5. paradigmi della formazione

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5. paradigmi della formazione

  1. 1. Corso di Laurea in Infermieristica Educazione permanente e degli adulti a.a. 2009/10 Bonometti Stefano
  2. 2. Criteri didattici Azioni Strategie Tattiche Situazione Ambiente didattico (presenza e distanza) Strumenti (cartacei e multimediali) Setting (formale/informale) Metodologie Lezioni/lavoro di gruppo Discussione/ realizzazione
  3. 3. I principi dell’andragogia • Bisogno di conoscere • Autonomia del soggetto • Ruolo dell’esperienza • Disponibilità ad apprendere • Orientamento all’apprendimento Scuola di Atene, • Motivazione particolare, Platone e Aristotele
  4. 4. I requisiti di un modello andragogico dell’apprendimento • Stabilire un clima favorevole • Creare un meccanismo di progettazione comune • Diagnosticare i bisogni di apprendimento • Progettare un modello di esperienze di apprendimento • Gestire le attività, mettere in atto il programma • Valutare il programma
  5. 5. Modello Pedagogico Modello Andragogico Ruolo del formatore Trasmettitore Facilitatore Centralità E’ in compresenza con gli altri attori Concezione Apprendimento come Apprendimento come dell’apprendimento rapporto causa effetto costruzione di strutture mentali sempre più larghe e complete Tempi di apprendimento Ben definiti, stabili e Ritmi variabili, uguali per tutti personalizzati Tempi normativi Tempi non normativi Fasi di apprendimento Prima teoria in aula, poi Teoria e pratica collegate esperienza sul campo (esperienza-contesto- Obiettivi non riflessione) necessariamente esplicitati Obiettivi e verifiche sono al formando noti al formando
  6. 6. Modello Pedagogico Modello Andragogico Risultato Legato alla ricezione Legato all’esperienza del dell’apprendimento dell’informazione soggetto e non sola L’esito è causato informazione dall’azione formativa L’esito è prodotto dall’esperienza Valutazione E’ il formatore che valuta E’ il formando che si dell’apprendimento La valutazione ha autovaluta funzione selettiva La valutazione è autoregolamentata Comunicazione Unidirezionalità della Circolarità della comunicazione comunicazione Comunicazione come Comunicazione come trasmissione di conoscenze costruzione di conoscenze Ruolo del formando Passivo, ricevitore Attivo, consapevole dell’informazione elaboratore di informazioni
  7. 7. LE PERSONE CAMBIANO SE… 1. Vogliono farlo; 2. Sanno cosa e come cambiare; 3. Il clima lavorativo è adatto; 4. Ricevono un supporto nell’applicazione; 5. Ricevono incentivi per i comportamenti modificati (Kirkpatrik, 1999)
  8. 8. Le fasi della formazione… Nascita della committenza Analisi delle Analisi sul campo e esigenze macroprogettazione Progettazione Ridefinizione della dell’intervento committenza Erogazione Microprogettazione Verifica dei Erogazione risultati Verifica dei risultati Restituzione al committente
  9. 9. Logica progettuale Le Finalità da F raggiungere (finalità, obiettivi, sotto- sotto-obiettivi) Le Variabili V (metodologia e risorse strumentali) Il Percorso (lo P sviluppo temporale delle attività e dei P.G. Rossi, E. Toppano contenuti)
  10. 10. Fare Progettazione Slide Esercitazioni Contenuti Finalità Bisogni

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