VERSO RIO +20CIBO, ACQUA,ENERGIA.PER TUTTI.PER SEMPRE.Guida WWF a vent’anni di sviluppoinsostenibile. Con le proposte ai g...
Dossier a cura di:            Gianfranco Bologna                              Francesca MapelliHanno collaborato:         ...
INDICE         PREMESSA: RIO + 20: IMPARARE A VIVERE NEI LIMITI DI UN SOLO PIANETA   Pag. 5         DA RIO A RIO+20: VENT’...
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RIO + 20: IMPARARE A VIVERE                                                       NEI LIMITI DI UN SOLO                   ...
futuro che è invece necessario per non raggiungere una sorta di complessiva “bancarotta”economica ed ecologica dell’umanit...
DA RIO A RIO+20:        La situazione mondiale 1992 – 2012 :                        alcuni trend significativiVENT’ANNI DI...
della popolazione nel mondo e sugli scenari          dell’Ottocento ed il secondo nei primifuturi è realizzato dalle Nazio...
3.         CONSUMO DI CARNE                           quello di uova è salito da 2.5 kg pro capite a                      ...
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-      363.47 ppm nel 1997 quando, nella               Federazione Russa e Unione Europea. Si èConferenza delle Parti dell...
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CIBOLa situazione         Fao stima che la produzione alimentare            l’utilizzo di nuove sementi selezionate eneces...
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l’alterazione dei cicli climatici tradizionali, sia       Con l’affermarsi di una logica agro-attraverso il degrado ambien...
Sebbene persista per un breve periodo                soprattutto gli erbivori - siano "inefficientinell’atmosfera, il meta...
ovvie e significative ripercussioni, ad esempio,      kg nel 1980 a 32.2 kg nel 2005, mentresullo stato di salute degli ec...
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scollegata rispetto al valore della biodiversità di   dell’acqua virtuale inclusa in beni e servizi,questi straordinari ec...
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ENERGIAAlcuni dati fondamentali                                 persone, neonati inclusi. Cina ed India, con              ...
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Cibo, acqua e energia per tutti - Viviamo in un mondo di eccessi, ma potremmo vivere in un mondo di sufficienza - un mondo in cui c'è abbastanza cibo, acqua ed energia per tutti. Questa è la sfida del WWF lanciata nell’anno di Rio+20, la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile in corso a Rio de Janeiro a vent’anni dall’analoga Conferenza del 1992 che ha lanciato per la prima volta a livello mondiale il concetto di sviluppo sostenibile, a cui abbiamo dedicato il Dossier "Verso Rio + 20. RIO SOCIAL: Da oggi e fino alla durata del summit, il WWF è Rio anche sui social. Seguici sulla pagina speciale www.wwf.it/rio , twitter: @wwfitalia con #rioplus20 e sulla pagina facebook.com/wwfitalia

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  1. 1. VERSO RIO +20CIBO, ACQUA,ENERGIA.PER TUTTI.PER SEMPRE.Guida WWF a vent’anni di sviluppoinsostenibile. Con le proposte ai grandi delpianeta per un vertice capace di futuro 1
  2. 2. Dossier a cura di: Gianfranco Bologna Francesca MapelliHanno collaborato: Eva Alessi Maria Grazia MidullaCoordinamento editoriale: Emanuela Pietrobelli Carolina MarcosTraduzioni di: Patrizia Zaratti Sara BragonziFoto di: R. Isotti, C. Cambone – Homo ambiensVerso Rio + 20 – Cibo, Acqua, Energia. Per tutti. Per sempre.WWF Italia – Via Po 25/c – 00198 RomaUfficio Stampa WWF Italia, 06 84497213, 265, 373 - 02 83133233, 349 0514472, 329 8315718www.wwf.it/stampaSegui i negoziati di Rio anche su la speciale pagina dedicata al vertice sul sito wwf.it/riosu twitter @wwfitalia con #rioplus20sulla pagina facebook.com/wwfitalia 2
  3. 3. INDICE PREMESSA: RIO + 20: IMPARARE A VIVERE NEI LIMITI DI UN SOLO PIANETA Pag. 5 DA RIO A RIO+20: VENT’ANNI DI SVILUPPO IN NUMERI Pag. 7 FOOD WATER ENERGY FOR ALL. FOR EVER Pag. 13 Cibo Pag. 14 Acqua Pag. 21 Energia Pag. 26 ASSEGNARE UN VALORE AL CAPITALE NATURALE Pag. 30 LA GREEN ECONOMY Pag. 33 GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE Pag. 36 SUSSIDI PERVERSI Pag. 38 LE 16 PROPOSTE DEL LIVING PLANET WWF 2012 Pag. 40 LE PROPOSTE DEL WWF PER GARANTIRE UN FUTURO ALLA NATURA E AGLI ESSERI UMANI Pag. 45 DOMANDE E RISPOSTE SU RIO +20 Pag. 49 3
  4. 4. 4
  5. 5. RIO + 20: IMPARARE A VIVERE NEI LIMITI DI UN SOLO PIANETAPremessaLa Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (United Nations Conference onSustainable Development 1) avrà luogo dal 20 al 22 giugno 2012 a Rio de Janeiro.Si tratta di un appuntamento molto importante per il futuro di noi tutti.La Conferenza che ha luogo venti anni dopo l’Earth Summit del 1992, tenutosi sempre a Rio deJaneiro (United Nations Conference on Environment and Development), quaranta anni dopo laConferenza ONU di Stoccolma del 1972 (United Nations Conference on Human Environment) edieci anni dopo il Summit di Johannesburg (World Summit on Sustainable Development), assumeun’importanza cruciale per il momento storico che stiamo attraversando.La profonda crisi economica e finanziaria che sta attraversando il mondo dal 2008 e della qualenon riusciamo ad intravedere la fine, ci dimostra che l’epoca basata su di una crescita economicaillimitata, senza regole, che inficia la giustizia sociale e l’equità, che pesa sulle generazione future eincrementa, in maniera ormai drammatica, il deficit ecologico, è totalmente insostenibile e nonpuò proseguire nel futuro, come se nulla fosse.La Conferenza di Rio costituisce quindi una straordinaria occasione per tracciare percorsiinnovativi e capaci di dare un futuro diverso all’umanità, basato sulla reale concretizzazione dellasostenibilità. Sostenibilità significa, in sostanza che dobbiamo tutti imparare a vivere nell’ambitodei limiti del nostro meraviglioso ed unico Pianeta, come ci indica l’ultimo “Living Planet Report2012” del WWF.Rio deve essere un grande evento mondiale capace di tracciare questa nuova strada e sarebbe unastraordinaria occasione perduta se dovesse fallire.Il testo della Conferenza si intitola “Future We Want” (il futuro che vogliamo) ma in tutto ilprocesso negoziale che ha avuto luogo sino ad ora non sembra proprio rispecchiare e delineare il1 Vedasi il sito www.uncsd2012.org 5
  6. 6. futuro che è invece necessario per non raggiungere una sorta di complessiva “bancarotta”economica ed ecologica dell’umanità.L’oggetto principale della Conferenza è l’impostazione di una Green Economy che costituisce unastrada obbligata per passare ad una nuova fase, diversa da quella profondamente critica in cui citroviamo e l’impostazione di una governance internazionale, capace ed autorevole, sullasostenibilità.Le nazioni del mondo hanno purtroppo fallito nell’attuare concretamente un integrazione dellepolitiche di sviluppo con le politiche ambientali in questi ultimi 20 anni (come l’Agenda 21, l’ampiodocumento approvato alla Conferenza di Rio del 1992, affermava).I testi negoziali di Rio+20 così come sono stati elaborati ed approvati sino ad ora, mancano diindicare impegni vincolanti per far si che non si aggiunga ai precedenti un ulteriore decennio oventennio di fallimenti che potrebbero essere drammatici per il futuro di noi tutti.Le proposte per cambiare rotta non possono essere basate da “impegni volontari nazionali” chenon rivestono un ruolo legalmente vincolante e non impegnano i paesi a raggiungere target conl’indicazione di apposite tempistiche. E’ invece molto importante che le nazioni si accordino sutarget significativi da raggiungere, indicando i tempi entro i quali devono essere raggiunti e i mezzidi implementazione necessari per ottenerli (compresi quelli finanziari).La Conferenza di Rio dovrebbe costituire un vero punto di svolta, nell’ambito della quale i paesi ditutto il mondo dovrebbero finalmente comprendere che non si può andare avanti così, che ènecessario cambiare decisamente rotta, costruire una nuova economia che metta al centro lostraordinario capitale naturale che costituisce la vera base essenziale per qualsiasi tipo di svilupposociale ed economico dell’umanità.E’ fondamentale che si comprenda come la dimensione ecologica e quella economica e socialesiano inscindibili e come sia folle proseguire nella distruzione degli asset più preziosi chegarantiscono la nostra stessa esistenza.Sino ad ora non sembra proprio che i negoziatori siano stati in grado di cogliere a fondol’eccezionalità della situazione mondiale e la straordinaria sfida che un Summit mondiale al qualeparteciperanno tanti capi di stato e di governo, può rivestire nel tratteggiare le linee entro cuimuovere le nostre società verso un futuro certamente migliore dell’attuale dal punto di vistaambientale, economico e sociale.Il dossier qui presentato contiene diversi documenti che cercano di fornire le più aggiornate e piùqualificate informazioni sui temi che saranno oggetto di discussione nella Conferenza Rio+20,nonché diverse informative sulle richieste che il WWF ha elaborato per la Conferenza stessa. 6
  7. 7. DA RIO A RIO+20: La situazione mondiale 1992 – 2012 : alcuni trend significativiVENT’ANNI DI SVILUPPO Diamo di seguito alcune informazioniIN NUMERI relative ai trend ambientali, sociali ed economici ed alla loro evoluzione nel periodo 1992-2012, cioè nel periodo che va dall’Earth Summit delle Nazioni Unite, tenutosi nel giugno 1992 a Rio de Janeiro (United Nations Conference on Environment and Development – UNCED) alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (United Nations Conference on Sustainable Development – UNCSD ) che avrà luogo, nuovamente a Rio de Janiero, il 20-22 giugno 2012. IL NOSTRO MONDO DAL 1992 AL 2012 2 1. POPOLAZIONE Popolazione mondiale: circa 5,5 miliardi nel 1992, oltre 7 miliardi 2012 (un miliardo e 450 milioni in più cioè +26% dal 1992); Popolazione urbana: circa 2,4 miliardi di abitanti nel 1992 e oltre 3,5 miliardi nel 2012 (incremento del 45% dal 1992); Alcuni dati sulla popolazione in generale : il nuovo “World Population Prospect: The 2010 Revision” curato dalla Population Division delle Nazioni Unite 3 costituisce il più autorevole rapporto mondiale sullo stato 2 Alcuni dati sono tratti da UNEP, 2011, Keeping Track of Our Changing Environment. From Rio to Rio + 20 (1992 – 2012) , UNEP, vedasi www.unep.org 3 vedasi i siti www.unpopulation.org e www.un.org/esa/population 7
  8. 8. della popolazione nel mondo e sugli scenari dell’Ottocento ed il secondo nei primifuturi è realizzato dalle Nazioni Unite e viene decenni del Novecento, il terzo miliardo èpubblicato ogni due anni. Normalmente, per stato raggiunto il 25 ottobre del 1959, ilquanto riguarda gli scenari futuri, il rapporto quarto il 27 giugno del 1974, il quinto il 21individua tre varianti per la crescita della gennaio del 1987, il sesto il 5 dicembre delpopolazione, definite alta, media e bassa. La 1998, il settimo il 31 ottobre 2010, l’ottavovariante media è quella che risponde dovremmo raggiungerlo il 15 giugno delmaggiormente al dato che realmente si verifica 2025, il nono il 18 febbraio del 2043 e iled è verificabile dai dati che si sono realmente decimo il 18 giugno del 2083.riscontrati nella realtà.La variante media della nuova Revisione 2010 2. URBANIZZAZIONE E MEGACITTA’indica una popolazione mondiale prevista per il2050 che risulta essere di 156 milioni superiore Megacittà (secondo le Nazioni Unite sia quella prevista nell’ultima Revisione (quella definisce una megacittà quando nell’ambitodel 2008), fornendo quindi un dato del suo perimetro vi vivono almeno 10complessivo, per il 2050, di una popolazione milioni di abitanti): 10 megacittà nel 1992 eumana di 9 miliardi e 310 milioni di persone 21 megacittà nel 2012 (incrementorispetto alla precedente Revisione 2008 che ne complessivo del 110% dal 1992, oggi la piùprevedeva 9 miliardi e 150 milioni. Buona parte grande megacittà è Tokyo con 37 milioni didi tale differenza scaturisce da un numero più abitanti);alto di nascite previsto nella Revisione 2010, Alcuni dati sull’urbanizzazione in generale :precisamente di 147 milioni in più nel periodo Oggi più del 50% della popolazione umana2010-2050 ed un numero inferiore di decessi, vive ormai in aree urbane. Nel 2050 la22 milioni in meno rispetto alla Revisione 2008, popolazione globale urbana potrebbenello stesso periodo. Inoltre la popolazione del raggiungere i 6 miliardi sui 9.3 miliardi2010 è risultata inferiore a quella prevista nella previsti e l’urbanizzazione accoppiataRevisione 2008 per una cifra di 13 milioni. all’incremento dei consumi condurrà ad unaIl nuovo “World Population Prospect” ricorda ancor più forte pressione sui sistemi naturaliche l’attuale popolazione umana, che ha rispetto alla situazione attuale.raggiunto nell’ottobre 2011 i 7 miliardi di Per esempio, la media dell’improntaabitanti, dovrebbe raggiungere, entro il 2100 la ecologica di un residente di Beijing e quasicifra di 10.1 miliardi, toccando appunto, nel tre volte superiore a quella di un cinese2050, la cifra di 9.3 miliardi di abitanti. La medio. Si prevede inoltre che 350.000maggior parte dell’incremento che si verificherà miliardi di dollari saranno spesi globalmenteriguarderà i paesi ad alta fertilità, che per le infrastrutture urbane nei prossimicomprendono 39 paesi africani, nove asiatici, trent’anni. Nel 2050 su tre persone, duesei in Oceani e quattro in America Latina. vivranno in aree urbane 4.Sempre tenendo conto della variante mediasaranno necessari dai 7 miliardi del 2010 solo13 anni per raggiungere l’ottavo miliardo, 18anni per raggiungere il nono miliardo e 40 anniper raggiungere il decimo miliardo. Se invece sidovesse verificare un andamento di crescita 4prevista dalla variante alta, aggiungeremo un vedasi United Nations, 2009, World Urbanizationmiliardo in più ogni 10-11 anni per il resto del Prospects, the 2009 Revision, The Population Division of the Department of Economic and Socialsecolo. Affairs of the United NationsE’ bene ricordare che la popolazione umana ha http://esa.un.org/unpd/wup/index.htm).raggiunto il suo primo miliardo nei primi anni 8
  9. 9. 3. CONSUMO DI CARNE quello di uova è salito da 2.5 kg pro capite a 20.2 kg.Consumo di carne pro capite: 34 kg. nel 1992 e43 kg. nel 2012 (incremento +26% rispetto al 4. PRODOTTO GLOBALE LORDO1992);Alcuni dati sul consumo di carne in generale : il Prodotto globale lordo: 36.000 miliardi diWorldwatch Institute in una recente analisi dollari nel 1992 e oltre 63.000 miliardi direlativa ai Vital Signs, ai segni cioè dei trend dollari oggi (incremento del 40% rispetto alglobali che disegnano il nostro futuro 5, fornisce 1992);il quadro della crescita degli animali da Alcuni dati sul prodotto globale lordo inallevamento nel mondo. generale: il grande storico John McNeill 6Il numero di polli destinati al consumo umano è ricorda che nel secolo trascorso, dal 1890 alcresciuto del 169% dal 1980 al 2010, portandosi 1990, l’economia mondiale è cresciuta di 14da 7.2 miliardi di individui a 19.4 miliardi di volte, la popolazione mondiale di 4 volte,individui. Durante lo stesso periodo la l’utilizzo dell’acqua di 9 volte, le emissioni dipopolazione di capre e pecore ha raggiunto i 2 anidride solforosa di 13 volte, l’utilizzo dimiliardi e la popolazione dei bovini è cresciuta energia di 16 volte, le emissioni di anidridedel 17% raggiungendo 1.4 miliardi. carbonica di 17 volte e la cattura del pescatoSecondo i dati del Consultative Group di 35 volte.dell’International Agricultural Research le stime Questi trend continuano ancora oggi. Il notodi crescita al 2050 prevedono una popolazione studioso James Gustave Speth7 ricorda cheglobale di polli di circa 35 miliardi, di capre e per ogni decade, dal 1980 al 2005,pecore di 2.7 miliardi e di bestiame di 2.6 globalmente il prodotto mondiale lordo èmiliardi. incrementato del 46%, la carta e i prodottiLa popolazione attuale di individui sottoposti ad cartari del 41%, il pescato del 41%, ilallevamento umano tra bovini, capre, pecore, consumo di carne del 37%, le automobili delpolli, maiali, dromedari, anatre, lepri, conigli, 30%, l’uso dell’energia del 23%, l’uso deitacchini, oche ecc. è passata da i 9 miliardi del combustibili fossili del 20%, la popolazione1970 ai 26.7 miliardi attuali, come indicano i mondiale del 18%, il raccolto di cereali deldati di FAOSTAT, il database statistico della FAO, 18%, le emissioni di ossidi di azoto del 18%,sistematizzato dal Worldwatch Institute. I la sottrazione di acqua del 16%, le emissionimaiali, per esempio, sono passati dai 547 di anidride carbonica del 16%, l’utilizzo deimilioni del 1970 ai 965 milioni del 2010. fertilizzanti del 10% e le emissioni diLa domanda di carne, uova e prodotti caseari è anidride solforosa del 9%.andata significativamente incrementando neipaesi in via di sviluppo, particolarmente in quellidi nuova industrializzazione. In questi paesi 5. FLUSSO DI MATERIAinfatti il consumo pro capite di latte si è quasiraddoppiato tra il 1980 ed il 2005, quello di Estrazione globale di materie prime: 42carne si è triplicato e quello di uova è miliardi di tonnellate nel 1992 e 60 miliardiaumentato di cinque volte. oggi (un incremento del 40%) considerando iIl maggiore incremento si è avuto nei paesi flussi di materia “nascosti” si arriva a 100dell’Asia del sud-est e dell’est. In Cina il miliardi di tonnellate;consumo pro capite di latte è aumentato da 2.3 6kg nel 1980 a 32.2 kg nel 2005, mentre quello di McNeill J., 2002,Qualcosa di nuovo sotto il sole. Storia dell’ambiente del XX secolo, Edizioni Einaudicarne è quadruplicato nello stesso periodo e 7 Speth J.G, 2008, The Bridge at the Edge of the5 vedasi http://vitalsigns.worldwatch.org World, Yale University Press. 9
  10. 10. Alcuni dati sui flussi di materia in generale : a dall’Organizzazione Meteorologica Mondialelivello mondiale oggi l’umanità utilizza ed estrae e dal Global Carbon Cycle Project 10. Neldai sistemi naturali almeno 100 miliardi di 2009 numerose nazioni si sono impegnate,tonnellate di materia l’anno, circa 14 tonnellate con i risultati della Conferenza delle Partia persona (ovviamente esistono forti differenze della Convenzione quadro sui cambiamentitra i flussi di materia pro capite degli abitanti climatici tenutasi a Copenaghen, a ridurre ledei paesi ricchi che utilizzano anche molte loro emissioni di gas serra al 2020, conrisorse provenienti da altre nazioni ed i paesi l’obiettivo di mantenere l’incremento dellapoveri) 8. Per i 27 stati membri dell’Unione temperatura media della superficie terrestreEuropea la media dell’uso annuale di risorse e entro i 2°C rispetto all’epoca preindustriale.materie prime è di circa 15 tonnellate pro Il prestigioso Mauna Loa Observatory nellecapite. La domanda per le materie prime in Hawaii ci documenta che la concentrazioneUnione Europea è così intensa che una di biossido di carbonio (o anidridepercentuale che va dal 20 al 30% delle risorse carbonica) nella composizione chimicaoggi utilizzate sono importate9. Esiste quindi un’ dell’atmosfera ha raggiunto nel maggiourgente necessità di dematerializzare le nostre 2012, il livello di 396.78 ppm (parti pereconomie, riducendo fortemente l’impiego di milione di volume)11. Se andiamo a ritrosomaterie prime per la produzione di beni e nel tempo, da quando lo stesso Osservatorioservizi e riducendo significativamente l’utilizzo di Mauna Loa, scrupolosamente voluto edell’acqua e del suolo. Nell’ambito del ben noto seguito dal grande studioso Charles KeelingFactor 10 Institute, il famoso studioso di flussi di (1928 – 2005), fu pioniere nel raccogliere imateria, Friederich Schmidt-Bleek che ne è il dati sulla concentrazione del biossido difondatore e presidente, da anni propone un carbonio nella nostra atmosfera, possiamotetto di 6 tonnellate a persona annue, con lo constatare che tale concentrazione hascenario di ciò che egli definisce “The 6 Ton seguito la seguente evoluzione:Society” (la società delle 6 tonnellate). - 315.98 ppm nel 1959, il primo anno in cui ebbe luogo una raccolta di dati6. EMISSIONI E CONCENTRAZIONE DI strumentale durata per l’intero anno,ANIDRIDE CARBONICA - 348.98 ppm nel 1987, l’ultimo annoEmissioni totali di anidride carbonica: 22 in cui questa cifra rimase sotto le 350 ppmmiliardi di tonnellate nel 1992 e oltre 30 miliardi (cifra che viene indicata dai maggioridi tonnellate oggi (un incremento del 36%);concentrazione atmosferica di anidride studiosi delle scienze del sistema Terra comecarbonica: 357 ppmv (parti per milione di un “confine planetario” – i Planetaryvolume) nel 1992 e, ad aprile 2012, 396 ppmv Boundaries che l’umanità non dovrebbe(dati del Mauna Loa Observatory delle Hawaii) sorpassare per evitare effetti disastrosi alleAlcuni dati sulle emissioni e sulle nostre società),concentrazioni di anidride carbonica ingenerale: nel 2010 i livelli di gas serra hanno - 356.27 ppm nel 1992 quando ebberaggiunto il più alto livello dall’epoca pre luogo a Rio de Janeiro il grande Earthindustriale, come è documentato Summit delle Nazioni Unite,8 10 Vedasi www.materialflows.net vedasi www.globalcarbonproject.org9 11 Vedasi European Environment Agency, 2012, Material vedasi il sito dell’Osservatorioresources and waste. 2012 update, EEA http://www.esrl.noaa.gov/gmd/ccgg/trends/ 10
  11. 11. - 363.47 ppm nel 1997 quando, nella Federazione Russa e Unione Europea. Si èConferenza delle Parti della Convenzione verificato un declino repentino nellequadro sui cambiamenti climatici tenutasi a emissioni di combustibili fossili nel 2009Kyoto, fu approvato l’omonimo Protocollo, dell’1.3%, a causa della crisi finanziaria mondiale partita già nel 2008, ma la crescita- 387.35 ppm nel 2009, quando nella del 5.9% del 2010 costituisce l’incrementoConferenza delle Parti di Copenaghen, si annuale maggiore dal 2003.approvò il documento che impegnava i paesi Le emissioni di carbonio dovute afirmatari a non far superare i 2°C alla deforestazione e ad altre modificazioni ditemperatura media terrestre rispetto all’epoca uso del suolo hanno contribuito per altri 900 milioni di tonnellate al bilancio globale epreindustriale, mostrano un declino dovuto a qualche- 389.78 ppm nel 2010. modesto passo in avanti sul fronte della deforestazione e di nuove politiche perIl budget del ciclo del carbonio 2010 ci l’utilizzo del suolo.documenta che il tasso annuale di crescita di I serbatoi naturali rappresentati dal suolo, lebiossido di carbonio nell’atmosfera è stato, nel foreste e gli oceani sono riusciti a rimuovere2010, di 2.36 ppm, uno dei tassi maggiori del il 56% di tutto il biossido di carbonio emessodecennio scorso12 . Il Global Carbon Project è il dalle attività umane nel periodo tra il 1958più grande programma mondiale di ricerca sul ed il 2010.ciclo del carbonio che rientra nella prestigiosa Nel 2050, come ci ricorda il recente rapportoEarth System Science Partnership (ESSP)13. dell’OCSE14 , si prevede che, in uno scenarioIl tasso di accumulo del biossido di carbonio senza modificazioni significative rispettonell’atmosfera è dovuto alle emissioni all’attuale, l’economia dovrebbeantropogeniche e, al netto, di quanto sono in quadruplicare con la conseguente crescentegrado di assorbire i cosidetti sinks (serbatoi) richiesta di energia e di risorse naturali.naturali e cioè le foreste, il suolo e gli oceani. Un’economia che quadruplica entro il 2050L’incremento delle emissioni da combustibili si traduce nell’80% in più di uso di energia.fossili è aumentato del 5.9% nel 2010 per un Senza efficaci politiche alternative, la quotatotale di 9.1 miliardi di tonnellate di carbonio di combustibili fossili nel mix globale diemessi (che costituiscono 33.4 miliardi di energia dovrebbe restare intorno all’85%. Sitonnellate di biossido di carbonio (ricordiamo prevede che le economie dei paesiche per convertire il dato da carbonio a biossido emergenti come Brasile, Russia, India,di carbonio è necessario moltiplicare il valore Indonesia, Cina e Sud Africa (i cosidetti BRIICS) saranno i maggiori utilizzatori diper 3.67). Questi livelli di emissione sono i più energia.alti che siano mai stati raggiunti nella storia Nel 2050 la concentrazione atmosferica diumana e costituiscono il 49% in più rispetto al gas serra potrebbe quindi raggiungere le 6851990 (l’anno cui fa riferimento il Protocollo di ppm (parti per milione), con il prevedibileKyoto). risultato di una crescita della temperatura media della superficie terrestre dai 3° C ai 6°Il contributo alle emissioni totali provengono, C rispetto ai livelli pre industriali. Se non sinell’ordine, dai seguenti stati: Cina, USA, India, agisce subito supereremo presto i 2° C di12 14 vedasi il sito www.globalcarbonproject.org vedasi OECD, 2012, OECD Environmental Outlook to 2050: The Consequences of Inaction, sul sito13 vedasi www.essp.org, patrocinata dall’International http://www.oecd-ilibrary.org/environment/oecd-Council for Science www.icsu.org environmental-outlook-to-2050_9789264122246-en 11
  12. 12. incremento della temperatura che era stato comprendere meglio il quadro complessivostabilito nell’accordo di Cancun nei negoziati della situazione degli ecosistemi forestali deldelle Conferenze delle Parti sulla Convenzione mondo che sono ambienti fondamentali perquadro sui cambiamenti climatici15. il mantenimento degli equilibri dinamici della biosfera e per il benessere e l’economia umana.7. DEFORESTAZIONE Globalmente ogni anno, in quest’ultimo decennio, circa 13 milioni di ettari di forestaPerdita del manto forestale : l’area ricoperta da sono convertiti ad altri usi o perduti. Questoforeste sin dal 1990 si è ridotta di 300 milioni di dato deve essere confrontato con quello diettari (una superficie superiore a quella 16 milioni di ettari di foreste che sonodell’intera Argentina) scomparsi ogni anno, nel periodo 1990 –Alcuni dati sulla deforestazione: ogni dieci anni 1999. Il Brasile e l’Indonesia chela FAO pubblica il suo rapporto sullo stato delle presentavano tassi di perdita di forestaforeste del mondo, il ben noto “Global Forest molto alti negli anni Novanta hannoResources Assessment”16 che fa il punto sulla significativamente ridotto i loro tassi disituazione degli ecosistemi forestali del pianeta, deforestazione. Inoltre paesi come Cina,analizzandone l’evoluzione, gli andamenti e i India, Stati Uniti e Vietnam a seguito ditassi di deforestazione e degrado. L’ultimo ambiziosi programmi di riforestazione,rapporto è stato pubblicato nel 2010. hanno aggiunto, insieme ad alcuni fenomeniAttualmente gli ecosistemi forestali nel mondo di espansione naturale degli ecosistemicoprono il 31% della superficie terrestre, e si forestali e boschivi in altre regioni, una cifratratta di più di 4 miliardi di ettari, che annuale di 7 milioni di ettari di nuovecorrispondono ad una media di 0.6 ettari pro foreste. In questo modo la perdita netta dicapite. Le cinque nazioni più ricche di foreste superficie forestale, considerata la(Federazione Russa, Brasile, Canada, Stati Uniti deforestazione e sottraendo a questo datoe Cina) coprono per più della metà il totale delle la riforestazione artificiale o l’espansionearee forestali presenti sul nostro pianeta. naturale delle aree boschive, si è ridotta aLa deforestazione mondiale, dovuta soprattutto 5.2 milioni di ettari ogni anno tra il 2000 ed ilalla conversione delle foreste tropicali in terre 2010, rispetto agli 8.3 milioni di ettariagricole, è decresciuta nell’arco degli ultimo annuali negli anni Novanta.decennio, anche se prosegue ancora, ad untasso allarmante, in molti paesi del mondo. Nonsolo, ma lo sforzo fatto per realizzare nuove esignificative aree protette in quest’ultimodecennio, copre oggi il 13% della superficiemondiale di foreste (l’area di foresta inserita insistemi di aree naturali protette è cresciuta di94 milioni di ettari dal 1990 – due terzi diquesto incremento ha avuto luogo a partire dal2000). Come accade in occasione del lancio ditutti i rapporti internazionali, vale la penaapprofondire meglio i principali risultati diquesto interessante Assessment per poter15 Vedasi www.unfccc.org16 vedasi il sito www.fao.org/forestry 12
  13. 13. Oltre a seguire il percorso dei negoziati, per scandire le tappe di avvicinamento alla Conferenza di Rio+20FOOD WATER ENERGY coinvolgendo anche il grande pubblico, il WWF ha organizzato sotto il claim “Food, Water and Energy for all. For ever” (Cibo,FOR ALL. FOR EVER. acqua e energia per tutti. Per sempre) una serie di iniziative speciali, appuntamenti con ospiti internazionali, eventi di piazza, diffusione di nuovi report e documenti che mostrano come il futuro sostenibile sia una realtà possibile e come il mondo abbia già a disposizione tutti gli strumenti necessari per realizzarlo.* Viviamo in un mondo di eccessi, ma potremmo vivere in un mondo di sufficienza, in cui ci sono abbastanza cibo, acqua ed energia per tutti, basato su una nuova economia, su una nuova governance per la sostenibilità e su nuovi indicatori di benessere e progresso “oltre il PIL”. Nell’anno di Rio+20, a vent’anni dalla Conferenza delle Nazioni Unite che ha lanciato per la prima volta a livello globale il concetto di sviluppo sostenibile, il WWF è all’opera per diffondere la necessità urgente di una nuova e concreta economia verde, creando attorno ad essa un favorevole atteggiamento culturale, scientifico, istituzionale, dei media, dell’opinione pubblica. * Tra le iniziative dei mesi passati, la lecture sulla green economy di Achim Steiner, direttore esecutivo UNEP e vice segretario generale ’ONU, la presentazione della Market Transformation con le proposte per ridurre l’impatto ambientale dei mercati globali e di quello italiano, la presentazione del Living Planet Report WWF 2012 insieme allInternational Space Station, e dello State of the World 2012, il nuovo rapporto del Worldwatch Institute la cui edizione italiana da 25 anni è curata dal direttore scientifico del WWF Italia Gianfranco Bologna, la grande mobilitazione globale per il clima e il futuro sostenibile “L’Ora della Terra”. 13
  14. 14. CIBOLa situazione Fao stima che la produzione alimentare l’utilizzo di nuove sementi selezionate enecessaria al 2050, rispetto all’incremento significativi input di energia, fertilizzantiprevisto della popolazione umana che dovrebbe artificiali e pesticidi, una quotaraggiungere per quell’anno, i 9.3 miliardi di considerevole dell’umanità (che si aggiraabitanti, e ai cambiamenti che si verificheranno intorno al miliardo di individui) soffre ancoranella composizione della dieta e nei livelli di di fame cronica.consumo associati all’incremento Inoltre, gran parte dei risultati delladell’urbanizzazione, richiederebbe un aumento Rivoluzione Verde sono stati ottenuti connella produzione agricola del 70%. un’agricoltura intensiva che dipendeOggi più del 50% della popolazione umana vive pesantemente dai combustibili fossili e laormai in aree urbane. Nel 2050 la popolazione domanda se i terreni agricoli del pianetaglobale urbana potrebbe raggiungere i 6 possano produrre più cibo è inficiata dallamiliardi sui 9.3 miliardi previsti e questione se possano farlo senzal’urbanizzazione accoppiata all’incremento dei compromettere i suoli fertili, i cicli idrici e laconsumi condurrà ad una ancor più forte diversità delle colture da cui dipendiamo.pressione sui sistemi naturali rispetto alla A livello globale, i prezzi per gli alimentisituazione attuale. hanno subito forti spinte al rialzo e continuiPer esempio, la media dell’impronta ecologica andamenti imprevedibili, sostenuti da unadi un residente di Beijing e quasi tre volte domanda in rapida crescita di carne in Asia,superiore a quella di un cinese medio. Si di grano in Africa, di biocombustibili inprevede inoltre che 350.000 miliardi di dollari Europa e America del Nord e da altri fattori.saranno spesi globalmente per le infrastrutture In futuro, è poi probabile che ilurbane nei prossimi trent’anni. Nel 2050 su tre cambiamento climatico possa aggravare talipersone, due vivranno in aree urbane.17 pressioni, rendendo più difficile la situazioneDopo quasi mezzo secolo dalla cosiddetta per gli agricoltori e per tutto il genereRivoluzione Verde, che ha fortemente umano.incrementato la produttività agricola con Ad oggi quasi la metà della produzione agricola mondiale viene utilizzata come17 Vedasi United Nations, 2009, World Urbanization fonte alimentare per gli animali cheProspects, the 2009 Revision, The Population Division of costituiscono la base di carne per l’umanità,the Department of Economic and Social Affairs of the e il consumo di carne è previsto che possaUnited Nations http://esa.un.org/unpd/wup/index.htm passare dai 37.4 kg/pro capite/annui ad 14
  15. 15. oltre i 52 kg/pro capite/annui al 2050. La all’intera produzione alimentare dell’Africaperdita di calorie che risulta dall’alimentare gli sub-sahariana, calcolata in 230 milioni dianimali da carne con prodotti cerealicoli, invece tonnellate 20 .di utilizzare direttamente i cereali come ciboper gli individui, equivale alle necessità dicalorie per più di 3.5 miliardi e mezzo di esseri L’agricoltura e l’effetto serraumani 18. La maggior parte di noi è consapevole di come lutilizzo di auto, ilParadossi dell’alimentazione umana riscaldamento domestico, le fabbriche e i processi produttivi provochino emissioni di Le persone in sovrappeso nel mondo gas serra, soprattutto CO2.hanno raggiunto, nel 2010, la cifra di un È invece meno noto come le filieremiliardo e 934 milioni (mentre nel 2002 erano agroalimentari richiedano energia perun miliardo e 454 milioni). Circa il 23% del dato produrre i cibi di cui ci nutriamo: le attivitàdel 2002 era attribuibile a individui di età connesse all’allevamento e alla coltivazioneintorno ai 15 anni o poco più mentre questo delle specie animali e vegetali consumanodato, nel 2010, ha raggiunto la percentuale del risorse naturali ed emettono nell’ambiente38%. L’incremento per gli adulti in questi ultimi scarti e rifiuti, tra cui gas serra cheotto anni è stato invece dell’11% 19. contribuiscono ad aumentare l’effetto serraSappiamo contestualmente, dai dati FAO nei e, quindi, a surriscaldare il pianeta.rapporti sullo stato dell’insicurezza alimentare I gas emessi dall’agricoltura e daglinel mondo, che il numero di denutriti sulla allevamenti si aggiungono a quelliTerra si aggira, da qualche anno, intorno al provenienti dalle altre attività umane e ilmiliardo di persone, e potrebbe risultare cibo finisce per rappresentare una tra lenuovamente in incremento in relazione agli principali cause del riscaldamento globale.effetti provocati degli sbalzi dei prezzi delle Infatti, nutrire, allevare, macellare e venderecommodities alimentari di base sui mercati bovini e ovini (nella doppia veste di carne einternazionali. derivati del latte), suini, pollame sonoPer la prima volta nel 2011 la FAO ha necessari pesticidi, fertilizzanti chimici,commissionato un ottimo studio sulla perdita di combustibile, mangimi e acqua.cibo nelle filiere alimentari mondiali e sul cibo Nel mondo, il settore agroalimentare èletteralmente “buttato via” da noi abitanti dei direttamente responsabile di circa il 1/3paesi ricchi e sono stati ricavati dati che non delle emissioni globali di gas serrapossono non farci riflettere. Ogni anno nel soprattutto protossido di azoto (N2O),mondo si perdono un miliardo e 300 milioni di rilasciato dai terreni concimati, e metanotonnellate di cibo; ogni anno i consumatori dei (CH4), prodotto dagli allevamenti,paesi ricchi buttano via una quantità di cibo, principalmente bovini. Secondo l’IPCC istimato in 222 milioni di tonnellate comparabile fertilizzanti a base di azoto costituiscono la fonte principale delle emissioni dovute18 United Nations General Assembly, 2010, Report all’agricoltura, con una percentuale del 38%.submitted by the Special Rapporteur on the right to food, Di contro, l’industria alimentare è il settoreOlivier De Schutter, vedasi più esposto ai rischi dei cambiamentihttp://www.srfood.org/images/stories/pdf/officialreports/2 climatici indotti dai gas serra sia attraverso0110308_a-hrc-16-49_agroecology_en.pdf 2019 Vedasi i Vital Signs, Global Trends that Shape Our Il documento “Global Food Losses and FoodFuture del Worldwatch Institute, i trend globali che Waste” è rintracciabile sul sito della FAO,modellano il nostro futuro, www.fao.orghttp://vitalsigns.worldwatch.org 15
  16. 16. l’alterazione dei cicli climatici tradizionali, sia Con l’affermarsi di una logica agro-attraverso il degrado ambientale, l’erosione dei industriale per rispondere alla necessità disuoli, la siccità, la salinizzazione, le infestazioni e produrre grandi quantità di alimenti dile patologie fungine e virali. origine animale, quindi proteici, e a bassoLa zootecnia da sola contribuisce per 18% di costo, è andata per la gran parte persa latutte le emissioni di gas serra, superando le pratica degli animali al pascolo che siemissioni di generate dall’intero settore dei alimentano con le risorse del territorio.trasporti (14%) nel mondo. Solo la produzione Lallevamento intensivo degli animali èdi energia (21%) supera l’allevamento come condotto, nella maggior parte dei casi, conemissioni globali. obiettivi commerciali precisi: produrre la maggior quantità possibile di carne, nelIl sistema agro-alimentare moderno si basa sulla minor tempo possibile, al minor costopresunzione di un’illimitata disponibilità di possibile.risorse, soprattutto combustibili fossili a basso Questo modello industriale di allevamentocosto e si è enormemente dilatato al punto da animale è ragione dei più gravi problemiportare le proprie emissioni a contribuire ambientali: cambiamenti climatici,significativamente al riscaldamento globale del inquinamento e consumo di acqua, perditapianeta. di biodiversità del pianeta, deforestazione eI combustibili di origine fossile costituiscono le consumo di risorse fossili.fonti energetiche a basso costo, oltre che le La gran parte della carne che consumiamomaterie prime, per i processi di produzione di proviene da proprio allevamenti industrialifertilizzanti e pesticidi e per tutti gli stadi dei intensivi, con enormi impatti ambientalicicli di produzione (semina, irrigazione, associati: per ottenere un chilo di carne diraccolta), trasformazione, distribuzione e manzo attraverso lallevamento intensivoconfezionamento degli alimenti. Sono, inoltre, sono necessari circa 15 chili di cereali e soiaessenziali nella costruzione e nella e 15.000 litri dacqua. Inoltre semanutenzione delle macchine, comprese quelle nell’allevamento tradizionale le deiezioniagricole, degli impianti di lavorazione e di rientrano nel ciclo naturale dellatrasformazione degli alimenti, dei magazzini e concimazione, negli allevamenti intensividei serbatoi di stoccaggio, delle navi, dei camion "senza terra", invece, lenorme quantitàe delle infrastrutture per il loro trasporto. degli deiezioni prodotte (una singola vaccaNelle diverse fasi di vita di un alimento si da latte produce un quantitativo di deiezionidevono considerare anche i gas serra che si pari a quelle di 20-40 persone) non puògenerano dall’applicazione sul terreno di essere “assorbita” dallambiente circostante.fertilizzanti organici e inorganici che generano Gli allevamenti intensivi rappresentano,emissioni di protossido di azoto (N2O), così inoltre, il fattore decisivo nello sviluppo dicome le emissioni di metano (CH4) che derivano numerose patologie animali (come perdalla fermentazione enterica dei ruminanti e dal esempio, l’influenza suina H1N1) cheletame. possono arrivare a rappresentare unaSebbene in misura minore anche cottura degli minaccia di trasmissione di agenti patogenialimenti e la decomposizione degli scarti zoonotici anche dagli animali all’uomo.alimentari sono un’ulteriore fonte di emissioni Il profilo di emissioni di gas a effetto serradi gas serra. della produzione di carne è molto diverso daL’impatto e le opzioni di riduzione delle quello di altri settori, come il trasporto. Leemissioni di questi dei gas serra rappresentano emissioni dipendono da processi biologiciun’enorme sfida per le attività agricole e molto variabili, diversificati e complessi. Allazootecniche. produzione di carne è imputato quasi un quinto delle emissioni globali di gas serra. 16
  17. 17. Sebbene persista per un breve periodo soprattutto gli erbivori - siano "inefficientinell’atmosfera, il metano (CH4) è oltre 20 volte fabbriche di proteine".più potente dell’anidride carbonica come Gli animali dallevamento consumano infattideterminante dell’effetto serra. Il metano viene più calorie, che ricavano dai mangimiemesso da attività sia naturali sia umane. vegetali, di quante ne producano sottoformaQueste ultime includono la produzione di di carne, latte o uova: come "macchine" –combustibili fossili, la coltivazione del riso, la tali sono considerati nella zootecniacombustione di biomasse, la gestione dei rifiuti moderna - sono del tutto inefficienti nele l’allevamento animale. Queste attività convertire proteine vegetali in proteinerilasciano ingenti quantità di metano animali. Il rapporto di conversione danell’atmosfera: si stima come oltre il 50% del mangimi vegetali a “carne” a seconda dellametano presente in atmosfera provenga dalle specie animale è estremamenteattività umane. Il settore zootecnico da solo svantaggioso. Per esempio per far crescerecontribuisce per il 35-40% delle emissioni di 1 kg un vitello servono 13 kg di mangime,globali di metano (FAO) e per il 6% alle per un pollo ne bastano 3. In media per ogniemissioni antropogeniche di gas serra. kg di carne che si ricava da un animale,All’interno dell’intero settore zootecnico, quell’animale deve mangiare mediamentel’allevamento dei bovini rappresenta l’83% delle 10 kg di vegetali, appositamente coltivati.emissioni di metano, suddiviso in 63,3% per la Con uno spreco enorme di terreni fertili,produzione di carne e 19,3% per la produzione energia, acqua oltre allemissione didi latte e derivati (a fronte di un contributo sostanze chimiche, altri inquinanti e gasdello 0,6 del settore avicolo, 5,1 del settore serra.suino e 11,7 ovino). Basti pensare che una I pascoli inoltre occupano il 26% per centosingola mucca può produrre dai 100 ai 500 litri della superficie terrestre libera dai ghiaccidi metano al giorno (a causa della popolazione dei e la produzione di mangimi occupa ilmicrobica nel rumine) 33% della produzione agricola (Fao, 2009).A causa del cambiamento degli stili alimentari di Questa elevata produzione di mangimipaesi in rapido sviluppo, spostatisi verso un destinati all’allevamento di animali èincremento dei consumi di carne, e al crescere dunque un fattore importante dal punto didella popolazione si è assistito al 10% sia vista dell’impatto ambientale sia neldell’aumento delle emissioni dopo il 2008 e il rincaro dei prezzi di questi alimenti in un94% di quest’aumento è avvenuto proprio in mondo in cui milioni di persone soffrono laAsia, America Latina e Africa. fame. Ad oggi, secondo lOrganizzazione per lAlimentazione e lAgricoltura (FAO) il 36%A determinare queste emissioni di metano ci della produzione mondiale di cereali vienesono: impiegato per nutrire gli animali da carne e• i processi digestivi dovuti alle da latte, con differenze che vanno dal 4% in caratteristiche intestinali degli animali India, al 25% in Cina, al 65% negli Stati Uniti. allevati;• gestione del letame;• quantità e qualità del mangime La crescita del consumo di carne somministrato. Recenti dati pubblicati dalPer comprendere i motivi dellingente impatto Worldwatch Institute e dall’Earth Policysullambiente dell’allevamento (dovuto alle forti Institute (vedasi www.worldwatch.org eemissioni di gas serra e all’elevata richiesta www.earth-policy.org ) ci forniscono ilidrica), occorre notare come gli animali – preoccupante quadro della crescita del consumo di carne a livello mondiale con 17
  18. 18. ovvie e significative ripercussioni, ad esempio, kg nel 1980 a 32.2 kg nel 2005, mentresullo stato di salute degli ecosistemi della Terra, quello di carne è quadruplicato nello stessosul flusso di materia ed energia mobilizzato dai periodo e quello di uova è salito da 2.5 kgmetabolismi sociali rispetto a quelli naturali e pro capite a 20.2 kg.sulla crescita delle emissioni di gas climalteranti Circa il 75% delle nuove malattie cheche derivano dalle attività agricole. affliggono il genere umano dal 1999 al 2009Il Worldwatch Institute che ha recentemente originano negli animali e nei prodottireso noto l’ultimo rapporto “State of the World derivanti da animali, sempre secondo le2012” dedicato al tema “Verso una prosperità analisi e le stime della FAO dedicate allasostenibile” (Edizioni Ambiente), in una recente zootecnia intensiva, definita in acronimoanalisi relativa ai Vital Signs ai segni dei trend CAFO che significa Concentrated Animalglobali che disegnano il nostro futuro (vedasi Feeding Operations, che è diventata ilhttp://vitalsigns.worldwatch.org ), fornisce il modello maggiormente perseguito in tutto ilquadro della crescita degli animali da mondo.allevamento nel mondo. La zootecnia intensiva produce un altoIl numero di polli destinati al consumo umano è livello di rifiuti, uno straordinario utilizzo dicresciuto del 169% dal 1980 al 2010, portandosi acqua e di terra, gioca un ruolo significativoda 7.2 miliardi di individui a 19.4 miliardi di nella perdita di biodiversità, contribuisce alindividui. Durante lo stesso periodo la cambiamento climatico con le emissioni delpopolazione di capre e pecore ha raggiunto i 2 18% delle emissioni globali di gas serra.miliardi e la popolazione dei bovini è cresciuta Inoltre l’allevamento del bestiamedel 17% raggiungendo 1.4 miliardi. costituisce una delle maggiori cause diSecondo i dati del Consultative Group deforestazione: è responsabile di unadell’International Agricultural Research le stime percentuale tra il 65 e l’80% delladi crescita al 2050 prevederebbero una deforestazione in Amazzonia.popolazione globale di polli di circa 35 miliardi, Come ci ricorda un recente update dell’Earthdi capre e pecore di 2.7 miliardi e di bestiame di Policy Institute (“Meat Consumption in2.6 miliardi. China now double that in the United States”La popolazione attuale di individui sottoposti ad di Janet Larsen) più di un quarto di tutta laallevamento umano tra bovini, capre, pecore, carne prodotta a livello mondiale è oggipolli, maiali, dromedari, anatre, lepri, conigli, consumata in Cina. Nel 1978 il consumo ditacchini, oche ecc. è passata da i 9 miliardi del carne in Cina era di 8 milioni di tonnellate,1970 ai 26.7 miliardi attuali, come indicano i un terzo di quelle statunitensi che erano didati di FAOSTAT, il database statistico della FAO, 24 milioni di tonnellate. Nel 1992 la Cina hasistematizzato dal Worldwatch Institute. I sorpassato gli Stati Uniti come paese leadermaiali, per esempio, sono passati dai 547 nel consumo di carne a livello mondiale.milioni del 1970 ai 965 milioni del 2010. Oggi il consumo annuale di 71 milioni diLa domanda di carne, uova e prodotti caseari è tonnellate in Cina è più del doppio di quelloandata significativamente incrementando nei degli Stati Uniti. Del consumo di carne cinesepaesi in via di sviluppo, particolarmente in quelli i tre quarti sono costituiti da carne di maialedi nuova industrializzazione. In questi paesi e metà della popolazione mondiale di maialiinfatti il consumo pro capite di latte si è quasi da allevamento, circa 476 milioni diraddoppiato tra il 1980 ed il 2005, quello di individui, si trova oggi in Cina.carne si è triplicato e quello di uova è Con il consumo di carne di maiale che siaumentato di cinque volte. stima possa raggiungere i 52 milioni diIl maggiore incremento si è avuto nei paesi tonnellate nel 2012 in Cina, questo paese sidell’Asia del sud-est e dell’est. In Cina il colloca decisamente al primo posto per ilconsumo pro capite di latte è aumentato da 2.3 consumo di carne di maiale, mentre gli Stati 18
  19. 19. Uniti restano dietro con circa 8 milioni di umana ed alle attività agricole connesse.tonnellate sempre nel 2012. Negli USA in Davidson affronta il problema di quali azioniconsumo di carne di pollo e di manzo è più siano necessarie per ridurre le emissioni didiffuso. Per quanto riguarda infatti la carne di questo gas, confrontandole con i quattromanzo la Cina ne consuma sui 6 milioni di pathways che sono considerati nel nuovotonnellate annue, mentre gli Stati Uniti sugli 11 rapporto, il quinto, dell’IPCC suimilioni l’anno. cambiamenti climatici (che dovrebbe essereBisogna comunque sempre ricordare che la reso noto tra la seconda metà del 2013 ed ilpopolazione cinese è di oltre 1 miliardo e 345 2014). Si tratta dei cosidetti Representativemilioni, mentre quella degli Stati Uniti è di 313 Concentration Pathways (RCP). Permilioni. Ancora una volta appaiono evidenti le raggiungere la stabilizzazione delle emissionidifferenze del consumo pro capite. Inoltre la di protossido di azoto entro il 2050 che sianopolitica agricola industriale estensiva diffusa in consistenti con gli scenari di mitigazione piùtutto il mondo prevede un largo consumo della significativi delle RCP, è necessaria unaproduzione agricola di base da destinare agli riduzione del 50% nel livello di consumo proallevamenti animali di bestiame, maiali, pollame capite del mondo sviluppato (nel qualee persino acquacoltura. bisogna cominciare a considerare i paesi diLa Cina, ad esempio, ha registrato nel 2011 la nuova industrializzazione).maggiore produzione agricola mondiale ma un Le sfide che un futuro sostenibile ci poneterzo di questa produzione è stata destinata ad sono veramente enormi e, purtroppo, glialimentare gli animali da allevamento. Una andamenti attuali, come abbiamo visto neltipica componente dell’alimentazione degli caso specifico del consumo di carne a livelloallevamenti animali è costituita dalla soia. mondiale, stanno andando nelle direzioniL’incredibile incremento del consumo di carne opposte a quelle ragionevoli e logiche. Eccoin Cina ha alterato diversi paesaggi nel mondo perché risulterà ancor più importante edove la terra coltivata a soia sta ormai significativo quanto i paesi del mondooltrepassando quella destinata a grano e mais. riusciranno a decidere in occasione dellaLa Cina nel 2011 ha prodotto 14 milioni di Conferenza delle Nazioni Unite sullotonnellate di soia ma ne ha consumate ben 70 Sviluppo Sostenibile prevista per giugno amilioni di tonnellate. Molte aree di foresta e Rio de Janeiro.savana sono state distrutte per fare posto allemonocolture di soia.Un ulteriore interessante lavoro scientifico L’impronta di carbonioapparso recentemente su “EnvironmentalResearch Letters” ed elaborato da Eric Davidson Il termine impronta di carboniodel prestigioso Woods Hole Research Centre (Carbon Footprint, CF) si sta diffondendostatunitense, dal titolo “Representative rapidamente tra i media di tutto il mondo,concentrations pathways and mitigation poiché le tematiche legate al cambiamentoscenarios for nitrous oxide” affronta il grave climatico hanno assunto una rilevanzaproblema delle continue emissioni di protossido significativa all’interno del dibattito politicodi azoto prodotte dall’intervento umano. Si internazionale.tratta del terzo gas antropogenico più Identifica l’impatto associato ad un prodottoimportante come fattore di incremento (o servizio) in termini della quantità totale didell’effetto serra naturale e tra i più importanti “CO2 equivalente” (CO2eq) che si generaattori antropogenici della distruzione della per poter produrre, trattare e portare fino alfascia di ozono nella stratosfera. punto vendita il prodotto stesso. Si esprimeL’accelerazione delle emissioni di questo gas è come chili o tonnellate di CO2 equivalentefortemente legato alla produzione alimentare per chilo o tonnellata di prodotto ed è la 19
  20. 20. somma del potere riscaldante generato da tuttii gas ad effetto serra (CO2, N2O e CH4) emessidurante le varie fasi del ciclo di vitadell’alimento che includono la sua produzioneagricola (o l’allevamento), il trasporto, ilmantenimento in magazzini, ilconfezionamento, la distribuzione e l’eventualesmaltimento degli scarti. Si tratta di una nuovaterminologia utilizzata per indicare il cosiddettopotere di riscaldamento globale (GlobalWarming Potential, GWP), ossia l’effetto serrapotenziale di un sistema calcolato mediantel’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessement,LCA), strumento che consente di quantificare ipotenziali danni ambientali causati da prodotti,procedure o servizi durante tutto il loro ciclo divita (dalle “immissioni” di risorse quali energia,materie prime, acqua) alle “emissioni” nellaria,nellacqua e nel suolo). Di fatto la CarbonFootprint è una parte di un LCA completo che sifocalizza sul solo impatto sul riscaldamentoglobale. Il termine footprint (impronta), derivadall’Ecological footprint (Impronta ecologica)che esprime un valore complessivo in termini di“superficie utilizzata” ed è composta dadifferenti contributi, uno dei quali direttamenteconnesso con le emissioni di biossido dicarbonio. Da questo concetto è stataestrapolata la Carbon Footprint.Nell’aprile 2012 il WWF Italia ha lanciato lanuova piattaforma web “One planet food”interamente dedicata al rapporto tral’alimentazione e l’ambiente, con news,approfondimenti, consigli per il consumatore elo speciale carrello della spesa virtuale percalcolare l’impatto ambientale delle propriescelte alimentari. www.oneplanetfood.info 20
  21. 21. ACQUALa domanda di acqua Circa 900 milioni di esseri umani non trasformazione ai sistemi di lavaggio deihanno accesso ad acqua potabile sicura e circa prodotti finiti.2,6 miliardi di persone non hanno accesso ai Cambiamenti globali e climatici e sbagliataservizi igienico-sanitari di base. Inoltre il 12% gestione del suolo costituiscono un mixdella popolazione mondiale consuma l’85% perverso per i cicli idrici. L’erosione dei suolidell’acqua disponibile 21. inizialmente riduce la produttività, eGlobalmente gli esseri umani si appropriano di successivamente, oltrepassato un certooltre il 50% di tutta lacqua dolce rinnovabile e punto, porta all’abbandono dei terreniaccessibile a disposizione sul pianeta, e agricoli. Entrambi questi effetti stannononostante ciò a miliardi di individui mancano minando la sicurezza alimentare mondiale.ancora la maggior parte dei servizi idrici di base. La combinazione della crescita demograficaGli individui che vivono nei paesi benestanti si e dell’erosione dei suoli ha portato moltebevono diversi litri di acqua al giorno, nazioni, un tempo autosufficienti, adirettamente oppure nel caffè, nei succhi, nelle diventare pesantemente dipendenti dallebibite, nei vini e in altre bevande. In realtà sono importazioni di cereali.necessari circa 2.000 litri per produrre il cibo Il livello delle falde acquifere è in discesa inche consumiamo quotidianamente, 500 volte quasi tutte le nazioni che utilizzano acquedell’acqua che beviamo. È come se sotterranee nell’irrigazione. In molti di“mangiassimo” mediamente 2.000 litri d’acqua questi paesi, quando gli acquiferi sial giorno 22. esauriscono e i pozzi si prosciugano, laOgni bene, alimentare e non da noi prodotto ed perdita dell’acqua per usi irrigui conduceutilizzato, necessita infatti dell’impiego di una inesorabilmente alla fame. Il fenomenocerta quantità d’acqua, dall’irrigazione dei dell’overpumping, lo sfruttamento cheprodotti vegetali in agricoltura, agli abbeveraggi eccede la capacità naturale di ricarica delladei capi di bestiame, dai cicli di produzione o di falda, rappresenta un classico caso di “sorpasso ecologico” e conseguente collasso. È un modo di soddisfare le attuali21 necessità alimentari che comporterà un Vedasi i recenti “Global Environment Outlook” annualidel Programma Ambiente delle Nazioni Unite (United crollo sicuro della produzione futura,Nations Environment Programme) www.unep.org . quando le falde saranno esaurite. In effetti,22 Brown L. R., 2011, Piano B 4.0. Mobilitarsi per salvare ricorda Lester Brown, abbiamo creato unala civiltà, Edizioni Ambiente. “bolla economica alimentare”. Sia l’erosione dei suoli che l’esaurimento delle falde 21
  22. 22. acquifere riflettono l’enfasi sui consumi attuali a Si tratta di ecosistemi fortemente minacciatispese delle generazioni future. dall’inquinamento, dalla costruzione diSecondo il recentissimo rapporto dighe, dalla presenza di specie invasive, dalla“Environmental Outlook 2050: The trasformazione degli habitat rivieraschi, ecc.Consequences of Inaction” pubblicato I fattori che minacciano la sicurezza umanadall’OCSE 23, la disponibilità di acqua dolce per dell’approvvigionamento idrico sonoil futuro sarà a grave rischio in molte regioni con collegati con la situazione dello stato di2.3 miliardi di abitanti (il 40% della popolazione salute della biodiversità degli ecosistemi cheglobale) che vivrà sempre di più lungo bacini forniscono l’acqua. Ciò dimostraidrici che sperimenteranno un severo stress chiaramente la necessità e l’urgenza diidrico, specialmente in Africa settentrionale e gestire in maniera oculata e coordinata, lameridionale e nell’Asia centrale e meridionale. richiesta di acqua per le società umaneLa domanda globale di acqua dolce crescerà del conservando e garantendo i servizi che gli55% con incrementi significativi dovuti ecosistemi di acque dolci offrono al nostroall’industria manifatturiera con il + 400%, della benessere ed alla nostra sopravvivenza.generazione elettrica termica, con + 140% e I fattori di stress che minacciano glidell’uso domestico con il + 130%. ecosistemi di acque dolci, sottolinea laL’esaurimento delle falde costituirà il maggior ricerca, mettono in pericolo la sicurezzaproblema per l’approvvigionamento idrico delle acque per uso umano e il 65% degliall’agricoltura e alla forniture urbane in molte habitat dei fiumi del mondo si trova in unaregioni. I regimi idrici saranno messi a dura situazione di minaccia definita da moderataprova e così sarà per gli ecosistemi di acque a molto alta, con effetti che mettono in crisidolci. anche la sopravvivenza di migliaia di specie acquatiche. Nelle mappe elaborate dai ricercatori si osserva che i fiumiGli ecosistemi di acqua dolce a maggiormente minacciati si trovanorischio soprattutto in India, Europa, Medio Oriente, paesi del sud-est asiatico e gli Stati Uniti. Le Gli studiosi hanno analizzato le minacce regioni del mondo che presentano ampieglobali che incombono sulla sicurezza umana aree di agricoltura intensiva e un’altaper l’approvvigionamento dell’acqua ed il loro densità di insediamenti umani , comelegame con le minacce nei confronti della salute avviene in Europa e Stati Uniti, dimostranodella biodiversità degli ecosistemi di acque dolci alti livelli di minaccia sia per24. Si è potuto documentare che quasi l80% l’approvvigionamento idrico che per ladella popolazione umana, ovvero 4,8 miliardi di salute della biodiversità. Solo una piccolapersone (sugli oltre 7 miliardi che oggi abitano il frazione dei fiumi del pianeta appare nonnostro pianeta) , vivono in aree che si trovano significativamente coinvolta dall’interventoad un alto livello di minaccia per quanto umano, come si verifica, ad esempio, per leriguarda la sicurezza dell’approvvigionamento aree remote del Rio delle Amazzoni e delidrico e lo stato di salute della biodiversità degli bacino del Congo. Lanalisi costituisce ilambienti di acque dolci. frutto della prima iniziativa di questo tipo su scala globale che, grazie a simulazioni al computer, quantifica l impatto di 2323 differenti fattori di stress su biodiversità dei OECD, 2012, OECD Environmental Outlook to 2050: fiumi e sicurezza delle acque. I ricercatoriThe Consequences of Inaction, OECD sottolineano come non sia più possibile24 Vedasi Vorosmarty et al., 2010, Global threats to human riferirsi alla sicurezza delle acque dawater security and river biodiversity, Nature, 467, 555-561 utilizzare per scopi umani in maniera 22
  23. 23. scollegata rispetto al valore della biodiversità di dell’acqua virtuale inclusa in beni e servizi,questi straordinari ecosistemi. cioè quella acqua che non viene considerataPraticamente quasi tutta l’umanità vive in in nessuna valutazione economica, ma cheprossimità di risorse idriche, siano esse la parte viene utilizzata nell’intero arco di ogniterminale di una conduttura o la presenza di un processo produttivo (dal produrre una tazzafiume. L’umanità ha infatti bisogno di acqua per di caffè o una t-shirt di cotone, o un chilo disopravvivere, coltivare i raccolti, generare bistecca di manzo).energia e produrre i beni di uso quotidiano. La sempre crescente richiesta di acqua edAnche se, attualmente, meno dell’1% delle energia idroelettrica, congiuntamente airisorse idriche del pianeta può essere utilizzato tentativi di controllare le inondazioni e didirettamente dall’umanità, le risorse idriche favorire la navigazione fluviale, ha portatodisponibili devono soddisfare le esigenze umane alla costruzione di dighe e altree ambientali che sono inscindibili fra di loro. La infrastrutture come chiuse, dighequestione centrale è quindi proprio quella di sommergibili e argini sulla maggior parte deigarantire quantità sufficienti di acqua di qualità grandi fiumi del mondo. Complessivamente,soddisfacente al genere umano, impedendo la su 177 grandi fiumi di lunghezza superiore adistruzione degli ecosistemi che sono 1.000 km, solo 64 scorrono liberamente,fondamentali per il suo approvvigionamento, senza dighe o altre barriere , come haquali fiumi, laghi e falde acquifere. dimostrato un interessante analisi del WWFAd ora, i servizi offerti all’economia umana dagli pubblicata nel 2006.26 Un’infrastrutturaecosistemi di acqua dolce, comprendenti, ma idrica può portare benefici, ma esercitacerto non limitati alla sola fornitura di acqua, anche un profondo impatto sugli ecosistemivengono sfruttati oltre i livelli sostenibili già d’acqua dolce e sulle popolazioni cherispetto al livello della domanda attuale, come dipendono dai servizi forniti da taliha ampiamente dimostrato il ben noto ecosistemi.Millennium Ecosystem Assessment, il grande Le dighe alterano il regime di flusso dei fiumistudio internazionale patrocinato dall’ONU, modificando la quantità, i tempi e la qualitàsullo stato di salute degli ecosistemi planetari dell’acqua che scorre a valle. Le dighe piùed il loro futuro pubblicato nel 2005.25 grandi possono inoltre interrompereInoltre si prevede che la domanda di risorse totalmente le connessioni ecologiche fra gliidriche, la cosidetta Impronta idrica habitat presenti a monte e a valle creandodellumanità continui a crescere in molte parti seri problemi anche, ad esempio, alle speciedel mondo. I principali impatti dell’Impronta ittiche migratrici.idrica dell’umanità sugli ecosistemi d’acqua Le più recenti ricerche calcolano che ladolce derivano dall’incremento della costruzione di dighe influisce negativamenteframmentazione dei fiumi, dalla captazione sulla vita e sull’esistenza di circa 500 milionieccessiva d’acqua e dall’inquinamento delle di persone.risorse idriche. Inoltre gli incombenti impatti dei Negli ultimi decenni, l’aumentato prelievocambiamenti climatici in atto potrebbero idrico ha provocato il prosciugamento diesacerbare la situazione. alcuni dei più grandi fiumi del mondo. PerGli effetti a catena su scala mondiale della esempio, negli anni ’90, in Cina il fiumepenuria di risorse idriche sono stati compresi a Giallo si è prosciugato sia lungo il corso siafondo nel momento in cui le metodologie di alla foce per lunghi periodi di tempo;calcolo dell’Impronta idrica hanno evidenziato, problemi enormi si sono avuti persenza ombra di dubbio, fino a che punto paesied economie dipendano dal commercio 26 WWF, 2006, Free-flowing rivers: economic luxury or ecological necessity?, WWF International.25 Vedasi www.maweb.org www.panda.org 23
  24. 24. preservare il flusso del fiume Murray in per ottenere una paio di scarpe in cuoio, cheAustralia e il Rio Grande, al confine fra Messico corrispondono alla quantità di acquae Stati Uniti, fiumi che sperimentano entrambi necessaria ad allevare la mucca da cui illunghi periodi di siccità. Allo scopo di soddisfare cuoio proviene e ultimarne il processo dila sempre crescente richiesta, l’acqua viene lavorazione fino al prodotto finito.trasportata anche per grandi distanze da unfiume a un altro, il che può aggravare gli impatti L’acqua utilizzata per l’agricoltura riguarda ilecologici. Talvolta, ciò avviene su larga scala, 92% del consumo globale di acqua dolcecome nel caso del “South-North Water Transfer come impronta idrica, quella per laScheme” in Cina. produzione industriale il 4.4% e quellaIl futuro della gestione dell’acqua non può più domestica il 3.6%.prescindere dal tenere in alta considerazione ilvalore della biodiversità. Negli ultimi anni l’impronta idrica, per la quale è stato avviato un apposito processo ISO (International Standard Organization)La nostra impronta idrica per raggiungere un’apposita certificazione standardizzata ufficiale relativa alle sue La prestigiosa rivista scientifica dei procedure di calcolo e di comunicazione, èProceedings della National Academy of Sciences divenuta sempre di più uno strumentostatunitense27, ha recentemente pubblicato un apprezzato per valutare il quantitativo totaleampio aggiornamento sull’impronta idrica di acqua nei processi produttivi e nei beni didell’umanità. consumo come le bevande, le varie fonti di cibo e i capi d’abbigliamento.Il concetto di impronta idrica scaturisce dallavoro sull’acqua virtuale o nascosta che è stata Limpronta idrica, infatti, è un indicatore disviluppata per la prima volta da John Anthony utilizzo dell’ acqua dolce che registraAllan del King’s College di Londra; per acqua luso diretto e quello indiretto da parte divirtuale si intende infatti il volume di acqua consumatori o produttori.necessaria per produrre un bene o un servizio. L’impronta idrica derivante dalle nostreSi tratta dell’acqua necessaria per un ciclo di abitudini di consumo è notevolmentevita di un prodotto che normalmente non viene superiore al dato di consumo diretto diconsiderata quando si parla dei nostri consumi acqua ed è in gran parte determinata daldiretti di acqua. consumo di cibo e altri prodotti agricoli. Limpronta idrica di un singolo, di unaTanto per fare un esempio, una lattina di Coca comunità o di un’azienda viene definitacola contiene 0,35 litri di acqua ma se contiamo come il volume totale di acqua dolcelo zucchero in essa contenuto possiamo utilizzata per produrre i beni e i serviziverificare che questo richiede una media di 200 consumati dallindividuo e dalla comunità olitri per essere coltivato e quindi raffinato. Allo prodotti dallattività commerciale. Ilstesso modo sono necessari 2.900 litri di acqua consumo di acqua è misurato in termini diper produrre una camicia di cotone e 8.000 litri volumi di acqua consumati (evaporati) e/o inquinati per unità di tempo. Limpronta27 idrica è, da un punto di vista I famosi PNAS vedasi www.pnas.org. Il lavoro è geografico, un indicatore esplicito che non siHoekstra A. e Mekonnen M., 2012, The water footprint ofhumanity, Proc. Nat Acad. Sciences .Arjien Hoekstra, limita a mostrare solo i volumi didell’Università di Twente a Enschede in Olanda è acqua utilizzati e inquinati, ma anche la lorol’originatore del concetto di impronta idrica, vedasi provenienza geografica.www.waterfootprint.org 24
  25. 25. Limpronta idrica costituisce la somma di tre nell’ordine, Stati Uniti, Giappone, Germania,componenti che sono state definite blu, verde e Cina, Italia.grigia, come abbiamo già ricordato nelle pagine Per quanto riguarda l’impronta idrica deldi questa rubrica. consumo a livello delle singole nazioni i primi tre paesi che registrano questo datoLimpronta idrica “blu” è rappresentata dal come il più alto sono, nell’ordine, la Cina, l’volume di acqua dolce sottratta al ciclo naturale India e gli Stati Uniti. Se andiamo a vedere ie quindi prelevata dalle acque superficiali e dati a livello pro capite relativi all’improntasotterranee (ossia fiumi, laghi e falde acquifere) idrica del consumo per nazione i più altiper scopi domestici, industriali o agricoli (in sono quelli degli Stati Uniti con 2.842 metriquest’ultimo caso, cubi pro capite l’anno, mentre al più bassoper l’irrigazione). livello dei paesi industrializzati in questaLimpronta idrica “verde” costituisce il volume classifica appare il Regno Unito con 1.258di acqua piovana traspirata dalle metri cubi pro capite l’anno. La differenzapiante durante la coltivazione, mentre può essere parzialmente spiegata grazie allelimpronta idrica “grigia” rappresenta il volume differenze nei modelli di consumo. Addi acqua inquinata, quantificata come il volume esempio negli USA la media di consumo didi acqua necessario per diluire gli inquinanti al carne bovina, una delle maggioripunto che la qualità delle acque possa tornare consumatrici di acqua tra le commodities, èal di sopra degli stessi standard di qualità. di 43 kg pro capite annui, circa 4.5 volte la media globale mentre nel Regno Unito laGli studiosi dell’impronta idrica ci ricordano che media è di 18 kg pro capite annui, circa dueper ottenere un chilogrammo di bistecca sono volte la media globale.necessari 15.000 litri di acqua (distinta per il Mediamente ogni individuo usa, ogni anno,93% verde, il 4% blu ed il 3% grigia) con ampie 1.385 metri cubi a testa. Le differenze avariazioni intorno a questa stima media globale. livello nazionale sono ovviamente enormi.L’impronta precisa di una bistecca dipendeinfatti da tanti fattori, come il tipo dei sistemi diproduzione e la composizione e l’origine Il WWF ha avviato un’importante azionedell’alimentazione dei bovini. mirata alla riduzione dell’impronta idrica, siaL’impronta idrica di un burger di soia di 150 a livello individuale che nel settoregrammi prodotto in Olanda è di circa 160 litri economico. Dettagli sumentre un burger di carne dello stesso paese http://www.wwf.it/client/render.aspx?conterichiede circa 1.000 litri di acqua. nt=0&root=6013Per un solo latte macchiato sono necessarialmeno 200 litri di acqua che sono equivalenti apiù di una vasca da bagno riempita fino all’orlo.Lo studio pubblicato sui PNAS ci dice che,nell’ordine, Cina, India e Stati Uniti sono i paesicon le maggiori impronte idriche interne ai loroterritori. Rispettivamente 1.207, 1.182 e 1.053miliardi di metri cubi ogni anno. Questi tre Paesisono responsabili per il 38% dell’impronta idricaglobale. Segue il Brasile con 482 miliardi dimetri cubi, mentre tra i paesi grandi esportatoridi acqua virtuale ci sono Stati Uniti, Cina, India,Brasile, Argentina. I paesi maggiori importatoridi acqua virtuale sono invece e sempre 25
  26. 26. ENERGIAAlcuni dati fondamentali persone, neonati inclusi. Cina ed India, con una popolazione complessiva di 2,5 miliardi Oggi a livello mondiale ogni secondo si di persone, hanno rispettivamente 36 e 13consumano 1 000 barili di petrolio (ossia 159 veicoli ogni 1 000 abitanti. In pratica la000 litri), 100 000 metri cubi di gas e 222 diffusione dei veicoli in Cina è oggi ad untonnellate di carbone. Un cittadino statunitense livello paragonabile a quello degli Stati Uniticonsuma energia come 2 europei, 4 cinesi, 17 intorno al 1930.indiani o 240 etiopi. Gli Stati Uniti, pur essendo Il Sole che continuerà a brillare ancora peril terzo fra i produttori di petrolio e il primo fra i miliardi di anni, invia sulla Terra ogni ora 400produttori di gas naturale e di carbone, milioni di miliardi di joule, pari all’energiaimportano ogni anno il 62% del petrolio ed il 9% che l’umanità consuma in un anno intero.del gas naturale che consumano. Questo gigantesco flusso energetico èPer fabbricare un personal computer occorre distribuito in maniera relativamenteuna quantità di energia equivalente a 250 kg di uniforme sulle zone più abitate del pianeta.petrolio. Prima ancora di essere acceso il Per esempio Londra riceve quasi i due terzicomputer ha già consumato il triplo dell’energia del flusso di energia solare che c’è a Roma.che userà durante tutta la sua vita utile. Se si volesse sviluppare l’energia nucleareLa potenza elettrica oggi installata in Italia nei prossimi 40 anni in modo da sostituire gliequivale alla potenza muscolare di oltre 2 attuali 430 reattori per raggiunti limiti di età,miliardi di persone. Il consumo di energia eliminare la metà delle attuali centrali aelettrica in Italia è oggi 20 000 volte più alto che carbone e coprire il 50% della nuovanel 1938. domanda di elettricità alloraPer allevare una mucca di 500 kg la spesa bisognerebbe costruire circa 2 500 nuoveenergetica è equivalente a 6 barili (circa 1 000 centrali da 1 000 MegaWatt ossia unalitri) di petrolio. Per produrre 1 kg di carne di centrale a settimana da oggi al 2050 (unovitello occorrono 7 litri di petrolio. scenario completamente irrealistico).Per riempire di bioetanolo il serbatoio di un SUV I danni ad oggi stimati in seguitooccorre una quantità di mais che sarebbe all’incidente avvenuto a Fukushima insufficiente per nutrire una persona per un anno. Giappone sono tra i 100 ed i 200 miliardi diGli Stati Uniti con 311 milioni di abitanti euro, pari al costo di costruzione di 30-50possiedono 842 veicoli a motore ogni 1 000 nuovi reattori. In confronto il fondo di compensazione imposto dal governo americano alla BP per il disastro causato 26
  27. 27. dalla piattaforma Deepwater Horizon è stato di utilizziamo nella pratica, vengono chiamatecirca 20 miliardi di dollari.28 finali, come ad esempio, l’energia elettrica e la benzina. Nel 2050 come ci ricorda il recenteLa situazione del consumo energetico “Environmental Outlook to 2050. Theoggi consequences of inaction” dell’OCSE 29 si prevede che in uno scenario senza Attualmente le sei principali fonti di modificazioni l’economia dovrebbeenergia primaria sono: quadruplicare con crescente richiesta dipetrolio 33%, carbone 27%, gas naturale 21%, energia e risorse naturali.biomasse 10%, energia nucleare 5,8%, Un’economia che quadruplica entro il 2050idroelettrico 2,2 %, e nuove rinnovabili 0,7%. significa richiedere un uso dell’80% in più diOltre l’80% dell’energia utilizzata dall’umanità energia. Senza efficaci politiche alternativeproviene da combustibili fossili, risorse limitate la quota di combustibili fossili nel mixe non rinnovabili, che abbiamo iniziato a globale di energia dovrebbe restare intornoconsumare in maniera intensiva negli ultimi all’85%. Si prevede che le economie deicento anni. paesi emergenti come Brasile, Russia, India,Ogni giorno la produzione globale di barili di Indonesia, Cina e Sud Africa (i cosidettipetrolio (ogni barile è costituito da 159 litri di BRIICS) saranno i maggiori utilizzatori dipetrolio) è di più di 82 milioni di barili al giorno. energia.Se ne consumano 87 milioni di barili perché Nel 2050 la concentrazione atmosferica diviene utilizzato anche il petrolio sintetico gas serra potrebbe raggiungere le 685 ppmprodotto a partire dal carbone e dai (parti per milione) con il prevedibile risultatobiocombustibili. di una crescita della temperatura mediaDi questi gli Stati Uniti ne consumano 19.148 della superficie terrestre dai 3° C ai 6° Cmilioni di barili, la Cina 9.057, il Giappone 4.451, rispetto ai livelli pre industriali. Se non sil’India 3.319 la Russia 3.199, l’Arabia Saudita agisce subito supereremo i 2° C di2.812, il Brasile 2.604, la Germania 2.441, la incremento della temperatura che l’accordoCorea del Sud 2.384, il Canada 2.276, l’Italia di Cancun nei negoziati delle Conferenze1.532 milioni di barili al giorno. delle Parti sulla Convenzione quadro suiBisogna qui ricordare che si chiamano fonti cambiamenti climatici aveva stabilito.energetiche primarie quelle reperibilidirettamente in natura, come, per esempio,combustibili fossili, luce del sole, vento, flussi di L’energia e il cambiamentoacqua, vegetazione, uranio ecc. che possono climaticoessere sfruttate come tali oppure trasformate inaltre forme energetiche, dette secondarie, più Il prestigioso Mauna Loa Observatorycomode per l’impiego, come i derivati del nelle Hawaii documenta che lapetrolio. Le forme di energia, primarie o concentrazione di biossido di carbonio (osecondarie, che anidride carbonica) nella composizione chimica dell’atmosfera ha raggiunto nel febbraio 2012, il livello di 393.65 ppm (parti28 Riferimenti basati sugli ottimi volumi di due grandiesperti di energia, Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani, 292011, Energia per l’astronave Terra (nuova edizione) OCSE, 2012, OECD Environmental Outlook toZanichelli editore e 2011, Energy for a Sustainable World. 2050: The Consequences of Inaction, OECD vedasiFrom the Oil Age to a Sun-Powered Future, Wiley – http://www.oecd-ilibrary.org/environment/oecd-VCH. environmental-outlook-to-2050_9789264122246-en 27
  28. 28. per milione di volume)30 Se andiamo a ritroso biossido di carbonio nell’atmosfera è stato,nel tempo, da quando lo stesso Osservatorio di nel 2010, di 2.36 ppm, uno dei tassi maggioriMauna Loa, scrupolosamente voluto e seguito del decennio scorso.dal grande Charles Keeling, fu pioniere nel La media di crescita per il periodo 2000-raccogliere i dati sulla concentrazione del 2009 è stata di 1.9 ppm l’anno, 1.5 per ilbiossido di carbonio nella nostra atmosfera decennio 1990-1999 e 1.6 per il decenniopossiamo constatare che questa cifra era: 1980-1989. di 315.98 ppm nel 1959, il primo anno in cui L’incremento del 2010 ha condotto, alla fineebbe luogo una raccolta di dati strumentale del 2010 stesso, ad avere unadurata per l’intero anno, concentrazione di biossido di carboniodi 348.98 ppm nel 1987, l’ultimo anno in cui nell’atmosfera di 389.6 ppm, il 39% in piùquesta cifra rimase sotto le 350 ppm (che viene rispetto alla concentrazione presente agliindicata dai maggiori studiosi delle scienze del inizi della Rivoluzione Industriale ( che era disistema Terra come un “confine planetario” – i circa 278 ppm nel 1750).ben noti Planetary Boundaries che l’umanità Il tasso di accumulo del biossido di carbonionon dovrebbe sorpassare per evitare effetti nell’atmosfera è dovuto alle emissionidisastrosi alle nostre società), antropogeniche e, al netto, di quanto sonodi 356.27 ppm nel 1992 quando ebbe luogo a in grado di assorbire i cosidetti sinksRio de Janeiro il grande Earth Summit delle (serbatoi) naturali e cioè le foreste, il suolo eNazioni Unite, gli oceani.di 363.47 ppm nel 1997 quando nella L’incremento delle emissioni da combustibiliConferenza delle Parti della Convenzione fossili è aumentato del 5.9% nel 2010 per unquadro sui cambiamenti climatici tenutasi a totale di 9.1 miliardi di tonnellate diKyoto fu approvato l’omonimo Protocollo, carbonio emessi (che costituiscono 33.4di 381.85 ppm nel 2006, miliardi di tonnellate di biossido di carboniodi 383.71 ppm nel 2007, – ricordo sempre che per convertire il datodi 385.57 ppm nel 2008, da carbonio a biossido di carbonio èdi 387.35 ppm nel 2009, quando nella necessario moltiplicare il valore per 3.67).Conferenza delle Parti di Copenaghen si Questi livelli di emissione sono i più alti cheapprovò il documento che impegnava i paesi sono stati mai raggiunti nella storia umana efirmatari a non far superare i 2°C alla costituiscono il 49% in più rispetto al 1990temperatura media terrestre rispetto all’epoca (l’anno cui fa riferimento il Protocollo dipreindustriale, di 389.78 ppm nel 2010. Verso la Kyoto).fine del 2011 il Global Carbon Project ha reso Il contributo alle emissioni totalipubblico il suo Carbon Budget del 2010 31 provengono, nell’ordine, dai seguenti stati:Il budget del ciclo del carbonio 2010 ci Cina, USA, India, Federazione Russa edocumenta che il tasso annuale di crescita di Unione Europea. Si è verificato un declino repentino nelle emissioni di combustibili30 fossili nel 2009 dell’1.3% a causa della crisi Vedasi il sito dell’Osservatorio finanziaria mondiale partita già nel 2008, mahttp://www.esrl.noaa.gov/gmd/ccgg/trends/ . la crescita del 5.9% del 2010 costituisce l’incremento annuale maggiore dal 2003.31 vedasi il sito www.globalcarbonproject.org. Il Global Le emissioni di carbonio dovute aCarbon Project è il più grande programma mondiale di deforestazione e ad altre modificazioni diricerca sul ciclo del carbonio che rientra nella prestigiosa uso del suolo hanno contribuito per altri 900Earth System Science Partnership (www.essp.org),patrocinata dall’International Council for Science milioni di tonnellate al bilancio globale e(www.icsu.org). mostrano un declino dovuto a qualche modesto passo in avanti sul fronte della 28

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