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Interventi nel capitale di rischio e di debito delle PMI: le iniziative di banche ed operatori specializzati
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Interventi nel capitale di rischio e di debito delle PMI: le iniziative di banche ed operatori specializzati

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Interventi nel capitale di rischio e di debito delle PMI: le iniziative di banche ed operatori specializzati Interventi nel capitale di rischio e di debito delle PMI: le iniziative di banche ed operatori specializzati Presentation Transcript

  • Interventi nel capitale di rischio e di debito dellePMI: le iniziative di banche ed operatori specializzatiProf. Marco GiorginoOrdinario di Finanza, Politecnico di Milano e MIPDirettore, the FinC www.thefinc.eu
  • FinC Indice 2the  Il fabbisogno finanziario delle PMI  Il ruolo delle banche  Una nuova stagione per l’equity  Il ruolo del Soggetto Pubblico Prof. Marco Giorgino
  • FinC Gli effetti della crisi sulle imprese 3the Il fatturato delle imprese ha registrato un calo dell’8 per cento in termini reali, più marcato nell’industria (−11,6 per cento) rispetto ai servizi (−4,6) L’autofinanziamento delle imprese è diminuito, mentre è aumentato il ricorso alle fonti di finanziamento esterne Dal mese di ottobre del 2009 circa il 20 per cento delle imprese ha segnalato inasprimenti delle condizioni debitorie in essere; il 7,7 per cento avrebbe ricevuto dai propri finanziatori richieste di rimborso anticipato del debito Prof. Marco Giorgino
  • FinC Gli effetti della crisi sulle imprese 4the Fonte: Supplemento al Bollettino Statistico n. 38, Banca d’Italia Gli effetti della recessione sulla redditività sono rilevanti Tra il 2007 e il 2009 i margini di profitto si sono contratti per circa il 55 per cento delle imprese (quasi il 60 per cento nel settore industriale), contribuendo al cattivo andamento del risultato d’esercizio del 2009 La quota di imprese che dichiara di aver realizzato perdite (oltre 30 per cento) è doppia rispetto al 2007 Prof. Marco Giorgino
  • FinC Gli effetti della crisi sulle imprese 5the Fonte: Supplemento al Bollettino Statistico n. 38, Banca d’Italia Per il secondo anno consecutivo le imprese che segnalano una variazione negativa dell’autofinanziamento sono superiori a quelle che segnalano un aumento (57,1% contro 36,2 %) La diminuzione dell’autofinanziamento si accompagna a una variazione positiva di tutte le fonti di finanziamento esterne. In particolare, le imprese industriali intensificherebbero il ricorso al capitale proprio e all’indebitamento bancario Prof. Marco Giorgino
  • FinC Gli assetti proprietari 6the Fonte: Supplemento al Bollettino Statistico n. 38, Banca d’Italia Il principale azionista detiene in media il 69% del capitale: tale quota ha seguito un trend di crescita nel decennio 1999-2009 Prof. Marco Giorgino
  • FinC Il debito delle imprese 7the Fonte: Banca d’Italia, Indagine campionaria sulle imprese industriali e dei servizi con almeno 20 addetti Prof. Marco Giorgino
  • FinC Conclusioni 8the La crisi ha messo a dura prova i bilanci delle imprese: Riduzione dei volumi Riduzione dei margini Riduzione dell’autofinanziamento Aumento della necessità di ricorrere a fonti di finanziamento esterne Prof. Marco Giorgino
  • FinC Indice 9the  Il fabbisogno finanziario delle PMI  Il ruolo delle banche  Una nuova stagione per l’equity  Il ruolo del Soggetto Pubblico Prof. Marco Giorgino
  • FinC Contrazione dei volumi 10the Dal 2007 il volume di prestiti bancari erogati alle imprese si è ridotto significativamente Dall’inizio del 2010 si assiste ad una ripresa, ma i valori risultano ancora molto lontani dal periodo prima dell’inizio della crisi Prof. Marco Giorgino
  • FinC La domanda di credito 11 Condizioni della domanda di credito in Italia, 2010/Q4the L’offerta di credito Fonte: Bank Lending Survey Condizioni dell’offerta di credito in Italia, 2010/Q4 Fonte: Bank Lending Survey Prof. Marco Giorgino
  • FinC Esiti delle richieste 12the Percentuali * di imprese che hanno chiesto un credito al sistema bancario nel primo trimestre 2011 08 IV 09 I 09 II 09 III 09 IV 10 I 10 II 10 III 10 IV 11 I 100,0 90,0 80,0 72,7 70,0 62,0 64,2 62,7 58,4 59,4 58,5 60,0 55,4 55,1 53,9 "Esiti delle richieste delle im prese che hanno 50,0 chiesto un fido, o la rinegoziazione di un fido esistente, nel trim estre" (% di im prese) 40,0 30,0 53,9 20,0 25,8 23,4 24,4 23,9 24,6 21,5 21,6 16,9 17,7 10,0 16,2 8,9 2,6 15,2 13,5 0,0 Accolta Accolta Non accolta In attesa di Intenzionati a (ammontare (ammontare conoscere fare richieste pari o inferiore) lesito prossimo trim superiore) * Percentuali ricalcolate facendo =100 le imprese che nei trimestri considerati hanno chiesto un fido o hanno chiesto di rinegoziare un fido esistente. (Irrigidimento = richiesta accolta con ammontare inferiore + richiesta non accolta) Fonte: indagine Confcommercio-Format Prof. Marco Giorgino
  • FinC I costi 13the Costo del finanziamento Con il concetto di “costo dei finanziamenti” si intende il “tasso di interesse” dei finanziamenti resi disponibili dalle banche alle imprese. Aumenta nel primo trimestre del 2011 il costo dei finanziamenti resi disponibili dalle banche per le imprese del terziario. L’indicatore congiunturale è risultato pari infatti a -20,1 rispetto al -17,1 del quarto trimestre 2010. Aumenta nel primo trimestre del 2011 anche il costo delle cosiddette “altre condizioni” (la valuta, il costo dei servizi accessori, ecc.) applicate dalle banche ai finanziamenti concessi alle imprese del terziario, passando l’indicatore congiunturale dal precedente -14,1 all’attuale -16,8. Fonte: indagine Confcommercio-Format Prof. Marco Giorgino
  • FinC Conclusioni 14the La crisi ha messo a dura prova i bilanci delle imprese: I prestiti bancari alle imprese ha subito un netto calo dalla fine del 2007 Le aziende lamentano un irrigidimento delle condizioni per la concessione dei prestiti La domanda di prestiti per il finanziamento di investimenti è calata, mentre è aumentata la domanda di prestiti finalizzati a ristrutturazioni del debito Il costo dei finanziamenti è aumentato Le banche non sembrano essere in grado di soddisfare tutte le esigenze di finanziamento espresse da parte del settore privato non finanziario Prof. Marco Giorgino
  • FinC Indice 15the  Il fabbisogno finanziario delle PMI  Il ruolo delle banche  Una nuova stagione per l’equity  Il ruolo del Soggetto Pubblico Prof. Marco Giorgino
  • FinC L’Equity Oggi (1/2) 16the Una recente indagine evidenzia il ruolo del private equity per le PMI 1.‘Ritiene possa essere utile l’investimento in capitale di rischio?’ SI’ per il 44% 2.‘In che fase della vita aziendale ?’ • Avvio e fasi iniziali 28,5% • Crescita 46,6% • Ristrutturazione 13,8% • Accesso ai mercati esteri 2,2% • Investimenti in alta tecnologia 6,8% Fonte: Indagine UniCredit Prof. Marco Giorgino
  • FinC L’Equity Oggi (2/2) 17the 3. ‘Qual è il motivo principale per cui riterrebbe un investitore finanziario un buon socio della sua impresa ?’ (HP: quota 30%) • Maggiore solidità senza perdere il potere decisionale 38,1% • Maggiori prospettive di crescita senza perdere il potere decisionale 45,2% • Maggiore reputazione senza perdere il potere decisionale 14,0% 4. ‘ Qual è il motivo principale per cui NON riterrebbe un investitore finanziario un buon socio della sua impresa ?’ (HP: quota 30%) • Perdita totale autonomia decisionale decisionale 58,8% • Incapacità a risolvere i problemi 16,5% • Preferenza per una persona fisica 7,0% Fonte: Indagine UniCredit Prof. Marco Giorgino
  • FinC La strategicità del Private Equity 18the ⇒ Strategic support ⇒ Networking ⇒ Strategical Focus ⇒ Market reputation ⇒ Advisory and financial networks ⇒ Board incentive and sustaining in strategic planning ⇒ Challenging status quo ⇒ Free strategic and managerial choices Il Private Equity è strategico per le PMI non solo per le risorse finanziarie, ma anche per il supporto manageriale che è in grado di apportare Numerosi studi dimostrano che le aziende partecipate da fondi di PE hanno performance superiori alle altre in termini di crescita del fatturato, crescita dei margini e del numero di dipendenti Prof. Marco Giorgino
  • FinC Gli investimenti 19the Fonte: AIFI-PWC Prof. Marco Giorgino
  • FinC Gli investimenti 20the Fonte: AIFI-PWC Prof. Marco Giorgino
  • FinC Fonti della raccolta 21the Escludendo la raccolta del Fondo Italiano, il peso della componente bancaria è pari al 23% Fonte: AIFI-PWC Prof. Marco Giorgino
  • FinC I disinvestimenti 22the Fonte: AIFI-PWC Prof. Marco Giorgino
  • FinC Impatto della crisi sul Private Equity 1/2 23  Crollo dell’Ebitda medio delle impresethe “effetto denominatore” (EV/Ebitda)  difficile uscire dagli investimenti con rendimenti positivi  Difficoltà nell’utilizzo della leva finanziaria (riduzione del debito concesso da parte delle banche) Il segmento del buy out è stato quello più colpito: crollo dei large e mega deal (-48% rispetto al 2009 in termini di ammontare. Dati AIFI)  Allungamento delle tempistiche del ciclo di investimento aumento dell’intervallo di tempo che intercorre tra la fase di origination e il closing dell’operazione Prof. Marco Giorgino
  • FinC Impatto della crisi sul Private Equity 2/2 24the Le criticità evidenziate hanno portato ad un cambiamento nelle prassi degli operatori di PE Focalizzazione sullo sviluppo industriale Dal 2010 sono in aumento le operazioni di expansion, cioè investimenti focalizzati su un piano di crescita dell’EBITDA dell’impresa target, senza scommettere sulla creazione di valore immediato attraverso il ricorso alla leva, talvolta eccessiva Dovendo puntare al miglioramento delle performance, aumenta l’interesse per le aree economiche ad alto tasso di crescita  maggior spinta all’internazionalizzazione Aumenta la selettività da parte dei fondi e anche l’importanza di una valutazione di tipo industriale, e non solo finanziaria, delle target La crescita industriale rende più appetibili le target per i compratori industriali  aumento del trade sale come modalità di exit Prof. Marco Giorgino
  • FinC Evoluzione in Atto 25the Visione Negativa Visione Positiva  Speculativo  Selettività  Dannoso  Legittimazione ruolo PE  Fortemente  Industry necessaria per ‘finanziarizzato’ il Paese Prof. Marco Giorgino
  • FinC Aspettative 26the Sia le necessità del mercato, sia un ripensamento del PE, in una logica 2.0, portano ad una serie di aspettative per il futuro  Orientamento industriale  Maggiore flessibilità  Nuovo mix debt-to-equity  IRR in ribasso  Selettività  “Expertise Internazionale”  Deal più piccoli  Leadership autorevole  Più lunghi ‘holding period’  “Italianità”  Active Onwership  Reputazione Prof. Marco Giorgino
  • FinC Players 27the  Deal piccoli con poca leva ‘Local’  Approccio ‘industriale’  Relazione territoriale  Flessibilità  Minore internazionalizzazione ‘Pan-EU’  Deal più grandi con più leva  Approccio ‘industriale’  Relazione territoriale da verificare  Non sempre autonomi  Maggiore internazionalizzazione ‘Global’ → Deal grandi → Professionalità e competenza → Invasività → Strutturazione Prof. Marco Giorgino
  • FinC Conclusioni 28the Le imprese hanno necessità di ricapitalizzarsi: il debito non è sufficiente, occorre equity Il Private Equity non apporta solo risorse finanziarie, ma anche competenze Le imprese venture-backed, ovvero partecipate da fondi di PE, mostrano performance migliori delle altre Il Private Equity deve modificare le proprie logiche di intervento: maggior focus sulla crescita industriale e periodo di presenza in azienda più lungo Non è più tempo di grandi e mega deal: l’attenzione del PE oggi è rivolta verso le PMI Il ruolo del Private Equity è molto importante nello sviluppo economico del Paese Per il Private Equity inizia una nuova era? Prof. Marco Giorgino
  • FinC Indice 29the  Il fabbisogno finanziario delle PMI  Il ruolo delle banche  Una nuova stagione per l’equity  Il ruolo del Soggetto Pubblico Prof. Marco Giorgino
  • FinC L’Intervento Pubblico: possibili modalità 30the  Contributi  Finanziamenti agevolati  Investimenti diretti nel capitale delle imprese  Agevolazioni fiscali  Public-Private Initiatives (PPI): Interventi misti pubblico-privato (co-investimenti oppure garanzie e/o agevolazioni a favore degli investitori privati) Prof. Marco Giorgino
  • FinC Schema di intervento del soggetto pubblico 31the Modalità di intervento del soggetto pubblico per incrementare l’offerta  Costituzione di fondi di investimento («fondi di capitale di rischio») nei quali lo Stato sia socio, investitore o aderente, anche a condizioni meno vantaggiose rispetto agli altri investitori  Sovvenzioni in favore di fondi di capitale di rischio a copertura di parte delle loro spese amministrative e dei loro costi di gestione  Altri strumenti finanziari in favore di investitori in capitale di rischio o di fondi di capitale di rischio per incentivarli a mettere a disposizione ulteriori capitali per gli investimenti  Garanzie prestate in favore di investitori in capitale di rischio o di fondi di capitale di rischio a copertura di una parte delle perdite legate agli investimenti, ovvero garanzie prestate in relazione ai prestiti in favore di investitori/fondi per investimenti in capitale di rischio  Incentivi fiscali in favore degli investitori affinché effettuino investimenti in capitale di rischio Prof. Marco Giorgino
  • FinC Conclusioni 32the La crisi ha messo a dura prova la solidità delle imprese, diminuendo fatturato, marginalità e autofinanziamento È aumentato il fabbisogno di finanziamento esterno da parte delle imprese La situazione critica delle banche e il peggioramento del profilo di rischio delle imprese ha causato una insufficiente offerta di credito in rapporto alla domanda L’equity ha per questo assunto un grado di importanza sempre maggiore L’Equity è una delle risorse strategiche, non l’unica Anche il mercato del Private Equity ha subito gli effetti della crisi Nuova era del Private Equity Il Pubblico potrebbe intervenire, ma le risorse sono limitate: deve farlo, generando circoli virtuosi in modo mirato ed efficace Prof. Marco Giorgino
  • FinC Contatti 33the Prof. Marco Giorgino Ordinario di Finanza, Politecnico di Milano e MIP Direttore, the FinC – the Finance Centre (www.thefinc.eu) marco.giorgino@polimi.it m.giorgino@thefinc.eu Prof. Marco Giorgino