Tevere Sodalizio Lazio - giugno 2012
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Associazione Sodalizio Biancoceleste SS Lazio

Giugno 2012

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Tevere Sodalizio Lazio - giugno 2012 Tevere Sodalizio Lazio - giugno 2012 Document Transcript

  • TEVERE(TRIBUNA) CLARITATEM VESTIG ATIONES ! EORUM JULY 23, 2005 R AC CON T I D I V I TA , D I C A L- CIO E DI L AZIO DA E PE R IL S O DAL I Z IO BI AN COC ELE S TE E LACHIAMANO ESTATE... GIUGNO 2012 AN N O 1 - N UM E RO 9
  • le iniziative dell’Associazione SodalizioScuola di tifo. la nostra SS Lazio. Alla serata erano presentiL’Associazione ha organizzato, sabato 12 maggio anche i tifosi del Monopoli, che hanno portato2012, una serata in cui verrà spiegato come di alcune delle loro creazioni, sia sotto forma difacevano e come di fanno le bandiere. Alla sera- bandiere che di stendardi. Hanno raccontato del-ta hanno partecipato anche tifosi di altre for- la loro passione, e della loro ricerca del par-mazioni calcistiche. Sono state mostrate delle ticolare nel crearle, cercando sempre di esserenuove bandiere in anteprima, tra cui la bandiera originali e comunque legati alle tradizioni deidedicata a Giorgio Chinaglia “Oltre il tempo” e loro colori. Particolarmente bella l’idea dila bandiera fatta in ricordo del grande giocato- creare una bandiera con i giocatori della lorore della Lazio del primo scudetto Luciano Re formazione abbracciati, in cui si vedono i nume-Cecconi. E’ stata un interessante serata quella ri delle casacche, che formano la data di nasci-al Vecchi Spalti, in un pub stracolmo come nelle ta del loro gruppo. Nel corso della serata hannograndi occasioni, sembrava quasi di essere in anche ammesso con coerenza, di essersi spessoCurva Nord in occasione della sfida stracittadi- ispirati ai tifosi Laziali, nel creare i lorona. Fabio, creatore di tante nuove bandiere, che vessilli da esporre o da sventolare. Ci ha poivedete ogni domenica garrire spavalde al vento fatto piacere la presenza alla serata di tantinel “nostro” ( è bene ricordarlo in questi tempi tifosi di altre formazioni, iniziando dai tifosi), ci ha spiegato come nascono le sue idee e interisti scesi nella Capitale per la partita diperché le bandiere sono così importanti oggi, in oggi, ai tifosi del RCD Espanol, a quelli dellacui il calcio italico sta inesorabilmente cam- vecchia Salernitana 1919. Erano poi presentibiando…in peggio. Ci ha fatti tornare indietro sulle “gradinate” del Vecchi Spalti anche i ti-con la mente, a quando adolescenti ci recavamo fosi Laziali provenienti dall’Inghilterra e dal-alle partite insieme a nostro padre, che ci ha la Grecia. Grazie a tutti per la bella serata !infuso linfa Laziale, e gli chiedevamo appena Ben Shermangiunti vicino ai cancelli, che ci avrebbero im-messo dentro al grande stadio : “ mi compriquella bandiera ? ”, perché la bandiera era ilnostro primo modo per esprimere la passione,verso quelle maglie con i colori del cielo diRoma in un bel giorno di primavera. Era il no-stro modo per tutti a tutti : “ io sono dellaLazio”. Allora le nostre prime bandiere avevanopochi trofei al loro interno, addirittura solola Coppa Italia del 1958 per i più “grandi” oCoppa Italia e scudetto del ’74 per tanti dinoi, che siamo arrivati alla fatidica tappa de-gli “anta”. Oggi invece, ci spiegava Fabio, fareuna bandiera, con tutti i trofei vinti della SSLazio è diventato davvero complicato, perché ne-gli ultimi tempi, grazie a Sergio Cragnotti, neiabbiamo vinti fin troppi. Qualche volta…si è co-stretti a mettere più date…sotto un trofeo,avendo poco spazio sulla bandiera per poterlimettere tutti. Fabio poi ha giustamente fattonotare come la bandiera è un bene collettivo ditutta una tifoseria, in cui in tanti si identi-ficano, molto di più di uno stendardo, spessoespressione più di un gruppo di tifosi. La ban-diera è un bene comune di una tifoseria, è ilvanto di tanti tifosi. Una dietro l’altra cosìsono state mostrate, da vicino, ai tanti presen-ti tante bandiere vecchie e nuove, che in tantivediamo sventolare spavalde ogni domenica. Hachiuso la carrellata della bandiera, quella consu scritto “ anni buttati”. Antica bandieraspettatrice e protagonista in tante partite del-TRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 2
  • moviolaLa bandiera della S.S. Lazio che potete vedere sulle maglie della loro...svedese. nazionale di hockey su ghiaccio, in bellaLa mia prima bandiera della SS Lazio, evidenza. L’ideatore di codesta bandierafatta da me insieme a due miei compagni fu un ( allora ) giovane tifoso Laziale,di scuola, fu quella classica a scacchi che nel corso degli anni avrebbe fatto ebianco e celesti. Avevamo visto le tante creato tantissime cose a beneficio deibandiere del Liverpool, nella finale di tifosi della SS Lazio. Bene, il giovaneCoppa dei Campioni giocata da loro qui a tifoso Laziale, mentre era in un pub, al-Roma nel 1977 contro il Borussia l’estero, aveva visto per caso questaM’Gladbach, e volevamo farne una simile aquila e subito aveva pensato di trasfor-alla loro. Dopo aver comprato la stoffa marla in bandiera. Certo direte voi, ma-ed averla consegnata alla madre di uno gari in vacanza, all’estero si potrebbedei miei amici, che pur essendo una sar- pensare a qualcosa d’altro, ma quando sita, abile con la macchina da cucire, ci hanno certe passioni è difficile tenerledisse con nostro grande dispiacere che a freno. Ora vorrete certo sapere chi eraera molto difficile fare una bandiera con il tifoso in questione, beh vi dico chetanti scacchi, come quelle del Liverpool non è chi scrive, ma che lo potrete in-( io ne avevo una che avevo scambiato a contrare in Tribuna Tevere ancora ognifine partita con un tifoso inglese, per domenica.una della Lazio. Quella bandiera dei Con la stessa passione di allora !Reds, sarebbe tornata allo stadio solonel 1984, in occasione di una serata in- Giorgio Acerbisdimenticabile per tanti di noi ) quindici dovemmo accontentare di solo quattroscacchi, due per colore. Quella bandierainiziò male la sua carriera, che durò poisolo una giornata. Infatti avevamo pensa-to di portarla allo stadio in occasionedella sfida stracittadina, che a breveavrebbe atteso la nostra amata SS Lazio.Era il 1979, noi eravamo degli adolescen-ti. Quella giornata purtroppo restò allastoria per un fatto terribile accadutonella Curva Nord, la morte del tifoso La-ziale : Vincenzo Paparelli. La nostrabandiera sventolò pochissimo quel giorno,perché arrivò, insieme a noi allo stadiopoco prima dei razzi maledetti. La nostrabandiera andò smarrita nei concitati mo-menti dopo il razzo maledetto, prima chela gara iniziasse, penso che la stoffasia finita in terra, mentre l’asta abbiacontinuato la sua vita in mano a qualchetifoso Laziale. I ricordi delle bandiereperò non devono essere tristi, perché ilmondo del tifo è soprattutto gioia di vi-vere. La bandiera che mi è rimasta nelcuore è una fatta dagli Eagles’ Suppor-ters nei primissimi anni ottanta, quandoc’era ancora il Vecchio Muretto, c’eranoancora i tamburi e la nostra SS Laziogiocava nella serie cadetta. La bandierain questione era fatta di un blu scurocon al centro l’aquila della …Svezia, siavete capito bene proprio quella svedeseTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 3
  • moviolaNon abbasserò mai la mia bandiera! formazione ad 11 calciatori, questa voltaLa bandiera, dopo la maglia, è l’oggetto però del 1972-73, stagione a me partico-che più incarna l’essere ultras ed il larmente cara, anche se perdemmo disgra-senso di appartenenza che ti lega ad una ziatamente lo scudetto all’ultima giorna-squadra. Se la sciarpa (naturalmente tu- ta nella fatal Verona dopo aver combattu-bolare) ed ovviamente lo striscione, rap- to (e vinto) tre giorni prima una batta-presentano un po’ il biglietto da visita glia in quel di Salonicco contro gli in-di un Gruppo, la bandiera può dar sfogo a glesi del Leeds United nella Finale dimille risorse da parte di giovani e meno Coppa delle Coppe, grazie anche alla Ju-giovani, che attraverso un disegno, una ventus che si interpose con la Lega Cal-creazione, ostentata poi allo stadio, co- cio, non concedendo il rinvio della par-municano il proprio pensiero, i propri tita, così come chiesto dai vertici ros-ideali (talvolta non solo sportivi). In soneri. Ma quella squadra, per me, meri-questo senso sono tantissime le creazioni tava comunque di essere celebrata, immor-attraverso le quali si sfoggiano veri e talata, vuoi perché è stata comunque unapropri capolavori, frutto dell’ingegno e splendida stagione da ricordare, vuoidella passione smisurata. Personalmente perché erano i miei primi periodi da ti-ne ho ideata una della quale vado molto foso, vuoi perché mi innamorai di “quel-fiero, che rappresenta il Milan degli al- la” Maglia a strisce strette in lanettabori, quello del terzo scudetto datato pesante con la coccarda della Coppa Ita-1906-07 (il Vecchio Diavolo era nato lia ed il colletto a V nero, semplicemen-qualche anno prima, nel 1899 grazie a Mr. te strepitosa, vuoi perché conservo anco-Herbert Kilpin da Nottingham che ne aveva ra uno splendido poster della William diimposto anche i bellissimi colori socia- quell’annata che mi ha dato l’idea rea-li, “il rosso come il fuoco - ma anche lizzativa, vuoi perché in quella squadraper un piccolo omaggio al Nottingham Fo- ci giocavano, tra gli altri, Gianni Rive-rest F.C. - ed il nero come la paura che ra, Romeo Benetti, Luciano Chiarugi, Pie-incuteremo ai nostri avversari” ed il rino Prati (ricordo ancora una bellissimasimbolo, inevitabilmente un Diavolo che bandiera a 4 scacchi rossoneri con i mez-ne incarnava lo spirito) e che ha riscos- zibusti disegnati di questi 4 campioni edso molto successo tra gli appassionati. una stella al centro che era stata ap-E’ un pezzo (unico) che richiama la sana, prontata per celebrare un evento che pur-genuina passione dei nostri avi (basti troppo non si realizzò). Insomma, unanotare la differenza di tenuta da gioco moltitudine di motivi e motivazioni, chetra un footballer e l’altro, per non par- mi hanno portato a pensare di poter (do-lare poi dei calzettoni, tutti differenti ver) immortalare i miei Eroi, coloro chetra loro), i quali per poter giocare in mi hanno “iniziato” al calcio, e per que-una squadra di club dovevano versare una sto li omaggio come meritano. Tra l’altroquota mensile. Erano gli antesignani de- sono anche un collezionista, oltre che digli attuali calciatori che ormai di pas- altro materiale calcistico, anche di ban-sionale e senso di appartenenza hanno ben diere (ne avrò una sessantina), le qualipoco. Naturalmente questa bandiera è “raccontano” un po’ tutta la mia vita da“griffata” Maglia Rossonera, Old Style tifoso. Ho dei pezzi molto belli, ancheUltras Casciavìt, cioè quelli di una vol- precedenti al mio primo periodo da prota-ta (oserei dire quelli di sempre …), gonista degli stadi, tipo una bandieraquelli che nella migliore delle ipotesi risalente alla conquista della prima Cop-hanno i capelli brizzolati, quelli che pa dei Campioni del 1963 a Wembley, oppu-hanno portato in giro per gli stadi re dei foulard rossoneri anni ’60, ed an-d’Italia e d’Europa le proprie bandiere, cora le mitiche bandiere quadrate annila propria voce, il proprio ego. Le due ’70, alcune un po’ scolorite dal tempo,cose stanno a significare quindi una fu- ma per questo ancora più preziose, anchesione tra l’Old Football e l’Old Style, perché fatte sventolare là dove gli 11appunto, tanto amati e tanto apprezzati ragazzi in Maglia Rossonera mi rappresen-dai Vecchi Cuori Ultras. Sto progettando tavano. Una volta, nel giugno del 1978,un’altra bandiera, sempre relativa ad una assieme ad un amico, andai a vedereTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 4
  • moviolaun’amichevole estiva del Milan a Catanza- Li ho visti...ro, non c’era molto pubblico, ma ricordo Li ho visti avvinghiati ad una bandiera ache quando arrivò il pullman del Milan sventolare la loro anima, respirare fumo-quasi mi presero le convulsioni dall’emo- geni, sbranare tamburi e disintegrare lazione nel vedere, seduti davanti, uno ac- loro voce strozzando l’urlo di un goal.canto all’altro Nereo Rocco e Gianni Ri- Li ho incontrati in treni distanti, pit-vera, e mi misi ad agitare, freneticamen- tati di trasferta, in pellegrinaggio ver-te, la mia bandiera rossonera, in verità so un ricordo, un sogno. Li ho scopertiabbastanza grande (che ovviamente ancora in algide notti d’inverno, seminudi inconservo). Loro mi guardavano incuriositi balaustra, scaldati dal fuoco della fede,facendo un cenno di saluto, ma una volta con un megafono in mano e il Toro tra iche scesero per recarsi negli spogliatoi denti. Li ho scorti in dure stazioni dirimasi impietrito e non ebbi il coraggio guerra, tra alamari di rabbia e il ferocedi avvicinarmi a quei due mostri sacri. lampeggìo delle sirene, lacrime di lacri-La gente mi guardava, tra cui qualcuno in mogeni, in notti d’invasione. Ho udito icagnesco, un altro mi disse “qui siamo a loro cori in curva dal profumo di mari-Catanzaro, non a Milano, abbassa quella juana, in cerca di un paradiso mai avuto,bandiera …”, ma io, imperterrito, senza di una donna che non attende più, di undire nulla – ed anche rischiando, in un sistema che non può comprenderli. Ho in-certo senso -, continuai a sventolarla, tinto la mia penna nell’inchiostro dellaalchè un’altra persona, vista la scena, Maratona, ho bruciato parole, pittato laammirò il mio carattere e mi disse “bravo loro rabbia e ne sono fiero. La curvaragazzo, hai dimostrato di avere le pal- lancia il suo richiamo e il tifoso nele!”, e sinceramente mi sentii molto or- viene attratto, nel luogo dove il teschiogoglioso. Si andava formando in me quel bianco si sposa con il drappo granata hocarattere che poi avrei forgiato nel cor- trovato un mondo duro ma autentico, doveso di tutta un’esistenza dedicata a fre- i pensieri all’unisono scandiscono i co-quentare gli stadi e che a distanza di ri, unici, importanti e veri. Oltre ilparecchio tempo mi vede ancora, in qual- confine tra la realtà, oltre l’impalpabi-che modo, sulla breccia, sempre e comun- le comprensione, oltre, oltretutto e so-que orgoglioso dei miei colori. prattutto, un solo nome: Ultras Granata. Claudio Boffa TarlattaColombo Labate, Maglia Rossonera, OldStyle Ultras Casciavìt !TRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 5
  • moviolaUna bandiera, due squadre. partecipano ogni anno alla commemorazioneOgni squadra ha una sua storia, ogni delle vittime del Gate 7 avvenuta nelsquadra ha i suoi tifosi e tutti i tifosi 1981. Lo scorso anno entrambi i club fandel mondo esprimono i loro sentimenti, hanno fatto un grande tributo a questoper la loro squadra del cuore, con modi gemellaggio attraverso una grande ban-diversi. Il modo più comune è di creare diera. I tifosi del Delije hanno fatto ladelle bandiere, delle scenografie e degli prima e poi noi abbiamo fatto la nostra.striscioni. Alcuni sono piccoli, alcuni E’ uscita una partita contro il Paok Sa-sono grandi, ma nascono tutti dalla lonicco (sono amici con il Partizan per-passione.Sono un tifoso dell’ Olympiakos ché hanno gli stessi colori ). Tutti iin Grecia, ho visto tante partite in tifosi presenti nella curva Gate 7 dellcampionato, in Champions League e in Eu- ‘Olympiakos hanno avuto dei cartonciniropa League. Ma non voglio parlare della colorati blu rosso e bianco. In entrambemia squadra e dei miei giocatori ... ma le curve, attraverso una combinazioneparlerò di una bandiera particolare rea- cromatica, cerano sia lo stemma deglilizzata dagli ultras della mia il squa- Ultras del Gate 7 e gli emblemi del Deli-dra, il Gate 7 insieme ai tifosi della je uniti insieme. Quando la partita èStella Rossa di Belgrado, chiamata Deli- iniziata tutti i tifosi hanno fatto sali-je. Il gemellaggio tra il Gate 7 e i ti- re le bandierine colorate e il risultatofosi del Delije inizia nel 1992. La Stel- fu questo che vedete nella foto in altola Rossa stava giocando contro il Pa- del mio articolo. Una grande bandiera. Unnathinaikos qui in Grecia. Il Gate 7 fan omaggio perfetto alla grande amicizia chesi è recato in albergo dove c’erano i ti- c’è tra le due tifoserie.fosi ultras del Delije chiedendo di dar-gli dei biglietti per vedere la partitainsieme e sostenerli contro il Panathi- Nikos Siaflasnaikos spiegando loro, che odiano il Pa- Olympiakos - Atenenathinaikos, nello stesso modo in cui itifosi della Stella Rossa di Belgradoodiano il Partizan Belgrado ( sportiva-mente parlando si intende ). Gli ultrasdel Delije hanno dato i biglietti ai ra-gazzi del Gate 7 e così durante la parti-ta gli ultras dell’ Olympiakos e tifosiStella Rossa erano insieme in tribuna. Mapoi c’è stato un seguito. Nella partitadi ritorno giocata in Serbia, i tifosidell’ Olympiakos, al fine di ringraziaregli ultras del Delije per i biglietti ri-cevuti, sono andati in Serbia, per soste-nere la Stella Rossa in quella importantepartita. Più di sessanta tifosi dell’Olympiakos erano andati, facendo rimanerei tifosi serbi a bocca aperta. Così i ti-fosi del Delije e del Gate 7 sono diven-tati amici. Nel 1994 in una partita ami-chevole a Belgrado tra Stella Rossa eOlympiakos, la curva del Delije ha fattoun grande striscione con scritto: “ ben-venuti fratelli ortodossi del Gate 7”.Daallora, nel corso degli anni, i fan delledue squadre vanno e vengono a Belgrado ein Grecia per sostenersi a vicenda. Sianelle gare di campionato che in quelleeuropee. I tifosi della Stella Rossa, poiTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 6
  • moviolaMa quanto corri Leo ? di qualche mese fa erano solo scontri tra dueIl Mister e teso. Cerca di spronarci ma si vede squadre consapevoli di superare entrambe i giro-lontano un miglio che non vede lora che finisca ni a braccetto. Ci sistemiamo in campo. Mi si-la partita. In un modo o nellaltro. Eppure noi stemo i capelli lunghi. Quei capelli che mi han-siamo il Milan, la squadra più titolata dIta- no accompagnato per una carriera. Mi abbracciolia. Accanto a me ci sono ragazzi come Zlatan, con Ambro. Cerco lo sguardo di Philippe. ScambioClarence, Massimo, Christian. Gente abituata a un cenno dintesa con Antonini e con Bonera.stare sotto pressione. E a vincere. Ma lui e Faccio il pollice a Christian in porta. SonoMassimiliano Allegri. E noi lo sentiamo che sta pronto. E dove non arrivo io, sono sicuro cheper confrontarsi con un avversario più grande di arriverà un mio compagno. A raddoppiare. Raddop-lui. Il Barcellona. La squadra più forte del piare. Raddoppiare. Larbitro fischia linizio.mondo. Leo Messi. Il giocatore più forte del E il Barcellona comincia il suo giochetto dimondo. Io sono Alessandro Nesta. E sono stato il passaggi. Che mi snervano. Xavi, Keita, Xavi,difensore più forte del mondo. Scendiamo in cam- Iniesta, Xavi, Busquets, Iniesta, Xavi. E pallapo con ancora nelle orecchie le ultime parole a Messi che fa il primo scatto della sua parti-del Mister: "E importante non prendere goal, ta. Veloce. Imprendibile. "Ma quanto corri,ragazzi..."Questo deve essere il nostro credo, Leo?"Lo fermo non senza difficoltà. Passo laoggi. Per noi che siamo cresciuti dominando, e palla a Massimo. Mi pettino. E una eun passo indietro. Mentale più che tattico. Noi andata.Attacchiamo noi. E la carriera mi passasiamo il Milan. "...e mi raccomando il raddoppio davanti. La Lazio mi passa davanti. Finale didi marcatura su Messi. E fondamentale. Fonda- Coppa Italia, quattordici anni prima. Lazio con-mentale. Fondamentale. Fondamentale. E i suoi tro Milan. Strano il destino. Abbiamo perso unoocchi attraversano i miei, quelli di Philippe, a zero allandata con un goal di Weah allultimoAntonio, Daniele, Massimo, Luca. Sei uomini. Do- minuto. Al ritorno, Albertini segna su punizionedici occhi per due gambe. Argentine e corte. Ma dopo pochi minuti dallinizio del secondo tempo.imprendibili. Fino a qualche anno fa, lo avrei Zero a uno. E tutti a casa. Poi, pero, si ac-fermato da solo. Magari lasciandolo andare via cende il Mancio. Che e sempre stato come quegliper poi riprenderlo in scivolata. E pettinarmi amici più grandi che ti risolvono sempre le si-subito dopo. Fino a qualche anno fa. Entriamo a tuazioni e sanno sempre ciò che fare nei momentiSan Siro. Cè il pubblico delle grandi occasio- di difficoltà. Mancio fa segnare Gottardi. Poi,ni. Record assoluto di presenze. Ci ha informato Jugovic lancia Guerino che viene steso da Maldi-il dottor Galliani prima del match. Ma quello ni. Calcio di rigore. Vladimir non sbaglia mainon e un problema. Mi preoccupano solo quelle un colpo. Non per niente, lo chiamiamo "Mezza-gambe argentine e corte. Il Barcellona e per- squadra". Lo Stadio diventa una bolgia. Cè unfetto nel suo blaugrana. Elegante e storico. Noi calcio dangolo. Io vado in area di rigore. An-abbiamo la maglia bianca delle grandi occasioni che se non ho mai segnato. Cè una mischia.e dei grandi trionfi. Quella degli Invincibili. Fuser prova a buttarla dentro. Cè una respinta,Suona linno della Champions League e mi guardo la palla resta lì. Arrivo io. E gonfio la rete.intorno. San Siro può far paura. Ti può uccidere Capitano, io capitano. Che sarò, dopo quella se-ed esaltare. Io sono morto e risorto varie vol- ra. Esulto con il dito alzato e non ci capiscote. Non mi fa più paura. È casa mia, ormai. E la più niente. Diego alza la Coppa Italia al cielo.mente vola via. A quel pomeriggio daprile di È il primo trionfo di una lunga serie. Ma Xavidiciotto anni fa. Il campo di calcetto dove sta- ruba palla. E io torno collegato a San Siro. Xa-vamo facendo una partitella di allenamento. Io, vi, Iniesta, Busquets, Sanchez, Messi, Iniesta,giovane, talentuoso difensore della Primavera Xavi. Poi Messi che riparte. Ma lo chiudiamo inlaziale. E Paul Gascoigne. Lidolo di una tifo- due. Philippe e io. Il Mister ci dice bravi.seria intera. Lui mi entra male. Duro. E si rom- Perché abbiamo chiuso bene gli spazi. Cominciamope tibia e perone. Io sto sotto shock. La Lazio a soffrirlo. Ma resta innocuo. Due per uno. Nem-e i laziali perdono il suo idolo. Il giorno do- meno al supermercato del calcio, fanno offertepo, sto su tutti i giornali. "Il giovane Nesta così. Christian rilancia. Massimo salta di te-rompe Gazza". Amen. Salutiamo gli avversari. In- sta. Kevin Prince la prende e imposta lazione.crocio i suoi occhi. Lui e un finto umile. Con- Io volo a Birmingham. Villa Park. Lazio controsapevole della propria forza e della propria su- Maiorca. Ultima finale di Coppa delle Coppe del-periorità. Mi saluta con il capo. Ci conosciamo la Storia. Siamo uno pari. Bobo Vieri ha fattogià. Ma questo e un duello definitivo. Quelli un goal impossibile ma i rossi di Cuper hannoTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 7
  • moviolapareggiato poco dopo. Mancano pochi minuti alla consecutivi. Non alla punizione di Veron. No. Afine. Quando Vieri si avventa su un pallone "quel" Derby. E a quella difesa a tre mai prova-sporco e la prepara per Pavel. Che la infila al- ta. A Dino esterno di centrocampo. A noi che cilangolo. E mi fa alzare lennesimo trofeo. Con guardiamo intorno stupiti. A Montella che mi vo-la maglia gialla e nera. Xavi, Iniesta, Bu- la intorno tre volte in pochi minuti. E mi ucci-squets, Puyol, Dani Alves, Sanchez, Xavi. Non de. Lui piccolo aeroplano giallorosso. Io kami-finiscono più. Keita, Iniesta, Messi, Iniesta, kaze biancazzurro. Mi costringe alla resa nel-Xavi, Messi, Xavi. Messi. Messi. Messi. Mi fa lintervallo. Scappo. E sbaglio. Fernando mi ag-male la schiena. "Ma quanto corri, Leo?"Gli tiro gredisce. Io sto sotto shock. Ho la fascia alla maglia. È piccolo, veloce. Argentino. E im- braccio. Ma non la sento mia. Non quel giorno. Eprendibile. Lo fermo insieme a Daniele. Lo fer- sbaglio. Sbaglio. Sbaglio. Ma chi non sbaglia?mo. E mentre passo la palla a Kevin Prince, ri- Pure Messi sbaglia uno stop e la palla finiscepenso a Montecarlo e al goal di Salas contro lo in fallo laterale. Io ritorno sulla terra. LeoUnited. Siamo la squadra più forte dEuropa. Ci e un UFO. Da vicino ancora di più. Mi costringemanca solo lo Scudetto. Io, Capitano di una a scatti che il mio fisico non può più permet-squadra di Capitani. Sono cose che Capitano. Lu- tersi. La schiena mi chiede aiuto. Le gambe van-ca, Paolo, Nestor, Giuseppe, Sinisa, Matias, no da sole. Ma non ce la fanno a stargli appres-Diego Pablo, Juan Sebastian, Pavel, Roberto, so. Nonostante tutto lo contengo. Con la maliziaDejan, Marcelo, Alen. Carisma, tecnica, ego al- e lesperienza. E con laiuto dei compagni."Malennesima potenza. Mister Sven che miscela il quanto corri, Leo?"Lui mi guarda, capisce e sor-tutto. Il trionfo e dietro langolo. Ma larbi- ride. Il Calcio e una lingua internazionale.tro fischia la fine del primo tempo. Zero a ze- Guardo il tabellone e vedo che mancano cinquero. Abbiamo tenuto. Chiuso. Raddoppiato. E limi- minuti. Zero a zero. Non abbiamo segnato. Ma nontato i danni. Tanti anni fa, il Milan di Capello abbiamo nemmeno preso goal. Questo era il nostrone fece quattro al Barcellona di Crujiff in fi- obiettivo.Proviamo lultimo affondo. E io mi ri-nale di Coppa Campioni. Ora noi stiamo elemosi- trovo al 31 di agosto del 2002 a Formello. Mancanando uno zero a zero. E proteggendolo con le poco alla fine del calcio mercato. Mi chiama ilunghie. E siamo sempre il Milan e loro sono sem- nostro Direttore Sportivo. Sono stato vendutopre il Barcellona. Loro erano sempre blaugrana e per salvare la Lazio. Salvare la Lazio. Salvareil Milan aveva sempre la maglia bianca.Negli la Lazio. Shock. Rewind. Montella che mi uccide.spogliatoi, il Mister ci fa i complimenti per la Lo Scudetto del 2000. La Supercoppa con lo Uni-fase difensiva ma dice che dobbiamo essere più ted. La Coppa delle Coppe. La Coppa Italia e ilincisivi in avanti. Zlatan e nervoso. Vuole se- mio goal. La fascia di Capitano. Lesordio ingnare a tutti i costi. E chiudere il suo conto serie A. Linfortunio a Gascoigne. La prima ma-personale con Guardiola. Mentre il Mister parla, glia bianco azzurra. La mia vita a ritroso. Tut-ripenso a quel giorno di Maggio. Ai tre goal al- ta davanti in pochi secondi.Non posso rifiutare.la Reggina. Al diluvio di Perugia. Al goal di Devo accettare. Per forza. La Lazio e in crisi.Calori. AllOlimpico invaso e in estasi. A me Io al Milan. Hernan allInter.Piango. Finisce unche sono il Capitano dello Scudetto. Romano e Amore. Inizia un lavoro.E mentre Messi provalaziale. Il massimo della vita. Penso al Mister lultimo allungo della sua partita, trovo lain lacrime che dice: "Si deve credere sempre". forza chissa dove per fermarlo. Gli tolgo laAl trionfo di una vita. A noi nudi nello spo- palla. San Siro mi applaude. Passo la palla agliatoio che saltiamo e cantiamo. Penso che un Kevin Prince. E mi sistemo i capelli dietro lesogno così non ritorni mai più. Larbitro fi- orecchie. La schiena mi urla per il dolore. Nonschia linizio del secondo tempo. E loro rico- ce la fa più. Leo corre troppo. E come lui, cor-minciano. Lo chiamano "tiki-taka" ma sembra una rono troppo in tanti. Me ne rendo conto oggi. Digoccia cinese. E una tortura lenta e costante. fronte alla squadra più forte del Mondo. DicoXavi, Iniesta, Xavi, Busquets, Sanchez, Keita, basta. Oggi. Il mio corpo me lo chiede. Me loPuyol, Alves, Xavi, Messi. E poi ancora Xavi, urla. Larbitro fischia la fine della partita.Iniesta, Busquets, Xavi. San Siro li applaude e Zero a zero. Missione compiuta. Ancora una vol-li teme. Dottor Jeckyll sportivo e Mr. Hyde ti- ta. Contro il più forte del mondo.Perché io sonofoso. Pubblico esigente e mai sazio di vittorie Alessandro Nesta. Il difensore più forte dele trionfi. Attacchiamo noi. Zlatan vuole lascia- mondo. Ed ero il Capitano della mia Città.re il suo segno. La sua Zeta sulla partita. Men- Alessandro Aquilinotre io ripenso al Derby. Non ai quattro derbyTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 8
  • moviolaLa bambina ed il Grande Torino. Trun fu costruito per volontà di un nobi-Dimenticate il resto della vostra vita le spagnolo, nel 1700, spianando un’areaper due minuti. Immaginate. Immaginate la molto estesa a forza di braccia e poveriprimavera del 1949, appunto. Calatevi attrezzi. Fra il tempo di un’occupazionenella realtà di quell’epoca. Chiudete gli militare in Piemonte, una della tante. Laocchi per un attimo, poi riprendete a prova della presenza degli spagnoli ? Leleggere. Il Grande Torino imperversava. I coltivazioni di alberi da frutto tipicigiocatori di questa meravigliosa squadra della penisola iberica. La villa in ori-erano famosissimi. Una bambina li conosce gine aveva un altro nome che si è perdutotutti. E’ una bambina molto piccola vive nel tempo, a favore dell’attuale, inin mezzo ai prati ed ai boschi. Ogni tan- quanto è stata sempre identificata cometo li vede arrivare questi ragazzi, pro- “Villa del Trun” proprio dagli abitantiprio dove lei abita…. e i suoi occhi so- della Borgata Rosa. “L’etimo toponomasti-no carichi di curiosità. Andate al Parco co” deriva dal fatto che quando le cor-del Meisino o giù di lì e guardate la renti calde arrivano dal Levante, evol-Collina di Superga. Da sotto la Basilica, vendo in temporali, le prime folgori e itracciate una linea immaginaria verso il primi tuoni ( “trun dal dialetto Torinesebasso. Arriverete senza ostacoli al Trun ) si scatenano nella zona tra la villa eo Tron, una misteriosa villa, situata a la sommità di Superga. Questo era consi-mezza costa, quasi una sentinella sulla derato dai locali un “avvertimento” del-collina e sulle lenzuola bianche messe ad l’imminente temporale, in arrivo ancheasciugare dalle lavandaie di Bertolla. sulle rive del Po. Bene, il Trun è diVilla Trun, con l’annesso antico comples- proprietà di Civalleri e, quando il Gran-so agricolo è situata nel tratto di col- de Torino gioca in casa, capita spesso,lina tra la Borgata Rosa e Superga, in il sabato, che la squadra si raduni perun’area frequentata da tutti gli abitanti una merenda sinoira, magari nel giardino,della Borgata, sia per raggiungere la Ba- nei pressi del viale di malva ed ibisco.silica, sia per le scampagnate domenicali La cappelletta, i sentierini. Angoli perdelle famiglie della zona, che trovano meditare e trovare forza. I giocatoriampie possibilità di svago, in quest’am- fanno gruppo, si rilassano, si concentra-biente molto ricco di vegetazione. Trun, no. Parlano degli avversari, studiano lacasa padronale e cascina, vigna con l’or- tattica. Erbstein, parla bene l’italianoto, mezzadri, animali di proprietà ( muc- e nel corso della riunione tattica pre-che, galline, conigli ). Una spianata di senta ai giocatori la partita dell’indo-10.000, forse 12.000 mq; muri, muri alti mani. Nei pressi circolano il cane lupofino a 18 metri, muri di pietra e mattoni di Civalleri e Layla, la cagnetta dellatenuti insieme dalla famosa calce di Su- figlia del “Civa”. Il Torino si muove conperga. Gli scoli delle acque, costruiti il “Conte Rosso” che viene parcheggiato acon i mattoni. Nella villa ci sono quat- lato della strada per Superga, a pochetordici grandi camere, tutte riscaldate centinaia di metri dalla villa di Cival-con stufe di Castellamonte. Il Trun è il leri. L’accesso alla carrareccia è inpalazzotto del dirigente accompagnatore faccia ai giardini della famiglia Camera-Ippolito Civalleri, tifosissimo granata e na, l’arco d’ingresso non c’è ancora, sibraccio destro di Ferruccio Novo, il Pre- passa dal cancello grosso. I giocatori sisidente del Grande Torino. Civalleri, di- fanno una breve passeggiata. Anche larigente SNIA Viscosa, è un vero signore, gente del posto cammina. Tanto camminapiemontese di vecchio stampo, simpatico, per il bosco anche il bosco ecco. E’ unagentile, disposto alla chiacchiera, cor- ricerca importante. Fornisce cibo. I gio-diale e di buon carattere ma, quando catori del Grande Torino. Si divertono,s’inalbera, è meglio girare a largo. I ridono, esplorano; discutono tra di loro,giocatori lo amano, si fidano di lui e lo ascoltano i tecnici, preparano la parti-temono, anche. La villa dicevamo è situa- ta, guardano il passaggio. Guardano inta in uno stupendo complesso rurale e An- basso, verso il fiume, verso Torino, dal-dreina, la bambina che conosce tutti i la spettacolare terrazza-belvedere. Guar-giocatori è la figlia del mezzadro. Il dano in alto, verso le montagne, verso laTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 9
  • schegge di storiaBasilica, verso il cielo. Sì guardano la che, non vedono l’ora di precipitarsiBasilica. La Basilica di Superga, che è a nella stalla, interessandosi alla muccapoche centinaia di metri, in linea tale, al vitellino, a questo, a quello.d’aria, esattamente sopra di loro. Un’al- E’ il 4 maggio del 1949. Dal Trun nessunotra delle incredibili storie del Toro: i si accorge di nulla. Nessun rumore, Nien-nostri eroi preparano le sfide, esatta- te radio, per il personale. Poco sottomente sotto la Basilica dove il Fato li nell’allagata Borgata Rosa, invece lavincerà. I 4 dell’Ave Maria. Il personale gente guarda con apprensione all’acquache lavora al Trun li chima così. Sono che minaccia le case, c’è un po’ di caosBacigalupo, Loik, Martelli e Gabetto: e il ponte di San Mauro è pericolante.chiacchierano tanto, scherzano e si sfot- All’improvviso viene avvertito un grantono, sempre con garbo, senza usare paro- boato; qualcuno dice di intravedere unlacce, frequentano il campo di bocce, enorme colonna di fumo. E’ successo qual-sempre ben curato. Antonio è il fratello cosa di molto grave sicuramente. Moltidi Andreina e fa il raccoglibocce. I vin- uomini della Borgata si vestono veloce-citori sono portati in trionfo dai per- mente e alla meglio, la pioggia è scro-denti. Il festeggiamento è un po’ criti- sciante: s’inerpicano sulla collina,cabile a volte, come nel caso dello stra- unendosi ai residenti di Superga. Con ri-no giro d’onore di Baci e Gabetto, ficca- tardo la notizia arriva anche al Trun : “ti dentro ad una botte usata come pozzo Sono morti tutti! Il signore ! il signorenero per i prati e portati a destra e a è andato a Lisbona! E’ morto anche lui!sinistra, su un traballante carretto a E’ morto il commendatore ! Monsù Civalle-due ruote. A volte i giocatori del Torino ri!”. Il resto lo sapete.sono un po’ bizzarri, anche se ammirati Diego Il Condorovunque e considerati dai brasiliani comei migliori del mondo, sono ancora moltogiovani, sono i “ragazzi”. Sono simpati-ci, ognuno a modo suo. L’esuberante Bal-larin. Il più che esuberante Rigamonti.E’ Bacigalupo, però il più scatenato:batte anche il “Riga”. Valerio per lebocce, poi impazzisce proprio. Il calcio,in fondo non gli piace così tanto, anchese i bocia che abitano vicino a lui loinvitano sempre a tirare due calci alpallone e Baci non rifiuta mai: non puòdeludere i sui piccoli tifosi. CapitanValentino è affidabile, simpatico anchelui, ma gira da solo, supera le siepi dibosso, le piante si spirea, il biancospi-no, i cespugli di aromi, i gusti; il Ca-pitano cammina per i prati, per poi fareuna breve siesta sotto l’ippocastano. Pergli antichi Celti, l’ippocastano era sim-bolo di integrità e lealtà. Ossola è unpo’ schivo, un po’ timido. Casigliano.Qualcuno dice che è un tipo truce. Lagente che lavora al Trun pensa che nonsia vero, anzi. Il suo famoso numero del-la monetina, infilata nel taschino con uncolpo di tacco. Maroso è ancora più bra-vo, però come giocoliere. Maroso è alle-gro. Maroso con i suoi completini griginie Rigamonti con le sue giacche Principedi Galles, hanno una passione per le muc-TRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 10
  • moviolaLa bandiera con la rosa dei venti. "Via la merda da Firenze" , Paolo pro-...lidea di fare una bandiera tutta pose di fare una mega bandiera, sulnostra venne a Paolo ...premetto modello di quella spettacolare dei...eravamo tutti 17/18enni. Già da milanisti...quella con la rosa deiqualche anno frequentatori della curva venti...lo ammetto ...decidemmo di co-senza affiliazioni specifiche, anzi piare da chi sicuramente aveva moltadirei piuttosto per conto nostro, in più storia di noi ragazzetti...i no-comune il fatto dessere, un bel nume- stri Ultras (almeno quelli storici an-ro di noi, tutti studenti (va beh...è che se non potevano più esibire queluna parola grossa) nello stesso Liceo, nome, fuorilegge dal 1983), infatti,poi ovviamente dagli studenti ci al- li vedevamo come esempi irraggiungibi-largavamo ad altri ragazzi che ognuno li e talmente tanta era la soggezionedi noi frequentava nellextra scuola. che alla fine ci riusciva più sempliceIl nucleo principale era però quello cercare di essere protagonisti restan-dei ragazzi del Liceo si ma che prove- do ai margini piuttosto che cercare dinivano dalla zona sud occidentale del- integrare direttamente...poi, alla fi-la città, e parecchi erano coloro che, ne, il fare e creare in curva automa-non della stessa scuola, stavano co- ticamente ti dava loccasione dimunque assieme a loro ritrovandosi nei integrarti...solo che, ecco, non eravialoni di periferia a perdere tempo la nostra finalità principale. Ini-specialmente nei lunghi pomeriggi pri- ziammo la colletta questuante a scuolamaverili ed estivi in virtù di unin- (e dove sennò?) ...raggiungemmo un di-fanzia e di una quotidianità comune. screto gruzzoletto nel giro di una de-Eravamo, nel massimo splendore, una cina di giorni ...comprare la stoffaquarantina anche più di ragazzi inna- (bianca) e i colori e pennelli (violamorati della nostra città, della no- e fucsia) fu un attimo...poi a dise-stra squadra e soprattutto del gnare sul tessuto nel garage del T.tifo...di quellessere comunque e sem- Bandierone bianco di domensioni spa-pre protagonisti o avere anche solo ventose, esagerammo, non ponendoci illillusione di esserlo, pur tifando problema della sventolata che dovevaper una squadra spesso e volentieri seguire, insomma una roba da oltre 15perdente anche se di nobili tradizio- m2...strisce viola e fucsia aini! Io ero un po lisolato ...i miei bordi...e rosa dei venti viola e fuc-amici dinfanzia stavano tutti sia al centro...i bordi li facemmo cu-altrove...nel senso che avevan tutti cire a mia mamma che era una sarta so-smesso di studiare dopo le scuole me- praffina e si prestò, non senza bofon-die, tutti fedelissimi ai colori pre- chiare ("tu stai sempre dietro a que-feriti in città ovviamente...ma la ste bischerate quando tu dovresti stu-frequentazione assidua di quei ragazzi diare per lesame"...di Maturità...)di Legnaia (il quartiere appunto a sud ...nel frattempo io e Paolo ci siamoovest) mi aveva piano piano reso molto messi alla ricerca dellasta...troppopiù familiari , che i vecchi amici del cara la canna da pesca...alla fine op-quartiere ...insomma Paolo, uno dei tammo per i tubi da idraulico in pvcragazzi di Legnaia, ebbe lidea ...quelli che si inseriscono uno den-...avevamo già tutti noi avuto il no- tro laltro...opportunamente rafforza-stro battesimo del fuoco qualche anno ti con del nastro da pacchi ...insommaprima in occasione dellarrivo delle poteva reggere...esordimmo contro ilvalanghe barbariche romaniste (una Bari...in casa...il 24 novembrevolta qualche tempo dopo avemmo pure 1985...almeno così mi pare...entratiil piacere di conoscere anche quelle in curva ci rendemmo subito conto chelaziali, con quel famoso treno...ma è NON riuscivamo manco a sollevarlaunaltra storia)...quindi eravamo as- ...figuriamoci a sventolarla... i no-sai uniti e sempre entusiasti...dopo stri sforzi ammirevoli ma nel contempolo striscione da noi realizzato in oc- ridicoli non sfuggirono al resto delcasione di una partita contro la Juve pubblico di curva...e subito una dele-TRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 11
  • moviolagazione di quelli che per noi erano bella bandiera ci ha seguito per unmiti si manifestò per chiederci che po...fece anche la trasfertona incosa stavamo cercando di treno a Lecce, dove riuscimmo a perde-fare...spiegammo, non senza imbarazzo re 2 a 1...era il Lecce che retrocesse...si misero a ridere ed ecco uno che ma vinse alla penultima a Roma controprende la bandiera e..."non è roba da i giallorossi privandoli di uno scu-ragazzini...". Scavalca linferriata, detto ormai quasi cucito sulleentra in campo, se la fa passare tra maglie...e fornendo a voi lazialile sbarre (allepoca non cera il loccasione di una serie di cori com-plexiglass bensì le sbarre) e entra memorativi assai divertenti anche senella zona tra il campo e la curva do- feroci...da qualche parte devo avereve cera la pista datletica (bellis- la foto di noi e della nostra bandierasima poi eliminata nel corso dellob- a Lecce...la mostrammo, ammainata, du-brobrioso progetto di ristrutturazione rante il tragitto dalla stazione alloper Italia 90...un crimine ancora stadio...tutto senza scorta...e poiimpunito...vabbè)...inizia a sventola- approfittando del fatto che il settorere ...BELLISSIMA...e che soddisfazione ospiti era nel secondo anello riuscim-a vedere allunisono la nostra curva e mo anche a sventolarla...meglio dire ail resto dello stadio applaudire la scenderla e a farla muovere usando co-nostra bandiera, eravamo gonfi e tron- me supporto la transenna...dopo ilfi, dopo dieci minuti rientra e ci re- match venne sfilata dai tubi e messastituisce la bandiera..."ragazzi...ma nello zaino...i tubi servirono comeche siete matti...maveta ammazzato bastoni da passeggio nel difficile ri-per far sventolare questa torno al treno...ma questa è unaltrabandiera...per almeno tre giorni mi storia...riuscirà difficile anche bere ì caf-fè...". Arrotolammo il tutto e assi-stemmo, sempre tifando ma non svento- Alessandro Rabbiosilando, ad un orrido 0 a 0. La nostraTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 12
  • moviolaIl City a Newcastle nel 1968. dinate il campo di gioco si vede bene,Non sarò in grado di spendere parole di ma c’erano tanti tifosi del City festantisaggezza, sulla partita del Man City a sugli spalti, che non ho visto quandoNewcastle del 2012, perché l’ho guardata Summerbee ha segnato. A fine partita unasu Sky e non è proprio come essere allo volta entrato sul terreno di gioco, perstadio. Anzi è davvero differente ! "NEW- festeggiare la nostra vittoria, sono an-CASTLE, 16:45, 11-5-68", recita così dato fino all’area di rigore di fronteletichetta del Dymo label sul mio picco- all’altra curva, per prendere la zollalo pacchetto a tenuta daria, dove con- d’erba dal punto esatto in cui Franny Leeservo ancora la zolla d’erba presa dal aveva segnato la sua rete. Fu davverodischetto dell’area di rigore, da cui difficile da prendere quella piccola zol-Franny Lee ha segnato il quarto goal del- la, perché sul campo era pieno di tifosila nostra vittoria. Lerba non è più così del City….che avevamo avuto la stessaverde come un tempo, ma visto che è stata idea.Ovviamente il viaggio verso casa ènel mio portafoglio ( ho una piccola par- stato ancora più divertente, il pullmante “di backup” in un luogo sicuro nel ca- si fermò un sacco di volte e ovunqueso in cui venga aggredito e derubato ) cerano Blues a cantare e a ballare. A unper gli ultimi 40 anni, il che non è sor- certo punto fummo raggiunti anche dalprendente. Nel 1968 ero uno studente di pullman con i giocatori del City che vi-ingegneria. Tra gli studenti di allora, i cino a noi e stavano festeggiando con latifosi del City erano solo in tre : io, stessa intensità di tutti gli altri. Sia-Dave Cooper e Brian Chapellow. Anche i mo finalmente tornati in città, ma i fe-docenti erano “Rags” ( tifosi del Manche- steggiamenti sono durati ancora, al puntoster United ). Quell’anno però li avevamo tale che sono tornato dentro la mia casabattuti, per 3-1 nel derby che si era solo …. il giorno successivo. Da alloragiocato nel mese di marzo, quindi erano ho fatto ancora tantissime trasferte siaun po’ meno arroganti del solito. In quei in Inghilterra che in Europa ... ma que-giorni la mia solita routine era di anda- sta è stata la mia prima esperienza nelre alla partita, in casa o fuori, e poi vincere qualcosa di davvero importante.correre di nuovo al Lowenbrau Bier Keller Poi sono stato a Wembley per due voltea Piccadilly dove latmosfera era incre- per la FA Cup e la League Cup, a Viennadibile, con tanti tifosi di calcio che per la finale di Coppa delle Coppe. Ma hointonavano i canti, appresi il sabato pensato che quella giornata del 1968 èsulle gradinate di tutti gli stadi del- stata la migliore della mia vita!l’Inghilterra. Andavamo spesso avanti PS: Se qualcuno vuole vedere la mia zollatutta la notte, senza troppe difficoltà, erba…. deve venire fino in Inghilterra.incuranti della giornata lavorativa o distudio che ci attendeva. L’organizzazionedella trasferta di Newcastle mi resta Johndifficile da ricordare con esattezza ora, A MCFC fanma credo che Brian Chapellow ed io abbia-mo preso un pullman Fingland da Leven-shulme. Ricordo bene come eravamo stupitiche tutto il traffico sembrava essere di-pinto di blu e bianco. In quei giorni nonso se ho davvero creduto che avremmo po-tuto vincere il campionato, ma Joe e Mal-colm rivoluzionarono tutto. Il City vin-se, quell’11 maggio del 1968, per 4-3 sulcampo del Newcastle. Prima della gara, cisperavamo, ma temevamo anche il peggio!Al St James Park eravamo in attesa dientrare all’interno dello stadio, circon-dati da un sacco di Geordies e tutto sem-brava essere molto tranquillo. Dalle gra-TRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 13
  • moviolaLa finale di FA Cup del 1927, un formazione londinese dell’Arsenal. Ilgatto e una maglia inadatta. Cardiff era già stato sconfitto dalloRe George V e due primi ministri della Sheffield United nella finale di FA CupGran Bretagna, del 20th secolo in tempo 1925 e non voleva certo ripetersi. Hughiedi guerra, David Lloyd George e Winston Ferguson segnò però al 74’ minuto di gio-Churchill, hanno visto il Cardiff battere co la rete della vittoria. Il portierelArsenal davanti a 93.000 spettatori su- dell’Arsenal, Dan Lewis, in questa circo-gli spalti dello stadio di Wembley, il stanza non fu però impeccabile, perché il23 aprile 1927, in una finale di FA Cup. tiro di Hughie non era certo imparabile,Quel giorno una squadra non inglese vin- e il portiere dei londinesi si fece pas-se, quella che allora si chiamava la En- sare il pallone sotto il corpo con unglish Cup, per lunica volta nei suoi 137 goffo intervento. I teorici della cospi-anni di storia. Ad oggi resta ancora razione dissero che il portiere gallesel’unica squadra non inglese ad aver vinto Lewis aveva volutamente aiutato i suoiquesto trofeo. La partita del 1927 è sta- connazionali, ma Lewis disse che colpata anche molto importante, perché fu la del suo errore era da imputarsi alla suaprima finale di coppa che andò in onda in maglia nuova, che era di un tipo di lanadiretta sulla BBC Radio e perché fu anche troppo spessa, che gli impediva di af-la prima il finale in cui l’ inno della ferrare la palla correttamente. Da allo-FA Cup “Abide With Me” fu cantata prima ra, quelli dell’Arsenal hanno lavato sem-dell’inizio dei novanta minuti. La frase pre le maglie dei loro portieri, prima diBack to One Square è stata coniata per ogni partita. Proprio per evitare dei so-la finale di FA Cup del 1927, dato che i spetti. Chissà quando questo prestigiosocommentatori radiofonici utilizzavano una trofeo tornerà ancora in Galles ? Le for-griglia pubblicata sul Times per descri- mazioni di quella finale :vere lazione della partita. Era un campo Cardiff City: Farquarson; Nelson, Watson;di calcio, che i giornalisti del tempo, Keenor, Sloan, Hardy; Curtis, Irving,avevano diviso in tanti quadrati numera- Ferguson, Davies L., MLaclanti, così alla radio, potevano dire agliascoltatori in quale quadrato era in gio- Arsenal: Lewis; Parker, Kennedy; Baker,co il pallone in quel momento. L’azione Butler, John; Hulme, Buchan, Brain,si svolge in A 4….davvero altri tempi! Il Blyth, HoarCardiff City aveva adottato un gatto nerocome mascotte, Trixie, per questa impor-tante gara, perché il suo attaccante Hu- Charles Harvey Lynchghie Ferguson, stella della squadra edidolo dei suoi tifosi, aveva pensato chefosse di buon auspicio. Ferguson l’avevatrovato a vagare smarrito, sul campo delRoyal Birkdale quando i giocatori delCardiff City stavano allenandosi in vistadella partita del quinto turno di FA Cupcontro il Bolton Wanderers. Fergusonchiese a tutti gli abitanti delle casenelle vicinanze e finalmente trovò ilproprietario del gatto che accettò laproposta di farne la mascotte della squa-dra nella finalissima di Wembley, otte-nendo in cambio però due biglietti. L’accordo fu stipulato e il gatto portafor-tuna consegnato. Al Cardiff furono tiratidegli ortaggi appena il pullman dellasquadra arrivò a Wembley, ma l’ agguatopiù pericoloso sarebbe stato sul campodi gioco. L’attendeva infatti la forteTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 14
  • moviolaera il 19 giugno 1919. fosi fecero andare in pensione il " piaz-Affiancato da Antonio Calabritto, Vincen- za darmi". il comune spostò il cimiterozo Giordano ed Adalgiso Onesti, Schiavone a Brignano e lo stadio, al centro dellaaffiliò la Salernitana al comitato campa- città, prese corpo poco alla volta. ilno. Ci fu lautorizzazione a giocare, ma glorioso Vestuti fu inaugurato nel 1932.non si era pronti. Successivamente in una Per due stagioni consecutive si sfiorò lalunga riunione durata tutta una notte, i serie B. il salto di qualità, dopo un4 organizzatori ed 11 giocatori decisero quinquennio di delusioni, arrivò neldi giocare. Adalgiso Onesti fu nominato 1937/38: nellultima giornata, la Saler-presidente. si approntò la prima casacca: nitana ottenne la promozione. A Potenzamaglia a strisce verticali bianco cele- fu festa grande. La prima volta in unaste. Il primo campo fu Piazza d Armi. serie B a girone unico, i salernitaniPrimo campionato: girone a tre squadre chiusero al penultimo posto, ritornandooltre la Salernitana, Stabia, Savoia e in serie C. Ce un nome che nessuno co-Pro Italia. Il debutto a Castellammare: nosce: Kertesz. fu un allenatore unghere-treno e carrozzelle i mezzi di trasporto se che, prima di Delio Rossi, infilò 16della squadra e di un nutrito gruppo di risultati utili consecutivi, grande serietifosi. Lo Stabia era uno squadrone, ma positive: al Vestuti......nessuno passa-autorità e cuore portarono la Salernitana va. Negli anni trenta i calciatori piùa vincere1-0 con un goal dell ala Ali- rappresentativi furono Antonio Valese,berti. Fu la prima di 6 vittorie, chiusu- Giovanni Pilato ed il portiere Giovannira del girone a punteggio pieno e quali- Scannapieco detto " gatto magico". inficazione per la finale. Avversario il questo decennio apparve la figura delBrasiliano. Si perse 5-0 a napoli. Si massaggiatore: Angelo Carmando ne inter-vinse 5-0 a salerno. la bella sul campo pretò cosi bene il ruolo da non lasciareneutro di Nocera: il brasiliano non si più " spugna e secchio granata" per de-presentò per protesta e la SAalernitana cenni. I figli Bruno e Salvatore sonoottenne la prima promozione a tavolino. stati capostipiti di una famiglia di fi-Nella prima Serie A non ci fu gloria. Pu- sioterapisti. Noi over 40 siamo legatiteolana, Naples e Savoia erano molto più alla figura di bruno come i nostri nonniforti. Non ci fu retrocessione perchè si erano legati a quella di angelo: pura Sa-decise di fare due campionati: uno orga- lernitanità.nizzato dalla Figc ed un altro dalla Cci.La Salernitana si aggregò a questultimae partecipò al suo secondo campionato di Roberto CocozzaSerie A. Non andò bene, fini ultima in-sieme al Naples. Si tornò, nella stagione22/23 ad un unico campionato. La Sa-lernitana partecipò alla 2 divisione( attuale serie B). Ritornò subito inSerie A. Ma anche quellanno, nel mas-simo campionato, ci fu una magrafigura.....la serie A era fatta per iblasoni. Crisi di crescita degli ultimianni 20, ma almeno ci avevamo provatoed il cuore salernitano era andato al dilà di tanti ostacoli. Il secondo decen-nio di vita vide il rilancio della Sa-lernitana. Sino al 29 i campionati eranofrazionati a gironi, dopo nacque il tor-neo unico. si privilegiarono le beneme-renze sportive e la Salernitana fu collo-cata nel campionato di prima divisionelequivalente Serie C. Tornei di altaclassifica e l aumento smisurato di ti-TRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 15
  • calcio d’angoloSwindon Town. Cinque fratelli in campo.Paolo Di Canio in versione singer per la Siamo davvero nella preistoria, a cavallofesta finale. Look alla Doctor House, fra gli anni 10 e 20. Un calcio molto di-barba incolta e giacchetto di pelle, Pao- verso da quello odierno, un calcio sicu-lo Di Canio chiude la festa per la promo- ramente più genuino. Ed in questo climazione in League One cantando, sul palco romantico, è sicuramente bello raccontareassieme alla band Toploader, "Dancing in di cinque fratelli in maglia granata. Dithe moonlight" di King Harvest. Tanta loro sono arrivati a noi notizie frammen-gente si è riversata al County Ground tarie. Alla fine della prima guerra mon-nella giornata dedicata ai ragazzi in diale, si riprende anche con lattivitàbiancorosso: palco in mezzo al terreno di calcistica, e un giornale dellepoca ri-gioco su cui si sono alternate diversi porta un amichevole fra Vigor Trapani egruppi musicali, tenda vip riservata ai Palermo F.c. finita 5-0 per i palermita-tifosi “facoltosi” che, in cambio di con- ni. In quellincontro si distingue Zolligrua offerta, hanno cenato spalla a spal- secondo. I fratelli Zolli parteciparonola con i giocatori della loro squadra e successivamente al campionato 1921-22. Intanto divertimento, questi gli ingredien- quellanno a livello nazionale venneroti di una riuscitissima giornata. Ovazio- disputati due campionati: uno, gestitone finale per il singer Di Canio, diven- dalla FIGC e laltro gestito dalla CCI.tato in un solo anno vero e proprio idolo Questultimo campionato era diviso in trelocale. Il giusto finale di un anno vis- leghe: la nord la centro e la sud. La le-suto alla grande tra sconfitte (terribile ga sud (che non partecipava però allas-la serie negativa iniziale), tante vitto- segnazione dello scudetto vinto poi dallarie (sfiorato il record di vittorie con- Pro Vercelli) comprendeva una serie disecutive di una squadra inglese), imprese gironi regionali, e in quello siciliano(il passaggio del turno in F.A. Cup), de- era inserita la Vigor Trapani. Il campio-lusioni (la finale di Johnstone’s persa a nato fu ingloriosamente chiuso allultimoWembley) e dolori (la morte di entrambi i posto, con dieci sconfitte su dieci par-genitori del mister italiano) che ha sa- tite e con ben sei rinunce. Di quel cam-puto lanciare Di Canio tra gli allenatori pionato ci arriva notizia di un gol diemergenti (per lui si è parlato dell’in- Zolli primo in un Vigor Trapani- Libertasteressamento di Leeds e West Ham). Palermo 2-3. Nel 1924 nasce una nuova so- cietà dalla fusione fra Vigor Trapan e Drepanum: la U.S. Trapanese, e fra i gio-Renato Cignoni catori vengono ancora chiamati i cinque fratelli. Poi non ci arriva più alcuna notizia, ma cinque fratelli in una squa- dra per tanti anni se non rappresenta un record ...poco ci manca. Vito GaluppoTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 16
  • moviola30 maggio 1984, scritto neutrale... Pruzzo fa esplodere lo stadio "pettinan-Bob Paisley si è ritirato al termine del- do" di testa un pallone crossato da Brunola stagione precedente, il suo posto sul- Conti, che si insacca alle spalle dila panchina dei Reds è stato preso dal Grobbelaar. Il bomber romanista lotta co-suo secondo, Joe Fagan. Il Liverpool è me un leone, ma in avvio di ripresa sialla nona partecipazione consecutiva alla infortuna e dovrà uscire sostituito dalCoppa dei Campioni, non salta unedizione tornante Chierico. La Roma perde incisi-dal 1976. La squadra è cambiata rispetto vità, il Liverpool si rende pericoloso ina quella che trionfò nel 1981 contro il contropiede con Dalglish e Neal. Termina-Real Madrid a Parigi: negli ultimi anni no in parità i tempi regolamentari ehanno raggiunto Anfield Road il teatrale neanche nei supplementari si sblocca ilportiere Grobbelaar, lo stopper Lawren- risultato. Per la prima volta la Coppason, il mediano irlandese Whelan, il tut- viene assegnata ai calci di rigore. Nicoltofare Nicol e soprattutto il bomber Ian sbaglia subito per gli inglesi, ContiRush. Lavventura in Coppa comincia con- fallisce il secondo tentativo dei romani.tro i danesi dellOB Odense, superati co- Dopo tre rigori a testa il risultato èmodamente. Il secondo turno pone di fron- ancora in parità: tocca a Rush che nonte ai Reds i baschi dellAthletic Bilbao. sbaglia, quindi va dal dischetto laffa-Il sorprendente pareggio a reti bianche ticato Ciccio Graziani, che colpisce ladellandata a Anfield costringe il Liver- traversa. Alan Kennedy, che già aveva da-pool a conquistare la qualificazione in to ai Reds la coppa del 1981, non trema etrasferta, grazie a una prodezza di Rush, infila Franco Tancredi. Per il Liverpoolche comincia a lasciare il segno su que- è la quarta vittoria in quattro finali.sta edizione. Nei quarti la squadra diFagan incontra il Benfica, che limita idanni in Inghilterra (0-1) e viene tra- Claudio Boffa Tarlattavolto a Lisbona per 4-1 in una delle mi-gliori prestazioni esterne del Liverpool.In semifinale è la volta della Dinamo Bu-carest: Sammy Lee garantisce il primoround ai Reds in casa, ma è Ian Rush condue gol in Romania a mettere il timbrosul passaporto per la finale. Il Liver-pool torna a Roma dove sette anni primaaveva vinto la sua prima Coppa Campionicontro il Borussia Mönchengladbach. Difronte cè la Roma di Falcão, che giocain casa. I giallorossi sono al debutto;nel tunnel che conduce in campo, con gliatleti già schierati ad aspettare lin-gresso sul terreno, le loro facce sonotesissime, i comportamenti nervosi. Gliesperti inglesi mostrano invece grandetranquillità, cantando tutti insieme. Do-po un leggero predominio della Roma, alquarto dora scende il gelo sullOlimpi-co: Johnston "carica" Tancredi uscito perintercettare un cross, il portiere perdela palla.Bonetti cerca di allontanare, mail rinvio finisce sulla testa di Tancredia terra e poi sui piedi di Neal, che por-ta in vantaggio il Liverpool. La Romatenta di reagire, ma è Tancredi a dovercompiere un miracolo su un contropiede diRush. Poi, sul finire del primo tempo,TRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 17
  • fuorigiocoFootball Rivalries ...l’importanza cultura. Sembra di essere, su un trenodel derby. virtuale, in viaggio per l’Europa con laTutti quelli che hanno la fortuna di vi- tua sciarpa al collo. Scendiamo in Olandavere in una città che ha due squadre cit- e scopriamo che il paese dei tulipani etadine, conosce bene l’importanza del dei mulini a vento, non è solo questaderby. Sappiamo bene che vincere la stra- cartolina, ma che ci sono tifoserie orga-cittadina, può cambiare il corso di una nizzate e sfide infuocate, che talvoltastagione calcistica, può regalarti sensa- travalicano i soli motivi calcistici.zioni ed emozioni uniche, che rimangono Sentiamo quasi parlare tedesco e ci ve-indelebili nella tua mente, per anni, en- diamo nella curva dell’Hertha Berlin men-trando a far parte del tuo patrimonio di tre i cori all’unisono con le bandiere diricordi più belli. Potremmo dimenticare alzano dai settori più popolari del vec-ricorrenze, festività e compleanni, ma chio stadio della capitale tedesca. Pas-non scorderemo mai la rete di Nicoli, se- sione e voglia di stare insieme che acco-gnata quasi allo scadere, le due gemme di munano tanti tifosi teutonici, quando laVincenzo D’Amico contro una formazione, fredda e compassata Germania diventa qua-che sulla carta partiva favorita, la pu- si un paese latino. Passando per la Fran-nizione magistrale di Veron, e la zampata cia ed il suo derby per antonomasia, chedel centrattacco teutonico nei minuti di infiamma un’ intera nazione, come quellorecupero. Il derby evoca, bandiere al tra il PSG ed il Marsiglia, si arriva poivento, abbracci con persone che neppure nelle terre in cui la stracittadina èconosci, il tornare adolescenti per no- davvero qualcosa che si vive, quasi tuttivanta lunghissimi minuti, l’odore dei fu- i giorni dell’anno. Siamo arrivati inmogeni che salgono forti e spavaldi al Grecia per poi passare in Turchia. Qui lecielo, saltare pazzo di gioca sopra un sfide stracittadine sono qualcosa che nonseggiolino, ma anche uscire disperato con è solo calcio, ma è una sfida tra quar-la morte nel cuore. Il derby è tutto que- tiere e quartiere, tra tradizioni vecchiesto, nella mia città, ma anche in ogni ed antiche che risalgono addirittura adparte del mondo. Perché noi tifosi di un secolo fa. Il derby è qualcosa di uni-calcio, che abitualmente andiamo tutte le co, in ogni parte della vecchia Europa,domeniche allo stadio, ci assomigliamo un vissuto ovunque con la stessa trepidazio-po’ tutti, in ogni angolo del pianeta. ne. Perché una vittoria nel derby valeVincenzo Paliotto, per Urbone Publishing, più di ogni altra vittoria, perché inha scritto un bel libro intitolato : “ ogni angolo del mondo, vedere i tifosiFootball rivalries – Derby e rivalità avversari uscire sconfitti e tristi, men-calcistiche europee“ che parla, per l’ap- tre tu canti e sventoli i tuoi vessilli,punto di derby, visti ad ogni latitudine non ha davvero paragoni. Fate anche voidel vecchio continente. Si inizia come questo lungo viaggio nell’Europa calci-d’obbligo, per ogni appassionato di cal- stica, ne vale davvero la pena.cio, dalla Gran Bretagna, analizzando imotivi, che spesso hanno origini che siperdono nei meandri della storia, come Giorgio Acerbisquella tra il West Ham Utd ed il Mill-wall Fc, che portano spesso ad una riva-lità esasperata che si esaspera ancora dipiù con il trascorrere degli anni. Ci faimmergere nel clima derby di città cono-sciute nel mondo, solo per la loro forma-zione di calcio, come il caso di Manche-ster, ci racconta di cori, striscioni etrasferte, negli infuocati derby di Gal-les ed Irlanda. Dalla Gran Bretagna ini-zia così il nostro viaggio attraversocittà e tifoserie, più o meno conosciute,di cui apprendiamo storie, tradizioni eTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 18
  • fuorigiocoTutto il Catania minuto per minuto. Tutti i colori del calcio.Una passione inossidabile, la stessa che ci Gli autori Salvi e Savorelli, attraversofaceva marinare la scuola pur di vedere gli una storia universale del calcio comeallenamenti dei nostri eroi al vecchio Ciba- gioco e come istituzione, tracciano unali. Un sentimento che resiste tutt’oggi in mappa dei colori di centinaia di squadreun pianeta del pallone diverso anni luce già e ne rintraccia lorigine. Dagli usi ca-da quello di una decina d’anni fa, e canni- vallereschi della guerra e dei tornei, ilbalizzato dalle pay TV. L’amore tramandatoci calcio ha ereditato il suo aspetto cosìdai nostri padri per due incantevoli colori affascinante di spettacolo a colori. La“il rosso fuoco dell’Etna e l’azzurro del scelta dei colori delle sue casacche, emare”. La consapevolezza che perfino il più le regole che la governano, hanno infattigrande dei successi ha poco significato se origine nel linguaggio cromatico dellaci si dimentica di quelli raggiunti nel pas- battaglia medievale, di cui, a sua insa-sato attraverso tante tribolazioni. Ma so- puta, il calcio è la più stupefacente in-prattutto la presa di coscienza che la città terpretazione moderna, oggi che i cava-e la squadra meritano un’opera che racconti lieri si vedono soltanto al cinema. Que-una storia che ha fatto innamorare centinaia sto libro, attraverso una storia univer-di migliaia di catanesi. Queste parole degli sale del calcio come gioco e come istitu-autori (Antonio Buemi, Roberto Quartarone, zione – che è anche la storia dei suoiAlessandro Russo, Filippo Solarino) sinte- club più famosi –, traccia una mappa deitizzano le motivazioni alle spalle dell’ope- colori di centinaia di squadre e ne rin-ra omnia sulla storia del calcio rossazzurro traccia lorigine; a proposito della qua-: “Tutto il Catania minuto per minuto” edito le, innestate su una rigorosa sintassidalla GEO edizioni di Carlo Fontanelli e araldica, la moda, lappartenenza socia-giunto alla seconda edizione, dopo il suc- le, la politica, la religione e soprat-cesso della prima andata esaurita in pochi tutto il caso e il gusto sono stati spes-mesi. Un volume enciclopedico di 500 pagine so determinanti. Insomma: come e perchérecentemente insignito del patrocinio da la maglia del Chelsea è azzurra, quellaparte della facoltà di Storia dell’Universi- del Liverpool rossa, quella del Celtictà di Catania per il rigore scientifico nel- biancoverde? E perche la Juventus ha mu-la ricerca, e che custodisce gli oltre 3000 tato il suo rosa iniziale nellormai tra-tabellini completi di ogni gara ufficiale dizionale bianconero? Un capitolo è dedi-giocata dal 1929, centinaia di foto storiche cato ai marchi dei club; il sistema deiinedite, ed il romanzo di ogni stagione. Ma segni probabilmente più noto al mondo,soprattutto l’inedito excursus della prei- che sfata lopinione comune secondo lastoria del football catanese a partire dal quale la scienza del blasone sarebbe un1908, ed il racconto della vera storia del passatempo per iniziati, incomprensibileCatania, ch,e rinato del 1946, vede invece e misterioso.le sue origini nella S.S Catania fondata nel1929 su impulso delle autorità politiche deltempo. Leggendo le 500 pagine dell’opera Ruben Lombardiscorreranno le immagini e le gesta degli“eroi” contemporanei Lodi,Maxi Lopez,Go-mez,Mascara, ma anche dei loro bisnonni,”imatti di Piazza d’Armi” capitanati da TanoVentimiglia. Si parla del mitico stadio diPiazza Verga prima culla della passione ros-sazzurra, del Duca di Misterbianco e del suomentore calcistico Geza Kertesz morto daeroe nel 1945, degli anni d’oro di Marcoc-cio,di Angelo Massimino, e della squadra cheNino Pulvirenti ha proiettato definitivamen-te nel firmamento del calcio nazionale.Filippo SolarinoTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 19
  • fuorigiocoLa nascita del movimento casual in chi coffe shop dei primi anni 60, quandoInghilterra. band come The Beatles, Wayne Fontana andIl movimento casual inglese è iniziato the Mindbenders, Billy J. Kramer and Thealla fine del 1970, quando i tifosi del Dakotas e Herman’s Hermits hanno suonatoLiverpool FC, hanno esibito a tutto il dal vivo in posti leggendari come il Theresto dellInghilterra i migliori marchi Cavern. Tornando alla polemica con i ti-europei che avevano trovato seguendo la fosi dei Red Devils, ci sono discussioniloro squadra, nel 1977 nella trasferta, addirittura su come Manchester abbia co-per i quarti di finale di Coppa dei Cam- struito i canali navigabili e le ferro-pioni, contro i francesi del St Etienne. vie, prima di Liverpool e questo odio traI tifosi del Liverpool, dopo quella sto- le due città si perde nei secoli, ma pen-rica partita, sono tornati in Inghilterra so che nei primi anni 60 eravamo entram-con costosi “sportswear” sia italiani che bi, dentro una casa in fiamme. Nella sta-francesi. I tifosi hanno introdotto così gione 1977-78 direi che le due città han-molti marchi di abbigliamento che non si no condiviso, per prime in Gran Bretagna,erano mai visti nel Regno Unito, fino al la passione per la moda casual. A metàallora. Poco dopo però anche gli altri degli anni 70 in Inghilterra erano ini-tifosi inglesi volevano poter indossare ziati a comparire nei negozi sportivi isulle loro gradinate, questi rari oggetti primi capi di abbigliamento firmato, so-di abbigliamento, come le polo Lacoste o prattutto sotto forma di repliche delleSergio Tacchini e le scarpe da ginnastica maglie da calcio delle squadre più impor-Adidas, che sono ancora oggi, dopo tanti tanti e di borse sportive, le più richie-anni, associate ai tifosi del Liverpool ste erano dell’ Adidas. Le prime scarpeFC. Fino a quel momento sugli spalti bri- da ginnastica Adidas, ( economiche e doz-tannici incontravi, in certi punti delle zinali ) fecero la loro comparsa, pro-curve, solo skinheads che indossano gli prio in quei tempi. Ma solo quando i ti-anfibi Dr. Martens. Quindi, senza timore fosi del Liverpool FC sono andati indi sbagliare si può dire che la cosiddet- Francia e hanno visto tante boutiqueta “cultura Casual" sia iniziata con i sportive pieni di giacche, di polo e ditifosi del Liverpool FC. Ecco proprio da maglioni Lacoste e Adidas con stili e co-quei primi giorni gloriosi nasce levolu- lori incredibili mai visti prima, lazione della moda, negli stadi inglesi. scintilla è scoccata. Non so, sinceramen-Oggi alcuni tifosi del Manchester United te, se queste marche avessero già in men-si lamentano del fatto che anche loro te una politica si sviluppo qui in In-hanno viaggiato allestero in quegli anni ghilterra, ma solo grazie ai giovani ti-e preso gli stessi capi di abbigliamento, fosi del Liverpool FC hanno iniziato ama che però la tifoseria del Liverpool produrre ed esportare una grande varietàgode sempre di maggiore credito presso di capi di ogni colore. Significava anchegli altri tifosi. Chi è cresciuto a Man- che allora, tutti noi, avevamo la libertàchester è abituato a considerare il resto di esprimere il nostro gusto. Non ceranodel paese un po’ più lento di loro, nella altre regole che avere un buon istinto alcorsa della moda, che iniziò in quei tem- momento dell’acquisto dei capi di abbi-pi. Tuttavia prima della fine degli anni gliamento. Una spilla infilata nel naso esettanta i londinesi sembravano aver bru- un paio di calzini verdi luminosi non so-ciato, anche culturalmente, i tempi. Tut- no stati più di moda…per fortuna. Il mo-ti i media li dipingevano come coloro che vimento post-punk, definito new wavedettavano i modelli di moda, sia nel ve- (78-79) ha creato un nuovo modo di con-stire, che addirittura nel parlare. Il cepire la moda. Se guardate le band in-resto della Gran Bretagna sembrava non glesi e americane di quel periodo, è ov-essere in grado di fare altrettanto, di vio che avevano un look più semplice diessere alla loro altezza. Sembra di par- quanto visto prima, ma era davvero piùte, ma non cè fumo senza fuoco. Lunica "in" per gli appassionati. I pantaloni acittà che è stata in grado di sovvertire zampa delefante erano improvvisamentela loro egemonia è stata Liverpool. Biso- scomparsi, così come i grandi collettigna tornare indietro addirittura ai vec- "goon" della prima metà degli anni 70. ITRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 20
  • fuorigiocoragazzi iniziarono a vestirsi come David mento casual è nato tre o quattro anniBowie ed i Roxy Music e sembravano un prima nella loro città, rispetto a Liver-vecchio mod ma soprattutto, nessuno volle pool e Manchester. Ma credo che il 1979più indossare abiti punk, o skinhead. fu il primo anno in cui si è visto questoQuesta non fu come le mode giovanili pre- movimento, non indossare un solo marchio.cedenti, quelle erano solo un modo per Alcuni ragazzi di Liverpool avevano ini-apparire. Ora invece era l’esatto contra- ziato ad indossare Lacoste, Fila, Adidas,rio, si cercava di …non apparire. Tutto ecc.. dai loro viaggi sul continente perquello che c’era stato prima era conside- le partite di calcio e siamo nellautunnorato vecchio e sorpassato. La musica del del 1979,: una polo, jeans e scarpe Adi-tempo era un guazzabuglio di Blondie, The das. Inizialmente si trattava di una poloMotors, Elvis Costello, Sham 69, t-shirt Fred Perry, jeans Levis e scarpeBuzzcocks, Squeeze, The Stranglers, Boom- da ginnastica Adidas Kick trainers. Poi,town Rats, Devo, Ramones, The Jam. Una verso la fine del 79 divenne una Polocosa da ricordare quando si parla di moda Peter Werth, jeans Lois e Adidas Stancasual è che questo nuovo tipo di abbi- Smith. Oggi il calcio ed il mondo del ti-gliamento ti faceva passare più inosser- fo in Gran Bretagna è totalmente cambia-vato quando andavi allo stadio. Era sem- to. Fa tutto parte del progresso, comepre stato molto facile, da identificare sbarazzarsi dei servizi igienici esternichi indossava pantaloni a zampa delefan- che avevamo quando eravamo solo dei bam-te di grandi dimensioni, stivali Doc Mar- bini, e come il divieto di fumare neiten, tagli di capelli skinhead o sciarpe luoghi pubblici. Gli stadi di calcio sonoda calcio legate intorno ai polsi. A poco tutti posti a sedere. Tutte le vecchiea poco (molto poco) tuttavia anche i ca- gradinate sono scomparse, come la nostrasuals furono ben identificati, non tanto leggendaria Kop. Ogni posto ha il suo bi-per il loro abbigliamento ma piuttosto glietto e il suo numero, e ci sono tele-per il loro taglio di capelli “The wedge camere a circuito chiuso, che riprendono“, a cuneo. The wedge era in realtà un ogni istante della partita.. La sponta-taglio di capelli quasi femminile, usato neità e lentusiasmo sono stati schiac-da David Bowie, ed è stato un completo ciati, come il succo da un limone. Alcunicambiamento dai tagli precedenti tipo dicono che il movimento casual stia tor-skinheads e punk. Una vera rivoluzione. nando…. ma solo nelle partite importantiLidea di andare allo stadio sotto menti- puoi ancora incontrare le vecchie faccete spoglie, nasce dal fatto che questi delle vecchie firms, sulle gradinate eragazzi non indossavano i colori del club prima della partita all’interno del loroo stivali minacciosi. Ma allinterno del- pub di riferimento. I tifosi allora ave-la comunità casual una maglia, un maglio- vano anche un atteggiamento verso la po-ne con una minuscola etichetta poteva litica diverso. proprio come per labbi-essere individuata da un miglio di di- gliamento, ognuno aveva il suo modo distanza, soprattutto se chi lo indossa fare e di pensare . Chelsea, Leeds, Gla-camminava in un certo modo, e indossava sgow Rangers e Millwall avevano la repu-anche certi tipi si calzature. Quando si tazione di essere delle tifoserie nazio-dice "sfoggiare vestiti costosi allo sta- naliste. Alcune squadre, come il Manche-dio", questa frase riassume tutto il mo- ster City, il Birmingham City e il Car-vimento casual, per quanto mi riguarda. diff, erano famose per essere più multi-Un cosa che non piaceva qui nel nord-o- razziali. Tra le firms delle squadre divest era che i casuals di Londra andavano Liverpool praticamente non c’erano faccespesso allo stadio con maglie rosa e lo- di colore. Il Manchester United aveva in-ghi enormi. Noi invece, ci siamo concen- vece una forte tendenza di sinistra etrati più sulla qualità della stoffa, i c’erano molti casuals di colore. Oggitipi di cuciture, il taglio, ecc… Questo quel mondo è cambiato, inesorabilmentenon vuol dire però che anche a Londra perso. Che nostalgia per quei tempi eroi-non ci siano stati dei tifosi fantastici, ci.solo che vestivano un po’ peggio di noi. Bill - 5 timesOggi, tutti vogliono dirti che il movi-TRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 21
  • la pallaPasquino e le statue parlanti. l’interno del cortile dei Musei Capitoli-Se a Londra, in Hyde Park, si trova Spea- ni. Marforio dialogava a distanza con Pa-ker’s Corner ovvero lo spazio dove chiun- squino con una sorta di botta e rispostaque può parlare in pubblico per esporre tipo “ E’ vero che i francesi sono tuttile sue idee, noi a Roma abbiamo “Pasqui- ladri?” e Pasquino rispondeva “ Tutti no,no”. La statua di Pasquino, che dal 1500 ma Bona Parte si!” Scendendo dal Campido-ha sede nella omonima piazza, tuttavia glio e avvicinandosi al lato di Palazzonon è l’unica statua parlante ma, come Venezia troviamo, adagiata su di un basa-diceva il principe Antonio de Curtis (ov- mento in marmo una statua di epoca romanavero Totò) “abondantis abondantum” ne ab- rappresentante una sacerdotessa della deabiamo altre cinque che con Pasquino danno Iside: quella statua è Madama Lucreziavita al cosiddetto “Congresso degli Argu- che molti identificavano con una dama diti”!!! La statua di Pasquino rappresenta nome Lucrezia che era l’amante del re diuna figura maschile, probabilmente il re Napoli. In via Lata, invece, c’è la fon-greco Menelao, con il volto sfigurato e tana del Facchino (altra statua parlante)corroso dall’usura del tempo. Purtroppo mentre su di un muro della chiesa di S.non è dato conoscere l’origine del nome: Andrea della Valle possiamo vedere laalcuni pensano che forse era quello di un statua dell’Abate Luigi, altra sculturabarbiere o di un oste che aveva la botte- di epoca romana che deve il suo nome, pa-ga nelle vicinanze, altri che il nome gli re, a quello del sacrestano della chiesa.sia stato affibbiato dagli studenti della Ultima statua parlante è il Babuino, nel-vicina Sapienza (non l’università attuale la via omonima, una figura di satiro chema quella antica) per la somiglianza con serve da elemento decorativo per una va-un loro professore. Le Pasquinate, ovvero sca una volta utilizzata come abbevera-i cartelli appesi al collo della statua, toio per i cavalli. Tra le sei statue laerano sempre dirette contro l’autorità più importante e conosciuta rimane Pa-sia temporale che spirituale che nel 1800 squino, voce degli oppressi che sbeffeg-erano incarnate nel Pontefice Romano, al- giava il potere con i suoi cartelli iro-l’epoca “il Papa Re”: a proposito, il re- nici. In molti pensano che gli autorigista romano Luigi Magni fece un bel film delle pasquinate fossero i popolani maintitolato “Il Papa Re” il cui protagoni- dobbiamo ricordare che, all’epoca, quasista era il compianto Nino Manfredi, vale nessuno era in grado di leggere o scrive-la pena di rivederlo. Tra le pasquinate re quindi i cartelli provenivano da poe-più famose ricordiamo “Quel che non fece- ti, scrittori o, addirittura, da eccle-ro i barbari fecero i Barberini” riferi- siastici che, magari, non avevano ricevu-ta, appunto, a Papa Urbano VIII della fa- to i privilegi che si attendevano e quin-miglia Barberini che nel 1625 fece stac- di si vendicavano in tal modo. L’ironiacare per fondere gli antichi bronzi roma- cinica e corrosiva è sempre stata unani del Pantheon, per costruire il baldac- prerogativa dello spirito romano, oltrechino all’interno della Basilica di S. alle statue parlanti esisteva anche, inPietro e i cannoni per Castel Sant’Ange- carne ed ossa, un uomo che si prendevalo. Ieri si rubava il bronzo oggi ci sono gioco del potere nella Roma papalina:i furti di rame…ma, almeno, con i primi Ghetanaccio. Gaetano Santangelo, questose ne ricavavano delle opere d’arte! Un era il suo vero nome, nacque nel 1872 ePapa straniero, l’olandese Adriano VI per vivere faceva il burattinaio ambulan-tentò di togliere la statua di Pasquino te, infatti girava per il centro di Romama senza risultato anzi, Pasquino è rima- portandosi a spalla il “castelletto” cioèsto e lui è sepolto, ironia della sorte, il teatro dei burattini: per intendercinella chiesa di S. Maria dell’Anima che quello che c’era (e forse c’è ancora) alsi trova a poca distanza dalla statua me- Pincio e a villa Borghese con Pulcinelladesima. A Pasquino fungeva da spalla e Arlecchino. Ghetanaccio spesso, mettevaun’altra statua: quella di Marforio (che in bocca ai suoi burattini battute pesan-rappresenta Nettuno o una divinità delle ti contro il Papa, i preti ed i potentiacque), una statua gigantesca che possia- del tempo e per questo molte volte finìmo ammirare salendo al Campidoglio al- in prigione; purtroppo morì in miseriaTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 22
  • la pallapoiché nel 1825 fu proclamato l’Anno San- stituibile e alla fine siamo tutti ugualito e, di conseguenza, furono proibiti gli potenti e non.spettacolo di ogni genere così Ghetanac- Vorrei terminare questo articolo con unacio si ridusse a chiedere l’elemosina. poesia di un altro romano: Giuseppe Gioa-Gigi Proietti, verso la fine degli anni chino Belli.70, mise in scena uno spettacolo dedicatoa questo personaggio poco conosciuto cosìcome spesso ha citato e rifatto nei suoispettacoli un altro grande attore satiri- La vita dell’omo”co romano: il grandissimo Ettore Petroli- Nove mesi a la puzza: poi in fassciolani, altro campione dello sberleffo, che Tra sbasciucchi, lattime e llagrimoni:ricordiamo soprattutto nelle sue mac- Poi per laccio, in ner crino, e in ve-chiette più famose quelle di Nerone e di sticciola,Gastone. L’ ironia romana, dicevo prima, Cor torcolo e limbraghe pe ccarzoni.è acida, cinica propria di un popolo cheha fatto la storia e ha visto la storia Poi comincia er tormento de la scola,scorrere nelle sue strade e, quindi, Labbeccè, le frustate, li ggeloni,niente gli fa impressione, nulla lo mera- La rosalìa, la cacca a la ssediola,viglia perché ha già visto tutto. Quando E un po de scarlattina e vvormijjoni.muore il re gli inglesi dicono “E’ morto Poi viè llarte, er diggiuno, la fatica,il re, viva il re” a significare la con- La piggione, le carcere, er governo,tinuità della monarchia che non finisce Lo spedale, li debbiti, la fica,con la morte di un uomo ma continua neisecoli. I romani, invece, dicono “Morto Er zol distate, la neve dinverno...un Papa se ne fa un altro” che oltre al E pper urtimo, Iddio sce bbenedica,senso di continuità ne racchiude un al- Viè la morte, e ffinissce co linferno.tro: che nessuno, anche se Papa, è inso- Paola BracciTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 23
  • il registaIl piccolo tifoso, il derby e gli mattinata del 6 Maggio, padre e figlio siUltras,: una storia a lieto fine. imbarcano sull’aereo che dalla CalabriaRicordate la storia di quel bambino im- li porta direttamente in quel di Milano.possibilitato ad andare a vedere il derby L’appuntamento è alle 19, nei pressi del-di Milano essendo sprovvisto della tesse- l’ingresso 3 dello Stadio San Siro, dovera del tifoso? Di appena 12 anni, figlio Angelo gli consegna i biglietti tanto am-di un mio caro amico in Calabria, era ri- biti. Sono due tagliandi per il secondouscito ad ottenere il consenso, dopo anni anello arancione, e da qui il piccolo ti-di rinvii e scuse varie, per poter final- foso interista ha potuto ammirare, conmente andare ad assistere alla “partitis- gli occhi sgranati, la bellissima coreo-sima” in quel di San Siro e poter, quin- grafia della Curva Nord, esposta durantedi, ammirare dal vivo, per la prima vol- l’ingresso in campo delle squadre, e hata, le gesta dei suoi beniamini in maglia potuto assistere, successivamente, ad unonerazzurra. Ma qualcosa aveva spezzato dei più bei derby di Milano degli ultimianticipatamente l’entusiasmo di quel pic- anni, terminato con la vittoria dellacolo tifoso. La burocrazia e le assurde compagine nerazzurra per 4 a 2. Una voltadisposizioni sulla Tessera del Tifoso tanto, quindi, una storia a lieto fine,avevano, di fatto, impedito l’acquisto grazie, ovviamente, all’interessamento edei biglietti al padre e al figlio. L’In- al fondamentale aiuto di Angelo e del suoter, infatti, in qualità di squadra ospi- gruppo. Quello stesso gruppo che incarnatante, aveva incredibilmente stabilito i valori e lo spirito di moltissimi altriche l’acquisto dei tagliandi per accedere gruppi di Ultras e di tifosi italiani.allo stadio in occasione del derby pote- Quegli stessi gruppi, sparsi in tuttavano essere acquistati esclusivamente dai Italia, troppo spesso accusati e addita-possessori della famigerata tessera del ti, ingiustamente e quanto mai frettolo-tifoso. Tessera del tifoso che, per al- samente, come l’unico male di questo cal-tro, doveva essere, obbligatoriamente, cio. Un calcio fatto di scommesse, risul-sottoscritta entro il 30 Marzo scorso, tati a tavolino, doping, soldi, partitenonostante la vendita dei biglietti fosse comprate, veline, letterine, presidentiiniziata il 12 Aprile. Sembrava non ci arroganti, giornalisti compiacenti edfosse nulla da fare. Sembrava che il cal- istituzioni incompetenti. Uno sport dovecio moderno avesse mietuto l’ennesima i tifosi sono rimasti, ormai, l’unicavittima, in nome e per conto del dio de- parte realmente pulita di tutto il siste-naro. Ed invece questa volta le cose sono ma, nonostante i media e gli opinionistiandate diversamente. L’articolo da me da salotto vogliano farci credere il con-scritto e successivamente pubblicato sul trario. Ma in questo caos generale, men-sito del Sodalizio, e su vari portali di tre lo sport più bello del mondo va,controinformazione, subito dopo, non è ormai irrimediabilmente, a rotoli, ilpassato inosservato. Ed infatti, dopo un sorriso entusiasta di un bambino che salepaio di giorni, ecco che, grazie anche al i gradoni di uno stadio e rimane estasia-Sodalizio della Lazio che si è da subito to di fronte a quel turbinio di colori,attivato per risolvere questo problema, odori e suoni incessanti, è pur semprevengo messo in contatto con Angelo, uno una bellissima notizia!dei leader del gruppo dei Templari del-l’Inter. Angelo, appresa l’intera vicen-da, mi promette che farà il possibile per Daniele Caroleofar si che il sogno del piccolo tifosointerista si possa realizzare. Passano igiorni, ed ecco che finalmente arriva lanotizia sperata. Angelo ha ottenuto lapossibilità di fare due biglietti per farassistere, al giovane nerazzurro e a suopadre, il tanto agognato derby. Inviamoquindi la copia dei documenti per acqui-stare i tagliandi e, finalmente, nellaTRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 24
  • storia schegge di storASSOCIAZIONE CULTURALE SPORTIVA SODALIZIO BIANCOCELESTE sstoria storia www.SODALIZIOLAZIO.com RADIO ERRE2 ch. 107.65 fm dal LUNEDI al VENERDI - dalle 16.00 alle 18.00 “ASSOCIAZIONE SODALIZIO BIANCOCELESTE” VECCHI SPALTI VIA POGGIO MIRTETO, 21 - ROMA telefono: 06.64.81.27.79...e... STADIO “OLIMPICO” di ROMA - TRIBUNA TEVERETRIBUNA TEVERE N.9 - GIUGNO 2012 PAGINA 25