PPT Messa "Tuberculosis: disease and art"

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PPT Messa "Tuberculosis: disease and art"

  1. 1. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 Antonio MESSA Cattedra di economia aziendale, Lugano - CH Tisi una malattia nell’arte
  2. 2. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 Era un afoso pomeriggio del 1 4 Luglio, correva l’anno 1 976 del mio “Esame di maturità”
  3. 3. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 “Lei porta Italiano come prima materia, di cosa mi vuole parlare?” “veramente io avrei preparato una tesina su Guido Gozzano ed i poeti “crepuscolari”
  4. 4. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 Mi picchiano in vario lor metro spiando non so quali segni, m’auscultano con li ordegni il petto davanti e di dietro. E sentono chi sa quali tarli i vecchi saputi. . . A che scopo? Sorriderei quasi, se dopo non bisognasse pagarli (Alle soglie) . . . Dove andrò? Non so… Viaggio, viaggio per fuggire altro viaggio. Oltre Marocco, ad isolette strane, ricche in essenze, in datteri, in banane, perdute nell’Atlantico selvaggio. (La signorina Felicita ovvero la Felicità) Io penso talvolta che vita, che vita sarebbe la mia, se già la Signora vestita di nulla non fosse per via. (L’ipotesi) Bene… Messa, se io le cito: E ancora… E infine…
  5. 5. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 Avevo incontrato il “mal sottile”, una malattia per la quale l’unico contatto mai avuto era stato con il test tubercolinico e la schermografia al dispensario di Monza. Poi seppi di altri: Corazzini, Eluard, Jarry, Bronte, Barrett Browning, Bukowsky, Camus, Chekov, Goethe, Heinlein, Kafka, Keats, Maupassant, Moravia, Orwell, Rostandt, Schiller, Scott, Stevenson, Thomas, Voltaire… solo per citare una minima parte di un lungo elenco
  6. 6. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 In Keats la malattia seguì il suo prevedibile, tragico, corso. Una sera di febbraio nel 1 820, tossì, sputò un po’ di sangue e poi dichiarò tranquillamente: ‘è sangue arterioso …il mio avviso di morte’. I bacilli a tubercolo nei suoi polmoni avevano indebolito il rivestimento di un’arteria. In seguito quella stessa notte ebbe un’emorragia grave. Aveva studiato medicina e dunque sapeva molto bene di che si trattava. Purtroppo le cure che si praticavano in quel periodo non facevano che acuire le sofferenze. Morì a 26 anni La breve vita di Keats, al principio della rivoluzione industriale, segnò il primo picco nell’incidenza della tubercolosi polmonare, anche nota come tisi ("phthisis“, parola greca per ‘devastazione’), consunzione, o ‘morte bianca’ (in parte per via della grave anemia che l’accompagnava). Fino alla metà degli anni ‘50 dell’Ottocento non se ne capì la natura contagiosa
  7. 7. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 E il poeta inglese Lord Byron arrivò a scrivere: "Mi piacerebbe morire di consunzione perchè tutte le donne direbbero: Guarda il povero Byron, come appare interessante mentre muore!". La tubercolosi diventò una malattia del Romanticismo e fu protagonista nell’opera lirica: erano tisiche, la Mimì della Bohème di Puccini e la Violetta della Traviata di Verdi.
  8. 8. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 a sancire il definitivo successo letterario a dimensione europea del ‘mal sottile’. Ne è autore Alexandre Dumas figlio (1824-1895) che nel contesto della vita mondana parigina d’alto bordo, propria degli anni che precedono il ‘48 rivoluzionario, colloca la vita, gli amori e la morte per tisi di Maria Duplessis, tormentosamente amata dallo stesso Autore. è un romanzo francese, “La signora delle camelie”, pubblicato nel 1848 (Luciano Luciani, La Tisi, una malattia letteraria)
  9. 9. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 Scoprii così che la letteratura che tanto amavo ha pagato un tributo pesante alla tubercolosi Poi Thomas Mann nel 1924 scrive la Montagna incantata*: “La malattia ti dà la libertà. Ti rende…ecco, ora mi sovvien la parola che non ho mai usata! Ti rende geniale. ” La TB diventa la malattia del genio, ispira creatività e acuisce la sensualità.
  10. 10. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 La storia è quella di Hans Castorp, giovane ingegnere navale che al Berghof voleva far visita a un parente ma che lì è costretto a fermarsi per sette lunghi anni, avendo scoperto di essere colpito anch'egli dalla tisi. Guarirà, ma poi si arruolerà per combattere nella Prima guerra mondiale, come a portare a compimento il proprio destino "mortifero“ (destino che accomunò un'intera generazione di fine 800/primi del 900). Fu in uno dei sanatori più quotati del suo tempo, il Berghof, sulle alture svizzere di Davos, che Thomas Mann ambientò il suo capolavoro .
  11. 11. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 e la musica…quella classica, ascoltata di notte fonda, alla radio, di nascosto dai miei genitori Boccherini, Catalani, Paganini, Pergolesi, Purcell, Stravinsky, von Webern… tutti ammalati di TB
  12. 12. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 e …Chopin, già a ventiquattro anni la malattia dava i primi segni della sua comparsa: "Chopin assomiglia alla sua musica" si dirà. E' delicato di corpo e di spirito profondamente triste.– (F. List - Vita di Chopin) Ad un certo punto della vita, la tisi e l'asma, unite al pressante mal di testa, le bronchiti e tutta la processione dei mali abituali, si aggravarono così penosamente da condurlo, ad un tratto sul precipizio delle allucinazioni uditive: gli sembrava di sentire l'eco delle campane della chiesa "che suonano a morte per il suo funerale". Fu in queste condizioni che compose la stupenda Sonata n°2 op. 35 in Si Be Molle minore di cui fa parte la nota Marcia Funebre. Fonti dell’epoca riportano episodi di emottisi durante i concerti.
  13. 13. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 “Chopin tossisce con grazia infinita" scriveva la scrittrice francese George Sand, sua amante. Contro il consiglio dei medici, Chopin non rinunciò mai a dare dei concerti… come avrebbe potuto, vista la sua situazione economica? La musica fu la prima a risentirne. Il celebre tocco dell'artista al pianoforte si faceva via via più debole, tanto che lo si riusciva a sentire a malapena. E inoltre, ogni volta che si alzava, alla fine del concerto, era pallido e così stanco che gli ci voleva un bel po' per riprendersi e per capire ciò che stava accadendo attorno a lui Tisi o non tisi. Morì a 39 anni.
  14. 14. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 e la pittura, con i suoi ammalati celebri Bartholdi, Delacroix, Gauguin…
  15. 15. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 All'età di sedici anni Amedeo Modigliani fu colpito da tubercolosi polmonare. Pur reagendo bene alla malattia, le sue energie intermittenti non gli consentirono di assecondare la sua vera e grande passione per la scultura. L'intaglio diretto della pietra, infatti, esigeva uno sforzo fisico di cui non fu capace in modo adeguato e sistematico. Per questo dovette dedicarsi quasi esclusivamente alla pittura e di lui ci restano appena venti sculture in pietra di cui solo due terminate. Anche Modì fu un gran bevitore, devastato nel fisico dal delirium tremens, dalla scarsa alimentazione e, infine, da una meningite tubercolare che in pochi giorni lo condusse alla morte, a trentasei anni, il 20 gennaio 1920
  16. 16. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 e quelli che hanno dipinto la malattia Barrias, De leon, Millais, Rembrandt, Waterhouse, et al.
  17. 17. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 Mal sottile Quasi in fin di vita, una donna colpita da una crisi di emottisi, a causa di una tubercolosi viene salvata grazie all’intercessione divina. La giovane che l’assiste ha già capito che andrà tutto bene, malgrado le apparenze, e mostra uno sguardo sereno e fiducioso
  18. 18. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 La tubercolosi, prima della Rivoluzione Industriale era talvolta associata al vampirismo. Quando un membro di una famiglia ne moriva, gli altri membri avrebbero iniziato ad ammalarsi lentamente. La gente credeva che questo fosse causato dalla vittima originale, che non faceva altro che succhiare la vita dagli altri membri della famiglia. Inoltre, gli ammalati che avevano la TB mostravano sintomi simili a quelli che le persone normali reputavano essere tratti tipicamente vampirici. Le persone che soffrono di tubercolosi hanno spesso occhi arrossati e gonfi (che a sua volta causa sensibilità alla luce intensa), un colorito pallido e tossiscono sangue, suggerendo che l'unico metodo per ripristinare questa perdita di sangue era succhiarlo da altri.
  19. 19. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 Un'altra credenza popolare attribuiva la Tubercolosi all'essere costretti, di notte, ad attendere alle feste delle fate, così che la vittima veniva stremata e consumata (consunzione) dalla mancanza di sonno. Questa credenza era molto diffusa quando si trovava nella tradizione popolare un forte collegamento tra le fate e i morti.
  20. 20. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 Allo stesso modo, ma forse meno comunemente, la tubercolosi era attribuita all'essere cavalcati di notte dalle streghe; trasformati in cavalli dalle megere per portarle ai loro sabba e raduni, le vittime subivano di nuovo la mancanza di sonno e giacevano consumate, stremate ed esangui per la estenuante fatica subita.
  21. 21. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 Fino a 1 /3 della popolazione viene colpito. In quasi ogni famiglia è un lutto. Una corrente romantica attraversa l’Europa. L’arte parla di emozioni, di sentimenti, di passioni, di mistero, di sensibilità. (G. Cesare, La tubercolosi nell’arte, 1939) Chiamata tisi, mal sottile, consunzione, peste bianca, la tubercolosi attraversa l’ Europa “fin de siècle”. E’ ritenuta malattia ereditaria, familiare, costituzionale, favorita da uno stile di vita irregolare, bohemienne, moralmente non retto. La tubercolosi è una malattia dei sensi. Bene tenerle lontane le giovinette. Acuisce la sensualità, la provoca; conferisce a chi la soffre straordinari poteri di seduzione.
  22. 22. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 La tubercolosi è malattia del tempo. Della giovinezza. Peste bianca. Porta via la vita. Improvvisamente, sputando sangue. La tubercolosi consuma, è malattia dell’anima, purificata dalla pesantezza del corpo, rende belli. Tenuità dell’essere. Soavità dei lineamenti. …il dimagrimento, lo sguardo bruciante, le guance pallide od arrossate dalla febbre…. . In quello stato lo spirito è già come separato dall’organismo. Il corpo nella sua trasparente morbidezza non ha più significato di per sé, è in tutto e per tutto espressione soltanto dell’anima… (Karl Rosenkranz, 1 853)
  23. 23. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 La TB venne quindi romanticizzata nel 19/20° secolo. Molte persone credevano che la tubercolosi causasse sensazioni di euforia definite come "Spes phtisica", o "speranza del consunto".. Si pensava che le vittime di TB che erano artisti avessero scoppi di creatività mentre la tisi progrediva. Agli inizi del ventesimo secolo, alcuni credevano che la tubercolosi fosse causata dalla masturbazione
  24. 24. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 La passione per le storie d'amore e morte ha portato alla celebrità personaggi di poesie, romanzi e opere, morti di tisi, quali “la "Signora delle camelie" di Alexandre Dumas, le già citate Violetta della "Traviata" di Giuseppe Verdi, e Mimì della "La Bohème" di Giacomo Puccini, il piccolo Ilju de "I fratelli Karamàzov" di Dostoevskij e Silvia" * di Giacomo Leopardi La ‘tenerella’, come è noto, è Silvia, nome letterario di derivazione tassiana di Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi, uccisa in giovanissima età da quel ‘chiuso morbo’ che possiamo senz’altro identificare con la tubercolosi. E come morì Silvia, così perirono le illusioni e le speranze giovanili del Poeta (Luciano Luciani).
  25. 25. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 In Italia negli anni ‘20 vennero istituiti in ogni provincia del regno i consorzi antitubercolari, con ottimi risultati: dal 1925 al 1939 la mortalità scese da più di 60.000 casi a circa 25.000 l'anno. Ma a partire dagli anni '80 il micobatterio ha reagito, sviluppando le "multiresistenze“ e siamo ad oggi. Poi dagli anni ‘50 arrivarono i primi farmaci
  26. 26. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 edificante, raffinata… segno di eleganza, delicatezza, sensibilità. La tubercolosi è malattia S. Sontag Malattia come metafora, 1979
  27. 27. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 Una malattia scomoda, la tubercolosi, poco amata dai medici, oltre che dai malati, perché sembra sfuggire ai paradigmi scientifici e perché la guerra con cui da secoli la si combatte, nonostante il gran dispiegamento di risorse, continua a non avere né vinti né vincitori 1920 1950 1980 farmaci TB tassi di mortalità dal 1920 al 1980
  28. 28. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 Che emozione… la Tubercolosi! Sembra così bella, così grande e ispiratrice! Così romantica e bohemienne da affascinare, stregare… Di Tb si moriva. Si muore anche adesso nel mondo ogni minuto. Questa è la verita. Cosa c’è di romantico oggi in qualcuno che muore di TB?
  29. 29. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 Nel 1800 inizi del 900 bisognava tentare di esorcizzare il mostro fino all’assurdo, si è visto, di arrivare ad umanizzarlo, per farsene una ragione, per conviverci, anzi, conmorirci, con dignità e a testa alta. Nel XXI° secolo, dopo tante campagne, la dobbiamo solo riconoscere PoncedeLeon-Tubercolosis
  30. 30. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 Guido Gozzano, “ricusando sempre il clamore della disperazione, il dramma luttuoso dello sconforto, s’incamminò invece verso la morte con le mani in tasca, sorridendo di quel vago sorriso leggero, con la stessa naturalezza con cui andò incontro al suo successo eccezionale” (F. Comolli) morì il 9 agosto 1916. Dopo quasi dieci anni d’attesa e di rimandi era arrivata “la cosa/vera chiamata Morte. ” Aveva 33 anni appena 60 anni prima della mia maturità.
  31. 31. A. MESSA – Una malattia nell’arte – Milano 21 Settembre 201 2 R. Araldi Dai celebri asmatici del passato al futuro del respiro Antea edizioni G. Cesare La tubercolosi nell’arte. Edizioni Accademiche. Udine E. Frizzera Tb e arte myco09.pbworks.com/f/Frizzera09 M. Grmek, D. Gourevitch Le malattie nell’arte antica. Saggi Giunti L. Luciani La tubercolosi, una malattia letteraria recensione.it/2010/04 S. Sontag Malattia come metafora Einaudi Torino Grazie

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