strade di Roma

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tutto ciò che volete sapere sulle strade di Roma

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strade di Roma

  1. 1. Le Strade Di Roma <ul><li>Ezzouini Fairouz </li></ul><ul><li>Minute Laura </li></ul><ul><li>Ruggeri Elisabetta </li></ul><ul><li>Valentinis Laura </li></ul>
  2. 2. “ le tecniche costruttive” <ul><li>Il tracciato delle strade romane era, comunemente, rettilineo,con una larghezza variabile tra i 19 e i 27 metri. Naturalmente,nelle regioni montuose, la preferenza per diritture rettilinee veniva sacrificata alla necessità di superare i dislivelli.I materiali impiegati per la costruzione variavano secondo quanto reperibile localmente; la regola generale prevedeva comunque una solida fondazione di pietrisco o massi, poi coperta di materiale più fine, di solito ghiaia. Eccezionalmente, le strade potevano essere pavimentate, a seconda dell'importanza della via o della disponibilità di materiale: un buon esempio è fornito dalle strade pavimentate con blocchi di lava nei dintorni di Roma. Le vie più importanti erano fiancheggiate da fossati per il drenaggio, che necessitavano regolarmente di pulizia e di manutenzione. Tra i due fossati la strada prendeva forma di basso terrapieno ( agger ), più colmo al centro e digradante verso ciascun margine allo scopo di rendere più efficace il drenaggio. A intervalli, lungo le vie, si ergevano pietre miliari recanti il numero delle miglia che separavano dalla capitale. </li></ul>
  3. 3. LA STORIA DELLE STRADE <ul><li>La leggenda attribuisce ad Eracle la paternità della prima grande via di comunicazione, dal delta del Guadalquivir all’Italia meridionale. Conducendo dall’estremo occidente le vacche sacre di Gerione, egli si sarebbe fermato per riposarsi nel luogo in cui in seguito venne fondata Roma e da qui avrebbe proseguito il suo viaggio verso sud. IL tracciato della cosiddetta “via Eraclea”, trasposizione mitica di antichissime vie di commerci e di transumanze, sarà ripreso in età storica da strade romane. La sopravvivenza dei tracciati rappresenta una costante in quasi l’intero bacino del Mediterraneo. </li></ul><ul><li>Durante la repubblica Roma cominciò a strutturare e a organizzare in una rete stradale dei percorsi </li></ul><ul><li>in buona parte frequentati da tempo: basti pensare alla famosa via Appia, che nel suo tratto iniziale </li></ul><ul><li>collegava Roma ad Alba Longa molto prima del rifacimento della strada ad opera del censore Appio </li></ul><ul><li>Claudio, nel 312 a.C.. Al III-II secolo a.C. risalgono alcune fra le vie più note nella penisola italiana: la </li></ul><ul><li>via Flaminia, da Roma a Rimini (fra il 223 e il 219 a.C.), la via Emilia (187 a.C.), asse portante delle </li></ul><ul><li>comunicazioni nell’Italia settentrionale, la via Postumia (148 a.C.), da Genova ad Aquileia, la via Aurelia, </li></ul><ul><li>lungo la costa tirrenica (fra il 241 e il 109 a.C.), il cui tratto superiore prese il nome di via Emilia Scauri, </li></ul><ul><li>dal nome del console che l’aveva voluta, nel 115 a.C.. </li></ul><ul><li>Progressivamente, la rete stradale si estende alle province: nascono così la via Domitia nella Gallia </li></ul><ul><li>Narbonense (118 a.C.) o la via Egnatia nel Balcani (146 a.C.). Per denizione isolata dalla rete viaria </li></ul><ul><li>nel continente, una strada viene costruita sulla costa orientale della Corsica, alla ne della repubblica, </li></ul><ul><li>intorno al 50 a.C.. L’imponente rete viaria, che supera i 120 000 km., nirà con l’estendersi al bacino </li></ul><ul><li>del Mediterraneo e gran parte dell’Europa e sarà rinnovata e potenziata durante l’impero. Per iniziativa </li></ul><ul><li>di Augusto si costruirà la via Iulia Augusta, che da Tortona, in Liguria, raggiungeva Narbonne, mentre, </li></ul><ul><li>attraverso i valichi alpini del Grande e del Piccolo S.Bernardo, sarà condotta la cosiddetta via delle Gallie. </li></ul><ul><li>Ma l’interesse per un buon funzionamento del sistema di comunicazione, in Italia e nelle province, è </li></ul><ul><li>profondamente avvertito da tutti gli imperatori successivi, no al tardo impero e a Giustiniano. </li></ul>
  4. 4. <ul><li>La legge e le tradizioni romane proibivano l'uso di veicoli nelle aree urbane, con alcune eccezioni. Le donne sposate e gli ufficiali governativi in viaggio per servizio erano autorizzati all'uso di veicoli. La Lex Iulia Municipalis limitava l'uso dei carri da trasporto nelle ore notturne entro le mura cittadine e a un miglio di distanza da queste. Nelle aree extraurbane i Romani usavano molti tipi di veicolo. I veicoli romani possono essere suddivisi in cocchi, diligenze e carri. I cocchi trasportavano una o due persone, le diligenze un gruppo e i carri servivano per le merci. </li></ul><ul><li>Il più diffuso fra i cocchi era il currus, un modello standard molto antico. Questo cocchio era aperto in alto, ma il frontale era chiuso. Questo cocchio portava il guidatore e un passeggero. Un currus a due cavalli era chiamato biga, a tre cavalli triga e a quattro quadriga. Le ruote erano in ferro, e venivano facilmente smontate per poterlo meglio immagazzinare quando non veniva usato. Una versione più lussuosa, il carpentum , trasportava le donne e gli ufficiali. Aveva una copertura ad arco in tessuto, e veniva tirato da muli. Una versione più leggera, il cisium, era aperta sul davanti e aveva una panca per sedersi. Era tirato da due muli o cavalli, e serviva come un taxi, i cui guidatori erano chiamati cisiani. La diligenza più diffusa si chiamava reda o raeda, ed aveva 4 ruote. Gli alti lati formavano una specie di scatola, dentro la quale venivano montati dei sedili. Ogni lato aveva uno sportello per entrare. La reda portava diverse persone con i loro bagagli, fino al massimo peso legalmente consentito di 1000 libbre. Veniva tirata da una muta di buoi, muli o cavalli, e poteva essere coperta con della stoffa in caso di cattivo tempo, somigliando al carro da pionieri che tutti conoscono. </li></ul><ul><li>La reda probabilmente era il veicolo più usato per viaggiare sulle strade. I veicoli a noleggio si chiamavano redae meritorie, mentre le redae fiscalis erano veicoli governativi, potremmo dire le auto blu dell'epoca. Il carro più diffuso era il plaustrum o plostrum. Era semplicemente una piattaforma di assi montata sugli assi delle ruote. Queste erano in legno pieno e dello spessore di diversi centimetri. Il carro poteva anche avere dei lati, fatti di assi o con una specie di ringhiera. A volte sul carro si trovava un grande cesto di vimini. Ne esisteva anche una versione a due ruote, e quella a quattro si chiamava plaustrum maius. </li></ul><ul><li>L'esercito usava un carro standard. Il servizio di trasporto si chiamava cursus clabularis, dal nome del carro carrus clabularis Questo carro viaggiava al seguito delle legioni, trasportandone gli impedimenta, cioè i bagagli. </li></ul>I VEICOLI
  5. 5. - Materiali usati per costruire le strade- <ul><li>Materiali da costruzione: </li></ul><ul><li>Basalto o sampietrini , le pietre levigate che pavimentano le strade, sono di origine vulcanica.Generalmente questo materiale veniva preso dalle cave situate presso l'Appia antica dove arriva il fronte lavico. </li></ul><ul><li>Malta : 1 parte di calce spenta e 3 parti di sabbia. </li></ul><ul><li>Cementa Pietre: grezze e schegge di pietre ma anche pezzi di mattoni o tegole rotte, scaglie di tufo e di travertino, schegge di selce. </li></ul><ul><li>Calcesi: si ottiene bruciando in fornaci aerate portate a temperature intorno ai 900 gradi pietre calcaree o marmo; per effetto del calore queste si trasformano in calce viva ; con l’aggiunta di acqua diviene calce spenta , anche detta calce idrata o calce aerea , che, se conservata in soluzione liquida, prende il nome di grassello di calce , mentre conservata in polvere viene oggi chiamata fiore di calce . </li></ul><ul><li>Pozzolana: è un frutto di eruzioni vulcaniche esplosive costituito da sabbie e pomici, le cui cave più note si trovano a Pozzuoli, da cui deriva il nome attribuitole successivamente . </li></ul><ul><li>Selce ( Lapis Silex ) :pietra basaltica durissima estratta dalle cave sui colli Albani. Presenta la particolarità di rompersi secondo superfici convesse, rendendo relativamente semplice la realizzazione di cubetti regolari stondati adatti alla pavimentazione stradale. </li></ul>
  6. 6. <ul><li>Via Appia : fu costruita nel 312 a.C. dal Console Appio Claudio; essendo la più antica delle vie Consolari è chiamata regina viarum , cioè la regina delle strade. Inizialmente fu tracciata fino a Capua, grande centro della Campania, ma fu poi prolungata fino a Beneventum, Venosa, Tarantum e Brundisium ove c'era un importantissimo porto.  Nel II secolo d.C. l'Imperatore Marco Ulpio Traiano crea una un percorso alternativo tra Benevento e Brindisi passando attraverso gli Appennini, dando origine alla Via Appia Traiana, la quale permetteva di risparmiare oltre un giorno di marcia. </li></ul><ul><li>Via Aemilia : altro non era che il proseguimento della via Flaminia verso Nord-Ovest. Essa congiungeva Ariminum con Placentia, toccando Caesena, Forum Livi, Bononia, Mutina, Regium Lepidum e Parma. </li></ul><ul><li>Via Capua-Rhegium : si staccava dalla via Appia a Capua , proseguiva fino a Rhegium, passando per Consentia e Vibo Valentia. </li></ul><ul><li>Via Aurelia : strada costiera che andava a Nord: collegava l'Urbe con Vada Sabatia (Vado Ligure), attraverso Pisae, Luna e Genua. </li></ul><ul><li>Via Domitiana : si separava dalla Via Appia a Sinuessa (Mondragone) e giungeva fino a  Neapolis. </li></ul>LE PRINCIPALI STRADE IN ITALIA
  7. 7. LE MINORI STRADE IN ITALIA <ul><li>Via Popilia-Annia : altro proseguimento della via Flaminia, verso Nord-Est: partiva da Ariminum passando per Rabenna, Atria (Adria), Patavium (Padova), Altinum, Aquileia, Tergeste (Trieste). </li></ul><ul><li>Via Latina : collegava l'Urbe direttamente con Capua spercorrendo passando per Anagnia, Frusino, Casinum. </li></ul><ul><li>Via Flaminia : univa Roma con Ariminium (Rimini), toccando Fanum Fortunae (Fano) e Pisuarum. </li></ul><ul><li>Via Salaria : prende il nome dalla materia prima (il sale) che per secoli fu trasportata lungo il suo tracciato. Essa partiva da Roma e giungeva fino Castrum Truentinum (Porto d’Ascoli), passando per  Reate e Asculum. </li></ul><ul><li>Via Postumia : passando per la Pianura Padana univa  Genua con Aquileia, attraversando Cremona, Verona, Vicetia. </li></ul><ul><li>Via Valeria : collegava l'Urbe Ostia Aterni (Pescara), passando per Tibur (Tivoli) e Teate Marrucinorum (Chieti). </li></ul><ul><li>Via Cassia : congingeva l'Urbe al Nord Italia, passando attraverso Arretium, Florentia, Pistoia, Luca. </li></ul><ul><li>Via Clodia : collegava  Roma a Saturnia. </li></ul>
  8. 8. Per questa ricerca abbiamo utilizzato i seguenti siti: <ul><li>http://www.imperium-romanum.it/ </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/ </li></ul><ul><li>http://www.google.it/ </li></ul><ul><li>http://images.google.it/imghp?hl=it&tab=wi </li></ul><ul><li>http://www.novaroma.it/ </li></ul>

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