Progettazione di strumenti di comunicazione sostenibili per l'educazione: il caso dell'Università di S.Spiritus a Cuba
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Progettazione di strumenti di comunicazione sostenibili per l'educazione: il caso dell'Università di S.Spiritus a Cuba

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Tesi di laurea magistrale in Teoria e tecnologia della comunicazione, Università degli Studi di Milano Bicocca, di Davide Berardino, A.A.2009-10.

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Progettazione di strumenti di comunicazione sostenibili per l'educazione: il caso dell'Università di S.Spiritus a Cuba Progettazione di strumenti di comunicazione sostenibili per l'educazione: il caso dell'Università di S.Spiritus a Cuba Document Transcript

  • Università degli Studi di Milano BicoccaFacoltà di Psicologia – Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione Progettazione di strumenti di comunicazione sostenibili per leducazione: il caso dellUniversità di S.Spiritus a CubaRelatore: Relazione della prova finale di:Prof. Roberto Polillo
  • Controrelatore: Davide BerardinoProf. Schiavo Campo Matr. 725030 Anno Accademico 2009/2010
  • IndiceINTRODUZIONE .............................................................................................................3 Obbiettivi ......................................................................................................................3 Contesto ........................................................................................................................3 Struttura della tesi .........................................................................................................4CONTESTO, OBBIETTIVI E CONFINI DEL PROGETTO...........................................6 Internet a Cuba ..............................................................................................................6 Il sistema informativo delluniversità di Sancti Spiritus .............................................13LA SOLUZIONE PROPOSTA .......................................................................................28 Progettazione ..............................................................................................................28 La soluzione proposta ................................................................................................35DRUPAL COME FRAMEWORK PER LO SVILUPPO ...............................................41 Il software open source e la scelta di Drupal ..............................................................41 Drupal, architettura, logica e dinamiche di sviluppo adottate, moduli base, terminologia ................................................................................................................46LO SVILUPPO ................................................................................................................62 La gestione contenuti ..................................................................................................62 Sistema di autenticazione e gestione dei permessi degli utenti ..................................67 La gestione dei servizi ................................................................................................75 Drupal e Moodle .........................................................................................................87 Drupal social network .................................................................................................89 Theming, replica del modello e ottimizzazione ..........................................................95 Riepilogo temi utilizzati............................................................................................105SVILUPPI FUTURI ......................................................................................................107 Piano di informatizzazione .......................................................................................107CONCLUSIONI ............................................................................................................110BIBLIOGRAFIA ...........................................................................................................112
  • INTRODUZIONE ObbiettiviLa tesi di laurea magistrale in Teoria e Tecnologia della Comunicazione è natacon lo scopo di progettare e sviluppare un prototipo funzionale di una nuovaintranet allinterno del campus dellʼUniversità José Martì Perez di SanctiSpiritus. ContestoIl lavoro di tesi si inserisce nel contesto di progetti di cooperazioneinternazionale, in corso da alcuni anni, fra diverse università latino-americane(UNAN di Managua in Nicaragua, Università di Sancti Spiritus a Cuba,Università Federale del Parà a Belem, Brasile e Università Nazionale diGeneral Sarmiento a Buenos Aires, Argentina) e lʼUniversità di Milano Bicocca(Facoltà di Sociologia, Facoltà di Statistica e Facoltà di Medicina) per losviluppo di progetti sostenibili.Allinterno di questo panorama internazionale, è stato coinvolto il dipartimento diinformatica (DISCO) per lo studio e la sperimentazione delle potenzialità offertedai nuovi strumenti del Web 2.0 per la realizzazione a basso costo diapplicazioni sostenibili per paesi in via di sviluppo o comunque, per realtà localinon dotate di infrastrutture informatiche di elevate prestazioni (LaboratorioTANGO – Tecnology Assistance to Non-Governmental Organizations) e ditecnologie informatiche per lʼenergia rinnovabile (laboratorio L.INT.AR. –Laboratoro di Intelligenza Artificiale).Nello specifico, questo lavoro di tesi è suddiviso in due fasi principali: la prima,avviatasi in Italia con la collaborazione del Prof. Roberto Polillo, è statacaratterizzata da un lavoro di ricerca e analisi di casi studio significativi da cui sisono potuti trarre alcuni scenari di utilizzo delle tecnologie adottate nei paesi invia di sviluppo, individuando i principali requisiti da tenere in considerazione per
  • le realtà a cui ci si è riferiti e pubblicando articoli allinterno del blog tangonet.it.Inoltre, durante questa fase iniziale, è stato effettuato un lavoro di ricerca evalutazione delle tecnologie open source presenti in rete, con lobiettivo dipoterne utilizzare una, adattandola al target di riferimento, il più possibile ingrado di sopperire alle concrete esigenze del sistema.La seconda parte del progetto, svolta presso lUniversità Josè Martì Perez aCuba (nellʼambito di un progetto Extra PLUS di collaborazione fra lʼUniversitàdegli Studi di Milano Bicocca e lʼUniversità di Sancti Spiritus a Cuba), è statacaratterizzata da una iniziale attività di raccolta informazioni sulla situazionesocio-informatica presente allʼinterno del campus e, più nello specifico, sonostati analizzati i flussi informativi delluniversità, con la collaborazione delLaboratorio di Tecnologia Educativa, allinterno della Facoltà di Ingegneria, incui ha trovato luogo il concreto svolgimento del progetto.Lʼattività in Cuba ha preso il via nella terza settimana di settembre 2010 ed èstata supportata localmente dal Prof. Osvaldo Romero Romero che, in quantovice-rettore del dipartimento di Investigacion e Posgrado e Capo delDipartimento Relazioni Internazionali dellʼUniversità di Sancti Spiritus, ha unacompleta conoscenza delle esigenze applicative del sistema. Gli altri professoricoinvolti in qualità di tutor e revisori del progetto sono stati Bernardo Yaser LeónÁvila, docente di Informatica presso la Facoltà di Ingegneria e Alain PereiraToledo, laureato in Ciencia de la Computacion e docente di Base dati e Basedati avanzati.Il presente progetto è stato svolto in collaborazione con Greta Liguori,studentessa laureanda in Teorie e Tecnologie della Comunicazione anchessapresso lUniversità degli studi di Milano Bicocca, che è stata compresente aCuba nellʼambito di un progetto di tesi finanziato dal programma Exchange, conuna tesi dal titolo: “Uso di strumenti Web 2.0 per la realizzazione di applicazionisostenibili in ambienti educativi”, il cui focus è stato maggiormente sugli aspettisociali e progettuali.Lʼidea di agire insieme è nata principalmente dalla volontà di usufruire delleconoscenze provenienti da due diverse tipologie di formazione, una più legata
  • alla parte sociale della comunicazione (Greta Liguori) e lʼaltra di orientamentopiù specificamente allo sviluppo delle componenti informatiche, grazie alle qualisi è potuto creare una sinergia di lavoro in grado di supportare le esigenzerichieste dal progetto. Struttura della tesiLa tesi si compone di cinque capitoli. Nel primo, si crea una panoramica delcontesto particolare allinterno del quale si è sviluppato il progetto, con lanalisidel panorama informatico/informativo cubano e delluniversità José Martì Pérezdi Sancti Spiritus.Nel secondo, si descrivono i processi che hanno caratterizzato la fase di webdesign e i risultati raggiunti, dalla fase di raccolta dati, ai principi di usabilità,accessibilità e sostenibilità, fino alla soluzione proposta.Il terzo capitolo illustra le scelte possibili allinterno del panorama dei CMS opensource disponibili e motiva la scelta di Drupal come framework per lo sviluppo.Si descrivono, quindi, le componenti del CMS eletto per una facilecomprensione del quarto capitolo, relativo allo sviluppo. Ivi si descrivono, neldettaglio, le componenti utilizzate, per consentire il trasferimento dellaconoscenza in funzione delluso e dello sviluppo del prototipo realizzato.Lultimo capitolo propone uno scenario delle prospettive future del progetto, conla descrizione del gruppo di lavoro nato a supporto delle attività avviate e con ilriepilogo degli elementi che ancora mancano per completare la progettazione elo sviluppo della intranet delluniversità.
  • CONTESTO, OBBIETTIVI E CONFINI DEL PROGETTO Internet a CubaCon il cento per cento della popolazione in grado di leggere e scrivere, Cubaraggiunge uno dei più alti tassi di alfabetizzazione nel mondo1 e un periodomedio distruzione di 8,9 anni. Tassi così alti per quanto riguarda il capitaleumano potrebbero far pensare ad un elevato livello di adozione di internet, diconverso invece Cuba presenta uno dei tassi più bassi di connettività2.Altri governi autoritari in condizioni economiche simili, come la Corea del Nord eil Laos3, hanno tentato di regolamentare la rete nei propri paesi distaccando ipropri cittadini dalla comunità internet globale4 o offrendo condizioni sfovorevoliper lutilizzo (il Laos ha uno dei livelli di banda più bassi nel mondo). A Cubaperò, già dal 19965, nonostante le ottimistiche intenzioni del governo di fornire atutti i cittadini cubani informazioni sociopolitiche, economiche e sportiveattraverso un rapido percorso di evoluzione tecnologica, si sono evidenziate ledifficoltà di un processo lento e in ritardo rispetto ad altri paesi che pure nongodono di condizioni politiche e geografiche favorevoli per la diffusione dellarete6.Nel 1998, Cuba contava solo su di una connessione satellitare a 64-kbps7. Nel2005 solo 3.3 su 100 cubani possedevano un PC8. Nel 2006, circa 190,000cubani (il 2% della popolazione) erano utenti internet, un utilizzo che èapprossimativamente un tredicesimo di quello di Costa Rica e ai livelli di1 ONI 2007, http://opennet.net/sites/opennet.net/files/cuba.pdf2 2006 Information Technology Adoption and Political Regimes. International Studies Quarterly (with Frank Westhoff). p.9263 The Internet and state control in authoritarian regimes: China, Cuba and the counterrevolution (originally published in August 2001), Shanthi Kalathil, Taylor C. Boas (http://firstmonday.org/htbin/cgiwrap/bin/ojs/index.php/fm/article/view/1788/1668)4 Corrales and Westhoff, Information Technology Adoption and Political Regimes. 2006:9255 Decreto Legge 209, giugno 19966 Geography matters: Mapping human development and digital access Stephanie Birdsall, William Birdall (http://firstmonday.org/htbin/cgiwrap/bin/ojs/index.php/fm/article/view/1281/1201)7 ONI 2007, http://opennet.net/sites/opennet.net/files/cuba.pdf8 ONI 2007, http://opennet.net/sites/opennet.net/files/cuba.pdf
  • Uganda e Sri Lanka9. Dieci anni dopo (2006) le dichiarazioni di Fidel Castro10ancora non cʼè stata lʼinversione di tendenza: una connessione satellitare a 65Mb/s in upload e 124 Mb/s in download serviva lintero paese e gli 11 milioni diabitanti11.Nel 2007, in seguito alle prime liberalizzazioni di Raul Castro, gli utenti internethanno raggiunto il 16% della popolazione (ai livelli dello Zimbawe12), nonostantepersistano pene e restrizioni molto rigide e nella maggior parte dei casilaccesso sia ristretto ad aree specifiche di competenza13.Notizie positive si prospettano invece per il futuro, dal momento che il cavo difibra ottica proveniente dal Venezuela dovrebbe arrivare a Cuba nel primosemestre del 201114, anche se le comunicazioni ufficiali cubane15 dichiarino chesolo una ristretta minoranza potrà goderne dei benefici, mentre il resto delpaese utilizzerà sempre la stessa connessione satellitare attiva.9 Unesco Institute for Statistics10 Patrick Symmes, “Che is dead,” Wired,http://www.wired.com/wired/archive/6.02/cuba.html11 ONI 2007, http://opennet.net/sites/opennet.net/files/cuba.pdf12 Unesco Institute for Statistics13 http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/3425425.stm14 MES, http://intranet.mes.edu.cu/index2.php?option=com_content&t15 Granma, http://www.granma.cu/espanol/cuba/3noviem-desafio.html
  • Illustration 1: gapminderLutilizzo di un singolo satellite e la conseguente lentezza di connessione sonoindicati dal governo cubano come conseguenze dellembargo con gli StatiUniti16. Secondo il governo infatti, le sanzioni tra gli Stati Uniti e Cuba nonpermettono di collegarsi a un cavo di fibra ottica installato a soli dodici migliadalla costa del paese, che deve quindi affidarsi a costosi uplink attraverso paesicome Cile, Brasile e Canada. Tale condizione si riflette poi sui proibitivi costi diaccesso per i cubani che si collegano legalmente ad internet17. Lembargo,inoltre, complica lacquisto di componenti hardware americane chefaciliterebbero le connessioni ad internet18.Nonostante il governo cubano tenti di incolpare il bloqueo19 per mantenere icubani lontani da internet, la verità è che lo stesso governo norma e controllarigidamente luso che se ne fa e le modalità di accesso. Le connessioni privatesono pressoché vietate, salvo per alcuni casi particolari (generali, residenti16 http://www.juventudrebelde.cu/cuba/2006-11-02/estados-unidos-bloquea-internet-en-cuba-l17 ONI 2007, http://opennet.net/sites/opennet.net/files/cuba.pdf18 http://www.juventudrebelde.cu/cuba/2006-11-02/estados-unidos-bloquea-internet-en-cuba-l19 Trad. embargo
  • stranieri, istituzioni religiose) e hanno costi proibitivi, ciò vale anche per coloroche potrebbero averne accesso seppur sempre e solo in seguito a richieste benmotivate20. Per accedere legalmente ad account di posta elettronica o adinternet, la maggioranza degli utenti cubani deve recarsi in luoghi di pubblicoaccesso (centri ETEC SA o hotel di lusso a lHavana). In questi luoghi, peròbisogna spesso attendere a lungo in coda, oltre a fornire il proprio passaporto odocumento di identità allingresso perché venga annotato su dei registri epagare 6.00 USD/h, circa metà del salario medio di un cubano. A causa di costicosì cari, la maggior parte dei cubani che ne ha la possibilità (quelli chelavorano per i ministeri, gli ospedali, le università, sedi di aziende straniere,aziende con relazioni internazionali, istituzioni religiose) preferisce accedereattraverso intranet nazionali, anche se spesso a condizioni di banda ed accessomolto più sfavorevoli21.Al contrario dei cubani, ai turisti risulta maggiormente accessibile internet, dalmomento che possono accedere dagli hotel e da certi internet cafè, se non altroperché possono permettersi il costo del servizio.Per esempio, lHotel Palco a lHavana offre 24h di accesso a internet in camereprivate per 10 USD, anche se lofferta è ristretta ai turisti, i cittadini cubani nonpossono accedervi.Rispetto alle costose connessioni legali esistono alternative illegali, anche setecnologicamente difficili da realizzare e pericolose per gli effetti che potrebberoderivarne, visto soprattutto che il rischio di essere scoperti è enorme22. Ilmercato nero dellaccesso a internet è venduta da cubani con account approvatia quelli che non hanno i mezzi o i permessi per accedervi23. È possibilealtrimenti cercare di ottenere un account da impiegati o tecnici dellimpresa(ETEC SA) che si occupa della fornitura. La condivisione di un account è unaltro metodo per ottenere une-mail senza essere approvati. In genere la20 http://en.rsf.org/cuba-minister-blames-us-embargo-for-low-13-02-2007,20999.html21 http://en.rsf.org/cuba-going-online-in-cuba-internet-19-10-2006,19335.html22 http://en.rsf.org/cuba-going-online-in-cuba-internet-19-10-2006,19335.html23 http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/3386413.stm
  • condivisione24 è effettuata con account stranieri (yahoo, gmail, hotmail...) ed èpossibile anche se solo una persona ha ottenuto lʼapprovazione o attraverso ilconsenso comprato da prestanomi autorizzati25.Nonostante liniziale dichiarazione di Fidel Castro che definiva laccesso ainternet un “diritto fonamentale” di tutti i cubani, il governo, da quando internet èdiventato pubblico nellottobre del 199626, ne ha sempre ristretto laccesso. Nelgiugno del 1996 infatti, il Comitato Esecutivo del consiglio dei ministri cubanoapprovava il Decreto Legge 209 che regola lo sviluppo di internet a Cuba. Ildecreto legge 209 mette laccento sullimportanza di “politiche e strategie” per larete perché siano in linea con la cultura del paese, i propri bisogni per losviluppo e linteresse per la difesa nazionale e la sicurezza”27. Larticolo 13 deldecreto legge 209 riporta che “per assicurare che i principi presenti in questodecreto siano rispettati, laccesso ai servizi del world wide web saranno selettivi”(Decreto No. 209/1996 Sobre el acceso de la República de Cuba a Redes deAlcance Global). In questo modo il governo cubano pose dal principio una forterestrizione allaccesso e alluso della rete.Il decreto legge 209 discute la prioritizzazione delleleggitbilità degli aventi dirittoallaccesso menzionati con larticolo 13. Larticolo 12 dice:Le politiche della rete saranno progettate in dipendenza degli interessinazionali. La priorità della connettività sarà data agli individui legalmentericonosciuti e alle istituzioni considerate più rilevanti per il benessere e losviluppo del Paese. (Decreto No. 209/1996 Sobre el acceso de la Repúlica deCuba a Redes de Alcance Global).Gli “individui legalmente riconosciuti e alle istituzioni considerate più rilevanti24 I messaggi non vengono realmente inviati, ma vengono salvati tra le bozze, in modo che non rimanga traccia delle comunicazioni allinfuori dellaccount condiviso.25 http://en.rsf.org/cuba-going-online-in-cuba-internet-19-10-2006,19335.html26 Patrick Symmes, “Che is dead,” Wired,http://www.wired.com/wired/archive/6.02/cuba.html27 Decreto Legge 209, giugno 1996
  • per il benessere e lo sviluppo del Paese” a cui il decreto legge 209 fariferimento nella Sezione III, corrispondono agli intellettuali riconosciuti comenon dissidenti, a ricercatori e giornalisti governativi, allo staff di compagnie conforti relazioni internazionali e ad imprese informatiche28.Il governo cubano, inoltre, applica la censura su alcuni siti, principalmente quellierotici (che vanno contro la cultura e la morale del paese), quelli terroristici exenofobi (tra cui rientrano anche quelli politici/informativi non filogovernativianche se non detto espressamente)29. DallHotel Palco è impossibile peresempio collegarsi a www.hermanos.org, il sito internet dei Brothers of Rescue(trad. fratelli del salvataggio), unorganizzazione anti castristista con sede negliStati Uniti che si propone di realizzare attività umanitarie, ma che è stataaccusata dal governo cubano di essere collegata ad attività terroristiche30. Unaltro esempio è laccesso negato per www.democracia.org, un sito internetdove si chiede il rilascio di Oscar Elias Biscet, un fisico dissidente cubanocondannato a 25 anni perché accusato di collaborare con il governostatunitense per sovvertire il regime31.Oltre a bloccare siti potenzialmente pericolosi per la “sicurezza e la difesa dellacultura del paese”, il governo cubano monitora tutte le e-mail inviate dai punti diaccesso pubblici. Presso gli internet point del Correos de Cuba, gli utentidevono segnare il proprio nome ed indirizzo allentrata32. Tutto il traffico delle e-mail passa infatti attraverso lunico ISP disponibile, controllato direttamente dalgoverno, che ha predisposto un filtro che controlla i termini digitati e nel casosiano sulla blacklist (es. nomi di dissidenti)33 visualizza un messaggio pop-upche senza alcuna notifica chiude il browser34.Per impedire ai dissidenti di fornire informazioni a testate straniere, il governo28 http://en.rsf.org/cuba-going-online-in-cuba-internet-19-10-2006,19335.html29 http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/5024874.stm30 http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/5024874.stm31 http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/2938041.stm32 http://en.rsf.org/cuba-going-online-in-cuba-internet-19-10-2006,19335.html33 ONI 2007, http://opennet.net/sites/opennet.net/files/cuba.pdf34 http://en.rsf.org/cuba-going-online-in-cuba-internet-19-10-2006,19335.html
  • vieta a giornalisti non riconosciuti (non filogovernativi) di accedere ad internetlegalmente, attraverso appunto il controllo allentrata negli internet point. Peresempio, nessuno dei diciassette giornalisti che lavorano per lagenzia distampa Cubanac N (la più famosa agenzia di giornalisti indipendenti di Cuba)ha il permesso di entrare in questi cafè per inviare i propri elaborati oltreoceanoo negli Stati Uniti. Per comunicare con editori stranieri si trovano costretti adettare gli articoli per telefono, a costi di chiamata esorbitanti (10 pesoscovertibili per 5 minuti, più o meno 10 €)35 che nonostante sia molto più lento edispendioso è sicuramente più sicuro. Nel 2006 ci furono ventiquattro giornalistiindipendenti incarcerati, con condanne fino a ventisette anni di carcere. Durantei processi, laccusa si è concentrata sulle loro attività sulla rete riguardanti lapubblicazione di articoli su siti statunitensi che minavano la sicurezza delpaese. Inibendo la libertà di comunicazione di giornalisti indipendenti il regimeimpedisce che le informazioni escano dal paese.La politica castrista di accesso selettivo alla rete aiuta il governo a mantenereun controllo centralizzato sul paese. Nel 1996 al World Economic Forum, nelsuo discorso intitolato “Dichiarazione dindipendenza del Cyberspazio”, JohnPerry Barlow, il cofondatore dellElectronic Fronteir Foundation, espressechiaramente il concetto di come internet avrebbe reso la sovranità nazionaleobsoleta, diminuendo il potere e il controllo dello Stato sul cittadino per quantoriguarda laccesso alle informazioni36. In regimi repressivi, internet puòpermettere ai cittadini di acquisire consapevolezza sulla realtà sociale,economica e politica degli altri paesi e può facilitare così un processo dicambiamento37. Per esempio con le elezioni del 2009 in Iran ha giocato un ruolofondamentale twitter38 per la divulgazione e il reperimento delle informazioni39. Il35 http://en.rsf.org/cuba-going-online-in-cuba-internet-19-10-2006,19335.html36 Open Networks, Closed Regimes: The Impact of the Internet on Authoritarian Rule (Forward),Shanthi Kalathil, Taylor Boas, 2000(http://firstmonday.org/htbin/cgiwrap/bin/ojs/index.php/fm/article/view/1025/946)37 The Internet and state control in authoritarian regimes: China, Cuba and the counterrevolution (originally published in August 2001), Shanthi Kalathil, Taylor C. Boas (http://firstmonday.org/htbin/cgiwrap/bin/ojs/index.php/fm/article/view/1788/1668)38 www.twitter.com39 http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/8505645.stm
  • governo cubano, con il suo stretto controllo sopra la rete, mantiene quindimaggior controllo sullesposizione delle informazioni ai suoi cittadini e sullapotenziale influenza delle informazioni provenienti dallestero.Internet è considerato un importante strumento per lo sviluppo della democraziadal momento che fornisce ai cittadini potenti mezzi di comunicazione dimassa40. Così come la rete fornisce canali per una libera espressione e unlibero scambio di idee, laccesso non ristretto rafforza i valori e gli standarddemocratici di un paese41. Rispetto ad altre forme di telecomunicazione, internetè un medium che permette a ciascun utente di inviare informazioni a qualsiasidestinatario e ricevere informazioni da mittente o fonte, benché internet nonrientri comunque tra i mezzi che supportino un controllo centralizzato42.Secondo LaKindra Mohr, della Johns Hopkins University, le restrizioni alla rete“possono non solo nascondere, ma eliminare il ruolo di internet per il proliferaredi sottoculture ai fini di un cambiamento politico”43.Sebbene la situazione descritta disegni un contesto in cui internet non sembraavere molto spazio allinterno della società cubana, sembra che per il futuro siaprano degli spiragli importanti per unadozione massiva, visto anche i grandicambiamenti in atto allinterno della società e nella cultura cubana44.40 Geoffry L. Taubman, Keeping Out the Internet? Non-Democratic Legitimacy and Access to theWeb (http://firstmonday.org/htbin/cgiwrap/bin/ojs/index.php/fm/article/view/984/905)41 Volume 27, Number 2, Summer-Fall 2007, Mohr, LaKindra. Of Note: State Control of theInternet Reins in Cubas Future42 Keeping Out the Internet? Non-Democratic Legitimacy and Access to the Web, GeoffryTaubman(http://firstmonday.org/htbin/cgiwrap/bin/ojs/index.php/fm/article/view/984/905) e OpenNetworks, Closed Regimes: The Impact of the Internet on Authoritarian Rule (Forward), ShanthiKalathil, Taylor Boas, 2000(http://firstmonday.org/htbin/cgiwrap/bin/ojs/index.php/fm/article/view/1025/946)(http://bit.ly/hRMVKX)43 Volume 27, Number 2, Summer-Fall 2007, Mohr, LaKindra. Of Note: State Control of theInternet Reins in Cubas Future44 Proyecto de Lineamientos de la política económica y social (http://www.cubadebate.cu/wp- content/uploads/2010/11/proyecto-lineamientos-pcc.pdf)
  • Il sistema informativo delluniversità di Sancti SpiritusLUniversità di Sancti Spiritus si compone di 3 facoltà (Ingenieria, Humanidadese Contabilidad y Finanza), due dipartimenti indipendenti (Marxismo y Historia eAgropecuaria), una biblioteca e uno studentato, organizzati in cinque edificidistinti dislocati in luoghi differenti della città, seppur nel raggio di 3 km (adesclusione del dipartimento di Agropecuaria che ha sede a Topes de Collantes,a 70 km dalla città).Nelle diverse sedi è presente una cablatura non professionale, che nella sedepiù avanzata, quella centrale (edificio 1, Ingegneria), in cui ha inizialmente sedeil progetto, viene distribuita attraverso 120 punti rete. La sede centrale è inoltre illuogo dove si trovano fisicamente tutti i server che forniscono i servizialluniversità, sebbene non siano server professionali, ma computer concapacità limitata (512Mb di RAM) utilizzati come server.
  • Illustration 3: Nodo principale della rete
  • La banda a disposizione dellUniversità è diversa a seconda del canale a cui cisi collega. Luniversità conta infatti su tre canali principali a cui possonoaccedere diversi tipi di utenza in base ai propri permessi: la intranetuniversitaria a cui accedono studenti e professori; la rete del MES (il ministerodellistruzione cubana), a cui accedono professori e studenti autorizzati edinternet vero e proprio, a cui accedono solamente gli utenti autorizzati, previarichiesta formale scritta contente motivazioni specifiche.La intranet delluniversità è di fatto un sito internet locale a cui tutti hannoaccesso tramite connessioni provenienti dallinterno delluniversità o dalla reteuniversitaria, così come alla rete del MES.Se la velocità della rete locale allinterno di ogni edificio è accettabile (fino a 512kpbs), non lo è invece quella che collega tra loro i diversi edifici (edificio 1 conedificio 2, biblioteca e studentato, < 64 kpbs), per cui ogni sede deve
  • necessariamente replicare la struttura base di server presente nella sedeprincipale per fornire un dignitoso accesso ai servizi agli utenti.La rete del MES è accessibile attraverso un collegamento a 1 Mbps, che variaperò di anno in anno e di Università in Università in base alluso che ne fanno gliutenti. Per il 2011, viste le poche ricerche effettuate attraverso questo canale dastudenti e professori dellUniversità José Martì di Sancti Spiritus, la banda saràleggermente diminuita.Internet è disponibile invece attraverso un collegamento a 64 kbps che serveluniversità intera e tutti i suoi edifici. Questo comporta diversi problemi diaccesso quando tutti gli uffici sono operativi o i laboratori occupati. Al problemadellaffollamento della rete si aggiungono i limiti tecnici dei server della posta edel proxy che a volte si sovraccaricano e saltano, oltre a problemi di corrente(blackout improvvisi o periodi di ahorro energetico45) comuni in tutta Cuba46.45 Trad. risparmio energetico46 http://havanajournal.com/politics/entry/recurring_blackouts_plague_cuba/
  • Illustration 5: rete dlluniversitàCome la situazione per quanto riguarda le infrastrutture e la connettività, quellache riguarda il sistema informativo, non era delle migliori: un vero sistemastrutturato al momento dellinizio delle attività non esisteva, le soluzioni e glistrumenti adottati erano stati realizzati da iniziative indipendenti da parte diprofessori volenterosi, senza però una visione allargata del contesto. Sono statirealizzati in questo modo un sito internet, una rete interna (a cui faremoriferimento come intranet), diverse installazioni di Moodle (software di e-learning) e un sistema di posta elettronica. Questi servizi versano però inpessime condizioni, sono spesso non disponibili per via dellinstabilità delsistema e di una totale assenza di procedure di ripristino quando i server per unmotivo o per laltro (mancanza di corrente, errori di sistema, spostamenti …)smettono di funzionare, oltre a manifestare una serie di malfunzionamenti
  • riconducibili sempre alla mancanza di referenti per lassistenza, lo sviluppo e lamanutenzione. Illu stration 6: intranet iniziale
  • Illustration 7: campus on line (Moodle) Illustration 8: interfaccia di accesso alla webmailNonostante i problemi presenti però, si percepisce una reale esigenza diutilizzare strumenti informatici per accedere alle informazioni del Ministero(MES) e di utilizzare un sistema per uneffettiva gestione dei compiti, dei progettie dei lavori degli studenti.I principali servizi disponibili, la intranet e Moodle, erano inizialmente accessibilisolo attraverso indirizzi ip (10.16.1.9), mentre per leggere la mail gli utenti eranostati addestrati a scrivere nel browser 10.16.1.1:3000, dal momento chenessuno si occupava del mantenimento dei dns. Tutte le connessionidalluniversità sono mediate da un proxy che si trova invece su 10.16.1.4 a cuici si autentica con la mail ufficiale delluniversità. Vista la configurazione delleconnessioni, capitava spesso di vedere utenti normali mettere mano aconfigurazioni avanzate di browser e rete per cercare di bypassare il proxyperchè la macchina esta apagada47, invano.47 Trad. è spenta
  • Illustration 9: configurazione del proxyIl sito internet, prima del settembre del 2010, era costituito da pagine statichedifficilmente aggiornabili da utenti senza conoscenze informatiche e rispondevaprincipalmente allesigenza di comunicare lesistenza dellente universitario,soprattutto nei confronti di università partner estere, nonostante fosse spessonon raggiungibile e non visibile su diversi browser (su Firefox venivavisualizzato solo lo schermo bianco). Una versione più evoluta e basata suDrupal è stata realizzata nel settembre 2010, che, nonostante riportiinformazioni non aggiornate e il template base del CMS48, costituisce senzadubbio unimportante evoluzione in positivo del sito, dal momento che è orapossibile aggiornare automaticamente i contenuti. Il problema è che al principiodel progetto presso lUniversità cubana, il webmaster del sito non era già piùreperibile e non cera nessuno che si occupasse dellaggiornamento dei48 Content Management System
  • contenuti. Illustration 10: sito delluniversità prima di settembre 2010 Illustration 11: sito delluniversità a settembre 2010Il problema emerso però con il rinnovamento del sito internet è che sebbene glistrumenti siano stati rinnovati e siano funzionanti, continua a mancare
  • unorganizzazione che invogli o imponga una collaborazione attiva per quantoriguarda il reperimento, la stesura e laggiornamento dei contenuti.La mancanza di consapevolezza dei processi di sviluppo, della propria strutturaorganizzativa e delle stesse esigenze delluniversità ha suggerito che primaancora di iniziare a pianificare le attività di sviluppo, venisse fatta chiarezza suiprocessi e i flussi di comunicazione interna alluniversità, in modo poi dastrutturarli allinterno di un sistema informativo.Le esigenze riconosciute per il sistema informativo e informatico delluniversitàemerse dalle analisi e dalla tavola rotonda (taller) tenuta con tutti i professori deldipartimento di informatica possono riassumersi in: 1. migrare al software libero (da windows a linux) 2. aumentare i livelli di sicurezza informatica 3. uniformare lutilizzo degli strumenti informatici per un miglior mantenimento (anche dal punto di vista del design) 4. unificare delle utenze 5. creare una cultura informatica per un maggior utilizzo dei servizi e degli strumenti disponibili 6. ordinare i servizi disponibili e facilitarne laccesso 7. aumentare luso del canale del MES (e acquisire così banda maggiore) 8. offrire alla biblioteca degli strumenti per gestire al meglio il catalogo, i prestiti e le statistiche sulle ricerche (richieste dal ministero) 9. regolare e far rispettare i regolamenti informatici presentiDal momento che non esistono fondi per pensare ad un vero e proprio piano diinformatizzazione, tutte le attività dovranno essere realizzate dalle personepresenti nelluniversità, con le risorse disponibili. Per tale motivo non ècontemplata ancora levoluzione della rete interna delluniversità, ilmiglioramento della connessione tra gli edifici ed altre attività che comportano lasostituzione di dispositivi hardware nuovi. I dispositivi presenti infatti sono per lopiù donazioni o prodotti di progetti di intercambio con università o ONG estere
  • con cui luniversità ha rapporti.Le esigenze emerse dal taller verranno assolte da diverse figure e diversilaboratori. Per quanto compete al progetto oggetto di questa tesi e alLaboratorio di Tecnologie Educative, a cui si fa riferimento, spetta lo sviluppodei punti 3, 4, 5, 6 e 7, o almeno limpostazione iniziale, visto che sono processiarticolati nel tempo.Loggetto del progetto è stata quindi la progettazione della intranet, consideratacome il risultato finale di un ripensamento organizzativo, informativo etecnologico in cui sono state coinvolti decani, professori e con il tempo, sempredi più, saranno coinvolti anche gli studenti, in modo tale che il progetto possacontinuare nel tempo.Dal punto di vista organizzativo si sono dovuti affrontare due tipi di problemi perla gestione della conoscenza: luso degli strumenti e la creazione deglistrumenti informatici.Per quanto concerne la creazione degli strumenti, era importante che gliinsegnanti che si occupano dei sistemi informativi prendessero familiarità con ilnuovo sistema. Per facilitare questo processo si è deciso infatti di scegliere unsolo CMS per la gestione delle diverse intranet, in modo tale che gli sforzi per laformazione (o autoformazione) fossero minori e per fare in modo che fosse piùfacile poi insegnare agli studenti luso di tali strumenti. La formazione da partedei professori è un processo importante per leffettiva conoscenza deglistrumenti da parte degli stessi, oltre che un utile mezzo di confronto.Linsegnamento agli studenti permette inoltre di ridurre il rischio di rimaneresenza manutenzione, nel caso dʼimpossibilità per professori di gestire ilsistema.Sotto laspetto invece della gestione, della conoscenza per luso degli strumentiil percorso è più lungo dal momento che bisogna cercare di coinvolgere lepersone, senza costringerle. Allinterno delluniversità si era già provato più voltea costringere i professori ad adottare moodle come strumento di insegnamento,con unadozione comunque bassa. Si è pensato quindi che il processo di
  • adozione potesse essere organizzato diversamente in diverse fasi distribuite neltempo. Per prima cosa, gli strumenti devono essere funzionanti e accessibili,cosa che al momento non sono. Le fasi successive prevedono lo studio dimetodi per fare in modo che tali strumenti risultino desiderabili, attraverso ildesign, laggiunta di funzioni engaging49, ma non strettamente legate agliobiettivi principali della intranet (informare e formare), attraverso laccessibilità euna buona usabilità.Unificare luso degli strumenti però ha portato con sé la necessità di migrare daivecchi sistemi al nuovo (da Wordpress e Joomla a Drupal), anche se non èstato considerato un fattore critico, dal momento che luso effettivo di tali sistemida parte degli utenti era molto limitato e dal momento che i sistemi in uso nonpresentavano molti contenuti. Dal punto di vista delle informazioni infatti, isistemi sono stati ripensati completamente dal momento che i vecchi sistemierano stati realizzati senza alcuna raccolta di requisiti e senza tenere inconsiderazioni gli utenti né le loro esigenze. Il lavoro di organizzazione perquanto riguarda le informazioni si è ridotto nella stesura di linee guida e linee distile per la creazione di articoli e in elenchi di fonti da cui attingere per ilreperimento di news ed altri materiali informativi (vedi allegati). Si è cercato,inoltre, di automatizzare il più possibile laggiornamento, attraversolaggregamento di feed RSS.Per quanto riguarda la tecnologia e i problemi di accesso, si è lavorato da subitosugli URL attraverso cui accedere ai servizi, visto che la situazione eraparticolarmente confusa, dal momento che esisteva un nome a dominio per ilsito delluniversità, ma per tutto il resto gli indirizzi dei servizi sono raggiuntiattravero gli IP delle macchine sopra cui erano montati, con evidenti problemi disostenibilità e di facilità di comprensione. Il dominio principale èwww.suss.co.cu che però presto50 diventerà www.uniss.edu.cu per adeguarsialle convenzioni che si stanno predisponendo allinterno del panorama49 Engaging by design: How engagement strategies in popular computer and video games can inform instructional design Michele D. Dickey (http://www.springerlink.com/content/672h1675qx1068h6/fulltext.pdf)50 Luniversità al momento non ha fondi per acquistare il dominio
  • educativo cubano. È stato quindi messo ordine tra le configurazioni degli url perlaccesso ai servizi: i nuovi indirizzi sono più chiari e leggibili e hanno una logicache permetterà ad ulteriori servizi che si aggiungeranno nel tempo, diuniformarsi alle convenzioni create. Ogni servizio appare ora comesottodominio dellurl principale delluniversità (suss.co.cu): • intranet.suss.co.cu : intranet generale comune a tutte le facoltà con i rimandi alle facoltà specifiche • ing.intranet.suss.co.cu : intranet per Ingenieria • campus.ing.suss.co.cu : campus virtuale per Ingenieria • cfc.intranet.suss.co.cu : intranet per Contabilidad, Humanidades y Finanzas che sebbene siano facoltà diverse si trovano tutte allinterno di uno stesso edificio (edificio 2) • campus.cfc.suss.co.cu : campus virtuale per Contabilidad, Humanidades y Finanzas • mh.intranet.suss.co.cu : intranet per il dipartimento di Marxismo y Historia • campus.mh.suss.co.cu : campus virtuale per il dipartimento di Marxismo y Historia • fame.intranet.suss.co.cu : intranet per il dipartimento di Agropecuaria • campus.fame.suss.co.cu : campus virtuale per il dipartimento di AgropecuariaLe problematiche relative ai dispositivi hardware e di banda invece non sonostate prese in considerazione dal progetto.Per comprendere meglio la situazione tecnologica che caratterizza la realtàcubana e lUniversità si può prendere come esempio il sistema di gestione delleprenotazioni per i viaggi in autobus.Se si vuole fare un viaggio con Astro (la compagnia nazionale con cui viaggianoi cubani) non è possibile avvalersi di alcun sistema di prenotazione
  • automatizzato, esistono di converso due modalità alternative: la prenotazione ele liste dattesa.Le prenotazioni sono distribuite tra tutti gli uffici autorizzati alla vendita conproporzioni diverse a seconda della centralità o meno del luogo rispetto alterminal, senza la possibilità di prenotare da un ufficio allaltro nel caso i posti siesauriscano in un luogo dal momento che le liste sono cartacee e al momentodellacquisto il cliente deve firmarle.Le liste dattesa invece sono dei registri cartacei (a volte i registri non ci sono ebisogna fare la coda nel salone dattesa) sopra cui ci si può appuntare perdiverse destinazioni (fino ad un massimo di due), in attesa che un pullman inarrivo abbia abbastanza posti disponibili, cosa che si può sapere però soloquando il pullman arriva in stazione e lautista comunica alla biglietteria quantisono i posti liberi.Questo sistema porta ovviamente alla creazione di code lunghissime e tempidattesa che si contano in ore e giorni. Diversamente da quanto ci si potrebbeaspettare però, le persone in attesa non si lamentano e si rassegnano di buongrado ad aspettare il proprio turno.Allinterno delluniversità latteggiamento di attesa è molto simile e il rapportocon le tecnologie è per lo più segnato da uno spirito di rassegnazione.
  • LA SOLUZIONE PROPOSTA ProgettazioneI principi identificati come capisaldi per la progettazione del nuovo sistema sonotre: usabilità, accessibilità e sostenibilità. Comuni a questi principi ci sonodiversi concetti come ordine, semplicità51, flessibilità, apertura e solidità.Lordine si oppone allaleatorietà con cui erano state condotte le attività a livellodi progettazione fino a settembre 2010 e si intende quindi sottolineare come iprocessi, da questo punto, si organizzino allinterno di un piano di sviluppopreciso, sebbene sussistano ancora dei problemi di disponibilità delle risorsecoinvolte nel progetto sia di carattere personale che a livello di calendario.Lordine auspicato a livello organizzativo si dovrebbe poi riflettere in sinergiefunzionali tra i diversi professori, che con i nuovi servizi introdotti(principalmente jabber52), possono coordinare al meglio le attività. Viste lerisorse limitate, non ne esiste una che possa dedicarsi al coordinamento delprogetto. Si è pensato, quindi, che un metodo efficace, per non comprometterela difficile armonia raggiunta, sia sensibilizzare i collaboratori agli obbiettivi delprogetto piuttosto che fissare rigide scadenze e metodi di controllo del lavorosvolto. Fare ordine a livello di infrastruttura ha significato inoltre ridefinire lelogiche per le assegnazioni dei nomi a dominio, oltre che unificare i diversi CMSeleggendone solo uno, semplificando così i processi di sviluppo emantenimento. A livello di layout invece lordine si ritrova nellutilizzo di griglie53per lorganizzazione dei contenuti allinterno della pagina.La sostenibilità è un concetto che non è ancora molto presente quando si parladi webdesign, ma che per il contesto cubano e per la natura del progetto haparticolarmente senso: in altri contesti54 si definisce sostenibile infattil”equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere51 Le leggi della semplicità, di Maeda John52 Software per messaggistica istantanea, www.jabber.org53 Ordering Disorder: Grid Principles for Web Design (Voices That Matter), di Khoi Vinh54 Uno dei primi ambiti in cui si è cominciato a parlare di sostenibilità è lambiente.
  • la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie”55. La sostenibilitàviene pertanto identificata come principio chiave per fare in modo che al terminedella permanenza a Sancti Spiritus, il progetto abbia un seguito con le risorse ele conoscenze disponibili e che il sistema creato sia abbastanza flessibile esolido per sostenere cambiamenti nelle esigenze o per accogliere nuovi servizi.Una progettazione sostenibile è infatti un concetto dove qualcosa è costruitotenendo conto fattori economici, sociali ed ecologici. Il cuore della sostenibilitàsi ritrova pertanto nelluso e nel lungo periodo56.Laccessibilità57 invece è un concetto ancora del tutto estraneo alla culturacubana, non solo per quanto riguarda il web: nelle leggi e nei regolamenti non viè traccia alcuna di indicazioni per evitare impedimenti ai diversamente abili oper facilitare laccesso ai servizi a una più vasta parte della popolazione. Perquanto riguarda il web, con solo il 16% della popolazione ad avere accesso allarete, è secondario pensare a fornire strumenti per i diversamente abili, quandola gran maggioranza degli utenti è nelle stesse condizioni. In nessuno dei sitiinternet delle università cubane si nota infatti come non venga mai citatalaccessibilità e nessun sito risulta essere accessibile dopo diversi testeffettuati58 per via di codici male impostati e per la mancanza di alternativetestuali ai diversi contenuti presenti sui siti.Jackob Nielsen59 definisce per laccessibilità tre diversi step60, per quantoriguarda le possibilità che le persone di certi paesi in via di sviluppo hanno diaccedere alle potenzialità di internet. Nella sua forma più semplice, il digitaldivide (considerato come ostacolo allaccesso), si manifesta nella forma dieconomic divide, quando alcune persone non possono permettersi di comprareun computer. Considerato molto peggiore invece è lusability divide, il fatto che55 Dal Rapporto Brundtland (conosciuto anche come Our Common Future), un documento rilasciato nel 1987 dalla Commissione mondiale sullambiente e lo sviluppo (WCED)56 http://ezinearticles.com/?What-Is-Sustainable-Web-Design?&id=493780657 Web Accessibility: Web Standards and Regulatory Compliance, Richard Rutter, Patrick H. Lauke, Cynthia Waddell, Jim Thatcher Jim Thatcher58 http://sixrevisions.com/web-standards/accessibility_testtools/ http://www.w3.org/WAI/ER/tools/complete59 http://en.wikipedia.org/wiki/Jakob_Nielsen_%28usability_consultant%2960 http://www.useit.com/alertbox/digital-divide.html
  • la tecnologia rimane così complicata che molte persone non riuscirebbero adusare un computer anche se ce lo avessero a costo zero. Altri ancora cheinvece riescono ad usare i computer, non ne ottengono tutti i benefici perché iservizi disponibili sono troppo complicati da capire. Gli anziani e le persone conun basso livello di alfabetizzazione sono gli altri segmenti poco consideratiquando si parla di accessibilità. Il terzo tipo di digital divide riconosciuto daNielsen è lempowerment divide, il differente livello di partecipazione da partedegli utenti on line che risulta inferiore anche alla regola dell80/2061. Vienedefinita infatti una nuova regola, chiamata 90/9/1 (o dell1%)62, cherappresenterebbe la situazione in cui la maggior parte delle persone (il 90%)approfitti dei contributi prodotti da utenti saltuari (il 9%) e utenti regolari (1%)63.Secondo le analisi del Nielsen Normal Group64 gli utenti non saprebberonemmeno cercare efficacemente su Google, non riformulando mai le query65 edignorando inoltre, che nelle liste dei risulati certi siano in realtà pubblicità66.La particolarità di Cuba, per quanto concerne il digital divide, sta nel fatto che senel resto del mondo leconomic divide sembra diminuire rapidamente, sullisolacaraibica non dà segno di miglioramento, nonostante invece migliorino moltopiù velocemente i problemi di usability divide visto lalto livello di alfabetismo,mentre lempowerment divide rimane un problema, alla stregua dei paesisviluppati.Nel progetto si è cercato di tener conto di questi elementi proponendo unsistema di adozione a lungo termine, che coinvolga direttamente le persone,passando attraverso processi di formazione e passaggio delle conoscenze, inmodo da consolidare la presenza di una cultura digitale a partire dalle persone.La semplicità e lusabilità trovano riscontro nellapproccio adottato per laprogettazione: luser centered design67, sebbene allinterno dellUniversità la61 http://en.wikipedia.org/wiki/Pareto_principle62 http://en.wikipedia.org/wiki/1%25_rule_%28Internet_culture%2963 http://www.useit.com/alertbox/participation_inequality.html64 http://www.nngroup.com/65 http://www.useit.com/alertbox/defaults.html66 http://www.consumerwebwatch.org/dynamic/search-report-false-oracles-abstract.cfm67 http://en.wikipedia.org/wiki/User-centered_design
  • maggioranza degli utenti non abbia alcuna esperienza del web e il lorocoinvolgimento tentato nelle prime fasi del progetto non ha prodotto risultatisignificativi. Risultati non particolarmente interessanti sono emersi da indaginisvolte da docenti di TIC68, che hanno portato alla luce come in realtà sia ancoralimitata la conoscenza, a partire proprio dai professori stessi, dei processi peruna progettazione user centered e delle metodologie di ricerca quantitativa perla raccolta dei requisiti. Il questionario utilizzato per chiedere ai docenti, inquanto unici ad avere accesso ad internet allinfuori della intranet universitaria(e pertanto, si pensava, con maggior esperienza del web), quali fossero i servizie le funzionalità più desiderate, ha evidenziato come non ci sia conoscenzadelle funzionalità e dei servizi stessi possibili e disponibili, visto soprattutto lapoca coerenza delle risposte.Il metodo prescelto per mantenere un approccio user centered è stato quindiquello di osservare il comportamento attivo degli utenti attraverso software dianalytics per quanto riguarda le attività sulla intranet e su moodle, i servizi giàattivi allinizio del progetto, cercando poi di identificare le esigenze e gli obiettiviconfrontandoli con quelli degli utenti dellUniversità Bicocca, dal momento chepresso lUniversità di Sancti Spiritus non è stato possibile trovare un referenteche sapesse indicarle con chiarezza. Per fare ciò, sono stati istallati da subitopiwik69 e clickheat70, due sotfware opensource per lanalisi dei comportamentidegli utenti su siti internet. Non è stato possibile utilizzare servizi come GoogleAnalytics dal momento che la intranet è protetta da un proxy e non è possibileutilizzare servizi esterni.68 Trad. ICT, Information Communication Technology69 Software opensource alternativo a Google Analytics, il cui accesso è ristretto per le intranet. www.piwik.org70 Software per la mappatura dei click, http://www.labsmedia.com/clickheat/index.html
  • Illustration 12: interfaccia di piwik sullandamento delle visite allinterno della intranetdi ingenieriaPer arrivare a definire gli obiettivi principali, gli user personas e gli scenariduso, viste le difficoltà di definirli indipendentemente solo per quanto riguardaluniversità cubana, è stato effettuato un raffronto tra luniversità di SanctiSpiritus, con quella di Milano Bicocca71, cercando conferme e smentite suidiversi modi di gestire informazioni, persone e processi. Illustration 13: utilizzo dei servizi da parte degli utentiLanalisi dei requisiti e dei bisogni specifici delluniversità ha portato alla71 Greta Liguori “Uso di strumenti Web 2.0 per la realizzazione di applicazioni sostenibili in ambienti educativi: il caso di Sancti Spiritus a Cuba”
  • definizione di 5 obiettivi principali: 1. informare 2. dare facile accesso ai servizi 3. velocizzare le comunicazioni 4. facilitare le docenze 5. intrattenere, socializzare e coinvolgereTali obiettivi si pensa possano essere raggiunti attraverso diversi servizi messia disposizione degli utenti, il cui utilizzo è suggerito, ma ancora non codificato,dal momento che non esistono utilizzi simili a cuba di questi strumenti. Si credeche offrendo le possibilità e fornendo delle indicazioni sullutilizzo, questistrumenti possano essere adattati ad assolvere esigenze particolari allinternodelluniversità.I servizi realizzati sono: • forum • messaggeria istantanea (jabber) • newsletter • social network • campus virtuale (moodle) • musica • repository (ftp) • servizi informatici, aiuto e assistenzaIn particolare il forum è pensato come un canale di informazioni non istituzionaliattraverso cui proporre temi ed argomenti di discussione. Allinterno del forum,sarà possibile inoltre, richiedere assistenza informatica, con lobiettivo diraccogliere le diverse richieste e fornire già le risposte, togliendo così lonere aiprofessori di informatica di rispondere più volte alle medesime domande. Nellostesso modo, ci si augura, altri uffici possano cogliere il senso e leffettivorisparmio dellouso dello strumento, adottandolo.La messaggeria istantanea è stata adottata principalmente dagli uffici e dai
  • professori, perché si crede non esista ancora la maturità necessaria da partedegli utenti, per un uso coscienzioso dello strumento. Inoltre un uso smodato dijabber potrebbe causare problemi di banda, nel caso si inizino a scambiaregrandi moli di files (foto, video, musica), vietati dal regolamento delluniversità.La newsletter adempie a una doppia funzione: da una parte offre un canaledifferente dalla intranet per il reperimento dei contenuti, dallaltro viene utilizzataper sollecitare la partecipazione e la collaborazione tra i partecipanti al progetto.Creare un socialnetwork allinterno delluniversità non è facile e non è ben visto.Basti pensare che a Cuba, il governo ha vietato, bloccandolo, luso diFacebook. Daltro canto però, come dimostrato72, le motivazioni relazionali73sono un elemento importante per il coinvolgimento degli utenti allinterno dicontesti informativi digitali. Queste considerazioni hanno portato ad unapproccio molto cauto allinserimento di componenti sociali allinterno dellaintranet. Nella prima fase, la social network permetterà agli utenti di modificare ilproprio avatar, il proprio profilo, mandare messaggi privati ad altri utenti,consultare elenchi con i compleanni degli utenti e, previa autorizzazione, aprireun blog.Per il campus virtuale, già presente allinizio del progetto, si pensa solamente diriorganizzarlo secondo i principi identificati, attraverso un redesign elunificazione delle utenze.La musica, seppur vietata per regolamento, era già presente con kplaylist74, unostrumento che permette agli utenti di ascoltare la musica dalla rete. Il servizioviene ripristinato dopo che un guasto ne aveva interdetto il funzionamento.La repository viene evoluta ed arricchita di funzionalità di ricerca emanutenzione: dalla precedente versione dove venivano letti solamente i filespubblicati allinterno di un ftp, si passa ad una versione con uninterfacciagrafica più evoluta dove è possibile abbonarsi anche agli aggiornamenti deidiversi files, in modo da poter scaricare lultima versione pubblicata senza doverconsultare periodicamente la repository (specialmente nel caso degli72 http://www.useit.com/alertbox/social-intranet-features.html73 http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/74 http://www.kplaylist.net/
  • aggiornamenti degli antivirus).I servizi informatici invece sono delle modalità di assistenza e manutenzioneattraverso i servizi sopra indicati.Queste soluzioni sono pensate per essere intranet di facoltà, nellottica diessere replicate con la stessa struttura per le altre, almeno finché linfrastrutturadi rete delluniversità non permetterà di centralizzare e unificare realmente leintranet.Lapproccio alla creazione di utenti per il sito è stato quello di garantire accessoai soli utenti provvisti di e-mail del campus, ma adottando un sistema distribuitodi autenticazione (grazie a un modulo apposito di drupal, site network) chepermette di condividere le informazioni di autenticazione degli utenti allinternodi diversi siti. In questo modo la intranet e tutti i siti delle diverse facoltà possonocondividere le credenziali degli utenti.Il controllo allaccesso è effettuato in due modi: il primo, attraverso laregistrazione degli utenti e il secondo attraverso lidentificazione con ldap.Questo sistema permette di superare il problema iniziale di multiaccount eregistrazioni illimitate, in modo che si abbia maggior controllo sulle utenze,soprattutto in vista di unapertura maggiore alla pubblicazione di contenuti. Laresponsabilizzazione degli utenti passa in questa prima fase attraversolidentificazione univoca delle persone allinterno della intranet.
  • La soluzione propostaPer arrivare a definire un wireframe per la nuova intranet, è stato fatto un lavorodi analisi sulle intranet delle altre università cubana, nonostante il livello medionon fosse molto elevato. Lutilità di questa analisi però ha consentito diconfrontare esigenze e bisogni inizialmente non riconosciuti allinternodelluniversità di Sancti Spiritus, oltre che a prendere visione delle informazioniinserite e delle etichette utilizzate per le diverse sezioni. Il livello iniziale dellaintranet delluniversità di Sancti Spiritus in realtà era in linea con le altreuniversità, ma come per questultime, proprio nel medesimo periodo, lasituazione iniziava a smuoversi e da un giorno con laltro era facile vederelevolversi dei diversi siti.Il trend delle varie intranet era quello di utilizzare i template standard dei diversiCMS open source (joomla, drupal, plone) e distribuire il contenuto su trecolonne, una centrale e due sidebar. Il menu di navigazione invece era spessodiviso in diverse parti, una orizzontale nellheader della pagina ed altresecondarie nelle due sidebar. Una tendenza facilmente riconoscibile era quelladi riempire eccessivamente di informazioni le pagine, a scapito di qualsiasiequilibrio con spazi bianchi e della leggibilità (information overload). La intranetdelluniversità di Guantanamo per esempio presenta cinque menu distinti, sparsitra header e sidebar (illustration 1, elementi cerchiati di rosso), un layout su trecolonne ed utilizza joomlacome CMS. Illustration 14: intranet delluniversità di
  • Illustration 15: intranet delluniversità di Santa ClaraPer seguire i principi di semplicità e ordine definiti nella prima fase progettuale,è stato deciso di adottare un layout a due colonne, con un menu di navigazioneunico, anche se il processo di sintesi e raggruppamento delle diverse sezioniallinterno delle voci del menu non è stato semplice. Spesso infatti venivadistinto il menu di navigazione dei servizi, il menu delle news e quello delle
  • informazioni sulluniversità.Lobiettivo della navigazione che si è cercato di raggiungere è stato quello diportare ogni pagina a non più di un click di distanza dalle altre, in modo dagarantire un facile accesso alle informazioni. Per alleggerire e rendere più pulitalinterfaccia si è deciso di adottare un menu a tendina (illustration 3) su piùlivelli, preferito alla soluzione esplosa (illustration 4) che se da un lato facilitavalinserimenti di ulteriori voci, dallaltro distribuiva su di uno spazio troppo lungodelle informazioni vitali per laccesso alle diverse sezioni, rubando spazio nellasidebar ad eventuale contenuto contestuale alle pagine. Illustration 16: Illustration 17:Linterfaccia proposta (illustration 19) presenta una soluzione adattiva per lediverse pagine interne, in cui la sidebar costituisce un elemento dinamico checambia in corrispondenza del contenuto principale della pagina, mentrelaccesso alle altre parti del sito è garantito sempre dal menu di navigazione(illustration 18) e dal menu a briciole di pane che permette in ogni momentoallutente di ritrovarsi allinterno del sito. Questa soluzione è conseguente allascelta di visualizzare i contenuti solo quando lutente è potenzialmente piùinteressato a consultarli e di nascondere invece tutto ciò che non è contestualee che può quindi distogliere lattenzione dal focus della pagina (illustration 20 e21).Delle diverse soluzioni proposte si è scelto di sviluppare quella che meglio si
  • poteva adattare al cambiamento: i riquadri infatti che compongono la paginaprincipale sono pensati per poter essere flessibili per larghezza e altezza, oltreche per contenuti. Un layout così semplice conferisce chiarezza anche quandole informazioni aumentano, mantenendo leggero limpatto visivo. Gli angoliarrotondati invece vogliono richiamare ad un trend nel web design definito web2.0.Illustration 18: menu di navigazione della soluzione proposta
  • Illustration 19: soluzione proposta, homepage
  • Illustration 20: soluzione proposta, eventiIllustration 21: soluzione proposta, pagina news
  • Per quanto riguarda invece la tipografia sono stati scelti due font formalmentedifferenti: il Palatino per il corpo del testo, un carattere graziato, mentre per ititoli si è scelto un font bastone, lHelvetica Neue.
  • DRUPAL COME FRAMEWORK PER LO SVILUPPO Il software open source e la scelta di DrupalQuando ci si approccia allo sviluppo di un nuovo sistema informativo e si decideche debba essere basato su CMS opensource, bisogna prendere coscienzadel fatto che il costo zero del software non equivale a zero risorse per losviluppo. Le risorse, nel caso di sistemi basati su software opensource, non sicontano in denaro, ma in tempo e persone. È fondamentale pertanto chequalora si intraprenda questa strada, ci siano se non altro le risorse disponibiliper il progetto.Nel caso dellUniversità di Sancti Spiritus la decisione è stata forzata nelladirezione del software libero per la totale mancanza di fondi per il progetto,anche se le risorse in termini di persone in grado di gestire lo sviluppodovevano ancora essere formate. Queste condizioni non hanno quindi facilitatole diverse fasi del processo di sviluppo. Nello scegliere quindi quale CMS opensource utilizzare si è dovuto tener conto di questi elementi oltre alle potenzialitàdei diversi software disponibili on line.Si è deciso di scegliere tra i tre CMS più popolari, nonché già utilizzati perdiversi siti allinterno delluniversità e allinterno della rete universitaria cubana:Wordpress (nella versione 3.0), Joomla (versione 1.5) e Drupal (versione 6.2).I principi identificati come capisaldi per la progettazione del nuovo sistema(usabilità, accessibilità e sostenibilità) e i concetti (ordine, semplicità, flessibilità,apertura e solidità) sono parte degli elementi utilizzati per discriminare nellascelta del software da utilizzare. In particolare si è tenuto conto dellusabilità perquanto riguarda il back end, dal momento che per la parte front end ci sarebbestato comunque un intervento da parte della progettazione, dellaccessibilitàsempre della parte di amministrazione e del numero di contributors dellacommunity, come indice di sostenibilità intesa come supporto e continuazionedello sviluppo. Laccessibilità è considerata un elemento importante dal punto divista dellapproccio al progetto, nonostante a Cuba discorsi sul tema non siano
  • mai stati affrontati, nemmeno in ambiti più comuni, come larchitettura enonostante non esista una legislazione a riguardo. Come chiaritoprecedentemente infatti a Cuba laccezione di accessibilità è ancora ad unlivello base75.Ordine e semplicità sono ulteriori elementi utili a valutare il back end oltre allefunzioni native, soprattutto per la parte di integrazione nuovi componenti e perla modifica dei template (valutando quindi il template engine utilizzato). Laflessibilità è uno degli elementi più importanti, per evitare di dover ricorrere adaltri software per via dei limiti della piattaforma, oltre che per una questione disolidità del sistema. La sicurezza inoltre è lelemento che più influisce sullascelta dellambiente di sviluppo, visto che il progetto prevede lo sviluppo di unsito internet dallaccesso ristretto in cui è fondamentale una oculata gestionedelle utenze.Quando si parla di software opensource infatti è necessario menzionare ciò cheinvece non è opensource. Molti utilizzano il termine commerciale o proprietarioper classificare questa tipologia di software, anche se nessuna delle due èprecisa, dal momento che software opensource possono essere siacommerciali che proprietari. Commerciale significa correlato al commercio emolte applicazioni opensource sono sviluppate da compagnie con lo scopo diattrarre nuovi acquirenti76. Proprietario invece si riferisce al fatto che il softwaresia posseduto da qualcuno. Il proprietario è colui che può decidere quantocondividere della propria proprietà. Mettere una licenza opensource su di unprodotto non lo trasforma automaticamente in un bene pubblico. Una licenzaopensource è come ogni altra licenza e il proprietario la può in qualsiasimomento cambiare per unaltra licenza, che cambia quindi la natura delprodotto e degli usi che se ne si può fare. Lapertura del software sta ad indicarequindi la sostenibilità del progetto nelladozione del software e si è tenuto quindiconto dei diversi tipi di licenze adottate nella scelta del CMS da adottare.75 Capitolo 2.1, rif. http://www.useit.com/alertbox/digital-divide.html76 Modello definito freemium da Chris Anderson in “The future of a radical price”, in cui due categorie di utenti usufruiscono di un servizio: gli utenti free utilizzano il servizio base, mentre gli utenti premium possono accedere a funzionalità avanzate dello stesso servizio.
  • Includiamo nel concetto di sostenibilità diversi fattori come la popolarità delCMS77, il numero di partecipanti alla community/contributors, la frequenza dellerelease e la presenza o meno di una fondazione o di unazienda alle spalle delprogetto. Wordpress Joomla DrupalUsabilità backend elevata bassa bassaAccessibilità si no siSostenibilità elevata media altaGestione utenti Nativa ma poco Nativa ma non Nativa e altamente customizzabile. granulare configurabile. Plugin: Role Moduli: node scoper, acces adminimizeSolidità bassa media elevataSicurezza bassa media altaComplessità bassa Media elevataPotenzialità limitate Medio alte altePerformance Caching non Caching system Caching system nativo ma nativo nativo possibile con plugin (wp-super- cache)Dal confronto dei diversi CMS non emerge un chiaro vincitore, dal momento chesotto diversi punti di vista tutti e tre i candidati potrebbero essere utilizzati per ilprogetto. Si è scelto di investire su Drupal per il livello di maturità del progetto e77 Fonte: alexa.com
  • per la sua solidità, nonostante abbia una curva di apprendimento molto piùschiacciata rispetto agli altri candidati, anche se risulta essere quello megliodocumentato. In particolare Drupal permette di gestire più di un sito allinternodella stessa istallazione, offre una gestione nativa delle utenze molto granulare,un livello di sicurezza migliore e delle performance grazie ad un efficientegestione della cache. La flessibilità di Drupal si trova anche in uno dei modulifondamentali utilizzati, CCK (content construction kit)78, che risulta essere moltopiù potente e maturo rispetto a plugin simili per gli altri candidati, Magic Field79per Wordpress risulta poco compatibile con molti plugin comuni, mentre CCKjSeblod80 per Joomla è una copia del modulo di Drupal, ma senza lo stessolivello di armonia che questo modulo ha allinterno di Drupal, così come altrimoduli fondamentali come Views81 e Panels82.Una volta definito Drupal come framework per lo sviluppo si è cercato dicolmare le lacune in cui, nel raffronto con gli altri CMS considerati, è risultatocarente: usabilità83 e complessità (learning curve molto piatta allinizio).78 http://drupal.org/project/cck79 http://wordpress.org/extend/plugins/magic-fields/80 http://extensions.joomla.org/extensions/news-production/content-construction/912881 http://drupal.org/project/views82 http://drupal.org/project/panels83 http://groups.drupal.org/node/10013
  • Illustration 22: grafico riferito ad esperienze personali, anche se generalmente condivise (http://drupal.org/node/84221)Per quanto riguarda lusabilità, il problema è dovuto soprattutto al template baseutilizzato da Drupal e quindi la soluzione più semplice è stata quella di trovarealtri template in alternativa. La soluzione adottata è una combinazione di dueprogetti: Admin84 (che si basa sul template Rubik85), per quanto riguarda untemplate meglio organizzato e visivamente più gradevole, a cui si è affiancatoadministration menu86, molto più efficiente e rapido da utilizzare.84 http://drupal.org/project/admin85 http://drupal.org/project/rubik86 http://drupal.org/project/admin_menu
  • Illustration 23: pannello di amministrazione dopo gli interventi per migliorarnelusabilità
  • Drupal, architettura, logica e dinamiche di sviluppo adottate, moduli base, terminologiaUn webdesign funzionale è guidato dai bisogni di bilanciare flessibilità esemplicità. Se un sistema è troppo semplice può essere utilizzato solo in unsolo modo, se di converso è troppo flessibile potrebbe essere troppo difficile peri nuovi utenti impararlo.Drupal risolve questo conflitto offrendo agli utenti gli strumenti per costruirsi ilproprio CMS, fornendo però dei componenti base precostruiti (le funzionalità delcore). Al contrario di altri CMS, Drupal non non fornisce delle soluzioniimmediate per esigenze concrete (es. Wordpress per fare un blog), ma nellostesso modo in cui non è uno strumento già progettato per compiere azionispecifiche, si propone come CMF (content management framework), unsistema che coniuga le potenzialità dei CMS con quelle dei frameworks. Si puòconsiderare quindi Drupal come un kit di Lego: sviluppatori esperti hanno giàcostruito elementi (moduli è il termine utilizzato da Drupal), che possono essereassemblati per creare la soluzione desiderata, che sia un portale di news, unnegozio on line o una social network.Dal momento però che le componenti non sono progettate per uno scopo solo,ma sono progettate con un certo livello di astrazione, è necessario un po ditempo per ambientarsi allambiente di sviluppo (framework), per sfruttarne tuttele potenzialità. Per capire al meglio Drupal è essenziale conoscere i diversielementi, le logiche e la terminologia. • Tassonomia: letteralmente significa “la scienza della classificazione” e può essere utilizzata per creare tipi di contenuti. Un esempio di tipo di contenuto può essere “forum”, a cui si possono aggiungere categorie (vocabulary) di topics, a che a loro volta possono avere unulteriore classificazione gerarchica (ancora categorie) o orizzontale (tags), attraverso quelli che in Drupal sono definiti term. Per inserire un nuovo elemento allinterno della tassonomia è necessario accedere alla lista di gestione delle tassonomie
  • Illustration 24: interfaccia di gestione delle tassonomie (admin/content/taxonomy/)Da questo elenco è possibile modificare i diversi vocabulary presenti eaggiungere nuovi terms. Per aggiungere un nuovo vocubalary è necessarioaccedere a (admin/content/taxonomy/add/vocabulary) e definiresostanzialmente il titolo, il tipo di contenuto da associare e il tipo di inputattraverso cui immettere il dato durante la stesura di nuovi contenuti (se tagssuparati da virgole o da select), indicando poi se il campo categoria così creatodebba o meno essere obbligatorio.
  • Illustration 25: nome, descrizion e testo di aiuto (visualizzabile durante la creazione del contenuto) Illustration 26: definizionde del content type da associare al contenuto specifico Illustration 27: tipo di input per la categorizzazione del contenutoIn questo caso, come in ogni altro campo definito, viene associato un valore peril mapping rdf. Il Resource Description Framework (RDF)87 è una specifica delWorld Wide Web Consortium (W3C) originariamente progettata come un87 http://en.wikipedia.org/wiki/Resource_Description_Framework
  • modello di gestione di metadati. É ora riconosciuto come il metodo per ladefinizione concettuale delle informazioni presenti allinterno del web, attraversodiversi formati (generalemente xml). Lintento dellutilizzo di rdf è quello diapprocciare la progettazione web attraverso una semantica maggiore rispetto aquella possibile attraverso XHTML.Illustration 28: definizione della proprità rdf • Blocchi: sono un metodo di posizionamento di elementi allinterno di una pagina. Spesso sono posizionati a lato del contenuto, allinterno di sidebar, o allinterno di aree definite come possibili target di blocchi (regions). I blocchi non sono considerati nodi allinterno di Drupal, ma è possibile specificare allinterno di che nodo debbano o non debbano apparire. Possono essere utilizzati per visualizzare informazioni generate da moduli specifici, generate da views o create manualmente per inserire per esempio del testo statico. Dalla pagina di gestione blocchi è possibile gestire lordine dei blocchi che devono apparire nelle diverse regioni, evidenziate in questa gestione con aree gialle.
  • Illustration 29: pagina di gestione blocchiIllustration 30: gestione della visibilità di un blocco • Regioni: sono aree di una pagina dove può essere inserito del contenuto, principalmente dei blocchi. Le regioni di default sono: Header, Footer, Content, Left sidebar, Right Sidebar. È possibile però in ogni tema definire diverse regioni, da includere poi allinterno delle pagine di
  • template. Per fare questo è necessario modificare il file *.info (generalmente nometema.info) allinterno della cartella del tema e aggiungere la riga regions[first_row] = nome della regione. I contenuti sono assegnati alle regioni attraverso la pagina di amministrazione dei blocchi (/admin/build/block/list, illustration 5). • Ru oli: so no Illustration 31: gestione delle regioni dal file *.info allinterno set della cartella del tema di permessi che possono essere assegnati ad ogni singolo utente. Esistono due ruoli di default in Drupal, che non è possibile modificare: authenticated users per tutti quelli che hanno un account e anonymous users per quelli senza account o non loggati. La gestione dei permessi con Drupal è molto modulare e utenti con permessi sufficienti possono creare altri ruoli e i permessi attribuiti ai due ruoli di default possono essere configurati.Illustration 32: interfaccia di gestione dei ruoli (admin/user/roles) • Nodo: è una parte di contenuto allinterno di Drupal, tipicamente corrispondente a una singola pagina, con titolo, un testo ed eventuali campi aggiuntivi. Ogni nodo appartiene a un particolare content type, che può a sua volta essere ulteriormente classificato usando taxonomy system. Esempi di nodi sono polls (trad. sondaggi), stories, book pages,
  • immagini... • Content type: ogni nodo appartiene ad un singolo node type (trad. tipo di nodo) o content type (trad. tipo di contenuto) che definisce diverse impostazioni di base per i nodi di quel tipo, come per esempio se un nodo sia pubblicato automaticamente o se permetta commenti. Attraverso i Moduli si possono definire ulteriori content type. Poll e Book sono solo due esempi forniti direttamente dal core di Drupal. Quando si definisce una nuova tassonomia da associare ad un particolare tipo di contenuto è necessario che questo sia creato precedentemente. Illustration 33: pagina di gestione dei content type (admin/content/types) • Modulo: è una parte di codice che estende le caratteristiche e le funzionalità di Drupal. I moduli core sono quelli inclusi nellistallazione base del software, mentre i contibuted sono quelli resi disponibili dagli sviluppatori della community di Drupal attraverso la sezione di download di Drupal88. Quando si istalla un modulo è importante controllarne la compatibilità con la versione di Drupal istallata, oltre che allo stato di mantenimento. Basare funzionalità di un sito su moduli abbandonati non è una decisione vantaggiosa nel lungo termine, così come affidarsi a88 http://drupal.org/project/Modules
  • moduli ancora in alpha release o development beta89. Una volta istallati i moduli è necessario configurarli attraverso la pagina specifica accessibile da admin/settings/ ed è spesso utile consultare il file readme.txt allinteno della cartella istallata allinterno di sites/all/modules/ e controllare poi se ci sono già dei blocchi o delle views configurate e disponibili di default. Illustration 35: esempio di moduo abbandonato a una vecchia versione di Drupal, di cui si sconsiglia lutilizzoIllustration 34: esempio di moduloattivamente mantenuto. In verde leversioni consigliate89 http://en.wikipedia.org/wiki/Software_release_life_cycle
  • Illustration 36: pagina di gestione dei moduli, da qui si possono attivare o disattire imoduli attivi sul sitoIllustration 37: pagina di configurazione dei moduli istallati • Storia: un tipo di nodo definito nellistallazione di default di Drupal, usato tipicamento per i contenuti con una rilevanza temporale e con una data
  • associata, come le news. Per una maggiore comprensione da parte degli utenti è stato deciso di creare un nuovo content type con le funzionalità di storia con un altro naming: article. • CCK: è un modulo contributed che permette agli sviluppatori del sito di definire campi personalizzati e tipi di contenuti. Il modulo ha molti derivati specifici per diversi tipi di contenuti come immagini, video, audio o altre estensioni di file. Per definire i campi per un particolare content type è necessario accedere alla pagina di gestione admin/content/node-type/ e selezionare il tipo di contenuto.Illustration 38: pagina di gestione dei content type e dei loro campiIllustration 39: dettaglio della gestione dei campi • Views: è un modulo contributed che permette agli sviluppatori di creare diverse presentazioni di contenuti, sotto forma di pagina o blocco, attraverso una semplice interfaccia grafica. Questo modulo è un potentissimo strumento di aiuto nella costruzione di query in cui è possibile impostare ogni tipo di filtro e impostazione per impostazioni
  • basiche di layout (es. liste, nodi, teasers90) e funzionalità più avanzate. Ad un primo approccio linterfaccia di views però non è molto intuitiva, ma dopo i primi tentativi e dopo averne intuito la logica diventa uno strumento essenziale per lo sviluppo. Descriviamo le operazioni necessarie per creare una pagina di archivio news come esempio per comprenderne le dinamiche: 1. dal menu di gestione di views (admin/build/views) cliccare su add 2. inserire un nome per la view e definire node come view type (99,9% delle volte si andrà a definire un nodo con view, anche se dallelenco è possibile scegliere molti altri view type). Impostiamo come nomeIllustration 40: definizione del nome e del view type “ArchivioNews”. 3. Dalla pagina seguente di gestione view, a cui si accede anche modificando una view è necessario innanzitutto impostare il tipo di visualizzazione che si vuole creare. Generalmente si sceglierà tra page o block, per creare pagine o blocchi di contenuto e cliccando su “add display”. Non impostare un display non rende la view visualizzabile. Per creare la pagina di archivio delle notizie si aggiunga almeno il display page.90 Trad. notizie brevi o estratti di una pagina
  • Illustration 41: pagina di gestione view Illustration 42: gestione del display della view 4. A questo punto si possono definire le impostazioni di base (basic settings) come il titolo, lo stile di output dei campi (lista, tabella, …), il numero di elementi da visualizzare e altre impostazioni più in dettaglio. Per la visualizzazione della pagina di archivio si impostino title come Archivio News, use pager yes, lasciando inalterate le altre informazioni (il numero di default di elementi da visualizzare è 10) 5. le impostazioni di pagina (page settings) permettono di definire il path (lurl o percorso attraverso cui accedere alla pagina creata) e la voce di menu corrispondente. Per lesempio dellarchivio news si imposti un path come “archivio-news” e una voce di menu “Archivio News” collegata alla pagina appena creata.
  • Illustration 43: views, page settings, impostazione della voce a menu 6. Si impostino ora i campi da visualizzare, cliccando su “+” a lato del mini pannello “Fields”. Dal menu a tendina è possibile selezionare una quantità di campi disponibili attraverso i diversi content type presenti sul sito. Per lesempio sono sufficienti “post date” per visualizzare la data di pubblicazione della news, “node title” per il titolo e “node teaser” per un estratto dellarticolo. Cliccando poi sui diversi campi selezionati è possibile modificarne il formato. Si sceglierà generalmente di cancellare il label associato a ciascun campo, per evitare di visualizzare accanto alla data per esempio, il testo “post date”. Ogni campo è corredato da una serie di impostazioni ben descritte, sarà utile per esempio linkare il titolo allarticolo corrispondente. Illustration 44: views, gestione dei campi 7. Bisogna a questo punto impostare dei criteri di visualizzazione, altrimenti se non diversamente specificato saranno visualizzati tutti i contenuti creati sul sito, che siano topic del forum, immagini, articoli,
  • newsletter o altri. Criteri utili sono ad esempio la data di pubblicazione e lo stato dellarticolo (per poter selezionare solo tra quelli pubblicati e non tra quelli in draft). Per fare questo basta cliccare sul “+” a lato di “Sort criteria” e aggiungere “Node: Published” e “Node: Post date” e impostare che il nodo sia published e con ordine descrescente (descendind) per data, in modo che gli ultimi inseriti vengano visualizzati per primiIllustration 45: views, filtri per la visualizzazione 8. Per quanto riguarda i filtri è importante selezionare il content type corrispondente, per restringere la visualizzazione allinterno del tipo di contenuto (Node: type) article per esempio.
  • Illustration 46: views, impostazione del tipo di contenuto 9. A questo punto non rimane che salvare la view e visualizzarla. • Panels: è un modulo contributed. Al livello più semplice si può considerare uno strumento per la gestione dei layout, per creare pagine con diverse colonne, o anche composizioni più complesse con colonne, testo sopra, testo sotto, altre colonne... Sfruttando però questo modulo al massimo, si possono ottenere elevati livelli di complessità attraverso i concetti di contexts, selections rules, e relationships, che estendono la visione della pagina come una mera disposizione dei contenuti. • Book: è un modulo core. Un book è un set di pagine, organizzate gerarchicamente come le sezioni e i capitoli di un libro, da cui prende ispirazione il termine usato per descrivere il modulo. Si può utilizzare per catalogare guide, FAQ o altri contenuti.Per comprendere al meglio Drupal è necessario conoscerne e capirne i livellidei flussi di informazione. Ci sono cinque livelli principali da considerare:
  • Illustration 47: drupal data flow 1. Al livello base del sistema si trova linsieme dei nodi e dei contenuti: prima che qualsiasi cosa sia visualizzata è necessario che venga inserita attraverso un campo di testo. 2. Il livello successivo è dove si trovano i moduli (core o contributed) da cui dipende lorganizzazione dei contenuti. 3. Al terzo livello ci sono i menu e i blocchi. I blocchi sono spesso un output dei moduli o possono essere creati per visualizzare qualsiasi cosa si voglia, in spazi specifici allinterno del layout. La vibilità dei blocchi dipende dalla loro configurazione e possono essere visualizzati solo su certe pagine o solo da certi tipi di utenti. 4. Il quarto livello è infatti costituito dai permessi utente. A questo livello si definisce che tipo di utente può fare e vedere cosa (permessi di lettura e scrittura). I permessi sono definiti attraverso ruoli che a loro volta sono assegnati agli utenti specifici. 5. Lultimo livello è costituito dal tema, attraverso cui si imposta come
  • devono essere posizionati e visualizzati i contenuti allinterno delle pagine. Principalmente i temi sono ottenuti attraverso la scrittura di pagine XHTML, CSS e con delle variabili in PHP.Questo flusso dal basso allalto permette di controllare i funzionamento diDrupal. Per una gestione più sostenibile dei progetti è sempre buona normapartire dal basso e non agire solo a livello di template per controllare la visibilitàdei contenuti per esempio.Ottenere, daltro canto, il risultato desiderato a livello di tema significacomprendere le logiche che portano alla generazione e alla gestione deicontenuti.
  • LO SVILUPPO La gestione contenutiPer lo sviluppo della intranet per luniversità si è deciso di partire dalladefinizione delle funzioni e dei moduli necessari per realizzare gli obiettiviidentificati durante la fase progettuale, per procedere poi alla temizzazione dellayout in modo da uniformarlo al design proposto.Partendo dalla release di Drupal chiamata Open Publish, si è andato aconfrontare la presenza dei modli necessari per lo sviluppo dei servizi e adintegrare i moduli mancanti.Utenti anonimi • accedere alle informazioni • iscriversi alla newsletter • votare i sondaggi • accedere alla webradio • ricercare allinterno del sitoUtenti loggati • compilare il proprio profilo • inviare messaggi privati ad altri utenti • scrivere nel forum • commentare contenuti • accedere allarea ftp • accedere alla chatModeratori • modificare e gestire il forum
  • Redattori • modificare i contenuti delle pagine a cui sono assegnati • inserire nuovi contenuti: news e gallerie di immaginiAmministratori • mantenere il sistemaLa prima cosa da effettuare quando si sviluppa un sistema dietro a proxy èrendere autonomo il sistema. Non è infatti possibile affidarsi a CDN91 (ContentDelivery Network) per il caricamento di files e nel caso particolare di Cuba èessenziale (legalmente) che tutti i servizi utilizzati risiedano allinterno delterritorio cubano. Con condizioni di banda molto limitate inoltre è utile disattivareogni tentativo del CMS di collegarsi allesterno (disattivare Update Status daadmin/build/modules), come per cercare aggiornamenti, per evitarerallentamenti.Per ottimizzare il lavoro di sviluppo è utile procedere allistallazione dicomponenti come administration menu92 (per un rapido accesso alle variesezioni), rubik93 (un tema di admin usabile) e devel94 (per il debug). Gli altrimoduli essenziali per poter cominciare qualsiasi progetto con Drupal sonoviews95, cck96 e panels97.Open Publish è fornito di default di alcuni content type utili per gli scopi dellaintranet, in particolar modo quelli relativi alla pubblicazione di contenuto. Sonogià definiti infatti i content type page, article, audio, video e slideshow. Per91 http://en.wikipedia.org/wiki/Content_delivery_network92 http://drupal.org/project/admin_menu93 http://drupal.org/project/rubik94 http://drupal.org/project/devel95 http://drupal.org/project/views96 http://drupal.org/project/cck97 http://drupal.org/project/panels
  • unottimale gestione dei contenuti in scrittura sono utilizzati CKEditor98, unodegli editor WYSIWYG99 più potenti opensource disponibili, per uninterfacciaintuitiva (simile a quella di Word) e IMCE100 , per la gestione di files da allegarealle pagine, siano essi immagini o documenti. È stato scelto IMCE per lagestione degli upload dei files per la sua buona integrazione con CKEditor e peril supporto di directory personali e la gestione delle quote. Per ottimizzare lospazio allinterno delle pagine di editing può essere utile servirsi di un modulo(vertical tabs101 ) che raccoglie diverse funzionalità che altrimentiallungherebbero innecesariamente la pagina.La gestione delle immagini, quando non devono essere semplicemente uncontorno al testo, come per esempio in una sezione gallery, possono esseregestite con successo con Filefield102, unestensione di cck per lupload di files.Insieme con ImageAPI103, che permette unintegrazione a basso livello con ilprocessing di immagini104 lato server (es. ImageMagick105 ) e conImageCache106 , che invece permette di ridimensionare, tagliare e maneggiareautomaticamente le immagini caricate, Filefield costituisce uno strumentoessenziale per la gestione delle immagini su Drupal.Per quanto riguarda il forum invece Drupal fornisce già un modulo direttamentenel core, ma deficita di tutta una serie di funzionalità avanzate, normalmentedisponibili tra i diversi software opensource che permettono la gestione deiforum (es. phpbb107 ) ed è per questo che per il progetto si è scelto di impiegareadvanced forum108 che estende le funzionalità del modulo core e si integramolto bene allinterno dellarchitettura di Drupal, al contrario di altri moduli di98 http://drupal.org/project/ckeditor99 What you see is what you get (http://en.wikipedia.org/wiki/WYSIWYG)100 http://drupal.org/project/imce101 http://drupal.org/project/vertical_tabs102 http://drupal.org/project/filefield103 http://drupal.org/project/imageapi104 http://en.wikipedia.org/wiki/Image_processing105 http://www.imagemagick.org106 http://drupal.org/project/imagecache107 http://www.phpbb.com/108 http://drupal.org/project/advanced_forum
  • forum disponibili (come per esempio lo stesso phpbb per drupal109 ).Drupal, al contrario di Wordpress per esempio, non fornisce uninterfaccianativa per la gestione dei links, anche se ovviamente110 cè un modulo cheadempie alle medesime funzioni: web links111 .La newsletter invece è gestita con Simplenews112, che fornisce di default ancheuna serie di viste e blocchi utili per la gestione di iscrizioni e disiscrizioni epermette di gestire invii di digest automatici.È importante controllare che i content type e le tassonomie corrispondano aquelle definite durante la fase di progettazione. È sempre possibile modificarleattraverso i pannelli di gestione ed è utile eliminare le parti in eccesso: spessoinfatti i moduli istallano molte componenti non strettamente necessarie agliintenti per cui è utilizzato il modulo allinterno del sito. Cancellare e disattivare lecomponenti in eccesso serve a mantenere performante il sistema: è facile farelerrore di abusare di plugin e moduli utilizzando CMS opensource, anche perfare operazioni che si possono fare molto più agilmente con modifiche minori,agendo direttamente sul codice.Una volta istallati i moduli descritti è necessario organizzare le views e i blocchinecessari per la visualizzazione dei contenuti da produrre. È utile a questopunto popolare Drupal con contenuti sample, per poter vedere in azione i varimoduli. Questo è possibile attraverso attraverso devel.La fase di definizione dellarchitettura delle informazioni allinterno di Drupal siconclude in questa prima fase con la creazione dei menu primari e secondari, inmodo da poter controllare che tutti i diversi contenuti possano creare le paginee i tipi di contenuti necessari per completare il livello informativo della intranet.Per completare però il lato informativo del sito è importante ricorrere ad un altromodulo, per aggregare contenuti da siti esterni attraverso RSS o XML, anche senon è una questione semplice dal momento che il server su cui è attivo il109 http://drupal.org/project/phpbbforum110 http://thereisamoduleforthat.com/111 http://drupal.org/project/weblinks112 http://drupal.org/project/simplenews
  • sistema opera dietro un proxy113 e gli è interdetto laccesso a internet. Per poteraccedere a internet tramite proxy Drupal fornisce dei moduli come UpdateStatus Proxy114, che sfruttano lapproccio con PHP attraverso la classe115HttpRequest116 anche se non si sono dimostrati efficaci nel contesto di SanctiSpiritus. La soluzione adottata agisce invece direttamente a livello del server,attraverso cURL117 , una libreria e uno strumento con linea di comando per iltrasferimento di dati sopra diversi protocolli, definendo unazione con laseguente modalità, da linea di comando appunto:$ch = curl_init("http://whatever.com/something/");curl_setopt($ch, CURLOPT_RETURNTRANSFER, 1);curl_setopt($ch, CURLOPT_PROXY, "server ip");curl_setopt($ch, CURLOPT_PROXYPORT, 3128);curl_setopt ($ch, CURLOPT_PROXYUSERPWD, "user:pass");Per aggregare contenuti tramite feed, con lo scopo di sottrarre per quantopossibile lavoro alla redazione e automatizzare i processi, si utilizza il modulofeeds118 , che diversamente da quello che fa già aggregator119, un altro modulopresente nel core, permette di importare feed come nodi, user, taxonomy term oanche solo come record nel database. In questo modo è possibile gestire lenotizie locali, nazionali e internazionali, attraverso laggregazione dei feed dijuventudrebelde.cu, granma.cu, granma.cubaweb.cu e prensa-latina.com esalvare i dati sul meteo da riproporre allinterno di un blocco e nella sezionesulle previsioni del tempo, utilizzando come fonte weather.yahooapis.com.Per quanto riguarda la gestione degli eventi si è deciso di adottare un approcciosociale, per introdurre dinamiche interattive tra gli utenti, attraverso un modulo113 http://en.wikipedia.org/wiki/Proxy_server114 http://drupal.org/project/update_status_proxy115 Una classe è un insieme di variabili e funzioni che lavora con queste variabili. http://php.net/manual/en/keyword.class.php116 http://php.net/manual/en/class.httprequest.php117 http://curl.haxx.se/118 http://drupal.org/project/feeds119 http://drupal.org/documentation/modules/aggregator
  • specifico, event120 , anche se nella versione 6 di Drupal è disponibile solo unadeveloping release. Nonostante questo però il modulo sembra ben supportato eattivamente mantenuto, oltre al fatto di avere una quantità di moduli che loestendono, che fanno presagire che non venga abbandonato presto. Insiemead event, si utilizzano per il progetto anche submit121 e event views,122 cheforniscono la possibilità di iscriversi agli eventi e permettono una buonagestione lato template di diverse opzioni di visualizzazione dei contenuti(calendario, lista...). Allinterno della pagina degli eventi è inoltre possibilecondividere levento via mail, lunico strumento social disponibile a SanctiSpiritus, attraverso il modulo send123 (anche se in alpha release al momento).Facebook e altri social network non sono per niente utilizzati, se non altroperché il Governo ne vieta laccesso.I sondaggi sono invece gestiti allinterno di Drupal con un modulo core, poll.Una volta impostata la gestione dei contenuti si passa alla parte interattiva, incui gli utenti interagiscono con il sistema. Prima però di definire i servizi e lemodalità di interazione con questi, bisogna gestire gli utenti.120 http://drupal.org/project/event121 http://drupal.org/project/signup122 http://drupal.org/project/event_views123 http://drupal.org/project/send
  • Sistema di autenticazione e gestione dei permessi degli utentiStudenti, professori e impiegati presso luniversità di Sancti Spiritus accedonoquasi quotidianamente a una serie di servizi offerti dalluniversità. Il servizio piùpopolare è sicuramente la webmail, a cui gli utenti accedono attraverso leproprie credenziali attribuite allinizio del processo di immatricolazione oassunzione presso luniversità. Gli altri servizi a cui meno popolarmentepossono accedere gli utenti sono: il campus virtuale (attraverso Moodle), laintranet di facoltà (attraverso Drupal, Joomla o Wordpress, a secondadelledificio) e jabber (il client di messaggistica istantanea).Lobiettivo principale della ricostruzione del sistema informativo delluniversità èstato quello di unificare la gestione di tutte queste utenza, per permettere agliutenti di poter accedere facilmente a tutte le risorse disponibili, senza doverpassare per ogni servizio attraverso un sistema di registrazione e approvazioneche comporta inevitabilmente attese e frustrazioni per non poter usufruire almomento del bisogno del servizio.Si è pensato di utilizzare come punto di partenza il sistema delle posteelettroniche dal momento che era quello più diffuso e a cui tutti avevanoaccesso.Tale sistema si basa su active directory124, un directory service125 sviluppato daMicrosoft, che salva, organizza e permette laccesso alle informazioni allinternodi una directory, in un ambiente Windows (per la precisione Windows 2003Server). Il sistema, nonostante sia fornito con tecnologia proprietaria, sembrarimanere la prima scelta per la gestione di active directory, visto che lealternative (come openLDAP126) non sembrano altrettanto affidabili. Si è decisoquindi di continuare ad utilizzare tale sistema, se non altro perchè giàlargamente utilizzato nelle diverse sedi e conosciuto dai mantainers, nonostante124 http://en.wikipedia.org/wiki/Active_Directory125 http://en.wikipedia.org/wiki/Directory_service126 http://www.openldap.org/
  • il piano di informatizzazione e le direttive del MES suggeriscano didisincentivare lutilizzo di software proprietario. Il problema del mantenimentodelle licenze presso luniversità non è considerato come tale, dal momento chenon vengono pagate. Se da un lato è uno svantaggio non poter raggiungerefacilmente la rete da parte di Cuba, dallaltro però ci si può permettere diconfidare sulla pirateria, dal momento che non è possibile alcun tipo di controlloda aziende come Microsoft allinterno del territorio cubano.Tra i diversi protocolli per la gestione di servizi di rete che Active Directory (AD)fornisce si è scelto di utilizzare il Lighweight Directory Access Protocol (LDAP),che è considerato uno standard per quanto riguarda i protocolli di accesso adirectory. Utilizzare questo protocollo per tutti i servizi significa che non ci saràpiù bisogno di registrarsi a nulla, ma basterà interfacciare il software specifico aLDAP per sincronizzarne le utenze e permettere agli utenti di accedere alservizio.Il problema principale che non permette comunque ununificazione effettiva ditutte le utenze di tutti gli utenti delluniversità è la difficoltà di comunicazione traedifici già illustrata nel capitolo 1.2. Questo comporta che ogni sede debbanecessariamente riproporre la stessa struttura per la fornitura di servizi: in ognisede per la gestione degli utenti cè quindi unistallazione di Windows 2003server con AD attiva. Il limite di un sistema così costituito è che gli utentiregistrati in un sistema non possono accedere ai servizi quando si trovano in unedificio diverso da quello di appartenenza. Questo problema in realtà è moltocircoscritto visto che la grande quantità degli utenti non accede mai alla rete daedifici diversi dal proprio. Si è pensato comunque ad un sistema non ottimale,ma funzionale, di sincronizzazione manuale periodica: una volta al mese,quando si riuniscono i mantainers delle diverse sedi vengono sincronizzate lenuove utenze, manualmente.I servizi che necessitano lautenticazione degli utenti sono principalmente tre:drupal, moodle e openfire (XMPP/Jabber). Tutti e tre i sistemi sono provvisti diinterfacce per la gestione di profili ldap: Drupal attraverso un modulo specifico,
  • LDAP integration127 , Moodle invece attraverso un plugin nativo128 , così comeOpenfire che permette di scegliere tra impostazioni di profilo di default (condatabase) o attraverso LDAP già dal processo di setup. Nell o spec ifico, LDA P sosti tuisc e le Illustration 48: processo di setup di openfire funzionalità di default di salvataggio dei dati su database e di autenticazioneattraverso chiamate al database, con autenticazioni attraverso AD, ilcaricamento di informazioni sugli utenti da directory LDAP, così come ilcaricamento delle informazioni sui gruppi di utenze. Per evitare problemi dovutisoprattutto alla poca esperienza dei mantainers linterfacciamento con AD non èuna vera e propria sincronizzazione, dal momento che LDAP è gestito in solalettura. Questo è vero per quanto riguarda Moodle e Openfire, mentre perDrupal, con cui si intende costruire una vera e propria rete sociale per gli utentidelluniversità si utilizza una soluzione mista database/LDAP in modo daintegrare le informazioni presenti in AD con altre strettamente utili alla gestionedella rete sociale. Anche in questo caso però LDAP è gestita in sola lettura e leinformazioni aggiuntive raccolte da Drupal rimangono allinterno del database.LDAP è quindi utilizzato per unificare i diversi processi di autenticazione ai127 http://drupal.org/project/ldap_integration128 Dal menu di amministrazione Administration > Plugins > Authentication > Manage authentication
  • servizi, senza però che vengano salvati ulteriori dati sugli utenti raccoltiattraverso i diversi software utilizzati.Unulteriore integrazione tentata è quella tra Moodle e Drupal, che, in una primafase, è ottenuta con la condivisione di uno stesso database, per facilitare querycondivise, anche se in previsione si pensa ad un più funzionale salvataggiodelle informazioni su AD o allintegrazione delle funzionalità di Moodle allinternodi Drupal. Al momento si è deciso di mantenere i due sistemi separati per lafamiliarità che i professori hanno già di Moodle oltre che per i materialiinformativi e di documentazione realizzati per la formazione. Moodle inoltre èuno strumento condiviso tra tutte le università cubane che utilizzano un LMS129e questo facilita linserimento di nuovi professori allinterno della realtà di SanctiSpiritus qualora dovessero cambiare sede.Nello specifico, il modulo di Drupal utilizzato contiene tre parti distinte: 1. ldapauth, che permette lautenticazione contro LDAP 2. ldapgroups, che utilizza i gruppi LDAP come ruoli130 di Drupal 3. ldapdata, che attribuisce permessi di lettura e scrittura ai dati LDAP allinterno di DrupalPer configurare la connessione LDAP attraverso Drupal (anche se poi laconfigurazione è simile anche per gli altri software utilizzati) è sufficiente definireun arbitrario nome utente (è stato utilizzato useruniss, ma è indifferente),indicare lindirizzo ip del server (10.16.1.1) e la porta di accesso (389, la portadefault di accesso per AD). Il processo di autenticazione necessita invece chevengano definite le informazioni base come i contenitori da cui prendere i dati(Base DNs, nel caso OU=usuarios UNISS, DC=cuss, DC=suss, DC=co,DC=cu), il nome utente (definito con sAMAccountName su AD) e lattributo mail(definito di default con mail). Nello specifico non sono stati attivati START-TLSper secure connection, né il salvataggio criptato delle password.129 Learning Management System, http://en.wikipedia.org/wiki/Learning_management_system130 I ruoli sono dei gruppi di utenti con determinati permessi. Per esempio un ruolo chiamato administrators con permessi totali sul sito, può essere attribuito alle persone che sviluppano il sistema, mentre un ruolo editors con permessi di inserimento, modifica e cancellazione contenuti può essere assegnato ad un redattore.
  • Illustration 49: interfaccia di configurazione LDAP su Drupal
  • Illustration 50: Interfaccia di configurazione LDAP su MoodlePer quanto riguarda i permessi degli utenti allinterno della intranet sono stateidentificati diversi ruoli, a cui sono attribuiti permessi diversi per la gestione, lasupervisione, il mantenimento e la redazione dei contenuti del sistema. Unadelle richieste più importanti del progetto era quella di permettere inoltre unagestione al dettaglio (per ogni pagina) da parte di responsabili diversi: peresempio il responsabile del sistema energetivo deve poter accedere alla paginasui dati del sistema energetico per poterla aggiornare, senza però potermodificare altro. Per raggiungere la granularità necessaria è stato necessarioutilizzare un modulo specifico di Drupal, node access131, che definisce ipermessi di lettura e scrittura sui nodi, che corrispondono ad ogni contenuto diDrupal, visto che ogni elemento è visto dal sistema come un nodo.Sono stati definiti quindi ruoli generici come: • administrators, assegnato a tutti i mantainers, con permessi totali131 http://drupal.org/project/nodeaccess
  • • editors, assegnato ai responsabili dei contenuti, con permessi di scrittura, modifica e cancellazione (SMC da ora) sugli articoli • moderators, assegnato ai moderatori del forum, con permessi SMC • authenticatd users, assegnato di default a tutti gli utenti registrati, con permessi di accesso alle aree riservate degli utenti e ai servizi • anonymous users, assegnato di default ai visitatori anonimi del sito, con permessi di lettura alle pagine informative.Per lo specifico invece, sono stati creati ruoli molto granulari monofunzione, perpermettere una gestione al dettaglio dei permessi, attraverso node access.Node access permette di non sovraffollare la tabella dei ruoli creando un ruolonuovo per ogni utenza, assegnando invece i permessi singolarmente da nodoattraverso il link a Grant (trad. concedi permessi). Per una migliore gestione deipermessi è possibile inoltre utilizzare better permission132, che permette dicollassare righe di permessi, per rendere più fruibile il contenuto della pagina ofilter permissions133, che invece semplifica la gestione di siti con molti ruolidiversi.132 http://drupal.org/project/better_perms133 http://drupal.org/project/filter_perms
  • Illustration 51: interfaccia di gestione dei permessi una volta effettuato il login come adminIllustration 52: assegnazione dei permessi per utenteIllustration 53: gestione dei permessi per ruoloPer quanto riguarda invece la gestione degli utenti allinterno di Drupal, si èdeciso di estendere il profilo utente nativo attraverso un modulo (contentprofile134) che permettesse di utilizzare le potenzialità del sistema e degli altri134 http://drupal.org/project/content_profile
  • moduli istallati (come cck), trasformando anche il profilo utente in un nodo.
  • La gestione dei serviziI servizi disponibili, non definiti già allinterno della sezione dei contenuti(newsletter, forum, immagini, news ed eventi) sono: chat, ftp/files repository,musica e messaggeria istantanea.La gestione di questi servizi, tolta la messaggeria istantanea che è gestitaattraverso Jabber, rimane allinterno di Drupal ed è possibile così permettereagli utenti di sfruttare i vantaggi di un sistema integrato, tra cui la semplicitàdella gestione degli accessi e permettere agli amministratori di monitorare lusodei servizi da parte degli utenti.Per istallare Openfire si utilizza un server dedicato, su cui vengono poicondivise le risorse per accedere alla sezione multimedia che si vuole creare(per visualizzare immagini e audio inizialmente). Una volta loggati allinterno diUbuntu occorre: 1. Fare un update del server • apt-get update • apt-get dist-upgrade 2. Istallare le componenti software necessarie per Openfire. • apt-get install apache2 php5 libapache2-mod-php5 mysql-server- 5.0 sun-java6-bin 3. Prima di scaricare Openfire è necessario aggiungere un user e un database per Openfire. • mysql -u root -p • creare il database openfire; • attribuire tutti i permessi a openfire.* to openfire@localhost IDENTIFIED BY "password"; • exit 4. Cambiare la directory in /opt • wget http://www.igniterealtime.org/downloadServlet?filename=openfire/ openfire_3_6_4.tar.gz • tar -xzvf openfire_3_6_4.tar.gz • cd openfire/bin • ./openfire start 5. Openfire potrebbe metterci un minuto prima di aprirsi, ma una volta pronto dovrebbe essere accessibile attraverso linterfaccia web • http://server_ip:9090 6. A questo punto si passa attraverso diversi step di configurazione guidata
  • Gli scopi che si è deciso di attribuire ai diversi servizi sono inizialmente evolutamente arbitrari, visto la poca famigliarità degli utenti con gli strumentiinformatici, ma si vuole in questo modo solo direzionare lutilizzo verso possibilidirezioni, lasciando libera interpretazione e possibilità di fare altro da parte degliutenti. Per questo sono proposti servizi che possono sembrare ripetitivi, come lamessaggeria istantanea, la chat o il forum, dove si propone assistenzainformatica, per valutare quali sono gli strumenti preferiti dagli utenti e lemodalità migliori attraverso cui interfacciarsi con altri utenti e con il sistema.La chat è un elemento che inizialmente ha trovato forte opposizione allinternodelluniversità, per le grandi potenzialità ludiche che le si accompagnano. Ilregolamento informatico vieta infatti luso dei computer per visionare video oascoltare musica, allo scopo di evitare un abuso dei limitati strumenti e lusura,anche se sotto altri punti di vista, come quello del piano di informatizzazione, siauspica ad un aumento dellutilizzo delle risorse informatiche.Nello sviluppare servizi come la chat o un sistema di webradio/gestione dellamusica, si crede che i servizi possano essere utilizzati ragionevolmente dagliutenti, che al primo accesso al sistema sottoscrivono il regolamento informatico.
  • Per fare questo esiste un modulo ad hoc: legal135, che visualizza allinterno delform di registrazione i termini e le condizioni, o che le visualizza al primoaccesso se lutente è stato creato da un amministratore o, come nel casodelluniversità di Sancti Spiritus, si identifica attraverso un altro sistema diautenticazione. In ogni caso si tratta di un semplice checkbox in fondo ai terminie alle condizioni.La gestione della chat è affidata ad un plugin, chatroom136, che permette dicreare chat e chatroom come nodi, permettendo così una facile integrazioneallinterno di Drupal. Le chat sono utilizzate come strumento per richiedereassistenza, allinterno della pagina dei servizi informatici e allinterno del profilodi ogni utente, per mettersi in contatto con lui. Come sarà più chiaro nel capitolo4.5 sulla rete sociale allinterno della intranet, la chat è lunico modo per renderesociale il e direttamente interattivo il profilo degli utenti, dal momento che non èpossibile per politiche interne alluniversità condividere informazionipubblicamente senza autorizzazione. La chat in qualche modo permette lacreazione di canali privati allinterno dei quali le comunicazioni che si tengonosono diretta responsabilità degli utenti coinvolti nellinterazione.Il servizio di messaggeria istantanea, gestito con openfire, può essere integratoallinterno di Drupal per unottimale coesistenza dei diversi sistemi utilizzati perla comunicazione.Per integrare openfire allinterno di Drupal è necessario avvalersi di due moduli: • xmppframework137 • webserver authenticaion138Una volta istallato e attivato il modulo per lautenticazione sul server, nelpannello di amministraione, nel campo “Email domain” è necessario inserire lostesso nome impostato in locale sul server, mentre è importante disattivareentrambe le opzioni allinterno di impostazioni avanzate. Non è necessarioinvece riempire i campi relativi a user account modification.135 http://drupal.org/project/legal136 http://drupal.org/project/chatroom137 http://drupal.org/project/xmppframework138 http://drupal.org/project/webserver_auth
  • Per configurare invece xmppframework è necessario modificare su Apachealcune informazioni: 1. includere al file principale: • AuthzLDAPAuthoritative on • AuthBasicProvider ldap • AuthType Basic • AuthName "Company Name" • AuthLDAPURL "ldap://LDAPHOST:389/OU=your_ou,DC=your_domain,DC=com? sAMAccountName?sub?(objectClass=*)" • AuthLDAPBindDN "CN=binder_account,OU=your_ou,DC=your_domain,DC=com" • AuthLDAPBindPassword password_for_binder • Require valid-user 2. Dal momento che Drupal e openfire si trovano su due server distinti è necessario impostare un proxy per la comunicazione da Drupal al server remoto. Per fare questo si usa HTTP-Bind per la connessione a cui si aggiunge la seguente configurazione Apache: • RewriteEngine on • RewriteRule ^/http-bind/ http://192.168.47.142:7070/http-bind/ [P] 3. Salvate le configurazioni bisogna aspettare prima di riavviare. È necessario infatti attivare alcuni moduli, altrimenti nessuno di quelli impostati funzionaerà: • rewrite • proxy • proxy_http • authnz_ldap 4. Istallati questi moduli riavviare Aparche • /etc/init.d/apache2 force-reload 5. Lultima cosa da controllare prima di tornare alle impostazioni del modulo su Drupal è che il proxy permetta richiesta fuori dal server openfire. • cd /etc/apache2/mods-available/proxy.conf • assicurarsi che le configurazioni corrispondano alle seguenti: • ProxyRequests Off • Order deny,allow • Allow from all • Allow from localhost • ProxyVia On 6. Riavviare Apache di nuovo e testare che tutto funzioni attraverso: • http://your_drupal_server/http-bind/ 7. Si dovrebbe ottenere un errore HTTP 400 error che comunica che è stata inviata una Bad_Request. 8. Su Drupal ci sono 3 opzioni principali allinterno di xmppframework: Client, User e XMPP API:
  • Illustration 63: gestione del modulo xmppframework • Client (Launch Settings) • HTTP Bind • SASL • conference.your_domain.com • vjud.your_domain.com • SpanishIllustration 64: configurazione del Client • User • impostare lautenticazione con credenziali WS (è disponibile
  • una patch per il plugin a riguardo139) • impostare in provisioning settings your_domain.com • Flaggare Provision XMPP for Drupal UsersIllustration 65: impostazioni utente per xmppframework • XMPP API Settings • server ip/hostname • 7070 • admin user • admin password • your_domain.comIllustration 66: API settings per xmppframework 9. Il modulo è pronto per essere utilizzato ora, bisogna solo impostare il blocco XMPP_CLIENT e la sua visbilità allinterno di qualche pagina.139 http://drupal.org/node/593466
  • 10. Lultima cosa da fare è riempire il campo JID per gli utenti, attraverso il profilo utente.Unulteriore estensione di questa integrazione si può ottenere segnalando lapresenza on line dellutente. Openfire permette di rilevare la presenza on line diutente con il seguente formato:http://example.com:9090/plugins/presence/status?jid=jsmith@example.comQuesto link si aggiorna automaticamente e cambia in base appunto se unutente sia o meno loggato. Di default viene assegnata unimmagine con unomino 16x16 px di un colore corrispondente allo status (verde se on line, giallose lontano dal pc …), ma è possibile customizzare le immagini aggiungendo allink una variabile per immagini diverse(http://www.igniterealtime.org/projects/openfire/plugins/presence/readme.html).Per visualizzare limmagine allinterno di Drupal però, è necessario modificareuna funzione del core (includes/theme.inc), dove è definitophptemplate_username($object)140.Per evolvere il sistema di gestione files e download, inizialmente gestitoattraverso un server FTP si è deciso di utilizzare un modulo specifico:filedepot141. Filedepot è un gestore di documenti che si integra bene allinternodi Drupal e i ruoli utente. I documenti possono inoltre risiedere allinfuori di140 http://drupalsn.com/learn-drupal/drupal-tutorials/drupal-theme-function-overriding141 http://drupal.org/project/filedepot
  • Drupal, come nel caso delluniversità di Sancti Spiritus e non ultimo, èdisponibile un client142 (anche se solo per windows per ora), per lupload di files.Per configurare filedepot bisogna indicare le preferenze dal pannello dicontrollo, soprattutto per quanto riguarda le estensioni dei files eleggibili per ilcaricamento e per la gestione dellaccesso e dei ruoli utente. I motivi principaliche hanno fatto decidere di adottare questo sistema per la gestione dei files èper levidente miglioramento rispetto ad un sistema senza alcun tipo di ricerca ecatalogazione. Filedepot permette infatti di taggare i files, commentare leversioni e ricevere aggiornamenti quando un file a cui ci si è abbonati vienemodificato. Gli utenti possono poi inserire files tra i propri preferiti per avere unaconsultazione migliore degli archivi presenti. È insomma un chiaro segno dicome in questo modo la intranet stia diventando sempre di più web 2.0.La musica è gestita attraverso kplaylist, un software in PHP che permette diascoltare musica in streaming, leggendo i files da directory. Il sistema è un podatato e non comprende molte dinamiche sociali come il rating o il tagging, nélupload di musica da parte degli utenti, ma è stato deciso di adottarevolutamente un sistema senza queste caratteristiche in modo da non costituireulteriori violazioni al regolamento delluniversità, che non permetterebbenemmeno lascolto di musica. Tutto questo però è possibile non ufficializzandolutilizzo dello strumento, che rimane in qualche modo svincolata dal resto delsistema, sebbene sia utilizzato da tutti allinterno delle facoltà. Crediamo inoltre,anche perché i dati di analytics lo confermano, che questo servizio possafungere da input per un maggior uso della rete, il cui aumento si auspica possasignificare anche un aumento degli obbiettivi prefissati dal piano diinformatizzazione.142 http://www.nextide.ca/solutions/filedepotclient
  • Drupal e MoodleSi è scelto di mantenere separati Drupal e Moodle, nonostante il primo abbia lepotenzialità per replicare le funzioni del secondo, per diversi motivi. Il primo diordine pratico, per una questione di tempistiche ristrette sulla durata delprogetto. Il secondo invece è per facilitare luso e la diffusione dello strumento,dal momento che numerosi docenti utilizzano già Moodle e non conosconoinvece Drupal, così come altre università utilizzano questo sistema ed è quindifacile per studenti e professori che si inoltrano allinterno di sistemi di altreuniversità avere famigliarità con lo strumento.Come descritto nel capitolo 4.2 un livello di integrazione è possibile attraversolimpiego del medesimo sistema di autenticazione (LDAP). Le modalità adottateper avvicinare i due sistemi sono sia di natura progettuale (design) che tecnica(database).Dal punto di vista del design si è trattato di adattare il tema a quello utilizzato suDrupal, mentre dal punto di vista tecnico le cose sono un po più complesse. Perfacilitare query tra i due sistemi si è deciso di integrare i due database, anchese esistono diversi moduli che permettono piccole integrazioni tra i due sistemi:moodle143 e moodlesso144 che permettono parziali integrazioni, solo pervisualizzare ad esempio i corsi che un utente frequenza allinterno di un blocco.Il mantainer145 di questi moduli propone un approccio diverso nelle ultimeversioni. Inizialmente lintegrazione tra i due sistemi era possibile attraversoSSO146 (single sign on): Moodle si autenticava al database usando richiesteGET HTTP con user e password caricati nei parametri delle richieste facendologin da un iframe, ottenendo così accesso alla tabella utenti di Drupal,allinterno del suo database. Questo metodo però non è molto sicuro e inqualche modo più che una soluzione si poteva considerare un hack, poco143 http://drupal.org/project/moodle144 http://drupal.org/project/moodlesso (solo per drupal 5.x)145 http://www.openbandlabs.com/blog/2009/05/drupal-moodle-integration-modules146 http://drupal.org/project/sso
  • sostenibile con le evoluzioni dei sistemi. La soluzione migliore al momento,sembra quella di accedere da Drupal a Moodle attraverso RESTful services147,disponibili su google code come quick API148. Per questioni di tempistiche perònon è stato possibile approfondire lintegrazione con quick API e persistono deiproblemi di sincronizzazione delle sessioni: se al login in un sistema simantiene attiva la sessione, cambiando da Drupal a Moodle e viceversa, allogout la sessione non si chiude automaticamente nei due sistemi. Questoproblema se potrebbe essere considerato un bug minore nel contestoparticolare delluniversità di Sancti Spiritus è molto rilevante, dal momento chegli utenti accedono da postazioni condivise come i laboratori.147 http://www.oracle.com/technetwork/articles/javase/index-137171.html148 http://code.google.com/p/qapi/
  • Drupal social networkLelemento fondamentale perché una rete sia sociale è che esistano dellerelazioni tra gli utenti, che si chiamino amicizie (come su facebook), connessioni(come su linkeding) o più generalmente contatti. Le caratteristiche che abbiamodefinito sociali finora lo sono solo considerando il contesto particolaredelluniversità di Sancti Spiritus. Vedere quali altri utenti partecipano ad unevento, di per sé non è sociale, ma lo diventa se si considera che la maggiorparte delle persone allinterno delluniversità si conoscono lun laltro (professoricon professori e studenti con altri studenti principalmente) e pertanto è comevedere che i propri amici partecipano allevento in questione.Si è deciso di portare avanti un discorso di rete sociale anche se sia ilregolamento informatico che la mentalità dominante emersa duranti diversitaller149 con i responsabili informatici perché si crede che una rete sociale possacontribuire a l raggiungimento degli obbiettivi che nello stesso taller sono statiprefissati. I vincoli sono un po pesanti però, dal momento che non è possibilepermettere la pubblicazione incensurata (per motivi politici) di contenutiallinterno della intranet.La strada verso una rete sociale funzionale è lunga sia dal punto di vista delprocesso culturale che comporta, sia per questioni tecniche, per quantoriguarda le tempistiche a disposizione del progetto. Sono stati in ogni mododefiniti gli step per levoluzione del sistema.Inizialmente gli utenti possono, una volta identificati, partecipare ai servizidisponibili: • rispondere ai sondaggi • iscriversi alla newsletter • scrivere nel forum • scaricare files dal files manager • ascoltare musica in streaming149 Trad. tavole rotonde
  • A queste funzioni nella prima fase è reso disponibile la visualizzazione deicompleanni degli utenti, in modo da invogliare la visualizzazione dei profilicompilabili dagli utenti. Utilizzando il modulo content profile150 che trasforma ilprofilo utente in un nodo è possibile per gli utenti personalizzare il proprioprofilo. Come illustrato nel capitolo 4.3 è inoltre possibile contattare gli utentiattraverso jabber. Alla possibilità della chat istantanea è stata associata lapossibilità di inviare messaggi privati con un modulo specifico, privatemsg151.La sezione delle immagini è quella che tra i contenuti si presta meglio adiventare sociale, dando la possibilità agli utenti di taggare nelle foto altrepersone, anche se ci sono degli aspetti che vanno chiariti prima di procederecon limplementazione di questo aspetto. A Cuba infatti i problemi di privacy nonsono mai stati affrontati, pertanto non esiste una legislazione chiara a riguardo.Per gli stessi giornali cartacei non esiste una legislazione che indichi sefotografie ritraenti persone possano essere pubblicate senza previaapprovazione da parte dei soggetti ritratti. In Italia per esempio esistono diversiriferimenti normativi, come la legge n 675/96, ora sostituita con il dlgs 30 giugno2003, n 196 che regolamentano il trattamento dei dati e la loro approvazione.Pur non esistendo una normativa, a Cuba, si è deciso di testare ilfunzionamento di soluzioni che permettano di associare utenti a foto, come iltag su facebook. Con Drupal è possibile utilizzare il modulo image annotate152,che estende imagefield e cck. Il modulo si basa su jQuery UI 1.6 ed ènecessario scaricarlo a parte perchè non incluso nel download del modulo. Pergestire le annotazioni bisogna aggiungere al content type a cui si vuolepermettere il tag la possibilità di commentare (comment settings) dal pannello digestione del content type particolare (es. admin/content/node-type/image). Dadisplay fileds si aggiunge poi un display per il body, selezionando image withannotations. Visualizzando così un contenuto di tipo image, apparirà un link“Add a note” che permette di aggiungere i commenti sulla foto.Gli elementi fin qua descritti però sono solo piccoli aspetti sociali allinterno di un150 http://drupal.org/project/content_profile151 http://drupal.org/project/privatemsg152 http://drupal.org/project/image_annotate
  • sistema che non è ancora caratterizzato da unintensiva interazione tra gliutenti, che renderebbe la rete davvero sociale. Davide Casali153 e GianandreaGiacoma154 hanno pubblicato la social usability list, uno strumento di verifica dielementi che rendono davvero sociale un sistema. Le indicazioni presenti suquesta lista sono semplicemente delle indicazioni pratiche per la progettazione,manca infatti un peso ai diversi elementi che permetta di definire una scala disociabilità di un sistema. Le indicazioni si dividono in quattro diverse categorie:relazioni, identità, comunicazione e gruppi. Ogni categoria si divideulteriormente in domande di controllo.153 Http://www.intenseminimalism.com154 Http://www.ibridazioni.com
  • Queste categorie sono in stretto rapporto tra di loro: le relazioni infatti possonoesistere solo se esistono delle identità, degli utenti. A partire da questa primaconsiderazione è facile capire come il livello di socializzazione della intranetiniziale fosse pari a zero. Il livello raggiunto nello sviluppo finora descritto inveceè sicuramente più avanzato, anche se ci sono ancora dei limiti, che seppur conle limitazioni particolari del contesto universitario cubano, possono esseresuperati. Se è vero da un lato che gli utenti non possono pubblicare senzaapprovazione contenuti allinterno di sezioni che non siano il forum, che èrigidamente regolato e moderato, è vero anche che si può dare la possibilità agliutenti di pubblicare il proprio mood. Questo è possibile attraverso diversi modulisu Drupal: Facebook-style Statuses155 che permette di avere una gestione deglistatus come su facebook, con la condivisione di immagini, link, foto e video, o155 http://drupal.org/project/facebook_status
  • attraverso un modulo più limitato che permette solo la condivisione di smilescon lintento di comunicare il mood dellutente (si tratta in realtà di una patch156del modulo smileys157). Nonostante la limitatezza del secondo modulo è lastrada che si intende seguire per dare la possibilità agli utenti di aggiornare ilproprio mood. Lidea generale dietro ad un meccanismo così semplice è un popiù profonda. Come per altri strumenti tecnicamente semplici (es. i sondaggi), loscopo è quello di raccogliere dati dagli utenti e monitorare il clima generale. Conun uso massiccio di questo modulo per il mood si può analizzare ad esempiocome in corrispondenza di certi eventi reagiscono gli utenti, o come sia il moodgenerale allinterno di un periodo di tempo limitato. Questi metodi dimonitoraggio sono ulteriormente descritti nel capitolo 4.10.Per quanto riguarda la propria identità allinterno del sistema, gli utenti possonoinoltre modificare il proprio avatar e consideriamo questa come lunica posibilitàdi personalizzazione del proprio profilo, oltre al testo che descrive i propriinteressi, la propria anagrafica (attraverso i moduli content profile e cck) e i corsifrequentati (con il modulo moodle courselist158). Restano fuori dallaprogettazione altri elementi presenti sulla social usability list come la possibilitàdi personalizzare la propria pagina e di distinguersi in qualche modo, se nonattraverso il proprio avatar e lattività allinterno del forum. In questa fase inoltreè esclusa la gestione di gruppi, pertanto lappartenenza a diversi gruppi, cosìcome tutte le caratteristiche della checklist a proposito dei gruppi sono da nonconsiderare.Le relazioni sono gestite ad un livello base: gli utenti possono solo richiederelamicizia ad altri utenti, senza però la possibilità di organizzare gli amici ingruppi di contatti, né gestire i livelli di vicinanza (proximity, time e themes). Èprevista una semplice gestione della privacy, anche se non è mai statarichiesta esplicitamente, ma si crede che per buon senso, anche gli utentipossano avere delle cose private, viste se non altro le svolte politiche in corso156 http://drupal.org/node/504266157 http://drupal.org/project/smileys158 http://drupal.org/project/moodle_courselist
  • nel paese, che potrebbero coinvolgere presto anche luniversità. Lintento daparte del rettore e dei decani è quello di poter supervisionare lo stesso icontenuti che gli utenti vorrebbero in qualche modo tenere privati perché vige lamentalità del controllo sopra tutto e manca totalmente la visione di elementiprivati allinterno della vita cubana. Per questo motivo, determinati utentiavranno permessi da super user e avranno accesso non ristretto ad ognisezione del sito, compresi i profili degli utenti. Gli utenti permettono quindi agliutenti che sono considerati amici di vedere il proprio mood, le proprie attività einformazioni di contatto avanzate (jabber), mentre gli altri utenti non amicipossono solo vedere il profilo con le informazioni generali e la possibilità dimandare messaggi privati. Come detto, i super user possono visualizzare leinformazioni anche senza essere amici degli utenti. Le relazioni così descrittepossono essere gestite attraverso due moduli principali, user relationships159 eflag friends160.161 User relationships (UR) è una soluzione comprensiva dimoduli che risolvono in sé una quantità di problemi e offrono diverse soluzioni.Flag friend (FF) è più leggero, ma, allo stesso tempo, molto completo. Ladifferenza principale è che UR permette relazioni a doppia direzione, mentre FFsolo a una (anche se è un limite solo per le release 1.x rimossa nelle 2.x ora indeveloping release). Le differenze si trovano poi nellaccesso ai nodi. Inoltre la 162documentazione di UR è leggermente migliore, anche se la issue queue èsignificativamente più pulita in FF. La scelta tra id due è caduta su FF per lafacilità di implementazione e per la migliore integrazione con i moduli selezionatifinora, in particolare per quanto riguarda la gestione dei permessi per laccessoai nodi (node access). FF si basa su flag163, un flessibile sistema di flagging, econvive bene con views. Per gestire il flusso di attività degli utenti allinterno delsito, con lo scopo dare visibilità agli utenti e ai servizi offerti, facendo vedere chine sta usufruendo, nel momento in cui lo sta facendo, esistono diversi moduli:159 http://drupal.org/project/user_relationships160 http://drupal.org/project/flag_friend161 http://www.mediacurrent.com/blogs/comparison-friend-modules-drupal-6162 Lista di bug e segnalazioni aperte dagli utenti. Il livello di mantenimento di un modulo si nota anche dalla velocità e dalle risposte dei programmatori assegnati allo sviluppo del modulo.163 http://drupal.org/project/flag
  • activity164 e heartbeat165 (che viene preferito al primo perché meglio si integracon gli altri moduli).Per quanto riguarda i gruppi, esiste un modulo, organic groups166, ancora nonimplementato allinterno del prototipo, che comprende le funzionalità necessarieper una gestione di gruppi allinterno della rete. Gli utenti, con questo modulo,possono creare e gestire i propri gruppi. Ogni gruppo può avere poi subscribers,e ha una pagina dedicata dove gli utenti possono interagire, come allinterno diun forum. Gli utenti di un gruppo possono infatti scrivere articoli, pubblicare fotoe commenti, indicando semplicemente uno dei gruppi di appartenenza, allostesso modo in cui si attribuiscono tassonomie ai contenuti. Lapplicazioneche è possibile vedere allinterno di questo modulo è quella di gestire classi,proprio come viene fatto al momento da Moodle, o proporre laggregazionespontanea allinterno delluniversità. Si crede però prematuro introdurre unsistema di questo tipo dal momento che il livello di alfabetizzazione informaticada parte degli utenti non è ancora tale da permettere unauto organizzazione deicontenuti. È sicuramente però un elemento da considerare per levoluzionedella piattaforma.164 http://drupal.org/project/activity165 http://drupal.org/project/heartbeat166 http://drupal.org/project/og
  • Theming, replica del modello e ottimizzazioneLa temizzazione167 di un layout su drupal è generalmente il processo finale a cuisi arriva dopo una lunga ed attenta fase di progettazione e gestione astratta168dei contenuti, a livello di moduli.Come la maggior parte dei processi di riduzione da layout a codice, è utilecreare una prima versione del sistema in html e css solo, per poi importare leporzioni di codice allinterno dei diversi file responsabili poi della resa del temaallinterno di Drupal.A livello di supporto crossbrowser è stata indicata una soluzione ardita da partedel comitato informatico delluniversità di Sancti Spiritus. Si tratta della decisionedi non supportare più Internet Explorer, ma di visualizzare in questi casi unmessaggio nel quale si notifica che il sistema in uso sul computer utilizzato nonè sicuro ed è necessario lintervento di un tecnico, con i riferimenti per ilcontatto. Questo è dovuto come conseguenza di una strategia aggressiva versola migrazione a Linux e come necessità visto il dilagare di virus informatici sucomputer e pen drive.Questo significa molto anche a livello di sviluppo di html e css dal momento chenon è necessario includere (e quindi appesantire) files specifici per internetexplorer (in particolare per la version 6) con evidenti guadagni sia a livello dimantenimento che di sviluppo, dal momento che il testing è fatto solo perFirefox e Chrome.Per fare questo è possibile semplicemente adottare un semplice css per un divcon id ie-message da posizionare in alto alla pagina. Nel css:#ie-message {background:#C00;167 Processo di trasformazione di un layout generalmente in formato .psd in html, css e php, integrato allinterno del sistema di Drupal. Un termine col medesimo significato spesso utilizzato, sebbene non esistano nel dizionario italiano tali parole, è drupalizzazione, dalle evidenti influnze inglesi theming e drupalizing.168 Si intende il metalivello in cui i contenuti ancora non ci sono, ma li si definisce a livello di content type.
  • text-align:center;border-bottom:1px solid #900;color: #fff;padding:5px;width:100%;}#ie-message a {color: #fff;font-weight:bold;}Mentre allinterno della pagina, per indicare il codice solo per Internet Explorer:<!--[if IE]> <div id="ie-message"> El sistema que utilizas est&acirc; en riesgo. P&oacute;ngase en contacto con unt&eacute;cnico para actualizarlo. <a href="mailto:bernardo@suss.co.cu">Haga click aqui yescribe tu nombre, apellido y oficina donde eres ahora</a>. </div><![endif]-->Illustration 68: messaggio di avviso per gli utenti che utilizzano Internet ExplorerLa struttura principale del codice html è abbastanza semplice, anche visto illayout su due sole colonne.
  • Illustration 69: griglia base del sitoPer ottenere leffetto box arrotondato ricreato allinterno di tutto il sito si usasempre la stessa struttura di classi, modificando semplicemente la larghezzadei box contenitori: un div con classe rounded, responsabile degli angoliarrotondati e dello sfondo grigio e una classe white, che gestisce lo sfondobianco e il contenuto invece.La conseguenza della scelta di non supportare Internet Explorer porta a deglievidenti risparmi di codice, anche per leffetto degli angoli arrotondati, che non ènecessario ottenere con jquery corner ui, ma può essere ottenuto con i soli css.Questo effetto degrada graziosamente169 sui browser più vecchi che nonsupportano questa proprietà di css3.169 http://www.css3.info/graceful-degradation/
  • .rounded { background:#d2d2d2; padding:10px; margin-bottom:10px; float:left; width:100%; -moz-border-radius: 10px; -webkit-border-radius: 10px; border-radius: 10px; /* future proofing */ -khtml-border-radius: 10px; /* for old Konqueror browsers */}.white { background:#fff; padding:10px;}Una volta ottenuto lhtml si passa alla definizione del tema per Drupal. Ognitema allinterno del CMS è definto da un file .info. Nel nostro caso uniss.info(uniss è il nome attribuito al tema, dal nome delluniversità di Sancti Spiritus). Ifile .info hanno una struttura abbastanza semplice:name = Unissdescription = Uniss: tema realizado por Davide Berardino en el 2010. Por infocontactalo por correo davide.berardino@bryan.itbase theme = openpublish_themeversion = VERSIONcore = 6.xengine = phptemplate
  • ; SubTheme-Specific CSSstylesheets[all][] = css/estilo.css; superfish menustylesheets[all][] = css/superfish.css; overwriting basicsstylesheets[all][] = css/basics.css; overwriting componentsstylesheets[all][] = css/components.css; overwriting editorstylesheets[all][] = css/editor.css; overwriting html-entitiesstylesheets[all][] = css/html-entities.css; overwriting layoutstylesheets[all][] = css/layout.css; overwriting fix-iestylesheets[all][] = css/fix-ie.cssregions[right] = Right Sidebarregions[first_row] = first row of elementsregions[second_row] = second row of elementsregions[third_row] = third row of elementsregions[header] = Headerregions[footer] = FooterAllinizio del documento vengono dichiarate le informazioni base del tema,mentre seguono poi i files .css utilizzati (stylesheets[all][] = path/to/file.css) e ladefinizione delle regioni che verranno inclusi nellheader delle pagine con <?phpprint $styles ?>, così come gli script (scripts[] = path/to/file.js) e <?php print$scripts ?>. Per facilità di gestione si è deciso di creare un header.tpl.php(sites/all/themes/openpublish_theme/uniss/page/).
  • Si è scelto di adottare openpublish, oltre per una facilità di apprendimento, peruna serie di funzionalità aggiuntive a livello di template. Infatti questo profilo170 ,oltre ad inserire ordine nel tema a livello di cartelle e struttura, inserisce unaserie di classi css agli elementi allinterno delle pagine che permette una facilegestione del template, simile a quella di Wordpress.Per una maggiore facilità di apprendimento anche da parte dei mantainers si èpensato di adottare un sistema di gestione a blocchi ed aree, senza introdurreun uso massiccio di panels allinterno del sito. Panels infatti anche se è unostrumento molto potente per la gestione di layout complessi, ha per contro, unadifficoltà di apprendimento elevata. Per questo motivo sono state introdotte treregioni che trovano riscontro allinterno del tema solo nella home page, al postodi un panel specifico: first row, second row e third row. Le regioni, si ricorda,sono delle aree allinterno delle quali si possono assegnare dei blocchi dicontenuto.Per definire il modulo allinterno di una pagina .tpl.php è sufficiente utilizzare lavariabile <?php print $first_row; ?> dove $first_row è il nome della regionedefinita allinterno del file .info.Per poter assegnare più volte uno stesso blocco allinterno di regioni diverse,non possibile di default, è necessario utilizzare un modulo apposta:multiblock171.Un elemento problematico da gestire con Drupal riguarda il menu. Dallaprogettazione infatti si definisce luso di un menu a tendina (o drop down menu)che però non è supportato nativamente da Drupal. Gestendo la navigazioneprimaria (primary navigation) e aggiungendo dei sottolivelli alla navigazioneprincipale ci si accorge infatti che non vengono gestiti i livelli oltre il secondo.Per ovviare a questo problema esiste un modulo, nice menus172, che offre lapossibilità di gestire menu di questo tipo, con il supporto di uno script basato su170 Tecnicamente openpublish è un profilo di Drupal. Altri profili sono elencati http://drupal.org/project/installation%2Bprofiles171 http://drupal.org/project/multiblock172 http://drupal.org/project/nice_menus
  • jquery173: superfish174. Questo modulo anche se permette un buon supportocrossbrowser, è un po complesso a livello di css e necessita una conoscenzaavanzata per unaccurata personalizzazione. Dallinterfaccia di gestione deimenu di Drupal è necessario poi flaggare come expanded un elemento che hadelle voci di secondo o terzo livello, perchè vengano poi visualizzate latotemplate.<?php if (menu_tree(menu-top-menu)): ?> <?php print menu_tree(menu-top-menu); ?><?php endif; ?>Illustration 70: gestione dei menuSul sito sono attivi altri due menu: top menu e footer secondary menu. Nelprimo sono state elencate delle informazioni di servizio/accessibilità, come il linkalla pagina di accessibilità, il link alla mappa del sito e quello alle categorie diRSS presenti allinterno del sito. Nel secondo invece si trovano dei riferimenti edei credits rispetto alle tecnologie adottate: i validatori HTML175 , CSS176, i173 http://jquery.com/174 http://users.tpg.com.au/j_birch/plugins/superfish/175 http://validator.w3.org/176 http://jigsaw.w3.org/css-validator/
  • riferimenti al WAI177 e a drupal.org.Si è scelto inoltre di basare le parti più dinamiche del sistema su jquery, unalibreria javascript che facilita lo sviluppo e la gestione di componenti di userinterface178 . Questa libreria è utilizzata da diversi moduli, oltre che da quelloappena descritto per la gestione del menu.Uno dei limiti di Drupal, quando si lavora con blocchi e views, sono massicceporzioni di codice aggiuntivo che vengono inserite allinterno delle pagine, chespesso entrano in conflitto con lhtml precedentemente realizzato. Per questomotivo si consiglia di realizzare solo la griglia di layout principale a livello diheader, content, sidebar e footer e lavorare poi sugli stili degli elementi cheDrupal ha creato.Un altro problema da gestire, soprattutto quando si lavora con tanti moduli, è lacompatibilità dei diversi css con quello in produzione. Capita spesso che campidi input o altri elementi abbiano già uno stile definito allinterno del modulo(generalmente con dei selettori abbastanza specifici) che spesso sovrascrivonoregole più generiche dichiarate nel file di stile principale. Per ovviare a questoproblema di può adottare un sistema di selettori specifico, anche se poi si creauna sovrabbondanza di regole per degli stessi elementi, o adottare !important,un elemento da inserire nel css principale accanto alla regola che deveacquisire priorità sulle altre.Per esempio se in style.css (il css principale) si dichiara input { border:1px solid#000; } e in un altro css (system.css) viene dichiarato #block input { border: ... }è prioritario il secondo, a meno che nel primo non si specifichi { border: 1pxsolid #000 !important; }.Una volta completata la fase di temizzazione è importante configurareimpostazioni per le performance del sito. Di default infatti, come evidenziato,Drupal include una quantità di files ereditati dai moduli utilizzati, che occorrecompattare (attraverso gzip) per ottimizzare le HTTP Request che ogni paginafa al server. Per fare questo è possibile innanzitutto impostare le configurazioni177 http://www.w3.org/WAI/178 http://jqueryui.com/
  • per un sito in produzione su drupal (admin/settings/performance) come daillustration 3.Esistono ulteriori accorgimenti da adottare una volta finita la fase di sviluppo,come css gzip179 e js aggregator180 che si occupano della riduzione delledimensione dei files .css e .js utilizzati. È possibile inoltre, anche se non è statoadottato per luniversità di Sancti Spiritus e in realtà non facilmente gestibile perintranet o con banda verso lesterno limitata, fare in modo che i files inclusisiano gestiti attraverso CDN181 (Content Delivery Network182), che rende moltopiù rapido il caricamento delle pagine, attraverso moduli specifici che vannoperò a modificare il core di Drupal per quanto riguarda lo storage dei files.Sempre con lintento di ridurre le chiamate, http è possibile includere tutte leimmagini utilizzate allinterno della pagina in un solo sprite183 e gestirle poiattraverso css, anche se per la difficoltà di gestione184 di questa modalità disviluppo si è deciso di adottare un utilizzo standard delle immagini.179 http://drupal.org/project/css_gzip180 http://drupal.org/project/javascript_aggregator181 http://drupal.org/project/cdn182 http://en.wikipedia.org/wiki/Content_delivery_network183 http://www.alistapart.com/articles/sprites184 Sono necessarie competenze avanzate di css e conoscenze delluso di un programma di editing per le immagini, come photoshop per linserimento di nuove immagini.
  • Illustration 71: admin/settings/performancePer poter aggiungere il supporto del modulo colori ad un tema è necessarioaggiungere il supporto al modulo colore185. È importante sapere prima dicominciare questo processo che non tutti i temi possono supportare variabili di185 http://drupal.org/node/108459
  • colore, ma devono essere pensati apposta. Il tema per luniversità di SanctiSpiritus è pensato per poter essere replicato allinterno delle altre facoltà,diverse da quella di ingegneria, che ha ospitato la prima release del prototipo.Lo schema di colori neutri basati su bianco, nero e scala di grigi permettelintroduzione di qualsiasi colore, come uno di quelli adottati allinterno delle altrefacoltà, con la sostituzione del colore tematico nei link e nel logo.Con il supporto al modulo colore attivo Drupal infatti permette di gestire logo ecolori del sito attraverso linterfaccia di amministrazione(admin/build/themes/settings/). Vista però che il cambiamento del coloreimpatta solo su di un elemento (i links), si è deciso di permettere la gestione dellogo da admin, mentre per il cambiamento del colore è sufficiente cambiare unariga di codice allinterno del file css principale.
  • Riepilogo temi utilizzati0. Admin menu (http://drupal.org/project/admin_menu ):1. Advanced Forum (http://drupal.org/project/advanced_forum)2. Advanced Profile kit (http://drupal.org/project/advanced_profile)3. Better perms (http://drupal.org/project/better_perms)4. Birthdays (http://drupal.org/project/birthdays)5. CCK (http://drupal.org/project/cck)6. Chatroom (http://drupal.org/project/chatroom)7. CKEditor (http://drupal.org/project/ckeditor )8. Content profile (http://drupal.org/project/content_profile)9. CSS gzip (http://drupal.org/project/css_gzip)10. Custom breadcrumbs (http://drupal.org/project/custom_breadcrumbs)11. Devel (http://drupal.org/project/devel )12. Event (http://drupal.org/project/event)13. Event views (http://drupal.org/project/event_views)14. Feeds (http://drupal.org/project/feeds)15. Filedepot (http://drupal.org/project/filedepot)16. FileField (http://drupal.org/project/filefield)17. Flag (http://drupal.org/project/flag)18. Flag Friends (http://drupal.org/project/flag_friend)19. Heartbeat (http://drupal.org/project/heartbeat)20. Image annotate (http://drupal.org/project/image_annotate)21. ImageAPI (http://drupal.org/project/imageapi )22. ImageCache (http://drupal.org/project/imagecache)23. IMCE (http://drupal.org/project/imce )24. js Aggregator (http://drupal.org/project/javascript_aggregator)25. LDAP integration (http://drupal.org/project/ldap_integration)26. Legal (http://drupal.org/project/legal)27. Moodle courselist (http://drupal.org/project/moodle_courselist)
  • 28. Multiblock (http://drupal.org/project/multiblock)29. Nice Menus (http://drupal.org/project/nice_menus)30. Nodeaccess (http://drupal.org/project/nodeaccess)31. Panels (http://drupal.org/project/panels )32. Privatemsg (http://drupal.org/project/privatemsg)33. Rubik (http://drupal.org/project/rubik)34. Send (http://drupal.org/project/send)35. Signup (http://drupal.org/project/signup)36. Simplenews (http://drupal.org/project/simplenews)37. Smiley (http://drupal.org/project/smileys + patch http://drupal.org/node/504266)38. Update Status Proxy (http://drupal.org/project/update_status_proxy)39. User Relationships (http://drupal.org/project/user_relationships)40. Vertical Tab (http://drupal.org/project/vertical_tabs )41. Views (http://drupal.org/project/views)42. Weblinks (http://drupal.org/project/weblinks)43. Webserver authentication (http://drupal.org/project/webserver_auth)44. XMPPframework (http://drupal.org/project/xmppframework )
  • SVILUPPI FUTURI Piano di informatizzazioneCome illustrato nel capitolo 1.2 allinterno delluniversità di Sancti Spiritus cè delfermento per il cambiamento e per linnovazione.Negli incontri con i responsabili dei servizi informatici e informativi delluniversitàsi sono identificato diversi processi per linfomatizzazione delluniversità e traquesti rientra il progetto presentato di redesign della intranet che ha racchiusoin sè altri punti importanti per la semplificazione degli strumenti informatici.Il progetto, arrivato ora alla conclusione della sua prototipazione, deve passareattraverso un processo di adozione da parte delle diverse facoltà e per facilitarequesto, il 20 gennaio 2011 è stato fondato il Grupo Cientifico-EstudiantilDesarrollo de la Red en la UNISS186 , un gruppo costituito da docenti e studentidelluniversità (definiti precedentemente come mantainers).Lobbiettivo generale del gruppo è contribuire allo sviluppo della LAN dellaUNISS, con particolari attenzioni ai sistemi web, ampliando lofferta di servizinecessari per creare una comunità virtuale locale.Gli obiettivi specifici sono invece: • Portare in produzione i sistemi prototipati • Unificare la gestione degli utenti • Informatizzare la maggior quantità di servizi della UNISS • Integrare tutti i sistemi allinterno di Drupal • Avvicinare tecnologicamente gli edifici • Creare una comunità virtuale • Promuovere e divulgare luso di strumenti e servizi web disponibiliIl problema dei gruppi di lavoro senza identità specifiche evidenziato nella186 Vedi allegato: Costitucion Grupo de trabajo.
  • descrizione delluniversità, viene qua risolto con lattribuzione di compiti specificie di responsabilità ai diversi membri che ne fanno parte: • Professor Bernardo Yaser Leon Avila, responsabile del progetto e webmaster • Professor Alain Pereira Toledo, responsabile della parte sistemistica • Professoressa Zenia Padilla, responsabile dei corsi di sviluppo web per studentie gli studenti a cui sono affidate la gestione dei laboratori e la gestione degliedifici diversi da quello di ingenieria: • Orelvis Bernal Fiallo • Yanet Casas Ortega • Orlando Manuel Valle Martínez • Yasmani Ramírez Pérez • Ernesto Antonio Triana Cabrera.Il piano di informatizzazione è stato diviso inoltre in diversi step: 1. revisione con gli studenti del lavoro realizzato e sviluppo del sistema descritto e prototipato per uneffettiva presa di coscienza degli strumenti e una migliore gestione della conoscenza 2. implementazione dei servizi con i mezzi a disposizione e descrizione delle componenti hardware necessarie per il prosieguo del progetto 3. mantenimento (attraverso anche il supporto tecnico), promozione e verifica dei servizi (in collaborazione con la facoltà di sociologia e mediante luso di sondaggi e questionari).
  • Il prototipo realizzato si propone come strumento per la comunicazioneallinterno delle diverse facoltà e allinterno della residenza studentesca. Gliobbiettivi che si raggiungono sono quelli relativi allinformazione, alla formazionee alla comunicazione.Rimane ancora da progettare la parte relativa allinformatizzazione dei serviziofferti dalla biblioteca. A parte la ricerca delle collocazioni che è stata introdottada qualche anno, anche se con un sistema poco efficiente e non più supportatodallo sviluppatore che lo aveva implementato, la biblioteca non hainformatizzato i propri servizi. Se da un lato i gestori del sistema bibliotecariotrovano comunque funzionale lutilizzo manuale degli archivi, dallaltro però nonsi riesce a dare risposte al Ministero dellEducazione (MES) quando richiede ilnumero di ricerche annuali allinterno della biblioteca o delle statistichesullandamento dei prestiti.Ci si auspica che dei futuri studenti universitari possano contribuire allo sviluppodi questa parte del progetto, integrando anche questi servizi allinterno diDrupal. Sono state selezionate a riguardo diverse componenti che andrannotestate e implementate allinterno del sistema (come Millennium OPACintegration187 o SOPAC188).187 http://drupal.org/project/millennium188 http://drupal.org/project/sopac
  • CONCLUSIONILobbiettivo di realizzare un prototipo funzionante per la intranet delluniversità diSancti Spiritus è stato raggiunto. Il risultato costituisce un punto di partenza perapplicazioni web 2.0 sostenibili allinterno di ambienti educativi, attraversolutilizzo di tecnologie opensource. Il tema e linfrastruttura sono state condiviseon line (con licenza GPL) allinterno del sito www.davideberardino.it e sonoutilizzabili gratuitamente con il supporto della documentazione prodotta conquesta tesi.I diversi step definiti per levoluzione di una social network allinterno di unambito locale estraneo alle dinamiche della rete possono essere replicateefficacemente allinterno di altri contesti diversi da quello cubano.La particolare struttura della intranet si presta a poter essere adottata ancheallinterno di aziende che possono favorire dinamiche sociali al proprio internoattraverso strumenti informatici con la funzione di informare, coinvolgere, maanche supervisionare gli utenti.Per quanto riguarda la realtà delluniversità cubana, il progetto si è dimostratoun interessante possibilità di confronto e con la collaborazione si è riuscitisoprattutto nellarduo compito di creare qualcosa di sostenibile, nellaccezioneche possa gettare le basi per un futuro anche a prescindere dalle personeinizialmente coinvolte che hanno avviato il progetto.Il prototipo realizzato servirà da modello per limplementazione finale dellaintranet e il materiale prodotto in questa tesi costituisce la prima parte di unprocesso di passaggio della conoscenza tra chi ha iniziato il progetto e chidovrà continuarlo. I professori e tutor dellUniversità cubana infatti hannocostituito un gruppo di lavoro per portare avanti il progetto e per insegnare aglistudenti ad utilizzare gli strumenti impiegati.Lesito positivo dellesperienza e del progetto fanno ben sperare per il prosieguodi questa collaborazione internazionale, che può essere arricchita dallapartecipazione di altri studenti delluniversità di Milano Bicocca al progetto.
  • Tra gli aspetti che possono essere presi in considerazione ci sono gli elementiche ancora mancano da essere progettati e sviluppati, soprattutto per quantoriguarda linformatizzazione del sistema bibliotecario. Da un punto di vista piùsistemistico invece ci sarebbero molti aspetti che potrebbero essereapprofonditi e sperimentati, soprattutto per quanto riguarda il cloud computing.Lutilizzo di Drupal che è stato descritto nella tesi poi, può essere aggiornato emigliorato quando il supporto alla versione 7 del CMS sarà più completa e saràcosì possibile evolvere il sistema.
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