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Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto Legambiente
 

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    Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto Legambiente Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto Legambiente Document Transcript

    • ComuniRinnovabili 2011Sole, vento, acqua, terra, biomasse.La mappatura delle fonti rinnovabili nel territorio italianoRappoRto di legambienteanalisi e classifiche Con il contributo di:
    • COMUNI RINNOVABILI 2011Il Rapporto è stato curato dall’Ufficio Energia e Clima di LegambienteEdoardo Zanchini (Responsabile), Katiuscia Eroe, Gabriele NanniHanno contribuito alla redazione del dossier Lavinia Di Giorgio e Marco ValleUn ringraziamento particolare per la disponibilità a fornire informazioni e dati va aGerardo Montanino (GSE), Luciano Pirazzi, Thilo Pommerening (Azzero CO2), agli ufficidelle Province di Firenze, Grosseto, Parma, Pistoia, Prato, Siena e Viterbo, agli Uffici delleRegioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Lombardia, Sardegna, Valle d’Aosta e Veneto.Si ringraziano inoltre per la collaborazione tutti gli Sportelli Energia, i Circoli e i Regionalidi Legambiente che hanno contribuito a raccogliere i dati.Progetto grafico: Luca FazzalariStampato su carta riciclata con utilizzo di inchiostri EuPIAStamperia Romana srl Industria Grafica Azzero CO2 per il 2011Marzo 2011Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 1
    • La copertina del New York Times del 29 settembre 2010 con Tocco da Casauria e il Rapporto Comuni rinnovabili di Legambiente2 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • INdICe PREMESSA 4Cap. 1 I COMUNI 100% RINNOVAbILI 20Cap. 2 I COMUNI DEL SOLARE FOTOVOLTAICO 36 Le buone pratiche 45Cap. 3 I COMUNI DEL SOLARE TERMICO 47 Le buone pratiche 56Cap. 4 I COMUNI DELL’EOLICO 58 Le buone pratiche 65Cap. 5 I COMUNI DELL’IDROELETTRICO 67 Le buone pratiche 74Cap. 6 I COMUNI DELLA GEOTERMIA 76 Le buone pratiche 80Cap. 7 I COMUNI DELLA bIOMASSA 81 Le buone pratiche 94Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 3
    • PReMeSSAPReMeSSA E’ al territorio che bisogna guardare re oggi nei territori, dove si stanno per capire il nuovo scenario energe- definendo percorsi diversi di sviluppo tico delle fonti rinnovabili. Il cambia- degli impianti – descritti dalle cartine mento sta infatti avvenendo a una che disegnano la distribuzione in Italia velocità impressionante, distribuito in delle diverse fonti – proprio perché Italia tra quasi 200mila impianti di differenti sono le risorse presenti e le piccola e grande taglia. L’insieme di possibilità di valorizzazione. Grazie questi processi oramai definisce con a questi impianti si sono creati nuovi chiarezza i contorni di un modello posti di lavoro, portati servizi, riqualifi- energetico nuovo, profondamente cati edifici e creato nuove prospettive diverso da quello costruito nel ‘900 in- di ricerca applicata oltre, naturalmen- torno alle fonti fossili, ai grandi impian- te, un maggiore benessere e qualità ti, agli oligopoli. E’ come se il sogno della vita. Senza dimenticare che di Hermann Scheer1 di fare del solare coloro che hanno installato impianti il perno di un sistema energetico ed solari termici e fotovoltaici, e magari economico innovativo, democratico, sono collegati a reti di teleriscalda- che guarda alla progressiva autono- mento, vedono bollette meno salate mia dei territori, stesse dimostrando la in Comuni in cui l’aria che si respira sua fattibilità a partire da tante realtà è più pulita. Queste realtà sono oggi locali italiane ed europee. la migliore dimostrazione del fatto Le fonti rinnovabili, infatti, non solo che investire nelle rinnovabili è una contribuiscono in modo sempre più scelta lungimirante e conveniente che importante al bilancio energetico del può innescare uno scenario di inno- nostro Paese, ma attraverso “nuovi” vazione e qualità nel territorio. E sono impianti eolici, geotermici, idroelettri- la migliore risposta a chi continua a ci, da biomasse già oggi rendono al sostenere che il contributo delle fonti 100% rinnovabili un numero sempre rinnovabili sarà comunque marginale maggiore di Comuni. Ed è interes- nel futuro del Paese. I numeri, le storie, sante notare come questo processo le immagini raccontate in questo sia diverso perfino da quello costruito Rapporto dimostrano, al contrario, con le “vecchie” rinnovabili, il grande come le fonti rinnovabili siano oggi idroelettrico e la geotermia, quelle che tecnologie affidabili, su cui è possibile dalla fine del 1800 hanno accom- costruire ora e nel futuro una risposta pagnato la prima industrializzazione concreta ai fabbisogni energetici e del Paese e che ancora oggi garanti- un’alternativa sempre più competitiva scono un contributo fondamentale al ai combustibili fossili nella strategia di sistema energetico italiano. La novità lotta ai cambiamenti climatici. forse più interessante si può legge- 1 Hermann Scheer è stato uno dei padri della legislazione tedesca per le fonti rinnovabili, membro del Bundestag dal 1980 e Presidente di Eurosolar, e una fra le maggiori personalità internazionali attive nella promozione delle rinnovabili e di un sistema energetico più giusto e democratico. Ci ha lasciati il 14 ottobre dello scorso anno. 4 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • Descrivere questi processi è l’obietti- co e la geotermia le aree più interne, PReMeSSAvo del Rapporto Comuni Rinnovabili e comunque una porzione limitata deldi Legambiente, che dal 2006 ne territorio italiano, oggi sono presentifotografa l’evoluzione elaborando nel 94% dei Comuni. Ed è signifi-dati ottenuti attraverso un questionario cativo che cresca la diffusione perinviato ai Comuni e incrociando le tutte le fonti – dal solare fotovoltaicorisposte con gli studi del GSE, i rap- a quello termico, dall’idroelettrico allaporti di Enea, Itabia, Fiper, ANEV e le geotermia ad alta e bassa entalpia,informazioni provenienti da Regioni, agli impianti a biomasse e biogasProvince e aziende. integrati con reti di teleriscaldamento eIl Rapporto Comuni Rinnovabili 2011 pompe di calore – e per tutti i para-racconta un salto impressionante nel- metri presi in considerazione. Sonola crescita degli impianti installati nel ottime notizie che dimostrano come leterritorio italiano. Sono 7.661 i Co- energie pulite sono la migliore soluzio-muni in Italia dove si trova almeno ne non solo per uscire dalle fonti fossiliun impianto. Erano 6.993 lo scorso e salvare il pianeta dai cambiamentianno, 5.580 nel 2009. In pratica, climatici, ma anche per risponderele fonti pulite che fino a 10 anni fa alla crisi economica e per guardareinteressavano con il grande idroelettri- con un po’ di ottimismo al futuro.I RISULtAtII Comuni del Solare sono 7.273 in di 2.140 mq/1.000 abitanti. AncheItalia. Un numero in forte crescita, era- in questa classifica viene premiata lano 6.801 nel censimento dello scorso diffusione per abitante e non quellaanno, che arriva a coprire l’89% dei assoluta, proprio perché gli impiantiComuni. Per il solare fotovoltaico è solari termici possono soddisfare largaSan Bellino, in Provincia di Rovigo, in parte dei fabbisogni delle famiglie pertesta alla classifica di diffusione con l’acqua calda sanitaria e il riscalda-una media di oltre 58,4 MW ogni mento degli edifici. Sono 56 i Comuni1.000 abitanti. La classifica premia italiani che hanno già superato il pa-la diffusione per numero di abitanti rametro utilizzato dall’Unione Europeoresidenti proprio per evidenziare le po- per spingere e monitorare i progressitenzialità delle rinnovabili nel soddisfa- nella diffusione di questa tecnologia,re i fabbisogni delle famiglie. A San con un obiettivo di 264 mq/1.000bellino, come in 108 altri Comuni, gli abitanti da raggiungere.impianti installati riescono a coprire I Comuni dell’eolico sono 374 nellaampiamente i consumi elettrici dei cit- fotografia elaborata dal Rapporto. Latadini a dimostrare come il fotovoltaico potenza installata è in crescita, parioggi sia una tecnologia sempre più af- a 5.758 MW, con 610 MW in piùfidabile grazie alla ricerca applicata. rispetto al 2009. Nel 2010, secondoNel solare termico a “vincere” è il pic- i dati di Anev, gli impianti eolici hannocolo Comune di torre San Giorgio, permesso di produrre 8.374 GWhin Provincia di Cuneo, con una media di energia pulita, pari al fabbisognoComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 5
    • elettrico di oltre 3,5 milioni famiglie. I Comuni della Geotermia sono 290,PReMeSSA Sono 221 i Comuni che si possono per una potenza installata pari a 868 considerare autonomi dal punto di MW elettrici e 67,9 termici. Grazie vista elettrico, poiché si produce più a questi impianti in Italia vengono energia di quanta ne viene consuma- prodotti circa 5.031 GWh di energia ta. Ed è interessante notare come, nel elettrica in grado di soddisfare il fabbi- corso degli anni, il processo di diffu- sogno di oltre 2 milioni di famiglie. Se sione si stia articolando con impianti la produzione per gli impianti geoter- di grande, media e micro taglia. mici è storicamente localizzata tra le I Comuni del Mini Idroelettrico sono Province di Siena, Grosseto e Pisa, un 946. Il Rapporto prende in considera- segnale positivo è lo sviluppo di oltre zione gli impianti fino a 3 MW e la 200 impianti a bassa entalpia, ossia potenza totale installata nei Comuni quelli che sfruttano lo scambio termico italiani è di 988 MW, in grado di con il terreno e che vengono abbinati produrre ogni anno oltre 3.952 GWh a tecnologie sempre più efficienti di ri- pari al fabbisogno di energia elettrica scaldamento e raffrescamento. Questi di oltre 1,6 milioni di famiglie. Viene impianti rappresentano una opportu- preso solo il “mini” perché, se dal nità importante per ridurre i consumi grande idroelettrico proviene stori- energetici domestici e di strutture camente il contributo più importante pubbliche e private. delle fonti energetiche rinnovabili alla I Comuni della Biomassa sono 1.033 bilancia elettrica italiana, sono eviden- per una potenza installata complessiva ti i limiti di sviluppo in termini di nuovi di 1.088 MW elettrici e 702 MW impianti. Ma non dobbiamo dimenti- termici. Questi impianti si dividono tra care che gli “storici” grandi impianti quelli che utilizzano biomasse e quelli hanno garantito nel 2010 oltre il che utilizzano biogas. In particolare 17,2% della produzione complessiva quelli a biogas sono in forte crescita elettrica italiana, tra dighe, impianti a e hanno raggiunto complessivamente serbatoio e ad acqua fluente, con una 593,1 MWe installati e 52,9 MWt. potenza complessiva installata pari a Gli impianti a biomassa e biogas con- circa 20mila MW distribuita in 298 sentono di produrre 7.631 GWh pari Comuni. al fabbisogno elettrico di oltre 3 milio- LA CReSCItA deI COMUNI RINNOVABILI PeR Le dIVeRSe FONtI SOLARe SOLARe MINI ANNO eOLICO BIOMASSA GeOteRMIA tOtALe teRMICO FOtOVOLtAICO IdROeLettRICO 2006 108 74 118 40 32 5 356 2007 268 287 136 76 73 9 1.262 2008 390 2.103 157 114 306 28 3.190 2009 2.996 5.025 248 698 604 73 5.591 2010 4.064 6.311 297 799 788 181 6.993 2011 4.384 7.273 374 946 1.136 290 7.661 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente 6 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • ni di famiglie. In forte crescita sono gli in cui gli impianti di teleriscaldamen- PReMeSSAimpianti a biomasse e biogas collegati to utilizzano biomasse “vere” (ossiaa reti di teleriscaldamento, che per- materiali di origine organica animalemettono alle famiglie un significativo o vegetale provenienti da filiere territo-risparmio in bolletta (fino al 30-40% in riali), che riescono a soddisfare largameno) grazie alla maggiore efficienza parte del fabbisogno di riscaldamentodegli impianti. Sono 296 i Comuni e acqua calda sanitaria.LA FOtOGRAFIA dI UN CAMBIAMeNtOI Comuni rinnovabili sono una chiave territori italiani, il crescente numero diper capire come potrà funzionare un Comuni già 100% rinnovabili rispettomodello energetico costruito intorno ai fabbisogni delle famiglie e i tantialle fonti rinnovabili e a sistemi sempre che vi si stanno avvicinando. Perché lepiù efficienti di gestione di impianti decine di migliaia gli impianti installatie reti. Negli ultimi mesi sono stati negli ultimi anni – piccoli, grandi, dapresentati diversi e autorevoli studi fonti diverse – e i tanti progetti in corsoche hanno dimostrato la fattibilità di di realizzazione stanno dando formauno scenario al 100% rinnovabile in a un nuovo modello di generazioneEuropa al 2050. I Governi tedesco e distribuita, in uno scenario che cambiadanese sono andati oltre, presentando completamente rispetto al modo tradi-piani e aprendo un confronto politico zionale di guardare all’energia e ale con il mondo industriale per definir- rapporto con il territorio. Occorre orane strategie e tabelle di marcia per dare una prospettiva a questi processiraggiungere target di quella portata. per dare complessivamente rispostaUna sfida che può apparire visionaria, ai problemi energetici italiani, renden-se inquadrata nel dibattito politico ita- do più efficiente e pulito il sistema diliano sui temi energetici, ma che inve- generazione. La sfida più difficile è dice è già realtà in molti Comuni italiani tipo culturale, perché si deve ribaltareche hanno puntato a dare risposta l’idea per cui passi per un aumentoai propri fabbisogni valorizzando le dell’offerta con la costruzione di nuoverisorse presenti nei territori attraverso grandi centrali la risposta ai proble-il mix di impianti più adatto. Queste mi del Paese. Al contrario, bisognaesperienze mettono il nostro Paese, partire dalle risorse presenti nei diversisenza che ve ne sia una chiara consa- territori, guardare alla domanda dipevolezza, nel gruppo di punta della energia di case, uffici e aziende, perricerca internazionale insieme a città, capire come soddisfare con le soluzio-regioni, quartieri, isole europee dove ni tecnologiche più adatte attraversoci si è esplicitamente posti l’obiettivo una rete elettrica capace di gestire lodi raggiungere l’autonomia energetica scambio con impianti e utenze distri-e l’azzeramento delle emissioni di buite.CO2. Per questo diventa importante Ma insieme agli scenari futuri occorreleggere con attenzione i risultati nei guardare con attenzione ai cam-Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 7
    • biamenti avvenuti in questi anni nel (importazioni e pompaggi inclusi).PReMeSSA bilancio energetico italiano. Secondo Analizzando i dati provvisori di Terna, i dati di Terna, nel 2010 si è avu- si evidenzia come sia cresciuto il con- ta una leggera risalita dei consumi tributo di eolico 8.374 GWh (+29% elettrici, dopo il calo degli ultimi rispetto al 2009) e fotovoltaico 1.600 due anni, attualmente siamo il 4% in GWh (+136%), ma anche le biomas- meno rispetto ai dati del 2007. La se sono in crescita con 6.500 GWh crisi economica è alla base di questi (+10%) mentre l’idroelettrico rimane risultati, non si devono sottovalutare stabile a 49.369 GWh. Il contributo però le modifiche avvenute nel siste- rispetto ai consumi elettrici complessivi ma industriale ed energetico italiano, delle diverse fonti rinnovabili vede nel nella composizione della domanda. 2010 l’idroelettrico al 15,1%, l’eolico Ad esempio, secondo alcune stime2 come le biomasse al 2,5%, la geoter- sarebbe molto consistente la riduzio- mia all’1,5%, il fotovoltaico allo 0,5%. ne delle emissioni di CO2, avvenuta Alla luce di questi dati, diventa impor- negli ultimi anni, per cui risulterebbero tante aprire una seria verifica delle oggi del 6% inferiori al 1990 e dun- politiche intraprese in Italia negli ultimi que sostanzialmente in linea con gli 10 anni a seguito della liberalizzazio- obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto. ne del mercato energetico. Un bilan- Si starebbero così raggiungendo dei cio necessario rispetto ai risultati del risultati relativi alla CO2 che in tanti Decreto “Sblocca centrali”, approvato avevano indicato come impossibili nel 2002, per capire se oggi il Paese per il nostro Paese - evitando oltretutto sia più sicuro rispetto ai tempi del le multe previste per lo sforamento - e clamoroso blackout elettrico nazionale che evidenziano come i target fissati (28 Settembre 2003). In questi anni al 2020 dall’Unione Europea siano a tutta l’attenzione mediatica e politica portata di mano. Questi dati dovreb- si è concentrata sulla necessità di bero spingere a una attenta riflessione costruire nuove grandi centrali perché che spazzi via finalmente tanti luoghi - veniva sostenuto da Ministri, Enel, comuni che hanno caratterizzato il Confindustria - solo così si sarebbe dibattito energetico di questi anni. Ma potuto muovere la concorrenza, ab- ancora più rilevante è il trend che ri- bassare finalmente i prezzi dell’ener- guarda le fonti energetiche rinnovabili, gia, rendere sicuro il Paese. I risultati? la cui crescita nel 2010 è stata senza Straordinari in termini di nuove centrali precedenti sia in termini di installato realizzate e di impianti in corso di (oltre 2.445 MW di fotovoltaico, 610 realizzazione. Secondo i dati del Mi- MW di eolico, 273 MW di mini idro, nistero dello Sviluppo Economico, dal 65 MW di impianti a biomassa, 60 2002 ad oggi sono entrate in eserci- MW di geotermia), che di produzio- zio 37 centrali (tra nuove e repowe- ne, arrivando a coprire il 22,1% dei ring) per 22.426 MW. Terna valuta consumi elettrici complessivi italiani in 80.720 i MW attualmente installati 2 Cfr. Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che stima nel 2010 un calo delle emissioni in Italia compreso tra il 6 e il 6,4% rispetto ai livelli del 1990. Il Protocollo di Kyoto fissa per il nostro Paese un target di riduzione del 6,5% rispetto al 1990 calcolato come media delle emissioni del 2008-2012. 8 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • di impianti da fonti fossili e 32.826 trovarci tra qualche anno, con centrali PReMeSSAda fonti rinnovabili, per un totale di capaci di produrre teoricamente quasi113.546 MW. Nei prossimi anni a 3 volte l’energia elettrica di cui abbia-questi impianti se ne aggiungeranno mo bisogno. Come ha denunciato piùmolti altri: sono infatti 6 le centrali (per volte il Governatore della Lombardia3.543 MW) in fase di realizzazione, Formigoni, già oggi le centrali a gas38 quelle in fase di autorizzazione (tra a ciclo combinato installate in quellagas, metano, carbone) per 23.990 Regione, le più efficienti sul mercato,MW. E’ un autentico successo della girano spesso con motori al minimo. E’strategia di potenziamento del parco evidente che in futuro questa situazio-centrali italiano! Addirittura al 2020 ne diventerà ancora più diffusa per viapotremmo arrivare a oltre 110mila delle nuove centrali in cantiere e dellaMW installati solo da fonti fossili, produzione da rinnovabili. Ci troviamosenza considerare le rinnovabili. E a un punto di crisi, con la prospettivasoprattutto senza dimenticare le inten- certa che nei prossimi anni questa po-zioni del Governo di procedere con la litica energetica non produca nessunacostruzione di nuove centrali nucleari riduzione delle bollette elettriche. Perper complessivi 13.000 MW. ragioni molto semplici. Chi ha realiz-Ora però occorre chiedersi se questa zato le centrali dovrà rientrare deglistrategia sia realmente utile al Paese e investimenti fatti in centrali che “lavora-se permetterà di avere più concorren- no” meno ore di quanto programmato.za e bollette meno care. La risposta In un mercato europeo le importazioniè NO! Perché se in questi anni non spesso, soprattutto di notte, conven-si è avuto alcun risultato in termini di gono rispetto a qualsiasi produzioneriduzione delle bollette, nei prossimi termoelettrica interna. Infine, perché seanni la situazione potrebbe addirittu- si sceglierà di realizzare delle cen-ra peggiorare con un interesse delle trali nucleari sarà nell’interesse di chiimprese a non abbassare il prezzo investe che i prezzi non scendano perdell’energia elettrica. Occorre infatti rendere possibile un investimento giàconsiderare che nel nostro Paese la così spericolato. Ha senso continuaredomanda alla punta non ha mai su- su questa strada?perato i 57 mila MW3, ma potremmoLe NUOVe CeNtRALI teRMOeLettRIChe IN ItALIA 2002-2011 Gas/Metano Carbone Numero Potenza installata Numero (nuove/ Potenza installata (nuove/repowering) (MW) repowering) (MW)Centrali realizzate 36 20.446 1 1.980In fase di realizzazione 6 3.543 0 0In attesa di autorizzazione 34 19.430 4 4.560Elaborazione Legambiente su dati Ministero dello Sviluppo Economico3 Precisamente 56.585 MW richiesti complessivamente alla rete il 20 Luglio 2007 e 56.425 il 16 Luglio 2010, in due situazio-ni di caldo torrido e uso esteso di condizionatori d’aria.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 9
    • IMMAGINARe IL FUtUROPReMeSSA Ci sono oggi tutte le condizioni per capaci di garantire la domanda di costruire una seconda fase dello svilup- picco (quindi non legati a oscillazio- po delle fonti rinnovabili nel territorio. ni nella produzione) e flessibili nella La prima è servita a verificare come gestione in funzione della richiesta siano tecnologie affidabili e il boom della rete (quindi biomasse e biogas, di questi anni, sostenuto dagli incentivi pompaggi idroelettrici, sistemi ad aria prelevati in bolletta, ha permesso di compressa, altre tecnologie sperimen- creare nuove imprese, spinto la ricerca tali). Terzo obiettivo riguarda le tariffe e creato le condizioni per costruire elettriche, dove si vuole premiare una filiera industriale anche in Italia. fortemente l’utilizzo nelle fasce orarie Ora, però, la sfida è più ambiziosa: dove la domanda è più bassa. Infine raggiungere gli obiettivi europei di per quanto riguarda gli incentivi si vuo- sviluppo al 2020 per poi continuare le dare continuità al sistema in conto in una direzione di progressiva innova- energia differenziato per le diverse zione energetica e di uscita dalle fonti fonti introdotto nel 2000, dando cer- fossili. Per questo, occorre immaginare tezze agli investimenti nel quadro di il futuro, ragionare di una prospettiva una chiara strategia di sviluppo (sono a medio-lungo termine. Come sta previsti 52.000 MW fotovoltaici al facendo la Germania, dove sono stati 2020), ma definendo da subito la rivisti al rialzo gli obiettivi al 2020 curva della progressiva riduzione per e ora l’ambizione è di raggiungere tutte le fonti. Del resto, questa politica il 47% di contributo delle fonti rinno- ha permesso di realizzare successi vabili rispetto ai consumi elettrici per incredibili in termini di aumenti costanti arrivare all’80% al 2050. Nessuna della produzione da rinnovabili e la utopia, ma sano pragmatismo tedesco creazione di un sistema industriale con e continuo confronto con il sistema 320mila occupati nel 2010, e ad una delle imprese. Questa strategia è inte- ricerca applicata che ha reso possibile ressante soprattutto per la lungimiranza ridurre anno dopo anno i costi delle delle scelte e merita una particolare tecnologie migliorandone l’efficienza. attenzione. Il primo obiettivo che si vuole conseguire è di potenziare forte- E l’Italia, come può guardare a una mente la rete elettrica, per garantire il sfida altrettanto ambiziosa? Intanto funzionamento di un sistema distribuito provando a copiare dalla Germania che deve essere capace di gestire lo per quanto riguarda il sistema degli spostamento di grandi flussi di ener- incentivi e gli investimenti nella rete gia. Sarà infatti strategico governare elettrica. E poi adattando i ragiona- l’equilibrio del sistema considerando menti alla domanda italiana e alle i cicli di produzione dal vento e dal potenzialità presenti. Il nostro territorio sole nelle diverse parti del Paese (e possiede infatti tutte le risorse per far per questo diventano fondamentali le crescere il contributo delle fonti rinno- previsioni meteorologiche). Il secondo vabili, e deve puntare innanzi tutto su obiettivo è di spingere tutti gli impianti eolico (fino a 16 GW come prevede 10 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • il PNA) e solare (portando l’obiettivo basti dire che mentre fino a qualche PReMeSSAper il fotovoltaico a 30 GW installati anno fa era l’industria a dominareal 2020) - viste le potenzialità italiane oggi gli usi civili rappresentano circae il vantaggio di produrre energia elet- la metà dei consumi elettrici e oltre untrica di giorno, al picco della doman- terzo dei consumi energetici totali. Sa-da - ma anche investire nelle tecno- ranno le città il campo principale di in-logie che sono in grado di garantire tervento perché la vera novità di questiuna produzione senza oscillazioni. E’ processi sta proprio nella possibilitàpossibile farlo ampliando nel grande di disegnare in funzione delle diverseparco idroelettrico italiano (il secondo domande di case, uffici, aziende, fab-in Europa dopo la Francia) i sistemi di briche la risposta più adatta attraversopompaggio, realizzando così un ac- il più efficace mix di impianti da fonticumulo di energia e una più efficiente rinnovabili e di soluzioni energetichegestione della produzione per utiliz- efficienti, avvicinando la domandazarla nelle ore di punta (considerando di energia e la sua produzione piùanche le difficoltà crescenti nella efficiente. La sfida è di intervenire neigestione di una risorsa delicata come quartieri con l’obiettivo di soddisfarel’acqua). In parallelo si devono spinge- i fabbisogni termici attraverso reti dire biomasse e biogas, perché in questi teleriscaldamento (come si sta giàimpianti si produce energia elettrica progressivamente realizzando in moltee termica in modo costante. E’ però città), impianti solari termici integratisoprattutto nella parte termica dove con pompe di calore, centrali di microsono necessari i più attenti investimenti cogenerazione, caldaie a condensa-per rispondere alla domanda civile e zione. Mentre per i fabbisogni elettriciindustriale, e dove occorre promuo- si dovrà puntare sul solare fotovoltai-vere la microgenerazione e sistemi di co, la geotermia e laddove possibilegestione e recupero del calore, reti impianti eolici, mini idroelettrici, dadi teleriscaldamento. Una prospettiva biomasse integrati con le tecnologiefatta di tanti piccoli e grandi impian- più efficienti di produzione e gestioneti, di supergrids per progetti come energetica. Un ruolo da protagonistiDesertec (un sistema di centrali solari degli Enti Locali sarà fondamentale pera concentrazione e impianti eolici nel creare le condizioni nelle aree urbaneNord Africa connesso alla rete elettri- per rendere possibili questi interventica europea) e smart grids per gestire e rendere più efficienti i sistemi di illu-l’interscambiano di energia elettrica minazione pubblica, spingere le smartcon utenze e produzioni distribuite. grids e dare spazio alle auto elettricheInsomma, è necessario guardare ai nel quadro di una politica di mobilitàsettori di domanda e puntare a una in- sostenibile, diffondere il solare anchetegrazione delle rinnovabili in edilizia, attraverso gruppi di acquisto e centraliin agricoltura e nell’industria come oc- in “comproprietà” in aree pubblichecasione per innescare processi virtuosi come parcheggi, cave dismesse,di riqualificazione e innovazione. Del discariche.resto i cambiamenti della domanda dienergia sono rilevantissimi e strutturali, Un Paese come l’Italia ha tutto l’interes-Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 11
    • se a percorrere la direzione segnata primo luogo di cittadini e imprese, chePReMeSSA dall’Unione Europea e scegliere il possono avere solo vantaggi da un clima come grande sfida di innovazio- mercato dell’energia con tanti attori, ne. Non ha alcun senso continuare a grandi e piccoli, dove sia premiata rinviare un’assunzione di responsabili- veramente l’innovazione e la con- tà seria rispetto agli obiettivi al 2020. correnza nell’offerta. Non esiste un Perché solo in questa prospettiva si altro scenario energetico che possa può dare risposta agli storici problemi garantire gli stessi risultati in termini di italiani (costo dell’energia, dipen- riduzione delle importazioni dall’estero denza dall’estero, insicurezza degli e della spesa energetica, di creazione approvvigionamenti, impatto sull’atmo- di posti di lavoro. Del resto in questi sfera) attraverso strade nuove, capaci anni gli unici cittadini che hanno visto di creare inedite opportunità industriali una riduzione dei costi in bolletta sono e occupazionali. Non vi sono dubbi coloro che hanno installato un pannel- che questa visione sia la più lungi- lo solare sul tetto, che sono intervenuti mirante. L’efficienza energetica e le per migliorare l’isolamento di pareti, fonti rinnovabili possono diventare una finestre o tetto, che hanno cambiato grande opportunità di competitività l’impianto energetico scegliendone per un sistema industriale che ha il suo uno più efficiente. Insomma, gli unici cuore nelle piccole e medie imprese. ad avere un interesse a contrastare Ma ci sono anche solide ragioni di questa prospettiva sono coloro che vo- interesse a convincere della necessità gliono mantenere monopoli e rendite di guardare in questa direzione. In di posizione. dIFFUSIONe deLLe RINNOVABILI IN eUROPA SOLARe teRMICO SOLARe FOtOVOLtAICO eOLICO* NAZIONe mq mq/abitanti MW kW/abitanti MW AUSTRIA 4.330.000 0,517 37 0,004 1.011 DANIMARCA 484.080 0,087 5 0,001 3.800 FRANCIA 1.994.772 0,031 789 0,012 5.660 GERMANIA 12.899.800 0,157 18.000 0,220 27.215 GRECIA 4.076.200 0,361 350 0,031 1.208 ITALIA 2.014.875 0,033 3.200** 0,053 5.797 OLANDA 774.345 0,046 64 0,004 2.245 REGNO UNITO 476.020 0,007 67 0,001 5.204 SPAGNA 1.865.036 0,041 3.550 0,077 20.676 Fonte: elaborazione di “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente su dati Estif e Erobserver * stime Eurobserver ** dato da Comuni Rinnovabili 2011 12 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • dIFFUSIONI deLLe RINNOVABILI NeLLe ReGIONI ItALIANe PReMeSSA IdROeLettRICO SOLARe FV eOLICO GeOteRMICI BIOMASSe e RIFIUtIReGIONe MW MW MW MW MWPIEMONTE 3.486,1 233,1 12,7 7,5 70,9VALLE DAOSTA 882,1 4 0,032 0,001 0,8LOMbARDIA 5.877,5 318 0,12 10,9 499,1TRENTINO ALTO ADIGE 3.144,1 142,7 1,2 0,5 22VENETO 1.085,4 321,4 1,5 6,4 117FRIULI VENEZIA GIULIA 458,3 80 0,1 0,036 18,9LIGURIA 74,8 14 28,5 0,055 13,4EMILIA ROMAGNA 625,1 327,7 16,3 2,5 299,2TOSCANA 329,7 132 45,3 854,4 77,2UMbRIA 509,4 67,9 1,5 0,039 25,5MARCHE 228,1 167,4 0,15 2,5 13,8LAZIO 398,2 213,1 17,2 0,035 77,8AbRUZZO 980,2 59,6 225,4 0,055 5,1MOLISE 84,3 13,8 388,2 0 40,7CAMPANIA 1.343,7 81,1 814,09 0 42,8PUGLIA 0 532,3 1.287,19 0 139bASILICATA 129,3 41,7 278,9 0 23,8CALAbRIA 724,1 55,1 586,2 0 23,6SICILIA 732,2 140,1 1.407,2 0 19SARDEGNA 466,2 80,9 672,8 0 15,8Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di LegambienteCeRteZZe PeR LO SCeNARIO deLLe RINNOVABILIMalgrado questi risultati le fonti delle fonti energetiche si è dato segui-rinnovabili rischiano di subire un to alla campagna di stampa di questibrusco stop in Italia nel corso del mesi, togliendo certezze agli investi-2011. Siamo infatti arrivati al cuore menti attraverso una revisione deglidello scontro tra due visioni di queste incentivi e un tetto al futuro sviluppo.tecnologie: tra chi le considera margi- Eppure, la prospettiva di svilupponali nello scenario energetico italiano, delle fonti rinnovabili non può in alcuncostose e comunque inutili rispetto ai modo essere rimessa in discussione nelveri problemi del Paese. E le tante nostro Paese. In primo luogo perché èaziende, associazioni e i cittadini che diventata oggi un target non negozia-guardano, invece, in questa direzione bile e vincolante al 2020, anno nelper immaginare un altro scenario ener- quale dovremo aver raggiunto il 17%getico più efficiente, pulito e sicuro. Le dei consumi finali di energia soddisfat-polemiche di queste settimane intorno ti attraverso fonti rinnovabili (rispetto alal Decreto Romani ne sono una chiara 5,2% del 2005). E poi perché in que-dimostrazione. Nel recepire la Diret- sti anni è cresciuto un settore industria-tiva Europea 2009/28 di sviluppo le fatto di migliaia di imprese e oltreComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 13
    • 100mila occupati diretti e nell’indotto responsabilità e dei ruoli in questoPReMeSSA che non si può cancellare. Governo processo. In modo da aggiornare pe- e Parlamento dovrebbero, piuttosto, riodicamente gli obiettivi del Piano di dare certezze per il futuro, finendola Azione Nazionale per le rinnovabili, con le polemiche nei confronti dell’im- attraverso un confronto con Regioni e possibilità di raggiungere i target euro- Comuni, Terna, Gse, aziende e asso- pei per la riduzione delle emissioni di ciazioni di settore, e per definirne le CO2 e per le fonti rinnovabili. Quella priorità di intervento e il monitoraggio che serve è, soprattutto, una strategia del cambiamento in corso. Ma anche di sviluppo delle fonti rinnovabili e poi per scegliere il più adatto mix di diffu- un monitoraggio continuo dei risultati sione delle fonti rinnovabili nei diversi (considerando anche i controlli e le territori, che andrà accompagnata da multe previsti dalla Direttiva in caso di politiche nazionali, regionali e locali. sforamento), vista l’articolazione delle SPINGeRe Le dIFFUSIONe deGLI IMPIANtI RINNOVABILI NeL teRRItORIO Regole semplici e trasparenti per Ministeri competenti. L’articolazione l’approvazione dei progetti da fonti regionale delle Linee Guida dovrebbe, rinnovabili. L’incertezza delle pro- in particolare, fare chiarezza sui temi cedure è una fortissima barriera in più delicati di inserimento degli im- Italia alla diffusione degli impianti, ma pianti rispetto alle risorse naturali e al soprattutto un problema riconosciu- paesaggio. In modo che un’azienda o to da tutti gli operatori del settore e un cittadino sappia con chiarezza, da ancora irrisolto. Le difficoltà nell’appro- subito, se e a quali condizioni un im- vazione degli impianti riguardano sia pianto è realizzabile in quel territorio, piccoli che grandi interventi, cittadini evitando inutili polemiche e conflitti. e aziende, in quasi ogni Regione ita- Occorre per questo definire i contenuti liana. Una spiegazione sta nel ritardo degli studi ambientali e le attenzioni nell’emanazione delle “Linee Guida” progettuali specifiche per gli impian- per i progetti di impianti da fonti rin- ti eolici, idroelettrici, da biomasse, novabili previste dal DL 387/2003, geotermici, solari. Inoltre, è necessario varate solo a settembre 2010, che fare chiarezza rispetto alle procedure avrebbero dovuto dare certezza giu- per gli impianti di piccola taglia, per- ridica rispetto alle aree compatibili e ché negli ultimi anni si sono succeduti alle procedure da seguire per i diversi interventi normativi definiti di “semplifi- impianti. Purtroppo le Regioni sono in cazione” - tra Leggi Finanziarie, Linee ritardo nel recepimento del provvedi- Guida e Decreto Romani – che ogni mento – il termine era gennaio 2011 volta sono andati a modificare il qua- per adattare le indicazioni rispetto al dro normativo nel quale nel frattempo proprio territorio – e rimane incerto il erano anche intervenute le Regioni. In quadro di incertezza delle procedure, particolare, occorre che diventi un atto per cui è necessario un intervento dei libero e gratuito realizzare un impianto 14 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • domestico; del quale bisogna sem- alle rinnovabili, perché occorre ridurre PReMeSSAplicemente dare comunicazione al eccessi e dare certezze, ma che nonComune se riguarda il solare termico può essere affrontato in maniera su-e fotovoltaico sui tetti, il minieolico, la perficiale. E’ infatti evidente la volontàgeotermia a bassa entalpia. di alcuni noti gruppi di fermare questo processo, e risulta insopportabile l’ipo-definire uno scenario certo per gli crisia di chi si scaglia contro il fotovol-incentivi alle fonti rinnovabili fino al taico e l’eolico ma non ha mai avuto2020, di progressiva riduzione verso altrettanta attenzione nei confronti della grid parity. Oggi vi sono tutte le regalo del Cip 6 a petrolieri e centralicondizioni tecnologiche per raggiun- inquinanti, costato dal 2001 ad oggigere gli obiettivi di sviluppo delle fonti 23 miliardi di Euro in bolletta.rinnovabili e insieme creare le condi- Per fare chiarezza, bisogna direzioni per raggiungere a quella data la intanto che nelle bollette gli italiani“grid parity”. Ossia una situazione per pagano per spese che nulla hannocui il costo di produzione dell’energia a che fare con le rinnovabili - sussidida fonti rinnovabili avrà pareggiato per centrali inquinanti e per l’eternoil costo d’acquisto dell’energia dalla decomissioning del nucleare, per lerete. Diversi studi dimostrano come, Fs e altre voci per un totale di oltre 3con un quadro di certezze per gli inve- miliardi di Euro - più di quanto previstostimenti che permetta di dare certezza per promuovere le vere rinnovabilialla ricerca applicata, sia possibile (2,7 miliardi). Per fare un confronto, inraggiungere questo passaggio “epi- Germania il peso delle rinnovabili inco”. La Germania, da questo punto bolletta è attualmente pari a 9 miliardidi vista, è un esempio emblematico, di Euro l’anno. Sul totale della bollettaperché il Governo ha già definito la elettrica italiana ad oggi il peso delletraiettoria di progressiva riduzione de- “vere” rinnovabili è pari al 5,5%, chegli incentivi per le diverse fonti fino al significa per una famiglia una spesa2020, con l’intenzione di confrontarsi pari a 2,5 Euro al mese nel 2010.con le imprese del settore per introdur- Fare chiarezza sui numeri è dunquere aggiustamenti continui al sistema in fondamentale e occorre farlo guar-conto energia che tengano conto dei dando agli obiettivi al 2020, in modomiglioramenti nell’efficienza e di costo da mantenere nel tempo dei livelli didegli impianti. Il contrario di quanto spesa in bolletta sostenibili. Legam-sta avvenendo in Italia con il Decreto biente ritiene che per gli incentivi alleRomani, dove si è dato seguito alla fonti rinnovabili si debba rimanerecampagna di stampa di questi mesi all’interno della spesa attuale per glicontro le rinnovabili - dove si denun- oneri di sistema (10%) facendo puliziaciava lo sperpero di risorse pubbliche di tutte le spese improprie. In questi(che non esistono) e di costi rilevanti in ragionamenti occorre, infatti, conside-bolletta, lo scempio del paesaggio -, e rare che il peso del Cip 6 si ridurràche ha ottenuto il risultato di fermarne, fino a cessare finalmente nel 2020 eal momento, lo sviluppo in Italia. E’ un che i certificati verdi ritirati dal GSEtema importante quello degli incentivi cominceranno a diminuire a partire daComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 15
    • quest’anno. Si dovrà verificare a fine Le “VeRe” RINNOVABILI IN BOLLettAPReMeSSA anno il reale impatto degli impianti (ANNO 2010) fotovoltaici in bolletta, dopo gli allarmi Mln di euro Voci componente A3 sulle conseguenze del cosiddetto 777 Cip 6 rinnovabili Decreto “Salva Alcoa”, che ha per- 826 Conto energia Fotovoltaico messo di trascinare i più vantaggiosi 213 Tariffa onnicomprensiva incentivi 2010 anche per gli impianti 940 Certificati Verdi ritirati dal Gse allacciati fino a Giugno. Insomma, 2756 totale servono informazioni trasparenti e una attenta regia a cui saranno chiamati Fonte: Elaborazione Legambiente su dati Autority energia, Kyoto Club in primo luogo i nuovi vertici dell’Auto- rity per l’energia. La questione vera è Le NON RINNOVABILI IN BOLLettA scongiurare che trovi spazio in bolletta (ANNO 2010) una nuova voce che alcuni vorrebbero Mln di euro Voci in bolletta introdurre per garantire gli investimenti Decommissioning centrali nucleari e per le centrali nucleare. Ma servono 285 compensazioni (A2) anche ragionamenti nuovi rispetto alle 1214 Cip 6 assimilate (A3) risorse per la promozione delle fonti 355 Tariffe speciali, Fs (A4) 60 Finanziamento ricerca e sviluppo (A5) rinnovabili che, ad esempio, prenda- 70 bonus elettrico famiglie disagiate (As) no in considerazione il tema dei gran- Copertura integrazioni tariffarie isole minori 70 di impianti idroelettrici, dove da alcuni (UC4) 30 Promozione efficienza energetica (UC7) decenni si sono ripagati gli investimen- 968 Iva su oneri in bolletta ti per la costruzione eppure l’energia 3052 totale elettrica prodotta viene venduta a prezzo di mercato generando grandi Fonte: Elaborazione Legambiente su dati Autority energia, Kyoto Club guadagni per chi li gestisce. Aprire gli occhi su queste rendite è oggi impre- scindibile, per garantire intanto gli investimenti per la manutenzione degli impianti (con interventi di repowering, pulizia degli invasi dai sedimenti e garanzia del deflusso minimo vitale) e la realizzazione di impianti di pom- paggio, per arrivare quanto prima a mettere a gara le concessioni e recu- perare risorse per gli investimenti nelle nuove rinnovabili. 16 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • LA COMPOSIZIONe deLLA BOLLettA eLettICA (ANNO 2010) PReMeSSA Componente energia Costi distribuzione e misura energia Imposte Oneri da incentivi alle “vere“ rinnovabili Oneri di sistema e incentivi alle non rinnovabiliFonte: Elaborazione Legambiente su dati Autority energiaUna rete energetica che aiuti la parte dell’energia eolica viene spre-generazione distribuita. Oggi si cata per l’inadeguatezza della reteevidenziano ancora troppi problemi rispetto alla produzione. E in parallelonell’allaccio degli impianti alla rete si deve garantire gli investimenti perenergetica, con ritardi e incertezze modernizzare la rete di distribuzioneche devono essere superati. Occorre nella prospettiva di avere una piùrealizzare gli investimenti sulla rete efficiente gestione che aiuti la gene-per superare i problemi di impianti razione distribuita e l’interscambio diche vengono rallentati o bloccati, o di utenze e attività nella prospettiva dellaalcune parti dell’Appennino dove una smart grid.UNA POLItICA PeR L’eFFICIeNZA eNeRGetICALa strada più semplice ed economica edilizia, che fissa a partire dal 2021per ridurre la bolletta energetica, le un obbligo per cui tutti gli edifici pub-importazioni e le emissioni di CO2 blici e privati debbano essere “neu-passa per l’efficienza energetica. trali” da un punto di vista energetico; ossia garantire attraverso la progetta-Muovere l’innovazione del settore zione e le prestazioni dell’involucroedilizio, integrare fonti rinnovabili condizioni tali da non aver bisognoe efficienza energetica. Sarà fonda- di apporti per il riscaldamento e ilmentale nei prossimi anni realizzare raffrescamento oppure di soddisfarliun forte cambiamento nel settore delle attraverso fonti rinnovabili. E’ in questacostruzioni per ridurre il peso dei con- prospettiva che occorre indirizzare ilsumi civili. E’ del resto la prospettiva settore delle costruzioni e realizzare unindicata con chiarezza dalla Direttiva significativo miglioramento delle pre-31/2010 sull’efficienza energetica in stazioni attraverso le nuove possibilitàComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 17
    • di verifica rese possibile con l’introdu- consentire di raggiungere risultati signi-PReMeSSA zione della certificazione energetica ficativi in un tempo limitato. Per questo (che fissa la classe energetica dell’edi- occorre una strategia nazionale che, ficio in funzione delle prestazioni). nella prospettiva del 2020, accompa- Si deve stabilire per i nuovi edifici gni i miglioramenti nelle prestazioni di e le ristrutturazioni edilizie oltre una tecnologie, elettrodomestici e sistemi certa dimensione lo standard minimo energetici con incentivi e scadenze obbligatorio di Classe A, insieme a un per gli standard meno efficienti (in contributo minimo obbligatorio delle modo che escano dal commercio), e fonti rinnovabili (solare, biomasse, che introduca obblighi per le tecno- geotermia a bassa entalpia) rispetto ai logie già competitive (come il solare fabbisogni termici e elettrici. In modo termico nei nuovi interventi edilizi e da permettere una riduzione dei fab- nelle ristrutturazioni). In modo da offrire bisogni di riscaldamento e raffresca- certezze agli investimenti nelle tecnolo- mento, a pari o maggiore comfort, su gie efficienti perché diventino il perno tutto il territorio nazionale. In parallelo di una strategia industriale, economi- occorre riqualificare e migliorare le ca, ambientale. Per muoversi in questa prestazioni energetiche del parco direzione e superare una situazione immobiliare esistente, creando con- di totale assenza del tema efficienza dizioni di vantaggio per gli interventi dall’agenda politica nazionale, si può di riqualificazione energetica di interi cominciare con il migliorare gli stru- edifici pubblici e privati, attraverso menti già esistenti e dare seguito con i una riforma della fiscalità del settore e Decreti attuativi a quanto previsto dal specifici incentivi. Ma anche premiare DL Romani per la parte termica. Una la riduzione dei consumi realizzata ne- soluzione lungimirante è quella di au- gli edifici, sia sul versante famiglie che mentare progressivamente gli obiettivi su quello delle imprese di distribuzione e allargare il campo degli interventi e gestione dell’elettricità e del calore. legati ai certificati bianchi, ossia gli obblighi di risparmio energetico fissati Spingere l’efficienza attraverso per i distributori finali di energia che incentivi e standard. Nei prossimi può muovere un mercato di interventi mesi ripartirà la discussione politica negli usi finali. sugli incentivi del 55% in scadenza a Dicembre, malgrado questi abbiano Un mercato che premi efficienza e permesso di muovere, secondo l’Enea, concorrenza. A più di 10 anni di dal 2007 ad oggi quasi 1 milione distanza dalla liberalizzazione del di interventi di efficienza energetica. settore energetico si deve ritornare Dare certezza agli investimenti che sugli obiettivi che spinsero a intra- consentono di ridurre i consumi ener- prendere questa scelta: aumentare la getici è fondamentale. Ci sono, oggi, concorrenza nell’offerta ai cittadini e tutte le condizioni tecnologiche per alle aziende, la trasparenza e l’inno- innescare in Italia un processo virtuo- vazione. Spetta all’Autority per l’ener- so, che si autoalimenti da un punto di gia intervenire per garantire una vera vista economico e fiscale, e che possa concorrenza e tariffe trasparenti per gli 18 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • utenti, in modo da tutelarli dai distribu- PReMeSSA Solo un mutamento della logica chetori di energia elettrica e gas. Occor- oggi domina l’economia energeticarono provvedimenti molto più incisivi può rendere possibile l’introduzioneper premiare chi riduce i consumi e delle energie rinnovabili, ma affinchèutilizza l’energia elettrica fuori dalle questo si verifichi non basta creare unore di punta e sceglie le energie verdi. settore marginale, occorre una trasfor-Ma è anche importante fissare criteri mazione complessiva del sistema. E laminimi di efficienza energetica e di capacità e la tempestività del mondoemissioni di CO2 per valutare i pro- nel passare dall’energia fossile e nu-getti di impianti. Non ha alcun senso cleare a quella rinnovabile dimostreràlogico o economico, mentre il Paese se la rivoluzione industriale ha segnatoè impegnato a ridurre le emissioni di una nuova era ricca di opportunità.gas serra, continuare ad approvare erealizzare centrali di qualsiasi taglia hermann Scheere fonte. Serve, invece, fissare criteridi efficienza energetica minima degliimpianti, obbligandoli sempre allacogenerazione, in modo da spingerequelli più efficienti che potrebberopermettere di chiudere i più vecchi einquinanti. Allo stesso modo, bisognastabilire un criterio relativo alle emissio-ni di CO2 per valutare piani, program-mi, progetti rispetto all’impatto che gliimpianti determinano in termini di gasserra.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 19
    • 1. I COMUNI 100% RINNOVABILICOMUNI 100% RINNOVABILI Ad aprire le classifiche del Rapporto Comuni Rinnovabili è la categoria più originale e forse importante. Infatti per entrare in questa categoria occorre che le fonti rinnovabili installate nei Comuni riescano a soddisfare il fabbi- sogno elettrico e termico dei cittadini (riscaldamento delle case, acqua cal- da per usi sanitari, elettricità). La classi- fica mette assieme le informazioni che riguardano i diversi impianti installati nei territori per calcolare il rapporto tra l’energia prodotta e quella consumata dalle famiglie. Per la parte elettrica oc- corre considerare che gli impianti, nel- la maggior parte dei casi, immettono Impianto eolico nel Comune di Sluderno (BZ) nella rete l’energia elettrica prodotta ed è dalla rete che le utenze la pren- - elettrici e termici -, proprio perché la dono, ma il rapporto tra produzione e prospettiva più lungimirante è quella di consumi nell’ambito di un Comune è puntare a sviluppare nei diversi territori comunque un riferimento significativo gli impianti da rinnovabili capaci di perché dimostra come sia possibile dare risposta alla domanda di ener- soddisfare i fabbisogni delle famiglie gia valorizzando le risorse rinnovabili attraverso le fonti rinnovabili installate presenti nei territori. Per le biomasse sui tetti e nei territori, avvicinando così inoltre sono stati presi in considerazio- domanda e produzione di energia. ne solo impianti da “vere” biomasse Inoltre si è preso in considerazione il e a filiera corta. Questa impostazione fabbisogno termico - troppo spesso evidentemente limita il campo dei e a torto ignorato quando si parla di “candidati” al successo in questa clas- energia - che rappresenta larga parte sifica, basti dire che anche escluden- della domanda (e dei costi in bolletta) do i grandi impianti idroelettrici sono delle famiglie. 964 i Comuni in Italia che producono Nella scelta di questo parametro si più energia elettrica di quanta ne fondono obiettivi quantitativi e qua- consumano grazie a una sola fonte litativi, proprio per questa ragione rinnovabile (mini-idroelettrica, eolica, sono stati presi in considerazione solo fotovoltaica, da biomasse o geotermi- i Comuni dove sono installate “nuo- ca). Oppure che per la parte termica ve” rinnovabili (escludendo il grande sono 27 i Comuni che superano idroelettrico e la geotermia) e almeno largamente il proprio fabbisogno quattro tipi di fonti diverse. Si è scelto grazie a impianti di teleriscaldamento di evidenziare non la produzione collegati a impianti da biomassa o assoluta ma il mix di impianti diversi geotermici. 20 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • COMUNI 100% RINNOVABILI COMUNI 100% RINNOVABILI St SF eOLICO MINI GeO BIOG BIOMPR COMUNe tLR mq kW kW IdRO kW kWe kWe kWeAO MORGEX 30,1 112,62 0 1.120 23 0 0 22.186.560bZ bRUNICO 840 3.093 0 4.390 0 1.500 20.000 66.882.000bZ PRATO ALLO STELVIO 1.100 5.405,4 1.200 2.050 28 570 0 14.765.000bZ SLUDERNO 960 1.053 400 306 0 700 0 13.721.000bZ DObbIACO 1.350 1.015 0 1.279 0 132 0 15.900.000bZ GLORENZA 0 263,74 0,625 0 0 70 0 15.105.026TN CAVALESE 520 508,25 0 160 0 0 8.000 24.130.000bZ VIPITENO 2.434 600,43 20 3.215,4 0 0 0 58.000.000AO POLLEIN 17,46 117,86 41,8 4.200 5831000AO PRÈ-SAINT-DIDIER 21 1,2 0 189,71 0 0 31,7 9.500.000bZ RASUN ANTERSELVA 6 1.186,8 0 1.374,99 0 0 770 11.280.000bZ LASA 1.260 1.462,9 0 932,98 0 0 6.500 15.262.000bS SELLERO 350 28,27 0 0 0 0 2.200 5.831.702bZ RACINES 0 1.110,9 0 5.255 0 0 145 30.018.800bZ MONGUELFO 0 277,96 0 2.961 0 100 0 19.578.000bZ bADIA 0 640,04 0 2.325 0 115 0 12.640.000TN FONDO 700 220 0 900 0 0 0 6.645.873bZ VALDAORA 0 958,82 0 56 0 0 688 23.667.000bZ SILANDRO 1.563 5.852,1 0 900 0 0 0 37.110.026bZ SESTO 486 45,39 0 154,37 0 0 0 18.502.000Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di LegambienteSono 20 i Comuni 100% rinnovabili ne” di Morgex (AO), al centro dellain Italia, quelli che rappresentano Valdigne con circa 2.000 abitanti,oggi il miglior esempio di innovazione che basa il suo successo su un mix dienergetica e ambientale. In queste fonti rinnovabili in grado di soddisfarerealtà sono impianti a biomasse il fabbisogno elettrico e termico delleallacciati a reti di teleriscaldamento a famiglie residenti. Per la parte elettricasoddisfare ampiamente i fabbisogni un contributo rilevante lo dà un impian-termici e un mix di impianti diversi to idroelettrico da 1,1 MW, in gradoda fonti rinnovabili a permettere di da solo di produrre energia pari alsoddisfare e superare spesso ampia- fabbisogno di circa 1.700 famiglie.mente i fabbisogni elettrici dei cittadini Importante è il contributo fornito da 9residenti. La classifica premia proprio impianti fotovoltaici distribuiti su tetti ola capacità di muovere il più efficace coperture per complessivi 112 kW.mix delle diverse fonti e questi 20 Co- Per la produzione di energia termicamuni dimostrano appieno come questa è invece un impianto a biomasseprospettiva sia vantaggiosa. (che usa cippato e legno vergine), provenienti dalla Valle d’Aosta e inIl Premio 2011 va a due Comuni parte dal Piemonte, a giocare un ruolodell’Arco alpino. Il “Piccolo Comu- centrale. L’impianto installato nel 2001Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 21
    • è stato ampliato nel 2005, e ha una interessante evidenziare il mix ener-COMUNI 100% RINNOVABILI potenza termica di 9 MW sufficienti, getico proveniente da diverse fonti grazie ad una rete di teleriscaldamen- rinnovabili. Nel territorio sono infatti to da 10 km di lunghezza, a servire installati 840 mq di solare termico (di- tutte le utenze domestiche oltre a stribuiti sui tetti di abitazioni e strutture scuole, poliambulatori e esercizi com- pubbliche), 3.093 kW di fotovoltai- merciali. Il Comune di Morgex inoltre co tutti distribuiti su tetti o coperture, ha messo recentemente a bilancio un 4.390 kW di mini idroelettrico artico- progetto che prevede la realizzazione lati in 3 impianti (senza dimenticare i di pannelli solari termici sui tetti delle 46,3 MW di “vecchio” idroelettrico scuole, con un investimento di circa non conteggiato ai fini di questi risulta- 300 mila Euro, che permetterà di ti), e poi 1.500 kWt da biogas e 20 coprire l’intero fabbisogno di acqua MWt da biomassa locale connessi a calda sanitaria delle strutture scolasti- una estesa rete di teleriscaldamento che e contribuirà ad alimentare la rete che permette di raggiungere ogni di teleriscaldamento. utenza. Tra gli impianti fotovoltaici si Insieme a Morgex viene premiato il segnalano quelli - fortemente voluti dal Comune di Brunico, in Provincia di Comune di brunico - installati sui tetti bolzano nella Val Pusteria, con oltre della scuola elementare e della caser- 15.000 abitanti. In questa realtà è ma circondariale dei vigili del fuoco. Impianto fotovoltaico integrato sul tetto della caserma dei Vigili del Fuoco di Brunico (BZ) 22 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • cortecce locali. A confermare l’impe- COMUNI 100% RINNOVABILI gno nelle fonti rinnovabili è l’instal- lazione sul tetto del deposito di un impianto fotovoltaico per una potenza di 49,8 kW. Nel Comune è inoltre installato un impianto a biogas da 1,5 MW situato nei pressi della discari- ca, che contribuisce ad alimentare la rete di teleriscaldamento cittadina, lunga complessivamente 120 km, che fornisce calore ad oltre 2.000 utenzeImpianto fotovoltaico sulla palestra comunale di Peglio (PU) residenziali, turistiche, pubbliche.Il primo ha una potenza nominale di Ma non sono da meno gli altri 2032 kW e il secondo di 64 kW, tali Comuni della classifica. E’ il caso dida rendere i due edifici autonomi dal Prato allo Stelvio, vincitore della RESpunto di vista elettrico e da permettere Champions League 2010, il Campio-al Comune di risparmiare. Tra le altre nato Europeo delle Rinnovabili. Pro-realizzazioni spicca il Centro Scolasti- prio questo risultato dimostra l’assolutaco dove è stato installato un impianto eccellenza a livello internazionale deia copertura parziale del fabbisogno Comuni di punta in Italia sulla stradatermico dell’edificio. La superficie di della rivoluzione energetica incentratacollettori sottovuoto installata, pari a sulle fonti rinnovabili. A Prato sono750 m2, fornisce energia a 3 serbatoi ben 7 tecnologie rinnovabili diverse ainterrati della capacità totale di 3.000 concorrere al mix energetico: due cen-m3. L’impianto di riscaldamento è co- trali di teleriscaldamento da biomassastituito da radiatori funzionanti a bassa per una potenza totale di 1,4 MW,temperatura e da pannelli radianti a 4 impianti idroelettrici per complessiviparete. Sempre per le tecnologie sola- 2.050 kW, impianti fotovoltaici perri è importante sottolineare l’impegno una potenza complessiva di 5,4 MW,assunto dal Comune attraverso il Rego- un impianto eolico da 1,2 MW. Cu-lamento Edilizio redatto nel 2010, che riosa è la storia avvenuta il 28 settem-prevede negli edifici pubblici e privati bre 2003, quando il black out elettri-di nuova costruzione che sia obbliga- co coinvolse praticamente tutta Italiatoria la copertura del 25% del fabbi- ma non questo piccolo Comune chesogno energetico totale e comunque ha un’antica rete elettrica, collegatanon meno del 50% del fabbisogno di al sistema nazionale ma gestita da unenergia per la produzione di acqua consorzio locale, e che non ha avutocalda sanitaria mediante l’utilizzo di alcun problema grazie agli impiantifonti rinnovabili. Per quanto riguarda presenti nel territorio.le biomasse a brunico è presente una Altra realtà di punta è dobbiaco,centrale composta da 3 caldaie per vincitore dell’edizione 2009 del Rap-un totale di 20 MW che sfruttano la porto Comuni Rinnovabili, dove graziecombustione di cippato, segatura e a 1.015 kW di impianti fotovoltaiciComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 23
    • e a 1.279 kW di mini-idroelettricoCOMUNI 100% RINNOVABILI si supera ampiamente il fabbisogno elettrico delle famiglie. Sono inoltre installati pannelli solari termici (1.350 mq) e grazie alla rete di teleriscalda- mento allacciata a due impianti – uno da biomassa da 18 MW termici e uno da biogas da 132 kW – si arriva a superare di molto il fabbisogno termico dei cittadini residenti. L’impian- to di teleriscaldamento a biomassa inaugurato nel 1995 è in grado di soddisfare anche il fabbisogno termico del limitrofo Comune di San Candido. A Dobbiaco la biomassa utilizzata è il cippato di origine locale, proveniente da residui delle potature boschive, cor- tecce, scarti di legno dalle segherie e dalle industrie. Da non dimenticare è Mini eolico nel Comune di Peglio (PU) il Comune di Sluderno (bZ), premiato da Legambiente nella scorsa edizione. ciati ad una rete di teleriscaldamento Un Comune con poco più di 1.800 lunga 23 km. abitanti che fonda la sua ricetta di successo su diversi impianti diffusi Rispetto all’anno scorso sono 5 i nel territorio. Dai 960 metri quadri di nuovi Comuni entrati nella Classifica pannelli solari termici e 1.053 kW di 100% Rinnovabili – Rasun Antersel- pannelli fotovoltaici diffusi sui tetti di va, Badia, Valdaora, Silandro, tutti case e aziende, ai 4 micro impianti in Provincia di bolzano e Sellero, in idroelettrici che hanno una potenza Provincia di brescia. Da non sottova- complessiva di 232 kW. Particolar- lutare sono inoltre 68 Comuni in cui mente interessante è la collaborazione gli impianti da fonti rinnovabili (con realizzata con i territori vicini. L’impian- un mix di almeno 4 fonti) soddisfano to eolico da 1,2 MW installato nel dal 99 all’ 80% del fabbisogno di Comune di Malles è un investimento energia elettrica delle famiglie resi- promosso in “condivisione” tra i Co- denti. Sono invece 152 i Comuni che muni di Sluderno, Malles, Glorenza e soddisfano dal 79 al 50% del fab- Curon Venosta e gestito da un Con- bisogno elettrico dei residenti e 330 sorzio dei Comuni più alcune aziende che raggiungono percentuali variabili elettriche locali. A scaldare le case tra 49 e il 20%. Per la parte termica, sono invece gli impianti da biomasse sono 11 i Comuni che soddisfano dal locali e da biogas, proveniente per lo 99 al 50% dei fabbisogni termici delle più da liquame bovino per una poten- famiglie residenti, mentre 21 i Comuni za complessiva di 6.200 kW termici, che producono energia termica per entrambi di tipo cogenerativo, allac- un fabbisogno che va dal 49 al 20%. 24 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • Con la cartina di pagina 26 abbiamo impianti solari fotovoltaici, 1,8 MW di COMUNI 100% RINNOVABILIvoluto costruire una prima mappa dei mini idroelettrico, 3,8 MW di geoter-Comuni che sono più avanti, quelli mia, 185 kW di biogas e 5,4 MW100% rinnovabili per le componenti di biomassa riesce a coprire il 100%termiche e elettriche, ma anche quelli dei fabbisogni elettrici delle famigliedove le rinnovabili svolgono un ruolo residenti. A Isernia invece sono 4 leimportante, coprendo il fabbisogno fonti rinnovabili che permettono alenergetico delle famiglie residenti fino Comune di raggiungere una teoricaal 50%. Sarà importante nei prossimi autosufficienza energetica: 392 kWanni veder crescere la mappatura di pannelli fotovoltaici, 2,4 MW didelle aree che hanno raggiunto questi eolico, 3,3 MW di mini idro e 625risultati, vorrà dire che un nuovo mo- kW di biogas. Da non dimenticaredello energetico rinnovabile e distribui- inoltre Lecce con 36 MW di impiantito sta crescendo nel Paese. eolici e 7,7 MW di fotovoltaico eIn classifica non entrano, per le Agrigento con 44,8 MW di eoli-ragioni menzionate prima, centinaia co, che grazie a queste installazionidi Comuni. Tra questi ci sono alcuni possono rientrare tra i “Comuni 100%Comuni toscani, come Radicondoli Elettrici”, in grado cioè di produrre più(SI) e Monteverdi Marittimo (PI) che energia elettrica di quella necessariagrazie alla geotermia e ad un picco- alle famiglie residenti.lo contributo del solare fotovoltaicosoddisfano pienamente il fabbisognoelettrico delle famiglie residenti. Maanche Comuni come Fiera di Primero(TN) che grazie ad un impianto a bio-massa connesso ad una rete di teleri-scaldamento riesce a coprire il 100%dei fabbisogni termici delle utenzecomunali residenziali. Realtà impor-tanti sono anche quelle di Montero-tondo Marittimo (GR) e CastelnuovoVal di Cecina (PI) dove grazie allasola geotermia si riesce a soddisfarepienamente i fabbisogni energetici siaelettrici che termici delle famiglieresidenti (grazie al collegamento aduna rete di teleriscaldamento).Ma non sono solo i “Piccoli” a mo-strare risultati importanti raggiunti inpoco tempo grazie alle “nuove” fontirinnovabili. Un esempio è treviso,che grazie ad un mix di 5 tecnologierinnovabili elettriche, 2,1 MW diComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 25
    • dIStRIBUZIONe deI COMUNICOMUNI 100% RINNOVABILI 100% RINNOVABILI Comuni 100% rinnovabili Comuni 100% elettrici Comuni 100% termici Comuni che soddisfano dal 90 al 50% del fabbisogno elettrico grazie alle rinnovabili Comuni che soddisfano dal 90 al 50% del fabbisogno termico grazie alle rinnovabili Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto di Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. 26 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • I PReMI deL RAPPORtO 2011 COMUNI 100% RINNOVABILIAccanto ai Comuni vincitori della clas-sifica 100% abbiamo voluto premiarealcune esperienze di successo diffusenel territorio italiano dove attraversoinvestimenti lungimiranti nelle fontirinnovabili si sono prodotti risultatiche vanno oltre la risposta a obiettivienergetici e ambientali.Il premio per i migliori Comuni delleRinnovabili è intitolato a Maurizio Ca-ranza, Sindaco di Varese Ligure per14 anni e poi Vice Sindaco, scompar- Impianto a biomassa del Comune di Morgex (AO)so quattro anni fa, ha rappresentatoun punto di riferimento imprescindibile è interessante anche per gli obiettiviper tutti coloro che in questi anni energetico-ambientali che si è pro-hanno guardato con interesse alle fonti posto di raggiungere entro il 2014,rinnovabili. Da assoluto pioniere fece che riguardano lo sviluppo di impiantiinstallare nel 2001 due torri eoliche da fonti rinnovabili in edifici pubblicinel Comune e avviò un progetto di e privati, e di sistemi per il risparmiovalorizzazione e innovazione ambien- energetico. Tra le realizzazioni in cor-tale che ha ricevuto numerosi premi so si può segnalare il nuovo impiantonazionali e europei proprio per i fotovoltaico da 19,44 kW di potenzarisultati prodotti. installato sulle coperture del centro polifunzionale, a cui si affiancheràUn caso significativo è quello del un impianto fotovoltaico da 36 kWpiccolo Comune di Peglio, in Pro- che verrà installato sulle coperture delvincia di Pesaro e Urbino, vincitore cimitero. Per quanto riguarda il solareper la realizzazione di un parco termico si segnala l’installazione diminieolico inaugurato il 10 Ottobre 15 mq di pannelli per la produzione2010. L’impianto, situato nell’area di acqua calda sanitaria necessa-degli impianti sportivi, è formato da ria al centro sportivo. Tra i progettidue torri da 50 kW ciascuna con una in corso, c’è il piano strategico perproduzione netta di 162 MWh annui l’illuminazione pubblica che prevedein grado di coprire da soli il 21% dei la sostituzione delle lampade menoconsumi elettrici domestici dell’intero efficienti con un risparmio di 13.000Comune. L’intervento è costato circa kWh annui, mentre il Comune ha in228.000 Euro ed è stato finanziato programma la realizzazione di unadalla Comunità Montana dell’Alto e centrale a biomassa da cippato di pic-Medio Metauro di cui il Comune di cole dimensioni (500 kW) alla qualePeglio fa parte. L’impianto permette di verrà collegata una piccola rete dievitare l’emissione di oltre 90 tonnella- teleriscaldamento.te di CO2 l’anno. Il Comune di PeglioComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 27
    • Anche quest’anno l’analisi di Legam- alcuni storici come la geotermia, altriCOMUNI 100% RINNOVABILI biente sui Comuni 100% si allarga a “nuovi” come quelli mini-idroelettrici, quella dei territori rinnovabili. Non eolici, fotovoltaici, da biomasse o solo le Province, che sono un ambito biogas. Le migliori esperienze, proprio “ideale” per conseguire il migliore mix per l’efficacia del mix sono le Pro- di fonti energetiche efficienti e valoriz- vince di Grosseto, Bolzano, Cuneo, zare le risorse rinnovabili locali, ma Aosta e Belluno, dove è installato anche raggruppamenti di Comuni. Ap- nel territorio almeno un impianto per plicando gli stessi parametri utilizzati ogni fonte rinnovabile. Ciò dimostra per i Comuni, sono 26 le Province che l’importanza delle politiche territoriali teoricamente possiamo definire 100% nel contribuire a creare le condizioni rinnovabili per la parte elettrica. Un per la riuscita di un processo fatto di contributo prodotto da diversi impianti molteplici interventi diversi per dimen- presenti all’interno dei propri confini, sione e tecnologie. PRIMe 10 PROVINCIe 100% RINNOVABILI eLettRIChe PROVINCIA SF kW eOLICO kW IdRO kW GeO kW BIOGAS kW BIOMASSA kW POTENZA 21.816,04 150.335 6.020 0 691 0 bOLZANO 94.201,3 1.525,5 74.346,26 455 8.549 29.970 CUNEO 94.370,60 12.581,96 71.083,09 463,2 15.076 10.497 GROSSETO 22.196,37 20.070 470 180.000 4.307 0 AOSTA 4.002,87 24 42.098,66 113 9.250 30.541 GENOVA 4.107 85 18.137 48 8.742 1.630 bELLUNO 6.604 65,6 31.071 49,6 47 6.155 SONDRIO 8.777,02 100 28.513 1.208 2.691 20.865 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente Se invece si prendono in considera- della Provincia di Potenza, a cui va il zione i consumi totali nelle Provincie, premio come “miglior buona pra- ossia considerando anche quelli indu- tica del 2011”. Si tratta infatti di un striali e agricoli, sono 6 le Provincie territorio che presenta dati importanti in grado con le rinnovabili di coprirli in termini di installazione e che si sta completamente. E’ il caso di Foggia, muovendo per aiutare la realizzazio- Ogliastra e Crotone, dove la maggior ne di progetti di aziende e cittadini. produzione di energia viene dalla fon- Nella Provincia di Potenza attualmente te eolica, o la Provincia di Pisa, dove sono stati installati 21.816 kW di è la geotermia a coprire il fabbisogno fotovoltaico, di cui circa 11 MW elettrico. La Provincia che risulta avere su coperture, 150 MW di eolico, 6 il miglior mix di tecnologie è Grosseto, MW di idroelettrico e 691 kW di con un mix di geotermia, impianti foto- biogas. L’Amministrazione Provinciale voltaici, eolici, mini idro e biogas. ha promosso un diffuso progetto di solarizzazione delle scuole, 6 sono gli Tra le realtà positive spicca quella impianti fotovoltaici già realizzati, tutti 28 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • da 20 kW di potenza per un totale di stallare un minimo di 1 kW di pannelli COMUNI 100% RINNOVABILI120 kW, installati su 5 istituti scolastici fotovoltaici per ogni unità immobiliaree sul Museo Provinciale di Potenza. di nuova realizzazione e di pannelliSono invece 11 gli impianti dove i solari termici che devono contribuirelavori sono in fase di conclusione. Tra per almeno il 50% alla produzionei progetti avviati dall’Amministrazione di acqua calda sanitaria. Misure cheProvinciale degno di nota è anche il vengono al tempo stesso incentivate,Progetto “Pois” che prevede l’instal- nei casi di installazioni superiori, conlazione di tecnologie rinnovabili e di un bonus economico.efficienza e risparmio energetico indiverse scuole provinciali. Un esempio La Provincia di Bolzano è quella chesono gli impianti di geotermia a bassa in questi anni ha messo in campo leentalpia realizzati nelle scuole dei più efficaci e ambiziose politiche eComuni di Latronico, Melfi ed Aceren- ha disegnato la più chiara prospetti-za, per un totale di 481.000 Euro di va di innovazione con l‘obiettivo diinvestimento, ma anche impianti solari uscire dalle fonti fossili. L’obiettivo ètermici per un totale di 345.000 Euro, di arrivare al 75% della copertura deie tre installazioni di minieolico per un fabbisogni complessivi entro il 2015costo di 186.000 Euro. Senza dimen- e continuare in questa direzione finoticare le azioni volte al risparmio ener- al raggiungimento dell’autosufficienzagetico ed idrico che coinvolgono 28 energetica grazie al mix di fonti rinno-scuole distribuite in altrettanti Comuni. vabili al 2050. Gli importanti risultatiPer quanto riguarda il capoluogo è ottenuti dalla Provincia, sono ben visi-da sottolineare come il Comune abbia bili nella classifica dei “Comuni 100%introdotto nel Regolamento Edilizio Rinnovabili”, dove su 20 Comuni benapprovato nel 2009 l’obbligo di in- 14 appartengono alla Provincia diImpianto fotovoltaico scuola elementare Comune di Dobbiaco (BZ)Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 29
    • sia per il fabbisogno elettrico sia perCOMUNI 100% RINNOVABILI quello termico degli edifici. Uno dei territori più interessanti da segnalare per il mix di fonti rinnovabili presenti è quello della Valtellina e più in generale della Provincia di Sondrio, territorio con 137mila abitanti. In que- sto territorio troviamo dati significativi: come i 4.300 mq installati di solare Impianto a biomassa del Comune di Brunico con pannelli termico, gli 8.800 kW di fotovoltaico, fotovoltaici sulla copertura i 100 kW di mini-eolico, i 28 MW bolzano e di questi 4 sono entrati a di idroelettrico (in gran parte dovuti farne parte proprio in questo ultimo a quello delle centrali storicamente anno. Sono 114 i Comuni (98,2%) presenti nelle Alpi), i 1.208 kW di ge- che possiedono impianti fotovoltaici, otermia a bassa entalpia, i 2,7 MW per una potenza complessiva di oltre di biogas e gli oltre 20 MW di bio- 94 MW, in grado di soddisfare il masse. Il contributo di questi impianti fabbisogno elettrico di circa 50 mila supera ampiamente i fabbisogni delle famiglie, pari al 30% circa delle fami- famiglie residenti. Tra le realizzazioni glie residenti nella Provincia. Sempre sono da segnalare il Comune di Albo- per la parte elettrica un importante saggia, piccola realtà montana, dove contributo viene dal mini idroelettrico sulla pensilina della tribuna del campo che grazie ai 74,3 MW presenti in sportivo sono stati installati pannelli 96 Comuni della Provincia, soddisfa il fotovoltaici integrati con una potenza fabbisogno energetico elettrico di oltre complessiva di 18,9 kW e dove si 118.000 famiglie. Tra le esperienze sono rese autonome energeticamente più interessanti ci sono sicuramente i alcune baite con pannelli fotovoltaici 46 (su 116) Comuni in cui sono distri- non connessi in rete e di piccola po- buiti altrettanti impianti di teleriscalda- tenza (0,5 kW), come nel caso della mento alimentati da vere biomasse di baita Lago della Casera. origine locali, in grado di soddisfare Altri esempi importanti sono dati il fabbisogno termico di oltre il 30% dall’impianto fotovoltaico della Coo- delle famiglie residenti nella Provincia. perativa Ortofrutticola Alta Valtellina di Non bisogna dimenticare ciò che tovo Sant’Agata e dal mix di fonti rin- l’Amministrazione Provinciale ha fatto novabili presenti nell’Hotel Miramonti negli ultimi anni nel campo dell’effi- di Bormio. Nel primo caso l’impianto cienza energetica in edilizia. Infatti è costituito da 270 pannelli da 185 già dal 2004 è stata introdotta la Watt ognuno, posizionati sul tetto certificazione energetica obbligatoria dell’edificio, con una potenza totale di stabilendo requisiti molto più restrin- 50 kW, che consentiranno un rispar- genti rispetto al resto del Paese e, nel mio di 60.000 kWh e una riduzione caso degli edifici della classe Gold di delle emissioni di CO2 di 33 tonnella- CasaClima, imponendo l’utilizzo del te all’anno. A bormio invece l’Hotel è 100% di fonti di energia rinnovabili riscaldato con sonde geotermiche, per 30 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • una potenza di 85 kWt, che permetto- COMUNI 100% RINNOVABILIno di evitare l’emissione in atmosferadi 65 tonnellate di CO2 l’anno a cuisi aggiunge la presenza di 60 mqdi pannelli solari termici in grado disoddisfare il 28% del fabbisogno diacqua calda sanitaria e di evitarel’emissione di 9,6 tonnellate annue diCO2. Per quanto riguarda il biogas èimportante l’esperienza dell’impianto Impianto fotovoltaico ad inseguimento su ex cava di inertidi Villa di tirano in grado di produrre nel Comune di Saluzzo (CN)circa 4.000 MWh, con una potenza territorio non bisogna dimenticare l’ap-installata di 625 kWe. L’impianto porto energetico delle centrali idroelet-già al suo avvio nel 2009 aveva triche storiche in grado di fornire allapermesso di abbattere l’immissione in rete elettrica nazionale circa il 12%atmosfera di 200 tonnellate di CO2 dell’energia idroelettrica totale e quasima soprattutto è un ottimo esempio la metà della produzione regionale.perché nasce dall’unione delle forzedei soggetti principali della filiera Un altro territorio ricco di fonti ener-agro-energetica (cooperative agricole getiche rinnovabili e con esempi die piccoli allevatori). Le matrici orga- eccellenza è quello della Provincianiche impiegate sono varie e locali: di Cuneo. Con una popolazione diresidui di coltura come foglie e colletti 590mila abitanti in quest’area deldi bietola, stocchi di mais, paglia, Paese sono oggi installati oltre 6.700frutta, vegetali e foraggi di scarsa qua- mq di solare termico installato, 94lità, liquami e letami degli allevamenti MW di fotovoltaico, 12,58 MW dizootecnici, acque reflue dell’agro-in- eolico, 71 MW di idroelettrico, 463dustria, bucce di pomodoro, vinacce, kW da geotermia a bassa entalpia,sanse di oliva, panelli oleosi, scarti 15 MW da biogas e 10 MW dadi macellazione. Altri due esempi biomasse, riuscendo a superare ancheimportanti sono quelli delle centrali qui i fabbisogni elettrici delle famiglie.a biomassa dei Comuni di Sondalo, Tra gli esempi principali c’è quello deltirano e Santa Caterina Valfurva, Comune di torre San Giorgio, vin-per una potenza totale di 20 MW. La citore del Campionato Solare 2010biomassa necessaria per alimentare di Legambiente grazie ai 560 kW diqueste centrale è per il 91% acqui- fotovoltaico ed ai 1.556 mq di solarestata in loco, da scarti boschivi e di termico. Sempre per le tecnologiesegherie, mentre per il rimanente 9% si solari è importante un’altra installa-tratta di colture boschive dedicate. A zione di questa Provincia; a Saluzzoqueste centrali è allacciata una rete di infatti è stato recentemente inauguratoteleriscaldamento che si sviluppa per il “lago solare”. Si tratta di un campooltre 31 km di lunghezza e si allaccia fotovoltaico misto tra pannelli fissi,a 691 utenze, con una popolazione ad inseguimento e a concentrazioneservita di 7.350 abitanti. In questoComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 31
    • all’uso delle fonti rinnovabili, comeCOMUNI 100% RINNOVABILI testimoniato dai 69 impianti realizzati e co-finanziati dall’ Amministrazione Provinciale. Si tratta di 61 impianti fo- tovoltaici, 4 di solare termico, 3 eolici, 1 a biomassa. Queste realizzazioni sono in grado di produrre ogni anno circa 32 GWh di potenza ovvero il 7% dei consumi annui provinciali con un risparmio di emissione in atmosfera di 12.300 tonnellate di CO2. Tra le più significative si segnalano quelle Tetto fotovoltaico su edificio rurale in Provincia di Bolzano di pannelli fotovoltaici sulle coperture delle Case di Riposo, con 20 impian- su una superficie totale di 66.878 ti e una media di 20 kW installati mq ed una potenza installata di 956 su ogni edificio. Interessanti sono le kW. Il parco fotovoltaico è situato in installazioni sperimentali come quella una ex cava di inerti ed ha quindi la di microeolico (da 0,5 kW) situata particolarità di essere interrato (circa presso l’ostello del Comune di terenzo 9 metri al di sotto del piano strada- e dell’impianto gemello dell’ostello di le). Nel Comune di Racconigi si sta Berceto. sviluppando l’importante realtà del Per quanto riguarda il fotovoltaico biogas presso le Aziende Agricole nel Comune di Borgo Val di taro è locali. E’ il caso dell’Azienda Agricola stato installato un impianto presso la Sant’Antonio, dove vengono sfruttati discarica di Tiedoli di 10 moduli su non solo i reflui zootecnici ma anche copertura piana di un edificio per la biomassa vegetale (residui di mais), una potenza di 1,5 kW. L’impianto per un impianto da 526 kW elettrici e è in grado di produrre annualmente 308 kW termici con i quali vengono circa 1.949 kWh evitando così l’im- riscaldati i digestori per la produzione missione di circa 1.306 kg di CO2 del biogas, e in più si riesce a rica- nell’atmosfera e risparmiando circa vare l’energia termica sufficiente per 0,45 TEP. In questo Comune è stato scaldare la stalla dei cavalli. Un altro installato anche un impianto a biomas- esempio positivo, reso possibile grazie sa presso l’Ospedale Santa Maria. Si al contributo della Provincia, è quello tratta dell’unica struttura ospedaliera della Casa di Riposo Sant’Anna situa- dell’Emilia-Romagna ad usufruire di un to a Fossano dove è stato installato un impianto a biomassa che permette, impianto solare composto da 120 mq con una potenza termica di 700 kW, di pannelli che riesce a coprire circa di evitare l’emissione in atmosfera di l’87% annuo del fabbisogno sanitario 360 tonnellate di CO2 ogni anno. di acqua calda. L’impianto garantisce il 50% del calore necessario a riscaldare l’intero pre- La Provincia di Parma è un’altra sidio ospedaliero, oltre a produrre realtà molto attiva nell’incentivazione acqua calda sanitaria. Il cippato che 32 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • alimenta la caldaia viene fornito inte- COMUNI 100% RINNOVABILIramente dai boschi locali grazie ad unaccordo di fornitura con un consorziolocale. Il ritorno dell’investimento di500.000 euro, di cui 350 mila Euroè stato il contributo dalla Provincia, sistima entro i 5 anni.Tra i molti impianti realizzati è dasegnalare quello di solare termico aservizio di una palestra della Scuola Impianto fotovoltaico off-grid a Ginostra nel Comune di Lipari (ME)“Oltretorrente” di Parma con unapotenza di 8,05 kWe e 320 kWt daia, con una potenza di 100 kW,composto da 5 collettori da 10 mq. nel primo anno in cui è entrata in fun-Molto interessante è anche l’espe- zione ha utilizzato il cippato di legnarienza dell’Azienda sperimentale acquistato sul mercato e ha permessoStuard della Provincia di Parma, di soddisfare appieno tutte le esigenzeche ha avviato una filiera energetica termiche delle utenze, producendorinnovabile che prevede la produzione circa 36 MWht. Nel secondo anno didi legno cippato da colture dedicate funzionamento, per produrre il caloredi pioppo e il relativo utilizzo in una necessario all’azienda, è stato manda-caldaia a griglia fissa da 100 kW to a combustione il cippato di pioppocon mini-rete di teleriscaldamento a di produzione aziendale. Sono statiservizio dei locali aziendali e di una quindi prodotti circa 48 MWht a fron-serra. L’azienda è stata individuata te di un consumo di cippato di pioppocome azienda dimostrativa per la di circa 23 tonnellate. L’impianto oltrefiliera legno/energia, all’interno di un ad aver sostituito le vecchie caldaie aprogetto co-finanziato per il 50% dall’ metano, tramite una mini rete di teleri-Unione Europea e per la parte restante scaldamento servirà i locali aziendalida un partenariato di enti locali a cui e una serra dell’Istituto Tecnico Agrariopartecipa anche la Provincia con un Statale bocchialini permettendo uninvestimento di 50.000 Euro. La cal- risparmio di circa 8.000 Euro l’anno.ISOLe MINORIIn questo Rapporto abbiamo voluto deve spingere a ragionare di autono-mettere in evidenza la situazione di mia energetica come si sta facendo indiffusione delle fonti rinnovabili nelle tante realtà del Nord Europa. Comeisole minori italiane. L’intento è chiaro: Samso, piccola isola della Danimar-in questi territori è possibile puntare ca, che dal 1998 grazie all’eolicosulle fonti rinnovabili per soddisfare e alla biomassa locale, insieme adlarga parte dei fabbisogni termici e interventi di risparmio energetico, èelettrici di famiglie e attività presenti. E oggi un “Isola 100% Rinnovabile”. Perproprio la caratteristica dell’insularità ora molta è la strada da fare in Italia,Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 33
    • sono infatti 28 su 36 i Comuni delle Stromboli, dove si è portata la luce eCOMUNI 100% RINNOVABILI Isole Minori che possiedono impianti l’energia elettrica totalmente rinnova- da fonti rinnovabili sul proprio territo- bile nel 2004, grazie ad un impianto rio. Si tratta di impianti solari termici in fotovoltaico da 100 kW, collegato 17 Comuni per complessivi 354,24 esclusivamente ad una rete locale. L’ mq e 24 Comuni in cui sono distribuiti impianto, composto da 868 moduli 1.107,32 kW di pannelli fotovoltaici. è in grado di produrre oltre 100 Solo nel Comune di Carloforte (CI) è MWh/a per le utenze. Grazie a que- presente un parco eolico installato nel sto impianto la comunità della frazione 1994 e composto da 3 aerogenerato- di Ginostra, non solo ha avuto l’ener- ri per complessivi 960 kW. gia elettrica, ma ogni anno evitano Da sottolineare è l‘intervento realizzato l’immissione in atmosfera di circa 700 nella frazione di Ginostra, Isola di tonnellate di CO2. SOLARe teRMICO e FOtOVOLtAICO NeI COMUNI deLLe ISOLe MINORI PR COMUNe St mq SF kW mq/1.000 ab kW/1.000 ab. LI CAMPO NELL’ELbA 30 128,74 7,22 30,98 LT VENTOTENE 0 15,18 0 23,98 CI SANT’ANTIOCO 54,54 247,68 4,65 21,12 CI CARLOFORTE 9,6 110,54 1,49 17,15 CI CALASETTA 32 42,45 11,66 15,46 GR ISOLA DEL GIGLIO 10 19,80 7,11 14,08 NA LACCO AMENO 0 60,23 0 12,74 ME LIPARI 13,61 106 1,29 9,41 SP PORTOVENERE 0 32,98 0 8,05 AG LAMPEDUSA 34 33,48 5,94 5,85 LI CAPOLIVERI 6 17,17 1,93 5,53 LI PORTOFERRAIO 8 63,46 0,7 5,51 LI RIO NELL’ELbA 0 5,06 0 5,32 TP PANTELLERIA 0 37,76 0 5,23 LI MARCIANA MARINA 0 10,26 0 5,19 PA USTICA 0 6,38 0 4,78 NA FORIO 4 62,71 0,27 4,31 FG ISOLE TREMITI 0 18,40 0 3,71 LI PORTO AZZURRO 5,50 7,63 1,71 2,37 OT LA MADDALENA 47,66 23,90 4,19 2,10 NA bARANO D’ISCHIA 0 16,93 0 1,97 NA ISCHIA 76 33,05 4,16 1,81 LI RIO MARINA 0 3 0 1,4 NA CASAMICCIOLA TERME 0 5,13 0 0,62 ME LENI 10 0 14,6 0 NA CAPRI 6,98 0 0,99 0 NA ANACAPRI 3,75 0 0,64 0 NA PROCIDA 2,60 0 0,25 0 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente 34 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • E’ il Comune di Campo nell’Elba (LI) quisto Solidali di tecnologie rinnovabili COMUNI 100% RINNOVABILIad avere la maggior diffusione di per i cittadini delle tre isole. Le soluzio-pannelli solari fotovoltaici in relazione ni tecnologiche adottate prevedono laal numero di abitanti, 128,74 kW possibilità di ampliare gli interventi etotali e 30,98 kW/1.000 abitanti, di riprodurre il progetto su altre isole,seguito dal Comune di Ventotene (LT) con la creazione di servizi stabili econ 23,98 kW/1.000 abitanti e capaci di creare nuova occupazione.15,18 kW complessivi. Per quantoriguarda il solare termico è invece il Sull’Isola d’Elba, nel Comune di RioComune di Leni in Provincia di Mes- Marina, è stato presentato un progettosina con 14,6 mq/1.000 abitanti per realizzare un impianto fotovoltai-seguito dal Comune di Calasetta (CI) co (da 3 MW) in un’area delle excon 11,66 mq ogni 1.000 abitanti. miniere che, malgrado l’approvazioneIl Comune di Favignana invece ha da parte del Parco Nazionale dell’Ar-avviato un processo che lo porterà ad cipelago Toscano, non ha ricevutoessere la prima isola a “zero CO2”. Il il via libera della Sovrintendenza aiprogetto “Sole e stelle delle Egadi”, in- beni culturali e ambientali. Nelle isolefatti, realizzato da AzzeroCO2 per il i pareri della Soprintendenza rappre-Comune di Favignana, ha ottenuto un sentano spesso un serio ostacolo perfinanziamento di 1.165.000 di Euro lo sviluppo dell’eolico, sia di grandesui 4 milioni complessivi disponibili che di piccola taglia, ma anche per ildel bando “Fonti rinnovabili, risparmio fotovoltaico, essendo frequenti i parerienergetico e mobilità sostenibile nelle negativi anche per impianti sui tetti,isole minori”. Il progetto prevede e visto che larga parte dei territori èlo sviluppo di energie rinnovabili a sotto vincolo paesaggistico. Un altrobasso impatto territoriale sulle tre isole tema da non sottovalutare è la fiscalitàdi Favignana, Levanzo e Marettimo speciale per le isole – la componentee in particolare: impianti fotovoltaici “UC4” nelle bollette elettriche – chee impianti solari termici integrati nell’ riduce il prezzo in bolletta per le dif-architettura del luogo e nel paesaggio ficoltà di collegamento con il sistemaper edifici pubblici e privati; gene- elettrico nazionale. Una scelta nataratori a oli vegetali con motori della con obiettivi sociali che però oggipotenza di circa 100 kW; un progetto favorisce impianti spesso vecchi edi mobilità sostenibile che prevede inquinanti, in regime di monopolio, ebiciclette a pedalata assistita, motorini che di fatto rappresenta un ostacoloelettrici, colonnine e pensiline fotovol- nella direzione di un incisivo sviluppotaiche per la ricarica dei mezzi; un delle rinnovabili.intervento sull’ illuminazione pubblicache sostituirà le lampadine esistenticon nuove lampade a LED senzamodificare la morfologia dei lampioni;infine un progetto di forestazione delbosco di Favignana. Verranno inoltreproposti ed organizzati Gruppi d’Ac-Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 35
    • 2. I COMUNI deL SOLARe FOtOVOLtAICOSOLARe Sono 7.273 i Comuni italiani in cui sono 157.945 gli impianti distribuiti sono installati pannelli fotovoltaici, che nel territorio italiano e il 96% di questi ospitano complessivamente sul proprio sono su tetti. Questo autentico boom territorio 3.217 MW. I dati di crescita si deve senz’altro al ruolo del sistema sono impressionanti e costanti per cui di incentivo in Conto Energia che ha la fotografia che forniamo in questo dato certezze per gli investimenti di Rapporto, aggiornata a Dicembre famiglie, aziende e Comuni contri- 2010, è comunque sottostimata. In un buendo a muovere un settore dove anno sono aumentati i Comuni, 962 oggi lavorano circa 15 mila persone. in più, e le installazioni con 2.462 Ma soprattutto cresce il contributo MW nel solo 2010. Come mostrano elettrico del solare, perché i 3,2 GW cartine e grafici il processo di diffu- di pannelli fotovoltaici sono in grado sione coinvolge oggi praticamente di soddisfare il fabbisogno di oltre 1,6 ogni parte del territorio italiano. Per milioni di famiglie e di evitare l’immis- anni si è parlato di come il solare sia sione in atmosfera di oltre 2,9 milioni la fonte più “democratica” e di come di tonnellate di anidride carbonica. nel Paese del Sole le potenzialità di Questi numeri danno un’idea di come sviluppo fossero enormi e riguardas- il fotovoltaico possa rappresentare sero ogni territorio. Oggi ne abbiamo una prospettiva concreta di risposta la piena conferma con una crescita al fabbisogno di energia elettrica, e della potenza installata di oltre l’ 80% per questo il suo sviluppo va accom- in un solo anno e installazioni che pagnato dando certezze ai cittadini e sono arrivate a coinvolgere l ‘89% dei alle imprese. Comuni italiani. Complessivamente I COMUNI deL SOLARe FOtOVOLtAICO Numero Comuni 8000 7000 6000 5000 4000 3000 2000 1000 0 2006 2007 2008 2009 2010 2011 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. 36 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • SOLARe FOtOVOLtAICO: la crescita delle installazioni in Italia SOLARe MW350030002500200015001000 500 0 2006 2007 2008 2009 2010 2011Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente.La classifica dei Comuni del fotovol- delle famiglie residenti. I dati sonotaico mette in evidenza la potenza stati elaborati mettendo assieme leinstallata ogni 1.000 abitanti, con informazioni del GSE per gli impiantilo scopo di far capire quanto questa connessi alla rete e quelli provenientitecnologia sia in grado di rispondere dai Comuni, dalle Provincie, dalleai fabbisogni elettrici delle famiglie. Regioni e dalle aziende di settore cheSono 109 i Comuni italiani nei quali hanno usufruito anche di altri sistemila produzione di energia elettrica di incentivo (regionali, fondi europei,da fotovoltaico supera il fabbisogno ecc.).Impianto fotovoltaico integrato nel Comune di Torre San Giorgio (CN)Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 37
    • Il Comune con la più ampia diffusione anch’esso da due grandi impianti aSOLARe di pannelli solari fotovoltaici è San terra e da 19 impianti su tetti o coper- Bellino, in Provincia di Rovigo, con ture. Se i primi Comuni della classifica 58,4 MW/1.000 abitanti, dove è vedono un contributo rilevante degli presente il più grande impianto “uni- impianti a terra a determinare questa co” d’Europa con 70,5 MW comples- loro posizione, sono tante le realtà sivi, in un’area industriale, composto dove a prevalere sono impianti sui tetti da 280 mila pannelli per una super- di case, centri commerciali, aziende, ficie occupata complessiva di 850 da Torre San Giorgio, in Provincia di mila mq, di cui parte ricadente nel Cuneo, a Recetto (NO) a Monrupino Comune di Castel Guglielmo. Grazie (TS). Tra questi di assoluta rilevanza a questo impianto si supera largamen- sono due Comuni della Provincia di te il fabbisogno energetico elettrico bolzano, Magrè sulla Strada del Vino sia delle famiglie residenti nel Comune con 1,9 MW e il Comune di Prato di San bellino che in quelle di Castel alle Stelvio con 5,4 MW, rispettiva- Gugliemo. Altri 38 kW sono invece mente al 23 e 24esimo, i cui impianti posizionati su 6 tetti o coperture. sono tutti collocati su tetti e/o coper- Al secondo posto troviamo il Comune ture. Anche la posizione del Comune di Montalto di Castro (VT) con 11 di Peglio (PU), al 45esimo posto con MW/1.000 abitanti e 100,8 MW i suoi 703,25 kW, è interamente complessivi distribuiti in 21 impianti a determinata da impianti collocati su terra e 79 impianti su tetti o coperture. tetti/coperture, così come accade per Il terzo posto è riservato al Comune di i 226 kW e i 91,62 kW dei Comuni Cellino San Marco (bR) caratterizzato di Viafrè (TO) e Velezzo Lomellina (PV). Impianto fotovoltaico a parete verticale su serra fotovoltaica a Torino 38 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • PRIMI 50 COMUNI deL FOtOVOLtAICO SOLARe PR COMUNe SF kW kW/10001 RO SAN bELLINO 70.594,07 58.438,802 VT MONTALTO DI CASTRO 96.820,50 11.018,613 bR CELLINO SAN MARCO 42.775,27 6.273,874 IS PESCOPENNATARO 1.955 6.186,715 AT QUARANTI 1.002,40 5.037,196 MT CRACO 3.915,66 4.919,177 PV OTTObIANO 4.288,57 3.791,848 CN TORRE SAN GIORGIO 2.658,42 3.656,709 CN SERRALUNGA DALbA 1.908,93 3.622,2610 RO LOREO 12.794,58 3.444,9611 NO RECETTO 2.777,12 3.096,0112 RA ALFOSINE 35.641,63 2.912,8513 bA POGGIORSINI 4.109,54 2.708,9914 CN bASTIA MONDOVI 1.561,91 2.503,0615 TS MONRUPINO 2.006,83 2.312,0216 CE PIANA DI MONTE VERNA 5.259,95 2.084,8017 LE SCORRANO 12.706,29 1.881,0218 CR CELLA DATI 998,22 1.821,5719 CN PIANFEI 3.228,35 1.782,6320 LE SOLETO 9.725,81 1.756,5121 UD MANZANO 11.588,97 1.697,5222 bZ MAGRÈ SULLA STRADA DEL VINO 1.940,26 1.642,9023 bZ PRATO ALLO STELVIO 5.405,42 1.595,9324 AN CORINALDO 8.137,75 1.575,5625 CN MONASTEROLO DI SAVIGLIANO 1.798,71 1.533,4326 CN VILLAR SAN COSTANZO 2.133,85 1.528,5527 bG ISSO 921,75 1.463,1028 PZ VIGGIANO 4.583,18 1.428,6729 PZ VAGLIO bASILICATA 3.004,53 1.355,2230 NO SAN PIETRO MOSEZZO 2.616,05 1.329,2931 CA UTA 8.773,87 1.311,1032 NU OTTANA 3.229,01 1.278,3133 PV MARZANO 1.010,72 1.244,7334 SI RADICONDOLI 1.171,70 1.198,0635 SR PRIOLO GARGALLO 13.767,17 1.168,1936 RG SANTA CROCE CAMERINA 9.671,03 1.140,3237 MI SETTALA 6.190,97 1.069,2538 bO bENTIVOGLIO 5.171,87 1.054,6239 CN SCARNAFIGI 2.180,89 1.038,5240 AQ SCURCOLA MARSICANA 2.577,56 1.030,6141 bA TURI 11.592,08 1.024,1342 bI DORZANO 455,21 1.020,6543 CN bELVEDERE LANGHE 367,17 987,0244 PU PEGLIO 703,27 952,9445 GR CIVITELLA PAGANICO 2.782,56 913,8146 LE SAN CASSIANO 1.994,54 897,2347 TO VIALFRE 226 896,8348 OR ZEDDIANI 1.065,49 895,3749 PV VELEZZO LOMELLINA 91,62 889,5150 TA CASTELLANETA 15.383,87 884,49Fonte: Elaborazione “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente su dati GSEComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 39
    • Gli impianti su tetti e coperture rappre- potenza installata, seguita dal Comu-SOLARe sentano nel nostro Paese il 96% del ne di San bellino (RO) e dal Comune numero totale di impianti e il 58% del- di Cellino San Marco (bR). la potenza complessiva installata. Gli impianti da 1 a 20 kW sono quelli PRIMI 10 COMUNI PeR MW INStALLAtI più diffusi, rappresentando il 93% de- PR COMUNe MW gli impianti su coperture e il 90% dei 1 VT MONTALTO DI CASTRO 100,8 157.945 impianti installati nei Comu- 2 RO SAN bELLINO 70,5 3 bR CELLINO SAN MARCO 42,7 ni italiani. La Lombardia è la Regione 4 RA RAVENNA 40,8 con il più alto numero di impianti da 1 5 RA ALFOSINE 35,6 a 20 kW con oltre 21 mila impianti e 6 RM ROMA 34,5 115,5 MW complessivi, seguita dal 7 bR MESAGNE 23,4 Veneto con 18 mila impianti e 100,2 8 PU PESARO 21,2 9 NA GIUGLIANO IN CAMPANIA 20,8 MW installati e dall’ Emilia-Romagna 10 bR bRINDISI 20,3 con 68,2 MW. In termini assoluti è Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente il Comune di Montalto di Castro (VT) con 100,8 MW ad avere la maggior Tetto fotovoltaico dell’azienda “Veneta Agricola“ ad Ospedaletto Euganeo (PD) 40 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • Sono molti del resto gli impianti abbiamo censiti 9 in altrettanti Comuni SOLARecollocati in aree marginali, in ex cave complessivamente per oltre 6,4 MW.o discariche. In questo Rapporto nedIStRIBUZIONe IMPIANtI FOtOVOLtAICI NUMeRO IMPIANtI NUMeRO IMPIANtI % SUPeRFICIe OCCUPAtAReGIONe MW MW A teRRA SU COPeRtURe dA IMPIANtI A teRRAAbRUZZO 175 18,9 3.122 44,3 0,002bASILICATA 378 30,7 1.297 22,1 0,003CALAbRIA 108 13,9 3.579 43,7 0,001CAMPANIA 110 30,6 3.997 47,9 0,002EMILIA ROMAGNA 781 146 13.915 197,9 0,007FRIULI VENEZIA GIULIA 137 15,9 8.625 13,2 0,002LAZIO 343 141,2 8.514 81,4 0,009LIGURIA 126 1,7 1.573 12,5 0,0003LOMbARDIA 398 39 23.405 318,4 0,002MARCHE 462 80,8 5.414 92,8 0,010MOLISE 27 11 505 7,1 0,003PIEMONTE 404 59,8 11.985 186,9 0,003PUGLIA 805 518,6 9.138 105,4 0,032SARDEGNA 119 17,2 7.650 76,9 0,001SICILIA 282 74,7 8.074 75,8 0,006TOSCANA 993 38,3 8.153 96,4 0,002TRENTINO ALTO ADIGE 192 4,3 8.523 147,6 0,0003UMbRIA 211 12,3 3.571 67,5 0,001VALLE DAOSTA 47 0,4 329 3,7 0,0001VENETO 373 95,8 20.105 225,2 0,006ItALIA 6.471 1.351,1 151.474 1.866,7 0,005Fonte: Elaborazione “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente su dati GSESono 654 i Comuni che attraverso il pubblica, con installazioni che hannoquestionario di Legambiente hanno coinvolto 63 edifici. Da segnalare èdichiarato di aver installato pannelli anche il Comune di Torino che, consolari fotovoltaici sui tetti delle proprie i suoi 460 kW installati su 18 scuolestrutture edilizie, 71 Comuni in più e sul canile comunale, entra per larispetto al censimento del 2010 per prima volta nella parte alta di questauna potenza complessiva installata classifica. Inoltre grazie a un bando ildi 23,9 MW. E’ bologna il Comune Comune ha contribuito all’installazioneche ha la maggior potenza installa- di impianti di piccola taglia per com-ta sulle proprie strutture con 1.966 plessivi 212 kW installati sui tetti.kW, seguito dal Comune di Veronacon 1.134,46 kW e dal Comunedi Isera con 805 kW. A bologna èinteressante il progetto portato avantiinsieme all’Ente pubblico che gestisceil patrimonio di edilizia residenzialeComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 41
    • PRIMI 10 COMUNI deL SOLARe ossia nei nuovi interventi edilizi. SonoSOLARe FOtOVOLtAICO IN edILIZIA 353 i Comuni che hanno introdotto PR COMUNe kW all’interno dei Regolamenti Edilizi 1 bO bOLOGNA 1.966 Comunali l’obbligo di installazione di 2 VR VERONA 1.134,46 pannelli solari fotovoltaici, 247 per 3 TN ISERA 805 almeno 1 kW ad alloggio nella nuova 4 PO PRATO 598 5 TN CARANO 500 edificazione e 106 quelli che hanno 6 SA TEGGIANO 500 imposto l’obbligo di installare 0,2 7 TO TORINO 460 kW di fotovoltaico. A questi obblighi 8 PN PORDENONE 406,22 comunali si aggiungono quelli di 3 9 AP MONTEPRANDONE 404 10 bZ LACES 370 Regioni (Lazio, Umbria ed Emilia-Ro- Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente magna), con 1 kW di fotovoltaico per ogni nuovo alloggio e della Provincia Una spinta alla diffusione del fotovol- Autonoma di Trento che obbliga, per i taico è importante che venga anche nuovi edifici, l’installazione di pannelli dall’integrazione in edilizia e in fotovoltaici per soddisfare almeno il particolare laddove è più semplice, 20% del fabbisogno elettrico. Copertura fotovoltaica su tetto aziendale a Buccinasco (MI) 42 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • dIFFUSIONe deL SOLARe FOtOVOLtAICO SOLARe NeI COMUNI ItALIANI 1 – 100 kW 101 – 1000 kW > 1000 kW Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto diFonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 43
    • ReGIONI, PROVINCe e COMUNISOLARe CON L’OBBLIGO deL SOLARe FOtOVOLtAICO Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto di Fonte: Rapporto ON-RE 2010, Cresme-Legambiente 44 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • SOLARe Le BUONe PRAtIChe Le applicazioni più interessanti del fotovoltaico sono quelle che guardano alla più efficace integrazione nel territorio e come risposta ai fabbisogni energetici: dai grandi ai piccoli impianti, dalle case all’installazione in aree dismesse delle città, alle coperture di complessi produttivi e parcheggi. A Pesaro, grazie alla collaborazione tra il Comune e un’azienda privata, è stato realizzato un impianto a copertura di un grande parcheggio gratuito dell’Adriatic Arena, per la sua tipologia uno tra i più grandi impianti realizza- ti in Europa in area pubblica. La superficie del parcheggio fotovoltaico è di 25.000 metri quadri per 2.325 kW di potenza elettrica, 2.600.000 kWh/ anno di produzione di energia pulita, pari al fabbisogno annuo di 800 famiglie. A Verona Agsm Verona Spa ha realizzato impianti fotovoltaici sulle coperture di 11 capannoni industriali del Consorzio Zai, per una potenza di 3,7 MW. Su 6 di questi capannoni inoltre sono stati fatti interventi di imper- meabilizzazione e l’impianto fotovoltaico è totalmente integrato. I 46 mila moduli fotovoltaici, per complessivi 71.440 metri quadrati, sono in grado di produrre quasi 4.000 MWh/a. La produzione del tetto del Consorzio sarà sufficiente a coprire il fabbisogno di 1.300 famiglie e permetterà una riduzio- ne di quasi 3mila tonnellate di anidride carbonica immesse in atmosfera. Altro esempio di integrazione sulle coperture di complessi produttivi è stato realizzato nel Comune di Bibbiena (AR) dove è stato installato un impianto di 2,5 MW di potenza fotovoltaica integrato su oltre 30.000 mq di coperture dei capannoni della baraclit, azienda che produce prefabbricati. Anche nel Comune di Ospedaletto euganeo, in provincia di Padova, è stato realizzato un impianto a copertura di un capannone di una azienda agricola, la Veneta Agricola. È una realizzazione molto interessante, in quanto ha previsto anche la bonifica del tetto in eternit e il rifacimento dello stesso con una copertura isolante, ottenendo così una riqualificazione energetica dell’intero edificio. Progetti simili sono quelli sviluppati nei Comuni di Livorno e di Montemurlo, in provincia di Prato, dove nel primo caso un tetto in eternit è stato sostituito con un impianto integrato da 14,08 kW in grado di produrre oltre 16 mila kWh/a di energia elettrica, pari al 100% dei fabbisogni della struttura. Nel Comune di Montemurlo, un intervento analogo ha riguardato la sostituzione dell’amianto presente sulla copertura di un capannone industriale. L’impianto fotovoltaico, totalmente integrato sul tetto a volta del capannone, ha una po- tenza di 207,69 kWp ed una produzione annua di 249.228 kWh. Molto diffusa è anche l’integrazione di pannelli fotovoltaici su edifici pubblici. A Foggia, ad esempio, dove si è intervenuti su 6 scuole con impianti fotovoltai- ci della potenza di 20 kW o a Forlì (FC) su 16 scuole tra materne, elemen- tari e medie per una potenza installata totale di 129 kW. Questi impianti, grazie alla produzione di oltre 100 mila kWh/a di energia elettrica, intera-Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 45
    • SOLARe mente usati per l’autoconsumo dalle strutture del Comune, hanno permesso alle scuole di risparmiare nel 2009 oltre 18 mila Euro e circa 24 mila Euro nel 2010. Lo stesso esempio è stato seguito dal Comune di Piacenza con 14 scuole dove sono stati installati impianti solari termici e fotovoltaici. Impor- tante è lo sviluppo che stanno avendo impianti realizzati in zone dismesse del territorio, come ex cave, discariche, attraverso l’installazione di impianti da fonti rinnovabili. È il caso del Comune di Vaiano (PO) che ha dato vita al progetto denominato “Parco Fotovoltaico di Vaiano” con il quale l’azienda ASM S.p.a. e l’ Amministrazione Comunale hanno concordato la nascita di più impianti di produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica sul territorio comunale. Tra questi di particolare interesse è l’impianto fotovoltaico della potenza di 344 kW installato nel 2010 nell’area di una ex discarica, che permette quindi il recupero e l’utilizzo di una zona dismessa. Un altro esempio di questo tipo è rappresentato dal Comune di Zoppola (PN), dove è presente un impianto della stessa tipologia, della potenza di 194,98 kW sempre su discarica. L’impianto è stato totalmente finanziato dal Comune con un investimento di 940.000 Euro per la quale si prevede un rientro in 20 anni. Altrettanto interessante risulta l’impianto realizzato sullo stabilimento del Co- mune di tolentino (MC) per Poltrona Frau dove l’impianto fotovoltaico da 1,4 MW funge contemporaneamente da centrale elettrica e tetto, canalizzando le acque meteoriche e potenziando l’impermeabilizzazione della struttura sottostante con una soluzione innovativa dal punto di vista estetico. Il primo impianto fotovoltaico su facciata applicato a un edificio residenziale è stato installato, a Milano, dove in concomitanza ai lavori di riqualificazione dello stabile si è intervenuti integrando i pannelli sulla facciata ventilata del condo- minio. I 156 metri quadrati di pannelli, distribuiti su sette piani, hanno una potenza di picco pari a 17,85 kW. 46 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • 3. I COMUNI deL SOLARe teRMICO SOLAReSono 4.384 i Comuni italiani in cui mq per abitante. Un dato decisamentesono installati pannelli solari termici basso se confrontato con quello di altriper la produzione di acqua calda sa- Paesi europei (Austria 0,43 mq/ab enitaria, di questi 2.745 sono “Piccoli Grecia 0,36 mq per abitante). NelloComuni” con meno di 5 mila abitanti. sviluppo di questi ultimi anni un ruoloIl censimento di questa fonte risulta il importante lo ha avuto la Detrazionepiù complesso da ricostruire perché Fiscale del 55%, che ha permesso agli impianti non sono collegati alla migliaia di famiglie italiane di poterrete elettrica come accade per le altre installare un pannello solare termico etecnologie rinnovabili e gli Enti Locali risparmiare energia e Euro in bolletta.spesso non hanno un monitoraggiodei processi di diffusione sul proprio La cartina dell’Italia mostra invece laterritorio. Il Rapporto ha comunque distribuzione degli impianti nel territo-registrato un incremento nel numero rio e mette in evidenza un predominiodei Comuni del 7,2%, sono 320 in delle installazioni al Centro Nordpiù rispetto al censimento del 2010. malgrado il grande potenziale del SudUn segnale importante di crescita Italia dove questi impianti potrebberoevidenziato anche dal grafico con i soddisfare interamente tutti i fabbiso-dati a partire dal 2006. Secondo i gni domestici se correttamente proget-dati di Estif (European Solar Thermal tati e integrati negli edifici.Industry Federation) nel nostro Paesesono installati complessivamente oltre2 milioni di mq di pannelli solari termi-ci, pari ad una media di circa 0,03I COMUNI deL SOLARe teRMICO Numero Comuni500045004000350030002500200015001000 500 0 2006 2007 2008 2009 2010 2011Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 47
    • SOLARe teRMICO: LA CReSCItA deLLe INStALLAZIONI IN ItALIASOLARe MQ 2500000 2000000 1500000 1000000 500000 0 2007 2008 2009 2010 2011 Fonte: Estif La classifica dei Comuni del solare guardare al solare termico attraverso termico è costruita mettendo in relazio- un parametro che ne metta in eviden- ne i metri quadrati di pannelli installati za la distribuzione, proprio perché all’interno del territorio comunale con queste tecnologie aiutano in maniera il numero di famiglie residenti. E’ infatti concreta a soddisfare i fabbisogni questo il parametro utilizzato dall’Unio- energetici termici delle famiglie e sono ne Europea per spingere e monitorare oggi impianti efficienti e dal costo i progressi nella diffusione di questa limitato. La mappatura è stata fatta tecnologia, con un obiettivo di 264 incrociando i dati provenienti dai mq/1000 abitanti da raggiungere nei questionari, inviati agli oltre 8.000 Comuni. In Italia sono 56 i Comuni Comuni, con quelli di aziende e di che hanno raggiunto e in alcuni casi Provincie e Regioni che hanno promos- largamente superato questo target, 5 so bandi. in più rispetto al 2010. E’ importante Pannelli solari termici sul tetto dell’asilo del Comune di San Sebastiano Po (TO) 48 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • SOLAReImpianto solare termico integrato da 320 m2 ad AostaÈ il “Piccolo Comune” di torre San tori solari ad aria opachi e annessoGiorgio, in Provincia di Cuneo, che sistema di ventilazione integrato dettorisulta avere la maggiore diffusione “Solarwall”, installato sulla parete ver-di pannelli solari termici in relazione ticale di un’azienda da 1.000 mq. Alal numero di abitanti. Nel Comune secondo posto troviamo il Comune disono installati 2.140 mq ogni 1.000 Fiè allo Sciliar, in Provincia di bolza-abitanti per una superficie complessiva no, con 1.157,07 mq/1.000 abitan-di 1.556 mq. Questi impianti sono ti, seguito dal Comune di terento (bZ)distribuiti tra i tetti di abitazione private con 1.145 mq ogni 1.000 abitanti ee in un grande impianto con collet- 1.800 mq complessivi.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 49
    • PRIMI 50 COMUNI deL SOLARe teRMICOSOLARe PR COMUNe mq mq/1000 ab 1 CN TORRE SAN GIORGIO 1.556 2.140,30 2 bZ FIE ALLO SCILIAR 3.500 1.152,07 3 bZ TERENTO 2.580 1.145,04 4 bZ SELVA DI VAL GARDENA 2.580 1.026,66 5 bZ PARCINES 3.000 939,56 6 ME TORRENOVA 3.314,4 897,97 7 TN CLOZ 562 821,64 8 SO TOVO DI SANTAGATA 500 806,45 9 bG PIAZZOLO 70 795,45 10 TN CASTELFONDO 425 687,70 11 bZ TUbRE 664 684,54 12 TN ROMALLO 400 677,97 13 bZ VANDOIES 2.070 666,88 14 TN TRES 460 647,89 15 TN GRAUNO 90 604,03 16 IM SAN LORENZO AL MARE 900 600,00 17 bZ LA VALLE 730 592,05 18 CN SAMbUCO 50 561,80 19 TN ANDALO 532,71 524,84 20 bZ SLUDERNO 960 519,48 21 SV bERGEGGI 550 473,73 22 bZ SAN MARTINO IN bADIA 800 473,37 23 TN FONDO 700 471,70 24 TN GRUMES 221 463,31 25 PD MESTRINO 5.000 454,55 26 TN SOVER 410 453,54 27 OR SEDILO 1.054 431,08 28 TN bREZ 308 416,78 29 bZ DObbIACO 1.350 411,71 30 TN MOLVENO 452,64 410,74 31 TN VALDA 88 407,41 32 TO VILLAR PELLICE 480 404,38 33 PR FONTEVIVO 2.000 400,00 34 PI MONTECATINI VAL DI CECINA 800 398,41 35 TN CAGNÒ 150 396,83 36 AO LA MAGDELEINE 36 395,60 37 bZ ANDRIANO 310 392,41 38 bZ VIPITENO 2.433,7 388,46 39 LC CRANDOLA VALSASSINA 100 386,10 40 bZ TIRES 320 361,99 41 CN CLAVESANA 300 345,62 42 NU ONIFAI 260 345,29 43 TN FIAVE 380 339,29 44 bZ LASA 1.260 327,27 45 bZ PRATO ALLO STELVIO 1.100 324,77 46 bZ LAGUNDO 1.500 322,58 47 TN VIGO DI FASSA 336 313,14 48 RI CITTAREALE 150 311,20 49 bZ EGNA - NEUMARKT 1.275 293,85 50 bZ VILLANDRO 560 292,73 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. 50 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • I primi 50 classificati sono per lo più PRIMI 10 COMUNI PeR MQ INStALLAtI SOLARe“Piccoli Comuni”, mentre per quanto PR COMUNe mqriguarda la distribuzione, 17 sono in 1 bZ bOLZANO 5.209Provincia di bolzano e 15 in quella 2 PD MESTRINO 5.000 3 TN TRENTO 4.932,08di Trento. Da sottolineare è la sesta 4 PG PERUGIA 4.379posizione del Comune di Torrenova, 5 AN SENIGALLIA 4.000in Provincia di Messina, che grazie 6 RI RIETI 3.650a 897 mq/1.000 abitanti e 3.314 7 RM ROMA 3.537,54mq complessivi è primo tra i Comuni 8 bZ FIE ALLO SCILIAR 3.500 9 ME TORRENOVA 3.314,4del Sud Italia. Interessante è anche 10 AO AOSTA 3.273la 25esima posizione, occupata dal Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di LegambienteComune di Mestrino (PD), primo trai Comuni con più di 5.000 abitanti, In termini di diffusione assoluta delseguito nella 38esima posizione dal solare termico sono i “Grandi Comu-Comune di Vipiteno (bZ) con 388,46 ni” ad occupare le prime posizioni.mq ogni 1.000 abitanti. Il Comune di bolzano è quello cheImpianto solare termico su abitazione privataComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 51
    • possiede il maggior numero di mqSOLARe installati, con 5.209 mq, seguita dal Comune di Mestrino (PD) con 5 mila mq e dal Comune di Trento con 4.932 mq. Spiccano in ottava e nona posizione due Piccoli Comuni, Fiè allo Sciliar (bZ) con 3.500 mq e Torrenova (ME) con 3.314,4 mq. Diversi e importanti sono i segnali positivi che riguardano questa tecno- logia, ma la crescita nella diffusione deve assolutamente accelerare perché è una tecnologia affidabile e “alla portata di tutti” da un punto di vista Solare termico sul tetto del Noha Club a Riccione (RN) economico. E per l’Italia le poten- zialità di integrazione sono enormi attraverso provvedimenti di Legge. rispetto ai fabbisogni in edilizia, molto Tra i risultati migliori va sicuramente maggiori di Paesi Europei che invece segnalato il Comune di Carugate (MI) ci sopravanzano nello sviluppo, come che avendo introdotto l’obbligo già a la Germania con 12 milioni di mq di fine 2003 può vantare un successo pannelli solari termici installati, o gli importante, con 680 mq di solare oltre 4 milioni della Grecia o i 3,5 termico installati su strutture ristrutturate dell’Austria. In questa direzione oc- e di nuova realizzazione. Altri due corrono certezze a livello nazionale, esempi concreti vengono dall’Umbria, rispetto agli incentivi e agli obblighi dove oltre ad essere stato introdotto per l’installazione nei nuovi interventi l’obbligo del solare termico su tutto il edilizi e nelle ristrutturazioni, e una territorio nel 2008, sono presenti due spinta “dal basso” da parte di Regioni Comuni, i capoluoghi Perugia e Terni, e Comuni, che possono introdurre con incrementi importanti di solare obblighi, indicazioni di integrazione termico dovuti anche grazie al Rego- e semplificazioni nelle procedure lamento Edilizio. A Perugia è stato attraverso Leggi e Regolamenti Edilizi. introdotto l’obbligo del solare termico Come si può vedere dalla cartina nel 2005 e ad oggi questo Comune questo tipo di obbligo, che in teoria è mostra dei dati eccellenti, con 4.379 stato introdotto a livello nazionale con mq installati; a Terni, dove l’obbligo il Dlgs 192 del 2005 in recepimento risale al 2008, si è passati dai 600 della Direttiva Europea 2002/191 mq presenti nel 2007 agli oltre 870 ma che in mancanza dei decreti attua- mq installati ad oggi. tivi non trova applicazione immediata, L’esempio più noto a livello interna- si sta estendendo progressivamente a zionale è quello di barcellona dove un numero sempre maggiore di Comu- l’Ordenanza Solar introdotta nel 2000 ni attraverso disposizioni obbligatorie ha reso obbligatoria l’installazione di nei Regolamenti Edilizi e di Regioni pannelli solari termici in tutti i nuovi 52 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • interventi edilizi, e ha permesso di anni, seguito dal Comune di brescia, SOLARerilanciare un settore produttivo, creare con 986 mq di pannelli solari. Al ter-nuove competenze, e soprattutto di zo posto troviamo il Comune di Romapassare da 1.650 mq installati nel con 930 mq.2000 agli oltre 66 mila mq di oggi. PRIMI 10 COMUNI deL SOLAReSono 449 i Comuni che utilizzano teRMICO IN edILIZIApannelli solari per le esigenze ter- PR COMUNe mqmiche delle proprie strutture (scuole, 1 CT CATANIA 1.410uffici, palestre, ecc.), 41 in più rispetto 2 bS bRESCIA 986 3 RM ROMA 930allo scorso anno. Anche in termini di 4 IM SAN LORENZO AL MARE 900installazioni si registra un incremento, 5 TE TERAMO 790passando da 30.291 mq censiti nel 6 MI MILANO 679,622010 ai 37.713 mq rilevati in questa 7 FC FORLI 630 8 CO COMO 543,10edizione di Comuni Rinnovabili, con 9 SV LAIGUEGLIA 540un più 18,2%. Nella Classifica trovia- 10 RN RIMINI 520mo i primi 10 Comuni per superficie Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambienteinstallata. In prima posizione è il Co-mune di Catania con 1.410 mq, masenza nuove installazioni negli ultimiPannelli solari termici sulla piscina comunale di CosenzaComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 53
    • dIFFUSIONe deL SOLARe teRMICOSOLARe NeI COMUNI ItALIANI 1 – 100 mq 101 – 500 mq > 500 mq Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto di Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. 54 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • ReGIONI, PROVINCe e COMUNI SOLARe CON L’OBBLIGO deL SOLARe teRMICO Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto diFonte: Rapporto ON-RE 2010, Cresme-LegambienteComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 55
    • SOLARe Le BUONe PRAtIChe Sono tante e diverse le esperienze interessanti da segnalare che riguardano il solare termico e in particolare quelle che coinvolgono strutture pubbliche. Ad esempio il Comune di Lucca dove, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato (in forma di sponsor), è stato possibile installare un impianto solare ter- mico da 23 mq sul tetto della Polisportiva San Filippo in grado di soddisfare l’intero fabbisogno di acqua calda utilizzata negli spogliatoi con un risparmio in atmosfera di circa 4 mila chilogrammi all’anno di CO2 evitati. Numerosi sono i Comuni che in questi anni hanno deciso di dotare le proprie strutture scolastiche di pannelli solari termici, interessante è l’esperienza del Comune di Somma Lombardo (VA), dove è stato realizzato un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria al servizio della mensa scolasti- ca. L’impianto occupa una superficie di 75 mq e utilizza 15 “tapparelle elet- triche” allo scopo di evitare il surriscaldamento del glicole contenuto nei pan- nelli nei periodi di chiusura della scuola. Di rilevanza è anche il progetto del Comune di Piacenza che ha coinvolto 14 scuole nella installazione di pan- nelli solari fotovoltaici e termici. Tali interventi sono stati finanziati da aziende private che hanno finanziato gli interventi su 14 strutture scolastiche. Attra- verso questi interventi ogni anno si risparmiano circa 28 ton CO2, grazie ad un risparmio di energia di oltre 150 kWh/a. Anche il Comune di Forlì, con un investimento di 52.990 Euro ha dotato 3 scuole, 2 asili nido e 1 scuola materna, con 103,2 mq di pannelli solari termici. Gli interventi finanziati per il 25% con il contributo del Ministero dell’Ambiente e per il restante 75% dall’Amministrazione Comunale, consentono di soddisfare circa il 61% dei consumi termici delle strutture scolastiche, consentendo un rientro della spesa in circa 9 anni. Altri esempi interessanti sono quelli portati in strutture ricettive pubbliche e private. È il caso della Casa di Riposo San’Anna, nel Comune di Fossano (CN), dove sono presenti 120 mq di pannelli solari sottovuoto. Grazie a questo impianto la struttura soddisfa l’87% del fabbisogno giornalie- ro di acqua calda sanitaria, pari a circa 8.000 l/giorno, e di riscaldamento grazie ad una produzione di energia termica di circa 85.118 kWh/anno. Esperienza simile è quella portata avanti nella “Casa Madre” del Comune di Ronco all’Adige, in provincia di Verona. In questa struttura, riservata alla de- genza di 52 ospiti, è stata sostituita la vecchia caldaia con 8 pannelli solari termici per complessivi 36 mq, in grado di provvedere alla completa fornitura di energia termica della struttura. Interessante è l’esperienza dell’Università di Camerino (MC) che ha adottato questa tecnologia installando sui 5 edifici dell’ Ente Regionale per il Diritto allo Studio impianti solari termici per 376 mq. L’impianto, composto da 162 pannelli, è stato dimensionato per rispon- dere all’ingente fabbisogno di acqua calda sanitaria di circa 17 mila litri al giorno, a servizio dei dormitori, della mensa e dell’auditorium. Sul lago di 56 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • SOLARe Como, nel Comune di Gravedona, una struttura alberghiera ha installato un impianto solare termico da 66 mq in sostituzione di una vecchia caldaia a gasolio. L’impianto costituito da 12 pannelli, divisi in 4 campi da 16,5 mq, permette alla struttura alberghiera di soddisfare il fabbisogno di acqua calda sanitaria delle camere, della cucina, e il riscaldamento della piscina oltre ad integrare il riscaldamento degli appartamenti privati. Degni di nota sono anche i 68 mq di pannelli solari termici installati sul tetto dell’azienda ospedaliera Asl del Comune di Chivasso (TO). Grazie ad un investimento di circa 32 mila Euro la struttura sanitaria è in grado di soddisfa- re circa il 15% fabbisogno energetico termico dell’edificio, servendo acqua calda sanitaria e in estate raffrescamento. Molto interessante è anche l’esperienza portata avanti nel Comune di Arona (NO), un impianto solare termico integrato è stato installato a copertura di una cascina, risalente ai primi decenni del secolo scorso e più volte soggetta a ristrutturazione e ampliamenti. Un intervento che ha visto la realizzazione di una serra captante (una “galleria” vetrata di circa 30 mq) la cui superficie superiore è stata ricoperta da un particolare impianto solare termico, integra- to con due caldaie a condensazione da 34 e 15 kW. Al fine di mantenere le caratteristiche architettoniche della cascina, l’impianto solare termico è costituito da una copertura in rame captante “Tecusolar” che sarà in grado di coprire l’intero fabbisogno di acqua calda sanitaria della cascina. Risultati sorprendenti sono quelli ottenuti grazie ai Gruppi di Acquisto So- lare di Legambiente in collaborazione con AzzeroCO2 e Achab Group e di alcune amministrazioni locali. I GAS solari hanno coinvolto oltre 2.200 famiglie, e a livello nazionale hanno permesso l’installazione di oltre 780 mq di impianti solari termici e di 2,5 MW di pannelli fotovoltaici in 3 anni di attività. Questa esperienza è interessante perché passa attraverso una diffusa infor- mazione delle famiglie, e soprattutto permette di abbattere il costo di acqui- sto e d’installazione del 15-20% rispetto al prezzo medio di mercato, con un risparmio a famiglia di circa 3.000 € per un impianto fotovoltaico, oltre ad ottenere garanzie e servizi superiori a quelli normalmente reperibili sul mercato. Le installazioni ottenute attraverso questi gruppo di acquisto solari permetteranno nell’arco di 20 anni, di evitare l’immissione in atmosfera di circa 51.200 tonnellate di CO2.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 57
    • 4. I COMUNI deLL’eOLICOeOLICO Sono 5.758 i MW eolici installati in 374 Comuni italiani, divisi tra impianti di grande e piccola taglia, e distribuiti in maggior parte in “Piccoli Comuni” con meno di 5.000 abitanti (220 con 3.940 MW a fronte dei 145 “Grandi Comuni” con 1,817 MW). Come si può vedere dalla cartina dell’Italia le installazioni di impianti eolici, che per anni si sono concentrate nell’Appenni- no meridionale tra Puglia, Campania e basilicata, e in Sicilia e Sardegna, si stanno diffondendo sempre di più anche al Centro Nord. Dai grafici è evidente la crescita costante delle installazioni rispetto al 2006 quando le installazioni riguar- davano 118 Comuni e 1.765 MW. Il censimento è stato ottenuto incrocian- do i dati del GSE, ANEV, Enea con informazioni provenienti dalle azien- de del settore, in particolare per gli Pala eolica da 50 kW presso il campo sportivo impianti di piccola taglia. del Comune di Peglio (PU) I COMUNI deLL’eOLICO Numero Comuni 400 350 300 250 200 150 100 50 0 2006 2007 2008 2009 2010 2011 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. 58 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • eOLICO: la crescita delle installazioni in Italia eOLICO MW7000600050004000300020001000 0 2006 2007 2008 2009 2010 2011Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente.Sull’eolico si è deciso di non elabora- I Comuni con il più alto numero dire una classifica in quanto su base co- MW installati si concentrano nel Sudmunale non avrebbe senso un criterio Italia. Quello che risulta avere la mag-quantitativo per valutare la diffusione giore potenza installata è il Comunedi impianti che si devono realizzare in di Troia, in Provincia di Foggia, contutti i territori le cui condizioni di vento 171,9 MW seguito dal Comune die ambientali lo consentono. Minervino Murge (bT) con 116,5 MW e dal Comune di bisaccia (AV)Impianti di grande taglia sono presenti con 101,9 MW. È interessante notarein 260 Comuni, ossia il 3,2% dei Co- come in molti casi in un solo anno cimuni italiani, a dimostrazione di come siano stati incrementi importanti, comeil possibile impatto di questi impianti nel caso del Comune di bisaccia cherispetto al paesaggio italiano - di cui è passato da 93 a 101 MW, o nelsi è molto discusso sui media - abbia Comune di Rocchetta Sant’Antonio dariguardato un’area molto limitata del 55,1 MW a 89 MW.Paese.Parco eolico di Poggio Imperiale (FG)Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 59
    • PRIMI 50 COMUNI deLL’eOLICOeOLICO PR COMUNe MW PR COMUNe MW FG TROIA 171,9 MT GROTTOLE 54,0 bT MINERVINO MURGE 116,5 CZ JACURSO 52,0 AV bISACCIA 101,9 AG NARO 50,2 OG ULASSAI 96,0 EN REGALbUTO 50,0 FG ROCCHETTA SANTANTONIO 89,0 KR MELISSA 48,0 CT VIZZINI 85,3 TP MAZARA DEL VALLO 48,0 TP SALEMI 82,3 PA CALTAVUTURO 47,6 CZ SAN SOSTENE 79,5 EN NICOSIA 46,8 FG PIETRAMONTECORVINO 75,7 SS NULVI 45,9 SR FRANCOFONTE 72,0 LE RUFFANO 44,0 FG ROSETO VALFORTORE 71,8 PZ bRINDISI MONTAGNA 44,0 SR CARLENTINI 70,2 AQ COLLARMELE 44,0 Cb SAN MARTINO IN PENSILIS 70,0 AG SAMbUCA DI SICILIA 44,0 FG SANTAGATA DI PUGLIA 67,3 OR VILLAURbANA 43,7 AV LACEDONIA 66,7 CH CASTIGLIONE MESSER MARINO 42,2 AG AGRIGENTO 65,2 FG SERRACAPRIOLA 42,0 SS SEDINI 64,5 SS TERGU 40,0 FG FAETO 64,4 Cb ROTELLO 40,0 bO PORRETTA TERME 64,0 PA PRIZZI 40,0 CZ MAIDA 64,0 KR ISOLA DI CAPO RIZZUTO 40,0 FG ALbERONA 63,8 bN MOLINARA 39,6 FG ASCOLI SATRIANO 61,8 SA SAN GREGORIO MAGNO 39,1 CZ TORRE DI RUGGIERO 60,0 PA VICARI (PA) 37,5 FG ORDONA 60,0 AV MONTAGUTO 37,1 bN FOIANO DI VAL FORTORE 57,4 RG GIARRATANA 36,6 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. Parco eolico di Pontedera (PI) 60 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • Grazie a queste installazioni sono eOLICO221 i Comuni che possiamo defini-re autosufficienti dal punto di vistaelettrico, in grado, cioè, di produrrepiù energia elettrica di quella neces-saria alle famiglie residenti. E 25 iComuni in più rispetto allo scorsoanno. Questi risultati si trovano sia in“Piccoli o Piccolissimi Comuni” comeMonteferrante (CH), Cocullo (AQ) eFaeta (FG), ma anche a Troia (FG)con 7.485 abitanti, Vizzini (CT) con7.105 abitanti e Minervino Murge(bT) con 11.021 abitanti. Sono invece9 i Comuni “100% elettrici” con piùdi 20 mila abitanti, tra questi ricordia- Impianto mini eolico da 60 kW alla stazione di servizio del Comune di Grecciano (LI)mo Giulianova (TE), Agrigento (AG),Mazara del Vallo (TP) e Lecce con numeri sono importanti perché portano36 MW. E’ importante sottolineare in sé significativi benefici in terminiinoltre come siano 83 i Comuni in ambientali ma anche occupaziona-cui l’eolico copre dal 99 al 50% dei li ed economici. Secondo l’ANEVfabbisogni elettrici delle famiglie e 16 (Associazione Nazionale Energiai Comuni che hanno una copertura dal del Vento) il potenziale installabile al49 al 20%. Perché in una prospettiva 2020 nel nostro Paese è di 16.200di generazione distribuita l’eolico può MW. Il raggiungimento di tale obiet-concorrere con le altre fonti rinnovabili tivo porterebbe con sé risultati impor-a soddisfare i fabbisogni energetici. tanti, coprendo non solo il fabbisogno di energia elettrico di circa 12 milioniIl 2010 è stato un anno importante di famiglie, ma anche migliorando laper lo sviluppo dell’eolico, seppur qualità dell’aria attraverso un risparmioin leggero calo rispetto al 2009. La di 23,4 milioni di tonnellate di CO2,crescita di questo settore rappresenta 53.326 tonnellate di NOx, oltre 38una direzione imprescindibile per la mila tonnellate di SO2 e circa 6 milaproduzione di energia elettrica pulita tonnellate di polveri sottili.in grado di contribuire in maniera Anche dal punto di vista economico eimportante alla lotta contro i cambia- occupazionale è importante il contribu-menti climatici ma anche una risposta to che può dare al nostro Paese que-concreta e immediata ai fabbisogni sta tecnologia. Secondo uno studio didelle famiglie. Gli oltre 5,7 GW ANEV e Uil nel 2007 erano 13.630di eolico installato nel nostro Paese i posti di lavoro generati direttamenteproducono oggi energia elettrica pari o indirettamente dal settore eolico. Ilal fabbisogno di 4,6 milioni di fami- potenziale stimato porterebbe questoglie evitando di immettere in atmosfera settore a creare complessivamentecirca 6,2 tonnellate di CO2. Questi oltre 66 mila nuovi posti di lavoro.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 61
    • dIFFUSIONe deLL’eOLICOeOLICO NeI COMUNI ItALIANI 0 – 1 MW 1 – 50 MW > 50 MW Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto di Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. 62 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • In questa edizione del Rapporto eOLICOabbiamo scelto di mettere in evidenzalo sviluppo del mini eolico, cioè le torridi potenza fino a 200 kW. Comples-sivamente gli impianti con torri minoridi 200 kW interessano 123 Comuni,l’1,5% degli oltre 8.000 italiani. Main questi ultimi anni sono sempre dipiù i casi di cittadini, imprenditoriagricoli o imprese artigiane che hannoscelto di installare tecnologie di tagliamedio-piccola in grado di offrireottime opportunità di risparmio suiconsumi elettrici. La mappatura costru-ita grazie alle aziende del settore hapermesso di individuare 123 Comuniche possiedono sul proprio territorioimpianti mini eolici per una potenzacomplessiva di 4,2 MW. Nella tabel-la sono elencati i primi 20 Comuniper potenza installata, dove la prima Mini eolico “Libellula” nel Comune di Castellinaposizione è occupata dal Comune di Marittima (PI)Lizzano (TA) con più impianti dislocati PRIMI 20 COMUNI deL MINI eOLICOsul territorio comunale per 180 kW, PR COMUNe kWseguito da Villa Estense (PD) con 150 TA LIZZANO 180kW e Crispiano (TA) con 120 kW. PD VILLA ESTENSE 150È proprio l’articolazione e diversità del TA CRISPIANO 120paesaggio italiano a mostrare quanto PU PEGLIO 110siano interessanti le prospettive di svi- LU CAREGGINE 100 UD VERZEGNIS 100luppo di questi impianti, che possono SO ALbOSAGGIA 100essere sia realizzati per utenze in aree PI PECCIOLI 100ventose (e quindi interessate anche da LI PIOMbINO 100grandi impianti) sia essere installati in LI COLLESALVETTI 80 bA PALO DEL COLLE 80paesaggi di particolare pregio pae- TO TAVAGNASCO 70saggistico dove gli impianti di grande GR GROSSETO 70taglia potrebbero avere problemi di CN SALICETO 60integrazione. Già la cartina dell’Italia TO OULX 60mostra queste potenzialità, con una TA TORRICELLA 60 LE SAN DONATO DI LECCE 60diffusione che riguarda, seppur in LE CALIMERA 60maniera non ancora capillare, tutto il TA LATERZA 60territorio nazionale. Dei 123 Comuni bA NOCI 60censiti, 50 sono del Sud Italia, 27 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di LegambienteComuni appartengono al Centro e 46appartengono al Nord Italia.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 63
    • dIFFUSIONe deL MINI eOLICOeOLICO NeI COMUNI ItALIANI 1 – 50 kW > 50 kW Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto di Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. 64 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • eOLICO Le BUONe PRAtIChe Diverse sono le applicazione interessanti per questa tecnologia, dove si va da piccoli o piccolissimi impianti con potenze fino a 200 kW ai medi e grandi impianti eolici. Per questi ultimi è importante raccontare esempi di impianti che hanno affrontato il tema dell’integrazione paesaggistica e ambientale ma anche della informazione e partecipazione dei cittadini. Un esempio è il parco eolico di Stella (SV), inaugurato nel Giugno del 2007 e composto da tre aerogeneratori da 800 kW per complessivi 2,4 MW. A testimonianza della cura messa nella progettazione e costruzione del parco eolico, il Comune di Stella è stato premiato nel 2007 attraverso il Premio Pimby “Per aver contribuito a dimostrare come infrastrutture e tutela dell’am- biente si possono conciliare quando si tengono in particolare considerazione gli equilibri ambientali e l’armonia del paesaggio”. Attenti studi di integrazio- ne paesaggistica e di mitigazione degli impatti hanno permesso di ridurre le trasformazioni dei siti. Inoltre sono stati effettuati monitoraggi dell’avifauna sia prima che dopo la realizzazione del parco eolico, e percorsi per i cittadini che accompagnano il visitatore alla scoperta del parco. L’impianto è in gra- do di produrre 6.000 MWh/anno, pari al fabbisogno energetico di circa 1.500 nuclei domestici, pari al 100% del fabbisogno elettrico delle famiglie residenti. Un esempio di quanto alcune polemiche contro gli impianti eolici siano strumentali è invece il parco eolico di Poggio Imperiale (FG), dove 15 turbine da 2 MW ciascuna sono state installate in un’area pianeggiante accanto all’autostrada e alla linea ferroviaria adriatica. Un tipico intervento perfettamente integrato nel paesaggio che purtroppo ha intorno degli enormi sbancamenti del terreno realizzati per aprire cave. Un esempio di come oggi l’eolico si possa realizzare anche in aree pianeggianti e industriali è quello del parco eolico di Pontedera, in Toscana, dove 4 torri per complessivi 32 MW svettano tra i capannoni industriali accanto alla superstrada. Ma l’eolico è fatto anche di piccoli impianti molto interessanti. Tra questi vi è l’esperienza della Società Aria Srl che progetta e installa aerogeneratori bipala, grazie anche alla collaborazione con l’Università di Pisa, di piccola e media taglia con potenza compresa tra i 20 e i 200 kW. Attualmente sono 12 gli aerogeneratori da 55 kW installati e distribuiti tra Toscana, Mar- che, Liguria, basilicata e Campania, per una potenza complessiva di 660 kW. Forse l’impianto più interessante da raccontare è quello nel Comune di Campiglia Marittima (LI), dove sta nascendo il primo “Gruppo di Acquisto Sociale” nel mini eolico. Ad oggi sono 12 le famiglie che hanno acquistato una quota della società che investirà nell’installazione di un aerogenerato- re bipala da 55 kW sul crinale della Cava di Campiglia, ma si punta ad arrivare a 45 soci. Occasione importante di risparmio in bolletta e autosufficienza energetica èComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 65
    • eOLICO quella realizzata nel complesso turistico “Le Selve” nel Comune di Castel del Rio (bO), dove è stato installato un impianto mini eolico da 6 kW in grado di produrre circa 5.700 kWh anno, capace di coprire il 50% del fabbiso- gno elettrico del complesso turistico. Nel Comune di Sassello (SV), invece, per soddisfare il fabbisogno energetico del b&b “Villa bergami” si è scelto di installare una pala da 3,7 kW in grado di produrre circa 3 mila kWh annui. L’impianto costituito da un rotore da 3,4 m di diametro è posizionato su una torre di 15 metri di altezza. Esperienza simile è quella nel Comune di Verzegnis (PD), dove in località Sella Chianzutan è stato installato un impianto da 2,5 kW nella sede della riserva di caccia. L’impianto, collegato alla rete Enel al fine di compensare i consumi del rifugio, ha anche funzione di sensibilizzazione per la comunità e didattica per le scuole. Di notevole interesse è il Comune di Sasso Castalda (PZ) il quale ha deciso di investire nel mini eolico inaugurando nel Febbraio 2010 un impianto mini eolico da 50 kW in grado di produrre circa 9 milioni di kWh/a pari al fabbisogno elettrico di circa 36 famiglie. Lo scopo è stato quello di avviare un processo che porti all’indipendenza energetica contribuendo così in maniera concreta alla lotta contro i cambiamenti climatici. Interessante è anche l’impianto speri- mentale composto da tre aerogeneratori installato nell’interporto di trento: un tripala da 20 kW, un bipala da 11 kW e una microturbina da 1 kW. Oltre a produrre energia elettrica, l’impianto è stato realizzato a scopo di ricerca con l’obiettivo di studiarne i rendimenti in diverse condizioni di lavoro e vede il coinvolgimento del Comune e della Provincia di Trento, del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università di Trento e dell’Agenzia provinciale per l’Energia. 66 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • 5. I COMUNI deL MINI IdROeLettRICO IdROeLettRICOL’idroelettrico rappresenta dalla fine sta nel fatto che in questo ambito videl 1800 una voce fondamentale sono le vere opportunità di aumentonella produzione energetica elettrica della potenza installata e diffusione diitaliana. basti ricordare che fino agli nuovi interventi anche grazie a nuoveanni ’60 circa l’80% dei fabbisogni tecnologie competitive. Per quantoelettrici italiani era soddisfatto attra- riguarda invece le oltre 300 grandiverso questi impianti – basta vedere il centrali esistenti nel nostro Paese saràgrafico - diffusi dalle Alpi all’Appenni- fondamentale nei prossimi anni realiz-no fino alla Sicilia. zare interventi di revamping e adegua-Ancora oggi grazie all’idroelettrico mento tecnologico, di manutenzione euna parte fondamentale, pari al 18% pulizia delle dighe, di inserimento didella produzione elettrica nazionale sistemi di pompaggio per garantire eè rinnovabile. Nella elaborazione aumentare la produzione anche in unadelle tabelle in questo capitolo sono prospettiva di difficoltà per la risorsastati presi in considerazione solo gli acqua come quella che progressiva-impianti con potenza fino a 3 MW, mente si sta verificando a seguito deiossia quelli che vengono definiti cambiamenti climatici e per i diversiimpianti mini-idroelettrici (micro idro usi idrici nei territori.sono quelli sotto i 100 kW). Il motivoANdAMeNtO deLLA PROdUZIONe eLettRICA e CONtRIBUtOdeLL’IdROeLettRICO dAL 1900 Ad OGGI350000300000250000 Produzione elettrica totale (GWh)200000150000 Produzione elettrica da100000 idroelettrico totale (GWh) 50000 0 1900 1910 1920 1930 1940 1950 1960 1970 1980 1990 2000 2009Fonte: Elaborazione Legambiente su dati Terna, GSEComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 67
    • Sono 946 i Comuni che presentanoIdROeLettRICO sul proprio territorio almeno un impian- to idroelettrico con potenza fino a 3 MW, per una potenza complessiva di 988 MW. Complessivamente gli impianti mini idroelettrici sono in grado di soddisfare il fabbisogno energetico elettrico di circa 1,5 milioni di famiglie, evitando l’immissione in atmosfera di 2,3 milioni di tonnellate l’anno di anidride carbonica. Anche per questa tecnologia è significativa la crescita avvenuta in questi anni, sia in termini di potenza installata che di numero di Comuni. Dal 2006 si è passati dai 17,5 MW ai 988 censiti nel 2010. Come si può vedere dalla cartina i Comuni in cui sono installati impianti mini-idroelettrici sono localiz- zati soprattutto lungo l’arco alpino e Impianto mini idroelettrico nel Comune di Milano l’Appennino centrale, ma sono presen- ti impianti anche in Puglia, Sicilia e stionari inviati ai Comuni, con quelli Sardegna. I risultati del Rapporto sono dal GSE e delle informazioni ottenute ottenuti incrociando i dati dei que- dalle aziende del settore. MINI IdROeLettRICO: LA CReSCItA deLLe INStALLAZIONI IN ItALIA MW 1200 1000 800 600 400 200 0 2006 2007 2008 2009 2010 2011 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. 68 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • I COMUNI deL MINI IdROeLettRICO (≤ 3 MW) IdROeLettRICO Numero Comuni1000 900 800 700 600 500 400 300 200 100 0 2006 2007 2008 2009 2010 2011Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente.Il Comune con il più alto numero diMW installati è Marebbe (bZ) con13 piccoli impianti per complessivi22 MW. Al secondo posto troviamoil Comune di Villandro (bZ) con 6impianti per complessivi 18 MW dimini idroelettrico, seguito dal Comunedi Olevano sul tusciano, in provin-cia di Salerno, con 9,54 MW diinstallazioni. Sono 481 i Comuni chegrazie a questi impianti producono piùenergia elettrica di quella necessaria asoddisfare il fabbisogno delle famiglieresidenti. Molti sono i Comuni chesi avvicinano a questa soglia: 155 i Impianto mini idroelettrico su acquedotto nel Comune diComuni che grazie al mini idroelettrico Appiano sulla Strada del Vino (BZ)soddisfano dal 99 al 50% dei fabbi-sogni energetici elettrici delle famiglie occorrono regole capaci di tutelare leresidenti, 76 quelli con una percentua- aree più delicate e di valutare la fatti-le tra il 49 e il 30% e 127 i Comuni bilità e gli effetti di impianti che hannoche teoricamente soddisfano dal 29 significative potenzialità di sviluppoal 10% del fabbisogno elettrico. La in molte parti del territorio italiano, per-valorizzazione delle risorse idriche ché è oggi possibile utilizzare piccolida un punto di vista energetico è un salti d’acqua, acquedotti, condottetema molto delicato per l’impatto che laterali, con un limitato impatto am-può avere sui bacini idrici. Per questo bientale.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 69
    • PRIMI 50 COMUNI deL MINI IdROeLettRICOIdROeLettRICO PR COMUNe MW PR COMUNe MW 1 bZ MAREbbE 22 26 UD CHIUSAFORTE 3,71 2 bZ VILLANDRO 18 27 bZ FORTEZZA 3,47 3 SA OLEVANO SUL TUSCIANO 9,54 28 LO MONTANASO LOMbARDO 3,47 4 FR ISOLA DEL LIRI 6,99 29 MC USSITA 3,46 5 bL FALCADE 6,65 30 bZ RACINES 3,36 6 bZ VALLE AURINA 6,28 31 IS ISERNIA 3,35 7 LC RObbIATE 6,00 32 bG LOVERE 3,23 8 TO PONT-CANAVESE 5,55 33 bZ VIPITENO 3,22 9 RM TIVOLI 5,40 34 Vb VILLADOSSOLA 3,2 10 bZ MOSO IN PASSIRIA 5,23 35 CN bELLINO 3,15 11 GE bORZONASCA 5,16 36 PT PESCIA 3,13 12 TO POMARETTO 5,1 37 UD PONTEbbA 3,11 13 PT CUTIGLIANO 4,80 38 TO bObbIO PELLICE 3,09 14 bZ SARENTINO 4,68 39 VC VARALLO 3,08 15 PZ LAURIA 4,50 40 bZ SAN CANDIDO 3,07 16 TO USSEGLIO 4,47 41 bS SONICO 3,06 17 bZ bRUNICO 4,39 42 Vb MONTESCHENO 3,03 18 bG OLMO AL bREMbO 4,39 43 CO GARZENO 3,03 19 PG PERUGIA 4,20 44 bG VALbONDIONE 3 20 PE bUSSI SUL TIRINO 4,20 45 bG VILMINORE DI SCALVE 3 21 bZ SAN LEONARDO IN PASSIRIA 4,01 46 VC ALAGNA VALSESIA 3 22 bL CALALZO DI CADORE 3,95 47 PT AbETONE 3 23 VI CHIUPPANO 3,87 48 RE LIGONCHIO 3 24 TO LUSERNA SAN GIOVANNI 3,86 49 SO CIVO 3 25 TO ROURE 3,76 50 Cb ORATINO 3 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. Rifacimento impianto idroelettrico di Mese (SO) 70 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • dIFFUSIONe deL MINI IdROeLettRICO IdROeLettRICO NeI COMUNI ItALIANI 0 – 100 kW 100 - 1000 kW > 1000 kW Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto diFonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 71
    • IL GRANde IdROeLettRICO IN ItALIAIdROeLettRICO Gli impianti idroelettrici rappresenta- Comune di Edolo, in provincia di bre- no nel nostro Paese una antica ma scia, con un impianto, composto da importante voce della produzione 8 gruppi, per complessivi 991 MW. energetica nazionale, capace di sod- Solo questi tre impianti sono in grado disfare il 76% (dato Terna 2009) dei di soddisfare il fabbisogno energeti- consumi del solo settore domestico. La co di oltre 1,3 milioni di famiglie. Le prima centrale installata in Italia risale Regioni italiane con il maggior numero al 1886 nel Comune di Tivoli. Attual- di impianti di grande taglia sono il Pie- mente sono 298 i Comuni, censiti monte con 470, il Trentino Alto Adige dal Rapporto “Comuni Rinnovabili con 366 e la Lombardia con 304. 2011”, che ospitano grandi impianti Se consideriamo invece la potenza idroelettrici (con potenza superiore ai installata è la Lombardia con 4.915 3 MW), per una potenza complessiva MW la prima Regione, seguita dal pari a 18.966 MW, distribuiti in tutto Trentino Alto Adige con 3.112 MW, il territorio nazionale ma con prevalen- e dal Piemonte con 2.456 MW. za ovviamente lungo l’Arco Alpino. I più grandi impianti idroelettrici sono quelli dei Comuni di Presenzano (CE) e Maccagno (VA) entrambi con 1.000 MW di potenza installata, seguiti dal IMPIANtI IdROeLettRICI NeLLe ReGIONI ItALIANe ReGIONe NUMeRO IMPIANtI 0 - 1 MW 1 - 10 MW > 10 MW tOt MW PIEMONTE 470 115 465 1.876 2.456 VALLE DAOSTA 64 8 78 795 882 LOMbARDIA 304 66 469 4.417 4.951 TRENTINO ALTO ADIGE 366 77 223 2.813 3.112 VENETO 188 44 129 927 1.100 FRIULI VENEZIA GIULIA 124 31 109 334 474 LIGURIA 42 12 63 0 75 EMILIA ROMAGNA 73 17 101 179 297 TOSCANA 94 21 87 224 332 UMbRIA 29 6 48 456 510 MARCHE 101 29 48 156 233 LAZIO 67 11 115 274 400 AbRUZZO 46 11 41 951 1.002 MOLISE 26 8 33 43 84 CAMPANIA 28 3 38 303 344 PUGLIA 0 0 0 0 0 bASILICATA 8 3 5 122 129 CALAbRIA 32 3 35 684 722 SICILIA 19 1 55 96 152 SARDEGNA 17 1 48 418 466 ItALIA 2.098 467 2.190 15.068 17.721 Fonte: Terna , GSE 72 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • dIStRIBUZIONe deGLI IMPIANtI IdROeLettRICI IdROeLettRICO CON POteNZA > A 10 MW 10 – 30 MW 31 - 500 MW > 500 MW Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto diFonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 73
    • IdROeLettRICO Le BUONe PRAtIChe deLL’IdROeLettRICO Sono diversi gli esempi interessanti che dimostrano come sia possibile una valorizzazione sostenibile delle risorse idriche per la produzione di energia elettrica. Un esempio è l’impianto da 90 kW realizzato nel 2007 nel Co- mune di Bagnolo, nel cremasco, in grado di sfruttare un salto naturale del corso d’acqua. L’impianto che produce circa 570.000 kWh/a è in grado di soddisfare il fabbisogno energetico elettrico del 15% circa delle famiglie residenti. Nel Comune di Valdieri (CN) invece è presente un impianto da 11 kW di proprietà della sezione di Cuneo del Club Alpino Italiano, in grado di soddisfare i fabbisogni del Rifugio Remondino. Nel 2005, invece l’azienda Agricola Agù, nel Comune di Pontechianale (CN), ha realizzato un impianto da 15 kW che fornisce circa 57.000 kWh/anno di energia elettrica, utiliz- zata dalla struttura stessa per soddisfare i propri fabbisogni. Le applicazioni riguardanti il mini idroelettrico sono presenti anche al sud, come nel Comune di Placanica (RC), dove nel 2008 è stata riavviata la centrale da 400 kW adiacente al vecchio mulino sul fiume Colopinace. Un esempio simile lo si trova nel Comune di Sinopoli (RC), dove le acque provenienti dalla fiumara alimentano una centrale di potenza pari ad 1,5 MW risalente al 1915 da qualche anno riattivata. Particolarmente interessante è il mini idroelettrico del Comune di Appiano (bZ) che sfruttando un salto di 152 metri nell’acquedot- to, è in grado di produrre 200.000 kWh all’anno di energia elettrica grazie a una turbina da 44 kW. Il costo complessivo della centrale, realizzata dal Comune nel 2009, è stato di circa 500.000 Euro, che in soli cinque anni rientrerà totalmente nelle spese di costruzione. Interessanti sono le opere di rifacimento di grandi e piccoli impianti idroelettrici, opere che consentono un miglioramento nell’efficienza dell’impianto, in grado così di aumentare la propria producibilità. Tra i piccoli impianti vi è l’esperienza dell’impianto Naviglio Langosco nel Comune di Galliate (NO). L’impianto situato nella riserva naturale del Ticino è stato recuperato nel 2006 dopo circa 20 anni di abbandono e riattivato con due turbine da 400 kW. La riqualificazione dell’impianto ha riportato alla luce la vecchia struttura novecentesca utilizzata oggi per attività ludiche e percorsi di educazione ambientale. Nella centrale idroelettrica di Villa Sant’Antonio (AP) il rifacimento totale ha permesso di au- mentare la potenza installata e l’efficienza dell’impianto del 25%, con com- plessivi 500 kW di potenza installata. La centrale utilizza le acque irrigue defluenti dal canale di bonifica attinge alle acque del fiume Tronto sfruttando una portata di 6 metri cubi al secondo ed un salto utile di circa dieci metri. Tale progetto ha visto coinvolti un soggetto privato e il Consorzio di bonifica dell’Aso, Tenna e Tronto. È iniziato ormai da un anno invece il progetto di “revamping” che porterà la centrale di Villar Perosa, nel torinese, a raggiun- gere quasi 1 MW di potenza grazie soprattutto al nuovo assetto impiantistico 74 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • IdROeLettRICO che sarà in grado di sostenere una portata massima intorno ai sette metri cubi al secondo e un salto di 25 metri. Il progetto di revamping interessa le opere e i macchinari, i sistemi di paratoie, il sifone di alimentazione, al fine di massimizzare la capacità di portata dell’impianto e aumentare per quanto possibile la capacità di produzione dell’impianto. Tra i grandi impianti un importante progetto di revamping è quello che ha coinvolto il nucleo idroelettrico di Mese (SO), composto da otto centrali in Valchiavenna; 4 a bacino (Mese, Chiavenna, Prestone e Isolato Madesimo), 2 a serbatoio (Isolato Spluga, San bernard) e 2 ad acqua fluente (San Pietro Sovera e Cremia e Rescia), per una potenza complessiva di 372 MW. Il nucleo idroelettrico è stato posto a partire dal 2005 a un intervento di rifaci- mento parziale,che ha portato all’aumento del 6,5% dell’acqua turbinata e della produzione energetica del 17%. Il primo intervento concluso è quello dell’impianto di Mese che portato alla sostituzione integrale dei 5 gruppi di generazione elettrica, con nuove turbine di tipo Pelton per una potenza com- plessiva di 170 MW. Oltre alle turbine sono stati sostituiti anche i generatori, i sistemi di alta e media tensione e i sistemi di automazione e regolazione. Il progetto di revamping proseguirà entro il 2012 con la sostituzione delle 3 turbine e dei 3 generatori che compongono l’impianto di Chiavenna. Oltre ad essere in progetto anche interventi per gli impianti di Gravedona e San Pietro Sovera sono previsti rispettivamente rifacimento totale e parziale dell’impianto. Un altro esempio di revamping di grandi impianti è quello del nucleo di tusciano (SA) composto da 8 centrali, di cui 6 ad acqua fluente; Tanagro, Calore, Tusciano, Piacentino Grotta dell’Angelo e Santa Maria Avigliano, una inattiva, Giffoni, una a bacino, bussento, per complessivi 96 MW. Il progetto di rifacimento parziale, concluso nel 2008, ha interessato 4 impianti. Tra i più importanti ricordiamo bussento, dove sono stati sostituiti i due gruppi da 30 MW e installati nuovi sistemi di automazione e telecontrol- lo dei servizi ausiliari al fine di aumentare l’efficienza dell’impianto. L’ impian- to di Picentino invece ha visto la sostituzione dei due gruppi esistenti con due turbine Pelton da 1 MW ciascuna che hanno permesso la demolizione di tutti i vecchi macchinari e il rifacimento totale del’impianto elettro-strumentale, compreso l’adeguamento degli edifici. Un ultimo intervento è stato quello che ha visto il rifacimento parziale del “gruppo 1” della centrale di Grotta dell’Angelo, con la sostituzione del gruppo di generazione dell’energia elet- trica e del sistema elettrico e di controllo. Queste opere di revamping hanno permesso al nucleo idroelettrico di Tusciano di aumentare la propria produ- zione energetica elettrica del 17% e quella dell’acqua turbinata del 54%.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 75
    • 6. GeOteRMIAGeOteRMIA Sono 290 i Comuni della geotermia e in alcune zone del Veneto, dell’Emi- rilevati dal rapporto “Comuni Rinno- lia Romagna, della Campania e della vabili 2011”, per una potenza totale Lombardia. di 868 MW elettrici e 69,7 MW Invece per temperature che risultano in- termici. Quella geotermica è una feriori ai 150°C si parla di geotermia forma di energia che trova origine dal a bassa entalpia. In questo caso si calore della terra. Da qui il calore si utilizza la differenza e la costanza di propaga fino alle rocce prossime alla temperatura del terreno rispetto all’aria superficie, dove può essere sfruttato esterna, che è possibile sfruttare in essenzialmente in due modi diversi. termini di calore che può essere utiliz- Per temperature superiori ai 150 °C zato sia per usi residenziali che per at- si definisce alta entalpia, attraverso tività agricole, artigianali ed industriali la quale è possibile produrre energia che hanno bisogno di energia termica elettrica tramite una turbina a vapore nel processo produttivo. È importante (centrale geotermoelettrica). Le princi- sottolineare come lo sviluppo della pali Regioni italiane in cui è sfruttabile geotermia a bassa entalpia è possibile l’energia geotermica ad alta entalpia in ogni Regione italiana e rappresenta sono la Toscana (come si può vedere una significativa opportunità per citta- dalla cartina e testimoniato dal fatto dini e piccole-medie imprese in quanto che a Larderello nel 1904 fu inaugu- permette, integrata con impianti rato il primo grande impianto per la efficienti, di produrre energia termica produzione di energia elettrica in Eu- per riscaldare l’acqua sanitaria e gli ropa), il Lazio e la Sardegna, mentre ambienti ma anche energia frigorife- potenzialità interessanti sono in Sicilia ra per raffrescare. Ed è significativo Impianto ad alta entalpia di Larderello nel Comune di Pomarance (PI) 76 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • notare come questa tecnologia stia corso progetti e già realizzati interven- GeOteRMIAcrescendo sempre di più nel nostro ti in diverse località del Centro Sud,Paese: solo nell’ultimo anno le instal- come a Capestrano (AQ) con unalazioni fotografate dal Rapporto sono pompa di calore da 13 kW o Mazza-cresciute di oltre il 50%. La cartina no Romano (RM) con 15 kW.dell’Italia mostra come questa tecno-logia si stia sviluppando in particolarmodo al Centro - Nord. Ma sono inGeOteRMIA: la crescita delle installazioni in Italia MW1000 900 800 700 600 500 400 300 200 100 0 2006 2007 2008 2009 2010 2011Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente.I COMUNI deLLA GeOteRMIA Numero Comuni 350 300 250 200 150 100 50 0 2006 2007 2008 2009 2010 2011Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 77
    • Dei 290 Comuni censiti dal Rapporto impianti è impressionante, si è infattiGeOteRMIA 2011 sono 9 quelli che possiedono passati dai 5 Comuni toscani in cui impianti per la produzione di energia la geotermia ad alta entalpia era una elettrica con una potenza installata realtà già dai primi del ‘900 ai 281 pari a 868 MW. Tutti, ad eccezione impianti censiti alla fine del 2009. di Ferrara, sono in Toscana tra le Nella classifica è stato utilizzato un provincie di Grosseto, Pisa e Siena. criterio legato alla potenza installata Questi impianti sono in grado di sod- che premia nelle prime nove posizioni disfare il 27% del fabbisogno elettrico tutti Comuni del Nord Italia. Molto complessivo regionale, e superano interessante è lo sviluppo crescente di ampiamente i consumi del settore sviluppo di queste tecnologie integra- domestico e agricolo. te con altre fonti rinnovabili. Sono 8 gli impianti geotermici, rilevati dal COMUNI deLLA GeOteRMIA rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” Ad ALtA eNtALPIA integrati con impianti solari fotovoltaici PR COMUNe MW e/o solari termici, al fine di aumentare PI POMARANCE 288 la produzione rinnovabile. PI CASTELNUOVO VAL DI CECINA 114,5 GR MONTEROTONDO MARITTIMO 100 PRIMI 10 COMUNI deL GeOteRMICO GR SANTA FIORA 20 A BASSA eNtALIPIA FE FERRARA 14 GR MONTIERI 60 PR COMUNe kW PI MONTEVERDI MARITTIMO 40 TO RIVAROSSA 5.057 SI RADICONDOLI 120 TV TREVISO 3.800 SI PIANCASTAGNAIO 111,5 LC LECCO 2.400 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente bG SAN PELLEGRINO TERME 2.200 SO CASTIONE ANDEVENNO 1.172 Sono 281 i Comuni che invece TV MONTEbELLUNA 1.124 RN RIMINI 1.067 utilizzano impianti geotermici a bassa MI CORMANO 640 entalpia o pompe di calore, per una AN LORETO 600 potenza complessiva di 69,7 MW MC MONTECASSIANO 582 termici. Dal 2006 la diffusione degli Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente Geotermia a bassa entalpia nel Comune di Fiano (TO) 78 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • dIFFUSIONe deGLI IMPIANtI GeOteRMICI GeOteRMIA NeI COMUNI ItALIANI 0 – 10 MW > 10 MW Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto diFonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 79
    • GeOteRMIA Le BUONe PRAtIChe E’ importante raccontare le diverse esperienze che si stanno diffondendo di integrazione della geotermia a bassa entalpia con altre fonti rinnovabili e impianti efficienti per rispondere ai fabbisogni di strutture pubbliche e private. L’impianto geotermico in funzione nel Comune di Castenendolo, in provincia di brescia, ne è un esempio. Le centrali termiche a servizio del polo scolasti- co (oltre ad una palestra e un centro di aggregazione giovanile) sono infatti composte da due pompe geotermiche, da 17,6 kWt e 18,6 kWf, in grado di sviluppare sia calore per la stagione invernale che raffrescamento per la stagione estiva, e da due caldaie a condensazione funzionanti solo nel periodo invernale ad integrazione delle tecnologie rinnovabili. Inoltre sulla copertura che ospita la centrale termica sono posizionati quattro collettori solari termici a circolazione forzata, per la produzione di acqua calda, e 34 metri quadrati di pannelli fotovoltaici grazie al quale vengono prodotti circa 5.500 kWh/anno. Infine una mini rete di teleriscaldamento lunga 600 metri distribuisce il calore necessario per la produzione di acqua calda sanitaria alle diverse strutture servite. Altrettanto interessanti sono le applicazioni svi- luppate nel complesso residenziale di San Paolino, nel Comune di Brescia, dove per rispondere alle esigenze abitative di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria, i 52 alloggi per anziani e il Centro Servizi si sono dotati nel 2010 di un impianto capace di sfruttare la tempe- ratura costante del terreno in abbinamento con un impianto fotovoltaico. Il sistema è composto da 86 sonde a spirale a servizio di tre centrali geotermi- che in grado di sviluppare una potenza termica di 113,4 kWp e di produrre 290.531 kWh l’anno. Questo intervento, realizzato nell’ambito di un pro- getto di edilizia residenziale pubblica promosso dalla Regione Lombardia, Aler di brescia e Comune di brescia, permetterà un risparmio di circa 250 Euro ad alloggio per complessivi 17.500 Euro l’anno, abbattendo del 75% i costi sui consumi energetici. Altro esempio interessante è la realizzazione dell’impianto geotermico del liceo “Fanti” di Carpi, nel modenese, nell’ambi- to di un intervento di manutenzione e riqualificazione degli impianti termici. Attraverso 10 sonde geotermiche poste a 110 m di profondità per complessi- vi 55 kW, l’impianto è in grado di produrre energia termica, riscaldamento e raffrescamento, in base alle diverse stagionali e garantire importanti riduzioni dei costi in bolletta. Da segnalare è anche l’intervento realizzato nel Comu- ne di Borgomanero, in Provincia di Torino, su un’area industriale dismessa. L’intervento è stato dotato di impianto termico composto da pompe di calore terra – acqua, associate a impianti solari termici e impianti solari fotovoltaici. Caratteristica particolare è rappresentata dall’ascensore della residenza, in grado, durante la discesa, di produrre energia elettrica che viene immagazzi- nata e utilizzata per contribuire ai consumi derivanti dall’uso dello stesso. 80 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • 6. BIOMASSA BIOMASSASono 663 i Comuni in Italia in cui vegetali in decomposizione, liquamisono localizzate centrali a biomassa zootecnici o fanghi di depurazione,solida mentre sono 478 quelli con scarti dell’agro-industria.centrali a biogas. La potenza totaledegli impianti (biomassa solida + Nella cartina dell’Italia con la distri-biogas) è di 1.088 MW elettrici e buzione degli impianti a biomassa702 MW termici. Il Rapporto ha pre- si evidenzia come la concentrazioneso in considerazione sia gli impianti sia soprattutto al Centro Nord e nelleche bruciano biomassa solida, cioè aree interne, mentre al Sud gli impiantimateriali di origine organica, vegetale sono nelle aree costiere e vicino aio animale attraverso la cui combustio- porti proprio perché utilizzano spessone è possibile produrre energia, sia biomasse provenienti dall’estero. Laimpianti a biogas che invece produ- cartina degli impianti a biogas mostracono energia elettrica e/o termica invece una distribuzione maggiormen-grazie alla combustione di gas, te uniforme lungo tutta la penisola, conprincipalmente metano, prodotto dalla le aree di maggior concentrazionefermentazione batterica (che avviene in Pianura Padana e nel Trentino Altoin assenza di ossigeno) dei residui Adige. Il censimento è stato ottenutoorganici provenienti da rifiuti come incrociando i dati del GSE, di Fiper eInterno della centrale a biomassa a Morgex (AO)Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 81
    • Itabia con quelli ottenuti dai Comuni, modo particolare impianti di piccole-BIOMASSA attraverso il questionario annuale di medie dimensioni fino a 3 MW. Comuni Rinnovabili, da Regioni e Grazie a questi impianti, il cui numero Provincie, nonché aziende del settore. medio di ore di funzionamento è pari Il grafico mette in evidenza lo svilup- a circa 7.000 ore l’anno, viene soddi- po di questa tecnologia a partire dal sfatto il fabbisogno di energia elettrica 2006. L’incremento registrato in questi di circa 3 milioni di famiglie. anni è costante e ha riguardato in BIOMASSe: LA CReSCItA deLLe INStALLAZIONI IN ItALIA MW 1200 1000 800 600 400 200 0 2006 2007 2008 2009 2010 2011 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. I COMUNI deLLe BIOMASSe Numero Comuni 1200 1000 800 600 400 200 0 2006 2007 2008 2009 2010 2011 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. 82 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • GLI IMPIANtI A BIOMASSA NeI COMUNI ItALIANI BIOMASSASono 663 i Comuni che hanno in- PRIMI 20 COMUNIstallato sul proprio territorio impianti a deLLA BIOMASSA eLettRICAbiomassa. Tra questi possiamo distin- PR COMUNe MWguere 360 Comuni con impianti che KR STRONGOLI 46producono energia elettrica (503.9 KR CROTONE 22,8 FE ARGENTA 20MW installati). Nella tabella che se- VR SANT’AMbROGIO DI VOLPOLICELLA 20gue sono riportati i dati che riguarda- VS SERRAMANNA 13,1no la potenza installata nei Comuni, SO VALFURVA 12ma senza elaborare una classifica che AO LA THUILE 12 AO MORGEX 9,1non avrebbe senso rispetto a una fonte TN SIROR 8,8rinnovabile che deve essere svilup- SA PALOMONTE 8,7pata legata al territorio e alle risorse PV VALLE LOMELLINA 8,6presenti perché funzioni al meglio da MN SUSTINENTE 8un punto di vista del bilancio energe- TO ROSTA 7,4 bZ NAZ-SCIAVES 7,4tico ed ambientale. Proprio il corretto SO FUSINE 6,9dimensionamento degli impianti risulta VA CUVIO 6,8fondamentale per garantirne la sosteni- MN MANTOVA 6,8bilità e evitare l’importazione di mate- VC CROVA 6,7 bZ LASA 6,5ria prima, come avviene nelle centrali LU bAGNI DI LUCCA 6di Strongoli e Crotone dove viene Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambientebruciata prevalentemente biomassaproveniente da altri continenti. Come dimostrano questi dati le bio- masse possono giocare un ruolo im- portante nel contribuire al fabbisogno energetico italiano, ma perché questa opportunità venga colta al meglio occorre porre attenzione alle risorse presenti nei territori e alla sostenibilità dei processi. Occorre infatti un dimen- sionamento degli impianti che tenga conto di questi parametri fondamenta- li, altrimenti si rischia come nel caso dei grandi impianti, di ricorrere all’uso di importazioni dall’estero della legna vergine. Un corretto dimensionamento non dovrebbe vedere un approvvigio- namento di materie prime oltre i 70 km circa, una distanza entro la quale è possibile lavorare a una efficiente filiera territoriale. Gli impianti che meglio rispondono ai criteri di qualitàVasca di raccoglimento del cippato del piccolo impiantoa biomassa a Caldaro sulla Strada del Vino (BZ) e sostenibilità, anche se non in terminiComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 83
    • assoluti, sono quelli con dimensioni primaria. Oltre ai vantaggi ambientali,BIOMASSA fono a 1 MW. lo sviluppo di una filiera agrienergeti- Per quanto riguarda la biomassa so- ca può portare positivi risultati anche lida il combustibile più comunemente dal punto di vista socio-economico, utilizzato è il cippato, sia nei grandi in particolare per le imprese agricole, impianti sia nei piccoli. Altri tipi di con lo sviluppo di applicazioni sempre biomasse solide utilizzate sono legno più integrate e efficienti, e alla possi- vergine, residui forestali, trucioli, sega- bilità di creare nuove attività e figure tura, scarti dell’industria agroalimenta- professionali. re, come gusci di nocciole, castagne, uva. Negli impianti a biogas invece la maggior parte degli impianti recupera metano dalle deiezioni animali e in parte dalle discariche. Secondo le sti- me di Itabia il potenziale quantitativo annuo di biomassa in Italia è di oltre 25 milioni di tonnellate di sostanza secca a cui vanno aggiunti gli scarti della zootecnica per un totale di oltre 23 Mtep/annui in termini di energia Impianto a biomassa del Comune di Dobbiaco (BZ) 84 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • dIFFUSIONe deGLI IMPIANtI A BIOMASSA BIOMASSA NeI COMUNI ItALIANI 0 -1 MW 1 – 10 MW > 10 MW Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto diFonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 85
    • GLI IMPIANtI A BIOGAS NeI COMUNI ItALIANIBIOMASSA Sono 474 i Comuni in cui è installa- Nella Tabella sono elencati i primi 10 to almeno un impianto a biogas. Di Comuni in cui sono presenti impianti questi sono 35 quelli che ospitano im- di tipo cogenerativo. La potenza pianti a cogenerazione, cioè impianti complessiva installata di 51,3 MW che producono sia energia elettrica elettrici e 48,8 termici è in grado di che termica e 439 quelli che invece soddisfare il fabbisogno di energia ospitano impianti che producono solo elettrica di oltre 140 mila famiglie e di energia elettrica. La potenza comples- oltre 28.000 per i fabbisogno termici. siva è di 593,1 MWe e 52,9 MWt. COMUNI deL BIOGAS – IMPIANtI IN COGeNeRAZIONe – PRIMI 10 PR COMUNe MWe MWt provenienza biogas PV COSTA DE NObILI 4,9 2,2 liquame suino, bucce di pomodoro, mais AL CASTELNUOVO bORMIDA 2,6 0,9 biomassa vegetale AL CASAL CERMELLI 4 2,6 reflui zootecnici e prodotti agricoli AL PIOVERA 2,6 1 biomassa vegetale AL OCCIMIANO 3,5 1,06 digestore anaerobico (trinciati) LO bORGO SAN GIOVANNI 2,9 0,04 liquame suino-biomassa RC CONDINONI 0,6 0,33 agrumi, sansa, letame bovino, insilato triticale, letame avicolo VC LIVORNO FERRARIS 2,3 1,2 mais, pula di riso, reflui bovini VE TEGLIO VENETO 0,9 1,1 liquame bovini-pollina-coltura energetica AL CASTELNUOVO SCRIVIA 2,6 0,9 reflui zootecnici + biomasse vegetali Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. Serre alimentate a biogas 86 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • Sono 8 i Comuni che teoricamente PRIMI 20 COMUNI BIOMASSApossiamo definire “100% Rinnovabi- deL BIOGAS eLettRICOli” sia da un punto di vista elettrico PR COMUNe MWeche termico grazie al biogas, perché RM ROMA 19,5producono più energia di quella TO TORINO 14,2 bA MONOPOLI 12necessaria ai fabbisogni delle fami- PA PALERMO 11,5glie residenti: Costa de’ Nobili (PV), RG RAGUSA 10“piccolissimo Comune” di circa 370 AN MAIOLATI SPONTINI 9,4abitanti, 5 Comuni tutti della Provincia GE GENOVA 8,7 AO bRISSOGNE 82di Alessandria, Casal Cermelli, Caste- bG MONTELLO 7,9nuovo Bormida, Piovera, Basaluzzo PD ESTE 7,7e Occiminiano, oltre a Borgo San NA GIUGLIANO IN CAMPANIA 7,4Giovanni (LO) e il Comune di Condi- VA GORLA MAGGIORE 7,04noni in provincia di Reggio Calabria. MI INZAGO 6,6 TO CASTIGLIONE TORINESE 5,6 LT CISTERNA DI LATINA 5,5Nella Tabella che segue sono ripor- PD CONSELVE 5,1tati i primi 20 Comuni per potenza SV VADO LIGURE 4,3installata di impianti a biogas per usi MN RODIGO 4,01 FE bONDENO 4elettrici. La potenza complessiva di bO MEDICINA 3,8593,1 MW è in grado di soddisfare Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambienteil fabbisogno di energia elettrica di ol-tre 1,6 milioni di famiglie. Sono 164i Comuni che teoricamente possiamodefinire autosufficienti dal punto divista elettrico grazie al biogas.Pozzi di captazione su discarica per impianto a biogasComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 87
    • dIFFUSIONe deGLI IMPIANtI A BIOGASBIOMASSA NeI COMUNI ItALIANI 0 – 500 kW 500 – 1000 kW > 1000 kW Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto di Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente. 88 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • IL teLeRISCALdAMeNtO dA BIOMASSe BIOMASSAIl Rapporto “Comuni Rinnovabili” hainoltre fotografato la situazione el’evoluzione degli impianti di teleriscal-damento in Italia. I vantaggi di questatecnologia sono molteplici e vanno dalmaggior grado di efficienza rispettoai sistemi domestici, alla riduzione deigas di scarico inquinanti. Dunquesia un miglioramento della qualitàdell’aria a livello locale che minoriemissioni di CO2 a livello globale. Ilteleriscaldamento contribuisce al riscal-damento e alla produzione di acquacalda per usi sanitari e può coinvolge-re ogni tipo di struttura da abitazioniprivate a scuole, ospedali e uffici. E’basato sulla distribuzione di calore o Edificio riscaldato con micro rete di teleriscaldamento nel Comune di Farini (PC)di acqua calda, proveniente da unacentrale attraverso una rete di tuba-zioni. Proprio per il grande peso che deve avere provenienza locale e devehanno i consumi di energia termica essere di tipo cogenerativo, in modoper gli usi civili (circa 12.000 kWh/a da non disperdere il calore prodottoa famiglia) il teleriscaldamento svolge nell’ambiente. Il massimo dell’efficien-un fondamentale ruolo nella direzione za degli impianti a biomassa è datadell’efficienza energetica. Le centrali dalla possibilità di produrre anchepossono essere alimentate con diversi energia frigorifera, energia in gradocombustibili, dalle biomasse “rinno- di poter raffrescare gli ambienti nellevabili” alla geotermia, agli impianti stagioni calde, facendo risparmiarefossili tradizionali, ai rifiuti. Rispetto a alle famiglie la spesa per i condizio-una centrale elettrica tradizionale si natori. Diverse esperienze dimostranosfrutta il calore prodotto nel processo come questa tecnologia, soprattutto sedi combustione e che normalmente da biomassa locale e ad alta efficien-viene disperso in atmosfera, in “co- za, permette alle famiglie allacciategenerazione” se si produce energia alla rete di ridurre la spesa in bollettaelettrica e calore, in “trigenerazione” per i consumi di energia termica dalse si produce anche raffrescamento. 30 al 45% rispetto a un impiantoPerché un impianto si possa definire domestico tradizionale.totalmente rispettoso dell’ ambientedeve avere 3 caratteristiche princi- Nella cartina i 372 impianti di tele-pali: il combustibile deve essere vera riscaldamento installati in altrettantibiomassa in modo da garantire un Comuni sono rappresentati con coloribilancio di anidride carbonica nullo, diversi. Di questi 296 sono rinnovabiliComuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 89
    • in quanto alimentati a biomassa men- impianti supera il fabbisogno delleBIOMASSA tre i restanti 73 utilizzano fonti diverse famiglie, e di questi più della metà come rifiuti, gas, metano, gasolio. appartiene alla provincia di bolzano. Sono oltre 170 mila le utenze tra Considerando solo la produzione ter- residenziali e produttive servite, oltre mica di questi 111 impianti, l’energia 1.170 milioni di kWth/a prodotti e prodotta è in grado di soddisfare il più di 20,6 milioni i metri cubi riscal- 29% del fabbisogno energetico delle dati. La crescita degli ultimi anni vede famiglie residenti nei Comuni. Sono realizzazioni in impianti sia nei piccoli 10 invece i Comuni dove l’impianto Comuni che nei grandi, attraverso sia a biomassa connesso alla rete di fonti rinnovabili che fossili e rifiuti. I mi- teleriscaldamento soddisfa dal 99 al gliori risultati sono nei piccoli Comuni, 50% dei fabbisogni termici e 22 quelli dove troviamo impianti da fonti rinno- che grazie a queste tecnologie soddi- vabili che riescono a coprire spesso sfano dal 49 al 20% del fabbisogno interamente i fabbisogni per il riscalda- termico. Sono inoltre 5 gli impianti di mento e l’acqua calda sanitaria. teleriscaldamento censiti da questo La Tabella riporta gli impianti alimenta- Rapporto alimentati da fonti geotermi- ti da fonti rinnovabili di cui si conosce che e 7 quelli alimentati con impianti la produzione di energia termica. Il a biogas. parametro utilizzato è la percentuale di fabbisogno di energia termica delle famiglie coperto dall’impianto. In 24 Comuni la produzione termica degli Impianto di teleriscaldamento nel Comune di Sesto (BZ) 90 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • PRIMI 20 COMUNI dA teLeRISCALdAMeNtO A VeRe BIOMASSe BIOMASSAPR COMUNe kWe kWt kWh/a termici %bZ GLORENZA 5.800 15.105.026 427PI CASTELNUOVO VAL DI CECINA 9.500 6.300 31.000.000 314AO MORGEX 7.000 22.186.560 290bZ STELVIO 8.600 13.646.000 260bZ VIPITENO 1.100 18.000 58.000.000 250AO PRÉ-SAINT-DIDIER 205 4.100 9.500.000 246bZ SESTO 9.000 18.502.000 242bZ bRUNICO 4.500 78.400 119.320.051 219bZ VARNA 980 7.200 30.656.000 214bZ VALDAORA 8.000 23.667.000 211bZ MONGUELFO 6.000 19.578.000 193bZ RACINES 1.200 30.018.800 187bZ SLUDERNO 450 6.200 13.721.000 185SO TIRANO 5531 66.882.500 184SO SONDALO 10.000 30.029.362 166TN CAVALESE 7.500 24.130.000 165bZ SILANDRO 2.450 16.500 37.110.026 154bZ DObbIACO 1.500 18.000 15.900.000 121bZ PRATO ALLO STELVIO 1.690 7.280 14.765.000 117TN FONDO 10.500 6.645.873 111TN FIERA DI PRIMIERO 8.000 23.952.000 109 bZ bADIA 6.000 12.640.000 104 bZ RASUN ANTERSELVA 5.000 11.280.000 104 bZ LASA 170 6.200 15.262.000 103Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di LegambienteLa tabella che segue riguarda invecei Comuni in cui vi sono impianti diteleriscaldamento alimentati da fontifossili e rifiuti. Dei 73 impianti recen-siti dal Rapporto, 33 sono quelli cheutilizzano il gas metano, 9 recuperanoenergia, parte o tutta dalla combustio-ne dei rifiuti (bologna, brescia, Como,Cremona, Granarolo dell’Emilia, SestoSan Giovanni, Milano, Ferrara e Vero-na), 18 gas, i restanti utilizzano o fonti Municipio di Caldaro sulla Strada del Vino (BZ) teleriscaldato da biomasse localifossili non specificate o olii vegetali,lolla e gasolio. In tutti questi tipi di censimento effettuato risultano 4 gli im-impianti l’abbinamento con il teleri- pianti in cui si produce anche energiascaldamento è un fattore di efficienza frigorifera: a brescia, Reggio Emilia,complessiva che contribuisce alla Mantova e bologna. L’importanzariduzione dell’utilizzo dei combustibili che possono ricoprire gli impianti difossili, grazie al recupero e al riutiliz- teleriscaldamento è confermata dallazo del calore prodotto che altrimenti continua costruzione di nuovi impiantiverrebbe dissipato nell’atmosfera. Dal sempre più efficienti.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 91
    • PRIMI 50 COMUNI deL teLeRISCALdAMeNtO dA VeRA BIOMASSABIOMASSA PR COMUNe kWe kWt m3 PROd. eLettR. PROd. teRM. FE FERRARA 3.300 173.500 5.004.409 0 149.924.438 bZ bRUNICO 4.500 78.400 11.445.075 119.320.051 bZ DObbIACO 1.500 18.000 2.102.500 18.664.000 15.000.000 SO TIRANO 5.531 1.413.677 7.500.000 66.882.500 bZ VIPITENO 1.100 18.000 500.000 6.500.000 58.000.000 bZ SILANDRO 2.450 16.500 1.050.953 11.944.267 37.110.026 PI CASTELNUOVO VAL DI CECINA 9.500 6.300 200.000 0 31.000.000 bZ VARNA 980 7.200 5.000.000 30.656.000 SO SONDALO 10.000 717.255 30.029.362 bZ RACINES 1.200 30.018.800 TN CAVALESE 7.500 400.000 4.500.000 24.130.000 TN FIERA DI PRIMIERO 8.000 23.952.000 bZ VALDAORA 8.000 170.000 23.667.000 AO MORGEX 7.000 343.000 22.186.560 bZ MONGUELFO 6.000 450.000 19.578.000 bZ SESTO 9.000 18.502.000 bZ LACES 11.900 410 18.000.000 TO LEINI 10.000 325.000 15.386.150 bZ LASA 170 6.200 0 15.262.000 bZ GLORENZA 5.800 15.105.026 bZ PRATO ALLO STELVIO 1.690 7.280 600.000 4.266.000 14.765.000 TO CASTELLAMONTE 1.940 9.000 305.000 13.739.019 bZ SLUDERNO 450 6.200 252.400 3.108.304 13.721.000 bZ STELVIO 8.600 13.646.000 bZ bADIA 6.000 12.640.000 bZ RASUN ANTERSELVA 5.000 130.000 11.280.000 AO PRÉ-SAINT-DIDIER 205 4.100 9.500.000 CN SAVIGLIANO 5.900 8.918.717 GO ROMANS DISONZO 1.200 8.500.000 CN VERZUOLO 5.800 210.000 8.448.614 TN PREDAZZO 1.420 5.000 360.000 790.000 7.500.000 bZ VANDOIES 2.500 55.000 7.100.000 bZ SARENTINO 3.000 6.794.000 TN FONDO 10.500 218.000 6.645.873 bZ ULTIMO 2.200 6.318.000 bS SELLERO 12.900 0 5.831.702 FC bAGNO DI ROMAGNA 600 8.496 252.000 1.460.000 5.400.000 SO VALFURVA 12.000 5.124.340 CN ORMEA 3.900 20.000 4.935.690 bZ VALLE AURINA 2.950 4.881.000 bO LIZZANO IN bELVEDERE 3.000 4.722.100 VI ASIAGO 990 10.000 450.000 594.000 4.700.000 AO POLLEIN 5.000 4.430.840 bZ bRENNERO 3.500 3.499.000 bZ VELTURNO 2.100 3.229.000 bZ LAION 1.300 3.165.000 bZ SAN MARTINO IN bADIA 1.200 3.120.000 bZ TERENTO 1.000 62.000 3.015.000 bZ SAN CANDIDO 1.700 2.972.000 bZ SELVA DEI MOLINI 1.400 2.944.000 Fonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente 92 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • dIFFUSIONe deGLI IMPIANtI deL teLeRISCALdAMeNtO BIOMASSA NeI COMUNI ItALIANI Fonte rinnovabile Fonte fossile o rifiuti Comuni Rinnovabili 2011 Rapporto diFonte: Rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” di Legambiente.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 93
    • BIOMASSA Le BUONe PRAtIChe Tra i casi più interessanti da segnalare che riguardano le installazioni di que- sta tecnologia sono quelle che recuperano biogas da scarti agricoli, liquami e discariche. A Castelleone (CR) grazie alla compartecipazione di tre impre- se agricole è attivo un impianto a biogas in grado di trattare 20.000 tonnel- late di rifiuti organici unitamente a 73.000 tonnellate di liquami e 6.000 di biomasse per una produzione annua di 7.700.000 kWh di energia elettrica e 7.000.000 kWh di energia termica. A Ponteginori, una frazione del Comune di Montecatini Val di Cecina, l’azienda vinicola, “la Ginori Lisci”, produce energia elettrica tale da rendere l’intera azienda autosufficiente sia dal punto di vista elettrico che termico, grazie ad un impianto a biogas da 700 kW. L’impianto alimentato dagli scarti di lavorazione dei 2.000 ettari di viti e da altra biomassa prodotta in loco, è in grado di produrre circa 5,6 milioni di chilowattora all’anno di elettricità, metà consumati dall’azienda stessa e per il resto immessi in rete. Anche la discarica del Comune di Spoleto (PG), che riceve quotidianamente circa 150 tonnellate di rifiuti provenienti dai 21 Comuni del comprensorio spoletino, del folignate e della Valnerina, è stata dotata di un impianto di biogas. L’impianto ha una potenza di 844 kW, e serve 3.000 famiglie con un risparmio di 110 mila barili di petrolio l’anno. Un altro esempio di recupe- ro di biogas da discarica è nel Comune di Civitella Paganico, in provincia di Grosseto, presso la discarica di Cannicci dove è presente un impianto di captazione di biogas capace di produrre dal 2009 circa 835.000 kWh di energia grazie al recupero di circa 500 mila Nm3 di metano. Per quanto riguarda lo sfruttamento delle biomasse solide le migliori espe- rienza sono senz’altro quelle in cui gli impianti di tipo cogenerativo sono allacciati a impianti di teleriscaldamento anche di dimensione limitata. Un esempio è quello nel Comune di Caldaro (bZ), dove una rete di 50 metri ser- ve 3 edifici comunali (antico ospedale, il municipio e la scuola). Nel 2009 il Comune decise di sostituire le vecchie caldaie a gasolio con una caldaia da 200 kWt a cippato. Grazie a questa installazione il Comune è in grado di soddisfare interamente il fabbisogno energetico termico del Municipio e delle altre due strutture. Nel Comune di Pre Saint didier, in Valle d’Aosta, invece dal 2008 è in funzione un impianto di teleriscaldamento a servizio di abitazioni private, scuole, uno stabilimento termale e la piscina pubblica, completamente alimentato a biomasse vergini (cippato e legna). Grazie ad una rete di un chilometro e mezzo, le 80 utenze ad esso allacciate hanno ottenuto un risparmio medio, rispetto ad impianti da fonti di energia tradizio- nali, del 25%. La rete è alimentata da un impianto a biomasse da 4,1 MW a cui vanno aggiunti gli apporti energetici del sistema cogenerativo associa- to, in grado di “recuperare” ulteriori 248 kW termici e 205 kW elettrici. La 94 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • BIOMASSA particolarità dell’impianto è data da un sistema che consente di recuperare il calore termico di scarto prodotto dalle acque termali, attraverso una pompa di calore, che a sua volta è alimentata elettricamente dall’impianto di coge- nerazione in grado di cedere il calore di raffreddamento alla rete cittadina. Un’altra mini rete da 220 metri, nata grazie al cofinanziamento del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, è quella del Comune di San Giovanni al Natisone, in provincia di Udine dove, nel 2004, la mini rete di teleriscalda- mento è stata allacciata ad una caldaia da 400 kW alimentata da biomas- se (cippato e legna vergine) provenienti dalla Valle del Natisone, in grado di produrre circa 1,1 milioni di kWh/anno, garantendo riscaldamento e acqua calda sanitaria a 44 unità abitative costruite secondo criteri di bioedilizia. Nel Comune di Loro Ciuffenna (AR) a fine febbraio 2011, nella frazione di San Giustino Valdarno, è stata inaugurata una nuova centrale a biomassa da 500 kW di proprietà comunale, connessa ad una mini rete di teleriscal- damento da 420 metri. L’impianto è in grado di soddisfare il fabbisogno di acqua calda sanitaria ed il riscaldamento di 8 strutture comunali: un com- plesso scolastico composto da scuola elementare, materna e nido, l’edificio denominato “Società operaia”, l’edificio Asilo delle Suore, l’edificio ambula- toriale Asl e mini-alloggi e gli alloggi sociali denominati “Casa Amica”, per una volumetria complessiva di 20.000 metri cubi.Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente 95
    • GLI INdICAtORI deL QUeStIONARIO RIFeRIMeNtI BIBLIOGRAFICIdI LeGAMBIeNte: Dati e statistiche GSE 2009; Rapporto Energia e Ambiente, Enea; Qual Energia;Solare termico biomasse Italia,• Pannelli solari termici installati nel Rapporto Itabia 2008; Airu, Annuario territorio comunale (metri quadri) 2010• Pannelli solari termici installati nelle strutture edilizie utilizzate dall’ammini- SItI strazione comunale (scuole, uffici…) www.ambienteitalia.it (metri quadri) www.bellunoenergierinnovabili.it www.comunirinnovabili.itSolare fotovoltaico www.enelgreenpower.it• Impianti solari fotovoltaici installati nel www.enercat.it territorio comunale (kW) www.estif.org• Impianti solari fotovoltaici installati www.eurobserv-er.org nelle strutture edilizie comunali (kW) www.fonti-rinnovabili.it www.gse.itenergia eolica www.qualenergia.it• Impianti eolici, potenza installata nel www.terna.it territorio comunale (kW) www.ewea.org www.epia.orgenergia idroelettrica• Impianti idroelettrici, potenza installata SI RINGRAZIA PeR LA dISPONIBILItà A nel territorio comunale (kW) FORNIRe dAtI e FOtO: Società e aziende: a2a, Acegas spa,energia geotermica Adnkronos, Alter Ene, Airone, Aria Srl.,• Impianti geotermici, potenza installata Asija, Astrim, Azienda La Vinicola, bioe- nel territorio comunale (kW) nergia biomasse, biogas Ibt, Consorzio biogas, Cpl Concordia, Devices Srl, E-energia da biomaSSe transfer, Ecojoule, Ecotermia Srl, Edipower,• Impianti a biomassa, potenza installa- Enfinity Italia, Envitec, Fedi Impianti, Fiper, ta nel territorio comunale (kW) Fratelli baruzzi, Fri-El biogas Holding , Geco Termia Srl, Geothermal Internationalenergia da biogaS Italia, Geotermia Srl, Gruppo Ab, Gruppo• Impianti a biogas, potenza installata Icq, Helios, Idrocentro, I-Homes, Jonica nel territorio comunale (kW) Impianti, Juwi, Klimeko, KME, Le brasier, Maccarese Spa, Marco Polo Engineering,teleriScaldamento Mact Srl, Mugello Gestione Energia, Para-• Potenza installata (kW) digma Italia Srl, Re-nova Energy, Ropatec,• Km della rete di teleriscaldamento RRI, Scs Idro, Solarday, Sunedison.• Metri cubi riscaldati• Produzione di energia elettrica annua Comune di brunico, Comune di Farini, (kWh/a) Comune di Ferrara, Comune di Forlì,• Produzione di energia termica annua Comune di Morgex, Comune di Peglio, (kWh/a) Comune di Pesaro, Comune di Piacenza,• Produzione di energia frigorifera Comune di Torino, Comune di Zoppola. (kWh/a)96 Comuni Rinnovabili 2011 - Rapporto di Legambiente
    • aderisci a legambienteabbiamo bisogno di energie pulite per salvare il pianetaLegambiente è un’associazione di liberi cittadini e cittadine che si battono permigliorare la vivibilità dell’ambiente, per garantire la salute della collettività, per unmondo diverso, più giusto e più felice.Più di venticinque anni di storia fatta di 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppilocali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale.Impegnata contro l’effetto serra, l’inquinamento, le ecomafie e l’abusivismo edilizio,Legambiente ha aperto la strada a un forte e combattivo volontariato ambientale. Conle sue campagne di monitoraggio scientifico e informazione Legambiente ha raccoltomigliaia di dati sull’inquinamento del mare, delle città, delle acque, del sistemaalpino e del patrimonio artistico, sviluppando un’idea innovativa delle aree protette.Sostiene le energie rinnovabili e un’agricoltura libera da ogm e di qualità; è attiva nelmondo della scuola; con Volontariambiente offre a migliaia di ragazzi opportunità dipartecipazione. Con La Nuova Ecologia svolge un’opera quotidiana di informazionesui temi della qualità ambientale. Con i progetti di cooperazione, si batte per unmondo dove le persone, le comunità, i popoli siano davvero i protagonisti del futuro.per aderire chiamaci al numero 06.86268316, manda una maila soci@legambiente.it o contatta il circolo legambiente più vicino.il CentRo naZionale per la promozione delle Fonti energetiche Rinnovabilidi legambiente è a Rispescia (Grosseto), presso la sede di Festambiente, laManifestazione nazionale di Legambiente. E’ uno sportello di informazione percittadini, imprese, Enti Locali sulle opportunità concrete di utilizzo delle fonti rinnovabilie del risparmio energetico. Presso il centro sono installati percorsi didattici sull’energia,impianti solari termici e fotovoltaici, presto verrà messa in produzione una torre diminieolico.per informazioniinfo@fonti-rinnovabili.itTel 0564-48771 - Fax 0564-487740loc. Enaoli - 58010 Rispescia (GR)legambiente onlusVia Salaria 403, 00199 Roma – tel 06.862681 fax 06.86218474legambiente@legambiente.itIl rapporto con le classifiche si trova sui sitiwww.fonti-rinnovabili.itwww.legambiente.it