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LA MERAVIGLIA
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- DOLORE: EVENTO NEUTRO- SOFFERENZA: ARTICOLAZIONE DI SENSO SULDOLORE
LA CURA DI SÈ	  (EPIMÉLEIA	    HEAUTOÙ,	  CURA	  SUI)                              23
-­‐	  LA CURA DI SÉ	  COME	  LIBERTÀ;	  -­‐	  LA CURA DI SÉ	  	  COME	  VERITÀ:	  CONVERSIONE/TRASFORMAZIONE	  DEL	  SOGGE...
AUTENTICITÁ
LA CURA    IN MORTE DEL FRATELLO GIOVANNIUN DÌ, SIO NON ANDRÒ SEMPRE FUGGENDO  DI GENTE IN GENTE, ME VEDRAI SEDUTOSU LA TU...
CURA       Disease        illness       sickness
UMANOLOGIA MEDICA:- PER SE UNUM- INTIMITÀ- ENS INDIGENS, ENS SOFFERENS- LIMITE: MEDICO COME GUARITORE FERITO(GADAMER)
LA SCIENZA VIENE TRASMESSA MEDIANTE L’INSEGNAMENTO , IN MODO ESPLICITO, NELLAMISURA PIÙ AMPIA POSSIBILE. L’UMANITÀ DELMEDI...
Il pensiero-guida dovrebbe essere questo:solo il medico che si relaziona ai singolimalati adempie all’autentica profession...
MEDICINA E TECNICAIn un’età ove la scienza è sempre piú tecnologizzata,   finalizzata ad un mero ideale strumentale, reper...
MEDICINA E TECNICAE ANCORA:- Perché la morte è spettacolarizza o, nella  sua dimensione quotidiana, in carne ed  ossa, nel...
MEDICINA E TECNICASPIEGARE E COMPRENDERE: QUALE  DIFFERENZA?        i corpi di questa natura io trovo il mio corpo nella  ...
MEDICINA E TECNICAIN SINTESI: Il corpo – cosa (Körperding) descritto  scientificamente, come organismo, non MI  rappresent...
ATTRIBUTI DELLA PERSONALa persona è identità, nel senso che nel susseguirsi delle   esperienze, essa persiste con la sua i...
ATTRIBUTI DELLA PERSONALa persona è prospettiva, sguardo in avanti,  progettualità che nomina il mondo mediante  un’opera ...
ATTRIBUTI DELLA PERSONALa persona è comunione: il progetto di vita  che siamo chiamati a realizzare sulla base  della nost...
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MEDICINA E TECNICAIn questo contesto, chiaramente, l’antropologia medica   gioca un ruolo fondamentale: cfr. I. Quaranta, ...
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MEDICINA E TECNICAIn altri termini, Young vuole evidenziare le forme sociali di   limitazione e sofferenza del malato, nel...
MEDICINA E TECNICAL’ efficacia clinica, nell’analisi di Young,   rispetto alla feconda dimensione della   produttività med...
MEDICINA E TECNICASickness [relazioni sociali della malattia] non è più un   termine generico che si riferisce alla patolo...
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PPT Gabrielli "Lecture: society and disease"

  1. 1. NOTE PERSONALISTICHE SULLA MALATTIA Fabio Gabrielli Università L.U.de.S. – Lugano - Milano, 22 settembre 2012 -
  2. 2. COME DECIFRARE PITTOGRAMMI DI DIECIMILA ANNI FASE NON SO DECIFRARE LA SCRITTURA DENTRO DI ME?INTERROGO SEGNI DUBBIE LE LORO VARIAZIONI CALEIDOSCOPICHEOSSERVANDOLI ATTIMO DOPO ATTIMO. LA VERITÀESSENZIALEÈ LIGNOTO CHE MI ABITAE OGNI MATTINA MI COLPISCE CON UN PUGNO.CARLOS DRUMOND DE ANDRADE
  3. 3. - ANIMA-PIRATA- ANIMA-TAFANO
  4. 4. OGNUNO DI NOI E’ CHIAMATO A DARE UNALEGGE, UN ORIENTAMENTO ALLA PROPRIAENERGIA ESISTENZIALE
  5. 5. «SE SIETE TROPPO DEBOLI PER DARE DELLELEGGI A VOI STESSI, ACCETTATE CHE UNTIRANNO VI IMPONGA IL PROPRIO GIOGO EDICA: “OBBEDITE, DIGRIGNATE I DENTI, MAOBBEDITE” – E TUTTO IL BENE E IL MALEANNEGHINO NELL’OBBEDIENZA A QUELTIRANNO» (NIETZSCHE, FRAMMENTI POSTUMI1882-1884).
  6. 6. Q U I S U L’ A R I D A S C H I E N ADEL FORMIDABIL MONTES T E R M I N ATO R V E S E V O ,L A Q U A L N U L L’ A LT R O A L L E G R A A R B O R N ÉFIORE,T U O I C E S P I S O L I TA R I I N T O R N O S PA R G I ,O D O R ATA G I N E S T R A ,C O N T E N TA D E I D E S E R T I( G . L E O PA R D I , L A G I N E S T R A O I L F I O R E D E LD E S E R T O , V V. 1 - 7 ) .E. SEVERINO, IL NULLA E LA POESIA. ALLAF I N E D E L L’ E T À D E L L A T E C N I C A : L E O PA R D I ,RIZZOLI, MILANO 1990.
  7. 7. «SOLTANTO IL GRANDE DOLORE È L’ESTREMO LIBERATORE DELLOSPIRITO […] IL GRANDE DOLORE SOLTANTO, QUEL LUNGO, LENTODOLORE CHE VUOLE TEMPO, IN CUI, PER COSÌ DIRE, VENIAMOBRUCIATI COME LEGNA VERDE, COSTRINGE NOI FILOSOFI ADISCENDERE NELLE NOSTRE ULTIME PROFONDITÀ E ASBARAZZARCI DI OGNI FIDUCIA, DI OGNI BONTÀ D’ANIMO, DIOGNI PALLIATIVO, DI OGNI MANSUETUDINE, DI OGNI VIA DIMEZZO, DI TUTTO CIÒ IN CUI FORSE UNA VOLTA RIPONEMMO LANOSTRA UMANITÀ. DUBITO CHE IL DOLORE “RENDA MIGLIORI”,EPPURE SO CHE ESSO CI SCAVA NEL PROFONDO».NIETZSCHE, LA GAIA SCIENZA
  8. 8. “OSSERVO CHE IL DOLORE ABBRUTTISCE, INTONTISCE, SCHIACCIA.OGNI TENTACOLO CON CUI UNA VOLTA SENTIVO, PROVAVO ESFIORAVO IL MONDO, È COME TRONCATO E INCANCRENITO ALMONCONE. PASSO LA GIORNATA COME CHI HA URTATO UNOSPIGOLO CON LA ROTULA INTERNA DEL GINOCCHIO: TUTTA LAGIORNATA COME QUELL’ISTANTE INTOLLERABILE. IL DOLORE È NELPETTO, CHE MI SEMBRA SFONDATO E ANCORA AVIDO, PULSANTEDI SANGUE CHE FUGGE E NON RITORNA, COME DA UN’ENORMEFERITA. NATURALMENTE, È TUTTA UNA FISSAZIONE. DIO MIO, MA ÈPERCHÉ SONO SOLO, E DOMANI AVRÒ UNA RAPIDA FELICITÀ, E POIDI NUOVO I BRIVIDI, LA STRETTA, LO SQUARCIO. NON HO PIÙFISICAMENTE LA FORZA DI STAR SOLO. UNA VOLTA SOLA MI ÈRIUSCITO, MA ORA È UNA RICADUTA E, COME TUTTE LE RICADUTE ÈMORTALE” (C. PAVESE, IL MESTIERE DI VIVERE, EINAUDI, TORINO2002).
  9. 9. LA MERAVIGLIA
  10. 10. LA VERTIGINE E IL LUMINOSOL’UOMO COME ANIMALE ANGOSCIATO E LARICERCA DEL FONDAMENTO COMEFARMACO CHE GUARISCE
  11. 11. GUARIRE COME WAHREN, SARVA, TOTUS/SOLLUS; KELLO COME IN-CULMEN (COLLE, COLONNA)A)SPINGERE IN ALTO QUALCOSA RIUSCENDO ATENERLO FERMO;B) AGGANCIARSI A CIÒ CHE ASSICURA.IN SINTESI: RINVIARE, DIFENDENDOSI, LASOFFERENZA DELLA MORTE, SEMPRE PERVASIDALLA NOSTALGIA DEL CENTRO
  12. 12. LA “NOSTALGIA DEL CENTRO” È ESSENZIALMENTE ARCHETIPOEROTICO, STRUGGENTE DESIDERIO DI AMORE E BELLEZZA, DIINTEGRITÀ ONTOLOGICA E ARMONIA, VIEPPIÙ ALIMENTATA DALLAMESTIZIA PER LO SCHELLINGHIANO VELO DI TRISTEZZA CHE SISTENDE SU TUTTE LE COSE: «[…] LA BELLEZZA VIVENTE È SEMPREPASSEGGERA. E A FIANCO DELLA BELLEZZA STA LA MORTE.NONDIMENO, QUASI A DIFESA ESTREMA CONTRO TUTTO CIÒ, ECCOLA NOSTALGIA DI CIÒ CHE È ETERNO E INFINITO, DI CIÒ CHE ÈASSOLUTO; NOSTALGIA DI CIÒ CHE SEMPLICEMENTE È PERFETTO; DICIÒ CHE È INACCESSIBILE E RIPOSTO; PROFONDO AL MASSIMO, EINTERIORE; DI CIÒ CHE È INTANGIBILE E ARISTOCRATICO, NOBILE EPREZIOSO» (GUARDINI, 1993).
  13. 13. EPISTEMEARMONIA
  14. 14. IO SONO IO, IL FIGLIO DEI PACIFICI[OSSIA DEGLI ESSERI DI LUCE].SONO STATO MESCOLATO E VEDO PIANTO. CONDUCIMI FUORIDALL’ABBRACCIO DI MORTE(FRAMMENTO DI TURFAN, M 7).
  15. 15. CHI SEI? E DONDE SEI? – SONO FIGLIO DI TERRA E DICIELO STELLANTE(LAMINETTA ORFICA DI ELEUTERNA, COLLI 4 A 70).VENGO DAI PURI PURA, O REGINA DEGLI INFERI(LAMINETTA ORFICA DI TURI, COLLI 4 A 66).
  16. 16. EMPEDOCLE- DA QUALE RANGO, DA QUALE CULMINE DIFELICITÀ (FR. 123);- GIUNGEMMO SOTTO QUEST’ANTRO COPERTO(FR. 124);- PIANSI E GEMETTI, VEDENDO UN LUOGOESTRANEO (FR. 125);- TERRA CHE CINGE I MORTALI (FR. 126);- RIVESTENDOLI CON UNA TUNICA DI CARNI ADESSE SCONOSCIUTA (FR. 127);- AHIMÈ, O STIRPE INFELICE DEI MORTALI, ODUE VOLTE SVENTURATA, DA QUALI CONTESE, DA QUALI GEMITI
  17. 17. LA MALATTIA COME NOSTALGIA OMALINCONIA DELL’ORDINARIO EANGOSCIA PER LO STRAORDINARIOCHE IRROMPE
  18. 18. LETTURE UTILI:1. B. FRABOTTA, A CURA DI, ARCIPELAGO MALINCONIA. SCENARI EPAROLE DELL’INTERIORITÀ, DONZELLI, ROMA 2001.2. R. KLIBANSKY, E. PANOFSKY, F. SAXL, SATURNO E LA MALINCONIA,TR. IT. EINAUDI, TORINO 2002.3. E. BORGNA, MALINCONIA, FELTRINELLI, MILANO 2002.
  19. 19. «QUALCOSA DI TERRIBILE, DI NUOVO, E DISIGNIFICATIVO COME NULL’ALTRO NELLA SUA VITA,STAVA AVVENENDO DENTRO DI LUI. E LUI SOLO NEERA A CONOSCENZA, TUTTI QUELLI CHE LOCIRCONDAVANO NON CAPIVANO O NON VOLEVANOCAPIRLO, E PENSAVANO CHE TUTTO, AL MONDO,ANDASSE COME PRIMA L. TOLSTOJ , LA MORTE DI IVAN IL’ÍC E ALTRIRACCONTI, TR. IT. MONDADORI, MILANO 1999).
  20. 20. L’INDETERMINATO, L’INCONTENIBILE, L’ANGOSCIANTE SI IMPONGONO COME ITRASCENDENTALI - CON IL SIGNIFICATO DI CONDIZIONI CHE RENDONO POSSIBILEE PENSABILE QUALCHE COSA - DELLO STRAORDINARIO, CHE È TALE RISPETTOALL’ORDINARIO (IL QUOTIDIANO) NELLA MISURA IN CUI:L’INDETERMINATO È LA CONDIZIONE CHE RENDE POSSIBILE E PENSABILE UNORIZZONTE DI SIGNIFICATI NON DETERMINABILI, PERIMETRABILI DAL GESTOFAMILIARE, DAL LINGUAGGIO STABILE, DAL SAPERE DI CIÒ CHE ACCADEINNANZITUTTO E PER LO PIÙ;L’INCONTENIBILE È LA CONDIZIONE CHE RENDE POSSIBILE E PENSABILE CIÒ CHENON HA UN CONTENUTO IMMOBILE, GHERMIBILE CON UN’OPERAZIONE DI SENSOCOMPIUTA E RASSICURANTE, IN QUANTO SEGNA IL PASSAGGIO DALLAGLACIAZIONE, PER USARE UN EFFICACE ESPRESSIONE DI RESNIK (2001), AQUELLA CHE POTREMMO CHIAMARE LIQUEFAZIONE, FLUIDITÀ DEI LEGAMI E DEILINGUAGGI QUOTIDIANI;L’ANGOSCIA, INFINE, È LA CONDIZIONE CHE RENDE POSSIBILE E PENSABILE LALIQUEFAZIONE, POICHÉ, OVE LA FORBICE DEI PROGETTI POSSIBILI SI APRE FINO ATRAVALICARE L’ORDINARIO IMMETTENDOCI NELLO STRAORDINARIO, IL RESPIRODELL’ANIMA SI FA AFFANNOSO, LA QUOTIDIANITÀ INFRANTA SI FA NOSTALGIA,QUANDO NON SI INABISSA NELLA MALINCONIA, LO SMARRIMENTO IN UNALTROVE SCONOSCIUTO E VERTIGINANTE TIMBRA LA NOSTRA CARNE.
  21. 21. DOLORE ONTOLOGICO (SEPARAZIONEDALL’UNITÀ ORIGINARIA)
  22. 22. - DOLORE: EVENTO NEUTRO- SOFFERENZA: ARTICOLAZIONE DI SENSO SULDOLORE
  23. 23. LA CURA DI SÈ  (EPIMÉLEIA   HEAUTOÙ,  CURA  SUI) 23
  24. 24. -­‐  LA CURA DI SÉ  COME  LIBERTÀ;  -­‐  LA CURA DI SÉ    COME  VERITÀ:  CONVERSIONE/TRASFORMAZIONE  DEL  SOGGETTO;  -­‐  LA CURA DI SÉ  COME  RELAZIONE  ETICA  CON  SE  STESSI    E  GLI  ALTRI;  - LA CURA DI SÉ  COME  MELETÊ THANATOU ,  ESERCIZIO  DELLA  MORTE;  -­‐  LA CURA DI SÉ      COME  ANTIDOTO  ALLA  COLPA  METAFISICA,  OVVERO  LA  VIOLAZIONE  DEL  PRINCIPIO  DI  SOLIDARIETÀ  TRA  GLI  UOMINI  (JASPERS,  1946);  -­‐  LA CURA DI SÉ    COME  ARTE  DEL  VIVERE  (TECHNE  TOÚ  BÍOU):  LA  TEMPERANZA  O  «GIUSTA  MISURA».     24
  25. 25. AUTENTICITÁ
  26. 26. LA CURA IN MORTE DEL FRATELLO GIOVANNIUN DÌ, SIO NON ANDRÒ SEMPRE FUGGENDO DI GENTE IN GENTE, ME VEDRAI SEDUTOSU LA TUA PIETRA, O FRATEL MIO, GEMENDO IL FIOR DE TUOI GENTIL ANNI CADUTO.LA MADRE OR SOL SUO DÌ TARDO TRAENDO PARLA DI ME COL TUO CENERE MUTO, MA IO DELUSE A VOI LE PALME TENDO E SOL DA LUNGE I MIEI TETTI SALUTO. SENTO GLI AVVERSI NUMI, E LE SECRETECURE CHE AL VIVER TUO FURON TEMPESTA,E PREGO ANCHIO NEL TUO PORTO QUIETE. QUESTO DI TANTA SPEME OGGI MI RESTA!STRANIERE GENTI, ALMEN LE OSSA RENDETE ALLORA AL PETTO DELLA MADRE MESTA. 
  27. 27. CURA Disease illness sickness
  28. 28. UMANOLOGIA MEDICA:- PER SE UNUM- INTIMITÀ- ENS INDIGENS, ENS SOFFERENS- LIMITE: MEDICO COME GUARITORE FERITO(GADAMER)
  29. 29. LA SCIENZA VIENE TRASMESSA MEDIANTE L’INSEGNAMENTO , IN MODO ESPLICITO, NELLAMISURA PIÙ AMPIA POSSIBILE. L’UMANITÀ DELMEDICO, INVECE, SI TRAMANDA GRAZIE ALLA SUAPERSONALITÀ, IMPERCETTIBILMENTE, ISTANTEDOPO ISTANTE, ATTRAVERSO IL SUO MODO DIAGIRE E DI PARLARE, ATTRAVERSO LO SPIRITOCHE REGNA IN UNA CLINICA, IN QUELL’ATMOSFERASILENZIOSA E PUR TACITAMENTE PRESENTE, CHE ÈNECESSARIA ALL’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONEMEDICA (K JASPERS, IL MEDICO NELL’ETÀ DELLA TECNICA,R. CORTINA, MILANO 1991).
  30. 30. Il pensiero-guida dovrebbe essere questo:solo il medico che si relaziona ai singolimalati adempie all’autentica professionemedica. Gli altri praticano un onestomestiere, ma non sono medici (K Jaspers, Il medico nell’età dellatecnica, cit).
  31. 31. MEDICINA E TECNICAIn un’età ove la scienza è sempre piú tecnologizzata, finalizzata ad un mero ideale strumentale, reperire articolazioni di senso è quanto mai necessario. Nello specifico: - Qual è il rapporto tra sofferenza sociale e processi economici?- Quale grado di percezione ha raggiunto la dialettica guarigione – salvezza - innalzamento patologico dello standard di normalità/salute, entro uno scenario medico sempre più’ impersonale?- Quanto la vecchiaia è vista come un oltraggio incarnato nello stato di “felicità perpetua” (l’espressione è di Pascal Bruckner)?
  32. 32. MEDICINA E TECNICAE ANCORA:- Perché la morte è spettacolarizza o, nella sua dimensione quotidiana, in carne ed ossa, nell’ hic et nunc, obliata, esorcizzata?- Perché si nega alla sofferenza il suo ineludibile statuto di condizione umana?
  33. 33. MEDICINA E TECNICASPIEGARE E COMPRENDERE: QUALE DIFFERENZA? i corpi di questa natura io trovo il mio corpo nella 1. Tra sua peculiarità, nella sua unicità, cioè come l’unico a non essere mero corpo fisico (Körper), MA PROPRIO CORPO VIVENTE (Leib) (Husserl, Meditazioni cartesiane, 1931). 2.Il corpo-vissuto non si può SPIEGARE (erklären), MA COMPRENDERE (verstehen): Jaspers, Psicopatologia generale, Il Pensiero Scientifico, Roma 2000.§  Il COMPRENDERE SIGNIFICA NON RIDURRE IL CORPO A OGGETTO DI NATURA, MA COGLIERLO COME APERTURA INTENZIONALE, CARICA DI SIGNIFICATI, AL MONDO.
  34. 34. MEDICINA E TECNICAIN SINTESI: Il corpo – cosa (Körperding) descritto scientificamente, come organismo, non MI rappresenta, né MI esprime. La malattia che Mi investe non riguarda lo stomaco, il cuore, i polmoni, bensì tutto il mio vissuto, l’interazione del mio corpo-vissuto con il mondo, il mio essere PERSONA (PER SE UNUM).Persona= personalità + personaggio (ruolo sociale)
  35. 35. ATTRIBUTI DELLA PERSONALa persona è identità, nel senso che nel susseguirsi delle esperienze, essa persiste con la sua irriducibilità, con le sue inconfondibili strutture caratteriali.- La persona è inseità, cioè, pur essendo in relazione con gli altri, è esse in se: non è attributo o modo d’essere degli altri. L’inseità nella sua conversione metafisica rinvia alla sostanzialità, alla persistenza originaria nel fluire delle determinazioni contingenti.- La persona è perseità, esse per se, in quanto in essa si finalizza ciò che è strumento, mezzo, a livello cosmico e socio-politico, e, quindi, non ha il fine in se stesso.- La persona è finalità, dignità strutturale: «Persona significa che io non posso essere usato da nessun altro, ma che io sono il mio fine. […] Persona significa che io non posso essere abitato da nessun altro, ma io sono garante per me; non posso essere sostituito da nessun altro, ma sono unico» (Guardini, 1964).- La persona è finitezza, strutturale contingenza.
  36. 36. ATTRIBUTI DELLA PERSONALa persona è prospettiva, sguardo in avanti, progettualità che nomina il mondo mediante un’opera di interiorizzazione e di trasferimento intramondano, trascendendo il mero dato nel segno della vocazione ascetica.La vocazione ascetica è altissimo esercizio dell’anima che, ergendosi contro la realtà in segno di protesta, rivendica la propria autonomia, la propria capacità di autodeterminarsi, di farsi punto di resistenza contro i limiti imposti dal “qui e ora” (lo schelleriano uomo asceta della vita).
  37. 37. ATTRIBUTI DELLA PERSONALa persona è comunione: il progetto di vita che siamo chiamati a realizzare sulla base della nostra vocazione esige che si sappiano riconoscere dignità, limite, reciprocità che lo innervano: ogni progetto di vita ha una sua dignità ontologica e assiologica che va esibita e difesa, nel contempo, però, ha anche un limite, un fondo ineludibile di contingenza che va riconosciuto, infine una dimensione comunitaria che privilegia o stare con rispetto allo stare fra , NEL SEGNO DELLA RECIPROCITÀ E DEL DONO.
  38. 38. IN QUESTO CONTESTO, È DI UTILE CONFRONTODIALETTICO IL MODELLO ECCEITÀ (PERSONALITÀ,NATURA INDIVIDUALE, ESSENZIALITÀ) DI ROBERTADE MONTICELLI (R. DE MONTICELLI, LA NOVITÀ DIOGNUNO. PERSONA E LIBERTÀ, GARZANTI, MILANO2009), CHE PARTE DALLA NOTA DEFINIZIONEBOEZIANA (NATURAE RATIONABILIS INDIVDUASUBSTANTIA: CFR. LIBER DE PERSONA ET DUABUSNATURIS CONTRA EUTYCHEN ET NESTORIUM, III, 6),PER APPRODARE AD UNA ESALTAZIONE DELLANATURA INDIVIDUALE, DELLA PERSONALITÀ, DELLA“NOVITÀ PERENNE” CHE OGNUNO DI NOI È (UNICITÀ,PROFONDITÀ, INIZIATIVA, CREATIVITÀ). 38
  39. 39. MEDICINA E TECNICAIn questo contesto, chiaramente, l’antropologia medica gioca un ruolo fondamentale: cfr. I. Quaranta, a cura di, Antropologia medica. I testi fondamentali, R. Cortina, Milano 2006. Di rilievo sono soprattutto le riflessioni di Allan Young, docente di Antropologia alla McGill University di Montreal.L’antropologia medica, come disciplina autonoma, nasce nell’ambito della società complessa : l’Antropologia culturale, infatti, fino agli anni Settanta non aveva tematizzato la struttura medica occidentale come costruzione, espressione, produzione sociale, culturale, storica.
  40. 40. MEDICINA E TECNICAA. Young, partendo dalla distinzione tra desease e illness, già approfondita dalla Harvard Medical School (per esempio: Kleinmann, Good), concentra la sua attenzione sul concetto di sickness: determinazione in ambito sociale della problematica medica e della patologia che investe il malato.
  41. 41. MEDICINA E TECNICAIn altri termini, Young vuole evidenziare le forme sociali di limitazione e sofferenza del malato, nella misura in cui ritiene le pratiche mediche mere pratiche ideologiche , finalizzate a celare e, potremmo dire, a santificare (GIUSTIFICAZIONISMO MEDICO), rapporti di potere e diseguaglianza sociale nell’accesso alla cura.Occorre, perciò, rivendicare il primato della produttività medica sull’efficacia clinica
  42. 42. MEDICINA E TECNICAL’ efficacia clinica, nell’analisi di Young, rispetto alla feconda dimensione della produttività medica, de-socializza la malattia, ovvero tende ad ignorare che il malato vive la sua patologia nell’ambito delle relazioni sociali, dei diversi livelli economici, con le connesse disparità nell’ accesso alla cura, unitamente alla diseguaglianza nell’accesso alla corretta informazione medica e scientifica, misurata solo sulla base del reddito e del grado di istruzione.
  43. 43. MEDICINA E TECNICASickness [relazioni sociali della malattia] non è più un termine generico che si riferisce alla patologia e/o all’esperienza di malattia […]. È’ quindi un processo per la socializzazione della patologia (disease) e dell’esperienza di malattia (illness) […]. Le pratiche mediche sono al tempo stesso pratiche ideologiche quando servono a giustificare a) i rapporti sociali attraverso cui patologia, guarigione e cura sono distribuite nella società, b) le conseguenze sociali della patologia (per esempio la predisposizione del paziente a contrarre una determinata malattia sul posto di lavoro) (A. Young, Antropologie della illness e della sickness, in I. Quaranta, a cura di, Antropologia medica, cit., pp. 107-147, con ampia bibliografia. Vedi anche: A. Young, Some implications of medical beliefs and practices for social anthropology, in Am. Anthropology, 78, 1976, pp. 5-24).

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