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Hegel sostiene che la natura sia una CONTRADDIZIONE INSOLUTA, in quanto, considerata in sé (ovveroconsiderata come IDEA) e...
3) Maturità: l’individuo si riconcilia con il mondo riconoscendone la necessità oggettiva e                  la razionalit...
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Hegel (1770 - 1831)

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schematizzazione riassuntiva:
- principi fondamentali della Filosofia di Hegel
- la Fenomenologia dello spirito
- L'enciclopedia delle scienze profonde
- La filosofia della storia
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Hegel (1770 - 1831)

  1. 1. Giorgio Spano HEGEL (1770 – 1831)Principi fondanti della filosofia di Hegel:RISOLUZIONE La realtà viene intesa come insieme di tutto → coincide con INFINITODELLINFINITO NEL I vari enti della realtà (es: questo preciso momento), intesi comeFINITO manifestazione della realtà che procede dinamicamente → coincidono con il finito. Perciò i vari enti sono una parziale espressione dellinfinito. Non possono esistere se non in connessione con il tutto. Hegel:” il finito, in quanto è reale, non è tale, ma è linfinito stesso”. Emerge concezione dellimmanentismo: rifiuto di una realtà trascendentale. Hegelismo implica una forma di monismo panteistico: vede nel mondo (finito) la manifestazione del divino (infinito). Questo Assoluto: è un soggetto spirituale in divenire, di cui tutto ciò che esiste è una tappa di realizzazione. Dato che la realtà coincide con linfinito, che a sua volta coincide con lassoluto (l’infinito, Dio), la realtà non è immutabile ma un processo di autoproduzione che si realizza progressivamente in tutti i suoi momenti e solo alla fine, cioè nelluomo e con le sue arti più alte, acquista piena coscienza di sé.IDENTITÀ TRA RAGIONE lassoluto, Dio, linfinito, vengono denominati dagli con il termine idea oE REALTÀ ragione. Queste due espressioni apparentemente antitetiche, che fanno riferimento la stessa entità, fanno intendere lidentità (=la coincidenza tra..) di pensiero ed essere, ovvero, di ragione e realtà (→ concetto sintetizzato nellaforisma: A) ciò che è razionale è reale; B) e ciò che è reale è razionale). A) Razionalità à, astrazione dalle reale, ma è forma di ciò che esiste, poiché la ragione governa il mondo lo costituisce. B) Realtà materia caotica, ma è il dispiegarsi di una struttura razionale, che coincide con lidea o la ragione identità ragione-realtà identità essere (ciò che è, la realtà) - dover essere (ciò che razionalmente deve essere, ragione). il mondo, in quanto è, e razionalità dispiegata che si manifesta attraverso una serie di momenti necessari i quali non possono essere diversi da come sono. ogni manifestazione si susseguono secondo connessioni necessarie e passaggi obbligati che costituiscono larticolazione vivente dellunica idea o ragione, ovvero dellassoluto. La realtà costituisce una totalità processuale, formata da una serie ascendente di gradi di realizzazione, ciascuno dei quali rappresenta il risultato di quelli precedenti e il presupposto di quelli seguenti.FUNZIONE fino ad ora sono state introdotte le categorie totalità e necessità. il compitoGIUSTIFICATRICE della filosofia consiste solo nel prendere atto della realtà (dellinfinito) e nelDELLA FILOSOFIA comprendere le strutture razionali che la costituiscono. Hegel ritiene che la filosofia arriva sempre troppo tardi, dopo che la realtà su cui specula è già fatta. Perciò il suo compito è quello di giustificare la realtà elaborando in concetti il contenuto che l’esperienza offre.
  2. 2. PRINCIPIO ONTOLOGICO HEGELIANO: Principio ontologico della filosofia hegeliana:“é la realtà suprema in cui si realizzano tutti i principi logici secondo la modalità del continuodivenire e con lo scopo di manifestarsi a sè stesso" tutto ciò che dalleternità avviene in cielo e interra, la vita di Dio e tutto quanto si opera nel tempo, mira soltanto a che lo spirito conosca séstesso, si trovi ,si raccolga in sè: esso si è sdoppiato, alienato, ma solo per poter trovare sé stesso.Soltanto così lo spirito raggiunge la sua libertà, poiché è libero ciò che non si riferisce ad altro ne daaltri è dipendente"PRINCIPI LOGICI:Principio di identità di ideale e reale: le leggi della mente e quelle che fondano la realtà sonouguali a ciò che rende possibile la conoscenzaPrincipio di contraddizione: nella realtà non esiste nulla di identico a sé stesso, ma tutto sottostàalla dialettica dellaffermazione e negazionePrincipio di mediazione: lassoluto non si manifesta immediatamente ,ma mediatamenteattraverso realizzazioni parziali e progressivePrincipio di relazione: se nulla è identico a sé stesso, esiste una relazione fra questi due momenti,intesa come una relazione interna che modifica la natura della cosa stessaPrincipio dello storicismo: tutta la realtà si risolve nella storia, quindi storia e assoluto sonoununica cosa identica, che hanno come legge il divenire che spinge al continuo superamento di sé.il divenire si caratterizza dunque come movimento libero perché spontaneo e necessario perchéinevitabile.IDEA NATURA E SPIRITOIl divenire assoluto passa attraverso 3 momenti: 1. Idea <<in se e per sé>>, ovvero, 2. Idea <<fuori di sé>> NATURA L’idea l’idea considerata in se stessa si spoglia della sua condizione ‘in se e (non ‘contestualizzata’ nel reale) per se’ e si manifesta nelle realtà Ossatura logico-razionale del spazio temporali del mondo. reale (simile a Dio prima della creazione della natura – Segue un senso attenzione che lo spirito assoluto ideale, non di Hegel NON crea il mondo, ma è cronologico* il mondo!) 3. Idea che <<ritona in sé>>= lo SPIRITO L’idea dopo essersi fatta natura acquista coscienza di sé nelluomo.
  3. 3. * Senso ideale: ciò che concretamente esiste nella realtà e lo spirito (la sintesi), il quale ha come sua condizione la natura (lantitesi) e come su posto in programma logico rappresentato dall’ide pura (la tesi). Non segue quindi l’ordine: prima c’è l’idea in se, poi l’idea fuori di sé, e poi l’idea che ritorna in sé. A questi 3 momenti corrispondono le 3 sezioni in cui si divide il sapere filosofico: 1. LOGICA → scienza dell’idea in sé e per se 2. FILOSOFIA DELLA NATURA→ scienza dell’idea nel suo alienarsi da sé 3. FILOSOFIA DELLO SPIRITO→ scienza dell’idea che dal suo alienamento torna in sé Come detto l’assoluto è il divenire. La legge che regola questo divenire è la DIALETTICA, che è allo stesso tempo, legge di sviluppo della realtà (ontologia – vedi il processo: idea in sé, all’infuori di sé e che ritorna a sè) e la legge di comprensione della realtà (logica). Distingue 3 momenti del pensiero: 2. NEGATIVO-RAZIONALE: vien colta l’unilateralità delle determinazioni e vengono messe ‘in1. ASTRATTO o intellettuale: concepire movimento ’ relazionandole con le altre esistente sotto forma di una molteplicità determinazioni. Princ. Identità non è valido → di determinazioni statiche e separate le per specificare ciò che una cosa è, bisogna une dalle altre (secondo principi implicitamente chiarire ciò che essa non è. Si d’identità e non-contraddizione). mettono in rapporto determinazioni con le loro opposte. 3. SPECULATIVO o POSITIVO-RAZIONALE: si coglie l’unita delle determinazioni opposte INTELLETTO: organo del finito RAGIONE: organo dell’infinito , strumento tramite cui il finito (l’astratto e il parziale) si risolve nell’infinito (il totale e il concreto) PUNTUALIZZAZIONI SULLA DIALETTICA: - con il termine Dialettica ci si riferisce a tutti e tre i momenti; - è dimostrazione della risoluzione del finito nell’infinito; - poiché l’IDEA è dinamica, la Dialettica esprime il processo mediante cui le varie parti della realtà o determinazioni della realtà perdono la loro rigidezza. Mediante il processo dialettico infatti diventano MOMENTI di un’idea UNICA e INFINITA; - ha un significato ottimistico: il negativo sussiste solo come un moment del farsi del positivo; - ha un carattere chiuso poiché non procede all’infinito, ma si prefigge un punto di arrivo .
  4. 4. La dialettica consiste quindi 1. Momento astratto intellettuale = TESI = affermazione di un concetto astratto e limitato; 2. Momento negativo-razionale = ANTITESI = negazione di questo concetto e passaggio a un concetto opposto 3. Momento positivo razionale = SINTESI = unione dell’affermazione e della negazione. → ri- affermazione potenziata dell’affermazione iniziale (della tesi), ottenuta mediante la negazione della negazione intermedia (antitesi). Ri-affermazione in Hegel prende il nome di Aufhebung. FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITOPrincipi fondamentali filosofia Hegel: risoluzione del finito nell’infinito; Identità tra ragione e realtà;vengono dimostrati da Hegel stesso in 2 modi differenti, rintracciabili nelle due opere Fenomenologia dellospirito ed enciclopedia delle scienze profonde→ Questultima esamina lassoluto in atto in tutte ledeterminazioni fondamentali della realtà. La fenomenologia dello spirito analizza, invece, la via percorsadalla coscienza umana per giungere al principio assoluto. Si tratta di una storia romanzata della coscienzache dalle prime sue manifestazioni sensibili, giunge ad apparire a sé stessa nella sua vera natura, cioècome coscienza universale.“FENOMENOLOGIA”: → discorso su ciò CHE APPARE (su un ente di reale) coincide con divenire delsapere (→ N.B. come già detto più volte, gli enti del reale sono parte dell’infinito, dell’assoluto, che è unente dinamico!). Perciò luomo attraverso questopera, ripercorre i gradi di formazione delluniversalitàdello spirito.Il suo ciclo può essere riassunto in una delle forme particolari della fenomenologia: la coscienza infelice,ovvero, la coscienza che non sa di essere tutta la realtà, perciò si trova scissa in opposizioni dalle quali escesolo arrivando alla coscienza di essere.La prima parte della fenomenologia si divide in tre momenti dialettici: 1. Coscienza → tesi = condizione del soggetto che pone loggetto come altro da sé 2. autocoscienza → antitesi = condizione della coscienza che nel rapportarsi in maniera conflittuale ad altre coscienze diviene autocoscienza, quando viene riconosciuta da altri esseri pensanti. 3. ragione→ sintesi = condizione della coscienza che, avendo compreso la razionalità della realtà, diviene consapevole di essere essa stessa lintera realtà. È laffermazione che lintera realtà è lidea. 1. COSCIENZA - lo spirito comincia a conoscere. 3 figure: 1. Certezza sensibile = tesi Figure: singole tappe dell’evoluzione. Posizione storica e 2. Percezione = antitesi cangiante della coscienza, destinata ad essere superata 3. Intelletto = sintesi da una nuova figura ad un livello SUPERIORE DI CONSAPEVOLEZZA (=>termine “coscienza” in questa prima sezione, designa anche la “certezza” la verità sta tutta fuori dalla coscienza, cioè nell’oggetto).
  5. 5. 1.1. CERTEZZA SENSIBILEAppare ricca e sicura. In realtà non rende certi che di una cosa sola, ‘questa cosa ’, ma la cosa può essereun albero o una casa etc.., cui siamo certi non in quanto albero o casa, ma in quanto questo albero oquesta casa, cioè in quanto presenti qui ed ora davanti a noi. Ciò implica che la certezza sensibile non ècertezza della cosa particolare ( infatti in un insieme di alberi io ho coscienza di un solo albero che nonidentifico ancora in una determinata categoria: è un QUESTO, nient’altro), ma del questo qui ed oradavanti a noi (ho coscienza sensibile solo di questo, che sia l’albero o qualunque altra cosa), al quale laparticolarità della cosa è indifferente e che perciò è universale (un GENERICO ‘QUESTO’). Inserire il‘questo’ in una categoria vorrebbe dire far fare alla mente un passo in più.Quindi CERTEZZA SENSIBILE => percezione che ho di un oggetto hic et nunc → certezza indiscutibile inquanto la mente non ha ancora cominciato a lavorarci sopra1.2. PERCEZIONELe cose che mi si presentano, pongono problemi di comprensione. Per distinguere gli oggetti (lamolteplicità di ‘questi qui ed ora’), per dare loro un nome, per identificarli, il soggetto fa uso del pensieroastratto giungendo così al momento della percezione.Ci troviamo nellantitesi: la conoscenza che prima era considerata la più certa, ora è considerata comevuota percezione.In questa fase ogni ente della realtà viene identificato rispetto agli altri in modo netto attraverso ilmeccanismo di affermazione-negazione. La negazione è fondamentale per poter dire che cosa è la cosa dicui abbiamo coscienza.La coscienza percepisce uninfinità di oggetti che riceve attraverso le sensazioni. Tra questi oggetti non visono legami formali concettuali, si tratta di una semplice collezione di elementi particolari irrelati.La percezione comprende le cose, ma la sua certezza entra in crisi quando si tratta di comprenderne lagenesi e il movimento, ovvero, il dinamismo. È qui che interviene lintelletto, terza figura di questo primoprocesso dialettico della coscienza.1.3. INTELLETTOIl soggetto prende consapevolezza del legame tra le cose, intese come espressioni delle leggi chemuovono luniverso, attraverso le quali le cose si trasformano luna nelle altre in un incessante e perennemovimento. La coscienza prende consapevolezza di sé come parte della natura. La coscienza avendoacquisito un primo grado di capacità di comprensione di se in rapporto alle cose, è divenuta autocoscienza. 2. AUTOCOSCIENZA – Il soggetto in rapporto con gli altri.Lattenzione viene posta non alloggetto, ma al soggetto, all’IO, considerato nei suoi rapporti con gli altri. Ilromanzo “Fenomenologia dello spirito”, non si trova quindi circoscritto in un ambito prettamentegnoseologico (inerente alla conoscenza), ma concerne più settori, quali la società, la storia della filosofia edella religione. Infatti, distinguiamo 3 momenti: 1. Signoria e Servitù (settore sociale) 2. Stoicismo e scetticismo (storico-filosofica) 3. La coscienza infelice (religiosa)Lautocoscienza deve essere messa alla prova. Per affermarsi deve essere riconosciuta anche dagli altriesseri pensanti.
  6. 6. 2.1. SIGNORIA E SERVITÙ (L’AMBITO SOCIALE)Il riconoscimento tra le varie autocoscienze non avviene attraverso lamore, che era considerato da Hegel“miracolo per cui due cose diventano una”, (in quanto allamore mancano serietà, dolore, pazienza etravaglio del negativo”, che sono ritenuti elementi necessari), ma attraverso momenti di lotta che siconcludono non con la morte di una delle autocoscienze, ma con la subordinazione di una autocoscienzaallaltra nel rapporto servo-signore.Signore= colui che, pur di affermare la propria indipendenza, ha messo a repentaglio la propria vita, finoalla vittoriaServo= colui che ha preferito la schiavitù, pur di avere salva la vita.Con unanalisi dialettica argomentata da Hegel, la dinamica sviluppa uninversione dei ruoli, ovvero, ilSignore diviene servo del servo e il servo signore del signore. Infatti, il signore che inizialmente èindipendente, continuando a godere passivamente del lavoro del servo, finisce per diventarne lui stessoservo. Invece questultimo, inizialmente dipendente, continuando a padroneggiare e a trasformar le coseda cui il padrone riceve il proprio sostegno, finisce per rendersi indipendente.Acquisizione GRADUALE di indipendenza attraverso 3 momenti A) Paura della morte: schiavo è tale perché ha avuto paura della MORTE: con questa esperienza si è reso indipendente dal mondo di realtà e certezze naturali che prima gli apparivano come qualcosa di fisso; l’angoscia di perdere la sua intera essenza lo ha fatto tremare nel profondo di sé, e ciò che vi era di fisso ha vacillato. B) Servizio: con il servizio la coscienza si auto-disciplina e impara a vincere i suoi impulsi naturali. (Al signore i suoi impulsi naturali (come la fame) vengono invece sempre soddisfatti dal servo, che rinuncia al soddisfacimento delle sue necessità imparando così a gestirle) = Indipendenza dagli impulsi naturali. C) Lavoro: attraverso il lavoro, il servo da vita ad un opera che permane e che ha una sua autonomia, che è riflesso, nelle cose, della raggiunta indipendenza del servo rispetto alle cose. Formando le cose, il servo, forma se stesso e imprime nell’essere quella forma che è dell’autocoscienza, e così trova se stesso nella propria opera. Entrambi gli enti di questo rapporto hanno un alto, benché ineguale, livello di coscienza di sé e dei loro rapporti, ma non hanno piena consapevolezza: il signore non comprende di dipendere dal servo, e il servo non comprende il proprio potere.La COSCIENZA FILOSOFICA, che è piena Nella fenomenologia si intrecciano 2 PUNTI DIconsapevolezza della realtà dello spirito e ripercorre, VISTA:interpretandole, le fasi della propria formazione, - coscienza del soggetto storico: coscienza assaicomprende pienamente tutti i dati del rapporto e parziale di sé stesso e degli avvenimenticomprende perché necessariamente la figura del - coscienza filosofica: piena consapevolezza dellaservo padrone debba essere superata. realtà dello Spirito, e ripercorre tutte le fasi interpretandole. Si può dire che esamina col senno del poi.
  7. 7. 2.2. STOICISMO E SCETTICISMO (MOMENTO STORICO-FILOSOFICO)Indipendenza rispetto alle cose, che è il risultato della dialettica tra servo signore, trova la suamanifestazione filosofica nello STOICISMO: celebra lautosufficienza e la libertà del saggio nei confronti diciò che lo circonda. Però nello stoicismo l’Autocoscienza raggiunge in questo senso un’astratta libertàinteriore, in quanto, i condizionamenti permangono e la realtà esterna non viene negata.Questo mondo esterno da cui lo stoicismo si sente indipendente (nonostante lo lasci sussistere) è messo traparentesi dallo scetticismo = visione del mondo che sospende l’assenso su tutto ciò che è comunementeritenuto per vero e reale.Scetticismo ha in se una contraddizione. Hegel fa leva sul tradizionale argomento: lo scettico si autocontraddice perché da un lato dichiara che tutto è vano e non vero, mentre dall’altro dichiara di direqualcosa di vero.Così la contraddittorietà sta nella scissione tra una coscienza che vuole andare oltre l’accidentalità e non-verità della vita e una coscienza che si scopre vittima dell’inessenzialità e non-verità della vita. inoltre lacoscienza di cui parla lo scettico è una coscienza SINGOLA, la quale non può fare a meno di entrare in urtocon le altre coscienze: Ciò CHE ESISTE è, E DEVE ESSERE, perché è NECESSARIO! → In altre parole: se si deve dubitare dell’esistenza del mondo materiale = si deve dubitare di tutto,coscienza compresa. 2.3. LA COSCIENZA INFELICE (MOMENTO RELIGIOSO)Il risultato dello scetticismo è che la coscienza stessa, insieme a tutto il resto, perde valore in se stessa: èquello che Hegel designa col nome di “momento della coscienza infelice”→ Quando lo scetticismo prende consapevolezza della sua contraddittorietà, sorge la coscienza infelice.La coscienza infelice ha quindi al suo interno la scissione tra una coscienza immutabile e una mutevole cheassume la forma di una separazione radicale tra luomo e Dio. Il superamento di questa infelicità avvieneattraverso i tre momenti: A) LEBRAISMO, in cui la separazione si manifesta sotto forma di unantitesi tra l’intrasmutabile e il trasmutabile. Secondo lebraismo Dio è un essere superiore di fronte a cui luomo si trova in uno stato di dipendenza (la coscienza infelice ebraica rappresenta la traduzione, in termini religiosi, della situazione sociale espressa dal rapporto servo-padrone). B) del CRISTIANESIMO MEDIEVALE, in cui intrasmutabile assume la figura di un Dio incarnato. lo spirito di Dio si concretizza nella realtà effettuale. Lassoluto logicamente non può essere mai colto in una realtà sensibile, perciò questa concezione era destinata al fallimento. Dimostrazione di tale fallimento furono le crociate, nelle quali linquieta ricerca di Dio si conclude con la scoperta di un sepolcro vuoto. Cristo è considerato tuttavia qualcosa comunque di separato da Dio. Inoltre Dio essendosi incarnato in un uomo è entrato in contatto con solo una parte di tutta l’umanità, si allontana quindi da tutti coloro che anno susseguito Cristo. La coscienza continua ad essere infelice e Dio continua a configurarsi come entità irraggiungibile.
  8. 8. Le manifestazioni di questa infelicità sono le sotto-figure: 1) della devozione = pensiero a sfondo sentimentale e religioso che non si è ancora elevato a concetto. Con la devozione non si entra in stretto Rapporto con Dio perché uomo resta sempre in una condizione di inferiorità. 2) del fare o l’operare = momento in cui la coscienza cerca di esprimersi nell’appetito e nel lavoro. Avverte così come dono di Dio il frutto del proprio lavoro e non solo, anche le proprie forze e capacità, che sembrano concesse dall’alto affinché se ne faccia buon uso. Così la coscienza si umilia, riconoscendo che il solo ad agire è DIO. 3) della mortificazione di sé = momento in cui l’uomo nega se stesso a favore di Dio. Questo punto più basso toccato dal singolo è destinato a trapassare dialetticamente al punto più alto: C) NEL RINASCIMENTO E NELL’Età MODERNA: La coscienza , nel suo vano sforzo di unificarsi a Dio, SI RENDE CONTO DI ESSERE, LEI STESSA, DIO, ovvero, L’UNIVERSALE, IL SOGGETTO ASSOLUTO.La coscienza infelice non rappresenta una semplice figura della seconda tappa della Fenomenologia, marappresenta LA CHIAVE DI VOLTA di tutto il racconto. 3. RAGIONE – la coscienza è certa che nessuna realtà è niente di diverso da essaCome soggetto assoluto l’autocoscienza è diventata RAGIONE e ha assunto in sé ogni realtà che lacoscienza ha incontrato nel suo cammino. Viene perciò eliminata la frattura che c’era tra sé e la vita, tra sée la natura, tra sé e Dio.Si parla di “CERTEZZA di essere ogni realtà” non di “SAPERE di essere ogni realtà”. Il sapere di esserlo sarà ilpunto di arrivo!Per divenire VERITÀ deve giustificarsi. Questa giustificazione avviene attraverso 3 momenti: 3.1. La ragione osservativaLa ragione non ha ancora preso come soggetto della propria ricerca sé stessa. Perciò, al fine di giustificarsiper divenire verità, passa attraverso momenti come la fase del Naturalismo del Rinascimento edell’empirismo, in cui si impone come obbiettivo di giustificazione ‘un inquieto cercare’. Ricercaoggettivamente nella realtà elementi di quella razionalità che sta cercando.Si determina la ragione osservativa del mondo naturale (dalla descrizione approfondisce la realtà con leggied esperimenti) organico e infine quello della coscienza, con la PSICOLOGIA.Per quanto riguarda quest’ultimo ambito dello studio della coscienza mediante la psicologia, HEGELesamina due scienze che erano di moda ai suoi tempi: 1) FISIOGNOMICA (di Johann Lavater): attraverso la fisionomia di una persona si poteva determinare il carattere dell’individuo. 2) FRENOLOGIA (Franz Gall) attraverso forma e protuberanza del cranio era possibile conoscere il carattere dell’individuo.
  9. 9. In tutte queste ricerche sulla natura, sugli organismi, sulla coscienza, la ragione, pur cercandoapparentemente altra cosa, in realtà cerca se stessa. L’uomo conosce ed indaga ma così la ragione perdeil senso di se stessa e diviene di nuovo una cosa fra le tante. 3.2. La ragione ATTIVADalla ragione osservativa si passa a quella attiva: essendosi riconosciuta come una cosa fra le tante, laragione si impone di realizzare lei stessa l’unità tra IO e MONDO, in quanto non è qualcosa di dato.Tale progetto è destinato a fallire, come testimoniano le 3 FIGURE della ragione attiva: a) Il piacere e la necessità= l’individuo si getta nella vita e va alla ricerca del proprio godimento. L’autocoscienza incontra la necessità del destino, che, incurante delle sue personali esigenze di felicità, la travolge inesorabilmente. + Questa modalità Hegel la personifica in Faust, che cerca di dominare la natura in ogni modo facendone l’oggetto del proprio piacere. b) Legge del cuore e delirio della presunzione = l’autocoscienza cerca di opporsi al corso ostile del mondo, ma entra in conflitto con altri portatori di progetti di miglioramento della realtà. c) La virtù e il corso del mondo = individuo cerca di creare un rapporto tra sé e il mondo contrapponendo, ai fanatismi, la virtù, ossia un modo di agire in grado di procedere oltre l’immediatezza del sentimento e delle inclinazioni del soggetto. Persiste però un contrasto tra la virtù, che è il bene ASTRATTAMENTE esaltato dall’individuo nella speranza che riporti il mondo sulla giusta strada, e la CONCRETA REALTÀ. Questo contrasto porterà all’annullamento di questo progetto di moralizzazione dell’esistenza. 3.3. Individualità in sé e per séIn questa fase sintetica dello sviluppo dialettico della ragione Hegel mostra come lindividualità, purmirando a raggiungere la propria realizzazione, rimane tuttavia astratta e inadeguata.Per mostrarlo egli si serve ancora delle "figure": a) Regno animale dello spirito e l’inganno, o la cosa stessa. Agli sforzi e alle ambizioni di una virtù che dovrebbe realizzare il bene di tutti ma che fallisce, succede latteggiamento dellonesta dedizione ai propri compiti particolari. Ma cè un inganno. Lindividuo tende a spacciare la sua opera come il dovere morale stesso, mentre essa esprime soltanto il proprio interesse personale. Non esiste vera morale se non è universale. (traspare una traduzione filosofica della moralità borghese) b) Ragione legislatrice. lautocoscienza avvertendo linganno, cerca in se stessa delle leggi che valgano per tutti. Tuttavia tali leggi che pretendono dessere universali, in effetti, nascono dalla propria volontà individuale. c) Ragione esaminatrice delle leggi. lautocoscienza cerca delle leggi assolutamente valide che simpongano a tutti nessuno escluso. Ma così facendo lindividuo si deve porre al di sopra delle leggi stesse, riducendone quindi la validità e lincondizionatezza.Con tutte queste figure Hegel vuole dirci che se ci si pone dal punto di vista dellindividuo si èinevitabilmente costretti a non raggiungere mai luniversalità. Questultima si trova soltanto nella fasedello "Spirito". → denominerà “spirito oggettivo” ed “eticità”. Ragione reale non è quella dell’individuo , maquella dello spirito o dello stato, che, per Hegel, rappresentano lo strato che regge e rende possibile ogniatto della vita individuale.
  10. 10. _________________________________________________________________________________Con lo spirito si entra nella SECONDA PARTE DELLA FENOMENOLOGIA che comprende 3sezioni:- SPIRITO- RELIGIONE- SAPERE ASSOLUTOQuesta parte, in una redazione più concisa della fenomenologia, verrà eliminata da Hegel. 1. SPIRITO: H. intende l’individuo nei suoi rapporti con la comunità sociale di cui ne è parte. questa sezione comprende 3 tappe fenomenologiche: 1) Lo spirito vero; l’ETICITÀ. Questo primo momento è costituito da ciò che H. chiama “bella eticità” del mondo greco, riferendosi alla spontanea uniione attuata dai Greci di ciò che in epoche successive andrà frantumandosi, ovvero l’unione tra oggettività/soggettività, singolo/collettività e perfino Uomo/natura/Dio, visto che per i Graci gli dei, espressione della natura, altro non erano se non uomini all’ennesima potenza. Il mondo greco per Hegel è si positivo ma destinato a morire in quanto indifeso di fronte a possibili lacerazioni. Allo stesso tempo però è considerato NEGATIVAMENTE in quanto l’unità originaria dei Greci non è ancora passata per il dramma della frantumazione. Socrate era ancora esempio della bella eticità, ma in quegli anni cominciava ad affiorare l’imminente rottura di essa e conseguente frammentazione: con l’Antigone, tragedia di Sofocle. Antigone, seguendo i valori della famiglia, vuole seppellire il fratello defunto, ma il re Creonte, seguendo i valori dello stato, riconosce nel fratello di Antigono un traditore dello stato e non glielo permette. È segnata la rottura dell’identità tra uomo e cittadino. Ci si avvia al secondo momento dello spirito 2) Lo spirito che si è reso estraneo a sé; LA CULTURA: arriva fino ai giorni di Hegel ed è caratterizzato da forti contrapposizioni. Si riscontra un tipo di cultura che tende a criticare e distruggere tutto, rivolgendosi alla fine contro sé stessa. Es. è la Rivoluzione Francese: cultura voleva instaurare un regno della libertà origine a società del Terrore. 3) Lo spirito certo di sé; LA MORALITÀ: momento di riconquista etica e armonia tra individuo e comunità, in cui lo spirito si riconosce come sostanza etica dello stato. Con la religione, e soprattutto con la FILOSOFIA, ultima tappa di tutta la fenomenologia, L’INDIVISUO ACQUISTA LA PIENA, TOTALE ED ESPLICITA CONSCIENZA DI Sé COME SPIRITO. _____________________________________________________________________ ENCICLOPEDIA DELLE SCIENZE FILOSOFICHE 1. Logica – idea in sé e per sé 2. FILOSOFIA DELLA NATURA – L’idea esce da séHa come presupposto → condizione fisica empirica = fornisce materiali di cui la F.d.N. si avvale permostrare la struttura razionale dell’organismo concettuale (esposto nella logica).La natura è ‘l’idea nella forma dell’essere altro’ → l’idea all’infuori di sé. Natura= è esteriorità.
  11. 11. Hegel sostiene che la natura sia una CONTRADDIZIONE INSOLUTA, in quanto, considerata in sé (ovveroconsiderata come IDEA) essa è divina, ma il suo modo d’essere non corrisponde al concetto (esposto nellalogica).Il suo carattere è di essere NEGAZIONE → è la decadenza dell’idea da se stessa, perché l’idea nella formadell’esteriorità è inadeguata a se stessa (N.B. l’idea deve coincidere con il TUTTO!)Nella concezione di Hegel, la natura occupa un ruolo-chiave:Secondo il principio di identità tra ragione e realtà (vd. 1 foglio) la ragione prende forma da ciò che è reale(dalla NATURA!). Perciò è nella RAGIONE che si ha l’obbligo di giustificare i tutti gli aspetti del reale. Cosasuccede? Nella ragione che è immagine, parte, dell’assoluto, non possono di certo rientrare ciò che è finito,accidentale, contingente. Tutto ciò, in quanto reale, in quanto esiste, deve comunque trovare un posto chegiustifichi la sua esistenza. Trova giustificazione → NELLA NATURA. La natura si configura come una sorta diPATTUMIERA del sistema hegeliano.Divisioni fondamentali della FILOSOFIA DELLA NATURA sono: A. Meccanica: considera l’essenza della natura (l’esteriorità) → nella sua astrazione (spazio e tempo) → nel suo isolamento (materia e movimento) → nella sua libertà di movimento (meccanica assoluta) B. Fisica: comprende= → fisica dell’individualità universale (elementi della materia) → fisica dell’individualità particolare (proprietà fondamentali della materia: peso specifico, calore…) → fisica dell’individualità totale (proprietà magnetiche, elettriche, chimiche…) C. Fisica organica: comprende → natura geologica → natura vegetale → organismo animale 3. FILOSOFIA DELLO SPIRITO- l’uomo arriva alla consapevolezza dell’assolutoÈ lo studio dell’idea che torna in sé stessa dopo il suo estraniarsi da sé nella natura, nell’esteriorità. L’ideasi fa soggettività e libertà, non è vincolata, come nella natura, da forze quali l’accidentalità, il contingente, ilfinito, ma ora si auto-crea e auto-produce. L’idea diventa SPIRITO.Lo sviluppo dello spirito si articola in 3 momenti principali 3.1. SPIRITO SOGGETTIVO - spirito individuale nell’insieme delle sue facoltà Lo spirito soggettivo è lo spirito individuale, considerato nel suo progressivo emergere dalla natura, attraverso un processo che va dalle forme più elementari di vita psichica alle più elevate attività conoscitive e pratiche. Lo spirito deve ancora liberarsi però dalla finitudine che ancora appare in esso. Spirito Soggettivo: Si divide in 3 parti: a) ANTROPOLOGIA, studia questo spirito come ANIMA, la quale s’identifica con la fase iniziale della vita cosciente. È quel complesso di legami tra spirito e natura (N.B. nello spirito vi sono ancora elementi di finitudine naturali) che si manifesta nell’uomo come carattere, temperamento etc. Hegel fa un analisi di questo rapporto tra uomo e natura nelle 3 fasi principali della vita: 1) Infanzia: armonia tra individuo con il mondo circostante (infatti possiamo dire che i bambini sono preda delle forze istintuali) 2) Giovinezza: individuo entra in contrasto con il proprio ambiente, in virtù dei propri ideali.
  12. 12. 3) Maturità: l’individuo si riconcilia con il mondo riconoscendone la necessità oggettiva e la razionalità di ciò che è già esistente e fatto (richiamo all’identità reale-razionale). b) FENOMENOLOGIA: studia lo spirito come coscienza, autocoscienza e ragione. c) PSICOLOGIA: studia lo spirito nelle sue manifestazioni universali, ovvero: 1) Conoscere teoretico: inteso come tutte quelle determinazioni (intuizione, rappresentazione, pensiero) che compongono il processo attraverso il quale la ragione trova se stessa nel suo contenuto (N.B. ‘realtà è ragione’) 2) L’attività pratica: unità delle manifestazioni (sentimento pratico, impulsi, felicità) attraverso cui lo spirito giunge in possesso di sé e quindi diviene LIBERO. Indipendente dalle condizioni accidentali nelle quali vive l’individuo. 3) Volere libero: lo spirito libero È volontà di libertà, è un costituente fondamentale dello spirito. 3.2. SPIRITO OGGETTIVO – Spirito sovra individuale, sociale 3.3. SPIRITO ASSOLUTO – SPIRITO CHE SA E CONOSCE SE STESSO ATTRAVERSO FORME DELL’ARTE, DELLA RELIGIONE E DELLA FILOSOFIAspirito assoluto → momento in cui l’idea giunge alla piena coscienza della propria infinità e assolutezza.Tutto è spirito e non vi è nulla all’infuori dello spirito.Questa AUTO-consapevolezza va raggiunta mediante il processo dialettico rappresentato dall’arte, dallareligione, e dalla filosofia. ; Queste attività presentano lo stesso contenuto: Dio o Assoluto (checoincidono). Perciò non differiscono tanto per la materia trattata ma quanto per la forma con cui vienetrattata.Analisi delle 3 attività attraverso cui, dialetticamente, lo spirito prende consapevolezza di far parte diqualcosa di più grande di lui: l’ASSOLUTO. 3.1. ARTE – conosce l’assoluto nella forma dell’intuizione sensibile È il primo gradino attraverso cui lo spirito acquista coscienza: l’uomo acquista coscienza di sé o di situazioni che lo riguardano mediante forme sensibili come le figure, le parole, la musica etc. Nell’arte → spirito vive in modo immediato l’unione tra soggetto e oggetto, in quanto quando ci troviamo di fronte ad un ‘bello artistico’ lo SPIRITO e la NATURA vengono percepiti insieme. Esempio: di fronte ad una statua greca, l’oggetto (il marmo) è già manifestazione sensibile di un messaggio spirituale, e il soggetto (l’idea artistica) è già spirito naturalizzato, ovvero, concetto incarnato e reso visibile. Dall’OGGETTO (dal marmo lavorato in Soggetto e oggetto questa forma) traspare un messaggio coincidono nel spirituale BELLO. Il SOGGETTO è lo spirito che si naturalizza attraverso l’idea.
  13. 13. OGGETTO E SOGGETTO SONO PRESENTI SIMULTANEAMENTE NELL’OPERA D’ARTE MA NEL CORSODELLA STORIA TROVIAMO SQUILIBRI TRA L’UNO E L’ALTRO:Hegel dialettizza la storia dell’arte in tre momenti:A) ARTE SIMBOLICA: tipica nei popoli orientali; squilibrio tra contenuto e forma, reso evidente dal ricorso al SIMBOLO, che sta a sottolineare l’immaturità di questo primo momento dell’arte. Le rappresentazioni appaiono come bizzarre.B) ARTE CLASSICA: equilibrio tra contenuto spirituale e forma sensibile, attuato mediante la figura umana → in essa l’arte riesce a manifestarsi compiutamente. Arte classica è il CULMINE DELLA PERFERIONE ARTISTICA.C) ARTE ROMANTICA: squilibrio tra contenuto spirituale e forma sensibile. In questo periodo domina la concezione secondo cui non vi è alcuna forma che possa rappresentare in modo compiuto l’interiorità spirituale. Così il contenuto si volge verso la FILOSOFIA, o tenta di fare dell’arte stessa una sorta di filosofia, in cui il contenuto trabocca dalla forma. alla fine di questo percorso si nota il determinarsi di una ‘crisi’ moderna dell’arte → in nessunaopera d’arte si riesce a rappresentare l’espressione più elevata dell’idea. Inoltre l’artista è vincolatodall’influsso della cultura razionale, dalla quale comunque dipende il giudizio stesso dell’opera da partedell’autore.L’arte è inadeguata a esprimere la profonda spiritualità moderna.Rimarrà una categoria dello spirito ma non sarà mai manifestazione COMPIUTA di esso.3.2. RELIGIONE – conosce assoluto nella forma della manifestazioneHegel tratta rapporto tra FILOSOFIA DELLA RELIGIONE e RELIGIONE FILOSOFIA deve trattare lareligione che già c’è, religione determinata, semplice e pura.OGGETTO della religione: DIO | SOGGETTO: coscienza umana indirizzata a Dio |SCOPO: unificazione di Dio e della coscienzaRAPPORTO TRA DIO E COSCIENZA essenziale per la religione.a) SENTIMENTO: prima forma di immediatezza di questo rapporto. Da la certezza dell’esistenza di Dio, ma questa certezza non è trasformabile in realtà valida.b) INTUIZIONE di Dio che si ha nell’artec) RAPPRESENTAZIONE: modo tipicamente religioso di pensare Dio. sta a metà strada tra la concezione sensibile dell’arte e il concetto razionale della Filosofia. Infatti si tratta di una forma di sapere concettuale, ma i cui momenti non sono ancora connessi dialetticamente tra loro secondo un disegno unitario.Dato che non è in grado di pensare Dio dialetticamente, l’uomo finisce per arenarsi di fronte a unpresunto mistero dell’assoluto.Sviluppo della religione = sviluppo dell’idea di Dio nella coscienza umana:1) Religione naturale: Dio è sepolto nella natura. È potenza e sostanza assoluta dei fenomeni. (animisti)2) Religioni naturali che trapassano in religioni della libertà: Dio è spirito libero ma ha ancora un carattere naturalistico (Egitto).3) Religioni dell’individualità spirituale: Dio appare in forma spirituale4) Religione assoluta = RELIGIONE CRISTIANA. Dio appare come puro spirito.
  14. 14. Religione cristiana più vicina alle verità della filosofia. Infatti, Cristo, l’uomo-Dio, è rappresentazione naturale di quella coincidenza tra finito e infinito; Trinità Padre, Figlio e Spirito Santo = triade dialettica di idea, natura e spirito. Ha dei limiti: unico sbocco coerente della religione è la filosofia, che parla anch’essa di Dio, non più nella forma della rappresentazione ma in quella più adeguata del concetto. 3.3. FILOSOFIA E FILOSOFIA DELLA STORIALA COSCIENZA GIUNGE A PIENA E CONCETTUALE E COSCIENZA DI Sé MEDESIMA, CHIUDENDO IL CICLOCOSMICO.Filosofia = è l’intera storia della filosofia giunta a compimento con Hegel. Momenti filosofici cheprecedono Hegel non sono stati vani e succedutisi in modo caotico e disordinato, ma sono stati tappenecessarie del farsi della verità, che supera quello che precede ed è superata da quello che segue.Storia filosofia ha inizio con i greci e termina con filosofia Hegeliana: L’IDEALISMO ______________________________________________________________________________ FILOSOFIA DELLA STORIADal punto di vista dell’intelletto finito → STORIA = disordinata, caotica, priva di ogni piano razionale oDivino.Hegel delinea la storia come frutto di una struttura razionale di fondo. Anche la stessa fede nellaprovvidenza, ovvero nel governo divino nel mondo, implica razionalità nella storia. Ha dei limiti in quantol’uomo si nasconde dietro l’incapacità umana di comprendere i disegni provvidenziali. L’uomo devesvincolarsi → deve essere in grado di determinare il fine, i mezzi e i modi della razionalità della storia.FINE → che lo spirito manifesti oggettivamente se stesso. Spirito del mondo si incarna negli spiriti deipopoli che si succedono all’avanguardia della storia.Il fine ultimo è la realizzazione della libertà dello spirito. LIBERTÀ → si realizza nello STATO (è il finesupremo)In questo senso la storia del mondo è un susseguirsi di forme statali che costituiscono i momenti di undivenire assoluto. si definiscono 3 momenti 1. MONDO ORIENTALE: uno solo è libero 2. MONDO GRECO-ROMANO: alcuni sono liberi 3. MONDO GERMANICO: tutti gli uomini sanno di essere liberi.Questa libertà si può realizzare solo in uno STATO ETICO che risolve l’individuo nell’organismo universaledella comunità stato liberale: individuo pretende di far valere il proprio arbitrio e i suoi bisogniparticolari.MEZZI → individui con le loro passioni. Passioni sono i mezzi della storia, ma spesso arrivano a fini diversida quelli a cui miravano. Azione dell’individuo sarà tanto efficace quanto egli sarà conforme allo spirito delpopolo cui l’individuo appartiene. (hegel: “ogni individuo è figlio del suo popolo [..] nessuno può saltareoltre lo spirito del suo popolo ..”)
  15. 15. La tradizione, la storia, non è solo conservazione, ma è anche PROGRESSO.CONSERVAZIONE → trova i suoi strumenti di sviluppo negli individui conservatoriPROGRESSO → trova i suoi strumenti di sviluppo negli eroi della storia del mondo. Gli eroi sanno quale siala verità del loro mondo, quale sia la tendenza ideologica prossima a sorgere.Apparentemente questi eroi seguono la loro passione, ma si tratta di un’astuzia della ragione, dello spirito,che si serve degli individui e delle loro passioni come mezzi per attuare i fini.Il disegno provvidenziale della storia si rileva nella vittoria che di volta in volta consegue il popolo che haespresso il concetto più alto dello spirito.NOTE___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

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