UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI MILANO - BICOCCA
                   Facoltà di Psicologia
 Facoltà di Scienze Matematiche Fisich...
Sommario

Sommario ................................................................................................ 1 
Int...
2.3.1       I giovani e le nuove tecnologie: i dati Eurisko ...................... 46 
      2.3.2       I giovani e le nu...
4.5.4      Terzo incontro di formazione: format per il social network ... 84 
      4.5.5      Quarto incontro di formazio...
Introduzione

Scopo della tesi è capire come poter sfruttare alcuni strumenti web 2.0 per
continuare sulla rete una già co...
La tesi si snoderà in cinque capitoli, ecco cosa si tratterà nel dettaglio.
1. Nel primo capitolo si espone lo stato attua...
Nota al lavoro

Il progetto ChiaVe nasce dall’impegno dei comuni di Chiasso e Vergiate,
ma, in questi primi mesi di avvio,...
-   azioni su Facebook relative all’Informagiovani di Vergiate e
      all’Eds di Taino.
• Focus sul territorio di Vergiat...
1. Premessa teorica: il web 2.0

Il web 2.0 è un nuovo modo di intendere la rete, ponendo al centro i
contenuti, le inform...
La relazione che si crea fra gli utenti è una relazione alla pari, in cui tutti
possono offrire il loro contributo, commen...
1.1 User generated content
Com’è già stato anticipato, il web 2.0 prevede una rivoluzione nel
paradigma utente–computer, g...
le parole che usa una persona sono spesso così autoreferenziali che
un’altra non riuscirebbe a capirne completamente il se...
fotografie vengono catalogate e indicizzate attraverso parole chiave, tag e
luogo di scatto.
Flickr presenta un sistema di...
videosharing13 presenti sul web: il più famoso e utilizzato a livello
mondiale è YouTube14. Su questo sito è possibile car...
Inoltre le riprese si possono integrare nella chat con applicazioni dette
video chat17, con cui è possibile vedere attrave...
I forum vengono utilizzati anche come strumenti di supporto on-line per
vari prodotti e all'interno di aziende per mettere...
ogni post è numerato e può essere individuato specificamente con un
permalink, un indirizzo univoco per ogni singolo artic...
I social network sono l’esempio più completo di strumento 2.0. La loro
potenzialità è molto forte e utile, ma non sempre s...
Il fatto che esperti di comunicazione sfruttino i social media per diffondere
conoscenza significativa è la dimostrazione ...
Facebook utilizza la dicitura “amici” per indicare i contatti di un profilo:
l'etimologia della parola “amico” è un po' di...
Dall’estate 2009 gli amministratori del social network hanno ripensato alla
gestione della privacy, proponendo un metodo p...
È il creatore stesso di ogni singolo social network che decide quali
strumenti inserire scegliendo tra varie funzionalità ...
Il real time è il nuovo traguardo per i motori di ricerca, che si scontrano
con problemi legati al rapido ritmo con cui le...
Twitter43, FriendFeed44 e altri strumenti hanno rivoluzionato il paradigma
della comunicazione. Chi di solito era l’intere...
I twits che si scrivono sono letti solo dai followers, cioè chi ha deciso di
seguire gli aggiornamenti di una persona. In ...
l’importanza di questa nuova concezione. Difatti, questo significa che a
costo zero chiunque può usare questi strumenti.
Q...
raggiungere ciò che Eric Schmidt51 auspicava, quando affermava che “il
browser è il computer”.52

Il cloud computing mette...
2. La situazione giovanile

In questo secondo capitolo si presenteranno le premesse “ambientali” che
hanno portato i comun...
sul senso delle politiche giovanili da parte di amministratori, consiglieri e
tecnici dei comuni partecipanti al Progetto ...
Secondo la sua esperienza, qual è la situazione che vivono i giovani
d’oggi? Com’è il rapporto genitori-figli nella societ...
Emerge chiaramente la necessità di educare. Chi può intervenire se i
genitori non ne hanno materialmente il tempo?
L'educa...
una ditta di spurghi potrebbe capire l'importanza per una città di dotarsi
di fognature efficienti.
L'educazione è un serv...
L'assenza di una particolare componente dall'educazione non è mai
diseducativa: un’educazione avviene sempre, indipendente...
Grafico 1: Quadro demografico della provincia di Varese. Residenti italiani e
stranieri al 1° gennaio 2009, divisi in clas...
Il grafico mostra che gradualmente in provincia si è passati da una
porzione di stranieri residenti pari al 5,4% della pop...
questo gruppo: dagli adolescenti che partecipano all’Educativa di strada,
ai giovani adulti interessati alle borse lavoro....
Grafico 5: Andamento percentuale dei giovani stranieri dai 15 ai 30 anni
sulla popolazione dei territori di riferimento, d...
2.2.3 Quadro demografico degli adolescenti nel territorio di
             Sesto Calende-Vergiate
Prima di passare all’osse...
Il progetto ChiaVe si occupa in particolare di due gruppi di giovanissimi: la
popolazione femminile e quella straniera. I ...
Approfondendo le ricerche, scopriamo che la percentuale femminile è pari
al 47,7% degli adolescenti presenti sul territori...
Grafico 9: Andamento abbandoni scolastici degli adolescenti residenti in
provincia di Varese, dall’anno scolastico 2003/20...
Nonostante la situazione generale stia migliorando, vale comunque la pena
di interessarsi dell’istruzione dei giovani, sop...
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2.2.6 Considerazioni degli educatori sui giovani73
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caso più della metà dei ragazzi dell’Eds è immigrata. Molti hanno problemi
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2.3.3 I giovani e la rete: i dati Eurisko
Una seconda ricerca Eurisko77 mostra in modo più approfondito l’uso di
internet ...
parte dei giovani sono in numero decisamente più elevato rispetto alla
media nazionale.


Oltre ai dati sulla frequenza di...
I consumi dei giovani on e offline ricalcano quegli ambiti della vita legati
allo stare connessi, in comunicazione col mon...
desiderano conoscere gli strumenti disponibili, in modo da saperli
utilizzare in modo responsabile e costruttivo.

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Comunicazione in un progetto di educativa di strada con strumenti Web 2.0
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Nicole Valentina Colombo, Tesi di laurea magistrale in Teoria e tecnologia della comunicazione, Università di Milano Bicocca (marzo 2010).

Realizzata presso TangoLab.
Relatore: R.Polillo

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Comunicazione in un progetto di educativa di strada con strumenti Web 2.0

  1. 1. UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI MILANO - BICOCCA Facoltà di Psicologia Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche Naturali Corso di Laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione Comunicazione in un progetto di Educativa di strada con strumenti web 2.0 Relatore: Prof. Roberto POLILLO Correlatore: Dott. Giuseppe SANGIORGIO Tesi di Laurea di: Nicole Valentina Serena COLOMBO Matr. 063968 Anno Accademico 2008/2009
  2. 2. Sommario Sommario ................................................................................................ 1  Introduzione ............................................................................................ 5  Nota al lavoro .......................................................................................... 7  1.  Premessa teorica: il web 2.0 ............................................................ 9  1.1  User generated content .............................................................. 11  1.1.1  Le foto e il photosharing con Flickr ...................................... 12  1.1.2  I video e il videosharing con YouTube e Qik ......................... 13  1.2  Gli strumenti web 2.0 ................................................................ 15  1.2.1  Forum................................................................................. 15  1.2.2  Blog .................................................................................... 16  1.2.3  Social network site .............................................................. 17  1.2.4  Facebook ............................................................................ 18  1.2.5  Ning .................................................................................... 21  1.3  Real time web ............................................................................ 22  2 1.3.1  Twitter ................................................................................ 24  2 1.4  La gratuità del web 2.0............................................................... 25  1.5  Cloud computing ....................................................................... 26  2.  La situazione giovanile .................................................................. 28  2.1  Condivisione sul senso delle politiche giovanili: intervista al dott. Giorgio Prada...................................................................................... 28  2.2  Quadro statistico sui giovani della provincia di Varese ............... 33  2.2.1  Quadro demografico ............................................................ 33  2.2.2  Fenomeno migratorio .......................................................... 34  2.2.3  Quadro demografico degli adolescenti nel territorio di Sesto Calende-Vergiate ............................................................................. 38  2.2.4  Abbandono scolastico ......................................................... 40  2.2.5  Uso di sostanze psicoattive.................................................. 42  2.2.6  Considerazioni degli educatori sui giovani ........................... 45  2.2.7  Conclusioni ......................................................................... 45  2.3  I giovani, le nuove tecnologie e la rete ......................................... 46 
  3. 3. 2.3.1  I giovani e le nuove tecnologie: i dati Eurisko ...................... 46  2.3.2  I giovani e le nuove tecnologie: il punto di vista degli educatori ……………………………………………………………………..……..48  2.3.3  I giovani e la rete: i dati Eurisko .......................................... 49  2.3.4  I giovani e la rete: il punto di vista degli educatori ............... 51  2.3.5  I giovani e la rete: la mappatura on-line del territorio di Sesto Calende e Vergiate ........................................................................... 52  2.3.6  Conclusioni ......................................................................... 55  3.  Progetto ChiaVe ............................................................................ 57  3.1  Motivazioni e origini del progetto ................................................ 57  3.2  Obiettivi del progetto .................................................................. 57  3.3  Attività del progetto .................................................................... 58  3.3.1  Educativa di strada ............................................................. 59  3.3.2  Interventi focalizzati alla popolazione adolescente femminile e straniera .......................................................................................... 61  3.3.3  Accompagnamento al lavoro ................................................ 62  3 3.3.4  Formazione degli operatori sociali ....................................... 63  3 3.3.5  Eventi culturali: Fuori chi Legge .......................................... 65  3.4  Chi partecipa al progetto ............................................................ 65  3.4.1  I committenti: le amministrazioni comunali ......................... 65  3.4.2  I partner: L’Aquilone Società cooperativa sociale.................. 66  3.4.3  I destinatari del progetto: i ragazzi dell’Educativa di strada e i giovani delle borse lavoro ................................................................. 68  4.  Start-up del progetto ChiaVe ......................................................... 71  4.1  Piano di comunicazione .............................................................. 71  4.2  Con-t@tto Spazio Adolescenti ..................................................... 72  4.3  Logo del progetto ChiaVe ............................................................ 75  4.4  Materiale cartaceo per la conferenza ........................................... 76  4.5  Incontri per la formazione degli educatori ................................... 81  4.5.1  Organizzazione degli incontri............................................... 81  4.5.2  Primo incontro di formazione: introduzione al web 2.0......... 82  4.5.3  Secondo incontro di formazione: strumenti web 2.0............. 83 
  4. 4. 4.5.4  Terzo incontro di formazione: format per il social network ... 84  4.5.5  Quarto incontro di formazione: ABC della scrittura su web.. 85  4.5.6  Quinto incontro di formazione: primi passi nel social network su Ning ……………………………………………………………………….……86  4.5.7  Considerazioni degli educatori sulla formazione .................. 87  4.5.8  Considerazioni sugli strumenti proposti .............................. 87  4.6  Ning ........................................................................................... 91  4.6.1  Facebook ............................................................................ 95  4.7  Manifesto pubblicitario .............................................................. 98  5.  Conclusioni e sviluppi futuri ....................................................... 100  5.1  Considerazioni finali ................................................................ 100  5.2  Sviluppi futuri ......................................................................... 102  5.2.1  Prossime iniziative sul web ................................................ 103  6.  Allegati ....................................................................................... 107  Allegato 1: Piano di comunicazione ................................................... 107  Allegato 2: Slide secondo incontro di formazione ............................... 112  4 Allegato 3: Slide terzo incontro di formazione .................................... 117  4 Bibliografia .......................................................................................... 120  Sitografia ............................................................................................. 121  Ringraziamenti .................................................................................... 125 
  5. 5. Introduzione Scopo della tesi è capire come poter sfruttare alcuni strumenti web 2.0 per continuare sulla rete una già consolidata esperienza di Educativa di strada1 tradizionale. La scelta di usare internet è data dalla naturale evoluzione della società e, in particolare, del modo di vivere dei ragazzi. Se l’intento dell’Educativa di strada è raggiungere i giovani nei loro luoghi abituali di ritrovo, oggi, è impossibile non considerare il web. La sfida interessante proposta da questo lavoro di tesi è quella di gettare le basi per un buon intervento di Eds on-line. Questa iniziativa s’inserisce nel progetto denominato “ChiaVe: un progetto che apre le frontiere”, che prende il nome dai due Comuni capofila, Chiasso e Vergiate. Chiasso è un paese svizzero del Canton Ticino, vicino al confine con 5 l’Italia. Vergiate è un comune lombardo della provincia di Varese. 5 Il progetto è stato presentato per il finanziamento nell’ambito del Programma Operativo di Cooperazione Transfrontaliera Italia - Svizzera dell'Unione Europea. Il progetto s’inserisce nelle azioni già attivate dal Piano di Zona e dai Comuni, relative all’attuazione della ex-Legge 45/99 e della Legge 328. Lo scopo principale è riprendere alcune azioni messe in atto con precedenti interventi oltre che intraprendere nuove iniziative a vantaggio dei giovani nel Distretto di Sesto Calende, comune limitrofo a Vergiate. 1 Educativa di strada abbreviata per comodità con la sigla Eds.
  6. 6. La tesi si snoderà in cinque capitoli, ecco cosa si tratterà nel dettaglio. 1. Nel primo capitolo si espone lo stato attuale del web, con particolare attenzione agli strumenti 2.0 più importanti e utilizzati, che potrebbero essere usati per le attività del progetto. 2. Il secondo capitolo si focalizza sulla situazione giovanile e il rapporto degli adolescenti con internet e le nuove tecnologie, attraverso interviste e dati statistici. 3. Nel terzo capitolo si presentano obiettivi, attività e gli attori coinvolti nel progetto ChiaVe. 4. Col quarto capitolo si entra nel vivo del lavoro svolto nell’ambito del progetto. Sono qui presentate le azioni di comunicazione messe in atto sia online sia offline. Una parte importante è dedicata all’intervento formativo di alfabetizzazione al web 2.0, riservato agli educatori. 5. Nel quinto capitolo si espongono le valutazioni sulle azioni online, con 6 6 particolare attenzione alle riflessioni degli educatori. In conclusione, saranno indicati gli sviluppi del progetto e le iniziative che si possono intraprendere per migliorare l’azione sul web.
  7. 7. Nota al lavoro Il progetto ChiaVe nasce dall’impegno dei comuni di Chiasso e Vergiate, ma, in questi primi mesi di avvio, nella realtà pratica un ruolo importante è ricoperto dal comune di Sesto Calende. La collaborazione con Chiasso è stata notevolmente ridimensionata rispetto all’impegno iniziale, mentre la posizione di Sesto Calende è più forte. Probabilmente questo è dovuto al fatto che gli educatori che lavorano alle attività del progetto in Italia appartengono alla Cooperativa L’Aquilone, che ha sede a Sesto. Un’altra nota importante da fare è legata alle attività prese in considerazione. Gli interventi messi in atto nella fase di start up del progetto ChiaVe sono di varia natura. Alcuni sono legati alla comunicazione istituzionale dell’intero progetto, altri supportano attività già avviate sul territorio, come il portale Con-t@tto – Spazio Adolescenti. Il progetto è composto da numerose attività: alcune vengono rilanciate, 7 7 come l’Eds, e altre sono appena nate. Di queste ultime la maggior parte non è ancora iniziata, mentre solo una minoranza è già stata avviata, come le borse lavoro. Da notare, infine, che le attività del progetto sono focalizzate nel Distretto di Sesto Calende, dove gli educatori de L’Aquilone operano lavorando su diverse iniziative. Questi sono i motivi per cui nei prossimi capitoli l’attenzione si focalizzerà su diversi aspetti. • Dall’intero progetto ChiaVe alle singole attività già avviate, in particolare: - comunicazione istituzionale legata al progetto - integrazione di ChiaVe nel portale preesistente di www.con- tatto.it - social network su Ning dedicato all’Eds
  8. 8. - azioni su Facebook relative all’Informagiovani di Vergiate e all’Eds di Taino. • Focus sul territorio di Vergiate e Sesto Calende • Considerazione di attività extra progettuali, seguite dagli educatori de L’Aquilone, come l’Eds di Taino. 8 8
  9. 9. 1. Premessa teorica: il web 2.0 Il web 2.0 è un nuovo modo di intendere la rete, ponendo al centro i contenuti, le informazioni, l’utente e le sue interazioni2. Con questa definizione si indica lo stato di evoluzione di internet rispetto alla condizione precedente, detta 1.0.3 Non è semplice definire il web 2.0 in modo univoco, ma è possibile individuarne alcune caratteristiche. Tipico del web 2.0 è la centralità dell’utente, nella sua nuova interazione col sito e con gli altri utilizzatori. Egli non è più un fruitore passivo, ma un autore attivo poiché è lui stesso che può scrivere e pubblicare un contenuto di cui è esperto o appassionato. La partecipazione dell’utente consiste non semplicemente nella redazione di un testo, ma anche nell’interazione e integrazione del contenuto altrui. Ogni utente può leggere, commentare, rispondere a un articolo condividerlo sul proprio profilo di alcuni social network4. Difatti, il filo e addirittura può 9 9 conduttore della filosofia 2.0 è proprio la collaborazione, data dall’interazione tra le persone grazie alla tecnologia5. In questo senso, i contenuti pubblicati sul web non sono statici. Vengono costantemente aggiornati grazie alla collaborazione di tutti quegli utenti che desiderano partecipare alla discussione e condividere il proprio sapere, offrendo uno spunto critico e arricchendo la conoscenza. Allo stesso modo non solo i contenuti sono dinamici, lo sono anche applicazioni, programmi e strumenti, che sono scaricabili, utilizzabili e alle volte modificabili gratuitamente. 2 Si veda: Montalto, M., Web 2.0: Internet volta pagina, consultabile all’indirizzo internet http://www.microsoft.com/italy/pmi/marketing/internetmarketing/web20.mspx?pf=true, del 10.07.2009. 3 Si veda http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0, del 10.07.2009. 4 Si veda: O’Really, T., What is Web 2.0, consultabile su http://www.dynamick.it/web-20-una- definizione-in-10-punti-534.html, del 10.07.2009. 5 Cfr: Montalto, M., Op. cit.
  10. 10. La relazione che si crea fra gli utenti è una relazione alla pari, in cui tutti possono offrire il loro contributo, commentando un articolo o un post, offrendo la loro riflessione. La conoscenza in questo modo si distribuisce orizzontalmente e non è più calata dall'alto. Altro tema fondamentale del web 2.0 è la gratuità: registrazione e utilizzo di programmi, strumenti o piattaforme sono privi di costo. Questa concezione è l’inevitabile conseguenza della filosofia 2.0 che si basa sull’evoluzione di contenuti e informazioni in base all’apporto delle persone interessate. Ciò significa che i contenuti non sono riservati o protetti ma accessibili, condivisibili e modificabili, proprio perché si crede nella positività dell’apporto che ciascuno può dare. La co-generazione dei contenuti è agevolata da aspetti legati alla tecnologia e alle infrastrutture. Accanto all’evoluzione del web ci sono stati cambiamenti tecnologici e infrastrutturali che hanno permesso una rapida espansione nell'uso del computer e di internet. 10 10 Tra quelli tecnologici ricordiamo l’abbassamento delle conoscenze e competenze necessarie per pubblicare online e l’aumento delle risorse che permettono la pubblicazione e la condivisione di informazioni (blog, social network). I cambiamenti infrastrutturali riguardano la rete e le macchine usate. Ricordiamo il miglioramento della qualità della rete diventata più veloce e potente, la possibilità di essere sempre connessi a internet a costi minimi e il miglioramento tecnologico dei computer stessi, ora più economici, potenti ed usabili. Abbiamo assistito ad un aumento degli utenti internet, favorito da un abbassamento sia dei costi di accesso alle macchine e alla rete, che delle capacità richieste per usare tecnologie e strumenti.
  11. 11. 1.1 User generated content Com’è già stato anticipato, il web 2.0 prevede una rivoluzione nel paradigma utente–computer, grazie alla quale l’utente assume un ruolo attivo nell’interazione. Questo cambiamento si traduce nella nascita di piattaforme che non solo permettono la pubblicazione di contenuto, ma anche la condivisione di parole chiave e la classificazione di informazioni. Molti strumenti 2.0 offrono anche servizi di classificazione aperta – social tagging – per classificare i propri contenuti, l’articolo di un blog, una fotografia, un video o altro. La maggiore popolarità di alcuni tag può essere evidenziata attraverso diversi espedienti grafici, ad esempio cambiando colore, dimensione del carattere o posizione nella pagina. Più un tag è usato dagli utenti più il termine diventerà popolare: la categorizzazione in tal modo diventa democratica, non imposta dall’alto, ma dal basso e soggetta a un’evoluzione spontanea. Tale classificazione è definita folksonomy6. 11 Uno dei difetti delle folksonomy può consistere nella proliferazione di 11 varianti dello stesso termine (sinonimi, omonimi, forma al singolare o al plurale, minuscole/maiuscole ecc.). Per evitare questo rischio si possono adottare tecniche come il clustering7 per ottenere che diversi tag siano trattati come se fossero uno. È opportuno adottare il sistema delle folksonomy quando si sceglie di non gestire centralmente la categorizzazione, ma si vuole consentire agli utenti finali di partecipare alla classificazione dei contenuti, facendo così emergere dal basso i modelli mentali8. La scelta di far “taggare” i contenuti dagli utenti dipende dal valore che si attribuisce alla natura soggettiva delle descrizioni non professionali. Bisogna ricordare che non si condivide mai del tutto lo stesso vocabolario: 6 Folksonomy: termine coniato da Thomas Vander Wal nel 2003, che deriva dalle parole folk (popolo) e taxonomy (tassonomia). 7 Clustering significa raggruppamento in grappoli; ad esempio folksonomy, folksonomy o folksonomies possono essere raggruppati. 8Si veda: de Michelis, G., Un’organizzazione che parte dal basso, “Monthly Vision”, marzo 2006, pg. 27.
  12. 12. le parole che usa una persona sono spesso così autoreferenziali che un’altra non riuscirebbe a capirne completamente il senso con cui sono state usate. 1.1.1 Le foto e il photosharing con Flickr Le fotografie sono dei contenuti molto diffusi sul web e non solo. Vengono spesso usate per arricchire un post, documentare un fatto, raccontare un evento. La loro popolarità ha fatto sì che il web non potesse limitare gli utenti a usare le foto come corredo o decorazione. Per questo motivo sono nate delle piattaforme definite photosharing9, che permettono di pubblicare in rete e condividere con gli altri le proprie immagini. Una di queste è Flickr, un sito di photosharing multilingua, di proprietà del gruppo Yahoo! dal 2005. Flickr offre una libreria in continua crescita che conta oltre quattro miliardi di fotografie caricate10. Inizialmente il servizio è nato come strumento per ospitare le proprie 12 immagini da pubblicare su altri siti, come i blog. In seguito si è evoluto 12 diventando esso stesso una comunità virtuale, anche grazie alla crescita tecnologica e al largo numero di strumenti fotografici. Come per altri strumenti 2.0 è necessario iscriversi per utilizzare il servizio. Ci sono due possibilità di iscrizione. Si può scegliere di usufruire di un account gratuito con alcune restrizioni, come lo spazio limitato alla visualizzazione di 200 fotografie e al caricamento di 100 MB di foto al mese. Tale account viene chiuso dopo 90 giorni di inutilizzo. In alternativa, c’è la possibilità di creare un account senza limiti, grazie al pagamento di un canone mensile di 24,95 dollari l’anno. L’utente può organizzare le foto con semplicità subito dopo aver scattato la foto, attraverso applicazioni online, web browser, via MMS o e-mail. Le 9 “Il termine photosharing (condivisione foto) denomina i servizi internet che consentono ad un utente di caricare le immagini di propria produzione su un server, per condividerle con gli altri utenti della rete”. Si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Photosharing, consultato il 15.12.2009. 10 Dato ad ottobre 2009. Si veda: http://www.downloadblog.it/post/10950/flickr-raggiunge-i-4- miliardi-di-foto-caricate, consultato il 15.12.2009.
  13. 13. fotografie vengono catalogate e indicizzate attraverso parole chiave, tag e luogo di scatto. Flickr presenta un sistema di filtraggio per le fotografie potenzialmente controverse e volgari. Il sistema permette agli utenti di giudicare e segnalare un'immagine come sicura, ristretta o da censura. In questo modo, gli utenti possono scegliere se visualizzare tutte le immagini oppure solo quelle sicure, secondo la propria sensibilità. In alcuni paesi queste impostazioni sono state modificate in base alle leggi vigenti. Le immagini caricate su Flickr sono protette da copyright, cioè hanno tutti i diritti riservati. È però possibile riservarsi sulle proprie opere solo alcuni diritti previsti dalla legge, selezionando una licenza Creative Commons. In questo modo si autorizzano la copia, la riproduzione in pubblico o la modifica delle fotografie.11 1.1.2 I video e il videosharing con YouTube e Qik Registrare un video è una pratica molto diffusa che nasce decenni fa, in 13 13 modo indipendente dal web. Oggi appare evidente che i video siano uno strumento molto efficace e utilizzato. Si pensi alle recenti campagne di marketing virale12 dove il filmato è spesso l’elemento centrale per la sua forza comunicativa. Con la rapida evoluzione della rete il video è stato rivalutato per la ricchezza dei canali comunicativi usati – immagine, audio e musica – e per l’immediatezza con cui raggiunge gli utenti. Pubblicare un video è un’azione molto semplice e diffusa grazie ai numerosi strumenti di 11 Si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Flickr, consultata il 15.12.2009. 12Il marketing virale è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati, per trasmettere il messaggio ad un numero elevato di utenti finali. La modalità di diffusione del messaggio segue un profilo tipico che presenta un andamento esponenziale. È un'evoluzione del passaparola ma se ne distingue per il fatto di avere un'intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna. Si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_virale, del 16.11.2009. “Un video virale non è altro che un video così divertente, interessante o innovativo che le persone non si trattengono dal volerlo condividere, che sia per mezzo di video blog, blog, instant messaging, email, attraverso un passaparola online, definito word of mouse.” Cfr: http://www.desmm.com/cose-un-video-virale-590.html, del 16.11.2009.
  14. 14. videosharing13 presenti sul web: il più famoso e utilizzato a livello mondiale è YouTube14. Su questo sito è possibile caricare video proprietari e classificarli con dei tag. Ciascun video può essere visto dagli altri utenti che a loro volta possono votarlo, commentarlo, condividerlo oppure incorporarlo nelle pagine personali. Un altro sito di videosharing interessante è Qik15, che permette di trasmettere video sul web in diretta dal cellulare. La nascita di strumenti di questo tipo mostra come le persone siano sempre più attratte dalle informazioni che possono fruire in diretta e in modalità video. È possibile integrare i filmati all’interno di strumenti come i blog: ciò significa corredare un articolo con un video, o addirittura sostituire completamente il testo con un video. Quest’ultima modalità è un strumento che prende il nome di video blogging16, cioè creare un blog di soli video. 14 14 13 Il video sharing o condivisione video indica genericamente l'atto di condivisione di file video attraverso la rete, per mezzo di programmi di file sharing o siti internet appositamente creati, come YouTube, Yahoo! Video o Google video. Si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Video_sharing del 10.11.2009. 14 www.youtube.com. YouTube è un sito web che consente la condivisione di video tra i suoi utenti. è il più famoso servizio multilingue di video sharing, fondato nel febbraio 2005. Il suo scopo è di ospitare solamente video realizzati direttamente da chi li carica. Il regolamento del sito vieta l’upload di materiale protetto da diritto d’autore se non se ne è titolari. Il sito accetta video prodotti con videocamere digitali e cellulari nei formati .AVI, .MOV ed .MPG., di qualsiasi durata, al più di 100MB. I video sono indicizzati attraverso dei tag inseriti dall’autore, che può deciderne la riservatezza e l’uso: i video possono essere resi pubblici o possono essere visualizzati solo in privato dai nostri amici o familiari. YouTube consente l’incorporazione dei propri video all’interno di altri siti web, copiando il codice HTML necessario, che viene fornito – se l’autore ne ha dato l’autorizzazione – nella pagina del video. Si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/YouTube, consultato il 10.11.2009. 15 www.qik.com. Qik è un altro sito interessante per la condivisione di video. Questo permette di trasmettere video in diretta via internet direttamente dal telefono cellulare (attualmente sono supportati i Nokia con sistema operativo Symbian v3). Per caricare qui i video è necessario iscriversi al sito e dopo aver ricevuto la conferma dell’account si potrà scaricare l’applicazione da installare sul telefonino, personalizzare il proprio account e iniziare con le prime riprese. 16 Il video blogging, abbreviato in vlogging è una forma di blogging per la quale si usano i video. Solitamente i post si scrivono incorporando il codice del video preso da un sito di video sharing. Si veda: http://en.wikipedia.org/wiki/Video_blogging, consultato il 16.11.2009.
  15. 15. Inoltre le riprese si possono integrare nella chat con applicazioni dette video chat17, con cui è possibile vedere attraverso una webcam le persone con cui si sta chattando. 1.2 Gli strumenti web 2.0 Gli strumenti web 2.0 sono quelli che permettono le attività appena descritte. Il primo strumento definibile 2.0 è il forum e, in seguito, si sviluppano anche blog, chat, wiki, servizi di messaggistica istantanea, strumenti di social bookmarking, video e photosharing, ognuno dei quali permette una particolare modalità di interazione. Intorno all’anno 2005 nascono i social network che inglobano al loro interno le potenzialità dei singoli strumenti 2.0. 1.2.1 Forum I forum sono i primi strumenti di condivisione di contenuto, fanno la loro 15 comparsa nel 1995. Per la loro natura possiamo già definirli 2.0, anche se 15 la loro nascita risale a un periodo antecedente al web 2.0. Un forum è sia la struttura informatica nella quale degli utenti discutono su vari argomenti, che il software utilizzato per fornire tale struttura. I forum sono caratterizzati da un senso di comunità virtuale, sviluppato grazie alla discussione e condivisione di interessi comuni da parte degli utenti, spesso abituali. Il focus dei forum è l’argomento trattato. La tecnologia, i videogiochi, la politica, l'attualità e lo sport sono temi popolari, ma ci sono forum per un enorme numero di argomenti differenti. 17 La video chat è un’applicazione che deriva dalla video conferenza. Questa può essere definita come una serie di tecnologie interattive per la telecomunicazione che permette a due o più persone o gruppi collocati in diverse aree geografiche di comunicare e collaborare potendo non solo sentire la voce ma anche vedendo gli interlocutori. Si veda: http://en.wikipedia.org/wiki/Video_chat, consultato il 16.11.2009.
  16. 16. I forum vengono utilizzati anche come strumenti di supporto on-line per vari prodotti e all'interno di aziende per mettere in comunicazione i dipendenti e permettere loro di reperire informazioni18. Molti forum richiedono la registrazione dell'utente prima di poter inviare messaggi e in alcuni casi anche per poterli leggere. In ogni caso la registrazione e la condivisione di informazioni su un forum sono gratuite. La comunicazione possibile attraverso questo strumento è di tipo asincrono, ciò significa che non è necessaria la presenza online di due persone per interagire. Infatti, i post scritti sono memorizzati e visualizzati nella sezione scelta quando un utente accede alla piattaforma. 1.2.2 Blog Il blog è la più conosciuta piattaforma 2.0. Comparsi nel 1997, questi strumenti iniziarono a diffondersi dal 2001 grazie alla disponibilità in rete di piattaforme gestionali gratuite. 16 La parola “blog” deriva dalla contrazione dell’espressione “web log”, in altre 16 parole diario web. Un blog è un ibrido tra un diario personale e il giornalismo online, ed è caratterizzato dall’ordinamento cronologico inverso delle informazioni19. Il focus di un blog è la persona che scrive. Il fenomeno dei blog si è evoluto a un possibile diritto per chiunque, permettendo a tutti la pubblicazione su internet di dati e documenti. La struttura di un blog normalmente è costruita con applicazioni che creano automaticamente pagine web. Un blog permette a chiunque connesso a internet, di creare facilmente un proprio spazio web su cui pubblicare in totale autonomia storie, informazioni e opinioni. Ogni articolo di un blog – post – è normalmente collegato a un tema – thread – e i lettori possono lasciare i propri commenti in merito. All’interno del blog 18 Si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Forum_(internet), consultato il 12.10.2009. 19 Si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Blog, consultato il 12.10.2009.
  17. 17. ogni post è numerato e può essere individuato specificamente con un permalink, un indirizzo univoco per ogni singolo articolo20. In un blog è necessario registrarsi gratuitamente per interagire con gli altri. La comunicazione è asincrona perché, come nei forum, i messaggi sono visibili agli utenti per molto tempo dalla data di inserimento e i dialoghi non sono simultanei. 1.2.3 Social network site Una rete sociale è formata da un qualsiasi gruppo di persone connesse fra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari. La versione virtuale di queste reti sono gli online social network, che oggi rappresentano uno degli elementi fondamentali del web. Un social network site è un insieme di relazioni tra individui e non solo un gruppo chiuso di persone. Rappresentano una nuova frontiera della socializzazione in rete 17 perché mirano a connettere le persone presenti al loro interno21. 17 Possiamo definire un social network site come un servizio web che aiuta gli individui a costruirsi un profilo più o meno pubblico, preparare una lista di utenti con cui condividere informazioni e ampliare la propria lista di contatti guardando quella degli altri. I siti di social network22 non aiutano solo a entrare in contatto sconosciuti, ma consentono agli utenti di ampliare e rendere visibili le proprie reti sociali. Solitamente le persone entrano in comunicazione con altri che fanno già parte della loro rete sociale23. 20 Si veda: http://www.minervaeurope.org/publications/handbookwebusers_it/chapter1_2.html, consultato il 12.10.2009. 21 Si veda: Di Bari, V. (a cura di), Web 2.0. Internet è cambiato. E voi? Il Sole 24 Ore, Milano, 2007, pp. 85-87. 22 Nonostante sia chiara la distinzione tra social network site e rete sociale, per comodità nel corso della tesi i social network site verranno definiti semplicemente social network. 23 Si veda: Boyd, D. M., Ellison, N. B., “Social network sites: definition, history and scholarship”, Journal of Computer-Mediated Communication, 13 (1). Reperibile all’indirizzo http://jcmc.indiana.edu/vol13/issue1/boyd.ellison.html, consultato il 23.01.2010.
  18. 18. I social network sono l’esempio più completo di strumento 2.0. La loro potenzialità è molto forte e utile, ma non sempre sono sfruttati per generare esclusivamente contenuti significativi. Alcuni social network hanno la peculiarità di intrattenere e divertire i propri utenti, anche se non si può escludere a priori un uso serio e responsabile del mezzo. Gli esempi che prendiamo in considerazione sono Facebook, il social network più famoso, e Ning, la piattaforma che s’intende usare nel progetto. 1.2.4 Facebook Facebook24, che ad oggi conta più di 350 milioni di utenti25, offre numerose possibilità di interazione e intrattenimento: accanto a gruppi ed applicazioni superficiali e di svago, esperti di vari settori utilizzano questo mezzo per proporre i propri consigli ed idee attraverso un canale non tradizionale, considerando tale anche il sito web. 18 18 Ad esempio, Luca Conti26 usa Facebook per commentare un articolo, un libro o altro, indicare un evento, dare una comunicazione veloce: tutte attività che sul suo sito non avrebbero senso. Anzi, Conti integra sulla sua pagina di Facebook diversi strumenti 2.0, come Twitter27 e Delicious28. 24 Si veda: http://www.facebook.com/home.php. 25 Dati aggiornati a dicembre 2009. Si veda: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2009/12/facebook- aumenta-privacy.shtml?uuid=8460842e-df5d-11de-a6d3-46f5b7efdae3&DocRulesView=Libero, consultato il 15.12.2009. 26 Luca Conti è nato nel 1975 e laureato in Scienze Ambientali. In questo momento è consulente di Liquida e de Il Sole 24 Ore, insegna presso alcune facoltà italiane, è uno dei più noti blogger italiani oltre che autore di molti libri. Conti ha una vastissima esperienza nell’ambito della comunicazione online e dei social media, è un attento osservatore dei trend e delle nuove opportunità che il mondo digitale offre al privato, alle aziende e al no profit. Per queste informazioni si vedano: http://pandemia.info, http://www.lucaconti.it e http://www.essericomunicazione.it, consultati il 16.10.2009. 27Si veda: http://twitter.com/. Twitter è stato creato nel marzo 2006 dalla Obyious Corporation di San Francisco. Twitter è un servizio di social network e microblogging che fornisce agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con una lunghezza massima di 140 caratteri. Gli aggiornamenti possono essere fatti tramite il sito stesso, via SMS, con programmi di messaggistica istantanea, e-mail, oppure tramite varie applicazioni basate sulle API di Twitter.
  19. 19. Il fatto che esperti di comunicazione sfruttino i social media per diffondere conoscenza significativa è la dimostrazione che è possibile sfruttare questi strumenti in modo costruttivo. Facebook è stato lanciato nella primavera del 2004, concepito ai suoi inizi come annuario elettronico degli studenti dell’Università statunitense di Harvard, allo scopo di far conoscere tra di loro gli alunni attraverso la lettura dei profili e la visione delle foto online. La crescita della rete è stata veloce, ben oltre i confini del campus29. In questo momento Facebook è utilizzato in tutto il mondo da 350 milioni di utenti, che lo utilizzano costantemente ogni giorno30 per rimanere in contatto con amici e conoscenti attraverso diverse applicazioni. Gli scopi principali di chi si iscrive a Facebook sono due. Uno è mantenere vive o rafforzare le relazioni che si hanno nella vita reale, l’altro è conoscere nuove persone. Poiché Facebook permette alle persone di connettersi con gli altri, non è sorprendente che questo e altri social network siano 19 diventati così profondamente radicati nella quotidianità dell'utente31. 19 In Facebook è possibile interagire con gli altri attraverso la posta elettronica interna (collegata alla mail utilizzata per iscriversi), la chat con cui parlare con amici in linea oppure scrivendo commenti sulla propria bacheca o su quella degli altri. Inoltre è possibile pubblicare link, eventi, musica, fotografie e video condividendoli con i propri amici. Si veda http://it.wikipedia.org/wiki/Twitter, consultata il 15.11.2009. Si veda anche il capitolo 1.3.1: Twitter. 28 Si veda: http://delicious.com/. Del.icio.us è un sito web di social bookmarking per l'archiviazione, ricerca e condivisione di bookmark, creato nel 2003. Si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Delicious, consultata il 15.11.2009. 29 Si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Facebook, consultata il 07.10.2009. 30 I dati di http://www.alexa.com, al 15.11.2009, mostrano che Facebook è il secondo sito più visitato al mondo e in Italia (secondo solo a google.com), mentre negli Stati Uniti scende alla terza posizione (dopo google.com e yahoo.com). A livello mondiale, è stimato che circa il 26% degli utenti Internet accedono a Facebook ogni giorno. 31 Si veda: Boyd, D., M., Ellison, N. B., Op. cit.
  20. 20. Facebook utilizza la dicitura “amici” per indicare i contatti di un profilo: l'etimologia della parola “amico” è un po' diversa dal significato attribuito dal social network. Il termine è fuorviante, perché non s’intende l'amicizia nel senso comune, di tutti i giorni. Tra gli amici di Facebook si può avere amici veri anche nella realtà, famigliari, colleghi di lavoro o di scuola, conoscenti, persone incontrate occasionalmente, personaggi famosi, amici di amici o amici solo virtuali32. Dopo l'adesione a Facebook agli utenti è richiesto di cercare altre persone presenti nel sistema con cui hanno un rapporto. L'etichetta di tali rapporti varia secondo il tipo di profilo aperto – personale, gruppo o fan page – da "amici” a "fan". La differenza è che l’amicizia deve essere confermata dall’altra persona, mentre per il fan non è richiesta alcuna autorizzazione33. Tema molto delicato è quello della privacy: Facebook è stato accusato di rendere i dati degli utenti pubblici e mantenere nei propri archivi le 20 informazioni anche dopo la richiesta di cancellazione dell’account34. 20 I problemi nascevano dall’impostazione di default della privacy, che consentiva la visualizzazione dei dati del profilo a tutti gli utenti della rete e dal procedimento poco immediato di rimozione definitiva del profilo. In realtà, Facebook permette un’ampia gestione della riservatezza dei contenuti in modo semplice, permettendo di impostare la privacy per ogni categoria di contenuto35. 32 Si vedano: http://it.wikipedia.org/wiki/Facebook e http://overstated.net/2009/03/09/maintained-relationships-on-facebook, consultate il 07.10.2009. 33 Si veda: Boyd, D., M., Ellison, N. B., Op. cit. 34Sono stati numerosi gli attacchi a Facebook e alla sua gestione della privacy, non sempre da fonti “autorevoli” in campo di comunicazione e social network. Tra gli articoli più recenti segnaliamo i seguenti: • La Commissione UE contro Facebook: “La privacy a rischio”, consultabile all’indirizzo http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/04/14/1012986- commissione_contro_facebook_privacy_rischio.shtml, del 15.11.2009. • Facebook è una trappola per la privacy?, consultabile all’indirizzo http://www.dgmag.it/hi- tech/facebook-e-una-trappola-per-la-privacy-11756, del 15.11.2009. 35 Per impostare la privacy dell’account e dei contenuti è sufficiente entrare nel menù “Impostazioni” presente nella banda in alto a destra.
  21. 21. Dall’estate 2009 gli amministratori del social network hanno ripensato alla gestione della privacy, proponendo un metodo più semplice e immediato che permette di impostare la visibilità di ogni contenuto inserito direttamente dalla propria pagina personale36. Inoltre, l’impostazione di default della privacy ora è diventata “solo amici”, anche in Italia. Per iscriversi a Facebook è necessario possedere un indirizzo e-mail e avere più di tredici anni. Per accedere al social network è sufficiente essere dotati di un apparecchio – computer, palmare o cellulare – connesso ad internet e saper navigare in rete. Per interagire non occorre alcuna conoscenza di programmazione: grafica e layout sono standard e già impostati, per inserire i contenuti è sufficiente scrivere alcune frasi o seguire i link. Avere un account in Facebook è totalmente gratuito: il social network guadagna con le Google AdSense visibili obbligatoriamente nella colonna destra della pagina. 21 I servizi offerti da Facebook permettono di tenersi in contatto con la 21 propria rete di conoscenze: sono un valore aggiunto per coloro che amano condividere le proprie attività personali e professionali con una cerchia di conoscenti e colleghi. 1.2.5 Ning Ning37 è un’applicazione sviluppata in Java che permette agli utenti di creare social network privati in modo semplice e gratuito. Il principio è creare reti di persone con interessi e obiettivi comuni che possono interagire e condividere informazioni attraverso gli strumenti forniti dalla piattaforma. 36 Per ogni contenuto pubblicato l’utente potrà scegliere il livello di privacy preferito. Ciò include anche gli status, con l’obiettivo dell’azienda sarebbe di realizzare una maggiore semplificazione di tutte le impostazioni relative alla privacy. Si veda: http://web.splesh.net/social-network/facebook/privacy-facebook-nuove-impostazioni-a- breve/, consultato il 10.07.2009. 37 Si veda http://www.ning.com/.
  22. 22. È il creatore stesso di ogni singolo social network che decide quali strumenti inserire scegliendo tra varie funzionalità di base: blog, forum, chat, pubblicazione di file, video, audio e immagini. Altre funzionalità permettono di visualizzare tutti i membri, i gruppi, i compleanni dei partecipanti, il loro stato38, le attività recenti e i feed RSS provenienti da altri siti. Recentemente Ning ha implementato nuove applicazioni sempre gratuite, per arricchire i social network di programmi come Google Docs, video chat, calendario e giochi. Come per Facebook, anche per Ning accesso e uso sono molto semplici ed intuitivi. Con una mail ci si registra al sito e si entra a far parte di uno o più social network, in entrambi i casi gratuitamente. Anche qui appariranno nella colonna di destra le pubblicità di Google. Non è richiesta nessuna conoscenza tecnica: la condivisione dei contenuti è a portata di click, come per Facebook. Ning permette di ottenere servizi Premium a pagamento: tra questi si 22 segnalano la possibilità di non visualizzare la pubblicità, di ampliare la 22 banda e la memoria a disposizione. I punti di forza di questo social network sono la possibilità di personalizzare grafica e layout e gestire contenuti, funzionalità e privacy del network. La customizzazione non è obbligatoria e si distribuisce su diversi livelli di difficoltà e profondità: da una vasta scelta di temi già pronti fino alla modifica dei CSS. 1.3 Real time web Il real time web è un insieme di tecnologie e pratiche che consentono agli utenti di consultare un contenuto non appena viene pubblicato, oppure che controllano una fonte per mostrarne gli aggiornamenti.39 38 Lo stato è la frase che racconta qualcosa della persona. In Facebook è “A cosa stai pensando?”, in Ning è possibile inserirla a piacere. 39 Si veda: http://en.wikipedia.org/wiki/Real-time_web consultato il 28.12.2009.
  23. 23. Il real time è il nuovo traguardo per i motori di ricerca, che si scontrano con problemi legati al rapido ritmo con cui le notizie si susseguono, al grande volume di nuove informazioni, oltre che al selezionare contenuti pertinenti e significativi. Google ha lanciato la real time search, dove nelle finestre di ricerca i contenuti scorrono man mano che vengono generati da siti e blog. Le persone in tutto il mondo formano un esercito di produttori di contenuti che caricano video su YouTube, postano su Twitter segnalazioni di risorse interessanti e raccontano i fatti non appena accadono nei loro blog. È sicuramente straordinario ricevere notizie tramite canali che i media tradizionali non avrebbero mai potuto utilizzare. La nota stonata, è che le informazioni in tempo reale sono meno complete e non danno particolare considerazione alla fonte originale.40 George Siemens41 ritiene che 23 23 il real time web costituisce un grande cambiamento concettuale, ma non rappresenta qualcosa di nuovo in sé. [… Adesso] non è più necessario che io attenda le 6 di ogni sera per vedere il notiziario che mi racconti quello che è successo durante il giorno. […] Io posso avere un quadro preciso di quello che sta accadendo quasi in tempo reale [sul web]. […] Ho letto recentemente che gli eventi più importanti accaduti quest’anno [2009 ndr], sono stati diffusi da Twitter per primo.42 40 Si veda la video intervista a George Siemens, trascritta nell’articolo A Fundamental Shift In How We Communicate: George Siemens, Twitter And Real-Time Web, tradotto nell’articolo consultabile all’indirizzo: http://www.masternewmedia.org/it/2009/11/06/twitter_e_il_realtime_web_un_cambiamento.htm, consultato il 28.12.2009. 41 George Siemens è il direttore associato nel Learning Technologies Centre all’Università di Manitoba. Scrive sul blog www.elearningspace.org dove condivide la sua visione sul panorama dell’istruzione e l’impatto che le tecnologie hanno sul sistema formativo. Siemens è anche autore del libro Knowing Knownledge, dove sviluppa la teoria del Connettivismo, che utilizza un network come metafora centrale per l’apprendimento e si focalizza sulla conoscenza come modo per creare connessioni. Si veda: Ibidem. 42 Si veda: Ibidem.
  24. 24. Twitter43, FriendFeed44 e altri strumenti hanno rivoluzionato il paradigma della comunicazione. Chi di solito era l’interessato a ricevere notizie, ora è il redattore, chi le scrive e le comunica.45 1.3.1 Twitter Twitter46 è considerabile il re del real time tra i social network. La caratteristica base di questo strumento è l’immediatezza, che l’ha reso molto potente e utilizzato. La forza di Twitter risiede anche nell’essere riuscito a creare un senso di coesione sociale non riscontrabile in altri strumenti. Grazie allo spazio ridotto utilizzabile, permette alle persone di scrivere “brandelli di informazione troppo insignificanti per condividerli su un blog, ma estremamente personali, che aiutano a creare una relazione con l’altro.”47 In pratica, Twitter è uno strumento dove poter lasciare un messaggio lungo al massimo 140 caratteri. Per la loro brevità i messaggi sono 24 chiamati twits, cinguettii; non a caso il simbolo distintivo del social 24 network è un uccellino azzurro. L’uso per il quale è nato Twitter è di comunicare agli altri ciò che si sta facendo in un determinato momento. Ovviamente, i modi per utilizzare il servizio sono molti: dal puro svago fino all’uso serio di agenzie e siti istituzionali per comunicare in tempo reale le ultime notizie. Si può raccontare la giornata con brevi messaggi, esprimere un pensiero o una riflessione, condividere link o applicazioni interessanti oppure darsi appuntamento. 43 Si vedano la nota 47 e il capitolo 1.3.1: Twitter. 44 Si veda: http://friendfeed.com/ FriendFeed è un servizio web di proprietà di Facebook Inc., che consente l'aggregazione in tempo reale degli aggiornamenti provenienti da reti sociali, blog e più in generale da qualsiasi servizio che renda disponibili i propri contenuti tramite feed RSS. Si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/FriendFeed, consultato il 28.12.2009 45 Si veda: <http://www.masternewmedia.org/it/2009/11/06/twitter... cit., consultato il 28.12.2009. 46 Si veda: www.twitter.com. 47 Si veda: Ibidem
  25. 25. I twits che si scrivono sono letti solo dai followers, cioè chi ha deciso di seguire gli aggiornamenti di una persona. In realtà c’è una pagina, la Public Timeline, dove sono postati tutti i messaggi del mondo, ma considerati la frequenza e il volume di twits, è quasi impossibile essere notati su questa pagina. Si possono scrivere anche messaggi privati – direct message – ad un altro utente: in questo caso solo il destinatario designato leggerà il twit. Il successo di Twitter è dovuto al non essere limitato al sito, all’essere istantaneo e utilizzabile in vari modi. È, infatti, possibile twittare anche attraverso Messenger o anche inviando SMS dal cellulare. Oppure, è possibile scaricare un programma per usare il social network senza andare necessariamente sul sito.48 1.4 La gratuità del web 2.0 Un altro aspetto interessante del web è la gratuità delle risorse. 25 25 Alcuni dei siti di cui abbiamo parlato in questo capitolo – come Facebook o Twitter – offrono i loro servizi in modo completamente gratuito. Altri in “modo freemium”. Questo è un modello di business che opera offrendo servizi di base gratuitamente e servizi aggiuntivi – premium – a pagamento. Esso ha raggiunto il massimo consenso con le compagnie web 2.0.49 Su questo modello, come abbiamo già visto, si basano siti come Ning e Flickr che offrono un buon servizio di base gratuito e funzioni maggiori e privilegiate attraverso il pagamento di un canone. È interessante riflettere sulle possibilità offerte dai siti freemium. Se si pensa che registrandosi su questi siti è possibile creare community, scrivere articoli, condividere documenti e informazioni, scambiarsi opinioni e molto altro, in sicurezza e gratuità, allora si percepisce 48 Si veda: http://www.2puntozeropertutti.it/?p=96, consultato il 04.01.2010. 49 Si veda: http://en.wikipedia.org/wiki/Freemium, consultato il 15.12.2009.
  26. 26. l’importanza di questa nuova concezione. Difatti, questo significa che a costo zero chiunque può usare questi strumenti. Questo è particolarmente significativo se si pensa all’importanza per una società di farsi conoscere ed essere presenti sul web. Ciò significa che qualsiasi tipo di società – anche un’ONLUS, un’ONG, un’organizzazione senza fini di lucro – può entrare nel mondo di internet. Essere online offre una visibilità vastissima e i costi sono irrisori. I servizi freemium offerti nel panorama del web 2.0 sono un’importante occasione per associazioni o gruppi del settore sociale, senza o con scarse risorse economiche. La presenza in internet oggi significa farsi conoscere potenzialmente in tutto il mondo, avere un posto dove pubblicare informazioni sempre, sfruttare i nuovi strumenti 2.0 per comunicare all’esterno e all’interno del gruppo. 1.5 Cloud computing Con il termine cloud computing s’intende un insieme di tecnologie 26 26 informatiche che permettono l’uso di risorse hardware o software distribuite in modo remoto, su web. Queste risorse sono rese disponibili da un fornitore al cliente, che ha la possibilità – previo pagamento – di implementare ulteriormente l’applicazione in base alle proprie esigenze.50 Una volta implementate, queste risorse possono essere sfruttate online da una platea di utenti molto ampia. In poche parole, possiamo affermare che il cloud computing si basa sul concetto di applicazione su web. Grazie a questo paradigma sarà possibile 50 Si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing, consultato il 28.12.2009.
  27. 27. raggiungere ciò che Eric Schmidt51 auspicava, quando affermava che “il browser è il computer”.52 Il cloud computing mette in discussione il paradigma odierno, spostando online quasi tutte le attività. Ciò significa, ad esempio, che se si vuole scrivere una lettera non si avvierà più Word, ma si aprirà il browser e digiterà un indirizzo.53 In questo senso Google è maestro, se si pensa che offra online e gratuitamente strumenti di posta elettronica, chat, strumenti per l’editing collaborativo, mappe del mondo ed altre applicazioni. Tutte queste funzioni risiedono sui server di Google e sono raggiungibili via web, non sono salvate nei PC degli utenti. I lati positivi di questo nuovo modo di lavorare sono facilmente intuibili: costi nulli o comunque bassissimi delle applicazioni, nessun problema di installazione o compatibilità dei sistemi operativi, né di aggiornamento dei software. I dati risiedono su server remoti e quindi sono raggiungibili e 27 27 modificabili con qualunque computer da ogni luogo dove è possibile collegarsi alla rete. Anche i backup sono a carico del server remoto. Ovviamente, non mancano gli aspetti negativi. Innanzitutto, i dati non sono più disponibili fisicamente dall'utente sulla propria macchina e in caso di assenza di collegamento ad internet non sono accessibili. L’aspetto più critico riguarda la privacy e la riservatezza: la sicurezza e la fiducia nei confronti dei gestori del server deve’essere almeno adeguata all’importanza delle informazioni salvate. I dati sono in rete protetti da una password di accesso, coi rischi che ne derivano se questa venisse scoperta.54 51 Emerson Eric Schmidt, nato il 27 aprile 1955, è un ingegnere e presidente di Google Inc. e un ex membro del consiglio di amministrazione di Apple Inc. Si veda: http://en.wikipedia.org/wiki/Eric_E._Schmidt, consultato il 04.01.2010. 52 Quest’affermazione rappresenta la linea espressa da Schmidt nel discorso di presentazione del Google I/O del maggio 2009, un evento che raccoglie sviluppatori da tutto il mondo, intorno alle innovazioni di Google. Schmidt ha sottolineato l'importanza della rete e delle applicazioni web. Si veda: http://www.tomshw.it/news.php?newsid=18269, consultato il 28.12.2009. 53 Si veda: http://www.tomshw.it/business.php?guide=20090715, consultato il 28.12.2009. 54 Si veda la pagina web reperibile al seguente indirizzo:
  28. 28. 2. La situazione giovanile In questo secondo capitolo si presenteranno le premesse “ambientali” che hanno portato i comuni di Vergiate, Chiasso e Sesto Calende ad impegnarsi in un progetto a sostegno dei giovani. Per inquadrare meglio la situazione giovanile oggi, ci si focalizzerà su tre aspetti. • Il primo è un’intervista introduttiva fatta ad un esperto pedagogista che spiega com’è mutata la condizione giovanile, il nuovo rapporto genitori- figli e il ruolo delle Istituzioni nell’educazione. • Il secondo è un quadro statistico della provincia di Varese e, dov’è stato possibile reperire i dati, dei territori interessati dal progetto, con particolare attenzione ai giovani e all’immigrazione. Il quadro demografico dei giovani è stato poi commentato dagli educatori della Cooperativa L’Aquilone55 che conoscono i ragazzi del territorio. • Infine, il terzo aspetto considerato è stato il rapporto tra i giovani, le 28 nuove tecnologie e la rete: i dati sono riferiti alla popolazione giovane 28 nazionale, poi commentati dagli educatori per conoscere le tendenze dei ragazzi della zona. Questa terza parte si conclude con una mappatura online degli strumenti più utilizzati sul web - Facebook e YouTube - per verificare se e come questi siti sono usati dai giovani. 2.1 Condivisione sul senso delle politiche giovanili: intervista al dott. Giorgio Prada56 Il 20 novembre 2009 si è svolta a Vergiate la conferenza Come l’aceto sulle fragole57. L’obiettivo era la condivisione delle sensazioni e delle esperienze http://www.pianeta.com/map/index.php/idQ21895/tipoQ/shwDAQsi/ricercaQ31/shSCQ48/pid Q18, consultato il 28.12.2009. 55 Si veda il capitolo 3. 56 Giorgio Prada è pedagogista e formatore, consulente pedagogico e collaboratore alle attività didattiche e di ricerca nei corsi di Pedagogia della disabilità e dell’integrazione e di Consulenza nel disagio educativo presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Il dott. Prada ha partecipato come moderatore alla prima conferenza del Progetto ChiaVe, intitolata Come l’aceto sulle fragole.
  29. 29. sul senso delle politiche giovanili da parte di amministratori, consiglieri e tecnici dei comuni partecipanti al Progetto ChiaVe (Vergiate, Sesto Calende e Chiasso). Partecipavano all’incontro anche gli educatori e i referenti istituzionali della rete di servizi per adolescenti e giovani. In questa occasione ho avuto la possibilità di intervistare il dott. Giorgio Prada e avere così la sua opinione di pedagogista sulla situazione giovanile oggi, sul cambiamento del ruolo genitoriale e dell’educazione e capire meglio il punto di vista delle amministrazioni comunali e le politiche giovanili adottate. Ci può spiegare il titolo della conferenza: cosa significa Come l’aceto sulle fragole? Chi è l’aceto e chi sono le fragole? L’aceto sulle fragole può essere considerato un piatto un po’ snob. La dolcezza e la freschezza delle fragole perché mai dovrebbero essere “inquinate” dal sapore dell’aceto? Però chi ha provato ad unire nel gusto 29 gli opposti, trova che siano molto piacevoli. 29 Così, cercavamo un titolo per questo incontro che riuscisse a coniugare l’idea che si concludesse a tavola, con quella di avvicinare mondi che per loro natura parrebbero opposti. Da un lato le amministrazioni, un mondo carico di responsabilità e necessità di rigore. La scarsità delle risorse impone di gestire oculatamente la cassa, puntando a risparmiare e a tagliare le spese considerate inutili. Dall’altro l’educazione dei giovani, un mondo altrettanto carico di responsabilità e rigore nell’esercizio di pratiche che ritiene indispensabili, che dovrebbero “ad ogni costo” essere attivate. Ecco, come l’aceto sulle fragole! Non viene in mente di abbinarli, ma se si riesce a trovare il giusto compromesso, si trova la chiave del gusto… 57 L’incontro è durato una mattinata ed è stato un momento di scambio conviviale. Prima dell’apertura dei lavori è stata offerta la colazione, a metà mattinata uno spuntino e al termine della giornata il pranzo. I lavori sono iniziati con una presentazione ufficiale del progetto ChiaVe, una riflessione del dott. Prada come spunto per i lavori di gruppo. Sono stati creati tre gruppi misti (assessori, consiglieri, tecnici e formatori) moderati da un formatore-facilitatore, che al termine delle discussioni ha restituito un riassunto di quanto detto nella mini-assemblea.
  30. 30. Secondo la sua esperienza, qual è la situazione che vivono i giovani d’oggi? Com’è il rapporto genitori-figli nella società moderna? Oggi la situazione dei giovani è cambiata. Non si avverte più la sensazione di un'emergenza giovanile, come accaduto nel periodo della contestazione. I giovani trovano un ambiente che tende a bonificare il conflitto intergenerazionale: le disponibilità economiche medie consentono molte opportunità e la dinamica di consumo permette di mitigare le frustrazioni. L’ambiente è sia la società in cui si vive e le sue dinamiche, che la condizione culturale che offre le linee guida per l’educazione famigliare. Oggi è aumentato il tempo in cui entrambi i genitori devono lavorare per mantenere la famiglia. Questo fa sì che i ragazzi si ritrovino spesso materialmente soli: le occasioni di crescita comune diminuiscono in quanto viene meno la possibilità, per genitori e figli, di condividere la realtà concreta, fisica. I ragazzi, ovviamente, si organizzano per non rimanere soli. Il mercato, soprattutto quello delle nuove tecnologie, e il web vengono in soccorso con 30 prodotti e servizi al bisogno di comunicare, di sentirsi vicini e stare in 30 contatto con gli altri. Per i giovani genitori di oggi i modelli sono cambiati: nel tentativo di avere un dialogo coi propri figli nei pochi momenti liberi, padri e madri desiderano essere loro "amici". Con questo meccanismo riparatore tentano di compensare la loro assenza con beni effimeri ma alla moda, come le costose nuove tecnologie, oppure con una relazione “alla pari” o con una libertà spesso eccessiva. I giovani sembrano tollerare la situazione ed essere soddisfatti della loro vita, anche se alcuni non vogliono conformarsi a questa tendenza e minacciano di rompere questo precario equilibrio di superficiale serenità. Per questa minoranza pare riemergere il “problema giovanile”.
  31. 31. Emerge chiaramente la necessità di educare. Chi può intervenire se i genitori non ne hanno materialmente il tempo? L'educazione è un fenomeno opaco: la si considera fondamentale, però, spesso, si spera che se ne occupi un’altra istituzione sociale. Pensare che la famiglia oggi possa bastare a reggere i naturali compiti educativi può risultare una pia illusione. Pensare che basti la scuola, dal momento che essa non ha ancora attivato una riforma degna di questo nome, purtroppo, è ancora un sogno. Oppure potrebbe intervenire lo Stato, nella fattispecie delle amministrazioni comunali. Gli amministratori in merito alle politiche giovanili si schierano su due versanti con motivazioni differenti. Da un lato ci sono i preoccupati dell'ordine pubblico e della salute delle giovani generazioni, che credono che i ragazzi in una struttura comunale siano più curati e controllati. Dall’altro ci sono i convinti assertori della libertà di espressione giovanile, certi che i giovani in una struttura comunale possano essere finalmente liberi di esprimere la loro personalità come 31 vogliono. 31 I più attenti amministratori osservano il territorio e imitano iniziative di altri paesi, sviluppando la proliferazione di servizi simili. Negli ultimi anni i Comuni più sensibili hanno risposto con l'offerta dei CAG58, luoghi dove i giovani si ritrovano insieme agli educatori, ascoltano musica, fanno feste, magari laboratori di cinema, teatro o fotografia, ma anche “un po’ di sana confusione". Nel concreto però l’impegno dei comuni non è così scontato. Perché? Per far capire come le amministrazioni vedono l’impegno dell’educazione, vorrei fare un paragone forte ma efficace. Un servizio educativo è simile alle fognature. Queste non si vedono in superficie, costano tantissimo e non si capisce perché occorrerebbe spendere tanto per un investimento simile. Solo chi ha memoria delle città medievali o chi conosce la spesa per 58 Centri di aggregazione giovanile, abbreviati con la sigla CAG.
  32. 32. una ditta di spurghi potrebbe capire l'importanza per una città di dotarsi di fognature efficienti. L'educazione è un servizio strano: l'aspettativa comune fa sì che un progetto di questo tipo non sia caldeggiato o sostenuto, perché i risultati e il ritorno d'immagine non sono visibili a breve termine. Il rischio d'impresa che un Comune si assume con un investimento educativo è elevatissimo. A fronte di capitali cospicui investiti, i risultati si vedono, forse, solo dopo molti anni dall'investimento e non sempre possono corrispondere alle aspettative. Per questo, un investimento educativo è difficilmente sostenibile. In realtà, quando si imposta un buon lavoro sui giovani, quando si pone attenzione alla qualità dei servizi proposti i risultati ci sono. Dopo qualche anno il giovane cresciuto nella comunità si riconosce più facilmente dentro un'identità comune e sarà disponibile verso gli altri. Non dovrebbe essere difficile per gli adulti capire l’importanza di 32 un’educazione corretta, robusta, vera. L’importanza di dare ai giovani 32 un’educazione non dovrebbe essere messa in discussione. Eppure siamo qui a parlare di politiche giovanili. Cosa non funziona, cosa manca ancora? Il fatto è che le fragole, in fondo, è meglio mangiarle così, al naturale. L'aceto sulle fragole è solo un piatto snob. Con questo intendo dire che i giovani crescono anche senza servizi appositi. Questa è l'esperienza di molti, forse della maggior parte della popolazione: si può diventare adulti senza l'ausilio di istituzioni educative. Occorre riconoscere, però, che l'educazione della scorsa generazione era diffusa. Cioè c’era un contesto in cui tutti i comportamenti risultavano coerenti a generare quell'ambiente sufficiente all’educazione, che non doveva essere supportato da una specifica azione educativa. Oggi non manca un ambiente educativo. Bambini e ragazzi non vivono del tutto in un altro mondo rispetto agli adulti, anche se molto del loro tempo è assorbito da giochi solitari o dalle nuove tecnologie.
  33. 33. L'assenza di una particolare componente dall'educazione non è mai diseducativa: un’educazione avviene sempre, indipendentemente dalla nostra volontà. Quello che è possibile attivare in modo intenzionale è un ambiente competente in grado di fornire un'esperienza di crescita autentica. 2.2 Quadro statistico sui giovani della provincia di Varese In questo capitolo si presenta un quadro statistico dei giovani della provincia di Varese, focalizzandosi sulla zona di Vergiate e Sesto Calende, interessata dalle attività del progetto ChiaVe. I dati che si andranno ad osservare riguardano la situazione demografica, con particolare attenzione ai giovani, alle donne e agli stranieri, l’abbandono scolastico e l’uso di sostanze psicoattive. 2.2.1 Quadro demografico 33 La provincia di Varese conta 871.448 residenti, tra italiani e stranieri, al 33 1° gennaio 2009. Come è mostrato dal grafico, la popolazione si distribuisce soprattutto nella fascia adulta, in modo equo tra i 21 e i 40 anni e i 41 e 60 anni.
  34. 34. Grafico 1: Quadro demografico della provincia di Varese. Residenti italiani e stranieri al 1° gennaio 2009, divisi in classi d’età59 La zona interessata dal progetto ChiaVe, invece, conta 19.598 residenti nello stesso periodo di riferimento. I dati di questo territorio confermano la distribuzione demografica dell’intera provincia. 34 34 Grafico 2: Quadro demografico della zona Sesto Calende-Vergiate, interessata dal progetto ChiaVe. Residenti italiani e stranieri al 1° gennaio 2009, divisi in classi d’età60 2.2.2 Fenomeno migratorio Un fenomeno molto importante in questo territorio è l’immigrazione degli stranieri: la provincia di Varese è una zona che percepisce questo cambiamento come problematico. Il grafico 3 mostra il trend dei residenti stranieri nell’intera provincia e nella zona Sesto Calende-Vergiate. 59 Fonte ISTAT 2010. Si veda: http://demoistat.it/pop2009/index.html, consultato il 07.01.2010. 60 Fonte ISTAT 2010. Si veda: http://demoistat.it/pop2009/index.html, consultato il 07.01.2010.
  35. 35. Il grafico mostra che gradualmente in provincia si è passati da una porzione di stranieri residenti pari al 5,4% della popolazione nell’anno 2006, al 6,2% del 2009, con un incremento di circa mezzo punto percentuale ogni anno. I dati del territorio del progetto sono leggermente sopra la media provinciale e mostrano un passaggio dal 6,2% di stranieri sulla popolazione nell’anno 2006, all’8,6% del 2009. 35 35 Grafico 3: Andamento percentuale degli stranieri sulla popolazione del territorio di riferimento, dall’anno 2006 all’anno 200961 Tenendo presente che il progetto ChiaVe è dedicato ai giovani, ecco due grafici che si focalizzano sui ragazzi dai 15 ai 30 anni. Questa fascia d’età è stata scelta poiché le attività di cui si compone il progetto si rivolgono a 61 Rielaborazione su dati ISTAT 2010. Si vedano: http://demoistat.it/pop2009/index.html, http://demoistat.it/pop2008/index.html, http://demoistat.it/pop2007/index.html, http://demoistat.it/pop2006/index.html, http://demoistat.it/strasa2009/index2.html, http://demoistat.it/strasa2008/index2.html http://demoistat.it/strasa2007/index2.html e http://demoistat.it/strasa2006/index2.html, consultati il 07.01.2010.
  36. 36. questo gruppo: dagli adolescenti che partecipano all’Educativa di strada, ai giovani adulti interessati alle borse lavoro. Il grafico 4 mostra che il trend dei giovani della provincia è in calo, considerando sia italiani sia stranieri residenti. Ciò significa che il numero dei ragazzi sta diminuendo e la popolazione sta invecchiando. Il grafico 5, invece, inquadra la porzione di giovani di origine straniera residenti, sempre di età compresa tra i 15 e i 30 anni. Al contrario dell’andamento generale, il trend dei giovani stranieri è in leggera e costante crescita. 36 36 Grafico 4: Andamento percentuale dei giovani italiani e stranieri dai 15 ai 30 anni sulla popolazione dei territori di riferimento, dall’anno 2006 all’anno 200962 62 Rielaborazione su dati ISTAT 2010. Si vedano: http://demoistat.it/pop2009/index.html, http://demoistat.it/pop2008/index.html, http://demoistat.it/pop2007/index.html e http://demoistat.it/pop2006/index.html, consultati il 07.01.2010.
  37. 37. Grafico 5: Andamento percentuale dei giovani stranieri dai 15 ai 30 anni sulla popolazione dei territori di riferimento, dall’anno 2006 all’anno 200963 37 Confrontando in modo più approfondito i dati di questi ultimi due grafici, 37 osserviamo che la classe giovanile in generale (grafico 4) è diminuita dell’1,1%. Nella provincia è passata dal 17,3% del 2006 al 16,2% del 2009 della popolazione totale, mentre nella zona Sesto-Vergiate dal 16,5% del 2006 al 15,4% del 2009. Invece, il trend che interessa solo i giovani stranieri (grafico 5) è lievemente positivo in entrambi i territori considerati. Si è registrato un + 0,4% in provincia, passando dall’1,5% del 2006 all’1,9% di giovani stranieri sul totale dei residenti nel 2009. Invece, nella zona Sesto Calende e Vergiate l’aumento è pari al +0,6%, partendo dall’1,7% del 2006 e arrivando al 2,3% di giovani stranieri sul totale dei residenti nel 2009. Concludendo, possiamo affermare che nel complesso la popolazione giovanile non sta crescendo, mentre la componente straniera sta aumentando. 63 Rielaborazione su dati ISTAT 2010. Si vedano i siti indicati nella precedente, consultati il 07.01.2010.
  38. 38. 2.2.3 Quadro demografico degli adolescenti nel territorio di Sesto Calende-Vergiate Prima di passare all’osservazione di altri indicatori, vale la pena considerare in modo più approfondito la situazione demografica degli adolescenti nel territorio di Sesto Calende e Vergiate. La fascia d’età compresa tra i 15 e i 20 anni è quella interessata dall’intervento di Educativa di strada, attività principale in questa fase di start up del progetto. I dati riportati sono relativi al solo anno 2009, primo anno di avvio del progetto ChiaVe, per mostrare la popolazione destinataria delle attività progettuali. Per essere precisi, nella zona di Sesto-Vergiate ci sono 966 ragazzi residenti italiani e stranieri, tra i 15 e i 20 anni. Questa porzione rappresenta quasi il 5% della popolazione residente sul territorio considerato. 38 La distribuzione per età dei ragazzi è mostrata nel grafico 6: le sei fasce 38 sono composte da un numero simile di adolescenti. Grafico 6: Ragazzi tra i 15 e i 20 anni residenti nei comuni di Vergiate e Sesto Calende, al 1° gennaio 2009, suddivisi per età64 64 Fonte ISTAT 2010.
  39. 39. Il progetto ChiaVe si occupa in particolare di due gruppi di giovanissimi: la popolazione femminile e quella straniera. I grafici che seguono servono per illustrare qual è impatto di questi gruppi sull’intera popolazione giovanile. Grafico 7: Percentuale di maschi e di femmine italiani e stranieri, tra i 15 e i 20 anni residenti nei comuni di Vergiate e Sesto Calende, al 1° gennaio 200965 39 39 Grafico 8: Percentuale di italiani e di stranieri tra i 15 e i 20 anni residenti nei comuni di Vergiate e Sesto Calende, al 1° gennaio 200966 Si veda: http://demoistat.it/pop2009/index.html, consultato il 07.01.2010. 65 Fonte ISTAT 2010. Si veda: http://demoistat.it/pop2009/index.html, consultato il 07.01.2010. 66 Fonte ISTAT 2010.
  40. 40. Approfondendo le ricerche, scopriamo che la percentuale femminile è pari al 47,7% degli adolescenti presenti sul territorio (grafico 7) e i ragazzi stranieri residenti sono quasi il 10% della popolazione giovanile (grafico 8). Per completezza, la popolazione femminile straniera è pari al 5,7% di tutti i giovani. Se gli educatori percepiscono dei problemi da parte delle adolescenti di sesso femminile, le percentuali dimostrano che il disagio potenzialmente riguarda la metà della popolazione giovane. Discorso analogo per la componente straniera: se in questo territorio l’integrazione tra italiani e immigrati è più difficoltosa è bene intervenire sulla popolazione giovane, dove il rapporto è uno straniero ogni dieci italiani. 2.2.4 Abbandono scolastico Il fenomeno della dispersione scolastica, definito anche drop out, è una 40 problematica multidimensionale, i cui fattori in gioco sono il singolo, il 40 singolo nel gruppo dei pari, il singolo nel mondo del lavoro e le Istituzioni.67 Il progetto ChiaVe, attraverso le borse lavoro, si occupa dei giovani che hanno interrotto gli studi senza conseguire un titolo oppure che non hanno assolto l’obbligo scolastico. Il seguente grafico mostra la situazione degli abbandoni scolastici tra gli adolescenti nella provincia di Varese. Si veda: http://demoistat.it/pop2009/index.html e http://demoistat.it/strasa2009/index2.html, consultati il 07.01.2010. 67 Si veda: Mian, E., Canelles, M., F., Abbandono Scolastico. Esiste una relazione con comportamenti devianti? Cause, osservazioni e proposte d’intervento. I.R.I.D.S.A. Il documento è scaricabile dal sito http://www.nuovapedagogia.com/abbandono_scolastico.pdf, consultato il 07.01.2010.
  41. 41. Grafico 9: Andamento abbandoni scolastici degli adolescenti residenti in provincia di Varese, dall’anno scolastico 2003/2004 al 2008/0968 L’andamento di questo fenomeno è in ascesa e sicuramente questo è un 41 41 segnale positivo e confortante, come manifestato anche dalla soddisfazione delle Istituzioni.”69 Anche se il fenomeno dei drop out sta diminuendo, è importante che questi ragazzi non vengano lasciati soli dalle Istituzioni. I problemi maggiori sono due: il primo è che questa categoria non è particolarmente tutelata dalla legge e il secondo è che questi ragazzi appartengono soprattutto a famiglie disagiate, che non affrontano il problema. Nel 2006 i ragazzi drop out erano quasi il 10% in tutta la provincia, mentre nel 2009 si è scesi al 6%. Da notare che, nella ricerca presa in considerazione, si parla solo di minorenni, mentre le attività del progetto ChiaVe sono rivolte anche ai giovani adulti. 68 Si veda: Osservatorio Permanente sull’Istruzione della Provincia di Varese. Dispersione scolastica, Anno scolastico 2008/2009. Il documento è sfogliabile e scaricabile dal sito http://www.provincia.va.it/ente/istruzione/sis_opi/pdf/letture_commenti_2.pdf, consultato il 07.01.2010. 69 Si veda: http://iflsommalombardo.blogspot.com/2009/08/centri-per-limpiego-della-provincia- di.html, consultato il 07.01.2010.
  42. 42. Nonostante la situazione generale stia migliorando, vale comunque la pena di interessarsi dell’istruzione dei giovani, soprattutto quando è utile a trovare un posto di lavoro. 2.2.5 Uso di sostanze psicoattive L’uso e l’abuso di sostanze stupefacenti sono diffusi tra i giovani del territorio, come rivelano gli operatori dell’Educativa di strada. Per dimostrare questa affermazione nel seguente capitoletto si riportano i dati del report dell’Osservatorio Dipendenze della provincia di Varese70. La ricerca cui si fa riferimento si riferisce alle sostanze psicoattive legali e illegali, prendendo in considerazione: • droghe pesanti: eroina e cocaina • droghe leggere: cannabis • bevande alcoliche e tabacco • stimolanti: anfetamine, ecstasy, GHB, ecc. 42 42 Il target considerato nella ricerca è composto da studenti e studentesse dai 15 ai 19 anni residenti in regione Lombardia e in provincia di Varese; la nostra attenzione si focalizzerà esclusivamente sul secondo gruppo. I grafici che seguono presentano le percentuali di giovani maschi (grafico 10) e femmine (grafico 11) che fanno uso delle singole sostanze, con indicazione dell’andamento dal 2006 al 2007. 70La ricerca presa in considerazione è l’ultima che è stata fatta nella provincia di Varese, ma risale al 2008 e presenta dati del 2006 e 2007. Non è possibile fare un confronto con ricerche passate dell’Osservatorio poiché gli indicatori sono diversi e non confrontabili. Anche se i dati non sono aggiornati sono comunque interessanti perché offrono una panoramica dell’uso di sostanze, tabacco e alcol tra i giovani della provincia. È possibile scaricare la ricerca al link http://www.indipendenze.org/public/files/Report_Varese_2008.pdf, consultato il 01.12.2009.
  43. 43. 43 43 Grafico 10: Percentuali relative agli studenti maschi, residenti nella provincia di Varese, che fanno uso delle sostanze indicate, negli anni 2006 e 2007. Indicazione dell’andamento per ciascuna sostanza71 Dal grafico 10 si evince che il consumo delle droghe pesanti e degli stimolanti sia invariato nel biennio, presentando un lieve calo. I consumi di cannabis, tabacco e alcol hanno subito una flessione più pesante, secondo le dichiarazioni. Le percentuali dimostrano più ragazzi che hanno fumato cannabis (30%) rispetto al tabacco (26%). L’88% consuma saltuariamente bevande alcoliche, che rimane il “vizio” maggiore tra i ragazzi. 71 Si veda: Ibidem. Al link http://www.indipendenze.org/public/files/Report_Varese_2008.pdf, consultato il 01.12.2009.
  44. 44. 44 44 Grafico 11: Percentuali relative alle studentesse, residenti nella provincia di Varese, che fanno delle sostanze indicate, negli anni 2006 e 2007. Indicazione dell’andamento per ciascuna sostanza72 I dati che riguardano le ragazze sono molto simili a quelli dei coetanei maschi. In generale, le ragazze fanno meno uso di queste sostanze, ad eccezione del tabacco, fumato da quasi il 26% dei maschi e dal 29% delle ragazze, in media nei due anni. 72 Si veda: Ibidem. Al link http://www.indipendenze.org/public/files/Report_Varese_2008.pdf, consultato il 01.12.2009.
  45. 45. 2.2.6 Considerazioni degli educatori sui giovani73 La fotografia che gli educatori fanno dei giovani del territorio mostra ragazzi che non frequentano più luoghi tradizionali di aggregazione, ma, allo stesso tempo, manifestano l’esigenza di avere spazi in cui ritrovarsi con coetanei. Hanno bisogno di luoghi dove poter giocare a calcio o a pallavolo, usare lo skate, ascoltare musica, ballare, studiare, parlare dei primi amori, incontrare e accettare gli educatori e avere, grazie a loro, una possibilità di confronto con il mondo adulto. Descrivere questi giovani non è semplice, anche se, sicuramente, sono ragazze e ragazzi ben disposti nei confronti di chi si mostra desideroso di conoscerli e capace di ascoltarli. La sensazione che gli educatori hanno quando sono in contatto coi ragazzi è che questi siano delusi dal mondo adulto e sfiduciati nel futuro. Questo li rende apatici e rassegnati. Questo porta molti giovani a non avere obiettivi e a non impegnarsi per la propria realizzazione. In realtà, i giovani sono un vulcano pronto ad esplodere, perché non 45 aspettano altro che un’occasione per attivarsi e organizzarsi. 45 I più grandi, dai 17 anni in poi, se stimolati discutono volentieri di tematiche importanti, come droga, razzismo, rapporto coi genitori e relazioni affettive oppure partecipano con intensità ed entusiasmo ad attività proposte dagli adulti. I più piccoli – dai 14 ai 16 anni – invece sono vivaci ma un po’ scocciati, il che spesso li porta a commettere piccoli atti vandalici o a comportarsi da bulli. 2.2.7 Conclusioni I dati emersi dalle ricerche sulla provincia di Varese sono confermati quasi per tutti gli aspetti dall’esperienza sul campo degli educatori, anche su un territorio più ristretto. I problemi maggiori che emergono sono legati all’integrazione dei ragazzi stranieri, che nel territorio di riferimento è un problema sentito: non a 73 Rielaborazione delle risposte date dagli educatori della Cooperativa L’Aquilone a due questionari via mail. È stato scelto di raccogliere i dati in questo modo perché era impossibile riuscire a incontrare gli operatori di persona, a causa dei loro impegni lavorativi.
  46. 46. caso più della metà dei ragazzi dell’Eds è immigrata. Molti hanno problemi con la scuola e il lavoro: i dati sul campo non sembrano positivi come quelli ufficiali della provincia. Infine, il rapporto con le sigarette e il consumo di droghe leggere manifesta una situazione di disagio: i ragazzi sono molto giovani e con questi comportamenti potrebbero voler dimostrare a loro stessi e agli altri di essere più grandi, indipendenti e importanti. Questi dati rispecchiano le tendenze mostrate dalle ricerche degli anni scorsi. Altro tema delicato è la crescita delle ragazze, che, infatti, preferiscono ritrovarsi in occasioni a loro dedicate, invece che insieme ai coetanei maschi (i gruppi dell’Eds sono quasi completamente maschili). Possiamo concludere che, osservati più accuratamente i giovani del territorio, il progetto ChiaVe focalizza la sua attenzione su aspetti salienti e importanti, su problemi reali e rilevanti: immigrazione, femminilità e lavoro. 46 46 2.3 I giovani, le nuove tecnologie e la rete In questa terza parte del capitolo poniamo l’attenzione sul rapporto tra i giovani, le nuove tecnologie e internet. L’obiettivo è mostrare che i ragazzi sono interessati e favorevoli all’uso degli strumenti web e presentare i dati effettivi su quanto e come già li utilizzino. 2.3.1 I giovani e le nuove tecnologie: i dati Eurisko Eurisko ha svolto una ricerca interessata ad analizzare il rapporto dei giovani con le nuove tecnologie. I risultati mostrano l’esistenza di 5 gruppi, posizionati in base al loro pensiero: • il 46% dei teenager dichiara di essere interessato e di usare il più possibile le nuove tecnologie • il 35% dichiara che per stare al passo coi tempi è necessario sapere usare le nuove tecnologie
  47. 47. • l’11% dichiara che le nuove tecnologie sono al di là delle proprie possibilità • Solo il 2%, infine, che le nuove tecnologie fanno paura74 Grafico 12: Cosa pensano i giovani italiani delle nuove tecnologie75 47 47 Altri dati dello studio mostrano che 1 ragazzo su 2 (56%) ha una vita “on- line” e che i giovani non rinunciano alle nuove tecnologie, alla musica, ai social network e ai consumi “globali”. In particolare, interessante notare che i social network sono visti come mezzi che aiutano la costruzione dell’identità e facilitano l’allargamento della cerchia di amici. Se i giovani si avvicinano sempre più agli strumenti tecnologi per costruire la propria identità, conoscere nuove persone e comunicare con gli altri, allora è necessario che gli adulti riflettano su come poter raggiungere i ragazzi. I giovani del nostro tempo hanno bisogno di essere sempre connessi o in comunicazione con gli altri e hanno bisogno di fare, dire, 74 Cfr: Antonietti, L., I giovani non rinunciano. Uno sguardo internazionale, GFK Eurisko, 2009. Questa ricerca è consultabile e scaricabile all’indirizzo internet http://www.gfk.com/imperia/md/content/gfk_eurisko/pressroom/i_giovani_non_rinunciano_10_feb_2009.pdf, consultato il 22.11.09. 75 Dati Eurisko 2009.
  48. 48. mostrarsi, per “essere”, [cioè hanno bisogno di essere in] connessione continuativa e di avere un protagonismo almeno illusorio. Di conseguenza, i giovani prediligono sempre di più i media attivi, che favoriscono una connessione incessante, [come] telefono mobile, Messenger [e] che permettono di essere protagonisti, [come il] web (siti social network, gruppi, blog, ecc.).76 2.3.2 I giovani e le nuove tecnologie: il punto di vista degli educatori È stato mostrato il grafico 12 agli educatori della Cooperativa L’Aquilone, che si occupano in prima persona dell’Educativa di strada. I loro commenti confermano questo avvicinamento dei giovani alle nuove tecnologie. Gli educatori notano che i ragazzi – soprattutto dai 15 anni – sono affascinati e utilizzano le tecnologie, in particolare il cellulare. Molti 48 48 possiedono telefonini di ultima generazione, sono sempre alla ricerca del modello più innovativo, anche se non tutti sono in grado di usarlo al massimo delle potenzialità. Le nuove tecnologie rappresentano realmente la loro nuova prassi di comunicare, non potrebbero parlare di sé e con altri, con altri mezzi. Un gruppo di ragazzi, in particolare, usa regolarmente attrezzature professionali per creare e mixare la musica tecno o house. Altri sono più appassionati ai video. Dal punto di vista degli educatori questa moda risponde soprattutto alla necessità di apparire. 76 Cfr: Ivi, pp. 70-71.
  49. 49. 2.3.3 I giovani e la rete: i dati Eurisko Una seconda ricerca Eurisko77 mostra in modo più approfondito l’uso di internet tra i giovani. Di seguito verranno presentati alcuni grafici che illustrano chiaramente la diffusione del fenomeno. Il quadro nazionale presentato da Eurisko78 mostra una tendenza in continua ascesa per quanto riguarda l’uso di internet e le ore settimanali medie di collegamento. Per avere un’idea generale sulla popolazione, il 44% degli italiani dai 6 agli over 75 dichiara di usare internet, il 22% di loro tutti i giorni. Per quanto riguarda l’utilizzo di internet da parte dei giovani italiani, ecco i dati aggiornati al 2009, rappresentati nel grafico 13. 49 49 Grafico 13: Percentuali di giovani italiani nella fascia d’età 15-24 anni che utilizzano internet con relativa frequenza, nell’anno 200979 È evidente come la maggior parte dei giovani (83,4%) usi internet; il 45,5% tutti i giorni o spesso durante la settimana (28,9%). Gli accessi alla rete da 77 Si veda: Savoldelli, R., I giovani italiani del Terzo Millennio, GFK Eurisko, 2009. La ricerca è reperibile e scaricabile all’indirizzo http://www.youmark.it/files/applications/2009/02/8491.pdf. Consultata in data 30.11.2009. 78 I dati Eurisko fanno riferimento alla tendenza nazionale fino all’anno 2007. 79 Fonte ISTAT 2009.
  50. 50. parte dei giovani sono in numero decisamente più elevato rispetto alla media nazionale. Oltre ai dati sulla frequenza di utilizzo del mezzo, è interessante scoprire che i giovani vedono internet come uno strumento interattivo. Difatti i ragazzi in rete dichiarano di avere tre obiettivi principali: • comunicare con gli amici, • stare in contatto col mondo grazie ai social network • fare acquisti80 Nel grafico 14 sono presentate le percentuali di giovani che compiono queste tre azioni in rete. La differenza maggiore tra adolescenti e giovani si nota nella categoria “acquisti”, giustificabile dal fatto che i teens hanno meno libertà e possibilità economica dei giovani adulti. 50 50 Grafico 14: Motivazioni interazione con internet dei giovani nelle due fasce d’età considerate, all’anno 200781 80 Si veda: Savoldelli, R., I giovani italiani, Cit., pg. 3. 81 Dati Eurisko 2007.
  51. 51. I consumi dei giovani on e offline ricalcano quegli ambiti della vita legati allo stare connessi, in comunicazione col mondo, incontrare le altre persone, sedurre ed essere ben visti dagli altri. Infatti, la prima categoria di spesa, per entrambe le fasce d’età, è la ricarica del cellulare, seguita dai consumi legati ai luoghi d’incontro, come bar, pizzerie, fast food e dagli acquisti nel settore dell’abbigliamento82. Le affermazioni del dott. Prada, nella sua intervista all’inizio del capitolo, su ciò che i giovani cercano attraverso l’uso nuove tecnologie sembrano poter dare giustificazione sia ai consumi dei giovani, sia dagli obiettivi che hanno quando navigano in rete: comunicazione, aggregazione, connessione, seduzione e approvazione degli altri. 2.3.4 I giovani e la rete: il punto di vista degli educatori Gli educatori hanno confermato un’elevata frequenza d’uso di internet tra i ragazzi, soprattutto per comunicare e stare in contatto tra loro. Un’operatrice afferma che “L’immagine dell’adolescente che pretende di 51 51 studiare mentre è collegato a Facebook, ascolta l’I-pod, chatta su MSN e guarda la tv è reale!” È stato chiesto agli educatori di scoprire quali sono i siti e gli strumenti più usati dai ragazzi coinvolti nell’Eds. La maggior parte di loro utilizza regolarmente Facebook: quasi tutti i ragazzi sopra i 15 anni hanno un account e lo tengono aggiornato quotidianamente. In rete si divertono a guardare video su YouTube, ma difficilmente li caricano. Gli appassionati di musica scaricano brani, non sempre legalmente. Alcuni si tengono in contatto con i coetanei attraverso Messenger. In virtù del forte coinvolgimento dei giovani per le nuove tecnologie gli educatori sono concordi all’unanimità dell’importanza di questi strumenti. Tutti gli operatori, soprattutto i più restii alle novità in campo informatico, 82 Si veda: Savoldelli, R., I giovani italiani, Cit., pg. 4.
  52. 52. desiderano conoscere gli strumenti disponibili, in modo da saperli utilizzare in modo responsabile e costruttivo. Il gruppo ritiene che le nuove tecnologie siano utili sia ai ragazzi sia agli educatori. Gli adolescenti sono già abituati ad usare questi strumenti e continuerebbero a usarli come mezzi d’espressione, coinvolgimento e partecipazione alle attività proposte. Gli educatori avrebbero un nuovo veicolo di informazione e promozione più veloce, immediato e coinvolgente: potrebbero raggiungere un numero sempre maggiore di ragazzi, incuriosendoli e “fidelizzandoli” a seguire le iniziative suggerite. Inoltre, potrebbero usare questi strumenti per dialogare coi ragazzi e raccogliere i loro suggerimenti, in modo alternativo, talvolta più semplice e proficuo. Una possibilità interessante è data dall’opportunità di monitorare le attività e i ragazzi attraverso una mappatura del territorio ed evidenziare quali sono i luoghi di ritrovo dei ragazzi (bar, parchi, vie, …), quali le zone battute dagli operatori, dove sono spazi riservati ai giovani (edubar, sale 52 prove, palestre, piscine, …) oppure indicare la località del prossimo evento 52 organizzato. Un educatore suggerisce che gli strumenti web 2.0 potrebbero essere usati nelle fasi di aggancio di un gruppo e di promozione delle attività. Questi sono canali di comunicazione che i ragazzi conoscono bene e sanno usare. Gli operatori concordano nell’idea che la conoscenza e il saper usare le tecnologie permettere di capir meglio i ragazzi, proprio perché questi strumenti sono parte integrante dell’universo adolescente. 2.3.5 I giovani e la rete: la mappatura on-line del territorio di Sesto Calende e Vergiate Sono stati esaminati alcuni strumenti web per capirne la diffusione e l’uso, nel territorio di Sesto Calende-Vergiate. I siti analizzati sono: Facebook e YouTube. È possibile stimare quanto materiale è stato prodotto o pubblicato dai giovani, a detta degli educatori.

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