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ATTI DEL CONVEGNO : LA FAMIGLIA Contributo On. L. Capitanio Santolini

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ATTI DEL CONVEGNO : LA FAMIGLIA Contributo On. L. Capitanio Santolini

  1. 1. CONVEGNO – CONFERENCE: LA FAMI GLI A - THE FAMILYREPUBBLICA DI SAN MARINO - REPUBLIC OF SAN MARINO: 15 Settembre 2012 - September 15, 2012 ATTI DEL CONVEGNO - CONFERENCE PROCEEDINGS LUISA CAPITANIO SANTOLINI Deputato della Repubblica Italiana Componente dei seguenti organi parlamentari: - VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione); - Commissione Parlamentare Per LInfanzia e LAdolescenza; - Commissione Esaminatrice Del Concorso "Riprogettare Per Tutti - Un Patrimonio Architettonico Proiettato Nel Futuro" . Presidente della Fondazione Sublacense Vita e Famiglia. “FAMIGLIA: RISORSA O PROBLEMA?” Dati statistici e considerazioni sul tema famiglia L’attuale crisi economica, che sta attraversando il mondo occidentale, non è dovuta a quello che la maggior parte degli analisti pensa e cioè ad una crisi della finanza, delle banche e del credito, del sistema capitalistico in generale, bensì ad una crisi demografica senza precedenti che ha investito i Paesi più progrediti. I Paesi che hanno smesso di fare figli. Il problema demografico è il primo e principale problema che abbiamo oggi, ma nessuno sembra volerlo affrontare seriamente prendendo i relativi, doverosi e urgenti provvedimenti. Per quanto riguarda l’Italia (dati del Prof. Blangiardo 2011 – La famiglia al centro – a cura di Luisa Santolini) nel 1981 i giovani under 19 erano più di 17 milioni, oggi La poco più di 11 milioni, ovvero mancano all’appello più di 6 milioni di giovani. Di sono contro gli over 65 sono passati dai 5 milioni degli anni ’80 ai quasi 12 milioni di oggi, con un aumento di oltre 6 milioni di individui. Esiste dunque un gap in Italia per cui gli anziani sono in maggioranza rispetto ai giovani e oggi in Italia sono presenti 118 figli per 200 genitori. La piramide demografica è rovesciata e già oggi ogni bimbo che nasce ha sulle spalle dai 6 agli 8 adulti. Questa situazioni non può non avere riflessi pesanti sul futuro del nostro Paese. 1.11
  2. 2. CONVEGNO CONFERENCE: L A F AM I G LI A TH E F AM I LY REPUBLIC OF SAN MARINO: September 15, 2012 ATTI DEL CONVEGNO - CONFERENCE PROCEEDINGSAncora: il numero delle nascite è precipitato a livelli impensabili: in un secolo emezzo la natalità si è ridotta dei tre quarti. La storia d’Italia unita è attraversatada un drammatico fenomeno di crisi demografica, una lenta implosione che tuttihanno finta di non vedere, silenziosa ma sotto gli occhi di tutti, censurata e quindidimenticata da tutti, con le dovute eccezioni che confermano la regola. Tra il 1871 eil 2009, la natalità si è inabissata fino a registrare un calo del 74,25% con ilrovesciamento della piramide anagrafica che riversa ora sui nonni l’onere dimantenere i nipoti senza lavoro. Qualcuno ha scritto: L’ Italia si è desta ma si èanche ingrigita. I nuovi nati sono appena 9,5 ogni mille abitanti rispetto ai 12,8 dellaFrancia e del Regno Unito, i 12 della Svezia e della Germania. Perfino la Spagna èavanti a noi. E non si vedono all’orizzonte segnali di una inversione di tendenza. Comerisulta dal Libro bianco 2011 sulla salute dei bambini curato dall’ OsservaSalutedell’Università Cattolica e dalla Società Italiana di Pediatria e pubblicato il 30Gennaio 2012.I vecchi diventano un grande problema ( nascono le teorie che vedono l’eutanasiacome una “buona pratica” - vedi la Svizzera edizione 2008 ). Negli anni ’70 i vecchierano il 14% della popolazione. Oggi sono il 27% e sono destinati ad aumentare.Il problema demografico diventa un problema economico..........Non si fanno più figli e questo comporta 7 no:2 – non crescono i risparmi (si risparmia di più quando ci sono figli)3 – non cresce la base economica delle banche4 – non c’è più credito5 – non c’è sviluppo1 – non cresce l’ economia6 – non c’è lavoro e tutto diventa terziario6 – non ci si sposa7 – non si è più in grado di mantenere i vecchi che aumentano di numero 2.11
  3. 3. CONVEGNO CONFERENCE: L A F AM I G LI A TH E F AM I LY REPUBLIC OF SAN MARINO: September 15, 2012 ATTI DEL CONVEGNO - CONFERENCE PROCEEDINGSE 5 si :1 – crescita dei consumi per mantenere il Pil ai livelli precedenti2 – crescita dei debiti privati3 – crescita delle tasse4 – crescita dei costi fissi per sanità, pensioni e assistenza5 – crescita del debito pubblico per mantenere servizi e prestazioni del welfareSe non aumentano le persone, la popolazione che rimane sempre la stessa invecchiae tende a consumare meno; allora si inducono consumi maggiori per far crescere ilPil (ciò che è successo a USA, Europa e Giappone che da decenni sono sempre 1miliardo e mezzo).Oggi una coppia che lavora comparata a trenta anni fa guadagna la metà perchéallora le tasse rappresentavano il 25% del Pil e oggi siamo vicini al 50%.In questi anni i genitori italiani si sono trasformati in soggetti economici ( leprincipali azioni e decisioni di consumo investimento e risparmio vengono prese infamiglia ) e di fronte alla rigidità del mercato si sono trasformati lentamente mainesorabilmente in formidabili ammortizzatori sociali: la fonte di reddito per igiovani tra i 20 e i 30 anni è per il 77% proveniente dalla famiglia, contro il 45%della media europea ( il fenomeno della famiglia lunga tipico italiano), mentre per ilsostegno alla famiglia va solo 1% della spesa sociale che in Italia è il 3,4 % del Pilcontro il 69,9% delle pensioni. In altre parole chi investe sui figli è punito con unapressione fiscale iniqua tanto è vero che la povertà in Italia è correlata al n° deifigli se è vero che la famiglie numerose sono percentualmente più povere dellefamiglie con un figlio solo. (dati Istat 2011)Le banche non hanno capitale perché da 25 anni non si risparmia più: trenta anni fail tasso di accumulazione era il 27%, oggi è il 4% perché da un lato quello che si ha siconsuma per la pressione culturale e dall’altro le famiglie con figli “devono”consumarlo per crescerli. E spesso ci si indebita con le banche o si compra anchequando i soldi non ci sono “.....pagherai a partire dal prossimo anno......” 3.11
  4. 4. CONVEGNO CONFERENCE: L A F AM I G LI A TH E F AM I LY REPUBLIC OF SAN MARINO: September 15, 2012 ATTI DEL CONVEGNO - CONFERENCE PROCEEDINGSNon c’è lavoro perché da un lato i vecchi non investono più e non fanno innovazione,dall’altro perché il 50% di quello che è prodotto dalle aziende occidentali oggiproviene dai Paesi orientali dove il lavoro è stato delocalizzato.................e AntropologicoCiviltà dei consumi e baby sboom sono nati insieme.USA: dal 1998 al 2008 il Pil è cresciuto ad una media del 3,2%, in 10 anni del 32%più o meno. Ebbene è stata una crescita fasulla perché dovuta per il 90%all’indebitamento delle famiglie americane. Le famiglie americane non hanno pagatopiù nemmeno i tassi di interesse e le banche rischiavano di fallire: ma le banche nonpossono fallire (a parte la Lehman Brothers che è stata abbandonata a se stessa) elo Stato le salva con i soldi dei cittadini o emettendo titoli o stampando moneta. Inaltre parole comprano dalle banche i debiti dei cittadini ed il debito da privatodiventa pubblico. Lo Stato diventa il prestatore di ultima istanza. Siccome peròdeve piazzare i titoli sul mercato per affrontare i debiti fa una spietataconcorrenza all’Europa e ci riesce anche perché, essendo tecnologicamente piùavanzato, fa più in fretta a recuperare i soldi. Infine gli Usa, a differenzadell’Europa, hanno alle spalle la Fed e possono stampare moneta. È ovvio che suimercati se il dollaro sale il vantaggio è per gli Usa e il danno per l’Europa.Oggi noi, davanti a questa crisi, dovremmo avere quella creatività, fiducia, capacitàdi investire e di rischiare, quell’ impegno per la ripresa economica, che ciconsentiranno uno sviluppo duraturo e proficuo; ma queste sono le caratteristiche diun Paese giovane e noi non lo siamo più da 40 anni.La crisi dell’Europa, e in particolare dell’Italia, è dovuta ad una visione “corta” chepretende risultati immediati. L’economia questo ha scelto e la Chiesa cattolica è perora l’unica che invita ad una visione “lunga” (Caritas in veritate).La famiglia è l’antidoto alla crisi perché invita a pensare “lungo” e pone relazioni cosìforti che sfidano il tempo, che si oppongono al mito del tempo presente. 4.11
  5. 5. CONVEGNO CONFERENCE: L A F AM I G LI A TH E F AM I LY REPUBLIC OF SAN MARINO: September 15, 2012 ATTI DEL CONVEGNO - CONFERENCE PROCEEDINGSFamiglia è costruire la dimensione del progetto contro una società che chiede tuttoe subito, che chiede emozioni forti quasi violente ma passeggere.Va cambiato l’approccio al tema famiglia con politiche serie e non con le parole, conpolitiche ad ampio respiro e non solo di welfare ( che fino ad ora si è appoggiatogratuitamente alla famiglia con un principio di sussidiarietà declinato al contrario),con il passaggio dal welfare state ad una welfare community family friendly.La crisi è una crisi di tipo antropologico che sarà molto più difficile risolvererispetto alla crisi finanziaria di questi anni : la soluzione non sta nelle ferree leggidel mercato e degli economisti, ma nella risposta che noi sapremo dare alla domanda: che tipo di società vogliamo per i nostri figli? Che tipo di Paese vogliamo costruireper il futuro a media scadenza e come ci regoleremo di conseguenza ?A queste domande chi deve rispondere ? 1 - le imprese e per ora solo poche lo hanno fatto. Certo occorre distingueretra piccole medie e grandi imprese e occorre ricordare che la stragrandemaggioranza delle imprese in Italia sono piccole, ma fatta questa doverosaprecisazione non si può non dire che l’attenzione alle famiglie sia molto elevata,anche nel campo della pubblica amministrazione e delle imprese gestite da entistatali , se è vero come è vero che una donna su tre lascia il lavoro all’arrivo delprimo figlio. La compatibilità dei tempi della famiglia e dei tempi del lavoro èscarsissima e non essendoci servizi di supporto la mobilitazione dei nonni stadiventando massiccia ed eccessiva.Perché ai Tavoli della contrattazione tra sindacati e imprese non si affronta ilproblema? Bisogna riconoscere che esempi di buone pratiche in questo senso ci sono(ad esempio la Bracco a Milano) ma proprio perché si citano indicano una eccezionee non la regola. 5.11
  6. 6. CONVEGNO CONFERENCE: L A F AM I G LI A TH E F AM I LY REPUBLIC OF SAN MARINO: September 15, 2012 ATTI DEL CONVEGNO - CONFERENCE PROCEEDINGSAncora: molte aziende pubblicano ormai il bilancio sociale e non c’è azienda che nonsi vanti del proprio rendiconto di sostenibilità ambientale. Ottima iniziativa chemostra quanto una azienda sia “virtuosa” nei confronti dell’ambiente o dellecondizioni lavorative dei propri dipendenti. Perché, però, non esiste un “bilanciofamiliare” in cui si diano informazioni rispetto alla maternità e alla paternità diquella impresa? La cultura corrente chiede alle aziende di non inquinare, di nondanneggiare l’ambiente, di non fare sperimentazione sugli animali, di non emettereCO2, di ricorrere alle fonti energetiche alternative, di vietare il fumo, e chi faqueste “buone pratiche” è molto apprezzato, ma nessuno chiede alle aziende cosahanno fatto per favorire il desiderio di maternità e di paternità dei propridipendenti. Nessuno chiede quanti sono i contratti part time concessi o quanticongedi parentali sono stati accordati ai lavoratori con figli. Una impresa cherispetta l’ambiente è considerata amica della natura, ma nessuno le chiede se èamica dell’uomo, magari garantendo alle sue dipendenti di non licenziarle alla nascitadel primo figlio, oppure garantendo una carriera futura anche in presenza di due opiù figli, se quella mamma si dimostra all’altezza, oppure cambiando i propriparametri di giudizio, non considerando solo la quantità del lavoro svolto allascrivania, ma la qualità degli obiettivi raggiunti . Perché ? Quanti sono i direttoridel personale che considerano la maternità un problema? Credo la maggioranza equesto denuncia un fatto prima di tutto culturale a cui porre mano. Eppure leAziende che hanno fatto della conciliazione dei tempi del lavoro e della famiglia unproprio must, affermano che ne hanno tratto enormi benefici in termini economici,in termini di fidelizzazione del personale, in termini di attrazione delle miglioririsorse e delle migliori “teste” del Paese, infatti si contiene il turn over, si riduconole assenze per malattie, si evitano le sostituzioni, si motivano i dipendenti che siaffezionano all’azienda. Massimo Calvi sul “Sussidiario” ha scritto che si dovrebbechiedere alle imprese di passare dalla logica dell’ “impatto zero” alla logica dell’“impatto mille” dove per mille si può intendere tutto quello consideriamo futuro.Compresi i bambini. 6.11
  7. 7. CONVEGNO CONFERENCE: L A F AM I G LI A TH E F AM I LY REPUBLIC OF SAN MARINO: September 15, 2012 ATTI DEL CONVEGNO - CONFERENCE PROCEEDINGSAlla Conferenza della Famiglia nel Novembre 2010 si è invocato un Patto tra leistituzioni e una governante territoriale che ponga le basi per creare sistemiadeguati di cura e tempi della città a misura di famiglia ( servizi per la primainfanzia e la non autosufficienza, asili nido, banche del tempo, telelavoro,flessibilità negli orari degli uffici e dei negozi, sportelli di ascolto aziendali,La gente non chiede queste cose e le Aziende non danno risposte.Ecco, i concetti di responsabilità, di sostenibilità, di sviluppo non possonotrascurare le questioni appena accennate e devono subire una urgente enecessaria ridefinizione.2 – le Istituzioni che hanno il compito costituzionale di promuovere e tutelare lafamiglia fondata sul matrimonio ( Art. 29 . 30 – 31 – 54 della Costituzione ). Invecela famiglia, architrave della società e delle piccole imprese, è stata abbandonata ela politica ha di conseguenza perso per strada le politiche familiari. Le soluzionipensate sono state fallimentari perché non si può applicare alle politiche familiarile logiche pensate per le politiche sociali di lotta alla povertà. Non si tratta infattidi ridistribuire il reddito, ma di attuare misure di equità orizzontale ovvero fare ladifferenza a parità di reddito tra che ha figli e chi non ne ha. L’Art 53 dellaCostituzione dice che ogni cittadino è tenuto a contribuire alla spesa pubblica inbase alla propria capacitò contributiva. E’ evidente che a parità di reddito ilreddito disponibile di un padre di tre figli e molto inferiore a quello che figli nonne ha o ne ha uno. La costituzione italiana è da sempre violata ma nessuno vi ponerimedio.Occorre fare in modo che la scelta di avere un figlio non comporti un pesantearretramento dalla condizione sociale di partenza (oggi un figlio abbassa il tenoredi vita dei genitori del 30% e più cresce più questa condizione si aggrava). 7.11
  8. 8. CONVEGNO CONFERENCE: L A F AM I G LI A TH E F AM I LY REPUBLIC OF SAN MARINO: September 15, 2012 ATTI DEL CONVEGNO - CONFERENCE PROCEEDINGSUn esempio: due famiglie bolognesi con uguale reddito totale, la prima composta dauna coppa con separazione dei redditi e la seconda monoreddito con due figli: laprima famiglia è esente dall’addizionale comunale e si trova nello scaglione più bassodi quella regionale, la seconda deve pagare l’Irpef nazionale in misura maggiore,l’addizionale comunale per intero e l’addizionale regionale nella fascia più alta,eppure la sua capacità contributiva è decisamente inferiore perché avendo due figlibuona parte del reddito va per mantenerli e quegli stessi figli saranno quelli chedovranno pagare sanità e assistenza alla coppia senza figli. Nel 2010 la percentualedi famiglie con 5 componenti al di sotto della soglia di povertà relativa è salita dal24,9 % del 2009 al 29,9 % del 2011 percentuale molto maggiore rispetto allefamiglie con 3 componenti. Inoltre (dati Istat – 15 luglio 2011) nelle famiglie da 2 -3 figli in poi, la percentuale di povertà è maggiore in quelle con figli minori, e tra lecause ci sono i servizi scolastici erogati dagli enti locali, insufficienti e costosi.Un’ altro esempio di mancate politiche familiari è nei recenti provvedimenti delGoverno Berlusconi come del Governo Monti: il redditometro previsto dall’Art. 38del DPR 600/73 è un accertamento basato sulle spese effettuate che sonoindicatori della capacità contributiva delle persone fisiche. Cioè se certe spese sonosuperiori al reddito denunciato indicano un tenore di vita troppo alto e dunque unreddito superiore per cui provocano un accertamento da parte della Agenzia delleEntrate. E’ uno strumento utile perché punta sul consumo e non sulla produzione ecerca così di punire eventuali evasori. Ebbene il 25 ottobre 2011 ed ai primi diFebbraio 2012 l’ Agenzia delle entrate ha presentato il nuovo Redditometro chericonosce al nucleo familiare un’unica capacità di spesa, ma nell’elenco delle voci checompongono il Redditometro troviamo sotto la voce Istruzioni “la scuole materne” e“gli istituti privati” non meglio identificati. In altre parole accanto alle voci cheriguardano gli yacht, gli elicotteri, le seconde case, i Suv, le vacanze, i viaggicompaiono voci che fanno passare per ricche le famiglie che magari fanno grandisacrifici per mandare i figli nelle scuole non statali e fanno fatica a iscrivere i figlinelle scuole materne private ma ne sono costretti visto che l’offerta delle scuolecomunali è decisamente al di sotto della domanda. 8.11
  9. 9. CONVEGNO CONFERENCE: L A F AM I G LI A TH E F AM I LY REPUBLIC OF SAN MARINO: September 15, 2012 ATTI DEL CONVEGNO - CONFERENCE PROCEEDINGSAlle famiglie non è riconosciuto il diritto di scegliere la scuola che preferiscono peri loro figli e a questo si aggiunge la beffa di essere considerate ricche solo perchédesiderano che la scuola li affianchi secondo un progetto educativo consono ai loroprincipi, valori ed educazione. Alcune famiglie abbassano il proprio tenore di vitaper fare questa scelta e questa scelta non può proprio essere indicatore di un certotenore di vita. L’educazione non può entrare nel Redditometro e questo indica unamiopia dei Governi indicativa del fatto che la politica ha perso per strada lafamiglia, i suoi diritti e le sue esigenze legittime.Vediamo come si comportano la Francia e la Germania in proposito:lo stato francese assiste economicamente le madri sole e le giovani famiglie a bassoreddito attraverso 123 Casse per i sussidi familiari: il contributo si chiama “prestazione di accoglienza del neonato” e comprende un versamento di 1000 Euroalla nascita e un mensile di 178 Euro per i primi tre anni di vita del bambino, più dueaiuti complementari a scelta, o per pagare la baby sitter in caso di madrelavoratrice o per compensare il mancato salario in caso di rinuncia al lavoro perassistere il nuovo arrivato. Ne hanno diritto tutti i genitori soli con un redditoinferiore ai 44.500 Euro l’anno e le coppie monoreddito con introiti inferiori a33.700 Euro l’anno. In caso di altri figli le soglie di reddito aumentano inproporzione. Sono previsti inoltre integratori al reddito come assegni familiari percoppie con due figli o più, contributi per il pagamento dell’affitto, contributi erogatidall’assistenza sociale per redditi bassi.In Italia una donna su tre è “costretta” a non avere figli perché costano troppo,cioè più che non volere figli le donne italiani non se li possono permettere comerilevano tutti i sondaggi . Il Italia il costo di un bambino oscilla tra gli 8.000 e i18.000 Euro nel solo primo anno di vita. Una donna su due ritarda l’arrivo di un figliofino a 5 anni dopo il matrimonio. Il 57% delle donne ritiene responsabile lo Statoper le difficoltà della maternità perché non prende soluzioni adeguate perproteggere e promuovere la maternità. Le altre ritengono responsabile la culturadominante che spinge alla carriera, ai soldi, al lavoro frenetico, oltre ad altreragioni di tipo personale e psicologico. 9.11
  10. 10. CONVEGNO CONFERENCE: L A F AM I G LI A TH E F AM I LY REPUBLIC OF SAN MARINO: September 15, 2012 ATTI DEL CONVEGNO - CONFERENCE PROCEEDINGSComparazione di diversi sistemi fiscali (anno 2007):Famiglia monoreddito di 4 persone con reddito inferiore a 25.000 Euro:Italia: tasse per 1.725 Euro Germania 700 Euro Francia 52 EuroFamiglia monoreddito di 4 persone con reddito entro 50.000 EuroItalia: tasse per 13.000 Euro Germania 7.200 Euro Francia 2.500 EuroSu 27 Paesi della UE l’ Italia è al 25° posto per la spesa per la famiglia rispetto al Pil : si vadal 3,9 % della Danimarca al 3% di Svezia e Germania, al 2,5 % della Francia e Ungheria finoall’1% dell’ Italia e questo 1% non è costituito da politiche prettamente familiari ma da unaserie di provvidenze che non fanno la differenza tra chi ha figli e chi non ne ha.L’esito di questa miopia è che siamo tra i Paesi meno prolifici del mondo e il ristagno o ladiminuzione della popolazione, l’invecchiamento demografico frenano il risparmio, la capacitàdi innovazione, l’investimento. Chiara Saraceno sostiene che le politiche a favore dellafamiglia si giustificano anche perché “chi ha figli sostiene costi che vanno a beneficio dellaintera società” .Papa Giovanni Paolo ll ha detto “ L’avvenire dell’umanità passa attraverso la famiglia ““Intorno alla famiglia si gioca la battaglia decisiva sulla dignità dell’uomo”.La famiglia è stata concepita in modo individuale e le ideologie contro la famiglia del secoloscorso hanno fatto scattare quell’egoismo che è diventato egoismo collettivo per cui lefamiglie scelgono di non fare figli e di essere consumiste facendo finta che queste sianoscelte inevitabili.A noi raccogliere questa convinzione, farla nostra e agire con coerenza e con coraggio.L’Italia non è un Paese accogliente per i bambini. In compenso, e questo è un paradosso,sempre secondo il Libro bianco 2011 sulla salute dei bambini curato dall’ OsservaSalutedell’Università Cattolica e dalla Società Italiana di Pediatria e pubblicato il 30 Gennaio2012, i bambini italiani godono di uno straordinario stato di salute: sono tra i più accuditidell’occidente. Ottimo il sistema sanitario che garantisce una assistenza di prim’ordine masoprattutto è la famiglia che assicura una rete di assistenza e di walfare che provvede adogni necessità, anche perchè i beneficiari sono sempre meno.....Per un bimbo che sta male siconcentrano le attenzioni di due genitori, quattro nonni (minimo due) che seguono ogni eventoe l’evolversi del suo stato di salute con relativa chiamata in causa di medici e farmaci. 10.11
  11. 11. CONVEGNO CONFERENCE: L A F AM I G LI A TH E F AM I LY REPUBLIC OF SAN MARINO: September 15, 2012 ATTI DEL CONVEGNO - CONFERENCE PROCEEDINGSTra l’altro è stato detto che c’è un eccessivo ricorso ai Pronto Soccorso degliOspedali e anche questo è soprattutto un fatto culturale.Il Libro bianco parla di un Paese di “nonni senza nipoti” e di bambini accuditi come unbene prezioso proprio perché ridotti ai minimi termini.Il Corriere della Sera di Sabato 29 Gennaio a pag. 20 titolava “Benvenuti nel secolodei nonni” eppure l’ultimo Rapporto Cisf ribadisce che il desiderio di maternità epaternità in Italia è ampiamente insoddisfatto dal momento che tutte le coppiehanno meno figli di quanti ne vorrebbero.Evidentemente questo corto circuito va superato e se la politica non può incideresulle questioni di tipo culturale, può farlo per quello che le compete con politichelocali e nazionali al passo con le sfide che abbiamo di fronte.L’economia è in mano alle famiglie e non alle banche:Non esiste macroeconomia che non sia riconducibile alle azioni individuali, allacapacità sovrana di scelta dei singoli individui in ordine ai consumi, al risparmio agliinvestimenti e siccome quasi tutte le scelte individuali si decidono in famiglia è facilecomprendere l’importanza della scelte familiari per l’economia a partire dalrisparmio. Occorrono comportamenti diversi a partire dalle persone e dalle famiglie.Le istituzioni sono come le fortezze, resistono se sono forti le guarnigioni.Guarnigioni deboli, poco credibili danno istituzioni deboli e poco credibili che sirisolvono in mercati fiacchi e facilmente vulnerabili, che ci orientano solo verso iconsumi, che non guidano i processi economici nella direzione di investimenti ad altovalore aggiunto, che non selezionano le opportunità e non premiano quelle cheoffrono maggiori vantaggi economici, senza che la politica intervenga per sanareimprese decotte e banche sull’orlo del fallimento. 11.11

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