Il Cinema

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La nascita del cinema dalle origini.

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Il Cinema

  1. 2. LE ORGINI I L C I N E M A NEOREALISMO SATYRICON FREUD E X T R A CHARLOT SURREALISMO TERREMOTO IL SONORO HTLER
  2. 3. L E O R I G I N I Ufficialmente l’invenzione del Cinema risale ai Fratelli Lumière ed è uno sviluppo dell’altra grande invenzione del secolo XIX, la ‘’Fotografia’’. Non a caso Lumière padre avviò un'impresa fotografica ed entrambi i fratelli lavorarono a lungo per lui. Le proiezioni erano tuttavia basate sulla macchina fissa, che riproduceva il movimento nell’ambito di una stessa scena attenendosi ancora molto al teatro mentre, il cinema, come lo intendiamo oggi, unisce alla tradizionale scena teatrale il concetto di sequenza, nel senso che, mentre la scena si riferisce allo spazio ove si svolge l’azione, la sequenza invece si riferisce al modo in cui il regista mette insieme le scene. La sequenza è cioè riferita al tipo di ritmo che il regista stesso vuole dare alla storia . I Lumière produssero un singolo strumento che funzionava sia da camera che da proiettore: il “cinèmatographe” che brevettarono il 13 febbraio 1894. La prima pellicola venne girata con questo strumento il 19 marzo 1895; il film era “ L’uscita dalle officine Lumière (La sortie des usines Lumière)”, che viene spesso citato come il primo documentario (anche se questa definizione è sempre stata fonte di diversi dibattiti). Il primo spettacolo a pagamento si tenne il 28 dicembre a Parigi al Grand Café sul Boulevard des Capucines .I Lumière andarono in tour con il cinématographe nel 1896 visitando Londra e New York. Le immagini in movimento ebbero un'immediata e significativa influenza sulla cultura popolare con “ L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat ( L'arrivée d'un train en gare de la Ciotat )” e La colazione del bimbo ( Le Déjeuner de Bébé ), e il primo esempio di commedia con la farsa “ L' innaffiatore innaffiato ( L'arroseur arrosé )”. Paradossalmente, i due fratelli ritenevano il cinema "un'invenzione senza futuro" , e decisero per questo motivo di vendere la loro invenzione a Georges Méliès. Il loro ruolo nella storia del cinema fu dunque breve.
  3. 4. IL NEOREALISMO Il Neorealismo è stato un movimento culturale sviluppatosi nel secondo dopoguerra, tra il 1943 ed il 1952, ed ha avuto uno sviluppo importante nel cinema, in particolare in Italia. I maggiori esponenti del movimento, sorto spontaneamente e non codificato , furono i registi Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Giuseppe De Santis e lo sceneggiatore Cesare Zavattini. Il cinema neorealista è caratterizzato da trame ambientate fra le classi disagiate e lavoratrici, con lunghe riprese all'aperto, e utilizza spesso attori non professionisti. I film trattano soprattutto la situazione economica e morale del dopoguerra italiano, e riflettono i cambiamenti nei sentimenti e le condizioni di vita: frustrazione povertà, disperazione. Poiché Cinecittà, il complesso di studi cinematografici che dal 1936 era stato il centro della produzione cinematografica italiana, era occupata da sfollati, i film venivano girati in esterno, sullo sfondo delle devastazioni belliche. Ci sono vari aspetti che caratterizzano il neorealismo: i film neorealisti sono generalmente girati con attori non professionisti (sebbene, in certi casi, furono scelti come protagonisti attori famosi, che recitavano per le parti protagoniste spesso contro le proprie abitudini, in un contesto popolato da gente normale piuttosto che da altri attori ingaggiati per la lavorazione). Le scene sono girate quasi esclusivamente in esterno, per lo più in periferia e in campagna; il soggetto rappresenta la vita di lavoratori e di indigenti, impoveriti dalla guerra. È sempre enfatizzata l'immobilità, le trame sono costruite soprattutto su scene di gente normale impegnata in normali attività quotidiane, completamente prive di consapevolezza come normalmente accade con attori dilettanti. I bambini occupano ruoli di grande importanza ma non solo di partecipazione perché essi riflettono ciò che "dovrebbero fare i grandi". Il neorealismo italiano fu uno dei più significativi movimenti cinematografici, ed ebbe profondi e vasti impatti nella storia del cinema. Federico Fellini e Luchino Visconti sono due dei più importanti e noti registi di tutti i tempi, iniziarono le loro carriere col neorealismo e ne portarono alcuni elementi nelle loro successive opere.
  4. 5. <ul><li>E’ tuttavia doveroso citare “La Terra trema” di Luchino Visconti che si riallaccia direttamente al romanzo &quot; corale &quot; di Verga “I Malavoglia”, riproponendone la trama principale. Stanco di essere sfruttato dai grossisti di pesce , 'Ntoni (A. Arcidiacono) convince la famiglia ad ipotecare la casa per comprarsi una barca. All'inizio una pesca quasi miracolosa di acciughe sembra confortarlo ma poi una tremenda tempesta distrugge la barca e 'Ntoni è costretto a ritornare dai padroni. Visconti rilegge in chiave progressista i Malavoglia sostituendo la lotta contro il fato con la lotta contro i padroni. Anche se la vicenda è infatti sostanzialmente la stessa scompare nel cinema la morale dell'ostrica così cara a Giovanni Verga che consiste nella convinzione che ognuno deve rimanere legato alla propria terra d’origine e non la deve abbandonare in quanto, se così fa, al suo ritorno gli risulterà impossibile integrarsi di nuovo e venire accettato dal resto della società. Nel film il tentativo di Ntoni fallisce perchè è un tentativo isolato e secondo Visconti per cambiare veramente le cose occorre una coscienza e una azione collettiva di classe. 'Ntoni sa che il suo tentativo, pur fallito, è solo il primo di una serie di altri tentativi che alla fine riusciranno vittoriosi. </li></ul>“I Malavoglia” & “La Terra Trema” GLI INCIPIT A CONFRONTO Il film è in un dialetto siciliano così stretto da risultare quasi incomprensibile anche per il fatto che Visconti scelse attori occasionali. Rispetto al fatalismo diffuso del romando Verghiano Visconti dà ai suoi protagonisti , in particolare al giovane Ntoni Valastro, la coscienza dello sfruttamento e la capacità di mostrare l'esigenza a ribellarsi alle leggi del destino, rendendosi protagonista della propria storia. Il film con l'esclusione della comunicazione verbale immediata, affonda il suo messaggio prevalentemente nella componente visiva mostrando l'intenzione del regista di controllare e coordinare gli elementi presi direttamente dalla realtà, secondo un procedimento straniante tipico anche del positivismo verista di Verga il cui romanzo, che abbraccia un periodo compreso tra il
  5. 6. <ul><li>dicembre del 1863 e il 1878 circa, ha per protagonisti i Toscano, una famiglia di pescatori del paesello di Aci Trezza, da lungo tempo soprannominati I Malavoglia. La famiglia, che vive nella &quot;casa del nespolo&quot;, è composta dal vecchio patriarca Padron ‘Ntoni, da suo figlio Bastianazzo sposato con Maruzza, detta la &quot;Longa&quot; e dai cinque nipoti: ‘Ntoni, Luca, Mena, Lia, Alessi. La chiamata di leva per il giovane ‘Ntoni è il primo colpo per i Malavoglia, quello che determina il dramma successivo; Padron ‘Ntoni, infatti, per guadagnare qualcosa mentre il nipote è assente, decide di compare un partita di lupini a credito, che suo figlio Bastianazzo dovrà andare a vendere. La serie delle disgrazie non si ferma qui: la casa deve essere venduta per pagare i debiti. La barca dei Malavoglia, la &quot;Provvidenza&quot;, su cui Bastianazzo trasporta il carico, fa naufragio: Bastianazzo muore e i lupini vanno perduti. Luca, partito soldato per sostituire il fratello ‘Ntoni, muore nella battaglia navale di Lissa. ‘Ntoni, invece, tornato in paese, comincia a frequentare cattive compagnie e finisce in galera per contrabbando; scontata la pena, lascia per sempre il paese. Lia, sulla quale corrono voci malevoli, fugge e diventa prostituta in città. Anche Maruzza e il nonno muoiono, l’una di colera, l’altro provato dai colpi della </li></ul>&quot;malasorte&quot;. Svanito il fidanzamento con Brasi, imposto dal nonno, Mena rinuncia di sua volontà a sposare il carrettiere Alfio Mosca, del quale è innamorata: vivrà insieme ad Alessi e a sua moglie Nunziata, curando i nipotini, quando il fratello, impegnatosi con tutte le sue forze per rispettare il volere del nonno, sarà riuscito a riscattare la &quot;casa del nespolo&quot;.
  6. 7. SATYRICON Il Satyricon è stato più volte definito un grande affresco. Uomini di vario tipo e vicende diverse si agitano sulla scena che ha una forte tendenza sia al chiaroscuro che alla spettacolarizzazione. Manca allo stile di Petronio ed alla sua penna la moviola ma, nonostante ciò, la vicenda scorre sotto ai nostri occhi proprio come un film. Encolpio, il giovane protagonista, racconta le avventure occorsegli durante un viaggio fatto in compagnia del giovane Gìtone di cui è innamorato e dell'amico Ascilto, in una non bene precisata località della Campania (da alcuni identificata con Pozzuoli). Dopo una discussione con il retore Agamennone sul tema della decadenza dell'eloquenza, i tre iniziano a vivere le avventure più disparate. Vengono anche accusati di aver offeso il dio Priapo in persona, avendo interrotto un rito in suo onore. Costretti quindi a rimediare al sacrilegio, sono coinvolti in un'orgia purificatrice, durante la quale subiscono estenuanti prove erotiche. Inizia allora il racconto della &quot;cena&quot; a casa di Trimalchione, episodio centrale dell'opera, di cui occupa quasi la metà. Ospiti, oltre ai tre ragazzi, sono vari personaggi del rango di Trimalchione, liberto arricchitosi, che fa sfoggio con ostentata esagerazione delle sue ricchezze. La conversazione fra i convenuti verte su argomenti comuni (il clima, i tempi, i giochi pubblici, l'educazioni dei figli), ma offre uno spaccato vivace e colorato, non senza punte di chiara volgarità, della vita di quel ceto sociale. In seguito, Encolpio, allontanatosi dagli altri due compagni, incontra Eumolpo, un vecchio letterato che, notato l'interesse di Encolpio per una quadro raffigurante la presa di Troia, gliene declama in versi il resoconto (è la celebre Troiae halosis ). I due diventano quindi compagni di viaggio e, dopo una serie di avventure, che li vedono viaggiare per mare e rischiare anche la vita, si ritrovano, insieme a Gìtone nella città di Crotone. Nei frammenti successivi, Eumolpo recita un brano epico, in cui viene descritto
  7. 8. <ul><li>il Bellum civile (&quot;La guerra civile&quot;) fra Cesare e Pompeo, e successivamente si legge di Encolpio che, per l'ira di Priapo, diventa impotente. Il Satyricon è caratterizzato tuttavia da una serie di problemi. Il primo problema riguarda l'autore: chi è Petronius Arbiter? 2) Qual è il titolo esatto dell'opera e cosa significa? 3) Da quanti libri era composta l'opera nella sua totalità? 4) In quale epoca è ambientata? 5) Qual era la trama effettiva nella quale si inserisce il lungo frammento ( il quindicesimo libro e alcune parti del 14 e 16) che noi possediamo? 6) Qual era la destinazione dell'opera? 7) Esiste un messaggio all'interno del Satyricon e se esiste qual è? Per rispondere a queste domande che per lungo tempo gli autori si sono posti, possiamo cominciare coll’accettare il luogo comune per cui il Petronius Arbiter è proprio il cortigiano di Nerone di cui parla Tacito definendolo Arbiter Elegantie , accettando con ciò anche quella concezione per cui l’identificazione di Petronio è resa difficile dal carattere steso della sua opera così innovativa ed irriverente nei confronti della cultura ufficiale. D'altra parte il ritratto tacitiano del raffinato esteta decadente e il racconto del suo suicidio sono molto in sintonia con l'esagerata sensibilità estetica e con il gusto del paradossale proprio dell'autore del Satyricon; il che valorizza senza dubbio l'idea della identificazione. In quanto al titolo si ritiene che Satyricon sia un genitivo plurale greco e che vi sia sottintesa la parola </li></ul>libri; si tratterebbe quindi di Libri dei Satiri , laddove tuttavia i satiri hanno ben poco a vedere con l’opera , se non in senso metaforico e il titolo significherebbe piuttosto libri di satire. Detti libri sarebbero almeno 16 ma c'è chi vedendo nel Satyricon un riecheggiamento parodico dell'Odissea parla di 24 libri. La data di composizione rimane incerta ma una volta accettato che l'autore sia il Petronio di cui parla Tacito si deve pensare ad una data anteriore alla morte dello stesso, avvenuta nel 66. Sempre su questa scia occorre dunque pensare che l'ambientazione si riferisca al periodo dell'impero di Nerone. Si tratterebbe di una satira menippea contenente però altri elementi tratti dalla fabula Milesia e dal romanzo greco inteso in chiave parodica. Rimane sempre l'interrogativo più importante: qual è il messaggio che l'opera veicola? Fino a poco tempo fa veniva considerato un divertissement ma oggi si ritiene che l'autore abbia inteso fare una gigantesca parodia della vita e della letteratura: una parodia terribilmente ambigua , enigmatica dalla quale
  8. 9. non ricava altro messaggio se non quello dell'assoluta insensatezza per cui l'uomo vive. In questo ambito si inserisce il discorso del Fellini che dà una visione personale del mondo antico , allontanandosi decisamente dalla contemporaneità e presentando il passato in una chiave nuova e sorprendente. Solitamente infatti tutti i film che hanno come oggetto il mondo classico tentano a ricostruire luoghi e personaggi fortemente idealizzati , gli attori stessi sono culturisti o uomini dal fisico particolarmente forte. Il film di Fellini invece non intende essere un affresco della Roma imperiale , ma è semplicemente l'adattamento del romanzo alla sua visione. Ogni elemento che il regista getta nel calderone del film è un fantasma del suo inconscio. Il museo che visita Encolpio contiene opere di arte classica già deteriorate dal tempo. Per non parlare poi degli effetti speciali della cena di Trimalcione, liberto spaventosamente arricchitosi ma rimasto interiormente laido e privo di valori. FRAMMENTO VIDEO DEL SATYRICON
  9. 10. CHARLOT Sir Charles Spencer Chaplin, Jr. (April 16, 1889 – December 25, 1977), better known as Charlie Chaplin, was an English comedy actor. Chaplin became one of the most famous performers as well as a notable director and musician in the early to mid Hollywood cinema era. He is considered to be one of the finest mimes and clowns ever caught on film and has greatly influenced performers in this field. Chaplin was also one of the most creative and influential personalities in the silent film era. He acted in, directed, scripted, produced, and eventually scored his own films. His working life in entertainment spanned over 65 years, from the Victorian stage and music hall in England as a child performer, almost until his death at the age of eighty-eight. . Chaplin's high-profile public and private life encompassed highs and lows with both adulation and controversy. His principal character was &quot;The Tramp&quot; (known as &quot;Charlot&quot; in France, Italy, Spain, Greece, Portugal and Turkey). &quot;The Tramp&quot; is a vagabond with the refined manners and dignity of a gentleman. The character wears a tight coat, oversized trousers and shoes, a derby, carries a bamboo cane, and has a signature toothbrush moustache. His first dialogue picture, The Great Dictator (1940), was an act of defiance against Adolf Hitler and Nazism, filmed and released in the United States one year before it abandoned its policy of isolationism to enter World War II. Paulette Goddard filmed with Chaplin again, depicting a woman in the ghetto. The film was seen as an act of courage in the political environment of the time, both for its ridicule of Nazism and for the portrayal of overt Jewish characters and the depiction of their persecution. Chaplin played both the role of a Nazi-like dictator Adenoid Hynkel , clearly modeled on Hitler (even down to the toothbrush moustache), and also that of a Jewish barber cruelly persecuted by the Nazis. At the conclusion, the two characters Chaplin portrayed swapped positions through a complex plot. Chaplin dropped out of his comic character to address the audience directly in a speech. Interestingly, Chaplin was born just 4 days before Hitler. Although Chaplin had his major successes in the United States and was a resident from
  10. 11. <ul><li>1914 to 1952, he always retained his British nationality. During the era of McCarthyism, Chaplin was accused of &quot;un-American activities&quot; as a suspected communist sympathizer and J. Edgar Hoover, who had instructed the FBI to keep extensive secret files on him, tried to end his United States residency. FBI pressure on Chaplin grew after his 1942 campaign for a second European front in the war and reached a critical level in the late 1940s, when Congressional figures threatened to call him as a witness in hearings. This was never done, probably from fear of Chaplin's ability to lampoon the investigators. This was probably a wise decision, as Chaplin later stated that, if called, he wanted to appear dressed in his Tramp costume. In 1952, Chaplin left the U.S. for what was intended as a brief trip home to England; Hoover learned of it and negotiated with the INS to revoke his re-entry permit. He decided not to reenter the United States and then made his home in Vevey, Switzerland. </li></ul>FRAMMENTO VIDEO IN ITALIANO DA “ IL GRANDE DITTATORE ” He briefly returned to the United States in April 1972, with his wife, to receive an Honorary Oscar.
  11. 12. HITLER L’Hitler che Chaplin rappresenta è un personaggio particolarmente caricato nei gesti e nel tono della voce Tuttavia anche il dittatore nazista non fu da meno nella gestualità e negli atteggiamenti esasperati del corpo. Egli lo faceva proprio per cercare di captare l’interesse della gente e veicolare su di sè gli sguardi di tutti. Egli come anche Mussolini ben capi che la macchina da presa rappresentava un enorme strumento di consenso e si comportò come un attore sicuro di se ed autoritario. Tanto la gestualità era esasperata che è stato recentemente pubblicato un video nel quale egli viene paragonato ad una rock star . Tuttavia Il cuore dell'ideologia nazionalsocialista era il concetto di razza. La teoria nazista ipotizzò la superiorità della razza ariana come &quot;razza dominante&quot; su tutte le altre e in particolare sulla razza ebraica. Le nazioni più deboli sono quelle la cui razza è impura: sono perciò divise e litigiose, e quindi producono una cultura debole. In particolare, se una razza dominante necessitava di &quot;spazio vitale&quot; (Lebensraum), si riteneva avesse il diritto di prenderlo e di eliminare o ridurre in schiavitù le razze schiave indigene. DISCORSO Come conseguenza, le razze senza una patria venivano definite &quot;razze parassite&quot;: più gli appartenenti a una razza parassitaria erano ricchi e più virulento era considerato il parassitismo. Una &quot;razza dominante&quot; poteva quindi, secondo la dottrina nazista, rafforzarsi facilmente eliminando le &quot;razze parassitarie&quot; dalla propria patria. Questa era la giustificazione teorica per l'oppressione e l'eliminazione fisica degli ebrei e degli slavi, un compito che anche molti nazisti trovavano personalmente ripugnante ma che compivano giustificando le loro azioni in nome dell'obbedienza allo Stato nazista. L'uomo che riconosce queste &quot;verità&quot; era detto &quot;capo naturale&quot;, quello che le negava era uno &quot;schiavo naturale&quot;. Gli schiavi, soprattutto quelli intelligenti, si riteneva cercassero sempre di ostacolare i padroni promuovendo false religioni e dottrine politiche.Per iniziare a diffondere questo pensiero e farlo assimilare dalla popolazione venivano mostrati filmati di individui deformi, fisicamente o mentalmente, fatti giungere adagio adagio da tutta la Germania in alcuni centri di raccolta, mettendo in evidenza i loro problemi fisici e mentali; furono questi i primi esseri umani bruciati nei forni dai nazisti.
  12. 13. FREUD Il montaggio si focalizza spesso sulle attività interiori dei personaggi mirando a rappresentarle sia attraverso la visione dei connotati che con spunti evocativi tratti dal paesaggio e dall’ambiente. In questo ambito Freud fa lezione con le sue teorie basate sull’inconscio. Freud è stato il fondatore della psicoanalisi secondo la quale l'inconscio ha un notevole influsso sul comportamento e sul pensiero degli esseri umani. In un primo momento si dedicò allo studio della ipnosi e dei suoi effetti nella cura di pazienti psicolabili, influenzato dagli studi di Josef Breuer sull'isteria, in particolare dal caso Anna O. al quale si interessò sulla base delle considerazioni dell’amico Charcot che individuava nell'isteria un disturbo della psiche e non già una simulazione come ritenuto fino ad allora. La psicoanalisi si fonda sull’analisi dei sogni. La nostra vita notturna è costellata di sogni. Secondo Freud il sogno è l’appagamento di un desiderio. Anzi durante il sogno i desideri vengono camuffati. Il sogno è il frutto di un intensa attività psichica, il lavoro onirico che potremo paragonare al processo di produzione di un opera d’arte. Quando sogniamo tutti noi siamo in qualche modo degli artisti, capaci di creare un film a volte seducente , a volte terribile pauroso. Essi hanno un significato nascosto che occorre ricostruire. Freud scoprì l’esistenza di due livelli del sogno: uno manifesto , l’altro nascosto o “latente”. Il livello manifesto è dato dalle scene del film mentale che rappresentiamo durante l’attività onirica e di cui, sia pure in parte ci ricordiamo al risveglio. Ma i livello manifesto non coincide con il contenuto nascosto ed è a quest’ultimo che dobbiamo rivolgere la nostra attenzione se vogliamo scoprire di quale desiderio inappagato il sogno è espressione. Per questo il sogno deve essere interpretato. Mentre il contenuto manifesto prende le sue immagini in genere da avvenimenti della nostra vita recente, il contenuto nascosto può riferirsi a un tempo molto lontano nel
  13. 14. <ul><li>passato, ad esempio al periodo della prima infanzia. Per affrontare questo compito è necessaria la figura dell’analista, che coopera con il paziente in un rapporto di reciprocità. Il sogno dunque è un desiderio rimosso dalla coscienza perché percepito come inaccettabile e immorale dal soggetto, attinente in genere alla sfera della sessualità. Inoltre Freud osserva che i sogni amano il rivestimento simbolico. Tutto questo si giustifica sulla base del fatto che il soggetto prova vergogna dei propri desideri più scabrosi e allora li sottopone a censura . </li></ul>Il suo celebre divano, ora al Freud Museum di Londra
  14. 15. SURREALISMO La nascita della psicoanalisi, grazie a Freud, ha fornito molte suggestioni alla produzione artistica della prima metà del Novecento. Soprattutto nei paesi dell’Europa centro-settentrionale. Le correnti pre-espressionistiche e espressionistiche hanno ampiamente utilizzato il concetto di inconscio per far emergere alcune delle caratteristiche più profonde dell’animo umano, di solito mascherate dall’ipocrisia della società borghese del tempo. I pittori, che dettero vita al Surrealismo, presero proprio da Freud un altro elemento che diede loro la possibilità di scandagliare e far emergere l’inconscio: il sogno. Il sogno è quella produzione psichica che ha luogo durante il sonno, caratterizzata da immagini, percezioni, emozioni che si svolgono in modo irreale o illogico. Queste immagini possono essere svincolate dalla normale catena logica degli eventi reali, mostrando situazioni che, in genere, nella realtà sono impossibili a verificarsi. Il primo studio sistematico sull’argomento risale al 1900, quando Freud pubblicò : «L’interpretazione dei sogni». Secondo lo studioso il sogno è la «via regia verso la scoperta dell’inconscio». Nel sonno, infatti, manca il controllo della coscienza sui pensieri dell’uomo e può quindi liberamente emergere il suo inconscio, travestendosi in immagini di tipo simbolico. La funzione interpretativa è necessaria necessaria per capire il messaggio che proviene dall’inconscio, in termini di desideri, pulsioni o malesseri e disagi. Il sogno propone soprattutto immagini: si svolge, quindi, secondo un linguaggio analogico. Di qui, spesso, la sua difficoltà a essere tradotto in parole, ossia in un linguaggio logico. La produzione figurativa può risultare più immediata per la rappresentazione diretta e immediata del sogno. Da qui nacque la teoria del Surrealismo , movimento artistico, nato nel 1924. del gruppo fu soprattutto lo scrittore André Breton. Fu egli, nel 1924, a redigere il Manifesto del Surrealismo. Egli mosse da Freud, per chiedersi come mai sul sogno, che rappresenta molta
  15. 16. <ul><li>dell’attività di pensiero dell’uomo, data la quantità di vita trascorsa a dormire, ci si sia interessati così poco. Secondo Breton, bisogna cercare il modo di giungere a una realtà superiore (appunto una surrealtà), in cui conciliare i due momenti fondamentali del pensiero umano: quello della veglia e quello del sogno. Il Surrealismo è dunque il processo mediante il quale si giunge a questa surrealtà.L’automatismo psichico significa quindi liberare la mente dai freni inibitori, razionali, morali, eccetera, così che il pensiero è libero di vagare secondo libere associazioni di immagini e di idee. In tal modo si riesce a portare in superficie quell’inconscio che altrimenti appre solo nel sogno.” Un chien andalou “ è un cortometraggio scritto, prodotto, diretto e interpretato da Luis Buñuel e Salvador Dalí nel 1929, considerato il film più significativo del breve periodo del cinema surrealista. </li></ul>Il film ha l'obiettivo di provocare un impatto morale sullo spettatore attraverso l'aggressività delle immagini, offensive per l'epoca. Si tratta di una successione di scene apparentemente senza connessione tra di loro, è come se ci si trovasse in un lungo sogno, un delirio onirico. I critici hanno suggerito che Un chien andalou può essere considerato come una critica alla borghesia di quel tempo. In esso è presente la celebre scena dell'occhio tagliato da un rasoio. L'immagine dell'occhio che viene tagliato da un rasoio può essere recepito come Buñuel che attacca gli spettatori del film .
  16. 17. TERREMOTO Nel cinema non mancano gli effetti speciali e questi si ritrovano soprattutto nei film che trattano di grandi fenomeni naturali come i terremoti. Quando le rocce sono sottoposte a sollecitazioni meccaniche, inizialmente si deformano e accumulano energia potenziale elastica; quindi, raggiunto il limite di rottura, rilasciano l’energia accumulata sotto forma di onde elastiche, le onde sismiche. Le onde sismiche prendono origine in un punto situato sotto la superficie terrestre detto ipocentro o fuoco, e da esso si dipartono in tutte le direzioni. Le onde P o prime sono le più veloci poiché raggiungono i 14 km/s. Esse si propagano sia nei solidi sia nei liquidi e sono onde longitudinali, cioè le particelle del mezzo oscillano avanti e indietro parallelamente alla direzione di propagazione dell’onda. Le onde S o seconde sono più lente poiché raggiungono i 7 km/s. Esse si propagano soltanto nei solidi e sono onde trasversali, poiché le particelle del mezzo oscillano perpendicolarmente alla direzione di propagazione dell’onda. Quando giungono in superficie , le onde producono le onde superficiali aventi velocità costante di circa 3,5 km/s, che sembrano propagarsi da un punto detto epicentro situato sulla verticale dell’ipocentro. Una volta raggiunta la superficie le onde si dividono in una componente verticale detta sussultoria ed una orizzontale detta ondulatoria. Vicino all’epicentro prevale la componente sussultoria. Allontanandosi da esso quella ondulatoria. Questi movimenti del suolo sono più intensi n prossimità dell’epicentro del sisma. La maggior parte dei sismi è dovuta alla presenza di faglie, spaccature della crosta terrestre. Oltre ai terremoti di faglia
  17. 18. <ul><li>sono possibili anche terremoti di crollo , provocati dallo sprofondamento del terreno per la presenza di cavità sotterranee. Per registrare i terremoti si utilizzano i sismografi, strumenti costituiti da un pennino scrivente su un rullo di carta. Il tracciato ottenuto è il sismogramma, nel quale si possono distinguere tre fasi successive: una fase iniziale che registra le onde P e S , una fase principale che registra le onde superficiali e una fase finale che registra onde sempre più smorzate che sono dette di assestamento ma sarebbe più opportuno chiamarle repliche poiché non vi è nulla che debba assestarsi. L’intensità dei terremoti viene valutata in base alle scale sismiche, All’inizio del 900 il sismologo Giuseppe Mercalli propose una scala con 10 gradi di intensità successivamente modificata e portata a 12 gradi. Quest’ultima è nota come scala Mercalli e si basa sugli effetti provocati dal sisma ed è quindi una scala empirica. Partendo dai danni tuttavia non si può risalire alla vera potenza del sisma. Così nel 1935 il sismologo statunitense Charles Richter propose una scala nota appunto come scala Richter basata sulla magnitudo. </li></ul>
  18. 19. IL SONORO La scoperta dell’elettromagnetismo favorisce l’evoluzione del cinema che passa dal muto al sonoro. REGISTRAZIONE E RIPRODUZIONE DEL SUONO: Le onde sonore  vengono convertite in segnali elettrici dal microfono. Il segnale elettrico non può essere immagazzinato direttamente, ma deve essere prima convertito in segnale magnetico. Come un segnale elettrico rappresenta l’andamento nel tempo di una grandezza elettrica (l'intensità di corrente), così un segnale magnetico rappresenta l’andamento nel tempo di una grandezza magnetica (l’intensità del campo magnetico). In questo modo è possibile conservare i segnali elettrici; infatti, un materiale come il ferro si magnetizza se posto in un campo magnetico e conserva il suo stato anche dopo che ne è stato allontanato. Per effettuare la registrazione del segnale si sfrutta un minuscolo elettromagnete, chiamato testina di registrazione, che ha il nucleo a forma di anello tagliato. Sul nucleo è avvolto un solenoide nel quale passa la corrente elettrica generata dal microfono. Di fronte al taglio della testina scorre un sottile nastro di plastica sul quale è depositato un sottilissimo film di ossido di ferro (il nastro magnetico). Sul nastro magnetico il segnale è immagazzinato lungo uno strato di ossido di ferro che lo ricopre; l’andamento nel tempo del segnale è dato dall’orientamento di ogni minuscola particella di ossido di ferro in ogni parte del nastro. Come il segnale elettrico varia nel tempo secondo l’andamento del segnale acustico del quale è copia, così, di conseguenza, varia l’intensità di corrente nel solenoide. L’intensità del campo magnetico generato dalla testina segue l’andamento del segnale elettrico e magnetizza proporzionalmente l’ossido di ferro sul nastro. Il suono è perciò tradotto in una sequenza di stati diversi di magnetizzazione sul nastro. E, poiché il nastro scorre di fronte alla testina, a istanti diversi corrispondono zone diverse del nastro. Per riascoltare la registrazione, è sufficiente far scorrere il nastro di fronte alla testina di riproduzione. Dato che il campo magnetico sul nastro varia istante per istante, secondo lo stato della magnetizzazione immagazzinata, il flusso del campo attraverso il solenoide varia anch'esso, inducendo una forza elettromotrice. La corrente elettrica del segnale indotto, una volta amplificata, può essere inviata ad un altoparlante, perchè il segnale elettrico sia convertito in segnale acustico.
  19. 20. E X T R A <ul><li>“ L’uscita dalle officine Lumière (La sortie des usines Lumière)” </li></ul><ul><li>“ L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat ( L'arrivée d'un train en gare de la Ciotat )” </li></ul><ul><li>“ L'innaffiatore innaffiato ( L'arroseur arrosé )” </li></ul><ul><li>“ I Malavoglia” & “La Terra Trema” </li></ul><ul><ul><li>GLI INCIPIT A CONFRONTO </li></ul></ul><ul><li>FRAMMENTO VIDEO “ SATYRICON “ di Federico Fellini </li></ul><ul><li>Charlie Chaplin in The Great Dictator </li></ul><ul><li>Hitler paragonato ad una Rock Star VIDEO </li></ul><ul><li>Discorso di Hitler VIDEO </li></ul>

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