Wwf dossier verso rio 20
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×
 

Wwf dossier verso rio 20

on

  • 1,015 views

Cibo, acqua e energia per tutti - Viviamo in un mondo di eccessi, ma potremmo vivere in un mondo di sufficienza - un mondo in cui c'è abbastanza cibo, acqua ed energia per tutti. Questa è la sfida ...

Cibo, acqua e energia per tutti - Viviamo in un mondo di eccessi, ma potremmo vivere in un mondo di sufficienza - un mondo in cui c'è abbastanza cibo, acqua ed energia per tutti. Questa è la sfida del WWF lanciata nell’anno di Rio+20, la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile in corso a Rio de Janeiro a vent’anni dall’analoga Conferenza del 1992 che ha lanciato per la prima volta a livello mondiale il concetto di sviluppo sostenibile, a cui abbiamo dedicato il Dossier "Verso Rio + 20. RIO SOCIAL: Da oggi e fino alla durata del summit, il WWF è Rio anche sui social. Seguici sulla pagina speciale www.wwf.it/rio , twitter: @wwfitalia con #rioplus20 e sulla pagina facebook.com/wwfitalia

Statistics

Views

Total Views
1,015
Views on SlideShare
1,013
Embed Views
2

Actions

Likes
2
Downloads
24
Comments
0

1 Embed 2

http://www.sabrinamiso.com 2

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

Wwf dossier verso rio 20 Wwf dossier verso rio 20 Document Transcript

  • VERSO RIO +20CIBO, ACQUA,ENERGIA.PER TUTTI.PER SEMPRE.Guida WWF a vent’anni di sviluppoinsostenibile. Con le proposte ai grandi delpianeta per un vertice capace di futuro 1
  • Dossier a cura di: Gianfranco Bologna Francesca MapelliHanno collaborato: Eva Alessi Maria Grazia MidullaCoordinamento editoriale: Emanuela Pietrobelli Carolina MarcosTraduzioni di: Patrizia Zaratti Sara BragonziFoto di: R. Isotti, C. Cambone – Homo ambiensVerso Rio + 20 – Cibo, Acqua, Energia. Per tutti. Per sempre.WWF Italia – Via Po 25/c – 00198 RomaUfficio Stampa WWF Italia, 06 84497213, 265, 373 - 02 83133233, 349 0514472, 329 8315718www.wwf.it/stampaSegui i negoziati di Rio anche su la speciale pagina dedicata al vertice sul sito wwf.it/riosu twitter @wwfitalia con #rioplus20sulla pagina facebook.com/wwfitalia 2
  • INDICE PREMESSA: RIO + 20: IMPARARE A VIVERE NEI LIMITI DI UN SOLO PIANETA Pag. 5 DA RIO A RIO+20: VENT’ANNI DI SVILUPPO IN NUMERI Pag. 7 FOOD WATER ENERGY FOR ALL. FOR EVER Pag. 13 Cibo Pag. 14 Acqua Pag. 21 Energia Pag. 26 ASSEGNARE UN VALORE AL CAPITALE NATURALE Pag. 30 LA GREEN ECONOMY Pag. 33 GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE Pag. 36 SUSSIDI PERVERSI Pag. 38 LE 16 PROPOSTE DEL LIVING PLANET WWF 2012 Pag. 40 LE PROPOSTE DEL WWF PER GARANTIRE UN FUTURO ALLA NATURA E AGLI ESSERI UMANI Pag. 45 DOMANDE E RISPOSTE SU RIO +20 Pag. 49 3
  • 4
  • RIO + 20: IMPARARE A VIVERE NEI LIMITI DI UN SOLO PIANETAPremessaLa Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (United Nations Conference onSustainable Development 1) avrà luogo dal 20 al 22 giugno 2012 a Rio de Janeiro.Si tratta di un appuntamento molto importante per il futuro di noi tutti.La Conferenza che ha luogo venti anni dopo l’Earth Summit del 1992, tenutosi sempre a Rio deJaneiro (United Nations Conference on Environment and Development), quaranta anni dopo laConferenza ONU di Stoccolma del 1972 (United Nations Conference on Human Environment) edieci anni dopo il Summit di Johannesburg (World Summit on Sustainable Development), assumeun’importanza cruciale per il momento storico che stiamo attraversando.La profonda crisi economica e finanziaria che sta attraversando il mondo dal 2008 e della qualenon riusciamo ad intravedere la fine, ci dimostra che l’epoca basata su di una crescita economicaillimitata, senza regole, che inficia la giustizia sociale e l’equità, che pesa sulle generazione future eincrementa, in maniera ormai drammatica, il deficit ecologico, è totalmente insostenibile e nonpuò proseguire nel futuro, come se nulla fosse.La Conferenza di Rio costituisce quindi una straordinaria occasione per tracciare percorsiinnovativi e capaci di dare un futuro diverso all’umanità, basato sulla reale concretizzazione dellasostenibilità. Sostenibilità significa, in sostanza che dobbiamo tutti imparare a vivere nell’ambitodei limiti del nostro meraviglioso ed unico Pianeta, come ci indica l’ultimo “Living Planet Report2012” del WWF.Rio deve essere un grande evento mondiale capace di tracciare questa nuova strada e sarebbe unastraordinaria occasione perduta se dovesse fallire.Il testo della Conferenza si intitola “Future We Want” (il futuro che vogliamo) ma in tutto ilprocesso negoziale che ha avuto luogo sino ad ora non sembra proprio rispecchiare e delineare il1 Vedasi il sito www.uncsd2012.org 5
  • futuro che è invece necessario per non raggiungere una sorta di complessiva “bancarotta”economica ed ecologica dell’umanità.L’oggetto principale della Conferenza è l’impostazione di una Green Economy che costituisce unastrada obbligata per passare ad una nuova fase, diversa da quella profondamente critica in cui citroviamo e l’impostazione di una governance internazionale, capace ed autorevole, sullasostenibilità.Le nazioni del mondo hanno purtroppo fallito nell’attuare concretamente un integrazione dellepolitiche di sviluppo con le politiche ambientali in questi ultimi 20 anni (come l’Agenda 21, l’ampiodocumento approvato alla Conferenza di Rio del 1992, affermava).I testi negoziali di Rio+20 così come sono stati elaborati ed approvati sino ad ora, mancano diindicare impegni vincolanti per far si che non si aggiunga ai precedenti un ulteriore decennio oventennio di fallimenti che potrebbero essere drammatici per il futuro di noi tutti.Le proposte per cambiare rotta non possono essere basate da “impegni volontari nazionali” chenon rivestono un ruolo legalmente vincolante e non impegnano i paesi a raggiungere target conl’indicazione di apposite tempistiche. E’ invece molto importante che le nazioni si accordino sutarget significativi da raggiungere, indicando i tempi entro i quali devono essere raggiunti e i mezzidi implementazione necessari per ottenerli (compresi quelli finanziari).La Conferenza di Rio dovrebbe costituire un vero punto di svolta, nell’ambito della quale i paesi ditutto il mondo dovrebbero finalmente comprendere che non si può andare avanti così, che ènecessario cambiare decisamente rotta, costruire una nuova economia che metta al centro lostraordinario capitale naturale che costituisce la vera base essenziale per qualsiasi tipo di svilupposociale ed economico dell’umanità.E’ fondamentale che si comprenda come la dimensione ecologica e quella economica e socialesiano inscindibili e come sia folle proseguire nella distruzione degli asset più preziosi chegarantiscono la nostra stessa esistenza.Sino ad ora non sembra proprio che i negoziatori siano stati in grado di cogliere a fondol’eccezionalità della situazione mondiale e la straordinaria sfida che un Summit mondiale al qualeparteciperanno tanti capi di stato e di governo, può rivestire nel tratteggiare le linee entro cuimuovere le nostre società verso un futuro certamente migliore dell’attuale dal punto di vistaambientale, economico e sociale.Il dossier qui presentato contiene diversi documenti che cercano di fornire le più aggiornate e piùqualificate informazioni sui temi che saranno oggetto di discussione nella Conferenza Rio+20,nonché diverse informative sulle richieste che il WWF ha elaborato per la Conferenza stessa. 6
  • DA RIO A RIO+20: La situazione mondiale 1992 – 2012 : alcuni trend significativiVENT’ANNI DI SVILUPPO Diamo di seguito alcune informazioniIN NUMERI relative ai trend ambientali, sociali ed economici ed alla loro evoluzione nel periodo 1992-2012, cioè nel periodo che va dall’Earth Summit delle Nazioni Unite, tenutosi nel giugno 1992 a Rio de Janeiro (United Nations Conference on Environment and Development – UNCED) alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (United Nations Conference on Sustainable Development – UNCSD ) che avrà luogo, nuovamente a Rio de Janiero, il 20-22 giugno 2012. IL NOSTRO MONDO DAL 1992 AL 2012 2 1. POPOLAZIONE Popolazione mondiale: circa 5,5 miliardi nel 1992, oltre 7 miliardi 2012 (un miliardo e 450 milioni in più cioè +26% dal 1992); Popolazione urbana: circa 2,4 miliardi di abitanti nel 1992 e oltre 3,5 miliardi nel 2012 (incremento del 45% dal 1992); Alcuni dati sulla popolazione in generale : il nuovo “World Population Prospect: The 2010 Revision” curato dalla Population Division delle Nazioni Unite 3 costituisce il più autorevole rapporto mondiale sullo stato 2 Alcuni dati sono tratti da UNEP, 2011, Keeping Track of Our Changing Environment. From Rio to Rio + 20 (1992 – 2012) , UNEP, vedasi www.unep.org 3 vedasi i siti www.unpopulation.org e www.un.org/esa/population 7
  • della popolazione nel mondo e sugli scenari dell’Ottocento ed il secondo nei primifuturi è realizzato dalle Nazioni Unite e viene decenni del Novecento, il terzo miliardo èpubblicato ogni due anni. Normalmente, per stato raggiunto il 25 ottobre del 1959, ilquanto riguarda gli scenari futuri, il rapporto quarto il 27 giugno del 1974, il quinto il 21individua tre varianti per la crescita della gennaio del 1987, il sesto il 5 dicembre delpopolazione, definite alta, media e bassa. La 1998, il settimo il 31 ottobre 2010, l’ottavovariante media è quella che risponde dovremmo raggiungerlo il 15 giugno delmaggiormente al dato che realmente si verifica 2025, il nono il 18 febbraio del 2043 e iled è verificabile dai dati che si sono realmente decimo il 18 giugno del 2083.riscontrati nella realtà.La variante media della nuova Revisione 2010 2. URBANIZZAZIONE E MEGACITTA’indica una popolazione mondiale prevista per il2050 che risulta essere di 156 milioni superiore Megacittà (secondo le Nazioni Unite sia quella prevista nell’ultima Revisione (quella definisce una megacittà quando nell’ambitodel 2008), fornendo quindi un dato del suo perimetro vi vivono almeno 10complessivo, per il 2050, di una popolazione milioni di abitanti): 10 megacittà nel 1992 eumana di 9 miliardi e 310 milioni di persone 21 megacittà nel 2012 (incrementorispetto alla precedente Revisione 2008 che ne complessivo del 110% dal 1992, oggi la piùprevedeva 9 miliardi e 150 milioni. Buona parte grande megacittà è Tokyo con 37 milioni didi tale differenza scaturisce da un numero più abitanti);alto di nascite previsto nella Revisione 2010, Alcuni dati sull’urbanizzazione in generale :precisamente di 147 milioni in più nel periodo Oggi più del 50% della popolazione umana2010-2050 ed un numero inferiore di decessi, vive ormai in aree urbane. Nel 2050 la22 milioni in meno rispetto alla Revisione 2008, popolazione globale urbana potrebbenello stesso periodo. Inoltre la popolazione del raggiungere i 6 miliardi sui 9.3 miliardi2010 è risultata inferiore a quella prevista nella previsti e l’urbanizzazione accoppiataRevisione 2008 per una cifra di 13 milioni. all’incremento dei consumi condurrà ad unaIl nuovo “World Population Prospect” ricorda ancor più forte pressione sui sistemi naturaliche l’attuale popolazione umana, che ha rispetto alla situazione attuale.raggiunto nell’ottobre 2011 i 7 miliardi di Per esempio, la media dell’improntaabitanti, dovrebbe raggiungere, entro il 2100 la ecologica di un residente di Beijing e quasicifra di 10.1 miliardi, toccando appunto, nel tre volte superiore a quella di un cinese2050, la cifra di 9.3 miliardi di abitanti. La medio. Si prevede inoltre che 350.000maggior parte dell’incremento che si verificherà miliardi di dollari saranno spesi globalmenteriguarderà i paesi ad alta fertilità, che per le infrastrutture urbane nei prossimicomprendono 39 paesi africani, nove asiatici, trent’anni. Nel 2050 su tre persone, duesei in Oceani e quattro in America Latina. vivranno in aree urbane 4.Sempre tenendo conto della variante mediasaranno necessari dai 7 miliardi del 2010 solo13 anni per raggiungere l’ottavo miliardo, 18anni per raggiungere il nono miliardo e 40 anniper raggiungere il decimo miliardo. Se invece sidovesse verificare un andamento di crescita 4prevista dalla variante alta, aggiungeremo un vedasi United Nations, 2009, World Urbanizationmiliardo in più ogni 10-11 anni per il resto del Prospects, the 2009 Revision, The Population Division of the Department of Economic and Socialsecolo. Affairs of the United NationsE’ bene ricordare che la popolazione umana ha http://esa.un.org/unpd/wup/index.htm).raggiunto il suo primo miliardo nei primi anni 8
  • 3. CONSUMO DI CARNE quello di uova è salito da 2.5 kg pro capite a 20.2 kg.Consumo di carne pro capite: 34 kg. nel 1992 e43 kg. nel 2012 (incremento +26% rispetto al 4. PRODOTTO GLOBALE LORDO1992);Alcuni dati sul consumo di carne in generale : il Prodotto globale lordo: 36.000 miliardi diWorldwatch Institute in una recente analisi dollari nel 1992 e oltre 63.000 miliardi direlativa ai Vital Signs, ai segni cioè dei trend dollari oggi (incremento del 40% rispetto alglobali che disegnano il nostro futuro 5, fornisce 1992);il quadro della crescita degli animali da Alcuni dati sul prodotto globale lordo inallevamento nel mondo. generale: il grande storico John McNeill 6Il numero di polli destinati al consumo umano è ricorda che nel secolo trascorso, dal 1890 alcresciuto del 169% dal 1980 al 2010, portandosi 1990, l’economia mondiale è cresciuta di 14da 7.2 miliardi di individui a 19.4 miliardi di volte, la popolazione mondiale di 4 volte,individui. Durante lo stesso periodo la l’utilizzo dell’acqua di 9 volte, le emissioni dipopolazione di capre e pecore ha raggiunto i 2 anidride solforosa di 13 volte, l’utilizzo dimiliardi e la popolazione dei bovini è cresciuta energia di 16 volte, le emissioni di anidridedel 17% raggiungendo 1.4 miliardi. carbonica di 17 volte e la cattura del pescatoSecondo i dati del Consultative Group di 35 volte.dell’International Agricultural Research le stime Questi trend continuano ancora oggi. Il notodi crescita al 2050 prevedono una popolazione studioso James Gustave Speth7 ricorda cheglobale di polli di circa 35 miliardi, di capre e per ogni decade, dal 1980 al 2005,pecore di 2.7 miliardi e di bestiame di 2.6 globalmente il prodotto mondiale lordo èmiliardi. incrementato del 46%, la carta e i prodottiLa popolazione attuale di individui sottoposti ad cartari del 41%, il pescato del 41%, ilallevamento umano tra bovini, capre, pecore, consumo di carne del 37%, le automobili delpolli, maiali, dromedari, anatre, lepri, conigli, 30%, l’uso dell’energia del 23%, l’uso deitacchini, oche ecc. è passata da i 9 miliardi del combustibili fossili del 20%, la popolazione1970 ai 26.7 miliardi attuali, come indicano i mondiale del 18%, il raccolto di cereali deldati di FAOSTAT, il database statistico della FAO, 18%, le emissioni di ossidi di azoto del 18%,sistematizzato dal Worldwatch Institute. I la sottrazione di acqua del 16%, le emissionimaiali, per esempio, sono passati dai 547 di anidride carbonica del 16%, l’utilizzo deimilioni del 1970 ai 965 milioni del 2010. fertilizzanti del 10% e le emissioni diLa domanda di carne, uova e prodotti caseari è anidride solforosa del 9%.andata significativamente incrementando neipaesi in via di sviluppo, particolarmente in quellidi nuova industrializzazione. In questi paesi 5. FLUSSO DI MATERIAinfatti il consumo pro capite di latte si è quasiraddoppiato tra il 1980 ed il 2005, quello di Estrazione globale di materie prime: 42carne si è triplicato e quello di uova è miliardi di tonnellate nel 1992 e 60 miliardiaumentato di cinque volte. oggi (un incremento del 40%) considerando iIl maggiore incremento si è avuto nei paesi flussi di materia “nascosti” si arriva a 100dell’Asia del sud-est e dell’est. In Cina il miliardi di tonnellate;consumo pro capite di latte è aumentato da 2.3 6kg nel 1980 a 32.2 kg nel 2005, mentre quello di McNeill J., 2002,Qualcosa di nuovo sotto il sole. Storia dell’ambiente del XX secolo, Edizioni Einaudicarne è quadruplicato nello stesso periodo e 7 Speth J.G, 2008, The Bridge at the Edge of the5 vedasi http://vitalsigns.worldwatch.org World, Yale University Press. 9
  • Alcuni dati sui flussi di materia in generale : a dall’Organizzazione Meteorologica Mondialelivello mondiale oggi l’umanità utilizza ed estrae e dal Global Carbon Cycle Project 10. Neldai sistemi naturali almeno 100 miliardi di 2009 numerose nazioni si sono impegnate,tonnellate di materia l’anno, circa 14 tonnellate con i risultati della Conferenza delle Partia persona (ovviamente esistono forti differenze della Convenzione quadro sui cambiamentitra i flussi di materia pro capite degli abitanti climatici tenutasi a Copenaghen, a ridurre ledei paesi ricchi che utilizzano anche molte loro emissioni di gas serra al 2020, conrisorse provenienti da altre nazioni ed i paesi l’obiettivo di mantenere l’incremento dellapoveri) 8. Per i 27 stati membri dell’Unione temperatura media della superficie terrestreEuropea la media dell’uso annuale di risorse e entro i 2°C rispetto all’epoca preindustriale.materie prime è di circa 15 tonnellate pro Il prestigioso Mauna Loa Observatory nellecapite. La domanda per le materie prime in Hawaii ci documenta che la concentrazioneUnione Europea è così intensa che una di biossido di carbonio (o anidridepercentuale che va dal 20 al 30% delle risorse carbonica) nella composizione chimicaoggi utilizzate sono importate9. Esiste quindi un’ dell’atmosfera ha raggiunto nel maggiourgente necessità di dematerializzare le nostre 2012, il livello di 396.78 ppm (parti pereconomie, riducendo fortemente l’impiego di milione di volume)11. Se andiamo a ritrosomaterie prime per la produzione di beni e nel tempo, da quando lo stesso Osservatorioservizi e riducendo significativamente l’utilizzo di Mauna Loa, scrupolosamente voluto edell’acqua e del suolo. Nell’ambito del ben noto seguito dal grande studioso Charles KeelingFactor 10 Institute, il famoso studioso di flussi di (1928 – 2005), fu pioniere nel raccogliere imateria, Friederich Schmidt-Bleek che ne è il dati sulla concentrazione del biossido difondatore e presidente, da anni propone un carbonio nella nostra atmosfera, possiamotetto di 6 tonnellate a persona annue, con lo constatare che tale concentrazione hascenario di ciò che egli definisce “The 6 Ton seguito la seguente evoluzione:Society” (la società delle 6 tonnellate). - 315.98 ppm nel 1959, il primo anno in cui ebbe luogo una raccolta di dati6. EMISSIONI E CONCENTRAZIONE DI strumentale durata per l’intero anno,ANIDRIDE CARBONICA - 348.98 ppm nel 1987, l’ultimo annoEmissioni totali di anidride carbonica: 22 in cui questa cifra rimase sotto le 350 ppmmiliardi di tonnellate nel 1992 e oltre 30 miliardi (cifra che viene indicata dai maggioridi tonnellate oggi (un incremento del 36%);concentrazione atmosferica di anidride studiosi delle scienze del sistema Terra comecarbonica: 357 ppmv (parti per milione di un “confine planetario” – i Planetaryvolume) nel 1992 e, ad aprile 2012, 396 ppmv Boundaries che l’umanità non dovrebbe(dati del Mauna Loa Observatory delle Hawaii) sorpassare per evitare effetti disastrosi alleAlcuni dati sulle emissioni e sulle nostre società),concentrazioni di anidride carbonica ingenerale: nel 2010 i livelli di gas serra hanno - 356.27 ppm nel 1992 quando ebberaggiunto il più alto livello dall’epoca pre luogo a Rio de Janeiro il grande Earthindustriale, come è documentato Summit delle Nazioni Unite,8 10 Vedasi www.materialflows.net vedasi www.globalcarbonproject.org9 11 Vedasi European Environment Agency, 2012, Material vedasi il sito dell’Osservatorioresources and waste. 2012 update, EEA http://www.esrl.noaa.gov/gmd/ccgg/trends/ 10
  • - 363.47 ppm nel 1997 quando, nella Federazione Russa e Unione Europea. Si èConferenza delle Parti della Convenzione verificato un declino repentino nellequadro sui cambiamenti climatici tenutasi a emissioni di combustibili fossili nel 2009Kyoto, fu approvato l’omonimo Protocollo, dell’1.3%, a causa della crisi finanziaria mondiale partita già nel 2008, ma la crescita- 387.35 ppm nel 2009, quando nella del 5.9% del 2010 costituisce l’incrementoConferenza delle Parti di Copenaghen, si annuale maggiore dal 2003.approvò il documento che impegnava i paesi Le emissioni di carbonio dovute afirmatari a non far superare i 2°C alla deforestazione e ad altre modificazioni ditemperatura media terrestre rispetto all’epoca uso del suolo hanno contribuito per altri 900 milioni di tonnellate al bilancio globale epreindustriale, mostrano un declino dovuto a qualche- 389.78 ppm nel 2010. modesto passo in avanti sul fronte della deforestazione e di nuove politiche perIl budget del ciclo del carbonio 2010 ci l’utilizzo del suolo.documenta che il tasso annuale di crescita di I serbatoi naturali rappresentati dal suolo, lebiossido di carbonio nell’atmosfera è stato, nel foreste e gli oceani sono riusciti a rimuovere2010, di 2.36 ppm, uno dei tassi maggiori del il 56% di tutto il biossido di carbonio emessodecennio scorso12 . Il Global Carbon Project è il dalle attività umane nel periodo tra il 1958più grande programma mondiale di ricerca sul ed il 2010.ciclo del carbonio che rientra nella prestigiosa Nel 2050, come ci ricorda il recente rapportoEarth System Science Partnership (ESSP)13. dell’OCSE14 , si prevede che, in uno scenarioIl tasso di accumulo del biossido di carbonio senza modificazioni significative rispettonell’atmosfera è dovuto alle emissioni all’attuale, l’economia dovrebbeantropogeniche e, al netto, di quanto sono in quadruplicare con la conseguente crescentegrado di assorbire i cosidetti sinks (serbatoi) richiesta di energia e di risorse naturali.naturali e cioè le foreste, il suolo e gli oceani. Un’economia che quadruplica entro il 2050L’incremento delle emissioni da combustibili si traduce nell’80% in più di uso di energia.fossili è aumentato del 5.9% nel 2010 per un Senza efficaci politiche alternative, la quotatotale di 9.1 miliardi di tonnellate di carbonio di combustibili fossili nel mix globale diemessi (che costituiscono 33.4 miliardi di energia dovrebbe restare intorno all’85%. Sitonnellate di biossido di carbonio (ricordiamo prevede che le economie dei paesiche per convertire il dato da carbonio a biossido emergenti come Brasile, Russia, India,di carbonio è necessario moltiplicare il valore Indonesia, Cina e Sud Africa (i cosidetti BRIICS) saranno i maggiori utilizzatori diper 3.67). Questi livelli di emissione sono i più energia.alti che siano mai stati raggiunti nella storia Nel 2050 la concentrazione atmosferica diumana e costituiscono il 49% in più rispetto al gas serra potrebbe quindi raggiungere le 6851990 (l’anno cui fa riferimento il Protocollo di ppm (parti per milione), con il prevedibileKyoto). risultato di una crescita della temperatura media della superficie terrestre dai 3° C ai 6°Il contributo alle emissioni totali provengono, C rispetto ai livelli pre industriali. Se non sinell’ordine, dai seguenti stati: Cina, USA, India, agisce subito supereremo presto i 2° C di12 14 vedasi il sito www.globalcarbonproject.org vedasi OECD, 2012, OECD Environmental Outlook to 2050: The Consequences of Inaction, sul sito13 vedasi www.essp.org, patrocinata dall’International http://www.oecd-ilibrary.org/environment/oecd-Council for Science www.icsu.org environmental-outlook-to-2050_9789264122246-en 11
  • incremento della temperatura che era stato comprendere meglio il quadro complessivostabilito nell’accordo di Cancun nei negoziati della situazione degli ecosistemi forestali deldelle Conferenze delle Parti sulla Convenzione mondo che sono ambienti fondamentali perquadro sui cambiamenti climatici15. il mantenimento degli equilibri dinamici della biosfera e per il benessere e l’economia umana.7. DEFORESTAZIONE Globalmente ogni anno, in quest’ultimo decennio, circa 13 milioni di ettari di forestaPerdita del manto forestale : l’area ricoperta da sono convertiti ad altri usi o perduti. Questoforeste sin dal 1990 si è ridotta di 300 milioni di dato deve essere confrontato con quello diettari (una superficie superiore a quella 16 milioni di ettari di foreste che sonodell’intera Argentina) scomparsi ogni anno, nel periodo 1990 –Alcuni dati sulla deforestazione: ogni dieci anni 1999. Il Brasile e l’Indonesia chela FAO pubblica il suo rapporto sullo stato delle presentavano tassi di perdita di forestaforeste del mondo, il ben noto “Global Forest molto alti negli anni Novanta hannoResources Assessment”16 che fa il punto sulla significativamente ridotto i loro tassi disituazione degli ecosistemi forestali del pianeta, deforestazione. Inoltre paesi come Cina,analizzandone l’evoluzione, gli andamenti e i India, Stati Uniti e Vietnam a seguito ditassi di deforestazione e degrado. L’ultimo ambiziosi programmi di riforestazione,rapporto è stato pubblicato nel 2010. hanno aggiunto, insieme ad alcuni fenomeniAttualmente gli ecosistemi forestali nel mondo di espansione naturale degli ecosistemicoprono il 31% della superficie terrestre, e si forestali e boschivi in altre regioni, una cifratratta di più di 4 miliardi di ettari, che annuale di 7 milioni di ettari di nuovecorrispondono ad una media di 0.6 ettari pro foreste. In questo modo la perdita netta dicapite. Le cinque nazioni più ricche di foreste superficie forestale, considerata la(Federazione Russa, Brasile, Canada, Stati Uniti deforestazione e sottraendo a questo datoe Cina) coprono per più della metà il totale delle la riforestazione artificiale o l’espansionearee forestali presenti sul nostro pianeta. naturale delle aree boschive, si è ridotta aLa deforestazione mondiale, dovuta soprattutto 5.2 milioni di ettari ogni anno tra il 2000 ed ilalla conversione delle foreste tropicali in terre 2010, rispetto agli 8.3 milioni di ettariagricole, è decresciuta nell’arco degli ultimo annuali negli anni Novanta.decennio, anche se prosegue ancora, ad untasso allarmante, in molti paesi del mondo. Nonsolo, ma lo sforzo fatto per realizzare nuove esignificative aree protette in quest’ultimodecennio, copre oggi il 13% della superficiemondiale di foreste (l’area di foresta inserita insistemi di aree naturali protette è cresciuta di94 milioni di ettari dal 1990 – due terzi diquesto incremento ha avuto luogo a partire dal2000). Come accade in occasione del lancio ditutti i rapporti internazionali, vale la penaapprofondire meglio i principali risultati diquesto interessante Assessment per poter15 Vedasi www.unfccc.org16 vedasi il sito www.fao.org/forestry 12
  • Oltre a seguire il percorso dei negoziati, per scandire le tappe di avvicinamento alla Conferenza di Rio+20FOOD WATER ENERGY coinvolgendo anche il grande pubblico, il WWF ha organizzato sotto il claim “Food, Water and Energy for all. For ever” (Cibo,FOR ALL. FOR EVER. acqua e energia per tutti. Per sempre) una serie di iniziative speciali, appuntamenti con ospiti internazionali, eventi di piazza, diffusione di nuovi report e documenti che mostrano come il futuro sostenibile sia una realtà possibile e come il mondo abbia già a disposizione tutti gli strumenti necessari per realizzarlo.* Viviamo in un mondo di eccessi, ma potremmo vivere in un mondo di sufficienza, in cui ci sono abbastanza cibo, acqua ed energia per tutti, basato su una nuova economia, su una nuova governance per la sostenibilità e su nuovi indicatori di benessere e progresso “oltre il PIL”. Nell’anno di Rio+20, a vent’anni dalla Conferenza delle Nazioni Unite che ha lanciato per la prima volta a livello globale il concetto di sviluppo sostenibile, il WWF è all’opera per diffondere la necessità urgente di una nuova e concreta economia verde, creando attorno ad essa un favorevole atteggiamento culturale, scientifico, istituzionale, dei media, dell’opinione pubblica. * Tra le iniziative dei mesi passati, la lecture sulla green economy di Achim Steiner, direttore esecutivo UNEP e vice segretario generale ’ONU, la presentazione della Market Transformation con le proposte per ridurre l’impatto ambientale dei mercati globali e di quello italiano, la presentazione del Living Planet Report WWF 2012 insieme allInternational Space Station, e dello State of the World 2012, il nuovo rapporto del Worldwatch Institute la cui edizione italiana da 25 anni è curata dal direttore scientifico del WWF Italia Gianfranco Bologna, la grande mobilitazione globale per il clima e il futuro sostenibile “L’Ora della Terra”. 13
  • CIBOLa situazione Fao stima che la produzione alimentare l’utilizzo di nuove sementi selezionate enecessaria al 2050, rispetto all’incremento significativi input di energia, fertilizzantiprevisto della popolazione umana che dovrebbe artificiali e pesticidi, una quotaraggiungere per quell’anno, i 9.3 miliardi di considerevole dell’umanità (che si aggiraabitanti, e ai cambiamenti che si verificheranno intorno al miliardo di individui) soffre ancoranella composizione della dieta e nei livelli di di fame cronica.consumo associati all’incremento Inoltre, gran parte dei risultati delladell’urbanizzazione, richiederebbe un aumento Rivoluzione Verde sono stati ottenuti connella produzione agricola del 70%. un’agricoltura intensiva che dipendeOggi più del 50% della popolazione umana vive pesantemente dai combustibili fossili e laormai in aree urbane. Nel 2050 la popolazione domanda se i terreni agricoli del pianetaglobale urbana potrebbe raggiungere i 6 possano produrre più cibo è inficiata dallamiliardi sui 9.3 miliardi previsti e questione se possano farlo senzal’urbanizzazione accoppiata all’incremento dei compromettere i suoli fertili, i cicli idrici e laconsumi condurrà ad una ancor più forte diversità delle colture da cui dipendiamo.pressione sui sistemi naturali rispetto alla A livello globale, i prezzi per gli alimentisituazione attuale. hanno subito forti spinte al rialzo e continuiPer esempio, la media dell’impronta ecologica andamenti imprevedibili, sostenuti da unadi un residente di Beijing e quasi tre volte domanda in rapida crescita di carne in Asia,superiore a quella di un cinese medio. Si di grano in Africa, di biocombustibili inprevede inoltre che 350.000 miliardi di dollari Europa e America del Nord e da altri fattori.saranno spesi globalmente per le infrastrutture In futuro, è poi probabile che ilurbane nei prossimi trent’anni. Nel 2050 su tre cambiamento climatico possa aggravare talipersone, due vivranno in aree urbane.17 pressioni, rendendo più difficile la situazioneDopo quasi mezzo secolo dalla cosiddetta per gli agricoltori e per tutto il genereRivoluzione Verde, che ha fortemente umano.incrementato la produttività agricola con Ad oggi quasi la metà della produzione agricola mondiale viene utilizzata come17 Vedasi United Nations, 2009, World Urbanization fonte alimentare per gli animali cheProspects, the 2009 Revision, The Population Division of costituiscono la base di carne per l’umanità,the Department of Economic and Social Affairs of the e il consumo di carne è previsto che possaUnited Nations http://esa.un.org/unpd/wup/index.htm passare dai 37.4 kg/pro capite/annui ad 14
  • oltre i 52 kg/pro capite/annui al 2050. La all’intera produzione alimentare dell’Africaperdita di calorie che risulta dall’alimentare gli sub-sahariana, calcolata in 230 milioni dianimali da carne con prodotti cerealicoli, invece tonnellate 20 .di utilizzare direttamente i cereali come ciboper gli individui, equivale alle necessità dicalorie per più di 3.5 miliardi e mezzo di esseri L’agricoltura e l’effetto serraumani 18. La maggior parte di noi è consapevole di come lutilizzo di auto, ilParadossi dell’alimentazione umana riscaldamento domestico, le fabbriche e i processi produttivi provochino emissioni di Le persone in sovrappeso nel mondo gas serra, soprattutto CO2.hanno raggiunto, nel 2010, la cifra di un È invece meno noto come le filieremiliardo e 934 milioni (mentre nel 2002 erano agroalimentari richiedano energia perun miliardo e 454 milioni). Circa il 23% del dato produrre i cibi di cui ci nutriamo: le attivitàdel 2002 era attribuibile a individui di età connesse all’allevamento e alla coltivazioneintorno ai 15 anni o poco più mentre questo delle specie animali e vegetali consumanodato, nel 2010, ha raggiunto la percentuale del risorse naturali ed emettono nell’ambiente38%. L’incremento per gli adulti in questi ultimi scarti e rifiuti, tra cui gas serra cheotto anni è stato invece dell’11% 19. contribuiscono ad aumentare l’effetto serraSappiamo contestualmente, dai dati FAO nei e, quindi, a surriscaldare il pianeta.rapporti sullo stato dell’insicurezza alimentare I gas emessi dall’agricoltura e daglinel mondo, che il numero di denutriti sulla allevamenti si aggiungono a quelliTerra si aggira, da qualche anno, intorno al provenienti dalle altre attività umane e ilmiliardo di persone, e potrebbe risultare cibo finisce per rappresentare una tra lenuovamente in incremento in relazione agli principali cause del riscaldamento globale.effetti provocati degli sbalzi dei prezzi delle Infatti, nutrire, allevare, macellare e venderecommodities alimentari di base sui mercati bovini e ovini (nella doppia veste di carne einternazionali. derivati del latte), suini, pollame sonoPer la prima volta nel 2011 la FAO ha necessari pesticidi, fertilizzanti chimici,commissionato un ottimo studio sulla perdita di combustibile, mangimi e acqua.cibo nelle filiere alimentari mondiali e sul cibo Nel mondo, il settore agroalimentare èletteralmente “buttato via” da noi abitanti dei direttamente responsabile di circa il 1/3paesi ricchi e sono stati ricavati dati che non delle emissioni globali di gas serrapossono non farci riflettere. Ogni anno nel soprattutto protossido di azoto (N2O),mondo si perdono un miliardo e 300 milioni di rilasciato dai terreni concimati, e metanotonnellate di cibo; ogni anno i consumatori dei (CH4), prodotto dagli allevamenti,paesi ricchi buttano via una quantità di cibo, principalmente bovini. Secondo l’IPCC istimato in 222 milioni di tonnellate comparabile fertilizzanti a base di azoto costituiscono la fonte principale delle emissioni dovute18 United Nations General Assembly, 2010, Report all’agricoltura, con una percentuale del 38%.submitted by the Special Rapporteur on the right to food, Di contro, l’industria alimentare è il settoreOlivier De Schutter, vedasi più esposto ai rischi dei cambiamentihttp://www.srfood.org/images/stories/pdf/officialreports/2 climatici indotti dai gas serra sia attraverso0110308_a-hrc-16-49_agroecology_en.pdf 2019 Vedasi i Vital Signs, Global Trends that Shape Our Il documento “Global Food Losses and FoodFuture del Worldwatch Institute, i trend globali che Waste” è rintracciabile sul sito della FAO,modellano il nostro futuro, www.fao.orghttp://vitalsigns.worldwatch.org 15
  • l’alterazione dei cicli climatici tradizionali, sia Con l’affermarsi di una logica agro-attraverso il degrado ambientale, l’erosione dei industriale per rispondere alla necessità disuoli, la siccità, la salinizzazione, le infestazioni e produrre grandi quantità di alimenti dile patologie fungine e virali. origine animale, quindi proteici, e a bassoLa zootecnia da sola contribuisce per 18% di costo, è andata per la gran parte persa latutte le emissioni di gas serra, superando le pratica degli animali al pascolo che siemissioni di generate dall’intero settore dei alimentano con le risorse del territorio.trasporti (14%) nel mondo. Solo la produzione Lallevamento intensivo degli animali èdi energia (21%) supera l’allevamento come condotto, nella maggior parte dei casi, conemissioni globali. obiettivi commerciali precisi: produrre la maggior quantità possibile di carne, nelIl sistema agro-alimentare moderno si basa sulla minor tempo possibile, al minor costopresunzione di un’illimitata disponibilità di possibile.risorse, soprattutto combustibili fossili a basso Questo modello industriale di allevamentocosto e si è enormemente dilatato al punto da animale è ragione dei più gravi problemiportare le proprie emissioni a contribuire ambientali: cambiamenti climatici,significativamente al riscaldamento globale del inquinamento e consumo di acqua, perditapianeta. di biodiversità del pianeta, deforestazione eI combustibili di origine fossile costituiscono le consumo di risorse fossili.fonti energetiche a basso costo, oltre che le La gran parte della carne che consumiamomaterie prime, per i processi di produzione di proviene da proprio allevamenti industrialifertilizzanti e pesticidi e per tutti gli stadi dei intensivi, con enormi impatti ambientalicicli di produzione (semina, irrigazione, associati: per ottenere un chilo di carne diraccolta), trasformazione, distribuzione e manzo attraverso lallevamento intensivoconfezionamento degli alimenti. Sono, inoltre, sono necessari circa 15 chili di cereali e soiaessenziali nella costruzione e nella e 15.000 litri dacqua. Inoltre semanutenzione delle macchine, comprese quelle nell’allevamento tradizionale le deiezioniagricole, degli impianti di lavorazione e di rientrano nel ciclo naturale dellatrasformazione degli alimenti, dei magazzini e concimazione, negli allevamenti intensividei serbatoi di stoccaggio, delle navi, dei camion "senza terra", invece, lenorme quantitàe delle infrastrutture per il loro trasporto. degli deiezioni prodotte (una singola vaccaNelle diverse fasi di vita di un alimento si da latte produce un quantitativo di deiezionidevono considerare anche i gas serra che si pari a quelle di 20-40 persone) non puògenerano dall’applicazione sul terreno di essere “assorbita” dallambiente circostante.fertilizzanti organici e inorganici che generano Gli allevamenti intensivi rappresentano,emissioni di protossido di azoto (N2O), così inoltre, il fattore decisivo nello sviluppo dicome le emissioni di metano (CH4) che derivano numerose patologie animali (come perdalla fermentazione enterica dei ruminanti e dal esempio, l’influenza suina H1N1) cheletame. possono arrivare a rappresentare unaSebbene in misura minore anche cottura degli minaccia di trasmissione di agenti patogenialimenti e la decomposizione degli scarti zoonotici anche dagli animali all’uomo.alimentari sono un’ulteriore fonte di emissioni Il profilo di emissioni di gas a effetto serradi gas serra. della produzione di carne è molto diverso daL’impatto e le opzioni di riduzione delle quello di altri settori, come il trasporto. Leemissioni di questi dei gas serra rappresentano emissioni dipendono da processi biologiciun’enorme sfida per le attività agricole e molto variabili, diversificati e complessi. Allazootecniche. produzione di carne è imputato quasi un quinto delle emissioni globali di gas serra. 16
  • Sebbene persista per un breve periodo soprattutto gli erbivori - siano "inefficientinell’atmosfera, il metano (CH4) è oltre 20 volte fabbriche di proteine".più potente dell’anidride carbonica come Gli animali dallevamento consumano infattideterminante dell’effetto serra. Il metano viene più calorie, che ricavano dai mangimiemesso da attività sia naturali sia umane. vegetali, di quante ne producano sottoformaQueste ultime includono la produzione di di carne, latte o uova: come "macchine" –combustibili fossili, la coltivazione del riso, la tali sono considerati nella zootecniacombustione di biomasse, la gestione dei rifiuti moderna - sono del tutto inefficienti nele l’allevamento animale. Queste attività convertire proteine vegetali in proteinerilasciano ingenti quantità di metano animali. Il rapporto di conversione danell’atmosfera: si stima come oltre il 50% del mangimi vegetali a “carne” a seconda dellametano presente in atmosfera provenga dalle specie animale è estremamenteattività umane. Il settore zootecnico da solo svantaggioso. Per esempio per far crescerecontribuisce per il 35-40% delle emissioni di 1 kg un vitello servono 13 kg di mangime,globali di metano (FAO) e per il 6% alle per un pollo ne bastano 3. In media per ogniemissioni antropogeniche di gas serra. kg di carne che si ricava da un animale,All’interno dell’intero settore zootecnico, quell’animale deve mangiare mediamentel’allevamento dei bovini rappresenta l’83% delle 10 kg di vegetali, appositamente coltivati.emissioni di metano, suddiviso in 63,3% per la Con uno spreco enorme di terreni fertili,produzione di carne e 19,3% per la produzione energia, acqua oltre allemissione didi latte e derivati (a fronte di un contributo sostanze chimiche, altri inquinanti e gasdello 0,6 del settore avicolo, 5,1 del settore serra.suino e 11,7 ovino). Basti pensare che una I pascoli inoltre occupano il 26% per centosingola mucca può produrre dai 100 ai 500 litri della superficie terrestre libera dai ghiaccidi metano al giorno (a causa della popolazione dei e la produzione di mangimi occupa ilmicrobica nel rumine) 33% della produzione agricola (Fao, 2009).A causa del cambiamento degli stili alimentari di Questa elevata produzione di mangimipaesi in rapido sviluppo, spostatisi verso un destinati all’allevamento di animali èincremento dei consumi di carne, e al crescere dunque un fattore importante dal punto didella popolazione si è assistito al 10% sia vista dell’impatto ambientale sia neldell’aumento delle emissioni dopo il 2008 e il rincaro dei prezzi di questi alimenti in un94% di quest’aumento è avvenuto proprio in mondo in cui milioni di persone soffrono laAsia, America Latina e Africa. fame. Ad oggi, secondo lOrganizzazione per lAlimentazione e lAgricoltura (FAO) il 36%A determinare queste emissioni di metano ci della produzione mondiale di cereali vienesono: impiegato per nutrire gli animali da carne e• i processi digestivi dovuti alle da latte, con differenze che vanno dal 4% in caratteristiche intestinali degli animali India, al 25% in Cina, al 65% negli Stati Uniti. allevati;• gestione del letame;• quantità e qualità del mangime La crescita del consumo di carne somministrato. Recenti dati pubblicati dalPer comprendere i motivi dellingente impatto Worldwatch Institute e dall’Earth Policysullambiente dell’allevamento (dovuto alle forti Institute (vedasi www.worldwatch.org eemissioni di gas serra e all’elevata richiesta www.earth-policy.org ) ci forniscono ilidrica), occorre notare come gli animali – preoccupante quadro della crescita del consumo di carne a livello mondiale con 17
  • ovvie e significative ripercussioni, ad esempio, kg nel 1980 a 32.2 kg nel 2005, mentresullo stato di salute degli ecosistemi della Terra, quello di carne è quadruplicato nello stessosul flusso di materia ed energia mobilizzato dai periodo e quello di uova è salito da 2.5 kgmetabolismi sociali rispetto a quelli naturali e pro capite a 20.2 kg.sulla crescita delle emissioni di gas climalteranti Circa il 75% delle nuove malattie cheche derivano dalle attività agricole. affliggono il genere umano dal 1999 al 2009Il Worldwatch Institute che ha recentemente originano negli animali e nei prodottireso noto l’ultimo rapporto “State of the World derivanti da animali, sempre secondo le2012” dedicato al tema “Verso una prosperità analisi e le stime della FAO dedicate allasostenibile” (Edizioni Ambiente), in una recente zootecnia intensiva, definita in acronimoanalisi relativa ai Vital Signs ai segni dei trend CAFO che significa Concentrated Animalglobali che disegnano il nostro futuro (vedasi Feeding Operations, che è diventata ilhttp://vitalsigns.worldwatch.org ), fornisce il modello maggiormente perseguito in tutto ilquadro della crescita degli animali da mondo.allevamento nel mondo. La zootecnia intensiva produce un altoIl numero di polli destinati al consumo umano è livello di rifiuti, uno straordinario utilizzo dicresciuto del 169% dal 1980 al 2010, portandosi acqua e di terra, gioca un ruolo significativoda 7.2 miliardi di individui a 19.4 miliardi di nella perdita di biodiversità, contribuisce alindividui. Durante lo stesso periodo la cambiamento climatico con le emissioni delpopolazione di capre e pecore ha raggiunto i 2 18% delle emissioni globali di gas serra.miliardi e la popolazione dei bovini è cresciuta Inoltre l’allevamento del bestiamedel 17% raggiungendo 1.4 miliardi. costituisce una delle maggiori cause diSecondo i dati del Consultative Group deforestazione: è responsabile di unadell’International Agricultural Research le stime percentuale tra il 65 e l’80% delladi crescita al 2050 prevederebbero una deforestazione in Amazzonia.popolazione globale di polli di circa 35 miliardi, Come ci ricorda un recente update dell’Earthdi capre e pecore di 2.7 miliardi e di bestiame di Policy Institute (“Meat Consumption in2.6 miliardi. China now double that in the United States”La popolazione attuale di individui sottoposti ad di Janet Larsen) più di un quarto di tutta laallevamento umano tra bovini, capre, pecore, carne prodotta a livello mondiale è oggipolli, maiali, dromedari, anatre, lepri, conigli, consumata in Cina. Nel 1978 il consumo ditacchini, oche ecc. è passata da i 9 miliardi del carne in Cina era di 8 milioni di tonnellate,1970 ai 26.7 miliardi attuali, come indicano i un terzo di quelle statunitensi che erano didati di FAOSTAT, il database statistico della FAO, 24 milioni di tonnellate. Nel 1992 la Cina hasistematizzato dal Worldwatch Institute. I sorpassato gli Stati Uniti come paese leadermaiali, per esempio, sono passati dai 547 nel consumo di carne a livello mondiale.milioni del 1970 ai 965 milioni del 2010. Oggi il consumo annuale di 71 milioni diLa domanda di carne, uova e prodotti caseari è tonnellate in Cina è più del doppio di quelloandata significativamente incrementando nei degli Stati Uniti. Del consumo di carne cinesepaesi in via di sviluppo, particolarmente in quelli i tre quarti sono costituiti da carne di maialedi nuova industrializzazione. In questi paesi e metà della popolazione mondiale di maialiinfatti il consumo pro capite di latte si è quasi da allevamento, circa 476 milioni diraddoppiato tra il 1980 ed il 2005, quello di individui, si trova oggi in Cina.carne si è triplicato e quello di uova è Con il consumo di carne di maiale che siaumentato di cinque volte. stima possa raggiungere i 52 milioni diIl maggiore incremento si è avuto nei paesi tonnellate nel 2012 in Cina, questo paese sidell’Asia del sud-est e dell’est. In Cina il colloca decisamente al primo posto per ilconsumo pro capite di latte è aumentato da 2.3 consumo di carne di maiale, mentre gli Stati 18
  • Uniti restano dietro con circa 8 milioni di umana ed alle attività agricole connesse.tonnellate sempre nel 2012. Negli USA in Davidson affronta il problema di quali azioniconsumo di carne di pollo e di manzo è più siano necessarie per ridurre le emissioni didiffuso. Per quanto riguarda infatti la carne di questo gas, confrontandole con i quattromanzo la Cina ne consuma sui 6 milioni di pathways che sono considerati nel nuovotonnellate annue, mentre gli Stati Uniti sugli 11 rapporto, il quinto, dell’IPCC suimilioni l’anno. cambiamenti climatici (che dovrebbe essereBisogna comunque sempre ricordare che la reso noto tra la seconda metà del 2013 ed ilpopolazione cinese è di oltre 1 miliardo e 345 2014). Si tratta dei cosidetti Representativemilioni, mentre quella degli Stati Uniti è di 313 Concentration Pathways (RCP). Permilioni. Ancora una volta appaiono evidenti le raggiungere la stabilizzazione delle emissionidifferenze del consumo pro capite. Inoltre la di protossido di azoto entro il 2050 che sianopolitica agricola industriale estensiva diffusa in consistenti con gli scenari di mitigazione piùtutto il mondo prevede un largo consumo della significativi delle RCP, è necessaria unaproduzione agricola di base da destinare agli riduzione del 50% nel livello di consumo proallevamenti animali di bestiame, maiali, pollame capite del mondo sviluppato (nel qualee persino acquacoltura. bisogna cominciare a considerare i paesi diLa Cina, ad esempio, ha registrato nel 2011 la nuova industrializzazione).maggiore produzione agricola mondiale ma un Le sfide che un futuro sostenibile ci poneterzo di questa produzione è stata destinata ad sono veramente enormi e, purtroppo, glialimentare gli animali da allevamento. Una andamenti attuali, come abbiamo visto neltipica componente dell’alimentazione degli caso specifico del consumo di carne a livelloallevamenti animali è costituita dalla soia. mondiale, stanno andando nelle direzioniL’incredibile incremento del consumo di carne opposte a quelle ragionevoli e logiche. Eccoin Cina ha alterato diversi paesaggi nel mondo perché risulterà ancor più importante edove la terra coltivata a soia sta ormai significativo quanto i paesi del mondooltrepassando quella destinata a grano e mais. riusciranno a decidere in occasione dellaLa Cina nel 2011 ha prodotto 14 milioni di Conferenza delle Nazioni Unite sullotonnellate di soia ma ne ha consumate ben 70 Sviluppo Sostenibile prevista per giugno amilioni di tonnellate. Molte aree di foresta e Rio de Janeiro.savana sono state distrutte per fare posto allemonocolture di soia.Un ulteriore interessante lavoro scientifico L’impronta di carbonioapparso recentemente su “EnvironmentalResearch Letters” ed elaborato da Eric Davidson Il termine impronta di carboniodel prestigioso Woods Hole Research Centre (Carbon Footprint, CF) si sta diffondendostatunitense, dal titolo “Representative rapidamente tra i media di tutto il mondo,concentrations pathways and mitigation poiché le tematiche legate al cambiamentoscenarios for nitrous oxide” affronta il grave climatico hanno assunto una rilevanzaproblema delle continue emissioni di protossido significativa all’interno del dibattito politicodi azoto prodotte dall’intervento umano. Si internazionale.tratta del terzo gas antropogenico più Identifica l’impatto associato ad un prodottoimportante come fattore di incremento (o servizio) in termini della quantità totale didell’effetto serra naturale e tra i più importanti “CO2 equivalente” (CO2eq) che si generaattori antropogenici della distruzione della per poter produrre, trattare e portare fino alfascia di ozono nella stratosfera. punto vendita il prodotto stesso. Si esprimeL’accelerazione delle emissioni di questo gas è come chili o tonnellate di CO2 equivalentefortemente legato alla produzione alimentare per chilo o tonnellata di prodotto ed è la 19
  • somma del potere riscaldante generato da tuttii gas ad effetto serra (CO2, N2O e CH4) emessidurante le varie fasi del ciclo di vitadell’alimento che includono la sua produzioneagricola (o l’allevamento), il trasporto, ilmantenimento in magazzini, ilconfezionamento, la distribuzione e l’eventualesmaltimento degli scarti. Si tratta di una nuovaterminologia utilizzata per indicare il cosiddettopotere di riscaldamento globale (GlobalWarming Potential, GWP), ossia l’effetto serrapotenziale di un sistema calcolato mediantel’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessement,LCA), strumento che consente di quantificare ipotenziali danni ambientali causati da prodotti,procedure o servizi durante tutto il loro ciclo divita (dalle “immissioni” di risorse quali energia,materie prime, acqua) alle “emissioni” nellaria,nellacqua e nel suolo). Di fatto la CarbonFootprint è una parte di un LCA completo che sifocalizza sul solo impatto sul riscaldamentoglobale. Il termine footprint (impronta), derivadall’Ecological footprint (Impronta ecologica)che esprime un valore complessivo in termini di“superficie utilizzata” ed è composta dadifferenti contributi, uno dei quali direttamenteconnesso con le emissioni di biossido dicarbonio. Da questo concetto è stataestrapolata la Carbon Footprint.Nell’aprile 2012 il WWF Italia ha lanciato lanuova piattaforma web “One planet food”interamente dedicata al rapporto tral’alimentazione e l’ambiente, con news,approfondimenti, consigli per il consumatore elo speciale carrello della spesa virtuale percalcolare l’impatto ambientale delle propriescelte alimentari. www.oneplanetfood.info 20
  • ACQUALa domanda di acqua Circa 900 milioni di esseri umani non trasformazione ai sistemi di lavaggio deihanno accesso ad acqua potabile sicura e circa prodotti finiti.2,6 miliardi di persone non hanno accesso ai Cambiamenti globali e climatici e sbagliataservizi igienico-sanitari di base. Inoltre il 12% gestione del suolo costituiscono un mixdella popolazione mondiale consuma l’85% perverso per i cicli idrici. L’erosione dei suolidell’acqua disponibile 21. inizialmente riduce la produttività, eGlobalmente gli esseri umani si appropriano di successivamente, oltrepassato un certooltre il 50% di tutta lacqua dolce rinnovabile e punto, porta all’abbandono dei terreniaccessibile a disposizione sul pianeta, e agricoli. Entrambi questi effetti stannononostante ciò a miliardi di individui mancano minando la sicurezza alimentare mondiale.ancora la maggior parte dei servizi idrici di base. La combinazione della crescita demograficaGli individui che vivono nei paesi benestanti si e dell’erosione dei suoli ha portato moltebevono diversi litri di acqua al giorno, nazioni, un tempo autosufficienti, adirettamente oppure nel caffè, nei succhi, nelle diventare pesantemente dipendenti dallebibite, nei vini e in altre bevande. In realtà sono importazioni di cereali.necessari circa 2.000 litri per produrre il cibo Il livello delle falde acquifere è in discesa inche consumiamo quotidianamente, 500 volte quasi tutte le nazioni che utilizzano acquedell’acqua che beviamo. È come se sotterranee nell’irrigazione. In molti di“mangiassimo” mediamente 2.000 litri d’acqua questi paesi, quando gli acquiferi sial giorno 22. esauriscono e i pozzi si prosciugano, laOgni bene, alimentare e non da noi prodotto ed perdita dell’acqua per usi irrigui conduceutilizzato, necessita infatti dell’impiego di una inesorabilmente alla fame. Il fenomenocerta quantità d’acqua, dall’irrigazione dei dell’overpumping, lo sfruttamento cheprodotti vegetali in agricoltura, agli abbeveraggi eccede la capacità naturale di ricarica delladei capi di bestiame, dai cicli di produzione o di falda, rappresenta un classico caso di “sorpasso ecologico” e conseguente collasso. È un modo di soddisfare le attuali21 necessità alimentari che comporterà un Vedasi i recenti “Global Environment Outlook” annualidel Programma Ambiente delle Nazioni Unite (United crollo sicuro della produzione futura,Nations Environment Programme) www.unep.org . quando le falde saranno esaurite. In effetti,22 Brown L. R., 2011, Piano B 4.0. Mobilitarsi per salvare ricorda Lester Brown, abbiamo creato unala civiltà, Edizioni Ambiente. “bolla economica alimentare”. Sia l’erosione dei suoli che l’esaurimento delle falde 21
  • acquifere riflettono l’enfasi sui consumi attuali a Si tratta di ecosistemi fortemente minacciatispese delle generazioni future. dall’inquinamento, dalla costruzione diSecondo il recentissimo rapporto dighe, dalla presenza di specie invasive, dalla“Environmental Outlook 2050: The trasformazione degli habitat rivieraschi, ecc.Consequences of Inaction” pubblicato I fattori che minacciano la sicurezza umanadall’OCSE 23, la disponibilità di acqua dolce per dell’approvvigionamento idrico sonoil futuro sarà a grave rischio in molte regioni con collegati con la situazione dello stato di2.3 miliardi di abitanti (il 40% della popolazione salute della biodiversità degli ecosistemi cheglobale) che vivrà sempre di più lungo bacini forniscono l’acqua. Ciò dimostraidrici che sperimenteranno un severo stress chiaramente la necessità e l’urgenza diidrico, specialmente in Africa settentrionale e gestire in maniera oculata e coordinata, lameridionale e nell’Asia centrale e meridionale. richiesta di acqua per le società umaneLa domanda globale di acqua dolce crescerà del conservando e garantendo i servizi che gli55% con incrementi significativi dovuti ecosistemi di acque dolci offrono al nostroall’industria manifatturiera con il + 400%, della benessere ed alla nostra sopravvivenza.generazione elettrica termica, con + 140% e I fattori di stress che minacciano glidell’uso domestico con il + 130%. ecosistemi di acque dolci, sottolinea laL’esaurimento delle falde costituirà il maggior ricerca, mettono in pericolo la sicurezzaproblema per l’approvvigionamento idrico delle acque per uso umano e il 65% degliall’agricoltura e alla forniture urbane in molte habitat dei fiumi del mondo si trova in unaregioni. I regimi idrici saranno messi a dura situazione di minaccia definita da moderataprova e così sarà per gli ecosistemi di acque a molto alta, con effetti che mettono in crisidolci. anche la sopravvivenza di migliaia di specie acquatiche. Nelle mappe elaborate dai ricercatori si osserva che i fiumiGli ecosistemi di acqua dolce a maggiormente minacciati si trovanorischio soprattutto in India, Europa, Medio Oriente, paesi del sud-est asiatico e gli Stati Uniti. Le Gli studiosi hanno analizzato le minacce regioni del mondo che presentano ampieglobali che incombono sulla sicurezza umana aree di agricoltura intensiva e un’altaper l’approvvigionamento dell’acqua ed il loro densità di insediamenti umani , comelegame con le minacce nei confronti della salute avviene in Europa e Stati Uniti, dimostranodella biodiversità degli ecosistemi di acque dolci alti livelli di minaccia sia per24. Si è potuto documentare che quasi l80% l’approvvigionamento idrico che per ladella popolazione umana, ovvero 4,8 miliardi di salute della biodiversità. Solo una piccolapersone (sugli oltre 7 miliardi che oggi abitano il frazione dei fiumi del pianeta appare nonnostro pianeta) , vivono in aree che si trovano significativamente coinvolta dall’interventoad un alto livello di minaccia per quanto umano, come si verifica, ad esempio, per leriguarda la sicurezza dell’approvvigionamento aree remote del Rio delle Amazzoni e delidrico e lo stato di salute della biodiversità degli bacino del Congo. Lanalisi costituisce ilambienti di acque dolci. frutto della prima iniziativa di questo tipo su scala globale che, grazie a simulazioni al computer, quantifica l impatto di 2323 differenti fattori di stress su biodiversità dei OECD, 2012, OECD Environmental Outlook to 2050: fiumi e sicurezza delle acque. I ricercatoriThe Consequences of Inaction, OECD sottolineano come non sia più possibile24 Vedasi Vorosmarty et al., 2010, Global threats to human riferirsi alla sicurezza delle acque dawater security and river biodiversity, Nature, 467, 555-561 utilizzare per scopi umani in maniera 22
  • scollegata rispetto al valore della biodiversità di dell’acqua virtuale inclusa in beni e servizi,questi straordinari ecosistemi. cioè quella acqua che non viene considerataPraticamente quasi tutta l’umanità vive in in nessuna valutazione economica, ma cheprossimità di risorse idriche, siano esse la parte viene utilizzata nell’intero arco di ogniterminale di una conduttura o la presenza di un processo produttivo (dal produrre una tazzafiume. L’umanità ha infatti bisogno di acqua per di caffè o una t-shirt di cotone, o un chilo disopravvivere, coltivare i raccolti, generare bistecca di manzo).energia e produrre i beni di uso quotidiano. La sempre crescente richiesta di acqua edAnche se, attualmente, meno dell’1% delle energia idroelettrica, congiuntamente airisorse idriche del pianeta può essere utilizzato tentativi di controllare le inondazioni e didirettamente dall’umanità, le risorse idriche favorire la navigazione fluviale, ha portatodisponibili devono soddisfare le esigenze umane alla costruzione di dighe e altree ambientali che sono inscindibili fra di loro. La infrastrutture come chiuse, dighequestione centrale è quindi proprio quella di sommergibili e argini sulla maggior parte deigarantire quantità sufficienti di acqua di qualità grandi fiumi del mondo. Complessivamente,soddisfacente al genere umano, impedendo la su 177 grandi fiumi di lunghezza superiore adistruzione degli ecosistemi che sono 1.000 km, solo 64 scorrono liberamente,fondamentali per il suo approvvigionamento, senza dighe o altre barriere , come haquali fiumi, laghi e falde acquifere. dimostrato un interessante analisi del WWFAd ora, i servizi offerti all’economia umana dagli pubblicata nel 2006.26 Un’infrastrutturaecosistemi di acqua dolce, comprendenti, ma idrica può portare benefici, ma esercitacerto non limitati alla sola fornitura di acqua, anche un profondo impatto sugli ecosistemivengono sfruttati oltre i livelli sostenibili già d’acqua dolce e sulle popolazioni cherispetto al livello della domanda attuale, come dipendono dai servizi forniti da taliha ampiamente dimostrato il ben noto ecosistemi.Millennium Ecosystem Assessment, il grande Le dighe alterano il regime di flusso dei fiumistudio internazionale patrocinato dall’ONU, modificando la quantità, i tempi e la qualitàsullo stato di salute degli ecosistemi planetari dell’acqua che scorre a valle. Le dighe piùed il loro futuro pubblicato nel 2005.25 grandi possono inoltre interrompereInoltre si prevede che la domanda di risorse totalmente le connessioni ecologiche fra gliidriche, la cosidetta Impronta idrica habitat presenti a monte e a valle creandodellumanità continui a crescere in molte parti seri problemi anche, ad esempio, alle speciedel mondo. I principali impatti dell’Impronta ittiche migratrici.idrica dell’umanità sugli ecosistemi d’acqua Le più recenti ricerche calcolano che ladolce derivano dall’incremento della costruzione di dighe influisce negativamenteframmentazione dei fiumi, dalla captazione sulla vita e sull’esistenza di circa 500 milionieccessiva d’acqua e dall’inquinamento delle di persone.risorse idriche. Inoltre gli incombenti impatti dei Negli ultimi decenni, l’aumentato prelievocambiamenti climatici in atto potrebbero idrico ha provocato il prosciugamento diesacerbare la situazione. alcuni dei più grandi fiumi del mondo. PerGli effetti a catena su scala mondiale della esempio, negli anni ’90, in Cina il fiumepenuria di risorse idriche sono stati compresi a Giallo si è prosciugato sia lungo il corso siafondo nel momento in cui le metodologie di alla foce per lunghi periodi di tempo;calcolo dell’Impronta idrica hanno evidenziato, problemi enormi si sono avuti persenza ombra di dubbio, fino a che punto paesied economie dipendano dal commercio 26 WWF, 2006, Free-flowing rivers: economic luxury or ecological necessity?, WWF International.25 Vedasi www.maweb.org www.panda.org 23
  • preservare il flusso del fiume Murray in per ottenere una paio di scarpe in cuoio, cheAustralia e il Rio Grande, al confine fra Messico corrispondono alla quantità di acquae Stati Uniti, fiumi che sperimentano entrambi necessaria ad allevare la mucca da cui illunghi periodi di siccità. Allo scopo di soddisfare cuoio proviene e ultimarne il processo dila sempre crescente richiesta, l’acqua viene lavorazione fino al prodotto finito.trasportata anche per grandi distanze da unfiume a un altro, il che può aggravare gli impatti L’acqua utilizzata per l’agricoltura riguarda ilecologici. Talvolta, ciò avviene su larga scala, 92% del consumo globale di acqua dolcecome nel caso del “South-North Water Transfer come impronta idrica, quella per laScheme” in Cina. produzione industriale il 4.4% e quellaIl futuro della gestione dell’acqua non può più domestica il 3.6%.prescindere dal tenere in alta considerazione ilvalore della biodiversità. Negli ultimi anni l’impronta idrica, per la quale è stato avviato un apposito processo ISO (International Standard Organization)La nostra impronta idrica per raggiungere un’apposita certificazione standardizzata ufficiale relativa alle sue La prestigiosa rivista scientifica dei procedure di calcolo e di comunicazione, èProceedings della National Academy of Sciences divenuta sempre di più uno strumentostatunitense27, ha recentemente pubblicato un apprezzato per valutare il quantitativo totaleampio aggiornamento sull’impronta idrica di acqua nei processi produttivi e nei beni didell’umanità. consumo come le bevande, le varie fonti di cibo e i capi d’abbigliamento.Il concetto di impronta idrica scaturisce dallavoro sull’acqua virtuale o nascosta che è stata Limpronta idrica, infatti, è un indicatore disviluppata per la prima volta da John Anthony utilizzo dell’ acqua dolce che registraAllan del King’s College di Londra; per acqua luso diretto e quello indiretto da parte divirtuale si intende infatti il volume di acqua consumatori o produttori.necessaria per produrre un bene o un servizio. L’impronta idrica derivante dalle nostreSi tratta dell’acqua necessaria per un ciclo di abitudini di consumo è notevolmentevita di un prodotto che normalmente non viene superiore al dato di consumo diretto diconsiderata quando si parla dei nostri consumi acqua ed è in gran parte determinata daldiretti di acqua. consumo di cibo e altri prodotti agricoli. Limpronta idrica di un singolo, di unaTanto per fare un esempio, una lattina di Coca comunità o di un’azienda viene definitacola contiene 0,35 litri di acqua ma se contiamo come il volume totale di acqua dolcelo zucchero in essa contenuto possiamo utilizzata per produrre i beni e i serviziverificare che questo richiede una media di 200 consumati dallindividuo e dalla comunità olitri per essere coltivato e quindi raffinato. Allo prodotti dallattività commerciale. Ilstesso modo sono necessari 2.900 litri di acqua consumo di acqua è misurato in termini diper produrre una camicia di cotone e 8.000 litri volumi di acqua consumati (evaporati) e/o inquinati per unità di tempo. Limpronta27 idrica è, da un punto di vista I famosi PNAS vedasi www.pnas.org. Il lavoro è geografico, un indicatore esplicito che non siHoekstra A. e Mekonnen M., 2012, The water footprint ofhumanity, Proc. Nat Acad. Sciences .Arjien Hoekstra, limita a mostrare solo i volumi didell’Università di Twente a Enschede in Olanda è acqua utilizzati e inquinati, ma anche la lorol’originatore del concetto di impronta idrica, vedasi provenienza geografica.www.waterfootprint.org 24
  • Limpronta idrica costituisce la somma di tre nell’ordine, Stati Uniti, Giappone, Germania,componenti che sono state definite blu, verde e Cina, Italia.grigia, come abbiamo già ricordato nelle pagine Per quanto riguarda l’impronta idrica deldi questa rubrica. consumo a livello delle singole nazioni i primi tre paesi che registrano questo datoLimpronta idrica “blu” è rappresentata dal come il più alto sono, nell’ordine, la Cina, l’volume di acqua dolce sottratta al ciclo naturale India e gli Stati Uniti. Se andiamo a vedere ie quindi prelevata dalle acque superficiali e dati a livello pro capite relativi all’improntasotterranee (ossia fiumi, laghi e falde acquifere) idrica del consumo per nazione i più altiper scopi domestici, industriali o agricoli (in sono quelli degli Stati Uniti con 2.842 metriquest’ultimo caso, cubi pro capite l’anno, mentre al più bassoper l’irrigazione). livello dei paesi industrializzati in questaLimpronta idrica “verde” costituisce il volume classifica appare il Regno Unito con 1.258di acqua piovana traspirata dalle metri cubi pro capite l’anno. La differenzapiante durante la coltivazione, mentre può essere parzialmente spiegata grazie allelimpronta idrica “grigia” rappresenta il volume differenze nei modelli di consumo. Addi acqua inquinata, quantificata come il volume esempio negli USA la media di consumo didi acqua necessario per diluire gli inquinanti al carne bovina, una delle maggioripunto che la qualità delle acque possa tornare consumatrici di acqua tra le commodities, èal di sopra degli stessi standard di qualità. di 43 kg pro capite annui, circa 4.5 volte la media globale mentre nel Regno Unito laGli studiosi dell’impronta idrica ci ricordano che media è di 18 kg pro capite annui, circa dueper ottenere un chilogrammo di bistecca sono volte la media globale.necessari 15.000 litri di acqua (distinta per il Mediamente ogni individuo usa, ogni anno,93% verde, il 4% blu ed il 3% grigia) con ampie 1.385 metri cubi a testa. Le differenze avariazioni intorno a questa stima media globale. livello nazionale sono ovviamente enormi.L’impronta precisa di una bistecca dipendeinfatti da tanti fattori, come il tipo dei sistemi diproduzione e la composizione e l’origine Il WWF ha avviato un’importante azionedell’alimentazione dei bovini. mirata alla riduzione dell’impronta idrica, siaL’impronta idrica di un burger di soia di 150 a livello individuale che nel settoregrammi prodotto in Olanda è di circa 160 litri economico. Dettagli sumentre un burger di carne dello stesso paese http://www.wwf.it/client/render.aspx?conterichiede circa 1.000 litri di acqua. nt=0&root=6013Per un solo latte macchiato sono necessarialmeno 200 litri di acqua che sono equivalenti apiù di una vasca da bagno riempita fino all’orlo.Lo studio pubblicato sui PNAS ci dice che,nell’ordine, Cina, India e Stati Uniti sono i paesicon le maggiori impronte idriche interne ai loroterritori. Rispettivamente 1.207, 1.182 e 1.053miliardi di metri cubi ogni anno. Questi tre Paesisono responsabili per il 38% dell’impronta idricaglobale. Segue il Brasile con 482 miliardi dimetri cubi, mentre tra i paesi grandi esportatoridi acqua virtuale ci sono Stati Uniti, Cina, India,Brasile, Argentina. I paesi maggiori importatoridi acqua virtuale sono invece e sempre 25
  • ENERGIAAlcuni dati fondamentali persone, neonati inclusi. Cina ed India, con una popolazione complessiva di 2,5 miliardi Oggi a livello mondiale ogni secondo si di persone, hanno rispettivamente 36 e 13consumano 1 000 barili di petrolio (ossia 159 veicoli ogni 1 000 abitanti. In pratica la000 litri), 100 000 metri cubi di gas e 222 diffusione dei veicoli in Cina è oggi ad untonnellate di carbone. Un cittadino statunitense livello paragonabile a quello degli Stati Uniticonsuma energia come 2 europei, 4 cinesi, 17 intorno al 1930.indiani o 240 etiopi. Gli Stati Uniti, pur essendo Il Sole che continuerà a brillare ancora peril terzo fra i produttori di petrolio e il primo fra i miliardi di anni, invia sulla Terra ogni ora 400produttori di gas naturale e di carbone, milioni di miliardi di joule, pari all’energiaimportano ogni anno il 62% del petrolio ed il 9% che l’umanità consuma in un anno intero.del gas naturale che consumano. Questo gigantesco flusso energetico èPer fabbricare un personal computer occorre distribuito in maniera relativamenteuna quantità di energia equivalente a 250 kg di uniforme sulle zone più abitate del pianeta.petrolio. Prima ancora di essere acceso il Per esempio Londra riceve quasi i due terzicomputer ha già consumato il triplo dell’energia del flusso di energia solare che c’è a Roma.che userà durante tutta la sua vita utile. Se si volesse sviluppare l’energia nucleareLa potenza elettrica oggi installata in Italia nei prossimi 40 anni in modo da sostituire gliequivale alla potenza muscolare di oltre 2 attuali 430 reattori per raggiunti limiti di età,miliardi di persone. Il consumo di energia eliminare la metà delle attuali centrali aelettrica in Italia è oggi 20 000 volte più alto che carbone e coprire il 50% della nuovanel 1938. domanda di elettricità alloraPer allevare una mucca di 500 kg la spesa bisognerebbe costruire circa 2 500 nuoveenergetica è equivalente a 6 barili (circa 1 000 centrali da 1 000 MegaWatt ossia unalitri) di petrolio. Per produrre 1 kg di carne di centrale a settimana da oggi al 2050 (unovitello occorrono 7 litri di petrolio. scenario completamente irrealistico).Per riempire di bioetanolo il serbatoio di un SUV I danni ad oggi stimati in seguitooccorre una quantità di mais che sarebbe all’incidente avvenuto a Fukushima insufficiente per nutrire una persona per un anno. Giappone sono tra i 100 ed i 200 miliardi diGli Stati Uniti con 311 milioni di abitanti euro, pari al costo di costruzione di 30-50possiedono 842 veicoli a motore ogni 1 000 nuovi reattori. In confronto il fondo di compensazione imposto dal governo americano alla BP per il disastro causato 26
  • dalla piattaforma Deepwater Horizon è stato di utilizziamo nella pratica, vengono chiamatecirca 20 miliardi di dollari.28 finali, come ad esempio, l’energia elettrica e la benzina. Nel 2050 come ci ricorda il recenteLa situazione del consumo energetico “Environmental Outlook to 2050. Theoggi consequences of inaction” dell’OCSE 29 si prevede che in uno scenario senza Attualmente le sei principali fonti di modificazioni l’economia dovrebbeenergia primaria sono: quadruplicare con crescente richiesta dipetrolio 33%, carbone 27%, gas naturale 21%, energia e risorse naturali.biomasse 10%, energia nucleare 5,8%, Un’economia che quadruplica entro il 2050idroelettrico 2,2 %, e nuove rinnovabili 0,7%. significa richiedere un uso dell’80% in più diOltre l’80% dell’energia utilizzata dall’umanità energia. Senza efficaci politiche alternativeproviene da combustibili fossili, risorse limitate la quota di combustibili fossili nel mixe non rinnovabili, che abbiamo iniziato a globale di energia dovrebbe restare intornoconsumare in maniera intensiva negli ultimi all’85%. Si prevede che le economie deicento anni. paesi emergenti come Brasile, Russia, India,Ogni giorno la produzione globale di barili di Indonesia, Cina e Sud Africa (i cosidettipetrolio (ogni barile è costituito da 159 litri di BRIICS) saranno i maggiori utilizzatori dipetrolio) è di più di 82 milioni di barili al giorno. energia.Se ne consumano 87 milioni di barili perché Nel 2050 la concentrazione atmosferica diviene utilizzato anche il petrolio sintetico gas serra potrebbe raggiungere le 685 ppmprodotto a partire dal carbone e dai (parti per milione) con il prevedibile risultatobiocombustibili. di una crescita della temperatura mediaDi questi gli Stati Uniti ne consumano 19.148 della superficie terrestre dai 3° C ai 6° Cmilioni di barili, la Cina 9.057, il Giappone 4.451, rispetto ai livelli pre industriali. Se non sil’India 3.319 la Russia 3.199, l’Arabia Saudita agisce subito supereremo i 2° C di2.812, il Brasile 2.604, la Germania 2.441, la incremento della temperatura che l’accordoCorea del Sud 2.384, il Canada 2.276, l’Italia di Cancun nei negoziati delle Conferenze1.532 milioni di barili al giorno. delle Parti sulla Convenzione quadro suiBisogna qui ricordare che si chiamano fonti cambiamenti climatici aveva stabilito.energetiche primarie quelle reperibilidirettamente in natura, come, per esempio,combustibili fossili, luce del sole, vento, flussi di L’energia e il cambiamentoacqua, vegetazione, uranio ecc. che possono climaticoessere sfruttate come tali oppure trasformate inaltre forme energetiche, dette secondarie, più Il prestigioso Mauna Loa Observatorycomode per l’impiego, come i derivati del nelle Hawaii documenta che lapetrolio. Le forme di energia, primarie o concentrazione di biossido di carbonio (osecondarie, che anidride carbonica) nella composizione chimica dell’atmosfera ha raggiunto nel febbraio 2012, il livello di 393.65 ppm (parti28 Riferimenti basati sugli ottimi volumi di due grandiesperti di energia, Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani, 292011, Energia per l’astronave Terra (nuova edizione) OCSE, 2012, OECD Environmental Outlook toZanichelli editore e 2011, Energy for a Sustainable World. 2050: The Consequences of Inaction, OECD vedasiFrom the Oil Age to a Sun-Powered Future, Wiley – http://www.oecd-ilibrary.org/environment/oecd-VCH. environmental-outlook-to-2050_9789264122246-en 27
  • per milione di volume)30 Se andiamo a ritroso biossido di carbonio nell’atmosfera è stato,nel tempo, da quando lo stesso Osservatorio di nel 2010, di 2.36 ppm, uno dei tassi maggioriMauna Loa, scrupolosamente voluto e seguito del decennio scorso.dal grande Charles Keeling, fu pioniere nel La media di crescita per il periodo 2000-raccogliere i dati sulla concentrazione del 2009 è stata di 1.9 ppm l’anno, 1.5 per ilbiossido di carbonio nella nostra atmosfera decennio 1990-1999 e 1.6 per il decenniopossiamo constatare che questa cifra era: 1980-1989. di 315.98 ppm nel 1959, il primo anno in cui L’incremento del 2010 ha condotto, alla fineebbe luogo una raccolta di dati strumentale del 2010 stesso, ad avere unadurata per l’intero anno, concentrazione di biossido di carboniodi 348.98 ppm nel 1987, l’ultimo anno in cui nell’atmosfera di 389.6 ppm, il 39% in piùquesta cifra rimase sotto le 350 ppm (che viene rispetto alla concentrazione presente agliindicata dai maggiori studiosi delle scienze del inizi della Rivoluzione Industriale ( che era disistema Terra come un “confine planetario” – i circa 278 ppm nel 1750).ben noti Planetary Boundaries che l’umanità Il tasso di accumulo del biossido di carbonionon dovrebbe sorpassare per evitare effetti nell’atmosfera è dovuto alle emissionidisastrosi alle nostre società), antropogeniche e, al netto, di quanto sonodi 356.27 ppm nel 1992 quando ebbe luogo a in grado di assorbire i cosidetti sinksRio de Janeiro il grande Earth Summit delle (serbatoi) naturali e cioè le foreste, il suolo eNazioni Unite, gli oceani.di 363.47 ppm nel 1997 quando nella L’incremento delle emissioni da combustibiliConferenza delle Parti della Convenzione fossili è aumentato del 5.9% nel 2010 per unquadro sui cambiamenti climatici tenutasi a totale di 9.1 miliardi di tonnellate diKyoto fu approvato l’omonimo Protocollo, carbonio emessi (che costituiscono 33.4di 381.85 ppm nel 2006, miliardi di tonnellate di biossido di carboniodi 383.71 ppm nel 2007, – ricordo sempre che per convertire il datodi 385.57 ppm nel 2008, da carbonio a biossido di carbonio èdi 387.35 ppm nel 2009, quando nella necessario moltiplicare il valore per 3.67).Conferenza delle Parti di Copenaghen si Questi livelli di emissione sono i più alti cheapprovò il documento che impegnava i paesi sono stati mai raggiunti nella storia umana efirmatari a non far superare i 2°C alla costituiscono il 49% in più rispetto al 1990temperatura media terrestre rispetto all’epoca (l’anno cui fa riferimento il Protocollo dipreindustriale, di 389.78 ppm nel 2010. Verso la Kyoto).fine del 2011 il Global Carbon Project ha reso Il contributo alle emissioni totalipubblico il suo Carbon Budget del 2010 31 provengono, nell’ordine, dai seguenti stati:Il budget del ciclo del carbonio 2010 ci Cina, USA, India, Federazione Russa edocumenta che il tasso annuale di crescita di Unione Europea. Si è verificato un declino repentino nelle emissioni di combustibili30 fossili nel 2009 dell’1.3% a causa della crisi Vedasi il sito dell’Osservatorio finanziaria mondiale partita già nel 2008, mahttp://www.esrl.noaa.gov/gmd/ccgg/trends/ . la crescita del 5.9% del 2010 costituisce l’incremento annuale maggiore dal 2003.31 vedasi il sito www.globalcarbonproject.org. Il Global Le emissioni di carbonio dovute aCarbon Project è il più grande programma mondiale di deforestazione e ad altre modificazioni diricerca sul ciclo del carbonio che rientra nella prestigiosa uso del suolo hanno contribuito per altri 900Earth System Science Partnership (www.essp.org),patrocinata dall’International Council for Science milioni di tonnellate al bilancio globale e(www.icsu.org). mostrano un declino dovuto a qualche modesto passo in avanti sul fronte della 28
  • deforestazione e di nuove politiche per l’utilizzo tonnellate di anidride carbonica equivalente,del suolo. ben al di sotto dei livelli correnti. LeI serbatoi naturali rappresentati dal suolo, le emissioni antropogeniche totali sono state alforeste e gli oceani sono riusciti a rimuovere il 2009 di quasi 50 miliardi di tonnellate di56% di tutto il biossido di carbonio emesso dalle anidride carbonica equivalente (perattività umane nel periodo tra il 1958 ed il 2010. l’esattezza di 49.5). Il rapporto fa presenteTutti i maggiori esperti internazionali del ciclo che anche se gli impegni attuali piùdel carbonio, che si erano riuniti anche a Roma ambiziosi dei Governi fossero pienamentealla FAO nell’ottobre scorso in occasione della realizzati, le emissioni supererebbero ilGEO Carbon Conference dal titolo “Carbon in a limite di 44 miliardi sopra citato di ben 6Changing World”, ci dicono chiaramente che è miliardi di tonnellate, un valore quasiurgente e necessario invertire questi trend equivalente alle emissioni annuali degli Statinegativi e drammatici. Uniti. E in pratica il gap potrebbe essere benAncora oggi la maggioranza dei politici e dei superiore, fino a 11 miliardi di tonnellate, adecisori non riesce minimamente a causa di impegni deboli e gravi lacune ecomprendere che il deficit ecologico assunto sin scappatoie nei target di riduzione dei Paesiqui dall’umanità e gli effetti che stiamo subendo industrializzati.e subiremo sempre di più in futuro per una Nonostante tutto questo l’UNEP confermatotale sottovalutazione del valore del capitale che possiamo arrivare a colmare il gap entronaturale, sono da considerare un priorità di il 2020 e mantenere i livelli di riscaldamentoestrema urgenza. globale tra 1,5 e 2° C di incremento rispettoIl Programma Ambiente delle Nazioni Unite alla temperatura media della superficie(UNEP) in un suo recente rapporto “Bridging the terrestre in epoca preindustriale, puntandoEmissions Gap”32 conferma di quanto sull’efficienza energetica, promuovendo leripetutamente detto e scritto dai più grandi energie rinnovabili, riducendo laclimatologi internazionali e mostra chiaramente deforestazione e migliorando le praticheche se non si intraprendono ora delle azioni agricole; un aiuto importante può arrivaredecisive, il mondo si avvia verso cambiamenti dalla riduzione delle emissioni da parte delclimatici molto pericolosi. Nonostante tutto trasporto marittimo e aereo internazionale,anche l’UNEP vuole indicare un messaggio attualmente non regolamentate e chepositivo. Possiamo ancora farcela, se ci dovrebbero entrare nelle trattativeimpegniamo subito per fermare la negoziali.deforestazione e creare un futuro basato su Tutti i Paesi possono e devono fare di piùefficienza energetica e fonti rinnovabili. Il gap per ridurre quello che viene definito ilinfatti, come ben sappiamo, non né tecnico, né “Gigatonne gap” (il gap del miliardo dieconomico: purtroppo è una mancanza di tonnellate), vale a dire ridurre le emissioni aivolontà politica e di leadership. livelli che ci consentiranno di evitare gliStando al rapporto dell’UNEP, per avere una effetti peggiori. E’ evidente che è necessariopossibilità verosimile di mantenere l’aumento rafforzare la credibilità delle azioni dei Paesidel riscaldamento globale sotto i 2°C rispetto sviluppati, eliminando le scappatoie nelall’era preindustriale, entro il 2020 le emissioni conteggio delle emissioni e portando gliglobali devono essere ridotte a 44 miliardi di obiettivi ai livelli necessari per affrontare il cambiamento climatico secondo le32 UNEP, 2011, Bridging the Emissions Gap indicazioni che provengono dalla comunità(aggiornando ed ampliando quello che aveva prodotto nel scientifica.novembre del 2010, vedasihttp://www.unep.org/publications/ebooks/bridgingemissionsgap/Portals/24152/UNEP_bridging_gap.pdf . 29
  • ASSEGNARE UN VALOREALLA RICCHEZZA In vista della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile cheNATURALE si terrà in Brasile, il WWF ha chiesto ai leader politici di utilizzare questa significativa opportunità per modificare le modalità con le quali misuriamo il progresso delle società e far sì che il valore del capitale naturale – la ricchezza naturale del nostro Pianeta – venga incluso nelle contabilità nazionali degli Stati e nei bilanci delle imprese . Il WWF da anni si occupa di questo argomento centrale per il nostro futuro ed è stato protagonista del percosro culturale e pratico verso i nuovi indicatori di benessere e progresso con numerose iniziative: dalla collaborazione al rapporto “Taking Nature into Account” del Club di Roma pubblicato nel 1995 fino al grande programma “Beyond GDP” (Andare oltre il PIL) realizzato insieme alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo, all’OCSE e al Club di Roma (vedasi il sito www.beyond-gdp.eu) . Questa richiesta per la Conferenza Rio+20 arriva nel bel mezzo del crescente consenso internazionale sul fatto che il PIL (Prodotto Interno Lordo) risulti eccessivamente unilaterale, non tenendo conto delle dimensioni ambientali o sociali di sviluppo e benessere o della sostenibilità. Jim Leape, Direttore Generale del WWF, ha affermato “È necessario che Rio+20 offra nuovi indicatori di sostenibilità e ambientali, che ci consentano di misurare ciò che amiamo e che costituiscono la stessa base delle nostre economie, del nostro sviluppo e del nostro benessere. Tali indicatori dovranno andare oltre il PIL, misurando la qualità dellambiente, lo stato della natura e della biodiversità, la stabilità sociale e il benessere reale. Sono necessari indicatori chiari e trasparenti, nonché l’indicazione di 30
  • una precisa tempistica d’implementazione. Fino Il WWF opera a stretto contatto con lea quando il PIL continuerà a rappresentare comunità locali, le popolazioni indigene e lelunico strumento di misurazione del progresso, imprese della regione per sostenere la leadership dei governi di Brunei, Indonesia enon riusciremo a costruire uneconomia Malesia nell’ambito della Heart of Borneosostenibile per la Terra". Initiative.Fino ad oggi, la ricchezza, o capitale, naturale èstata considerata “patrimonio comune” e, di “Desideriamo creare nel Cuore del Borneoconseguenza, trattata come “merce gratuita”. Il benefici economici e sociali pratici, finalizzatiWWF chiede ora che governi, settore privato e alla conservazione del capitale naturale e asocietà civile cooperino per regolare in maniera soluzioni concrete per uno sviluppo, chemigliore il suo utilizzo. La ricchezza o capitale dimostrino come la biodiversità, la salutenaturale deve essere considerato come il delleforeste e degli ecosistemi di questacapitale economico e sociale degli ecosistemi, regione possano divenire, nel futuro, ilche fornisce un flusso rinnovabile di beni e motore di una crescita ecocompatibile eservizi, fondamentale per le nostre economie e sostenibile. Il WWF e i suoi partneril nostro benessere. intendono dimostrare che la sopravvivenza di queste foreste possiede più valore delAllo scopo di gestire tale capitale naturale in loro abbattimento” ha affermato Adammaniera sostenibile, è necessario che esso Tomasek (leader della Heart of Borneoottenga il giusto riconoscimento nelle Initiative del WWF).contabilità nazionali, nelle strategie di sviluppoe di riduzione della povertà e nei bilanci Nello scenario di un’economiasocietari. Nazioni e imprese devono essere ecocompatibile, infatti, la gestionespinte a pubblicare, in parallelo con i sostenibile del capitale naturale porta a untradizionali bilanci finanziari, i bilanci relativi al aumento del suo valore, con benefici netticapitale naturale da cui dipendono, e alla sua per le generazioni presenti e future. Increscita o decrescita nell’anno trascorso. relazione alle foreste, per esempio, il mantenimento della copertura forestale e ilIn tutto il mondo sono state avviate miglioramento della loro gestionemetodologie pratiche di misurazione della comportano un aumento di biodiversità, laricchezza naturale, anche se alcune di esse si capacità di sequestro del carbonio e latrovano ancora in fase preliminare. sicurezza delle risorse idriche ed energetiche. Ciò porta a un aumento dei profitti derivanti dai prodotti forestali eValutare il capitale o ricchezza naturale dall’ecoturismo, riducendo i costi pubblici enel Cuore del Borneo sociali associati al degrado ambientale.Il Cuore del Borneo (Heart of Borneo, HoB) Nell’ambito della Heart of Borneo Initiative, irappresenta uno dei tesori biologicamente più tre governi nazionali intendono integrare ilricchi di tutto il mondo. Ospita circa il 6% della valore dei servizi forestali, della biodiversitàbiodiversità mondiale. Gli ecosistemi forestali di e dei servizi dei bacini idrografici nei piani diquesta regione contengono le sorgenti di 14 dei sviluppo nazionali e locali e ottimizzare i20 più importanti sistemi fluviali del Borneo e ritorni economici per migliorare la vita delleforniscono importanti servizi ecosistemici in popolazioni. Oltre alla sua importanza per laun’area di 54 milioni di ettari, più del 70% della conservazione della biodiversità e lasuperficie del Borneo, di cui beneficiano oltre gestione sostenibile delle foreste, la Heart of11 milioni di persone. Borneo Initiative assume così un’importanza 31
  • globale ai fini della riduzione delle emissioni di fondatori. Lo studio comprende l’analisi digas a effetto serra derivanti dalla Australia, Brasile, Canada, Cile, Cina,deforestazione e dal degrado forestale, nonché Colombia, Ecuador, Francia, Germania,come potenziale di spinta per le economie di India, Giappone, Kenya, Nigeria, Norvegia,Brunei, Indonesia e Malesia verso un futuro a Federazione Russa, Arabia Saudita,basse emissioni di carbonio e una crescita Sudafrica, USA, Regno Unito e Venezuela –ecocompatibile” afferma Tomasek. che rappresentano il 56% della popolazione mondiale e il 72% del PIL globale. L’InclusiveLa Dichiarazione del capitale naturale Wealth Indicator è stato progettato per superare il PIL come misura del progressoCon il lancio della Dichiarazione del capitale economico, in cui le misurazioni di capitalenaturale – che avverrà durante la conferenza di naturale, umano e prodotto vengono preseRio – il WWF e tre istituzioni finanziarie sue in considerazione congiuntamente, apartner, entrano a far parte di un gruppo formare un valore più esaustivo.innovativo impegnato nella futura integrazionedel capitale naturale nei processi decisionali , di Nell’Unione Europea, nellambito dellarapporto e di contabilizzazione del settore Biodiversity Strategy, dell’Unione Europea èprivato. Scopo finale è la standardizzazione stato fondato il No Net Loss Working Group,delle misurazioni e la divulgazione delle il cui fine è garantire lassenza di perditemodalità di utilizzo del capitale naturale da nette nel campo della biodiversità e deiparte del settore privato. servizi ecosistemici. Questo gruppo di lavoro è collegato con il piano dell’Unione EuropeaInoltre, il WWF ha delineato politiche di dal titolo Resource Efficient Europe, che ècontabilizzazione dei servizi degli ecosistemi dotato di una specifica sezione sul capitaleconcreti che i governi possono seguire nel naturale e sui servizi ecosistemici e checontesto di Rio+20. Fra di esse, garantire solidi promuove l’impiego di innovativi strumenticontesti legali per l’impiego sostenibile delle finanziari e commerciali. Nel contempo, ilrisorse naturali e promuoverne l’adesione, per Regno Unito ha istituito una Natural Capitalmezzo di sistemi nazionali di contabilizzazione e Committee, con l’obiettivo di sostenere ildi rapporti obbligatori. Inoltre, i governi governo per la comprensione del valore delpossono rafforzare il quadro normativo in capitale naturale e favorire le azioni volte amateria di bilanci societari, in modo tale che sostenere e migliorare la ricchezza naturaleesso contenga gli impatti ambientali e, nella del territorio.classificazione dei titoli, il rischio ambientale ela trasparenza. Il WWF opererà attivamente per far sì che la sua richiesta di “assegnare un valore a ciòGli indicatori di inclusive wealth nei che amiamo” non rimanga inascoltatarapporti nazionali durante la Conferenza Rio+20.Alla Conferenza di Rio verrà pubblicato anche ilrapporto “Inclusive Wealth Indicator”, sullaricchezza complessiva di 20 paesi, compilatodalla United Nations University’s InternationalHuman Dimensions Programme UNU-IHDP conil supporto dell’UNEP e in collaborazione con ilWater Decade Programme on CapacityDevelopment (UNW-DPC) dell’ONU e il NaturalCapital Project, di cui il WWF è uno dei partner 32
  • LA GREEN ECONOMY Come passo importante e significativo del processo Come passo importante e significativo del processo verso la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile del 2012, il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (United Nations Environment Programme, UNEP) ha reso noto nel 2011, un ampio ed articolato rapporto intitolato “Towards a Green Economy: Pathways to Sustainable Development and Poverty Eradication”, comunemente definito GER, Green Economy Report 33. Il lavoro dell’UNEP sulla Green Economy ha raggiunto, già nel 2008, una particolare visibilità attraverso le iniziative definite Global Green New Deal (GGND). Le iniziative GGND costituiscono una serie di proposte di investimenti pubblici, politiche complementari e riforme dei prezzi che mirano all’avvio di una transizione verso una vera Green Economy, rinvigorendo contestualmente le economie, l’occupazione e la riduzione dei livelli di povertà. L’economista inglese Edward Barbier ha diretto questa iniziativa ed ha pubblicato un volume in merito 34 . Il rapporto GER costituisce un documento molto utile che si inserisce autorevolmente nell’ampio dibattito internazionale in atto ormai da tempo, sull’estrema necessità di impostare un nuovo modello economico. E’ stato diretto da Pavan Sukhdev, l’economista indiano che ha coordinato 33 l’intero rapporto, la sintesi per i Policy Makers ed altri documenti relativi ad esso sono scaricabili dal sito www.unep.org/greeneconomy ed anche sul sito www.grida.no . 34 Barbier E., 2010, A Global Green New Deal: Rethinking the Economic Recovery, Cambridge University Press. . 33
  • anche i lavori dell’affascinante programma delle riunioni del G 20 e ancheinternazionale TEEB 35 il cui rapporto finale è nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unitestato reso noto nell’ottobre 2010 in occasione del 2010. E’ evidente che il crescentedella 10° Conferenza delle Parti della interesse attorno alla Green Economy si èConvenzione sulla Biodiversità tenutasi a intensificato a causa della diffusa disillusioneNagoya in Giappone. verso il paradigma economico attualmente dominante che è andata incrementandosi con la profonda crisi finanziaria edCosa è la Green Economy economica che ha attanagliato le nostre società a partire dal 2008. Inoltre appare L’UNEP definisce la Green Economy sempre più evidente che l’attuale sistemacome un’economia che produce un economico ha accresciuto i rischi ambientali,miglioramento del benessere umano e le scarsità ecologiche e le disparità sociali.dell’equità sociale, contestualmente ad unasignificativa riduzione dei rischi ambientali e Il GER mira a dimostrare l’importanza didelle scarsità ecologiche. In breve la Green imboccare una nuova strada invitando iEconomy è a bassa intensità di carbonio, è governi e il mondo imprenditoriale aefficiente nell’uso delle risorse ed è socialmente partecipare attivamente in questainclusiva. In una Green Economy la crescita del trasformazione economica. Le cause dellereddito e dell’occupazione è guidata da numerose ed interrelate crisi con le qualiinvestimenti pubblici e privati che riducono le dobbiamo confrontarci ormaiemissioni di carbonio e gli inquinamenti, quotidianamente, dalle crisi deirafforzano l’efficienza energetica e dell’utilizzo cambiamenti climatici alle crisidelle risorse e prevengono la perdita di dell’insicurezza alimentare, dalle crisi dibiodiversità e dei servizi degli ecosistemi. scarsità di acqua alle crisi della perdita della biodiversità, dalle crisi dei persistentiSi tratta di uno scenario certamente utile da problemi sociali,come la disoccupazione,perseguire, meglio dell’attuale, ma ancora l’insicurezza socio-economica, l’instabilitàtroppo debole per affrontare i veri drammatici sociale, alle crisi finanziarie, secondo il GER,modi di un livello di insostenibilità dei nostri possono essere ricondotte ad unamodelli di sviluppo ai quali non può bastare solo gigantesca errata allocazione del capitale.il miglioramento dell’efficienza nell’uso dienergia e di risorse. In particolare nell’arco degli ultimi due decenni grandi quantità di capitale sono stati investiti , ad esempio, nei combustibili fossili e negli asset finanziari strutturati conLa diffusione del concetto di Green gli strumenti derivati ad essi incorporati. InEconomy paragone invece, molto poco è stato investito nelle energie rinnovabili, Il GER ricorda che, in particolare negli nell’efficienza energetica, nei sistemi diultimi due anni, il concetto di Green Economy è trasporto pubblici, nei metodi di ecoentrato fortemente nel dibattito politico agricoltura, nella conservazione e tutelainternazionale. Capi di stato e ministri delle degli ecosistemi, della biodiversità, dei suoli,finanze ne hanno parlato e discusso ed è delle acque, dei mari e degli oceani.entrato nei documenti ufficiali dei comunicati35 The Economics of Ecosystems and Biodiversity, vedasiwww.teebweb.org 34
  • Perché una Green Economy che avviino una transizione verso un’economia a bassa intensità di carbonio e Indebolire pesantemente il capitale ad uso efficiente delle risorse. Si tratta dinaturale e la salute, la vitalità e la ricchezza dei una cifra complessiva che si aggira intorno aisistemi naturali, spesso in maniera irreversibile, 1.300 miliardi di dollari annui.costituisce un pesante impatto negativo per il Ad esempio investendo circa l’1.4% delbenessere delle generazioni attuali e presenta prodotto globale lordo annuo nell’efficienzarischi e prospettive tremende per le generazioni energetica e nelle energie rinnovabili sifuture. Le recenti e multiple crisi sono avrebbe un taglio nella domanda di energiasintomatiche di questa situazione. primaria del 9% entro il 2020 e di circa il 40% entro il 2050.Invertire questa errata allocazione di capitalerichiede un forte miglioramento delle politiche Il 2% del GDP globale annuo dovrebbepubbliche , incluse le misure di indicazioni dei essere così suddiviso nei dieci settori sopraprezzi comprensivi della loro realtà ecologica e ricordati:della loro regolazione e la modifica dei sistemi (1) 108 miliardi di dollari di investimentidi incentivazione perversa che guidano l’errata nell’ecoagricoltura,allocazione di capitale ed ignorano le esternalità (2) 134 miliardi di dollari di investimentisociali ed ambientali. Nello stesso tempo nell’edilizia con efficienza energetica,politiche e regolamenti appropriati e (3) oltre 360 miliardi di dollari ininvestimenti pubblici che incoraggiano i investimenti sui rifornimenti energeticicambiamenti anche negli investimenti privati (4) intorno ai 110 miliardi di dollari distanno crescendo in tutto il mondo anche nei investimenti sulla pesca verde, quindipaesi in via di sviluppo 36. eliminando l’overfishing e riducendo la capacità delle flotte pescherecce, (5) 15 miliardi di dollari in investimenti sugliCosa dice il rapporto sulla Green ecosistemi forestali con importanti beneficiEconomy dell’UNEP relativi alla lotta al cambiamento climatico, (6) oltre 75 miliardi di dollari di investimenti Il GER ha effettuato una valutazione più nell’industria verde, inclusa l’industriaampia e dettagliata delle esigenze manifatturiera,potenzialmente necessarie per investire in una (7) circa 135 miliardi di dollari sul turismogreen economy, ed ha indicato una cifra globale verde e sostenibile,che si muove in un range che va dai 1.053 (8) oltre 190 miliardi di dollari sui sistemi dimiliardi di dollari ai 2.593 miliardi di dollari. mobilità sostenibile,Il rapporto propone l’investimento del 2% del (9) circa 110 miliardi di dollari sui sistemi diprodotto globale lordo annuo , da ora al 2050, riciclaggio e azioni sui rifiuti,per una trasformazione in “verde” in 10 settori (10) circa 110 miliardi di dollari sul settorechiave dal punto di vista della sostenibilità ( e idrico, incluse le azioni per garantire i servizicioè agricoltura, infrastrutture edilizie, sanitari .rifornimenti energetici, pesca, prodotti forestali,industria, compresa l’efficienza energetica, Nel 2012 il WWF ha lanciato il rapporto sullaturismo, trasporti, gestione dei rifiuti e acqua) Market Transformation che analizza l’utilizzo delle risorse dei mercati globali e italiani con le36 proposte per un sistema di domanda-offerta dal come indica un altro rapporto dell’UNEP dal titolo minor impatto ambientale.“Green Economy Developing Countries Success Stories” http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=30194che si può scaricare sempre dal già citato sito Green &content=1Economy dell’UNEP. 35
  • OBIETTIVI DI Il WWF promuove la proposta diSVILUPPO SOSTENIBILE delineare dei Sustainable Development Goals (SDG - Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) come un mezzo significativo per fare fronte alle importanti sfide interconnesse che si trovano davanti i piani di sviluppo dei vari paesi fino al 2030. È necessario intraprendere azioni urgenti volte a garantire che tali sfide, fra cui quella relativa alla sicurezza delle risorse alimentari, idriche ed energetiche per tutti, vengano affrontate costruttivamente , migliorando il benessere delle persone. Rio+20 dovrà portare a risultati significativi dal punto di vista degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, tramite la creazione di una visione, di principi e di criteri comuni volti a includere la sostenibilità nel quadro di sviluppo post-2015, con l’identificazione delle aree tematiche più importanti nel documento finale di Rio+20. Principi La prima opportunità offerta da Rio+20 riguarda la definizione dei principi alla base dei nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibile fino al 2030. Tali Obiettivi dovranno essere: Multidimensionali traendo vantaggio dalle sinergie dei diversi settori e rispondendo alle complesse interconnessioni fra le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (ecologica, economica e sociale); universalmente applicabili in modo tale che a tutti i Paesi, in quanto parte di un quadro globale, spettino obblighi, impegni e trasparenza , con obiettivi 36
  • differenti in base ai diversi livelli di sviluppo; equi allo scopo di garantire una riduzione delle disuguaglianze all’interno dei Paesi e fra i Paesi, consentendo così una corretta transizione verso un mondo sostenibile.Come procedere Oltre a definire i principi degliobiettivi fino al 2030, a Rio+20 le Partidovrabnno dare l’avvio a un chiaro eimmediato processo di sviluppo.Il quadro di sviluppo attuale dei MillenniumDevelopment Goals (MDG - Obiettivi delMillennio) approvati dalla comunitàinternazionale nel 2000 termina nel 2015 edè già iniziato il processo di definizione di unnuovo quadro post-2015; il prima possibile,la creazione degli SDG dovrà esseretotalmente integrata con il procedimento direvisione dei Millennium Development Goalsgià in atto ; Rio+20 dovrà portare a unaccordo sulle più importanti tematiche degliSDG, fra cui la sicurezza delle risorsealimentari, idriche ed energetiche,complementari ai MDG; le tematicheidentificate per l’elaborazione degli SDGcontribuiranno alle decisioni post-MDG; gli SDG dovranno essere dotati di obiettivi,tempistiche e indicatori chiari e dovrannoessere totalmente finanziati;le Parti daranno mandato al SegretarioGenerale dell’ONU per l’avvio e ilcoordinamento di un apposito processo inmerito, guidato da esperti,omnicomprensivo, trasparente e aperto allapartecipazione di tutti gli attori;allo scopo di garantire il raggiungimentodegli SDG, un organismo autorevole per losviluppo sostenibile, interno allONU, agiràcome ambito di revisione e promozione delpercorso di realizzazione degli SDG. 37
  • SUSSIDI PERVERSI In questi tempi di crisi economica, risulta particolarmente importante eliminare tutti i sussidi che esercitano un impatto negativo sull’ambiente; in particolare, quelli che favoriscono l’impiego di combustibili fossili e le attività agricole e di pesca non sostenibili. Questo processo dovrà comprendere la trasparenza attraverso la realizzazione di rapporti annuali e la verifica dei risultati e dovrà portare all’eliminazione di tali sussidi entro il 2020. Sarà inoltre necessario adottare misure appropriate per compensare eventuali impatti regressivi. Si richiede l’eliminazione di tutti i sussidi che ostacolano uno sviluppo sostenibile (sussidi perversi), in particolare quelli che favoriscono l’impiego di combustibili fossili e le attività agricole e di pesca non sostenibili nonché l’ adozione di azioni appropriate per controbilanciare gli impatti regressivi di tali misure. Questo processo comprenderà la trasparenza attraverso la realizzazione di rapporti annuali e la verifica dei risultati e dovrà condurre all’eliminazione dei sussidi, al massimo entro il 2020, di: ► combustibili fossili: è necessario accordarsi per la pianificazione della messa al bando, entro il 2020, di tutti i sussidi all’industria dei combustibili fossili; in un primo tempo verranno cancellati quelli relativi alla produzione e, successivamente, quelli legati ai consumi. I governi dovranno cogliere questa opportunità per assegnare le significative cifre così risparmiate a investimenti per energie rinnovabili pulite accessibili a tutti; 38
  • ► agricoltura: è necessario accordarsi per la messa al bando di tutti i sussidi che incoraggiano pratiche agricole e di allevamenti zootecnici non sostenibili e pratiche di deforestazione. L’attuale sistema di contributi dovrà essere trasformato e mirato a fornire incentivi allo sviluppo di pratiche agricole ecocompatibili e di remunerazioni adeguate per i servizi di conservazione, nonché alla transizione verso esse;► attività di pesca: è necessario accordarsi per ottenere l’interruzione di qualsiasi sussidio che favorisca le pratiche di pesca distruttive, l’aumento delle flotte di pescherecci e della loro attività, fra cui i sussidi ai combustibili fossili per le navi da pesca e per tutte le navi di supporto a tale attività. Inoltre, i governi dovranno cogliere l’opportunità per cancellare le forme di sussidi più pericolose e riorientare i fondi verso la creazione di nuovi meccanismi di finanziamento per il ripristino delle zone di pesca esaurite, garantendo la riduzione dell’attività di pesca totale a livelli sostenibili;► a Rio i governi dovranno esplicitare una dichiarazione per la ripresa dei negoziati Doha Round del WTO, comprendenti la riforma dei sussidi per le attività agricole e di pesca verso la sostenibilità. 39
  • LE 16 PROPOSTE DEL Il “LIVING PLANET REPORT 2012”LIVING PLANET WWF 2012 del WWF, realizzato in collaborazione con il Global Footprint Network, la Zoological Society of London e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), si intitola “Biodiversity, biocapacity and better choices”. E’ il nono della serie iniziata nel 1998. Allo scopo di invertire il declino dello stato di salute di tutti i sistemi naturali della Terra ed alleviare la continua e crescente pressione umana su di essi il rapporto sottolinea come sia fondamentale per il futuro dell’umanità porre alla base delle economie, dei modelli del commercio e degli stili di vita una realtà fondamentale: il capitale naturale della Terra – la biodiversità, gli ecosistemi e i servizi ecosistemici – è limitato e deve diventare un elemento di importanza centrale nella nostra impostazione economica. Il WWF, facendo tesoro della ricca documentazione di analisi e proposte di questi ultimi decenni richiede l’adozione di una prospettiva “One Planet” offrendo un set di soluzioni per gestire, governare e condividere il capitale naturale nei limiti ecologici della Terra. Oltre a salvaguardare e ripristinare questo capitale naturale, il WWF richiede le scelte migliori lungo tutto il sistema di produzione e consumi, supportate da un reindirizzo dei flussi finanziari e da una più equa gestione delle risorse. Le proposte del WWF contenute nel “Living Planet Report 2012” costituiscono una base molto importante per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (UNCSD, United Nations Conference on Sustainable Development) che avrà luogo a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno prossimi. Il testo negoziale della Conferenza potrebbe infatti diventare molto significativo per il 40
  • nostro immediato futuro se facesse propriele proposte contenute nel “Living PlanetReport”. PRESERVARE IL CAPITALE NATURALELa prospettiva One Planet ci ricorda che lenostre scelte sono altamenteinterdipendenti. La conservazione delcapitale naturale, per esempio, influirà sulle 1. Ampliare notevolmente la retedecisioni e sui possibili risultati derivanti mondiale delle aree protettedalle modalità di produzione e consumo. Inmaniera simile, i flussi finanziari e le - Proteggere il 20 % delle aree terrestri,modalità di governance determineranno d’acqua dolce e marine rappresentative,ampiamente se le scelte in materia di fra cui quelle significative per i processiproduzione e consumo contribuiranno ecologici necessari alla biodiversità, allarealmente alla conservazione della sicurezza delle risorse alimentari, idrichebiodiversità, all’integrità degli ecosistemi e, ed energetiche e alla resilienza eda ultimo, a garantire a tutti risorse alladattamento ai cambiamenti climatici;alimentari, idriche ed energetiche. - implementare adeguati meccanismi di finanziamento per una gestione efficienteLe proposte delle scelte migliori si delle aree protette.focalizzano su 16 azioni prioritarie necessarieper vivere nei limiti di un Pianeta. 2. Arrestare la perdita degli habitatL’implementazione di questo cambiamento prioritari entro il 2020costituirà ovviamente una grande sfida pertutti noi. Tutti noi infatti ci troviamo davanti - Raggiungere il livello Zero Neta scelte e compromessi scomodi, ma solo Deforestation and Degradation (ZNDD) eadottando decisioni coraggiose e informate mantenerlo;sarà possibile garantire società umane sane, - interrompere la frammentazione deisostenibili ed eque, ora e in futuro. sistemi naturali di acqua dolce; - aumentare la superficie delle areeDi seguito si riportano le 16 scelte divise per marine protette gestite efficientemente5 ambiti: preservare il capitale naturale, dal 5% ad almeno il 20%.migliorare la produzione, consumare inmaniera saggia, reindirizzare i flussi 3. Ripristinare gli ecosistemi e i servizifinanziari, gestire in maniera equa le risorse. ecosistemici danneggiati Dare priorità al ripristino degli ecosistemiIl testo completo del Living Planet Report e dei servizi ecosistemici necessari per la2012 è scaricabile qui sicurezza delle risorse alimentari, idrichehttp://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root= ed energetiche e per la resilienza e31024&content=1 l’adattamento ai cambiamenti climatici. 41
  • gestire la domanda energetica in maniera ambiziosa, specialmente nei settori con MIGLIORARE LA PRODUZIONE limitate opzioni rinnovabili, che possiedono maggiori possibilità di dipendere dalla bioenergia (fra questi, i settori dell’aviazione, della navigazione e4. Ridurre significativamente le immissioni e quello delle applicazioni industriali ad altoi materiali di scarto nei sistemi di calore).produzione- incrementare l’efficienza dell’intera filieradelle forniture alimentari; 7. Modificare i modelli di consumo- massimizzare l’efficienza energetica, idrica energetico entro il 2050e dei materiali;- massimizzare i processi di riciclo e - Ridurre la domanda energetica del 15%recupero; rispetto ai livelli del 2005;- minimizzare le emissioni di gas a effetto - aumentare la percentuale di elettricitàserra. prodotta da energie rinnovabili, fino a coprire tutto il fabbisogno energetico mondiale totale entro il 2050;5. Gestire in maniera sostenibile le risorse - fornire energia sostenibile a tutti nelle aree non collegate alla rete- Eliminare l’attività di pesca eccessiva delleflotte commerciali, fra cui la catturaindiscriminata di organismi accidentali(bycatch); CONSUMARE IN MANIERA SAGGIA- eliminare la captazione eccessivadell’acqua;- implementare politiche di sicurezza per laqualità dellacqua; 8. Promuovere modelli di consumo sani- ridurre al minimo le ulteriori conversioni dihabitat, massimizzando l’utilizzo sostenibile - bilanciare l’apporto proteico pro capite,dei suoli produttivi per mezzo di un aumento come consigliato dall’Organizzazionedella selezione genetica, l’adozione delle mondiale della sanità (OMS);migliori pratiche, l’incremento - ridurre al minimo lo spreco di cibo dadell’efficienza, il miglioramento della materia parte dei venditori e dei consumatori neiorganica del suolo e la riabilitazione di paesi a medio e alto reddito.territori degradati; 9. Adottare stili di vita con una bassa 6. Incrementare la produzione di improntaenergia rinnovabile - ridurre al minimo il consumo e lo spreco- aumentare la percentuale di energie di risorse da parte delle persone ad altorinnovabili sostenibili nel mix energetico reddito;globale, fino a raggiungere almeno il 40% - massimizzare la quota di mercato deientro il 2030 e il 100% entro il 2050; prodotti sostenibili certificati;- aumentare la percentuale di energia - trasformare le aree urbane in cittàrinnovabile nel mix energetico totale e “intelligenti” con soluzioni a bassa 42
  • Impronta per soddisfare le esigenze di finanziamenti per la conservazione e ilrisorse abitative, alimentari, idriche, ripristino del capitale naturale;energetiche e di mobilità. - migliorare le politiche di incremento degli investimenti e di impiego su larga scala di innovazioni e tecnologie che rendano possibile uno sviluppo sostenibile nei settori privato e pubblico. REINDIRIZZARE I FLUSSI FINANZIARI LA GESTIONE EQUA DELLE RISORSE10. Assegnare un valore alla natura- implementare un sistemaomnicomprensivo e universalmente 13. Condividere le risorse disponibiliaccettato per misurare il valore economico enon-economico del capitale naturale; - Implementare una gestione delle risorse- integrare a pieno tale valore nelle politiche naturali fondata su processie nei processi decisionali tradizionali dello omnicomprensivi e su una vastasviluppo economico. partecipazione delle comunità che da tali risorse dipendono; - minimizzare l’Impronta delle popolazioni11. Tenere conto dei costi ambientali e e delle aree urbane ad alto redditosociali (vedere “Consumare in maniera saggia"); - promuovere la transizione verso città- integrare i costi ambientali e sociali di sostenibili ed efficienti dal punto di vistaproduzione e consumo a lungo termine nei energetico e ridurre gli impatti diretti dellebilanci aziendali e nazionali standard e nelle aree urbane sul territorio e sulle risorsemetodologie di rendicontazione; idriche, limitando l’espansione urbana- garantire che tali costi siano rispecchiati dal incontrollata, promuovendo l’agricolturaprezzo di mercato di tutti i beni e prodotti e urbana e una gestione sostenibile deinelle valutazioni di impatto ambientale. materiali di rifiuto (acqua).12. Supportare e ricompensare la 14. Compiere scelte eque e informate dalconservazione, la gestione sostenibile delle punto di vista ambientalerisorse e l’innovazione Implementare le politiche e gli strumenti- eliminare tutti i sussidi che mettono a per analizzare, risolvere e gestire lerepentaglio l’utilizzo sostenibile delle risorse pressioni competitive in materia di utilizzoe la conservazione, in particolare quelli che del territorio e delle risorse idriche.sostengono l’impiego di combustibili fossili ele pratiche agricole, forestali e di pesca nonsostenibili; 15. Misurare il successo “oltre il PIL”- mettere a punto/implementare nuovimeccanismi finanziari, che riorientino gli - includere gli indici sociali e ambientali frainvestimenti pubblici e privati verso pratiche gli indicatori nazionali che misurano esostenibili, e nuove tecnologie per la ricompensano il successo;sostenibilità e fornire nuovi e ulteriori 43
  • - implementare politiche economiche dotatedi obiettivi e indicatori che misurino gliimpatti della gestione economica delcapitale naturale e del benessere umano.16. Popolazione sostenibile- integrare chiaramente nelle politiche dipianificazione nazionale le dinamiche dipopolazione (dimensioni, tasso di crescita,composizione, posizione e flussi migratori) ei trend di consumo pro capite, allo scopo dicontribuire a un migliore equilibrio frapopolazione e risorse disponibili;- garantire l’accesso universale a servizi einformazioni sulla salute riproduttivasensibili alle specificità di genere, ridurre lamortalità infantile e sostenerel’emancipazione femminile aumentando lepossibilità di accesso all’educazione e almondo del lavoro.Si tratta di una serie molto interessante econdivisibile di proposte che dovrebberodiventare un importante punto diriferimento per tutti, istituzioni, imprese,società civile, per cercare di avviare prestoun cambiamento significativo che ciconsenta di affrontare l’immediato futuro inmaniera più serena.L’occasione della Conferenza delle NazioniUnite sullo Sviluppo Sostenibile del prossimogiugno a Rio de Janeiro costituisce unastraordinaria opportunità per imboccarefinalmente una nuova strada per il nostrosviluppo sociale ed economico. 44
  • LE RICHIESTE WWF ARIO PER GARANTIRE UN La Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (conosciutaFUTURO ALLA NATURA come "Rio +20" perché avrà luogo venti anni dopo l’Earth Summit del 1992)E AGLI ESSERI UMANI costituisce una straordinaria opportunità per indirizzare una nuova impostazione economica basata sulla centralità del capitale naturale, senza il quale l’intera umanità non può vivere e del capitale sociale per rendere il nostro sviluppo più equo e giusto. La crisi economica e finanziaria costituisce un efficace e concreto stimolo per cambiare significativamente rotta e non cogliere questa eccezionale occasione sarebbe un errore imperdonabile per tutta la comunità internazionale. 20 anni fa, sempre a Rio de Janeiro, il Summit della Terra impose, per la prima volta, i cambiamenti climatici e la tutela della biodiversità, la ricchezza della vita sulla Terra, nellagenda politica globale. Il Vertice sulla Terra del 1992 ha avviato alcune importanti politiche ambientali che hanno profondamente inciso sul modo di vivere nella società di oggi. Molte pratiche che oggi paiono scontate, dalla raccolta differenziata al computo e agli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, sono iniziate da Rio +20 anni fa. La pressione delle attività umane sugli ecosistemi, purtroppo, è ormai insostenibile ed improponibile come modello per l’immediato futuro e le azioni messe in campo sono poche, insufficienti e soprattutto non al passo con l’accelerazione dei problemi. A livello mondiale, secondo i dati del “Living Planet Report 2012” del WWF oggi utilizziamo più del 50% della biocapacità del nostro pianeta (cioè delle capacità rigenerative dei sistemi naturali nell’arco di un anno) . L’economia mondiale si trova davanti a una minaccia molto più grave della crisi finanziaria: quella della straordinaria 45
  • vulnerabilità dei sistemi naturali tanto che i ecosistemi naturali e il loro ruolo nelcambiamenti globali che noi stessi abbiamo sostenere il benessere e l’economiaindotto nei sistemi della natura, primo fra umana analizzandone con accuratezza itutti il cambiamento climatico, rischiano di servizi che vengono offerti. E’ necessariodivenire catastrofici, come ha investire attivamente nella conservazione,autorevolmente documentato la grande nel ripristino e nel rafforzamento deiconferenza scientifica, “Planet Under sistemi naturali (anche attraverso pianiPressure. New Knowledge Towards nazionali di Green Infrastructures) perSolutions”, tenutasi a Londra dal 26 al 29 evitare una crisi globale devastante emarzo e organizzata dai più autorevoli irreversibile.programmi internazionale sui cambiamentiglobali. L’urgente risposta da dare è Oltre il PIL: Va definito ecambiare, cambiare in fretta, per adeguare concordato un nuovo sistema di indicatoril’economia alle nuove regole del risparmio, che includano lo stato dell’ambiente, dadell’uso efficiente delle risorse, della approvare nella 68ma Assembleadecarbonizzazione, della considerazione e Generale dell’ONU. Occorre integrare iminimizzazione dei problemi ambientali costi ambientali nei parametri usati dagliconnessi a tutte le attività umane, indicatori nazionali ed internazionali cheaffrontandone anche gli impatti sociali e misurano lo sviluppo economico e perpuntando a un maggior benessere e non a tenere conto in modo completoun maggior consumo: in altre parole, andare dell’inclusione sociale, dello stato di saluteverso un’economia più verde e più equa. dei beni naturali e degli ecosistemi e delUn nuovo e straordinario impegno politico è loro ruolo per uno benessere sostenibileoggi essenziale per affrontare gli aspetti degli esseri umani.ambientali, economici e sociali dello svilupposostenibile. Sicurezza alimentare, idrica edA Rio de Janeiro i governanti dovranno energetica: La cattiva gestione e la scarsadimostrare di avere capacità di visione e di regolazione delle risorse e degli ecosistemileadership , di avere la reale cognizione della naturali generano crisi regionali sempreportata dei problemi e un approccio più serie e frequenti, e costituiscono unconvinto che li porti ad affrontarli e fattore decisivo per spiegare l’insicurezzarisolverli. Una forte leadership politica sarà nell’approvvigionamento di cibo, acqua edessenziale anche per affrontare questioni energia: questo mina anche la stabilità e lacruciali che generano sofferenza e povertà sicurezza a livello globale, regionale enel mondo, in particolare l’accesso ad acqua, locale. A Rio va costruito un nuovocibo ed energia. contesto che, riconoscendo il legame traIl WWF ritiene che i Governi debbano queste sfide, definisca obiettivi ambiziosiaffrontare a Rio i seguenti temi sui quali per assicurare “Acqua, cibo e energia aoccorre trovare un accordo e stabilire un tutti, per sempre”.percorso preciso ed efficace di monitoraggioe valutazione: Accesso all’energia: Occorre promuovere e raggiungere l’obbiettivo di Attribuire un valore centrale al un accesso all’energia pulita e rinnovabilecapitale naturale : Il Summit di Rio deve da parte del 100% della popolazionesancire la centralità del capitale naturale mondiale e quindi anche di ciascun paesenelle strategie di sviluppo nazionali. Queste in via di sviluppo, entro il 2030. E’devono prendere pienamente in necessario quindi individuare le modalitàconsiderazione lo stato delle risorse e degli per consentire lo sviluppo e l’utilizzo di 46
  • fonti di energia pulite, economicamente bisogni ambientali e sociali relativiaccessibili e disponibili localmente, anche all’acqua e favorire la capacità diattraverso meccanismi atti a trasferire le adattamento delle comunità umane erelative tecnologie a tutti i paesi. Per degli ecosistemi ai cambiamenti climatici eraggiungere il livello di investimenti socioeconomici.richiesto, pari a 48 miliardi di dollari USA Soluzioni internazionali alleall’anno, i Paesi Sviluppati devono risorse idriche condivise: quando sono inimpegnarsi a fornire risorse finanziarie gioco bacini, laghi e falde acquifereadeguate per raggiungere l’obiettivo transfrontalieri, esistono sistemi didell’accesso all’energia a livello nazionale e, gestione validi che, supportati da accordiquindi, globale. Vi rientrerebbe il sostegno completi e da istituzioni forti eallo sviluppo di meccanismi di finanziamento adeguatamente finanziate, consentonoche siano forti, efficaci e prevedibili. quella efficace collaborazione tra gli Stati che è la base per la sicurezza idrica, Energia rinnovabile: Il semplice alimentare ed energetica e per un pacificoraddoppio della quota di energia rinnovabile sviluppo. La convenzione ONU sui corsinel mix energetico globale entro il 2030 non d’acqua del 1997 non è ancora in vigore,è sufficiente per raggiungere l’obiettivo ma deve essere rapidamente ratificata daglobale di mantenere l’incremento della un numero congruo di Paesi e potràtemperatura al di sotto dei 2°C. Per questa servire come base per lo svilupporagione occorre definire l’obiettivo del 40% sostenibile desiderato; il WWF chiede all’di energia rinnovabile nel mix energetico Unione Europea di proporre questaglobale entro il 2030 con la visione, al 2050, soluzione internazionale per i corsidi un sistema energetico interamente basato d’acqua condivisi.sulle energie rinnovabili. Per sfruttare ilgrande potenziale delle misure di risparmio Governance degli oceani e delleenergetico che hanno la capacità di risorse marine: insieme ad una maggioreautofinanziarsi e per limitare il crescente attenzione all’adozione di un approcciospreco di energia, deve essere promosso integrato alla governance degli oceani, ill’obiettivo di triplicare il tasso di WWF chiede un focus maggiore, propriomiglioramento dell’efficienza energetica attraverso Rio+20, per promuovere laentro il 2030. pesca sostenibile a livello mondiale. Per raggiungere questo obiettivo, tutti gli Approcci integrati alla gestione attori nelle organizzazioni internazionalidell’acqua dolce: Occorre integrare le competenti, incluse tutte le organizzazionipolitiche di gestione del suolo e delle acque regionali per la gestione della pescasulla base di un approccio “ecosistemico”. dovrebbero rafforzare la loro capacità e ilStiamo già superando i limiti delle capacità loro impegno nel promuovere unrigenerative delle risorse del pianeta in molti approccio comune alla lotta alla pescasettori , ma quel che avrà l’impatto di gran illegale, non registrata e nonlunga maggiore sulla sicurezza alimentare, regolamentata e favorire accordi sullaidrica ed energetica è la disponibilità di pesca e conseguenti normative in grado diacqua dolce – per le persone, gli ecosistemi raggiungere l’obiettivo di una pescae lo sviluppo – e come questa risorsa subirà sostenibile a livello globale rispettandol’influenza dei cambiamenti climatici globali. così gli impegni internazionali, tra i quali laLe leggi, le politiche e i piani che riguardano convenzione ONU del 1982 sulla legge della gestione delle risorse idriche e i diritti su di mare (UNCLOS), l’accordo ONU del 1995esse devono tenere conto e soddisfare i sugli stock ittici (UNFSA) e gli impegni 47
  • sottoscritti del piano di implementazione delsummit mondiale del 2002 a Johannesburgsullo sviluppo sostenibile (WSSD). Persone resilienti, pianeta resiliente:il WWF ritiene che il rapporto dell’ “HighLevel Panel for Global Sustainability”dell’ONU offra una visione ambiziosa e unimpulso di elevata importanza politica perraggiungere un progresso significativo neirisultati della Conferenza di Rio. Il WWFcondivide la richiesta, tra le altre, di scelteresponsabili da parte dei consumatori, di unagestione sostenibile delle risorse,dell’accesso all’energia, della governancedegli oceani, della riforma dell’agricoltura edi trovare i finanziamenti necessari adattuare questa transizione. Sussidi perversi: In questo momentodi crisi globale, eliminare tutti i sussidi cheimpattano negativamente sull’ambiente èvitale, a cominciare da quelli chepromuovono l’uso di combustibili fossili equelli all’agricoltura e alla pesca nonsostenibili. Questo processo deve prevederefasi di avanzamento e di rendicontazioneannuali, e la completa eliminazione di questisussidi dannosi entro il 2020. E’ necessarioassumere misure adeguate per compensaregli impatti sociali negativi. Governance ambientale: Per aiutarela promozione dello sviluppo sostenibile el’ottenimento di un adeguato ambito diriferimento per la sua governance, èfondamentale coordinare gli Obiettivi diSviluppo del Millennio indicati nel 2000 congli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile chedovrebbero essere indicati a Rio, in unquadro di sviluppo delle nostre società dopoil 2015 (data di scadenza di molti degliindicatori degli Obiettivi del Millennio). Unautorevole Consiglio per lo SviluppoSostenibile, in sede ONU, potrebbe garantireche gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibilesiano promossi e i risultati raggiunti sianomonitorati e valutati. 48
  • DOMANDE & RISPOSTE WWF SU RIO+20 1. Quali sono state le principali eredità del Rio+20 è una delle opportunità piùSummit della Terra del 1992? immediate e influenti per contenere e mantenere i nostri consumi a livelliAlcuni degli accordi internazionali più sostenibili. I Governi in occasione di Rio+significativi per affrontare le sfide che 20 hanno bisogno di dimostrare che siattendono il nostro pianeta – la sono impegnati a preservare il benessereConvenzione quadro delle Nazioni Unite sui di tutti in questocambiamenti climatici, la Convenzione sulla Pianeta e a fornire una tabella di marciadiversità biologica, i Principi sulle foreste, per raggiungere questo obiettivo.l’Agenda 21 e la Dichiarazione di Rio - sonostati approvati o sviluppati 20 anni fa,quando i leader mondiali si sono riuniti a Rio 3. Quale sarà il successo di Rio?de Janeiro per il Summit della Terra.E’ stata una delle prime riunioni delle Il successo per la Conferenza di Rio siNazioni Unite che ha visto coinvolta la acquisirà quando i leader mondialisocietà civile. Dal 1992 la società civile è forniranno una chiara visione ed un pianostata al tavolo di molte discussioni in di come saranno in grado di garantireimportanti eventi dedicati allo sviluppo cibo, acqua e sicurezza energetica persostenibile. tutti, e si impegneranno per un futuro dove gli esseri umani possano vivere in armonia con la natura.2. Che cosa significa questa Conferenza peril WWF? Questo successo deve essere formalizzato in un documento forte e ambizioso, conRio + 20 è unopportunità per costruire risultati chiari e scadenze ed obiettivi e unpartendo dal successo del Vertice della meccanismo di monitoraggio sui progressiTerra nel 1992, e sui successi sinora ottenuti compiuti, in particolare su:sullo sviluppo sostenibile da allora. - contabilità e reporting circa il valore delRio è l’occasione per i leader del mondo di capitale naturale (la ricchezza naturale)lanciare una visione e un piano che catalizzi - obiettivi su questioni tematicheil cambiamento fondamentale nelle nostre prioritarie come cibo, acqua, energia eeconomie verso la stabilità ambientale e oceanilequità sociale ed economica e per garantire - lancio di obiettivi di sviluppo sostenibilecibo, acqua e sicurezza energetica per tutti. e di indicatori che vadano oltre il PIL.Il WWF nel suo recente “Living Planet Report In particolare il WWF auspica che la2012” ha avvertito che il mondo consuma Conferenza delle Nazioni Unite sullooggi le risorse di un Pianeta e mezzo . sviluppo sostenibile a Rio: - riconosca le interconnessioni tra cibo, 49
  • acqua ed energia e la necessità di gestire in universalmente applicabili ed equi.modo sostenibile le risorse naturali che ne Gli Obiettivi dovrebbero essere integraticostituiscono la base , al fine di alleviare la nel quadro post-2015 degli obiettivi delpovertà e migliorare un benessere equo. Millennio. Per assicurare il raggiungimento- prendano un impegno globale per degli SDGs, un organismo di svilupposviluppare degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile allinterno delle Nazioni UniteSostenibile (SDGs) pienamente finanziati, potrebbe agire come agenzia perchè ilcon target e scadenze chiari e l’indicazione progresso verso gli SDGs sia monitorato,che tali Obiettivi saranno completamente rivisto e promosso.integrati con il processo di revisione post -Obiettivi del Millennio; Valorizzare la ricchezza naturale: La- preveda che la gestione sostenibile del gestione sostenibile delle ricchezzepatrimonio naturale richieda che il valore dei naturali richiede che il valore dei serviziservizi ecosistemici sia adeguatamente ecosistemici sia adeguatamentericonosciuto e rappresentato. riconosciuto e rappresentato. A Rio +20 i- concordi su un processo che dovrebbe leader mondiali dovrebbero:includere trasparenza, rapporti annuali e - convenire di istituire metodologie chiarerevisioni che dovranno condurre e comparabili per gli indicatori dellaalleliminazione di tutte le sovvenzioni ( i qualità dellambiente, della biodiversità esussidi perversi) che incidono negativamente degli ecosistemi da affiancare aglisullambiente entro il 2020. indicatori economici (come il PIL) e sociali (come l’Indice di Sviluppo Umano,IHDI). - impegnarsi per adottare misure fiscali,4. Quali sono le principali richieste del legali e di regolamentazione perWWF a Rio? incorporare meglio il valore della natura, della biodiversità e dei servizi ecosistemiciIl WWF chiede ai leader mondiali di nei conti nazionali e nei bilanci aziendali.accettare un mandato politico globale peruna agenda ambiziosa per lo sviluppo Riforma dei sussidi: A Rio +20 i governisostenibile per gli anni a venire. dovrebbero accettare la trasparenza di unQuesto mandato dovrebbe includere i reporting annuale e una riforma deiseguenti punti: sussidi che porti all’eliminazione, entro il 2020, di tutte le sovvenzioni (sussidiObiettivi di sviluppo sostenibile: a Rio+ 20 perversi) che hanno impatti negativitutti i paesi dovrebbero accordarsi su un sullambiente.chiaro mandato politico per integrare lo Ciò dovrebbe includere:sviluppo sostenibile attraverso il framework - tutti i sussidi per lindustria deidi sviluppo post-2015 degli Obiettivi del combustibili fossiliMillennio, approvati nel 2000. A Rio +20 i - tutte le sovvenzioni che incentivanoleader mondiali dovrebbero avviare un lagricoltura insostenibile, laprocesso di sviluppo completamente deforestazione e le pratiche zootecnichefinanziato sugli Obiettivi di Sviluppo dannoseSostenibile (SDGs), con obiettivi chiari, - tutte le forme di sovvenzioni chescadenze e indicatori, che dovranno essere favoriscono pratiche di pesca distruttive,integrati con lattuale processo di revisione la crescita delle dimensioni della flotta didegli obiettivi del Millennio. Gli SDGs pescherecci e lo sforzo di pesca, compresedovrebbero integrare le tre dimensioni dello le sovvenzioni ai combustibili fossili per isviluppo sostenibile, ed essere 50
  • pescherecci. scadenze che considerino centrale la sostenibilità dello sviluppo , . Il WWFGovernance degli oceani: gli oceani in un desidera che a Rio si trovi un accordo subuono stato di salute sono essenziali per obiettivi di sviluppo sostenibile chesostenere il benessere dellumanità. A Rio mettano in equilibrio le tre dimensioni+20 i leader mondiali dovrebbero avviare la dello sviluppo sostenibile - economico,negoziazione di un accordo, che attui la sociale e ambientale.Convenzione delle Nazioni Unite sul dirittodel mare (UNCLOS), che permetterebbe diaffrontare la conservazione e luso 6. Che cosa si intende per economiasostenibile della biodiversità marina nelle verde?zone al di fuori della giurisdizione nazionale. "Economie verdi" (plurale) è unCibo, acqua e sicurezza energetica : I leader riconoscimento del fatto che non esistemondiali devono riconoscere le una sola "Green Economy", non esisteinterconnessioni tra cibo, acqua ed energia una “taglia unica”.e la necessità di gestire in modo sostenibile Le economie verdi cercano di gestiregli ecosistemi, le loro funzioni e i loro servizi. efficacemente e governare le risorseSi tratta di sostenere la realizzazione di naturali, perprogressi in questi settori per contribuire disaccoppiare la crescita dall’esaurimentoall’eradicazione della povertà. A Rio +20, i delle risorse. Cercano anche di migliorareleader mondiali dovranno accettare di il benessere umano in modo equoobiettivi ambiziosi per assicurare laccesso mantenendoci allinterno dei limiti degliuniversale ecosistemi del Pianeta e della loroal cibo, acqua ed energia entro il 2030, con capacità di carico. La visione delleconsiderazioni sociali, economiche e economie verdi è fornire alle personeambientali incorporati in ciascuno di questi acqua potabile, energia e cibo per ilobiettivi. presente e per le generazioni future, per la salvaguardia del mondo naturale e promuovendo la crescita a favore dei5. Cosa pensa il WWF degli Obiettivi di poveri e della piena occupazione.sviluppo sostenibile? Abbiamo la possibilità di far diventare le economie verdi unopportunità per tutti,Il WWF accoglie con favore il concetto di garantendo nel contempo che i paesiobiettivi di sviluppo sostenibile come mezzo industrializzati si assumano un ruoloper affrontare la sfide complesse dell’intero guida nel promuovere la produzione e ilprogramma di sviluppo al 2030. consumo sostenibili per ridurre la loroRio+ 20 dovrebbe portare a un forte impronta globale. Cè unopportunità per iconsenso sugli obiettivi di sviluppo paesi di stabilire indicatori chiari esostenibile - attraverso la creazione di una comparabili , collegati agli obiettivi divisione comune, principi e criteri che sviluppo sostenibile, per misurare lapossano incorporare la sostenibilità nel qualità ambientale entro il 2015.framework relativo al post-2015, con le aree Riconoscendo che non esiste una solatematiche principali individuate nel strada per l’economia verde, Rio dovrebbedocumento finale Rio +20 come indicatori offrire lopportunitàper i governi diper misurarne i progressi. impegnarsi a sviluppare, finanziare eOgni Obiettivo che scaturirà dal Vertice attuare adeguate strategie nazionali enecessiterà di target chiari e responsabili e piani dazione per realizzare economie 51
  • verdi. Questi piani hanno bisogno di obiettivi discussioni con le organizzazioni dellachiari, calendari e rendicontazione società civile.trasparenti.Sono necessari impegni del settore pubblico 9. Qual è il nesso tra cibo, acqua ee privato per contribuire a finanziare e energia?attuare l’evoluzione verso le economie verdi.Inoltre, la cooperazione internazionale Le agenzie specializzate e le organizzazionidovrebbe essere rafforzata per includere la internazionali hanno lavorato in materia dicooperazione tecnologica, il sostegno agli sicurezza di acqua, energia e cibo perinvestimenti, il rafforzamento delle capacità decenni. Ma, per la maggior parte, lie la condivisione delle esperienze hanno trattati come questioni distinte.tra i paesi sviluppati e in via di sviluppo, al Il legame tra cibo, acqua ed energia sta nelfine di realizzare economie verdi. riconoscere e valorizzare leInoltre abbiamo bisogno di un PIL "verde" . Il interconnessioni tra di esse per svilupparevalore di mercato delle merci deve riflettere politiche che possano apportare beneficii reali costi sociali e ambientali. Abbiamo in tutti i campi. Ciò implica labisogno di mettere un valore economico al conservazione del capitale naturale dalnostro capitale naturale. Il nostro sistema quale dipendono i servizi che consentonoeconomico attuale non tiene conto del l’approvvigionamento di acqua, cibo ebeneficio ambientale e sociale delle risorse risorse energetiche .naturali.Le aziende e i governi devono essere tenutea comunicare e includere il costo ambientale 10. Perché la sicurezza alimentare,della loro attività nella contabilità nazionale l’acqua e l’energia sono le principalie nei bilanci delle aziende. richieste a Rio?7. Qual è il coinvolgimento del WWF a Rio? Tutti e tre sono fattori essenziali per il nostro benessere. Sono il fondamentoA Rio il WWF è stato coinvolto nella delle nostre società e la linfa vitale dellepreparazione del Vertice con i governi, la nostre economie. Sono inoltresocietà civile e le imprese . strettamente collegati e ci obbligano ad unIl WWF è coinvolto in più di dieci eventi approccio integrato.collaterali in Rio ed è presente con una suadelegazione per seguire i negoziati e cercare 11. Come possiamo garantire la sicurezzadi intervenire su di essi. alimentare, l’ acqua e l’energia per tutti?Vedi www.panda.org in inglese ewww.wwf.it/rio in italiano In particolare il WWF chiede ai governi e alle imprese di:8. Come ha contribuito il WWF ai negoziati - governare e gestire le risorse idrichedi Rio +20fino ad oggi? nell’ambito dellacapacità di carico della Terra, piuttosto che secondo i confiniIl WWF ha sviluppato raccomandazioni politici e amministrativi e nel quadro dipolitiche per Rio +20 comunicate e diffuse ai una gestione integrata e partecipativa deigoverni. Queste raccomandazioni sono state bacini idrografici,sviluppate con la rete globale del WWF e - investire nella programmazione integratasono state utilizzate dagli uffici nazionali della conservazione di acqua dolce eWWF nelle discussioni con i propri governi. acqua e servizi igienici,In aggiunta il WWF ha tenuto frequenti - proteggere e ripristinare gli ecosistemi 52
  • dacqua dolce in modo che possano comunità costiere e gli stati, in particolaresostenere la biodiversità e le funzioni che per lo sviluppo dei piccoli Stati insulari .sono di vitale importanza per salute umana, I piccoli Stati insulari del Pacifico (SIDS)e costituiscono strumenti fondamentali di hanno dichiarato che per i loro paesi, lasussistenza, benessere e sicurezza, "green- ridurre l’impronta idrica delle città, economia "è di fatto una "economia blu.aumentare la resistenza degli ambienti Vorrebbero vedere Rio diventare un puntourbani ai cambiamenti climatici e la loro di svolta sugli impegni per proteggere evariabilità, ridurre i rischi idrogeologici nei gestire in modo sostenibile gli oceani delcontesti urbani, mondo in modo che questo offra vantaggi- aumentare lefficienza del sistema equi alle persone e alle nazioni chealimentare riducendo gli sprechi nella dipendono dalle risorse oceaniche comeproduzione e nella distribuzione alimentare, loro primaria fonte di sviluppo. Come- promuovere modelli di consumo parte di questa visione, gli oceani e lealternativi, con diete più equilibrate meno questioni della pesca devono esserericche di fortemente presenti nellordine del giornocarne, pesce e latticini in paesi ad alto di Rio +20.reddito,- ridurre limpronta del settore agricolo,mettendo la produzione alimentaresostenibile al centro dello sviluppo, con iltrattamento e riutilizzo delle acque reflueper l’agricoltura,- adottare, applicare e rispettare leggi,regolamenti, politiche e norme sullo svilupposostenibile dell’energia idroelettrica,- introdurre la politica fiscale e gli incentiviper guidare gli investimenti privati nellerinnovabili, rendere affidabili le forniture dienergia sostenibile nei paesi in via disviluppo.12. Cosa è leconomia blu – Blue economy ?Il concetto di uneconomia blu non è inconcorrenza con lapproccio della greeneconomy.Gli oceani sono essenziali per sostenere lavita della Terra. Numerose comunità emiliardi di persone dipendono dagli oceaniper i loro mezzi di sussistenza, per lasicurezza alimentare e economica. Leeconomie "Blu" e "verde" sonointerdipendenti.E fondamentale proteggere e gestire inmodo sostenibile luso degli oceani delmondo in un modo che offrano vantaggi equidalle risorse oceaniche allo sviluppo di 53
  • 54