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MARIO LODI: La testimonianza di un Maestro
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MARIO LODI: La testimonianza di un Maestro

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Conferenza di Mario Lodi …

Conferenza di Mario Lodi
Treviglio - 18 marzo 2007
“Il maestro Mario Lodi non solo ha conosciuto personalmente don Lorenzo Milani, ma ha collaborato con lui nel portare avanti un modo innovativo di fare scuola”

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  1. MARIO LODI: La testimonianza di un Maestro Conferenza di Mario Lodi Treviglio - 18 marzo 2007 “Il maestro Mario Lodi non solo ha conosciuto personalmente don Lorenzo Milani, ma ha collaborato con lui nel portare avanti un modo innovativo di fare scuola”Vita di Mario Lodi____________________________________________ festival di Spoleto nel ‘67) e “Ci ragiono eM ario Lodi nasce nel 1922 a Piadena (Cremona) e si diploma maestro all’Istituto Magistrale di Cremona nel1940. Nel 1945, dopo la Liberazione, canto” di Dario Fo. Nel 1956 Mario Lodi si trasferisce alla Scuola elementare di Vho di Piadena. Qui realizza molti libri scritti insieme ai suoi scolari, alcuniorganizza insieme ai suoi coetanei le prime dei quali sono stati pubblicati da Einaudiattività libere: un giornale aperto a tutti, il (Bandiera, Cipì, La Mongolfiera, ecc.). Einauditeatro dei racconti di vita, le mostre pubblicò anche i libri delle sue esperienzedell’artigianato locale, la scuola professionale pedagogiche: “C’è speranza se questogestita da docenti volontari. accade al Vho” (1963), “Il paese sbagliato”Nel 1948 è nominato maestro di ruolo nella (1971, Premio Viareggio), “Cominciare dalScuola elementare di, San Giovanni in Croce, bambino”, “La scuola e i diritti del bambino”.dove scopre le capacità creative dei bambini. Dal 1970, per dieci anni, dirige il gruppoNel 1950 viene in contatto con il Movimento di della Biblioteca di Lavoro che pubblica, conCooperazione Educativa, un gruppo di l’editore Manzuoli di Firenze, 127 librettiinsegnanti che, ispirandosi alle tecniche del (letture, guide, documenti) per la riforma inpedagogista francese Célestin Freinet, senso attivo della Scuola.intendono adeguare l’insegnamento nella Nel 1978 va in pensione e inizia altre attivitàscuola pubblica ai valori della Costituzione nel campo educativo: dirige per tre anni laitaliana. “Scuola della creatività” a Piadena in cui iComincia un periodo di esperienze, incontri, bambini e gli adulti sperimentano le piùdibattiti, finalizzati a creare una pedagogia diverse tecniche creative.alternativa alla scuola trasmissiva di nozioni, Nel 1980, con una indagine sul territorioliberando le capacità espressive, creative e nazionale raccoglie e classifica più di 5.000logiche dei bambini mediante l’uso di tecniche fiabe inventate dai bambini italianiadeguate: il testo libero, la ricerca, la documentando che la creatività infantile esistecorrispondenza, calcolo vivente, l’invenzione di ancora là dove i bambini trovano le condizionistorie, la pittura, il canto e la danza, la per esercitarla. Sulla spinta di quella indaginestampa a scuola. nasce nel 1983 “A&B”, un giornale tutto scrittoNello stesso tempo introduce le stesse tecniche e illustrato dai bambini.nella Biblioteca Popolare di Piadena con gli Nel 1988, insieme al gruppo redazionale diadulti, con la stampa dei “Quaderni di “A&B” riscrive per i bambini, in forma adatta,Piadena” e con la costituzione del Gruppo la Costituzione italiana, pubblicata daPadano (1957) che si dedica alla ricerca dei Marietti-Manzuoli.canti popolari e alla loro proposta Nel 1989 riceve dall’Università di Bologna lapartecipando a spettacoli a livello nazionale laurea honoris causa in pedagogia e, nellocome “Bella ciao” di Crivelli (presentato al stesso anno, il Premio Lego che utilizza per Conferenza di Mario Lodi 1
  2. aprire, in una cascina padana a Drizzona, L’attività di Mario Lodi, collegata ai grandidove si trasferisce, la “Casa delle Arti e del problemi sociali, ha affrontato, con laGioco”, uno spazio dove si tengono corsi per campagna “Una firma per cambiare la TV” labambini e adulti, si producono libri e guide questione dell’uso educativo della TV; con laper l’insegnamento e vengono raccolti e pubblicazione di “Alberi del mio paese” e distudiati i documenti dell’immaginario infantile, “Rifiuti” si è posto l’obiettivo di un interventoallestite mostre come “L’arte del bambino” e sui giovani per creare un modo di pensare“Alberi”. nuovo in difesa dell’ambiente, una nuova cultura del comportamento responsabile.INTRODUZIONE ALLA TESTIMONIANZA_________________________________________________L a sintesi è riferita ad un intervento di Mario Lodi presso la Parrocchia San Zeno in Treviglio il 18 marzo 2007La venuta a Treviglio all’oratorio S. Zeno diMario Lodi è un avvenimento grande, Mario lodi ha conosciuto personalmente don Lorenzo Milani. Il nostro oratorio sente di dire un grazie sentito al maestro Giochino Maviglia, perché è attraverso lui che Mario Lodi viene nel nostroeccezionale. oratorio: è davvero bello incontrare personePossiamo dire che Mario Lodi è il Maestro che, come noi, credono nella scuola,d’Italia: è educatore, scrittore, poeta. Nella nell’impegno educativo, che soprattuttosua vita di maestro si è fatto sempre guidare credono nei ragazzi e nell’importanza dida due punti fermi, imprescindibili e camminare con loro.riconoscibili: il rispetto del bambino e i valori Mario Lodi viene a parlarci di don Milani,della costituzione. La straordinarietà del suo della scuola di Barbiana.impegno educativo e civile, appassionato econtinuo è riconosciuto da tutti. Mario Lodi ha Nel nostro oratorio c’è un doposcuola anticoscritto moltissimi libri insieme ai bambini e per Lo chiamiamo, per intenderci, “doposcuola”: ini bambini. realtà è una proposta molto semplice cheIl fascino di Mario Lodi sta nel suo modo di chiede di imparare a cogliere il sapere nonraccontare: racconta, senza enfasi, che cosa come strumento di arrivismo individuale, mafaceva. Racconta cose concrete, precise, bene comune da dividere con gli altri. Unpuntuali che ha fatto insieme ai ragazzi nelle oratorio che ha a cuore i ragazzi e la loro vitasue classi, tante volte negli anni. Racconta con non può non cercare di condividere con loro ilsemplicità esperienze piene di energia e di momento della scuola.luce. Diceva don Milani: “La cultura, quella vera cheL’università, che gli ha dato qualche ancora non ha posseduto nessun uomo, è fattariconoscimento, ospita tante persone che lo di due cose: appartenere alla massa estimano e lo ammirano, ma Mario Lodi non ne possedere la parola: una scuola che selezionaè mai stato tentato. Ha preferito, come quel distrugge la cultura. Ai poveri toglie il mezzopersonaggio della favola antica che era di espressione. Ai ricchi la conoscenza delleinvincibile finché poggiava i piedi sul suolo, cose.”restare con i piedi sulla terra di Piadena. Il doposcuola, per il nostro oratorio, ha radiciQuando è andato in pensione ha investito i lontane ( il doposcuola è iniziato nel 1983) èsuoi risparmi e un premio che aveva avuto per un’operazione di pace e di speranza. Chi èriattare una cascina e trasformarla in un appagato, sereno non ha bisogno di violenza,grande, luminosi laboratorio didattico cattiverie, invidie. Riscopre in sé la bontà e diventa costruttivo. Non si lascia schiacciare Conferenza di Mario Lodi 2
  3. dalle difficoltà perché ha compagni di strada Il nostro doposcuola vuole essere una briciolache gli stanno accanto. di comunione, che ci apre a quella comunioneStare accanto per creare il terreno dove far irreversibile che un giorno vivremo in pienezzacrescere, nel reciproco rispetto, il seme e per sempre.prezioso della conoscenza. La venuta di Mario Lodi tra noi sia per tutti unLo studio vero non è mai rattrappente invito a credere sempre più nei ragazzi eripetizione di esercizi o concetti. Esso nasce nell’impegno educativo per costruire un mondodalla ricerca comune, dal confronto, dal più bello, più colorato, più in pace.dialogo. Così si possono creare linee “Io penso che i due mostri più pericolosi sonoeducative alternative alla competitività, ai le cattive tv e la guerra. Noi li possiamomeccanismi di violenza e di prepotenza. vincere con queste armi: quando sulIl doposcuola è un luogo che la nostra teleschermo appaiono scene orribili e violente,comunità offre per un reciproco scambio fra possiamo impugnare l’arma del telecomandociò che si sa e ciò che si vuole imparare. E’ un e spegnere. Io l’ho fatto e sono contento:modo concreto con cui la comunità dice ai invece di guardare il mondo dentro la scatola,ragazzi: Guardate che tutta la vostra vita mi lo guardo nella realtà: parlo con le personesta a cuore e perciò anche questo momento chi mi rispondono, che mi sorridono, che sonoche vivete come esperienza unica: la scuola. vere.Non lasciate che questo bene sia corroso dalla Per vincere la guerra bisogna costruire lagelosia o dall’arrivismo. Condividetelo e pace un poco al giorno cercando di esseresperimenterete che studiare è addirittura gentili con gli altri, di aiutare chi soffre.bello. Dentro di noi ci sono due forze: una cattivaCapire e conoscere insieme ciò che ci circonda, che ci suggerisce la violenza e una buona chei linguaggi delle cose, riduce la fatica e dona ci suggerisce la non violenza. Io ho fatto lafiducia. mia scelta, e voi? “ ( Mario Lodi)MARIO LODI : la testimonianza di un maestro____________________________ M ario Lodi racconta la propria esperienza di maestro nella speranza che la sua testimonianza possa fornire dei suggerimenti ai maestri di oggi che si trovano a vivere una scuola con tanti problemi. Mario Lodi inizia il racconto della sua storia dai primi anni dopo la guerra allorché il mondo civile assunse l’impegno di costruire un’Italia diversa , un’Italia che aveva riconquistato un bene prezioso : la libertà. Dopo gli anni della tirannide fascista si doveva introdurre la libertà nella scuola e avviare la società alla riscoperta dei valori che non aveva mai praticato : l’ideale fascista di “ credere, obbedire e combattere” veniva sostituito dalla volontà di dare un senso morale alle nostre azioni. Gli anni dal 1945 al ‘48 furono ferventi di ricerca e di scelte : ci furono le elezioni dei comuni e delle province , c’era da decidere la forma di governo tra la monarchia e la repubblica e c’era poi l’avvio alla scrittura di una nuova legge da parte dei parlamentari della Costituente: la Costituzione. In quei tre anni ci fu un grande travaglio tra i maestri laici che si sentivano impreparati di fronte al compito che li attendeva: dovevano Conferenza di Mario Lodi 3
  4. cambiare una società intera , insegnare valori come la libertà e lademocrazia e dare un senso morale ai compiti della scuola. Ci fuallora una intuizione tra quei giovani che dovevano attuare i valoridella Costituzione : pensarono che fosse importante unirsi per un finecomune , cioè i deboli , i poveri dovevano unirsi per sopravvivere . E ilgruppo dei maestri si unì :nacque una Associazione, basatasull’attivismo e sulla pedagogia popolare , la quale nominò comepresidente Pino Tamagnini.Tamagnini fece una proposta: studiare insieme come realizzare unasocietà giusta secondo i principi della morale cattolica e della moralecivile. Fu questa la carta vincente . All’inizio al Convegno di SanMarino l’Associazione contava 130 persone, poi arrivò a 7000aderenti, sempre una minoranza rispetto ai 220 mila maestri quantoera il totale dei docenti , ma quel gruppo credeva in qualcosa: nellacapacità di risvegliare le coscienze , mettendo dentro al corpo pigrodella scuola italiana la voglia di agire , cioè i principi dell’attivismopedagogico. Il presidente Tamagnini scoprì in Francia la tecnica diFreinet, la fece conoscere e i maestri capirono l’importanza di quellascoperta :con la stampa i bambini potevano parlare, documentarsi,confrontarsi, discutere di tutti i problemi; attraverso la libertàespressiva veniva dato spazio alla creatività, venivano realizzatiprocessi circolari di apprendimento- insegnamento capaci di produrrenei bambini la crescita globale, affettiva e cognitiva e sociale.Comunicare e discutere : questo era il senso della libertà. Nasceva lapedagogia popolare, quel movimento che Lodi e altri portaronoavanti cercando di rispondere alle importanti domande che siponevano a quel tempo in campo educativo.Passarono gli anni , il gruppo fu riconosciuto e seguito dalle mentipensanti dell’epoca : anche se i maestri lavoravano per intuizione ,senza basi psicopedagogiche o conoscenza scientifica, avevanocompreso che il bambino fin da piccolo produce cultura . Una culturafatta dall’esperienza che il bambino acquisisce giocando: il bambinogioca, crea e impara , realizzando la pratica dell’uomo libero.Tra i professori universitari Mario Lodi ricorda Tullio De Mauro comelinguista , ma vi furono molti altri che incoraggiarono il gruppo e losostennero. Giornalisti e Professori universitari si mostraronointeressati al lavoro della cooperativa ,per esempio Giorgio Pecorini ,giornalista dell’Espresso che andava nelle scuole e fotografava lemetodologie di avanguardia . Mario Lodi e Pecorini divennero amicie fu appunto Pecorini che fece conoscere a Mario Lodi la scuola diBarbianaDurante un estate del 1966 , mentre erano in vacanza al mare a Lidodi Pomposa , Pecorini disse a Lodi di seguirlo perchè gli avrebbefatto conoscere una persona straordinaria. Così lasciarono le famiglieal mare andarono a Barbiana dove circolavano le voci che vivesse einsegnasse un prete “originale” . Pecorini era specialista nella Conferenza di Mario Lodi 4
  5. scoperta di preti e maestri che seguivano un metodo innovativo e chesi distinguevano dagli altri per un impegno particolare .Arrivarono nella parrocchia di Sant’Andrea a Barbiana sul monteGiovi, nel cuore del Mugello. Quando arrivarono da don Lorenzo , lotrovarono sotto un pergolato che faceva lezioni ai ragazzi : parlavaloro di affresco. Don Milani era stato pittore , aveva decorato dellechiese , poi aveva abbandonato quest’arte per un’ arte diversa:l’educazione .Lodi capì subito il principio insito nella scuola di Barbina:in quella scuola si donava quello che si aveva: la cultura eraconsiderata un dono.Don Milani accolse benevolmente gli ospiti e chiese loro di risponderealle domande dei ragazzi. Mario Lodi tutta una mattina accettò disottoporsi ad esser intervistato dai ragazzi di Barbiana su ognicampo: sulla scuola, sul privato , rispose anche a domande cheapparivano strane, cioe’ se poteva andare a scuola la domenica o inestate …ecceteraMario Lodi nel raccontare di quella intervista particolare ,tracciaalcuni principi importanti , esempio l’idea del record personale, ol’idea della non violenza .Mario Lodi racconta che alcuni suoi alunni ad un certo puntorifiutavano di fare le gare perchè avevano prestazioni scarse esapevano già in partenza che loro non avrebbero vinto .Nacqueallora il principio secondo cui vinceva chi avesse aumentato il propriorecord personale, anche se era inferiore al record massimo conseguitoda altri ragazzi. Vinceva chi progrediva , non contava il valoreassoluto ma il progresso fatto dall’individuo. Quindi la vittoria era ilsuperamento dei propri limiti. Poi Lodi racconta come fosse vivo ilprincipio di pace. La costruzione della pace riguardava sia laCostituzione e sia i principi del Vangelo e ricorda l’Articolo 11:ripudiare la guerra, costruire la pace , costruire la non violenza :èimportante cercare le cause nascoste , lontane, a volte insignificantima così radicate da generare odio e rancore . Oltre al tema deiconflitti , furono discussi molti altri temi , esempio quello se il bambinoe’ un essere pensante oppure no, oppure i metodi basati sulla scritturacreativa o sulla corrispondenza tra scuole .Don Milani rimase molto colpito dal fatto che gli alunni di Mario Lodicorrispondessero per lettera con altre scuole; dopo un ‘attentariflessione sostenne che la corrispondenza era la massima espressionedella collettività , rappresentava il senso della comunione dellasocietà scolastica: perciò propose una corrispondenza tra i ragazzi diBarbina e i ragazzi di Piadena.Infatti il 3 novembre arrivarono a Mario Lodi due lettere: una di donMilani a Mario Lodi e una dei ragazzi di Barbiana agli alunni diMario LodiNella lettera di don Milani si spiegava l’arte dello scrivere . Conferenza di Mario Lodi 5
  6. Per capire più nel dettaglio questa metodologia e viverla attraverso un’esperienza anche didattica ( ossia non mediata da influenze esterne o di comodo), occorre seguire la metodologia seguita da don Milani. In tale lettera si parla di vocabolario attivo ( le parole usate) e di quello passivo:le parole conosciute. Poi don Milani spiega :la collaborazione e il lungo ripensamento ha prodotto una lettera che come maturità è superiore all’età cronologica dei ragazzi .Ogni ragazzo usa un numero limitato di parole ma ne comprende molte di più, ora se essi ascoltano un compagno che pronuncia una frase o una parola particolarmente appropriata, comprende che quella parola è la migliore, cioè la più adatta a essere inserita nel testo. La scrittura collettiva, dice il Priore, attraverso il dialogo con il maestro e linterazione tra gli allievi, consente di trasferire le idee, dal livello dellorecchio, a quello della bocca e della penna, arricchendo in modo esponenziale il linguaggio personale e collettivo. Comincia la gara a chi scopre parole da levare, aggettivi di troppo, ripetizioni, bugie, parole difficili, frasi troppo lunghe, due concetti in una frase sola. Si chiama un estraneo dopo l’altro. Gli si fa leggere a alta voce. Si guarda se hanno inteso quello che volevamo dire. Si accettano i loro consigli purché siano per la chiarezza. Si rifiutano i consigli di prudenza. L’arte dello scrivere significa :esprimere quello che siamo senza mascherarsi. Le regole dello scrivere sono: aver qualcosa di importante da dire e che sia utile a tutti o a molti. Sapere a chi si scrive. Raccogliere tutto quello che serve. Trovare una logica su cui ordinarlo. Eliminare ogni parola che non serve. Eliminare ogni parola che non usiamo parlando. Non porsi limiti di tempo. Cercare di indovinare la psicologia del lettore, l’arte dello scrivere esprime compiutamente quello che siamo senza mascherarsi.2 novembre 1963Lettera di Don Milani in cui viene illustrata la metodologia della scrittura collettivaProcedimento:1. Primo giorno: un intero pomeriggio , cinque ore, a disposizione per comporre liberamente una lettera a voi su “Perchè vengo a scuola”2. Secondo giorno: un pomeriggio a leggere ad alta voce i lavori e appuntare su foglietti le idee e espressioni felici3. Terzo giorno: una mattinata a riordinare i foglietti su un grande tavolo per dare loro ordine logico e fissare questo schema di lavoro - sul principio - noi e i nostri genitori, - ora - scoperta degli ideali della nostra scuola - nostra risposta spaziale per debolezza nostra e pressione dei nostri genitori e del mondo Conferenza di Mario Lodi 6
  7. 4. Quarto giorno: pomeriggio a rifare la lettera secondo lo schema comune.5. Quinto giorno: mattina e sera ,tutti insieme a leggere a alta voce i singoli lavori e si stabilisce il testo comune con le migliori espressioni comuni ( testo è di 1128 vocaboli)6. Sesto giorno : testo accettato perchè ognuno abbia lo scritto davanti a sé , un intero pomeriggio con la produzione di annotazioni a margine ,correzioni, aggiunte di proposte7. Settimo giorno: mattina e sera; proposizione dopo proposizione ciascuno fa le correzioni8. Ottavo giorno: mattina idem9. Nono giorno: mattina idem10. Decimo giorno: testo definitivo composto da 823 parole ,305 parole in meno , ma arricchito da molti concetti nuovi.I piccoli trovano qualche volta soluzioni migliori dei grandiLa lettera dei ragazzi di Barbiana alle classi di Mario Lodi2 novembre 1963B arbiana non e’ nemmeno un villaggio , e’ una chiesa e le case sono sparse tra i boschi e i campi. I posti di montagna come questo sono rimasti disabitati. Se non ci fosse la nostra scuola a tener fermi i nostri genitori , anche Barbiana sarebbe undeserto. La nostra scuola è privata, è in due stanze della canonica , più due che ci servono da officina .D’ inverno ci stiamo un po’ stretti, ma da aprile ad ottobre facciamo scuola all’aperto e allora il postonon ci manca.L’orario è : dalle 8 di mattina alle 7 e mezza di sera, non facciamo mai ricreazione e mai nessun gioco.Quando c’è l neve sciamo un’ora dopo mangiato e d’ estate nuotiamo un’ora in una piccola piscina cheabbiamo costruito noi.Queste non le chiamiamo ricreazioni, ma materie scolastiche particolarmente appassionanti . Il Priore cele fa imparare solo perchè potranno esserci utili nella vita. I giorni di scuola sono 365 l’anno, 366 neglianni bisestili. La domenica si distingue dagli altri giorni solo perchè prendiamo la Messa. A poco a pocoabbiamo scoperto che questa è una scuola particolare : non c’è né voti nè pagelle, ne’ rischio dibocciare o di ripetere. Con le molte ore e i molti giorni di scuola che facciamo, gli esami ci restanopiuttosto facili. Per cui possiamo permetterci di passare quasi tutto l’anno senza pensarci .Questa scuoladunque senza paure , più profonda e più ricca , dopo pochi giorni ha appassionato ognuno di noi avenirci .Non solo, dopo pochi mesi, ognuno di noi si e’ affezionato anche al sapere in sé .Ma ci restava da fare ancora una scoperta .Anche amare il sapere può essere egoismo. Il Priore ci propone un ideale più alto : cercare il saperesolo per usarlo al servizio del prossimo . Per esempio, dedicarci da grandi all’insegnamento, allapolitica ,al sindacato, ,all’apostolato o simili .Per questo qui si rammentano spesso e ci si schiera sempredalla parte dei più deboli: africani, asiatici, meridionali italiani, operai , contadini, montanari. Ma ilPriore dice che non potremo fare nulla per il prossimo in nessun campo finchè non sapremo comunicare .Vorremo che tutti i poveri del mondo studiassero lingue per potersi intendere e organizzare fra loro,così non ci sarebbero più oppressori, nè patrie, nè guerre.Se diciamo in casa che vogliamo dedicare la nostra vita al servizio del prossimo, arricciano il naso,anche se magari dicono di essere comunisti . La colpa non e’ loro, ma del mondo borghese in cui sonoimmersi anche i poveri ,quel mondo preme su di loro, come loro premono su di noi, ma noi siamo difesida questa scuola che abbiamo avuto” (Ragazzi da 12 a 16 anni ) Conferenza di Mario Lodi 7
  8. M ario Lodi conclude la sua testimonianza con questa domanda: Quali azioni positive nella nostra società?Quali valori può trasmetterci l’esperienza di don Lorenzo ?1. il tempo della collaborazione : le recenti scopertepsicopedagogiche hanno dimostrato quanto sia improduttiva lascuola trasmissiva, la scuola dell’autoritarismo e del nozionismo : iltravaso di nozioni nella mente del bambino non ha dato fruttisperati e il sapere si dissolve rapidamente lasciando un vuotoincolmabile; ormai da un decennio l’attenzione è centrata sulla testapensante e sulla personalità di ciascuno. Anche il contesto di vitaincide nello sviluppo dell’infanzia così come sembra determinante ilcontesto scolastico, il gruppo degli alunni : la scuola competitivadeve lasciare posto ad una scuola nuova basata sullacollaborazione2. il tempo dell’integrazione : integrazione non solo per gliimmigrati ,ma integrazione e cooperazione con ogni persona inbase al principio che ciascuno e’ diverso; occorre superare lavisione soggettiva nei confronti di tutti coloro che sentiamo diversida noi Superare l’antipatia nei confronti di chi è diverso da noi,accettare la differenza e la particolarità di ciascuno: occorresuperare le barriere psicologiche ed accettare l’originalitàdell’altro .3. il tempo della conoscenza e della ragione : e’ importante iltempo scuola, che sia ricco e produttivo , ma consideriamo anche leattività extrascolastiche utili per la formazione e la conoscenza4. il tempo della seduzione : i bambini di oggi sono alle presecon strumenti conoscitivi sempre più sofisticati e complessi. Se però èaumentato il bagaglio di informazioni e quindi il possesso di unmaggior sviluppo cognitivo, dall’altro si verifica una maggioredebolezza affettiva e i bambini di oggi appaiono emotivamente eaffettivamente più fragiliLa televisione è una grande invenzione dell’uomo però e’ entratanella nostre case stravolgendo le nostre abitudini .Sviluppando la ragione e il senso critico siamo capaci di resisterealla seduzione del mondo di oggi .I bambini stanno fermi , ma nonleggono, si spengono davanti a questo oggetto. Bisogna far capireai bambini che esiste una differenza fra linterazione con latelevisione e quella con gli esseri umani, che il linguaggio che noiusiamo per comprenderci, per comunicare, e diverso da quello delpiccolo schermo, che la televisione è un mezzo che parla ma alquale loro non possono rispondere.E la famosa televisione baby sitter, che sostituisce la presenzadelladulto. E ha un potere ipnotico: e dimostrato anchescientificamente, i bambini ingrassano davanti al televisore non Conferenza di Mario Lodi 8
  9. tanto perchè mangiano patatine ma perché il loro metabolismo rallenta. Limportante e che i bambini non diventino videodipendenti, che abbiano la possibilità di scegliere fin da piccoli. I genitori dovrebbero discutere insieme a loro, spiegando il perchè delle cose, perchè i bambini non hanno ancora la capacità di capire le motivazioni degli adulti. Davanti a quella scatola che manda immagini restano incantati, per loro è solo un giocattolo meraviglioso. Don Enrico e l’oratorio S. Zeno in TreviglioNOTE_______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Conferenza di Mario Lodi 9

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