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L'eredità di San Benedetto, Cristina Montesi

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Cristina Montesi …

Cristina Montesi
L’eredità di San Benedetto: una lezione europea di “Economia Civile” sulla competitività di sistema e sul vantaggio competitivo di impresa*

St.Benedict’s Legacy: an European Lesson of “Civil Economy” about
System’s Competitiveness and Company’s competitive Advantage*


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  • 1. 1.6L’eredità di San Benedetto: una lezione europea di “Economia Civile”sulla competitività di sistema e sul vantaggio competitivo di impresa*Cristina Montesi **Estratto della relazioneSan Benedetto, patrono dEuropa, ha tramandato ai posteri una eredità preziosa nonsolo spiritualmente, ma anche economicamente.LOrdine benedettino ha rappresentato una luce nel buio del Medioevo. È stato unbaluardo di civilizzazione in tempi cupi caratterizzati da guerre, invasioni, pestilenzee fame dopo il crollo dellImpero Romano. Ed ha anticipato la nascita dell’Europa daun punto di vista spirituale, politico, sociale, e perfino economico.Quest’ultimo contributo è sicuramente meno conosciuto riguardo alle più classiche (epiù celebrate dal punto di vista culturale) radici Cristiane dellEuropa. Alcune delleradici culturali europee possono infatti essere ricondotte al pensiero greco e cristianoche S. Benedetto, con fertile eclettismo, porta a sintesi. Dal pensiero greco discendel’idea di una comunità in cui la ricchezza è subordinata alla felicità (Aristotele), in cuila ricchezza non è comunque solo ricchezza di beni, ma ricchezza di relazioni umane(Aristotele) e di beni dell’anima (Socrate e Platone), in cui la ricchezza si raggiungeattraverso le virtù morali (Socrate e Aristotele). E` l’idea di una comunità dove sipratica la cura dell’anima e del proprio essere (che si realizza pienamente solo inrelazione con gli altri), insieme alla produzione. Dal Cristianesimo deriva il concettodi uomo come “persona”, sconosciuto all’antichità, attraverso la quale si amplia ilcarattere relazionale dell’individuo (diventando suo statuto ontologico) e di aperturaall’Altro e quindi il connotato di sostenibilità sociale della comunità. Non è difficileritrovare la nozione di persona e questa idea pluralistica di comunità a fondamento
  • 2. 2.6della vita monastica dell’abbazia benedettina, che non era solo spirituale, ma anchesociale ed economica. Ma non è solo questa la lezione che proviene da S. Benedetto,che per questa motivazione rientra legittimamente come protagonista dell’“Europadelle culture”. Egli è stato anche un ‘animatore dell’“Europa delle università e deiterritori” se pensiamo all’abbazia benedettina come luogo di irradiazione della culturae della innovazione tecnologica e come centro vivificatore dello spazio circostante.L’abbazia benedettina può infatti essere interpretata come “sistema cognitivo” nelquadro dell’“economia della conoscenza” di allora e come la calamita del “marketingterritoriale” del tempo.Il monachesimo benedettino ha infatti gettato i semi della nascita delleconomiamercantile attraverso la sua etica del lavoro, la vivificazione del territorio, la nascitadel primo nucleo di imprenditorialità, essendo l’abbazia benedettina la precorritricedella moderna impresa non profit.Differenti lezioni possono quindi scaturire dalla regola benedettina, a livello macro,meso e microeconomico valevoli, a livello universale, per varie tipologie di economia(pubblica e di mercato: privata e civile) e vari generi di imprese (pubbliche, private,non profit).Prima di tutto: il monachesimo benedettino ci può far può interrogare sul ruolo cheun’istituzione, come la spiritualità, solo in un secondo momento cristallizzata in unOrdine monastico che è comunque nato, in origine, come espressione di radicalecritica della Chiesa Cattolica, può in generale giocare per l’economia.Secondo: la teoria di Max Weber secondo la quale il capitalismo è scaturito solo dallareligione protestante, più in particolare dalla sua componente più ascetica quellacalvinista, può essere criticamente confutata, avendo i monaci Benedettini ed i FratiFrancescani dato, con modalità diverse, una spinta importante allorigine delcapitalismo (che si svilupperà, in misura maggiore, al tempo dei Comuni italiani).Terzo: la qualità particolare del capitalismo urbano embrionale al quale i Benedettinihanno dato vita può essere riconosciuta nel fatto che essi hanno generato una“economia civile” pacifica e non di rapina, non violenta come il capitalismoindustriale del passato o predatrice come il capitalismo finanziario di oggi.Quarto: l’importanza del ruolo del capitale sociale nella costruzione del mercato puòessere portata storicamente alla luce e risultare particolarmente evidente perchéintorno alle abbazie benedettine si sviluppò un ambiente pacifico e di fiducia checontribuì al ritorno allo scambio di mercato, alla nascita delle fiere commerciali, allacoltivazione di terreni trascurati secondo nuovi contratti di locazione e nuoveistituzioni di diritto agrario, allinvenzione delle prime forme di contabilitàeconomica.Quinto: lorganizzazione non spontaneistica del territorio e laumento della“competitività di sistema” possono essere rintracciate dal fatto che le abbazie
  • 3. 3.6benedettine divennero il proto-agente di uno "sviluppo polarizzato à la Perroux", cheha dato un grande contributo alla nascita delle città intorno alle abbazie, alla nascitanel circondario delle abbazie di tante attività commerciali e produttive tutte interrelatetra loro (molti moderna distretti industriali mostrano una coincidenza dilocalizzazione con aree di insediamento monastiche).Sesto: lorganizzazione federalista esistente tra le abbazie benedettine, che eranoindipendenti luna dallaltra, ma coordinate a livello Europeo in un’Assemblea harappresentato un’anticipazione del moderno Parlamento Europeo ed un intelligentequanto democratico meccanismo di raccordo.Ma la lezione benedettina non si esaurisce solo a livello macro e mesoeconomico.A livello microeconomico l’abbazia benedettina rappresenta un prototipo dellamoderna azienda cooperativa sociale caratterizzata da una natura senza scopo dilucro, produzione di beni relazionali, mutualità tra i membri, altamotivazione intrinseca, partecipazione attiva alla vita dellorganizzazione, governancedemocratica. Un’azienda non profit basata in sintesi sui principi guida dell’armonia,della stabilità, del bene comune.Ma l’abbazia Benedettina offre anche alle imprese profit contemporanee alcunisuggerimenti utili per aumentare la loro competitività e per ricongiungere l’eticacon l’economia nella loro azione, divenendo “civili”.Esse possono mutare dalle abbazie benedettine letica del lavoro, la riuscitaconciliazione vita-lavoro, la saggia gestione del tempo, la celebrazione di alcune virtùche sono preziose anche per il business, lattribuzione dei compiti in base alle qualitàdella persona, il principio della responsabilità sociale di impresa attraverso unapproccio multi-stakeholder, la centralità dellinnovazione, tutti requisiti che rendonole aziende più competitive.* Relazione presentata alla XVII Conference Scientifique Internazionale du Réseau PGV,svoltasi a Grenoble, Francia, 8-10 settembre 2011 e contenuta nel volume “L’UE et SesRapports au Monde. Perte de Statut ou Emergence d’un Noveau Modele de Croissance Madein Europe? ”, a cura di C.Martin, Université Pierre Mendès-France de Grenoble EditionsPGV, Grenoble, pp. 610-628.** Cristina Montesi è ricercatrice presso il Dipartimento di Economia, Finanza e Statisticadell’Università degli Studi di Perugia; è professore affidatario di Politica Economica della Facoltàdi Economia di Perugia; è professore affidatario di Economia industriale e di Economiadell’Ambiente presso la sede di Terni della medesima Facoltà; è professore affidatario di Economiadello Sviluppo presso l’Università degli Stranieri di Perugia. Ha recentemente pubblicato i seguentivolumi: P.Grasselli, C.Montesi (2008) (a cura di), “L’interpretazione dello spirito del dono”,FrancoAngeli, Milano; P.Grasselli, C.Montesi (2010) (a cura di), “Le politiche attive del lavoronella prospettiva del bene comune”, FrancoAngeli, Milano.
  • 4. 4.6St.Benedict’s Legacy: an European Lesson of “Civil Economy” aboutSystem’s Competitiveness and Company’s competitive Advantage*Cristina Montesi**AbstractSt.Benedict, the saint patron of Europe, has handed down a precious legacy toposterity not only spiritually, but also economically.The Benedictine Order has represented a light in the darkness of early Middle Ages.It has been a bulwark of civilization in gloomy times characterized by war, invasions,plagues, and starvation after the collapse of the Roman Empire. It has anticipated thebirth of Europe from an historical, spiritual, political, social, and even economic pointof view.This last contribution is surely less known in comparison with the more classical (andmore celebrated from a cultural point of view) Christian roots of Europe. Some of theEuropean cultural roots can be traced back to Greek and Christian thought, which St.Benedict, with fertile eclecticism, brought to synthesis. From Greek thought derivesthe idea of a community in which wealth is subject to happiness (Aristotle), in whichwealth is not made only of goods, but of human relations (Aristotle) and of goods ofthe soul (Socrates and Plato), in which wealth is achieved through moral virtues(Socrates and Aristotle). In Greek culture there is the idea of a community where thecare of the soul and the care of human being (which is fully realized only in relationto others) is practiced together with production. From Christianity derives also theconcept of man as a "person", unknown to antiquity, through which the relationalcharacter of the individual extends (becoming its ontological status) and throughwhich an openness to the Other develops and so forth the connotation of the social
  • 5. 5.6sustainability of the community. It is not difficult to find the notion of “person” andthis idea of a pluralistic community at the foundation of the Benedictine monasticlife, which was not only spiritual but also social and economic. But this is not theonly lesson that comes from St. Benedict, which for this reason can be seen theprotagonist of the "Europe of cultures." He was also an animator of the "Europe ofuniversities and territories" if we think of the Benedictine Abbey as a place ofirradiation of culture and of technological innovation and as center of life-giving tothe surrounding space. The Benedictine abbey may also be interpreted as a "cognitivesystem" in the context of a "knowledge economy" and like a magnet of the "territorialmarketing" of the time.But Benedictine abbey has also sown the seeds of the birth of the mercantileeconomy through its labour ethics, the enlivening of the territory, the birth of the firstnucleus of entrepreneurship being the Benedictine Abbey the forerunner of modernnon profit company.So different lessons can spring from Benedictine rule at macro, meso and microeconomic level.First of all: one can wonder the role that an institution, like spirituality (in a secondmoment crystallized into a religious Order), can generally play for the market.Second: the theory that capitalism arises only from Protestant religion, alias fromCalvinism, can be critically confuted, having Benedictine monks and FranciscanFriars (who were born, originally, like a form of radical and critical expression ofCatholic Church) given, through different ways, an important push to the origin ofcapitalism (which will develop, in a proper way, later on at the time of the Italian freecities).Third: the special quality of urban embryonic capitalism to which they have helped inlaying its basic foundations can be shown because they generated a civil economy,not violent like industrial capitalism or predatory like financial capitalism.Fourth: the role of social capital in building market can also be seen because aroundBenedictine abbeys developed a trustful and peaceful atmosphere which meant thereturn to market exchange, the birth of the commercial fairs, the cultivations ofneglected lands according to new leasing contracts and institutions, theimplementation of the first forms of economic accounting.Fifth: the organization of the territory and the increasing of system’s competitivenesscan be discovered from the fact that abbeys became the proto-agent of a “polarizeddevelopment à là Perroux”, giving a great contribution to the birth of towns, ofcommercial and manufacturing activities in their neighborhood all togetherinterrelated (many modern industrial districts show a coincidence of localization withmonastic areas of settlement).
  • 6. 6.6Sixth: the federalist organization existing among abbeys, which were independentone from each other, but coordinated at European level in an assembly (ahead of themodern European Parliament). But the Benedictine lesson does not exhaust itselfonly at macro and meso economic level. At micro economic level Benedictine abbeyrepresents a prototype of the modern social cooperative firm characterized bynonprofit nature, production of relational goods, mutuality among members, highintrinsic motivation, active participation to the life of the organization, democraticgovernance.But Benedictine abbey offers also to contemporary profit companies some usefulsuggestions to increase their competitiveness and to rejoin ethics and economics intheir action, becoming civil. In fact they can mutate from Benedectione abbey thelabour ethics, the model of work-social life conciliation and the wise time-management, the celebration of some virtue which are also business virtues, theattribution of tasks according to person’s qualities, the principle of corporate socialresponsibility through a multi-stakeholder approach, the centrality of innovation, allrequisites which make companies more competitive.* Paper presented at the XVII Conference Scientifique Internazionale du Réseau PGV,Grenoble, France, 8-10 September 2011, published in “L’UE et Ses Rapports au Monde. Pertede Statut ou Emergence d’un Noveau Modele de Croissance Made in Europe? ”, edited byC.Martin, Université Pierre Mendès-France de Grenoble Editions PGV, Grenoble, pp. 610-628.** Cristina Montesi is confirmed researcher at the Department of Economics, Finance andStatistics of the University of Perugia, Italy. She is Professor of Industrial Economics at theUniversity Course in “Business Economics” of Terni. She is also Professor of EnvironmentalEconomics at the Specialistic University Course in “Economics and Management” of Terni. She isalso Professor of Economic Policy at the University Course in “Business Economics” of Perugia.She is Professor of Economics of Development at Foreign Students’ University of Perugia at theSpecialistic University Course in “International Relations and Cooperation to Development”. Hermore recent books are: P.Grasselli, C.Montesi (2008) (a cura di), “L’interpretazione dello spirito deldono”, FrancoAngeli, Milano; P.Grasselli, C.Montesi (2010) (a cura di), “Le politiche attive dellavoro nella prospettiva del bene comune”, FrancoAngeli, Milano.