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Selezione di strumenti Web 2.0 per la realizzazione di siti web per le ONG
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Selezione di strumenti Web 2.0 per la realizzazione di siti web per le ONG

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Alessio Gattuso, Tesi di laurea magistrale in Teoria e tecnologia della comunicazione, Università di Milano Bicocca (marzo 2010). …

Alessio Gattuso, Tesi di laurea magistrale in Teoria e tecnologia della comunicazione, Università di Milano Bicocca (marzo 2010).

Realizzata presso TangoLab.
Relatore: R.Polillo

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  • 1. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO – BICOCCA Facoltà di Psicologia Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione SELEZIONE DI STRUMENTI WEB 2.0 PER LA REALIZZAZIONE DI SITI WEB PER ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE Relatore: Prof. Roberto POLILLO Tesi di Laurea di: Alessio GATTUSO Matricola 064397 Anno Accademico 2008 - 2009
  • 2. Indice CAPITOLO 1 Introduzione pag. 1 CAPITOLO 2 Il cambio di paradigma del web: Web 2.0 e cloud computing pag. 4 2.0 Storia e preistoria pag. 4 2.1 Manifestazioni superficiali del Web 2.0 pag. 6 2.1.1 L’esplosione dei blog pag. 6 2.1.2 I social network pag. 8 2.1.3 La democratizzazione del web pag. 9 2.2 Il web come piattaforma: il cloud computing pag. 11 2.2.1 SaaS e tecniche di mash-up pag. 13 2.2.2 Vantaggi e rischi dell’approccio cloud pag. 14 CAPITOLO 3 Le ONG italiane e il web pag. 16 3.0 Le ONG italiane per la cooperazione allo sviluppo pag. 16 3.1 La qualità dei siti web delle ONG italiane pag. 19 3.1.1 Metodologia della ricerca pag. 20 3.1.2 Risultati della ricerca pag. 28 I
  • 3. 3.2 Da siti per mostrare a siti per fare: progettare l’interattività pag. 29 3.2.1 Le funzionalità desiderabili per i siti delle ONG pag. 31 CAPITOLO 4 Classificazione degli strumenti Web 2.0 pag. 34 4.0 Introduzione pag. 34 4.1 Metodologia della ricerca pag. 35 4.2 Classificazione degli strumenti e dei servizi Web 2.0 pag. 35 CAPITOLO 5 Piattaforme per la creazione di siti pag. 43 5.0 Introduzione e metodologia pag. 43 5.1 Site builder pag. 44 5.1.1 Webs pag. 44 5.1.2 Weebly pag. 52 5.1.3 Google Site pag. 56 5.1.4 Wordpress pag. 62 5.1.5 Confronto pag. 66 5.2 Social network builder pag. 68 5.2.1 Ning pag. 68 5.2.2 SocialGO pag. 72 5.2.3 Grou.ps pag. 75 5.2.4 Confronto pag. 78 5.3 Blog creator pag. 79 5.3.1 Blogger pag. 79 5.3.2 Bloog pag. 80 5.3.3 Blogattivo pag. 80 5.3.4 Confronto pag. 81 II
  • 4. CAPITOLO 6 Altri servizi e applicazioni web per l’implementazione di funzionalità interattive pag. 82 6.1 Strumenti per l’e-commerce e donazioni online pag. 82 6.1.1 Strumenti per transazioni online pag. 82 6.1.2 Negozi online pag. 84 6.2 Software per la gestione delle newsletter pag. 87 6.2.1 Zoho Creator pag. 87 6.2.2 Dabbledb pag. 91 6.2.3 Wufoo pag. 94 6.2.4 Confronto (versioni free) pag. 99 6.3 Online storage service pag. 100 6.3.1 Badongo pag. 101 6.3.2 Humyo pag. 103 6.3.3 DivShare pag. 105 6.3.4 Windows Live SkyDrive pag. 107 6.3.5 Box.net pag. 108 6.3.6 Dropbox pag. 109 6.3.7 Servizi a confronto pag. 110 6.4 Servizi per la condivisione di contenuti pag. 112 6.4.1 Flickr pag. 112 6.4.2 YouTube pag. 113 6.4.3 Slideshare pag. 114 6.4.4 Issuu pag. 115 6.5 Motori di ricerca pag. 117 6.5.1 Google ricerca personalizzata pag. 117 6.5.2 Eurekster pag. 118 6.6 Forum creator pag. 119 III
  • 5. 6.6.1 Nabble pag. 119 6.6.2 Forumattivo pag. 120 6.7 Slideshow pag. 120 6.7.1 Slide pag. 120 6.8 Share button e RSS feed button pag. 121 6.8.1 Addthis pag. 121 6.9 Mappe pag. 122 6.9.1 Google Maps pag. 122 6.10 Calendario eventi pag. 123 6.10.1 Google Calendar pag. 123 6.11 Strumenti di videoconferencing pag. 125 6.11.1 Dimdim pag. 125 6.11.2 Vyew pag. 130 6.11.3 Yugma pag. 132 6.11.4 WebEx pag. 134 6.11.5 Servizi a confronto pag. 135 CAPITOLO 7 Conclusioni e sviluppi futuri pag. 136 Bibliografia pag. 141 Sitografia pag. 144 IV
  • 6. Capitolo 1 Introduzione L’evoluzione del web dal suo concepimento ad oggi ha apportato notevoli cambiamenti al concetto di comunicazione e di interazione tra le persone. Lo sviluppo di applicazioni software sempre più specializzate, unito alla crescente diffusione della banda larga, ha favorito il proliferare di piattaforme dedicate allo scambio di informazioni e all’interazione tra individui. Il passaggio dal web tradizionale al Web 2.0, inoltre, ha affollato la rete di utenti in erba, i quali, sfruttando servizi che non richiedono particolari conoscenze tecniche, si improvvisano sviluppatori, generando, condividendo, distribuendo e riutilizzando il contenuto del web. La situazione attuale è, quindi, un terreno fertile sul quale far crescere la propria visibilità e le proprie opportunità, attraverso lo sfruttamento di siti web, social network, blog e comunità d’interesse. Un’azienda non presente in rete risulta tagliata fuori dalle moderne dinamiche di comunicazione e non competitiva sul mercato, nonostante possa essere in possesso di un notevole capitale da investire. A buona ragione, una realtà come un’Organizzazione Non Governativa, la quale deriva tutti, o comunque gran parte dei propri introiti dalle donazioni, non può permettersi di non prendere parte al fenomeno Internet. La creazione di un sito web, la presenza di un profilo sui più famosi social network, l’utilizzo di strumenti d’interazione con l’utente, sono solo alcune delle possibilità offerte da manifestazioni delle rete nate con l’avvento del Web 2.0. Ancora più interessanti si stanno rivelando gli scenari aperti dall’affermarsi del paradigma del cloud computing e delle applicazioni SaaS. Questo tipo di piattaforme sono estremamente intuitive ed economiche, grazie all’invisibilità del codice di programmazione da parte dell’utente, da un lato, e l’utilizzo di un modello di business scalabile, dall’altro. Per questo le ONG di 1
  • 7. piccole dimensioni sono gli enti che possono maggiormente beneficiare di questi strumenti, al fine di accrescere la loro visibilità e portare alla conoscenza di molte più persone la loro mission e i loro progetti, ottimizzando i costi. Lo scopo finale di questa tesi è proprio quello di offrire una panoramica di questi strumenti, in funzione di un loro successivo utilizzo per la creazione di siti web a basso costo per realtà non profit di piccole-medie dimensioni. Questo lavoro di tesi si inserisce all’interno di un più ampio progetto promosso da Roberto Polillo, docente all’Università degli Studi di Milano Bicocca, denominato TangoLab, acronimo di Technology Assistance for Non-Governmental Organizations, che ha l’obiettivo di sperimentare e proporre strumenti informatici che possano aiutare le organizzazioni di volontariato (e in particolare le ONG che operano nei Paesi in via di sviluppo) a svolgere meglio il proprio lavoro. Il progetto raccoglie diversi lavori di tesi connessi reciprocamente, per questo parte di questo scritto è stato realizzato in stretta collaborazione con Fabrizio Maggioni, il quale avrà il compito di utilizzare i servizi analizzati in questo lavoro per creare prototipi di siti a basso costo in funzione di un loro utilizzo da parte di ONG. In particolare, il secondo e il terzo capitolo sono stati concepiti congiuntamente e sono quindi riportati in forma pressoché identica negli scritti, in quanto premesse fondamentali e necessarie per entrambe le tesi. Il capitolo 2 introdurrà il contesto tecnologico nel quale è stata effettuata la ricerca degli strumenti e presenterà i principali cambiamenti apportati dal fenomeno Web 2.0. Il capitolo 3, invece, si occuperà di descrivere la situazione attuale delle Organizzazioni Non Governative per la cooperazione allo sviluppo in Italia e analizzare la loro presenza sul web, avvalendosi anche di considerazioni emerse dai lavori di tesi di Donato Francavilla e Paolo Magosso, due tesisti inseriti nel progetto TangoLab che si sono occupati rispettivamente della valutazione della qualità dei siti delle ONG italiane e dell’individuazione delle best practice e dei pattern nella presenza sul web delle charity statunitensi. Al termine del capitolo verrà stilata una lista delle funzionalità desiderabili all’interno di un sito web appartenente a una generica ONG, le quali verranno poi 2
  • 8. descritte nel dettaglio durante il quarto capitolo, prestando particolare attenzione ai benefici che apportano in termini di interattività con l’utente. Per ogni categoria di strumenti presentata nel capitolo 4, sono stati individuati alcuni servizi presenti in rete, i quali permettono di implementare le funzionalità desiderabili descritte nel terzo capitolo. Questi servizi verranno analizzati nel dettaglio nel corso del quinto e del sesto capitolo, che si occupano rispettivamente delle piattaforme online per la costruzione di siti completi e degli altri strumenti che offrono funzionalità interattive inseribili all’interno di un sito web. I servizi più complessi e ricchi di funzionalità saranno comparati alla fine dei paragrafi con l’utilizzo di tabelle riassuntive, le quali offrono una visione d’insieme dei pregi e dei difetti degli strumenti. Il capitolo 7 è dedicato infine alle conclusioni e alla presentazione degli scenari futuri prospettati per quanto riguarda gli strumenti Web 2.0 e il loro utilizzo da parte delle Organizzazioni Non Governative. 3
  • 9. Capitolo 2 Il cambio di paradigma del web: Web 2.0 e cloud computing1 2.0 Storia e preistoria “I mercati sono conversazioni”2. Così recitava il Cluetrain Manifesto nel lontano 1999, anticipando di un lustro o poco più, con una massima apparentemente scontata, quello che sarebbe stato il più grande cambiamento nella concezione del web dalla sua nascita ad oggi. Il Web 2.0 segna l’evoluzione del World Wide Web da una serie (collegata) di siti statici a un ambiente globale nel quale i software online, le connessioni a banda larga e le applicazioni multimediali offrono contenuti più ampi e un’interazione più stretta fra gli utenti. Il fenomeno del Web 2.0 è caratterizzato da un numero crescente di sviluppatori (da un lato) e di utenti (dall’altro) che generano, condividono, distribuiscono e riutilizzano il contenuto del Web.3 Questo è il web che conosciamo oggi, brulicante di vita sui blog e sui forum, su Facebook e su Youtube. Non esiste una precisa e concisa definizione di Web 2.0 su cui ci sia pieno accordo tra tutti gli specialisti del settore. D’altronde, l’essenza stessa del Web 2.0 non può essere catturata in una definizione, data la natura mutevole del fenomeno, caratterizzato dalla continua nascita ed evoluzione di servizi ed applicazioni che arricchiscono ogni giorno le possibilità di interazione tra gli utenti. Il neologismo Web 2.0 è stato coniato da Dale Dougherty, vicepresidente della O’Reilly Media, per indicare un’attitudine alla collaborazione e alla condivisione di contenuti, resa possibile da 1 Il presente capitolo è stato scritto in collaborazione con Fabrizio Maggioni, autore della tesi Realizzazione di template di siti web a basso costo per le Organizzazioni Non Governative, coordinata con la presente. Per rendere le due tesi leggibili separatamente, il capitolo è stato riportato, in forma identica, in entrambe le tesi. 2 Levine, Rick; Locke, Christopher; Searls, Doc; Weinberger, David, Cluetrain manifesto, Fazi Editore, 2001, pag. 75. 3 AA.VV., Web 2.0, A cura di Di Bari, Vito, Milano, Il Sole 24 Ore, 2007, pag. 3. 4
  • 10. software sviluppati per supportare l’interazione in rete. I principi fondamentali sui quali ci si può basare per comprendere la natura del Web 2.0 sono contenuti nel lungo articolo nel quale Tim O’Reilly riassume le considerazioni emerse dalla prima Web 2.0 confernce, promossa nel 2004 dalla stessa O’Reilly Media4. Il Web 2.0 nasce dalle ceneri del fallimento del vecchio modello di business caratteristico del web degli ultimi anni ’90, quando Internet era considerato solamente una fonte di arricchimento rapido per quelle aziende che vi operavano, le cosiddette dot-com, al solo scopo di essere collocate in borsa e sfruttare così l’entusiasmo degli investitori dell’epoca, senza delle solide basi sulle quali fondare il proprio commercio elettronico. Questo può essere considerato come il Web 1.0, composto da siti statici con contenuti informativi, destinati all’interazione con un singolo utente e basati sull’e-commerce o sulla pubblicità come modelli di business. I siti 1.0 erano chiusi, miravano esclusivamente ad attrarre il cliente mediante una comunicazione uno-a-molti, tipica dei media tradizionali. Se le date di nascita simboliche del web possono essere considerate il 1991, con la creazione del World Wide Web da parte di Tim Berners Lee al Cern, e il 1995, con la quotazione di Netscape in borsa, quella del nuovo fenomeno definito da Dale Dougherty come Web 2.0 può essere fatta risalire al 19 agosto 2004, data del collocamento in borsa di Google. In mezzo il crollo del Nasdaq nel 2000, con l’esplosione della bolla delle dot- com, e l’evoluzione del tecnologie hardware (larghezza di banda) e software (linguaggi di programmazione) sulle quali si basa Internet. Lo sviluppo delle applicazioni web di nuova generazione, le Rich Internet Application (RIA), deriva “dalla combinazione di vecchie tecnologie e standard (come HTML, CSS, XML, JavaScript e DOM) per realizzarne di nuove (come AJAX)”5. Per dirla con Tim Berners Lee: “Il Web 2.0 non è nulla di nuovo nella pratica, tutte le componenti del cosiddetto Web 2.0 c’erano già alla nascita del Web e quindi possiamo piuttosto parlare di 4 O’Reilly, Tim, What is Web 2.0: Design Patterns and Business Models for the Next Generation of Software, 2005, articolo tratto dal sito http://oreilly.com, 21/01/2010. 5 Tratto dalle slide di Polillo, Roberto, Corso Web 2.0, Università degli Studi di Milano-Bicocca, a.a. 2009- 2010. 5
  • 11. una naturale evoluzione dei tool e della cultura del Web verso un nuovo livello di strumenti e di utilizzo”6. Se dal punto di vista tecnologico l’innovazione nel web non è stata così dirompente, lo stesso non si può dire del cambiamento avvenuto per quanto riguarda le sue modalità di utilizzo. I siti 2.0 sono piattaforme che consentono una forte interazione tra gli utenti, la conversazione di cui si parlava all’inizio. Essi, da meri fruitori, diventano produttori e giudici dei contenuti della rete. 2.1 Manifestazioni superficiali del Web 2.0 Il cambio di prospettiva del nuovo web si concretizza nel passaggio dal modello di comunicazione uno-a-molti a quello molti-a-molti. Come hanno avuto più volte modo di affermare gli specialisti del settore, il Web 1.0 consisteva nella connessione tra computer, mentre il Web 2.0 prende vita dalla connessione di persone. Le manifestazioni più evidenti di questo nuovo modo di concepire la rete sono visibili in quei siti che incoraggiano gli utenti a produrre contenuti, coinvolgendoli come co-autori del web: blog e social network. 2.1.1 L’esplosione dei blog L’espressione blog è stata coniata da Peter Merholz e deriva dalla modifica dell’espressione originale web log (diario di bordo sul web) in we blog: noi scriviamo. Un blog non è altro che un sito in cui i contenuti (i post) sono pubblicati ed organizzati secondo una successione temporale, con la possibilità per i lettori di commentarli. Oltre a favorire lo scambio di idee tra i suoi utenti, un blog è solitamente collegato ad altri blog: l’insieme dei blog tra loro connessi si definisce blogosfera. Benché la definizione di Peter Merholz risalga a dieci anni fa e i blog esistano addirittura da alcuni anni prima, la crescita esponenziale del loro numero è un fatto riconducibile 6 AA.VV., Web 2.0, A cura di Di Bari, Vito, Milano, Il Sole 24 Ore, 2007, pag. 5. 6
  • 12. solamente agli ultimi anni. Il grafico seguente, tratto dal sito dell’autore di Technorati, il più importante osservatorio sui fenomeni del web e in particolare sulla blogosfera, mostra come l’impennata più ripida della curva dei blog sia cominciata a partire dalla fine del 2004. Alla rilevazione di Technorati del giugno 2008 il numero dei blog presenti in rete è cresciuto fino a 112,8 milioni di unità7. Grafico 2.1 L’espansione della blogosfera. Fonte: http://www.sifry.com/alerts/archives/000493.html, 08/01/2010. Questa crescita esponenziale è stata favorita soprattutto dalla presenza di software online, realizzati con i nuovi strumenti web descritti nel primo paragrafo, che permettono a qualsiasi utente di creare, pubblicare e gestire un blog, senza bisogno di alcuna competenza informatica o di web design. Ci si riferisce ai cosiddetti blog builder come Blogger e Wordpress. 7 www.technorati.com, 08/01/2010. 7
  • 13. 2.1.2 I social network I blog, insieme ai forum, si sono imposti come la prima manifestazione di sito-piattaforma caratterizzato da una forte interazione tra gli utenti. Un’evoluzione di questi strumenti verso ciò che è attualmente considerata la piattaforma d’interazione sul web per antonomasia sono i social network. Gli utenti di un social network possono creare all’interno di esso un proprio profilo, ovvero uno spazio personale dedicato alla presentazione di sé stessi e al caricamento dei propri contenuti. Tale profilo può essere pubblico, quindi visualizzabile da qualsiasi utente, oppure semi-pubblico, se vi può accedere soltanto una lista di persone specificata. La peculiarità nei siti di social networking è proprio quella di potersi connettere stabilmente ad altri profili al fine di mantenere i contatti e condividere con essi un maggior numero di informazioni e contenuti. Contrariamente alle comunità virtuali, la rete di contatti online che si viene a creare tende ad essere simile a quella reale. Lo scopo, la natura, la terminologia e i contenuti relativi al profilo variano a seconda del social network. Attualmente ne esistono di molti tipi, che possono essere approssimativamente raggruppati in due categorie: Reti interesse – connettono persone con un interesse comune. Solitamente si tratta di reti dedicate alla condivisione di un determinato tipo di contenuti, per i quali viene messa a disposizione un’ampia serie di strumenti per la loro gestione e personalizzazione. Tipici esempi di social network appartenenti a questa categoria possono essere Flickr (dedicato alla condivisione di foto), YouTube (video) e Del.icio.us (bookmarks). Reti generaliste – al contrario di quanto accade nelle precedenti, gli utenti possono inserire nel proprio profilo una vasta gamma di contenuti. Queste social network sono più carenti rispetto a quelle d’interesse per quanto riguarda gli strumenti dedicati a uno specifico tipo di contenuti; allo stesso tempo offrono all’utente diverse funzionalità per comunicare con i propri contatti: non soltanto commenti ma anche una chat e una casella di posta interna. Uno dei primi social network di questo tipo è stato MySpace, una pagina personale e personalizzabile per contenuti e link ad altri profili. Facebook è attualmente il social network 8
  • 14. generalista più popolare al mondo (vedi grafico 2.2) e rappresenta un’evoluzione di MySpace, con un miglior focus sulle relazioni tra i profili e sugli strumenti di comunicazione. Grafico 2.2 Percentuale di utenti di Internet che visitano ogni giorno le pagine dei principali social network. Dopo Google, Facebook è attualmente il secondo sito più visitato al mondo. Fonte: www.alexa.com, 11/01/2010. Benché al loro interno le social network si rivelino un potente strumento di connessione e permettano di ottenere una grande visibilità, proporzionalmente alla loro grandezza in termini di utenti iscritti, il più grande limite di questi siti si riscontra nella loro struttura chiusa. La rete di connessioni e i contenuti propri di un profilo su un determinato social network sono validi solo all’interno di esso e non possono, per ora, essere esportati da un sito all’altro: ogni social network richiede la creazione di un account specifico. 2.1.3 La democratizzazione del web Gli strumenti visti finora presentano un unico denominatore comune, che è anche la caratteristica principale del Web 2.0, il protagonismo dell’utente e dei contenuti da lui generati. Il medium Internet tende, per le sue caratteristiche, a sfuggire ai fenomeni di censura e ai limiti imposti dai media tradizionali. Questa ulteriore rivoluzione del web 9
  • 15. apre scenari comunicativi prima impensabili, permettendo a chiunque di essere presente online e comunicare potenzialmente con qualsiasi utente della rete senza bisogno di dover creare un sito. Questa democratizzazione del web, unita ai bassi costi di pubblicazione, può essere sfruttata da realtà che troverebbero grandi difficoltà a procurarsi spazi e pubblico sugli altri media. È il caso delle Organizzazioni Non Governative, i potenziali beneficiari di questo lavoro di tesi. Le innovazioni apportate dal Web 2.0 non si limitano però alla semplice possibilità per tutti di ritagliarsi un piccolo spazio virtuale, per di più costretto dalla limitatezza degli strumenti offerti da un blog builder e dalla struttura chiusa dei social network. L’apertura di un blog e la creazione di diversi profili sulle più importanti reti sociali sono aspetti rilevanti e molto remunerativi in termini di visibilità per qualunque organizzazione, dato il loro potenziale comunicativo e di amplificazione sociale verso utenti appartenenti alle più diverse comunità. Tuttavia, una presenza web di questo tipo può risultare frazionata e non sfruttare appieno tutte le potenzialità del mezzo Internet, in particolar modo quelle connesse con l’interattività dei siti, accentuata dal continuo sviluppo di software basati sul web. I siti stanno diventando sempre più dei programmi su Internet, in grado di semplificare procedure, gestire transazioni e via dicendo. Pertanto, sarebbe auspicabile che, oltre a sfruttare le possibilità aperte da blog e social network, un’Organizzazione Non Governativa possa avvalersi anche di un nucleo centrale che sia collegato a tutti questi servizi e nel quale possa offrire all’utente strumenti che vadano oltre la semplice comunicazione. Una vera rivoluzione dovrebbe poter cambiare il web in modo da creare un ambiente nel quale qualsiasi utente, anche se privo di competenze specifiche, possa costruirsi una presenza web di questo tipo, completa e interattiva. 10
  • 16. 2.2 Il web come piattaforma: il cloud computing Il termine Web 2.0 sta iniziando ad essere consumato, associato continuamente ed erroneamente soltanto con l’insieme di tutti quei servizi “social” che sono stati presentati nel paragrafo precedente. L’emergere di questi strumenti rappresenta soltanto la punta dell’iceberg rispetto a ciò che realmente sta accadendo al web. Lo sviluppo di linguaggi di programmazione sul web sempre più evoluti e sempre più semplici da utilizzare, ha portato alla proliferazione di software online. La rete, da insieme di siti, è diventata un insieme di applicazioni, le quali possono potenzialmente sostituire i programmi installati sugli elaboratori client. Servizi come Google Docs e Zoho Docs rappresentano un esempio lampante di applicazioni di questo tipo: entrambi permettono di usufruire degli stessi strumenti messi a disposizione da Microsoft Office, consentendo la creazione e la gestione di documenti, fogli elettronici, database, interamente online. Benché questi servizi online si rivelino più rudimentali rispetto ai corrispettivi programmi offline, essi, essendo basati sul web, permettono la condivisione, la cogestione e il co-editing dei documenti con un numero potenzialmente illimitato di utenti. Oltre agli strumenti software, le applicazioni in rete possono essere utilizzate anche per reperire spazio di memoria aggiuntivo e sfruttare ulteriore potenza di calcolo. Queste applicazioni, che rappresentano una sorta di “noleggio” di hardware, pagato in proporzione al consumo, sono solitamente offerte dai grossi fornitori di sevizi web, i quali hanno a disposizione una gigantesca infrastruttura hardware/software. I potenziali fruitori di servizi di questo tipo sono gli sviluppatori di software. Il “cloud computing” non è altro che l’insieme di tutte queste possibilità, sempre più presenti in rete. Si tratta della tendenza a traslare sul web non solo i dati, ma via via anche i programmi e l’infrastruttura hardware, i quali dal computer dell’utente si spostano sui server dei fornitori dei servizi. Al di là degli aspetti social e di User Generated Content (UGC), è questa la vera innovazione verso cui ci sta proiettando il Web 2.0. Un cambio di paradigma nel concetto stesso di elaborazione al computer, come pochi ce ne sono stati negli ultimi decenni (vedi figura 2.1): il web diventa la piattaforma preferenziale. 11
  • 17. Figura 2.1 Il cambio di paradigma nell’elaborazione al computer apportato dal cloud computing Fonte: slide di computing. Polillo, Roberto, Corso Web 2.0, Università degli Studi di Milano-Bicocca, a.a. 2009-2010. , Milano Internet rappresenta la “nuvola nella quale risiedono l’infrastruttura, i dati e i programmi nuvola” che vengono utilizzati dagli sviluppatori e dagli utenti. Come si può notare nella figura gli sottostante (figura 2.2), riferita all’evoluzione dei programmi di gestione dei documenti, si passa da computer carichi di applicazioni e dati (fat client) ad elaboratori più snelli ( ) (thin client), che accedono alla rete per effettuare le stesse operazioni, arricchite dalle ), potenzialità sociali e di condivisione proprie dell’ambiente Internet. Figura 2.2 Da fat client a thin client. Fonte: slide di Polillo, Roberto, Corso Web 2.0, Università degli Studi di Milano Milano- Bicocca, a.a. 2009-2010. 12
  • 18. 2.2.1 Saas e tecniche di mash-up Come meglio specificato nel capitolo introduttivo, l’obiettivo di questo lavoro di tesi è l’individuazione di strumenti Web 2.0 per la costruzione di siti interattivi a basso costo per le Organizzazioni Non Governative. Nell’ambito del cloud computing, questi strumenti vengono messi a disposizione sotto forma di servizi applicativi sul web. Tale pratica prende il nome di SaaS (Software as a Service). L’utente che desidera usufruire di questi servizi deve soltanto registrarsi presso il fornitore, creando un account. Gli strumenti utili per la creazione di siti interattivi sono spesso messi a disposizione mediante questo modello di servizio. In primo luogo ci si riferisce ai site builder, applicazioni online che permettono all’utente di creare e pubblicare pagine web, anche provviste di funzioni interattive, attraverso un editor semplice ed intuitivo. Altri servizi invece forniscono strumenti per implementare in siti così costruiti ulteriori funzionalità, ad esempio form compilabili, con annessi database per la raccolta e il riuso delle informazioni. Un elenco completo degli strumenti utili per il conseguimento degli obiettivi di questa tesi verrà fornito nel capitolo 4. I fornitori dei Saas operano solitamente attraverso un modello di business definito “freemium” (free + premium). Gli utenti che desiderano usufruire dello strumento messo a disposizione dal servizio devono, come specificato sopra, creare un account presso il sito del fornitore. Tale operazione è solitamente gratuita e permette di accedere alle funzionalità base (free) dello strumento in questione. Le funzionalità aggiuntive e i potenziamenti di quelle base sono invece soggetti a pagamento e spesso raggruppati in pacchetti premium di costo e valore via via crescenti. In questo modo si realizza un modello di pagamento di tipo pay-as-you-go, grazie al quale l’utente può usufruire del servizio in maniera scalabile, a seconda delle sue esigenze e possibilità economiche. Per far sì che tutte le funzionalità interattive ottenute tramite SaaS vengano incorporate all’interno del sito si deve far ricorso alle cosiddette tecniche di mash-up, ovvero l’integrazione dinamica di contenuti e strumenti provenienti da diverse fonti. Nel caso specifico della creazione di un sito interattivo, le applicazioni esterne vengono inserite nelle pagine web tramite l’importazione di stringhe di codice html, generate automaticamente dai fornitori del servizio utilizzato (embedding). 13
  • 19. 2.2.2 Vantaggi e rischi dell’approccio cloud Una situazione come quella descritta nel paragrafo precedente può risultare molto vantaggiosa per una ONG che voglia dotarsi di un sito web interattivo, pur non avendo a disposizione tra collaboratori e volontari persone competenti in questo campo e mancando delle risorse necessarie per rivolgersi agli specialisti del settore. Diversi sono i vantaggi che il cloud conputing può garantire a realtà di questo tipo: semplicità d’utilizzo – non è necessario conoscere i codici html e css per creare da zero un sito web con funzionalità interattive; sia i site builder che le altre applicazioni online (RIA) dispongono di potenti interfacce grafiche basate su paradigmi intuitivi, come il drag and drop; azzeramento dei costi fissi – i servizi Saas di cui si parlerà in questo lavoro di tesi non richiedono pagamenti per usufruire del pacchetto base di strumenti; se l’organizzazione possiede maggiori risorse può acquistare le funzionalità premium in modo scalabile secondo le proprie esigenze (pay-as-you-go); molteplicità di punti d’accesso – per una ONG per la cooperazione allo sviluppo, che normalmente possiede almeno due sedi geograficamente lontane tra loro, è fondamentale che le applicazioni e le risorse necessarie per gestire il sito siano accessibili da qualsiasi luogo, mediante connessione ad Internet; si tratta di uno dei principali vantaggi dell’approccio cloud, che sposta dati, programmi e piattaforme dai computer client ai server dei service provider (virtualizzazione). I siti costruiti con le modalità descritte finora (sfruttamento dei SaaS e mash-up di applicazioni) possono essere adeguati per realtà di medie-piccole dimensioni. Per organizzazioni con esigenze molto maggiori in termini di complessità dell’infrastruttura hardware e di sistema informativo, una presenza web di questo tipo non è ad oggi implementabile, sia perché le applicazioni online risultano ancora rudimentali e non tagliate per grandi realtà, sia perché l’approccio cloud, pur presentando innegabili vantaggi, non è esente da tutta una serie di rischi, connessi con i seguenti aspetti: dipendenza dai service provider – dati e programmi non sono fisicamente su server propri, pertanto, in caso di guasti sugli elaboratori dei fornitori i relativi servizi non sarebbero disponibili e non si avrebbe alcun controllo sulla situazione; 14
  • 20. sicurezza e privacy – la protezione delle informazioni e delle applicazioni è anch’essa affidata ai service provider, che le ospitano sui propri server, e non è più controllabile dall’utente. Oltre a questi rischi maggiori, esistono altre sfide che l’approccio cloud dovrà affrontare e risolvere per imporsi come paradigma di elaborazione del futuro. Tra queste l’interoperabilità e la portabilità di dati e informazioni da un servizio all’altro e i problemi connessi con la governance e la gestione di questi servizi, che dovrebbe restare distribuita ed equamente divisa per evitare scenari monopolistici così comuni per i media tradizionali. 15
  • 21. Capitolo 3 Le ONG italiane e il web8 3.0 Le ONG italiane per la cooperazione allo sviluppo L’acronimo O.N.G. sta per Organizzazione Non Governativa: una qualsiasi organizzazione o gruppo locale, nazionale o internazionale di cittadini indipendente da qualsiasi organismo di governo, che sia impegnato nel settore della solidarietà sociale o della cooperazione allo sviluppo. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro (non profit), che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni private. Come già specificato nel capitolo introduttivo, l’oggetto della trattazione di questo lavoro saranno le ONG italiane per la cooperazione allo sviluppo, organizzazioni impegnate nel miglioramento delle condizioni dei paesi sottosviluppati o in via di sviluppo. In particolare si farà riferimento alle ONG accreditate dal Ministero degli Esteri che hanno superato i criteri di idoneità imposti dalla legge 49/87, delle quali sarà fornito un elenco completo nel prossimo paragrafo9. La fonte utilizzata per reperire i dati riguardanti le dimensioni e i paesi di intervento di queste organizzazioni è stata il rapporto Un mestiere difficile 2008, il quale fotografa la situazione relativa all’anno 200710 . Questa ricerca indica che le organizzazioni che si occupavano di cooperazione e solidarietà internazionale in quell’anno erano 256, considerando sia quelle idonee per il Ministero degli Affari Esteri sia quelle non idonee. 8 Il presente capitolo è stato scritto in collaborazione con Fabrizio Maggioni, autore della tesi Realizzazione di template di siti web a basso costo per le Organizzazioni Non Governative, coordinata con la presente. Per rendere le due tesi leggibili separatamente, il capitolo è stato riportato, in forma identica, in entrambe le tesi. 9 Elenco tratto da http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it, 23/12/2009. 10 I dati riportati in questo paragrafo sono tratti da Link 2007, rapporto Un mestiere difficile 2008, 2008. 16
  • 22. Sulla base del numero di operatori con contratto, risulta che la maggioranza delle organizzazioni era di piccole dimensioni, con meno di 10 collaboratori, mentre soltanto 12 enti superavano la soglia dei 100 collaboratori (vedi tabella 3.1 e grafico 3.1). Tabella 3.1 Tipologia delle associazioni per dimensioni. Fonte: Link 2007, rapporto Un mestiere difficile 2008, 2008, pag. 19. Grafico 3.1 Le associazioni italiane per dimensioni. Fonte: Link 2007, rapporto Un mestiere difficile 2008, 2008, pag. 19. Benché le organizzazioni di grandi dimensioni rappresentassero soltanto il 4,7% del totale, in esse si concentrava la maggior parte degli operatori, il 65%, a testimonianza di una grossa sproporzione, in termini di operatori con contratto, rispetto agli enti di piccole dimensioni. Tuttavia, il gran numero di questi piccoli enti fa emergere l’importanza che essi rivestono nell’ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo. 17
  • 23. Il continente con la maggior presenza di operatori è l’Africa, dove lavora il 58% degli espatriati, seguono l’America Latina con il 17%, l’Asia con il 16% e l’Europa con il 10% (vedi figura 3.1). Un gran numero di ONG, in particolare quelli di dimensioni medio- grandi, opera contemporaneamente in aree geografiche differenti, molto distanti tra loro. Figura 3.1 Fonte: Link 2007, rapporto Un mestiere difficile 2008, 2008, pag. 31. I dati riportati in questo paragrafo confermano che organizzazioni di questo tipo potrebbero beneficiare grandemente dell’approccio cloud, descritto approfonditamente nel capitolo precedente, per la creazione e la gestione di una presenza web completa ed interattiva. I servizi di tipo SaaS, accessibili virtualmente da qualsiasi luogo dotato di 18
  • 24. connessione alla rete, si prestano ad assecondare la naturale distribuzione geografica delle ONG. Inoltre, la carenza di risorse economiche e di competenze tecniche all’interno di organici ridotti, non rappresenterebbe un ostacolo per l’utilizzo di questi strumenti, tutti dotati di potenti ed intuitive interfacce grafiche. 3.1 La qualità dei siti web delle ONG italiane Per una ONG, un’organizzazione che deriva la maggior parte dei propri introiti da donazioni private, la comunicazione sul web può rappresentare una grande possibilità di crescita e una potenziale fonte di guadagno, sia per l’intrinseca economicità del mezzo Internet, caratterizzato da costi di accesso irrisori rispetto agli altri media, sia per l’elevata interattività che si può offrire ai propri utenti sul web, consentendo loro di interagire direttamente con l’organizzazione, anche a livello di transazioni economiche (donazioni online). Janelle Estes e Jakob Nielsen, parlando della situazione delle charity statunitensi, indicano come il volume delle donazioni effettuate direttamente attraverso i siti web delle organizzazioni sia destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi anni: In 2008, non-profits got about 10% of their donations online, according to a survey by Target Analytics. Given the high grow rate for Internet donations, we estimate that they’ll constitute the majority of donations by 2020. If non-profits organization get their sites into shape, that is.11 Donazioni online dunque, ma non solo. Lo spettro dell’interazione con l’utente sul web è ampio e si sta allargando sempre di più. Ad esempio, se un sito ben progettato è l’ideale per attrarre nuovi donatori e consentire loro di donare direttamente online, il mezzo via web più efficace per mantenere un rapporto di fiducia con i propri sostenitori sembra essere l’invio periodico di newsletter informative. Sempre citando Estes e Nielsen: Well-designed non-profit websites are particularly suited for attracting new donors and efficiently supporting small-scale impulse giving. Websites are less effective at sustaining long-term donor 11 Estes, Janelle; Nielsen, Jakob, Donation Usability, Fremont, Norman Nielsen Group, 2009, pag. 5. 19
  • 25. relationship. For encouraging customer (or donor) loyalty, e-mail newsletters remain the Internet tool of choice.12 Con l’avvento del Web 2.0 e dei nuovi strumenti di interazione e comunicazione sul web, quali blog, forum e social network, entrano in gioco nuove modalità di approccio che non possono essere ignorate dalle ONG che intendono coinvolgere i loro potenziali donatori attraverso la rete. Considerata quindi l’importanza che la presenza sul web può rivestire per gli enti no- profit, è stata realizzata una ricerca analitica sui siti delle ONG italiane per la cooperazione allo sviluppo, al fine di valutarne la qualità sotto diversi aspetti. Di seguito verranno analizzati i risultati di questa ricerca allo scopo di individuare le aree in cui tali siti web risultano più carenti.13 3.1.1 Metodologia della ricerca La valutazione di qualità è stata effettuata sui siti delle ONG accreditate dal Ministero degli Esteri, a cui si è già fatto riferimento al paragrafo 3.0. Di seguito riportiamo l’elenco di questi enti, ciascuno associato al corrispondente indirizzo web. N Nome Ong Sito Web 1 Associazione Italiana per la Solidarietà tra i Popoli San Raffaele http://www.aispo.org/ 2 Action Aid http://www.actionaid.it/ 3 Associazione Africa Tremila O.N.L.U.S http://www.africatremila.it/ Associazione Bertoni per la Cooperazione e lo Sviluppo del 4 http://www.abcsverona.it/public/index.cfm Terzo Mondo 5 Comunità di Sant'Egidio http://www.santegidio.org/ Associazione Centro Aiuti Volontari Cooperazione Sviluppo 6 http://www.acavtn.it/ Terzo Mondo 7 Associazione di Cooperazione Cristiana Internazionale http://www.accri.it/ 8 Associazione Casa Famiglia Rosetta http://www.casarosetta.org/home/default.asp 9 Associazione di Cooperazione Rurale in Africa e America Latina NO SITO 10 Associazione di Cooperazione e Solidarietà NO SITO 11 Amigos da Angola NO SITO 12 Amici dei popoli http://www.amicideipopoli.org/web/index.php?p 12 Ibidem 13 Metodologia e risultati della ricerca tratti da Francavilla, Donato, Analisi dei siti web delle ONG italiane, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009. 20
  • 26. N Nome Ong Sito Web age=home 13 Adra Italia http://adra.chiesaavventista.it/ 14 Associazione Amici dello Stato Brasiliano Espirito Santo NO SITO 15 Associazione con i Fatebenefratelli per i malati lontani http://www.afmal.org/ 16 Africa 70 http://www.africa70.org/ 17 Africa Mission http://www.africamission.org 18 Agenzia n.1 di Pavia per Ayamé http://www.puntoapunto.org/home.html 19 Associazione Amici dei Bambini http://www.amicideibambini.it/ 20 Associazione Donne Italiane per lo Sviluppo http://www.aidos.it/ 21 Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau http://www.aifo.it/ Associazione per la Cooperazione internazionale e l'aiuto 22 http://www.alisei.org/ umanitario 23 Associazione Laicale Missionaria NO SITO http://www.mani- 24 Associazione Mani Amiche amiche.it/Mani_amiche/Benvenuto.html Associazione laica fondata dal padre comboniano Renato Kizito 25 http://www.amaniforafrica.org/amani/index.htm Sesana 26 Associazione Mondo Giusto NO SITO http://www.amref.it/locator.cfm?SectionID=820 27 Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca &CFID=12133110&CFTOKEN=39496008 28 Azione per un Mondo Unito http://www.azionemondounito.org/home.asp 29 Associazione Noi per Loro http://www.noiperloro.org/ 30 ANPO NO SITO 31 Apurimac Onlus http://www.apurimac.it/ 32 Venerabile Arciconfraternita Misericordia Firenze http://www.misericordia.firenze.it/ 33 Arci Cultura e Sviluppo http://www.arci.it/internazionali 34 Associazione Studi America Latina http://www.asalong.org/home.html 35 Alleanza per lo Sviluppo e la Cooperazione NO SITO 36 Amici senza confini Onlus NO SITO 37 Associazione Solidarietà e Sviluppo NO SITO 38 Associazione Sanitaria Internazionale http://www.asi-international.org/it/home.htm 39 Associazione per la solidarietà internazionale in Asia http://www.asia-ngo.org/j15/ 40 Associazione Solidarietà Paesi Emergenti http://www.aspemitalia.it/ 41 Associazione Servi dei Popoli del Terzo Mondo NO SITO 42 Association for Sarva Seva Farms Italia http://www.assefaitalia.org/ 43 ASSOCIAZIONE LEO NO SITO 44 Associazione di Terra Santa NO SITO 45 Associazione Universitaria per la Cooperazione Internazionale http://www.auci.org/ 46 Associazione Volontari per lo Sviluppo dei Popoli - AVAZ NO SITO Associazione Valdostana di Solidarietà e Fratellanza 47 http://www.netsurf.it/madagascar/ (Fihavanana) con il Madagascar 48 Associazione volontari per il servizio internazionale http://www.avsi.org/ 49 Care and Share http://www.caresharegermany.de/ 50 Caritas Italiana http://www.caritasitaliana.it/ 51 Centro per un Appropriato Sviluppo Tecnologico http://www.cast-ong.org/ 21
  • 27. N Nome Ong Sito Web 52 Comitato di Collaborazione Medica http://www.ccm-italia.org/index.php 53 Casa do Menor Italia http://www.casadomenor.it/ 54 Comitato europeo per la formazione e l'agricoltura http://www.cefaonlus.it/ 55 Centro Italiano di Solidarietà http://www.ceis.it/index.htm 56 Centro Laici Italiani per le Missioni http://www.celim.org/pag/index.php 57 Organizzazione di Volontariato Internazionale Cristiano http://www.celimbergamo.it/ 58 Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli Onlus http://www.centropace.org/ 59 Centro Europa per la Scuola, l'Educazione Società http://www.ceses.it/ Centro di Educazione Sanitaria e Tecnologie Appropriate 60 http://www.cestas.org/ Sanitarie 61 CESVI http://www.cesvi.org/ http://www.cesvitem.org/it/chi- 62 Centro Sviluppo Terzo Mondo siamo/presentazione.asp http://www.cevi.coop/public/SiTE/index.php?tit= 63 Centro di Volontariato Internazionale Home&m=1 64 Centro Italiano Aiuti all'Infanzia http://www.ciai.it/ 65 Centro Internazionale Crocevia http://www.croceviaterra.it/ 66 Comunità Internazionale di Capodarco http://www.capodarcointernazionale.com/ 67 Comunità in dialogo http://www.comunitaindialogo.it/ 68 Centro di Informazione ed Educazione allo Sviluppo http://www.cies.it/ 69 Centro Internazionale per l'Infanzia e la Famiglia http://www.cifaadozioni.org/ 70 Comunità Incontro http://www.comunitaincontro.org/ 71 Cooperazione Italiana Nord Sud NO SITO Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà http://www.cipsi.it/CIPSI/master/index.asp?FRFX 72 Internazionale =1&Wscreen=1280&initSess=1 http://www.sviluppodeipopoli.org/Italiano/Home 73 Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli /Frameset.html 74 Cooperazione Internazionale Sud Sud http://www.cissong.org/it 75 Comunità Impegno Servizio Volontario http://www.cisvto.org/ 76 Comunità Laici Missionari Cattolici NO SITO 77 Comunità Nuovo Mondo http://www.mondonuovo.org/ 78 Centro Mondialità Sviluppo Reciproco http://www.cmsr.org/default.asp 79 COMUNITA’ MISSIONARIA DI VILLAREGIA PER LO SVILUPPO http://www.cmv.it/nuke/ Coordinamento delle ONG per la Cooperazione Internazionale 80 http://www.cocis.it/sito/ allo Sviluppo 81 Centro Orientamento Educativo http://www.coeweb.org/index.php 82 Cooperazione Odontoiatrica Internazionale http://www.cooperazioneodontoiatrica.eu/ 83 Camminiamo oltre l'orizzonte http://www.colorngo.org/ 84 Cooperazione per il Mondo in via di Sviluppo http://www.comiorg.it/ 85 Comitato Italiano Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia http://beta.unicef.it/ 86 Cooperation of Medical Services and Development http://www.comsed.org/associazione.php 87 Associazione di fedeli di diritto pontificio http://www.apg23.org/ 88 Cooperazione Internazionale http://www.coopi.org/it/home/ 89 Cooperazione Paesi Emergenti http://www.cope.it/ 90 Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti http://www.cospe.it/italiano/index.php 22
  • 28. N Nome Ong Sito Web Comitato di Coordinamento delle Organizzazioni per il Servizio http://www.cosv.org/new/associazione.php?PHP 91 Volontario SESSID=25d60b4e8a9f956de703fa2ed19956af 92 Comunità Promozione e Sviluppo http://www.cps-ong.it/ 93 Centro Regionale d'Intervento per la Cooperazione http://www.cric.it/ 94 Controinformazione Terzo mondo - Onlus http://www.ctm-lecce.it/ 95 Medici con l'Africa http://www.mediciconlafrica.org/ita/home.asp 96 Centro Volontari Cooperazione allo Sviluppo http://www.cvcs.it/ 97 Comunità Volontari per il Mondo http://www.cvm.an.it/public/index.asp 98 Differenza Donna http://www.differenzadonna.it/ Delegazione Europea per l'Agricoltura famigliare dell'America 99 http://www.agriculturafamiliar.org/ Latina 100 Disarmo e Sviluppo http://www.disvi.net/ 101 Associazione volontari Dokita http://www.dokita.org/ 102 Dalla parte degli ultimi NO SITO 103 Cooperazione e aiuto internazionale in campo educativo http://www.educaid.it/chisiamo.html 104 Educazione e sviluppo http://www.educazionesviluppo.org/ 105 Centro Elis http://www.elis.org/ 106 Emergency http://www.emergency.it/ 107 Fondazione Emmanuel per il Sud del Mondo http://www.fondazione-emmanuel.org/ 108 Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo http://www.engiminternazionale.org/ 109 Essegielle Cooperazione Internazionale http://www.essegielle.org/ 110 European School of Transfusion Medicine NO SITO http://www.fratellidelluomo.org/newfdu/master 111 Fratelli dell'Uomo /index.asp 112 Fondazione Ivo De Carneri http://www.fondazionedecarneri.it/ 113 Federazione italiana Maricoltori NO SITO Volontari nel Mondo – Federazione Organismi Cristiani di 114 http://www.focsiv.org/index.php Servizio Internazionale Volontario 115 Fondazione Don Carlo Gnocchi http://www.dongnocchi.it/ http://www.fondazionebellisario.org/new/index. 116 Fondazione Marisa Bellisario html 117 Fondazione Rita Levi Montalcini http://www.ritalevimontalcini.org/ http://www.fondazionesanvigilio.it/frontend/ho 118 Fondazione San Vigilio me.aspx 119 Fondazione Sipec NO SITO 120 Fondazione Raphael Onlus http://www.fondazione-raphael.org/ 121 Fondazione Giuseppe Tovini http://www.fondazionetovini.it/ 122 Gao Cooperazione Internazionale http://www.gaong.org/ 123 Gruppo italiano Chirurghi Amici della Mano http://www.gicam.it/ 124 Gruppo Missioni Africa http://www.gmagma.org/ 125 Green Cross Italia http://www.greencrossitalia.org/ 126 Gruppo per le Relazioni Transculturali NO SITO 127 Gruppo Abele Onlus http://www.gruppoabele.org/ 128 Gruppi Solidarietà Internazionale http://www.gsitalia.org/ 129 Gruppo Trentino di Volontariato http://www.gtvonline.org/ 23
  • 29. N Nome Ong Sito Web 130 Gruppo Umana Solidarietà Guido Puletti http://www.gus-italia.org/ 131 Gruppo di Volontariato Civile http://www.gvc-italia.org/ 132 Gruppo italiano per lo sminamento umanitario NO SITO Associazione Internazionale per la Medicina Umanitaria Brock 133 http://www.iahm.org/ Chisholm 134 Associazione Italiana Soci Costruttori http://www.iboitalia.org/default.asp 135 Istituto Cooperazione Economica Internazionale http://www.icei.it/ 136 Consorzio italiano di solidarietà http://www.icsitalia.org/ 137 Istituto per la Cooperazione Universitaria http://www.icu.it/ 138 Incontro fra i popoli http://www.incontrofraipopoli.it/ 139 Il Sole Onlus http://www.ilsole.org/default.asp?page=1 Istituto Nuova Africa e Americhe - Federazione Italiana 140 http://www.fict.it/ Comunità terapeutiche 141 Insieme si può http://www.365giorni.org/ 142 Organizzazione Umanitaria per l'Emergenza http://www.intersos.org/ 143 Intervita Onlus http://www.intervita.it/ita/index.php 144 Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli http://www.ipsia.acli.it/ Istituto Superiore per le Tecniche di Conservazione dei Beni 145 NO SITO Culturali e dell'Ambiente Istituto Sindacale per la Cooperazione con i Paesi in Via di 146 http://www.iscos.cisl.it/ Sviluppo 147 Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali http://www.isisc.org/ISISChome.asp 148 Associazione Itaca http://www.itacaong.org/index.php?/itaca 149 La ruota internazionale Onlus NO SITO 150 Volontariato Internazionale Rogazionista NO SITO 151 L'Africa chiama Onlus http://www.lafricachiama.org/ Coordinamento Regionale Volontariato e Solidarietà Luciano http://www.associazionelucianolama.it/index.ht 152 Lama onlus ml/ 153 La casa del sorriso NO SITO 154 Legambiente Onlus http://www.legambiente.eu/ 155 Fondazione Lions Club http://www.fondazionelions.org/ 156 Gruppo Laici Terzo Mondo http://www.ltmong.org/ 157 Associazione Internazionale Volontari Laici http://www.lvia.it/index.htm 158 M.A.I.S. http://www.mais.to.it/mambo/ 159 MOVIMENTO AFRICANO '70 http://www.africa70.org/ 160 Movimento Apostolico ciechi http://www.macnazionale.it/ Fondazione Magis - Movimento e Azione dei Gesuiti italiani per 161 http://www.magisitalia.org lo Sviluppo 162 Mani Tese http://www.manitese.it 163 Maratona dei Popoli http://www.peoplesrun.org 164 Mediterranean Council for burns and fire disaster http://www.medbc.com/ 165 Movimento e comunità in difesa dei diritti dei popoli http://www.movicom.it/ 166 Missioni Consolata Onlus http://www.missioniconsolataonlus.it 167 Missione futuro NO SITO 168 Movimento per la lotta contro la fame nel mondo http://www.medicusmundi.it/ 24
  • 30. N Nome Ong Sito Web 169 Movimento per la Cooperazione Internazionale No sito 170 Fondazione Monserrate Onlus http://www.monserrate.org/ 171 Movimondo NO SITO 172 Medici senza frontiere http://www.medicisenzafrontiere.it/ 173 Movimento Sviluppo e Pace http://www.movimentosviluppopace.org/ 174 Napoli: Europa Africa http://www.neaculture.it/ 175 Next Onlus http://www.nextonlus.it 176 Emilia Romagna Onlus http://nexuser.wordpress.com 177 Non c'è pace senza giustizia http://www.npwj.org 178 Nuovi Spazi al Servire http://www.nuovispazialservire.it/ 179 Nessuno Tocchi Caino http://www.nessunotocchicaino.it/ 180 Nuovo villaggio del Fanciullo Celso e Anna Frascali NO SITO 181 Organizzazione di aiuto fraterno Italia http://www.oafi.org/ 182 Istituto Oikos http://www.istituto-oikos.org/ 183 Opera di Promozione dell'Alfabetizzazione nel Mondo http://www.opam.it/ 184 Azione Verde Onlus http://www.azioneverde.org/ 185 Operazione Sviluppo NO SITO 186 Organizzazione Sviluppo e integrazione http://www.ongosa.org/ 187 Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano http://www.osvic.it/ 188 Associazione la Nostra Famiglia http://www.ovci.org/ Organizzazione per lo sviluppo globale di comunità in Paesi 189 http://www.overseas-onlus.org/ extraeuropei 190 Parma per gli altri http://www.parmaperglialtri.it/ 191 Persone come noi http://www.personecomenoi.org/ 192 Punto di Fraternità http://www.puntodifraternita.it/ Politecnico Internazionale per lo Sviluppo Industriale ed 193 http://www.pisie.it/ Economico 194 Progetto Domani: Cultura e Solidarietà http://www.prodocs.info/Home.aspx 195 Fondazione per la promozione umana e la salute http://www.fondazioneprosa.it/ Associazione per la promozione della scuola di cultura 196 http://www.prosca.com/ ambientale 197 Progetto Continenti Onlus http://www.progettocontinenti.org/ 198 Associazione ProgettoMondo Movimento Laici America http://www.mlal.org/ 199 Progetto Mondialità http://www.promond.it/ 200 Progetto Syd http://www.progettosud.org/ 201 Progetto Sviluppo http://www.prosvil.cgil.it/ 202 Reggio Terzo Mondo http://www.reggioterzomondo.org/home.php 203 World Family of Radio Maria http://www.radiomaria.org/ http://www.ongrc.org/lang/ita/cgi- 204 Ricerca e Cooperazione bin/gk.pl?pg=home 205 Reach Italia http://www.reachitalia.it/_home.php 206 Fondazione risorsa donna http://www.fondazionerisorsadonna.it/ 207 Organismo di Solidarietà Internazionale http://www.sosmissionario.it/ 208 Solidarietà Uomo Cooperazione allo Sviluppo NO SITO 25
  • 31. N Nome Ong Sito Web 209 Salute e Sviluppo ONG http://www.salutesviluppo.org/ 210 Save the children http://www.savethechildren.it/2003/index.asp 211 Servizio Collaborazione Assistenza Internazionale Piamartino http://www.scaip.it/ 212 Servizio Civile Internazionale http://www.sci-italia.it/news.php 213 Solidarietà e Cooperazione senza Frontiere http://scsfong.wordpress.com/ 214 Associazione Giovanni Secco Suardo http://www.associazionegiovanniseccosuardo.it/ 215 Senzaconfini onlus http://www.senzaconfini-onlus.it/ 216 Servizio Esperti Volontari http://www.sev84.org/ Associazione per la Cooperazione Tecnica e Sociale 217 NO SITO Internazionale 218 San José Amici nel Mondo http://www.sjamo.it/oldsite/home.htm 219 Soleterre http://www.soleterre.org/ 220 Solidarietà e Servizio NO SITO 221 Sulla Strada Onlus http://www.sullastradaonlus.com/ 222 Servizio Volontario Internazionale http://www.svibrescia.it 223 Sviluppo 2000 http://www.sviluppo2000.org/ 224 Tamat http://www.tamat.org/ 225 Fondazione Terre des Hommes Italia http://www.tdhitaly.org/ 226 Terra nuova http://www.terranuova.org/ 227 Trasparency Internationale http://www.transparency.org/ 228 Unità e Cooperazione per lo Sviluppo dei Popoli http://www.ucodep.org/index.php 229 Ufficio Centrale Studenti Esteri in Italia NO SITO 230 Unione Medico Missionaria Italiana http://www.sacrocuoredoncalabria.it/ 231 Un ponte per... http://www.unponteper.it/ 232 Un Pozzo per la Vita http://www.gruppomissionariomerano.it/ 233 Unione Volontariato Internazionale per lo Sviluppo e la Pace http://www.uvisp.org 234 Volontariato Internazionale Donne per Educazione e Sviluppo http://www.vides.org 235 Volontariato Internazionale per lo Sviluppo http://www.volint.it 236 Volontari Internazionali Scuola Beato Angelico NO SITO 237 Associazione Volontari Iniziative Sviluppo Economico e Sociale http://www.vises.it 238 Volontari Italiani per la Solidarietà ai Paesi Emergenti http://www.vispe.it 239 Volontari per la Solidarietà e lo Sviluppo NO SITO 240 Voci di Popolo del Mondo http://www.ongvpm.org 241 Fondo Mondiale per la Natura http://www.wwf.it Per condurre la valutazione di questi siti, vista l’enorme mole di dati da analizzare, è stata utilizzata una versione semplificata del modello di qualità di Roberto Polillo, descritto nel dettaglio nel libro Il Check Up dei siti web.14 14 Polillo, Roberto, Il check-up dei siti web, Milano, Ed. Apogeo, 2004. 26
  • 32. Si tratta di un modello basato sulla valutazione soggettiva di una serie di caratteristiche dei siti web. Gli aspetti presi in considerazione sono i seguenti: Architettura – come sono strutturati i contenuti all’interno del sito e quanto risulta facile per l’utente navigarli, ad esempio attraverso ausili all’orientamento; Comunicazione – la qualità e la coerenza dell’impianto grafico del sito; Funzionalità – la presenza nel sito di strumenti interattivi adeguati alle necessità di un’ONG; questo punto sarà descritto meglio nel paragrafo 3.2.1; Contenuto – quanto chiaramente sono descritti i valori e la mission dell’organizzazione, il suo organigramma e i suoi bilanci e come queste informazioni sono messe in evidenza; rientrano in questa categoria anche considerazioni riguardanti lo stile di scrittura, che deve essere adeguato al web. Per ciascuna di queste caratteristiche, il valutatore si è posto una serie di domande standardizzate, alle quali è possibile rispondere solo in modo binario (sì=1, no=0), in modo da ottenere rapidamente un punteggio totale per ogni sezione. Normalizzando poi i punteggi rispetto al numero di domande per ogni caratteristica, e assegnando un peso uniforme e unitario a ciascuna di esse, si è provveduto a calcolare il totale generale per ciascun sito. In una seconda analisi, i punteggi ottenuti dai siti delle ONG italiane sono stati confrontati con quelli dei siti individuati come migliori nel panorama internazionale delle ONG: American Red Cross; Amnesty International; Greenpeace; Medici Senza Frontiere; Oxfam; Save the Children; Unicef; WWF. Data l’enorme sproporzione di risorse tra queste otto organizzazioni e le altre ONG italiane, questo confronto servirà più che altro a comprendere in quali aree i siti italiani sono più carenti. 27
  • 33. 3.1.2 Risultati della ricerca L’analisi dei risultati rivela innanzitutto che il 15 % (37 su 241) delle organizzazioni risulta privo di un sito internet. Prendendo in considerazione i totali generali, tra le ONG che possiedono un sito soltanto il 22% ha raggiunto un risultato uguale o superiore a 2,4, considerabile come la soglia della sufficienza su un massimo di 4. I risultati più interessanti però si possono trovare analizzando separatamente le distribuzioni di frequenza dei punteggi assoluti nelle diverse caratteristiche e confrontandole con quelle dei migliori siti internazionali (vedi grafico 3.2). Grafico 3.2 Le distribuzioni di frequenza dei punteggi ottenuti dai siti delle ONG italiane (in blu) in ciascuna categoria, confrontate con quelle dei punteggi dei migliori siti internazionali (in rosso). Fonte: Francavilla, Donato, Analisi dei siti web delle ONG italiane, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009, pagg. 64-70. Osservando i grafici ottenuti salta immediatamente all’occhio la discrepanza di distribuzione tra i punteggi ottenuti dai siti delle ONG italiane e quelli dei best sites. Mentre questi ultimi si concentrano su risultati di eccellenza per tutte le caratteristiche considerate, i siti degli enti italiani tendono a conseguire punteggi distribuiti secondo una curva normale centrata prevalentemente su risultati medi. Questo vale per tre dei quattro 28
  • 34. aspetti considerati, architettura, comunicazione e contenuto, mentre per quanto riguarda la funzionalità i siti italiani hanno conseguito punteggi decisamente insufficienti: la maggioranza ha ottenuto 0 punti su 7, mentre all’aumentare del punteggio diminuiscono progressivamente le distribuzioni di frequenza. Uno sguardo d’insieme su questi risultati fa emergere che la stragrande maggioranza delle ONG italiane non dedica abbastanza attenzione alla propria presenza sul web, considerando Internet come uno strumento di comunicazione secondario, puramente complementare e non integrato con la strategia comunicativa globale. Spostando l’attenzione sulle distribuzioni di frequenza dei punteggi e sul confronto con i migliori siti internazionali, si nota subito come l’aspetto più carente dei siti web delle ONG italiane sia quello funzionale. Gran parte degli enti italiani possiede un sito vetrina, prevalentemente statico, in cui l’interazione con l’utente è scarsa o totalmente assente. Le funzionalità web 2.0, di cui si è parlato diffusamente nel capitolo 2, non sono presenti nella maggior parte dei siti analizzati: i blog sono molto rari e l’utilizzo dei principali social network, come Facebook, Twitter e Flickr, è prerogativa di poche organizzazioni. La maggior parte dei siti delle ONG analizzati ha un approccio al web obsoleto: […] il web dovrebbe rappresentare uno strumento economico, pratico e veloce per autofinanziarsi tramite le donazioni online, per contattare persone che vogliono collaborare che sono interessate alle loro attività, che vogliono essere informate sui loro progetti nel mondo; per promuovere iniziative, per mettere in contatto nazioni e culture diverse. Il web offre un valore aggiunto difficilmente paragonabile ai mezzi tradizionali, che va sfruttato al suo massimo potenziale.15 3.2 Da siti per mostrare a siti per fare: progettare l’interattività Come è emerso dalla ricerca di Francavilla, il principale punto debole dei siti delle ONG italiane è la carenza di funzionalità che permettano all’utente di interagire con l’organizzazione direttamente sul sito. Riprendendo quanto affermato all’inizio del paragrafo 3.1, una tale mancanza rappresenta un importante fattore di inibizione per la crescita del sito in quanto fonte di guadagno. Infatti, anche se l’architettura 15 Francavilla, Donato, Analisi dei siti web delle ONG italiane, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009, pag. 74. 29
  • 35. dell’informazione è ben congeniata, la grafica è attraente e coerente per tutto il sito e le informazioni riguardanti le finalità dell’organizzazione sono presentate in modo adeguato ed evidente, affinché gli utenti possano donare immediatamente o avanzare proposte di collaborazione è necessario offrir loro strumenti adeguati perché possano farlo comodamente, senza usare altri mezzi al di fuori del sito. Ad esempio, un utente positivamente impressionato dal sito e convinto a donare dalla presentazione degli obiettivi dell’ONG, nella maggioranza dei casi abbandonerà la sua intenzione quando scoprirà che per versare il suo contributo sarà costretto a procedere tramite bonifico bancario o bollettino postale. Ora, poniamo che il nostro utente, frustrato dall’impossibilità di effettuare una donazione online, cerchi nel sito la possibilità di comunicare questa mancanza all’organizzazione e agli utenti. Ebbene, molto probabilmente non troverà alcun modo per farlo se non scrivendo una mail. Le lacune evidenziate nelle funzionalità dei siti non riguardano infatti solo strumenti per le transazioni economiche, ma anche tutto quell’insieme di applicazioni, introdotte dal web 2.0, atte ad aumentare e a migliorare la partecipazione attiva dell’utente al processo di comunicazione: la presenza di un blog, di un forum, la possibilità di abbonarsi a RSS feed o interagire con i profili dell’ONG sui principali social network. Come più volte già affermato nel capitolo 2, l’utilizzo coerente e integrato di tutti questi strumenti, unito a una cura costante delle relazioni con l’utente, favorisce non soltanto la partecipazione ma la costruzione di un vero e proprio dialogo, di una relazione di fiducia, duratura nel tempo. Per dirla con Vito di Bari: “Il web 2.0 permette (e richiede) un processo di fidelizzazione efficace del proprio pubblico. Concentratevi sul costruire un progetto di comunicazione durevole. […] Mettetevi bene in testa che dovrete costruire una conversazione, non un urlo nel vento”16. Alla luce di queste considerazioni, di seguito verrà proposto un elenco delle funzionalità da introdurre nei siti delle ONG italiane con l’intento di colmarne le lacune emerse dall’analisi di Francavilla e migliorarne l’approccio comunicativo. 16 AA.VV., Web 2.0, A cura di Di Bari, Vito, Milano, Il Sole 24 Ore, 2007, pag.37. 30
  • 36. 3.2.1 Le funzionalità desiderabili per i siti delle ONG Per stilare l’elenco delle funzionalità implementabili dai i siti delle ONG si è fatto ancora riferimento all’elaborato di Francavilla, nella parte in cui individua le best practice adottate da queste organizzazioni17. Altre fonti dalle quale trarre utili indicazioni sono state le esperienze sul web delle charity americane: le associazioni non profit statunitensi si distinguono per un approccio molto più maturo ed innovativo alla comunicazione su Internet rispetto alle equivalenti italiane. In particolare si è potuto notare come le charity riescano a sfruttare molto meglio gli strumenti di connessione sociale e le possibilità offerte dal web 2.0. Un’analisi dettagliata ed approfondita delle best practice adottate dalle ONG americane in questo ambito è stata reperita nell’elaborato redatto da Magosso, Il web 2.0 per le organizzazioni non-profit: best practice delle charity statunitensi 18. Infine, ulteriori strumenti interattivi che possono essere ritenuti desiderabili per i siti delle ONG italiane sono stati individuati in un’analisi qualitativa dei siti delle organizzazioni idonee effettuata dall’autore di questa tesi, in collaborazione con Maggioni. Obiettivi, metodologia e risultati di questa analisi si trovano nello scritto di Maggioni Realizzazione di template di siti web a basso costo per le Organizzazioni Non Governative 19. Di seguito si riporta l’elenco delle funzionalità individuate, grazie alle fonti sopra citate, come desiderabili per i siti delle ONG: donazioni online: perché il sito possa diventare una fonte di guadagno diretta, è necessaria una sezione, strutturabile in modi diversi, in cui l’utente possa effettuare le donazioni immediatamente mediante carta di credito o prepagata; newsletter: l’utente deve potersi iscrivere sul sito per ricevere notizie periodiche sull’organizzazione e i suoi progetti; 17 Francavilla, Donato, Analisi dei siti web delle ONG italiane, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009, pagg. 77-141. 18 Magosso, Paolo, Il web 2.0 per le organizzazioni non-profit: best practice delle charity statunitensi, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009. 19 Maggioni, Fabrizio, Realizzazione di template di siti web a basso costo per le Organizzazioni Non Governative, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009. 31
  • 37. RSS feed: necessari affinché l’utente possa essere informato sugli aggiornamenti del sito senza necessariamente connettersi ad esso; profili sui principali social network: Facebook, Twitter, Youtube e Flickr solo per citarne alcuni. “Incoraggiate i consumatori a interagire [...] e fatelo nei luoghi che essi frequentano: non invitateli a casa vostra (potrebbe essere considerato un invito troppo formale) ma passate a trovarli dove sono”20. download di documenti: la possibilità di scaricare documenti in diversi formati; la maggior parte dei siti analizzati mette a disposizione una grande quantità di materiale riguardante le pubblicazioni e i comunicati stampa dell’ONG; motore di ricerca interno al sito: semplifica la ricerca delle informazioni sul sito, assecondando il comportamento prevalentemente goal-oriented degli utenti del web; mappa interattiva: aiuta l’utente nella localizzazione delle sedi e dei luoghi in cui si svolgono i progetti della ONG; blog: prevalentemente usato per pubblicare le notizie inerenti all’ONG e alle sue attività, questo strumento può essere anche sfruttato per permettere ai lettori di lasciare commenti, ponendo le basi per l’instaurazione di un dialogo tra gli utenti del sito; forum: permette agli utenti di intraprendere conversazioni su argomenti specifici coinvolgendo l’intera comunità degli utenti del sito; come il blog, aumenta l’engagement dei visitatori; form per proposte di collaborazione: fondamentale per semplificare la procedura di reclutamento di volontari, aggiungendo nel contempo valore pratico all’esperienza dell’utente sul sito; social network interno: pensata come una sorta di intranet per volontari e collaboratori dell’ONG, nella quale sono contenuti documenti e materiali tecnici riguardanti i progetti e l’organizzazione nel suo complesso, non accessibili ad utenti esterni; e-commerce per merchandising: per tutte quelle ONG che prevedono la vendita al pubblico di prodotti propri o del commercio equo e solidale; 20 AA.VV., Web 2.0, A cura di Di Bari, Vito, Milano, Il Sole 24 Ore, 2007, pag. 35. 32
  • 38. photogallery con slideshow: modalità di visualizzazione delle gallerie fotografiche più interattiva e coinvolgente; share button: pulsanti che permettono all’utente di condividere le informazioni contenute nella pagina del sito in cui sta navigando con la sua rete di contatti tramite i più popolari social network; oltre ad aumentare il coinvolgimento, questo tipo di passaparola online, in gergo word of mouse, risulta più efficace di quello tradizionale (word of mouth) “grazie alla velocità di trasmissione delle informazioni e alla possibilità di raggiungere più persone anche diverse dal proprio gruppo di appartenenza”21. Le funzionalità qui individuate guideranno la successiva ricerca degli strumenti Web 2.0 attraverso i quali è possibile costruire un sito interattivo a costi irrisori e senza la necessità di rivolgersi a specialisti del settore, in quanto non richiedono competenze informatiche o di web design avanzate. Nel prossimo capitolo verrà fornito un elenco dettagliato di questi strumenti, con l’obiettivo di descrivere il loro funzionamento. 21 Olivero, Nadia; Russo, Vincenzo, Manuale di psicologia dei consumi, Milano, Mcgraw-Hill, 2009, pag.504, ripreso da Phelps, J.; Lewis, L.; Mobilio, L.; Perry, D.; Raman, N., Viral marketing or electronic word of mouth advertising: examining consumer responses and motivations to pass along emali in Journal of advertising reaserch, 44, pagg.333-348. 33
  • 39. Capitolo 4 Classificazione degli strumenti Web 2.0 4.0 Introduzione A seguito delle analisi di Francavilla e Magosso, nonché da quella effettuata in collaborazione con Maggioni, sono state raccolte numerose best practice utilizzate nei migliori siti web delle ONG (italiani e internazionali) , che migliorano la comunicazione e l’interazione con gli utenti. L’elenco riportato alla fine del precedente capitolo presenta una descrizione delle funzionalità desiderabili per un sito appartenente a una ONG, considerate dal punto di vista dei vantaggi che possono apportare nell’interazione con l’utente. Nel presente capitolo l’attenzione viene spostata su come questo insieme di funzionalità possa essere realizzato grazie all’utilizzo di strumenti Web 2.0, con un costo minimo e senza particolari competenze in campo informatico. Il cambio di prospettiva si rende necessario per conseguire l’obiettivo di questa tesi e offrire una panoramica prima e un’analisi dettagliata poi dei servizi presenti in rete. Partendo dall’elenco delle funzionalità individuate, è stata quindi effettuata una ricerca per individuare il modo migliore di realizzarle. Il criterio principale seguito nella ricerca è il carattere gratuito o semi gratuito del servizio o del prodotto software individuato, in un ottica di modello economico di tipo pay-as-you-go. 34
  • 40. 4.1 Metodologia della ricerca Come già affermato nel capitolo 2, una delle peculiarità del Web 2.0 è lo spostamento dei software dal computer dell’utente al web (cloud computing). Per effettuare l’analisi si è quindi proceduto a setacciare l’ambiente web con l’obiettivo di raccogliere informazioni riguardanti le categorie di strumenti prese in considerazione, nonché per individuarne i principali fornitori ed effettuarne un’analisi di benchmarking che verrà successivamente proposta nei capitoli 5 e 6. La metodologia adottata risulta quindi essere esplorativa: una navigazione a tappeto dell’ambiente web con successiva raccolta di informazioni. In questo senso si sono dimostrati utili siti web come Wikipedia, ma soprattutto blog e forum specializzati, i quali hanno guidato la ricerca verso le tecnologie e gli strumenti più efficaci e diffusi. La valutazione delle funzionalità non potrà che essere soggettiva. Inoltre, l’ambiente web si presenta come un oggetto in continua e rapida evoluzione, perciò i risultati dell’analisi sono da considerarsi relativi al periodo durante il quale è stata effettuata la ricerca, ovvero tra ottobre e dicembre 2009. 4.2 Classificazione degli strumenti e dei servizi Web 2.0 Per ogni tipologia di strumenti presentata viene data una breve descrizione del suo funzionamento e di come l’organizzazione possa sfruttarla al fine di costruire un sito web. Anticipando alcune considerazioni emerse dall’analisi, si evidenzia come la natura cloud di questi strumenti li porti a possedere caratteristiche comuni: registrazione al sito per poter accedere al servizio e conseguente creazione di un account; allocazione dei dati e dei file su server dedicati; integrazione (embedding) della funzionalità sul sito web desiderato tramite codice html; fruizione gratuita del servizio con eventuale abbonamento premium. 35
  • 41. Queste peculiarità sono presenti nella maggior parte delle categorie analizzate e non verranno quindi menzionate durante il corso della seguente analisi. Site builder I site builder sono delle piattaforme content management systems (CMS) in rete che offrono all’utente uno spazio su un server dedicato per creare un sito web e pubblicarlo immediatamente. Questa categoria di strumenti è fondamentale per la creazione di un sito web, la “scatola” all’interno della quale inserire le varie funzionalità. Per creare un sito attraverso questo tipo di servizio non è richiesta la conoscenza dei codici html e css, in quanto questi software mettono a disposizione dei sofisticati editor appositamente creati per la gestione di contenuti su pagine web. L’innovazione che portano i site builder può essere perciò sfruttata da una ONG di piccole dimensioni per la costruzione di un sito web senza che i suoi collaboratori e volontari siano in possesso di conoscenze tecniche avanzate. Le funzionalità che questo tipo di servizio offre sono numerose: di base viene data la possibilità di modificare l’aspetto del sito, aggiungere contenuto testuale (anche stringhe di codice html), immagini e video, mentre strumenti più avanzati permettono di gestire eventuali membri del sito, creare blog e forum, impostare una sezione dedicata all’e- commerce, inserire un calendario degli eventi o una mappa interattiva, modificare il layout tramite css o visualizzare slideshow di immagini. Queste possibilità variano da site builder a site builder, e dipendono dalla completezza del servizio nonché dal tipo di abbonamento scelto (free o premium). Creando un sito viene automaticamente associato un URL di tipo www.nomeorganizzazione.nomeservizio.com (oppure .it, .org, ecc.), a meno che l’indirizzo non sia già presente in rete. E’ possibile in seguito associare al sito un altro URL già in proprio possesso, oppure acquisirne uno pagando la cifra richiesta. 36
  • 42. Social network Un social network è un insieme di persone connesse tra loro da diversi legami sociali. Pensato in questa sede come intranet per i collaboratori e i volontari dell’organizzazione, una ONG interessata a crearne uno potrebbe farlo in modo semplice mediante la creazione di pagine riservate all’interno del sito e la gestione dei profili degli utenti che possono accedervi. Questo tipo di funzionalità non è offerta da tutti i site builder. L’alternativa è l’utilizzo di social network builder, come Ning e SocialGO. Questi ultimi sono servizi specializzati che offrono funzionalità avanzate per la costruzione di una rete sociale e una gestione accurata dei suoi membri. Anche questi servizi saranno analizzati e confrontati più avanti per offrire degli esempi concreti delle piattaforme presenti sul web. Blog Il blog, una delle prime manifestazioni del Web 2.0, è uno degli strumenti fondamentali per aumentare e migliorare la comunicazione e l’interattività con gli utenti del web. Nella sua forma pura permette a uno o più amministratori di pubblicare dei post che possono poi essere commentati dagli utenti del blog. Una variante del suo utilizzo, eventualmente utile a una ONG, consiste nel non consentire i commenti dei lettori e utilizzare il blog come una mera pagina di pubblicazione di notizie. Questo tipo di servizio viene offerto da molte piattaforme specializzate, oltre che da i più comuni site builder. Strumenti per l’e-commerce e donazioni online Questi strumenti sono software che permettono transazioni economiche online sul proprio sito web. Esistono diverse piattaforme che permettono di realizzare pagine dedicate all’e- commerce, ma è necessario fare una distinzione fondamentale tra negozi online che vendono prodotti e siti destinati alla raccolta di donazioni online, tipiche delle ONG. Nel primo caso, oltre alle funzionalità dedicate messe a disposizione dai site builder esistono altre soluzioni che offrono uno spazio web per la costruzione di un negozio online, che risulta però essere separato ed esterno al sito principale. Nel secondo caso possono essere invece utilizzati strumenti (widget) per la gestione di transazioni online messi a 37
  • 43. disposizione da siti specializzati come Paypal (il leader in questo campo) oppure usufruire di software specifici per il fund-raising (di solito a pagamento). Software per la gestione delle newsletter L’invio periodico di mail da parte dell’organizzazione agli utenti iscritti al sito risulta spesso di fondamentale importanza per una ONG. La procedura di iscrizione alla newsletter di solito si realizza mediante un form all’interno del quale l’utente inserisce l’indirizzo di posta elettronica sul quale desidera che gli vengano inviate le informazioni relative all’organizzazione. Questo tipo di servizio può essere implementato attraverso software specializzati, che permettono di creare form composti da campi di vario tipo (testo, data, scelte ecc..) e di incorporarli all’interno del proprio sito web. Inoltre, il servizio può comprendere anche la creazione e la gestione dei database associati a tali form. RSS feed I web feed (detti anche syndacated feed) sono informazioni, formattate secondo un linguaggio standard, utilizzate per fornire agli utenti una serie di contenuti continuamente aggiornati. Sono documenti spesso basati sul linguaggio XML che contengono un link alla sorgente del contenuto. I feed sono sottoscritti dall’utente che, grazie a un lettore apposito (feed reader o aggregatore di feed), combina i diversi contenuti sullo schermo riuscendo così a rimanere aggiornato sulle pagine web d’interesse senza visitarle direttamente. Solitamente un feed si sottoscrive manualmente inserendo l’URL nel lettore, o cliccando il link corrispondente, presente ormai nella maggior parte dei browser per la navigazione in rete. Di solito questo tipo di servizio è integrato nelle pagine del blog dei site builder e assicura così che gli utenti, sottoscrivendoli, possano ricevere le informazioni riguardanti gli ultimi post o commenti inseriti. In servizi più avanzati i feed RSS possono veicolare informazioni non riguardanti soltanto i post del blog, ma anche altre parti specifiche del sito, ad esempio l’inserimento di nuove immagini nella photogallery. 38
  • 44. Social button La creazione di un profilo su un social network permette all’organizzazione di aumentare la propria visibilità attraendo gli utenti verso il sito principale. Per permettere ai visitatori di effettuare il percorso contrario, ovvero passare dal sito al profilo dell’organizzazione sul social network, vengono utilizzati i cosiddetti social button. Questi non sono altro che link testuali o costituiti da immagini, che rimandano l’utente ai profili sui principali social network in rete. La semplicità di questo strumento permette di utilizzarlo in qualsiasi pagina web e consente all’utente di navigare facilmente tra il sito e questi profili, ad esempio visualizzando i video dell’organizzazione sul relativo canale YouTube o le immagini dei progetti in corso su Flickr. Form Il form consiste in uno o in più campi che l’utente può compilare, inserendo dati che potranno in seguito essere utilizzati dall’organizzazione in vari modi, ad esempio per reclutare collaboratori o inviare newsletter. Questa funzionalità è offerta dai site builder, anche se non tutti la implementano in modo completo, consentendo l’utilizzo solo di pochi campi e inviando i dati inseriti dall’utente ad un indirizzo e-mail, senza una loro registrazione all’interno di un database. Come già detto per quanto riguarda la newsletter, esistono in rete anche piattaforme specializzate che permettono all’organizzazione di raccogliere e tenere traccia di questi dati in appositi database. Download Il download di file permette di rendere disponibili documenti, presentazioni e file multimediali, che vengono in questo modo salvati sul computer degli utenti. L’organizzazione ha quindi bisogno di spazio virtuale all’interno del quale allocare i file che desidera rendere pubblici; online storage service e backup service offrono questo tipo di servizio mettendo a disposizione spazio disco (anche di dimensioni rilevanti) per l’upload dei file. Nel corso del capitolo 6 verranno analizzati nel dettaglio alcuni dei servizi più conosciuti e confrontati in una tabella riassuntiva. Anche i site builder offrono 39
  • 45. un servizio di storage, ma molto spesso lo spazio messo a disposizione è esiguo o comunque non sufficiente a ospitare file di peso consistente. Un’altra opportunità per l’organizzazione è quella di sfruttare servizi di document embedding; questo tipo di funzionalità, offerta da siti specializzati come Slideshare o ISSUU, consente di caricare documenti e presentazioni su un server esterno, che vengono successivamente integrati sul sito dell’ONG. L’utente potrà consultare direttamente sulla pagina visualizzata il contenuto del documento e, se lo vorrà, potrà anche scaricarlo sul proprio computer. Motori di ricerca La funzione “search” è integrabile nel proprio sito in modo semplice migliorando l’interattività con l’utente. Google, che rappresenta il leader mondiale in questo settore, offre un servizio personalizzato che si basa sulla scansione delle parole e dei tag all’interno del sito web. Anche alcuni dei migliori site builder mettono a disposizione questo tipo di strumento, che funziona però solo per la ricerca delle parole all’interno del blog, una funzione alquanto limitata se si possiede un sito web completo e ben strutturato. Forum Strumento di conversazione utilizzato frequentemente dalle comunità, il forum offre alle ONG la possibilità di creare delle discussioni attorno a progetti, emergenze ed eventi. Offerto come funzionalità aggiuntiva da molti site builder, può essere creato anche attraverso piattaforme specializzate e widget integrabili all’interno del sito. Slideshow La modalità di visualizzazione delle immagini tramite slideshow viene sfruttata per conferire una maggiore interattività agli album fotografici e una loro più gradevole consultazione. Spesso i servizi per creare siti possiedono questa funzionalità, che può 40
  • 46. tuttavia essere implementata tramite servizi appositi presenti in rete, widget integrabili o social network dedicati alle immagini come Flickr. Share button In un ambiente Web 2.0 la condivisione di materiale e di notizie diventa cruciale per aumentare la consapevolezza da parte degli utenti di una determinata organizzazione o ente. Gli share button permettono di raggiungere questo obiettivo, offrendo all’utente la possibilità di condividere la pagina visualizzata (o alcune parti della pagina) sui principali social network o di inviare il link via mail a uno o più destinatari. Questi strumenti sono solitamente presenti nei site builder, ma è possibile inserirli all’interno del sito anche utilizzando widget specifici in rete, che di norma offrono soltanto la condivisione della pagina. Mappe Le mappe interattive vengono incontro alle esigenze di una ONG in quanto strumenti utili per la visualizzazione dell’ubicazione delle sedi o dei progetti intrapresi. Google Maps e altri servizi in linea permettono di integrare mappe nel proprio sito, offrendo la possibilità all’utente di interagire con esse, esplorarle e pianificare percorsi. Strumenti di videoconferencing Anche se l’utilizzo di questa funzionalità non è stato evidenziato nei siti delle ONG italiane, la ricerca in rete ha individuato alcuni servizi online di audio-video conferenza potenzialmente utili per una ONG. Tali strumenti potrebbero permettere ai membri dell’organizzazione di effettuare riunioni a distanza, comunicando tra loro via voce (VoIP), eventualmente utilizzando anche delle webcam. Molti di questi servizi, la maggior parte dei quali è a pagamento, consentono di usufruire di funzionalità come il desktop sharing, efficace per effettuare conferenze, corsi, o comunque conversazioni in 41
  • 47. cui occorra mostrare del materiale documentale. Alcuni dei migliori strumenti gratuiti di questo tipo saranno comparati alla fine del sesto capitolo. Nei successivi due capitoli verranno analizzati alcuni dei servizi presenti in rete che permettono di implementare le funzionalità descritte sopra. Il capitolo 5 è dedicato alle piattaforme online che consentono la costruzione di un sito a sé stante, all’interno del quale inserire eventuali widget provenienti da fonti esterne, ovvero site builder, social network builder e blog builder. Il capitolo 6 presenta invece tutti gli altri servizi che offrono funzionalità interattive integrabili all’interno di pagine web, come ad esempio strumenti per l’e-commerce, per la creazione di form, per la condivisione di contenuti, e così via. 42
  • 48. Capitolo 5 Piattaforme per la creazione di siti 5.0 Introduzione e metodologia Il lavoro effettuato fino ad ora ha permesso di stilare, nel capitolo 3, un elenco delle funzionalità desiderabili in un sito di una ONG e di presentare, durante il corso del quarto capitolo, le categorie di strumenti adatte ad implementarle. Il passo successivo sarà l’analisi di alcuni dei migliori servizi presenti in rete appartenenti alle categorie descritte in precedenza. Per ogni classe di strumenti descritta nel capitolo 4 è stata effettuata una ricerca di tipo esplorativo sul web, con l’obiettivo di reperire i servizi gratuiti o freemium che meglio permettono di implementare le funzionalità individuate. Tali servizi sono stati quindi messi a confronto, realizzando una sorta di benchmarking qualitativo, con particolare attenzione alle funzionalità offerte. Per le categorie che si contraddistinguono per una maggiore complessità funzionale, verrà fornita anche una tabella, la quale riassume in modo schematico l’analisi effettuata, comparando le variabili specifiche di ogni classe e permettendo così una rapida consultazione dei risultati. L’approfondimento proposto nei prossimi due capitoli non ha il solo scopo di far emergere i migliori strumenti presenti in rete, ma soprattutto di offrire una panoramica delle peculiarità e delle differenze possedute da alcuni di essi, in previsione di un loro mash-up all’interno di un sito di un’Organizzazione Non Governativa. Questo capitolo è dedicato all’analisi delle piattaforme che permettono di creare pagine web complesse. I widget e le funzionalità interattive che possono essere inserite all’interno di un sito web saranno invece trattate nel prossimo capitolo. 43
  • 49. 5.1 Site builder Di seguito saranno presentati tre site builder, a partire da quello che sembra essere il più completo per quanto riguarda le funzionalità offerte (nella versione free, senza contenuti premium). L’analisi degli altri due procederà mediante comparazione al primo. I tre site builder in questione sono Webs, Weebly e Google Sites. Inoltre è proposta anche una breve analisi di Wordpress, che pur non essendo stato concepito per creare siti web completi si rivela un valido concorrente per i tre site builder presi in considerazione. 5.1.1. Webs www.webs.com Questo site builder offre all’utente 40 Mb di spazio sul server Webs (espandibili a 80 Mb con la semplice installazione di una toolbar per il browser) per la creazione di pagine web personali e per il caricamento di file da inserire nel sito (immagini, video, documenti ecc.). L’indirizzo del sito creato sarà del tipo http://www.nomesito.webs.com. Con Webs è possibile creare pagine di diverso tipo, nelle quali è possibile quindi inserire diversi strumenti. Le pagine così create possono essere gestite nella sezione “site manager”, dove è possibile modificarle, visualizzarle in anteprima, rinominarle, nasconderle, cancellarle o restringerne l’accesso a particolari tipi di membri. Figura 5.1.1 La schermata di gestione delle pagine. Fonte: www.webs.com, 10/12/2009. 44
  • 50. Gestione dei membri del sito e della privacy Con Webs è possibile creare siti pubblici o privati, con un gran numero di soluzioni intermedie e ulteriori possibilità di personalizzazione per quanto riguarda la concessione di privilegi a particolari categorie di utenza (es. membri). E’ possibile infatti suddividere gli utenti che avranno accesso al sito in tre categorie (escluso l’amministratore): 1. limited member; 2. member; 3. moderator. L’amministratore (colui che crea e gestisce il sito) deciderà poi a quali privilegi avrà accesso ciascuna categoria, dalla semplice visualizzazione delle pagine alle possibilità di postare sul blog o lasciare commenti. Vedremo in seguito tali privilegi occupandoci delle diverse funzionalità. L’amministratore decide le modalità con cui gli utenti possono diventare dei membri (su richiesta, accettabile anche automaticamente, o solo su invito) e chi può invitare nuovi membri. Un sito con dei membri registrati avrà la possibilità di creare un’apposita pagina con la lista dei membri, dalla quale si può accedere ai profili. Gestione degli editor del sito Webs non permette di separare le funzioni di editor dei contenuti e editor della struttura e della grafica del sito. L’amministratore è unico e assume entrambi i ruoli nel momento in cui gestisce il sito. Anche se gli strumenti di editing non richiedono particolari competenze per essere utilizzati con buoni risultati, funzionalità avanzate di content management, come la possibilità di avere editor multipli, di cui alcuni limitati solo alla pubblicazione dei contenuti, o la suddivisione tra “autori” e “revisori”, potrebbero risultare utili nell’ottica di una ONG con personale geograficamente distribuito. 45
  • 51. Gestione contenuti testuali La pagina standard creabile con Webs è componibile mediante una serie di content box in pila per l’inserimento dei contenuti. Il contenuto testuale di questi box è formattabile attraverso gli strumenti di editing messi a disposizione dai più comuni word processor, anche se le opzioni a disposizione sono qui molto limitate. Nei content box si possono inserire stringhe di codice html. In questo modo è possibile inserire widget prelevati da altri siti o altre sorgenti. Gestione contenuti multimediali Con Webs è disponibile una gran varietà di contenuti multimediali inseribili nei content box delle proprie pagine web. Ne forniamo di seguito un breve elenco per quelli principali: Immagini - è possibile caricare un’immagine dal proprio computer, oppure linkarla da un altro sito web, mostrandone comunque un’anteprima. Questa possibilità può rivelarsi estremamente utile per salvaguardare lo spazio a propria disposizione sul server, caricando le immagini su siti specializzati nella condivisione di foto (www.flickr.com). Webs offre inoltre la possibilità di creare una (e una sola) pagina dedicata alla condivisione di fotografie. In questa pagina l’amministratore può concedere a particolari categorie di membri la facoltà di caricare delle foto e di postare dei commenti su di esse. Tali foto sono poi organizzabili dall’amministratore e da chi ne ha ricevuto il privilegio in album e categorie. Video - l’inserimento e la gestione di video è del tutto simile a quelle delle immagini. Anche qui è possibile creare una (e una sola) pagina di condivisione dei video, che funziona esattamente come quella di condivisione delle immagini. Addons - nei content box si possono inserire anche ulteriori widget sviluppati da terze parti. La scelta è assai vasta e comprende strumenti per la condivisione, contatori, giochi, calendari, mappe, fonti di notizie ecc. Di particolare interesse per le ONG potrebbe essere lo strumento per effettuare donazioni online tramite 46
  • 52. un semplice clic. La transazione verrà gestita tramite Paypal o Google Checkout, ai quali l’amministratore dovrà registrarsi. Funzionalità di comunicazione Con Webs è possibile predisporre diversi strumenti di comunicazione per i membri e gli utenti del sito: Blog - si tratta di una pagina specializzata dedicata ad un blog estremamente personalizzabile nei diritti di accesso; l’amministratore può infatti decidere quali categorie di utenti postare, commentare i post e gestire le categorie. Inoltre, egli può predisporre una moderazione di questi post e commenti. Figura 5.1.2 La pagina di gestione del blog. Fonte: www.webs.com, 10/12/2009. Forum - il forum è aperto a tutti gli utenti del sito e il suo utilizzo non è restringibile. Guestbook - un tipo di pagina speciale in cui gli utenti possono lasciare commenti sul sito. 47
  • 53. Web form - un tipo di pagina speciale per creare dei form. I dati inseriti dall’utente verranno poi inviati alla mail specificata dall’amministratore. Calendario - pagina dedicata alla condivisione e alla visualizzazione di eventi. L’amministratore può decidere quale categorie di membri possono pubblicare degli eventi. Inoltre è possibile importare eventi da altri calendari elettronici (in formato iCal). E-commerce Webs offre all’utente di aprire un piccolo negozio elettronico. Il numero di prodotti inseribili è limitato e può essere aumentato tramite l’adesione ai profili premium a pagamento. Per ogni prodotto è possibile specificare molte informazioni riferite alla sua descrizione, alle modalità di spedizione e di pagamento. Figura 5.1.3 La schermata di inserimento dei dati relativi al prodotto. Fonte: www.webs.com, 10/12/2009. 48
  • 54. Inoltre, si possono pubblicare in questa pagina le condizioni di utilizzo del servizio. Le transazioni sono gestite tramite Paypal o Google Checkout. Personalizzazione dell’aspetto Webs è abbastanza flessibile per quanto riguarda le opportunità dell’utente di personalizzare l’aspetto grafico del proprio sito. Lo è molto di meno per l’impostazione del layout delle pagine. Di base, è possibile scegliere tra una sessantina di temi, disponibili in diverse combinazioni di colori, il che rappresenta già un’ampia gamma di possibilità di scelta. L’utente può anche scrivere manualmente il codice css per realizzare la propria grafica, se ne è in grado. Anche senza ricorrere alla scrittura di codice, è possibile personalizzare ulteriormente il proprio tema, cambiando le dimensioni della header, il titolo e la tagline, il logo, l’immagine di sfondo del sito e il footer. Meno flessibilità è invece consentita nella personalizzazione del layout delle pagine: i content box verranno sempre disposti uno sopra l’altro. Di default è prevista la presenza di una barra laterale a destra, completamente personalizzabile quanto a contenuti (anche qui impilati in content box). Nell’apposito editor si possono scegliere quali moduli inserire nella barra e si può crearne di nuovi. Altre funzionalità Figura 5.1.4 La scelta dei muduli inseribili nella sidebar. Fonte www.webs.com, 10/12/2009. 49
  • 55. Una funzionalità interessante offerta da Webs e non elencata tra quelle descritte in precedenza è quella di creare pagine (e sottopagine) appositamente dedicate a uno spazio “wiki”. Queste pagine saranno quindi modificabili a piacere dagli utenti del sito, senza restrizioni imponibili dall’amministratore. Sono inoltre disponibili, per ogni contenuto aggiunto, strumenti tipici dei wiki, come la cronologia delle modifiche, un albero di navigazione proprio di questa sezione, per seguirne l’espansione o lo strumento di tagging per generare una folksonomia delle pagine wiki. Servizi premium Tutte le funzionalità descritte finora sono disponibili su Webs gratuitamente e richiedono soltanto di registrarsi al sito. Se si desidera disporre di strumenti più veloci per la gestione del sito (come l’uploader multiplo), di privilegi per quanto riguarda l’assegnazione dell’URL, oppure di ulteriore spazio di memoria dedicato sul server, è necessario sottoscrivere un abbonamento a pagamento (su base mensile). Webs permette all’utente di scegliere tra tre tipologie di abbonamento. Come si può vedere nell’immagine a pagina seguente, uno dei vantaggi più importanti nell’ottica di una ONG, quello di avere un dominio proprio (www.nomesito.com) e mail associate al sito, è disponibile solo a partire dal secondo livello, per un costo quindi di 100$ l’anno. Altri aspetti interessanti per una ONG possono essere l’aumentato spazio per prodotti da vendere online (in caso di merchandising per l’ONG) e le statistiche sul traffico del sito. Gli altri privilegi riguardano soprattutto incrementi nella disponibilità di memoria sul server Webs, un aspetto relativamente trascurabile se gli elementi multimediali vengono gestiti tramite siti di condivisione specificamente dedicati (Flickr e Youtube ad esempio). 50
  • 56. Figura 5.1.5 La pagina che riassume I servizi offerti dai pacchetti premium. Fonte: www.webs.com, 10/12/2009. 51
  • 57. 5.1.2 Weebly www.weebly.com Weebly offre all’utente notevole spazio sul suo server per la creazione di pagine web personali e per l’upload di contenuti multimediali come immagini, video e altri file. Questo site builder risulta essere più semplice rispetto a Webs, sia per quanto riguarda le impostazioni di personalizzazione sia per quanto riguarda il suo utilizzo. La particolarità che lo contraddistingue dagli altri site builder è la possibilità di comporre le pagine del sito attraverso drag and drop ovvero il semplice trascinamento degli elementi all’interno della struttura di base. Gestione dei membri del sito e della privacy Con Weebly è possibile creare gratuitamente siti pubblici, mentre se si desidera impostare delle restrizioni nella visualizzazione delle pagine bisogna acquistare la versione Pro. Contrariamente a quanto permette Webs, non è possibile impostare diverse categorie di utenza oltre al creatore del sito, che diventa quindi l’unico in grado di modificarlo. La sola possibilità degli utenti di interagire con il sito è quella di commentare i post di una eventuale pagina dedicata al blog (vedi più avanti). Gestione degli editor del sito Come per Webs, anche qui è possibile avere un solo amministratore del sito. Non è quindi possibile specificare ruoli differenti per eventuali editor multipli con competenze diverse nella gestione del sito. Gestione contenuti testuali Come già accennato la peculiarità di Weebly è la semplice costruzione delle pagine mediante il trascinamento degli elementi all’interno di esse. I contenuti testuali (sotto 52
  • 58. forma di “scatole vuote”) vengono quindi trasportati e inseriti nella pagina uno sotto l’altro in modo intuitivo. Il contenuto testuale di questi box è formattabile anche qui attraverso gli strumenti di editing messi a disposizione dai più comuni word processor, anche se le opzioni a disposizione sono molto limitate. Nei content box si possono inserire stringhe di codice html; in questo modo è possibile inserire widget prelevati da altri siti o altre sorgenti. Figura 5.1.6 L’inserimento di un modulo di testo tramite drag and drop. Fonte; www.webly.com, 10/12/2009. Gestione contenuti multimediali Con Weebly è possibile inserire contenuti multimediali nelle proprie pagine web. Ne forniamo di seguito un breve elenco per quelli principali: Immagini - è possibile caricare un’immagine dal proprio computer, mentre non è possibile linkarla da un altro sito web. Un modo per salvaguardare lo spazio a disposizione sul server è quello di caricare le proprie foto su siti specializzati (www.flickr.com) per poi mostrarne delle slide show sul proprio sito mediante un semplice link. Tuttavia, in Weebly non è possibile creare una pagina dedicata ad una photogallery con funzioni specifiche, e tantomeno alla condivisione di fotografie, come invece accade in Webs. 53
  • 59. Video - i video sono linkabili dai più famosi siti dedicati come Youtube; per caricarne uno direttamente sul server Weebly bisogna acquistare la versione Pro che offre 100 MB di spazio per l’upload. Non è possibile creare una videogallery o una pagina di condivisione di video. Audio - il lettore audio è anch’esso legato all’acquisto della versione Pro di Weebly. Addons - è possibile inserire altri contenuti multimediali come file di vario tipo, applicazioni in flash, mappe da Google e widget sviluppati da terzi. Non sono qui presenti applicazioni dedicate alle donazioni online. Figura 5.1.7 Alcuni dei moduli inseribili all’interno del sito. Fonte: www.weebly.com, 10/12/2009. Funzionalità di comunicazione Con Weebly è possibile predisporre diversi strumenti di comunicazione per i membri e gli utenti del sito: Blog - è l’unica pagina appositamente dedicata alla comunicazione con gli utenti del sito. Essa presenta tuttavia impostazioni molto povere; la sola scelta disponibile riguarda se approvare o no i commenti prima della loro pubblicazione (vedi foto Figura 5.1.8 Le impostazioni relative al blog di Weebly. Fonte: www.weebly.com, 10/12/2009. a lato). Forum - il forum è inseribile nel sito con una applicazione gestita da terzi, ed è aperto a tutti gli utenti del sito. 54
  • 60. Contact form - un tipo di elemento utile per avere dei contatti attraverso l’utilizzo di una mail specificata dall’amministratore. Le opzioni di personalizzazione del forum sono anche qui molto più ridotte rispetto a quelle del blog di Webs. Sondaggio - elemento inseribile nella pagina che permette di creare un sondaggio che sarà poi sottoposto a tutti gli utenti del sito. E-commerce Anche Weebly offre all’utente la possibilità di presentare articoli che possono poi essere acquistati online utilizzando conti Paypal o Google Checkout. Non sembrano esserci restrizioni per quanto riguarda la quantità di prodotti che è possibile inserire. Design e layout grafico Weebly offre oltre 70 temi grafici da usare per il proprio sito. Malgrado la vasta scelta di temi, la semplicità di questo site builder riduce a zero le opportunità di personalizzazione del layout, che è possibile modificare solamente agendo sul codice html, creandone uno nuovo o importandolo. Al contrario di Webs non è qui presente una colonna laterale. Il layout si limita alla sola colonna dei contenuti più il menù di navigazione. Servizi premium Weebly Pro, la versione a pagamento di Weebly, offre diversi vantaggi rispetto alla sua versione base: Una password per imporre restrizioni di accesso al sito o solo ad alcune pagine; La possibilità di usufruire di un lettore audio e di uno video, caricando quindi direttamente i contenuti; 55
  • 61. Il limite di 5 MB per ogni singolo upload viene espanso fino a 100 MB, rendendo la capacità di storage virtualmente infinita; La possibilità di caricare documenti di vario tipo come file .doc o .pdf e visualizzarli così direttamente nel browser; Il vantaggio di poter creare 10 siti diversi con lo stesso account; Un servizio di supporto a disposizione per ogni eventuale problema. Il costo per usufruire di Weebly Pro parte dai $27 per 6 mesi ai $71 per due anni. 5.1.3 Google Site http://sites.google.com Google Sites offre all’utente la possibilità di creare e condividere delle pagine web sul proprio server, con un limite di 100 Mb di spazio, per le pagine stesse e per tutti gli oggetti incorporati. Al contrario di Webs, non esiste una sezione dedicata esclusivamente alla gestione globale delle pagine; è invece presente una sezione “gestisci sito”, dalla quale si possono modificare impostazioni di carattere generale del sito o relative alla sua condivisione (vedi immagine a pagina seguente) e visualizzare la cronologia delle versioni e delle modifiche apportate, in stile Google Docs, con possibilità di recuperare versioni precedenti tornando indietro in caso di errore. 56
  • 62. Figura 5.1.9 Le impostazioni generali di Google Sites. Fonte: http://sites.google.com, 10/2/009. Le pagine vengono gestite in fase di creazione direttamente nell’editor principale del sito (cosa che è possibile fare anche con Webs). Inoltre, una volta create, possono essere gestite tramite un apposito menù, che permette all’utente solo di spostarle, cancellarle o modificare poche impostazioni, come la visualizzazione del titolo o la possibilità di aggiungere commenti e allegati (vedi immagine a Figura 5.1.10 Il menu di gestione delle pagine. Fonte: http://sites.google.com, 10/2/009. fianco). Gestione dei membri del sito e della privacy All’atto di creazione del sito, Google Sites chiede all’utente se desidera che il suo sito sia pubblico o privato. Queste impostazioni sono poi modificabili anche in seguito, mediante la sezione “gestisci sito”. Qui è possibile cambiare l’impostazione iniziale e, in caso di 57
  • 63. sito privato, invitare gli utenti autorizzati a visualizzare il sito, con tre diversi gradi di membership: proprietari; collaboratori; visualizzatori. Il creatore del sito è automaticamente un proprietario e, al contrario di Webs, è qui possibile aggiungere altri proprietari che saranno in grado di modificare il sito con gli stessi privilegi del creatore (vedi immagine a sotto). Figura 5.1.11 La pagina di gestione dei membri. Fonte: http://sites.google.com, 10/2/009. Tuttavia, a parte la distinzione non ben chiara tra collaboratori e visualizzatori, non è possibile definire gradi di partecipazione intermedi che su Webs sono invece disponibili in ampio numero. Ciò è dovuto anche alla povertà funzionale di Google Sites, che, come vedremo in seguito, non dispone di particolari servizi che potrebbero essere aperti a diverse classi di utenti. Infine, non è possibile per i membri di un sito gestire il proprio profilo. Da questo punto di vista Google Sites si presenta molto meno aperto rispetto a Webs per la costruzione di siti che prevedano aspetti di social networking, con la partecipazione degli utenti. 58
  • 64. Gestione degli editor del sito Anche con Google Sites non è possibile specificare ruoli differenti per eventuali editor del sito con competenze diverse (ad esempio content manager e grafici). A differenza di Webs, tuttavia, per uno stesso sito si possono avere amministratori multipli, invitati dal creatore del sito o da altri amministratori, i quali hanno accesso a tutte le funzioni di editing messe a disposizione da Google Docs. Gestione contenuti testuali L’editor di pagina è composto, come in Webs, da una serie di blocchi (disponibili in diversi layout) nei quali si possono inserire testi ed elementi multimediali a piacimento. Per quanto riguarda i testi, essi sono formattabili con strumenti che ricordano da vicino quelli di Microsoft Word. Figura 5.1.12 Gli strumenti di formattazione del testo e i moduli inseribili nel sito. Fonte: http://sites.google.com, 10/2/009. 59
  • 65. Anche con Google Sites si possono inserire elementi html nella pagina, incorporando quindi qualsiasi widget di terze parti nel proprio sito. Gestione contenuti multimediali Come per Webs, anche con Google Sites è possibile inserire all’interno delle proprie pagine web una vasta gamma di contenuti multimediali (si può vedere una lista nell’immagine a pagina precedente). Ne forniamo di seguito un breve elenco con descrizione per quelli principali: Immagini - per l’inserimento di immagini, Google Sites offre le stesse possibilità di Webs, ovvero il caricamento dal pc oppure il link ad un’immagine presente in un altro sito web. Tuttavia, in Google Sites non è possibile creare una pagina dedicata ad una photogallery, con funzioni specifiche, e tantomeno alla condivisione di fotografie, come invece accade in Webs. Video - Google Sites non permette di caricare video sul server dal proprio pc. L’unica possibilità di includere video all’interno delle proprie pagine è oppure di prelevarne da altri siti tramite link. Non è possibile creare una videogallery o una pagina di condivisione di video. Documenti - una funzione aggiuntiva non presente in Webs. Google Sites permette infatti di incorporare all’interno delle proprie pagine web documenti di diverso tipo, comprese mappe e slideshow di fotografie, generati con altri strumenti offerti gratuitamente da Google, come Google Docs. Il documento apparirà all’interno di un frame di dimensioni specificabili, nel box selezionato. Gadget - i gadget sono l’equivalente degli addons di Webs, applicazioni inseribili nella propria pagina web. Anche qui ce ne sono disponibili un gran numero, con le più disparate funzioni. Funzionalità di comunicazione Da questo punto di vista, Google Sites si presenta molto più povero rispetto a Webs e mostra i suoi limiti come creatore di siti rivolti a comunità di utenti. Oltre a non avere a 60
  • 66. disposizione gli strumenti di condivisione di contenuti multimediali sopra citati (foto, video e rispetto a Webs anche pagine wiki), Google Sites permette soltanto di inserire una pagina dedicata al blog del sito. Qui soltanto i proprietari possono postare e nessuno può lasciare commenti. Non è possibile modificare le impostazioni di accesso alle differenti funzioni del blog per i diversi gradi di “membership” al sito. E-commerce Al di là dell’aggiunta di gadget appositi, Google Sites non offre strumenti propri per la gestione e la vendita di prodotti tramite il proprio sito web. Personalizzazione dell’aspetto Come Webs, anche Google Sites è piuttosto flessibile per quanto riguarda la personalizzazione dell’aspetto grafico del proprio sito. E’ possibile scegliere tra cinquanta temi , complessivamente meno graficamente elaborati rispetto a quelli di Webs. Tuttavia, Google Site offre un’esperienza di personalizzazione via editor dei singoli elementi del tema molto più ampia rispetto a Webs, a partire dalle dimensioni stesse dei principali elementi del sito. Figura 5.1.13 Le impostazioni di personalizzazione dell’aspetto. Fonte: http://sites.google.com, 10/2/009. 61
  • 67. Tutte le parti del sito sono personalizzabili con immagini o colori di sfondo. La stessa cosa vale anche per i link e i titoli dei paragrafi. Come in Webs, anche qui è possibile personalizzare la barra laterale con l’aggiunta di moduli a piacimento. Tuttavia, in Google Sites non è disponibile la possibilità di personalizzare totalmente il tema grazie alla scrittura del codice css. 5.1.4 Wordpress http://wordpress.com Wordpress è di sicuro la piattaforma gratuita più famosa ed utilizzata per la creazione e la pubblicazione online di un blog. Tuttavia, grazie alla sua flessibilità di utilizzo e al ricco pannello di controllo si è rivelato anche un valido strumento per la creazione di siti web, motivo per il quale verrà descritto in questa sezione dedicata appunto ai site builder. La bacheca generale, visibile nell’immagine a pagina seguente, è suddivisa in blocchi e mostra un riassunto dello stato attuale del sito e offre informazioni come il numero di pagine create, le statistiche relative al traffico e alle visite e i commenti recenti ai post del blog. Le sezioni relative agli strumenti di comunicazione, quali forum e chat, e all’e-commerce, non sono trattate in questa analisi a causa della loro totale mancanza all’interno di questa piattaforma. 62
  • 68. Figura 5.1.14 La bacheca generale di Wordpress.com. Fonte: http://wordpress.com, 17/01/2010. Gestione dei membri del sito e della privacy Con Wordpress è possibile impostare diversi livelli di visibilità alle pagine create, le quali possono essere pubbliche, protette da password o private, consentendo così al creatore del sito di gestire la privacy dei contenuti. La piattaforma mette a disposizione quattro ruoli standard che è possibile assegnare agli utenti invitati a collaborare: amministratore, editore, autore e collaboratore. Gli utenti conferiti di questi titoli avranno privilegi diversi e potranno effettuare azioni limitate all’interno del sito, che però non sono specificate. Su Wordpress.com non è possibile personalizzare i ruoli o specificare azioni particolari, come non è possibile suddividere il ruolo di editor dei contenuti da quello di editor del layout grafico del sito. 63
  • 69. Gestione contenuti testuali e multimediali Le nuove pagine vengono create all’interno della sezione dedicata; l’inserimento dei contenuti è simile al procedimento utilizzato nei più comuni word processor, con strumenti di formattazione per la modifica del testo. Per gli utenti più esperti, è possibile anche scrivere direttamente in codice html. Nella pagina possono essere inseriti elementi multimediali ed interattivi come immagini, video, file audio, sondaggi e stringe di codice html per l’embedding di file multimediali presi da altre sorgenti. Il servizio mette a disposizione ben 3 GB di spazio per caricare i file desiderati. Essendo concepito per i blog, ogni pagina creata con Wordpress permette, di default, l’inserimento dei commenti da parte degli utenti. Togliendo la spunta a questa opzione, la pagina creata diventa simile a una normale pagina web statica, con piccole differenze che riguardano la disposizione dei contenuti al suo interno (poche opzioni presenti) e la firma del suo autore, sempre presente a fondo pagina. Personalizzazione dell’aspetto Wordpress.com è piuttosto carente per quanto riguarda questo aspetto, poiché fornisce all’utente pochi template grafici tra i quali scegliere il proprio. Benché alcuni di questi si differenzino per disposizione del menù e per complessità grafica, l’utente è costretto ad adattarsi alle alternative proposte, senza la possibilità di modificarle, a causa dell’impossibilità di personalizzazione del foglio di stile css. Questa funzionalità viene proposta infatti solamente a pagamento con il passaggio alla versione Pro. Wordpress.com si rivela in definitiva uno strumento con alcuni pregi, come il pannello di controllo ricco e la possibilità di scegliere la lingua del back office tra le molte offerte, ma anche con molti difetti se viene utilizzato per la costruzione di un sito web. Tra gli svantaggi più evidenti si possono citare l’impossibilità di integrare widget attivi (script, 64
  • 70. frame o form) all’interno delle pagine e la già discussa scarsità di opzioni di personalizzazione dei template grafici. Per ovviare a queste mancanze, Wordpress mette a disposizione una versione gratuita scaricabile della sua piattaforma, Wordpress.org, la quale risulta essere molto più flessibile e completa rispetto alla sua corrispettiva online. Tuttavia, per beneficiare dei vantaggi offerti da questo servizio bisogna possedere qualche conoscenza tecnica in più rispetto a quelle necessarie per utilizzare gli altri site builder descritti in precedenza. Infatti, per pubblicare il sito, è necessario possedere un server sul quale caricarlo, connesso a sua volta a un database MySQL, un database management system (DBMS). Per i collaboratori non informatici di una ONG questi passaggi potrebbero rappresentare un serio ostacolo alla creazione e alla pubblicazione di un sito, considerati anche i costi da sostenere per l’acquisto di un server sul quale caricarlo. Fortunatamente questi inconvenienti possono essere in parte risolti con l’adozione di servizi online che offrono uno spazio dedicato ad ospitare siti web gratuitamente. Servizi di questo tipo, come ad esempio ilbello.com, automatizzano l’installazione di un’applicazione web su un sito, facilitando di gran lunga il compito ad utenti poco esperti. A parte queste piccole difficoltà, l’utilizzo di Wordpress.org è intuitivo e le funzionalità offerte all’utente sono numerose. Su questa piattaforma è infatti possibile inserire qualsiasi tipo di widget proveniente da sorgenti esterne. Inoltre, i temi grafici tra cui scegliere sono molti, personalizzabili in modo quasi completo attraverso la modifica del codice css. 65
  • 71. 5.1.5 Confronto Nella tabella seguente vengono confrontati i servizi analizzati; Wordpress, nonostante offra funzionalità molto interessanti per la costruzione di un sito web, non è un site builder puro e non è stato quindi considerato per il confronto. Webs Weebly Google Sites Gestione pagine Sezione dedicata. Sezione dedicata. Mancanza di una Sottopagine non Sottopagine raggiungibili sezione dedicata. raggiungibili direttamente dal menù Sottopagine non direttamente dal menù principale. raggiungibili principale. direttamente dal menù principale. Gestione contenuti Funzionalità di editing Funzionalità di editing Funzionalità di editing testuali limitate. limitate. limitate. Gestione immagini Upload diretto. Upload diretto. Upload diretto. Link esterno con Impossibilità di linkare Link esterno con anteprima. Possibilità di immagini da altri siti. anteprima. inserire una sezione Slideshow da Flickr. dedicata alla condivisione delle immagini. Gestione video Upload diretto. Link diretto con Link diretto con Link diretto con incorporazione del incorporazione del incorporazione del video. video. video. Sezione dedicata alla loro condivisione. Gestione altri contenuti Upload di file musicali. Limitata scelta di Vasta scelta di widget. Vasta scelta di widget, widget. Possibilità di tra i quali uno per incorporare ducumenti donazioni online. da Google Docs. Funzionalità di Blog ampiamente Blog con limitate Blog limitato ai soli comunicazione personalizzabile. funzionalità di annunci dei proprietari Forum. personalizzazione. non commentabili. Calendario condiviso. Creazione pagine wiki. E-commerce Numero di prodotti in Illimitato numero di Mancanza di una vendita limitato. prodotti in vendita. apposita funzionalità di Possibilità di inserire un e-commerce. vasto numero di informazioni sul Web store e sui singoli prodotti. Membership Possibilità di gestire Non esistono membri Possibilità di 66
  • 72. un’ampia gamma di del sito. amministratori multipli gradi di membership al del sito. Non esistono sito concedendo a membri del sito. ciascuno diversi ordini In caso di sito privato, di privilegi (postare sul soltanto blog, condividere foto, l’amministratore può invitare altri membri…). invitare gli utenti. Possibilità per i membri di gestire il proprio profilo. Gestione editor sito Amministratore unico Amministratore unico Amministratori multipli gestisce contenuti e gestisce contenuti e gestiscono contenuti e grafica. grafica. grafica. Gestione della privacy Restrizione dell’accesso Restrizione dell’accesso Possibilità di creare siti per le singole pagine. La alle singole pagine completamente pubblici presenza di molteplici possibile solo a o completamente categorie di utenza pagamento. privati (ingresso solo su permette un maggiore invito del creatore) controllo sulla privacy degli utenti. Personalizzazione Vasta scelta di temi, Vasta scelta di temi, Vasta scelta di temi, aspetto grafico ulteriormente ulteriormente ulteriormente personalizzabili. personalizzabili. personalizzabili. Layout delle pagine non Layout delle pagine non Layout delle pagine modificabile. modificabile. modificabile. Possibile inserire Possibile inserire manualmente il codice manualmente il codice css per personalizzare css per personalizzare l’aspetto. l’aspetto. Servizi Premium Tre tipologie di 27$ per 6 mesi, scalabili Non sono disponibili abbonamento (da 50$ fino a 71$ per 2 anni. servizi premium. l’anno a 250$ l’anno). Accesso con password Dominio indipendente alle singole pagine. Indirizzi mail del sito. Lettore audio e video. Maggiore spazio sul Maggiore spazio sul server. Maggior numero server. di prodotti vendibili sul Possibilità di creare 10 sito. Strumenti di siti diversi con lo stesso upload più veloci. account. 67
  • 73. 5.2 Social network builder I social network builder sono piattaforme software online (gratuite o meno) per la creazione di reti sociali, definite come gruppi di persone connesse tra loro da diversi legami sociali. In questa sede verranno analizzate nel dettaglio tre piattaforme che offrono questo tipo di servizio, scelte perché risultate essere le più comuni, complete o innovative: Ning, Grou.ps, Socialgo. Nel presente documento verrà data particolare rilevanza a tutte le funzionalità ed impostazioni che si possono rivelare utili ad una ONG per la creazione di comunità specializzate intorno a una causa o ad un singolo progetto. 5.2.1 Ning www.ning.com Ning è sicuramente uno dei siti più famosi nell’ambito dei social network creator. Esso permette, in modo totalmente gratuito, di costruire una rete sociale intorno a interessi e passioni con l’ausilio di strumenti di comunicazione, condivisione e applicazioni widget. Personalizzazione grafica e layout Nella sezione “Aspetto”, all’interno della pagina di gestione del network, è possibile personalizzare la grafica scegliendo un tema tra gli oltre 50 disponibili, modificandolo ulteriormente attraverso la formattazione dei colori e delle immagini di sfondo, delle barre laterali, del testo e dei lettori multimediali. Per utenti esperti è inoltre possibile agire direttamente sul foglio di stile CSS, rendendo così unica la propria social network. Il layout è composto da testata, menù e da tre colonne, all’interno delle quali inserire tramite drag and drop le funzionalità offerte da Ning (disponibili nella sezione “Aggiungi funzionalità”); in questo modo viene delineato l’aspetto grafico e funzionale del social network che si sta creando. 68
  • 74. Per quanto riguarda la gestione delle pagine, sia dedicate che statiche, attraverso la pagina “Gestione scheda” avviene la modifica o l’aggiunta delle pagine che andranno a comporre il network, fino ad un massimo di 14 schede di livello superiore. L’interazione tramite drag and drop consente facilmente di ordinare le pagine, mentre il menù di modifica permette di settare nome, scegliere se renderla visibile a tutti o solo a particolari membri e modificare i colori del menù delle schede secondarie. Gestione dei ruoli All’interno della sezione “Membri”, la piattaforma permette di invitare membri ad unirsi alla comunità e di moderarne le possibilità di intervento; i tipi di ruoli predefiniti sono amministratore (pubblica, modifica il network e gestisce membri), membro (controlli limitati a commenti, post o aggiunta di widget) e creatore del network (rivestito da una sola persona e avente tutti i controlli disponibili). Ning dà la possibilità di aggiungere ulteriori ruoli personalizzati attraverso un pannello dedicato con il quale settare le preferenze riguardo le azioni che i membri possono effettuare all’interno della comunità. Figura 5.2.1 La pagina di creazione dei ruoli. Fonte: www.ning.com, 15/12/2009. 69
  • 75. Gruppi Una funzionalità molto interessante e utile offerta da Ning è quella di creare, sempre all’interno del network, delle sottoreti di membri, uniti intorno ad una causa, un progetto o semplicemente degli interessi. Nell’ambito di social network per ONG questo aspetto è di grande rilevanza, poiché dà la possibilità di creare dei mini network interni attorno ad un progetto. Dalla pagina dedicata è possibile aggiungere dei nuovi gruppi, indicando nome, descrizione, eventuale indirizzo web, se renderlo visibile a tutti o impostare un’iscrizione moderata. E’ inoltre disponibile una scelta delle funzionalità da inserire nella pagina del gruppo per renderla più dinamica e interattiva: commenti, forum interno, caselle di testo e lettori RSS. Funzioni di comunicazione e di condivisione Su Ning è possibile inserire pagine dedicate a strumenti di comunicazione e interazione quali: Blog; Forum; Chat (sempre attiva nella barra inferiore del network). E’ inoltre disponibile per i membri l’abbonamento a feed RSS, attraverso i quali restare costantemente aggiornati su ciò che accade all’interno della comunità. I contenuti multimediali che possono essere aggiunti e condivisi all’interno del network da amministratori o membri autorizzati sono: Foto – è possibile aggiungere foto da Flickr, creare album fotografici (anche collegati a gruppi specifici) e visualizzarli tramite presentazione, taggare le fotografie o condividerle tramite mail o su alcuni dei social network più famosi; Video – l’aggiunta dei video avviene direttamente con l’upload dal proprio computer oppure attraverso codice html da incollare per visualizzare video 70
  • 76. provenienti da sorgenti esterne come Youtube; anche questi elementi possono venire condivisi con le modalità dette sopra; Musica – Ning fornisce un lettore mp3 con la possibilità di caricare fino a 100 brani. Lingua Il back office di Ning mette a disposizione 25 lingue, selezionabili esclusivamente nella pagina principale del sito prima di effettuare il login con e-mail e password. Nella pagina di gestione è presente una sezione “Editor lingua” attraverso la quale modificare la traduzione di alcune parti di testo del social network, creando così un piccolo dizionario personalizzato. Privacy All’interno della pagina dedicata nel pannello “Impostazioni” vengono settate le preferenze riguardo la privacy del proprio network. E’ possibile scegliere se mostrare a tutti la propria pagina personale, il proprio blog, le foto, i video e gli eventi. Per quanto riguarda blog, foto e video, questa impostazione può essere modificata anche per singole voci, rendendo così molto più precise le impostazioni di privacy. Inoltre, sempre nella stessa pagina, sono presenti le opzioni di moderazione del blog e quelle relative alla visualizzazione delle attività recenti. La scelta riguardante la visibilità generale del network è invece collocata nella sezione “Privacy” del pannello di gestione, all’interno della quale è possibile anche decidere se abilitare l‘iscrizione su invito e se approvare i nuovi membri. 71
  • 77. 5.2.2 SocialGO www.socialgo.com A differenza di Ning, SocialGO è un creatore di reti sociali online con 4 livelli di servizi, che, al crescere del costo, offrono sempre maggiori funzionalità e vantaggi. Nel dettaglio: Free (basic + adverts) – con semplice registrazione, offre 1GB di file storage e standard features; Starter (limited features) – a $4.99 mensili elimina la pubblicità di SocialGO; Premium (all the features) – a $24.99 mensili offre 5GB di storage, maggiore larghezza di banda, la possibilità di utilizzare un proprio URL e di accedere a impostazioni avanzate; Concierge (we build it for you) – per $149.99 mensili offre tutte le funzionalità ed elimina ogni riferimento a SocialGO. Una particolarità interessante da notare è che, al momento della creazione dell’account, SocialGO permette di scegliere la tipologia di configurazione del network, differente a seconda delle proprie esigenze; alcuni esempi di configurazione sono: social network pubblico o privato; blog, forum o website con un social network; intranet; sito dedicato ad eventi. A seconda della configurazione scelta, modificabile comunque poi nelle impostazioni, SocialGO predisporrà diversamente le pagine del network, in modo da rendere il servizio più usabile. Personalizzazione grafica e layout Nella pagina delle impostazioni la sezione “Network designer” è adibita alla personalizzazione grafica del tema, della header e del body. Le combinazioni risultanti sono moltissime, anche se per accedere alla modifica del foglio di stile CSS è necessario l’abbonamento premium. L’abbonamento premium è necessario anche per modificare il layout delle pagine, gestire ed aggiungere elementi attraverso l’utilizzo del drag and drop. 72
  • 78. Le uniche pagine disponibili sono quelle date fin dall’inizio da SocialGO; non vi è la possibilità, nella versione free, di aggiungere pagine statiche a proprio piacimento e, come già detto, neanche di modificare quelle già esistenti. Gestione dei ruoli I ruoli che è possibile assegnare ai membri del sito sono quelli di moderatore e di membro, oltre naturalmente al ruolo di owner, detenuto dal creatore del network. E’ tuttavia possibile creare diversi livelli specifici relativi a un ruolo anche se, in questa sezione, non vi è modo di gestire e settare effettivamente le azioni che questi particolari membri possono effettuare. Cosa che è invece possibile fare nella sezione “Tabs and pages”, dove l’amministratore può dare il permesso a questi membri di visualizzare particolari pagine altrimenti non visibili. Nella sezione “Access settings”, sono presenti invece le impostazioni generali di accesso ai contenuti, all’interno della quale è possibile scegliere le azioni che i membri del sito possono effettuare e le attività che l’amministratore/moderatore deve approvare. Gruppi Anche in SocialGO è data la possibilità di creare dei gruppi, all’interno dei quali invitare membri, aggiungere foto e video, creare eventi, comunicare tramite un forum dedicato o messaggi lasciati nella bacheca. Funzioni di comunicazione e di condivisione Le pagine dedicate alla comunicazione offrono alcuni degli strumenti già incontrati: un forum generale del network, all’interno del quale visualizzare anche i forum dedicati ai singoli gruppi; un blog, chiamato qui Magazine; una chat di IM per parlare n tempo reale con i membri in linea. 73
  • 79. SocialGO offre anche una pagina specializzata dove aggiungere e visualizzare eventi e un’altra che funge da aggregatore, sulla quale visualizzare notizie provenienti da tg online attraverso l’uso di feed RSS. Per quanto riguarda gli strumenti per il caricamento di contenuti multimediali e la loro successiva condivisione, ci sono da riscontrare alcuni problemi: le fotografie caricabili sono al massimo 300 e non vi è la possibilità di condividerle con utenti esterni al network; non si possono caricare video dal proprio computer, ma è possibile solo importarne da siti come Youtube tramite codice html; i brani caricabili sono solo 10 e di formato .mp3; non sono presenti strumenti di collegamento e integrazione a siti come Facebook ecc. Lingua e privacy Nel menù impostazioni è possibile modificare la lingua (scelta tra 5 differenti) di alcune parti di testo, anche se la maggior parte delle istruzioni del back office continuano comunque ad essere visualizzate in inglese. In riferimento alla privacy, SocialGO permette una gestione molto fine della visualizzazione dei contenuti. Sempre nel pannello delle impostazioni nella sezione “Tabs and pages”, sono elencati gli stati in cui può essere settata una pagina: visibile solo dall’owner e dal moderatore, visibile anche agli utenti non loggati, visibile solo ai membri (o a particolari livelli di membro), visibile solo ai visitatori e nascosta ai membri, totalmente invisibile. La versione premium di secondo livello permette di impostare i permessi di accesso anche per i singoli blocchi di contenuti all’interno delle pagine. 74
  • 80. 5.2.3 Grou.ps http://grou.ps Grou.ps è più giovane rispetto agli altri due siti concorrenti, ma mostra, fin dalla pagina di sign in, la sua propensione all’integrazione e alla connettività proponendo strumenti di condivisione delle attività con il social network per eccellenza, Facebook. Il servizio è totalmente gratuito e il vasto pannello delle impostazioni offre molte funzionalità personalizzabili in modo quasi totale. Personalizzazione grafica e layout Grou.ps offre una discreta scelta di template per modificare il look and feel del proprio network, permettendo all’amministratore di personalizzarli ulteriormente agendo su ogni parte della struttura e, volendo, sul codice CSS. Il layout è altresì modificabile in ogni sua parte: tramite drag and drop è possibile gestire ed aggiungere blocchi predefiniti o contenenti dell’html direttamente dalle pagine, mentre nella sezione dedicata viene gestita la creazione di nuove pagine e sottopagine e la loro disposizione. Inoltre da qui si accede ai pannelli di amministrazione relativi alle singole pagine, dove settare le restrizioni di accesso in lettura e in scrittura, aggiungere descrizioni relative al contenuto e, nel caso di pagine statiche, inserire dei contenuti. 75
  • 81. Figura 5.2.2 Il pannello di gestione delle impostazioni di Grou.ps. Fonte: http://grou.ps, 15/12/2009. Gestione dei ruoli In Grou.ps è possibile creare ex novo ogni tipo di ruolo. Nella sezione “Roles”, dopo aver specificato il nome del ruolo, si può decidere quali sono le azioni da abbinargli, scegliendo da una lunga lista proposta, mentre nella sezione “User management” si associano i ruoli creati ai singoli membri e si impostano le eventuali password di accesso ai contenuti. Gruppi La piattaforma mette a disposizione una pagina specializzata dedicata alla creazione e alla gestione dei sottogruppi. È possibile invitare membri a parteciparvi e postare messaggi ma, a differenza dei concorrenti, non sono presenti strumenti per creare dei sottoforum dedicati o inserire foto e video riservati ai membri del gruppo. 76
  • 82. Funzioni di comunicazione e di condivisione Grou.ps offre tutti gli strumenti utili per comunicare con gli altri membri del network; come nei servizi descritti in precedenza, sono presenti pagine dedicate al blog, al forum (Talks) e alla chat. Alcune funzioni innovative si riscontrano invece negli strumenti di condivisione dei contenuti. Grou.ps è una piattaforma che cura molto l’aspetto di condivisione, fornendo funzionalità dedicate, come ad esempio il modulo “Share”, un pannello che presenta alcune informazioni relative al network e che è possibile inviare via mail o integrare in molti tra i social network più famosi e non. Inoltre il servizio si dimostra fortemente legato a Facebook, poiché offre una sezione totalmente dedicata alle istruzioni per la creazione di un’applicazione in grado di fornire una massiccia integrazione tra il proprio social network e quello creato da Mark Zuckerberg. Lingua e privacy La sezione dedicata permette di modificare la lingua del back office scegliendola tra 7 differenti, ma tra queste non risultano esserci lingue parlate in Sud America. E’ possibile comunque modificare particolari parti di testo per personalizzare in modo più specifico le istruzioni fornite ai membri. Le impostazioni relative alla privacy offrono le consuete opzioni di visualizzazione dei contenuti, limitate però alla totale visibilità o invisibilità delle pagine da parte di tutti i membri. 77
  • 83. 5.2.4 Confronto. Ning SocialGO Grou.ps Personalizzazione Personalizzazione Grafica modificabile solo Personalizzazione grafica e layout completa tramite css. in parte, struttura delle completa tramite css. Oltre 50 temi pagine date non Drag and drop per disponibili. Drag and modificabile. Css aggiungere funzionalità. drop per aggiungere accessibili solo con funzionalità. versione premium. Non si possono creare pagine statiche con versione free. Gestione dei ruoli 3 tipi di ruoli predefiniti. 3 tipi di ruoli predefiniti. Creazione totale dei Possibilità di Possibilità di impostare ruoli. Le azioni aggiungerne altri e di diversi livelli di azioni effettuabili sono scelte personalizzarli. per i ruoli dati. da una lista proposta. Impostazioni per la gestione dei ruoli difficili da reperire. Gruppi Creazione di sottogruppi Creazione sottogruppi Creazione sottogruppi con eventuale iscrizione con funzionalità senza funzionalità di moderata. Funzionalità interattive al loro comunicazione e inseribili nella pagina interno. inserimento di del gruppo. contenuti multimediali. Funzionalità di Blog, chat, forum e Blog, chat, forum, feed Blog, chat, forum e comunicazione e di contenuti multimediali. RSS. Limitazioni per il funzionalità di sharing. condivisione Abbonamento a feed caricamento di Possibilità di creare RSS. contenuti multimediali. applicazioni Facebook. Lingua 25 lingue disponibili per 5 lingue disponibili per il 7 lingue disponibili per il back office. Possibilità back office. Possibilità di il back office, ma di modificare alcune modificare alcune parti nessuna diffusa in Sud parti di testo. di testo. America. Possibilità di modificare alcune parti di testo. Privacy Restrizioni di accesso Restrizioni di accesso Pagine visibili o alle pagine e ai alle pagine. totalmente invisibili agli contenuti multimediali. utenti. 78
  • 84. 5.3 Blog creator Oltre a Wordpress, già analizzato in qualità di site builder nel paragrafo 5.1.4, esistono in rete molti altri servizi che danno la possibilità all’utente di creare un blog a sé stante, non integrabile all’interno di un sito web. Di seguito verranno brevemente descritte tre di queste piattaforme presenti sulla rete, con lo scopo di offrire delle valide alternative ai blog contenuti all’interno dei site builder. 5.3.1 Blogger www.blogger.com Blogger è uno strumento gratuito di proprietà di Google per la creazione, la gestione e la pubblicazione di un blog. La piattaforma permette, previa creazione di un Google account, di utilizzare tutte le funzionalità tipiche di un blog (aggiungere post, gestire commenti) unite a strumenti di condivisione di album fotografici (Picasa Web Album), di video (Google Video) e applicazioni di terze parti integrabili nel blog. Figura 5.3.1 Un esempio di blog creato con Blogger. Fonte: www.blogger.com, 10/01/2010. 79
  • 85. Inoltre Blogger offre numerosi modelli di layout personalizzabili tramite l’uso del drag and drop, strumenti per il caricamento delle foto e per la visualizzazione di slideshow, un motore di ricerca interno e pulsanti per la condivisione dei contenuti del blog. Blogger si dimostra essere flessibile nel suo utilizzo, consentendo di modificare il layout grafico del blog direttamente dal codice html e fornendo all’utente 41 lingue differenti per la gestione del back office. 5.3.2 Bloog www.bloog.it Bloog è un semplice editor che offre gratuitamente all’utente la possibilità di creare un blog personale. Le impostazioni base del back office sono tutte presenti e sono spiegate in alcuni video dimostrativi molto utili ai neofiti. L’aspetto grafico del blog può essere scelto tra uno di quelli proposti ma può essere anche creato e personalizzato dall’utente in modo molto fine attraverso la modifica del foglio di stile CSS. Inoltre è possibile inserire elementi multimediali come album fotografici, video, file audio, documenti generici, pdf e creare campi personalizzati all’interno dei quali incollare codice di stringhe html generate da fonti esterne. 5.3.3 Blogattivo www.blogattivo.com Con Blogattivo è possibile creare un blog o un multi blog (ovvero un blog sul quale tutti gli utenti sono liberi di inserire post e commenti) e categorizzarlo a seconda dell’argomento trattato o della tipologia. La piattaforma permette la quasi totale personalizzazione del template attraverso immagini personalizzate, logo e colori, oltre alla modifica del codice html e all’aggiunta di moduli come un calendario, un motore di ricerca, dei link esterni, ecc. Inoltre è possibile gestire le autorizzazioni di accesso dei 80
  • 86. singoli utenti e dei gruppi e la moderazione dei commenti attraverso degli editor avanzati. Il servizio è completamente gratuito e le lingue disponibili per il back office sono 20. Connesso e parallelo a questo blog creator, Forumattivo è un servizio online di creazione di forum che utilizza lo stesso stile e la stessa impostazione di back office di Blogattivo e del quale se ne darà una breve descrizione nel paragrafo dedicato ai forum creator. 5.3.4 Confronto Blogger Bloog Blogattivo Personalizzazione Vasta scelta di temi Personalizzazione Buona grafica e layout personalizzabili in modo completa della grafica personalizzazione della parziale. Modifica tramite css. grafica. Possibilità di layout tramite agire sugli scheletri trascinamento. html. Modifica del Modifica dei css. layout tramite drag and drop. Inserimento widget Widget offerti dal Widget esterni Moduli offerti dal servizio e altri di terze servizio. Inserimento parti. codice html per widget esterni. Lingua 41 lingue differenti per Scelta limitata di lingue 20 lingue disponibili per il back office. il back office. 81
  • 87. Capitolo 6 Altri servizi e applicazioni web per l’implementazione di funzionalità interattive 6.1 Strumenti per l’e-commerce e donazioni online E’ stata effettuata una ricerca riguardo i software gratuiti per permettere transazioni economiche online sul proprio sito web, con particolare attenzione per le soluzioni più adeguate alle realtà di organizzazioni non governative (ONG) che vogliono implementare delle funzionalità di donazioni online. Le possibili soluzioni individuate si possono distinguere in tre grandi categorie: Strumenti (widget) per la gestione di transazioni online messi a disposizione da siti specializzati; Funzionalità o servizi per la costruzione di negozi online; Software specifici per il fund-raising (ad esempio CiviCRM). Software di questo tipo, non essendo di natura SaaS ed alquanto difficili da utilizzare, esulano dalla trattazione e non verranno descritti in questo paragrafo. 6.1.1 Strumenti per transazioni online Il gestore di transazioni online più completo e diffuso trovato in rete è Paypal (www.paypal.com). Chi desidera effettuare transazioni tramite questo gestore deve innanzitutto aprire un account presso il sito; Paypal assocerà all’indirizzo mail specificato un conto online. Questo sarà il conto sul quale verranno depositati i soldi derivanti dalle transazioni. Da questo conto i soldi sono poi trasferibili su un conto corrente/carta di credito/carta prepagata. 82
  • 88. Un’apposita sezione del sito Paypal permette all’utente di creare ed esportare dei widget che collegano il proprio sito web a Paypal offrendo lo strumento per le transazioni. Le pagine dedicate ai movimenti di denaro sono poi gestiti interamente da Paypal. Di seguito un elenco dei widget disponibili: pulsante per acquisti singoli (paga ora) - per effettuare una transazione singola di prezzo specificato; pulsante aggiungi al carrello - per aggiungere un oggetto/elemento alla propria lista acquisti in caso di acquisti multipli; pulsante vedi carrello - per visualizzare la lista degli oggetti/elementi finora selezionati; pulsante donazione - il più interessante dal punto di vista delle ONG. Permette all’utente di donare un cifra da lui specificata, ma è comunque possibile inserire uno o più importi standard di donazione; pulsante iscriviti - se l’utente clicca su questo pulsante sottoscrive con l’organizzazione un contratto in base al quale gli verrà addebitata una somma a scadenze regolari decise dall’organizzazione in fase di creazione del pulsante. L’aspetto di tutti questi pulsanti può essere personalizzato in fase di creazione, modificandone le impostazioni sul sito, fino ad utilizzarne uno personale in modo da integrarlo con lo stile grafico del proprio sito. Figura 6.1.1 Le impostazioni di personalizzazione del pulsante. Fonte www.paypal.com, 12/12/2009. 83
  • 89. Una volta selezionate tutte le impostazioni (nome prodotto, prezzo, eventuali spese di spedizione, ecc) il pulsante viene aggiunto al proprio elenco di pulsanti personalizzati; è quindi possibile copiare il codice html del pulsante e inserirlo nel proprio sito. Un altro strumento disponibile con Paypal è quello del pagamento via e-mail. In questo modo è possibile inviare una mail ai proprio contatti contenete un pulsante cliccando sul quale il ricevente può effettuare il pagamento dell’importo specificato. 6.1.2 Negozi online Un altro modo di gestire gratuitamente l’e-commerce sul proprio sito web è quello di usufruire delle pagine appositamente dedicate a questa funzione messe a disposizione da alcuni site builder, come ad esempio Webs e Weebly (vedi foto sotto per un esempio di web store in Webs). I motori utilizzati per la gestione delle transazioni online sono Paypal o Google Ceckout. Nonostante alcune funzioni siano limitate, le pagine create svolgono egregiamente la loro funzione, presentando in modo chiaro le informazioni sui prodotti. Figura 6.1.2 Un esempio di web store in Webs. Fonte: www.webs.com, 12/12/2009. 84
  • 90. Un software online per la creazione di una pagina appositamente dedicata all’e- commerce, invece, è Paystr (www.paystr.com). Si tratta di un sito internet destinato a piccoli fund-raising, con il quale è possibile creare una pagina che presenti le informazioni relative alla raccolta fondi e il collegamento per effettuare le offerte, lasciando un eventuale commento. Il servizio, che non abbonda affatto di opzioni di personalizzazione, permette di creare anche un piccolo negozio online attraverso la presentazione della lista dei prodotti che si possono acquistare (vedi immagine sotto per un esempio di pagina creata con Paystr). Figura 6.1.3 Un esempio di negozio online creato con Paystr. Fonte: www.paystr.com, 12/12/2009. 85
  • 91. Il servizio è completamente gratuito e richiede solamente la registrazione al sito, utile a segnalare i dati per ricevere i pagamenti, gestiti con Paypal. Se si dispone di un proprio sito web e di un proprio server è invece possibile utilizzare software appositi scaricabili gratuitamente dalla rete. Questi programmi sono solitamente più complessi rispetto ai widget mostrati e ai negozi creabili con i site builder in versione gratuita: permettono infatti di gestire in modo più completo il flusso di prodotti, il magazzino, le statistiche di vendita e i dati degli utenti, consentendo in alcuni casi anche di costruire profili utente per i compratori. Anche se permettono un controllo molto più approfondito su molti aspetti dell’e- commerce, questi software richiedono una base di competenze informatiche notevolmente superiore a quella richiesta per utilizzare i site builder, sia per l’installazione che per la gestione del negozio on-line. Un esempio di software di questo tipo è ZenCart, un software open source con il quale è possibile creare e gestire un negozio online. La piattaforma, che utilizza Paypal per gestire le transazioni, offre un ottimo pannello di amministrazione con moltissime opzioni per gestire prodotti, spedizioni, sconti, e la gestione avanzata del sito stesso. Zen Cart è totalmente personalizzabile (anche grazie ai numerosi Add Ons scaricabili gratuitamente dal sito di riferimento), e permette di creare eventualmente una piattaforma per gestire donazioni online. Il software in lingua inglese è scaricabile dal sito www.zen- cart.com/, mentre se si desidera la versione italiana il sito di riferimento è www.zencart- italia.com/. Per una ONG, il cui scopo in rete è prevalentemente quello di raccogliere donazioni e finanziamenti per i progetti, i widget messi a disposizione da Paypal e al più un semplice negozio on-line potrebbero essere sufficienti per gestire le transazioni economiche senza incorrere in difficoltà supplementari di utilizzo della tecnologia. 86
  • 92. 6.2 Software per la gestione delle newsletter Partendo come sempre dal presupposto che questi software devono essere utili per Organizzazioni Non Governative di piccole dimensioni, quindi con scarsa disponibilità di risorse economiche e di competenze informatiche, l’attenzione si è concentrata sui software interamente online (SaaS), che non richiedono alcuna installazione su server. Tra questi, se ne sono individuati tre, dei quali di seguito verranno presentate le principali funzioni nella loro versione free; saranno comunque citati anche i principali miglioramenti ottenibili con le versioni premium. I tre software individuati sono Zoho Creator, Dabbledb e Wufoo. 6.2.1 Zoho Creator http://creator.zoho.com La funzione Creator fa parte di una grossa suite di programmi online messi a disposizione da Zoho, che comprende, tra gli altri, anche software per la creazione, gestione e condivisione di documenti (testi, fogli di calcolo, presentazioni) e per online meeting. Zoho Creator permette di creare application, ovvero database online e relativi form di inserimento dati, i quali possono poi essere incorporati in qualsiasi sito web mediante il codice html. Creazione e gestione dei form L’editor di form messo a disposizione da Zoho è molto semplice da usare, grazie al meccanismo del drag and drop. Per aggiungere un campo del tipo desiderato è sufficiente trascinarlo nell’area di destra (vedi figura a pagina seguente). 87
  • 93. Figura 6.2.1 Il metodo di creazione del form tramite drag and drop. Fonte: http://creator.zoho.com, 13/12/2009. Per ogni campo è poi possibile specificare ulteriori opzioni, quali la lunghezza in caratteri, l’obbligatorietà, oppure altre caratteristiche relative a campi più complessi del semplice testo (vedi figura a fianco). Una funzione particolarmente interessante è quella che permette di inserire nel form campi per l’upload di file da parte dell’utente. Anche questi file saranno poi conservati nel database di Figura 6.2.2 Le opzioni relative al singolo campo. Fonte: Zoho. http://creator.zoho.com, 13/12/2009. Una volta completato il form, è possibile incorporarlo in un sito web qualsiasi semplicemente uscendo dalla modalità “editing”, selezionando nel menù l’opzione corrispondente e copiando il codice html. I form e i database creati con questo software sono anche personalizzabili dal punto di vista dello scripting. Non ci siamo addentrati nella trattazione di questo tema, ma ciò rende possibile a chi conosce il codice, supportato anche qui da un’interfaccia drag and drop, la modifica di ogni dettaglio riguardante l’interazione degli utenti con il form (validazione, reindirizzamento, ecc). 88
  • 94. Creazione e gestione dei database La tabella di visualizzazione dei dati è detta “view” e per ogni “application” ne viene creata automaticamente una, associata ai campi che sono stati aggiunti nel form. Per ogni tabella è possibile modificare, in modalità “editing”, il tipo di visualizzazione, le impostazioni del layout e i filtri per nascondere record. In modalità di visualizzazione dati, dal menù “more actions” si può accedere alle funzioni di import/export dei dati. Si possono importare dati nel database da un file esterno (xls, csv o tsv), caricandolo interamente oppure copiando e incollando le tuple d’interesse. Per quanto riguarda l’esportazione del database, un’operazione molto utile per riutilizzare le informazioni ottenute tramite i form, sono disponibili diversi formati, visibili nell’immagine sotto. Figura 6.2.3 I formati di esportazione del database. Fonte: http://creator.zoho.com, 13/12/2009. 89
  • 95. Privacy All’atto di creazione di ogni singola application, Zoho chiede se la si vuole rendere pubblica oppure lasciare privata. I dati contenuti in un database pubblico possono essere visti potenzialmente da tutti. Zoho permette all’utente di modificare queste opzioni anche in seguito, per mezzo delle impostazioni e del pannello “share”, attraverso il quale è possibile specificare separatamente il livello di privacy del database e quello del form associato. In questo modo è quindi possibile creare database privati con form pubblici. Se anche il form è privato, infatti, anche se è incorporato in un altro sito web, non sarà possibile per un utente inserirvi dei dati; il che renderebbe l’intera applicazione inutile per i nostri fini. Per quanto riguarda la gestione del database, Zoho Creator versione free limita a due il numero degli utenti che possono godere di privilegi di amministrazione (il secondo su invito dell’amministratore e creatore del database). Servizi premium La versione free di Zoho Creator dà diritto alla creazione di tre application per account, le quali potranno contenere un massimo di 1000 tuple in totale. Tali application possono essere gestite al massimo da due utenti e non possono contenere più di 200MB di file, caricati da chi compila il form tramite la funzione “file upload” vista prima. Figura 6.2.4 Il prezziario dei contratti disponibili in Zoho Creator. Fonte: http://creator.zoho.com, 13/12/2009. 90
  • 96. 6.2.2 Dabbledb http://dabbledb.com Si tratta di un servizio per la creazione di application online che, come quelle di Zoho, comprendono tabelle di database e relativi form per l’inserimento dati. Anche con questo programma è possibile poi esportare i form e incorporarli in qualsiasi sito web mediante il codice html. L’application creata avrà un suo URL, del tipo http://nomeapplication.dabbledb.com. Le funzionalità offerte da Dabbledb sono molto simili a quelle di Zoho. Nei prossimi paragrafi verranno evidenziate quindi brevemente eventuali differenze, in positivo o in negativo, rispetto al software trattato nella prima parte. Creazione e gestione dei database Viene invertito l’ordine dei primi due paragrafi perché con Dabbledb è necessario prima definire una tabella, specificando tutti gli attributi che l’utente dovrà inserire, per poi creare il form di compilazione relativo. Naturalmente questi attributi potranno anche essere modificati in seguito. Il tipo di informazioni da inserire (testo, data, scelta ecc..) viene quindi qui indicato in fase di creazione o modifica della tabella; quando poi si andrà a creare il form associato, non sarà possibile aggiungere campi diversi da questi. Le operazioni eseguibili sulle tuple del database sono pressoché identiche a quelle di Zoho (filtri, modifiche al layout e al tipo di visualizzazione), così come l’import/export di dati da e verso altre tabelle, qui anche siti, oppure sotto forma di file (vedi figura a pagina seguente). 91
  • 97. Figura 6.2.5 I formati di esportazione del database. Fonte: http://dabbledb.com, 13/12/2009. Creazione e gestione dei form Come già accennato sopra, la creazione dei form è subordinata a quella del relativo database. I campi da compilare e il tipo di informazioni da inserire vengono decisi in fase di modifica degli attributi della tabella (fields, vedi figura sotto). Figura 6.2.6 Le opzioni di configurazione del campo. Fonte: http://dabbledb.com, 13/12/2009. 92
  • 98. Come si può vedere, ci sono meno tipi di informazione disponibili rispetto a quelli offerti da Zoho. La differenza comunque non è significativa. Una volta creata la tabella, tramite la sezione “share” è possibile creare un form ad essa associato (si potranno aggiungere solo i campi impostati come attributi della tabella), il quale potrà poi essere incorporato in qualsiasi sito web, tramite il codice html, esattamente come in Zoho. Gli utenti inseriranno i dati nel sito e questi saranno immediatamente trasmessi al database su Dabbledb, esattamente come accade con Zoho. Privacy La privacy dei dati è una discriminante fondamentale se si sta valutando l’utilizzo della versione free di Dabbledb. Con questo contratto infatti non è possibile creare database privati: i dati restano pubblici e chiunque ne conosca l’URL può visualizzarli. Questo rappresenta un enorme limite della versione free di questo software. Come in Zoho, è poi possibile impostare il livello di privacy dei form associati alle tabelle. Se li si vuole incorporare in altri siti web perché siano compilati dagli utenti, è bene impostarne la visibilità a anyone, come mostrato nella figura sottostante. Figura 6.2.7 Le impostazioni del livello di privacy dei form. Fonte: http://dabbledb.com, 13/12/2009. 93
  • 99. Servizi premium Come già scritto nella sezione “Privacy”, il più grosso limite della versione free di Dabbledb è quello di non poter creare database privati. Tolto questo fondamentale problema, questa versione sembra essere molto meno limitata rispetto a quella di Zoho: fino a 15 utenti possono modificare il database e ogni account può contenere fino a 100.000 tuple (100 volte di più rispetto a Zoho). L’unica debolezza di Dabbledb è l’impossibilità per gli utenti di effettuare l’upload di file. Nella figura sotto riportiamo il confronto tra la versione free di Dabbledb e l’unica versione a pagamento disponibile. Figura 6.2.8 Il confronto tra la versione free e quella a pagamento. Fonte: http://dabbledb.com, 13/12/2009. 6.2.3 Wufoo http://wufoo.com Rispetto a Dabbledb, che riserva maggiore attenzione alla parte di database dell’application, e a Zoho, che sviluppa sinergicamente sia i form che i database correlati, Wufoo si distingue per essere in primo luogo un form creator. L’utente parte dalla creazione del form desiderato e solo in un secondo momento può accedere ai dati con esso raccolti, nella sezione “entries” del “form manager”. Come vedremo meglio in seguito, questa scelta influenza il numero di funzionalità disponibili per la gestione di form e database; sicuramente, tra i tre software analizzati, 94
  • 100. grazie a questa impostazione e ad un’interfaccia utente colorata e intuitiva, con uno stile colloquiale diretto, Wufoo è il più semplice da imparare e utilizzare. Creazione e gestione dei form Creare un form è lo scopo principale di questo servizio e la prima cosa da fare una volta registrati al sito. L’editor di Wufoo si presenta molto simile a quello di Zoho e funziona con il meccanismo del drag and drop. Figura 6.2.9 La schermata di aggiunta di un campo. Fonte: http://wufoo.com, 13/12/2009. Come si può notare, questo editor possiede tutte le funzioni di quello di Zoho. Inoltre, con Wufoo è possibile creare form suddivisi in più sezioni e a anche in più pagine. Un’altra funzionalità aggiuntiva interessante è quella che permette di inserire nel form delle scale di likert, utili nel caso si stia preparando un questionario online. Infine, nella sezione “form settings” è possibile impostare la lingua nella quale appaiono all’utente eventuali messaggi di sistema, come gli errori di compilazione; messaggi che possono poi essere ulteriormente personalizzati dall’utente. La novità più grande di Wufoo rispetto agli altri due software è la possibilità di personalizzare completamente la pagina di form, grazie ad un editor semplice e intuitivo che permette di modificarne facilmente tutti gli elementi grafici e testuali. Nel caso si 95
  • 101. abbia anche un file CSS in rete, lo si può importare per personalizzare ulteriormente il proprio form. Per incorporare il form in un qualsiasi sito è sufficiente accedere al codice, copiarlo e incollarlo, come in Zoho e Dabbledb. Sono inoltre disponibili anche altre opzioni di esportazione, mostrate nella figura sotto. Figura 6.2.10 Il codice sorgente da incollare sul sito di destinazione. Fonte: http://wufoo.com, 13/12/2009. Creazione e gestione dei database Come già scritto sopra, questo aspetto è piuttosto trascurato in Wufoo, essendo il focus principale del servizio la creazione di form. Come conseguenza, non è possibile effettuare sui dati molte delle operazioni disponibili con Zoho e Dabbledb: solo per citarne alcune, non si possono raggruppare i dati, cambiare tipo di visualizzazione e modificare il layout. La mancanza più importante, tuttavia, è l’impossibilità di importare dati da altri database, siti o tabelle. Anche in fase di export dei dati, Wufoo è lontano dagli standard offerti dagli altri due software: si possono esportare dati soltanto nei formati xls, txt e csv. 96
  • 102. Una funzionalità interessante offerta da Wufoo è quella della creazione di report sui dati raccolti con un form. Si tratta di “fotografie” del database associato al form in un dato momento e possono essere corredati da grafici ed elementi testuali. Figura 6.2.11 La pagina di report relativo ai dati del database. Fonte: http://wufoo.com, 13/12/2009. Privacy Wufoo non permette di personalizzare finemente l’accesso al database o al form: gli utenti che possono accedere e modificare form e database correlati sono quelli specificati dall’amministratore, che nella versione free è l’unico ammesso. Anche qui, come in Zoho e Dabbledb, perché il form sia visibile agli utenti del sito in cui è incorporato, è necessario renderlo pubblico, mediante l’apposito comando nel form manager. Al contrario di Dabbledb, qui i dati provenienti da ciascun form sono privati e possono essere visti soltanto dall’amministratore dell’account ed eventualmente dagli utenti da esso autorizzati. 97
  • 103. Servizi premium L’account free di Wufoo è piuttosto limitato per quanto riguarda la grandezza dei form e il numero di entries per ciascuno: i form creati (massimo 3) possono contenere al massimo 10 campi, inoltre non si può superare il limite di 100 entries al mese, sommando quelle di tutti i form. Quest’ultimo rischierebbe di essere un limite molto serio per una ONG con un volume considerevole di traffico sul proprio sito web. Figura 6.2.12 Le fasce di contratto premium di Wufoo. Fonte: http://wufoo.com, 13/12/2009. Come già aggiunto nella sezione “Privacy”, un altro limite della versione free è quello per cui soltanto un utente (l’amministratore) può visualizzare e modificare i form su Wufoo. Nell’immagine a pagina precedente sono specificate tutte le possibili fasce di contratto premium di Wufoo e i relativi vantaggi. Come si può notare, dalla terza fascia compare la funzione payment integration, ovvero la possibilità di inserire nel form una funzionalità di pagamento online. Ciò potrebbe risultare molto utile per le ONG, le quali potrebbero richiedere donazioni online facendo compilare al contempo un form di identificazione, al fine di costruire un database dei propri donatori. 98
  • 104. 6.2.4 Confronto (versioni free) Zoho Creator Dabbledb Wufoo Creazione e gestione Drag-and-drop. Drag-and-drop. Drag-and-drop. form Upload di file. Poca scelta quanto a Upload di file solo con Scripting per la tipi di campi da versione premium da personalizzazione inserire. $25/mese. dell’interazione con Embedding in sito Personalizzazione l’utente. web. grafica completa Embedding in sito (CSS). web. Embedding in sito web. Gestione database Numerose opzioni di Numerose opzioni i Limitate opzioni i gestione dei dati. gestione dei dati. gestione dei dati. Import da file o Import da file, tabelle No import. tabelle. o altri siti. Export: xls, csv, txt. Export: xls, pdf, html, Export: xls, rss, json, Creazione di report. rss, json, csv, tsv. csv, txt. Privacy Impostabile Impostabile per il Impostabile per il separatamente per form: pubblico, form: pubblico, form e database: privato o per privato. pubblico, privato o per determinati utenti. Database privato. determinati utenti. Database pubblico! Un solo Massimo 2 utenti Amministratori delle amministratore per amministratori delle application illimitati. account. application. Grandezza database 3 form/view. Form/view illimitati. 3 form. Campi illimitati. Campi illimitati. 3 report. 1000 entries in totale. 100.000 entries in 10 campi per form. totale. 100 entries/mese 99
  • 105. 6.3 Online storage service I servizi di online storage, detti anche hosting service o online media center, sono progettati per “ospitare” contenuti statici, tipicamente grandi file che non sono pagine web. I servizi di personal file storage sono destinati a utenti singoli, ai quali viene offerto uno spazio online per effettuare il backup dei propri file, accedervi e condividerli con altri utenti. I file caricati possono poi essere resi pubblici o privati a seconda dell’utilizzo. Le aziende che offrono questo tipo di servizio sono molte; le differenze riguardano principalmente la quantità di spazio messo a disposizione per i file, i costi per usufruire degli abbonamenti premium, le opzioni per condividere i file e i servizi aggiuntivi connessi (come il document sharing o la creazione di album fotografici). In questa sede sono stati analizzati alcuni dei più validi e famosi servizi di online storage, scelti in base alle possibili esigenze delle ONG, che riguardano in particolare la condivisione dei file all’interno del proprio sito web. Infatti accade spesso che lo spazio a disposizione sul server del sito web dell’organizzazione non sia sufficiente a ospitare la gran quantità di file - come ad esempio foto – che l’ONG intende caricare (soprattutto se si utilizzano server messi a disposizione da site builder). Proprio per questo motivo i parametri di valutazione dei servizi saranno tre: spazio messo a disposizione (correlato al costo); costo del servizio (correlato allo spazio); strumenti di condivisione dei file. Inoltre verranno effettuate valutazioni anche su altri aspetti del servizio non meno importanti come: la possibilità di modificare la lingua del back office; il limite di upload per singolo file; gli strumenti aggiuntivi offerti; la flessibilità di utilizzo del servizio (completamente online o software da scaricare e installare su pc). Di seguito verrà riportata l’analisi dettagliata alcuni di questi servizi, scelti tra la moltitudine di storage service presenti online e risultati essere quelli che soddisfano 100
  • 106. maggiormente i suddetti criteri. I servizio sono Badongo, Humyo, DivShare, Windows Live SkyDrive, Box.net e Dropbox. 6.3.1 Badongo www.badongo.com Badongo è un sistema di gestione e pubblicazione di contenuti personali; esso offre agli utenti la possibilità di gestire i propri file e di inviarli ad altre persone in modo molto semplice. Per la condivisione del materiale Badongo propone link di testo rapidi che possono essere copiati e inseriti direttamente nei messaggi e-mail, in siti web o social network. Inoltre è possibile permettere agli utenti il download dei file senza che essi siano utenti di Badongo. Il servizio prevede principalmente due livelli di abbonamento: utenti gratuiti: richiede esclusivamente la registrazione al sito e offre subito spazio illimitato per l’upload dei file; premium: pagando 6$ al mese si ha la possibilità di usufruire di servizi aggiuntivi quali Badongo Buddy (strumento da scaricare per l’upload dei file direttamente dal desktop), nessun limite per il download dei file altrui e ovviamente nessun limite di spazio per il caricamento dei propri file. Dopo essersi registrati e aver effettuato l’accesso è possibile caricare online qualsiasi tipo di file; Badongo suddivide per semplicità i file in foto, album, musica, video e file generici. Dopo aver effettuato il caricamento di una foto o di qualsiasi altro file vengono presentate alcune opzioni per la sua condivisione (vedi immagine a pagina seguente): file info - link diretto da copiare e incollare; email - invia il file via mail direttamente da Badongo; IM - per condividere il file usando applicazioni di Instant Messenger; embed in site - genera il codice sorgente da copiare all’interno di un sito web; se il file è una foto viene data la possibilità di scegliere la larghezza dell’anteprima tra quelle predefinite; post to forum - link da copiare all’interno di un forum; 101
  • 107. inoltre è possibile condividere il file utilizzando alcuni dei più diffusi social network presenti nelle opzioni di condivisione. Figura 6.3.1 Le opzioni di condivisione del file. Fonte: www.badongo.com, 14/12/2009. Condividendo un file, Badongo lo rende pubblico a qualsiasi utente, a meno che l’amministratore del file non imposti una password per limitarne l’accesso; si possono impostare password differenti per differenti file, gestendo così facilmente la propria privacy. Qualsiasi utente abbia accesso al file può effettuarne il download semplicemente copiando una stringa di caratteri (captcha: test utilizzato per evitare che vengano scaricati automaticamente i file) e attendendo qualche secondo. Badongo permette inoltre di: tenere traccia di tutte le azioni effettuate sul sito attraverso una timeline visualizzabile sulla barra laterale; creare Flash slideshow personalizzate e condividerle sul web; creare e gestire playlist musicali personali e condividerle sul web tramite un lettore mp3 dedicato; modificare la lingua del back office scegliendola tra 10 differenti; 102
  • 108. scaricare toolbar e applicazioni integrabili con sistemi operativi diversi, iPhone e social network. 6.3.2 Humyo www.humyo.com Humyo è un servizio di online storage molto completo con il quale è possibile caricare, gestire e condividere file di ogni tipo. Esistono due livelli di servizio che Humyo mette a disposizione: free: 10GB di spazio (5GB per file multimediali, 5GB per quelli non multimediali) con registrazione al sito e accesso esclusivamente via web; premium: per 50 euro all’anno offre 100GB, accesso da dispositivi mobili e Mac, backup automatico di PC o Mac, supporto tecnico. Dopo aver effettuato il login è possibile caricare un file singolo o una cartella già esistente sul proprio computer. L’interfaccia di gestione permette di agire sul singolo file in modo semplice offrendo varie opzioni di modifica e di condivisione a seconda che il file sia una foto, un file audio, un documento, ecc: edit this photo – permette di modificare la foto caricata tramite un’applicazione dedicata; download – permette di scaricare il file; get link – visualizza il link per accedere al file dall’esterno; embed - genera il codice sorgente per condividere il file all’interno di siti web, social network, ecc attraverso un media player personalizzabile; open online in Zoho (solo per i documenti) – apre il documento con Zoho Writer, un’applicazione esterna on la quale è possibile modificare il documento; make this file public – rende il file visibile a tutti gli utenti; share this file – permette di inviare il file via e-mail; opzioni di gestione per spostare, rinominare e cancellare il file. 103
  • 109. Nel menù principale è inoltre presente la voce “updates” con la quale è possibile visualizzare uno storico dei file caricati e cancellati. Figura 6.3.2 La schermata di gestione dei file e le operazioni eseguibili. Fonte: www.humyo.com, 14/12/2009. Nella parte destra della suite è presente una barra laterale che di default visualizza la quantità di spazio usato e quello ancora a disposizione, sia per i file multimediali che per gli altri. Selezionando un file la sidebar indica se esso è privato o condiviso e offre la possibilità di condividerlo velocemente tramite mail inserendo l’indirizzo dei destinatari. Humyo propone all’utente anche applicazioni aggiuntive utili a rendere i servizi di storage e sharing più completi ed efficienti: Humyo SmartDrive è un’applicazione da installare sul proprio computer che permette il caricamento, la sincronizzazione e il backup dei file senza bisogno di accedere al web; Humyo Teamspace permette di creare ambienti virtuali collaborativi dove condividere e modificare i file caricati (disponibile con la versione Premium). 104
  • 110. 6.3.3 DivShare www.divshare.com DivShare è un servizio molto valido di online storage che permette di caricare e condividere all’interno del proprio sito web ogni tipo di file. L’account gratuito permette di usufruire di 5GB di spazio ma è possibile espandere questo spazio abbonandosi ai servizi premium: Personal – 25GB per 20 dollari all’anno; Professional – 100GB per 71.40 dollari all’anno; ProfessionalPlus – 100GB per 180 dollari all’anno ma con un limite di 500GB di download al mese; Dedicated – 2000GB per 399 dollari al mese. Tutti i servizi premium eliminano i banner pubblicitari presenti nella versione free. A login effettuato è possibile caricare qualsiasi tipo di file benché non superi i 200MB, peso massimo che il servizio supporta in fase di upload. La pagina principale chiamata “dashboard” si presenta molto semplice e intuitiva; è possibile visualizzare tutti i file caricati o filtrarli in base al tipo, in questo caso immagini, video, audio e documenti. Direttamente dall’anteprima presentata è possibile effettuare alcune azioni (vedi immagine a pagina seguente): tags – per inserire una descrizione del file; privacy – permette di settare il file come completamente pubblico (indicizzato anche dai motori di ricerca e quindi visibile da tutti) o parzialmente pubblico (il file non viene indicizzato dai motori di ricerca ma si può condividere attraverso il link generato). Non è presente un opzione per rendere il file completamente privato; share – visualizza le stringhe di codice da copiare per linkare il file, inviarlo via mail, condividerlo con anteprima all’interno di siti web (embedded), su forum o su alcuni dei social network più famosi. 105
  • 111. Figura 6.3.3 La schermata di anteprima dei file in DivShare. Fonte: www.divshare.com 14/12/2009. Accedendo al file è possibile inoltre scaricarlo sul proprio computer attendendo solamente qualche secondo prima dell’avvio del download. DivShare risulta essere l’ideale per condividere ogni tipo di file all’interno di siti web; infatti il servizio offre strumenti per: creare un’anteprima per le foto; visualizzare uno slideshow per gli album; inserire un lettore multimediale personalizzabile per file audio e video; visualizzare i documenti direttamente sul proprio sito web con Macromedia FlashPaper. Il servizio di storage è integrabile con siti come Facebook o Wordpress mediante il download di applicazioni dedicate, che comprendono anche un software per iPhone che permette di utilizzare DivShare da dispositivi mobili. 106
  • 112. 6.3.4 Windows Live SkyDrive www.windowslive.it/skydrive.aspx Windows Live Skydrive è il servizio di storage di Windows Live che fa parte di una serie di prodotti come Live Spaces e Hotmail con i quali si può integrare. Il servizio è totalmente online e permette, previa registrazione, di archiviare foto e file fino a un massimo di 25 GB di spazio. Il tavolo di lavoro è suddiviso in cartelle, all’interno delle quali sono presenti i file caricati. I file generici possono essere scaricati oppure linkati tramite il link diretto visualizzato nelle informazioni del file; le foto possono essere visualizzate in una presentazione o scaricate, vi si può associare un tag o un link. Le opzioni di condivisione dei file sono eseguibili solo con le cartelle (vedi immagine): è possibile inviarle tramite mail, scaricare le cartelle (anche come file .zip) e modificarne le autorizzazioni di accesso. Si può quindi decidere se renderle private, visibile a tutti, solo agli amici o solo a particolari utenti di cui si specificherà la mail. Figura 6.3.4 La pagina di anteprima dei file e le operazioni eseguibili su di essi. Fonte: www.windowslive.it/skydrive.aspx, 14/12/2009. Windows Live SkyDrive permette inoltre di: creare cartelle condivise; impostare password di accesso ai contenuti; modificare la lingua scegliendola tra oltre 50 diverse (nelle impostazioni generali di Windows Live). 107
  • 113. 6.3.5 Box.net www.box.net Box.net è un servizio di online storage pensato principalmente per supportare la collaborazione online e la condivisione di file. La sua particolarità è quella di poter trasformare una cartella in uno spazio pubblico condiviso, all’interno del quale è possibile invitare collaboratori per vedere, modificare o aggiungere file. L’offerta è suddivisa su 4 livelli di servizi: lite – con semplice registrazione, offre 1GB di web-storage con un limite di 25MB per ogni file caricato e mobile web access; individual – 10$ mensili per 5GB di spazio e 1GB di limite per ogni file caricato, supporto tecnico; business – 10GB di spazio offerto pagando 15$ mensili per user; da questo livello è abilitata la team collaboration per il lavoro simultaneo online; enterprise – dà la possibilità di collaborare con più di 10 persone alla volta; il prezzo è da contrattare con l’azienda. Accedendo al servizio ci vengono presentati i file suddivisi in cartelle che è possibile filtrare per data, tags o per tipo (pubblico, privato o collaborativo); mediante la sezione “folder options” si pùo linkare la cartella, inserirla in un sito web, personalizzare l’indirizzo URL della cartella, rinominarla o collegarvi dei widget (solo con versione pro). Agendo sul singolo file è invece possibile effettuare le azioni visibili nell’immagine a fianco. Da segnalare è la possibilità di settare una data raggiunta la quale il file verrà automaticamente cancellato o reso privato (“Set expiration”). Proprie del tipo di file sono invece le opzioni poste nella parte bassa della figura: “edit image” per le foto e “edit document” e “preview” per le foto. Figura 6.3.5 Le operazioni eseguibili con il file. Fonte: www.box.net, 14/12/2009. 108
  • 114. Oltre a poter rendere un file pubblico o privato, Box.net permette di inviare via mail dei “tasks”, ovvero delle notifiche utili a rivedere il file, approvarlo o richiederne una versione più aggiornata. Nella sezione OpenBox, Box.net offre molte applicazioni scaricabili che si integrano con il servizio in modo automatico come l’applicazione per accedere al servizio via iPhone o il collegamento diretto con Twitter o Facebook per la condivisione dei file. 6.3.6 Dropbox www.dropbox.com Dropbox è un servizio utile per effettuare il backup dei propri file permettendone poi la loro condivisione. Rispetto agli altri servizi analizzati Dropbox ha la particolarità di funzionare direttamente dal proprio desktop senza dover accedere al web; scaricando il programma e installandolo sul proprio computer viene visualizzata una cartella all’interno della quale possono essere trascinati i file di cui si vuole effettuare il backup. I file caricati vengono sincronizzati automaticamente con il server online e con tutti gli altri dispositivi sui quali è installato Dropbox. I file saranno quindi accessibili sia da tutti questi computer sia dal web nel caso non si avessero a disposizione i propri dispositivi. Dropbox prevede 3 livelli di servizi, differenti fondamentalmente per la quantità di spazio offerta: basic – offre 2GB di spazio con semplice registrazione; pro – 50GB disponibili per 10$ mensili; pro 100 – 100GB per 20$ mensili. La cartella che viene creata sul computer è suddivisa in “public” e in “photos”; di ogni file è possibile visualizzare le precedenti versioni semplicemente agendo su di esso con il tasto destro del mouse, oppure è possibile linkarlo copiandone il link pubblico (solo per i file contenuti nella cartella “public”). 109
  • 115. Le opzioni di condivisione aggiuntive sono disponibili esclusivamente accedendo a Dropbox via web: a login effettuato, nella sezione “files”, vengono elencate le cartelle caricate, che è possibile scaricare o condividere via mail (vedi immagine 6.3.6). Figura 6.3.6 La pagina di gestione dei file. Fonte: www.dropbox.com, 14/12/2009. 6.3.7 Servizi a confronto Come già detto esistono svariati servizi oltre a quelli analizzati, a prima vista molto simili ma con sostanziali differenze: alcuni sono progettati per effettuare backup di file (di solito utilizzando un client da installare sul computer), altri sono pensati per offrire enormi quantità di spazio a grandi aziende, altri ancora si dimostrano essere troppo semplicistici e adatti a un uso sporadico. La tabella riassuntiva seguente compara alcuni di questi software con quelli analizzati più dettagliatamente nel documento, offrendo così una visione globale dei vantaggi, dei difetti e delle funzionalità che caratterizzano questo tipo di servizi. 110
  • 116. SERVIZIO SPAZIO SPAZIO OPZIONI DI LINGUA STRUMENTI GRATUITO AGGIUNTIVO CONDIVISIONE BACKOFFICE AGGIUNTIVI E NOTE Badongo Illimitato Illimitato (6$ al Download, link, 10 lingue Slideshow, lettore mese per e-mail, differenti audio-video, funzionalità embedded opzione upload aggiuntive) file windows client Humyo 10Gb 100GB per Download, link, Inglese, Slideshow, lettore 50euro annuali e-mail, tedesco, audio-video, embedded francese, slavo opzione upload file windows client, workspace DivShare 5GB Da 25GB per Download, link, Inglese Slideshow, lettore 20$ annuali a e-mail, audio-video, 2TB per 399$ embedded document mensili preview Windows Live 25GB - Download, link, Oltre 50 lingue Integrato con SkyDrive e-mail LiveSpaces, nessuno spazio aggiuntivo ADrive 50GB Fino a 1TB da Download, link, Inglese Zoho online 69.50$ annuali e-mail document editor Box.net 1GB Da 5GB per 10$ Download, link, Inglese Document mensili a e-mail, widget management, illimitato share iPhone application Carbonite - Illimitato per Download, link, 10 lingue Windows e Mac 54.95$ annuali e-mail client access,revision history di 90 giorni DropBox 2GB 50GB per 10$ Download, link, Inglese Windows, Mac e mensili, 100GB e-mail, shared Linux client per 20$ mensili folders access, web access, sync files, file version ElephantDrive - Illimitato da Download, link Inglese Windows e Mac 50$ annuali client access, FlipDrive Free trial 30 Da 20GB per Download, link, Inglese Web access, giorni 50$ annuali e-mail, public Photo albums, page address calendario eventi, address book TrueShare Free trial 7 Da 3GB per 60$ Download, link, Inglese Opzione Windows giorni annuali e-mail, client, album embedded manager,Flash widget Wuala 1GB Da 10GB per Download, link, Inglese, Windows, Mac e 25$ a 1TB per e-mail, group tedesco Linux client 1000$ annuali share access, ZumoDrive 1GB Fino a 500GB Download, link, 12 lingue Windows client per 80$ mensili e-mail, differenti access, slide show, embedded iPhone application 111
  • 117. 6.4 Servizi per la condivisione di contenuti Questi tipi di servizi offrono widget per l’inserimento di contenuti di varia natura all’interno di pagine web, che vengono in questo modo visualizzati direttamente nel sito all’interno dei quali sono integrati. Sebbene anche i servizi di online strorage, descritti nei paragrafi precedenti, permettano di inserire anteprime nelle pagine web, essi non posseggono funzionalità specializzate come quelle offerte dai servizi presentati di seguito. Le funzionalità di document sharing possono essere suddivise in base al tipo di contenuto che condividono; in particolare verrà descritto Flickr per quanto riguarda la condivisione di immagini (anche tramite slideshow), YouTube per i video, Slideshare per le presentazioni e i documenti generici e ISSUU per le pubblicazioni online. 6.4.1 Flickr www.flickr.com Flickr è il più famoso social network dedicato all’upload, alla gestione e alla condivisione di foto. Con l’account di base gratuito è possibile caricare un gran numero di immagini utilizzando differenti modalità: il semplice upload, via mail o tramite programmi desktop di terze parti. L’applicazione permette di strutturare le foto suddividendole in “set”, ovvero cartelle organizzate in base a un tema specifico, o in “raccolte”, gruppi di set contraddistinti da temi più generali o catalogate per anno. Le cartelle create possono essere condivise con altri utenti in vari modi: direttamente su Flickr, inserendo il link di destinazione all’interno di una pagina web o integrando la slideshow delle immagini su un sito. Flickr permette infatti di visualizzare in sequenza le immagini caricate, una funzionalità, questa, che rende più piacevole e interattiva l’esperienza dell’utente. Per inserire la slideshow scelta all’interno di una pagina web basta impostare alcuni parametri, come le dimensioni della presentazione, copiare la stringa di codice html generata e incollarla nell’editor html di destinazione. 112
  • 118. Figura 6.4.1 La slideshow di Flickr integrata all’interno di un sito web. Fonte: www.prototipoong.ilbello.com, 22/01/2010. 6.4.2 YouTube www.youtube.com Youtube è un sito di video sharing tramite il quale gli utenti possono visualizzare, caricare e condividere contenuti. Se si possiede un account YouTube, l’utente è abilitato a caricare video, lasciare commenti, esprimere preferenze o creare un canale personalizzato all’interno del quale effettuare l’upload dei propri filmati. Collegandosi all’argomento di questa tesi, Youtube mette a disposizione delle organizzazioni non-profit canali specifici (attualmente solo negli USA e nel Regno Unito) tramite i quali invita ad utilizzare i video per lanciare campagne che sarebbero oltre misura costose se attuate attraverso i media tradizionali. Per quanto riguarda la condivisione dei contenuti, il servizio offre la possibilità di visualizzare un’anteprima del video desiderato all’interno dei più famosi social network in modo semplice e diretto. 113
  • 119. Una volta scelta la destinazione, si aprirà una nuova finestra, che presenterà la pagina di login del social network all’interno del quale si desidera visualizzare il filmato. Dopo aver inserito nome utente e password, YouTube pubblicherà immediatamente il video all’interno del proprio profilo. 6.4.3 Slideshare www.slideshare.com Con Slideshare è possibile caricare e condividere con altri utenti presentazioni in PowerPoint, documenti di Word o file in formato pdf. Dopo aver effettuato l’upload del documento (che non può superare i 100 MB di peso), è possibile renderlo pubblico e condividerlo con tutti gli utenti di Slideshare, oppure apportare delle restrizioni e scegliere chi può visualizzarlo da una lista creata in precedenza. Per consentire la visualizzazione del file ad utenti non iscritti al servizio esistono tre modi: spedire direttamente dalla pagina di gestione del file una e-mail alle persone prescelte con all’interno l’indirizzo URL della presentazione; condividere il file caricato su un social network, un blog o un aggregatore di informazioni (Slideshare fornisce molti link di questo tipo, vedi immagine a pagina successiva); integrare il documento all’interno di un sito web tramite codice html. Se il creatore del documento lo consente, con tutte queste opzioni è possibile inoltre scaricare il file, a prescindere dal modo in cui esso è stato condiviso. L’integrazione tramite codice html (document embedding) rende fruibile il documento direttamente sul sito, senza bisogno di doverlo prima scaricare e senza occupare spazio sul server del sito web. 114
  • 120. Figura 6.4.2 Gli share button e il codice html da copiare e incollare per integrare il documento su un sito web. Fonte: www.slideshare.com, 18/12/2009. Con Slideshare è possibile inoltre creare dei webinar, ovvero dei seminari online, aggiungendo dell’audio alla presentazione. Il file così ottenuto potrà essere utilizzato per corsi di formazione, tour interattivi o, appunto, seminari online. 6.4.4 ISSUU http://issuu.com ISSUU è un servizio che permette di creare e condividere pubblicazioni digitali. Una volta caricato il documento in formato pdf, è possibile scegliere un layout di 115
  • 121. pubblicazione tra i molti offerti dal servizio, ad esempio Magazine, Presentation o Paper, e personalizzare la grafica (anche in modo complesso tramite css). Dopo aver creato la propria rivista, ISSUU dà la possibilità di condividerla con le stesse modalità di Slideshare, già discusse nel paragrafo precedente. Questo servizio rappresenta uno strumento molto valido per presentare pubblicazioni o riviste online, garantendo al tempo stesso un alto grado di interazione per l’utente, il quale può sfogliare letteralmente le pagine del documento. Anche per quanto riguarda ISSUU, le pubblicazioni con esso create possono essere eventualmente scaricate dall’utente sul proprio computer. Figura 6.4.3 Un esempio di pubblicazione online su ISSUU. Fonte: http://issuu.com, 10/01/2010. 116
  • 122. 6.5 Motori di ricerca 6.5.1 Google ricerca personalizzata www.google.com/cse Il leader mondiale in questo campo offre la possibilità di creare un motore di ricerca personalizzato da inserire nel proprio sito web. Una breve procedura guidata accompagna l’utente verso la creazione del search engine, chiedendogli di specificare i siti web sui quali effettuare la ricerca. In seguito, esso potrà modificare alcune impostazioni relative al motore, come il layout grafico, inserire una Sitemap contenente le pagine più importanti e recenti o aggiungere parole chiave utili a perfezionare i risultati. Per ottenere il widget l’utente dovrà solamente copiare dalla apposita sezione il codice html generato e incollarlo sulla pagina del proprio sito web. Figura 6.5.1 Il motore di ricerca integrato all’interno di un sito. Fonte: www.prototipoong.webs.com, 22/01/2010. 117
  • 123. Il motore di ricerca così creato visualizzerà i risultati sulla base dei metadati e delle parole contenute nei siti specificati nelle impostazioni, che potranno essere comunque modificabili in ogni momento. 6.5.2 Eurekster www.eurekster.com Eurekster è un servizio innovativo che permette la creazione di un motore di ricerca personalizzato e focalizzato su argomenti scelti dall’utente. La novità consiste nell’unire le funzionalità della ricerca alla propria rete sociale. Il funzionamento è semplice: ai consueti dati raccolti e utilizzati dagli algoritmi per effettuare le ricerche, se ne aggiungono ulteriori, come i siti visualizzati dagli amici e il tempo di permanenza. Il valore aggiunto del sistema è la concretizzazione dei rapporti e dei legami virtuali posti in essere dagli utenti; il motore rappresenta infatti un raro esempio in cui la community incide sulla vita virtuale di un utente, simulando per certi versi la vita sociale reale. Il motore di ricerca, denominato “Swicki search”, viene creato specificando il campo di interesse e le parole chiave che andranno a comporre una prima buzzcloud, ovvero una “nuvola” delle parole e degli argomenti più frequentemente ricercati dal motore (vedi immagine a fianco). La personalizzazione grafica e l’inserimento, tramite codice html, Figura 6.5.2 Il motore di ricerca e la sua buzzcloud. dello Swicki all’interno del sito web Fonte: www.eurekster.com, 18/12/2009. desiderato, completano il processo di creazione del motore di ricerca personalizzato. Ogni utente appartenente alla rete sociale del creatore del motore contribuirà così ad aggiornare inconsapevolmente la nuvola di parole attraverso le proprie ricerche e consapevolmente tramite il rating (la votazione) dei singoli risultati proposti dallo Swicki. 118
  • 124. 6.6 Forum creator 6.6.1 Nabble www.nabble.com Nabble.com è un servizio gratuito per creare un forum embaddable (integrabile), come recita la home page del sito. Oltre al forum, Nabble offre funzionalità dedicate alla creazioni di gruppi, photogallery, blog, message boards. Il look and feel è totalmente personalizzabile tramite la modifica del foglio di stile css associato, mentre le opzioni che permettono di mostrare un motore di ricerca interno o i breadcrumbs si ritrovano nelle impostazioni, nella sezione “Appearance”. Dopo aver creato il forum e impostato tutte le preferenze, l’amministratore potrà renderlo pubblico incollando il codice html generato su una pagina del sito web desiderato, integrandolo completamente al resto delle pagine online. Gli utenti che parteciperanno al forum, oltre a prendere parte alle discussioni, potranno seguirle abbonandosi ai feed RSS, iscrivendosi alla mailing list o potranno condividere i post. Figura 6.6.1 Un esempio di forum creato con Nabble inserito all’interno di un sito web. Fonte: www.nabble.com, 22/01/2010. 119
  • 125. 6.6.2 Forumattivo www.forumattivo.com Questo servizio è parallelo a Blogattivo, descritto nel paragrafo dedicato ai blog creator, ed ha in comune con esso lo stile e l’impostazione del back office. Dopo aver scelto lo stile di visualizzazione, il titolo del forum, la lingua utilizzata (scegliendola dal lungo elenco proposto) e altre necessarie impostazioni, il forum sarà pronto per l’utilizzo. In seguito si potranno modificare opzioni che riguardano la creazione di ruoli personalizzati, i permessi concessi ai membri del forum, l’attivazione di una “ChatBox” o di un calendario e perfino aggiungere pagine html statiche per rendere il forum simile a un sito web. Dopo la pubblicazione del forum, l’iscrizione ad esso da parte degli utenti (se abilitata dall’amministratore) permetterà loro di partecipare alle discussioni, condividerle sui principali social network o inviare gli indirizzi URL delle pagine ai propri amici. La sostanziale differenza rispetto a Nabble è l’impossibilità di integrare il forum creato all’interno di un sito; tramite un semplice link esterno è comunque possibile ovviare a tale mancanza collegando il forum al sito principale. 6.7 Slideshow 6.7.1 Slide www.slide.com Slide.com è un valido e semplice slideshow creator, ma, a differenza di Flickr, il quale fornisce un servizio di storage per caricare le foto, non consente di immagazzinare le immagini sul server. Slide è infatti concepito per la sola creazione di presentazioni, ottenuta la quale non è più possibile, sul sito, riutilizzare in altro modo le immagini caricate. Dopo aver caricato le immagini dal proprio computer o dai più famosi social network, la procedura guidata accompagna l’utente verso la creazione della slideshow. Le opzioni di 120
  • 126. personalizzazione sono numerose e riguardano la modifica dello stile di presentazione, l’aggiunta di effetti e di un brano di sottofondo, la scelta delle dimensioni della presentazione e del livello di privacy (pubblico o privato). Conclusa la modifica, come di consueto viene fornito il codice html da copiare e incollare sulla pagina web desiderata. Figura 6.7.1 La ricca pagina di creazione delle slide in Slide.com. Fonte: www.slide.com, 22/01/2010. 6.8 Share button e RSS feed button 6.8.1 Addthis www.addthis.com Addthis è un pratico servizio che permette ad ogni utente di creare dei pulsanti per la condivisione delle pagine o per l’abbonamento a feed RSS. Per ottenere il widget è sufficiente scegliere il sito di destinazione del bottone tra quelli proposti (più che altro 121
  • 127. social network, ma anche newsletter o un sito generico), selezionare il tipo di bottone desiderato (per la condivisione o per i feed) e copiare il codice generato nell’editor html della pagina voluta. Addthis mette a disposizione una sezione all’interno della quale personalizzare il proprio pulsante, cambiandone ad esempio l’immagine agendo direttamente sul codice html, modificare l’elenco dei siti di destinazione tra i quali scegliere quello sulla quale condividere la pagina, selezionare un layout o una lingua differente. Il servizio, che non richiede la registrazione e che mette a disposizione oltre 200 siti sui quali è possibile condividere le pagine e più di 50 lingue differenti, permette anche di raccogliere statistiche relative ai pulsanti creati, necessitando però in questo caso della creazione di un account. 6.9 Mappe 6.9.1 Google Maps http://maps.google.it Google Maps è un applicativo di Google che permette di integrare, all’interno di pagine web, mappe personalizzate e commentate. Una volta effettuato l’accesso con l’account di Google e scelto la località da visualizzare nella mappa, è possibile renderla pubblica o privata, inserire del testo descrittivo, comprensivo di formattazione e html, inserire foto e video, condividere la mappa con gli altri utenti. Attraverso alcuni strumenti dedicati, Google Maps consente di inserire inoltre nella mappa dei segnaposto, utili per indicare con precisione una o più località delle quali si vuole visualizzare l’ubicazione (vedi immagine sotto). La condivisione della mappa creata può avvenire tramite e-mail, all’interno della quale viene specificato l’URL, o tramite embedding all’interno di un sito. Quest’ultima scelta si rivela estremamente utile nel caso si vogliano fornire degli indirizzi o si voglia visualizzare con precisione un luogo senza far uscire l’utente dal sito nel quale si trova. 122
  • 128. Figura 6.9.1 L’aggiunta di informazioni relative alla località visualizzata. Fonte: http://maps.google.it, 18/12/2009. 6.10 Calendario eventi 6.10.1 Google Calendar www.google.com/calendar Google Calendar è un valido strumento che consente di pubblicare eventi e calendari sul proprio sito web. Dopo aver effettuato l’accesso con il proprio account Google, è possibile personalizzare il proprio calendario, sia per quanto riguarda l’aspetto grafico e il layout, sia per quanto riguarda le impostazioni base come il nome del calendario, la sua descrizione, il fuso orario, ecc. Tramite le impostazioni è possibile inserire un evento al calendario, specificando il tipo di evento, quando e dove avverrà, l’indirizzo mail degli invitati, se renderlo privato o 123
  • 129. pubblico e se utilizzare dei promemoria per ricordare agli invitati dell’evento. Per incorporare il calendario degli eventi sul proprio sito web o blog è sufficiente copiare il codice html generato e copiarlo all’interno dell’editor html della pagina web. Figura 6.10.1 L’inserimento di un evento all’interno del calendario. Fonte: www.google.com/calendar, 22/01/2010. Questo servizio dà anche la possibilità agli utenti che consultano il calendario di salvare gli eventi nei propri Google Calendar attraverso un pulsante di promemoria evento, personalizzabile e integrabile nel proprio sito sempre tramite codice html apposito. 124
  • 130. 6.11 Strumenti di videoconferencing La ricerca effettuata in rete sui software di videoconferencing ha evidenziato una massiccia presenza di strumenti di questo tipo. Nonostante ciò, i programmi per effettuare videoconferenze o document/desktop sharing in modo completamente gratuito si contano sulle dita di una mano. Tra i tanti software a pagamento più completi per queste attività collaborative, ma che non verranno analizzati nel dettaglio, si evidenziano Marratech, Windows Live Meeting, Gotomeeting e Webex. Tra i software non a pagamento o che mettono a disposizione una versione free e una o più premium emergono, in ordine crescente di complessità, Yugma, Dimdim e Vyew. Sono stati analizzati anche il nuovo Skype e il suo concorrente per il VoIP, Google Talk, ma, benché si tratti dei migliori programmi per la gestione di chiamate audio/video via Internet, non si sono trovate in essi funzioni per il conferencing. Di seguito viene riportata una breve descrizione delle principali funzioni dei programmi freeware sopra citati. 6.11.1 Dimdim www.dimdim.com Dimdim è un software web based per online meeting e videoconferenze. L’interazione tra i partecipanti si svolge all’interno della finestra del browser ed è supportata da un’efficace interfaccia user friendly. Chiunque con Dimdim può ospitare riunioni, alle quali possono partecipare al massimo 20 utenti nella versione free. Ciascuna riunione si svolge in una meeting room con un URL univoco. Chi ospita una riunione è detto broadcaster e ha il controllo sulla condivisione dei file durante l’incontro e sugli inviti ad altri partecipanti. Dimdim offre anche la possibilità di programmare riunioni per una data ora, inviando nel contempo una mail di notifica a tutti gli invitati. Costoro per partecipare dovranno semplicemente connettersi all’URL della meeting room. 125
  • 131. Canali di comunicazione Audio - Dimdim permette al broadcaster di comunicare tramite voce, mediante l’uso di un microfono. Gli altri partecipanti possono ascoltare con le cuffie o l’impianto audio del pc. Video - come per l’audio, il broadcaster può comunicare con gli altri partecipanti anche tramite il video, se ha a disposizione una webcam. La qualità della trasmissione del video è regolabile dal menù impostazioni; è possibile dunque abbassarla se ci si trova a comunicare in situazioni di banda ristretta, come spesso capita nel contesto di una ONG di piccole dimensioni. Chat - questo è un canale di comunicazione aperto a tutti i partecipanti. E’ infatti possibile per chiunque scrivere nella chat pubblica della riunione (vedi figura a fianco). Inoltre, ogni partecipante può avviare e partecipare a conversazioni private, attive soltanto tra alcuni degli utenti della riunione. Status - oltre a comunicare via chat, i partecipanti possono indicare il proprio stato, tramite un’icona visibile a tutti, scegliendolo tra quelli disponibili: agree/disagree (riferito a ciò che il broadcaster sta comunicando), occupato, torno subito, problema, ecc. Desktop e document sharing Dimdim consente al broadcaster di condividere con gli altri partecipanti il proprio desktop: tutti gli utenti potranno seguire in tempo reale le azioni che il broadcaster compie sul proprio computer. Si tratta di un’operazione estremamente utile nel caso si debba insegnare agli altri partecipanti a svolgere una particolare procedura al pc, ad esempio nell’ambito della formazione a distanza. Perché il desktop sharing sia possibile, il broadcaster deve scaricare un plug-in client e installarlo sul proprio computer (Screencaster). Un’altra funzionalità utile in meeting per la formazione a distanza è il document sharing. Si tratta infatti della possibilità, per il broadcaster, di condividere con gli altri utenti un documento. La navigazione all’interno dello stesso è ad opera del broadcaster, gli altri partecipanti possono soltanto seguirne le azioni (vedi screenshot a pagina seguente). 126
  • 132. Figura 6.11.1 Un esempio di condivisione di documento in Dimdim. Fonte: www.dimdim.com, 16/12/2009. Dimdim offre la possibilità di condividere soltanto due tipi di documenti: presentazioni Power Point o file PDF, una scelta piuttosto limitata che non sembra espandibile nemmeno con la sottoscrizione di un account premium. Oltre a navigare all’interno del documento, il broadcaster può anche aggiungervi delle annotazioni in tempo reale, mediante una serie di strumenti di disegno (matita, gomma, forme geometriche). Gli stessi strumenti da disegno sono anche disponibili per scrivere su una lavagna condivisa (Whiteboard). Un altro tipo di condivisione effettuabile con Dimdim è quella delle pagine web: in questo caso si apre una sorta di embedded browser nella sezione principale della meeting room e il broadcaster può navigare liberamente in Internet mentre gli altri partecipanti seguono le sue azioni (vedi screenshot a pagina seguente). 127
  • 133. Figura 6.11.2 Un esempio di desktop sharing con navigazione in Internet. Fonte: www.dimdim.com, 16/12/2009. Tutti gli oggetti condivisi vengono caricati una sola volta all’interno della meeting room e possono essere gestiti dal broadcaster tramite un apposito pannello. Altre funzionalità Registrazione - è possibile registrare le riunioni, o parte di esse, tramite il pulsante “record”. I file così salvati possono essere visionati in seguito e anche incorporati all’interno di un sito web, un espediente molto utile per tenere traccia ad esempio di un corso di formazione online sul sito ad esso dedicato. Personalizzazione delle funzioni - il set di funzioni disponibili all’interno di una meeting room (tutti i tipi di condivisione e tutti i canali di comunicazione) è completamente personalizzabile all’inizio di una riunione o durante il suo svolgimento, mediante il menù impostazioni. In questo modo è possibile tarare la complessità del meeting sulle proprie possibilità in termini di banda disponibile. Lingua - l’interfaccia delle meeting room in Dimdim è disponibile soltanto in due lingue: inglese e francese. La mancanza di spagnolo e portoghese renderebbe 128
  • 134. difficoltoso l’utilizzo di questo software per ONG che operano nei paesi dell’America Latina. Funzionalità premium Dimdim offre un account free che permette di usufruire di tutti gli strumenti presentati sopra in meeting con un tetto massimo di 20 partecipanti. Sono disponibili inoltre due account premium, di cui di seguito elenchiamo le principali funzioni aggiuntive. Pro ($25 al mese) - permette di personalizzare i meeting con il logo della propria azienda/organizzazione. Inoltre, mette a disposizione un’interfaccia API per effettuare mash-up con altre applicazioni ed eventualmente incorporare la meeting room all’interno del proprio sito web o di una social network. Il limite di partecipanti sale da 20 a 50. Webinar ($50 al mese) - il limite di partecipanti al singolo meeting sale da 50 a 100, con la possibilità di organizzare seminari web (Webinar) ai quali possono partecipare fino a 1000 utenti come spettatori. Questo account di Dimdim permette al broadcaster di cedere il proprio ruolo a un altro utente del meeting (co- presentatori). 129
  • 135. 6.11.2 Vyew http://vyew.com Il software web based Vyew è simile a Dimdim e permette di organizzare riunioni online dalla finestra del browser senza dover scaricare e installare alcun software. L’interfaccia si presenta meno user friendly rispetto a quella di Dimdim, ma ciò è dovuto alla maggiore complessità delle funzioni offerte da Vyew (vedi immagine sotto). Figura 6.11.3 L’interfaccia di Vyew. Fonte: http://vyew.com, 16/12/2009. Con Vyew è possibile usufruire di diversi canali di comunicazione: Voice Over IP (VOIP) – comunicazione audio ad alta qualità; Webcam video – audio e video integrati attraverso l’utilizzo di webcam; Tele-conferencing – chiamate telefoniche (solo in USA); Text chat – chat pubblica o privata. Document e desktop sharing Vyew permette di ospitare web meeting in un ambiente di lavoro chiamato “Vyewbook”; in ogni Vyewbook è possibile condividere un documento con gli altri partecipanti. Per ospitare un meeting è sufficiente cliccare sul tasto “invite people” posto nella barra laterale; i partecipanti vengono invitati tramite mail ed è possibile decidere che ruolo avranno durante l’incontro: viewer, reviewer (gli user possono annotare e disegnare), 130
  • 136. collaborator (gli user possono anche importare o scaricare contenuti e settare il “Sync Mode”) o moderator (dà la possibilità agli user di settare restrizioni per altri user). Sempre attraverso la barra laterale si può scegliere se ospitare un meeting via VOIP (Push To Talk), via webcam o semplicemente tramite chat pubblica o privata. Un menù a tendina dà la possibilità di settare la qualità della connessione (low, regolar o high), una funzione estremamente importante se non si dispone di ampia larghezza di banda. La suite mette a disposizione diversi strumenti di formattazione del documento posti nella barra superiore e in quella laterale sinistra, mentre un’esclusiva funzionalità di Vyew permette ai partecipanti di inserire nel documento dei commenti, utili per chiarificare o segnalare degli elementi all’interno del Vyewbook. Inoltre vengono offerti diversi Plug-in come grafici, quiz, sondaggi, video e bottoni da aggiungere al meeting per rendere l’interazione più completa e dinamica. Per ospitare un meeting con desktop sharing è sufficiente selezionare il tab “Desktop share” posto nella parte alta del Vyewbook; in questo modo tutti i partecipanti potranno vedere in tempo reale quello che accade sul desktop dell’owner. Gestione utenti e versioni premium Vyew offre tre livelli di servizi: Free – con semplice registrazione, meeting illimitati, fino a 10 partecipanti e 20 Vyewbook; Plus e Professional: la versione Plus costa 7 dollari al mese e permette di rimuovere la pubblicità dall’area di lavoro e di incrementare il numero massimo di Vyewbook a 50, con 200 pagine ciascuno. La versione Professional costa 14 dollari al mese, alza a 15 il numero massimo di partecipanti e a 150 quello dei Vyewbook (con 500 pagine ciascuno). Inoltre, la versione Professional permette di personalizzare la meeting room a un costo aggiuntivo. 131
  • 137. Funzionalità aggiuntive Gli utenti di Vyew possono inoltre usufruire delle seguenti funzionalità: possibilità di salvare le sessioni e di riprenderle dopo; in questo modo Vyew rende possibili riunioni asincrone; possibilità di sessioni multiple (Vyewbook diversi), fino a un massimo di 20 per l’account free; possibilità di esportare le sessioni all’interno di un sito web; compatibilità con una serie di addons in grado di potenziare ulteriormente lo strumento. 6.11.3 Yugma www.yugma.com A differenza degli altri strumenti, Yugma si presenta come un software da scaricare e installare sul proprio computer. Con Yugma è possibile condividere il proprio desktop, collaborare a documenti in tempo reale e ospitare una web conference one-to-one o one-to-many. I canali di comunicazione presenti durante i meeting possono essere audio (VOIP) o testuale (chat pubblica o privata). Oltre alla versione free, accessibile mediante registrazione e che offre già molte funzionalità consentendo di ospitare un meeting con 20 partecipanti, esistono 4 versioni pro: pro 20, pro 50, pro 100 e pro 500, a partire da 150$ annuali. I servizi premium di queste versioni riguardano l’incremento del numero massimo di partecipanti ad un meeting, la possibilità di condividere il mouse con gli altri utenti, di registrare i meeting, di avere a disposizione strumenti per le annotazioni e altre features. 132
  • 138. Desktop e document sharing Yugma è un software pensato per ospitare e partecipare a meeting online di varia natura. Mentre la versione free permette al presentatore di condividere il proprio desktop e i documenti, le versioni premium offrono utili tool che permettono di lasciare annotazioni e disegnare sugli oggetti condivisi; inoltre consentono di creare ed importare tabelle e diagrammi. Yugma permette l’integrazione del suo software con quello di Skype, il famoso software che permette di effettuare chiamate e videochiamate via VOIP o via webcam: Yugma SE (Skype Edition) permette di aggiungere le funzionalità di Yugma al proprio Skype, completando questo strumento di VoIP con le funzioni per videoconferencing (Yugma Skype Meeting). Figura 6.11.4 L’interfaccia di Yugma visibile sul proprio computer. Fonte: www.yugma.com, 16/12/2009. 133
  • 139. 6.11.4 WebEx www.webex.com Si tratta di un software sviluppato da Cisco System, da scaricare sul computer e compatibile con i maggiori sistemi operativi (Windows, Mac, Linux, Solaris, Unix). Non è disponibile una versione free, WebEx costa $49 mensili ($588 all’anno). Le funzionalità offerte sono simili a quelle di Dimdim e Vyew, più complete nei dettagli. Di seguito elenchiamo le principali differenze in termini di funzionalità aggiuntive: Application sharing – è possibile condividere applicazioni all’interno della meeting room. In questo modo i partecipanti possono creare o modificare collaborativamente documenti di vario tipo. Inoltre, le riunioni possono essere avviate direttamente da qualsiasi applicazione Office aperta sul desktop; video sharing fino a 6 partecipanti (6 webcam); vasta scelta di documenti condivisibili; per un costo aggiuntivo sono disponibili versioni specializzate del software che permettono potenziare ulteriormente il programma: WebEx Event Center per organizzare eventi online (fino a 300 partecipanti) e WebEx Training Center per la formazione online (fino a 100 partecipanti). 134
  • 140. 6.11.5 Servizi a confronto La seguente tabella intende confrontare i software sopra esaminati, in ordine di complessità. SERVIZIO PIATTAFORMA CANALI SHARING ALTRE COSTO DEL FUNZIONALITA’ SERVIZIO Yugma Client (PC, Mac, Audio, video Document, Meeting Free. Linux) (Yugma Skype Desktop recording, Pro da 150$ Meeting), chat integrazione con annuali Skype Dim Dim Web-based Audio (fino a Document Meeting Free. 20 partecipanti (solo ppt,pptx recording Pro da 25$ nella versione e pdf), Desktop esportabili mensili free), video, chat Vyew Web-based Audio, video, Document, Multi-languages Free. chat Desktop support, plug-in, Pro da 7$ (fino a 10 gestione mensili partecipanti avanzata dei nella versione partecipanti free) WebEx Client + web- Audio (fino a Document, Meeting $49 mensili based 25 application recording (costi partecipanti), (integrazione esportabili, aggiuntivi per video, chat con MS Office), webcam versioni desktop multiple, specializzate) versioni specializzate 135
  • 141. Capitolo 7 Conclusioni e sviluppi futuri Le analisi effettuate in questo lavoro di tesi sono solo una goccia nel mare delle applicazioni Web 2.0 presenti in rete. Ogni giorno nascono nuovi servizi che permettono di implementare funzionalità interattive e quelli già presenti in rete continuano ad evolversi, alimentando il fenomeno del perpetual beta, concetto con il quale si esprime la tendenza al continuo aggiornamento dei progetti software, tanto da togliere senso alla distinzione tra versione di test e versione di produzione. L’approfondimento su alcuni di questi servizi riportato in questo scritto si riferisce, quindi, alla situazione attuale, ovvero quella degli ultimi due mesi del 2009. A conclusione della ricerca e delle analisi riportate nei capitoli 5 e 6, viene mostrata qui di seguito una tabella riassuntiva, la quale offre una visione d’insieme delle funzionalità, interattive e non, presenti all’interno delle piattaforme scelte come “assi portanti” per la costruzione di un sito web completo. Inoltre, per le funzionalità interattive, sono presentati alcuni dei servizi alternativi con i quali è possibile implementarle. FUNZIONALITA’ PIATTAFORME SERVIZI ALTERNATIVI WEBS WEEBLY WORDPRESS NING SOCIALGO Pagine statiche x x x x $ Blog (news) x x x x x Blogger, Bloog, Blogattivo Calendario eventi x - - x x Google Calendar Registrazione eventi - - - x x - 2 Forum x x - x x Nabble, Forumattivo Registrazione x - - x x - Profilo utenti x - - x x - 1 5 Motore di ricerca x - x - x Google search, Eurekster 136
  • 142. WEBS WEEBLY WORDPRESS NING SOCIALGO Donazioni x2 - - - - Paypal, Google Checkout 2 E-commerce x x - x $ Amazon, Buyitsellit, Zen Cart Chat x2 - - x x webChattr, Meebo me, My ShoutOut Creazione form x x - - - Zohocreator, Wufoo, Dabbledb e Widget esterni Gestione database - - - - - Zohocreator, Wufoo, Dabbledb Newsletter x - - x - - Videoconferencing - - - - - DimDim, Vyew, Webex ($), YugmaSE Audioconferencing - - - - - DimDim, Vyew, Webex ($), Yugma, Skype Document sharing - - - - - DimDim, Vyew, Webex ($), Yugma Desktop sharing - - - - - DimDim, Vyew, Webex ($), Yugma Storage x x x x x Badongo,Dropbox,Hu myo,Divshare, Box.net Photogallery x x - x x Flickr, Goodwidget 2 2 Slideshow x x - x $ Flickr, Slide.com Videogallery x $ - x x Youtube, Googlevideo 2 Audiogallery x $ - x x MP3 player widget, Playlist.com 2 Presentazioni - $ - x - Slideshare Navigazione - x x x - - secondaria 1 5 5 Feed RSS x x x x x - Share button x2 - - - x9 Addthis.com Mappa x x - - - Google maps Breadcrumbs - - - - - - Personalizzazione x x x x x - grafica Modifica CSS x x $ x $ - 3 6 6 Restrizione accesso x $ x x x - pagine Restrizione accesso - - x6 - $ - contenuti Personalizzazione x4 - x x8 - - ruoli back-office 137
  • 143. WEBS WEEBLY WORDPRESS NING SOCIALGO Sottogruppi - - - x x - Wiki x - - - - - Modifica lingua - - x x x10 - 7 Pagina link x - x - - - 1 – Solo per blog, photogallery e videogallery. 2 – Widget esterno. 3 – Non si possono comunque togliere i link dal menu principale. 4 – Ruoli limitati. 5 – Solo per blog. 6 – Solo con password. 7 – Blogroll. 8 – Compiti assegnabili ai ruoli limitati. 9 – Solo per la home. 10 – Parti modificabili molto limitate (amministrazione sempre in inglese). Le particolarità emerse dall’analisi dei singoli servizi hanno permesso di stilare una sorta di graduatoria delle migliori piattaforme online e degli strumenti per l’implementazione di funzionalità interattive. Nella prossima tabella, i servizi vengono suddivisi in prima e seconda scelta, al fine di individuare quelli che offrono una maggiore qualità per quanto riguarda gli strumenti presi in considerazione, soprattutto in previsione di un loro utilizzo da parte di una ONG. FUNZIONALITÁ PRIMA SCELTA SECONDA SCELTA Site builder Webs Wordpress.org Social network builder Ning Grou.ps Blog builder Wordpress.org Blogger Donazioni online Paypal Google checkout Form Zoho creator Wufoo Online storage service Badongo DivShare Condivisione documenti Slideshare Issuu Motore di ricerca Google CSE Eurekster Forum Nabble Forumattivo Slideshow Flickr Slide.com Videogallery Youtube - 138
  • 144. Share button Addthis - Mappe Google Maps - Calendario eventi Google Calendar - Strumenti di video DimDim, Vyew Yugma conferencing L’evoluzione di Internet ha permesso ai servizi online di raggiungere un buon livello di implementazione, sia dal punto di vista delle funzionalità cha da quello dell’interazione con l’utente. Tuttavia, dall’analisi e dall’utilizzo dei software online, sono emerse diverse considerazioni riguardo le lacune più importanti che caratterizzano questi strumenti. Tali carenze indicano la direzione verso cui questi servizi probabilmente si evolveranno nel prossimo futuro: Le lacune più evidenti emerse per le piattaforme per la creazione di siti (site builder) si sono riscontrate negli editor di personalizzazione grafica, i quali peccano di intuitività e semplicità. In nessuno dei servizi analizzati è possibile una fine modifica della grafica da parte dell’utente senza che esso sia in possesso di conoscenze tecniche sul codice html e sui css. Inoltre, la scelta del tema non influenza solo l’estetica del sito ma anche la struttura del layout, mischiando in questo modo due fasi progettuali ben distinte del processo di creazione di un sito web. Per quanto riguarda i gestori di transazioni online, ed in particolare Paypal, si ravvisa la quasi totale assenza della possibilità di personalizzazione grafica. Questo accorgimento permetterebbe la totale integrazione delle pagine di pagamento con il resto del sito web, creando così un senso di continuità nell’esperienza dell’utente. Inoltre, la piattaforma dovrebbe offrire un database che tenga non solo traccia dei pagamenti ricevuti, ma con il quale sia anche possibile gestire le anagrafiche degli utenti che effettuano le donazioni. Un’ultima considerazione va fatta sui servizi di online storage. Solo alcuni di essi offrono la possibilità di condividere i contenuti caricati (foto, video, documenti) e permettere la loro visualizzazione direttamente sul sito web desiderato. Questa 139
  • 145. funzionalità (embedding) dovrebbe essere implementata da tutti i servizi di questo tipo per consentire una maggiore integrazione e fruibilità dello strumento. Queste prime conclusioni rappresentano una parte delle valutazioni che è possibile effettuare sulla maturità degli strumenti Web 2.0; solo attraverso un loro utilizzo simultaneo e una loro integrazione all’interno di una piattaforma web è possibile raggiungere una precisa e profonda comprensione degli aspetti da migliorare. Un lavoro di questo tipo si inserisce nel progetto TangoLab, ed è già stato compiuto da Fabrizio Maggioni, nella sua tesi Realizzazione di template di siti a basso costo per le Organizzazioni Non Governative, logicamente successiva ma di fatto parallela a questo scritto. In essa vengono individuati dei profili tipici di siti di ONG, ordinati per livello di complessità funzionale, da utilizzare come modello per la progettazione e la costruzione dei template di siti a basso costo realizzati con gli strumenti Web 2.0 descritti in questo lavoro di tesi. I template creati rappresentano un ottimo esempio di mash-up di funzionalità interattive e si possono ritrovare agli indirizzi seguenti: www.prototipoong.weebly.com (template base); www.prototipoong.ilbello.com (template completo); www.prototipoong.webs.com (template avanzato). L’unione dei due lavori di tesi, in aggiunta a quelli di Francavilla e Magosso, rappresenta un valido “manuale d’uso” per guidare le Organizzazioni Non Governative nella costruzione di una presenza web completa e interattiva, che sfrutti appieno le potenzialità attuali offerte dal Web 2.0. 140
  • 146. Bibliografia AA.VV., “Cloud Computing, Distributed Internet Computing for IT and Scientific Research”, IEEE Computer Society, www.computer.org, settembre/ottobre 2009. AA.VV., Un mestiere difficile 2008, Link 2007, 2008. AA.VV., Web 2.0, A cura di Di Bari, Vito, Milano, Il Sole 24 Ore, 2007. Boscarol, Maurizio, Ecologia dei siti Web, Milano, Tecniche nuove, 2003. Estes, Janelle; Nielsen, Jakob, Donation Usability, Fremont, Norman Nielsen Group, 2009. Francavilla, Donato, Analisi dei siti web delle ONG italiane, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009. Gorman, Lyn; McLean, David, Media e società nel mondo contemporaneo, Bologna, Il Mulino, 2005. 141
  • 147. Levine, Rick; Locke, Christopher; Searls, Doc; Weinberger, David, Cluetrain manifesto, Fazi Editore, 2001. Maggioni, Fabrizio, Realizzazione di template di siti web a basso costo per le Organizzazioni Non Governative, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009. Magosso, Paolo, Il web 2.0 per le organizzazioni non-profit: best practice delle charity statunitensi, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009. Ministero degli Esteri, “Lista delle Organizzazioni Non Governative idonee”, Cooperazione italiana allo sviluppo, www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it. O’Reilly, Tim, What is Web 2.0: Design Patterns and Business Models for the Next Generation of Software, 2005, articolo tratto dal sito http://oreilly.com, 21/01/2010. Olivero, Nadia; Russo, Vincenzo, Manuale di psicologia dei consumi, Milano, Mcgraw- Hill, 2009. Polillo, Roberto, Il check-up dei siti web, Milano, Ed. Apogeo, 2004. Polillo, Roberto, Plasmare il web, Milano, Ed. Apogeo, 2006. 142
  • 148. Polillo, Roberto, slide tratte da Corso Web 2.0, Università degli Studi di Milano-Bicocca, a.a. 2009-2010. Viega, John, “Cloud Computing and the Common Man”, IEEE Computer Society, www.computer.org, agosto 2009. 143
  • 149. Sitografia Addthis, www.addthis.com. Alexa, www.alexa.com. Badongo, www.badongo.com. Blogattivo, www.blogattivo.com. Blogger, www.blogger.com. Bloog, www.bloog.it. Box.net, www.box.net. Cooperazione italiana allo sviluppo, www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it. Dabbledb, http://dabbledb.com. Dimdim, www.dimdim.com. DivShare, www.divshare.com. Dropbox, www.dropbox.com. Eurekster, www.eurekster.com. Flickr, www.flickr.com. Forumattivo, www.forumattivo.com. Google Calendar, www.google.com/calendar. Google Ceckout, https://checkout.google.com. 144
  • 150. Google Maps, http://maps.google.it. Google ricerca personalizzata, www.google.com/cse. Google Site, http://sites.google.com. Grou.ps, http://grou.ps. Humyo, www.humyo.com. IEEE Computer Society, www.computer.org. Il Bello, www.ilbello.com. ISSUU, http://issuu.com. Nabble, www.nabble.com. Ning, www.ning.com. Paypal, www.paypal.com. Paystr, www.paystr.com. Prototipo ONG avanzato, www.prototipoong.webs.com. Prototipo ONG base, www.prototipoong.weebly.com. Prototipo ONG completo, www.prototipoong.ilbello.com. Sifry, www.sifry.com. Slide, www.slide.com. Slideshare, www.slideshare.com. SocialGO, www.socialgo.com. Technorati, www.technorati.com. Vyew, http://vyew.com. WebEx, www.webex.com. 145
  • 151. Webs, www.webs.com. Weebly, www.weebly.com. Windows Live SkyDrive, www.windowslive.it/skydrive.aspx. Wordpress, http://wordpress.com. Wordpress, http://wordpress.org. Wufoo, http://wufoo.com. YouTube, www.youtube.com. Yugma, www.yugma.com. Zoho Creator, http://creator.zoho.com. 146
  • 152. Ringraziamenti Devo ammettere di essere stato molto fortunato. Ho sempre pensato al futuro con ingenuo ottimismo e con un pizzico di indifferenza, credendo che in qualche modo ce l’avrei fatta nella vita. Ora che gli anni da studente sono giunti al termine, guardo indietro e scopro che non sarei mai riuscito ad arrivare fino a questo punto senza l’aiuto di persone importanti, che in qualche modo hanno contribuito alla mia crescita in modo positivo o che semplicemente mi hanno regalato un sorriso. Voglio ringraziare innanzitutto i miei genitori, i quali, malgrado la mia forse eccessiva riservatezza, hanno sempre creduto in me, infondendomi fiducia e sicurezza. Voglio ringraziare Roby, in attesa della sua di laurea, Andrea, ritrovato compagno di avventure, Stefano, amico di sempre, Raino, per avermi aiutato in questo lavoro. Ringrazio tutti gli altri miei più cari amici, di scuola e del nuoto, per avermi fatto passare giornate (e serate) spensierate durante questi mesi, nonostante qualcuno di loro metta ancora in dubbio il valore del mio corso di laurea… Un ringraziamento speciale va al professor Roberto Polillo, che mi ha seguito con pazienza e passione nel corso di questo lavoro, nonostante le migliaia di chilometri di distanza, e alla professoressa Letizia Bollini, la quale ha saputo darmi preziosi consigli sull’impostazione della tesi. Voglio infine ringraziare in particolar modo e dedicare questo scritto al mio amico e compare Fabrizio, senza il quale questi anni di università sarebbero stati sicuramente meno divertenti e, forse, più lunghi. Gennaio 2010 Alessio