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ECONOMIA DELLA CONOSCENZA - I form-attori raccontano le buone pratiche aziendali

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    smau roma 2013_confcommercio roma smau roma 2013_confcommercio roma Presentation Transcript

    • Economia della conoscenza I form-attori raccontano le buone pratiche aziendaliAnnaLisa Alviti – Patrizio Di Nicola – Patrizia Di Santo – Mauro Vottero Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Un pericoloso circolo vizioso Organizzazione non orientata al Organizzazione non orientata al Carente senso di appartenenza Carente senso di appartenenza riconoscimento delle persone riconoscimento delle persone delle persone all’organizzazione delle persone all’organizzazione Clima sfavorevole al Clima sfavorevole al Timore delle persone Timore delle persone cambiamento organizzativo cambiamento organizzativo nel mettersi in gioco nel mettersi in giocoEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Cambiare punto vista per creare valore Creazione Creazione di valore di valore Aumento Aumento Miglioramento Miglioramento Riduzione errori Riduzione errori dell’efficienza dell’efficienza performance performance Senso di Senso di Miglioramento Miglioramento Aumento Aumento Sincronismo Sincronismo appartenenza appartenenza competenze competenze motivazione motivazione organizzativo organizzativo Cultura aziendale Cultura aziendale Pratica manageriale Pratica manageriale orientata alla condivisione orientata alla condivisione orientata alla valorizzazione orientata alla valorizzazioneEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Racconti di buone pratiche Conciliazione Conciliazione dei tempi vita dei tempi vita eelavoro lavoro Donne in Donne in ruoli chiave ruoli chiave Creazione Creazione di valore di valore Comunità Comunità professionali professionali Ripensamento Ripensamento organizzativo organizzativo "Caso Sediin" "Caso Sediin"Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Racconto di Patrizio Di Nicola Conciliazione dei Conciliazione dei tempi vita e lavoro tempi vita e lavoro Donne in Donne in ruoli chiave ruoli chiave Creazione Creazione di valore di valore Comunità Comunità professionali professionali Ripensamento Ripensamento organizzativo organizzativo "Caso Sediin" "Caso Sediin"Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Conciliazione dei tempi vita e lavoro • Recentemente l’AD di Yahoo! Marissa Mayer ha deciso di riportare negli uffici i dipendenti che lavoravano da casa, annullando gli schemi di telelavoro in uso in azienda • Al contempo ha iniziato a portare in ufficio il figlio neonato, Macallister.Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Conciliazione dei tempi di vita e lavoro - Motivazioni + Assenze + Turnover = - ValoreEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Tempi di lavoro e tempi di vita• Nel 2001 Robert Reich notava che nonostante la maggior parte delle persone guadagni di più e in termini di vita materiale viva meglio di quanto i nostri genitori facessero 40 anni fa, in realtà la qualità di vita è andata deteriorandosi a causa di un lavoro sempre più lungo e frenetico che riduce gli spazi della vita non lavorativa e il tempo e l’energia che resta per la famiglia, per gli amici e per se stessi.• Il paradosso: le nazioni che godono di un maggior successo economico sono popolate da persone sempre più infelici.Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Un mese di lavoro in più• Nel 1992 Juliet Schor, una economista di Harvard, aveva notato che negli Stati Uniti, tra il 1969 e il 1987, nonostante la produttività pro capite fosse più che raddoppiata, le ore lavorative erano aumentate di nove ore all’anno, corrispondenti nel ventennio a 163 ore, equivalenti a un mese di lavoro in più, tornando al livello del 1920.• L’analisi della Schor metteva anche in evidenza l’esistenza di un “differenziale di genere” nella crescita dell’orario lavorativo.• Mentre gli uomini avevano lavorato 98 ore (o due settimane e mezzo) in più ogni anno, le donne totalizzavano 305 ore in più (sette settimane e mezzo, ovvero trentotto giorni), senza peraltro vedersi significativamente ridotte le ore spese in attività di cura domestica.Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • La conciliazione difficile• La presenza femminile nelle organizzazioni ha amplificato la richiesta di nuovi schemi orari e nuovi modelli organizzativi volti a soddisfare le necessità di conciliazione tra vita di lavoro, vita familiare e vissuto sociale.• Le persone hanno sempre più difficoltà nel conciliare i tempi di lavoro con quelli della famiglia. Ciò che ne fa maggiormente le spese è la cura dei figli, divenuta tanto complessa da portare alla rinuncia dei progetti di natalità: nel Lazio essa e’ scesa nel 2010 a 9,5 nati per 1000 residenti, praticamente identica al tasso di mortalità.• Ma il problema delle persone diventa un problema per le imprese.Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Le ICT in azienda• Le ICT rendono pervasivo il lavoro, e la disponibilità anche fuori dell’ufficio dei collegamenti interrompe la separatezza della sequenza riposo-lavoro-tempo libero, favorendo un fenomeno di «lavoro aggressivo» che segue il dipendente ovunque si trovi.• D’altronde il corretto utilizzo delle ICT, ad esempio utilizzando il telelavoro per sostituire (e non aggiungere) lavoro in ufficio con lavoro da casa aumenta molto la soddisfazione e la produttività.• Come Giano bifronte, le tecnologie possono aumentare l’efficienza del lavoro e la soddisfazione del lavoratore, oppure intensificarne la pena e lo sfruttamento.Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Un esempio: una mia ricerca di qualche anno fa • Nell’azienda X le attività realizzate a casa sono svolte per lo più la «sera», «nel weekend» o «durante i giorni di ferie». Il 55 per cento del campione sottolinea come il lavoro da casa è, di fatto, non alternativo, ma una «integrazione» rispetto a quello svolto in ufficio. • Il telelavoro, inteso come sostituzione del lavoro in ufficio con quello a casa, viene vissuto come una pratica opaca: «si può fare» – affermano gli intervistati – «è possibile lavorare da casa» ma «non ci sono indicazioni precise», «non è una cosa regolarizzata» e «tendenzialmente è meglio venire in ufficio». • Eppure chi telelavora ha una produttività superiore del 15% rispetto a chi lavora in ufficio.Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Molte strade per la conciliazione• Flessibilità e Banche del tempo• Voucher di conciliazione, supporto economico per i parenti anziani, per gli asili nido e le scuole estive• Servizi Speedy Boys e Maggiordomo per lo svolgimento di pratiche ed adempimenti della vita quotidianaEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Conclusioni• Le aziende dipendono sempre più dalle persone. Queste oggi sono sottoposte a livelli molto alti di stress da mancata conciliazione• La mancata conciliazione fa aumentare le assenze, il turnover e aumenta i costi necessari per motivare ed incentivare i lavoratori• E’ economicamente intelligente per le imprese cercare di cambiare questo stato di fatto, facendo leva su tutte le innovazioni possibili.Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Grazie dell’attenzione! …E non dimenticatevi della nostra Summer School a Los Angeles dal 5 al 16 Agosto 2013 …..Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Racconto di Patrizia Di Santo Conciliazione Conciliazione dei tempi vita dei tempi vita eelavoro lavoro Donne in Donne in ruoli chiave ruoli chiave Creazione Creazione di valore di valore Comunità Comunità professionali professionali Ripensamento Ripensamento organizzativo organizzativo "Caso Sediin" "Caso Sediin"Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Donne in ruoli chiave "Fattore D" Determinante per lo sviluppo delle imprese e per la crescita economica e sociale del paese. Dove le donne lavorano di più: •cresce l’economia(aumenta il PIL), •aumenta lo sviluppo sociale e demografico. L’organizzazione flessibile del lavoro libera e valorizza tutte le energie e le competenze umane e professionali a disposizione delle imprese, in particolare quelle femminili.Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Occupazione femminile in Italia • uomini 66,5% donne 47,1% (ISTAT, 2012) • donne UE 58,2% • donne Svezia/Danimarca >70% • donne strategia di Lisbona 60% nel 2010 Il PIL nazionale aumenterebbe di 7 punti se si raggiungesse l’obiettivo del 60% di occupazione femminile stabile. (Bankitalia, 2012)Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Prestazioni accademichesu 100 laureati il 58% è rappresentato da donnedonne laureate in corso 40,6% uomini laureati in corso 36,4%• il 44% delle donne laureate in discipline scientifiche (più alta remunerazione) a fronte del 66% degli uominiEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Donne al verticeDonne nei Consigli di società (UE, 2012) % esecutivi % non esecutivi % CEOs (A.D.)Italia 0,8 7,1 0,0Europa 27 8,9 15,0 2,7Membri di CdA donne (UE, 2013)(proposta di Direttiva UE 12/11/2012Equilibrio di genere CdA) Italia 11% Europa 27 15,8% Obiettivo UE 40%Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Donne al verticeItalia dirigenti settore privato donne 13,3% terziario 16,4% industria 10,2%Europa dei 27 dirigenti settore privato donne 29%Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Ruoli tradizionaliUOMO DONNAProduzione RiproduzioneLavoro esterno Lavoro in casaGestione delle tecnologie Gestione degli affettiEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Maschile e femminile nelle organizzazioni maschile femminile Gerarchia- Potere verticale Potere orizzontale (lavoro di gruppo) Centralità processi produttivi Centralità dei processi di supporto e accompagnamento Competenze tecniche Competenze trasversali (relazionali e negoziali) Alti confini casa-lavoro Compresenza casa-lavoro Sistema chiuso all’ambiente Sistema aperto all’ambiente esternoModello tayloristico-burocratico Modello organico-reticolare Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Presenza femminile ai vertici e performance imprese• Maggiore capacità di : – generare profitti – chiudere l’esercizio in utile – solvibilità• Minore propensione al rischio• Maggiore attenzione alle persone• Migliore gestione delle relazioni interne ed esterne• Condivisione delle decisioni• Prevenzione e gestione dei conflitti (McKinsey & Company 2008, Bocconi 2010, Cerved 2009)Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Buona pratica: Legacoop PugliaDonna Vice Presidente Legacoop PugliaLa candidatura è stata sostenuta fortemente dalle cooperative sociali aderenti alConsorzio ElpendùUna Cooperativa del Consorzio ha sostenuto le spese della retribuzione dellalavoratrice e ha pianificato e sostenuto la formazione attraverso un percorso diempowermentLa candidatura è stata promossa e consolidata attraverso un processo partecipato“dal basso” : sono state organizzate dalle cooperative consorziate serie di incontrie riunioni con soci, lavoratori e dipendenti Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Racconto di Patrizio Di Nicola Conciliazione Conciliazione dei tempi vita dei tempi vita eelavoro lavoro Donne in Donne in ruoli chiave ruoli chiave Creazione Creazione di valore di valore Comunità Comunità Ripensamento Ripensamento professionali professionali organizzativo organizzativo "Caso Sediin" "Caso Sediin"Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Ripensamento organizzativo: "Caso Sediin" •Grande è bello perché si dispone degli strumenti idonei al cambiamento •Piccolo è ancora più bello perché i cambiamenti sono rapidi da attuare.Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Ripensamento organizzativo: "Caso Sediin" producono• Valorizzazione delle persone• Condivisione della conoscenza • Motivazione• Miglioramento della • Assunzione di responsabilità comunicazione • Aumento del valore generato• Trasparenza dall’organizzazione Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Il valore dell’organizzazione• Quanto vale una migliore organizzazione aziendale?• L’Economia della Conoscenza ha messo in seria discussione il valore della razionalità taylor fordista, che oggi rimane dominante in pochi settori produttivi (ad esempio nella ristorazione fast food)• Introdurre innovazioni come la banca del tempo, la Total Quality e i gruppi di miglioramento, il telelavoro, ecc. portano ad un aumento consistente della redditività aziendale. Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Focus dell’analisi organizzativa• I “luoghi” del potere decisionale• Il benessere organizzativo e la resilienza• Le fasi e i contenuti della progettazione organizzativa (struttura e processi organizzativi)• La qualità percepita dai clienti dei prodotti e dei servizi offerti• I livelli di performance: le Balanced Score Card• La struttura informale (modelli di relazione e comunicazione inter-organizzativa)• La competenze distintive personali e aziendaliEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Persone e organizzazione• Uno degli aspetti centrali del percorso di analisi organizzativa riguarda le decisioni prese dalle persone all’interno dell’organizzazione.• Ciò che condiziona il comportamento e permette alle aziende di raggiungere i suoi fini è la capacità di fornire conoscenze adeguate ai singoli decisori.• Le conoscenze divengono quindi risorse strategiche e l’attenzione del management si deve spostare sulle forme di mediazione, trasmissione e condivisione delle conoscenze finalizzate alla decisione.Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Quattro parole chiave del processo di cambiamento• benefici (il cambiamento deve portare un vantaggio per tutti gli individui coinvolti; esso deve essere percepito come un’alternativa migliore rispetto ad altre possibili);• compatibilità (il cambiamento deve essere compatibile con i compiti, le mansioni e le esperienze degli individui coinvolti);• complessità (il cambiamento dovrebbe essere il più possibile semplice da comprendere e da applicare)• fattibilità (il cambiamento deve essere affrontato gradualmente, operando degli aggiustamenti durante il percorso, in modo da garantirne l’attuazione)Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Un esempio: la Sediin S.p.A.Una PMI romana fondata nel 1987• operante a livello nazionale nel settore della consulenza e dei servizi di informatica alle imprese• caratterizzata dalla necessità di fronteggiare le repentine evoluzioni del mercato e delle tecnologie• una storia evolutiva che passa da un management proprietario a uno professionaleEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Un esempio di intervento: la Balanced Scorecard• Ideata negli anni novanta da Robert Kaplan e David Norton, la Balanced Scorecard è un approccio olistico alla gestione strategica dell’impresa che permette di interpretare gli intenti di un’azienda e tradurli in obiettivi perseguibili, collegati da reciproche relazioni di causa-effetto, grazie all’utilizzo di mappe strategiche.Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • La proposta per Sediin S.p.A.Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Un altro esempio di intervento: l’Organisational Network Analisys- la natura delle relazioni e delle reti informali (sistemi di potere, di prestigio, di autorevolezza e di fiducia)- la dinamica e la qualità dei processi e degli scambi informativi-decisionali- il profilo dei singoli attori (ruoli e posizioni informali)- le competenze esplicite e latentiEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Esempio: Il sistema decisionale in aziendaEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • ConclusioniIn questa fase storica nelle aziende prevalgono le variabiliendogene, assieme all’esigenza di far fronte agli stimoli esterni.Le spinte più forti provengono dalla necessità di:•dare potere alle persone per ripensare le dinamiche direlazione e di gestione dei rapporti con i clienti;•definire i processi di crescita e valorizzazione delle risorseinterne secondo un principio di meritocrazia;•risolvere situazioni di conflittualità e incomunicabilità tra areedi attività;•fare diventare la gestione finanziaria e amministrativa «un tubodi cristallo».Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Grazie dell’attenzione! …E non dimenticatevi della nostra Summer School a Los Angeles dal 5 al 16 Agosto 2013 …..Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Racconto di Mauro Vottero Conciliazione Conciliazione dei tempi vita dei tempi vita eelavoro lavoro Donne in Donne in ruoli chiave ruoli chiave Creazione Creazione di valore di valore Comunità Comunità Ripensamento professionali professionali Ripensamento organizzativo organizzativo "Caso Sediin" "Caso Sediin"Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Comunità professionali Facilitano il riutilizzo dell’esperienza maturata nell’organizzazione, favorendo il miglioramento degli indicatori di performance dei processi gestionali Sono il motore della visione innovativa, in quanto “finestra dell’organizzazione” sul mondo esternoEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Percorsi tipici per creare valore Creazione Creazione di valore di valore Miglioramento Miglioramento Accelerazione Accelerazione dei processi dei processi dei processi dei processi gestionali gestionali d’innovazione d’innovazione Condivisione Condivisione della conoscenza della conoscenza Conoscenza Conoscenza Conoscenza Conoscenza interna alla interna alla esterna alla esterna alla organizzazione organizzazione organizzazione organizzazioneEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Prodotti della conoscenza condivisa Condivisione Condivisione della conoscenza della conoscenza Process Process Problem solving Problem solving Innovazione Innovazione improvement improvement • Riutilizzare le soluzioni • Costruire ponti tra • Esplorare nuove vincenti competenze opportunità • Ridurre la ripetizione • Ingegnerizzare le • Favorire le innovazioni di errori buone pratiche migliorativeEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Cosa serve per condividere conoscenza • Strumenti ontology-based Tecnologia Tecnologia • Strumenti di ricerca (full text, semantica) • Strumenti di social networking Produce risultati se regolamentata da • Modello di governo • Responsabilità formali (CKO, AKC, …) Organizzazione Organizzazione • Regole di raccordo con la struttura organizzativa esistente Produce risultati se resa operativa da • Senso di appartenenza Persone Persone • Disponibilità a "mettersi in gioco" • Cultura della condivisioneEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Le comunità professionaliInsiemi di persone, con solide esperienze professionali, motivate a migliorare i risultati dell’organizzazione in cui operano facendo leva sulla gestione della conoscenza. Richieste di Proposte e Soluzioni Feedback assistenza contributiEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Criteri per aggregare una comunità professionale Repertorio condiviso di linguaggio tecnico, conoscenze professionali, strumenti lavorativi e ambiti di intervento. Volontà nel partecipare a Autorevolezza e competenza iniziative comuni, volte a professionale riconosciute da conseguire risultati più ampi e tutta l’organizzazione ambiziosi di quelli raggiungibili da un singolo individuo.Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Comunità in azione Persone operantinell’organizzazione Richiesta di aiuto After action report Problem Problem Social networking Piattaforme partecipative Ideagorà Innovazione Innovazione solving solving Knowledge database Survey, Benchmark Proposte di soluzione Progetti inter-organizzativi Comunità professionali Proposte di miglioramento Process Process improvement Management improvement Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Criteri di integrazione tra comunità e organizzazione Comunità professionali Team di coordinamento AKC CKO ManagementEconomia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali
    • Grazie dell’attenzione! …E non dimenticatevi della nostra Summer School a Los Angeles dal 5 al 16 Agosto 2013 …..Economia della conoscenza: i form-attori raccontano le buone pratiche aziendali