9. BP Basilea I e Basilea II

4,788 views

Published on

I provvedimenti nel sistema bancario: Basilea I e Basilea II.

Published in: Economy & Finance
1 Comment
1 Like
Statistics
Notes
No Downloads
Views
Total views
4,788
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
40
Actions
Shares
0
Downloads
101
Comments
1
Likes
1
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

9. BP Basilea I e Basilea II

  1. 1. BASILEA 2 Upter Docente Stefano Lucidi
  2. 2. Di cosa si tratta <ul><li>E’ il nuovo accodo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche </li></ul><ul><li>In base a questo accordo le BANCHE dei paesi aderenti dovranno accantonare quote di capitale proporzionali al rischio derivanti dai vari rapporti di credito assunti, valutato attraverso lo strumento di RATING </li></ul>
  3. 3. I soggetti <ul><li>Gli Accordi di Basilea sui requisiti patrimoniali delle banche sono il frutto del COMITATO DI BASILEA, istituito dai Governatori delle Banche centrali dei dieci paesi più industrializzati </li></ul><ul><li>( G 10 ) alla fine del 1974. </li></ul><ul><li>Gli attuali membri del comitato provengono dai seguenti paesi: </li></ul><ul><li>Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. </li></ul>
  4. 4. I soggetti .bis <ul><li>Il Comitato di Basilea opera all’interno della Banca dei Regolamenti Internazionali con sede a Basilea. La BRI è un organizzazione internazionale che promuove la cooperazione fra le banche centrali allo scopo di perseguire la stabilità monetaria e finanziaria. </li></ul><ul><li>Il Comitato non possiede alcuna autorità sovranazionale e le sue conclusioni non hanno alcuna forza legale. </li></ul><ul><li>Le linee guida, gli standard le raccomandazioni del Comitato sono formulati nell’aspettativa che le singole autorità nazionali possano redigere disposizioni operative che tengano conto delle realtà dei singoli stati. </li></ul><ul><li>In questo modo il Comitato incoraggia la convergenza verso approcci e standard </li></ul><ul><li>comuni. </li></ul>
  5. 5. Basilea 1 <ul><li>Il primo accordo di Basilea risale al 1988. </li></ul><ul><li>Hanno aderito oltre 100 paesi. </li></ul><ul><li>Il documento dell’Accordo di Basilea definisce l’obbligo per le banche di accantonare capitale nella misura dell’ 8% del capitale erogato. </li></ul><ul><li>Questa percentuale può risultare eccessiva per una controparte poco rischiosa mentre, potrebbe essere un accantonamento troppo modesto per una controparte giudicata rischiosa. </li></ul><ul><li>La quantità di capitale assorbito, 8% è stata giudicata troppo poco sensibile al rischio. </li></ul><ul><li>Negli anni sono state introdotte varie modifiche per risolvere questo problema. </li></ul>
  6. 6. <ul><li>Nel gennaio 2001 il Comitato di Basilea ha pubblicato il documento </li></ul><ul><li>“ The new Basel Capital Accord”. </li></ul><ul><li>Questo definisce la nuova regolamentazione in materia di requisiti patrimoniale delle banche. </li></ul><ul><li>L’obiettivo è quello di giungere, attraverso il confronto con le autorità di vigilanza dei vari paesi ed una serie di indagini quantitative, ad un testo </li></ul><ul><li>definitivo entro la fine del 2003 </li></ul><ul><li>l’attuazione dell’accordo è prevista </li></ul><ul><li>per la fine del 2006. </li></ul>Basilea 2
  7. 7. <ul><li>- Requisiti patrimoniali minimi </li></ul><ul><li>Modifica il parametro dell’accantonamento dell’ 8 %. </li></ul><ul><li>In primo luogo ora si tiene conto del rischio operativo: frodi, caduta dei </li></ul><ul><li>sistemi e rischio di mercato . </li></ul><ul><li>In secondo luogo per il rischio di credito , le banche potranno utilizzare </li></ul><ul><li>metodologie diverse per il calcolo dei requisiti. Quelle più avanzate </li></ul><ul><li>permettono di utilizzare sistemi di internal rating , con l’obiettivo di </li></ul><ul><li>garantire una maggior sensibilità ai rischi senza innalzare ne abbassare, in </li></ul><ul><li>media, il requisito complessivo. </li></ul>Il primo pilastro di Basilea 2
  8. 8. Gli altri due pilastri di Basilea 2 2. - Il controllo delle Banche Centrali Tenendo conto delle strategie aziendali in materia di patrimonializzazione e di assunzione dei rischi, le Banche Centrali avranno maggiore discrezionalità nel valutare l’adeguatezza patrimoniale delle banche, potendo imporre una copertura superiore ai requisiti minimi. 3. - Disciplina del Mercato e Trasparenza Sono previste regole di trasparenza per l’informazione al pubblico sui livelli patrimoniali, sui rischi e sulla loro gestione.arar
  9. 9. <ul><li>Sul documento originario di Basilea 2 sono state formulate numerose critiche </li></ul><ul><li>che hanno portato a modifiche che, pur non cancellando i dubbi, dovrebbero </li></ul><ul><li>attenuare le conseguenze negative attese dall’applicazione dell’accordo. </li></ul><ul><li>Quali sono queste conseguenze ? </li></ul><ul><li>La discriminazione tra banche </li></ul><ul><ul><li>Quelle piccole non potranno utilizzare le metodologie più avanzate, quindi subiranno un onere patrimoniale maggiore rispetto ai grandi gruppi bancari </li></ul></ul><ul><li>La penalizzazione del finanziamento a piccole e medie imprese - PMI – </li></ul><ul><ul><li>indotto dal sistema di rating interni </li></ul></ul><ul><li>Il problema dei cicli finanziari </li></ul><ul><ul><li>Nei periodi di rallentamento economico, l’Accordo avrebbe l’effetto di indurre le banche a ridurre gli impieghi a causa del crescere del rischio, con la potenziale conseguenza di inasprire la crisi stessa. </li></ul></ul>Basilea 2
  10. 10. Legare con maggior aderenza il fabbisogno di capitale al rischio sottostante a un finanziamento o ad un investimento implica inevitabilmente che il prezzo di quel finanziamento o di quell’ investimento divengano maggiormente sensibili al rischio implicitamente contenuto . In seguito al recepimento delle nuove disposizioni regolamentare il legame fra rating interno e pricing si farà più solido , più strutturato e più trasparente. Ciò potrà indurre un effetto di carattere restrittivo nei confronti delle imprese, in particolare le PMI, in quanto i prenditori di minore qualità creditizia vedrebbero peggiorare le condizioni loro praticate con un effetto di compressione della loro capacità di indebitamento. Basilea 2 e le piccole e medie imprese
  11. 11. Quanto detto finora porta alla conclusione che le Banche sarebbero indotte a ridurre il credito destinato alle PMI ed ad aumentare nel contempo i tassi di interesse . La Banca d’Italia e la Bundesbank hanno esercitato pressioni sul Comitato di Basilea 2 al fine di difendere la specificità dei rispettivi sistemi economici caratterizzati dalla presenza di migliaia di piccole imprese, hanno portato ad una parziale revisione verso le piccole e medie imprese. Queste misure potranno ridurre ma non eliminare l’impatto di Basilea 2 sulle Pmi Basilea 2 e le pmi
  12. 12. Una riflessione di Reiner Masera – S.Paolo Imi: La diffusione dei modelli di rating interno rappresenta un cambiamento di grande portata anche nel rapporto tra banche ed imprese,intervenendo nel ridefinire i confini dei rispettivi rapporti di relazione informativa ed operativa... Per le imprese di qualità media ed inferiore, il rating determinato dalle banche diventerà una variabile strategica per regolare il costo e l’efficienza delle proprie scelte ... E’ necessario ricercare la continua coerenza tra struttura delle fonti e obiettivi più generali di crescita, innovazione e posizionamento di mercato... ...la funzione finanza diverrà tanto importante quanto quella commerciale, organizzativa e tecnologica. Nuovi scenari per le Pmi
  13. 13. <ul><li>Quando comincerà questo processo ? </li></ul><ul><li>E’ già cominciato </li></ul><ul><li>2001 Prima bozza di Basilea 2 </li></ul><ul><li>Rilasciato il documento definitivo </li></ul><ul><li>Entrata in vigore del nuovo Accordo </li></ul><ul><li>Entrata in vigore in Italia in virtù del recepimento in Legge </li></ul><ul><li>Le imprese devono adeguarsi dunque entro il 2007 ? ... Assolutamente no! </li></ul><ul><li>Infatti i gruppi bancari che ambiscono ad utilizzare i sistemi di internal rating (IRB) dovranno dimostrare di aver utilizzato sistemi di rating in linea con i requisiti previsti dall’accordo per almeno tre anni, prima di ottenere l’autorizzazione. </li></ul><ul><li>Di fatto per queste banche l’accordo è come se fosse già in vigore e queste utilizzano sistemi di rating da almeno due anni. </li></ul>Il calendario di Basilea 2
  14. 14. Classi di esposizione e relativi pesi. L’assegnazione del rating può avvenire da parte di organismi accreditati o da parte della Banca stessa. Rating Rating S&P Da AAA a AA- Da A+ a A- Da BBB+ a BB < BB- Unrated Imprese private 20% 50% 100% 150% 100%
  15. 15. Uno studio sul rapporto Banca-Impresa RATING Percentuale di imprese italiane x classe di rating 2002 - Analisi su 450.00 aziende non finanziarie - AAA 0,00% AA 1,34% BBB 5,06% BB 14,5% BB 21,10% B 27,96% CCC 16,39% CC 12,80% C- 0,84% D 0,01%
  16. 16. Lo studio di K Finance – 2003 Rating Settori Punti di forza Punti di debolezza Giudizio sintetico BB- Utility Elevati flussi di cassa e oneri finanziari Cap. investito pesante Mediamente in grado di rimb debiti BB Industrie estrattive Redditività e patrimonio Cap. investito pesante Normale vulnerabilità BB- Editoria e stampa Patrimonio molto elevato Redditività in calo Vulnerabilità superiore alla norma BB- Gomma e plastica Redditività Copertura oneri finanziari in calo Vulnerabilità superiore alla norma BB- Chimica Modesti oneri finanziari Redditività in calo Vulnerabilità superiore alla norma BB Lavoraz metalli Patrimonio in crescita Redditività in calo Vulnerabilità superiore alla norma BB- Meccanica Patrimonio in crescita Redditività e flussi finanziari in calo Vulnerabilità superiore alla norma
  17. 17. Lo studio di K Finance – 2003 Rating Settori Punti di forza Punti di debolezza Giudizio sintetico BB Elettronica Patrimonio in crescita Redditività e flussi finanziari in calo Vulnerabilità superiore alla norma BB- Ceramiche Patrimonio e copertura oneri finanziari Cap. investito pesante Vulnerabilità superiore alla norma B+ Legno e carta Patrimonio in crescita Redditività in calo Aziende vulnerabili ma ancora in grado di far fronte ai pagamenti B+ Veicoli Patrimonio in crescita Redditività e copertura oneri finanziari in calo Aziende vulnerabili ma ancora in grado di far fronte ai pagamenti B+ Alimenti e bevande Efficiente rotazione capitale investito Redditività e patrimonio modesto Aziende vulnerabili ma ancora in grado di far fronte ai pagamenti B+ Edilizia Patrimonio in crescita Modesti flussi di cassa ed elevato fabbisogno di capitale Aziende vulnerabili B+ Mobili Efficiente rotazione del capitale Redditività, flussi e copertura oneri finanziari modesti Aziende vulnerabili
  18. 18. Equivoci dell’Accordo di Basilea Primo equivoco L’Accordo di Basilea si identifica e si esaurisce con l’assegnazione del rating alle imprese . L’accordo ha l’obiettivo rafforzare, nel loro complesso, l’efficienza e la stabilità del sistema finanziario. Secondo equivoco La politica del credito ed il processo decisionale delle banche in merito all’accesso ed alle condizioni economiche del prestito discendono in modo automatico dal rating assegnato. Non è ne sarà mai così. Nella decisione da parte della banca entrano in gioco anche altre considerazioni di natura commerciale, strategica, relazionale... Questo significa che in casi particolari il warning segnalato dal rating potrebbe essere forzato e disatteso .
  19. 19. Equivoci dell’Accordo di Basilea Terzo equivoco La banalizzazione del rating. Si tratta di un indice generato da algoritmi alimentati con i dati contabili dell’impresa. In realtà l’assegnazione del rating non dipende solo (e neanche prevalentemente) dalla disponibilità di puntuali informazioni desumibili dai bilanci dell’impresa, ma anche (e peraltro in maniera significativa) dai dati andamentali e qualitativi e dalla funzionalità del modello statistico utilizzato per elaborare i dati acquisiti.
  20. 20. Determinazione del rating <ul><li>La procedura che conduce alla determinazione del rating si fonda su tre moduli: </li></ul><ul><li>- Il modulo di valutazione statistica </li></ul><ul><li>Processa gli indicatori desunti dal bilancio (necessita un campione di aziende ampio ed accurate riclassificazioni) </li></ul><ul><li>- Il modulo di valutazione andamentale </li></ul><ul><li>Elabora i fattori e la dinamica dei rapporti creditizi (esempio i dati relativi agli sconfinamenti sul fido, la rotazione del conto, la percentuale degli insoluti nelle presentazione salvo buon fine, i ritardi nel pagamento delle rate, eventuali anomalie del rapporto, i dati delle Centrali Rischi ...) </li></ul><ul><li>Il modulo di valutazione qualitativa </li></ul><ul><li>Incorpora i giudizi soggettivi sulla struttura organizzativa dell’impresa affidata, dell’assetto proprietario, delle prospettive del settore e della congiuntura, del posizionamento competitivo ... </li></ul>
  21. 21. Ampliare lo spettro informativo 1 - Le informazioni di cui la banca necessita per una corretta valutazione del merito creditizio non sono solo di carattere quantitativo (in particolare contabile) ma anche qualitativo. 2 – E’ necessario abbandonare l’abitudine a considerare il bilancio quale principale (o addirittura unica) fonte di conoscenza di informazioni per la banca. 3 -Le società di capitali di dimensioni ridotte possono beneficiare della predisposizione del bilancio in forma abbreviata (ex art.2435 cc) che riduce sensibilmente le informazioni, mentre le società di persone ( e le ditte individuali ) addirittura non hanno neppure formalmente l’obbligo di redigere e pubblicare il bilancio di esercizio secondo schemi di legge vincolanti.
  22. 22. Le variabili aziendali critiche E’ importante che le imprese forniscano alle banche le informazioni cruciali sull’andamento delle operazioni aziendali con cadenza infra-annuale in particolare focalizzando l’andamento passato che in prospettiva utilizzando sistemi di reporting: budget, pre-consuntivi economici, proiezioni sui volumi di vendite, eventuali contratti rilevanti di natura commerciali, prospettive di mercato, livelli di produzione ...
  23. 23. Altri aspetti da focalizzare <ul><li>Calibrare il dimensionamento degli affidamenti in funzione dello sviluppo e delle esigenze aziendali. </li></ul><ul><li>Allineare gli obiettivi di remunerazione del rischio e capacità restitutiva </li></ul><ul><li>Determinare realisticamente i fabbisogni finanziari futuri </li></ul><ul><li>Favorire il monitoraggio continuo del rapporto di affidamento </li></ul>
  24. 24. Governo della tesoreria aziendale <ul><li>Per ottenere un efficace gestione della relazione con la banca si rende necessario che l’impresa tenga sotto controllo i seguenti elementi in modo sistematico: </li></ul><ul><li>Livelli di affidamento complessivi e per singola banca </li></ul><ul><li>Livelli di utilizzo ed i conseguenti margini disponibili </li></ul><ul><li>Il controllo della posizione finanziaria netta corrente </li></ul><ul><li>Il controllo del capitale circolante netto operativo </li></ul>
  25. 25. Cash - flow <ul><li>Il budget di cassa o di tesoreria deve contenere i relativi flussi monetari. Inoltre è opportuno predisporre uno scadenziario dei crediti verso clienti con evidenza della composizione del saldo. </li></ul><ul><li>Altri indicatori che possono influenzare il merito creditizio: </li></ul><ul><ul><li>Gli assegni sospesi </li></ul></ul><ul><ul><li>Rate impagate </li></ul></ul><ul><ul><li>Sconfinamenti (durata ed importo) </li></ul></ul><ul><ul><li>Insoluti sul portafoglio commerciale </li></ul></ul><ul><ul><li>I conti non movimentati </li></ul></ul><ul><ul><li>La richiesta di forzatura delle condizioni standard del conto </li></ul></ul>
  26. 26. Garanzie <ul><li>Le garanzie sono strumenti di riduzione del rischio. </li></ul><ul><li>Garanzie reali – collaterali </li></ul><ul><li>Garanzie personali </li></ul><ul><li>Derivati del credito (credit default swap e total return swap) </li></ul><ul><li>Accordi di compensazione di posizioni di bilancio </li></ul><ul><li>Il nuovo Accordo di Basilea amplia le garanzie riconosciute con l’introduzione dei consorzi di garanzia – confidi . </li></ul><ul><li>Le garanzie possono essere valutate con il metodo semplificato o quello integrale (nel caso la Banca abbia introdotto i rating interni ) </li></ul><ul><li>Il metodo integrale consente un’ampia compensazione tra il collaterale e l’esposizione. </li></ul>
  27. 27. Garanzie Il metodo semplificato La ponderazione per il rischio dello strumento prestato a garanzia totale o parziale dell’esposizione sostituisce quella della controparte. Una garanzia reale è riconosciuta se viene prestata per almeno tutta la durata dell’esposizione e rivalutata market-to-market con una frequenza minima di sei mesi. La ponderazione della parte garantita sarà soggetta a una soglia minima del 20%, salvo i casi di depositi in contanti, titoli emessi dalla banca, titoli pubblici con ponderazione pari a 0%.
  28. 28. Garanzie Metodo integrale Mediante l’impiego di scarti prudenziali , le banche sono tenute ad aggiustare sia l’ammontare dell’esposizione verso la controparte sia il valore della relativa garanzia ricevute per tener conto di future oscillazioni nel valore di entrambi, originate da movimenti dei prezzi di mercato. Salva l’ipotesi che uno dei due elementi sia costituito da contante, l’ammontare dell’esposizione corretto per la volatilità sarà superiore a quello dell’esposizione stessa mentre per il collaterale sarà inferiore. Quando l’ammontare corretto dell’esposizione è superiore al valore corretto della garanzia, le banche dovranno calcolare l’attività ponderata per il rischio come differenza tra i due importi moltiplicata per la ponderazione di rischio della controparte.
  29. 29. Garanzie <ul><li>Di massima le banche potranno calcolare gli scarti in due modi: </li></ul><ul><li>Basandosi su livelli fissi indicati dal Comitato (scarti prudenziali standard) </li></ul><ul><li>Sulle stime interne della volatilità (scarti stimati) </li></ul><ul><li>Nell’ambito di una transazione assistita da garanzia reale, l’ammontare dell’esposizione al netto dei coefficienti di riduzione del rischio viene calcolata come segue: </li></ul><ul><li>E* = max {0,[E x (1 + He) – C x (1 – He – Hfx)]} </li></ul><ul><li>Dove: </li></ul><ul><li>E* valore dell’esposizione al netto della riduzione del rischio </li></ul><ul><li>E valore corrente dell’esposizione </li></ul><ul><li>He scarto commisurato all’esposizione </li></ul><ul><li>C valore corrente della garanzia ricevuta </li></ul><ul><li>Hc scarto commisurato alla garanzia </li></ul><ul><li>Hfx scarto a fronte del disalleneamento </li></ul>
  30. 30. Garanzie <ul><li>Le garanzie finanziarie considerate idonee sono: </li></ul><ul><li>Depositi in contanti presso la banca esposta al rischio, certificati di deposito e similari </li></ul><ul><li>Oro </li></ul><ul><li>Titoli di debito dotati di rating esterno </li></ul><ul><li>Titoli di debito emessi da banche non dotati di rating e quotati sui mercati ufficiali </li></ul><ul><li>Azioni comprese in uno dei principali indici di borsa </li></ul><ul><li>Certificati trasferibili di OICVM (organismi di investimento in valori mobiliari) e </li></ul><ul><li>quote di fondi comuni </li></ul><ul><li>Polizze assicurative (di natura finanziaria) </li></ul><ul><li>Oltre a questi strumenti, nel metodo integrale, sono idonei anche altri strumenti come: azioni quotate in mercati ufficiali, certificati di investimento/quote di fondi comuni che comprendono tali azioni. </li></ul><ul><li>Se la protezione del credito mediante garanzia personale o derivato su credito è diretta, esplicita, irrevocabile e incondizionata , le autorità di vigilanza possono consentire alle banche di tener conto di tale protezione nel calcolo dei requisiti patrimoniali. </li></ul>
  31. 31. Consorzi di garanzia Gli effetti del nuovo Accordo sull’ adeguatezza del capitale da parte delle banche non possono essere ricondotte esclusivamente al rapporto tra le banche e le imprese, in quanto le imprese possono rivolgersi alle banche anche attraverso altri canali. In questo senso i consorzi di garanzia collettiva dei fidi intervengono nell’ambito della prestazione delle garanzie e, le relative associazioni di imprenditori, che ne rappresentano la base di riferimento, sono una delle aree di maggior interesse.
  32. 32. Consorzi di garanzia La richiesta di garanzie reali e/o personali alla clientela è una pratica bancaria piuttosto diffusa al fine di evitare o limitare eventuali perdite. Quindi se il capitale da accantonare dipende dal rischio, ciò che mitiga il rischio induce un risparmio di capitale e produce un tasso di finanziamento più basso. Per questo motivo Basilea dedica molta attenzione alle garanzie ed i garanti ammissibili. In Italia le aziende possono contare sui Confidi: soggetti che associano imprese (piccole e medie) che hanno il fine di garantirsi reciprocamente di fronte alle banche. I Confidi sono nati per iniziativa di imprenditori, associazioni, enti locali che, attraverso la solidarietà e lo spirito mutualistico cercano di fare fronte alle difficoltà di accesso al credito.
  33. 33. Consorzi di garanzia Grazie a piccoli apporti unitari i Confidi costituiscono un fondo rischi che funge da garanzia collettiva. I Confidi stipulano convenzioni con le banche che garantiscono condizioni economiche agevolate inoltre, si rivolgono al settore pubblico per ottenere finanziamenti in ragione dello svolgimento di una funzione rientrante nel pubblico interesse. I Confidi hanno lo status giuridico di consorzi o quello di cooperative a responsabilità limitata. Questi sono iscritti ad un apposita sezione nell’elenco degli intermediari non bancari. Il Testo Unico Bancario impone un requisito minimale come numero di 400 imprese ed un capitale minimo 100.000 euro.
  34. 34. <ul><li>Con l’introduzione di Basilea il sistema dei Confidi sarà indotto a modificare il modello di business, orientandosi verso l’offerta di consulenza e di assistenza finanziaria al fine di divenire un partner utile per le imprese. </li></ul><ul><li>In particolare i Confidi dovranno fare analisi di bilancio ed offrire servizi ad alto valore innovativo come nella creazione di imprese. </li></ul><ul><li>Linee strategiche per i Confidi di maggiori dimensioni con una clientela corporate dovranno: </li></ul><ul><ul><li>Curare la dimensione e la diversificazione del portafoglio </li></ul></ul><ul><ul><li>Avere una migliore valutazione e diversificazione del portafoglio </li></ul></ul><ul><ul><li>Qualità delle procedure interne di selezione della clientela </li></ul></ul><ul><ul><li>Controllo continuo della solvibilità </li></ul></ul><ul><ul><li>Dotarsi di regole di governance appropriate </li></ul></ul>Consorzi di garanzia
  35. 35. I Confidi di minori dimensioni con una clientela retail e/o le cui controparti bancarie non abbiano adottato i modelli interni di tipo advanced saranno considerati dalle banche non tanto in funzione del risparmio, quanto per la loro funzione di collettori di clientela e di mitigazione effettiva dei costi. Con l’introduzione di Basilea si prevede un incremento del numero di Confidi di piccole dimensioni purché efficienti e di qualità. Consorzi di garanzia
  36. 36. <ul><li>Il nuovo accordo di Basilea prevede, in tema di requisiti patrimoniali minimi, che vengano considerati tre tipi di rischio: </li></ul><ul><li>Rischio di mercato </li></ul><ul><li>Rischio operativo </li></ul><ul><li>Rischio di credito </li></ul><ul><li>Per quanto riguarda il rischio di credito si prevede la possibilità di </li></ul><ul><li>determinarne la misura attraverso tre metodi alternativi: </li></ul><ul><li>Metodo standard </li></ul><ul><li>Metodo dei rating interni - IRB - di base </li></ul><ul><li>Metodo dei rating interni - IRB – avanzato </li></ul>Basilea 2
  37. 37. <ul><li>Il sistema di calcolo IRB per la ponderazione delle esposizioni si fonda sulle seguenti quattro componenti: </li></ul><ul><li>Probabilità di inadempienza che misura la probabilità che il mutuatario si renda inadempiente nell’arco di un dato orizzonte temporale – PD (probability default) </li></ul><ul><li>Perdita in caso di inadempienza che rileva la parte dell’esposizione che andrà perduta all’eventuale verificarsi dell’inadempienza – LGD (loss given default) </li></ul><ul><li>Esposizione in caso di inadempienza che stima l’ammontare della linea creditizia utilizzata al momento dell’inadempienza – EAD (esposition amount default) </li></ul><ul><li>La durata che esprime la scadenza residua dell’esposizione – M </li></ul>Basilea 2
  38. 38. PERDITE ATTESE = EAD x PD x LDG% Dove: EAD = valore dell’esposizione (utilizzo) PD = probabilità di default LDG% = aspettative di perdita su EAD Approccio Rating Interni - IRB
  39. 39. Fonti di stima dei modelli <ul><li>Modelli andamentali – analisi andamento del rapporto </li></ul><ul><ul><li>Centrali rischi ( CERI) </li></ul></ul><ul><ul><li>Sconfinamenti </li></ul></ul><ul><ul><li>Insoluti </li></ul></ul><ul><ul><li>... </li></ul></ul><ul><li>Modelli qualitativi – informazioni sui programmi e sull’attività aziendale, sistema organizzativo, commerciale ecc. </li></ul><ul><ul><li>Questionari compilati dal gestore (banca) </li></ul></ul><ul><ul><li>Analisi del settore merceologico </li></ul></ul><ul><ul><li>Analisi macroeconomica </li></ul></ul><ul><li>Modelli finanziari – utilizzo di formule matematiche applicate ai dati ricavati dai bilanci consuntivi e preventivi </li></ul>
  40. 40. <ul><li>Definizione del DEFAULT </li></ul><ul><ul><li>Scaduto da oltre 90 gg / 180 gg </li></ul></ul><ul><ul><li>Sconfinamento permanente oltre 180 gg </li></ul></ul><ul><ul><li>Sofferenze, incagli ... </li></ul></ul><ul><li>Da evitare: </li></ul><ul><li>Ritardi nei pagamenti rateali oltre 90 gg / 180 gg </li></ul><ul><li>Sconfinamenti oltre 180 gg </li></ul><ul><li>Virtuosi: </li></ul><ul><ul><li>Maggiori responsabilità dei manager – presidi finanziari </li></ul></ul><ul><ul><li>Sensibilità agli indici di bilancio </li></ul></ul><ul><ul><li>Riqualificazione dei rapporti con le banche </li></ul></ul>Basilea
  41. 41. Funzione di ponderazione LDG Probabilità di default Capitale assorbito Fatturato oltre 50 ml € Fatturato oltre 25 ml € Fatturato oltre 5 ml € 7% 8%
  42. 42. Influenzano il Rating ... <ul><li>Nell’assegnazione del rating dell’impresa la decisione della banca viene influenzata da: </li></ul><ul><ul><li>Bilancio 50 – 60% </li></ul></ul><ul><ul><li>Analisi fondamentale 30 – 40% </li></ul></ul><ul><ul><li>Analisi settoriale 0 – 10% </li></ul></ul><ul><ul><li>Analisi qualitativa 0 – 10% </li></ul></ul>
  43. 43. Fasi degli impieghi valutazione merito creditizio recupero gestione e monitoraggio erogazione del credito assegnazione del rating controllo deterioramento credito recupero del credito svalutato decisione di assunzione rischio cliente
  44. 44. Upter Docente Stefano Lucidi Fine

×