle funzioni fondamentali entro il 31/12/2013. A seguito di un complesso iter d’interventi legislativi, statali e regionali, si è definito, da ultimo con l'art. 19 della legge 135/2012 (c.d. Spending review), il seguente assetto normativo per i comuni oggetti del presente studio: • obbligo di gestione associata di tutte le funzioni entro il 31.12.2013; • soglia minima di popolazione da raggiungere con la gestione associata: 3'000 abitanti (trattandosi di Comuni appartenenti a Comunità Montana) o il quadruplo del numero degli abitanti del Comune con minore popolazione che partecipa alla gestione associata; • gestione associata da esercitarsi attraverso le forme della convenzione o dell'Unione dei Comuni (con la doppia possibilità di utilizzare o la forma dell'Unione ex art. 32 TUEL o quella di cui all'art.16, l. 148/2011 e s.m.i.. In Lombardia, in virtù della legge regionale 19/2008, si ritiene possibile assolvere l’obbligo di gestione associata anche attraverso la Comunità Montana). • i tre Comuni con meno di 1000 abitanti perderanno comunque la Giunta a far data dalla loro prossima tornata elettorale. L’obbligatorietà della costituzione di gestioni associate spinge verso le aggregazioni di comuni con livelli differenziati d’integrazione, che affrontano l'obbligo dell’innovazione attraverso la condivisione di risorse. Le funzioni fondamentali che dovranno essere associate riguardano tutta l'attività amministrativa dei Comuni. Tutto questo richiede una totale integrazione degli apparati burocratici tecnico-gestionali e un forte livello di coesione politica. In tale contesto la fusione rappresenta la soluzione più idonea per l'integrazione delle strutture organizzative e dei sistemi di rappresentanza politica. Le fusioni e le gestioni associate rappresentano entrambe un processo d’accentramento nel quale i comuni costituenti ridefiniscono i confini della propria autonomia condividendo risorse e spazi decisionali. In estrema sintesi, le fusioni rappresentano un processo di semplificazione amministrativa che ridefinisce i confini territoriali di più comuni riducendo a unità le strutture organizzative e i sistemi di rappresentanza politica. La fusione, consente di assolvere l’obbligo della costituzione della gestione associata in quanto i cinque comuni coinvolti superano la soglia dei tremila abitanti. Se a ciò si aggiunge la possibilità, per le fusioni, di ottenere incentivazioni certe da parte dell’amministrazione statale e un differimento dall’applicazione del patto di stabilità, lo scenario che induce a una più approfondita considerazione della fusione in questo momento si arricchisce di argomenti solidi. - 3 -
  • RISCHI E OPPORTUNITÀ DELLO SVILUPPO DELLA FUSIONE La fusione fra i comuni di Grosotto, Mazzo di Valtellina, Tovo di Sant'Agata, Vervio e Lovero determina maggiori benefici e riduzione di svantaggi se gli amministratori attivano opportune strategie per la realizzazione del processo associativo. Le problematiche da considerare riguardano le dinamiche politiche e di sviluppo dei sistemi di funzionamento del nuovo comune. Al piano politico appartengono le grandi scelte circa finalità, obiettivi e risorse da impiegare. Al piano organizzativo appartengono le scelte relative ai processi necessari per realizzare gli intendimenti del piano politico. Il piano organizzativo deve perciò seguire quello politico che, a sua volta, non può prescindere da quello organizzativo se vuole veramente tradurre le sue idee in realtà concrete. Queste considerazioni di carattere generale descrivono la situazione in cui si troverà la fusione subito dopo il suo formale avvio. Sarebbe illusorio pensare che i vantaggi che la fusione consente e promette, nonché la riduzione degli svantaggi, possano essere colti immediatamente per il semplice fatto che la fusione è giuridicamente configurata. Infatti è necessario che: • gli organi politici e quelli organizzativi operino in stretta correlazione; • i conseguenti progetti siano avviati e coordinati efficacemente; • si definiscano momenti di verifica e di eventuale rettifica delle scelte politiche e organizzative. Opportunità della fusione. Le principali opportunità che la fusione comporta sono: • opportunità connesse all’aumento della dimensione organizzativa; • opportunità connesse alla nascita di una nuova istituzione; • opportunità connesse all’acquisizione di risorse aggiuntive rispetto alle gestioni singole. Il processo di fusione determina un aumento della dimensione organizzativa, ciò comporta l’eliminazione della duplicazione di tutte le attività della me- desima specie che, prima della fusione, erano affidate alla responsabilità di strutture organizzative di comuni diversi. Ciò consente: • di ridurre gli sforzi e i costi necessari all'aggiornamento professionale; • di ridurre il volume complessivo delle attività che, con una diversa assegnazione di compiti vengono riunite sotto un’unica responsabilità; • ridurre gli investimenti in beni (acquisto di software); • riorganizzazione e ottimizzazione del personale in relazione agli spazi disponibili (strutture e locali) con conseguente riduzione dei costi. - 4 -
  • L’aumento dei volumi di attività da svolgere, con l'aumento del personale gestibile, consente una più razionale divisione del lavoro poiché è possibile: • assegnare al personale compiti maggiormente omogenei, riducendo così la gamma delle mansioni assegnate a un singolo operatore (ciò determina una diminuzione dei tempi di svolgimento delle attività e di apprendimento); • utilizzare strumenti tecnici maggiormente specializzati, e dunque più efficaci ed efficienti. La possibilità di ridurre e rendere omogenei i compiti assegnati agli operatori, uniti a processi di sviluppo delle competenze professionali determina un aumento della qualità dei servizi. La possibilità di aumentare la specializzazione degli operatori non implica l’eliminazione degli attuali sistemi di relazioni con il pubblico che consentono di accogliere, ascoltare e rispondere rapidamente alle richieste dei cittadini. La costruzione di una rete di esperti di supporto alla figura di “prima linea” aumenterà il livello di adeguatezza della risposta amministrativa. Infine l'aumento dimensionale incrementa la probabilità di ridurre la dipendenza esterna e interna da risorse critiche consentendo un maggior livello di attrazione dei fornitori e una diminuzione del grado di dipendenza da singoli operatori, evitando così pericoli d’interruzione nell’erogazione dei servizi nel caso di loro assenza; Le aree di azione e i relativi vantaggi che si offrono al nuovo comune possono essere così distinte: • riduzione dei costi di possesso allo stretto indispensabile, eliminando tutte le duplicazioni e le sovrapposizioni e liberare risorse per offrire nuovi e/o migliori servizi; • acquisizione della disponibilità di risorse per offrire servizi altrimenti impossibili. Nei rapporti istituzionali, una rappresentanza territoriale espressione di un territorio più vasto consente di accrescere la potenziale forza di negoziazione con amministrazioni locali di pari livello e di livello più elevato. E' importante la possibilità, da parte dei Comuni che intendono intraprendere un percorso di fusione avere la certezza di poter contare su una quantità programmabile e definita di risorse aggiuntive per la fase di startup. E' altrettanto importante che tali risorse aggiuntive possano essere impiegate con flessibilità e in autonomia rispetto alle concrete esigenze di ciascu- na esperienza, anche per quelle attività che sono connaturate alla fase di costruzione di un nuovo ente che debba nascere dalla ristrutturazione di enti preesistenti. Le incentivazioni si distinguono in dirette e indirette. Le incentivazioni dirette riguardano l’acquisizione di risorse specificatamente erogate in relazione alla costituzione del nuovo comune mediante fusione. Quelle indirette derivano dalla possibilità di concorrere con posizione di privilegio all’acquisizione di risorse nei casi in cui esse sono rese disponibili per una platea di amministrazioni nella quale sono presenti anche comuni non costituiti mediante fusione. Un importante rilievo nel corso degli ultimi anni, per quanto riguarda le incentivazioni dirette, è stato dato ai contributi statali e regionali alle fusioni, in ra- gione della forza incentivante di tale disciplina. - 5 -
  • Per quel che riguarda i contributi statali, la fonte della previsione contributiva deriva dall’art. 6 del D.M. 318/2000 nel testo di cui al D.M. 289/2004 e da ultimo ribadito con il Decreto 10 ottobre 2012 pubblicato sulla G.U. n. 242 del 16 ottobre 2012. Quest’ultima disposizione tiene conto in particolare della previsione dell’articolo 20, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, il quale prescrive che a partire dalle fusioni realizzate nel 2012, il contributo straordinario ai comuni che danno luogo alla fusione, è commisurato al venti per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010, nel limite degli stanziamenti finanziari previsti. Tale contributo viene quindi previsto per dieci anni, con un limite tuttavia, rappresentato, dagli “stanziamenti finanziari previsti”. Tabella 1.1 – Incentivazioni statali - 6 - Comune Trasferimenti Contributo per 2010 Fusione 10 anni Grosotto € 516.315,00 € 103.263,00 € 1.032.630,00 Mazzo di Valtellina € 308.201,70 € 61.640,34 € 616.403,40 Tovo di Sant'Agata € 198.494,38 € 39.698,88 € 396.988,76 Vervio € 128.095,25 € 25.619,05 € 256.190,50 Lovero € 422.434,38 € 84.486,88 € 844.868,76 TOTALE € 1.573.540,71 € 314.708,14 € 3.147.081,42
  • Per quel che riguarda i contributi regionali sono definiti in sede di legge regionale d’istituzione del nuovo comune, è in tale sede che va verificata la disponibilità di bilancio della Regione e presentato un adeguato documento progettuale, che consenta di definire i contributi alla fusione. Nella disciplina regionale si dispone: L’art. 18 comma 15 L. 19/08, prevede che “Le unioni di comuni e i comuni nati da fusioni continuano ad usufruire di tutti gli eventuali vantaggi, in termini di accesso ad incentivi, semplificazioni, agevolazioni, finanziamenti, di cui godono, per le loro piccole dimensioni, i comuni che le costituiscono, per il tempo e secondo le modalità stabilite con il regolamento di cui all'.............................” Altra disposizione è prevista dall’art. 20 c. 4 L Reg. 19/08, e prevede che “ Nei bandi regionali che prevedono la concessione di risorse a favore di comuni sono stabilite misure premiali per i comuni istituiti a seguito della fusione di due o più comuni contigui secondo le procedure previste dalla …........................... (Testo unico delle leggi regionali in materia di circoscrizioni comunali e provinciali).” Disposizione questa di carattere generale, e dimostra un particolare favore del legislatore regionale per il tema. Si ritiene pertanto, a titolo di ulteriore bonus pro fusione, di inserire nel provvedimento di istituzione del nuovo comune le disposizioni che prescrivino il mantenimento della rappresentatività originaria degli enti costituendi nei consorzi e enti di secondo livello dipendenti per re- golamantazione normativa dalla Regione (BIM, Comunità Montana), nel senso che il nuovo comune abbia rappresentatività pari alla sommatoria di quelle dei comuni che lo hanno costituito fondendosi. In relazione alle forme indirette d’incentivazione, vi è da aggiungere che, ai sensi dell'art. 31 l. 183/2011, comma 23, “Gli enti locali istituiti a decorrere dall'anno 2009 sono soggetti alle regole del patto di stabilità interno dal terzo anno successivo a quello della loro istituzione assumendo, quale base di calcolo su cui applicare le regole, le risultanze dell'anno successivo all'istituzione medesima.” Ciò significa che, per i Comuni che dovessero nascere da fusione nel 2014, le regole del Patto si applicano dal 2017, assumendo come riferimento per la determinazione dell'obiettivo di Patto le spese correnti dell'anno 2015. - 7 -
  • Rischi della fusione. I principali rischi che la fusione e comporta sono: • problemi di relazioni tra le comunità costituenti il nuovo soggetto istituzionale; • problemi di aspettative create dalla fusione. Essendo le risorse disponibili agli amministratori del nuovo comune formalmente indifferenziate, la percezione di spostamenti di risorse tradizionalmente utilizzate per iniziative di un territorio per avvantaggiarne un altro può determinare criticità da gestire. L’estensione di servizi ad aree territoriali e a destinatari prima non serviti comporta un sicuro aumento dei costi che deve essere affrontato con attenzione, rimarcando il tema della solidarietà e considerando la situazione come elemento dell’opportunità della fusione. Un ulteriore elemento di criticità si origina dalla necessità di omogeneizzare il contenuto dei servizi e i criteri di accesso, in modo da garantire parità a tutti i membri della nuova comunità locale. - 8 -
  • Dimensioni territoriali della fusione Ogni percorso di fusione si determina in corrispondenza di contesti sociali, economici e territoriali che rappresentano lo scenario che condiziona le scelte di forte integrazione delle amministrazioni comunali. PROFILI DEMOGRAFICI E TERRITORIALI La caratterizzazione demografica e territoriale dei comuni che hanno intrapreso il percorso di fusione è illustrata nella tabella 2.1 e nella figura 2.1. - 9 -
  • Tabella 2.1 - Popolazione residente ed estensione territoriale Figura 2.1 Popolazione residente Estensione territoriale - 10 - Comune Superficie Popolazione (kmq) % N. % Grosotto 53,05 50,32% 1.613 38,78% 30,40 Lovero 13,37 12,68% 669 16,09% 50,00 Mazzo di Valtellina 15,43 14,64% 1.040 25,01% 67,40 Tovo di Sant'Agata 11,02 10,45% 627 15,08% 56,90 Vervio 12,55 11,90% 210 5,05% 16,70 NUOVO COMUNE 105,42 100,00% 4.159 100,00% 39,45 Densità Demografica (ab/kmq)
  • Tabella 2.2 - Popolazione residente nella Comunità Montana ante fusione - 11 - Superficie Popolazione (kmq) % N. % 1 – Aprica 20,49 4,53% 1.589 5,51% 77,60 1 – Bianzone 17,25 3,82% 1.272 4,41% 73,70 1 – Grosio 126,93 28,08% 4.609 15,99% 36,30 1 – Grosotto 53,05 11,74% 1.613 5,59% 30,40 1 – Lovero 13,37 2,96% 669 2,32% 50,00 1 – Mazzo di Valtellina 15,43 3,41% 1.040 3,61% 67,40 1 – Sernio 9,58 2,12% 499 1,73% 52,10 1 – Teglio 115,23 25,50% 4.656 16,15% 40,40 1 – Tirano 32,47 7,18% 9.093 31,54% 280,00 1 – Tovo di Sant'Agata 11,02 2,44% 627 2,17% 56,90 1 – Vervio 12,55 2,78% 210 0,73% 16,70 1 – Villa di Tirano 24,6 5,44% 2.954 10,25% 120,10 12 – COMUNITA' MONTANA 451,97 100,00% 28.831 100,00% 63,80 COMPOSIZIONE COMUNITA' MONTANA Densità Demografica (ab/kmq)
  • Tabella 2.3 - Popolazione residente nella Comunità Montana post fusione - 12 - Superficie Popolazione (kmq) % N. % 1 – Aprica 20,49 4,53% 1.589 5,51% 77,60 1 – Bianzone 17,25 3,82% 1.272 4,41% 73,70 1 – Grosio 126,93 28,08% 4.609 15,99% 36,30 1 – Sernio 9,58 2,12% 499 1,73% 52,10 1 – Teglio 115,23 25,50% 4.656 16,15% 40,40 1 – Tirano 32,47 7,18% 9.093 31,54% 280,00 1 – Villa di Tirano 24,6 5,44% 2.954 10,25% 120,10 5 – NUOVO COMUNE 105,42 23,32% 4.159 14,43% 39,45 12 – COMUNITA' MONTANA 451,97 100,00% 28.831 100,00% 63,80 COMPOSIZIONE NUOVA COMUNITA' MONTANA Densità Demografica (ab/kmq)
  • Figura 2.2 Figura 2.3 - 13 -
  • PROFILO TERRITORIALE I comuni oggetto di studio si trovano nella media Valtellina a confine con la Svizzera, sono contermini e fanno tutti parte della Comunità Montana Valtellina di Tirano. Figura 2.2 - Inquadramento territoriale REGIONE LOMBARDIA - 14 -
  • PROVINCIA DI SONDRIO - 15 -
  • COMUNITA' MONTANA VALTELLINA DI TIRANO I cinque comuni hanno caratteristiche morfologiche analoghe: i centri abitati sono situati nel fondovalle, hanno frazioni per lo più a mezzacosta e la maggior parte del territorio è costituito da vaste aree boscate e pascoli. - 16 -
  • Quadro attuale e temi del cambiamento Il nuovo soggetto amministrativo che si crea al termine del percorso di fusione presenta rilevanti novità dal punto di vista dei sistemi di funziona- mento connessi all’erogazione di servizi e dei sistemi di rappresentanza rispetto alle unità amministrative di partenza. L’analisi dei servizi erogati dai comuni coinvolti nel percorso di fusione non evidenzia sostanziali differenze. Tabella 3.1 - Servizi erogati dai Comuni - 17 - Grosotto Mazzo Tovo Vervio Lovero I Funzioni generali di amministrazione e di gestione X X X X X II Funzioni relative alla giustizia III Funzioni di polizia locale X X IV Funzioni di istruzione pubblica X X X X X V Funzioni relative alla cultura ed ai beni culturali X X X X X VI Funzioni nel settore sportivo e ricreativo X X X VII Funzioni nel campo turistico X X X X X VIII Funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti X X X X X IX Funzioni di gestione del territorio e dell'ambiente X X X X X X Funzioni nel settore sociale X X X X X XI Funzioni nel campo dello sviluppo economico X X X XII Funzioni relative a servizi produttivi X X X X X
  • I servizi compresi nella funzione generale di amministrazione sono numericamente equivalenti nei cinque comuni. Una differenziazione significativa si presenta dei servizi sociali dove il comune di Grosotto eroga più servizi. Si noti anche che la funzione polizia locale vede una analoga prevalenza da parte di Grosotto. La nascita del nuovo comune determinerà necessariamente un allargamento ai cittadini residenti nei comuni di Mazzo di Valtellina, Tovo di Sant'Agata, Vervio e Lovero della possibilità di fruire dei servizi già offerti ai cittadini di Grosotto. Tabella 3.2 – Organigrammi L’analisi delle dotazioni organiche nei cinque comuni evidenzia come i comuni di Tovo di Sant'Agata, Vervio e Lovero non dispongano di professionalità di livello più elevato possibile. Il comune di Grosotto presenta, invece, una dotazione organica più complessa avendo parte delle risorse allocate alla casa di riposo. - 18 - A B C D 0 13 7 4 24 0 2 3 1 6 0 1 2 0 3 0 1 1 0 2 0 2 3 0 5 0 19 16 5 40 Totale Grosotto Mazzo di Valtellina Tovo di Sant'Agata Vervio Lovero Totale
  • Tabella 3.3 – Partecipazione a società e aziende nelle quale sono presenti gli enti coinvolti nel percorso di fusione - 19 - Denominazione società Quote di Partecipazione Grosotto Mazzo Vervio Lovero 0,54% 0,32% 0,11% 0,200% 0,22% 1,39% AEVV SPA 0,62% 0,20% 0,20% 0,13% 0,24% 1,39% STPS SPA 0,32% 0,19% 0,05% 0,10% 0,13% 0,79% Lovero & Uniti SPA 11,80% 7,60% 0,02% 4,10% 4,70% 28,22% C onsorzio Turistico Media Valtellina 4,92% 2,00% 1,00% 2,00% 2,00% 11,92% BIM 1,45% 0,73% 0,73% 0,72% 0,72% 4,35% 1,49% 2,05% NO 0,38% 0,38% 4,30% C onsorzio incisioni rupestri di Grosio 25% NO NO NO NO 25% Ufficio di Piano SI SI SI SI SI SI Ufficio d'Ambito SI SI SI SI SI SI Tovo NUOVO COMUNE SEC AM S.p.A. C onsorzio Interprovinciale Trivigno-Mortirolo
  • Tabella 3.4 – Dati finanziari Comune di Grosotto - 20 - Grosotto 2008 2009 2010 Spesa media corrente pro-capite € 1.888,05 1992,74 2047,86 Incidenza spese personale nette 31,49% 29,97% 27,22% Capacità di riscossione 82,26% 78,35% 80,07% Indice consistenza residui attivi 57,09% 63,08% 75,62% Indice consistenza residui passivi 78,44% 75,94% 78,08% Indebitamento (mutui) su entrate correnti 82,55% 87,07% 91,80% Indebitamento totale su entrate correnti 102,06% 110,71% 115,03% Indebitamento totale pro-capite € 2.310,12 € 2.888,32 € 2.761,31 Avanzo di amministrazione € 223.956,39 € 473.617,65 € 296.400,64 Struttura personale (n. dipendenti) 29 27 25
  • Tabella 3.5 – Dati finanziari Comune di Mazzo di Valtellina - 21 - Mazzo di Valtellina 2008 2009 2010 Spesa media corrente pro-capite € 655,09 673,29 715,93 Incidenza spese personale nette 32,99% 32,54% 29,53% Capacità di riscossione 67,37% 72,77% 87,81% Indice consistenza residui attivi 115,91% 105,70% 88,42% Indice consistenza residui passivi 147,20% 118,89% 105,71% Indebitamento (mutui) su entrate correnti 84,63% 86,63% 133,25% Indebitamento totale su entrate correnti 106,68% 108,18% 166,84% Indebitamento totale pro-capite € 797,65 € 843,52 € 1.258,59 Avanzo di amministrazione € 140.915,91 € 106.947,25 € 96.521,27 Struttura personale (n. dipendenti) 6 6 6
  • Tabella 3.6 – Dati finanziari Comune di Tovo di Sant'Agata - 22 - Tovo di Sant'Agata 2008 2009 2010 Spesa media corrente pro-capite € 678,42 € 690,70 € 764,54 Incidenza spese personale nette 33,75% 26,65% 29,07% Capacità di riscossione 56,07% 64,11% 67,00% Indice consistenza residui attivi 206,40% 296,43% 40,70% Indice consistenza residui passivi 270,79% 359,00% 139,61% Indebitamento (mutui) su entrate correnti 140,97% 109,83% 109,00% Indebitamento totale su entrate correnti 228,00% 155,30% 153,36% Indebitamento totale pro-capite € 1.478,72 € 1.211,16 € 1.122,62 Avanzo di amministrazione € 54.172,98 € 103.859,25 € 334.858,19 Struttura personale (n. dipendenti) 3 3 3
  • Tabella 3.7 – Dati finanziari Comune di Vervio - 23 - Vervio 2008 2009 2010 Spesa media corrente pro-capite € 1.201,95 € 1.216,82 € 1.347,69 Incidenza spese personale nette 40,23% 39,43% 42,76% Capacità di riscossione 65,20% 66,20% 72,20% Indice consistenza residui attivi 124,00% 127,00% 134,00% Indice consistenza residui passivi 142,00% 128,00% 162,00% Indebitamento (mutui) su entrate correnti 97,00% 85,32% 74,12% Indebitamento totale su entrate correnti 129,63% 117,01% 116,05% Indebitamento totale pro-capite € 1.833,28 € 1.772,78 € 1.898,26 Avanzo di amministrazione € 88.211,91 € 37.181,66 € 71.528,40 Struttura personale (n. dipendenti) 3 3 3
  • Tabella 3.8 – Dati finanziari Comune di Lovero - 24 - Lovero 2008 2009 2010 Spesa media corrente pro-capite € 773,84 808,03 791,41 Incidenza spese personale nette 33,57% 29,64% 30,54% Capacità di riscossione 38,24% 62,54% 59,86% Indice consistenza residui attivi 85,62% 121,71% 116,23% Indice consistenza residui passivi 106,67% 193,75% 148,09% Indebitamento (mutui) su entrate correnti 115,84% 128,68% 148,42% Indebitamento totale su entrate correnti 115,84% 128,68% 169,09% Indebitamento totale pro-capite € 1.960,78 € 1.901,78 € 2.508,88 Avanzo di amministrazione € 334.625,07 € 436.850,77 € 253.727,38 Struttura personale (n. dipendenti) 5 5 5
  • TEMI E SCELTE DI CAMBIAMENTO DETERMINATI DALLA FUSIONE Temi del cambiamento: • Rapporti convenzionali in essere e partecipazioni societarie in enti e fondazioni, aziende consorzi. • Organizzazione dell’ente: definizione macrostruttura • Acquisizione delle risorse umane al nuovo ente • Attivita ausiliarie • Assegnazione dei ruoli e delle risorse • Vincoli spesa pubblica in tema di personale verifica operatività • Contrattazione decentrata – produttivita’ • Attività’ regolamentare e procedimenti amministrativi in itinere • Appalti in essere - armonizzazione • Indebitamento degli enti • Gestione del patrimonio • Gestione dei residui • Investimenti in corso • Patto di stabilità • Vincoli di spesa • Controllo di gestione • Tariffe – imposte e aliquote • Riorganizzazione del sistema informativo - 25 -
  • LA FUSIONE E I SISTEMI DI RAPPRESENTANZA E PARTECIPAZIONE Ordinamento istituzionale Quadro attuale Il Comune nascente dalla fusione avrà complessivamente 4159 abitanti. Ai sensi dell'art. 16, comma 17, lett. b), legge 148/2011, che si applicherà ai cinque Comuni in occasioni della prossima scadenza amministrativa, “per i comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 5.000 abitanti, il consiglio comunale e' composto, oltre che dal sindaco, da sette consiglieri ed il numero massimo degli assessori è stabilito in tre”. Nel caso i Comuni non procedessero alla fusione, alla prossima tornata elettorale i loro organi sarebbero così composti: Nel caso di fusione il nuovo comune: - 26 - SINDACO ASSESSORI CONSIGLIERI Grosotto 1 2 6 Mazzo di Valtellina 1 2 6 Tovo di Sant'Agata 1 0 6 Vervio 1 0 6 Lovero 1 0 6 5 4 30Totale SINDACO ASSESSORI CONSIGLIERI NUOVO COMUNE 1 3 7
  • Uno dei temi ricorrenti quando si affronta una ipotesi di fusione, soprattutto nelle situazioni nelle quali vi sono forti disparità di dimensione demografica tra i Comuni che la realizzano, come nel nostro caso, è quello delle garanzie di non cancellazione, per i Comuni più piccoli, non solo dei servizi e della loro acces- sibilità ai propri cittadini, ma anche della rappresentanza politica e degli interessi territoriali e di comunità dentro il nuovo e più grande Comune. Oggi, dopo le innovazioni normative che porteranno comunque, dalla prossima tornata elettorale, ad un forte ridimensionamento degli organi comunali, al tema di come garantire la rappresentanza dei comuni originari nel caso di fusione si accompagna anche quello di come consentire comunque nei Comuni una adeguata partecipazione al governo amministrativo della comunità. Da questo punto di vista la normativa vigente prevede indirizzi e consente di operare mediante l’autonomia statutaria per costruire soluzioni equilibrate tra le esigenze di rappresentanza dei territori dei Comuni originari, riduzione dei costi degli organi, e unitarietà e funzionalità del nuovo Comune. L'architettura degli organi e della partecipazione nel Comune nato dalla fusione può comunque essere configurata in modo tale da non determinare una contrazione delle opportunità di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini delle diverse comunità che si aggregano. Lo strumento principale, in tal senso, è costituito dalla possibilità di costituzione dei Municipi, prevista dall'art. 16 del Tuel: “lo statuto comunale può prevedere l'istituzione di municipi nei territori delle comunità di origine o di alcune di esse”. Il successivo comma 2 dello stesso art. 16 precisa che “Lo statuto e il regolamento disciplinano l'organizzazione e le funzioni dei municipi, potendo prevedere anche organi eletti a suffragio universale diretto. Si applicano agli amministratori dei municipi le norme previste per gli amministratori dei co- muni con pari popolazione”. Art. 15, comma 2, Tuel: “La legge regionale che istituisce nuovi comuni, mediante fusione di due o più comuni contigui, prevede che alle comunità di origine o ad alcune di esse siano assicurate adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi.” In genere gli organi dei Municipi, ove istituiti, sono costituiti da un ProSindaco e da un certo numero di Consultori (sorta di consiglieri municipali). ProSindaco e Consultori sono organi quindi non obbligatori, con funzioni eminentemente consultive nei confronti degli organi del nuovo Comune e di rap- presentanza e attività partecipativa nella cura degli interessi della originaria comunità comunale di appartenenza. Peso e ruolo di tali organi (una volta che se ne sia decisa la opportunità di costituzione) può essere evidentemente graduato, in relazione alle diverse con- crete realtà, con riferimento ad alcune variabili da definirsi statutariamente e attraverso l'attività regolamentare. In relazione alla fusione dei comuni di Grosotto, Mazzo di Valtellina, Tovo di sant'Agata, Vervio e Lovero, per valorizzare i caratteri civici, tipici della popolazione e del territorio locale, si può ipotizzare la creazione di Municipi dove sia prevista la nomina di ProSindaci, per ciascuno dei comuni coinvolti nella fusione, cui sia consentita la partecipazione di diritto senza voto, indistintamente a tutte le sedute degli organi collegiali del nuovo comune. La nomina del ProSindaco è effettuata dal Sindaco eletto. Oltre all'architettura istituzionale degli organi necessari del Comune lo Statuto e i regolamenti potranno naturalmente accompagnare la formazione del nuovo comune anche con la previsione di un adeguato sistema d strumenti di democrazia diretta e partecipata. - 27 -
  • Fasi di sviluppo del percorso di fusione Le fasi del percorso di fusione Azioni preliminari 1. Nascita idea - definizione fattibilità - consultazioni e discussioni 2. Approvazione da parte dei Consigli comunali della richiesta alla Regione 3. Intervento Giunta Regionale 4. Confronti referendari 5. Referendum Costituzione del nuovo comune e consultazione elettorale 1. Legge regionale d'istituzione del nuovo comune 2. Atti conseguenti alla costituzione 3. Elezioni 4. Insediamento organi 5. Avvio delle attività del nuovo comune 6. Adempimenti amministrativi 7. Approvazione Statuto 8. Programmazione economico finanziaria 9. Approvazione Regolamenti 10. Progettualità esecutiva 11. Implementazione - 28 -