Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto Legambiente

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Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto Legambiente

  1. 1. ComuniRinnovabili 2011Sole, vento, acqua, terra, biomasse.La mappatura delle fonti rinnovabili nel territorio italianoRappoRto di legambienteanalisi e classifiche Con il contributo di:
  2. 2. COMUNI RINNOVABILI 2011Il Rapporto è stato curato dall’Ufficio Energia e Clima di LegambienteEdoardo Zanchini (Responsabile), Katiuscia Eroe, Gabriele NanniHanno contribuito alla redazione del dossier Lavinia Di Giorgio e Marco ValleUn ringraziamento particolare per la disponibilità a fornire informazioni e dati va aGerardo Montanino (GSE), Luciano Pirazzi, Thilo Pommerening (Azzero CO2), agli ufficidelle Province di Firenze, Grosseto, Parma, Pistoia, Prato, Siena e Viterbo, agli Uffici delleRegioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Lombardia, Sardegna, Valle d’Aosta e Veneto.Si ringraziano inoltre per la collaborazione tutti gli Sportelli Energia, i Circoli e i Regionalidi Legambiente che hanno contribuito a raccogliere i dati.Progetto grafico: Luca FazzalariStampato su carta riciclata con utilizzo di inchiostri EuPIAStamperia Romana srl Industria Grafica Azzero CO2 per il 2011Marzo 2011Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 1
  3. 3. La copertina del New York Times del 29 settembre 2010 con Tocco da Casauria e il Rapporto Comuni rinnovabili di Legambiente2 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
  4. 4. INdICe PREMESSA 4Cap. 1 I COMUNI 100% RINNOVAbILI 20Cap. 2 I COMUNI DEL SOLARE FOTOVOLTAICO 36 Le buone pratiche 45Cap. 3 I COMUNI DEL SOLARE TERMICO 47 Le buone pratiche 56Cap. 4 I COMUNI DELL’EOLICO 58 Le buone pratiche 65Cap. 5 I COMUNI DELL’IDROELETTRICO 67 Le buone pratiche 74Cap. 6 I COMUNI DELLA GEOTERMIA 76 Le buone pratiche 80Cap. 7 I COMUNI DELLA bIOMASSA 81 Le buone pratiche 94Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 3
  5. 5. PReMeSSAPReMeSSA E’ al territorio che bisogna guardare re oggi nei territori, dove si stanno per capire il nuovo scenario energe- definendo percorsi diversi di sviluppo tico delle fonti rinnovabili. Il cambia- degli impianti – descritti dalle cartine mento sta infatti avvenendo a una che disegnano la distribuzione in Italia velocità impressionante, distribuito in delle diverse fonti – proprio perché Italia tra quasi 200mila impianti di differenti sono le risorse presenti e le piccola e grande taglia. L’insieme di possibilità di valorizzazione. Grazie questi processi oramai definisce con a questi impianti si sono creati nuovi chiarezza i contorni di un modello posti di lavoro, portati servizi, riqualifi- energetico nuovo, profondamente cati edifici e creato nuove prospettive diverso da quello costruito nel ‘900 in- di ricerca applicata oltre, naturalmen- torno alle fonti fossili, ai grandi impian- te, un maggiore benessere e qualità ti, agli oligopoli. E’ come se il sogno della vita. Senza dimenticare che di Hermann Scheer1 di fare del solare coloro che hanno installato impianti il perno di un sistema energetico ed solari termici e fotovoltaici, e magari economico innovativo, democratico, sono collegati a reti di teleriscalda- che guarda alla progressiva autono- mento, vedono bollette meno salate mia dei territori, stesse dimostrando la in Comuni in cui l’aria che si respira sua fattibilità a partire da tante realtà è più pulita. Queste realtà sono oggi locali italiane ed europee. la migliore dimostrazione del fatto Le fonti rinnovabili, infatti, non solo che investire nelle rinnovabili è una contribuiscono in modo sempre più scelta lungimirante e conveniente che importante al bilancio energetico del può innescare uno scenario di inno- nostro Paese, ma attraverso “nuovi” vazione e qualità nel territorio. E sono impianti eolici, geotermici, idroelettri- la migliore risposta a chi continua a ci, da biomasse già oggi rendono al sostenere che il contributo delle fonti 100% rinnovabili un numero sempre rinnovabili sarà comunque marginale maggiore di Comuni. Ed è interes- nel futuro del Paese. I numeri, le storie, sante notare come questo processo le immagini raccontate in questo sia diverso perfino da quello costruito Rapporto dimostrano, al contrario, con le “vecchie” rinnovabili, il grande come le fonti rinnovabili siano oggi idroelettrico e la geotermia, quelle che tecnologie affidabili, su cui è possibile dalla fine del 1800 hanno accom- costruire ora e nel futuro una risposta pagnato la prima industrializzazione concreta ai fabbisogni energetici e del Paese e che ancora oggi garanti- un’alternativa sempre più competitiva scono un contributo fondamentale al ai combustibili fossili nella strategia di sistema energetico italiano. La novità lotta ai cambiamenti climatici. forse più interessante si può legge- 1 Hermann Scheer è stato uno dei padri della legislazione tedesca per le fonti rinnovabili, membro del Bundestag dal 1980 e Presidente di Eurosolar, e una fra le maggiori personalità internazionali attive nella promozione delle rinnovabili e di un sistema energetico più giusto e democratico. Ci ha lasciati il 14 ottobre dello scorso anno. 4 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
  6. 6. Descrivere questi processi è l’obietti- co e la geotermia le aree più interne, PReMeSSAvo del Rapporto Comuni Rinnovabili e comunque una porzione limitata deldi Legambiente, che dal 2006 ne territorio italiano, oggi sono presentifotografa l’evoluzione elaborando nel 94% dei Comuni. Ed è signifi-dati ottenuti attraverso un questionario cativo che cresca la diffusione perinviato ai Comuni e incrociando le tutte le fonti – dal solare fotovoltaicorisposte con gli studi del GSE, i rap- a quello termico, dall’idroelettrico allaporti di Enea, Itabia, Fiper, ANEV e le geotermia ad alta e bassa entalpia,informazioni provenienti da Regioni, agli impianti a biomasse e biogasProvince e aziende. integrati con reti di teleriscaldamento eIl Rapporto Comuni Rinnovabili 2011 pompe di calore – e per tutti i para-racconta un salto impressionante nel- metri presi in considerazione. Sonola crescita degli impianti installati nel ottime notizie che dimostrano come leterritorio italiano. Sono 7.661 i Co- energie pulite sono la migliore soluzio-muni in Italia dove si trova almeno ne non solo per uscire dalle fonti fossiliun impianto. Erano 6.993 lo scorso e salvare il pianeta dai cambiamentianno, 5.580 nel 2009. In pratica, climatici, ma anche per risponderele fonti pulite che fino a 10 anni fa alla crisi economica e per guardareinteressavano con il grande idroelettri- con un po’ di ottimismo al futuro.I RISULtAtII Comuni del Solare sono 7.273 in di 2.140 mq/1.000 abitanti. AncheItalia. Un numero in forte crescita, era- in questa classifica viene premiata lano 6.801 nel censimento dello scorso diffusione per abitante e non quellaanno, che arriva a coprire l’89% dei assoluta, proprio perché gli impiantiComuni. Per il solare fotovoltaico è solari termici possono soddisfare largaSan Bellino, in Provincia di Rovigo, in parte dei fabbisogni delle famiglie pertesta alla classifica di diffusione con l’acqua calda sanitaria e il riscalda-una media di oltre 58,4 MW ogni mento degli edifici. Sono 56 i Comuni1.000 abitanti. La classifica premia italiani che hanno già superato il pa-la diffusione per numero di abitanti rametro utilizzato dall’Unione Europeoresidenti proprio per evidenziare le po- per spingere e monitorare i progressitenzialità delle rinnovabili nel soddisfa- nella diffusione di questa tecnologia,re i fabbisogni delle famiglie. A San con un obiettivo di 264 mq/1.000bellino, come in 108 altri Comuni, gli abitanti da raggiungere.impianti installati riescono a coprire I Comuni dell’eolico sono 374 nellaampiamente i consumi elettrici dei cit- fotografia elaborata dal Rapporto. Latadini a dimostrare come il fotovoltaico potenza installata è in crescita, parioggi sia una tecnologia sempre più af- a 5.758 MW, con 610 MW in piùfidabile grazie alla ricerca applicata. rispetto al 2009. Nel 2010, secondoNel solare termico a “vincere” è il pic- i dati di Anev, gli impianti eolici hannocolo Comune di torre San Giorgio, permesso di produrre 8.374 GWhin Provincia di Cuneo, con una media di energia pulita, pari al fabbisognoComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 5
  7. 7. elettrico di oltre 3,5 milioni famiglie. I Comuni della Geotermia sono 290,PReMeSSA Sono 221 i Comuni che si possono per una potenza installata pari a 868 considerare autonomi dal punto di MW elettrici e 67,9 termici. Grazie vista elettrico, poiché si produce più a questi impianti in Italia vengono energia di quanta ne viene consuma- prodotti circa 5.031 GWh di energia ta. Ed è interessante notare come, nel elettrica in grado di soddisfare il fabbi- corso degli anni, il processo di diffu- sogno di oltre 2 milioni di famiglie. Se sione si stia articolando con impianti la produzione per gli impianti geoter- di grande, media e micro taglia. mici è storicamente localizzata tra le I Comuni del Mini Idroelettrico sono Province di Siena, Grosseto e Pisa, un 946. Il Rapporto prende in considera- segnale positivo è lo sviluppo di oltre zione gli impianti fino a 3 MW e la 200 impianti a bassa entalpia, ossia potenza totale installata nei Comuni quelli che sfruttano lo scambio termico italiani è di 988 MW, in grado di con il terreno e che vengono abbinati produrre ogni anno oltre 3.952 GWh a tecnologie sempre più efficienti di ri- pari al fabbisogno di energia elettrica scaldamento e raffrescamento. Questi di oltre 1,6 milioni di famiglie. Viene impianti rappresentano una opportu- preso solo il “mini” perché, se dal nità importante per ridurre i consumi grande idroelettrico proviene stori- energetici domestici e di strutture camente il contributo più importante pubbliche e private. delle fonti energetiche rinnovabili alla I Comuni della Biomassa sono 1.033 bilancia elettrica italiana, sono eviden- per una potenza installata complessiva ti i limiti di sviluppo in termini di nuovi di 1.088 MW elettrici e 702 MW impianti. Ma non dobbiamo dimenti- termici. Questi impianti si dividono tra care che gli “storici” grandi impianti quelli che utilizzano biomasse e quelli hanno garantito nel 2010 oltre il che utilizzano biogas. In particolare 17,2% della produzione complessiva quelli a biogas sono in forte crescita elettrica italiana, tra dighe, impianti a e hanno raggiunto complessivamente serbatoio e ad acqua fluente, con una 593,1 MWe installati e 52,9 MWt. potenza complessiva installata pari a Gli impianti a biomassa e biogas con- circa 20mila MW distribuita in 298 sentono di produrre 7.631 GWh pari Comuni. al fabbisogno elettrico di oltre 3 milio- LA CReSCItA deI COMUNI RINNOVABILI PeR Le dIVeRSe FONtI SOLARe SOLARe MINI ANNO eOLICO BIOMASSA GeOteRMIA tOtALe teRMICO FOtOVOLtAICO IdROeLettRICO 2006 108 74 118 40 32 5 356 2007 268 287 136 76 73 9 1.262 2008 390 2.103 157 114 306 28 3.190 2009 2.996 5.025 248 698 604 73 5.591 2010 4.064 6.311 297 799 788 181 6.993 2011 4.384 7.273 374 946 1.136 290 7.661 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente 6 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
  8. 8. ni di famiglie. In forte crescita sono gli in cui gli impianti di teleriscaldamen- PReMeSSAimpianti a biomasse e biogas collegati to utilizzano biomasse “vere” (ossiaa reti di teleriscaldamento, che per- materiali di origine organica animalemettono alle famiglie un significativo o vegetale provenienti da filiere territo-risparmio in bolletta (fino al 30-40% in riali), che riescono a soddisfare largameno) grazie alla maggiore efficienza parte del fabbisogno di riscaldamentodegli impianti. Sono 296 i Comuni e acqua calda sanitaria.LA FOtOGRAFIA dI UN CAMBIAMeNtOI Comuni rinnovabili sono una chiave territori italiani, il crescente numero diper capire come potrà funzionare un Comuni già 100% rinnovabili rispettomodello energetico costruito intorno ai fabbisogni delle famiglie e i tantialle fonti rinnovabili e a sistemi sempre che vi si stanno avvicinando. Perché lepiù efficienti di gestione di impianti decine di migliaia gli impianti installatie reti. Negli ultimi mesi sono stati negli ultimi anni – piccoli, grandi, dapresentati diversi e autorevoli studi fonti diverse – e i tanti progetti in corsoche hanno dimostrato la fattibilità di di realizzazione stanno dando formauno scenario al 100% rinnovabile in a un nuovo modello di generazioneEuropa al 2050. I Governi tedesco e distribuita, in uno scenario che cambiadanese sono andati oltre, presentando completamente rispetto al modo tradi-piani e aprendo un confronto politico zionale di guardare all’energia e ale con il mondo industriale per definir- rapporto con il territorio. Occorre orane strategie e tabelle di marcia per dare una prospettiva a questi processiraggiungere target di quella portata. per dare complessivamente rispostaUna sfida che può apparire visionaria, ai problemi energetici italiani, renden-se inquadrata nel dibattito politico ita- do più efficiente e pulito il sistema diliano sui temi energetici, ma che inve- generazione. La sfida più difficile è dice è già realtà in molti Comuni italiani tipo culturale, perché si deve ribaltareche hanno puntato a dare risposta l’idea per cui passi per un aumentoai propri fabbisogni valorizzando le dell’offerta con la costruzione di nuoverisorse presenti nei territori attraverso grandi centrali la risposta ai proble-il mix di impianti più adatto. Queste mi del Paese. Al contrario, bisognaesperienze mettono il nostro Paese, partire dalle risorse presenti nei diversisenza che ve ne sia una chiara consa- territori, guardare alla domanda dipevolezza, nel gruppo di punta della energia di case, uffici e aziende, perricerca internazionale insieme a città, capire come soddisfare con le soluzio-regioni, quartieri, isole europee dove ni tecnologiche più adatte attraversoci si è esplicitamente posti l’obiettivo una rete elettrica capace di gestire lodi raggiungere l’autonomia energetica scambio con impianti e utenze distri-e l’azzeramento delle emissioni di buite.CO2. Per questo diventa importante Ma insieme agli scenari futuri occorreleggere con attenzione i risultati nei guardare con attenzione ai cam-Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 7
  9. 9. biamenti avvenuti in questi anni nel (importazioni e pompaggi inclusi).PReMeSSA bilancio energetico italiano. Secondo Analizzando i dati provvisori di Terna, i dati di Terna, nel 2010 si è avu- si evidenzia come sia cresciuto il con- ta una leggera risalita dei consumi tributo di eolico 8.374 GWh (+29% elettrici, dopo il calo degli ultimi rispetto al 2009) e fotovoltaico 1.600 due anni, attualmente siamo il 4% in GWh (+136%), ma anche le biomas- meno rispetto ai dati del 2007. La se sono in crescita con 6.500 GWh crisi economica è alla base di questi (+10%) mentre l’idroelettrico rimane risultati, non si devono sottovalutare stabile a 49.369 GWh. Il contributo però le modifiche avvenute nel siste- rispetto ai consumi elettrici complessivi ma industriale ed energetico italiano, delle diverse fonti rinnovabili vede nel nella composizione della domanda. 2010 l’idroelettrico al 15,1%, l’eolico Ad esempio, secondo alcune stime2 come le biomasse al 2,5%, la geoter- sarebbe molto consistente la riduzio- mia all’1,5%, il fotovoltaico allo 0,5%. ne delle emissioni di CO2, avvenuta Alla luce di questi dati, diventa impor- negli ultimi anni, per cui risulterebbero tante aprire una seria verifica delle oggi del 6% inferiori al 1990 e dun- politiche intraprese in Italia negli ultimi que sostanzialmente in linea con gli 10 anni a seguito della liberalizzazio- obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto. ne del mercato energetico. Un bilan- Si starebbero così raggiungendo dei cio necessario rispetto ai risultati del risultati relativi alla CO2 che in tanti Decreto “Sblocca centrali”, approvato avevano indicato come impossibili nel 2002, per capire se oggi il Paese per il nostro Paese - evitando oltretutto sia più sicuro rispetto ai tempi del le multe previste per lo sforamento - e clamoroso blackout elettrico nazionale che evidenziano come i target fissati (28 Settembre 2003). In questi anni al 2020 dall’Unione Europea siano a tutta l’attenzione mediatica e politica portata di mano. Questi dati dovreb- si è concentrata sulla necessità di bero spingere a una attenta riflessione costruire nuove grandi centrali perché che spazzi via finalmente tanti luoghi - veniva sostenuto da Ministri, Enel, comuni che hanno caratterizzato il Confindustria - solo così si sarebbe dibattito energetico di questi anni. Ma potuto muovere la concorrenza, ab- ancora più rilevante è il trend che ri- bassare finalmente i prezzi dell’ener- guarda le fonti energetiche rinnovabili, gia, rendere sicuro il Paese. I risultati? la cui crescita nel 2010 è stata senza Straordinari in termini di nuove centrali precedenti sia in termini di installato realizzate e di impianti in corso di (oltre 2.445 MW di fotovoltaico, 610 realizzazione. Secondo i dati del Mi- MW di eolico, 273 MW di mini idro, nistero dello Sviluppo Economico, dal 65 MW di impianti a biomassa, 60 2002 ad oggi sono entrate in eserci- MW di geotermia), che di produzio- zio 37 centrali (tra nuove e repowe- ne, arrivando a coprire il 22,1% dei ring) per 22.426 MW. Terna valuta consumi elettrici complessivi italiani in 80.720 i MW attualmente installati 2 Cfr. Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che stima nel 2010 un calo delle emissioni in Italia compreso tra il 6 e il 6,4% rispetto ai livelli del 1990. Il Protocollo di Kyoto fissa per il nostro Paese un target di riduzione del 6,5% rispetto al 1990 calcolato come media delle emissioni del 2008-2012. 8 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
  10. 10. di impianti da fonti fossili e 32.826 trovarci tra qualche anno, con centrali PReMeSSAda fonti rinnovabili, per un totale di capaci di produrre teoricamente quasi113.546 MW. Nei prossimi anni a 3 volte l’energia elettrica di cui abbia-questi impianti se ne aggiungeranno mo bisogno. Come ha denunciato piùmolti altri: sono infatti 6 le centrali (per volte il Governatore della Lombardia3.543 MW) in fase di realizzazione, Formigoni, già oggi le centrali a gas38 quelle in fase di autorizzazione (tra a ciclo combinato installate in quellagas, metano, carbone) per 23.990 Regione, le più efficienti sul mercato,MW. E’ un autentico successo della girano spesso con motori al minimo. E’strategia di potenziamento del parco evidente che in futuro questa situazio-centrali italiano! Addirittura al 2020 ne diventerà ancora più diffusa per viapotremmo arrivare a oltre 110mila delle nuove centrali in cantiere e dellaMW installati solo da fonti fossili, produzione da rinnovabili. Ci troviamosenza considerare le rinnovabili. E a un punto di crisi, con la prospettivasoprattutto senza dimenticare le inten- certa che nei prossimi anni questa po-zioni del Governo di procedere con la litica energetica non produca nessunacostruzione di nuove centrali nucleari riduzione delle bollette elettriche. Perper complessivi 13.000 MW. ragioni molto semplici. Chi ha realiz-Ora però occorre chiedersi se questa zato le centrali dovrà rientrare deglistrategia sia realmente utile al Paese e investimenti fatti in centrali che “lavora-se permetterà di avere più concorren- no” meno ore di quanto programmato.za e bollette meno care. La risposta In un mercato europeo le importazioniè NO! Perché se in questi anni non spesso, soprattutto di notte, conven-si è avuto alcun risultato in termini di gono rispetto a qualsiasi produzioneriduzione delle bollette, nei prossimi termoelettrica interna. Infine, perché seanni la situazione potrebbe addirittu- si sceglierà di realizzare delle cen-ra peggiorare con un interesse delle trali nucleari sarà nell’interesse di chiimprese a non abbassare il prezzo investe che i prezzi non scendano perdell’energia elettrica. Occorre infatti rendere possibile un investimento giàconsiderare che nel nostro Paese la così spericolato. Ha senso continuaredomanda alla punta non ha mai su- su questa strada?perato i 57 mila MW3, ma potremmoLe NUOVe CeNtRALI teRMOeLettRIChe IN ItALIA 2002-2011 Gas/Metano Carbone Numero Potenza installata Numero (nuove/ Potenza installata (nuove/repowering) (MW) repowering) (MW)Centrali realizzate 36 20.446 1 1.980In fase di realizzazione 6 3.543 0 0In attesa di autorizzazione 34 19.430 4 4.560Elaborazione Legambiente su dati Ministero dello Sviluppo Economico3 Precisamente 56.585 MW richiesti complessivamente alla rete il 20 Luglio 2007 e 56.425 il 16 Luglio 2010, in due situazio-ni di caldo torrido e uso esteso di condizionatori d’aria.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 9
  11. 11. IMMAGINARe IL FUtUROPReMeSSA Ci sono oggi tutte le condizioni per capaci di garantire la domanda di costruire una seconda fase dello svilup- picco (quindi non legati a oscillazio- po delle fonti rinnovabili nel territorio. ni nella produzione) e flessibili nella La prima è servita a verificare come gestione in funzione della richiesta siano tecnologie affidabili e il boom della rete (quindi biomasse e biogas, di questi anni, sostenuto dagli incentivi pompaggi idroelettrici, sistemi ad aria prelevati in bolletta, ha permesso di compressa, altre tecnologie sperimen- creare nuove imprese, spinto la ricerca tali). Terzo obiettivo riguarda le tariffe e creato le condizioni per costruire elettriche, dove si vuole premiare una filiera industriale anche in Italia. fortemente l’utilizzo nelle fasce orarie Ora, però, la sfida è più ambiziosa: dove la domanda è più bassa. Infine raggiungere gli obiettivi europei di per quanto riguarda gli incentivi si vuo- sviluppo al 2020 per poi continuare le dare continuità al sistema in conto in una direzione di progressiva innova- energia differenziato per le diverse zione energetica e di uscita dalle fonti fonti introdotto nel 2000, dando cer- fossili. Per questo, occorre immaginare tezze agli investimenti nel quadro di il futuro, ragionare di una prospettiva una chiara strategia di sviluppo (sono a medio-lungo termine. Come sta previsti 52.000 MW fotovoltaici al facendo la Germania, dove sono stati 2020), ma definendo da subito la rivisti al rialzo gli obiettivi al 2020 curva della progressiva riduzione per e ora l’ambizione è di raggiungere tutte le fonti. Del resto, questa politica il 47% di contributo delle fonti rinno- ha permesso di realizzare successi vabili rispetto ai consumi elettrici per incredibili in termini di aumenti costanti arrivare all’80% al 2050. Nessuna della produzione da rinnovabili e la utopia, ma sano pragmatismo tedesco creazione di un sistema industriale con e continuo confronto con il sistema 320mila occupati nel 2010, e ad una delle imprese. Questa strategia è inte- ricerca applicata che ha reso possibile ressante soprattutto per la lungimiranza ridurre anno dopo anno i costi delle delle scelte e merita una particolare tecnologie migliorandone l’efficienza. attenzione. Il primo obiettivo che si vuole conseguire è di potenziare forte- E l’Italia, come può guardare a una mente la rete elettrica, per garantire il sfida altrettanto ambiziosa? Intanto funzionamento di un sistema distribuito provando a copiare dalla Germania che deve essere capace di gestire lo per quanto riguarda il sistema degli spostamento di grandi flussi di ener- incentivi e gli investimenti nella rete gia. Sarà infatti strategico governare elettrica. E poi adattando i ragiona- l’equilibrio del sistema considerando menti alla domanda italiana e alle i cicli di produzione dal vento e dal potenzialità presenti. Il nostro territorio sole nelle diverse parti del Paese (e possiede infatti tutte le risorse per far per questo diventano fondamentali le crescere il contributo delle fonti rinno- previsioni meteorologiche). Il secondo vabili, e deve puntare innanzi tutto su obiettivo è di spingere tutti gli impianti eolico (fino a 16 GW come prevede 10 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
  12. 12. il PNA) e solare (portando l’obiettivo basti dire che mentre fino a qualche PReMeSSAper il fotovoltaico a 30 GW installati anno fa era l’industria a dominareal 2020) - viste le potenzialità italiane oggi gli usi civili rappresentano circae il vantaggio di produrre energia elet- la metà dei consumi elettrici e oltre untrica di giorno, al picco della doman- terzo dei consumi energetici totali. Sa-da - ma anche investire nelle tecno- ranno le città il campo principale di in-logie che sono in grado di garantire tervento perché la vera novità di questiuna produzione senza oscillazioni. E’ processi sta proprio nella possibilitàpossibile farlo ampliando nel grande di disegnare in funzione delle diverseparco idroelettrico italiano (il secondo domande di case, uffici, aziende, fab-in Europa dopo la Francia) i sistemi di briche la risposta più adatta attraversopompaggio, realizzando così un ac- il più efficace mix di impianti da fonticumulo di energia e una più efficiente rinnovabili e di soluzioni energetichegestione della produzione per utiliz- efficienti, avvicinando la domandazarla nelle ore di punta (considerando di energia e la sua produzione piùanche le difficoltà crescenti nella efficiente. La sfida è di intervenire neigestione di una risorsa delicata come quartieri con l’obiettivo di soddisfarel’acqua). In parallelo si devono spinge- i fabbisogni termici attraverso reti dire biomasse e biogas, perché in questi teleriscaldamento (come si sta giàimpianti si produce energia elettrica progressivamente realizzando in moltee termica in modo costante. E’ però città), impianti solari termici integratisoprattutto nella parte termica dove con pompe di calore, centrali di microsono necessari i più attenti investimenti cogenerazione, caldaie a condensa-per rispondere alla domanda civile e zione. Mentre per i fabbisogni elettriciindustriale, e dove occorre promuo- si dovrà puntare sul solare fotovoltai-vere la microgenerazione e sistemi di co, la geotermia e laddove possibilegestione e recupero del calore, reti impianti eolici, mini idroelettrici, dadi teleriscaldamento. Una prospettiva biomasse integrati con le tecnologiefatta di tanti piccoli e grandi impian- più efficienti di produzione e gestioneti, di supergrids per progetti come energetica. Un ruolo da protagonistiDesertec (un sistema di centrali solari degli Enti Locali sarà fondamentale pera concentrazione e impianti eolici nel creare le condizioni nelle aree urbaneNord Africa connesso alla rete elettri- per rendere possibili questi interventica europea) e smart grids per gestire e rendere più efficienti i sistemi di illu-l’interscambiano di energia elettrica minazione pubblica, spingere le smartcon utenze e produzioni distribuite. grids e dare spazio alle auto elettricheInsomma, è necessario guardare ai nel quadro di una politica di mobilitàsettori di domanda e puntare a una in- sostenibile, diffondere il solare anchetegrazione delle rinnovabili in edilizia, attraverso gruppi di acquisto e centraliin agricoltura e nell’industria come oc- in “comproprietà” in aree pubblichecasione per innescare processi virtuosi come parcheggi, cave dismesse,di riqualificazione e innovazione. Del discariche.resto i cambiamenti della domanda dienergia sono rilevantissimi e strutturali, Un Paese come l’Italia ha tutto l’interes-Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 11
  13. 13. se a percorrere la direzione segnata primo luogo di cittadini e imprese, chePReMeSSA dall’Unione Europea e scegliere il possono avere solo vantaggi da un clima come grande sfida di innovazio- mercato dell’energia con tanti attori, ne. Non ha alcun senso continuare a grandi e piccoli, dove sia premiata rinviare un’assunzione di responsabili- veramente l’innovazione e la con- tà seria rispetto agli obiettivi al 2020. correnza nell’offerta. Non esiste un Perché solo in questa prospettiva si altro scenario energetico che possa può dare risposta agli storici problemi garantire gli stessi risultati in termini di italiani (costo dell’energia, dipen- riduzione delle importazioni dall’estero denza dall’estero, insicurezza degli e della spesa energetica, di creazione approvvigionamenti, impatto sull’atmo- di posti di lavoro. Del resto in questi sfera) attraverso strade nuove, capaci anni gli unici cittadini che hanno visto di creare inedite opportunità industriali una riduzione dei costi in bolletta sono e occupazionali. Non vi sono dubbi coloro che hanno installato un pannel- che questa visione sia la più lungi- lo solare sul tetto, che sono intervenuti mirante. L’efficienza energetica e le per migliorare l’isolamento di pareti, fonti rinnovabili possono diventare una finestre o tetto, che hanno cambiato grande opportunità di competitività l’impianto energetico scegliendone per un sistema industriale che ha il suo uno più efficiente. Insomma, gli unici cuore nelle piccole e medie imprese. ad avere un interesse a contrastare Ma ci sono anche solide ragioni di questa prospettiva sono coloro che vo- interesse a convincere della necessità gliono mantenere monopoli e rendite di guardare in questa direzione. In di posizione. dIFFUSIONe deLLe RINNOVABILI IN eUROPA SOLARe teRMICO SOLARe FOtOVOLtAICO eOLICO* NAZIONe mq mq/abitanti MW kW/abitanti MW AUSTRIA 4.330.000 0,517 37 0,004 1.011 DANIMARCA 484.080 0,087 5 0,001 3.800 FRANCIA 1.994.772 0,031 789 0,012 5.660 GERMANIA 12.899.800 0,157 18.000 0,220 27.215 GRECIA 4.076.200 0,361 350 0,031 1.208 ITALIA 2.014.875 0,033 3.200** 0,053 5.797 OLANDA 774.345 0,046 64 0,004 2.245 REGNO UNITO 476.020 0,007 67 0,001 5.204 SPAGNA 1.865.036 0,041 3.550 0,077 20.676 Fonte: elaborazione di “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente su dati Estif e Erobserver * stime Eurobserver ** dato da Comuni Rinnovabili 2011 12 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
  14. 14. dIFFUSIONI deLLe RINNOVABILI NeLLe ReGIONI ItALIANe PReMeSSA IdROeLettRICO SOLARe FV eOLICO GeOteRMICI BIOMASSe e RIFIUtIReGIONe MW MW MW MW MWPIEMONTE 3.486,1 233,1 12,7 7,5 70,9VALLE DAOSTA 882,1 4 0,032 0,001 0,8LOMbARDIA 5.877,5 318 0,12 10,9 499,1TRENTINO ALTO ADIGE 3.144,1 142,7 1,2 0,5 22VENETO 1.085,4 321,4 1,5 6,4 117FRIULI VENEZIA GIULIA 458,3 80 0,1 0,036 18,9LIGURIA 74,8 14 28,5 0,055 13,4EMILIA ROMAGNA 625,1 327,7 16,3 2,5 299,2TOSCANA 329,7 132 45,3 854,4 77,2UMbRIA 509,4 67,9 1,5 0,039 25,5MARCHE 228,1 167,4 0,15 2,5 13,8LAZIO 398,2 213,1 17,2 0,035 77,8AbRUZZO 980,2 59,6 225,4 0,055 5,1MOLISE 84,3 13,8 388,2 0 40,7CAMPANIA 1.343,7 81,1 814,09 0 42,8PUGLIA 0 532,3 1.287,19 0 139bASILICATA 129,3 41,7 278,9 0 23,8CALAbRIA 724,1 55,1 586,2 0 23,6SICILIA 732,2 140,1 1.407,2 0 19SARDEGNA 466,2 80,9 672,8 0 15,8Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di LegambienteCeRteZZe PeR LO SCeNARIO deLLe RINNOVABILIMalgrado questi risultati le fonti delle fonti energetiche si è dato segui-rinnovabili rischiano di subire un to alla campagna di stampa di questibrusco stop in Italia nel corso del mesi, togliendo certezze agli investi-2011. Siamo infatti arrivati al cuore menti attraverso una revisione deglidello scontro tra due visioni di queste incentivi e un tetto al futuro sviluppo.tecnologie: tra chi le considera margi- Eppure, la prospettiva di svilupponali nello scenario energetico italiano, delle fonti rinnovabili non può in alcuncostose e comunque inutili rispetto ai modo essere rimessa in discussione nelveri problemi del Paese. E le tante nostro Paese. In primo luogo perché èaziende, associazioni e i cittadini che diventata oggi un target non negozia-guardano, invece, in questa direzione bile e vincolante al 2020, anno nelper immaginare un altro scenario ener- quale dovremo aver raggiunto il 17%getico più efficiente, pulito e sicuro. Le dei consumi finali di energia soddisfat-polemiche di queste settimane intorno ti attraverso fonti rinnovabili (rispetto alal Decreto Romani ne sono una chiara 5,2% del 2005). E poi perché in que-dimostrazione. Nel recepire la Diret- sti anni è cresciuto un settore industria-tiva Europea 2009/28 di sviluppo le fatto di migliaia di imprese e oltreComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 13
  15. 15. 100mila occupati diretti e nell’indotto responsabilità e dei ruoli in questoPReMeSSA che non si può cancellare. Governo processo. In modo da aggiornare pe- e Parlamento dovrebbero, piuttosto, riodicamente gli obiettivi del Piano di dare certezze per il futuro, finendola Azione Nazionale per le rinnovabili, con le polemiche nei confronti dell’im- attraverso un confronto con Regioni e possibilità di raggiungere i target euro- Comuni, Terna, Gse, aziende e asso- pei per la riduzione delle emissioni di ciazioni di settore, e per definirne le CO2 e per le fonti rinnovabili. Quella priorità di intervento e il monitoraggio che serve è, soprattutto, una strategia del cambiamento in corso. Ma anche di sviluppo delle fonti rinnovabili e poi per scegliere il più adatto mix di diffu- un monitoraggio continuo dei risultati sione delle fonti rinnovabili nei diversi (considerando anche i controlli e le territori, che andrà accompagnata da multe previsti dalla Direttiva in caso di politiche nazionali, regionali e locali. sforamento), vista l’articolazione delle SPINGeRe Le dIFFUSIONe deGLI IMPIANtI RINNOVABILI NeL teRRItORIO Regole semplici e trasparenti per Ministeri competenti. L’articolazione l’approvazione dei progetti da fonti regionale delle Linee Guida dovrebbe, rinnovabili. L’incertezza delle pro- in particolare, fare chiarezza sui temi cedure è una fortissima barriera in più delicati di inserimento degli im- Italia alla diffusione degli impianti, ma pianti rispetto alle risorse naturali e al soprattutto un problema riconosciu- paesaggio. In modo che un’azienda o to da tutti gli operatori del settore e un cittadino sappia con chiarezza, da ancora irrisolto. Le difficoltà nell’appro- subito, se e a quali condizioni un im- vazione degli impianti riguardano sia pianto è realizzabile in quel territorio, piccoli che grandi interventi, cittadini evitando inutili polemiche e conflitti. e aziende, in quasi ogni Regione ita- Occorre per questo definire i contenuti liana. Una spiegazione sta nel ritardo degli studi ambientali e le attenzioni nell’emanazione delle “Linee Guida” progettuali specifiche per gli impian- per i progetti di impianti da fonti rin- ti eolici, idroelettrici, da biomasse, novabili previste dal DL 387/2003, geotermici, solari. Inoltre, è necessario varate solo a settembre 2010, che fare chiarezza rispetto alle procedure avrebbero dovuto dare certezza giu- per gli impianti di piccola taglia, per- ridica rispetto alle aree compatibili e ché negli ultimi anni si sono succeduti alle procedure da seguire per i diversi interventi normativi definiti di “semplifi- impianti. Purtroppo le Regioni sono in cazione” - tra Leggi Finanziarie, Linee ritardo nel recepimento del provvedi- Guida e Decreto Romani – che ogni mento – il termine era gennaio 2011 volta sono andati a modificare il qua- per adattare le indicazioni rispetto al dro normativo nel quale nel frattempo proprio territorio – e rimane incerto il erano anche intervenute le Regioni. In quadro di incertezza delle procedure, particolare, occorre che diventi un atto per cui è necessario un intervento dei libero e gratuito realizzare un impianto 14 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
  16. 16. domestico; del quale bisogna sem- alle rinnovabili, perché occorre ridurre PReMeSSAplicemente dare comunicazione al eccessi e dare certezze, ma che nonComune se riguarda il solare termico può essere affrontato in maniera su-e fotovoltaico sui tetti, il minieolico, la perficiale. E’ infatti evidente la volontàgeotermia a bassa entalpia. di alcuni noti gruppi di fermare questo processo, e risulta insopportabile l’ipo-definire uno scenario certo per gli crisia di chi si scaglia contro il fotovol-incentivi alle fonti rinnovabili fino al taico e l’eolico ma non ha mai avuto2020, di progressiva riduzione verso altrettanta attenzione nei confronti della grid parity. Oggi vi sono tutte le regalo del Cip 6 a petrolieri e centralicondizioni tecnologiche per raggiun- inquinanti, costato dal 2001 ad oggigere gli obiettivi di sviluppo delle fonti 23 miliardi di Euro in bolletta.rinnovabili e insieme creare le condi- Per fare chiarezza, bisogna direzioni per raggiungere a quella data la intanto che nelle bollette gli italiani“grid parity”. Ossia una situazione per pagano per spese che nulla hannocui il costo di produzione dell’energia a che fare con le rinnovabili - sussidida fonti rinnovabili avrà pareggiato per centrali inquinanti e per l’eternoil costo d’acquisto dell’energia dalla decomissioning del nucleare, per lerete. Diversi studi dimostrano come, Fs e altre voci per un totale di oltre 3con un quadro di certezze per gli inve- miliardi di Euro - più di quanto previstostimenti che permetta di dare certezza per promuovere le vere rinnovabilialla ricerca applicata, sia possibile (2,7 miliardi). Per fare un confronto, inraggiungere questo passaggio “epi- Germania il peso delle rinnovabili inco”. La Germania, da questo punto bolletta è attualmente pari a 9 miliardidi vista, è un esempio emblematico, di Euro l’anno. Sul totale della bollettaperché il Governo ha già definito la elettrica italiana ad oggi il peso delletraiettoria di progressiva riduzione de- “vere” rinnovabili è pari al 5,5%, chegli incentivi per le diverse fonti fino al significa per una famiglia una spesa2020, con l’intenzione di confrontarsi pari a 2,5 Euro al mese nel 2010.con le imprese del settore per introdur- Fare chiarezza sui numeri è dunquere aggiustamenti continui al sistema in fondamentale e occorre farlo guar-conto energia che tengano conto dei dando agli obiettivi al 2020, in modomiglioramenti nell’efficienza e di costo da mantenere nel tempo dei livelli didegli impianti. Il contrario di quanto spesa in bolletta sostenibili. Legam-sta avvenendo in Italia con il Decreto biente ritiene che per gli incentivi alleRomani, dove si è dato seguito alla fonti rinnovabili si debba rimanerecampagna di stampa di questi mesi all’interno della spesa attuale per glicontro le rinnovabili - dove si denun- oneri di sistema (10%) facendo puliziaciava lo sperpero di risorse pubbliche di tutte le spese improprie. In questi(che non esistono) e di costi rilevanti in ragionamenti occorre, infatti, conside-bolletta, lo scempio del paesaggio -, e rare che il peso del Cip 6 si ridurràche ha ottenuto il risultato di fermarne, fino a cessare finalmente nel 2020 eal momento, lo sviluppo in Italia. E’ un che i certificati verdi ritirati dal GSEtema importante quello degli incentivi cominceranno a diminuire a partire daComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 15
  17. 17. quest’anno. Si dovrà verificare a fine Le “VeRe” RINNOVABILI IN BOLLettAPReMeSSA anno il reale impatto degli impianti (ANNO 2010) fotovoltaici in bolletta, dopo gli allarmi Mln di euro Voci componente A3 sulle conseguenze del cosiddetto 777 Cip 6 rinnovabili Decreto “Salva Alcoa”, che ha per- 826 Conto energia Fotovoltaico messo di trascinare i più vantaggiosi 213 Tariffa onnicomprensiva incentivi 2010 anche per gli impianti 940 Certificati Verdi ritirati dal Gse allacciati fino a Giugno. Insomma, 2756 totale servono informazioni trasparenti e una attenta regia a cui saranno chiamati Fonte: Elaborazione Legambiente su dati Autority energia, Kyoto Club in primo luogo i nuovi vertici dell’Auto- rity per l’energia. La questione vera è Le NON RINNOVABILI IN BOLLettA scongiurare che trovi spazio in bolletta (ANNO 2010) una nuova voce che alcuni vorrebbero Mln di euro Voci in bolletta introdurre per garantire gli investimenti Decommissioning centrali nucleari e per le centrali nucleare. Ma servono 285 compensazioni (A2) anche ragionamenti nuovi rispetto alle 1214 Cip 6 assimilate (A3) risorse per la promozione delle fonti 355 Tariffe speciali, Fs (A4) 60 Finanziamento ricerca e sviluppo (A5) rinnovabili che, ad esempio, prenda- 70 bonus elettrico famiglie disagiate (As) no in considerazione il tema dei gran- Copertura integrazioni tariffarie isole minori 70 di impianti idroelettrici, dove da alcuni (UC4) 30 Promozione efficienza energetica (UC7) decenni si sono ripagati gli investimen- 968 Iva su oneri in bolletta ti per la costruzione eppure l’energia 3052 totale elettrica prodotta viene venduta a prezzo di mercato generando grandi Fonte: Elaborazione Legambiente su dati Autority energia, Kyoto Club guadagni per chi li gestisce. Aprire gli occhi su queste rendite è oggi impre- scindibile, per garantire intanto gli investimenti per la manutenzione degli impianti (con interventi di repowering, pulizia degli invasi dai sedimenti e garanzia del deflusso minimo vitale) e la realizzazione di impianti di pom- paggio, per arrivare quanto prima a mettere a gara le concessioni e recu- perare risorse per gli investimenti nelle nuove rinnovabili. 16 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
  18. 18. LA COMPOSIZIONe deLLA BOLLettA eLettICA (ANNO 2010) PReMeSSA Componente energia Costi distribuzione e misura energia Imposte Oneri da incentivi alle “vere“ rinnovabili Oneri di sistema e incentivi alle non rinnovabiliFonte: Elaborazione Legambiente su dati Autority energiaUna rete energetica che aiuti la parte dell’energia eolica viene spre-generazione distribuita. Oggi si cata per l’inadeguatezza della reteevidenziano ancora troppi problemi rispetto alla produzione. E in parallelonell’allaccio degli impianti alla rete si deve garantire gli investimenti perenergetica, con ritardi e incertezze modernizzare la rete di distribuzioneche devono essere superati. Occorre nella prospettiva di avere una piùrealizzare gli investimenti sulla rete efficiente gestione che aiuti la gene-per superare i problemi di impianti razione distribuita e l’interscambio diche vengono rallentati o bloccati, o di utenze e attività nella prospettiva dellaalcune parti dell’Appennino dove una smart grid.UNA POLItICA PeR L’eFFICIeNZA eNeRGetICALa strada più semplice ed economica edilizia, che fissa a partire dal 2021per ridurre la bolletta energetica, le un obbligo per cui tutti gli edifici pub-importazioni e le emissioni di CO2 blici e privati debbano essere “neu-passa per l’efficienza energetica. trali” da un punto di vista energetico; ossia garantire attraverso la progetta-Muovere l’innovazione del settore zione e le prestazioni dell’involucroedilizio, integrare fonti rinnovabili condizioni tali da non aver bisognoe efficienza energetica. Sarà fonda- di apporti per il riscaldamento e ilmentale nei prossimi anni realizzare raffrescamento oppure di soddisfarliun forte cambiamento nel settore delle attraverso fonti rinnovabili. E’ in questacostruzioni per ridurre il peso dei con- prospettiva che occorre indirizzare ilsumi civili. E’ del resto la prospettiva settore delle costruzioni e realizzare unindicata con chiarezza dalla Direttiva significativo miglioramento delle pre-31/2010 sull’efficienza energetica in stazioni attraverso le nuove possibilitàComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 17
  19. 19. di verifica rese possibile con l’introdu- consentire di raggiungere risultati signi-PReMeSSA zione della certificazione energetica ficativi in un tempo limitato. Per questo (che fissa la classe energetica dell’edi- occorre una strategia nazionale che, ficio in funzione delle prestazioni). nella prospettiva del 2020, accompa- Si deve stabilire per i nuovi edifici gni i miglioramenti nelle prestazioni di e le ristrutturazioni edilizie oltre una tecnologie, elettrodomestici e sistemi certa dimensione lo standard minimo energetici con incentivi e scadenze obbligatorio di Classe A, insieme a un per gli standard meno efficienti (in contributo minimo obbligatorio delle modo che escano dal commercio), e fonti rinnovabili (solare, biomasse, che introduca obblighi per le tecno- geotermia a bassa entalpia) rispetto ai logie già competitive (come il solare fabbisogni termici e elettrici. In modo termico nei nuovi interventi edilizi e da permettere una riduzione dei fab- nelle ristrutturazioni). In modo da offrire bisogni di riscaldamento e raffresca- certezze agli investimenti nelle tecnolo- mento, a pari o maggiore comfort, su gie efficienti perché diventino il perno tutto il territorio nazionale. In parallelo di una strategia industriale, economi- occorre riqualificare e migliorare le ca, ambientale. Per muoversi in questa prestazioni energetiche del parco direzione e superare una situazione immobiliare esistente, creando con- di totale assenza del tema efficienza dizioni di vantaggio per gli interventi dall’agenda politica nazionale, si può di riqualificazione energetica di interi cominciare con il migliorare gli stru- edifici pubblici e privati, attraverso menti già esistenti e dare seguito con i una riforma della fiscalità del settore e Decreti attuativi a quanto previsto dal specifici incentivi. Ma anche premiare DL Romani per la parte termica. Una la riduzione dei consumi realizzata ne- soluzione lungimirante è quella di au- gli edifici, sia sul versante famiglie che mentare progressivamente gli obiettivi su quello delle imprese di distribuzione e allargare il campo degli interventi e gestione dell’elettricità e del calore. legati ai certificati bianchi, ossia gli obblighi di risparmio energetico fissati Spingere l’efficienza attraverso per i distributori finali di energia che incentivi e standard. Nei prossimi può muovere un mercato di interventi mesi ripartirà la discussione politica negli usi finali. sugli incentivi del 55% in scadenza a Dicembre, malgrado questi abbiano Un mercato che premi efficienza e permesso di muovere, secondo l’Enea, concorrenza. A più di 10 anni di dal 2007 ad oggi quasi 1 milione distanza dalla liberalizzazione del di interventi di efficienza energetica. settore energetico si deve ritornare Dare certezza agli investimenti che sugli obiettivi che spinsero a intra- consentono di ridurre i consumi ener- prendere questa scelta: aumentare la getici è fondamentale. Ci sono, oggi, concorrenza nell’offerta ai cittadini e tutte le condizioni tecnologiche per alle aziende, la trasparenza e l’inno- innescare in Italia un processo virtuo- vazione. Spetta all’Autority per l’ener- so, che si autoalimenti da un punto di gia intervenire per garantire una vera vista economico e fiscale, e che possa concorrenza e tariffe trasparenti per gli 18 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
  20. 20. utenti, in modo da tutelarli dai distribu- PReMeSSA Solo un mutamento della logica chetori di energia elettrica e gas. Occor- oggi domina l’economia energeticarono provvedimenti molto più incisivi può rendere possibile l’introduzioneper premiare chi riduce i consumi e delle energie rinnovabili, ma affinchèutilizza l’energia elettrica fuori dalle questo si verifichi non basta creare unore di punta e sceglie le energie verdi. settore marginale, occorre una trasfor-Ma è anche importante fissare criteri mazione complessiva del sistema. E laminimi di efficienza energetica e di capacità e la tempestività del mondoemissioni di CO2 per valutare i pro- nel passare dall’energia fossile e nu-getti di impianti. Non ha alcun senso cleare a quella rinnovabile dimostreràlogico o economico, mentre il Paese se la rivoluzione industriale ha segnatoè impegnato a ridurre le emissioni di una nuova era ricca di opportunità.gas serra, continuare ad approvare erealizzare centrali di qualsiasi taglia hermann Scheere fonte. Serve, invece, fissare criteridi efficienza energetica minima degliimpianti, obbligandoli sempre allacogenerazione, in modo da spingerequelli più efficienti che potrebberopermettere di chiudere i più vecchi einquinanti. Allo stesso modo, bisognastabilire un criterio relativo alle emissio-ni di CO2 per valutare piani, program-mi, progetti rispetto all’impatto che gliimpianti determinano in termini di gasserra.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 19
  21. 21. 1. I COMUNI 100% RINNOVABILICOMUNI 100% RINNOVABILI Ad aprire le classifiche del Rapporto Comuni Rinnovabili è la categoria più originale e forse importante. Infatti per entrare in questa categoria occorre che le fonti rinnovabili installate nei Comuni riescano a soddisfare il fabbi- sogno elettrico e termico dei cittadini (riscaldamento delle case, acqua cal- da per usi sanitari, elettricità). La classi- fica mette assieme le informazioni che riguardano i diversi impianti installati nei territori per calcolare il rapporto tra l’energia prodotta e quella consumata dalle famiglie. Per la parte elettrica oc- corre considerare che gli impianti, nel- la maggior parte dei casi, immettono Impianto eolico nel Comune di Sluderno (BZ) nella rete l’energia elettrica prodotta ed è dalla rete che le utenze la pren- - elettrici e termici -, proprio perché la dono, ma il rapporto tra produzione e prospettiva più lungimirante è quella di consumi nell’ambito di un Comune è puntare a sviluppare nei diversi territori comunque un riferimento significativo gli impianti da rinnovabili capaci di perché dimostra come sia possibile dare risposta alla domanda di ener- soddisfare i fabbisogni delle famiglie gia valorizzando le risorse rinnovabili attraverso le fonti rinnovabili installate presenti nei territori. Per le biomasse sui tetti e nei territori, avvicinando così inoltre sono stati presi in considerazio- domanda e produzione di energia. ne solo impianti da “vere” biomasse Inoltre si è preso in considerazione il e a filiera corta. Questa impostazione fabbisogno termico - troppo spesso evidentemente limita il campo dei e a torto ignorato quando si parla di “candidati” al successo in questa clas- energia - che rappresenta larga parte sifica, basti dire che anche escluden- della domanda (e dei costi in bolletta) do i grandi impianti idroelettrici sono delle famiglie. 964 i Comuni in Italia che producono Nella scelta di questo parametro si più energia elettrica di quanta ne fondono obiettivi quantitativi e qua- consumano grazie a una sola fonte litativi, proprio per questa ragione rinnovabile (mini-idroelettrica, eolica, sono stati presi in considerazione solo fotovoltaica, da biomasse o geotermi- i Comuni dove sono installate “nuo- ca). Oppure che per la parte termica ve” rinnovabili (escludendo il grande sono 27 i Comuni che superano idroelettrico e la geotermia) e almeno largamente il proprio fabbisogno quattro tipi di fonti diverse. Si è scelto grazie a impianti di teleriscaldamento di evidenziare non la produzione collegati a impianti da biomassa o assoluta ma il mix di impianti diversi geotermici. 20 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
  22. 22. COMUNI 100% RINNOVABILI COMUNI 100% RINNOVABILI St SF eOLICO MINI GeO BIOG BIOMPR COMUNe tLR mq kW kW IdRO kW kWe kWe kWeAO MORGEX 30,1 112,62 0 1.120 23 0 0 22.186.560bZ bRUNICO 840 3.093 0 4.390 0 1.500 20.000 66.882.000bZ PRATO ALLO STELVIO 1.100 5.405,4 1.200 2.050 28 570 0 14.765.000bZ SLUDERNO 960 1.053 400 306 0 700 0 13.721.000bZ DObbIACO 1.350 1.015 0 1.279 0 132 0 15.900.000bZ GLORENZA 0 263,74 0,625 0 0 70 0 15.105.026TN CAVALESE 520 508,25 0 160 0 0 8.000 24.130.000bZ VIPITENO 2.434 600,43 20 3.215,4 0 0 0 58.000.000AO POLLEIN 17,46 117,86 41,8 4.200 5831000AO PRÈ-SAINT-DIDIER 21 1,2 0 189,71 0 0 31,7 9.500.000bZ RASUN ANTERSELVA 6 1.186,8 0 1.374,99 0 0 770 11.280.000bZ LASA 1.260 1.462,9 0 932,98 0 0 6.500 15.262.000bS SELLERO 350 28,27 0 0 0 0 2.200 5.831.702bZ RACINES 0 1.110,9 0 5.255 0 0 145 30.018.800bZ MONGUELFO 0 277,96 0 2.961 0 100 0 19.578.000bZ bADIA 0 640,04 0 2.325 0 115 0 12.640.000TN FONDO 700 220 0 900 0 0 0 6.645.873bZ VALDAORA 0 958,82 0 56 0 0 688 23.667.000bZ SILANDRO 1.563 5.852,1 0 900 0 0 0 37.110.026bZ SESTO 486 45,39 0 154,37 0 0 0 18.502.000Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di LegambienteSono 20 i Comuni 100% rinnovabili ne” di Morgex (AO), al centro dellain Italia, quelli che rappresentano Valdigne con circa 2.000 abitanti,oggi il miglior esempio di innovazione che basa il suo successo su un mix dienergetica e ambientale. In queste fonti rinnovabili in grado di soddisfarerealtà sono impianti a biomasse il fabbisogno elettrico e termico delleallacciati a reti di teleriscaldamento a famiglie residenti. Per la parte elettricasoddisfare ampiamente i fabbisogni un contributo rilevante lo dà un impian-termici e un mix di impianti diversi to idroelettrico da 1,1 MW, in gradoda fonti rinnovabili a permettere di da solo di produrre energia pari alsoddisfare e superare spesso ampia- fabbisogno di circa 1.700 famiglie.mente i fabbisogni elettrici dei cittadini Importante è il contributo fornito da 9residenti. La classifica premia proprio impianti fotovoltaici distribuiti su tetti ola capacità di muovere il più efficace coperture per complessivi 112 kW.mix delle diverse fonti e questi 20 Co- Per la produzione di energia termicamuni dimostrano appieno come questa è invece un impianto a biomasseprospettiva sia vantaggiosa. (che usa cippato e legno vergine), provenienti dalla Valle d’Aosta e inIl Premio 2011 va a due Comuni parte dal Piemonte, a giocare un ruolodell’Arco alpino. Il “Piccolo Comu- centrale. L’impianto installato nel 2001Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 21
  23. 23. è stato ampliato nel 2005, e ha una interessante evidenziare il mix ener-COMUNI 100% RINNOVABILI potenza termica di 9 MW sufficienti, getico proveniente da diverse fonti grazie ad una rete di teleriscaldamen- rinnovabili. Nel territorio sono infatti to da 10 km di lunghezza, a servire installati 840 mq di solare termico (di- tutte le utenze domestiche oltre a stribuiti sui tetti di abitazioni e strutture scuole, poliambulatori e esercizi com- pubbliche), 3.093 kW di fotovoltai- merciali. Il Comune di Morgex inoltre co tutti distribuiti su tetti o coperture, ha messo recentemente a bilancio un 4.390 kW di mini idroelettrico artico- progetto che prevede la realizzazione lati in 3 impianti (senza dimenticare i di pannelli solari termici sui tetti delle 46,3 MW di “vecchio” idroelettrico scuole, con un investimento di circa non conteggiato ai fini di questi risulta- 300 mila Euro, che permetterà di ti), e poi 1.500 kWt da biogas e 20 coprire l’intero fabbisogno di acqua MWt da biomassa locale connessi a calda sanitaria delle strutture scolasti- una estesa rete di teleriscaldamento che e contribuirà ad alimentare la rete che permette di raggiungere ogni di teleriscaldamento. utenza. Tra gli impianti fotovoltaici si Insieme a Morgex viene premiato il segnalano quelli - fortemente voluti dal Comune di Brunico, in Provincia di Comune di brunico - installati sui tetti bolzano nella Val Pusteria, con oltre della scuola elementare e della caser- 15.000 abitanti. In questa realtà è ma circondariale dei vigili del fuoco. Impianto fotovoltaico integrato sul tetto della caserma dei Vigili del Fuoco di Brunico (BZ) 22 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
  24. 24. cortecce locali. A confermare l’impe- COMUNI 100% RINNOVABILI gno nelle fonti rinnovabili è l’instal- lazione sul tetto del deposito di un impianto fotovoltaico per una potenza di 49,8 kW. Nel Comune è inoltre installato un impianto a biogas da 1,5 MW situato nei pressi della discari- ca, che contribuisce ad alimentare la rete di teleriscaldamento cittadina, lunga complessivamente 120 km, che fornisce calore ad oltre 2.000 utenzeImpianto fotovoltaico sulla palestra comunale di Peglio (PU) residenziali, turistiche, pubbliche.Il primo ha una potenza nominale di Ma non sono da meno gli altri 2032 kW e il secondo di 64 kW, tali Comuni della classifica. E’ il caso dida rendere i due edifici autonomi dal Prato allo Stelvio, vincitore della RESpunto di vista elettrico e da permettere Champions League 2010, il Campio-al Comune di risparmiare. Tra le altre nato Europeo delle Rinnovabili. Pro-realizzazioni spicca il Centro Scolasti- prio questo risultato dimostra l’assolutaco dove è stato installato un impianto eccellenza a livello internazionale deia copertura parziale del fabbisogno Comuni di punta in Italia sulla stradatermico dell’edificio. La superficie di della rivoluzione energetica incentratacollettori sottovuoto installata, pari a sulle fonti rinnovabili. A Prato sono750 m2, fornisce energia a 3 serbatoi ben 7 tecnologie rinnovabili diverse ainterrati della capacità totale di 3.000 concorrere al mix energetico: due cen-m3. L’impianto di riscaldamento è co- trali di teleriscaldamento da biomassastituito da radiatori funzionanti a bassa per una potenza totale di 1,4 MW,temperatura e da pannelli radianti a 4 impianti idroelettrici per complessiviparete. Sempre per le tecnologie sola- 2.050 kW, impianti fotovoltaici perri è importante sottolineare l’impegno una potenza complessiva di 5,4 MW,assunto dal Comune attraverso il Rego- un impianto eolico da 1,2 MW. Cu-lamento Edilizio redatto nel 2010, che riosa è la storia avvenuta il 28 settem-prevede negli edifici pubblici e privati bre 2003, quando il black out elettri-di nuova costruzione che sia obbliga- co coinvolse praticamente tutta Italiatoria la copertura del 25% del fabbi- ma non questo piccolo Comune chesogno energetico totale e comunque ha un’antica rete elettrica, collegatanon meno del 50% del fabbisogno di al sistema nazionale ma gestita da unenergia per la produzione di acqua consorzio locale, e che non ha avutocalda sanitaria mediante l’utilizzo di alcun problema grazie agli impiantifonti rinnovabili. Per quanto riguarda presenti nel territorio.le biomasse a brunico è presente una Altra realtà di punta è dobbiaco,centrale composta da 3 caldaie per vincitore dell’edizione 2009 del Rap-un totale di 20 MW che sfruttano la porto Comuni Rinnovabili, dove graziecombustione di cippato, segatura e a 1.015 kW di impianti fotovoltaiciComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 23
  25. 25. e a 1.279 kW di mini-idroelettricoCOMUNI 100% RINNOVABILI si supera ampiamente il fabbisogno elettrico delle famiglie. Sono inoltre installati pannelli solari termici (1.350 mq) e grazie alla rete di teleriscalda- mento allacciata a due impianti – uno da biomassa da 18 MW termici e uno da biogas da 132 kW – si arriva a superare di molto il fabbisogno termico dei cittadini residenti. L’impian- to di teleriscaldamento a biomassa inaugurato nel 1995 è in grado di soddisfare anche il fabbisogno termico del limitrofo Comune di San Candido. A Dobbiaco la biomassa utilizzata è il cippato di origine locale, proveniente da residui delle potature boschive, cor- tecce, scarti di legno dalle segherie e dalle industrie. Da non dimenticare è Mini eolico nel Comune di Peglio (PU) il Comune di Sluderno (bZ), premiato da Legambiente nella scorsa edizione. ciati ad una rete di teleriscaldamento Un Comune con poco più di 1.800 lunga 23 km. abitanti che fonda la sua ricetta di successo su diversi impianti diffusi Rispetto all’anno scorso sono 5 i nel territorio. Dai 960 metri quadri di nuovi Comuni entrati nella Classifica pannelli solari termici e 1.053 kW di 100% Rinnovabili – Rasun Antersel- pannelli fotovoltaici diffusi sui tetti di va, Badia, Valdaora, Silandro, tutti case e aziende, ai 4 micro impianti in Provincia di bolzano e Sellero, in idroelettrici che hanno una potenza Provincia di brescia. Da non sottova- complessiva di 232 kW. Particolar- lutare sono inoltre 68 Comuni in cui mente interessante è la collaborazione gli impianti da fonti rinnovabili (con realizzata con i territori vicini. L’impian- un mix di almeno 4 fonti) soddisfano to eolico da 1,2 MW installato nel dal 99 all’ 80% del fabbisogno di Comune di Malles è un investimento energia elettrica delle famiglie resi- promosso in “condivisione” tra i Co- denti. Sono invece 152 i Comuni che muni di Sluderno, Malles, Glorenza e soddisfano dal 79 al 50% del fab- Curon Venosta e gestito da un Con- bisogno elettrico dei residenti e 330 sorzio dei Comuni più alcune aziende che raggiungono percentuali variabili elettriche locali. A scaldare le case tra 49 e il 20%. Per la parte termica, sono invece gli impianti da biomasse sono 11 i Comuni che soddisfano dal locali e da biogas, proveniente per lo 99 al 50% dei fabbisogni termici delle più da liquame bovino per una poten- famiglie residenti, mentre 21 i Comuni za complessiva di 6.200 kW termici, che producono energia termica per entrambi di tipo cogenerativo, allac- un fabbisogno che va dal 49 al 20%. 24 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
  26. 26. Con la cartina di pagina 26 abbiamo impianti solari fotovoltaici, 1,8 MW di COMUNI 100% RINNOVABILIvoluto costruire una prima mappa dei mini idroelettrico, 3,8 MW di geoter-Comuni che sono più avanti, quelli mia, 185 kW di biogas e 5,4 MW100% rinnovabili per le componenti di biomassa riesce a coprire il 100%termiche e elettriche, ma anche quelli dei fabbisogni elettrici delle famigliedove le rinnovabili svolgono un ruolo residenti. A Isernia invece sono 4 leimportante, coprendo il fabbisogno fonti rinnovabili che permettono alenergetico delle famiglie residenti fino Comune di raggiungere una teoricaal 50%. Sarà importante nei prossimi autosufficienza energetica: 392 kWanni veder crescere la mappatura di pannelli fotovoltaici, 2,4 MW didelle aree che hanno raggiunto questi eolico, 3,3 MW di mini idro e 625risultati, vorrà dire che un nuovo mo- kW di biogas. Da non dimenticaredello energetico rinnovabile e distribui- inoltre Lecce con 36 MW di impiantito sta crescendo nel Paese. eolici e 7,7 MW di fotovoltaico eIn classifica non entrano, per le Agrigento con 44,8 MW di eoli-ragioni menzionate prima, centinaia co, che grazie a queste installazionidi Comuni. Tra questi ci sono alcuni possono rientrare tra i “Comuni 100%Comuni toscani, come Radicondoli Elettrici”, in grado cioè di produrre più(SI) e Monteverdi Marittimo (PI) che energia elettrica di quella necessariagrazie alla geotermia e ad un picco- alle famiglie residenti.lo contributo del solare fotovoltaicosoddisfano pienamente il fabbisognoelettrico delle famiglie residenti. Maanche Comuni come Fiera di Primero(TN) che grazie ad un impianto a bio-massa connesso ad una rete di teleri-scaldamento riesce a coprire il 100%dei fabbisogni termici delle utenzecomunali residenziali. Realtà impor-tanti sono anche quelle di Montero-tondo Marittimo (GR) e CastelnuovoVal di Cecina (PI) dove grazie allasola geotermia si riesce a soddisfarepienamente i fabbisogni energetici siaelettrici che termici delle famiglieresidenti (grazie al collegamento aduna rete di teleriscaldamento).Ma non sono solo i “Piccoli” a mo-strare risultati importanti raggiunti inpoco tempo grazie alle “nuove” fontirinnovabili. Un esempio è treviso,che grazie ad un mix di 5 tecnologierinnovabili elettriche, 2,1 MW diComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 25
  27. 27. dIStRIBUZIONe deI COMUNICOMUNI 100% RINNOVABILI 100% RINNOVABILI Comuni 100% rinnovabili Comuni 100% elettrici Comuni 100% termici Comuni che soddisfano dal 90 al 50% del fabbisogno elettrico grazie alle rinnovabili Comuni che soddisfano dal 90 al 50% del fabbisogno termico grazie alle rinnovabili Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto di Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. 26 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
  28. 28. I PReMI deL RAPPORtO 2011 COMUNI 100% RINNOVABILIAccanto ai Comuni vincitori della clas-sifica 100% abbiamo voluto premiarealcune esperienze di successo diffusenel territorio italiano dove attraversoinvestimenti lungimiranti nelle fontirinnovabili si sono prodotti risultatiche vanno oltre la risposta a obiettivienergetici e ambientali.Il premio per i migliori Comuni delleRinnovabili è intitolato a Maurizio Ca-ranza, Sindaco di Varese Ligure per14 anni e poi Vice Sindaco, scompar- Impianto a biomassa del Comune di Morgex (AO)so quattro anni fa, ha rappresentatoun punto di riferimento imprescindibile è interessante anche per gli obiettiviper tutti coloro che in questi anni energetico-ambientali che si è pro-hanno guardato con interesse alle fonti posto di raggiungere entro il 2014,rinnovabili. Da assoluto pioniere fece che riguardano lo sviluppo di impiantiinstallare nel 2001 due torri eoliche da fonti rinnovabili in edifici pubblicinel Comune e avviò un progetto di e privati, e di sistemi per il risparmiovalorizzazione e innovazione ambien- energetico. Tra le realizzazioni in cor-tale che ha ricevuto numerosi premi so si può segnalare il nuovo impiantonazionali e europei proprio per i fotovoltaico da 19,44 kW di potenzarisultati prodotti. installato sulle coperture del centro polifunzionale, a cui si affiancheràUn caso significativo è quello del un impianto fotovoltaico da 36 kWpiccolo Comune di Peglio, in Pro- che verrà installato sulle coperture delvincia di Pesaro e Urbino, vincitore cimitero. Per quanto riguarda il solareper la realizzazione di un parco termico si segnala l’installazione diminieolico inaugurato il 10 Ottobre 15 mq di pannelli per la produzione2010. L’impianto, situato nell’area di acqua calda sanitaria necessa-degli impianti sportivi, è formato da ria al centro sportivo. Tra i progettidue torri da 50 kW ciascuna con una in corso, c’è il piano strategico perproduzione netta di 162 MWh annui l’illuminazione pubblica che prevedein grado di coprire da soli il 21% dei la sostituzione delle lampade menoconsumi elettrici domestici dell’intero efficienti con un risparmio di 13.000Comune. L’intervento è costato circa kWh annui, mentre il Comune ha in228.000 Euro ed è stato finanziato programma la realizzazione di unadalla Comunità Montana dell’Alto e centrale a biomassa da cippato di pic-Medio Metauro di cui il Comune di cole dimensioni (500 kW) alla qualePeglio fa parte. L’impianto permette di verrà collegata una piccola rete dievitare l’emissione di oltre 90 tonnella- teleriscaldamento.te di CO2 l’anno. Il Comune di PeglioComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 27

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