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  • Soluzione: Lampadina e calore
  • Transcript

    • 1. PROBLEM SOLVING, DECISION MAKING E CREATIVITÀ Strategie e tecniche Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 2. CONCETTI FONDAMENTALI <ul><li>Problem solving </li></ul><ul><li>Decision making </li></ul><ul><li>Creatività come: processo di ricerca </li></ul><ul><li>risultato di associazioni </li></ul><ul><li>cambiamento di prospettiva </li></ul><ul><li>insieme di fattori </li></ul>Problemi “ Step by step ” Problemi di “ Insight ” Modello razionale classico (soluzione ottimale ) Modello razionalità limitata (soluzione soddisfacente ) Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 3. COSA VEDREMO OGGI ? <ul><li>Strategie e metodologie operative per affrontare i problemi e le criticità poste dall’ambiente lavorativo e per prendere decisioni efficaci e coerenti. </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 4. STRATEGIE E METODI INDIVIDUALI Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 5. LE EURISTICHE <ul><li>Dovete comprare un melone per la cena di questa sera. Lo volete maturo al punto giusto. Avete davanti a voi sul banco del fruttivendolo una decina di meloni. Quale melone prendete? </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina Una procedura sicura: comprate tutti i meloni e li assaggiate uno per uno. Avete risolto il problema ma ad alto prezzo! <ul><li>Comprate un solo melone, scegliendo: </li></ul><ul><li>quello più profumato </li></ul><ul><li>quello più giallo </li></ul><ul><li>quello che “suona” meglio </li></ul><ul><li>… </li></ul><ul><li>Avete applicato delle euristiche </li></ul>
    • 6. LE PROCEDURE EURISTICHE <ul><li>Non sono strategie sistematiche (non garantiscono di scegliere il miglior melone possibile), ma nella maggior parte dei casi permettono di risolvere correttamente problemi e sono economiche (comprare un solo melone) </li></ul>Il loro utilizzo è coerente con il modello di decisione oggi accreditato, basato sulla razionalità limitata . Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 7. ALCUNE EURISTICHE <ul><li>Analisi mezzi-fini </li></ul><ul><li>Ricerca all’indietro ( working backward ) </li></ul><ul><li>Subgoaling </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 8. ANALISI MEZZI - FINI <ul><li>Stabilito lo stato iniziale e l’obiettivo finale si cerca di ridurre progressivamente la distanza tra i due stati. </li></ul><ul><li>Il problema viene trasformato in una sequenza di sottoproblemi ognuno dei quali ha un sottoscopo. </li></ul><ul><li>Viene di volta in volta selezionato l’operatore che più riduce la differenza tra i due stati, permettendo di raggiungere il sottoscopo. </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 9. <ul><li>Vengono colti gli aspetti più rilevanti del problema attraverso un confronto tra stato iniziale e finale, identificando le differenze tra i due. </li></ul><ul><li>Selezione di un operatore che possa ridurre una delle differenze. </li></ul><ul><li>Applicazione dell’operatore se è possibile. In caso contrario, occorre stabilire un nuovo sotto obiettivo. </li></ul><ul><li>Ritorno al primo passaggio. </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 10. ESEMPIO <ul><li>Compito : tinteggiare una stanza. </li></ul><ul><li>1° passaggio : riconoscere la differenza tra stato attuale (stanza non tinteggiata) e stato finale (stanza tinteggiata) </li></ul><ul><li>2° passaggio : scelta dell’operatore per ridurre tale differenza (applicare la vernice) </li></ul><ul><li>3° passaggio : tale operatore non può essere immediatamente applicato senza idonei strumenti. Si stabilisce un sotto-obiettivo (acquistare un pennello) il cui raggiungimento lo renda applicabile. </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 11. ESERCIZIO <ul><li>Problema : vi sono 24 monete di cui 23 hanno il medesimo peso e 1 pesa più delle altre. - Come individuare la moneta più pesante avendo a disposizione una bilancia a due piatti? - Come raggiungere tale scopo nel minor numero possibile di pesate? </li></ul>Suggerimento : per poter rilevare ove sia collocata la moneta più pesante è necessario mettere sui piatti gruppi di monete di pari numerosità, pertanto vi sono 12 possibilità. Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 12. 22 20 18 16 14 12 10 8 6 4 2 0 Stato iniziale : non conosco il peso di nessuna moneta  Stato finale : conoscere il peso di 24 monete Occorre scegliere la pesata che permetta di identificare mediamente, qualunque sia l’esito, il peso del maggior numero di monete. La pesata migliore è 8-8: sia che i piatti risultino in equilibrio sia che non lo risultino, si conoscerà il peso di 16 monete (o delle 8+8 messe sui piatti in equilibrio o delle 8 del piatto più leggero o delle 8 non messe sulla bilancia) Compiuta questa pesata avrò identificato le 8 monete tra cui vi è quella più pesante e sceglierò la seconda pesata in modo analogo e così di seguito Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Monete 1°piatto Monete 2°piatto 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Monete non sulla bilancia
    • 13. RICERCA ALL’INDIETRO <ul><li>Definiti lo stato iniziale e quello finale, si procede partendo da quest’ultimo per individuare quali operazioni vi conducano. </li></ul><ul><li>La ricerca all’indietro è infatti applicata quando si vuole reperire un operatore che possa produrre lo stato finale. </li></ul><ul><li>Lo stato finale (obiettivo) non è considerato un pezzo di informazione data e non si cerca pertanto di trarvi inferenze: piuttosto, si cerca di trovare uno o più stati precedenti che lo implichino. </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 14. Si applica un operatore allo stato iniziale del problema per produrre un nuovo stato Si vuole reperire un operatore che possa produrre lo stato finale vs Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 15. ESEMPIO <ul><li>Problema : tre amici partecipano ad un gioco in cui ad ogni partita uno perde e gli altri due vincono. Chi perde deve pagare a ciascun vincitore la somma che il vincitore possiede in quel momento. Dopo tre partite ciascuno dei tre amici ha perso una partita e si trova a possedere 8 euro. </li></ul><ul><li>Quale somma possedeva ciascun giocatore all’inizio? </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 16. Definiti P1, P2 e P3 i tre amici si procede a definire lo stato finale. Assumiamo che alla terza partita abbia perso P3. Se alla fine P1 e P2 si trovano ad avere 8 euro è perché prima ne avevano 4 a testa. P3 ha infatti pagato a ciascuno di loro quanto possedevano in quel momento. Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina STATO P1 P2 P3 Dopo la 3°partita 8 euro 8 euro 8 euro STATO P1 P2 P3 Dopo la 3° partita 8 euro 8 euro 8 euro Dopo la 2° partita 4 euro 4 euro 16 euro
    • 17. Assumiamo che la seconda partita sia stata persa da P2. Prima P1 e P3 avevano quindi la metà della somma che si trovano a possedere dopo la seconda partita e P2 possedeva i soldi che ha dopo la seconda partita più quelli che ha pagato a P1 e P3. Se ogni giocatore ha perso una partita, la prima partita deve essere stata persa da P1. P2 e P3 possedevano allora all’inizio metà di quanto hanno dopo la prima partita e P1 aveva la somma che si trova dopo la prima partita più quelle che ha pagato a P2 e P3. Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina STATO P1 P2 P3 Dopo la 3° partita 8 euro 8 euro 8 euro Dopo la 2° partita 4 euro 4 euro 16 euro Dopo la 1° partita 2 euro 14 euro 8 euro STATO P1 P2 P3 Stato iniziale 13 euro 7 euro 4 euro
    • 18. SUBGOALING <ul><li>Si suddivide il problema originario in sotto–problemi , ossia si sostituisce un problema difficile con due o più problemi semplici </li></ul><ul><li>individuare un sotto–obiettivo, il cui raggiungimento è preliminare al conseguimento dello stato finale </li></ul><ul><li>concentrarsi sulla ricerca del percorso per arrivare a tale sotto-obiettivo. </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 19. <ul><li>I sotto - obiettivi possono essere: </li></ul><ul><li>- ordinati (devono essere raggiunti in una data sequenza) </li></ul><ul><li>- non ordinati </li></ul><ul><li>In ogni caso è necessario assicurarsi che il sotto-obiettivo individuato sia veramente sulla strada che conduce al goal (obiettivo) </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 20. ESEMPIO Problema : spostare i dischi da un piolo ad un altro potendo muovere un solo disco per volta e non potendo mettere un disco più grande su uno più piccolo Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 21. Un passaggio intermedio (subgoal) necessario per raggiungere l’obiettivo finale è avere il disco più grande con nessun pezzo sopra e avere un piolo libero così da potervi trasferire il disco più grande e avere pertanto il primo pezzo sistemato. L’attenzione sarà allora indirizzata a individuare le mosse che conducono a tale subgoal Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 22. Ora si può collocare il disco giallo nel piolo vuoto, mettere il disco blu sul primo piolo e mettere il disco lilla sopra il disco giallo. Infine, mettere anche il disco blu nel terzo piolo, sopra gli altri due A questo punto si può collocare il disco più grande nella posizione finale, raggiungendo il sotto-obiettivo prima individuato Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 23. Stato finale Ora ci si pone il sotto – obiettivo di avere il disco giallo e quello più grande con nessun disco sopra in modo da poter spostare il primo sul secondo Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 24. MA … <ul><li>Le procedure euristiche sono economiche e veloci ma non infallibili ed in alcuni casi possono essere fonte di errori. L’euristica infatti è un compromesso tra due esigenze contrastanti: </li></ul><ul><li>1. qualità della soluzione ottenuta (che dovrebbe essere il più vicino possibile al valore ottimo) </li></ul><ul><li>2. rapidità con cui viene restituita una soluzione. </li></ul><ul><li>Ad esempio, nel ragionamento probabilistico, se non si conosce il calcolo delle probabilità si applicano le euristiche ed in alcuni casi si incorre in errori sistematici ( biases ) </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 25. ESEMPIO Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina Problema : Vi viene data la descrizione di personalità di 100 persone, di cui 35 ingegneri e 65 docenti di lettere. Tra queste vi è la descrizione di Franco: “ Franco ha 45 anni, sposato con fogli. Di tendenze conservatrici, accorto e ambizioso. Non ha interessi in campo politico-sociale; nel tempo libero si dedica al bricolage ed ai giochi matematici”. Qual è la probabilità che Franco sia un ingegnere?
    • 26. La probabilità che Franco sia ingegnere dipende dalla proporzione di ingegneri presenti nel campione. Franco viene descritto come il “tipico” ingegnere; si cade nell’errore dell’ euristica della rappresentatività (stima della probabilità legate al grado di tipicità di un evento) che fa sottostimare la probabilità iniziale Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 27. EURISTICA DELLA RAPPRESENTATIVITÀ <ul><li>L’euristica della rappresentatività è una scorciatoia di pensiero che induce a valutare la probabilità di un’ipotesi in base ad un giudizio di similarità </li></ul><ul><li>Un giudizio circa la rilevanza (in che misura gli attributi che appartengono all’esemplare A consentono di collocarlo nella categoria B?) produce un giudizio di probabilità (quanto è probabile che A sia un esemplare della categoria B?) </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 28. EURISTICHE Esercitazione Il problema dell’eredità Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 29. IL PROBLEMA DELL’EREDITA’ Problema : avete ereditato una grossa somma in denaro da una lontana parente. Dovete decidere se comprare un auto nuova oppure no. Potete domandare tutto quello che volete sapere per prendere questa decisione. Che cosa domandate? Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 30. Nella presa di decisione agisce l’ effetto focalizzazione che porta a ricercare informazioni soltanto circa la decisione descritta e non sulle possibili alternative (“oppure no”). L’effetto focalizzazione induce a rappresentarsi in modo esplicito soltanto un sottoinsieme di stati, escludendo le opzioni alternative. Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 31. SIMULAZIONE <ul><li>Ripensando alla vostra vita quotidiana e professionale, vi è mai capitato di incorrere in questi errori di giudizio? </li></ul><ul><li>Provate a fornite alcuni esempi </li></ul><ul><li>Discussione di gruppo sulle situazioni riportate da alcuni partecipanti, cercando di individuare modalità alternative per risolvere il problema. </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 32. RIASSUMENDO … <ul><li>Le euristiche sono strategie che permettono di prendere decisioni e risolvere problemi senza esplorare tutte le alternative possibili. Il numero delle alternative da esaminare viene limitato a quelle che sembrano avere maggiori probabilità di successo. </li></ul><ul><li>Non vi è certezza di giungere alla soluzione né di giungervi attraverso la via ottimale: ci si accontenta di soluzioni che appaiono soddisfacenti. </li></ul><ul><li>Per questo, a volte esse possono essere causa di errori di ragionamento (es. problema dell’eredità) e produrre prestazioni non sempre accurate. </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 33. OSTACOLI AD UN PENSIERO CREATIVO <ul><li>L’attivazione di procedure produttive (creative) di pensiero nella risoluzione di problemi può essere ostacolata da alcuni fenomeni, tra cui la meccanizzazione del pensiero e la fissità funzionale </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 34. MECCANIZZAZIONE DEL PENSIERO <ul><li>La meccanizzazione del pensiero consiste nella tendenza a ripetere la medesima strategia già attuata con successo in situazioni analoghe, anche se la situazione attuale permette l’applicazione di una strategia diversa e più economica. </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 35. ESEMPIO Nella ricerca del percorso che permetta di raggiungere il punto di arrivo, ciò che fa dapprima scartare i percorsi all’indietro è la meccanizzazione del pensiero Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 36. FISSITÀ FUNZIONALE <ul><li>La fissità funzionale è l’incapacità di vedere gli oggetti con funzioni nuove rispetto a quelle già conosciute, o comunque l’incapacità di andare oltre schemi predefiniti , cioè l’incapacità di “rompere” un set mentale </li></ul><ul><li>A volte la soluzione di un problema richiede che gli elementi vengano utilizzati in modo insolito </li></ul><ul><li>Quando si supera una situazione di fissità funzionale avviene quello che viene definito il ricentramento : l’oggetto assume una nuova funzione </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 37. ESEMPIO Problema : collegare i nove punti tracciando una quattro segmenti di retta consecutivi, senza mai staccare la penna dal foglio e senza mai passare su un tratto già eseguito. Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 38. Molte persone non riescono a trovare la soluzione perché assumono di non poter uscire dal quadrato delimitato dai 9 punti ( Fissità Funzionale ) Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 39. ESEMPIO PROBLEMA DELLE CANDELE Avete a disposizione tre candele, una scatola di fiammiferi ed alcuni chiodi: come fare ad appendere le candele ad una parete? Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina Soluzione : la scatole viene fissata alla porta con le puntine per fungere da sostegno alle candele
    • 40. RIASSUMENDO … <ul><li>Il processo volto ad individuare una soluzione creativa è spesso ostacolato da processi quali la fissità funzionale e la meccanizzazione del pensiero </li></ul><ul><li>Fissità funzionale = </li></ul><ul><li>focalizzazione dell’attenzione sulle funzioni naturali o più frequenti degli oggetti </li></ul><ul><li>Meccanizzazione del pensiero = </li></ul><ul><li>ripetizione della medesima strategia già attuata con successo nel passato </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 41. DUE METODI PER LA PRESA DI DECISIONE INDIVIDUALE IN PRESENZA DI ALTERNATIVE <ul><li>Ordinare gli attributi considerati rilevanti secondo una scala decrescente di importanza </li></ul><ul><li>Scegliere l’alternativa che presenta la valutazione migliore rispetto agli attributi, secondo il loro ordine di importanza </li></ul><ul><li>Fissare i livelli minimi per ogni attributo individuato e il loro grado di importanza relativa </li></ul><ul><li>Partendo dall’attributo più rilevante, eliminare le alternative che non raggiungono il livello minimo stabilito (passando poi al secondo attributo e così via) </li></ul><ul><li>Regola lessicografica </li></ul><ul><li>Regola dell’eliminazione per aspetti </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 42. ESERCITAZIONE <ul><li>Avete sostenuto due colloqui di lavoro presso due diverse agenzie di comunicazione, entrambi andati a buon fine. </li></ul><ul><li>Dovete scegliere in quale delle due lavorare. </li></ul><ul><li>Orario di lavoro 9 - 18 </li></ul><ul><li>Basse prospettive di carriera </li></ul><ul><li>Interesse per l’ attività </li></ul><ul><li>Facile da raggiungere </li></ul><ul><li>Colleghi simpatici </li></ul><ul><li>Orario di lavoro 9 – 19, incluso sabato mezza giornata </li></ul><ul><li>Alte prospettive di carriera </li></ul><ul><li>Alto interesse per l’attività </li></ul><ul><li>Contratto a tempo indeterminato </li></ul><ul><li>Ruolo manageriale </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 43. <ul><li>Potete chiedere qualunque informazione vi sembri necessaria per prendere una decisione. </li></ul><ul><li>Cosa chiedete? </li></ul><ul><li>Attenzione all’ effetto focalizzazione . E’ importante fare domande alternative che possono rivelarsi utili per la presa di decisione come: </li></ul><ul><li>Quale sarebbe lo stipendio? </li></ul><ul><li>L’attività richiede spostamenti? </li></ul><ul><li>Ora, utilizzando la regola dell’eliminazione per aspetti , ordinate ciascun attributo secondo l’importanza che assume per voi e prendete la vostra decisione! </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 44. STRATEGIE E METODI IN TEAM Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 45. BRAINSTORMING usare il cervello ( brain ) per prendere d’assalto ( storm ) un problema Osborn Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina <ul><li>volto alla modifica degli atteggiamenti </li></ul><ul><li>discussione di gruppo incrociata e guidata da un facilitatore </li></ul><ul><li>scopo : trovare e far emergere il più alto numero di idee possibile su un argomento definito </li></ul>
    • 46. LE FASI <ul><li>Fase produttiva : dato un problema, proporre il maggior numero possibile di idee, indipendentemente dall’adeguatezza di queste alla soluzione. Possibilità di modificare le idee altrui </li></ul><ul><li>Principio del “differimento del giudizio” </li></ul><ul><li>Ogni partecipante è chiamato ad esprimere le proprie idee liberamente, senza porsi alcun limite, evitando di: </li></ul><ul><li>formulare valutazioni (a sé stesso o ad altri) su quanto prodotto </li></ul><ul><li>inibire idee che possono sembrare bizzarre o fuori luogo </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 47. LE FASI <ul><li>Fase valutativa : giudizio e selezione delle idee proposte in base alla loro efficacia </li></ul><ul><li>Ordinare le idee espresse e raccolte in gruppi tematici : eliminare le idee duplicate, combinare le idee simili </li></ul><ul><li>Discutere dell’ adeguatezza delle idee generate (valutare la fattibilità-difficoltà di implementazione – e l’impatto sul problema) </li></ul><ul><li>Possono maturare modifiche delle idee precedentemente emerse o nuove idee </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 48. IL FACILITATORE: I COMPITI <ul><li>Assicurare che vengano seguite le regole del procedimento </li></ul><ul><li>Dare la parola a turno a tutti i membri del team </li></ul><ul><li>Annotare su una lavagna tutte le idee emerse </li></ul><ul><li>Non far criticare nessuna idea </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 49. BRAINWRITING E' la versione grafica su carta del brainstorming . L'obiettivo, di solito è quello di inventare nuovi prodotti, ma la tecnica si è dimostrata valida ed efficace per escogitare idee nel campo promozionale e pubblicitario. Gli strumenti sono carta e penna. Il conduttore-animatore scrive su dei fogli, quanti sono i partecipanti del gruppo, la frase-stimolo . Ciascuno ha a disposizione un tempo prestabilito per scrivere sotto stimolo le idee che gli vengono in mente, per poi passare al compagno di destra il proprio foglio. Questi leggerà l'idea soprascritta e ne aggiungerà altre con le rappresentazioni della propria fantasia e cosi via fino all'ultimo partecipante. Alla fine del giro ciascuno avrà un foglio con parecchie idee formulate per iscritto. Dall'esame dell'insieme di esse si cercherà di sintetizzare un'unica e nuova idea vincente. Variante 6-3-5 : 6 persone, 3 idee, 5 minuti di tempo per ogni turno. In 30 minuti fornisce 108 idee Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 50. BRAINWRITING Esercitazione Proporre un nome per un prodotto o un servizio della Camera (dare un nome nuovo alla pubblicazione “Milano produttiva”, dare un nome alla guida “Happy hour di Milano”) Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 51. RIASSUMENDO … <ul><li>Il brainstorming e il brainwriting sono metodologie creative basate sulla convinzione che quanto è maggiore la ricchezza e la varietà del materiale grezzo emerso nella fase produttiva, tanto maggiore è la probabilità di trovare suggerimenti interessanti e nuovi </li></ul><ul><li>I partecipanti, oltre a contribuire con idee proprie, possono suggerire come trasformare e migliorare le idee proposte dagli altri </li></ul><ul><li>Tale tecnica di gruppo mira a “ disinibire ” lo scorrere dei pensieri, impedendo l’insorgere di giudizi critici prematuri </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 52. CREATIVITÀ COME RISULTATO DI ASSOCIAZIONI Esercitazione Associazione forzata di parole casuali (De Bono) Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 53. Provate ad associare tra loro le parole “ televisore ” e “ formaggio ” Cosa vi viene in mente? Associazione delle parole “televisore” e “formaggio” Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 54. Tra le molteplici associazioni possibili, De Bono sottolinea la tecnologia “ Picture in Picture ”, introdotta nei televisori a partire dagli anni ’80. Associazione delle parole “televisore” e “formaggio” Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 55. LA SINETTICA <ul><li>E’ una particolare metodologia associativa che si fonda sull’ analogia , in cui si rinvengono aspetti comuni in due situazioni differenti mettendole in diretto rapporto tra loro </li></ul><ul><li>Si fonda sull’impiego guidato di confronti tra la situazione problemica originaria ed altre situazioni al fine di ampliare l’orizzonte mentale delle persone e tenere contemporaneamente presenti più realtà </li></ul>Gordon Unione di elementi diversi Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 56. Rendere familiare ciò che è strano ed insolito Rendere insolito e strano ciò che è familiare Analogie e somiglianze sono usate per ritrovare aspetti comuni in realtà differenti, perché la diversità richiede ricomposizione e suscita associazioni trasferendo modelli di conoscenza maturati in un settore in un altro Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 57. <ul><li>Definizione del problema </li></ul><ul><li>Spiegazione del problema da parte di un esperto </li></ul><ul><li>Esame delle informazioni disponibili </li></ul><ul><li>Identificazione degli obiettivi </li></ul><ul><li>Selezione obiettivi più interessanti </li></ul><ul><li>Individuazione di analogie </li></ul><ul><li>Elaborazione delle intuizioni nate dalle analogie </li></ul><ul><li>Sintesi del lavoro ideativo compiuto </li></ul><ul><li>Verifica dei risultati ottenuti </li></ul><ul><li>Scelta della soluzione </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 58. INDIVIDUAZIONE DELLE ANALOGIE <ul><li>Momento centrale, preceduto dalla discussione collettiva del problema. </li></ul><ul><li>Si suddivide in: </li></ul><ul><li>1- ricerca di realtà simili a quelle del problema </li></ul><ul><li>2- descrizione ed analisi delle caratteristiche di tali realtà </li></ul><ul><li>3- paragone tra ciascuno degli elementi emersi e il problema in questione, verificando aspetti di similarità </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 59. SINETTICA Esempi <ul><li>L’invenzione del Velcro </li></ul><ul><li>La pianuzza </li></ul><ul><li>La teoria evoluzionistica di Darwin </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 60. SINETTICA Esercitazione Problema dei raggi laser e dell’assedio al castello Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 61. IL PENSIERO LATERALE De Bono <ul><li>si contrappone al “pensiero verticale” (applicazione di schemi rigidi e consolidati di ragionamento legati ad abitudini, routine, esperienze precedenti) </li></ul><ul><li>permette di passare da uno schema di ragionamento all'altro, di guardare i problemi in modo nuovo, di muoversi in direzioni non esplorate e usualmente non considerate, di aggirare gli ostacoli, di assumere una nuova prospettiva, di esaminare tutte le alternative, di rompere forme di ragionamento rigide e familiari </li></ul><ul><li>L’idea di fondo del metodo risiede nell’ipotesi che analizzando un argomento complesso attraverso approcci diversi, si può giungere a visioni di insieme chiare e complete. </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 62. IL PENSIERO LATERALE Le condizioni iniziali sono: - Lampadina spenta - Tutti gli interruttori in posizione off Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina Problema : In una stanza chiusa è contenuta una lampadina, in un'altra stanza da dove la prima stanza non è direttamente visibile ci sono tre interruttori. Solo uno di questi accende la lampadina. Potendo azionare i tre interruttori a proprio piacimento e potendo andare nella stanza chiusa solo una volta per verificare lo stato della lampadina, come si può fare per risalire all'interruttore giusto per accenderla?
    • 63. I SEI CAPPELLI PER PENSARE De Bono <ul><li>volto alla modifica degli atteggiamenti, necessaria nel processo di soluzione di problemi </li></ul><ul><li>scopo : fornire una metodologia completa e corretta per organizzare il pensiero </li></ul><ul><li>sei atteggiamenti  sei cappelli colorati </li></ul>indossare un cappello  adottare uno stile di pensiero <ul><li>L’idea di fondo del metodo risiede nell’ipotesi che analizzando un argomento complesso attraverso approcci diversi, si può giungere a visioni di insieme chiare e complete. </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 64. EMOTIVE Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 65. GLI ATTEGGIAMENTI reazioni emotive suscitate dai problemi e dalle soluzioni proposte Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina rilevazione degli aspetti negativi di un progetto o di una idea <ul><li>cappello nero </li></ul>raccolta di informazioni, analisi obiettiva dei dati <ul><li>cappello bianco </li></ul><ul><li>cappello rosso </li></ul>   esame ottimistico e positivo delle idee proposte creatività e produzione di nuove idee <ul><li>cappello blu </li></ul><ul><li>cappello giallo </li></ul><ul><li>cappello verde </li></ul>controllo e organizzazione del processo di pensiero; spesso lo indossa il conduttore che scandisce l’utilizzo dei vari cappelli   
    • 66. <ul><li>Tre metodologie di gruppo per lo sviluppo della creatività </li></ul>RIASSUMENDO … SINETTICA SEI CAPPELLI BRAINSTORMING Ricchezza di idee + sospensione del giudizio Analogie e somiglianze + confronti Approcci diversi al problema Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 67. <ul><li>Vi sono diversi metodi, tra questi uno è il PAPSA </li></ul><ul><li>Esso si compone di 5 fasi: </li></ul>METODI PER L’ANALISI DEI PROBLEMI AZIENDALI: PAPSA <ul><li>In ogni fase si alternano momenti di apertura (o divergenti), in cui si tratta di produrre molte idee mantenendo la prospettiva ampia ed evitando giudizi, e altri di chiusura (o convergenti) in cui si riportano le idee emerse al problema di partenza </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina Jaoui <ul><li>Percezione : concentrazione sulla globalità del problema </li></ul><ul><li>Analisi : messa in evidenza la struttura del problema </li></ul><ul><li>Produzione : creazione di idee per risolvere il problema </li></ul><ul><li>Selezione : scelta delle idee che rispondono agli obiettivi prefissati </li></ul><ul><li>Applicazione della soluzione selezionata </li></ul>
    • 68. <ul><li>Analisi delle caratteristiche (Crawford) o Fractionation (De Bono) </li></ul><ul><li>Si compone di due fasi: </li></ul><ul><li>1° fase : elencare in modo esauriente gli elementi, attributi o proprietà di un oggetto o di una situazione </li></ul><ul><li>2° fase : prendere in considerazione, uno per volta, tutti gli elementi elencati e chiedersi: </li></ul><ul><li>se è possibile trasformarli al fine di accrescere l’efficacia </li></ul><ul><li>se è possibile trasferire agli elementi in esame alcune proprietà di altri oggetti </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina METODI PER L’ANALISI DEI PROBLEMI AZIENDALI: ANALISI DELLE CARATTERISTICHE/ FRACTIONATION
    • 69. <ul><li>Problema : come è possibile migliorare la qualità di un pezzo di gesso per scrivere sulla lavagna? </li></ul><ul><li>1° fase : elenco degli attributi più significativi dell’oggetto in questione: forma, dimensioni, colore, durezza, ecc… </li></ul><ul><li>2° fase : si escogitano modificazioni di tali attributi: usare colori diversi dal bianco, aumentare le dimensioni del gesso, ecc… </li></ul><ul><li>Infine, si pensa ad applicare al pezzo di gesso attributi posseduti da altri oggetti, per es. il modo in cui viene tenuta in mano una sigaretta e la possibilità di applicare ad essa un bocchino </li></ul>ESEMPIO Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 70. <ul><li>Favorisce la riorganizzazione del problema in termini più produttivi </li></ul><ul><li>E’ particolarmente efficace per ideare nuovi prodotti o per diversificare quelli esistenti. </li></ul><ul><li>Consiste nell’esame del problema da molteplici punti di vista, possibilmente insoliti: è come riprendere la stessa scena da angolature differenti </li></ul>METODI PER L’ANALISI DEI PROBLEMI AZIENDALI: DESTRUTTURAZIONE Demory Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 71. DESTRUTTURAZIONE <ul><li>Si tratta di considerare un elemento della situazione e di modificarne le caratteristiche immaginando le conseguenze che ne deriverebbero. </li></ul><ul><li>Le modificazioni suggerite sono: </li></ul><ul><li>aumentare o ingrandire, </li></ul><ul><li>ridurre o diminuire, </li></ul><ul><li>sopprimere/perturbare, </li></ul><ul><li>ribaltare/distorcere, </li></ul><ul><li>associare </li></ul>Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 72. <ul><li>Problema : progettare un nuovo tipo di pennarelli </li></ul><ul><li>Si potrebbe pensare a ciò che conseguirebbe se: </li></ul><ul><li>Si aumentassero le dimensioni del prodotto (pennarelli giganti per tinteggiare le pareti e il soffitto) o il suo valore (pennarelli placcati d’oro) </li></ul><ul><li>Si riducessero le dimensioni (pennarelli mignon) o la durata (pennarelli “usa e getta”) </li></ul><ul><li>Si eliminasse l’oggetto stesso (se non ci fossero più pennarelli, al loro posto che cosa si potrebbe impiegare?) </li></ul><ul><li>Si rovesciasse la funzione (pennarelli che cancellano anziché scrivere) </li></ul><ul><li>Si associasse il prodotto ad altri oggetti (il pennarello al nastro adesivo, ecc) </li></ul>ESEMPIO Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 73. Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 74. Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 75. Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina
    • 76. Prof. Alessandro Antonietti, Dott.sa Silvia Raffaldi, Dott. Lorenzo Fiorina

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