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  • 1. un progetto rinascimentale per l’economia italiana Giovanni Lanzone, Lecce - Febbraio 2012
  • 2. L’ITALIA DEI TALENTI ARTE, ARTIGIANATO, DESIGN. IMPRESA & NUOVI MODELLI DI BUSINESS L’obiettivo del nostro lavoro e dell’Associazione (THERENAISSANCELINK) è di sostenere il modo italiano di fare impresa in diversi campi , coniugando la passione per l’eccellenza del nostro presente con i laboratori del Rinascimento (arti e mestieri) del nostro passato. Lo scopo che ci siamo dati è di estrarre i valori delle nostre imprese e dei nostri territori per esaltare il modo peculiare di fare impresa degli Italiani considerando i diversi fattori e i diversi valori di questo nostro saper fare attraverso i secoli: la relazione con il territorio e la bellezza (distretti, città, paesaggio), l’attitudine umanistica e politecnica (dall’eccellenza del fare artigiano alle strategie del design), il tocco famigliare del nostro modo di fare imprese e la capacità dei nostri imprenditori di agire sempre in prima persona (passione, comunità, identità).
  • 3. L’ITALIA DEI TALENTI ARTE, ARTIGIANATO, DESIGN. IMPRESA & NUOVI MODELLI DI BUSINESS Le migliori virtù delle nostre imprese e dei nostri territori debbono essere, oggi, recuperate e riattivate per trovare una via d’uscita alla crisi globale che ci sovrasta e che prima d’essere una crisi contabile è una crisi di motivazioni e di significati. Riferirsi al RINASCIMENTO, al più grande periodo della nostra storia, è una metafora generative, una fonte di ispirazione per ritrovare nel presente i valori e i talenti del fare impresa e la passione per il nostro paese.
  • 4. Il Rinascimento La lunga età del rinascimento italiano e poi europeo è così sovrastante, ricca di dettagli e piena di innovazioni che le conseguenze di quei fatti, e la loro valutazione effettiva, sono difficili da raccontare in un solo modello interpretativo. E’ un fenomeno enorme difficile da afferrare: troppi stati, troppe città, troppi eventi, troppe opere e troppe personalità geniali per essere contenuti in una sola storia. La nostra idea di fondo è stata quella di cercare nel Rinascimento i “semi” del modo di vivere in Italia e la scaturigine del suo modello produttivo. Un modello che semplicemente non potrebbe esistere senza il disordine, la magnificenza, la creatività e la passione per il rischio di quell’età. Molte delle caratteristiche attuali del nostro modo di fare le cose (il Made in Italy) hanno origine nel potente laboratorio d’impresa del Rinascimento. Benvenuto Cellini, Saliera per Francesco I, 1534
  • 5. Firenze e Venezia Firenze (e Venezia) rappresentano il punto assiale di questa storia. Senza il Rinascimento che rinnova e rivive la classicità noi non saremmo quel che siamo (l’unico paese che rivive due volte nella storia è la Gran Bretagna ma ci sono pochi collegamenti tra il British pop e l’impero Inglese, forse solo gli alamari e le divise nelle copertine dei Beatles) mentre il Rinascimento italiano è un nuovo grande racconto sulla stessa trama: il rapporto tra istituzione e individui, tra ordine e passione. In quel periodo, infatti, non vengono solo rinnovate l’arte, la musica, la prospettiva e l’architettura, ma anche i sistemi di credito (Luca Pacioli), la politica (Nicolò Machiavelli), la stampa (Aldo Manuzio), l’artigianato di prestigio (Luca della Robbia, Benvenuto Cellini, Angelo Barovier), l’arte del paesaggio e quella della cucina. Una grande e feconda stagione culturale che è arrivata viva e intatta sino a noi con i suoi paesaggi, le sue sensibilità e i suoi modelli operativi.
  • 6. E’ con il design italiano, negli anni ‘50, che il bello, legato tradizionalmente al votivo e al monumentale o prerogativa assoluta del lusso, entra nella vita quotidiana delle classi medie, comincia ad abitare il quotidiano. Sono Ponti, Mollino, Nizzoli, Zanuso, Sottsass e i fratelli Castiglioni assieme ad un gruppo di giovani imprenditori, coraggiosi e visionari, che attuano questo cambiamento di linguaggio, di gusto e di modelli produttivi, che diventerà a poco a poco, una vera rivoluzione. Con il loro lavoro, e con il sostegno dell’industria della moda, si crea la prima radice non convenzionale della creatività. La creatività utile contrapposta all’arte come paradigma della creatività “astratta”. E’ in questa stagione a noi più vicina che i grandi temi del Rinascimento entrano nella modernità industriale. L’invenzione del design
  • 7. Il Design E’ a Milano (tra Milano, Torino, Ivrea, Pisa e la Brianza) dove nel secondo dopoguerra i temi di rinnovamento del progetto estetico, diventano un complesso sistema industriale e culturale. il modello italiano è insieme più consistente e più radicale: entra in forma estesa nei modi della produzione, li trasforma, cambia i costumi e in parte la cultura di un paese intero, si diffonde nel mondo come un modello e uno stile e di vita. I nostri architetti e i nostri artigiani mescolano i forti contenuti di visione e di progetto, ereditati subliminalmente dalla classicità e dal Rinascimento, e le forme del progetto industriale.
  • 8. Il Design incorpora la memoria permanente del Classicismo e del Rinascimento, uso come esempio l’evidente relazione tra la lampada di Achille Castiglioni (Brera S, Flos, 1962) e l’uovo come simbolo di pienezza e fertilità che sovrasta uno dei più importanti capolavori del Rinascimento la Pala di Brera di Piero della Francesca .
  • 9. Aldo Rossi, Cupola, Caffettiera, Alessi, 1985
  • 10. Ci sono molti libri americani che lavorano su questa relazione tra impresa e creatività e usano il modello rinascimentale o la bottega artigiana o d’arte come modelli di riferimento . “Quando si produce una intersezione di campi, discipline o culture, si possono combinare i concetti esistenti in un largo numero di straordinarie nuove idee. Il nome che ho dato a questo fenomeno, l’effetto Medici, - dice Franz Johansson - viene proprio da quella incredibile esplosione di creatività che accadde nel quindicesimo secolo in Italia”. La Creativita’
  • 11. Renato Bialetti - Moka Epress Bialetti - 1933/1950 Design e Made in Italy
  • 12. Achille Castiglioni - Arco - Flos 1962 Design e Made in Italy
  • 13. Ettore Sottsass – Valentine Olivetti, 1968 Design e Made in Italy
  • 14. Rinascimento Per secoli l’Italia ha rappresentato un esempio vivente di queste virtù: una capacità acrobatica; la capacità di sviluppare creatività ai bordi dell’oscurità, il progresso in mezzo a infiniti ostacoli: la passione per la bellezza e la flessibilità ingegnosa nel modo di vivere e produrre, in due parole eleganza e ingegnosità. Su questo grande palcoscenico che è il nostro paese le luci sono rimaste sempre accese, I colori cangianti da città a città, da disciplina a disciplina ma la nostra grandezza è stata (e ancora è) una dimensione fondativa della cultura mondiale, un bene comune. Sono queste virtù quelle a cui dobbiamo appigliarci oggi nella convinzione che noi meglio di altri sappiamo interpretare il talento dell’impresa. Non solo perché l’abbiamo fatto nella grande stagione rinascimentale ma perché lo abbiamo rifatto nel secondo dopoguerra: nella grande stagione della moda e del design che ha – di nuovo – contribuito a formare il gusto e lo stile di una larga parte dell’umanità.
  • 15. Oltre al prodotto - la cui qualità e quantità è stato un aspetto assolutamente rilevante e indispensabile - la relazione stretta e strategica che il design, come un progetto artistico di bellezza e di comfort per molti (un movimento reale di arte di massa) instaura con l’industria (con i giovani industriali con la testa piena di progetti, che spesso condividevano i sogni dei giovani architetti) costruisce un modo particolare di fare industria, produce un vero e proprio movimento sociale che ha la capacità di costruire molte forme istituzionali dal basso: l’Adi, il Compasso d’Oro, le Riviste, le grandi Mostre della Triennale e il radicarsi, in molte realtà territoriali, e una grande cultura diffusa della creatività. Tutte questi eventi e tutte queste realtà hanno assunto il carattere di sistema e di modello sociale e produttivo.
  • 16. E il nuovo modello del design è stato contagioso e rappresenta una piattaforma praticabile per molti (la moda e i mezzi di trasporto, in primo luogo) e in seguito il cibo e molti altri settori (la ceramica, la cosmetica, i radiatori, gli occhiali …). In tutti questi settori possiamo trovare le stesse “soft qualities” tipiche della cultura del progetto: l’idea del design management come fattore chiave dell’impresa, l’azienda come un nuovo tipo di medium capace di strategie multiple guidate dalla passione, un forte rapporto con la tradizione e il territorio, un’impresa che fa rete con distributori e fornitori, il tocco famigliare o, comunque, un modello cooperativo al lavoro.
  • 17. Una mappa dei distretti industriali Italiani Source: Fiera di Milano 2008 Alimentari Carte e poligrafiche Chimica, gomma e plastica Meccanica Oreficeria, strumenti musicali, giocattoli Pelli, cuoio, calzature Prodotti per la casa Tessile, abbigliamento
  • 18. Crisi e Rinascita Mentre noi estendiamo e approfondiamo questo modello, il cui limite è forse la fragilità finanziaria, il capitalismo di derivazione anglosassone sconta una profonda deriva e sviluppa un errore di fondo, una distanza profonda dai modelli europei. Trasforma il suo modo di intendere l’economia in una impostazione prevalentemente finanziaria, un ansia di risultati a breve per soddisfare fondi azionari e azionisti, un sistema di prestiti al consumo sempre più spericolato. E’ quel che aveva avvertito la critica sociale, cattolica e socialista, senza riuscire ad averne ragione. Il capitalismo, lasciato a se stesso, anzi spinto da una malintesa concezione del liberalismo, ha portato alle sue estreme conseguenze l’intenzione di raggiungere un sogno prometeico, la ricerca dell’assoluto benessere (il progresso infinito), con modelli ermeneutici sbagliati e inadeguati: l’indifferenza alla persona e alla qualità.
  • 19. Renaissance Link Nel Marzo 2010 abbiamo fondato THE RENAISSANCE LINK (therenaissancelink.com) per sovrastare la crisi globale e per nutrire le aziende italiane di nuova linfa e con vecchi/nuovi valori. Abbiamo pensato che il Rinascimento, l’idea di connettere il presente a quel grande periodo della storia italiana, poteva essere una buona idea, un’idea guida per questo scopo. TRL è un’associazione che vuole mettere a fuoco i valori distintivi della qualità italiana, quei valori che proprio il Rinascimento ha dimostrato quanto possano essere universali: la creatività, l’innovazione, la bellezza e la sostenibilità, la ricchezza nella differenza e un forte legame con il territorio. Per noi dialogare con questi valori non significa guardare indietro o semplicemente difendere il Made in Italy, vogliamo ragionare su un nuovo paradigma economico e sociale che metta a fuoco la concreta possibilità di una felicità quotidiana per tutti.
  • 20. Renaissance Link Abbiamo chiamato l’associazione therenaissancelink in Inglese, perché consideriamo il suo programma come una necessità non solo per l’Italia ma un progetto utile a molti. Da un punto di vista statistico è molto difficile che questo nuovo salto di civiltà riesca a noi Italiani, dato che per tre volte, siamo stati protagonisti della cultura mondiale ma esattamente perché l’abbiamo già fatto abbiamo dalla nostra parte la risolutezza e l’abilità dei vecchi marinai e dei grandi maestri: l’incertezza e l’imprevisto non ci spaventano. Lo testimonia il fatto, che in pochi mesi, sull’orlo del baratro, abbiamo avviato un sostanziale cambio di passo, passo che ora bisogna assolutamente tenere il Rinascimento Italiano può essere – in questa fase difficile ma importante - una credibile risorsa per l’imprenditoria e la creatività, i suoi valori sono ancora vivi e ancora capaci di insegnare incrociando in forma mirabile la qualità del prodotto e la qualità della vita.
  • 21. Riunificare esperienza etica e valore economico attraverso l’estetica. Sperimentare la cura e il gusto nella ridefinizione dell’esperienza, che nasce dall’incontro tra la cultura e la capacità di creazione, tra la sensibilità e la bellezza.   Rimettere al centro la cultura del fare , l’esperienza delle Arti e dei Mestieri, l’apprendistato della Bottega Rinascimentale, dando nuova dignità e prestigio al saper fare, conciliando innovazione tecnologica e tradizione artigianale. Prendere a modello dal Rinascimento la sua capacità di integrazione dei saperi, di sviluppo e irradiazione.
  • 22. Puntare sull’alleanza tra progetto imprenditoriale, qualità territoriale e talento artistico . Ridefinire l’impresa come elemento strutturale per costruire un nuovo modello sociale, un territorio vivo, una visione politica.   Considerare la città come un laboratorio aperto di incontri ed esperienze culturali , formative, interdisciplinari, in cui le imprese illuminate tornino a giocare un ruolo decisivo nell’organizzazione sociale e nell’espressione del talento.
  • 23. Come primo passo, nella direzione di un progetto di lunga lena, abbiamo lavorato molto intensamente per verificare sul campo, tra le aziende italiane , se quel che pensavamo sulle peculiarità del nostro modello di sviluppo fosse presente nella realtà, esistesse in termini di convinzione e sensibilità nelle nostre imprese. Così, nel corso di due anni, abbiamo intervistato in profondità venti aziende di diversa dimensione e costituzione ma tutte costruite attorno alla passione e alla personalità degli imprenditori: dai cosmetici al tessile, dai servizi al design degli interni alla moda, dall’editoria alla tecnologia. Come supporto a questa attività di ricerca abbiamo scelto un giovane fotografo, Martino Lombezzi. che ha lavorato con una sensibilità quasi da antropologo sviluppando foto-storie su ciascuna di queste aziende: la leadership, il lavoro e i luoghi di lavoro, il territorio. Renaissance Link
  • 24.
    • I risultati di questa ricerca sono stati davvero incoraggianti, quattro punti sono emersi dall’indagine con grande forza nelle parole degli imprenditori:
    • L’azienda è il territorio, in nuovi termini, una chiamata di responsabilità. Una nuova vocazione guida per le imprese ma anche la necessità di trovare con le altre componenti sociali una armonia nuova insieme sociale, culturale e ambientale.
    • Il design e la bellezza come valori chiave per la strategia dell’impresa e del prodotto.
    • L’esperienza personale degli imprenditori (e le famiglie) che continuano ad essere un fattore chiave ma sono ad una svolta necessaria: la necessità di passare dalla prima persona singolare alla prima persona plurale. Abbiamo bisogno (come sistema industriale/artigianale) di allargare la produzione dai beni personali ai beni comuni. Abbiamo bisogno di più legalità e di più società
    • La leadership da secondo millennio, una leadership tra pari che noi abbiamo chiamato convocativa. La capacità degli imprenditori di abbandonare il comando, facendo crescere le reti e le risorse, mantenendo la guida.
    • Niente di particolarmente nuovo, ma il punto interessante è che questi valori, questa coscienza, questi temi sono realmente presente dentro tante, differenti, aziende italiane.
    I Risultati
  • 25.
    • Fatto questo abbiamo affrontato altri due temi che ci stanno impegnando e che sono anche la ragione della nostra presenza a Lecce:
    • Il primo è quello di far crescere la massa critica necessaria a far germogliare queste nuove idee e a far crescere nella nostra economia la consapevolezza attorno a questo modello di sviluppo. Stiamo costruendo una stabile alleanza con gli imprenditori che hanno lavorato in prima persona a questo progetto e con i gruppi di studio e ricerca che si muovono nella nostra stessa direzione: il centro sulla Generatività della Fondazione Don Sturzo guidato da Mauro Magatti, il gruppo dello IUAV di Venezia con Stefano Micelli ed Enzo Rullani, la Fondazione Irso con Federico Butera e Giorgio de Michelis, la fondazione Symbola.
    • Di questa iniziativa fanno parte, anche, progetti di estensione del protocollo di ricerca per verificarne la solidità e per estenderne la portata:
    • Il mediterraneo e le aziende del sud
    • Le aziende italiane all’estero
    • Le imprese sociali
    Renaissance Link: le prospettive
  • 26. Il secondo tema che ci sta a cuore è quello della formazione . Nel 2010, in Italia, la domanda di nuova occupazione per le imprese della manifattura artigiana è stata di circa 236 mila diplomati tecnici e professionali, a fronte di un’offerta pari a 125.712 giovani: circa 110 mila posti di lavoro, quindi, non hanno trovato occupanti disponibili - o capaci - a ricoprirli. Nel 2010 in Italia si fa strada, anche nell’opinione pubblica, una diffusa consapevolezza che per uscire dalla crisi bisogna tornare a fare, all’eccellenza del fare, bisogna tornare a pensare con le mani. Questo vuoto, o difficile compatibilità tra domanda e offerta, tra aspirazioni e realtà non può essere colmato dalle istituzioni o dalle leggi è un problema culturale e di valori. Il punto non sono solo la legislazione o la formazione, il punto è la motivazione: senza racconto di grandezza non c’è motivazione a fare. Ed è per questo che vogliamo avviare un progetto di formazione su questi temi che metta insieme il saper fare e il senso profondo della nostra esperienza: sette secoli di pensiero al servizio di un nuovo inizio. Consideriamo una formazione nuova, capace di mettere insieme memoria e progetto, la chiave di volta di ogni possibile iniziativa per la rinascita o lo sviluppo. Renaissance Link: le prospettive