Selezione di strumenti Web 2.0 per la realizzazione di siti web per le ONG

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Alessio Gattuso, Tesi di laurea magistrale in Teoria e tecnologia della comunicazione, Università di Milano Bicocca (marzo 2010).

Realizzata presso TangoLab.
Relatore: R.Polillo

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Selezione di strumenti Web 2.0 per la realizzazione di siti web per le ONG

  1. 1. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO – BICOCCA Facoltà di Psicologia Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione SELEZIONE DI STRUMENTI WEB 2.0 PER LA REALIZZAZIONE DI SITI WEB PER ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE Relatore: Prof. Roberto POLILLO Tesi di Laurea di: Alessio GATTUSO Matricola 064397 Anno Accademico 2008 - 2009
  2. 2. Indice CAPITOLO 1 Introduzione pag. 1 CAPITOLO 2 Il cambio di paradigma del web: Web 2.0 e cloud computing pag. 4 2.0 Storia e preistoria pag. 4 2.1 Manifestazioni superficiali del Web 2.0 pag. 6 2.1.1 L’esplosione dei blog pag. 6 2.1.2 I social network pag. 8 2.1.3 La democratizzazione del web pag. 9 2.2 Il web come piattaforma: il cloud computing pag. 11 2.2.1 SaaS e tecniche di mash-up pag. 13 2.2.2 Vantaggi e rischi dell’approccio cloud pag. 14 CAPITOLO 3 Le ONG italiane e il web pag. 16 3.0 Le ONG italiane per la cooperazione allo sviluppo pag. 16 3.1 La qualità dei siti web delle ONG italiane pag. 19 3.1.1 Metodologia della ricerca pag. 20 3.1.2 Risultati della ricerca pag. 28 I
  3. 3. 3.2 Da siti per mostrare a siti per fare: progettare l’interattività pag. 29 3.2.1 Le funzionalità desiderabili per i siti delle ONG pag. 31 CAPITOLO 4 Classificazione degli strumenti Web 2.0 pag. 34 4.0 Introduzione pag. 34 4.1 Metodologia della ricerca pag. 35 4.2 Classificazione degli strumenti e dei servizi Web 2.0 pag. 35 CAPITOLO 5 Piattaforme per la creazione di siti pag. 43 5.0 Introduzione e metodologia pag. 43 5.1 Site builder pag. 44 5.1.1 Webs pag. 44 5.1.2 Weebly pag. 52 5.1.3 Google Site pag. 56 5.1.4 Wordpress pag. 62 5.1.5 Confronto pag. 66 5.2 Social network builder pag. 68 5.2.1 Ning pag. 68 5.2.2 SocialGO pag. 72 5.2.3 Grou.ps pag. 75 5.2.4 Confronto pag. 78 5.3 Blog creator pag. 79 5.3.1 Blogger pag. 79 5.3.2 Bloog pag. 80 5.3.3 Blogattivo pag. 80 5.3.4 Confronto pag. 81 II
  4. 4. CAPITOLO 6 Altri servizi e applicazioni web per l’implementazione di funzionalità interattive pag. 82 6.1 Strumenti per l’e-commerce e donazioni online pag. 82 6.1.1 Strumenti per transazioni online pag. 82 6.1.2 Negozi online pag. 84 6.2 Software per la gestione delle newsletter pag. 87 6.2.1 Zoho Creator pag. 87 6.2.2 Dabbledb pag. 91 6.2.3 Wufoo pag. 94 6.2.4 Confronto (versioni free) pag. 99 6.3 Online storage service pag. 100 6.3.1 Badongo pag. 101 6.3.2 Humyo pag. 103 6.3.3 DivShare pag. 105 6.3.4 Windows Live SkyDrive pag. 107 6.3.5 Box.net pag. 108 6.3.6 Dropbox pag. 109 6.3.7 Servizi a confronto pag. 110 6.4 Servizi per la condivisione di contenuti pag. 112 6.4.1 Flickr pag. 112 6.4.2 YouTube pag. 113 6.4.3 Slideshare pag. 114 6.4.4 Issuu pag. 115 6.5 Motori di ricerca pag. 117 6.5.1 Google ricerca personalizzata pag. 117 6.5.2 Eurekster pag. 118 6.6 Forum creator pag. 119 III
  5. 5. 6.6.1 Nabble pag. 119 6.6.2 Forumattivo pag. 120 6.7 Slideshow pag. 120 6.7.1 Slide pag. 120 6.8 Share button e RSS feed button pag. 121 6.8.1 Addthis pag. 121 6.9 Mappe pag. 122 6.9.1 Google Maps pag. 122 6.10 Calendario eventi pag. 123 6.10.1 Google Calendar pag. 123 6.11 Strumenti di videoconferencing pag. 125 6.11.1 Dimdim pag. 125 6.11.2 Vyew pag. 130 6.11.3 Yugma pag. 132 6.11.4 WebEx pag. 134 6.11.5 Servizi a confronto pag. 135 CAPITOLO 7 Conclusioni e sviluppi futuri pag. 136 Bibliografia pag. 141 Sitografia pag. 144 IV
  6. 6. Capitolo 1 Introduzione L’evoluzione del web dal suo concepimento ad oggi ha apportato notevoli cambiamenti al concetto di comunicazione e di interazione tra le persone. Lo sviluppo di applicazioni software sempre più specializzate, unito alla crescente diffusione della banda larga, ha favorito il proliferare di piattaforme dedicate allo scambio di informazioni e all’interazione tra individui. Il passaggio dal web tradizionale al Web 2.0, inoltre, ha affollato la rete di utenti in erba, i quali, sfruttando servizi che non richiedono particolari conoscenze tecniche, si improvvisano sviluppatori, generando, condividendo, distribuendo e riutilizzando il contenuto del web. La situazione attuale è, quindi, un terreno fertile sul quale far crescere la propria visibilità e le proprie opportunità, attraverso lo sfruttamento di siti web, social network, blog e comunità d’interesse. Un’azienda non presente in rete risulta tagliata fuori dalle moderne dinamiche di comunicazione e non competitiva sul mercato, nonostante possa essere in possesso di un notevole capitale da investire. A buona ragione, una realtà come un’Organizzazione Non Governativa, la quale deriva tutti, o comunque gran parte dei propri introiti dalle donazioni, non può permettersi di non prendere parte al fenomeno Internet. La creazione di un sito web, la presenza di un profilo sui più famosi social network, l’utilizzo di strumenti d’interazione con l’utente, sono solo alcune delle possibilità offerte da manifestazioni delle rete nate con l’avvento del Web 2.0. Ancora più interessanti si stanno rivelando gli scenari aperti dall’affermarsi del paradigma del cloud computing e delle applicazioni SaaS. Questo tipo di piattaforme sono estremamente intuitive ed economiche, grazie all’invisibilità del codice di programmazione da parte dell’utente, da un lato, e l’utilizzo di un modello di business scalabile, dall’altro. Per questo le ONG di 1
  7. 7. piccole dimensioni sono gli enti che possono maggiormente beneficiare di questi strumenti, al fine di accrescere la loro visibilità e portare alla conoscenza di molte più persone la loro mission e i loro progetti, ottimizzando i costi. Lo scopo finale di questa tesi è proprio quello di offrire una panoramica di questi strumenti, in funzione di un loro successivo utilizzo per la creazione di siti web a basso costo per realtà non profit di piccole-medie dimensioni. Questo lavoro di tesi si inserisce all’interno di un più ampio progetto promosso da Roberto Polillo, docente all’Università degli Studi di Milano Bicocca, denominato TangoLab, acronimo di Technology Assistance for Non-Governmental Organizations, che ha l’obiettivo di sperimentare e proporre strumenti informatici che possano aiutare le organizzazioni di volontariato (e in particolare le ONG che operano nei Paesi in via di sviluppo) a svolgere meglio il proprio lavoro. Il progetto raccoglie diversi lavori di tesi connessi reciprocamente, per questo parte di questo scritto è stato realizzato in stretta collaborazione con Fabrizio Maggioni, il quale avrà il compito di utilizzare i servizi analizzati in questo lavoro per creare prototipi di siti a basso costo in funzione di un loro utilizzo da parte di ONG. In particolare, il secondo e il terzo capitolo sono stati concepiti congiuntamente e sono quindi riportati in forma pressoché identica negli scritti, in quanto premesse fondamentali e necessarie per entrambe le tesi. Il capitolo 2 introdurrà il contesto tecnologico nel quale è stata effettuata la ricerca degli strumenti e presenterà i principali cambiamenti apportati dal fenomeno Web 2.0. Il capitolo 3, invece, si occuperà di descrivere la situazione attuale delle Organizzazioni Non Governative per la cooperazione allo sviluppo in Italia e analizzare la loro presenza sul web, avvalendosi anche di considerazioni emerse dai lavori di tesi di Donato Francavilla e Paolo Magosso, due tesisti inseriti nel progetto TangoLab che si sono occupati rispettivamente della valutazione della qualità dei siti delle ONG italiane e dell’individuazione delle best practice e dei pattern nella presenza sul web delle charity statunitensi. Al termine del capitolo verrà stilata una lista delle funzionalità desiderabili all’interno di un sito web appartenente a una generica ONG, le quali verranno poi 2
  8. 8. descritte nel dettaglio durante il quarto capitolo, prestando particolare attenzione ai benefici che apportano in termini di interattività con l’utente. Per ogni categoria di strumenti presentata nel capitolo 4, sono stati individuati alcuni servizi presenti in rete, i quali permettono di implementare le funzionalità desiderabili descritte nel terzo capitolo. Questi servizi verranno analizzati nel dettaglio nel corso del quinto e del sesto capitolo, che si occupano rispettivamente delle piattaforme online per la costruzione di siti completi e degli altri strumenti che offrono funzionalità interattive inseribili all’interno di un sito web. I servizi più complessi e ricchi di funzionalità saranno comparati alla fine dei paragrafi con l’utilizzo di tabelle riassuntive, le quali offrono una visione d’insieme dei pregi e dei difetti degli strumenti. Il capitolo 7 è dedicato infine alle conclusioni e alla presentazione degli scenari futuri prospettati per quanto riguarda gli strumenti Web 2.0 e il loro utilizzo da parte delle Organizzazioni Non Governative. 3
  9. 9. Capitolo 2 Il cambio di paradigma del web: Web 2.0 e cloud computing1 2.0 Storia e preistoria “I mercati sono conversazioni”2. Così recitava il Cluetrain Manifesto nel lontano 1999, anticipando di un lustro o poco più, con una massima apparentemente scontata, quello che sarebbe stato il più grande cambiamento nella concezione del web dalla sua nascita ad oggi. Il Web 2.0 segna l’evoluzione del World Wide Web da una serie (collegata) di siti statici a un ambiente globale nel quale i software online, le connessioni a banda larga e le applicazioni multimediali offrono contenuti più ampi e un’interazione più stretta fra gli utenti. Il fenomeno del Web 2.0 è caratterizzato da un numero crescente di sviluppatori (da un lato) e di utenti (dall’altro) che generano, condividono, distribuiscono e riutilizzano il contenuto del Web.3 Questo è il web che conosciamo oggi, brulicante di vita sui blog e sui forum, su Facebook e su Youtube. Non esiste una precisa e concisa definizione di Web 2.0 su cui ci sia pieno accordo tra tutti gli specialisti del settore. D’altronde, l’essenza stessa del Web 2.0 non può essere catturata in una definizione, data la natura mutevole del fenomeno, caratterizzato dalla continua nascita ed evoluzione di servizi ed applicazioni che arricchiscono ogni giorno le possibilità di interazione tra gli utenti. Il neologismo Web 2.0 è stato coniato da Dale Dougherty, vicepresidente della O’Reilly Media, per indicare un’attitudine alla collaborazione e alla condivisione di contenuti, resa possibile da 1 Il presente capitolo è stato scritto in collaborazione con Fabrizio Maggioni, autore della tesi Realizzazione di template di siti web a basso costo per le Organizzazioni Non Governative, coordinata con la presente. Per rendere le due tesi leggibili separatamente, il capitolo è stato riportato, in forma identica, in entrambe le tesi. 2 Levine, Rick; Locke, Christopher; Searls, Doc; Weinberger, David, Cluetrain manifesto, Fazi Editore, 2001, pag. 75. 3 AA.VV., Web 2.0, A cura di Di Bari, Vito, Milano, Il Sole 24 Ore, 2007, pag. 3. 4
  10. 10. software sviluppati per supportare l’interazione in rete. I principi fondamentali sui quali ci si può basare per comprendere la natura del Web 2.0 sono contenuti nel lungo articolo nel quale Tim O’Reilly riassume le considerazioni emerse dalla prima Web 2.0 confernce, promossa nel 2004 dalla stessa O’Reilly Media4. Il Web 2.0 nasce dalle ceneri del fallimento del vecchio modello di business caratteristico del web degli ultimi anni ’90, quando Internet era considerato solamente una fonte di arricchimento rapido per quelle aziende che vi operavano, le cosiddette dot-com, al solo scopo di essere collocate in borsa e sfruttare così l’entusiasmo degli investitori dell’epoca, senza delle solide basi sulle quali fondare il proprio commercio elettronico. Questo può essere considerato come il Web 1.0, composto da siti statici con contenuti informativi, destinati all’interazione con un singolo utente e basati sull’e-commerce o sulla pubblicità come modelli di business. I siti 1.0 erano chiusi, miravano esclusivamente ad attrarre il cliente mediante una comunicazione uno-a-molti, tipica dei media tradizionali. Se le date di nascita simboliche del web possono essere considerate il 1991, con la creazione del World Wide Web da parte di Tim Berners Lee al Cern, e il 1995, con la quotazione di Netscape in borsa, quella del nuovo fenomeno definito da Dale Dougherty come Web 2.0 può essere fatta risalire al 19 agosto 2004, data del collocamento in borsa di Google. In mezzo il crollo del Nasdaq nel 2000, con l’esplosione della bolla delle dot- com, e l’evoluzione del tecnologie hardware (larghezza di banda) e software (linguaggi di programmazione) sulle quali si basa Internet. Lo sviluppo delle applicazioni web di nuova generazione, le Rich Internet Application (RIA), deriva “dalla combinazione di vecchie tecnologie e standard (come HTML, CSS, XML, JavaScript e DOM) per realizzarne di nuove (come AJAX)”5. Per dirla con Tim Berners Lee: “Il Web 2.0 non è nulla di nuovo nella pratica, tutte le componenti del cosiddetto Web 2.0 c’erano già alla nascita del Web e quindi possiamo piuttosto parlare di 4 O’Reilly, Tim, What is Web 2.0: Design Patterns and Business Models for the Next Generation of Software, 2005, articolo tratto dal sito http://oreilly.com, 21/01/2010. 5 Tratto dalle slide di Polillo, Roberto, Corso Web 2.0, Università degli Studi di Milano-Bicocca, a.a. 2009- 2010. 5
  11. 11. una naturale evoluzione dei tool e della cultura del Web verso un nuovo livello di strumenti e di utilizzo”6. Se dal punto di vista tecnologico l’innovazione nel web non è stata così dirompente, lo stesso non si può dire del cambiamento avvenuto per quanto riguarda le sue modalità di utilizzo. I siti 2.0 sono piattaforme che consentono una forte interazione tra gli utenti, la conversazione di cui si parlava all’inizio. Essi, da meri fruitori, diventano produttori e giudici dei contenuti della rete. 2.1 Manifestazioni superficiali del Web 2.0 Il cambio di prospettiva del nuovo web si concretizza nel passaggio dal modello di comunicazione uno-a-molti a quello molti-a-molti. Come hanno avuto più volte modo di affermare gli specialisti del settore, il Web 1.0 consisteva nella connessione tra computer, mentre il Web 2.0 prende vita dalla connessione di persone. Le manifestazioni più evidenti di questo nuovo modo di concepire la rete sono visibili in quei siti che incoraggiano gli utenti a produrre contenuti, coinvolgendoli come co-autori del web: blog e social network. 2.1.1 L’esplosione dei blog L’espressione blog è stata coniata da Peter Merholz e deriva dalla modifica dell’espressione originale web log (diario di bordo sul web) in we blog: noi scriviamo. Un blog non è altro che un sito in cui i contenuti (i post) sono pubblicati ed organizzati secondo una successione temporale, con la possibilità per i lettori di commentarli. Oltre a favorire lo scambio di idee tra i suoi utenti, un blog è solitamente collegato ad altri blog: l’insieme dei blog tra loro connessi si definisce blogosfera. Benché la definizione di Peter Merholz risalga a dieci anni fa e i blog esistano addirittura da alcuni anni prima, la crescita esponenziale del loro numero è un fatto riconducibile 6 AA.VV., Web 2.0, A cura di Di Bari, Vito, Milano, Il Sole 24 Ore, 2007, pag. 5. 6
  12. 12. solamente agli ultimi anni. Il grafico seguente, tratto dal sito dell’autore di Technorati, il più importante osservatorio sui fenomeni del web e in particolare sulla blogosfera, mostra come l’impennata più ripida della curva dei blog sia cominciata a partire dalla fine del 2004. Alla rilevazione di Technorati del giugno 2008 il numero dei blog presenti in rete è cresciuto fino a 112,8 milioni di unità7. Grafico 2.1 L’espansione della blogosfera. Fonte: http://www.sifry.com/alerts/archives/000493.html, 08/01/2010. Questa crescita esponenziale è stata favorita soprattutto dalla presenza di software online, realizzati con i nuovi strumenti web descritti nel primo paragrafo, che permettono a qualsiasi utente di creare, pubblicare e gestire un blog, senza bisogno di alcuna competenza informatica o di web design. Ci si riferisce ai cosiddetti blog builder come Blogger e Wordpress. 7 www.technorati.com, 08/01/2010. 7
  13. 13. 2.1.2 I social network I blog, insieme ai forum, si sono imposti come la prima manifestazione di sito-piattaforma caratterizzato da una forte interazione tra gli utenti. Un’evoluzione di questi strumenti verso ciò che è attualmente considerata la piattaforma d’interazione sul web per antonomasia sono i social network. Gli utenti di un social network possono creare all’interno di esso un proprio profilo, ovvero uno spazio personale dedicato alla presentazione di sé stessi e al caricamento dei propri contenuti. Tale profilo può essere pubblico, quindi visualizzabile da qualsiasi utente, oppure semi-pubblico, se vi può accedere soltanto una lista di persone specificata. La peculiarità nei siti di social networking è proprio quella di potersi connettere stabilmente ad altri profili al fine di mantenere i contatti e condividere con essi un maggior numero di informazioni e contenuti. Contrariamente alle comunità virtuali, la rete di contatti online che si viene a creare tende ad essere simile a quella reale. Lo scopo, la natura, la terminologia e i contenuti relativi al profilo variano a seconda del social network. Attualmente ne esistono di molti tipi, che possono essere approssimativamente raggruppati in due categorie: Reti interesse – connettono persone con un interesse comune. Solitamente si tratta di reti dedicate alla condivisione di un determinato tipo di contenuti, per i quali viene messa a disposizione un’ampia serie di strumenti per la loro gestione e personalizzazione. Tipici esempi di social network appartenenti a questa categoria possono essere Flickr (dedicato alla condivisione di foto), YouTube (video) e Del.icio.us (bookmarks). Reti generaliste – al contrario di quanto accade nelle precedenti, gli utenti possono inserire nel proprio profilo una vasta gamma di contenuti. Queste social network sono più carenti rispetto a quelle d’interesse per quanto riguarda gli strumenti dedicati a uno specifico tipo di contenuti; allo stesso tempo offrono all’utente diverse funzionalità per comunicare con i propri contatti: non soltanto commenti ma anche una chat e una casella di posta interna. Uno dei primi social network di questo tipo è stato MySpace, una pagina personale e personalizzabile per contenuti e link ad altri profili. Facebook è attualmente il social network 8
  14. 14. generalista più popolare al mondo (vedi grafico 2.2) e rappresenta un’evoluzione di MySpace, con un miglior focus sulle relazioni tra i profili e sugli strumenti di comunicazione. Grafico 2.2 Percentuale di utenti di Internet che visitano ogni giorno le pagine dei principali social network. Dopo Google, Facebook è attualmente il secondo sito più visitato al mondo. Fonte: www.alexa.com, 11/01/2010. Benché al loro interno le social network si rivelino un potente strumento di connessione e permettano di ottenere una grande visibilità, proporzionalmente alla loro grandezza in termini di utenti iscritti, il più grande limite di questi siti si riscontra nella loro struttura chiusa. La rete di connessioni e i contenuti propri di un profilo su un determinato social network sono validi solo all’interno di esso e non possono, per ora, essere esportati da un sito all’altro: ogni social network richiede la creazione di un account specifico. 2.1.3 La democratizzazione del web Gli strumenti visti finora presentano un unico denominatore comune, che è anche la caratteristica principale del Web 2.0, il protagonismo dell’utente e dei contenuti da lui generati. Il medium Internet tende, per le sue caratteristiche, a sfuggire ai fenomeni di censura e ai limiti imposti dai media tradizionali. Questa ulteriore rivoluzione del web 9
  15. 15. apre scenari comunicativi prima impensabili, permettendo a chiunque di essere presente online e comunicare potenzialmente con qualsiasi utente della rete senza bisogno di dover creare un sito. Questa democratizzazione del web, unita ai bassi costi di pubblicazione, può essere sfruttata da realtà che troverebbero grandi difficoltà a procurarsi spazi e pubblico sugli altri media. È il caso delle Organizzazioni Non Governative, i potenziali beneficiari di questo lavoro di tesi. Le innovazioni apportate dal Web 2.0 non si limitano però alla semplice possibilità per tutti di ritagliarsi un piccolo spazio virtuale, per di più costretto dalla limitatezza degli strumenti offerti da un blog builder e dalla struttura chiusa dei social network. L’apertura di un blog e la creazione di diversi profili sulle più importanti reti sociali sono aspetti rilevanti e molto remunerativi in termini di visibilità per qualunque organizzazione, dato il loro potenziale comunicativo e di amplificazione sociale verso utenti appartenenti alle più diverse comunità. Tuttavia, una presenza web di questo tipo può risultare frazionata e non sfruttare appieno tutte le potenzialità del mezzo Internet, in particolar modo quelle connesse con l’interattività dei siti, accentuata dal continuo sviluppo di software basati sul web. I siti stanno diventando sempre più dei programmi su Internet, in grado di semplificare procedure, gestire transazioni e via dicendo. Pertanto, sarebbe auspicabile che, oltre a sfruttare le possibilità aperte da blog e social network, un’Organizzazione Non Governativa possa avvalersi anche di un nucleo centrale che sia collegato a tutti questi servizi e nel quale possa offrire all’utente strumenti che vadano oltre la semplice comunicazione. Una vera rivoluzione dovrebbe poter cambiare il web in modo da creare un ambiente nel quale qualsiasi utente, anche se privo di competenze specifiche, possa costruirsi una presenza web di questo tipo, completa e interattiva. 10
  16. 16. 2.2 Il web come piattaforma: il cloud computing Il termine Web 2.0 sta iniziando ad essere consumato, associato continuamente ed erroneamente soltanto con l’insieme di tutti quei servizi “social” che sono stati presentati nel paragrafo precedente. L’emergere di questi strumenti rappresenta soltanto la punta dell’iceberg rispetto a ciò che realmente sta accadendo al web. Lo sviluppo di linguaggi di programmazione sul web sempre più evoluti e sempre più semplici da utilizzare, ha portato alla proliferazione di software online. La rete, da insieme di siti, è diventata un insieme di applicazioni, le quali possono potenzialmente sostituire i programmi installati sugli elaboratori client. Servizi come Google Docs e Zoho Docs rappresentano un esempio lampante di applicazioni di questo tipo: entrambi permettono di usufruire degli stessi strumenti messi a disposizione da Microsoft Office, consentendo la creazione e la gestione di documenti, fogli elettronici, database, interamente online. Benché questi servizi online si rivelino più rudimentali rispetto ai corrispettivi programmi offline, essi, essendo basati sul web, permettono la condivisione, la cogestione e il co-editing dei documenti con un numero potenzialmente illimitato di utenti. Oltre agli strumenti software, le applicazioni in rete possono essere utilizzate anche per reperire spazio di memoria aggiuntivo e sfruttare ulteriore potenza di calcolo. Queste applicazioni, che rappresentano una sorta di “noleggio” di hardware, pagato in proporzione al consumo, sono solitamente offerte dai grossi fornitori di sevizi web, i quali hanno a disposizione una gigantesca infrastruttura hardware/software. I potenziali fruitori di servizi di questo tipo sono gli sviluppatori di software. Il “cloud computing” non è altro che l’insieme di tutte queste possibilità, sempre più presenti in rete. Si tratta della tendenza a traslare sul web non solo i dati, ma via via anche i programmi e l’infrastruttura hardware, i quali dal computer dell’utente si spostano sui server dei fornitori dei servizi. Al di là degli aspetti social e di User Generated Content (UGC), è questa la vera innovazione verso cui ci sta proiettando il Web 2.0. Un cambio di paradigma nel concetto stesso di elaborazione al computer, come pochi ce ne sono stati negli ultimi decenni (vedi figura 2.1): il web diventa la piattaforma preferenziale. 11
  17. 17. Figura 2.1 Il cambio di paradigma nell’elaborazione al computer apportato dal cloud computing Fonte: slide di computing. Polillo, Roberto, Corso Web 2.0, Università degli Studi di Milano-Bicocca, a.a. 2009-2010. , Milano Internet rappresenta la “nuvola nella quale risiedono l’infrastruttura, i dati e i programmi nuvola” che vengono utilizzati dagli sviluppatori e dagli utenti. Come si può notare nella figura gli sottostante (figura 2.2), riferita all’evoluzione dei programmi di gestione dei documenti, si passa da computer carichi di applicazioni e dati (fat client) ad elaboratori più snelli ( ) (thin client), che accedono alla rete per effettuare le stesse operazioni, arricchite dalle ), potenzialità sociali e di condivisione proprie dell’ambiente Internet. Figura 2.2 Da fat client a thin client. Fonte: slide di Polillo, Roberto, Corso Web 2.0, Università degli Studi di Milano Milano- Bicocca, a.a. 2009-2010. 12
  18. 18. 2.2.1 Saas e tecniche di mash-up Come meglio specificato nel capitolo introduttivo, l’obiettivo di questo lavoro di tesi è l’individuazione di strumenti Web 2.0 per la costruzione di siti interattivi a basso costo per le Organizzazioni Non Governative. Nell’ambito del cloud computing, questi strumenti vengono messi a disposizione sotto forma di servizi applicativi sul web. Tale pratica prende il nome di SaaS (Software as a Service). L’utente che desidera usufruire di questi servizi deve soltanto registrarsi presso il fornitore, creando un account. Gli strumenti utili per la creazione di siti interattivi sono spesso messi a disposizione mediante questo modello di servizio. In primo luogo ci si riferisce ai site builder, applicazioni online che permettono all’utente di creare e pubblicare pagine web, anche provviste di funzioni interattive, attraverso un editor semplice ed intuitivo. Altri servizi invece forniscono strumenti per implementare in siti così costruiti ulteriori funzionalità, ad esempio form compilabili, con annessi database per la raccolta e il riuso delle informazioni. Un elenco completo degli strumenti utili per il conseguimento degli obiettivi di questa tesi verrà fornito nel capitolo 4. I fornitori dei Saas operano solitamente attraverso un modello di business definito “freemium” (free + premium). Gli utenti che desiderano usufruire dello strumento messo a disposizione dal servizio devono, come specificato sopra, creare un account presso il sito del fornitore. Tale operazione è solitamente gratuita e permette di accedere alle funzionalità base (free) dello strumento in questione. Le funzionalità aggiuntive e i potenziamenti di quelle base sono invece soggetti a pagamento e spesso raggruppati in pacchetti premium di costo e valore via via crescenti. In questo modo si realizza un modello di pagamento di tipo pay-as-you-go, grazie al quale l’utente può usufruire del servizio in maniera scalabile, a seconda delle sue esigenze e possibilità economiche. Per far sì che tutte le funzionalità interattive ottenute tramite SaaS vengano incorporate all’interno del sito si deve far ricorso alle cosiddette tecniche di mash-up, ovvero l’integrazione dinamica di contenuti e strumenti provenienti da diverse fonti. Nel caso specifico della creazione di un sito interattivo, le applicazioni esterne vengono inserite nelle pagine web tramite l’importazione di stringhe di codice html, generate automaticamente dai fornitori del servizio utilizzato (embedding). 13
  19. 19. 2.2.2 Vantaggi e rischi dell’approccio cloud Una situazione come quella descritta nel paragrafo precedente può risultare molto vantaggiosa per una ONG che voglia dotarsi di un sito web interattivo, pur non avendo a disposizione tra collaboratori e volontari persone competenti in questo campo e mancando delle risorse necessarie per rivolgersi agli specialisti del settore. Diversi sono i vantaggi che il cloud conputing può garantire a realtà di questo tipo: semplicità d’utilizzo – non è necessario conoscere i codici html e css per creare da zero un sito web con funzionalità interattive; sia i site builder che le altre applicazioni online (RIA) dispongono di potenti interfacce grafiche basate su paradigmi intuitivi, come il drag and drop; azzeramento dei costi fissi – i servizi Saas di cui si parlerà in questo lavoro di tesi non richiedono pagamenti per usufruire del pacchetto base di strumenti; se l’organizzazione possiede maggiori risorse può acquistare le funzionalità premium in modo scalabile secondo le proprie esigenze (pay-as-you-go); molteplicità di punti d’accesso – per una ONG per la cooperazione allo sviluppo, che normalmente possiede almeno due sedi geograficamente lontane tra loro, è fondamentale che le applicazioni e le risorse necessarie per gestire il sito siano accessibili da qualsiasi luogo, mediante connessione ad Internet; si tratta di uno dei principali vantaggi dell’approccio cloud, che sposta dati, programmi e piattaforme dai computer client ai server dei service provider (virtualizzazione). I siti costruiti con le modalità descritte finora (sfruttamento dei SaaS e mash-up di applicazioni) possono essere adeguati per realtà di medie-piccole dimensioni. Per organizzazioni con esigenze molto maggiori in termini di complessità dell’infrastruttura hardware e di sistema informativo, una presenza web di questo tipo non è ad oggi implementabile, sia perché le applicazioni online risultano ancora rudimentali e non tagliate per grandi realtà, sia perché l’approccio cloud, pur presentando innegabili vantaggi, non è esente da tutta una serie di rischi, connessi con i seguenti aspetti: dipendenza dai service provider – dati e programmi non sono fisicamente su server propri, pertanto, in caso di guasti sugli elaboratori dei fornitori i relativi servizi non sarebbero disponibili e non si avrebbe alcun controllo sulla situazione; 14
  20. 20. sicurezza e privacy – la protezione delle informazioni e delle applicazioni è anch’essa affidata ai service provider, che le ospitano sui propri server, e non è più controllabile dall’utente. Oltre a questi rischi maggiori, esistono altre sfide che l’approccio cloud dovrà affrontare e risolvere per imporsi come paradigma di elaborazione del futuro. Tra queste l’interoperabilità e la portabilità di dati e informazioni da un servizio all’altro e i problemi connessi con la governance e la gestione di questi servizi, che dovrebbe restare distribuita ed equamente divisa per evitare scenari monopolistici così comuni per i media tradizionali. 15
  21. 21. Capitolo 3 Le ONG italiane e il web8 3.0 Le ONG italiane per la cooperazione allo sviluppo L’acronimo O.N.G. sta per Organizzazione Non Governativa: una qualsiasi organizzazione o gruppo locale, nazionale o internazionale di cittadini indipendente da qualsiasi organismo di governo, che sia impegnato nel settore della solidarietà sociale o della cooperazione allo sviluppo. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro (non profit), che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni private. Come già specificato nel capitolo introduttivo, l’oggetto della trattazione di questo lavoro saranno le ONG italiane per la cooperazione allo sviluppo, organizzazioni impegnate nel miglioramento delle condizioni dei paesi sottosviluppati o in via di sviluppo. In particolare si farà riferimento alle ONG accreditate dal Ministero degli Esteri che hanno superato i criteri di idoneità imposti dalla legge 49/87, delle quali sarà fornito un elenco completo nel prossimo paragrafo9. La fonte utilizzata per reperire i dati riguardanti le dimensioni e i paesi di intervento di queste organizzazioni è stata il rapporto Un mestiere difficile 2008, il quale fotografa la situazione relativa all’anno 200710 . Questa ricerca indica che le organizzazioni che si occupavano di cooperazione e solidarietà internazionale in quell’anno erano 256, considerando sia quelle idonee per il Ministero degli Affari Esteri sia quelle non idonee. 8 Il presente capitolo è stato scritto in collaborazione con Fabrizio Maggioni, autore della tesi Realizzazione di template di siti web a basso costo per le Organizzazioni Non Governative, coordinata con la presente. Per rendere le due tesi leggibili separatamente, il capitolo è stato riportato, in forma identica, in entrambe le tesi. 9 Elenco tratto da http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it, 23/12/2009. 10 I dati riportati in questo paragrafo sono tratti da Link 2007, rapporto Un mestiere difficile 2008, 2008. 16
  22. 22. Sulla base del numero di operatori con contratto, risulta che la maggioranza delle organizzazioni era di piccole dimensioni, con meno di 10 collaboratori, mentre soltanto 12 enti superavano la soglia dei 100 collaboratori (vedi tabella 3.1 e grafico 3.1). Tabella 3.1 Tipologia delle associazioni per dimensioni. Fonte: Link 2007, rapporto Un mestiere difficile 2008, 2008, pag. 19. Grafico 3.1 Le associazioni italiane per dimensioni. Fonte: Link 2007, rapporto Un mestiere difficile 2008, 2008, pag. 19. Benché le organizzazioni di grandi dimensioni rappresentassero soltanto il 4,7% del totale, in esse si concentrava la maggior parte degli operatori, il 65%, a testimonianza di una grossa sproporzione, in termini di operatori con contratto, rispetto agli enti di piccole dimensioni. Tuttavia, il gran numero di questi piccoli enti fa emergere l’importanza che essi rivestono nell’ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo. 17
  23. 23. Il continente con la maggior presenza di operatori è l’Africa, dove lavora il 58% degli espatriati, seguono l’America Latina con il 17%, l’Asia con il 16% e l’Europa con il 10% (vedi figura 3.1). Un gran numero di ONG, in particolare quelli di dimensioni medio- grandi, opera contemporaneamente in aree geografiche differenti, molto distanti tra loro. Figura 3.1 Fonte: Link 2007, rapporto Un mestiere difficile 2008, 2008, pag. 31. I dati riportati in questo paragrafo confermano che organizzazioni di questo tipo potrebbero beneficiare grandemente dell’approccio cloud, descritto approfonditamente nel capitolo precedente, per la creazione e la gestione di una presenza web completa ed interattiva. I servizi di tipo SaaS, accessibili virtualmente da qualsiasi luogo dotato di 18
  24. 24. connessione alla rete, si prestano ad assecondare la naturale distribuzione geografica delle ONG. Inoltre, la carenza di risorse economiche e di competenze tecniche all’interno di organici ridotti, non rappresenterebbe un ostacolo per l’utilizzo di questi strumenti, tutti dotati di potenti ed intuitive interfacce grafiche. 3.1 La qualità dei siti web delle ONG italiane Per una ONG, un’organizzazione che deriva la maggior parte dei propri introiti da donazioni private, la comunicazione sul web può rappresentare una grande possibilità di crescita e una potenziale fonte di guadagno, sia per l’intrinseca economicità del mezzo Internet, caratterizzato da costi di accesso irrisori rispetto agli altri media, sia per l’elevata interattività che si può offrire ai propri utenti sul web, consentendo loro di interagire direttamente con l’organizzazione, anche a livello di transazioni economiche (donazioni online). Janelle Estes e Jakob Nielsen, parlando della situazione delle charity statunitensi, indicano come il volume delle donazioni effettuate direttamente attraverso i siti web delle organizzazioni sia destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi anni: In 2008, non-profits got about 10% of their donations online, according to a survey by Target Analytics. Given the high grow rate for Internet donations, we estimate that they’ll constitute the majority of donations by 2020. If non-profits organization get their sites into shape, that is.11 Donazioni online dunque, ma non solo. Lo spettro dell’interazione con l’utente sul web è ampio e si sta allargando sempre di più. Ad esempio, se un sito ben progettato è l’ideale per attrarre nuovi donatori e consentire loro di donare direttamente online, il mezzo via web più efficace per mantenere un rapporto di fiducia con i propri sostenitori sembra essere l’invio periodico di newsletter informative. Sempre citando Estes e Nielsen: Well-designed non-profit websites are particularly suited for attracting new donors and efficiently supporting small-scale impulse giving. Websites are less effective at sustaining long-term donor 11 Estes, Janelle; Nielsen, Jakob, Donation Usability, Fremont, Norman Nielsen Group, 2009, pag. 5. 19
  25. 25. relationship. For encouraging customer (or donor) loyalty, e-mail newsletters remain the Internet tool of choice.12 Con l’avvento del Web 2.0 e dei nuovi strumenti di interazione e comunicazione sul web, quali blog, forum e social network, entrano in gioco nuove modalità di approccio che non possono essere ignorate dalle ONG che intendono coinvolgere i loro potenziali donatori attraverso la rete. Considerata quindi l’importanza che la presenza sul web può rivestire per gli enti no- profit, è stata realizzata una ricerca analitica sui siti delle ONG italiane per la cooperazione allo sviluppo, al fine di valutarne la qualità sotto diversi aspetti. Di seguito verranno analizzati i risultati di questa ricerca allo scopo di individuare le aree in cui tali siti web risultano più carenti.13 3.1.1 Metodologia della ricerca La valutazione di qualità è stata effettuata sui siti delle ONG accreditate dal Ministero degli Esteri, a cui si è già fatto riferimento al paragrafo 3.0. Di seguito riportiamo l’elenco di questi enti, ciascuno associato al corrispondente indirizzo web. N Nome Ong Sito Web 1 Associazione Italiana per la Solidarietà tra i Popoli San Raffaele http://www.aispo.org/ 2 Action Aid http://www.actionaid.it/ 3 Associazione Africa Tremila O.N.L.U.S http://www.africatremila.it/ Associazione Bertoni per la Cooperazione e lo Sviluppo del 4 http://www.abcsverona.it/public/index.cfm Terzo Mondo 5 Comunità di Sant'Egidio http://www.santegidio.org/ Associazione Centro Aiuti Volontari Cooperazione Sviluppo 6 http://www.acavtn.it/ Terzo Mondo 7 Associazione di Cooperazione Cristiana Internazionale http://www.accri.it/ 8 Associazione Casa Famiglia Rosetta http://www.casarosetta.org/home/default.asp 9 Associazione di Cooperazione Rurale in Africa e America Latina NO SITO 10 Associazione di Cooperazione e Solidarietà NO SITO 11 Amigos da Angola NO SITO 12 Amici dei popoli http://www.amicideipopoli.org/web/index.php?p 12 Ibidem 13 Metodologia e risultati della ricerca tratti da Francavilla, Donato, Analisi dei siti web delle ONG italiane, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009. 20
  26. 26. N Nome Ong Sito Web age=home 13 Adra Italia http://adra.chiesaavventista.it/ 14 Associazione Amici dello Stato Brasiliano Espirito Santo NO SITO 15 Associazione con i Fatebenefratelli per i malati lontani http://www.afmal.org/ 16 Africa 70 http://www.africa70.org/ 17 Africa Mission http://www.africamission.org 18 Agenzia n.1 di Pavia per Ayamé http://www.puntoapunto.org/home.html 19 Associazione Amici dei Bambini http://www.amicideibambini.it/ 20 Associazione Donne Italiane per lo Sviluppo http://www.aidos.it/ 21 Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau http://www.aifo.it/ Associazione per la Cooperazione internazionale e l'aiuto 22 http://www.alisei.org/ umanitario 23 Associazione Laicale Missionaria NO SITO http://www.mani- 24 Associazione Mani Amiche amiche.it/Mani_amiche/Benvenuto.html Associazione laica fondata dal padre comboniano Renato Kizito 25 http://www.amaniforafrica.org/amani/index.htm Sesana 26 Associazione Mondo Giusto NO SITO http://www.amref.it/locator.cfm?SectionID=820 27 Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca &CFID=12133110&CFTOKEN=39496008 28 Azione per un Mondo Unito http://www.azionemondounito.org/home.asp 29 Associazione Noi per Loro http://www.noiperloro.org/ 30 ANPO NO SITO 31 Apurimac Onlus http://www.apurimac.it/ 32 Venerabile Arciconfraternita Misericordia Firenze http://www.misericordia.firenze.it/ 33 Arci Cultura e Sviluppo http://www.arci.it/internazionali 34 Associazione Studi America Latina http://www.asalong.org/home.html 35 Alleanza per lo Sviluppo e la Cooperazione NO SITO 36 Amici senza confini Onlus NO SITO 37 Associazione Solidarietà e Sviluppo NO SITO 38 Associazione Sanitaria Internazionale http://www.asi-international.org/it/home.htm 39 Associazione per la solidarietà internazionale in Asia http://www.asia-ngo.org/j15/ 40 Associazione Solidarietà Paesi Emergenti http://www.aspemitalia.it/ 41 Associazione Servi dei Popoli del Terzo Mondo NO SITO 42 Association for Sarva Seva Farms Italia http://www.assefaitalia.org/ 43 ASSOCIAZIONE LEO NO SITO 44 Associazione di Terra Santa NO SITO 45 Associazione Universitaria per la Cooperazione Internazionale http://www.auci.org/ 46 Associazione Volontari per lo Sviluppo dei Popoli - AVAZ NO SITO Associazione Valdostana di Solidarietà e Fratellanza 47 http://www.netsurf.it/madagascar/ (Fihavanana) con il Madagascar 48 Associazione volontari per il servizio internazionale http://www.avsi.org/ 49 Care and Share http://www.caresharegermany.de/ 50 Caritas Italiana http://www.caritasitaliana.it/ 51 Centro per un Appropriato Sviluppo Tecnologico http://www.cast-ong.org/ 21
  27. 27. N Nome Ong Sito Web 52 Comitato di Collaborazione Medica http://www.ccm-italia.org/index.php 53 Casa do Menor Italia http://www.casadomenor.it/ 54 Comitato europeo per la formazione e l'agricoltura http://www.cefaonlus.it/ 55 Centro Italiano di Solidarietà http://www.ceis.it/index.htm 56 Centro Laici Italiani per le Missioni http://www.celim.org/pag/index.php 57 Organizzazione di Volontariato Internazionale Cristiano http://www.celimbergamo.it/ 58 Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli Onlus http://www.centropace.org/ 59 Centro Europa per la Scuola, l'Educazione Società http://www.ceses.it/ Centro di Educazione Sanitaria e Tecnologie Appropriate 60 http://www.cestas.org/ Sanitarie 61 CESVI http://www.cesvi.org/ http://www.cesvitem.org/it/chi- 62 Centro Sviluppo Terzo Mondo siamo/presentazione.asp http://www.cevi.coop/public/SiTE/index.php?tit= 63 Centro di Volontariato Internazionale Home&m=1 64 Centro Italiano Aiuti all'Infanzia http://www.ciai.it/ 65 Centro Internazionale Crocevia http://www.croceviaterra.it/ 66 Comunità Internazionale di Capodarco http://www.capodarcointernazionale.com/ 67 Comunità in dialogo http://www.comunitaindialogo.it/ 68 Centro di Informazione ed Educazione allo Sviluppo http://www.cies.it/ 69 Centro Internazionale per l'Infanzia e la Famiglia http://www.cifaadozioni.org/ 70 Comunità Incontro http://www.comunitaincontro.org/ 71 Cooperazione Italiana Nord Sud NO SITO Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà http://www.cipsi.it/CIPSI/master/index.asp?FRFX 72 Internazionale =1&Wscreen=1280&initSess=1 http://www.sviluppodeipopoli.org/Italiano/Home 73 Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli /Frameset.html 74 Cooperazione Internazionale Sud Sud http://www.cissong.org/it 75 Comunità Impegno Servizio Volontario http://www.cisvto.org/ 76 Comunità Laici Missionari Cattolici NO SITO 77 Comunità Nuovo Mondo http://www.mondonuovo.org/ 78 Centro Mondialità Sviluppo Reciproco http://www.cmsr.org/default.asp 79 COMUNITA’ MISSIONARIA DI VILLAREGIA PER LO SVILUPPO http://www.cmv.it/nuke/ Coordinamento delle ONG per la Cooperazione Internazionale 80 http://www.cocis.it/sito/ allo Sviluppo 81 Centro Orientamento Educativo http://www.coeweb.org/index.php 82 Cooperazione Odontoiatrica Internazionale http://www.cooperazioneodontoiatrica.eu/ 83 Camminiamo oltre l'orizzonte http://www.colorngo.org/ 84 Cooperazione per il Mondo in via di Sviluppo http://www.comiorg.it/ 85 Comitato Italiano Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia http://beta.unicef.it/ 86 Cooperation of Medical Services and Development http://www.comsed.org/associazione.php 87 Associazione di fedeli di diritto pontificio http://www.apg23.org/ 88 Cooperazione Internazionale http://www.coopi.org/it/home/ 89 Cooperazione Paesi Emergenti http://www.cope.it/ 90 Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti http://www.cospe.it/italiano/index.php 22
  28. 28. N Nome Ong Sito Web Comitato di Coordinamento delle Organizzazioni per il Servizio http://www.cosv.org/new/associazione.php?PHP 91 Volontario SESSID=25d60b4e8a9f956de703fa2ed19956af 92 Comunità Promozione e Sviluppo http://www.cps-ong.it/ 93 Centro Regionale d'Intervento per la Cooperazione http://www.cric.it/ 94 Controinformazione Terzo mondo - Onlus http://www.ctm-lecce.it/ 95 Medici con l'Africa http://www.mediciconlafrica.org/ita/home.asp 96 Centro Volontari Cooperazione allo Sviluppo http://www.cvcs.it/ 97 Comunità Volontari per il Mondo http://www.cvm.an.it/public/index.asp 98 Differenza Donna http://www.differenzadonna.it/ Delegazione Europea per l'Agricoltura famigliare dell'America 99 http://www.agriculturafamiliar.org/ Latina 100 Disarmo e Sviluppo http://www.disvi.net/ 101 Associazione volontari Dokita http://www.dokita.org/ 102 Dalla parte degli ultimi NO SITO 103 Cooperazione e aiuto internazionale in campo educativo http://www.educaid.it/chisiamo.html 104 Educazione e sviluppo http://www.educazionesviluppo.org/ 105 Centro Elis http://www.elis.org/ 106 Emergency http://www.emergency.it/ 107 Fondazione Emmanuel per il Sud del Mondo http://www.fondazione-emmanuel.org/ 108 Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo http://www.engiminternazionale.org/ 109 Essegielle Cooperazione Internazionale http://www.essegielle.org/ 110 European School of Transfusion Medicine NO SITO http://www.fratellidelluomo.org/newfdu/master 111 Fratelli dell'Uomo /index.asp 112 Fondazione Ivo De Carneri http://www.fondazionedecarneri.it/ 113 Federazione italiana Maricoltori NO SITO Volontari nel Mondo – Federazione Organismi Cristiani di 114 http://www.focsiv.org/index.php Servizio Internazionale Volontario 115 Fondazione Don Carlo Gnocchi http://www.dongnocchi.it/ http://www.fondazionebellisario.org/new/index. 116 Fondazione Marisa Bellisario html 117 Fondazione Rita Levi Montalcini http://www.ritalevimontalcini.org/ http://www.fondazionesanvigilio.it/frontend/ho 118 Fondazione San Vigilio me.aspx 119 Fondazione Sipec NO SITO 120 Fondazione Raphael Onlus http://www.fondazione-raphael.org/ 121 Fondazione Giuseppe Tovini http://www.fondazionetovini.it/ 122 Gao Cooperazione Internazionale http://www.gaong.org/ 123 Gruppo italiano Chirurghi Amici della Mano http://www.gicam.it/ 124 Gruppo Missioni Africa http://www.gmagma.org/ 125 Green Cross Italia http://www.greencrossitalia.org/ 126 Gruppo per le Relazioni Transculturali NO SITO 127 Gruppo Abele Onlus http://www.gruppoabele.org/ 128 Gruppi Solidarietà Internazionale http://www.gsitalia.org/ 129 Gruppo Trentino di Volontariato http://www.gtvonline.org/ 23
  29. 29. N Nome Ong Sito Web 130 Gruppo Umana Solidarietà Guido Puletti http://www.gus-italia.org/ 131 Gruppo di Volontariato Civile http://www.gvc-italia.org/ 132 Gruppo italiano per lo sminamento umanitario NO SITO Associazione Internazionale per la Medicina Umanitaria Brock 133 http://www.iahm.org/ Chisholm 134 Associazione Italiana Soci Costruttori http://www.iboitalia.org/default.asp 135 Istituto Cooperazione Economica Internazionale http://www.icei.it/ 136 Consorzio italiano di solidarietà http://www.icsitalia.org/ 137 Istituto per la Cooperazione Universitaria http://www.icu.it/ 138 Incontro fra i popoli http://www.incontrofraipopoli.it/ 139 Il Sole Onlus http://www.ilsole.org/default.asp?page=1 Istituto Nuova Africa e Americhe - Federazione Italiana 140 http://www.fict.it/ Comunità terapeutiche 141 Insieme si può http://www.365giorni.org/ 142 Organizzazione Umanitaria per l'Emergenza http://www.intersos.org/ 143 Intervita Onlus http://www.intervita.it/ita/index.php 144 Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli http://www.ipsia.acli.it/ Istituto Superiore per le Tecniche di Conservazione dei Beni 145 NO SITO Culturali e dell'Ambiente Istituto Sindacale per la Cooperazione con i Paesi in Via di 146 http://www.iscos.cisl.it/ Sviluppo 147 Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali http://www.isisc.org/ISISChome.asp 148 Associazione Itaca http://www.itacaong.org/index.php?/itaca 149 La ruota internazionale Onlus NO SITO 150 Volontariato Internazionale Rogazionista NO SITO 151 L'Africa chiama Onlus http://www.lafricachiama.org/ Coordinamento Regionale Volontariato e Solidarietà Luciano http://www.associazionelucianolama.it/index.ht 152 Lama onlus ml/ 153 La casa del sorriso NO SITO 154 Legambiente Onlus http://www.legambiente.eu/ 155 Fondazione Lions Club http://www.fondazionelions.org/ 156 Gruppo Laici Terzo Mondo http://www.ltmong.org/ 157 Associazione Internazionale Volontari Laici http://www.lvia.it/index.htm 158 M.A.I.S. http://www.mais.to.it/mambo/ 159 MOVIMENTO AFRICANO '70 http://www.africa70.org/ 160 Movimento Apostolico ciechi http://www.macnazionale.it/ Fondazione Magis - Movimento e Azione dei Gesuiti italiani per 161 http://www.magisitalia.org lo Sviluppo 162 Mani Tese http://www.manitese.it 163 Maratona dei Popoli http://www.peoplesrun.org 164 Mediterranean Council for burns and fire disaster http://www.medbc.com/ 165 Movimento e comunità in difesa dei diritti dei popoli http://www.movicom.it/ 166 Missioni Consolata Onlus http://www.missioniconsolataonlus.it 167 Missione futuro NO SITO 168 Movimento per la lotta contro la fame nel mondo http://www.medicusmundi.it/ 24
  30. 30. N Nome Ong Sito Web 169 Movimento per la Cooperazione Internazionale No sito 170 Fondazione Monserrate Onlus http://www.monserrate.org/ 171 Movimondo NO SITO 172 Medici senza frontiere http://www.medicisenzafrontiere.it/ 173 Movimento Sviluppo e Pace http://www.movimentosviluppopace.org/ 174 Napoli: Europa Africa http://www.neaculture.it/ 175 Next Onlus http://www.nextonlus.it 176 Emilia Romagna Onlus http://nexuser.wordpress.com 177 Non c'è pace senza giustizia http://www.npwj.org 178 Nuovi Spazi al Servire http://www.nuovispazialservire.it/ 179 Nessuno Tocchi Caino http://www.nessunotocchicaino.it/ 180 Nuovo villaggio del Fanciullo Celso e Anna Frascali NO SITO 181 Organizzazione di aiuto fraterno Italia http://www.oafi.org/ 182 Istituto Oikos http://www.istituto-oikos.org/ 183 Opera di Promozione dell'Alfabetizzazione nel Mondo http://www.opam.it/ 184 Azione Verde Onlus http://www.azioneverde.org/ 185 Operazione Sviluppo NO SITO 186 Organizzazione Sviluppo e integrazione http://www.ongosa.org/ 187 Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano http://www.osvic.it/ 188 Associazione la Nostra Famiglia http://www.ovci.org/ Organizzazione per lo sviluppo globale di comunità in Paesi 189 http://www.overseas-onlus.org/ extraeuropei 190 Parma per gli altri http://www.parmaperglialtri.it/ 191 Persone come noi http://www.personecomenoi.org/ 192 Punto di Fraternità http://www.puntodifraternita.it/ Politecnico Internazionale per lo Sviluppo Industriale ed 193 http://www.pisie.it/ Economico 194 Progetto Domani: Cultura e Solidarietà http://www.prodocs.info/Home.aspx 195 Fondazione per la promozione umana e la salute http://www.fondazioneprosa.it/ Associazione per la promozione della scuola di cultura 196 http://www.prosca.com/ ambientale 197 Progetto Continenti Onlus http://www.progettocontinenti.org/ 198 Associazione ProgettoMondo Movimento Laici America http://www.mlal.org/ 199 Progetto Mondialità http://www.promond.it/ 200 Progetto Syd http://www.progettosud.org/ 201 Progetto Sviluppo http://www.prosvil.cgil.it/ 202 Reggio Terzo Mondo http://www.reggioterzomondo.org/home.php 203 World Family of Radio Maria http://www.radiomaria.org/ http://www.ongrc.org/lang/ita/cgi- 204 Ricerca e Cooperazione bin/gk.pl?pg=home 205 Reach Italia http://www.reachitalia.it/_home.php 206 Fondazione risorsa donna http://www.fondazionerisorsadonna.it/ 207 Organismo di Solidarietà Internazionale http://www.sosmissionario.it/ 208 Solidarietà Uomo Cooperazione allo Sviluppo NO SITO 25
  31. 31. N Nome Ong Sito Web 209 Salute e Sviluppo ONG http://www.salutesviluppo.org/ 210 Save the children http://www.savethechildren.it/2003/index.asp 211 Servizio Collaborazione Assistenza Internazionale Piamartino http://www.scaip.it/ 212 Servizio Civile Internazionale http://www.sci-italia.it/news.php 213 Solidarietà e Cooperazione senza Frontiere http://scsfong.wordpress.com/ 214 Associazione Giovanni Secco Suardo http://www.associazionegiovanniseccosuardo.it/ 215 Senzaconfini onlus http://www.senzaconfini-onlus.it/ 216 Servizio Esperti Volontari http://www.sev84.org/ Associazione per la Cooperazione Tecnica e Sociale 217 NO SITO Internazionale 218 San José Amici nel Mondo http://www.sjamo.it/oldsite/home.htm 219 Soleterre http://www.soleterre.org/ 220 Solidarietà e Servizio NO SITO 221 Sulla Strada Onlus http://www.sullastradaonlus.com/ 222 Servizio Volontario Internazionale http://www.svibrescia.it 223 Sviluppo 2000 http://www.sviluppo2000.org/ 224 Tamat http://www.tamat.org/ 225 Fondazione Terre des Hommes Italia http://www.tdhitaly.org/ 226 Terra nuova http://www.terranuova.org/ 227 Trasparency Internationale http://www.transparency.org/ 228 Unità e Cooperazione per lo Sviluppo dei Popoli http://www.ucodep.org/index.php 229 Ufficio Centrale Studenti Esteri in Italia NO SITO 230 Unione Medico Missionaria Italiana http://www.sacrocuoredoncalabria.it/ 231 Un ponte per... http://www.unponteper.it/ 232 Un Pozzo per la Vita http://www.gruppomissionariomerano.it/ 233 Unione Volontariato Internazionale per lo Sviluppo e la Pace http://www.uvisp.org 234 Volontariato Internazionale Donne per Educazione e Sviluppo http://www.vides.org 235 Volontariato Internazionale per lo Sviluppo http://www.volint.it 236 Volontari Internazionali Scuola Beato Angelico NO SITO 237 Associazione Volontari Iniziative Sviluppo Economico e Sociale http://www.vises.it 238 Volontari Italiani per la Solidarietà ai Paesi Emergenti http://www.vispe.it 239 Volontari per la Solidarietà e lo Sviluppo NO SITO 240 Voci di Popolo del Mondo http://www.ongvpm.org 241 Fondo Mondiale per la Natura http://www.wwf.it Per condurre la valutazione di questi siti, vista l’enorme mole di dati da analizzare, è stata utilizzata una versione semplificata del modello di qualità di Roberto Polillo, descritto nel dettaglio nel libro Il Check Up dei siti web.14 14 Polillo, Roberto, Il check-up dei siti web, Milano, Ed. Apogeo, 2004. 26
  32. 32. Si tratta di un modello basato sulla valutazione soggettiva di una serie di caratteristiche dei siti web. Gli aspetti presi in considerazione sono i seguenti: Architettura – come sono strutturati i contenuti all’interno del sito e quanto risulta facile per l’utente navigarli, ad esempio attraverso ausili all’orientamento; Comunicazione – la qualità e la coerenza dell’impianto grafico del sito; Funzionalità – la presenza nel sito di strumenti interattivi adeguati alle necessità di un’ONG; questo punto sarà descritto meglio nel paragrafo 3.2.1; Contenuto – quanto chiaramente sono descritti i valori e la mission dell’organizzazione, il suo organigramma e i suoi bilanci e come queste informazioni sono messe in evidenza; rientrano in questa categoria anche considerazioni riguardanti lo stile di scrittura, che deve essere adeguato al web. Per ciascuna di queste caratteristiche, il valutatore si è posto una serie di domande standardizzate, alle quali è possibile rispondere solo in modo binario (sì=1, no=0), in modo da ottenere rapidamente un punteggio totale per ogni sezione. Normalizzando poi i punteggi rispetto al numero di domande per ogni caratteristica, e assegnando un peso uniforme e unitario a ciascuna di esse, si è provveduto a calcolare il totale generale per ciascun sito. In una seconda analisi, i punteggi ottenuti dai siti delle ONG italiane sono stati confrontati con quelli dei siti individuati come migliori nel panorama internazionale delle ONG: American Red Cross; Amnesty International; Greenpeace; Medici Senza Frontiere; Oxfam; Save the Children; Unicef; WWF. Data l’enorme sproporzione di risorse tra queste otto organizzazioni e le altre ONG italiane, questo confronto servirà più che altro a comprendere in quali aree i siti italiani sono più carenti. 27
  33. 33. 3.1.2 Risultati della ricerca L’analisi dei risultati rivela innanzitutto che il 15 % (37 su 241) delle organizzazioni risulta privo di un sito internet. Prendendo in considerazione i totali generali, tra le ONG che possiedono un sito soltanto il 22% ha raggiunto un risultato uguale o superiore a 2,4, considerabile come la soglia della sufficienza su un massimo di 4. I risultati più interessanti però si possono trovare analizzando separatamente le distribuzioni di frequenza dei punteggi assoluti nelle diverse caratteristiche e confrontandole con quelle dei migliori siti internazionali (vedi grafico 3.2). Grafico 3.2 Le distribuzioni di frequenza dei punteggi ottenuti dai siti delle ONG italiane (in blu) in ciascuna categoria, confrontate con quelle dei punteggi dei migliori siti internazionali (in rosso). Fonte: Francavilla, Donato, Analisi dei siti web delle ONG italiane, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009, pagg. 64-70. Osservando i grafici ottenuti salta immediatamente all’occhio la discrepanza di distribuzione tra i punteggi ottenuti dai siti delle ONG italiane e quelli dei best sites. Mentre questi ultimi si concentrano su risultati di eccellenza per tutte le caratteristiche considerate, i siti degli enti italiani tendono a conseguire punteggi distribuiti secondo una curva normale centrata prevalentemente su risultati medi. Questo vale per tre dei quattro 28
  34. 34. aspetti considerati, architettura, comunicazione e contenuto, mentre per quanto riguarda la funzionalità i siti italiani hanno conseguito punteggi decisamente insufficienti: la maggioranza ha ottenuto 0 punti su 7, mentre all’aumentare del punteggio diminuiscono progressivamente le distribuzioni di frequenza. Uno sguardo d’insieme su questi risultati fa emergere che la stragrande maggioranza delle ONG italiane non dedica abbastanza attenzione alla propria presenza sul web, considerando Internet come uno strumento di comunicazione secondario, puramente complementare e non integrato con la strategia comunicativa globale. Spostando l’attenzione sulle distribuzioni di frequenza dei punteggi e sul confronto con i migliori siti internazionali, si nota subito come l’aspetto più carente dei siti web delle ONG italiane sia quello funzionale. Gran parte degli enti italiani possiede un sito vetrina, prevalentemente statico, in cui l’interazione con l’utente è scarsa o totalmente assente. Le funzionalità web 2.0, di cui si è parlato diffusamente nel capitolo 2, non sono presenti nella maggior parte dei siti analizzati: i blog sono molto rari e l’utilizzo dei principali social network, come Facebook, Twitter e Flickr, è prerogativa di poche organizzazioni. La maggior parte dei siti delle ONG analizzati ha un approccio al web obsoleto: […] il web dovrebbe rappresentare uno strumento economico, pratico e veloce per autofinanziarsi tramite le donazioni online, per contattare persone che vogliono collaborare che sono interessate alle loro attività, che vogliono essere informate sui loro progetti nel mondo; per promuovere iniziative, per mettere in contatto nazioni e culture diverse. Il web offre un valore aggiunto difficilmente paragonabile ai mezzi tradizionali, che va sfruttato al suo massimo potenziale.15 3.2 Da siti per mostrare a siti per fare: progettare l’interattività Come è emerso dalla ricerca di Francavilla, il principale punto debole dei siti delle ONG italiane è la carenza di funzionalità che permettano all’utente di interagire con l’organizzazione direttamente sul sito. Riprendendo quanto affermato all’inizio del paragrafo 3.1, una tale mancanza rappresenta un importante fattore di inibizione per la crescita del sito in quanto fonte di guadagno. Infatti, anche se l’architettura 15 Francavilla, Donato, Analisi dei siti web delle ONG italiane, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009, pag. 74. 29
  35. 35. dell’informazione è ben congeniata, la grafica è attraente e coerente per tutto il sito e le informazioni riguardanti le finalità dell’organizzazione sono presentate in modo adeguato ed evidente, affinché gli utenti possano donare immediatamente o avanzare proposte di collaborazione è necessario offrir loro strumenti adeguati perché possano farlo comodamente, senza usare altri mezzi al di fuori del sito. Ad esempio, un utente positivamente impressionato dal sito e convinto a donare dalla presentazione degli obiettivi dell’ONG, nella maggioranza dei casi abbandonerà la sua intenzione quando scoprirà che per versare il suo contributo sarà costretto a procedere tramite bonifico bancario o bollettino postale. Ora, poniamo che il nostro utente, frustrato dall’impossibilità di effettuare una donazione online, cerchi nel sito la possibilità di comunicare questa mancanza all’organizzazione e agli utenti. Ebbene, molto probabilmente non troverà alcun modo per farlo se non scrivendo una mail. Le lacune evidenziate nelle funzionalità dei siti non riguardano infatti solo strumenti per le transazioni economiche, ma anche tutto quell’insieme di applicazioni, introdotte dal web 2.0, atte ad aumentare e a migliorare la partecipazione attiva dell’utente al processo di comunicazione: la presenza di un blog, di un forum, la possibilità di abbonarsi a RSS feed o interagire con i profili dell’ONG sui principali social network. Come più volte già affermato nel capitolo 2, l’utilizzo coerente e integrato di tutti questi strumenti, unito a una cura costante delle relazioni con l’utente, favorisce non soltanto la partecipazione ma la costruzione di un vero e proprio dialogo, di una relazione di fiducia, duratura nel tempo. Per dirla con Vito di Bari: “Il web 2.0 permette (e richiede) un processo di fidelizzazione efficace del proprio pubblico. Concentratevi sul costruire un progetto di comunicazione durevole. […] Mettetevi bene in testa che dovrete costruire una conversazione, non un urlo nel vento”16. Alla luce di queste considerazioni, di seguito verrà proposto un elenco delle funzionalità da introdurre nei siti delle ONG italiane con l’intento di colmarne le lacune emerse dall’analisi di Francavilla e migliorarne l’approccio comunicativo. 16 AA.VV., Web 2.0, A cura di Di Bari, Vito, Milano, Il Sole 24 Ore, 2007, pag.37. 30
  36. 36. 3.2.1 Le funzionalità desiderabili per i siti delle ONG Per stilare l’elenco delle funzionalità implementabili dai i siti delle ONG si è fatto ancora riferimento all’elaborato di Francavilla, nella parte in cui individua le best practice adottate da queste organizzazioni17. Altre fonti dalle quale trarre utili indicazioni sono state le esperienze sul web delle charity americane: le associazioni non profit statunitensi si distinguono per un approccio molto più maturo ed innovativo alla comunicazione su Internet rispetto alle equivalenti italiane. In particolare si è potuto notare come le charity riescano a sfruttare molto meglio gli strumenti di connessione sociale e le possibilità offerte dal web 2.0. Un’analisi dettagliata ed approfondita delle best practice adottate dalle ONG americane in questo ambito è stata reperita nell’elaborato redatto da Magosso, Il web 2.0 per le organizzazioni non-profit: best practice delle charity statunitensi 18. Infine, ulteriori strumenti interattivi che possono essere ritenuti desiderabili per i siti delle ONG italiane sono stati individuati in un’analisi qualitativa dei siti delle organizzazioni idonee effettuata dall’autore di questa tesi, in collaborazione con Maggioni. Obiettivi, metodologia e risultati di questa analisi si trovano nello scritto di Maggioni Realizzazione di template di siti web a basso costo per le Organizzazioni Non Governative 19. Di seguito si riporta l’elenco delle funzionalità individuate, grazie alle fonti sopra citate, come desiderabili per i siti delle ONG: donazioni online: perché il sito possa diventare una fonte di guadagno diretta, è necessaria una sezione, strutturabile in modi diversi, in cui l’utente possa effettuare le donazioni immediatamente mediante carta di credito o prepagata; newsletter: l’utente deve potersi iscrivere sul sito per ricevere notizie periodiche sull’organizzazione e i suoi progetti; 17 Francavilla, Donato, Analisi dei siti web delle ONG italiane, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009, pagg. 77-141. 18 Magosso, Paolo, Il web 2.0 per le organizzazioni non-profit: best practice delle charity statunitensi, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009. 19 Maggioni, Fabrizio, Realizzazione di template di siti web a basso costo per le Organizzazioni Non Governative, tesi di laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2008/2009. 31
  37. 37. RSS feed: necessari affinché l’utente possa essere informato sugli aggiornamenti del sito senza necessariamente connettersi ad esso; profili sui principali social network: Facebook, Twitter, Youtube e Flickr solo per citarne alcuni. “Incoraggiate i consumatori a interagire [...] e fatelo nei luoghi che essi frequentano: non invitateli a casa vostra (potrebbe essere considerato un invito troppo formale) ma passate a trovarli dove sono”20. download di documenti: la possibilità di scaricare documenti in diversi formati; la maggior parte dei siti analizzati mette a disposizione una grande quantità di materiale riguardante le pubblicazioni e i comunicati stampa dell’ONG; motore di ricerca interno al sito: semplifica la ricerca delle informazioni sul sito, assecondando il comportamento prevalentemente goal-oriented degli utenti del web; mappa interattiva: aiuta l’utente nella localizzazione delle sedi e dei luoghi in cui si svolgono i progetti della ONG; blog: prevalentemente usato per pubblicare le notizie inerenti all’ONG e alle sue attività, questo strumento può essere anche sfruttato per permettere ai lettori di lasciare commenti, ponendo le basi per l’instaurazione di un dialogo tra gli utenti del sito; forum: permette agli utenti di intraprendere conversazioni su argomenti specifici coinvolgendo l’intera comunità degli utenti del sito; come il blog, aumenta l’engagement dei visitatori; form per proposte di collaborazione: fondamentale per semplificare la procedura di reclutamento di volontari, aggiungendo nel contempo valore pratico all’esperienza dell’utente sul sito; social network interno: pensata come una sorta di intranet per volontari e collaboratori dell’ONG, nella quale sono contenuti documenti e materiali tecnici riguardanti i progetti e l’organizzazione nel suo complesso, non accessibili ad utenti esterni; e-commerce per merchandising: per tutte quelle ONG che prevedono la vendita al pubblico di prodotti propri o del commercio equo e solidale; 20 AA.VV., Web 2.0, A cura di Di Bari, Vito, Milano, Il Sole 24 Ore, 2007, pag. 35. 32
  38. 38. photogallery con slideshow: modalità di visualizzazione delle gallerie fotografiche più interattiva e coinvolgente; share button: pulsanti che permettono all’utente di condividere le informazioni contenute nella pagina del sito in cui sta navigando con la sua rete di contatti tramite i più popolari social network; oltre ad aumentare il coinvolgimento, questo tipo di passaparola online, in gergo word of mouse, risulta più efficace di quello tradizionale (word of mouth) “grazie alla velocità di trasmissione delle informazioni e alla possibilità di raggiungere più persone anche diverse dal proprio gruppo di appartenenza”21. Le funzionalità qui individuate guideranno la successiva ricerca degli strumenti Web 2.0 attraverso i quali è possibile costruire un sito interattivo a costi irrisori e senza la necessità di rivolgersi a specialisti del settore, in quanto non richiedono competenze informatiche o di web design avanzate. Nel prossimo capitolo verrà fornito un elenco dettagliato di questi strumenti, con l’obiettivo di descrivere il loro funzionamento. 21 Olivero, Nadia; Russo, Vincenzo, Manuale di psicologia dei consumi, Milano, Mcgraw-Hill, 2009, pag.504, ripreso da Phelps, J.; Lewis, L.; Mobilio, L.; Perry, D.; Raman, N., Viral marketing or electronic word of mouth advertising: examining consumer responses and motivations to pass along emali in Journal of advertising reaserch, 44, pagg.333-348. 33
  39. 39. Capitolo 4 Classificazione degli strumenti Web 2.0 4.0 Introduzione A seguito delle analisi di Francavilla e Magosso, nonché da quella effettuata in collaborazione con Maggioni, sono state raccolte numerose best practice utilizzate nei migliori siti web delle ONG (italiani e internazionali) , che migliorano la comunicazione e l’interazione con gli utenti. L’elenco riportato alla fine del precedente capitolo presenta una descrizione delle funzionalità desiderabili per un sito appartenente a una ONG, considerate dal punto di vista dei vantaggi che possono apportare nell’interazione con l’utente. Nel presente capitolo l’attenzione viene spostata su come questo insieme di funzionalità possa essere realizzato grazie all’utilizzo di strumenti Web 2.0, con un costo minimo e senza particolari competenze in campo informatico. Il cambio di prospettiva si rende necessario per conseguire l’obiettivo di questa tesi e offrire una panoramica prima e un’analisi dettagliata poi dei servizi presenti in rete. Partendo dall’elenco delle funzionalità individuate, è stata quindi effettuata una ricerca per individuare il modo migliore di realizzarle. Il criterio principale seguito nella ricerca è il carattere gratuito o semi gratuito del servizio o del prodotto software individuato, in un ottica di modello economico di tipo pay-as-you-go. 34
  40. 40. 4.1 Metodologia della ricerca Come già affermato nel capitolo 2, una delle peculiarità del Web 2.0 è lo spostamento dei software dal computer dell’utente al web (cloud computing). Per effettuare l’analisi si è quindi proceduto a setacciare l’ambiente web con l’obiettivo di raccogliere informazioni riguardanti le categorie di strumenti prese in considerazione, nonché per individuarne i principali fornitori ed effettuarne un’analisi di benchmarking che verrà successivamente proposta nei capitoli 5 e 6. La metodologia adottata risulta quindi essere esplorativa: una navigazione a tappeto dell’ambiente web con successiva raccolta di informazioni. In questo senso si sono dimostrati utili siti web come Wikipedia, ma soprattutto blog e forum specializzati, i quali hanno guidato la ricerca verso le tecnologie e gli strumenti più efficaci e diffusi. La valutazione delle funzionalità non potrà che essere soggettiva. Inoltre, l’ambiente web si presenta come un oggetto in continua e rapida evoluzione, perciò i risultati dell’analisi sono da considerarsi relativi al periodo durante il quale è stata effettuata la ricerca, ovvero tra ottobre e dicembre 2009. 4.2 Classificazione degli strumenti e dei servizi Web 2.0 Per ogni tipologia di strumenti presentata viene data una breve descrizione del suo funzionamento e di come l’organizzazione possa sfruttarla al fine di costruire un sito web. Anticipando alcune considerazioni emerse dall’analisi, si evidenzia come la natura cloud di questi strumenti li porti a possedere caratteristiche comuni: registrazione al sito per poter accedere al servizio e conseguente creazione di un account; allocazione dei dati e dei file su server dedicati; integrazione (embedding) della funzionalità sul sito web desiderato tramite codice html; fruizione gratuita del servizio con eventuale abbonamento premium. 35
  41. 41. Queste peculiarità sono presenti nella maggior parte delle categorie analizzate e non verranno quindi menzionate durante il corso della seguente analisi. Site builder I site builder sono delle piattaforme content management systems (CMS) in rete che offrono all’utente uno spazio su un server dedicato per creare un sito web e pubblicarlo immediatamente. Questa categoria di strumenti è fondamentale per la creazione di un sito web, la “scatola” all’interno della quale inserire le varie funzionalità. Per creare un sito attraverso questo tipo di servizio non è richiesta la conoscenza dei codici html e css, in quanto questi software mettono a disposizione dei sofisticati editor appositamente creati per la gestione di contenuti su pagine web. L’innovazione che portano i site builder può essere perciò sfruttata da una ONG di piccole dimensioni per la costruzione di un sito web senza che i suoi collaboratori e volontari siano in possesso di conoscenze tecniche avanzate. Le funzionalità che questo tipo di servizio offre sono numerose: di base viene data la possibilità di modificare l’aspetto del sito, aggiungere contenuto testuale (anche stringhe di codice html), immagini e video, mentre strumenti più avanzati permettono di gestire eventuali membri del sito, creare blog e forum, impostare una sezione dedicata all’e- commerce, inserire un calendario degli eventi o una mappa interattiva, modificare il layout tramite css o visualizzare slideshow di immagini. Queste possibilità variano da site builder a site builder, e dipendono dalla completezza del servizio nonché dal tipo di abbonamento scelto (free o premium). Creando un sito viene automaticamente associato un URL di tipo www.nomeorganizzazione.nomeservizio.com (oppure .it, .org, ecc.), a meno che l’indirizzo non sia già presente in rete. E’ possibile in seguito associare al sito un altro URL già in proprio possesso, oppure acquisirne uno pagando la cifra richiesta. 36
  42. 42. Social network Un social network è un insieme di persone connesse tra loro da diversi legami sociali. Pensato in questa sede come intranet per i collaboratori e i volontari dell’organizzazione, una ONG interessata a crearne uno potrebbe farlo in modo semplice mediante la creazione di pagine riservate all’interno del sito e la gestione dei profili degli utenti che possono accedervi. Questo tipo di funzionalità non è offerta da tutti i site builder. L’alternativa è l’utilizzo di social network builder, come Ning e SocialGO. Questi ultimi sono servizi specializzati che offrono funzionalità avanzate per la costruzione di una rete sociale e una gestione accurata dei suoi membri. Anche questi servizi saranno analizzati e confrontati più avanti per offrire degli esempi concreti delle piattaforme presenti sul web. Blog Il blog, una delle prime manifestazioni del Web 2.0, è uno degli strumenti fondamentali per aumentare e migliorare la comunicazione e l’interattività con gli utenti del web. Nella sua forma pura permette a uno o più amministratori di pubblicare dei post che possono poi essere commentati dagli utenti del blog. Una variante del suo utilizzo, eventualmente utile a una ONG, consiste nel non consentire i commenti dei lettori e utilizzare il blog come una mera pagina di pubblicazione di notizie. Questo tipo di servizio viene offerto da molte piattaforme specializzate, oltre che da i più comuni site builder. Strumenti per l’e-commerce e donazioni online Questi strumenti sono software che permettono transazioni economiche online sul proprio sito web. Esistono diverse piattaforme che permettono di realizzare pagine dedicate all’e- commerce, ma è necessario fare una distinzione fondamentale tra negozi online che vendono prodotti e siti destinati alla raccolta di donazioni online, tipiche delle ONG. Nel primo caso, oltre alle funzionalità dedicate messe a disposizione dai site builder esistono altre soluzioni che offrono uno spazio web per la costruzione di un negozio online, che risulta però essere separato ed esterno al sito principale. Nel secondo caso possono essere invece utilizzati strumenti (widget) per la gestione di transazioni online messi a 37
  43. 43. disposizione da siti specializzati come Paypal (il leader in questo campo) oppure usufruire di software specifici per il fund-raising (di solito a pagamento). Software per la gestione delle newsletter L’invio periodico di mail da parte dell’organizzazione agli utenti iscritti al sito risulta spesso di fondamentale importanza per una ONG. La procedura di iscrizione alla newsletter di solito si realizza mediante un form all’interno del quale l’utente inserisce l’indirizzo di posta elettronica sul quale desidera che gli vengano inviate le informazioni relative all’organizzazione. Questo tipo di servizio può essere implementato attraverso software specializzati, che permettono di creare form composti da campi di vario tipo (testo, data, scelte ecc..) e di incorporarli all’interno del proprio sito web. Inoltre, il servizio può comprendere anche la creazione e la gestione dei database associati a tali form. RSS feed I web feed (detti anche syndacated feed) sono informazioni, formattate secondo un linguaggio standard, utilizzate per fornire agli utenti una serie di contenuti continuamente aggiornati. Sono documenti spesso basati sul linguaggio XML che contengono un link alla sorgente del contenuto. I feed sono sottoscritti dall’utente che, grazie a un lettore apposito (feed reader o aggregatore di feed), combina i diversi contenuti sullo schermo riuscendo così a rimanere aggiornato sulle pagine web d’interesse senza visitarle direttamente. Solitamente un feed si sottoscrive manualmente inserendo l’URL nel lettore, o cliccando il link corrispondente, presente ormai nella maggior parte dei browser per la navigazione in rete. Di solito questo tipo di servizio è integrato nelle pagine del blog dei site builder e assicura così che gli utenti, sottoscrivendoli, possano ricevere le informazioni riguardanti gli ultimi post o commenti inseriti. In servizi più avanzati i feed RSS possono veicolare informazioni non riguardanti soltanto i post del blog, ma anche altre parti specifiche del sito, ad esempio l’inserimento di nuove immagini nella photogallery. 38
  44. 44. Social button La creazione di un profilo su un social network permette all’organizzazione di aumentare la propria visibilità attraendo gli utenti verso il sito principale. Per permettere ai visitatori di effettuare il percorso contrario, ovvero passare dal sito al profilo dell’organizzazione sul social network, vengono utilizzati i cosiddetti social button. Questi non sono altro che link testuali o costituiti da immagini, che rimandano l’utente ai profili sui principali social network in rete. La semplicità di questo strumento permette di utilizzarlo in qualsiasi pagina web e consente all’utente di navigare facilmente tra il sito e questi profili, ad esempio visualizzando i video dell’organizzazione sul relativo canale YouTube o le immagini dei progetti in corso su Flickr. Form Il form consiste in uno o in più campi che l’utente può compilare, inserendo dati che potranno in seguito essere utilizzati dall’organizzazione in vari modi, ad esempio per reclutare collaboratori o inviare newsletter. Questa funzionalità è offerta dai site builder, anche se non tutti la implementano in modo completo, consentendo l’utilizzo solo di pochi campi e inviando i dati inseriti dall’utente ad un indirizzo e-mail, senza una loro registrazione all’interno di un database. Come già detto per quanto riguarda la newsletter, esistono in rete anche piattaforme specializzate che permettono all’organizzazione di raccogliere e tenere traccia di questi dati in appositi database. Download Il download di file permette di rendere disponibili documenti, presentazioni e file multimediali, che vengono in questo modo salvati sul computer degli utenti. L’organizzazione ha quindi bisogno di spazio virtuale all’interno del quale allocare i file che desidera rendere pubblici; online storage service e backup service offrono questo tipo di servizio mettendo a disposizione spazio disco (anche di dimensioni rilevanti) per l’upload dei file. Nel corso del capitolo 6 verranno analizzati nel dettaglio alcuni dei servizi più conosciuti e confrontati in una tabella riassuntiva. Anche i site builder offrono 39

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