Ddl anticorruzione. Scheda riassuntiva

  • 1,467 views
Uploaded on

Come prima, più di prima. A vent’anni esatti da Tangentopoli i livelli della corruzione, anziché diminuire, sono sempre più endemici e radicati nel Paese. Lo dicono i numeri, che quantificano una …

Come prima, più di prima. A vent’anni esatti da Tangentopoli i livelli della corruzione, anziché diminuire, sono sempre più endemici e radicati nel Paese. Lo dicono i numeri, che quantificano una perdita netta per la collettività che arriva addirittura a toccare i 60 miliardi di euro all’anno. Lo confermano gli allarmi, inascoltati, del presidente della Corte dei Conti, Giampaolino. Lo testimoniano, giorno dopo giorno, fatti di cronaca intollerabili, come quello che da ultimo ha investito la Regione Lazio. Il ddl anti-corruzione da mesi giace in Parlamento, a causa soprattutto dei tentennamenti e delle continue dilazioni di “una parte politica”, come ha avuto modo di affermare lo stesso presidente del Consiglio, Mario Monti. Ora è indispensabile approvare subito il disegno di legge. Per capire di cosa si tratta ecco una scheda tecnica che analizza nel dettaglio l’articolato della norma http://bit.ly/dlanticorruzione

More in: News & Politics
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Be the first to comment
No Downloads

Views

Total Views
1,467
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
2

Actions

Shares
Downloads
12
Comments
0
Likes
1

Embeds 0

No embeds

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
    No notes for slide

Transcript

  • 1. DDL ANTICORRUZIONE - “DISPOSIZIONI PER LA PREVENZIONE E LAREPRESSIONE DELLA CORRUZIONE E DELL’ILLEGALITA’ NELLA PUBBLICAAMMINISTRAZIONE”(Testo modificato dalla Camera dei Deputati il 14 giugno 2012)Articoli: 27ART. 1 (Autorità nazionale anticorruzione. Piano nazionale anticorruzione)L’articolo, in attuazione delle convenzioni internazionali1 in materia di corruzione, ridefiniscel’assetto organizzativo delle politiche di contrasto alla corruzione a livello nazionale: laCommissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche-Civit2opera quale Autorità nazionale anticorruzione, coordinandosi con il Dipartimento della funzionepubblica e le pubbliche amministrazioni centrali (commi 1 e 2). Inoltre l’articolo prevede lapredisposizione di un Piano nazionale anticorruzione (commi 2 lett. b) e comma 4 lettera c)).Il comma 2 elenca le funzioni della Commissione:a) collaborazione con paritetici organismi stranieri, organizzazioni regionali e internazionali;b) approvazione del Piano nazionale anticorruzione predisposto dal Dipartimento della funzione pubblica,che assume competenze in materia (v. comma 4 lettera c);c) analisi delle cause della corruzione e individuazione di attività per la prevenzione e il contrasto;d) espressione di pareri facoltativi3 in materia di conformità di atti e comportamenti dei funzionari pubblici allalegge, ai codici di comportamento e ai contratti di lavoro pubblico, e) nonché in materia di autorizzazioni allosvolgimento di incarichi esterni da parte dei dirigenti amministrativi dello Stato e degli enti pubblici nazionali;f) vigilanza e controllo sull’effettiva applicazione e sull’efficacia delle misure adottate dalle PPAA ai sensi deipiani di azione anticorruzione e sul rispetto delle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa;g) relazionare annualmente al Parlamento sullo stato dell’arte in materia.Ai sensi del comma 3, la Commissione svolge tali funzioni mediante poteri ispettivi (richiesta di notizie,informazioni, atti e documenti alle PPAA) e di sollecitazione e sanzione (ordina l’adozione di atti oprovvedimenti previsti dai piani di cui ai ss commi 4 e 5 e dalle regole sulla trasparenza previste dall’art.3,ovvero la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole di trasparenza citati).Ai sensi del comma 5, le pubbliche amministrazioni centrali: a) adottano e trasmettono al Dipartimento dellafunzione pubblica ciascuna il proprio piano triennale di prevenzione, che fornisce una valutazione del diversolivello di esposizione delle attività e degli uffici al rischio di corruzione e indica gli interventi organizzativinecessari a prevenirlo; b) definiscono procedure appropriate per la selezione e la formazione, incollaborazione con la Scuola superiore per la pubblica amministrazione, dei dipendenti chiamati ad operarenei settori particolarmente esposti;A tali fini, il comma 7 istituisce una figura ad hoc: l’organo di indirizzo politico di ciascuna amministrazioneindividua, di norma tra i dirigenti di ruolo di I fascia in servizio (non esterni alla PA), il responsabile dellaprevenzione della corruzione (negli enti locali il responsabile di norma è il segretario). Tale responsabile ha ilcompito di predisporre, entro il 31 gennaio di ogni anno, il piano triennale di prevenzione della corruzione,definisce procedure appropriate per la selezione e formazione dei dipendenti che opereranno nei settori piùa rischio (comma 8), verifica l’efficace attuazione del piano e dell’effettiva rotazione degli incarichi negli ufficipiù a rischio, individua il personale da inserire in speciali programmi di formazione della Scuola superioredella pubblica amministrazione su etica e legalità, di cui al comma 11 (comma 10).La mancata predisposizione del piano e la mancata adozione delle procedure per la selezione e formazionedei dipendenti costituiscono elementi di valutazione della responsabilità dirigenziale (comma 8).Ai sensi del comma 9, il piano di prevenzione deve: individuare le attività più a rischio (tra le quali quelleindicate al comma 2 dell’art.3), prevedere meccanismi di formazione, attuazione e controllo delle decisioni;prevedere obblighi di informazione nei confronti del dirigente responsabile della prevenzione; monitorare ilrispetto dei termini previsti per la conclusione dei procedimenti; monitorare i rapporti tra l’amministrazione e isoggetti esterni che con essa stipulano contratti o che sono interessati a procedimenti di autorizzazione,concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere (anche verificando eventuali relazionidi parentela o affinità sussistenti con i dipendenti dell’amministrazione; individuare ulteriori specifici obblighidi trasparenza.Ai commi 12, 13 e 14 sono stabilite le responsabilità e le sanzioni: in caso di commissione, all’internodell’amministrazione, di un reato di corruzione accertato con sentenza passata in giudicato, il responsabile1 Convenzione ONU del 2003, ratificata dall’Italia nel 2009, Convenzione penale Consiglio d’Europa del 1999, in attesadi ratifica.2 Istituita ex art.13 del d.lgs. 150/2009.3 Liberamente richiesti, ma una volta espressi sono vincolanti.
  • 2. per la prevenzione della corruzione risponde di tale reato ex art. 21 d.lgs. 165/2001 (responsabilitàdirigenziale). La responsabilità è accertata anche sul piano disciplinare oltre che per il danno erariale eall’immagine della PA, e può essere esclusa solo nel caso in cui il responsabile abbia predisposto il piano diprevenzione prima della commissione del fatto, vigilato sul suo funzionamento e rispetto, osservato le altredisposizioni della presente legge (comma 12). La sanzione disciplinare non può essere inferiore allasospensione dal servizio ed alla connessa privazione della retribuzione da un minimo di un mese a unmassimo di sei mesi (comma 13). In caso di ripetute violazioni delle misure previste dal piano, il responsabilerisponde ai sensi del citato art.21 d.lgs. 165/2001, nonché sul piano disciplinare per omesso controllo. Aidipendenti che violano le misure previste dal piano è imputato l’illecito disciplinare (comma 14).ART. 2 (Modifiche all’articolo 4 della legge 4 marzo 2009, n. 15) Per la copertura degli oneri di funzionamento dellaCommissione.ART. 3 (Trasparenza dell’attività amministrativa e delega al Governo per il riordino della relativadisciplina)Lart. 3 reca norme concernenti la trasparenza dellattività amministrativa, con specifico riferimentoai procedimenti amministrativi, e contiene una delega legislativa al Governo per il riordino di talemateria nonché disposizioni in materia di arbitrato.Il comma 1 ribadisce, attraverso il richiamo al d.lgs. 150/2009, che la trasparenza dellattività amministrativacostituisce livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti sociali e civili ai sensi dellart. 117, secondocomma, lettera m), della Costituzione (competenza legislativa esclusiva dello Stato, v. anche commi 21 e22). La trasparenza è assicurata tramite la pubblicazione sui siti web delle PPAA4 delle informazioni relativea: procedimenti amministrativi, anche se realizzati in deroga alle procedure ordinarie (v. comma 12), bilanci econti consuntivi delle medesime PPAA, i costi unitari di realizzazione delle opere pubbliche e di produzionedei servizi erogati ai cittadini; risultati del monitoraggio di cui al comma 14. (le informazioni pubblicizzatesono trasmesse in via telematica alla Civit, comma 13)Ai sensi del comma 2 le PPAA devono assicurare il livello essenziale di trasparenza di cui sopra conparticolare riferimento ai procedimenti di a) autorizzazione o concessione; b) scelta del contraente perlaffidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta secondole modalità previste dal Codice dei contratti pubblici (secondo le indicazioni specifiche dettate dal comma185); c) concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché di attribuzionedi vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati; d) concorsi e prove selettiveper lassunzione del personale e progressioni in carriera.Il comma 3 consente alle stazioni appaltanti di prevedere, negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito, che ilmancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa diesclusione dalla gara.I commi 4-11 contengono disposizioni in materia di arbitrati (incompatibilità per figura arbitrale, modificaCodice dei contratti pubblici in materia di autorizzazione all’arbitrato, estensione dell’arbitrato a società apartecipazione pubblica o a opere/servizi finanziati con risorse pubbliche, disposizioni e princìpi per lanomina degli arbitri nelle controversie con PA).Ai sensi del comma 14 le PPAA sono tenute a monitorare periodicamente il rispetto dei tempi procedimentalianche al fine di evidenziare e risolvere le anomalie (comma 14). Le pubbliche amministrazioni devono4 criteri per la pubblicazione: facile accessibilità, completezza e semplicità di consultazione, nel rispetto delle disposizioniin materia di segreto di Stato, di segreto dufficio e di protezione dei dati personali. Si usa schema tipo redattodall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici che li raccoglie e li pubblica sul suo sito.5 Il comma 18 specifica che le stazioni appaltanti sono in ogni caso tenute a pubblicare nei propri siti web: la strutturaproponente, l’oggetto del bando, l’elenco degli operatori invitati a presentare offerte, l’aggiudicatario, l’importo diaggiudicazione, i tempi di completamento dell’opera, servizio o fornitura, l’importo delle somme liquidate. Ogni anno, taliinformazioni sono pubblicate in tabelle riassuntive liberamente scaricabili in formato aperto che consenta di analizzare erielaborare, anche a fini statistici, i dati informatici.Le amministrazioni trasmettono in formato digitale tali informazioni all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici dilavori, servizi e forniture, che le pubblica nel proprio sito web in una sezione liberamente consultabile da tutti i cittadini,catalogate in base alla tipologia di stazione appaltante e per regione. L’autorità individua con propria deliberazione leinformazioni rilevanti e le relative modalità di trasmissione.Entro il 30 aprile di ciascun anno, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture trasmette allaCorte dei conti l’elenco delle amministrazioni che hanno omesso di trasmettere e pubblicare, in tutto o in parte, leinformazioni in oggetto. Si applica l’articolo 6, comma 11, del citato codice dei contratti pubblici, per le sanzioni in caso dirifiuto o omissione di trasmissione dei dati (fino a euro 25.822), ovvero di trasmissione di dati falsi ( fino a euro 51.545).Le stesse sanzioni si applicano agli operatori economici che non ottemperano alla richiesta della stazione appaltante odell’ente aggiudicatore di comprovare il possesso dei requisiti di partecipazione alla procedura di affidamento, o cheforniscono dati o documenti non veritieri.
  • 3. inoltre rendere noto, tramite il proprio sito web, almeno un indirizzo di posta elettronica certificata cui ilcittadino possa rivolgersi per trasmettere istanze e dichiarazioni e ricevere informazioni circa i provvedimentie i procedimenti amministrativi che lo riguardano (comma 15). Le amministrazioni hanno l’obbligo di rendereaccessibili in ogni momento agli interessati - tramite strumenti di identificazione informatica - le informazionirelative ai provvedimenti e ai procedimenti amministrativi che li riguardano, comprese quelle relative allostato della procedura, ai relativi tempi e allo specifico ufficio competente in ogni singola fase (comma 16).Lintera disciplina del procedimento amministrativo, in ossequio al principio del giusto procedimento,garantisce il diritto di partecipazione degli interessati attraverso specifiche disposizioni riguardanti ciascunafase del procedimento e il diritto di accesso ai documenti amministrativi ( Capo III- Capo V L.241/1990).Il comma 17 demanda ad appositi decreti ministeriali l’individuazione delle informazioni rilevanti (oltre aquelle specificamente individuate dal comma 18), delle modalità di pubblicazione e altre indicazioni generaliper la trasparenza. La mancata o incompleta pubblicazione delle informazioni così individuate costituisceuna violazione degli standard di efficienza e quindi presupposto per la class action nel settore pubblico (exart. 1.1. d.lgs. 198/2009, oltreché per la responsabilità dirigenziale (ex art. 21 d.lgs 165/2001).Il comma 20 stabilisce l’ambito di applicazione soggettivo dell’articolo 3 (quali PPAA, enti, società etc).Il comma 21 delega il Governo ad adottare (senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, entro 6mesi dalla e.i.v. della presente legge) un decreto legislativo per il riordino della disciplina riguardante gliobblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, e neelenca i principi e criteri direttivi (in particolare: precisazione degli obblighi di pubblicità di dati relativi ai titolaridi incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale,regionale e locale. Le dichiarazioni oggetto di pubblicazione obbligatoria di cui alla lettera a) devonoconcernere almeno la situazione patrimoniale complessiva del titolare al momento dell’assunzione dellacarica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il secondogrado di parentela, nonché tutti i compensi cui dà diritto l’assunzione della carica; ampliamento delle ipotesidi pubblicità, mediante pubblicazione sul web, di informazioni relative ai titolari degli incarichi dirigenzialinelle PPAA; utilizzo per la pubblicazione di formati aperti; individuazione, anche mediante revisione eintegrazione della disciplina vigente, delle responsabilità e delle sanzioni per il mancato, ritardato o inesattoadempimento degli obblighi di pubblicazione.ARTT. 4, 5 7 e 9 (Modificazioni della legge n. 241 del 1990)Gli articoli 4, 5, 7 e 9 recano novelle alla legge 7 agosto 1990, n. 241, recante "Nuove norme in materia di procedimentoamministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi". Le novelle concernono: a) rafforzamento degli obblighidei soggetti privati preposti allesercizio di attività amministrative; b) forma semplificata della motivazionedelprovvedimento conclusivo del procedimento amministrativo, in alcuni casi (manifesta irricevibilità, inammissibilità,improcedibilità o infondatezza della domanda); c) obbligo di astensione dal procedimento in caso di conflitto di interessi,che va segnalato; d) obbligo di motivazione degli accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento.ART. 6 (Trasparenza delle attribuzioni di posizioni dirigenziali)Larticolo 6 stabilisce una sorta di censimento delle posizioni dirigenziali attribuite discrezionalmentedallorgano di indirizzo politico, senza procedure pubbliche di selezione (obbligatorio per PPAA e società apartecipazione pubblica)ART. 8 (Modifiche agli articoli 53 e 54 e introduzione dellarticolo 35-bis del decreto legislativo 30marzo 2001, n. 165)L’articolo 8 dispone una serie di modifiche al D.Lgs. 165/2001 6 in materia di incompatibilità, cumulodi impieghi e di incarichi dei dipendenti pubblici.Comma 1. (mod. art.53 d.lgs. 165/2001) Si introduce il divieto per le pubbliche amministrazioni di conferireai dipendenti incarichi, non compresi nei compiti e doveri di ufficio, che non siano espressamente previsti odisciplinati da legge o altre fonti normative, o che non siano espressamente autorizzati.Ai fini dellautorizzazione a svolgere incarichi, lamministrazione di appartenenza deve verificarelinsussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interesse. Ciò vale anche per incarichi retribuiti.Gli incarichi conferiti e gli eventuali compensi devono essere comunicati alle amministrazioni diappartenenza e al Dipartimento della funzione pubblica. Ulteriori disposizione per la trasparenza degliincarichi e dei compensi (pubblicazione, tabelle scaricabili etc).Sono disposte alcune limitazioni per i dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteriautoritativi o negoziali per conto delle PPAA: non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapportodi pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblicaamministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. A titolo sanzionatorio si dispone la nullità dei contratti6 recante "Norme generali sullordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche"
  • 4. conclusi e degli incarichi conferiti in violazione mentre viene fatto divieto ai soggetti privati che li hannoconclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni; inoltre obbligo direstituzione dei compensi ricevuti.Comma 3. (mod. art.54 d.lgs. 165/2001). Ridefinisce contenuti e modalità di approvazione dei codici dicomportamento dei dipendenti della pubblica amministrazione. Stabilisce modalità per la verifica del rispettodei medesimi e sanzioni per mancato rispetto.Comma 5 (inserisce art.35-bis d.lgs. 165/2001). Disciplina la prevenzione del fenomeno dellacorruzione nella formazione di commissioni e nelle assegnazioni agli uffici, vietando taluni incarichia coloro che siano stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per i reatiprevisti nel capo I del tit. II del libro II del codice penale (peculato, concussione, corruzione, abusod’ufficio, malversazione etc), ovvero quelli compiuti dai pubblici ufficiali contro la PubblicaAmministrazione.Coloro che hanno subito una condanna per i reati sopra elencati non possono: far parte di commissioni perlaccesso o la selezione a pubblici impieghi, anche solo con compiti di segreteria; essere assegnati, anchecon funzioni direttive, agli uffici preposti alle gestione delle risorse finanziarie, allacquisizione di beni, servizie forniture, o preposti alla concessione o allerogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari oattribuzioni di vantaggi economici a soggetti, siano essi pubblici o privati; far parte delle commissioni per lascelta del contraente per laffidamento di lavori, forniture e servizi, per la concessione o lerogazione disovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari o attribuzioni di vantaggi economici di qualunque tipo.ART 10 (Delega al Governo per la definizione degli illeciti e delle sanzioni disciplinari concernenti i terminidei procedimenti amministrativi)Secondo il criterio della omogeneità, superando le logiche specifiche dei differenti settori. Per le sanzionianche criteri di certezza e cogenza.ART 11 (Delega al Governo per la disciplina dei casi di non conferibilità e di incompatibilità degliincarichi dirigenziali) (v. anche articoli 6-7-8)a soggetti interni o esterni allamministrazione - per incarichi dirigenziali e di responsabilitàamministrativa di vertice nelle pubbliche amministrazioni e negli enti privati sottoposti a controllopubblico esercitanti funzioni amministrative, produttori di beni o servizi per amministrazionipubbliche o che gestiscono servizi pubblici.princìpi e criteri direttivi  non conferibilità degli incarichi rispettivamente per: - i condannati (anchecon sentenza non passata in giudicato) per delitti contro la pubblica amministrazione; - coloro cheabbiano svolto incarichi o ricoperto cariche in enti di diritto privato sottoposti a controllo o finanziatidallamministrazione conferente, per un periodo di tempo significativo (non inferiore ad un anno)antecedente il conferimento.Per i soggetti esterni alle amministrazioni conferenti si affida, per essi, al legislatore delegato ladeterminazione dei criteri di conferimento degli incarichi nonché dei casi di non conferibilità, incaso di loro partecipazione a organi di indirizzo politico o di assunzione di cariche pubblicheelettive. Quale criterio di delega, figura una commisurazione dei casi di non conferibilità, a: larilevanza della carica di carattere politico ricoperta; lente di riferimento; il collegamento, ancheterritoriale, con lamministrazione conferente.Si ha comunque non conferibilità dellincarico per chi abbia svolto incarichi di indirizzo politico oricoperto cariche pubbliche elettive per un anno almeno immediatamente antecedente. deroga selattività svolta sia consistita nellassunzione di unindirizzo politico.È stabilito un elenco, apparentemente non esaustivo, degli incarichi da ricomprendere nella disciplinaoggetto di legislazione delegata (incarichi che comportino "lesercizio in via esclusiva delle competenze diamministrazione e gestione"; di direttore generale, sanitario e amministrativo delle aziende sanitarie locali edelle aziende ospedaliere; di amministratore di enti pubblici e di enti di diritto privato sottoposti a controllopubblico).Per tali incarichi, se già conferiti, si demanda al legislatore delegato la disciplina delle incompatibilità,rispettivamente verso: - attività svolte (anche gratuitamente) presso enti di diritto privato sottoposti aregolazione o a controllo ovvero finanziati da parte dellamministrazione conferente lincarico; - attivitàprofessionale in proprio, se lente fruitore o lattività professionale siano regolati o finanziatidallamministrazione; - lesercizio di cariche negli organi di indirizzo politico.
  • 5. ART 12 (Introduzione dellarticolo 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165)Larticolo - ampiamente integrato dalla Camera - pone una tutela per il pubblico dipendente che –fuori dei casi di responsabilità penale per calunnia o diffamazione o civile per danno ingiusto –denuncia o riferisce condotte illecite apprese in ragione del suo rapporto di lavoro.Tutela disciplinare: Il dipendente che segnala illeciti non può essere sanzionato, licenziato osottoposto a una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoroper motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia. Ciò se la denuncia sia presentataall’autorità giudiziaria o alla Corte dei conti, o la segnalazione sia fatta al proprio superioregerarchicoTutela riservatezza: identità denunciante non può essere rivelata senza il suo consenso, sempreche esistano altri elementi per la contestazione. Se invece questa si basa, in tutto o in parte, sullasegnalazione, l’identità del denunciante è rivelata quando la sua conoscenza è assolutamenteindispensabile per la difesa dell’incolpato.ART 13 (Attività di imprese particolarmente esposte al rischio di infiltrazione mafiosa)Il comma 1 istituisce presso ogni prefettura l’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori dilavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa nei settori individuati dal comma 2.L’iscrizione soddisfa i requisiti per linformazione antimafia per lesercizio della relativa attività. Laprefettura verifica periodicamente. Il comma 2 delinea lambito di applicazione della disposizione,modificabile con decreto ministeriale (ai sensi del comma 3), previo parere delle commissioniparlamentari competenti.Il comma 4 precisa che è onere dellimpresa iscritta nellelenco - pena la cancellazionedelliscrizione - comunicare alla prefettura competente qualsiasi modifica dellassetto proprietario edei propri organi sociali, entro trenta giorni dalla data della modifica.ART. 14 (Modifica al codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163)Modifica il Codice dei contratti pubblici include la sentenza definitiva di condanna nei suoi confronti per gravireati tra le cause di risoluzione del contratto con l’appaltatore.ART. 15 (Prevenzione della corruzione nelle regioni, negli enti locali, negli enti pubblici e nei soggetti didiritto privato sottoposti al loro controllo)Il comma 1 prescrive lapplicazione delle disposizioni di cui agli articoli da 1 a 13 del testo in esame nellapubblica amministrazione in senso ampio che comprende, tra laltro, le Regioni, le Province, i Comuni, leComunità montane e loro consorzi e associazioni.Il comma 2 richiede agli stessi soggetti (nonché agli enti di diritto privato sottoposti al loro controllo),adempimenti volti alla piena e sollecita attuazione delle disposizioni del testo legislativo in esame, conparticolare riguardo alla definizione del piano triennale di prevenzione della corruzione, alladozione di normeregolamentari relative allindividuazione degli incarichi vietati ai dipendenti pubblici, alladozione del codice dicomportamento.ART. 16 (Modifica allarticolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20)reca disposizioni in materia di danno all’immagine della pubblica amministrazione, la cui entità viene fissata -salvo prova contraria - nel doppio della somma di denaro o del valore (patrimoniale) di altra utilità percepitiillecitamente dal pubblico dipendente.ART. 17 (Delega al Governo per ladozione di un testo unico delle disposizioni in materia diincandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di governo conseguente a sentenzedefinitive di condanna per delitti non colposi)delega al Governo ad adottare, entro un anno, un testo unico per disciplinare, in caso sentenzedefinitive di condanna per delitti non colposi:- l’incandidabilità a cariche elettive e di governo, a livello centrale, regionale e locale, nonché alParlamento europeo.- il divieto di ricoprire alcune cariche, in particolare alcune proprie degli enti locali (Pres. Provincia,Sindaco, assessore comunale e provinciale).Il Comma 2 reca i princìpi e criteri direttivi della delega.
  • 6. ART. 18 (Norme in materia di collocamento fuori ruolo dei magistrati ordinari, amministrativi econtabili e degli avvocati e procuratori dello Stato)L’articolo, così come riformulato a seguito dell’approvazione in Commissione delle proposteemendative n.18.1000, 18.1000/1, 18/1000/6, dispone che i magistrati ordinari, amministrativi,contabili e militari, avvocati e procuratori dello Stato possono svolgere incarichi, comunquedenominati, presso istituzioni, organi ed enti pubblici, nazionali ed internazionali, con contestualecollocamento in posizione di fuori ruolo, per tutta la durata degli incarichi stessi (comma 1) ecomunque per un tempo che, nellarco del loro servizio, non superi complessivamente dieci anni,anche continuativi (comma 2). Gli incarichi in corso allentrata in vigore della legge cessano didiritto se nei centoottanta giorni successivi non viene adottato il provvedimento di collocamentofuori ruolo (comma 1). Il limite dei dieci anni di fuori ruolo non si applica ai membri di Governo, allecariche elettive, di mandato elettivo presso gli organi di autogoverno, ai componenti delle Cortiinternazionali e agli incarichi presso gli organi costituzionali e presso il Consiglio superiore dellaMagistratura (comma 4).ART. 19 (Modifiche al codice penale)In particolare, il comma 1, lettera c), novella larticolo 314 del codice penale, allungando da tre aquattro anni il minimo sanzionatorio della reclusione per peculato.La lettera d), intervenendo sullarticolo 317 del codice penale, ridefinisce il reato di concussione,che diventa riferibile al solo pubblico ufficiale (e non più anche all’incaricato di pubblico servizio) eda cui è espunta la fattispecie per induzione; è previsto un aumento del minimo edittale, portato daquattro a sei anni di reclusione.La lettera e) modifica l’articolo 317-bis del codice penale nel senso di far conseguire l’interdizioneperpetua dai pubblici uffici anche alla condanna per corruzione per un atto contrario ai doverid’ufficio e in atti giudiziari.La lettera f) detta una nuova formulazione dell’attuale reato di cui all’articolo 318 del codice penale(Corruzione per un atto d’ufficio), ora rubricato “Corruzione per l’esercizio della funzione”, esanzionato più severamente con la reclusione da uno a cinque anni, anziché da sei mesi a treanni). Con la riformulazione dell’articolo 318 (cd. corruzione impropria) sono ridefinite le diverseforme di corruzione: da una parte, la corruzione propria di cui allarticolo 319 del codice penale cherimane ancorata al compimento di un atto contrario ai doveri dufficio; dallaltra, l’indebita ricezioneo accettazione della promessa di denaro o altra utilità di cui al nuovo articolo 318 del codicepenale, che risulta ora collegata all’esercizio delle funzioni o dei poteri del pubblico ufficiale, e nonal compimento di un atto dell’ufficio. È inoltre soppressa l’ipotesi più lieve per il pubblico ufficialeche riceve la retribuzione per un atto già compiuto. La disposizione si applica anche all’incaricatodi pubblico servizio, ai sensi della lettera l), che novella larticolo 320 c del codice penale.La lettera g) novella l’articolo 319 del codice penale (che continua ad applicarsi ancheall’incaricato di pubblico servizio, ai sensi della medesima citata lettera l)), aumentando la penadella reclusione prevista per la corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio da quattro ad ottoanni, in luogo della reclusione da due a cinque anni attualmente prevista.La lettera h) modifica l’articolo 319-ter del codice penale aumentando da quattro a dieci anni(anziché da tre a otto anni) la pena della reclusione per la corruzione in atti giudiziari.Sono poi introdotte due nuove fattispecie delittuose nel codice penale:- la lettera i) introduce l’“induzione indebita a dare o promettere utilità” (cd. concussione perinduzione, nuovo articolo 319-quater). Il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio cheinduce il privato a pagare è punito con la reclusione da tre a otto anni; il privato che dà o promettedenaro o altra utilità è punito invece con la reclusione fino a tre anni;- la lettera r), come riformulata a seguito dell’approvazione in Commissione dell’emendamento delGoverno n. 19.100, introduce il “traffico di influenze illecite” (nuovo articolo 346-bis) che, fuori deicasi di concorso nei reati di cui agli articoli 319 e 319-ter, punisce con la reclusione da uno a treanni chiunque, sfruttando relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o con un incaricato dipubblico servizio, fa dare o promettere denaro o altro vantaggio patrimoniale “in relazione alcompimento di un atto contrario ai doveri dufficio o allomissione o al ritardo di un atto del suoufficio”. La stessa pena si applica a chi dà o promette denaro o altro vantaggio. Sono previsteaggravanti e attenuanti speciali.
  • 7. La lettera p) interviene sullarticolo 323 del codice penale nel senso di sanzionare piùseveramente l’abuso d’ufficio, prevedendo lapplicazione della pena della reclusione da uno aquattro anni, anziché da sei mesi a tre anni.Ulteriori modifiche al codice penale hanno, soprattutto, natura di coordinamento (estensione di disposizionidel codice penale mediante linserimento nelle medesime del rinvio alle nuove fattispecie penali introdottedal testo in esame).ART. 20 (Modifica dellarticolo 2635 del codice civile)sostituisce all’attuale fattispecie di cui all’articolo 2635 del Codice civile (Infedeltà a seguito di dazione opromessa di utilità) quella di Corruzione tra privati.La disposizione prevede - al comma 1 - che siano puniti con la reclusione da uno a tre anni gliamministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindacie i liquidatori che, compiendo od omettendo atti in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degliobblighi di fedeltà, cagionano nocumento alla società.Il comma 2 dispone lapplicazione della pena della reclusione fino a un anno e sei mesi se il fatto ècommesso da chi è sottoposto alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti indicati al precedentecomma.Il successivo comma 3 prevede che il soggetto che dà o promette denaro o altra utilità alle persone indicatenel primo e secondo comma sia punito con le pene ivi previste.Il comma 4, infine, statuisce che le pene stabilite nei commi precedenti siano raddoppiate se si tratta disocietà con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dellUnione europea o diffusi tra ilpubblico in misura rilevante ai sensi dellarticolo 116 del testo unico delle disposizioni in materia diintermediazione finanziaria, di cui al Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.(comma 5 - A seguito dell’approvazione in Commissione dell’emendamento del Governo n. 20.100 èreintrodotta la previsione relativa alla procedibilità a querela della persona offesa, già presente nel testovigente dell’art. 2635 del codice civile, rispetto al quale è espressamente introdotta la procedibilità d’ufficionel caso in cui dal fatto derivi una distorsione della concorrenza nella acquisizione di beni e servizi).ART. 21 (Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231)L’articolo coordina la disciplina della responsabilità amministrativa da reato delle persone giuridiche con lenovelle introdotte nel codice penale e nel codice civile dal disegno di legge in esame. In particolare, la citataresponsabilità consegue anche per i reati: - di induzione indebita a dare o promettere utilità per il quale vieneprevista la sanzione pecuniaria da 300 a 800 quote; - di corruzione tra privati di cui allarticolo 2635 delcodice civile, limitatamente allipotesi di cui al terzo comma, per il quale viene prevista la sanzione pecuniariada 200 a 400 quote.ART. 22 (Modifiche al codice di procedura penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitoriedel medesimo codice)In particolare, il comma 1 novella l’articolo 133 delle norme di attuazione del Codice di procedura penale,prevedendo che anche il decreto che - ai sensi dellarticolo 429 del predetto codice - dispone il giudizio per ilnuovo reato di cui all’articolo 319-quater del codice penale (Induzione indebita a dare o promettere utilità),introdotto dallarticolo 19 del disegno di legge in esame, sia comunicato alle amministrazioni o agli enti diappartenenza del dipendente pubblico.Il comma 2, invece, aggiunge il comma 2-bis allarticolo 308 del Codice di procedura penale, che disciplina itermini di durata massima delle misure coercitive diverse dalla custodia cautelare.Il comma introdotto prevede che, nel caso in cui si proceda per uno dei delitti previsti dagli articoli 314(Peculato), 316 (Peculato mediante profitto dellerrore altrui), 316-bis (Malversazione a danno dello Stato),316-ter (Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato), 317 (Concussione), 318 (Corruzione perlesercizio della funzione), 319 (Corruzione per un atto contrario ai doveri dufficio), 319-ter (Corruzione in attigiudiziari), 319-quater, primo comma (Induzione indebita a dare o promettere utilità), e 320 (Corruzione dipersona incaricata di un pubblico servizio) del codice penale, le misure interdittive perdano efficacia decorsisei mesi dallinizio della loro esecuzione (in luogo dellordinario termine di due mesi previsto in via generaledal comma 2 dello stesso articolo 308). Si dispone, inoltre che, in ogni caso, qualora tali misure siano statedisposte per esigenze probatorie, il giudice possa disporne la rinnovazione anche oltre sei mesi dalliniziodellesecuzione, fermo restando che comunque la loro efficacia viene meno se dallinizio della loroesecuzione sia decorso un periodo di tempo pari al triplo dei termini previsti dallarticolo 303 del codice diprocedura penale (in luogo del limite del doppio dei predetti termini previsto in via generale dal comma 2 delcitato articolo 308).
  • 8. Le richiamate misure interdittive sono quelle disciplinate dagli articoli 288, 289 e 290 del codice di procedurapenale, riguardanti - rispettivamente – la Sospensione dallesercizio della potestà dei genitori, laSospensione dallesercizio di un pubblico ufficio o servizio e il Divieto temporaneo di esercitare determinateattività professionali o imprenditoriali.ART. 23 (Modifiche all’articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, conmodificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356)(recante Modifiche urgenti al nuovo codice di procedura penale e provvedimenti di contrasto alla criminalitàmafiosa).Si aggiunge la condanna per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, introdotta dallarticolo19 del disegno di legge in esame, tra quelle per le quali si applica la confisca obbligatoria di beni, denaro oaltre utilità di cui il condannato non possa giustificare la provenienza.ART. 24 (Modifica al TUEL. D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, nonché disposizioni concernenti la revoca delsegretario comunale o provinciale)È introdotta - comma 1 - la condanna definitiva per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilitàtra le cause ostative alla candidatura alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali ovvero diimpedimento a ricoprire cariche presso gli organi rappresentativi degli enti locali.Ad analoga condanna, ma non definitiva, consegue la sospensione di diritto dalle cariche rappresentativedegli enti locali.Il comma 2 coinvolge l Autorità anticorruzione nei procedimenti di revoca del segretario comunale (oprovinciale) da parte del sindaco (o del presidente della provincia); le revoche sono sospese per trentagiorni, durante i quali lAutorità può intervenire, se rileva una correlazione con le attività preventive dellacorruzione svolte dal segretario.ART. 25 (Modifica allarticolo 59 del TUEL. D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267)Si prevede la sospensione di diritto, da una serie di cariche pubbliche, delle persone nei cui confrontil’autorità giudiziaria ha applicato la misura coercitiva del divieto di dimora, quando coincida con la sede dovesi svolge il mandato elettorale.ART. 26 (Modifica alla legge 27 marzo 2001, n. 97)per necessario coordinamento derivante dalla nuova fattispecie delittuosa introdotta dallarticolo 19(“induzione indebita a dare o promettere utilità”, cd. concussione per induzione, di cui al nuovo articolo 319-quater c.p.). in materia di trasferimento del pubblico dipendente a seguito di rinvio a giudizio per tale reato.ART. 27 (Clausola di invarianza finanziaria)La legge dovrà essere attuata senza determinare oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.