WWF Italia : Obiettivo 2050
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27/9/2012 - Presentato oggi alla presenza del Ministro Clini, il nuovo dossier WWF “Obiettivo 2050" Per una roadmap energetica al 2050: rinnovabili, efficienza, decarbonizzazione. “La Roadmap 2050 ...

27/9/2012 - Presentato oggi alla presenza del Ministro Clini, il nuovo dossier WWF “Obiettivo 2050" Per una roadmap energetica al 2050: rinnovabili, efficienza, decarbonizzazione. “La Roadmap 2050 nasce dalla consapevolezza che la crisi climatica rischia di travolgere il Pianeta come lo conosciamo – ha detto Stefano Leoni, presidente del WWF Italia http://bit.ly/Qq6HaX

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    WWF Italia : Obiettivo 2050 WWF Italia : Obiettivo 2050 Document Transcript

    • OBIETTIVO2050Per una roadmap energetica al 2050Rinnovabili, efficienza, decarbonizzazioneUn rapporto REF-E per WWF Italia © Flickr CC
    • Il Rapporto è stato realizzato da Giulia Ardito, Donatella Bobbio, Matteo Leonardi.Editing e grafici a cura di Dalia ImperatoriSupervisione per il WWF Italia: Mariagrazia MidullaEdizione: Settembre 2012
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaIndiceGarantire e guardare al futuro per agire nel presente a cura del WWF Italia (Leoni, Paolella)…....…...3Introduzione ................................................................................................................................... 6Executive Summary ......................................................................................................................... 8 1.1 La Roadmap 2050 ................................................................................................................ 211.Gli scenari di lungo periodo per rinnovabili ed emissioni di CO2 ................................................... 21 1.1.1 Il settore energetico ..................................................................................................... 22 1.1.2 Il settore trasporti ........................................................................................................ 23 1.1.3 Residenziale e servizi .................................................................................................... 24 1.1.4 Industria ..................................................................................................................... 24 1.1.5 Agricoltura .................................................................................................................. 25 1.3.1 Germania: gli obiettivi del governo ............................................................................... 28 1.3.2 Germania elettricità completamente rinnovabile al 2050 ................................................ 29 1.3.3 Regno Unito obiettivi e gli ultimi sviluppi normativi ........................................................ 30 1.4 Il pacchetto clima-energia e gli obiettivi al 2020 ..................................................................... 33 1.4.1 Sistema di scambio di quote di emissione (EU ETS): la Direttiva 2009/29/CE ..................... 33 1.4.2 La ripartizione degli sforzi di riduzione delle emissioni tra gli Stati membri: la Decisione 2009/406/CE ....................................................................................................................... 34 2 1.4.3 Cattura e stoccaggio di CO : la Direttiva 2009/31/CE ...................................................... 35 1.4.4 Gli obiettivi nazionali obbligatori sullo sviluppo delle rinnovabili: la Direttiva 2009/28/CE . 36 1.4.5 Riduzione delle emissioni delle autovetture: Regolamento 403/2009 ............................... 38 1.4.6 Riduzione dei gas a effetto serra nel ciclo di vita dei combustibili: Direttiva 2009/30/CE .... 38 Box 1. I progressi dell’UE nella riduzione delle emissioni nell’abito degli obiettivi di Kyoto ............... 39 1.5 L’efficienza energetica ......................................................................................................... 40 1.5.1 L’efficienza degli usi finali dell’energia ........................................................................... 41 1.5.2 La nuova proposta di direttiva sull’efficienza energetica ................................................. 42 1.5.3 Gli emendamenti ITRE .................................................................................................. 43 2.1 La domanda energetica finale ............................................................................................... 452.Gli scenari 2030 e 2050 ............................................................................................................... 45 Box 2. Efficienza energetica e crisi .............................................................................................. 48 2.1 La domanda elettrica ........................................................................................................... 50 2.1.1 I profili di prelievo ........................................................................................................ 51 1
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia 2.2 La produzione di elettricità ................................................................................................... 53 2.2.1 L’autoproduzione ......................................................................................................... 58 2.2.2 Il profilo di produzione giornaliero................................................................................. 60 2.3 I costi.................................................................................................................................. 63 2.4 Emissioni di CO2 .................................................................................................................. 66 3.1 Un piano energetico di lungo periodo ................................................................................... 683.Policy ......................................................................................................................................... 68 3.2 Una governance funzionale agli obiettivi ............................................................................... 70 3.3 Una fiscalità coerente con gli obiettivi ................................................................................... 71 3.4 Una via intelligente e coraggiosa per lefficienza energetica .................................................... 73 3.5 Dagli incentivi al sistema rinnovabile ..................................................................................... 75 2
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia Garantire e guardare al futuro per agire nel presenteCon il rapporto “Obiettivo 2050 per una roadmap energetica al 2050, rinnovabili, efficienza,decarbonizzazione” commissionato al REF-E, il WWF Italia vuole offrire un contributo eproposte concrete per avviare finalmente il nostro Paese nel contesto del dibattito europeo edinternazionale sugli scenari energetici al 2050.Nel 2010 il WWF internazionale ha affidato a Ecofys lo studio “The energy report: 100%renewable energy by 2050” che ha dimostrato come per la metà del secolo tutta la domandaenergetica mondiale, compresa quella di coloro che oggi non hanno accesso all’energia, possaessere coperta dalle fonti rinnovabili oggi esistenti; studi analoghi sono stati effettuati su singoliPaesi, non solo dal WWF, ma anche da Governi e prestigiosi istituti di ricerca come McKinsey;l’Imperial College di Londra; Oxford Economics e ECF1. Anche a livello di Unione Europea laCommissione ha presentato numerose proposte, dalla “RoadMap verso una low-carboneconomy nel 2050” 2 alla “Energy Roadmap 2050”3.Tuttavia in Italia l’eco di questo fiorire di proposte e di politiche è stato molto scarso, specie alivello politico: la strategia energetica nazionale, più volte promessa e addirittura prevista inleggi e decreti, non è stata ancora messa a punto; nonostante la recente presentazione daparte del ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini, dellaproposta di delibera CIPE “Una roadmap per la decarbonizzazione” relativa agli impegni al2020, è ancora fuori dall’orizzonte politico la necessità di una strategia a lungo termine chesegni delle tappe, coniugando gli impegni già assunti in sede europea per ridurre le emissionidi gas serra e affrontare i cambiamenti climatici e le strategie di lungo periodo.Lo studio commissionato dal WWF vuole dunque offrire un contributo per superare questafase di stallo e aiutare i decisori politici, tracciando uno scenario energetico al 2050compatibile con gli obiettivi di policy indicati dallUnione Europea. Del resto, il Governoitaliano, di qualsiasi segno sia, non può prescindere dalla fondata convinzione da parte di Statie settori qualificati della società che le prospettive di uscita dalla crisi economica e di sviluppofuturo deve proprio nascere e crescere nel contesto dello sviluppo sostenibile, a partire dalladecarbonizzazione del settore energetico, nonché dalla manifesta volontà del corpo elettoraleche ha nuovamente confermato il rifiuto del nucleare.Non abbiamo trovato da parte delle maggiori imprese energetiche nazionali, che pure sonoimportanti multinazionali, un pari sforzo ad offrire soluzioni.Il lavoro presentato da REF-E illustra come il settore elettrico può da solo annullare al 2050 leproprie emissioni climalteranti pur fornendo quasi la metà del fabbisogno energetico del1 http://www.roadmap2050.eu/2 http://ec.europa.eu/clima/policies/roadmap/index_en.htm3 http://ec.europa.eu/energy/energy2020/roadmap/index_en.htm 3
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italianostro Paese. Questo grazie a tre pilastri: 1) lefficienza energetica negli usi finali; 2) iltrasferimento di parte della domanda energetica sui consumi elettrici; 3) il pienosoddisfacimento della domanda elettrica attraverso il ricorso alle fonti rinnovabili.Lo studio sottolinea come non sia la variabile tecnologica né quella economica a rappresentarela maggiore difficoltà, bensì quella relativa alle politiche.Le politiche attuate in Italia su energia e cambiamenti climatici sono state assolutamentediscontinue e piena di contraddizioni. Dal proseguimento e completamento del processoautorizzativo per nuove centrali a carbone, alla perseveranza nellopzione nucleare, alladiscontinuità delle incentivazioni per le energie rinnovabili, alle ipotesi di incentivazione dellerinnovabili termiche e del conto energia, preannunciate a poi ritirate, al pasticcio delledetrazioni fiscali per le ristrutturazioni portate al 50% ma che di fatto assorbono e cancellano ilbonus per lefficienza energetica. E la lista potrebbe essere infinita.Manca una visione del sistema energetico nazionale di lungo periodo. Le infrastrutture e gliinvestimenti in opere pubbliche sono condizionati da politiche del momento e di cortorespiro, con incentivi visti più come favori che come effettiva leva di politiche energetiche eindustriali. Eppure il rinnovamento del settore elettrico basato su un paradigma disostenibilità potrebbe rappresentare unopportunità per leconomia europea, in termini dioccupazione, di sicurezza energetica e degli approvvigionamenti ed in termini di sviluppodellimpresa europea.Ma per fare questo, come il rapporto in più passaggi sottolinea, è indispensabile una chiarezzadi indirizzo di policy ed un coinvolgimento di tutti gli attori, non solo le grandi impreseenergetiche, ma anche le amministrazioni pubbliche e non ultimi dei cittadini.Vorremmo sottolineare due degli spunti contenuti nello studio, forse minori ma moltosignificativi, riferiti proprio a questi due ambiti. • le difficoltà oggi interposte dalla regolazione nel promuovere lautoproduzione in piccole reti dutenza. Ci sembra che, di fronte allevidenza dei cambiamenti climatici ed alla difficoltà dellimpresa tradizionale a trovare soluzioni, sia opportuno garantire al massimo il diritto dei cittadini a ricorrere alle fonti rinnovabili in sistemi decentrati. I cittadini con la loro responsabilità ed il loro apporto economico rappresentano un volano alla diffusione delle fonti rinnovabili: ci sembra opportuno allargare le possibilità ad offrire nuove soluzioni (ad esempio reti rinnovabili di dimensione condominiale), anziché restringerle. • Lamministrazione pubblica emerge come un tassello fondamentale per lefficienza energetica (e per il cambiamento di paradigma in generale). Investire in efficienza non significa indebitare un Comune o unamministrazione pubblica, ma al contrario renderla economicamente più stabile. Non ha senso che oggi gli investimenti in efficienza energetica, anche nella forma di contratti di leasing con Esco4, siano4 Le Energy Service Company (ESCO) sono società che effettuano interventi per migliorare lefficienza energetica,assumendo su di sé il rischio delliniziativa e liberando il cliente dagli oneri organizzativi e di investimento. 4
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia equiparati allindebitamento e ricadano nei vincoli di bilancio del patto di stabilità, mentre le bollette energetiche siano pagate a piè di lista come spese correnti.Lo studio ci fornisce una prima indicazione per un percorso chiaro, che si sviluppa in pochetappe di definizione dello scenario, in alcuni passaggi inevitabili di riforma e in priorità perisistemi elettrici. Un percorso in cui le rinnovabili non rappresentano “un problema”, bensì ilcontesto entro cui si dovrà operare.Non è stato un lavoro facile per il WWF: lo scenario presentato non è dimpatto neutro per lanostra associazione. Assumere che i consumi elettrici siano del 30% superiori al 2050 di quantosono oggi e che la generazione da fonti rinnovabili aumenti da circa 80 a oltre 400TWh, non èun passaggio facile, perché ogni scelta ha comunque un impatto, che va minimizzato.E’ ovvio che ci fondiamo sull’esigenza ormai ineludibile che le istituzioni, in primis le Regioni,garantiscano quello che finora è del tutto mancato, la programmazione del territorio. Cosìcome i nostri 300 mila soci e le nostre sezioni regionali e locali hanno dovuto fare i conti conquesti scenari, ci auguriamo che chi ancora sostiene la necessità di costruire centralitermoelettriche a carbone, chi ancora sostiene di perseverare con benzina e diesel peralimentare le automobili, chi continua ad anteporre i problemi, anziché cercare le soluzioni,faccia i conti con il futuro e con i propri pregiudizi nei confronti delle fonti rinnovabili. Oggi sipuò discutere della necessità di una transizione, a patto che l’obiettivo sia chiaro e il percorsoper raggiungerlo coerente e trasparente.Infine ci sembra opportuno condividere una riflessione, che molto avvicina la questioneambientale e quella dei cambiamenti climatici allo scenario economico e sociale dellEuropa diquesto ultimo periodo. Far pagare il conto al prossimo in un indefinito futuro, è un trucco chefunziona fino a quando non si scopre di essere “il prossimo” e che il futuro è adesso.Lo studio di REF-E mostra come il costo complessivo della trasformazione del sistema elettricosia sostanzialmente paragonabile a quanto ci costerebbe preservare lattuale paradigmafondato sulle fonti fossili, con la differenza che il prezzo della riconversione dell’oggi andrà abeneficio delle generazioni future, mentre continuare a pagare per mantenere lo statu quoandrebbe a loro danno. E’ questo, in fondo, il cuore del percorso verso l’economia sostenibile.Stefano Leoni Adriano PaolellaPresidente WWF Italia Direttore Generale WWF Italia 5
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia IntroduzioneNel 20095 l’Unione Europea si è posta totale ricorso alle fonti rinnovabili nellal’obiettivo di ridurre le proprie emissioni di generazione elettrica.gas serra dell’80-95% entro il 2050 rispetto ai Il lavoro richiesto consiste nello sforzo dilivelli del 1990. descrizione di un possibile sistema energeticoNel 2011 la “Roadmap 2050”6 della quale esito del percorso di riforma volutoCommissione ha proposto una tabella di dallUnione Europea. La Roadmap europeamarcia per le prospettive d’azione fino al chiama questo lavoro di “back cast” anziché2050 che consentirà all’UE di conseguire di “forecast”, proprio per dare laccento all’obiettivo di riduzione concordato percorso necessario più che allobiettivopreservando e supportando la competitività finale.dell’economia. Non è un lavoro di previsione. Le previsioniIn questo contesto alcuni Stati nazionali, infatti si basano sul prolungamento diGermania, UK e Scozia, hanno elaborato e dinamiche fondamentali oggi visibili epresentato piani dazione nazionali caratterizzanti i sistemi economici, mentre lacompatibili con la visione Europea. costruzione di scenari compatibili con obiettivi di policy significa identificare leImportanti società di consulenza macro tendenze necessarie affinché taleinternazionali, Ecofys e McKinsey, hanno obiettivo divenga raggiungibile.fornito supporto nella costruzione di scenaricompatibili con uno scenario di completa Lo scenario al 2050 sarà possibile solo se neldecarbonizzazione dei sistemi energetici periodo 2020-2050 si verificheranno e sieuropei. Il WWF internazionale, con Ecofys e metteranno in campo una serie dilOffice of Metropolitan Architecture di cambiamenti nei mercati energetici europei.Rotterdam ha fornito una visione dei sistemi Ecco perché “back cast”. Fornire una visioneenergetici mondiali al 2050 completamente al 2050 è quindi uno strumento persostenuti dal ricorso alle fonti rinnovabili, e percorrere a ritroso quello che saràdiversi sedi dei WWF hanno elaborato scenari necessario mettere in campo in termini dinazionali a integrazione del quadro. tecnologie, policy e investimenti economici da qui al 2050 per rendere possibile lobiettivo diNel Marzo 2012 il WWF Italia ha riduzione delle emissioni climalteranti ai livellicommissionato a REF-E uno studio finalizzato auspicati dallEuropa.alla descrizione di uno scenario energetico al2050, compatibile con gli obiettivi di Nel lavoro, allo scenario 2050 viene pertantoriduzione delle emissioni proposte aggiunta una fotografia intermedia al 2030dallUnione Europea, e caratterizzato da un che serve a legare la visione di lungo periodo5 con gli obiettivi di riduzione del CO2 in un Consiglio Europeo, 29-30 ottobre 2009, conclusionidella Presidenza del Consiglio Europeo (15265/1/09 orizzonte temporale più vicino.REV1).6 “Una tabella di marcia verso un’economia competitiva a Il quadro di policy europea al 2020, conbasse emissioni di carbonio nel 2050”, Comunicazionedella Commissione, COM(2011) 112 definitivo, 8 marzo leccezione rilevante della direttiva2011. 6
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiasullefficienza energetica, è oramai completo. lobiettivo di fornire una descrizione delLo scenario 2050 si verificherà solo se al 2030 mercato elettrico al 2050 al 100%i fondamentali dei mercati energetici avranno rinnovabile.intrapreso nuove dinamiche valorizzando gli I dati di partenza sono costituiti dagliesiti delle politiche al 2020. obiettivi della Roadmap 2050 e dalloIl lavoro consiste di tre parti: studio del WWF internazionale “the energy report 100% renewable by 2050”,• una prima parte inquadra il lavoro nel adattati al mercato italiano. Un peso contesto delle politiche europee per la particolare verrà dato agli obiettivi di lotta ai cambiamenti climatici con efficienza energetica. Lesito è la particolare riferimento alla Roadmap descrizione del mercato elettrico al 2050 2050. Si fa riferimento allattuale composto al 100% da fonti rinnovabili, con pacchetto normativo messo in campo un mix di diverse fonti e implicazioni in dallUnione e dalle implicazioni di lungo termini di bilanciamento e accumulo di periodo nei tre ambiti fondamentali: energia a sicurezza del sistema. E’ fornita efficienza energetica, fonti rinnovabili ed una valutazione di costo complessivo ETS. Si fornisce un resoconto delle strategie nazionali ed altri studi WWF sugli • una terza parte mette in luce i nodi e i obiettivi di lungo periodo passaggi necessari alla trasformazione dei mercati, fornendo possibili strumenti• una seconda parte sviluppa scenari di innovativi di policy, nel settore elettrico e trasformazione del settore energetico in per lefficienza energetica. Italia al 2030-2050 con particolare riferimento al settore elettrico con © Flickr CC 7
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia Executive SummaryLa pubblicazione della Roadmap, a seguito dei E difficile, oggi, immaginare un percorsopronunciamenti del Consiglio Europeo, ha diverso. Diverse saranno le percentuali e icambiato le regole del gioco nel costruire contributi di questa trasformazione da partescenari di lungo termine. La presenza di un delle diverse tecnologie e opzioni. Ma questidocumento di policy da parte della tre passi permettono, con lattuale set diCommissione Europea con un obiettivo tecnologie, di raggiungere lobiettivo didefinito al 2050, la riduzione delle emissioni riduzione delle emissioni a un costoGHG dell’80-95% rispetto al 1990, anticipa sostenibile. Questo è il percorso individuatolintento di riforma dei sistemi energetici negli da tutti gli enti governativi e di ricerca che sisforzi normativi dei prossimi anni. sono dedicati al lavoro, con evidentiInevitabilmente ne condiziona gli scenari. differenze sulla quantificazione dei fenomeniQualsiasi scenario business as usual, qualsiasi allinterno di queste tre variabili, ma con unscenario reference a politiche esistenti porta a sostanziale accordo nella direzione.risultati totalmente incompatibili con il Se da un lato dunque è prudente non esporsiproposito di policy. nella descrizione del nostro mondo tra 40Le variabili che caratterizzeranno il contesto anni per dare importanza a voler cogliere2050 sono molteplici, complesse e di difficile lelemento più importante dei sistemiprevisione: la variabile tecnologica dopo anni energetici di oggi ovvero la complessità delledi investimenti e ricerca, la variabile variabili, dallaltro è importate isolare ieconomica in economie mondiali in grossa passaggi obbligati che permettono il successotrasformazione, la variabile politica dei della politica energetico-ambientalenegoziati internazionali sui cambiamenti dellEuropa.climatici. Non è certo facile offrire una visione In estrema sintesi il percorso che illustreremoal 2050. Tuttavia risulta più semplice nelle prossime pagine prevede (Tabella A eidentificare le condizioni senza le quali non è Figura A):possibile il verificarsi dello scenario. • una diminuzione dei consumi energeticiLa strada percorribile per la finali del 40% al 2050 rispetto al 2010decarbonizzazione passa in tre mossefondamentali: • un incremento del contributo del settore elettrico sulla domanda finale dallattuale• efficienza energetica 20% al 43%, nel 2050 pari a un aumento• spostare parte consistente della domanda della domanda elettrica finale del 30% energetica finale, in particolare del settore rispetto al 2010 industria e trasporti, sul settore elettrico • una progressiva e lineare penetrazione• incrementare limpiego delle fonti delle fonti rinnovabili nella generazione rinnovabili nella generazione elettrica. elettrica di circa +8 TWh/anno nel periodo, fino al totale soddisfacimento della domanda. 8
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia Tabella A. Dom anda finale di energia (Mtep) e apporti elettrici per settore 2010 2030 2050 Domanda finale di energia 126.6 105.6 76.0 di cui elettrico 19.9% 28.8% 43.7% Industria 32.1 26.3 19.3 di cui elettrico 32.7% 41.4% 50.0% Civile 49.1 39.9 29.5 di cui elettrico 26.9% 30.9% 35.0% Trasporto 42.4 36.7 25.4 di cui elettrico 2.4% 18.0% 50.0% Fonte: elaborazione REF-EE un percorso che si basa su un progressivo dare una continuità e una linearità agliavvicinamento al target attraverso il investimenti si potrà fare coincidereconsolidamento strutturale di tendenze dei lobiettivo ambientale con quello di crescitamercati energetici già verificatesi negli ultimi economica fornendo una dimostrazioneanni. pratica della green economy. Al contrario, unazione ritardata nel tempo implicherà laAvere a disposizione quaranta anni per necessità futura di adottare obiettivi piùriformare i mercati energetici sarà occasione stringenti e più traumatici per leconomia e glidi crescita economica del paese. Solo se investimenti.lazione sarà intrapresa subito e si riuscirà a Figura A: I tre passi della Roadmap 2050 9
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaIn modo più discorsivo possiamo dire: “per elettrico. Tale strategia implicaraggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione trasformazioni tali che per essere credibilefissati dallEuropa, la strada che oggi non può non contenere una revisionepossiamo percorrere si basa sulla costruzione della politica fiscale sullenergiadi un sistema energetico che sia in grado, (trasferimento della domanda al settoreattraverso lintroduzione di adeguate politiche elettrico)e strumenti, di ridurre i propri consumi finali • lo spostamento dellattenzione nelladel 40%, di indirizzare il più possibile i regolazione dei mercati elettrici dai sistemiconsumi energetici finali, in particolare del di remunerazione degli impiantisettore del trasporto e dellindustria, sulla programmabili alimentati da combustibilidomanda elettrica, e conseguentemente sia fossili (borsa elettrica, mercato del giornoin grado di trasformare il mercato elettrico da prima) ai sistemi di remunerazione degliun mercato la cui struttura e organizzazione è impianti rinnovabili non programmabilipensata per il dispacciamento dellenergia caratterizzati dalla prevalenza di costi fissi.elettrica generata da impianti alimentati da Questo implica uno spostamentofonti fossili, a un mercato funzionale alle sole dellattenzione sulle tecnologie perfonti rinnovabili.” Su questo ultimo punto il laccumulo, la sostituzione dei meccanismilavoro dedica particolare attenzione offrendo dincentivazione con mercati della capacitàla descrizione di uno scenario in cui le fonti riservati alle sole rinnovabili, larinnovabili arrivano a garantire il 100% dei promozione della generazione distribuitaconsumi finali al 2050. (sviluppo rinnovabili).Gli step fondamentali in presenza dei quali è Non è un percorso facile, ma se delineato,possibile affermare che i mercati energetici sarà sicuramente più semplice identificarehanno abbandonato il modello di business as quelle che sono le azioni, le politiche e gliusual ed imboccato la traiettoria tracciata investimenti che si dirigono su tale percorso odalla Roadmap 2050, per ciascuna delle ne sono in contraddizione. Per questo motivomosse individuate nell’analisi, sono: lo studio sottolinea limportanza di avere un• ladozione di un obiettivo vincolante di piano nazionale in cui vengano definite le riduzione, in termini assoluti, dei consumi direttrici della politica energetica del paese energetici finali, così come è stato fatto così come è stato fatto da Regno Unito e con le emissioni di CO2 degli impianti Germania. industriali e con gli obiettivi di Il 2030 rappresenta un momento penetrazione delle fonti rinnovabili sui fondamentale del lavoro perché, più vicino consumi finali, mentre fino a oggi tutti gli nellorizzonte temporale, permette di obiettivi presenti nella normativa identificare obiettivi che, per realizzare lo nazionale o europea sono indicativi e scenario 2050, dovranno essere presenti sempre in termini relativi (aumento nellelaborazione delle policy dei prossimi efficienza energetica) anni. La strada della decarbonizzazione dei• la presenza di una strategia coordinata di sistemi energetici, e di quelli elettrici in trasferimento dei consumi finali di energia, particolare, è un percorso lineare in cui è in particolare del trasporto e dellindustria fondamentale non accumulare ritardi che da fonti primarie non rinnovabili al settore renderebbero nel tempo gli obiettivi più 10
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italialontani e più difficile e oneroso il costo futuro energetici dei settori industriali. Entrambe ledi adattamento. opzioni tecnologiche, presenti in qualche caso negli altri studi a cui abbiamo fattoDel lavoro presentato sarà poco producente riferimento, non emergono in nessuno di essientrare nello specifico del numero proposto, come sostanziali al raggiungimento deglidella quantità o della tecnologia scelta obiettivi del settore elettrico. Il loro impiego(variabili oggi solo intuibili), ma sarà utile pertanto non è significativo nel presentare leconfrontarsi sulle tre macro dinamiche dinamiche di fondo dello scenario.emerse e una volta riconosciute comeinevitabili verificare che i sistemi attuali sianocoerenti con queste. Priorità allefficienza energeticaNel lavoro abbiamo cercato di attenerci alle La riduzione dei consumi in termini assoluti èregole del gioco stabilite dalla Roadmap la conditio sine qua non del realizzarsi dellaeuropea e dagli altri lavori sul tema, ovvero la policy europea. E difficile infatti ipotizzarecostruzione di percorsi tecnico-economici uno scenario di piena decarbonizzazione alfondati su tecnologie già disponibili o con un 2050 senza una significativa riduzione deiorizzonte temporale certo. consumi finali di energia. Per mantenereE escluso dallo scenario il ricorso al nucleare. lattuale livello di servizi tale obiettivo andràIl ricorso alla pratica di Carbon Capture and raggiunto attraverso il miglioramentoStorage, ancora in fase sperimentale, non dellefficienza energetica negli usi finali.viene considerata nello specifico del settore Nello scenario che presentiamo i consumielettrico ma indicata come pratica di energetici italiani al 2050 saranno del 40%abbattimento delle emissioni dei consumi © Flickr CC 11
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiainferiori a quelli del 2010 con due tappe riduzione dei consumi finali di energia inintermedie al 2020 (-5%7) e al 2030 (-16%). termini assoluti, ma unicamente strumenti di promozione dellefficienza energetica inPerché questo avvenga saranno necessarie termini relativi rispetto allandamento finalemisure per lefficienza energetica in grado di della domanda.ridurre i consumi in termini assoluti dello0.5% anno nel periodo 2010-2020, dell’1.2%nel periodo 2020-2030 e dell’1.65% nel Incremento della quota elettrica sullaperiodo 2030-2050. domanda finaleE un’ipotesi quantitativa in linea con 3 dei 5 Il settore energetico al 2050 vede la quota discenari proposti della Commissione Europea energia elettrica aumentare il proprionella sua Roadmap e con lo studio Ecofys per contributo percentuale sul bilancioWWF internazionale. Altri lavori, in energetico finale. A fronte di unaparticolare il documento programmatico del diminuzione complessiva dei consumiGoverno tedesco, presentano scenari di energetici del 40% la generazione elettricaefficienza ancor più marcati proponendo una incrementa del 30% rispetto al 2010 pari ariduzione dei consumi finali sino al 50%. un aumento medio annuo dello 0.7%. UnaAbbiamo tuttavia privilegiato la scelta di uno diminuzione dei consumi del 50%scenario in linea con la Commissione Europea permetterebbe un incremento contenutoa uno scenario più incisivo. Incrementi degli apporti elettrici al +10% rispetto aldellefficienza energetica a livelli superiori a 2010.quelli proposti possono soltanto facilitare il A oggi lenergia elettrica ricopre circa il 20%raggiungimento degli obiettivi ma non del bilancio energetico. Tale contributo èmodificheranno le dinamiche di fondo. Al previsto incrementare al 28% al 2030 e alcontrario sistemi energetici con consumi finali 43% al 2050. In sostanza lo scenario prodottopiù elevati difficilmente permetteranno il vede poco meno della metà dei consumi finaliverificarsi dello scenario con un esclusivo di energia al 2050 orientati sul settorericorso alle fonti rinnovabili. elettrico. Per alcuni settori (industria eÈ importante sottolineare come per il agricoltura) tale trasferimento si traduce inverificarsi dello scenario sia necessaria la una sostanziale stabilità della domandariduzione dei consumi finali in termini elettrica, a fronte di una diminuzioneassoluti e come ad oggi non esistano a livello complessiva dei consumi energetici, nelnazionale o europeo meccanismi di policy in settore residenziale, al contrario, la riduzionemerito. Tutta la normativa sullefficienza della domanda finale determinerà anche unaenergetica esistente e in discussione non riduzione della domanda elettrica. Sarà ilintroduce, come invece viene fatto nel settore settore dei trasporti a influiredelle rinnovabili e delle emissioni di CO2 nel sullincremento della domanda elettricasettore industriale con lETS, obiettivi di finale. Il settore dei trasporti è forse quello più7 Lobiettivo -5% in termini assoluti non deve essere critico nel raggiungimento degli obiettivi. Alconfuso con lobiettivo europeo di -20% al 2020 che sinoa oggi è in termini relativi rispetto a uno scenario 2050 è stata inserita una diminuzione deltendenziale che prevede un aumento dei consumienergetici. La differenza tra diminuzione dei consumi in consumo finale del 40%. Tale performance ètermini assoluti e relativi è più volte ripresa nel testo. 12
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiagarantita dallo spostamento tecnologico del facilita lobiettivo settoriale dei trasportitrasporto privato dal motore a combustione nella Roadmap.interna al motore elettrico e da un maggiore Usare l’energia elettrica e la sua rete diricorso della trazione elettrica per il trasporto trasporto è necessario a soddisfare unamerci. Ulteriori riduzioni del consumo domanda energetica, comunque ridotta delpotranno essere realizzate attraverso 40%, che in molti casi non coincide con lapolitiche focalizzate sulla domanda: politiche disponibilità di risorse energetiche rinnovabilidi urbanizzazione che prevedano una in loco. Lo scenario prevede il trasferimentodiminuzione del fenomeno dello sprawling di parte della domanda di calore nel settoreurbano, il decentramento dei servizi, politiche elettrico. Il 35% dei consumi domestici finaliper la distribuzione oraria della domanda di e il 50% di quelli industriali al 2050 èpunta. elettrico. Percentuali più basse rispetto agliNello scenario proposto il 50% della scenari di altri paesi Europei grazie aglidomanda finale di trasporto al 2050 è stata apporti previsti dal solare termico e dallatrasferita nel settore elettrico. geotermia a bassa entalpia.Anche a fronte di una diminuzione dei Anche in questo passaggio, lo scenarioconsumi del 40% al 2050, il settore dei proposto si mantiene sulle dimensionitrasporti copre un terzo dei consumi finali di quantitative identificate dalla Roadmapenergia. Nellottica di uno scenario in cui le europea: a fronte di un nostro 43% sullaemissioni GHG sono ridotte dell’80-95%, tale domanda finale al 2050 il contributo elettricoquota di domanda dovrà essere soddisfatta o degli scenari Roadmap varia dal 36 al 39%.con il ricorso a biocombustibili o con una Diverso invece lo scenario tedesco chesignificativa penetrazione della trazione trasferisce solo una quota limitata delelettrica. Lo scenario ha privilegiato lipotesi trasporto al settore elettrico affidando buonaelettrica. Questo rende lobiettivo di parte della domanda alla filiera deipenetrazione delle rinnovabili nel settore biocombustibili.elettrico (100% al 2050) più ostico, ma © Flickr CC 13
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia100% rinnovabili al 2050 sostituirà le fonti fossili con leffetto di ridurreIl terzo passaggio per la decarbonizzazione la remunerazione degli investimenti deiprevede un massiccio ricorso alle fonti produttori con centrali termoelettriche. Glirinnovabili nella generazione elettrica fino a investimenti nella capacità rinnovabileraggiungere il 100% della generazione al (attraverso meccanismi dasta di capacità, con2050. Il dato di partenza è del 25% al 2010. una sorta di capacity payment per le sole rinnovabili) andrebbero a sostituire gliSi tratta in sostanza di smobilitare risorse investimenti in capacità fossile cheeconomiche e potenziali tecnici per diventerebbe inutilizzata nel lungo periodo. Iincrementare la generazione da fonti costi per lo sviluppo delle infrastrutture dirinnovabili dai 76.9 TWh del 2010 agli oltre rete e degli accumuli andranno anchessi a400 TWh del 2050. La crescita da fonti ricadere nelle tariffe elettriche finali. E moltorinnovabili dal 2020 dovrà essere nellordine importante sottolineare come la gran partedei 7.5-9 TWh anno in linea con la crescita dellincremento della domanda elettricadel 2011 sul 2010 di circa 9 TWh, ma su deriva dallinclusione di quote semprevolumi decisamente più consistenti rispetto maggiori di consumi nel settore dei trasporti ialla crescita del periodo passato (5.7 TWh dal cui consumi (diesel e benzina) sono gravati da2010 su 2009 al netto degli andamenti un’alta componente di fiscalità. Lo scenariodell’idroelettrico) e alla media storica (3 tende a ottimizzare il progresso degliTWh/anno nel periodo 2004-2011). investimenti nel settore elettrico in manieraIl costo complessivo del rinnovamento del tale da disegnare una crescita equilibrata eparco di generazione elettrico è stimato in 7- costante del parco impianti negli anni.9 miliardi di euro/anno nel periodo 2020-2050. La stima include unicamente i costidellinfrastruttura nella generazione elettrica. Tale linearità, che è la premessa dellaA essi si devono aggiungere i costi per crescita industriale, mantiene il volume deglilefficienza energetica, gli accumuli e le investimenti tra i 7 e i 9 miliardi/anno dalinfrastrutture di trasporto. Con queste 2020 al 2050 e prevede un obiettivointegrazioni il volume dinvestimenti sembra intermedio al 2030 di 219 TWh pari al 60%quindi in linea con gli ordini di grandezza del dei consumi elettrici.valore di 20 miliardi di euro/anno quale stima Oltre alle dinamiche e alle novità dei mercatidegli investimenti avanzata dal governo elettrici è possibile fornire degli ordini ditedesco. Gli investimenti per la realizzazione grandezza per gli apporti delle diverse fonti.delle infrastrutture nel settore dellagenerazione elettrica è stato quantificato incirca lo 0.5% anno del PIL. La Figura 1 riporta il mix delle fonti al 2010, 2030 e 2050.La maggior parte dei costi di questaoperazione sarà recuperata dalla venditadellenergia elettrica agli utenti finali. Inparticolare, la domanda crescente di energiaelettrica assorbirà circa un terzo della nuovagenerazione annuale rinnovabile, mentre laquota rimanente di produzione rinnovabile 14
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaFigura 1. Produzione elettrica (TWh) combustibili fossili idro bacino idro fluente geotermico eolico fotovoltaico biomassa solare termodinamico 500 450 400 350 300 250 200 150 100 50 0 2010 2030 2050Fonte: Terna e previsioni REF-E Al 2030 il 60% della domanda elettrica finale di batterie presso le utenze finali o sulle reti. è data da apporti rinnovabili. Un quarto Il quadro è completato con un 8% di eolico della domanda elettrica è fornito dal solare rispetto allattuale 3-4%, un 2.5% di fotovoltaico contro il 4% di oggi. Il costo geotermico con lo sfruttamento di risorse a dinstallazione del fotovoltaico è previsto minore entalpia, un 11% di biomassa, di cui raggiungere la grid parity già prima del 2020. circa il 40% in autoproduzione industriale con Buona parte degli impianti saranno installati apporti minimi domestici. I combustibili direttamente nei luoghi di consumo in fossili copriranno il rimanente 40% della autoproduzione (il 60% del totale domanda finale. fotovoltaico). La curva di domanda di rete Al 2050 lo scenario prevede una risulterà completamente modificata. Ancora penetrazione delle rinnovabili al 100%. Una nel 2030 nel periodo invernale i picchi di grossa parte della domanda elettrica (circa il domanda saranno concentrati nelle ore 35-40%) potrà essere soddisfatta da solare diurne, ma già nei periodi estivi fotovoltaico. Nei mesi estivi si prevede una lautoproduzione fotovoltaica sulle reti di generazione di eccedenze non assorbibile dai distribuzione invertirà i volumi della domanda sistemi daccumulo con disponibilità di tra le ore diurne e le ore notturne. La energia elettrica per lesportazione. Rispetto penetrazione del trasporto privato elettrico, i al 2030 è ipotizzabile una maggiore cui tempi di ricarica sono concentrati nelle attenzione agli investimenti in solare ore notturne, acuirà questa inversione. termodinamico (12% al 2050) che contiene Saranno necessari investimenti nei sistemi di in sé la capacità di accumulo. In particolare, è accumulo attraverso un diverso ricorso agli stato ipotizzato un assetto del solare impianti idroelettrici a bacino e la dotazione termodinamico in grado di prolungare la generazione elettrica sino a 6 ore oltre il 15
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiatramonto. Eolico al 15% della domanda finale riduzione dei consumi finali in tutti i settori.e biomasse che chiudono la domanda di rete Al 2050 le emissioni di CO2 del settorecon un contributo finale del 22%. Lo scenario termoelettrico saranno limitate a circa 5 Mtè descritto con circa i 2/3 della generazione legato agli interventi di riserva di centrali afotovoltaica (158 TWh) in autoproduzione. A gas. Priorità al ricorso al carbon capture andquesti si aggiungono circa 7 TWh di biomassa storage (CCS) dovrà essere data alle emissioniin autoproduzione nel settore domestico e dei processi industriali.25 TWh nel settore industriale. In particolare, Si tratta evidentemente di una delle possibilisi prevede che determinati settori industriali descrizioni del mercato elettrico compatibile(carta, alimentare, legno) convertano agli obiettivi di policy della Roadmap.interamente la domanda energetica in Percentuali, tecnologie e assetti diversibiomassa avendone facile accesso. Pur non saranno al 2050 lesito delle variabiliprogrammabile la generazione da tecnologiche, sociali ed economiche oggi nonfotovoltaico, soprattutto se accompagnata da prevedibili. Tuttavia è possibile anche ininfrastrutture di accumulo (batterie e impianti questo ambito iniziare ad isolare quelle chea pompaggio) sarà facilmente prevedibile. appaiono le più probabili caratteristiche delPeriodi prolungati di diminuzione sistema elettrico futuro in maniera tale dadellirraggiamento saranno gestiti attraverso dare un supporto al lavoro di policy per unapolitiche sulla domanda (segnali di prezzo) e loro progressiva integrazione nei mercatilentrata in esercizio di impianti a gas che energetici contemporanei.forniranno la riserva del sistema (ricaricandogli accumuli) senza contributi percentuali Queste ci sembrano:rilevanti sul totale della generazione elettrica • forte penetrazione delle fonti non(<5%). programmabili che renderannoAl 2030, le emissioni di CO2 del parco indispensabili investimenti negli accumuli:termoelettrico italiano pur a fronte di un batterie ed idroelettrici a bacino;incremento della domanda elettrica del 20% • ridefinizione delle regole dei mercatial 2030 potrebbero essere contenute a 55 elettrici. Il solare fotovoltaico pur se nonMt, con una riduzione del 50% rispetto alle programmabile è facilmente prevedibile.attuali (-60% rispetto al 1990). Sarà indispensabile ridefinire le regole e iLinfrastruttura di impianti a ciclo combinato tempi del dispacciamento e della riserva;a gas esistente sarebbe sufficiente asoddisfare la domanda di rete al 2030 non • marcata penetrazionerinnovabile (148TWh), senza necessità di dellautoproduzione con linstallazione diinvestimenti in nuovi impianti. Sempre al impianti sulle reti di distribuzione e2030 non si prevede ricorso a carbone. La lausilio dei capitali privati diffusi;generazione elettrica a gas sarebbe • completo ribaltamento del profilo dellasostanzialmente equivalente a quella odierna. domanda di rete giornaliera con unaIl prezzo di generazione termoelettrico sarà prevalenza della domanda nelle orefondamentalmente condizionato dalle policy notturne;esistenti più che dal valore del gas naturale la • centralità delle reti della futuracui domanda, pur invariata nel settore infrastruttura elettrica, delle smart grid intermoelettrico, sarà fortemente ridotta dalla 16
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia particolare per gestire e integrare al definire i contesti, identificare le risorse, meglio sulla rete di distribuzione gli delineare le norme entro i quali si chiede agli apporti delle diverse fonti rinnovabili e attori dei mercati di indirizzare i propri degli accumuli, alle reti di trasmissione investimenti, la propria ricerca, la nazionali e transnazionali per facilitare i formazione, gli interessi. Il piano serve a flussi della generazione rinnovabile in fissare dei paletti entro i quali le decisioni che eccesso o difetto nelle varie parti del riguardano lenergia devono dimostrare la mercato europeo. propria coerenza. Niente è dannoso per le imprese e per leconomia quanto il repentino cambio di rotta delle politiche.Implicazioni per la policyIl lavoro raccoglie diverse raccomandazioni dipolicy in cinque macro argomenti che cisembrano di primaria importanza per attuarela Roadmap 2050• ladozione di un piano energetico di lungo periodo• lintroduzione di una struttura amministrativa funzionale agli obiettivi• ladozione di una fiscalità coerente con gli obiettivi• ladozione di una strategia intelligente e coraggiosa per lefficienza energetica• la riforma del sistema elettrico ad immagine delle fonti rinnovabili.Piano energetico 2050 © R.Isotti, A.Cambone - Homo Ambiens / WWF-CanonLadozione di un obiettivo ambizioso diriforma dei mercati energetici, nei terminirichiesti dallEuropa, implica la necessità didotarsi di un piano energetico nazionale dilungo periodo coerente con le politicheenergetiche europee in cui esplicitare gliindirizzi generali in tema di energia ecambiamenti climatici. Il piano energeticoserve a dare un indirizzo agli operatori delsettore e ai policy makers nei diversi livellidella macchina amministrativa e a identificareun percorso di massima in termini di costi e distrumenti da adottare. Il piano serve a 17
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaUnamministrazione pubblica consapevole policy. E importante mettere in campo undei cambiamenti climatici percorso di coerenza della fiscalità senza aumentare limposizione fiscale, cheGli obiettivi indicati dalla Roadmap 2050 non determinerebbe una diminuzione delsono né scontati né di facile attuazione. Un consenso alle politiche climatiche, matema importante di policy da affrontare è semplicemente identificando e correggendoquella di dotare il paese di una struttura di le contraddizioni oggi presenti nella fiscalitàgovernance ai diversi livelli di sussidiarietà e, in un secondo tempo, istituendofunzionale al raggiungimento degli obiettivi meccanismi fiscali preposti al raggiungimentoenergetico-ambientali. degli obiettivi energetico-ambientali.Energia e ancor più clima sono temi È necessaria una rilettura della fiscalità chetrasversali a diverse attività pubbliche. A oggi identifichi, correggendole, le spinte oppostemanca una rappresentanza istituzionale che alla promozione dellefficienza, delleabbia come obiettivo quello di promuovere tecnologie e delle pratiche carbon neutral.una politica energetica in maniera coerente Tale rilettura non implica maggiori o minoricon gli obiettivi di riduzione delle emissioni di entrate per lo Stato ma semplicementeCO2. La gestione politica e amministrativa di elimina le contraddizioni tra la fiscalità e leenergia e clima a livello centrale ricadono su politiche per il clima. Una tale lettura potràdue diversi Ministeri e a livello locale non essere fatta unicamente da una struttura cheesiste una struttura in grado di promuovere abbia in testa il punto di vista energetico-tali obiettivi. La macchina pubblica è costruita climatico e non il dedalo di esenzioni esu altri presupposti e altre priorità. Sarà complicazioni connesse allattuale sistemaimportante dotare la macchina fiscale nazionale.amministrativa di una struttura funzionale alraggiungimento degli obiettivi. Senza una Un successivo passaggio potrebbe quindichiara rappresentanza amministrativa del riguardare lelaborazione di una fiscalitàtema clima-energia difficilmente ambientale più propriamente orientata agliemergeranno nella macchina pubblica le obiettivi della Roadmap. Sono molti icapacità, le professionalità e un punto di possibili esempi e proposte in tal senso. Lavista energetico-climatico coerente con la possibilità di introdurre una fiscalità suipolitica europea. A fronte delladozione di un prodotti in relazione al loro contenuto di CO2piano energetico al 2050 sarà importante nelle diverse fasi di processo, l’ICE (impostadare un mandato chiaro a una specifica carbonio emesso) potrà essere presa instruttura che abbia come core business la considerazione in alternativa o in parzialepolitica climatica. sostituzione dellattuale IVA. Al pari lintroduzione dellIMU potrebbe prevedereUna fiscalità coerente con la politica una diversa imposizione a secondaclimatica dellefficienza energetica delledificio. TaleLa fiscalità costituisce il 438% del Pil italiano. meccanismo andrebbe da subito introdottoÈ impensabile ridurre dell’80-95% le nelle case destinate alla locazione in manieraemissioni di CO2 se tale 43% non lavora tale da incentivare la penetrazionenella stessa direzione degli obiettivi di dellefficienza energetica in un settore8 Si fa riferimento a “Total receipts from taxes and social altrimenti difficile da intercettare.contribution sul PIL Italia 2010”, Eurostat 18
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaUna strategia efficiente e coraggiosa per per il settore privato che perlefficienza energetica lamministrazione pubblica. Quindi, data la particolarità del patrimonio artistico italianoTali provvedimenti andrebbero coordinati che non permetterà lottimizzazionenellambito di un obiettivo di efficienza energetica in molti edifici sarà importanteenergetica in grado di ridurre i consumi finali fissare gli standard di maggiore efficienza pernellordine del 40% al 2050 rispetto ai la costruzione di nuove abitazioni ancheconsumi odierni. Infatti, dallanalisi effettuata anticipando la normativa europea.risulta come sia lefficienza energetica arappresentare il cardine di una politica La realizzazione dello scenario propostoclimatica efficace. Si tratta di introdurre dovrà necessariamente prevederemeccanismi in grado di rendere strutturale il lelaborazione di uno strumento specifico didecoupling tra PIL e domanda energetica promozione del trasporto elettrico. Siafinale. attraverso meccanismi dincentivazione diretta che attraverso la revisione delleGrande importanza dovrà essere data detrazioni fiscali del trasporto per le imprese.allefficienza energetica nellamministrazionepubblica che si dovrà dotare di un pianospecifico per lefficienza energetica. Le attuali Un sistema elettrico a somiglianza delle fontiregole per i bilanci delle amministrazioni rinnovabilipubbliche non permettono, allinterno delpatto di stabilità, il ricorso al debito per il In ultimo la policy dovrà farsi promotrice difinanziamento di interventi in efficienza una progressiva riforma dei mercati elettricienergetica anche se tale indebitamento le cui regole e le cui strutture dovrannoviene compensato dalle minori spese in necessariamente diventare funzionali ad unenergia negli anni futuri. approvvigionamento sempre più composto da impianti da fonte rinnovabile. PrioritàLe proposte legislative circolate di dovrà essere data allo sviluppo dei sistemiincentivazione delle FER termiche e daccumulo, al potenziamento delle reti e adellefficienza energetica potrebbero un sistema di remunerazione della capacitàfinalmente introdurre un meccanismo rinnovabile.maggiormente favorevole per la promozionedellefficienza energetica Il sistema delle aste appare un meccanismonellamministrazione pubblica di fatto esclusa adeguato per lintroduzione progressiva didal meccanismo del 55%. Tuttavia, il valore capacità rinnovabile nel sistema elettrico.economico della taglia degli interventi Esso tuttavia deve essere inserito in unariconosciuti dovrebbe essere di una scala visione di lungo periodo che ne dimostri lasufficientemente grande da includere progetti coerenza con gli obiettivi energetici nazionalidi dimensione adeguata ai servizi pubblici e soprattutto fornisca delle garanzie aglioggetto degli interventi (scuole, ospedali, operatori sulla regolazione del settore. Con iuffici di grandi metrature in edifici storici). certificati verdi la quota dobbligo forniva la garanzia di realizzazione degli impianti. Con leInoltre sarà utile prestare particolare aste ci sono due possibili rischi: che loffertaattenzione alla conversione energetica degli dimpianti sia inferiore alla domanda e che siedifici introducendo obiettivi annuali di instaurino posizioni dominanti di singoliriqualificazione energetica (2.5% all’anno), sia 19
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiaoperatori che di fatto vanificano lefficacia delle infrastrutture necessarie allaeconomica del meccanismo. Occorre trasformazione dei mercati elettrici: reti,compensare queste caratteristiche dei accumuli, sviluppo di impianti rinnovabili. Ilsistemi dasta. Migliorare la concorrenza nelle ricorso allautoproduzione potrebbe favorireofferte, soprattutto da parte di operatori uno sviluppo delle infrastrutture nelle areeinternazionali, passare attraverso una più urbane, industriali e comunque giàtrasparente ed efficiente procedura fortemente antropizzate.autorizzativa e una diminuzione degli oneri Per favorire lautoproduzione saràburocratici e amministrativi. Quindi risulta necessario introdurre una normativa cheindispensabile fornire garanzie di lungo permetta la fornitura di più utenzeperiodo sugli aspetti sempre più prioritari dei allinterno di una piccola rete di utenze. Lasistemi elettrici: le regole del dispacciamento, promozione dellautoproduzione di piccoladel bilanciamento, il programma sugli scala ha lenorme vantaggio di promuovere laaccumuli, le intenzioni nel gestire la riserva e partecipazione capillare di capitali privatileventuale gestione economica dei distacchi. nella trasformazione dei sistemi elettrici. EssaLo sviluppo delle rinnovabili renderà il va adeguatamente supportata nonmercato sempre più un mercato della unicamente con incentivi economici macapacità di lungo periodo (gestita con le soprattutto con disposizioni di regolazione edaste) al quale si affiancherà un mercato del efficienza burocratica.dispacciamento orario in cui entreranno afare parte gli impianti rinnovabili La promozione della co-fornitura del servizioprogrammabili, i meccanismi di accumulo e elettrico sembra emergere come unola gestione intelligente della domanda. strumento importante di partecipazione e responsabilizzazione del cittadino sui temiLo scenario proposto introdurrà forti energetico ambientali.pressioni sullambiente dovuto allo sviluppo © Flickr CC 20
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia1 Gli scenari di lungo periodo per rinnovabili 1.1 La Roadmap 2050 Nel 20099 l’Unione Europea si è posta l’obiettivo di ridurre le proprie emissioniIn questa sezione vengono raccolti i di gas serra dell’80-95% entro il 2050maggiori documenti di policy e gli studi più rispetto ai livelli del 1990, nel contestosignificativi che si pongono come obiettivo delle riduzioni che i paesi sviluppati devonola decarbonizzazione dei sistemi energetici realizzare collettivamente secondo quantoin Europa e la completa penetrazione delle definito dal Gruppo intergovernativo suifonti rinnovabili nel settore elettrico al cambiamenti climatici10.2050. Una seconda parte del capitolo La realizzazione di un processo dianalizzerà in maniera sintetica lattuale transizione verso un’economia a bassepacchetto di normative esistente e in fase emissioni di carbonio efficace in termini didi elaborazione a livello europeo, costi comporta la necessità di pianificare ilfinalizzato agli obiettivi 2020. percorso economico ed energeticoIl capitolo ha due finalità: dell’Unione dei prossimi anni.• la prima fornire una documentazione Nel 2011 la “Roadmap 2050”11 della autorevole e di confronto allo scenario Commissione ha proposto una tabella di sviluppato da REF-E per WWF Italia. marcia per le prospettive d’azione fino al Nello sviluppo dello scenario, capitolo 2 2050 che consentirà all’UE di conseguire del rapporto, il testo sottolineerà gli l’obiettivo di riduzione concordato scostamenti delle valutazioni REF-E preservando e supportando la rispetto agli studi e ai documenti di competitività dell’economia. La policy della Commissione Europea, Commissione ha definito una serie di tappe motivandone le diverse assunzioni nel principali per verificare il rispetto dei tempi contesto Italiano per il raggiungimento degli obiettivi,• la seconda consiste nel fare un punto evidenziando le necessità di investimento e sulle politiche introdotte dallUnione le opportunità esistenti nei vari settori. Europea al 2020 ed elaborate dagli Stati Sulla base dei vari scenari analizzati risulta nazionali più intraprendenti che un sentiero efficace dal punto di vista nellanticipare strumenti di regolazione dei costi comporterà una riduzione delle energetico-climatici al 2050: UK e Germania in particolare. La rassegna 9 Consiglio Europeo, 29-30 ottobre 2009, conclusioni offre spunti per le raccomandazioni di della Presidenza del Consiglio Europeo (15265/1/09 REV1). 10 policy oggetto dellultimo capitolo del La decisione del Consiglio Europeo è conforme alla posizione approvata dai leader mondiali negli accordi rapporto. Data la centralità di Copenaghen e di Cancun, che prevedono limpegno dellefficienza energetica per di elaborare strategie di sviluppo a lungo termine a basse emissioni di carbonio. Alcuni Stati membri si raggiungere gli obiettivi di lungo sono già mossi in questa direzione o sono in procinto di farlo, in particolare fissando obiettivi di riduzione periodo uno spazio importante nel testo delle emissioni per il 2050. 11 è stato dedicato allo specifico di questo “Una tabella di marcia verso un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050”, tema. Comunicazione della Commissione, COM(2011) 112 definitivo, 8 marzo 2011. 21
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiaemissioni rispetto ai livelli del 1990 del 25% 1.1.1 Il settore energeticoentro il 202012, del 40% entro il 2030 e del60% entro il 2040. Tale approccio Il settore energetico ha il maggioreimplicherà, rispetto al 1990, riduzioni potenziale di riduzione delle emissioni, eannue di circa l1% fino al 2020, dell1,5% si potrà arrivare al quasi totaletra il 2020 e il 2030, e del 2% negli ultimi abbattimento delle emissioni entro ildue decenni fino al 2050, con un 2050. Al 2030 il settore energeticoabbattimento delle emissioni che prevede delle riduzioni comprese tra il 54aumenterà nel tempo grazie alla e il 68%.disponibilità di una più ampia gamma di La tabella di marcia per l’energia 205013,tecnologie con un buon rapporto costi- presentata nel dicembre 2011 dallaefficacia. Commissione, analizza diversi possibiliTutti i settori dovranno contribuire allo scenari di emissione fornendo unasforzo di riduzione delle emissioni in base valutazione delle conseguenze di unal proprio potenziale tecnologico ed sistema energetico a bassa intensità dieconomico. La Commissione ha esaminato carbonio e identificando il quadrouna serie di interventi e scenari per i strategico necessario per realizzarlo. Gliprincipali settori economici basati su scenario presentati sono 5 in aggiunta adiversi tassi di innovazione tecnologica e due scenari business as usual. Gli scenari,dei prezzi dei combustibili fossili, arrivando concepiti combinando le principalialla formulazione dei risultati riportati in politiche che concorrono alla riduzioneTabella 1. delle emissioni (efficienza energetica, energia rinnovabile, nucleare, tecnologie CCS), hanno portato all’individuazione degli Tabella 1. Riduzioni settoriali di gas effetto serra rispetto al 1990 Settori 2005 2030 2050 Energetico -7% da -54% a -68% da -93% a -99% Industria -20% da -34% a -40% da -83% a -87% Trasporti* 30% da +20% a -9% da -54% a -67% Residenziale e servizi -12% da -37% a -53% da -88% a -91% Agricoltura -20% da -36% a -37% da -42% a -49% Altre emissioni diverse dal CO2 -30% da -72% a -73% da -70% a -78% Totale -7% da -40% a -44% da -79% a -82% * Incluso il trasporto aereo, escluso il trasporto marittimo Fonte: Roadmap 2050, Commissione Europea12 Questo obiettivo potrà essere raggiunto con la pienarealizzazione delle politiche esistenti, comprendendo,oltre all’impegno vincolante di portare al 20% la quotadi energie rinnovabili, l’impegno non ancora vincolantedi aumentare del 20% l’efficienza energetica entro il2020, il che presuppone la piena attuazione delle 13prescrizioni del “piano di efficienza energetica 2011” “Energy Roadmap 2050”, COM(2011) 885/2; ladell’8 marzo 2011, dettagliate quantitativamente nella comunicazione della Commissione è accompagnata“proposta di Direttiva sull’efficienza energetica” del 22 da un valutazione dell’impatto delle diverse opzioni digiugno 2011. policy e dei relativi scenari. 22
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia elementi cardine e dei cambiamenti strutturali necessari nel processo di decarbonizzazione del sistema energetico comunitario (Tabella 2).Tabella 2. Scenari Energy Roadmap 2050: principali andamenti Scenari business Scenari di decarbonizzazione as usual (BAU) BAU BAU + Elevata Alta Diversificazione Bassa Forte 2005 (scenario di m isure efficienza penetrazione delle fonti penetrazione calo del reiferim ento)* addizionali** energetica delle fonti tecnologiche del CCS nucleare rinnovabili (CCS e nucleare)Dom anda di energia prim aria M tep 1826 1763 1615 1084 1134 1217 1238 1137 Varizione % dal 2005 -3.5% -11.6% -40.6% -37.9% -33.4% -32.2% -37.7% di cui fonti rinnovabili, M tep 125 352 375 472 676 499 504 525 Varizione % dal 2005 181.6% 200.0% 277.6% 440.8% 299.2% 303.2% 320.0% % rinnovabili su energia primaria 6.8% 20.0% 23.2% 43.5% 59.6% 41.0% 40.7% 46.2%Dom anda di energia finale M tep 1174 1221 1157 738 804 804 797 793 Varizione % dal 2005 4.0% -1.4% -37.1% -31.5% -31.5% -32.1% -32.5% di cui energia elettrica, M tep 238 355 340 275 290 311 308 305 Varizione % dal 2005 49% 43% 16% 22% 31% 29% 28% % elettricità su domanda finale #### 29.1% 29.4% 37.3% 36.1% 38.7% 38.6% 38.5%* Include i trend correnti e le politiche euroepee energetico/ambientali adottate fino a marzo 2011** Include misure addzionali in tema di efficienza energetica, infrastruture, mercato interno, nucleare, tassazione erngetica, trasporti, sulla base degli sviluppisuccessivi a marzo 2011Fonte: Impact Assessment Energy Roadmap 2050, Commissione Europea Nei 5 scenari di “decarbonizzazione” le forme di energia rinnovabile arriveranno a La Commissione stima che la quota delle coprire tra il 40 e il 60% della domanda di tecnologie a bassa di carbonio nel mix di energia primaria, a fronte di risparmi di produzione elettrica passerà dal 45% del energia primaria che vanno dal 32% a 2009 a circa il 60% nel 202014, al 75-80% oltre il 40%. nel 2030 e infine arriverà quasi al 100% nel 2050. Un ruolo centrale sarà svolto dall’elettricità, che sostituirà, almeno 1.1.2 Il settore trasporti parzialmente, i combustibili fossili nei settori del trasporto e del riscaldamento, Nel settore dei trasporti l’abbattimento e in percentuale il peso sulla domanda delle emissioni sarà dovuto a tre fattori finale di energia aumenterà principali: l’incremento dell’efficienza dei significativamente, arrivando al 36-39% veicoli, il continuo aumento dell’utilizzo di nel 2050. energia “pulita” grazie a nuovi carburanti e sistemi di propulsione, il migliore utilizzo Nei cinque scenari proposti il contributo delle reti di trasporto e un funzionamento dellenergia nucleare al 2050 varia tra il più sicuro grazie allo sviluppo dei sistemi di 2.6% e il 17%. Il CCS è prevalentemente destinato al sequestro delle emissioni 14 In particolare grazie all’obiettivo al 2020 concernente industriali di processo. le energie rinnovabili. 23
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiatrasporto e di comunicazione. Il 1.1.3 Residenziale e servizimiglioramento dell’efficienza dei veicolialimentati a fonti fossili tradizionali Il settore residenziale e dei servizi offrecontinuerà a essere lo strumento delle buone possibilità di riduzione delleprincipale almeno fino al 2025. emissioni a breve termine e a costi relativamente contenuti per quanto concerne le prestazioni energetiche degli edifici. © Flickr CC © Flickr CCDal 2030 circa le emissioni potrannoessere riportate al di sotto dei livelli del1990 grazie alla combinazione di misure In particolare, risulterà importantequali meccanismi e segnali di prezzo atti a conseguire l’obiettivo definito dallafar fronte alle congestioni e Direttiva sulla prestazione edilizia delall’inquinamento atmosferico, una 201016, in base alla quale il consumopianificazione urbanistica oculata, e il energetico dei nuovi edifici costruiti apotenziamento dei trasporti pubblici; partire dal 2021 dovrà essere prossimo alloinoltre le norme in materia di emissioni zero17.CO2 e fiscalità15 “intelligente” porteranno auna maggiore efficienza e ad una migliore 1.1.4 Industriagestione della domanda, favorendo losviluppo e la diffusione di tecnologie e Nel settore industriale lutilizzo di impiantiveicoli puliti. Il ricorso a biocarburanti, e processi industriali più efficienti sotto ilsecondo la Commissione Europea, profilo energetico e delle risorse, unrappresenta un’importante alternativa maggiore ricorso al riciclaggio e limpiegosoprattutto nei settori dell’aviazione e dei di soluzioni tecnologiche avanzate per laveicoli pesanti, con una forte crescita riduzione delle emissioni potranno forniredopo il 2030, ma se l’elettrificazione non un contributo decisivo, permettendo difosse realizzata su larga scala, il ruolo dei dimezzare le emissioni dei settori ad altacarburanti alternativi dovrà essere intensità energetica, ma sarà necessariorafforzato, con conseguenze negative sullariduzione delle emissioni, sulla biodiversità 16 Direttiva 2010/31/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010 sulla prestazionee sull’ambiente in generale. energetica nell’edilizia (rifusione). 17 I costi supplementari che ciò comporterà saranno compensati dai risparmi di combustibile realizzati. La ristrutturazione del parco immobiliare esistente, e in particolare il finanziamento dei necessari investimenti15 Il tema della fiscalità verrà meglio sviluppato comporteranno invece un maggior grado disuccessivamente. complessità. 24
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiaelaborare delle tabelle di marcia Le politiche agricole dovranno puntare suspecifiche in collaborazione con i soggetti opzioni quali incrementi sostenibilieconomici interessati. Dopo il 2035 dellefficienza, luso efficiente deidovrebbe inoltre essere esteso su ampia fertilizzanti, la biogassificazione e unascala il ricorso al CCS, in particolare per le migliore gestione del concime organico,emissioni di settori dell’acciaio e del foraggi di migliore qualità, lacemento, e saranno necessari ingenti diversificazione e la commercializzazioneinvestimenti. della produzione a livello locale, una maggiore produttività del bestiame e lottimizzazione dei benefici dellagricoltura estensiva; grazie al perfezionamento delle pratiche agricole e forestali si potrà © Flickr CC rafforzare la capacità del settore di preservare e catturare il carbonio nei suoli e nelle foreste.1.1.5 AgricolturaIl settore agricolo dovrà affrontarecongiuntamente due importanti questioni:la sicurezza dellapprovvigionamentoalimentare mondiale18 e la lotta contro ilcambiamento climatico. In base alleproiezioni nel 2050 il settore agricolorappresenterà un terzo delle emissionitotali dell’UE, cioè una quota di tre voltesuperiore a quella attuale, e il suo impattosulla politica climatica è perciò destinatoad aumentare. © Flickr CC18 Nel 2050 la popolazione terrestre potrà arrivare a 9miliardi di individui. 25
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia1.2 L’Energy Report WWF dei notevoli vantaggi in termini di costoLa fattibilità tecnico-economica di un rispetto a uno scenario business as usualsistema energetico globale (quasi) (BAU), in quanto gli ingenti investimenticompletamente alimentato da fonti iniziali verranno più che compensati dairinnovabili entro il 2050, è stata analizzata risparmi in termini di costo dell’energia.dal WWF tramite uno studio Nel complesso si prospetta una sostanzialecommissionato a Ecofys, società di crescita della domanda energeticaconsulenza specializzata in efficienza mondiale fino al 2020, mentreenergetica, energie rinnovabili e successivamente si seguirà un sentiero dicambiamento climatico. decrescita che, grazie al più efficiente utilizzo delle fonti energetiche e allaLo scenario Ecofys al 2050 evidenzia come graduale modificazione delle abitudini diil 95% dell’energia potrà essere fornita da consumo, porterà la domanda 2050 a unfonti sostenibili in maniera efficace ed livello non di molto inferiore a quelloefficiente. L’analisi Ecofys parte dalla stima raggiunto nel 2000 (Tabella 3).della domanda e offerta energetica al 2050basate su trend storici e prospettive di Tabella 3. Consumi di energia 2000 e 2050 nello scenario Ecofys (Mtep e %)crescita demografica ed economica, e Settore/fonte 2000 2050bilanciate secondo il seguente ordine di Energia elettrica totale (Mtep) 1092 3043priorità tra le fonti: Eolico onshore 1% 20% Eolico offshore 0% 5%1. energie rinnovabili diverse dalle M oto ondoso e maree 0% 1% biomasse Fotovoltaico 0% 29% Solare a concentrazione 0% 17%2. biomasse, fino al potenziale Idroelettrico 17% 12% sostenibile19 Geotermoellettrico 0% 4% Biomasse 0% 13%3. fonti tradizionali (fossili e nucleare). Carbone 40% 0% Gas naturale 19% 0%Lo scenario è inoltre basato sui seguenti Petrolio 9% 0%punti cardine: Nucleare 14% 0% Industria (elettricità esclusa) (Mtep) 1521 1409• efficienza energetica Solare a concentrazione (calore) 0% 15% Geotermico 0% 5%• elettrificazione Biomasse 1% 59% Combustibili fossili 98% 21%• diversificazione delle fonti sostenibili Edifici (elettricità esclusa) (Mtep) 1856 576 utilizzabili sulla base delle potenzialità Solare termico 0% 52% tecniche, fisiche ed economiche Geotermico 0% 35% Biomasse 43% 13%• sostenibilità delle bioenergie. Combustibili fossili 57% 0% Trasporto (elettricità esclusa) (Mtep) 2059 1213I sentieri delineati da Ecofys per i vari Biomasse 1% 100%settori dell’economia sono ambizioni ma Combustibili fossili 99% 0%fattibili, e nel lungo periodo comportano Totale complessivo (Mtep) 6528 6241 Fonte: The Energy Report WWF, 201119 Utilizzate dove non sarà possibile utilizzare altre fonti, cioè sostanzialmente nei processi industriali cherichiedono temperature particolarmente elevate e perle categorie di trasporti per i quali non è possibileutilizzare l’elettricità. 26
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaNel settore industriale il consumo di volumi. L’energia elettrica avrà un ruoloenergia finale segue il trend della domanda centrale nel trasporto su strada, edi energia globale, con una forte crescita aumenterà il suo peso grazie anchefino al 2020, per poi tornare al 2050 ai all’aumento del trasporto su rotaia, mentrelivelli del 2000. L’energia elettrica vedrà per il trasporto via mare e via cielo saràaumentare solo minimamente la propria necessario il ricorso sostanziale aiquota sui consumi complessivi, mentre i biocombustibili.combustibili fossili non sostituibili avrannoun peso solo di poco inferiore rispetto al2020.Per quanto concerne la domandaenergetica legata agli edifici, e quindisostanzialmente la richiesta energetica deisettori residenziale e commerciale, Ecofysprospetta un notevole aumentodell’utilizzo di elettricità, il cui apportoassoluto in termini di energia finaletriplicherà tra il 2000 e il 2050, mentre intermini relativi il 70% della richiestaenergetica degli edifici sarà soddisfattatramite energia elettrica. Il forte pesodell’elettricità al 2050 è dovuto all’ipotesidi un forte sviluppo delle pompe di calore,e all’ipotesi di un deciso aumento deidispositivi e apparecchi elettrici,dell’illuminazione e dei sistemi di cotturaelettrici. Questo trend sarà peròcontrobilanciato da una drastica riduzionedella domanda di calore prodotto tramitealtre fonti o fornito direttamente agliedifici (ad esempio tramite sistemi diteleriscaldamento), e al 2050 la domandaenergetica complessiva degli edifici saràlievemente inferiore a quella registrata nel2000.Il settore trasporti vedrà il più importatecalo della domanda di energia grazie a unprocesso di razionalizzazione ed 20efficientamento dell’attività , nonostantesi prospetti un importante aumento dei20 Grazie sia al miglioramento dell’efficienza energeticadei mezzi che al cambiamento delle abitudini. 27
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia1.3 Obiettivi e tabelle di marcia • Consumi elettrici: riduzioni del 10% alnazionali: Germania e Regno Unito 2020 e del 25% al 2050, sempre rispetto al 2008.1.3.1 Germania: gli obiettivi del governo • Consumi energetici finali del settoreCon l’adozione dell’”Energy Concept”21 del trasporto: entro il 2020 dovrannosettembre 2010 il governo federale essere inferiori a quelli del 2005 deltedesco ha delineato la politica energetica 10%, e del 40% entro il 2050.del paese fino al 2050, fissando i principali • Produttività energetica: dovrannoobiettivi e le strategie energetiche di esserci guadagni del 2.1% annuolungo termine soprattutto in merito alle rispetto ai consumi energetici finali.energie rinnovabili, all’efficienzaenergetica ed allo sviluppo delle reti • Tasso di rinnovo degli edifici:elettriche. dall’attuale 1% al 2% annuo sullo stock di tutti gli edifici esistenti. L’obiettivo èA seguito del disastro nucleare di arrivare a un parco edifici quasiFukushima il ruolo assegnato all’energia completamente climate-neutral23 entronucleare è stato notevolmente il 2050, con una riduzione dellaridimensionato, e con la chiusura delle domanda di energia primaria di circasette centrali più vecchie e la decisione di l’80% al 2050.chiudere i restanti impianti entro il 2022,il governo ha adottato un nuovo • Energie rinnovabili: dovrannopacchetto energia22, che integra le misure rappresentare il 30% dei consumidell’energy concept e ne accelera energetici finali entro il 2030, il 45%l’implementazione, mantenendo inalterati entro il 2040 e il 60% entro il 2050%.i seguenti obiettivi generali per il settore • Energia elettrica generata da fontienergetico. rinnovabili: dovrà essere almeno pari al• Emissioni di gas climalteranti: riduzioni 35% dei consumi elettrici totali entro il del 40% entro il 2020, del 55% entro il 2020, al 50% entro il 2030, al 65% entro 2030, del 70% entro il 2040, e dall’80 al il 2040, e all’80% entro il 2050. 95% entro il 2050 rispetto ai livelli del Le politiche e gli obiettivi sull’espansione 1990, in linea con le indicazioni e gli delle energie rinnovabili e sull’efficienza obiettivi della Roadmap 2050 e energetica sono il nucleo della politica dell’Energy Roadmap 2050. energetica tedesca al 2050. Nella• Consumi di energia primaria: entro il produzione di energia elettrica la crescita 2020 i consumi dovranno essere del delle energie rinnovabili dovrà essere 20% inferiori ai consumi del 2008, e del combinata con un continuo 50% entro il 2050. miglioramento dell’efficienza, con l’ammodernamento e l’espansione delle21 reti di trasmissione con la costruzione di “Energy Concept for an environmentally sound,reliable and affordable energy supply”, Federal nuovi impianti e sistemi di accumulo. SiMinistry of economics and Technology, FederalMinistry for the Environment, Nature Conservation and 23Nuclear Safety, 28 settembre 2010. Edifici con basse necessità energetiche, e per i quali22 In particolare si fa riferimento all’”Atomic Energy Act” la domanda energetica rimanente è coperta da fontidel 6 giugno 2011. rinnovabili. 28
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiavuole inoltre garantire l’efficienza dal una riduzione del 58%. Negli stessi settori ipunto di vista dei costi, con una sempre soli consumi elettrici potranno invecemaggiore integrazione della generazione essere portati dai 492 TWh del 2005 a 396rinnovabile nel sistema energetico TWh nel 2050, con un riduzionenazionale e un approccio orientato al decisamente più contenuta, pari 19%, inmercato, portando la produzione quanto si ipotizza un parziale switchingrinnovabile di elettricità più in linea con la dalle fonti fossili alle rinnovabili elettriche.domanda. I consumi elettrici complessivi (compresi il settore trasporti, che peserà per circa 70Lo sviluppo delle energie rinnovabili sarà TWh, le perdite di rete e di serviziguidato principalmente dalla fonte eolica, ausiliari) passeranno invece da 564 TWhattraverso la costruzione di centrali nel 2005 a 506 TWh nel 2050, con unaonshore e offshore, e da un uso sostenibile riduzione del 10%.delle bioenergie, e si prospetta un usocrescente delle fonti sostenibili anche per L’agenzia ha quindi stimato il potenziale diriscaldamento e raffrescamento. capacità e produzione elettrica rinnovabile tedesca (Tabella 4) per ogniNel contesto dell’impegno di riduzione fonte/tecnologia sulla base didelle emissioni ad effetto serra dell’80% considerazioni tecnologiche e ambientali.entro il 2050 il governo tedesco mette inluce anche il ruolo delle tecnologie di Tabella 4. Potenziali rinnovabili elettrichecarbon capture e storage (CCS) nei settori Fonte Capacità, GW Produzione, TWhindustriali ad alta intensità energetica econ forti emissioni (acciaio, cemento, Eolico onshore 60 180industrie chimiche, raffinerie), e nella Eolico offshore 45 180generazione elettrica da fonti fossili. Fotovoltaico 275 240 Idroelettrico 5.2 241.3.2 Germania elettricità completamente Geotermoelettrico 6.4 50rinnovabile al 2050 Biometano da rifiuti e residui * 23La Federal Environment Agency24 (FEA) Totale 392 697tedesca ha evidenziato, con un * Dipenderà dalle neccessità del sistema energetico nazionaledocumento pubblicato nel luglio 201025, la Fonte: Federal Environment Agency, 2010fattibilità tecnica e ambientale, per il Le fonti rinnovabili risultano quindipaese, di un sistema di produzione di potenzialmente in grado di coprire tutto ilenergia elettrica completamente basato fabbisogno elettrico nazionale; tuttavia lasu fonti rinnovabili entro il 2050. variabilità della produzione nonSecondo le proiezioni della FEA nei settori programmabile (fonti eolica e solare), chedomestico, industriale, nei servizi e nel costituisce la quasi totalità della capacitàcommercio i consumi energetici finali potenziale, porterà a situazioni di surpluspotranno essere portati dai 1639.4 TWh elettrico nei momenti di elevatadel 2005 a circa 774.2 TWh nel 2050, con produzione, ed a situazioni di disavanzo nei momenti in cui la generazione24 Autorità federale in materia ambientale.25 “Energy target 2050: 100% renewable electricity rinnovabile non sarà in grado di copriresupply”, Federal Environment Agency, luglio 2011. 29
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiacompletamente la domanda elettrica. Nel l’introduzione di una serie di misure atte amedio-lungo termine risulterà ridurle.indispensabile lo sviluppo della capacità di In tema di energie rinnovabili il target 2020accumulo, come i sistemi di pompaggio fissato per il Regno Unito dalla Direttivaper la produzione idroelettrica, e sarà 2009/28/CE28 è del 15% sulla domandaimportante ricorrere a meccanismi energetica finale, mentre il più lungoautomatici di controllo e gestione del periodo gli obiettivi in termini di energiecarico, che permettano di spegnere rinnovabili sono guidati dagli obiettivideterminati apparecchi e macchinari vincolanti di riduzione delle emissioni. Laelettrici consentendo di minimizzare il Roadmap29 sulle energie rinnovabilicarico di picco quando esso eccede la pubblicata la scorsa estate evidenzia leproduzione rinnovabile26. azioni necessarie in termini di investimenti, di reti, e di sviluppo del mercato per1.3.3 Regno Unito obiettivi e gli ultimi sfruttare le principali tecnologie rinnovabilisviluppi normativi con le più ampie potenzialità nel contestoNel corso degli ultimi anni il Regno Unito nazionale e centrare l’obiettivo 2020ha visto l’approvazione di diversi (Tabella 5). Per il 2030 il Committee onprovvedimenti normativi in tema di Climate Change30 (CCC) ha prospettato lalegislazione ambientale-energetica di possibilità che per il 2030 l’energianotevole importanza, definendo obiettivi, rinnovabile copra circa il 30-45% deipolitiche e traiettorie di lungo periodo in consumi energetici nazionali.tema di emissioni, energie rinnovabili, edefficienza energetica. Tabella 5. Stima produzione rinnovabile al 2020 (TWh) Fonte/tecnologia/settore Produzione 2020 (range )Con l’approvazione del Climate ChangeAct27 (CCA) nel novembre 2008 da parte Eolico onshore 24-32del Parlamento, il Regno Unito ha Eolico offshore 33-58introdotto l’obiettivo vincolante di ridurre Elettricità da biomasse 32-50le proprie emissioni di gas effetto serra Moto ondoso e maree 1rispetto ai livelli del 1990 di almeno l’80% Calore da biomasse 36-50entro il 2050, con un target intermedio di Trasporto fino a 48almeno il 34% al 2020. Il CCA ha introdotto Pompe do calore* 16-22nel paese il primo contesto normativo Altri** 14vincolante al mondo per tracciare Stima valore del target 2020 234l’andamento delle emissioni di gas che * Settore non domesticopossono influire sul cambiamento ** Solare, idroelettrico, geotermico, calore per uso domesticoclimatico, con la creazione di un sistema di Fonte: UK Renewable Energy Roadmap, 2011contabilizzazione delle emissioni, e 28 Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e26 Ai fini della gestione della domanda elettrica nei successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE emomenti di picco risulterà importante anche il 2003/30/CE. La direttiva fissa obiettivi vincolanti permiglioramento delle interconnessioni con i paesi tutti gli Stati membri. 29adiacenti ed il continuo sviluppo della rete elettrica UK Renewable Energy Roadmap, Departement ofnazionale, come evidenziato anche dal Governo Energy and Climate, luglio 2011. 30tedesco nell’ Energy Concept. Organismo indipendente istituito dal Climate Change27 Climate Change Act, 26 novembre 2008. Act. 30
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaIn base a uno studio WWF la domanda Per la produzione di calore l’obiettivoelettrica del Regno Unito potrebbe essere scozzese al 2020 è di arrivare all’11% dellesoddisfatta almeno al 60% attraverso fonti produzione da fonti rinnovabili, mentre ilrinnovabili. Il restante 40% circa di energia target complessivo per tutta la domandaelettrica potrebbe essere prodotta da gas energetica (trasporto, calore ed elettricità)naturale, utilizzando anche le tecnologie è del 30%. Anche in questo caso al centrocarbon capture and storage (CCS) e della politica energetica permane laattraverso il miglioramento delle necessità di garantire un’adeguata capacitàinterconnessioni di rete. In particolare un di interconnessione.adeguato sviluppo della capacità di Per quanto concerne l’efficienzainterconnessione potrebbe portare a livelli energetica nell’ottobre 2011 è avvenutaancora più elevati di produzione di l’approvazione definitiva dell’Energy Act32elettricità da fonti rinnovabili, arrivando a (EA). Sono state previste specifichequasi il 90% della domanda interna, pur disposizioni in materia di efficienzamantenendo un’adeguata capacità da fonti energetica nelle abitazioni e negli uffici, etradizionali; gli impianti a gas potrebbero dei miglioramenti al contesto normativoessere usati solo quando la capacità per poter garantire l’implementazione dirinnovabile non fosse in grado di coprire la un sistema energetico a basso contenuto didomanda, mentre grazie alle carbonio e affidabile e per assicurare lainterconnessioni potrebbe essere competitività del mercato dell’energia. Diesportato il surplus di generazione seguito si riportano i principalirinnovabile. In questo modo gli obiettivi di provvedimenti dell’EA.riduzione delle emissioni potrebberoessere raggiunti anche senza il ricorso al • Green Deal. L’EA ha istituito unCCS. meccanismo di finanziamento per gli interventi di miglioramentoLa sola Scozia si è invece posta l’obiettivo dell’efficienza energetica33 delledi produrre l’equivalente della propria abitazioni e delle proprietà immobiliaridomanda elettrica attraverso fonti ad uso commerciale, che permette alrinnovabili entro il 202031. Questo consumatore di ripagare il costoobiettivo non corrisponderà ad una dell’intervento attraverso un ricaricodipendenza totale dalle fonti rinnovabili della propria bolletta energetica. Ilper la produzione di energia elettrica, in riceverà quindi un finanziamento chequanto sarebbero mantenuti nel mix andrà a pagare attraverso la bolletta,energetico almeno 2.5 GW di capacità ma allo stesso tempo i guadagni ditermoelettrica, associata nel tempo a efficienza porteranno a una riduzionetecnologie di CCS, mentre l’eccesso di dei costi energetici, evitando di doverproduzione rinnovabile verrebbe sopportare direttamente eesportata, arrivando alla totale anticipatamente i costi dell’intervento.decarbonizzazione del settore elettrico Inoltre il debito è legatoentro il 2030. 32 Energy Act, 18 ottobre 2011.31 33 “2020 routemap for renewable energy in Scotland”, Gli interventi ammessi devono comportare deiScottish Government, luglio 2011. “Electricity risparmi finanziari attesi uguali o superiori ai costi cheGeneration Policy Statement” draft for consultation, verranno imputati in bolletta, e sono necessari altriScottish Government, 6 marzo 2012. prerequisiti per accedere al programma. 31
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia all’abitazione/ufficio sul quale è stato • Carbon price floor. A seguito di una fatto l’intervento, e non al soggetto consultazione lanciata dal Ministero che ha richiesto e ottenuto questo dell’economia36 nel Budget 2011 è particolare finanziamento, per cui in stata prevista l’introduzione dal 1 caso di cambio abitazione/ufficio i costi aprile 201337 di un “carbon price e i benefici economici derivati floor”, cioè di un prezzo minimo della dall’efficientamento ricadranno sul CO2 crescente nel tempo. Per il 2013 il nuovo proprietario/inquilino, che prezzo sarà pari a circa 16 ₤/tCO2, per pagherà la bolletta. I primi accordi di arrivare a 30 ₤/tCO2 nel 2020 e a 70 finanziamento di questo genere ₤/tCO2 nel 203038. Tali prezzi minimi dovrebbero essere stipulati della CO2 sono stati ritenuti necessari nell’autunno 2012. per centrare gli obiettivi ambientali del paese, e dovrebbero favorire il• Energy Company Obligation (ECO). È passaggio dall’utilizzo di fonti stata disposta34 la possibilità di istituire energetiche meno impattanti in un nuovo meccanismo che sostituirà le termini di emissioni. obbligazioni esistenti in termini di riduzione delle emissioni in capo alle L’applicazione del carbon price floor società energetiche, e che comporterà un costo aggiuntivo della CO2 termineranno i propri effetti alla fine rispetto al prezzo derivante dal del 201235. Il meccanismo ECO sosterrà meccanismo di scambio di quote di l’implementazione del Green Deal, e emissione comunitario EU ETS39 al fine di sarà focalizzato particolarmente sul arrivare al prezzo stabilito dal legislatore finanziamento dei soggetti che hanno del Regno Unito. Tale costo aggiuntivo per i più bisogno di supporto finanziario per prossimi anni è stato definito dal Budget la realizzazione di interventi di 2011 ed è pari a 4.94 ₤/tCO2 per il 2013- efficienza energetica. 2014, pari a 7.28 ₤/tCO2 per il 2014-2015 e pari a 9.86 ₤/tCO2 per il 2015-2016,• Private rented sector. Da aprile 2016 i mentre per gli anni successivi verrà fissato proprietari di residenze private non dai prossimi Budget. potranno più rifiutare di effettuare interventi di efficientamento energetico richiesti all’affittuario, nel caso in cui l’intervento sia finanziabile attraverso il Green Deal o il sistema ECO. Inoltre dal 2018 non sarà più possibile dare in affitto un’abitazione 36 http://www.hm- treasury.gov.uk/consult_carbon_price_support.htm o un ufficio che non raggiungono degli 37 L’introduzione del carbon price floor dal 1 aprile standard minimi di efficienza 2013 è stata annunciata nel Budget 2011. 38 In prezzi 2009. energetica. 39 Direttiva 2003/87/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità e che modifica la Direttiva34 Attraverso emendamenti al Gas Act del 1986, 96/61/CE del Consiglio. Direttiva 2009/29/CE delall’Electricity Act del 1989, e all’Utilities Act del 2000. Parlamento Europeo e del Consiglio, del 23 aprile35 I maccanismi attualmente presenti sono il Carbon 2009, che modifica la Direttiva 2003/87/CE al fine diEmissions Reduction Target ed il Community Energy perfezionare ed estendere il sistema comunitario perSaving Programme. lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra. 32
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia1.4 Il pacchetto clima-energia e gliobiettivi al 2020Il pacchetto clima-energia è costituito daun insieme di provvedimenti comunitari inmateria di energia e cambiamenti climatici,volto a conseguire gli obiettivi che l’UE si è © Flickr CCfissata per il 202040:• ridurre le emissioni di gas effetto serra del 20% rispetto al 1990 nel 2020 rispetto al 2005. Il sistema ETS,• soddisfare almeno il 20% dei consumi avviato nel 2005, costituisce il principale finali lordi tramite energie rinnovabili strumento dell’UE nella lotta al• ridurre i consumi di energia primaria del cambiamento climatico, ed è un 20% rispetto ai consumi tendenziali meccanismo “cap and trade”. Fissando un previsti per il 2020. livello desiderato di emissioni (cap) si limita il livello globale delle emissioni autorizzateI primi due obiettivi hanno carattere relative ai settori compresi nello schema,vincolante, mentre attualmente permettendo al contempo di acquistare ol’obiettivo di efficienza energetica al 2020 vendere delle quote, a seconda dellaha carattere solo indicativo. “necessità di emissione” della singolaIl pacchetto si compone di sei impresa (trade). Alla fine di ciascun annoprovvedimenti. tutti i soggetti partecipanti hanno l’obbligo di restituire una quantità di premessi di1.4.1 Sistema di scambio di quote di emissione (EUA) pari alle proprie emissioniemissione (EU ETS): la Direttiva 2009/29/CE effettive, pena il pagamento di sanzioni.La Direttiva 2009/29/CE41 regola il sistema Il cap dovrebbe essere tale da portare allacomunitario di scambio di quote di formazione sul mercato di un prezzo deiemissione dei gas a effetto serra introdotto premessi di emissione, e quindi della CO2,dalla Direttiva ETS del 200342, per il periodo tale da favorire e incentivare il passaggio2012-2020 (terza fase ETS), ponendo (switching) a tecnologie e prodottil’obiettivo, per soli i settori inclusi nel energetici meno inquinanti.sistema43, di ridurre le emissioni del 21% Il meccanismo è stato finora basato40 sull’allocazione a titolo gratuito delle quote Gli obiettivi e gli impegni comunitari al 2020 sonostati assunti dal Consiglio Europeo del 8-9 marzo di emissione consentite alle imprese. A2007. Il Parlamento ha approvato il pacchetto clima-energia nel dicembre 2008. partire dal 2013 la Direttiva 2009/29/CE41 Direttiva 2009/29/CE del Parlamento Europeo e del prevede il passaggio a un sistema di asteConsiglio, del 23 aprile 2009, che modifica la Direttiva2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il per l’acquisto (a titolo oneroso) dellesistema comunitario per lo scambio di quote diemissione di gas a effetto serra. quote. Gli Stati saranno vincolati a42 Direttiva 2003/87/CE del Parlamento Europeo e del utilizzare, almeno in parte, i proventiConsiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce unsistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a generati dalle aste per supportare politicheeffetto serra nella Comunità e che modifica la Direttiva96/61/CE del Consiglio.43 I settori principali sono termoelettrico, raffinazione, acciaio, cemento, vetro, ceramica e carta, e aviazionelavorazione di minerali metallici, produzione di ghisa, dal 2012. 33
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia e progetti con finalità ambientali. Il sistema un aumento del prezzo dei permessi nel ad aste prevede però numerose eccezioni, caso il legislatore incrementi al 25% come l’introduzione progressiva nel settore l’obiettivo comunitario di riduzione delle industriale, e un’ampia deroga per i settori emissioni complessive al 2020. a rischio delocalizzazione (settori carbon leakage). 1.4.2 La ripartizione degli sforzi di riduzione delle emissioni tra gli Stati membri: la Il prezzo dei permessi di emissione Decisione 2009/406/CE scambiati sul mercato ha subito un brusco calo a causa della crisi economica: dal 2009 In base alla Decisione 2009/4067CE44 il forte rallentamento dell’attività ciascuno stato membro è tenuto a limitare economica e della produzione industriale le proprie emissioni di gas serra, e a ha portato a una situazione di eccesso di rispettare le percentuali di riduzione offerta di permessi di emissione, con un minima (o aumento massimo) al 2020 conseguente forte impatto negativo sul attribuitagli dalla decisione stessa per i prezzo (Figura 2). Il prezzo è divenuto settori esclusi dal sistema EU ETS. Le perciò poco efficace nello svolgere la sua percentuali di riduzione/aumento al 2020 funzione di stimolo all’investimento e allo sono basate sulle emissioni registrate dal sviluppo tecnologico di soluzioni paese nel 2005, e nel complesso la energetiche a basso contenuto di CO2. decisione mira a ridurre del 10% le In base alle stime REF-E a causa della crisi emissioni prodotte dai settori non ETS, economica l’attuale situazione di eccesso come il trasporto stradale e marittimo e di offerta di titoli continuerà a permanere l’agricoltura, contribuendo alla riduzione almeno fino al 2014. Dal 2015 ci si attende complessiva del 20% entro il 2020.Figura 2. Prezzi spot dei perm essi di em issione (€/tCO2eq) 35 30 25 20 15 10 5 0 gen-08 nov-08 set-09 lug-10 mag-11 mar-12Fonte: Bluenext 44 Decisione n. 406/2009/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 concernente gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020. 34
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaPer l’Italia è prevista un riduzione del 13% • la possibilità tecnica ed economica dial 2020, mentre per gli altri grandi paesi installare a posteriori le strutture per ilmembri sono previste le seguenti riduzioni: CCS.Germania 14%, Spagna, 10%, Francia 14%, Se tali condizioni sono soddisfatte,Regno Unito 16%. Tutti gli stati membri l’autorità competente dovrà riservareentrati nella Comunità europea nel corso un’area sufficiente all’interno del sito perdegli ultimi anni (eccetto Cipro) saranno installare le strutture necessarie allaautorizzati ad aumentare le proprie cattura e alla compressione di CO2.emissioni entro certi limiti massimi;l’aumento consentito più elevato è stato La Direttiva prevede inoltre dei requisitiassegnato alla Bulgaria, che potrà fondamentali per la selezione dei siti, eaumentar le proprie emissioni del 20%. l’autorizzazione allo stoccaggio verrà garantita solo a seguito della verificaOgni Stato membro con un limite negativo dell’assenza di rischi per la salute umana edovrà inoltre garantire che al 2013 le per l’ambiente. Le domande diproprie emissioni di gas serra del 2013 non autorizzazione allo stoccaggio devonosuperino le missioni annuali medie di gas essere presentate all’autorità competenteserra relative agli anni 2008, 2009, 2010. dello Sato membro e devono comprendere1.4.3 Cattura e stoccaggio di CO2: la un set minimo di informazioni. I progetti diDirettiva 2009/31/CE autorizzazione allo stoccaggio dovranno essere esaminati dalla Commissione, cheLa Direttiva 2009/31/CE45 (direttiva potrà può esprimere un parere nonrinnovabili) ha istituito un quadro giuridico vincolante46.per lo stoccaggio geologico ecosostenibiledi CO2 (CCS). Per le centrali elettriche con © Will IVY/Ivy Images / WWF-Canadauna capacità elettrica installata parialmeno a 300 MW che hanno ottenuto lalicenza edilizia (o la licenza di esercizioiniziale) dopo l’entrata in vigore delladirettiva, deve essere accertata:• la disponibilità di siti di stoccaggio appropriati• la fattibilità tecnica ed economica di strutture di trasporto 46 Il 28 febbraio 2012 la Commissione ha adottato il45 Direttiva 2009/31/CE del Parlamento europeo e del primo parere non vincolate sullo stoccaggioConsiglio, del 23 aprile 2009 , relativa allo stoccaggio permanente di CO2: Commission Opinion ofgeologico di biossido di carbonio e recante modifica 28.2.2012 relating to the draft permit for the permanentdella direttiva 85/337/CEE del Consiglio, delle direttive storage of carbon dioxide in block section P18-4 ofdel Parlamento europeo e del Consiglio 2000/60/CE, block section P18a of the Dutch continental shelf, in2001/80/CE, 2004/35/CE, 2006/12/CE, 2008/1/CE e accordance with Article 10(1) of Directive 2009/31/ECdel regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento of 23 April 2009 on the geological storage of carboneuropeo e del Consiglio. dioxide. 35
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia1.4.4 Gli obiettivi nazionali obbligatori sullo Tabella 6. Obiettivi nazionali per la quota di energia da fontisviluppo delle rinnovabili: la Direttiva rinnovabili sul consumo finale lordo di energia al 2020 (%)2009/28/CE Stato Membro ObiettivoLa Direttiva 2009/28/CE47 ha stabilito un Belgio 13.0quadro comune per la promozione Bulgaria 16dell’energia da fonti rinnovabili e degli Repubblica Ceca 13obiettivi nazionali vincolanti per garantire Danimarca 30che al 2020 almeno il 20% del consumo di Germania 18energia finale provenga da fonti rinnovabili Estonia 25(Tabella 6). Nel calcolo è stata prevista la Irlanda 16possibilità, sotto certe condizioni, di Grecia 18includere l’energia prodotta in paesi terzi. Spagna 20 Francia 23Tutti gli Stati dovranno inoltre arrivare ad Italia 17avere nel 2020 una quota minima di Cipro 13energia da fonti rinnovabili nel settore dei Lettonia 40trasporti pari al 10% del consumo Lituania 23energetico finale dei trasporti nazionali48. Lussemburgo 11 Ungheria 13 Malta 10 Paesi Bassi 14 Austria 34 Polonia 15 Portogallo 31 Romania 24 Slovenia 25 Repubblica Slovacca 14 Finlandia 38 Svezia 49 Regno Unito 15 Fonte: Direttiva 2009/28/CE47 Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e delConsiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell’usodell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica esuccessiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e2003/30/CE.48 Per i trasporti aerei la direttiva prevede una parzialeesenzione. 36
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaI biocarburanti e i bioliquidi dovranno Per quanto concerne invece gli obiettivi alrispettare una serie di criteri di 2020 le proiezioni riportate nel reportsostenibilità, garantendo livelli minimi di indicano un ritmo di crescita delle energieriduzione delle emissioni rispetto ai rinnovabili decisamente più elevato tra ilcombustibili tradizionali, al fine di essere 2010 e il 2020 rispetto agli anni precedenti,conteggiati nella verifica del rispetto degli e se le previsioni verranno confermate nelobiettivi nazionali e per beneficiare di tempo, nel 2020 la quota complessiva disostegno finanziario. energie rinnovabili nell’UE supererà l’obiettivo del 20%.Nel progress report di gennaio 201149 laCommissione evidenzia che gli obiettivinazionali indicativi al 2010 fissati dalla Per quanto concerne l’Italia, nel Piano didirettiva sull’energia elettrica prodotta da Azione Nazionale per le energie rinnovabilifonti rinnovabili50 e dalla direttiva sui (PAN) 2010, redatto in conformità allabiocarburanti51, successivamente abrogate direttiva rinnovabili, il Ministero dellodalla direttiva rinnovabili, sono stati Sviluppo Economico (MSE) la traiettoriaraggiunti solo da alcuni stati membri. indicativa e l’obiettivo della quota diFigura 3. Produzione elettrica da fonti rinnovabili e consum o elettrico interno lordo(TWh e %) TWh Fotovoltaica (TWh, sx) % Biomassa e rifiuti (TWh, sx) 80 30 Eolica (TWh, sx) 70 Geotermica (TWh, sx) Idroelettrica (TWh, sx) 60 Produz. energia elettrica rinnovabile sul CIL (%, dx) 20 50 40 30 10 20 10 0 0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011** Prime stime GSE e stime REF-EFonte: elaborazioni REF-E su dati Terna e GSE49 Comunicazione della Commissione al ParlamentoEuropeo e al Consiglio “Energie rinnovabili: progressiverso gli obiettivi del 2020”, COM(2011)31 definitivo,31 gennaio 2011.50 Direttiva 2001/77/CE, del 27 settembre 2001, sullapromozione dellenergia elettrica prodotta da fontienergetiche rinnovabili.51 Direttiva 2003/30/CE del Parlamento europeo e delConsiglio, dell8 maggio 2003, sulla promozionedelluso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabilinei trasporti. 37
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiaenergie rinnovabili al 2020 nei settori: biocarburanti. Per il 2020 è stato fissato un livello medio delle emissioni del nuovo• riscaldamento e raffreddamento, pari al 15.83% parco macchine a 95 gCO2/km. Allinterno della formula per il calcolo del rispetto• elettricità, pari al 28.97% dellobbligo sono introdotti dei meccanismi• trasporti, pari al 10.6%. premiali per lauto elettrica e la trazionePer il 2005 il PAN riporta per i tre settori elettrica con emissione inferiore ai 50quote rispettivamente del 2.80%, 16.29%, g/km. Rimane tuttavia confermata0.87%, mentre le stime per il 2010 erano limpostazione europea a ridurre lerispettivamente del 6.79%, 17.93%, 3.48%. emissioni di CO2 nel settore dei trasportiPer la sola produzione di energia elettrica principalmente attraverso miglioramentisono disponibili i dati consuntivi 2010 e le dellefficienza del motore a combustionestime per il 2011, che mostrano come interna.l’anno passato la produzione elettrica da 1.4.6 Riduzione dei gas a effetto serra nelfonti rinnovabili abbia raggiunto circa il ciclo di vita dei combustibili: Direttiva23% dei consumi elettrici finali lordi (Figura 2009/30/CE3). Questo risultato è legato soprattuttoalle forte crescita della capacità e della Infine il Parlamento ha adottato unaproduzione fotovoltaica tra il 2010 e il direttiva53 che fissa specifiche tecniche per2011, ma anche alla continua crescita della i carburanti e un obiettivo di riduzione delfonte eolica e delle biomasse. I dati 6% delle emissioni di gas serra prodotteprovvisori al 2011 evidenziano una crescita durante il ciclo di vita dei combustibili dadella generazione elettrica rinnovabile di 9 conseguire entro il 2020, rispetto allaTWh al netto dell’idroelettrico. È media comunitaria del 2010, attraversolincremento più altro registrato negli l’utilizzo di biocarburanti e carburantiultimi anni. alternativi e riducendo il rilascio in atmosfera e la combustione in torcia nei1.4.5 Riduzione delle emissioni delle siti di produzione. Entro il 2012 laautovetture: Regolamento 403/2009 Commissione potrà proporre di rendereIl pacchetto clima-energia include obbligatoria una riduzione supplementare 52comprende un provvedimento che fissa il del 4%, una volta verificato che l’utilizzo dilivello medio di emissioni di CO2 delle tecnologie ecocompatibili di CCS e diautovetture nuove a 130 gCO2/km a veicoli elettrici (treni esclusi) possapartire dal 2012 da ottenere con diminuire ulteriormente del 2% lemiglioramenti tecnologici dei motori, e una emissioni, e che l’acquisto di crediti nelriduzione di ulteriori 10gCO2/km dovrà contesto del protocollo di Kyoto possaessere ricercata attraverso altre soluzioni anch’esso consentire una riduzione del 2%.tecnologiche e al maggiore ricorso ai 53 Direttiva 2009/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009 , che modifica la direttiva52 98/70/CE per quanto riguarda le specifiche relative a benzina, Regolamento (CE) n. 443/2009 del Parlamentoeuropeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, che combustibile diesel e gasolio nonché l’introduzione di un meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di gas adefinisce i livelli di prestazione in materia di emissioni effetto serra, modifica la direttiva 1999/32/CE del Consiglio perdelle autovetture nuove nell’ambito dell’approccio quanto concerne le specifiche relative al combustibile utilizzatocomunitario integrato finalizzato a ridurre le emissioni dalle navi adibite alla navigazione interna e abroga la direttivadi CO2 dei veicoli leggeri. 93/12/CEE. 38
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaBox 1. I progressi dell’UE nella riduzione delle emissioni nell’abito degli obiettivi di Kyoto 54 55A seguito dell’emanazione del Protocollo di Kyoto l’Unione Europea dei 15 (UE-15) si è impegnata a 56ridurre le proprie emissioni di gas effetto serra (greenhouse gas, GHG) dell’8% entro il 2012 rispetto ai 57livelli del 1990 , e l’obbligo complessivo è stato ripartito a livello di singoli Stati membri attraverso il 58burden sharing agreement , in base al quale all’Italia è stato assegnato un obiettivo del 6.5%. 59Nell’ultimo report sui progressi fatti dall’Unione verso gli obiettivi di Kyoto pubblicato dallaCommissione viene evidenziato come l’UE-15 sia sul sentiero giusto per raggiungere il target 60complessivo stabilito. In base ai dati provvisori 2010 le emissioni UE-15 sono del 10.7% inferiori ailivelli dell’anno base, ma non tutti i paesi riusciranno a soddisfare i propri obiettivi nazionali. Per i paesipiù a rischio, ovvero Italia, Austria e Lussemburgo, sarà fondamentale il ricorso ai meccanismi dicompensazione previsti dallo stesso Protocollo, ai permessi di emissione EU ETS non utilizzati dai nuovientranti, e ad altre misure di policy.Tra i paesi UE-15 Germania e Regno Unito pesano per circa un terzo delle emissioni complessive, e laforte riduzione delle emissioni registrata da questi due paesi (rispettivamente -26.3% e -27%) tra il 1990e il 2009 impatta notevolmente sul risultato complessivo dell’area.Nel complesso tra il 1990 e il 2009 si è verificato un importante processo di decoupling tra la crescitadelle emissioni e crescita del PIL: nel periodo considerato a livello di UE-15 si è infatti registrata unacrescita complessiva del PIL del 37% e una riduzione delle emissioni pari al 12.7%, mentre nell’UE-27 ilPIL complessivo è cresciuto del 38% e le emissioni sono diminuite del 17.4%.Rispetto agli obiettivi comunitari per il 2020 (-20% rispetto al 1990) il report evidenzia come in tutti i 27 61Stati membri (UE-27) tra il 1990 e il 2010 si è registrata una riduzione delle emissioni di circa il 15.5% .Tuttavia l’andamento delle emissioni degli ultimi anni ha risentito notevolmente dell’impatto della crisieconomica sui livelli di attività, e già nel 2010 si è registrata una lieve ripresa delle emissioni rispetto aldato 2009. Per il raggiungimento dei target comunitario rimane quindi fondamentale la corretta ecompleta implementazione dei provvedimenti del pacchetto clima-energia, e delle disposizioni in 62materia di efficienza energetica .54 United Nations 1997.55 Germania, Grecia, Svezia, Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Austria, Belgio, Finlandia, Irlanda,Lussemburgo, Paesi Bassi, Danimarca, ovvero gli Stati entrati prima del 2004. A livello di UE-27 non sono inveceprevisti target comuni complessivi nel contesto del Protocollo di Kyoto.56 Non sono comprese le emissioni Land Use, Land Use Change and Forestry (LULUCF).57 L’anno base varia a seconda del paese e del genere di GHG considerato, tuttavia nella maggior parte dei casi è il1990.58 Decisione 2002/358/CE del Consiglio, del 25 aprile 2002, relativa allapprovazione, in nome della Comunità europea,del Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e lesecuzione congiuntadegli impegni che ne derivano.59 “Progress towards achieving the Kyoto objectives”, European Commission, Brussels, 7 ottobre 2011; tale report ècorredato da un accompanying document che riporta dati inerenti all’andamento delle emissioni nei vari paesi e persettore.60 In crescita rispetto al 2009 del 2.3% grazie a una parziale ripresa dell’economia.61 In crescita rispetto al dato 2009, pari al 17.4%.62 In particolare sarà importante arrivare a un prezzo della CO2 che incentivi i processi di switching e favorisca losviluppo tecnologico, e centrare l’obiettivo di risparmio energetico attraverso l’approvazione della nuova proposta didirettiva sull’efficienza energetica. 39
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia L’eventuale sostegno economico alla1.5 L’efficienza energetica cogenerazione deve essere basato suiLe azioni di risparmio energetico hanno un risparmi di energia primaria conseguitiruolo centrale nel conseguimento degli attraverso il processo cogenerativo. Inobiettivi comunitari al 2020 di riduzione Italia il quadro relativo al sostegno per ladelle emissioni e di quota di rinnovabili sul cogenerazione ad alto rendimento (CAR) èconsumo lordo finale. Una maggiore stato recentemente completato con ilefficienza energetica porta alla riduzione Decreto Ministeriale del 5 settembredei consumi di energia primaria e finale, 201164.riducendo, a parità di mix di combustibili, Per quanto concerne i consumi energeticile emissioni di gas serra e rendendo più di prodotti come gli elettrodomestici, lafacile il raggiungimento degli obiettivi in Direttiva 2010/30/UE65 ha istituito untermini di rinnovabili. quadro per armonizzare le misure nazionaliCiononostante il pacchetto clima-energia sull’informazione degli utilizzatori finali,non comprende provvedimenti rivolti che si realizza tramite l’etichettaturadirettamente alla riduzione dei consumi l’uniformazione delle informazioni per ienergetici, e il target di riduzione di prodotti che hanno un notevole impattoconsumi di energia primaria al 2020 non è diretto o indiretto sul consumo di energia.vincolante. Tuttavia nel corso degli ultimi La direttiva ha quindi stabilito leanni sono comunque stati approvarti responsabilità degli stati membri perdiversi provvedimenti a sostegno quanto concerne l’introduzione del sistemadell’efficienza energetica. di etichettatura, di diffusione delleCon la Direttiva del 2004 sulla promozione informazioni sui consumi, e del controllodella cogenerazione63 il Parlamento ed il delle responsabilità dei fornitori e deiConsiglio hanno evidenziato l’importate distributori dei prodotti in questione.ruolo della produzione combinata di La prestazione energetica dell’edilizia èenergia elettrica e calore a livello disciplinata dalla Direttiva 2010/31/UE66,comunitario nel contesto della riduzione che ha definito in quadro generale perdei consumi di energia primaria. La metodologia di calcolo della prestazionedirettiva definisce un criterio unico a livello energetica degli edifici. Tutti i paesicomunitario per la quantificazione dei membri devono adottare metodologie dirisparmi di energia primaria derivanti dalla calcolo conformi alle prescrizioni generaliproduzione combinata e simultanea di della direttiva e fissare requisiti minimi dienergia elettrica e calore rispetto alle 64produzioni separate, e dal 2011 in tutti i Decreto Ministeriale 5 settembre 2011 - Regime di sostegno per la cogenerazione ad alto rendimento.paesi membri la cogenerazione è definita 65 Direttiva 2010/30/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazionead alto rendimento solo se rispetta i criteri energetica dell’edilizia (rifusione). La presente direttivariportati nella direttiva. ha abrogato la Direttiva 92/75/CE a decorrere dal 21 luglio 2011. 66 Direttiva 2010/30/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, concernete l’indicazione del consumo di energia e di altre risorse63 Direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del dei prodotti connessi all’energia, medianteConsiglio, dell’11 febbraio 2004, sulla promozione etichettatura ed informazioni uniformi relative aidella cogenerazione basata su una domanda di calore prodotti (rifusione). La presente direttiva ha abrogatoutile nel mercato interno dell’energia che modifica la la Direttiva 2002/91/CE a decorrere dal 1 febbraiodirettiva 92/42/CEE. 2012. 40
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiaprestazione energetica, con la possibilità di misure di miglioramento dell’efficienzadistinguere tra edifici nuovi ed esistenti, al energetica volte al raggiungimentofine di raggiungere livelli ottimali in dell’obiettivo del 9%.funzione dei costi67. Il PAEE italiano del 2011 riporta che al 2010 nel nostro paese è stato conseguito un1.5.1 L’efficienza degli usi finali dell’energia risparmio energetico annuale pari alLa Direttiva 2006/32/CE68 ha stabilito per i 47,711 GWh (4.1 Mtep). Le riduzioni attesepaesi membri un obiettivo indicativo (non al 2016 sono stimate sulla base dei risultativincolante) di risparmio energetico al che dovrebbero essere conseguiti2016 sui consumi energetici finali lordi attraverso alcuni specifici interventi di(CFL) pari al 9% dei consumi medi risparmio energetico, ed estendendo nelregistrati nel quinquennio 2001-2005. Dal tempo queste misure il Piano effettuacalcolo e dall’obiettivo sono esclusi i anche una stima dei risparmi attesi fino alconsumi energetici relativi ad attività 2020 (Tabella 7).coperte dal sistema EU ETS.L’obiettivo del 9% è relativo ai consumi Tabella 7. Riduzioni dei consumi finali di energia attesi al 2016 e 2020tendenziali previsti per il 2016, ed è quindiindipendente dallandamento futuro reale Riduzioni di consumi di energia finaleandamento del consumo di energia: ai Settore Nel 2016 Nel 2020paesi viene richiesto di GWh/a Mtep/a GWh/a Mtep/adimostrare/certificare di aver conseguitoun determinato ammontare di risparmio Residenziale 60 027 5.16 77 121 6.63energetico sul consumo finale attraverso Terziario 24 590 2.11 29 698 2.55interventi di efficientamento, ma questonon significa che i consumi debbano Industria 20 140 1.73 28 678 2.47diminuire. Lobiettivo è di risparmi Trasporti 21 783 1.87 49 175 4.23energetici in percentuale rispetto al 2001- Totale 126 540 10.88 184 672 15.882005. Il meccanismo non determina % rispetto alla media 2001-2005 -9.60% -14%necessariamente una diminuzione deiconsumi energetici complessivi che Fonte: PAEE 2011possono aumentare o diminuire nel tempoa seconda delle variabili a essi sottostanti69.La direttiva ha inoltre imposto agli Stati di Le misure previste dal PAEE nello specificoredire e trasmettere alla Commissione dei dellItalia e gli obiettivi al 2016 definiti dallapiani di azione nazionali per l’efficienza direttiva in Europa contribuiscono ma nonenergetica (PAEE), nel quale illustrare le esauriscono gli sforzi nel contenere i consumi finali nella proporzione necessaria67 È il livello di prestazione energetica che comporta il al raggiungimento degli obiettivi dicosto più basso durante il ciclo di vita economicostimato di un edificio o di un elemento dell’edificio.68 risparmio di energetico del pacchetto clima Direttiva 2006/32/CE del Parlamento Europeo e delConsiglio, del 5 aprile 2006, concernente l’efficienza energia (che oltretutto sono espressi inenergetica degli usi finali dell’energia e recanteabrogazione della Direttiva 93/76/CEE del Consiglio. termini di energia primaria e non di69 Lo stesso ragionamento vale per l’obiettivo al 2020 consumi finali).del pacchetto clima-energia. 41
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaLa normativa sullefficienza energetica, conformità con la direttivache pur è il settore più importante per la 2010/31/UE.realizzazione degli scenari di • Regimi obbligatori di efficienzadecarbonizzazione, è la parte più debole energetica: gli stati membri sarannodel pacchetto clima. tenuti a istituire dei regimi nazionaliIl raggiungimento degli obiettivi di obbligatori di efficienza energetica;efficienza energetica al 2020 e tutti i distributori di energia o tutte lel’implementazione delle politiche società di vendita di energia alenergetiche a essi connesse sono passaggi dettaglio dovranno conseguirefondamentali per il raggiungimento dei risparmi energetici annui pari all’1.5%target di riduzione delle emissioni di lungo del volume delle vendite realizzateperiodo fissati dalla Roadmap 2050 e all’interno dello Stato membro71. Ildall’Energy Roadmap 2050. Per queste risparmio energetico richiesto aregioni nel giugno 2011 la Commissione ciascuna società obbligata può essereha pubblicato una proposta di Direttiva espresso in termini di consumosull’efficienza energetica con la quale energetico finale o di energia primaria.viene mantenuto l’obiettivo al 2020 e Si tratta di sistema analogo alvengono stabilite misure vincolanti di meccanismo dei titoli di efficienzarisparmio di energia primaria. La proposta energetica vigente in Italia dal 2005.è al vaglio del Parlamento e del Consiglio. • Promozione della cogenerazione ad1.5.2 La nuova proposta di direttiva alto rendimento (CAR) e dei sistemi disull’efficienza energetica teleriscaldamento: entro il 1 gennaio 2014 gli stati membri dovrannoLa proposta di direttiva sull’efficienza stabilire e notificare alla Commissioneenergetica del 22 giugno 201170 vincola gli un piano nazionale per il riscaldamentostati membri ad introdurre alcune misure e il raffreddamento inteso a sviluppareper il supportare il miglioramento il potenziale nazionale di CAR e deldell’efficienza energetica e centrare teleriscaldamento el’obiettivo di un risparmio di energia teleraffreddamento efficienti. I nuoviprimaria del 20% rispetto ai consumi impianti di generazione di energiatendenziali previsti per il 2020. termica con potenza termica superiore a 20 MW dovrebbero essere dotati di• Enti pubblici: dal 1 gennaio 2014 ogni attrezzature per il recupero di calore di anno il 3% della superficie totale degli scarto attraverso sistemi di CAR, e immobili di proprietà di enti pubblici dovrebbero essere ubicati in dovrà essere sottoposta a prossimità di centri di domanda di ristrutturazioni che rispettino i requisiti calore (impianti industriali o centri minimi di prestazione energetica abitati). stabiliti dal singolo Stato membro in70 Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e delConsiglio sull’efficienza energetica e che abroga le 71direttive 2004/8/Ce e 2006/32/CE. A esclusione dell’energia usata per il trasporto. 42
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaLa nuova direttiva sull’efficienza energetica Tabella 8. Valori di riferimento di risparmi di energia primaria e di consumiabrogherà la direttiva sulla promozione di energia primaria al 2020 per Stato membrodella cogenerazione e la direttivasull’efficienza degli usi finali dell’energia. Valori di riferimento di consumo e risparmio al 2020* Stato Membro Consumi massimi, Mtep Riduzioni minime, MtepIn questa prima proposta l’obiettivo del Belgio 43.6 9.820% al 2020, sui consumi di energiaprimaria, rimane indicativo, cioè non Bulgaria 18.6 3.2vincolante, e relativo ai consumi Repubblica Ceca 40.1 5.5tendenziali previsti per l’anno 2020, Danimarca 19.2 0.8mentre le misure introdotte hanno Germania 241.2 58.7carattere vincolante. 5.4 0.2 Estonia1.5.3 Gli emendamenti ITRE Irlanda 15.9 2.8 Grecia 33.3 2.7Il 28 febbraio 2012 la proposta è stata Spagna 131.7 31.1approvata dalla Commissione Francia 207.5 68.9Parlamentare Industria, Ricerca ed Energia Italia 159.8 49.0(ITRE)72, la quale ha proposto alcuniemendamenti che dovranno essere Cipro 2.4 0.4discussi e negoziati con il Consiglio. Lettonia 7.8 -1.0In primo luogo la Commissione ITRE ha Lituania 8.6 1.1introdotto degli obiettivi vincolanti di Lussemburgo 4.7 0.9risparmio di energia primaria in termini Ungheria 26.7 2.9assoluti per il 2020: i paesi membri Malta 0.8 0.1dovranno fissare e notificare alla Paesi Bassi 58 17.7Commissione i propri target di consumi di Austria 29.2 7.2energia primaria al 2020 basandosi su deglispecifici valori di riferimento massimi Polonia 90.1 19.7(seconda colonna Tabella 8). Nel Portogallo 24 6.0complesso gli obiettivi nazionali dovranno Romania 40.1 10.0portare a una riduzione a livello Slovenia 7 1.8comunitario del 20% rispetto alle Repubblica Slovacca 18.5 1.6proiezioni 2020. Finlandia 33.2 4.2I paesi dovranno inoltre seguire una Svezia 41.4 14.4traiettoria indicativa di riduzione delle 165.4 48.1 Regno Unitoemissioni, arrivando a un risparmio pari al UE 1474 36825% entro il 2014, al 50% entro il 2016, e al75% entro il 2018, del target di riduzione * Esclusi gli usi non energeticiminima 2020 (terza colonna Tabella 8). Fonte: Proposta di direttiva sullefficeinza energetica - emendamenti ITRE72 European Parliament, Committee on Industry,research and Energy, compromise amendments onthe proposal for a directive of the European Parliamentand the Council on energy efficiency and repealingdirectives 2004/8/EC and 2006/32/EC. 43
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaPermane quindi una certa opacità ed segnale importate indipendentementeincoerenza in termini di obiettivi: se da dall’effettiva configurazione euna parte si impone un obiettivo in termini quantificazione dei target, e nonostante laassoluti (con la fissazione di target scelta dell’obiettivo effettivo sia lasciata alvincolante di consumi al 2020 prendendo singolo stato e non sia fissata, come ècome riferimento i valori riportati nella avvenuto con la direttiva rinnovabili delseconda colonna della tabella), dall’altra la 2009, dagli organi comunitari.traiettoria indicativa sugli obiettiviintermedi è basata su riduzioni dei consumirispetto all’andamento tendenziale(obiettivi minimi di riduzione dei consumidi energia primaria basati sui valoririportati nella terza colonna della tabelle,relativamente indipendenti dalla traiettoriadei consumi complessivi), e l’obiettivocomplessivo a livello comunitario rimanerelativo al tendenziale.Per quanto concerne l’efficienza energeticadell’edilizia la Commissione ITRE ha fissatoun obiettivo indicativo di riduzione deiconsumi energetici degli edifici dell’80%entro il 2050 rispetto ai consumi dellostock edilizio del 2010. La quotapercentuale di rinnovo degli edifici pubbliciè stata invece abbassata dal 3% al 2.5%annuo sul totale degli edifici di proprietàpubblica.La misura relativa all’introduzione di regimiobbligatori per il risparmio di energia, èstata maggiormente dettagliata dallacommissione ITRE, e il target dell’1.5%annuo di risparmi in capo aidistributori/venditori dovrà esserecalcolato sulla media delle vendite dei treanni precedenti. In tema di CAR e sistemi diteleriscaldamento e teleraffreddamentol’ITRE propone la stesura di Roadmapnazionali entro l’1 gennaio 2015, esuccessivamente ogni cinque anni. © Flickr CCNel complesso l’introduzione di obiettivinazionali vincolanti in termini di riduzionidei consumi di energia primaria è un 44
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia2 Gli scenari 2030 e 2050 sullefficienza energetica prevede a oggi lintroduzione di un obbligo in capo alleIn questo capitolo viene presentato lo utilities di promuovere azioni di efficienzascenario energetico REF-E per WWF Italia energetica corrispondenti ad unaal 2050 compatibile con gli obiettivi diminuzione del 1.5% rispetto ai consumidelineati dallEnergy Roadmap dellUnione dellanno precedente. Ipotizzando unaEuropea. crescita tendenziale della domandaLo scenario si basa su obiettivi raggiungibili energetica del 1% anno, tale meccanismoin termini di efficienza energetica e dovrebbe essere in grado di allineare isviluppo di un parco impianti alimentato da consumi reali allobbiettivo richiesto (-fonti rinnovabili in grado di soddisfare il 0.5%). Inoltre, lemendamento della100% della domanda elettrica al 2050. Gli Commissione Parlamentare Industria,scenari della Roadmap, gli scenari Ricerca e Energia di fatto già introduce, pergovernativi e gli scenari degli altri studi lItalia, un obiettivo quantitativopresi in esame nel precedente capitolo corrispondente a quello proposto (-5% alcostituiscono il termine di paragone delle 2020 rispetto al 2010)scelte dello scenario REF-E per WWF Italia. Per gli anni successivi il verificarsi delloParticolare attenzione viene dedicata alla scenario sarà condizionato dalle scelte difotografia intermedia al 2030. policy messe in campo dallUnione Europea e dagli Stati Nazionali.2.1 La domanda energetica finale Lobiettivo di riduzione di lungo termineLo scenario REF-E per WWF Italia parte da nell’ordine del -40% è già anticipato nellaun consumo energetico finale inferiore Roadmap 2050 della Commissioneallattuale del 40% al 2050, del 16,5% al Europea. Esso è infatti in linea con 3 dei 52030 e del 5% al 2020. scenari proposti nella sua Roadmap, doveCome abbiamo visto limpianto normativo comunque anche gli altri 2 scenariesistente sullefficienza energetica, sia a prevedono una riduzione dei consumilivello nazionale che a livello Europeo, non nellordine del -30% in termini assoluti.è in grado di garantire il raggiungimento di Altri lavori, in particolare il documentoun tale target nemmeno nel breve periodo programmatico del Governo Tedesco,(2020). In particolare lassenza di obiettivi presenta scenari di efficienza ancor piùquantitativi di riduzione della domanda in marcati proponendo una riduzione deitermini assoluti nella legislazione Europea consumi finali sino al 50%. La Federalha suggerito, nello scenario, ladozione di Environmental Agency tedesca, comeun obiettivo progressivo di efficienza. La abbiamo visto nel capitolo precedente,domanda energetica finale nello scenario propone uno scenario di riduzione deiproposto prevede pertanto diminuzione consumi del 58%.dello 0,5% dei consumi in termini assoluti A livello settoriale, dal 2010 al 2020 sidal 2010 al 2020, del 1.25% dal 2020 al prevede che l’industria e il civile732030 e del 1.65% dal 2030 al 2050. comprimano la propria domanda di energiaLobiettivo al 2020 è ritenuto altamente 73 Il civile comprende i settori del terziario e delprobabile. La proposta di Direttiva domestico. 45
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiarispettivamente del 7-8%, mentre la E difficile isolare allinterno di una talerichiesta energetica da parte dei comparti dinamica quanto degli andamenti finalitrasporti e agricoltura rimanga invariata. siano da imputare a cambiamenti dellassetto produttivo (spostamento delAl 2050 lo scenario prevede che per tutti i PIL su attività a minore intensitàsettori la domanda finale sia inferiore del energetica) del paese, quanto siano dovuti40% rispetto al 2010; è pertanto richiesto a un’effettiva efficacia delle politiche dial settore agricoltura e, soprattutto, al incentivazione dellefficienza energetica esettore trasporti, un particolare sforzo di quanto dipendano allelasticità dellacontenimento dei consumi energetici dopo domanda finale in relazione ai prezzi deiil 2020. combustibili. Di sicuro il processo non èNel box dedicato allefficienza energetica è ancora strutturale e ancora nel 2009 epossibile isolare gli anni 2006 e 2007 come 2010 i consumi energetici hannoanni in cui è avvenuto un importante agganciato landamento del PIL.processo di decoupling tra la crescita La diminuzione della domanda energeticaeconomica e landamento dei consumi. In nel lungo periodo al 2050 è inserita, nelloparticolare nei due anni in oggetto a fronte scenario REF-E per WWF Italia, indi una crescita del PIL (+2.2% e +1.7% percentuali equivalenti per tutti i settori (-rispettivamente) si ha avuto un segno 40%). In realtà la valutazione dei potenzialiinverso nella domanda energetica, ovvero settoriali e il confronto con altri studiuna diminuzione dei consumi finali (-0.81% suggerisce una possibile maggiore-1.02%) con percentuali in linea a quelle penetrazione dellefficienza energetica nelindividuate come necessarie per il settore dei trasporti e del civile e terziarioconseguimento degli obiettivi di lungo dove è più facile prevedere importantiperiodo. © National Geographic Stock / Jim Richardson / WWF 46
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiainnovazioni tecnologiche, gestionali e di Incrementi dellefficienza energetica apolicy. Alcuni lavori arrivano a stimare la livelli superiori a quelli proposti potrannodomanda energetica finale del 50% e del soltanto facilitare il raggiungimento degli80% inferiore rispetto al 2010. obiettivi proposti ma non modificheranno le dinamiche di fondo. Al contrario sistemiLo scenario REF-E per WWF Italia privilegia energetici con consumi finali più elevati piùuna scelta prossima a quella della difficilmente permetteranno il verificarsiCommissione Europea (-40%) rispetto a dello scenario con un esclusivo ricorso alleuno scenario più incisivo. Questo permette, fonti rinnovabili.pur in un contesto significativo di riduzionedei consumi finali, di dare opportuna Nello scenario proposto il consumo finalerilevanza alle altre dinamiche dei sistemi in Italia scende da 127 Mtep nel 2010 a 106energetici che andranno a caratterizzare lo Mtep nel 2030 a 76 Mtep nel 2050.scenario al 2050: crescita della domandaelettrica, penetrazione delle rinnovabili eimpatti sui sistemi elettrici. Figura 4. Dom anda di energia (Mtep) Agricoltura Industria Terziario+domestico Trasporto 140 120 100 80 60 40 20 0 2010 2030 2050 Fonte: previsioni REF-E 47
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaBox 2. Efficienza energetica e crisiA seguito dell’avvento della crisi economica i consumi energetici e le emissioni di CO2 dei paesicomunitari sono notevolmente diminuiti. Il ruolo degli interventi di efficienza energetica edelle politiche di riduzione delle emissioni risulta quindi ridimensionato se si considerano gliimpatti della crisi sul livello di attività economica.Per l’Italia dal confronto tra l’andamento dei consumi energetici e l’andamento del PIL realenon risulta immediato rilevare l’effetto delle politiche di efficienza energetica (Figura 5).Se tra il 2005 e il 2007 si è infatti registrato un parziale processo di decoupling tra l’andamentodei consumi primari, che sono diminuiti, e il Pil reale, che ha riportato aumenti relativamenteconsistenti. Con l’avvento della crisi i trend di consumi e Pil si sono riallineati, e nel 2010, aseguito di una moderata crescita del Pil si è registrato un analogo aumento dei consumi. Figura 5. Consum i di energia prim aria e Pil reale Numeri indice, anno base 1990=100 Consumi primari Pil reale 150 140 130 120 110 100 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008 2010 Fonte: dati statistici Terna e EurostatLa mancanza di un effettivo decoupling strutturale in termini di risparmi di energia èconfermata anche dell’andamento dell’intensità energetica, cioè dell’energia richiesta perunità di ricchezza prodotta, e dall’andamento delle variazioni percentuali dei consumi primarie del Pil (Figura 6 e 7). L’intensità energetica di un’economia dovrebbe diminuire nel tempograzie a processi e tecnologie di efficientamento, seguendo un percorso relativamenteindipendente dalla crescita economica del paese. Nei due decenni considerati l’intensitàenergetica dell’economia italiana ha segnato una tendenza al ribasso, ma negli anni della crisisi è stabilizzata, per poi aumentare nel 2010, a seguito della crescita del Pil e dei consumi. Pil econsumi di energia primaria hanno infatti riportato delle variazioni annuali quasi sempre dellostesso segno, e spesso anche di portata simile, evidenziando la mancanza di un vero processodi decoupling. 48
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaFigura 6. Variazione dellintesità energetica tra il 1990 ed il 2010Numeri indice, anno base 1990=1 1.10 1.05 1.00 0.95 0.90 0.85 0.80 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008 2010Fonte: dati statistici Terna e EurostatFigura 7. Variazioni dei consum i energetici prim ari e del Pil reale tra il 1991 e il 2010(Variazioni % anno/anno) Consumi di energia primaria Pil reale10% 8% 6% 4% 2% 0% -2% -4% -6% -8%-10% 1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005 2007 2009Fonte: dati statistici Terna e EurostatLa difficoltà nell’individuare il peso effettivo delle misure di efficienza energetica sui consumienergetici complessivi del paese permane anche considerando i risultati ottenuti attraverso ilmeccanismo di titoli di efficienza energetica (TEE) introdotto in Italia dal 2005. Confrontandoquesti risultati con il trend di consumi di energia finale registrato nel paese si nota come i TEEhanno finora avuto un peso relativamente contenuto, in quanto nel 2010 i risparmi conseguitidovrebbero apparentemente ammontare a circa il 3% del consumo di energia primaria delpaese. E difficile identificare ed isolare tale meccanismo tra le altre variabili di fondo.Considerata limportanza notevole assegnata al meccanismo dei TEE nella legislazionenazionale e nella proposta di direttiva Europea appare importante approfondire lanalisi costi-benefici e lefficacia del sistema dei Titoli di Efficienza Energetica nel condizionare il trend dicrescita dei consumi finali del paese, che a oggi sembra ancora prevalentemente condizionatodagli andamenti dell’economia (Figura 8). 49
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia Figura 8. Pil reale, consum i finali effettivi e senza m eccanism o TEE Numeri indice, anno base 1990=100 Consumi finali effettivi Consumi finali senza TEE Pil reale 150 140 130 120 110 100 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008 2010 Fonte: Eurostat e AEEG2.1 La domanda elettrica consumi a favore dell’elettricità, che,Lo scenario REF-E per WWF Italia prevede, partendo da un modesto 2% nel 2010,nel contesto sopra descritto, un marcato dovrebbe raggiungere il 47% dellaincremento della domanda elettrica al domanda settoriale nel 20502050. Tale incremento è quantificato pari acirca +20% al 2030 ed a +30% al 2050, • nel settore civile il peso dell’elettricitàrispetto al 2010. Lincremento annuale sulla domanda raggiungerà livellidella domanda elettrica risulta pertanto inferiori 35% nel 2050, a fronte del 27%pari allo 0,7% anno su tutto il periodo. nel 2010.In sostanza, a fronte di una riduzione Il settore industriale avrà un forte stimolocomplessiva dei consumi del 40% si assiste allo switching sui consumi elettriciad un incremento della domanda elettrica determinato dallefficacia del meccanismodel 30%. Questo significa un importante di Emission Trading e dalla possibilità dispostamento dei consumi finali a favore installare tecnologie rinnovabili elettrichedellelettricità per tutti i settori con competitive in autoproduzione. I consumidinamiche e percentuali diverse: elettrici al 2050, a fronte di un marcato incremento percentuale, manterranno in• in particolare il peso dell’elettricità nel termini assoluti il livello del 2010 per 2050 raggiungerà il suo massimo nel effetto del miglioramento dellefficienza comparto industriale coprendo il 50% energetica. In particolare, l’elettricità dei consumi energetici finali, il 41% al prelevata dal comparto industriale salirà 2030 rispetto al 33% del 2010 leggermente (+4%) dal 2010 al 2030,• nel settore trasporti si prevede invece quando raggiungerà i 144 TWh, per poi lo spostamento più massiccio dei scendere del 13% nel ventennio successivo 50
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiafino ad arrivare a un livello di 124 TWh nel spostamento della domanda di trasporto2050. su trasporto pubblico locale elettrificato e rotaia. Il 50% del consumo finale delIl settore civile sperimenterà un settore dei trasporti al 2050 è previstoincremento percentuale dei consumi essere fornito dal servizio elettrico.elettrici dovuto in massima parte alladiffusione della pompa di calore e della L’elettricità destinata al settore agricolocucina elettrica. Tuttavia rispetto alla dovrebbe invece rimanere costante intornomaggior parte degli scenari esposti in a 5.6 TWh.precedenza lo scenario REF-E per WWF Nel complesso, quindi, la domanda diItalia stima che il contributo elettrico sia elettricità è prevista in crescita nel lungopiù contenuto rispetto agli altri settori, pari periodo a 355 TWh nel 2030 e 401 TWh nelal 35% della domanda finale. Solare 2050, con un aumento complessivotermico, geotermico a bassa entalpia e, più rispetto ai livelli attuali di circa il 30%limitatamente, il ricorso alla biomassa,forniranno importanti quote di domandafinale di calore. Per quanto riguarda questo 2.1.1 I profili di prelievosettore, la domanda di elettricità si ridurràsia nel periodo 2010-2030 (-6%, da 166 Particolare attenzione nello sviluppo delloTWh a 155 TWh), sia nel periodo 2030- scenario è stata dedicata alla costruzione2050 (-15%, da 155 TWh a 133 TWh). del profilo settoriale della domandaLo spostamento dei consumi energetici a elettrica, ovvero alla previsione oraria dellafavore dell’elettricità è molto marcato nel domanda elettrica oraria. Come vedremosettore trasporti: dai volumi praticamente di seguito una delle tecnologie a maggiorenulli del 2010, REF-E prevede una richiesta penetrazione sarà il solare fotovoltaico laassociata all’utilizzo dei veicoli elettrici di cui produzione è vincolata alle ore50 TWh nel 2030 e 139 TWh nel 2050. Si giornaliere e caratterizzata da una grossatratta di una massiccia riconversione del stagionalità. Fornire uno scenario di profiloparco macchine per uso privato e per il di domanda nel lungo periodo, anche intrasporto merci di breve distanza sulla considerazione di un incremento del 30%trazione elettrica, nonché dello della domanda finale a seguito dei prelieviFigura 9. Dom anda elettrica (TWh) Agricoltura Industria Terziario Trasporto Domestico 450 400 350 300 250 200 150 100 50 0 2010 2030 2050Fonte: Terna e previsioni REF-E 51
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiadel settore dei trasporti, diventa un significativi da questo livello perché,elemento importante per descrivere lo nonostante la recente introduzione dellescenario 2030 e 2050. tariffe biorarie per l’elettricità al dettaglio che dovrebbe favorire lo spostamento deiIl profilo di prelievo di energia elettrica consumi nelle ore off-peak e festive, il forteassociato alle diverse classi di consumatori sviluppo della generazione fotovoltaica,finali (industria, agricoltura, domestico e che determina la riduzione dei prezziterziario) deriva dai dati di letteratura e dal elettrici nelle ore di maggiore produzioneconfronto con gli operatori. Il profilo è (ossia le ore diurne, per la gran parte discomposto tra: i) le ore oggi definite di picco) dovrebbe in realtà mantenerepicco (dalle 9 alle 12 dei giorni feriali), ii) le inalterati gli attuali profili di consumo. Perore off-peak (le altre ore dei giorni feriali) e quanto riguarda l’industria, si ipotizza cheiii) i giorni festivi. A differenza delle normali tre quarti della domanda sia concentrataconvenzioni, data la peculiarità della nelle ore peak e off-peak.domanda in agosto le ore relative a questomese sono state scorporate dalle altrefasce orarie. A integrazione dei consumi elettrici “tradizionali” è stata ipotizzata un profilo diCome si può osservare in Figura 10 si domanda elettrica nel settore dei trasporti.assume che il consumo del terziario sia La domanda corrisponde al prelievo diconcentrato nelle ore di picco, mentre il energia elettrica per la ricarica delleconsumo del residenziale e dell’agricoltura batterie. Anche in questo caso lasia distribuito in modo più uniforme tra le profilatura della domanda è stataore dell’anno, sostanzialmente in linea con effettuata su base giornaliera. Nel caso deii trend attuali. Per il residenziale, in giorni lavorativi (rappresentato in Figuraparticolare, oggi il consumo medio nelle 11) si assume che i prelievi necessari allaore di picco è pari al 33%; per il lungo ricarica dei veicoli elettrici siano effettuatiperiodo non ci si attende scostamentiFigura 10. Consum i elettrici per fascia oraria di prelievo (%) Peak Off-peak Festivo Agosto 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Agricoltura Industria Terziario DomesticoFonte: previsioni REF-E 52
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia Figura 11 Profilo di dom anda elettrica del settore trasporto (Fascia peak e off-peak ) (GW) 12 10 8 6 4 2 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 ora Fonte: previsioni REF-Eper la maggior parte nelle ore notturne e, registrato di recente, quando tra il 2009 e ilin misura minore, nelle ore centrali della 2010 la generazione rinnovabile ègiornata (10-12 e 14-16). Un profilo aumentata di 7.4 TWh (5.6 TWh al nettoleggermente diverso è stato imputato nei dell’incremento della generazione degligiorni feriali e ad agosto quando si assume impianti idroelettrici di grande taglia). Tra iluna domanda più uniforme nel corso della 2011 e il 2010 lincremento registrato ègiornata. stato già nellordine dei 9TWh, al netto del bilancio del idroelettrico. La penetrazione delle rinnovabili è stata idealmente2.2 La produzione di elettricità programmata con un primo periodo 2010- 2030 in cui si assiste a una crescita mediaPer soddisfare la domanda elettrica con il di 7,5TWh anno e un secondo periodoricorso esclusivo a fonti rinnovabili è stata 2030-2050 con una crescita di 10.5 TWhipotizzata una crescita del parco impianti anno. La maggiore producibilità degliprogressiva che permetta di incrementare impianti nel secondo periodo è legatail contributo delle FER dallattuale 25% allassunzione dii miglioramenti tecnologicidell’elettricità generata, al 60% nel 2030 ed nelle diverse tipologie dimpianto.al 100% nel 2050. In valori assoluti, sidovrebbe salire da poco meno di 80 TWh Il contributo delle diverse fonti alnel 2010 a 220 TWh nel 2030, fino ad raggiungimento degli obiettivi 2030 e 2050arrivare a oltre 430 TWh a metà secolo, di è illustrato in Figura 12. In Tabella 9 e incui il 5% circa destinato allesportazione. Tabella 10 è riportato il dato relativo alle previsioni di produzione e alla capacitàLa crescita ipotizzata corrisponde a un installata.incremento annuo della produzionerinnovabile di circa 9 TWh anno. Anche sequesto ritmo di crescita può sembrareelevato, non risulta lontano da quanto 53
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaFigura 12. Produzione elettrica (TWh) combustibili fossili idro bacino idro fluente geotermico eolico fotovoltaico biomassa solare termodinamico 500 450 400 350 300 250 200 150 100 50 0 2010 2030 2050Fonte: Terna e previsioni REF-E Tabe lla 9 Pr oduzione di e le ttr icità 2030 e 2050 (TWh) 2010 2030 2050 Fonti r innovabili non progr am m abili f otovoltaico 2 88 158 solare termodinamico 0 5 52 idroelettrico f luente 2 12 12 eolico 9 32 63 geotermico 5 8 23 di cui: immessa in rete tramite accumuli 3 2 58 Fonti r innovabili idroelettrico a bacino 49 32 33 biomassa 9 41 94 Fonti tradizionali combustibili f ossili 231 143 0 Totale 308 363 434 di cui: export 0 0 21 Fonte: Terna e previsioni REF-ETabe lla 10 Pote nza ins tallata di im pianti a fonte rinnovabile 2030 e 2050 (GW) 2010 2030 2050Fotovoltaico 3 57 104Idroelettrico f luente 0 3 3Eolico 6 18 35Geotermico 1 1 3Solare termodinamico 0 1 12Biomassa solida 0 7 36RSU 1 2 1Biogas 0 2 3Bioliquidi e ibridi 1 0 0Idroelettrico a bacino (al netto dei pompaggi) 17 17 17Totale 30 108 215 Pompaggi 4 10 15 Batterie 0 1 5Fonte: Terna e previsioni REF-E 54
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaVediamo ora nel dettaglio le assunzioni e le coprono circa il 30-40% della potenzaipotesi per ciascuna fonte. complessiva. Il profilo di produzione orario è analogo a quello degli impiantiFonti non programmabili destinati all’autoconsumo, ma il load• Per quanto riguarda il fotovoltaico è factor è maggiore (1800 ore) per tener stata fatta una distinzione preliminare conto della migliore esposizione degli tra gli impianti dedicati allautoconsumo impianti collocati a terra e del e quindi direttamente connessi alle reti miglioramento tecnologico. La di distribuzione e il fotovoltaico superficie richiesta per queste connesso alla rete nazionale. La potenza installazioni coprirebbe circa 180km2 complessiva di PV cresce dagli attuali 13 corrispondenti a circa lo 0,6 per mille GW a 56 GW nel 2030 a 104 GW nel del territorio nazionale 2050 con un incremento delle • Per le altre fonti rinnovabili non installazioni anno nello ordine di 2.4 programmabili “tradizionali” GW anno, in linea con le installazioni (idroelettrico fluente, eolico) si ipotizza realizzate in Italia nel 2010 ma uno sviluppo della capacità nei limiti dei fortemente inferiori al livello di potenziali nazionali di sfruttamento; il installazioni del 2011 di 9 GW. load factor è mantenuto invariato• Una quota importante di potenza viene rispetto ai limiti attuali in quanto si dedicata all’autoconsumo, circa il 60%- suppone che lo sviluppo tecnologico 70% delle installazioni complessive. che potrebbe aumentare la Lautoproduzione nel 2030 dovrebbe producibilità degli impianti sia arrivare a coprire tra il 10% e il 20% controbilanciato dal progressivo della domanda nei diversi settori finali. esaurimento dei siti più favorevoli. Nel 2050 questa percentuale sale al • Incrementi di producibilità poco 30% nel settore civile e nei trasporti, significativi sono ipotizzati per grazie a uno sfruttamento capillare lidroelettrico fluente grazie a interventi delle superfici utili sui tetti degli edifici di ripotenziamento ed efficientamento pubblici e privati e delle stazioni di delle centrali esistenti e di una crescita parcheggio. Mentre dovrebbe fermarsi nel settore degli acquedotti e della al 15% nel comparto industriale, per il microgenerazione quale risulterà più conveniente sfruttare altre fonti (in particolare la • La crescita delleolico è ipotizzata a biomassa derivante da scarti industriali) 0,7GW anno per tutto il periodo con un o il prelievo diretto dalla rete. Il profilo inevitabile progressivo sviluppo degli di produzione orario per il fotovoltaico eolici off-shore. La crescita delleolico è è elaborato a partire dai dati storici paragonabile a quella registrata negli 2010 ed è unico a livello nazionale; il ultimi anni e inferiore a quella 2009- load factor è pari a 1400 ore. 2010 di 1GW.• Gli impianti non destinati Fonti rinnovabili di base all’autoconsumo (e quindi • Nel settore civile è previsto uno presumibilmente collocati a terra) sviluppo degli impianti cogenerativi 55
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia alimentati a biomassa solida; il • Per quanto riguarda la biomassa, oltre funzionamento di questi impianti sarà agli impianti destinati all’autoconsumo, limitato ai mesi invernali e alle ore di si prevede lo sviluppo di nuovi impianti richiesta di riscaldamento, così che alimentati a biogas e a biomassa solida. l’elettricità da essi generata arriverà a • In particolare si ritiene raggiungibile il soddisfare fino al 5% della domanda pieno sfruttamento del potenziale di elettrica complessiva del settore biogas fino al raggiungimento di una terziario. potenza di 3 GW con una crescita annua• Per quanto riguarda i settori agricolo e di 140 MW valore in linea con la crescita industriale è previsto il completo del settore degli ultimi anni. +130 MW sfruttamento degli scarti di lavorazione nel 2010. organici ai fini della produzione di • Gli impianti a biomassa solida avranno elettricità (e della produzione del un ruolo relativamente marginale sino calore). Lo scenario prevede quindi che al 2030 quando lo scenario prevede le aziende agricole e le industrie ancora un ricorso ai combustibili fossili cartarie, alimentari e del legno e al 40%, in grado di fornire un servizio mobilio arrivino a soddisfare elettrico programmabile. Sul lungo interamente la propria domanda periodo la capacità di impianti a elettrica attraverso l’energia biomassa dovrà crescere in funzione autoprodotta in impianti alimentati a della necessità di soddisfare la biomassa, per un totale di 25 TWh nel domanda puntuale di energia elettrica. 2050. Per semplicità il profilo di questi impianti asserviti a processi produttivi è • L’idroelettrico a bacino e la biomassa ipotizzato flat nel corso dell’anno. interverranno a soddisfare la domanda nelle ore di scarsa produzione delle• Eipotizzata una crescita del geotermico fonti non programmabili. Nello scenario tradizionale ad alta entalpia del 20% al è la biomassa ad essere considerata la 2050 rispetto al parco impianti ad oggi tecnologia marginale. Per chiudere la installato. domanda al 2050 è resa necessaria unaFonti programmabili potenza di 28GW da impianti a• Passando agli impianti a fonte biomassa con un load factor limitato a rinnovabile programmabili, per 2000 ore anno. Molte altre ipotesi l’idroelettrico a bacino si prevede che la possono entrare in gioco per descrivere produzione nel lungo periodo si uno scenario più efficiente, quale un mantenga in linea con la media storica maggiore ricorso agli accumuli, il ricorso degli ultimi 10 anni74; le modeste alle importazioni, una redistribuzione possibilità di sviluppo di nuova capacità dei carichi orari. Non sono fatte ancora presenti in Italia saranno infatti assunzioni particolari sullintroduzione sfruttate per la costruzione di nuovi delle biomasse di seconda generazione. impianti di pompaggio. • Lo sfruttamento dei rifiuti solidi urbani e dei bioliquidi ai fini della generazione74 Il dato 2010 è sensibilmente più alto della media di elettricità sarà molto contenuto; nelstorica in seguito alla elevata piovosità riscontrata nelcorso di quell’anno. 56
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia primo caso una sempre maggiore maggiore capacità di impianti di diffusione della raccolta differenziata e accumulo. In prima battuta, si tratterà le politiche di riduzione dei rifiuti, principalmente di impianti di inevitabili in uno scenario di emissione a pompaggio associati a impianti -80-95% ridurranno la disponibilità di idroelettrici a bacino esistenti o di combustibile, nel secondo il costo del nuova costruzione. Una revisione delle combustibile renderà l’utilizzo modalità di gestione e un proibitivo dal punto di vista economico. potenziamento dei pompaggi. Successivamente si dovrà passare alloTecnologie di frontiera sviluppo e allinstallazione di batterie sia• Con riferimento alle tecnologie di nei sistemi di distribuzione che in quelli frontiera, si ipotizza uno sviluppo di trasmissione. Questi impianti significativo degli impianti solari garantiranno l’immagazzinamento termodinamici e degli impianti dell’energia generata dagli impianti non geotermici a bassa entalpia, in programmabili per 24 ore, permettendo particolare nel corso del periodo 2030- l’immissione in rete dell’elettricità 2050. prodotta nelle ore di maggiore richiesta.• Per quanto riguarda il solare • Linserimento degli accumuli, attraverso termodinamico, data la flessibilità i quali prevediamo un transito di circa associata all’impianto si ipotizza che 50 TWh anno diventa la caratteristica lassetto preveda una generazione più innovativa dei sistemi elettrici basati elettrica dalle ore 12 alle ore 24; la sulle fonti rinnovabili. Labbinamento producibilità varia nel corso dell’anno in delle fonti non programmabili con le analogia con i dati di irradiazione solare. batterie rende lapporto di tali fonti Il contributo complessivo del solare altamente prevedibili con la possibilità termodinamico si assesta a circa 50 di programmare le risorse necessarie al TWh, il 12% della domanda totale bilanciamento con largo anticipo. Lo• Lo sviluppo del geotermico a bassa sviluppo dei sistemi di accumulo entalpia, anchesso concentrato nel accompagnati dalla diffusione delle secondo periodo, contribuisce a un 3- smart grid in grado di fare partecipare 4% della domanda finale. attivamente la domanda e la produzione decentrata al bilanciamento• Non si ipotizza l’ingresso in esercizio di del sistema potranno permettere al impianti che sfruttino le maree o il 2050 il confinamento delle fonti fossili gradiente salino, in quanto si ritiene che (gas naturale) al ruolo di riserva nei esistano certe opportunità di sviluppo periodi di anomalie climatiche in Italia in questo campo. (maltempo e cielo coperto per periodiGli accumuli prolungati, mancanza di vento). In tale evenienza lapporto termoelettrico• Associato allo sviluppo di una sempre interverrebbe fino al ripristinarsi della maggiore capacità di generazione situazione di normalità. Gli accumuli rinnovabile non programmabile sarà permettono di programmare tale necessaria l’installazione di una evenienza. 57
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia • Nel 2030 una parte ancora significativa 2.2.1 L’autoproduzione (40%) della domanda elettrica italiana sarà soddisfatta da impianti alimentati a Sulla base delle assunzioni sopra descritte, combustibili fossili; questi impianti l’elettricità da autoproduzione raggiungerà interverranno a coprire la domanda i 68 TWh nel 2030 e raddoppierà nel 2050 quando non sarà disponibile sufficiente con 134 TWh. In termini relativi, energia da fonti rinnovabili. rappresenterà circa il 19% della domanda di elettricità nel 2030 e poco più del 30% • Nel 2050, per contro, lo sviluppo di fonti nel 2050. Una quota consistente, sarà rinnovabili sarà tale da rendere l’Italia costituita da produzione fotovoltaica, che potenziale esportatrice netta di raggiungerà il 13% e il 23% della domanda elettricità. elettrica complessiva, rispettivamente, nel • Al pari sarà possibile il ricorso a 2030 e nel 2050 (Figura 13). importazioni per surplus di generazione rinnovabile in altri paesi interconnessi con lItalia.Figura 13. Elettricità destinata allautoproduzione (TWh) Elettricità immessa in rete Autoproduzione fotovoltaico Autoproduzione biomassa 500 450 400 350 300 250 200 150 100 50 0 2030 2050Fonte: previsioni REF-E 58
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaIl forte sviluppo dell’autoproduzione da Durante l’estate, tuttavia, l’elevatafonte rinnovabile, e in particolare della produzione da fonte solare determina giàquota non programmabile, avrà un impatto nel 2030 l’inversione giorno/notte delsignificativo sulla domanda di rete. In profilo e la domanda di rete risultaFigura 14a e in Figura 14b è rappresentato maggiore di notte che di giorno; a luglio sulil profilo della domanda lorda di elettricità mercato la domanda contendibile nelle oree della domanda al netto delle diurne oscilla tra i 28 e i 36 GW.autoproduzioni in due giorni lavorativi, Nel 2050 l’impatto dell’autoproduzioneinvernale e estivo, nel 2030. In Figura 15a e sulla domanda di rete è ancora piùin Figura 15b la stessa rappresentazione è marcato. Già nel mese di gennaio il picco direplicata per il 2050. domanda si sposta dalle ore diurne alle oreCome si può osservare, lo sviluppo notturne. Nel mese di luglio il largodell’autoproduzione da fonte rinnovabile apporto della generazione fotovoltaicaha un impatto ancora contenuto nel 2030 porta a un forte assottigliamento delladurante la stagione invernale, con la domanda contendibile nelle ore diurne,domanda di rete che conserva il suo profilo che nel caso rappresentato in figuratipico giornaliero caratterizzato dal picco raggiunge un minimo di 10 GW alle ore 13.diurno e da una minore richiesta notturna. Figura 14a. Dom anda elettrica- 15 gennaio 2030 (GW) Agricoltura Industria Terziario Domestico 60 Trasporti Domanda al netto di autoproduzioni 50 40 30 20 10 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 ora Fonte: previsioni REF-E Figura 14b. Domanda elettrica- 15 luglio 2030 (GW) Agricoltura Industria Terziario Domestico 60 Trasporti Domanda al netto di autoproduzioni 50 40 30 20 10 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 ora Fonte: previsioni REF-E 59
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia Figura 15a. Dom anda elettrica- 15 gennaio 2050 (GW) Agricoltura Industria Terziario Domestico Trasporti Domanda al netto di autoproduzioni 70 60 50 40 30 20 10 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 ora Fonte: previsioni REF-E Figura 15b. Dom anda elettrica- 15 luglio 2050 (GW) Agricoltura Industria Terziario Domestico 70 Trasporti Domanda al netto di autoproduzioni 60 50 40 30 20 10 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 ora Fonte: previsioni REF-E2.2.2 Il profilo di produzione giornaliero della domanda, almeno per quanto riguarda i giorni lavorativi. Gli impiantiL’analisi condotta su base oraria del mix idroelettrici a bacino e gli impianti aproduttivo necessario a soddisfare la biomassa intervengono principalmentedomanda di rete è illustrata in Figura 16a e nelle ore di maggiore richiesta di rete, ossiain Figura 16b (per il 2030) e in Figura 17a e durante i picchi diurni (nel periodoin Figura 17b (per il 2050); anche in questo invernale) e nelle ore notturne (nel periodocaso fa riferimento a un giorno lavorativo estivo), rimangono attivi, ma a potenzainvernale e a uno estivo. ridotta, nelle altre ore della giornata. Gli impianti alimentati a fonte nonNel 2030 emerge la necessità di ricorrere ai programmabile (presentati nel grafico incombustibili tradizionali in tutte le ore forma aggregata) hanno un picco didella giornata, sia d’estate che d’inverno, produzione nelle ore centrali dellaper arrivare al completo soddisfacimento giornata, grazie al contributo degli impianti fotovoltaici e, in misura minore, dei solari 60
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia Figura 16a. Produzione elettrica im m essa in rete - 15 gennaio 2030 (GW) rinnovabili non programmabili idroelettrico a bacino biomassa combustibili fossili 50 domanda di rete 40 30 20 10 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 ora Fonte: previsioni REF-E Figura 16b. Produzione elettrica im m essa in rete - 15 luglio 2030 (GW) rinnovabili non programmabili idroelettrico a bacino biomassa combustibili fossili 60 domanda di rete 50 40 30 20 10 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 ora Fonte: previsioni REF-E programmabili e nei mesi estivi determina eccedenze di produzione, nonostante latermodinamici; nelle ore notturne le fonti presenza di impianti di accumulo.diverse da quella fotovoltaicacontribuiscono alla copertura della In particolare, nel mese di gennaio il piccodomanda di rete per circa 6 GW. di produzione diurna degli impianti non programmabili è vicino a coprireNel 2050 la situazione appare molto interamente (almeno per le ore 13) ladiversa, sia per l’uscita degli impianti richiesta di rete. Il particolare profiloalimentati a combustibile fossile, sia per il assunto per il solare termodinamicodiverso profilo della domanda di rete determina inoltre una riduzione piùdeterminato dallo sviluppo della graduale della generazione da impianti nongenerazione rinnovabile destinata programmabili nelle ore pomeridiane eall’autoconsumo di prevalenza preserali e un apporto maggiore nelle orefotovoltaica. L’aumento del peso delle fonti serali (occorre ricordare a questo propositorinnovabili non programmabili condiziona che la flessibilità degli impianti solariinoltre l’esercizio degli impianti 61
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiatermodinamici consente la prevedibilità del impianti a fonte programmabile vengonoloro livello di produzione e quindi una utilizzati solo nelle ore del mattino in cui lamaggiore sicurezza di rete). Per quanto capacità di accumulo è esaurita e l’apportoriguarda l’idroelettrico a bacino, il suo delle fonti non programmabili diverse daapporto è minimo nelle ore centrali della quelle solari non è sufficiente a soddisfaregiornata, mentre è costante nel resto della interamente la domanda.giornata (intorno a 10 GW). Gli impianti Occorre sottolineare che il caso illustrato inprogrammabili alimentati a biomassa figura si riferisce a un giorno lavorativo disvolgono invece la funzione luglio; nel 2050 nei giorni (in particolaretradizionalmente associata agli impianti a estivi) di minore domanda, ad esempio nelgas naturale, ossia di intervenire a chiusura mese di agosto e nei giorni festivi, ledella domanda di rete. eccedenze di generazione da fonte nonNel mese di luglio, invece, il livello della programmabile, e quindi le possibilità digenerazione da fonte solare è tale che, non export di elettricità, sono ancora maggiori.solo soddisfa interamente la domanda Per consentire che le eccedenze del nostrodurante le ore diurne, ma, attraverso gli parco solare possano essereaccumuli, eccede anche la domanda serale effettivamente sfruttate oltre i confinitanto da aprire possibilità di export. Gli nazionali si dovrà investire fortemente Figura 17a. Produzione elettrica im m essa in rete - 15 gennaio 2050 (GW) rinnovabili non programmabili accumuli idroelettrico a bacino biomassa 60 domanda di rete 50 40 30 20 10 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 ora Fonte: previsioni REF-E Figura 17b. Produzione elettrica im m essa in rete - 15 luglio 2050 (GW) rinnovabili non programmabili accumuli idroelettrico a bacino biomassa 80 domanda di rete 70 60 50 40 30 20 10 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 ora Fonte: previsioni REF-E 62
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italianello sviluppo delle infrastrutture italiane 2.3 I costied europee e nella soluzione delle Lo studio di REF-E per WWF Italia sicongestioni. In questo modo il potenziale completa con le assunzioni relative ai costisolare dell’Italia, e del resto del Sud associati all’implementazione delloEuropa, potrà contribuire a soddisfare la scenario al 2030 e al 2050, al fine di daredomanda proveniente dalle aree un’indicazione sui costi associati adsettentrionali del continente. Allo stesso un’elevata penetrazione delle fontitempo, questa politica risulta rinnovabili.fondamentale affinché il parco produttivodel Centro-Nord Europa, in particolare In Figura 18 sono illustrate le assunzionil’eolico, possa svolgere la funzione di REF-E sul costo di investimento delleriserva in caso di cali di produzione del diverse tecnologie di impianti alimentati anostro parco non programmabile. In fonte rinnovabile e di sistemi di accumuloassenza di questa integrazione delle reti nel lungo periodo. Per le tecnologie piùeuropee sarà necessario, oltre a sviluppare mature (idroelettrico a bacino e impianti diulteriormente i sistemi di accumulo, pompaggio) non sono previstimantenere operativi impianti alimentati a miglioramenti in termini di costo. Lefonte tradizionale pronti a intervenire maggiori riduzioni sono invece associatecome riserva, con elevati costi per il alle tecnologie di frontiera (solaresistema. In ogni caso, anche l’affinamento termodinamico e batterie). Per gli impiantidei sistemi di prevedibilità della fotovoltaici di piccola taglia si ipotizza unproduzione per le fonti non programmabili graduale allineamento ai costi deglisarà indispensabile in uno scenario in cui impianti fotovoltaici di grande taglia. Datequeste fonti apportano un contributo queste ipotesi, il costo di investimento persostanziale. lo sviluppo della nuova capacità rinnovabile e dei sistemi di accumulo di elettricità dovrebbe collocarsi intorno a 7 miliardi di euro/anno nel periodo 2020-Figura 18. Costo di investimento delle tecnologie a fonte rinnovabile e di accumulo di energia (€/kW) 2020 2030 2050 6 000 5 000 4 000 3 000 2 000 1 000 0 Idroelettrico a piccola taglia grande taglia Idroelettrico Biomassa solida Biomassa solida Batterie Pompaggi termodinamico Eolico Geotermico Biogas Fotovoltaico Fotovoltaico piccola taglia grande taglia fluente bacino SolareFonte: previsioni REF-E 63
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia 2030 e a 9.5 miliardi di euro/anno nel stati esclusi, perché necessiterebbero di periodo 2030-2050. maggiore approfondimento, i costi legati al dispacciamento delle fonti rinnovabili non Per avere un quadro completo dei costi programmabili e l’eventuale rinnovamento associati allo scenario di elevata del parco esistente di impianti a gas penetrazione delle rinnovabili lo studio ha naturale nello scenario alternativo considerato anche: Tale risultato è interessante soprattutto se • i costi variabili per l’utilizzo degli confrontato con i costi associati a uno impianti alimentati a combustibili fossili, scenario “conservativo”, che preveda una ipotizzati pari a 60 €/MWh, in linea con penetrazione moderata delle generazione le previsioni REF-E relative al prezzo del rinnovabile. In particolare, a parità di gas nel lungo periodo domanda elettrica, si è ipotizzato che nel • i costi variabili per l’utilizzo degli 2050 il peso della produzione rinnovabile impianti a biomassa, per i quali si sulla domanda elettrica totale si fermi al ipotizza un costo del combustibile pari a 40% del fabbisogno, portando a 70 €/MWh raddoppiare la generazione verde dal 2010 • i costi per l’integrazione delle (76 TWh) al 2050 (154 TWh). rinnovabili nella rete (sviluppo delle In questo caso si assume che i costi infrastrutture) e per il rinnovamento del variabili degli impianti alimentati a parco esistente degli impianti alimentati combustibili fossili sia più elevato (70 a fonte rinnovabile, per ipotesi pari a 4 €/MWh), in quanto questi devono miliardi di euro/anno. soddisfare una quota maggiore di Sulla base di queste ipotesi deriva un costo domanda contendibile e, allo stesso complessivo per il sistema di tempo, che i costi legati all’integrazione implementazione dello scenario nel delle rinnovabili nella rete siano inferiori. periodo 2010-2050 pari a 837 miliardi di Ne deriva che il costo cumulato di euro incluso dei costi dinvestimento e implementazione dello scenario costi combustibile. Da questa analisi sono “conservativo” nel periodo 2010-2050 è diFigura 19. Costi dello scenario di riferim ento (Miliardi di euro) Scenario conservativo Scenario 100% rinnovabili3025201510 5 0 2010 2014 2018 2022 2026 2030 2034 2038 2042 2046 2050Fonte: previsioni REF-E 64
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia772 miliardi di euro. costo della materia prima; nel lungo periodo il progressivo abbandono del gasUn forte sviluppo delle rinnovabili naturale porta invece a una riduzione deicomporta quindi costi complessivi per il costi per il sistema (-27% dal 2010 al 2050)sistema solo di poco superiori (8%) rispetto (Figura 20).al caso di uno sviluppo moderato. Ladifferenza consiste nel fatto che lo scenario Nello scenario conservativo i costi associatisviluppato da REF-E per WWF Italia all’utilizzo del gas naturale costituiscono in(scenario 100% rinnovabili) richiede un media l’80% del totale; nel lungo periodo,maggiore investimento nel breve-medio lo sviluppo delle fonti rinnovabili e i costiperiodo, mentre lo scenario conservativo associati a una maggiore diffusione dellecomporta un aumento dei costi nel lungo biomasse determinano una crescita deiperiodo (Figura 19). costi annui complessivi (+14% dal 2010 al 2050) (Figura 21).Nei primi anni di implementazione delloscenario 100% rinnovabili, infatti, i costi disviluppo di nuova potenza rinnovabile sonoassociati ad un utilizzo ancora rilevante dei Scegliere di escludere i combustibili fossilicombustibili tradizionali, per i quali pesa il dalla generazione elettrica entro la metà Figura 20. Costi dello scenario 100% rinnovabili (Miliardi di euro) Fonti tradizionali Fonti rinnovabili 30 25 20 15 10 5 0 2010 2014 2018 2022 2026 2030 2034 2038 2042 2046 2050 Fonte: previsioni REF-E Figura 21. Costi dello scenario conservativo (Miliardi di euro) Fonti tradizionali costo rinnovabili 30 25 20 15 10 5 0 2010 2014 2018 2022 2026 2030 2034 2038 2042 2046 2050 Fonte: previsioni REF-E 65
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiadel secolo non è più costoso di scegliere 2050 il range di prezzo sarà leggermenteuna politica più conservativa di moderata inferiore, tra i 40 €/MWh e i 120 €/MWhpenetrazione delle fonti rinnovabili. La (Figura 22). Anche in questo caso, il prezzodifferenza tra le due opzioni risiede nella maggiore è pagato nel breve e medioscelta dei soggetti che pagheranno il conto: periodo, nel lungo periodo i consumatoriun forte impulso alla produzione verde beneficeranno di prezzi inferiori.richiede un investimento maggiore oggicon benefici in termini di costoparticolarmente visibili negli anni futuri. 2.4 Emissioni di CO2Gli investimenti nelle fonti rinnovabili nel Al 2030, le emissioni di CO2 del parcoperiodo costituiscono un 0.5%-0.7% del PIL termoelettrico italiano pur a fronte di unnazionale. A completamente dellanalisi incremento della domanda elettrica delsopra esposta, lo scenario rinnovabile 20% al 2030 potrebbero essere contenute apermetterebbe di mantenere le risorse 55 Mt con una riduzione del 50% rispettoeconomiche mobilitate in buona parte in alle attuali. (-60% rispetto al 1990). TaleItalia con ricadute sia in termini di prodotti diminuzione delle emissioni è in linea conindustriali che di manodopera per la tabella della Roadmap europea chelinstallazione e la gestione degli impianti. chiede al settore termoelettrico una riduzione delle emissioni compresa tra il 54Infine, per quanto riguarda i prezzi ed il 68%.dell’elettricità, nel caso dello scenario100% rinnovabili, se si assume una vita Linfrastruttura di impianti a cicloutile degli impianti di 20 anni e un tasso di combinato a gas esistente al 2012 sarebberitorno degli investimenti dell’8%, il prezzo sufficiente a soddisfare la domanda di retedell’elettricità necessario a remunerare gli al 2030 non rinnovabile (148 TWh), senzainvestimenti andrà da 50 €/MWh nel 2030 necessità di investimenti in nuovi impianti. Figura 22. Range di prezzo elettrico (€/MWh) 180 160 140 120 100 80 60 40 20 0 2030 2050 Fonte: previsioni REF-Eper le tecnologie meno costose a 150 Sempre al 2030 non si prevede ricorso a€/MWh per le tecnologie più costose. Nel carbone. La generazione elettrica a gas 66
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiasarebbe sostanzialmente equivalente aquella odierna.Al 2050 le emissioni di CO2 del settoretermoelettrico saranno limitate a circa5Mt legato agli interventi di riserva dicentrali a gas pari ad un -97% rispetto al1990.In questo scenario la priorità al ricorso alCCS andrebbe riservata alle emissioni deiprocessi industriali (Attuale perimetroCIP6). © Adam Oswell / WWF-Canon 67
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia 3 termini assoluti dello 0,5-1,65% nel periodo Policy 2010-2050 può essere compatibile con scenari di crescita economica tanto più se la crescita stessa è indirizzata alla realizzazioneNella sezione dedicata alla policy vengono degli obiettivi. Al contrario, il verificarsi diraccolte diverse proposte già ideate in altri segnali opposti rispetto agli obiettivipaesi, ancora in discussione o specifiche per il necessita interventi futuri più traumatici percontesto italiano funzionali al raggiungimento riportare i mercati energetici in linea con glidegli obiettivi 2030-2050. obiettivi di policy europei.Come anticipato nel testo lelaborazione di Al pari la crescita delle fonti rinnovabili, cheuno scenario al 2050 di completa abbiamo stimato nellordine dei 7-9 TWhdecarbonizzazione del settore elettrico anno, diventa un obiettivo perseguibile soloattraverso limpiego esclusivo di fonti in presenza di policy di lungo periodo in gradorinnovabili è definibile come un lavoro di di promuovere uno sviluppo logistico ebackcast ovvero di ricostruzione delle industriale nazionale al riparo da speculazionivariabili che permettono il realizzarsi momentanee e inevitabili crisi conseguenti. Ildellevento. piano energetico dovrebbe indicare il volume3.1 Un piano energetico di lungo periodo di investimenti annuali e proporre meccanismi per la loro remunerazione.La prima indicazione riguarda la necessità didotarsi di un piano energetico nazionale di Il costo complessivo cumulato deglilungo periodo coerente con le politiche investimenti nello sviluppo delle fontienergetiche europee in cui esplicitare gli rinnovabili nel periodo 2010-2050 nonindirizzi generali in tema di energia e differisce in maniera significativa dal costocambiamenti climatici. Il piano energetico cumulato di uno scenario a bassa crescitaserve a dare un indirizzo agli operatori del delle FER e alimentato prevalentemente a gassettore e ai policy makers nei diversi livelli naturale. Le stime REF-E per WWF Italiadella macchina amministrativa e ad ipotizzano un costo complessivo delloidentificare un percorso di massima in termini scenario rinnovabile contenuto entro il +10%di costi e di strumenti da adottare. In assenza rispetto a uno scenario gas. È una stima indi un piano nazionale la politica energetica, in linea con le previsioni degli altri studi inparticolar modo quella relativa allefficienza materia, in particolare con lanalisi offerta daenergetica e alle fonti rinnovabile, soffre di Power Prospective 2030 che accompagna lamancanza di continuità. Roadmap 2050. La grande differenza è lo spostamento consistente di risorse dai costiLa crescita progressiva e lineare degli obiettivi variabili ai costi di capitale, e dunque ladi efficienza energetica e di sviluppo delle consistente necessità di anticipare le risorserinnovabili è un elemento essenziale per economiche per il finanziamento deglirealizzare lobiettivo 2050. Dallanalisi tecnica impianti e delle nuove infrastrutture.è emerso che se gli Stati Membri sono ingrado di attuare riforme strutturali nei Affinché gli scenari si possano verificare lamercati energetici gli obiettivi quantitativi policy dovrà creare sistemi di trasferimentonecessari alla piena decarbonizzazione sono dei costi attraverso la riforma dei mercatialla portata. Una diminuzione dei consumi in elettrici e dei sistemi tariffari. Tali 68
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiameccanismi tuttavia dovranno essere in questo vantaggio.grado di trasferire i costi effettivi delle Nello scenario offerto la crescita delletecnologie nelle tariffe in maniera più efficace maggiori tecnologie è sostanzialmente unpossibile senza cadere nella tentazione di prolungamento lineare di tassi di crescitaremunerare eccessivamente gli investimenti degli impianti rinnovabili già sperimentatedi oggi scaricandone i costi nel futuro (come è negli scorsi anni. Per le tecnologie mature, inaccaduto con il sistema del CIP6, dei particolare eolico, biogas e fotovoltaico, lacertificati verdi e del programma penetrazione annuale necessaria al verificarsifotovoltaico). dello scenario è addirittura inferiore allaNon vi è nulla di più dannoso di una crescita a crescita registrata negli ultimi anni.singhiozzo. Riversare una quantità eccessiva Perché questo avvenga è raccomandabile chedi risorse su nuove tecnologie e soluzioni tutto il sistema dincentivazione e di riformasignifica dare adito a speculazioni, eccedere dei mercati energetici sia inserito in unnei costi a carico dei consumatori a quadro di policy nazionale ed accompagnatodetrimento di una politica di crescita da valutazioni di impatto economico in gradocontinua e sostenibile. Il finanziamento di calibrare le risorse in relazione ad obiettividellinfrastruttura rinnovabile, che abbiamo quantitativi. Negli ultimi anni si è assistito, astimato tra lo 0.5% e l’1% del PIL, ha il seguito dellintervento normativo dellUnionevantaggio di indirizzare le risorse economiche Europea, alla predisposizione di pianialla crescita interna anziché allacquisto di nazionali per lefficienza energetica e per locombustibili fossili. E pertanto sviluppo delle fonti rinnovabili. Manca ancoraraccomandabile che il piano energetico al uno sviluppo legislativo coerente con tali2050 sia accompagnato da una strategia obiettivi. Dove la coerenza è dimostrabileindustriale che riesca a valorizzare al meglio © Will IVY/Ivy Images / WWF-Canada 69
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiasolo attraverso la produzione di analisi di pubblica amministrazione (un potenzialeimpatto economico della legislazione e enorme per lefficienza energetica) non avràlapertura di processi di consultazione sul alcuna rappresentanza nei Ministeri a cui talitema. Nessuno ha la ricetta esatta. La edifici sono destinati, essendo questi ultimiconsultazione apre allinnovazione e alla impegnati su altre priorità; così lagricoltura epartecipazione di numerosi soggetti così gran parte delle attività che costituisconoallelaborazione di idee e alla proposta di il bilancio energetico finale di un paese.nuovi meccanismi mutuati dalle esperienze Il fenomeno è ancora più evidenteinternazionali o derivati dallinventiva di nellamministrazione pubblica locale, dovenumerosi professionisti oramai da anni priorità e competenze raramente riguardano iimpegnati su questi argomenti. temi di energia e clima. La regolazione delI piani energetici presentati in UK, Germania traffico è eventualmente affrontata al fine die Scozia rappresentano un primo modello in ridurre gli inquinanti locali, dando pocotale direzione. rilievo alla valutazione energetica o climatica. La messa in efficienza di case ed edifici dei3.2 Una governance funzionale agli obiettivi cittadini o del demanio non rappresenta unaGli obiettivi indicati dalla Roadmap 2050, e gli priorità per gli assessorati esistenti. Le nuovescenari elaborati e proposti, non sono né assunzioni di personale nella macchinascontati né di facile attuazione. Un tema amministrativa saranno funzionali alleimportante di policy da affrontare è quello di priorità dei Ministeri e degli Assessoratidotare il paese di una struttura di governance esistenti.ai diversi livelli di sussidiarietà funzionale al Senza una chiara rappresentanzaraggiungimento degli obiettivi energetico- amministrativa del tema clima-energiaambientali. difficilmente emergeranno nella macchinaEnergia e ancor più clima sono temi pubblica le capacità, le professionalità e untrasversali a diverse attività pubbliche. A oggi punto di vista energetico-climatico coerentele competenze dirette in energia ricadono con la politica europea. A fronteprevalentemente sul Ministero dello Sviluppo delladozione di un piano energetico al 2050Economico e in secondordine sul Ministero sarà importante dare un mandato chiaro adellAmbiente, al contrario per le competenze una specifica struttura che abbia come coresui temi del clima si fa riferimento business la politica climatica.prevalentemente al Ministero dellAmbente. Senza un chiaro mandato sarà difficile cheInoltre questi Ministeri hanno di fatto poco o lamministrazione pubblica si avventuri innessun coinvolgimento in materia nei settori politiche che la distolgono dalle prioritàdove si verificano i consumi finali. contingenti. Questo è ancor più vero dalIl Ministero delle Infrastrutture e dei momento che lostacolo più difficile daTrasporti non include tra le sue priorità la affrontare per il verificarsi dello scenario èriconversione a trazione elettrica del sistema riuscire a destinare risorse economiche oggidi trasporto privato, dal momento che si per gli investimenti necessari a riformare ioccupa delle problematiche relative a 20 sistemi energetici di domani.milioni di auto tradizionali. Allo stesso modo, La Commissione Europea per elaborare unala riconversione energetica degli edifici della politica climatica coerente e incisiva ha 70
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia © Flickr CCinaugurato una Direzione interamente Un successivo passaggio potrebbe quindidedicata alla politica per il clima. Ladozione riguardare lelaborazione di una fiscalitàdi una Roadmap della portata di quella ambientale più propriamente orientata agliproposta dalla Commissione Europea obiettivi della Roadmap.inevitabilmente implica ladozione di una La possibilità di introdurre una fiscalità suigovernance funzionale ad un obiettivo prodotti in relazione al loro contenuto dipossibile ma per nulla scontato. CO2 nelle diverse fasi di processo (ICE – imposta carbonio emesso) potrà essere3.3 Una fiscalità coerente con gli obiettivi presa in considerazione in alternativa o inLa fiscalità costituisce il 43.5% del Pil parziale sostituzione dellattuale IVA.italiano. È impensabile ridurre dell’80-90% le Un carbon floor price sui prodotti energeticiemissioni di CO2 se tale 43.5% non lavora sul modello del Regno Unito potrebbe esserenella stessa direzione degli obiettivi di introdotto a supporto del meccanismo dipolicy. Emission Trading per stabilizzare il segnale diÈ necessaria una rilettura della fiscalità che costo di lungo periodo e facilitare gliidentifichi, correggendole, le spinte opposte investimenti in tecnologie carbon neutralalla promozione dellefficienza, delle anche in coincidenza con un prezzo delletecnologie e delle pratiche carbon neutral. quote del meccanismo di ETS troppo basse.Tale rilettura non implica maggiori o minori Particolare attenzione andrà dedicata alentrate per lo Stato, ma semplicemente settore industriale al fine di non perdereelimina le contraddizioni tra la fiscalità e le competitività a livello internazionale.politiche per il clima. Una tale lettura potrà Meccanismi fiscali premianti a fronte diessere fatta unicamente da una struttura investimenti nellefficienza e nelle fontiche abbia in mente il punto di vista rinnovabili possono costituire un buono edenergetico-climatico e non il dedalo di efficace strumento di policy per il settoreesenzioni e complicazioni connesse industriale. Anche in questo caso la Granallattuale sistema fiscale nazionale. 71
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia Bretagna ha anni di esperienza in materia. Il obiettivi ambiziosi di decarbonizzazione. settore industriale è già incluso in parte nella Anche nel settore dei trasporti le politiche direttiva ETS. Per quanto una buona parte fiscali potrebbero avere il loro effetto senza delle quote assegnate ai settori industriali sia modifiche per il bilancio dello Stato. ancora assegnata a titolo gratuito, la grande Nel settore del trasporto privato sarebbe impresa sta già pagando i costi delle politiche opportuna lintroduzione di meccanismi climatiche europee. fiscali che spingano le imprese ad Nel settore dei consumi domestici e incentivare luso di tecnologie e sistemi di commerciali un possibile strumento per trasporto a minore impatto climatico. Ad promuovere lefficienza energetica potrebbe esempio potrebbe essere lanciato, anche in essere lintroduzione dellIMU, per la via sperimentale, un sistema di detrazioni componente riservata ai comuni, in fiscali dei costi di trasporto non più come un relazione alla classe energetica tetto al fatturato dellimpresa, ma in base ad dellabitazione. Il meccanismo avrebbe il un tetto di emissione di CO2. In tal modo vantaggio di facilitare lefficienza energetica limpresa avrebbe lincentivo a orientare gli anche nelle case oggi in affitto dove lattuale spostamenti sui mezzi di trasporto a minore interesse contrastante tra il locatore e il emissione di CO2, dallaereo al treno per locatario rappresenta una difficile barriera, esempio. Il meccanismo quindi costituirebbe nonché di promuovere la certificazione un buon incentivo per la promozione di energetica nelle abitazioni private, passaggio abbonamenti ai mezzi pubblici e la diffusione indispensabile per la promozione dellauto elettrica (con conseguente ricaduta dellefficienza energetica. positiva sullaccelerazione della penetrazione dei punti di ricarica nei pressi dellazienda) Lintroduzione delle aliquote IMU massime anziché promuovere la diffusione potrebbe scattare nel momento in cui le dellautomobile tradizionale come premio amministrazioni locali non fossero in grado di defiscalizzato ai dipendenti, come avviene soddisfare gli impegni di riduzione introdotti oggi. E opportuno quindi calibrare il bollo dal burden sharing recentemente introdotto auto, come avviene in Irlanda già dal 2008, a livello nazionale. allemissione di CO2 delle automobili, Quindi la completa trasformazione della informazione oramai obbligatoria sui libretti TARSU in relazione alleffettivo quantitativo di circolazione (Tabella 11). di rifiuti prodotta con lintroduzione di tariffe A seguito dellintroduzione del Burden progressive è un passaggio molto importante Sharing regionale con decreto del 15 marzo per influire sugli sprechi di materia e recante “Definizione e qualificazione degli prodotto che non sono compatibili conTabella 11. Il bollo auto in Irlanda in relazione alle em issioni di CO2 delle autovettureC02 Band 2012 Car Tax € anno bolloBand A: 0-120g/km 203,2Band B: 121g -140g/km 285Band C: 141g-155g/km 419Band D: 156g-170g/km 611Band E: 171g-190g/km 860Band F: 191g-225g/km 1433Band G: 226g/km or more 2867Fonte: www.irishlinks.co.uk 72
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiaobiettivi regionali in materia di fonti cardine di una politica climatica efficace. Inrinnovabili e definizione della modalità di particolare lo scenario REF-E per WWF Italiagestione dei casi di mancato raggiungimento identifica nell’obiettivo di riduzione deidegli obiettivi da parte delle regioni e delle consumi del 40% al 2050 rispetto al 2010 laprovince autonome”, sarà importante soglia per il raggiungimento dello scenario. Sidefinire un pacchetto di meccanismi fiscali tratta di introdurre meccanismi in grado didecentrati in tema di energia. Il burden rendere strutturale il decoupling tra PIL esharing infatti trasferisce alle Regioni obblighi domanda energetica finale. Una politicadiretti di promozione delle fonti rinnovabili fiscale e tariffaria dellenergia aiuta in taleed indiretti di promozione dellefficienza direzione, ma affinché la strategia per laenergetica. Il quadro andrebbe completato promozione dellefficienza energetica non siacon il trasferimento di competenze fiscali in solo un costo è importante dotare il sistematema energetico in grado di fornire degli di una molteplicità di strumenti nei diversistrumenti adeguati per il perseguimento degli settori.obiettivi. A oggi non esistono meccanismi in grado diQuindi, con attinenza, al tema della fiscalità è garantire lobiettivo di riduzione in terminiimportante fornire due considerazione assoluti dei consumi finali. Lemendamentorelative allo scenario proposto. avanzato dalla ITRE alla proposta di direttiva della Commissione Europea di fatto mira adA oggi il peso fiscale su diesel e benzina inserire un obiettivo di efficienza energeticacostituisce la metà circa del prezzo finale. Il al 2020 che, per lItalia, determinerebbe unatrasferimento dei consumi energetici dei riduzione dei consumi del 4%, rispetto altrasporti sul settore elettrico offrirà ampi 2010 ovvero dello 0.4% annuo. E la primamargini di manovra e di riforma fiscale. volta che si parla di una riduzione in terminiAl pari sarà importante proporre sistemi assoluti.fiscali ad hoc per i diversi settori. Una fiscalità Lemendamento dovrebbe essere loccasioneprogressiva sui consumi elettrici potrebbe per anticipare la sperimentazione e laessere uno strumento valido per promuovere progressiva introduzione di meccanismi inlefficienza nel settore domestico. Per il grado di conseguire risultati di promozionesettore industriale, al contrario sarà dellefficienza energetica con impatti inimportante non gravare la componente termini assoluti sulla domanda finale.fiscale e addizionale della tariffa elettrica pernon dare un segnale in senso opposto Lattuale sistema dei Titoli di Efficienzarispetto allobiettivo di incrementare la Energetica non ha ancora dimostrato lapercentuale di energia elettrica sui consumi propria efficacia e non sono ancora stati fattifinali industriali. Efficienza e fonti rinnovabili studi indipendenti in grado di evidenziare ilandranno promosse attraverso esenzioni rapporto costo-beneficio del meccanismo. Afiscali e agevolazioni allautoproduzione. oggi lobbligo di acquisto dei TEE non garantisce il raggiungimento di una riduzione3.4 Una via intelligente e coraggiosa per in termini assoluti della domanda energetica.lefficienza energetica Il sistema dei TEE dovrebbe essere intesoDallanalisi effettuata risulta come sia come lo strumento residuale per lalefficienza energetica a rappresentare il 73
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiapromozione dellefficienza energetica al netto Quindi risulta utile introdurre degli obiettividegli altri meccanismi. di riconversione del patrimonio edilizio in termini percentuali annui. ConsideratoIl sistema dei TEE deve essere coordinato con lambizioso obiettivo al 2050 in termini dile altre politiche e in particolare deve essere riduzione dei consumi la percentuale diaccompagnato da una politica che anticipi il riconversione dovrebbe essere delpiù possibile lintroduzione degli standard di 2.5%/anno, in maniera da prevedere la totaleefficienza nei diversi settori. riconversione del patrimonio edilizio italianoLintroduzione tardiva, e solo in seguito per tale data.allintervento dellUnione Europea, del divieto Considerato quindi lelevato patrimoniodi vendita delle lampadine a incandescenza edilizio storico, dove è più difficile conseguireha dimostrato, ad esempio, come il ritardo efficienza energetica, potrebbe rilevarsinellintroduzione di standard di efficienza si unopzione intelligente di policy per il nostrotraduca in costi inefficienti per il sistema paese anticipare gli obiettivi di efficienzaassorbendo importanti risorse da altri energetica nelle nuove costruzioni. Siprogetti e interventi a maggiore impatto e potrebbe ad esempio attuare il recepimentocon maggiore bisogno di supporto. della nuova direttiva sulla PrestazioneNel settore domestico il meccanismo energetica negli edifici prevista per lugliodellIMU potrebbe essere accompagnato da 2012 anticipando gli obblighi per laun meccanismo simile al Green Deal che costruzione di edifici passivi già al 2014.verrà introdotto in UK a partire dalla fine di Abbiamo visto nella presentazione delloquestanno. scenario come nel settore dei trasporti ilIl Green Deal ha istituito un meccanismo di successo dellefficienza energetica passifinanziamento per gli interventi di innanzitutto dalla riconversione del parcomiglioramento dell’efficienza energetica delle macchine privato alla trazione elettrica. Laabitazioni e delle proprietà immobiliari a uso promozione dellauto elettrica nel brevecommerciale, che permette al consumatore periodo passa attraverso incentivi fiscali alledi ripagare il costo dell’intervento attraverso imprese, ed incentivi capitali per i privati.un ricarico della propria bolletta energetica. Oggi il bollo auto è in relazione ai kW delIl consumatore riceverà quindi un veicolo, la fiscalità andrebbe spostata sullefinanziamento che andrà a pagare attraverso emissioni specifiche di CO2 del mezzo. Da talela bolletta, ma allo stesso tempo i guadagni di riforma sarebbe possibile ricavare le risorseefficienza porteranno a una riduzione dei per lincentivazione dellauto elettrica per usocosti energetici, evitando di dover sopportare privato. Nel breve periodo la fiscalitàdirettamente ed anticipatamente i costi dovrebbe essere lo strumento più efficacedell’intervento. Questo meccanismo di per orientare i consumi ad autovetture piùfinanziamento ha il duplice vantaggio di efficienti, come illustrato in precedenza.risolvere il problema di accesso alfinanziamento da parte del consumatore e di Ulteriori riduzioni del consumo potrannocoinvolgere direttamente limpresa di essere realizzate attraverso politichefornitura nella promozione dellefficienza focalizzate sulla domanda, ad esempioenergetica. politiche di urbanizzazione che prevedano una diminuzione del fenomeno dello 74
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia © Flickr CCsprawling urbano, il decentramento dei delle quote di ETS ai sensi della direttiva. Ilservizi, politiche per la distribuzione oraria rimanente 50% dei proventi potrebbedella domanda di punta. anchesso essere destinato allefficienza energetica del settore industriale.Una strategia settoriale andrà probabilmenteelaborata per lefficientamento energetico La nuova legislazione per l’incentivazionedellamministrazione pubblica. La delle FER termiche e dellefficienza energeticaraccomandazione contenuta nella proposta di potrebbe costituire un meccanismodirettiva europea sullefficienza ancora in maggiormente favorevole per la promozionediscussione, di rinnovamento del 3% annuo dellefficienza energeticadegli edifici pubblici, potrebbe essere nellamministrazione pubblica, di fatto esclusaanticipata nella legislazione nazionale. Una dal meccanismo del 55%. Tuttavia il valoreprima occasione potrebbe essere offerta dal economico della taglia degli interventirecepimento della direttiva 2010/31/CE sulla riconosciuti dovrebbe essere di una scalaprestazione energetica nelledilizia. sufficientemente grande da includere progetti di dimensione adeguata ai servizi pubbliciIl settore pubblico oggi è a corto di risorse oggetto degli interventi (scuole, ospedali,economiche. Eppure investire in efficienza uffici di grandi metrature in edifici storici)energetica offre dei ritorni dei capitali inperiodi molto brevi con diretto beneficio per 3.5 Dagli incentivi al sistema rinnovabilele casse dello Stato. In base a taleconsiderazione andrebbero studiati Con le fonti rinnovabili che incrementanomeccanismi per derogare gli interventi in progressivamente il loro contributo allaefficienza energetica dal patto di stabilità, generazione elettrica al 60% al 2030 e alnonché andrebbe valutata la possibilità di 100% al 2050 è inevitabile prevedereemissione da parte dei Comuni di BOC per il unorganizzazione del mercato elettrico, siarecupero delle risorse finanziarie necessarie. negli aspetti economici sia nelleUlteriori risorse potrebbero essere recuperate caratteristiche tecniche, funzionale alle FER.dal 50% dei proventi della vendita all’asta 75
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaNon si dovrà più parlare di sistemi tecnologie da parte di singoli operatori. Perdincentivazione ma di obiettivi di crescita facilitare la partecipazione di più operatori,delle fonti rinnovabili e di loro integrazione possibilmente anche esteri, sarà utilenel sistema elettrico. migliorare e rendere trasparenti i processi di autorizzazione degli impianti e fornire unaA fronte di uno scenario di previsione di vision del mercato elettrico italiano e delladomanda elettrica e di un obiettivo regolazione delle fonti rinnovabili di lungopercentuale di penetrazione delle fonti periodo.rinnovabili è noto il quantitativo annuoincrementale di FER da realizzare. Per facilitare la partecipazione degli operatori alle aste, e quindi permettere una definizioneIl meccanismo dei certificati verdi permette dei prezzi di acquisto dellenergia FER inuno sviluppo delle FER in ragione di obiettivi maniera concorrenziale, passaggi dellaprogressivi, e, almeno in teoria, sembra poter regolazione, quali il dispacciamento, gliessere il meccanismo più efficace per un loro sbilanciamenti, la regolazione dellesviluppo nel lungo periodo. Tuttavia congestioni e i distacchi dovranno esserelesperienza italiana in merito, caratterizzata chiariti non solo nel breve ma nel lungoda una difficoltà del legislatore a elaborare un periodo.meccanismo efficace, suggeriscelintroduzione del meccanismo delle aste, A oggi il settore delle rinnovabili staforse meno efficiente, ma più facilmente soffrendo lincertezza legislativa e lagestibile. mancanza di chiarezza nella programmazione.Il meccanismo dasta, a cui sta lavorando illegislatore, è uno strumento adeguato alla Il passaggio dal sistema dincentivazione daipromozione delle fonti rinnovabili nel certificati verdi, la cui spinta alla realizzazionemercato elettrico. degli impianti è costituita dalla quota dobbligo, al sistema delle aste, aLe quote di potenza per le diverse fonti partecipazione volontaria, implica il rischiorinnovabili da allocare dovranno essere che, se il mercato non offre sufficientiproporzionali agli obiettivi di lungo periodo garanzie, gli operatori non si presentino alleed andranno introdotti meccanismi per aste o chiedano prezzi dingresso più elevatigarantire leffettiva realizzazione degli del reale costo dinvestimento dellaimpianti. tecnologia.E pertanto opportuno che la legislazione Nel mercato elettrico una componentespecifichi le quantità e la frequenza delle aste importante e crescente del prezzosu un periodo sufficientemente lungo di dellelettricità sarà data dal costo delle quotetempo. Per fare questo è necessario di emissione ai sensi della direttiva ETS.accompagnare il provvedimento con unavision di lungo periodo. Il meccanismo ETS non sta oggi dando segnali di prezzo sufficienti a promuovere loLintroduzione di un prezzo minimo e sviluppo delle tecnologie carbon neutral.massimo per orientare gli esiti delle aste è Esso tuttavia è uno strumento efficace diuna precauzione condivisibile. Maggiore riduzione delle emissioni climalteranti e diattenzione andrà dedicata a evitare il contestuale promozione delle FER. Per un suoradicarsi di posizioni dominanti nelle diverse 76
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italiaefficace funzionamento tuttavia è necessariorestringere lattuale diluizione delloffertache influisce negativamente sul prezzo dellequote. Leccesso di offerta è dovuto allapossibilità di banking delle quote allocate ineccesso tramite i Piani Nazionali del periodo2008-2012 e dalla presenza di creditiprovenienti da progetti internazionali. Inassenza di provvedimenti normativi in Europafinalizzati a ritirare le quote in eccesso –come il meccanismo di set aside indiscussione – difficilmente lETS darà segnalidi prezzo significativi prima del 2016-2018.Se le fonti rinnovabili sono destinate a coprireporzioni sempre più ampiedellapprovvigionamento elettrico, èinevitabile che queste contribuiscano albilanciamento del sistema. Sarà quindiopportuno che gli impianti rinnovabilisvolgano un ruolo attivo anche neldispacciamento dellenergia elettrica. Questotuttavia non deve essere inteso come unprovvedimento “punitivo” a fronte diun”eccessiva” penetrazione delle FER, macome un esito inevitabile del mercatoelettrico in cui le rinnovabili continueranno aincrementare il loro contributo. Lo sviluppodelle rinnovabili renderà il mercato semprepiù un mercato della capacità di lungoperiodo (gestita con le aste) al quale siaffiancherà un mercato del dispacciamentoorario in cui entreranno a fare parte gliimpianti rinnovabili programmabili, imeccanismi di accumulo, e la gestione © Flickr CCintelligente della domanda. Il cuore delmercato elettrico di oggi, il cosiddettoMercato del Giorno Prima, perderàprogressivamente dimportanza. programmabili sono altamente prevedibili soprattutto se connesse a sistemi diLa gestione della riserva è uno degli aspetti accumulo. Lo sviluppo degli accumuli e lapiù delicati della transizione a un sistema regolazione della riserva diventano prioritàpienamente approvvigionato dalle fonti del mercato elettrico.rinnovabili. Le fonti rinnovabili non 77
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaSarà indispensabile innanzitutto rimuovere i dellautoproduzione e della generazionedubbi se e come considerare gli accumuli distribuita.infrastrutture di rete o di produzione. Per fare questo è opportuno rimuovere gliAndrebbe valutata lopportunità di estendere impedimenti normativi che oggi nonil riconoscimento dellattuale remunerazione permettono la fornitura di più utenzesugli investimenti della rete all’8-10% (nel allinterno di una piccola rete di utenze. Lacaso degli accumuli) anche ai produttori da produzione rinnovabile decentrata dovrebbefonti rinnovabili che volessero affiancare la essere incentivata attraverso la possibilità dipropria unità di generazione ad accumuli fornire direttamente una molteplicità dielettrici. Per fare questo tuttavia è necessario utenze elettriche in prossimità del sito diintervenire nella legislazione nazionale ed produzione. È utile definire le modalità dieuropea che di fatto separa in maniera chiara copertura dei costi di trasporto ed illattività di trasmissione da quella di pagamento delle componenti A e UC dellagenerazione elettrica. tariffa elettrica, nonché le implicazioni fiscaliLo sviluppo delle FER andrà affiancato a nellottica di promuovere lautoproduzione eprovvedimenti volti alla riduzione del carico la distribuzione di energia rinnovabile. Ancheburocratico e amministrativo per lo sviluppo in questo caso è opportuno colmare il vuotodegli impianti che ancora oggi coprono una regolatorio per la realizzazione di piccole retipercentuale importante dei costi finali di dutenza. Le norme che regoleranno larealizzazione. possibilità o meno di estendere la fornitura elettrica a valle di impianti rinnovabili eLefficienza dellamministrazione pubblica piccoli sistemi di cogenrazione a utenti finalideve essere perseguita nellottica di condizionerà lo sviluppo della generazionevalorizzare la protezione e la conservazione distribuita e delle smart grid.dellambiente. La crescita delle fontirinnovabili è oramai un percorso inevitabile È importante definire una strategia eddei sistemi elettrici. Come emerso nello adeguati strumenti di promozione delle smartsviluppo dello scenario, anche a fronte di una grid e dei sistemi di accumulo di piccoladiminuzione della domanda energetica del media dimensione connessi ai sistemi40% la domanda elettrica crescerà in decentrati.percentuali rilevanti e così il contributo delle Meccanismi appositi andranno creati perFER. Questo si tradurrà in un bisogno di uso lintroduzione di cogenerazione rinnovabiledel territorio in alcuni casi anche molto nei siti industriali. Priorità andrà data aipressante. Per questo motivo è settori industriali già compresi nella direttivaindispensabile dotarsi di strumenti di ETS.salvaguardia ambientale e di protezione delterritorio che potranno essere introdotti solo La promozione dellautoproduzione dida unamministrazione pubblica intelligente e piccola scala ha lenorme vantaggio dipreparata. promuovere la partecipazione capillare di capitali privati nella trasformazione deiPer mitigare limpatto sul territorio dello sistemi elettrici. Quindi è uno strumentosviluppo delle FER, la strategia più valido di promozione dellefficienzaimportante è la promozione energetica. 78
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF ItaliaCon i certificati verdi e il conto energia E opportuno riflettere sullopportunità diabbiamo assistito al dispiegarsi di meccanismi mantenere tali oneri nella tariffa elettrica.inefficaci ed eccessivamente onerosi di Essi infatti non hanno nulla a che vedere consviluppo delle FER. Questo ha innescato il sistema elettrico e lo sviluppo delle fontimeccanismi speculatori che hanno rinnovabili ma sono il frutto di errori e diesasperato il conflitto tra la realizzazione incapacità da parte del legislatore chedegli impianti rinnovabili e la conservazione rischiano di limitare proprio le risorsedel territorio. A essi ha fatto seguito una necessaria alla trasformazione dei sistemireazione scoordinata e confusa del elettrici auspicata e sempre più richiesta dallalegislatore, che ha introdotto incertezza sul legislazione europea.futuro sviluppo delle FER.Lenorme costo dincentivazione delprogramma fotovoltaico, che nel 2011 hainstallato 9 GW di potenza a livelliincentivanti eccessivi, non è responsabilitàdel “fotovoltaico” ma di chi ha scritto lanorma. Altrettanto avveniva qualche annoprima con il sistema dei certificati verdi,estremamente oneroso a fronte dei risultatiraggiunti. © Julia KALINICHEVA / WWF-Russia 79
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia COSA FA IL WWF SU CLIMA ED ENERGIA E PERCHÉIl Cambiamento Climatico è una questione importante per il WWF, una minaccia per la vitasul Pianeta come la conosciamo, un moltiplicatore dei problemi e delle carenze esistenti(dissesto idrogeologico, approvvigionamento di acqua, incendi dolosi, ecc).Il riscaldamento globale provoca non solo un’alterazione delle condizioni climatiche, ma incidesulle risorse idriche, sui cicli di crescita delle piante, sulle condizioni di vita per le persone e laNatura.L’impatto del cambiamento climatico è già evidente. E potrebbe andare sempre peggio.Sono molte le cose che dobbiamo e possiamo fare: ma il tempo è poco. Dobbiamo tenerel’aumento medio della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C: per far questo, laconcentrazione delle emissioni di gas serra dovrebbe raggiungere il picco massimo entro il2015-17, per poi declinare rapidamente. A livello globale, le emissioni vanno ridotte almenodell’80% entro il 2050, e azzerate nei Paesi Sviluppati, come l’Italia, quelli che hannostoricamente provocato il fenomeno. Il WWF partecipa attivamente ai negoziati internazionali per ottenere un Trattato Globale sul Clima: secondo l’accordo raggiunto in Sud Africa lo scorso anno, il nuovo trattato dovrebbe essere approvato entro il 2015.Ma dobbiamo innanzi tutto cominciare da casa nostra. Ognuno deve fare la propria parte,cittadini, aziende, governi locali e nazionali.Serve una Strategia Nazionale per il Clima,con conseguenti Piani di azione, per la Mitigazione,cioè per ridurre le emissioni gas serra (con l’obiettivo di azzerarle entro il 2050); e perl’Adattamento, cioè per far fronte agli effetti e gli impatti del cambiamento climatico ormaiinevitabili. Il WWF ha proposto delle vere e proprie Linee Guida per la Strategia Nazionale peril Clima.L’Energia è uno dei campi fondamentali. Attualmente il settore elettrico contribuisce per oltreil 33% alle emissioni di anidride carbonica, il principale gas serra, in Italia. Il WWF ha lanciato diverse iniziative e campagne per favorire il risparmio e l’uso efficiente dell’energia da parte di cittadini e imprese. La campagna sulla casa e sui condomini sostenibili ha contribuito a far approvare le defiscalizzazione del 55% degli oneri sostenuti per le misure di efficienza negli edifici. 80
    • Obiettivo 2050 – Un rapporto REF-E per WWF Italia Nel 2011 è stata avviata Officinae Verdi SpA , una società costituita dal WWF e UniCredit, che integra capacità e rete finanziaria, sostenibilità ambientale, qualità e capacità tecnologica, per offrire prodotti e servizi integrati, su energie rinnovabili-efficienza energetica e carbon management, a famiglie e imprese. L’obiettivo è quello di sviluppare un nuovo modello energetico sostenibile di generazione distribuita nel quale ciascuno – famiglie e aziende - può diventare “autoproduttore” e contribuire significativamente alla riduzione degli sprechi e delle emissioni di CO2. Il WWF si batte da anni per l’approvazione di una Strategia Energetica Nazionale che punti decisamente sulle energie rinnovabili per coprire, entro il 2050 al massimo, il 100% del fabbisogno energetico, riducendo nel frattempo drasticamente i consumi di energia e favorendo un uso efficiente dell’energia stessa. Il WWF ha partecipato, fin dagli anni ’70, alla battaglia contro l’energia nucleare, non certo per motivi ideologici, ma per i rischi enormi per l’ambiente e la salute non solo in caso di incidente, ma anche per le scorie che nessuno sa come gestire, rischi non certo compensati dalla sua sostanziale anti-economicità. Il WWF ha contribuito in modo sostanziale ai Comitato per il SI al referendum sul nucleare sia nel 1987 che nel 2011. Il WWF ha lanciato nel 2012 la campagna “Stop al carbone, SI al futuro”, contro le centrali a carbone, la maggiore fonte di emissione di anidride carbonica nonché responsabile di gravi danni alla salute umana. 81