• Share
  • Email
  • Embed
  • Like
  • Save
  • Private Content
Catalogo rossello 2011
 

Catalogo rossello 2011

on

  • 1,316 views

 

Statistics

Views

Total Views
1,316
Views on SlideShare
1,316
Embed Views
0

Actions

Likes
0
Downloads
3
Comments
0

0 Embeds 0

No embeds

Accessibility

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

    Catalogo rossello 2011 Catalogo rossello 2011 Document Transcript

    • con la collaborazione di Associazione Culturale Diocesi Figlie di N.S. della Misericordia A.M.M.I.“R. Aiolfi” no profit - Savona Savona - Noli Savona Associazione Mogli Medici Italiani Sezione Provinciale Savona Collezione d’Arte sacra contemporanea “Santa Rossello” nell’occasione del200° anniversario della nascita di Santa Maria Giuseppa Rossello Antonio Brilla: “Madre Rossello consegna le chiavi dell’Istituto a San Giuseppe”, scultura marmorea, Casa Madre, già Palazzo Balbi – Brignole, sede dell’Istituto dal 1840, Savona Savona: via Chiassuolo Rossello n. 11con il patrocinio con la partecipazione UNIONE ITALIANA CIECHI E IPOVEDENTI ONLUS Regione Città Associazione Nazionale Medici Cattolici SEZIONE PROV.LE DI SAVONA (AMCI) Liguria di Savona Sezione “G.B. Parodi” - Savona
    • Sono lieto di presentare questo nuovo impegno culturale della Dott.ssa Silvia Bottaro. Si tratta del nuovo giornale/catalogo che vede la luce per l’inaugurazione della “Collezione d’arte sacra contemporanea Santa Rossello”. Si tratta della sistemazione definitiva delle 34 opere che gli Artisti italiani e liguri, soprattutto i ceramisti (al fine di ricordare che Santa Maria Giuseppa Rossello è stata proclamata “pa- trona” dei ceramisti liguri) hanno donato all’Istituto Figlie di N.S. di Misericordia di Savona nell’occasione del 200° anniversario della nascita della Santa. Come è noto, la Dott.ssa S. Bottaro ha ideato personalmente e con rara maestria tale rassegna già dal 2006 con un primo nucleo di opere (erano in allora sedici artisti aderenti all’iniziativa) per far conoscere meglio il “fare” e la modernità di Santa Maria Giuseppa Rossello, mostra che è stata, poi, presentata a Roma presso la Basilica di Santa Maria del Popolo, a Finale Li- gure, a Millesimo, a Genova (con la Regione Liguria) con l’aggiunta della sezione ceramica. Ora, come Associazione Aiolfi, la Dott.ssa Bottaro ha stipulato una convenzione con le Suore Rossello per tenere aperta su appuntamento la sede che l’Istituto ha messo a disposizione in Via Chiassuolo Rossello, n. 11 a Savona, sede storica dove lo scultore Antonio Brilla aveva il suo studio e dove la Santa Rossello si è recata più volte per parlare con tale Artista che ha creato diverse opere scultoree per la Santa, oggi conservate nelle loro sedi. Il Vescovo di Savona – Noli, S.E. Mons. Vittorio Lupi, benedirà solennemente tale nuova sede espositiva il giorno 24 giugno 2011, alle ore 11: ci auguriamo tutti una numerosa parte- cipazione all’evento tanto atteso. E’ ben nota la sensibilità artistica e la totalità di impegno con la quale la Dott.ssa Botttaro affronta le problematiche artistiche care a Savona e non solo: l’auspicio che tutti noi formu- liamo è che questa “Collezione Santa Rossello” (la prima di arte sacra contemporanea nella nostra Provincia) possa essere conosciuta presso i vari luoghi dove le Suore della Santa hanno delle Missioni attive. Sarà anche questa conoscenza attraverso l’arte un mezzo per accendere nei cuori l’entusiasmo per la via della Santità che Santa Maria Giuseppa Rossello ha percorso con tanto ardore. + Domenico Calcagno Arcivescovo-Vescovo emerito di Savona-Noli Segretario dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA). Beata Maria Giuseppa Rossello, in“Beata Maria Giuseppa Rossello” di P. Andrea Oddone S. J., editrice Ancora, Genova, 1938
    • E’ sempre importante fare memoria dei Santi: nella loro testimonianza, infatti “Dio rende feconda la Chiesa con la forza creatrice del suo Spirito e dona a noi, suoi figli, un segno sicuro del suo amore”. Inoltre “ il loro grande esempio e la loro fraterna intercessione ci sostengono nel cammino della vita perché si compia in noi il mistero della salvezza” (dal secondo prefazio dei Santi). Il modo più diretto per “fare memoria” consiste nel ripercorrere le vicende che hanno caratterizzato la loro vita attraverso la loro biografia, leggendone gli scritti, visitando gli ambienti in cui hanno vissuto….. Per la nostra Chiesa di Savona è bello e importante fare memoria di Santa Maria Giuseppa Rossello: una donna mite e forte, docile e coraggiosa, capace di leggere con lucido intuito “i segni del suo tempo” e di mettere tutte le sue energie al servizio di Dio, condensando la sua intera esistenza ricca di opere, di fede e di amore in un programma di poche parole: “il cuore a Dio, le mani al lavoro”. Abbiamo i suoi scritti e tante testimonianze raccolte con cura; le sue Figlie conservano con amore esemplare ambienti e oggetti legati alla sua vicenda terrena. Tutto questo è prezioso per “fare memo- ria” della Santa; nella concretezza delle vicende da lei vissute e dei luoghi da lei abitati si avverte in modo tutto particolare la forza della sua testimonianza che ci aiuta ad “affrontare il buon combatti- mento della fede” desiderosi di “condividere, al di là della morte, la stessa corona di gloria” (dal primo Prefazio dei Santi). In questa prospettiva è importante anche quanto si è andato realizzando in questi ultimi anni per iniziativa della Associazione Culturale “R. Aiolfi”. Numerosi artisti sono stati invitati ad esprimere nelle loro opere qualcosa che richiami la vita della Rossello, perché nella creta o sulla tela può rima- nere qualche richiamo alla sua santità. Queste opere, che sono già state esposte in diverse città, ora sono affidate alla custodia delle Figlie di N.S. di Misericordia. Sarà molto più che un piccolo museo di arte contemporanea; sarà, infatti, un prezioso scrigno che ci parla del mistero di Dio e ci ricorda che tale mistero accolto, amato e servito dalla Santa Rossello può trovare posto anche nella nostra vita e testimoniato nelle nostre azioni. Santa Maria Giuseppa Rossello interceda per noi e ci aiuti ad alzare sempre il nostro sguardo a Dio e ad agire con amore generoso per il bene dei nostri fratelli; a questo, infatti, deve condurre il “far memoria” della nostra Santa. S. E. Mons. Vittorio Lupi Vescovo di Savona-Noli La Madre Rossellotra due fanciulle africane liberate dalla schiavitù
    • “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.” (Mt 5,16) “Nel mondo dobbiamo essere luce: con le nostre parole e con il nostro buon esempio animare le persone a conoscere e ad amare Dio”. (S. G. Rossello)Mi è sembrato bello poter iniziare questo messaggio augurale con le parole di Gesù e con quelle che sembrano essere l’ecodi risposta della Santa Rossello, parole che lette con la dovuta attenzione, hanno oggi il sapore della profezia che solo i santipossono e sanno compiere.Sono vivamente grata a quanto realizzato dell’Associazione Culturale “ R. Aiolfi”dal 2006 fino ad oggi e a quanto ancora essaha potuto realizzare per la prossima Mostra di arte Moderna dedicata a Santa Maria Giuseppa Rossello, organizzata a Genovadal 5 al 15 giugno 2009.Negli anni passati le varie sedi espositive avvenute dalla Cappella Sistina di Savona al Museo d’arte contemporanea di Albis-sola Marina, dalla Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma all’Oratorio dei Disciplinanti a Finale Ligure, hanno ricevutoun grande successo di pubblico e di critica e questo ha indubbiamente permesso di rendere ancora più nota la figura di SantaMaria Giuseppa Rossello e l’opera da Lei prodotta nel tempo in questa terra ligure, ma anche nei quattro continenti dove laCongregazione delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia, ha potuto nel tempo “diventare seme fecondo di Misericor-dia” per il mondo intero.Ora questa nuova esposizione arricchita nelle opere anche di 13 prestigiosi ceramisti liguri e nel catalogo espositivo, si presentacome un’ulteriore risorsa offerta non solo all’Istituto fondato dalla madre Rossello, ma anche alla città di Savona per coglierein pienezza l’eredità di santità trasmesso dalla Santa alle generazioni passate e presenti e di cui, tutti, dovremo far tesoro.Possa il Signore rendere feconda di bene questa nuova iniziativa culturale-religiosa e arricchire di doni quanti, con il loro en-tusiasmo e la loro creatività, hanno contribuito a tale splendida realizzazione artistica.Facendo mie le parole che il Papa Pio XII ha pronunciato in Udienza, il 14 giugno 1949, a Roma, nella Basilica Vaticana, atutti coloro che attraverso queste opere si avvicineranno di più a Santa Maria Giuseppa Rossello, rivolgo lo stesso invito cheEgli rivolse alle Figlie della Misericordia: “Quale Madre è la Rossello! Quale santa! Dinanzi a lei che potremo noi dirvi ancora? Che potremmo raccomandarvi se non: GUARDATELA, PREGATELA, IMITATELA !” Suor M. Beatriz Giuseppa Lassalle Madre Generale Figlie di N.S. della Misericordia Urna della salma incorrotta della Santa, conservata nella Chiesa della Casa gentilizia, Savona
    • “Cuore a Dio, mani al lavoro”Non intendo fare l’elogio della teologia cristiana è la vita dei san- una accoglienza dell’altro. Dopo e mani – distinguendo: cuore aMadre Maria Giuseppa Rossello: ti, perché loro sono l’argomen- il primo passo della vista c’è il Dio, mani al lavoro. Con “cuorenon ne ha bisogno lei e la cono- to storico capace di dimostrare passo della cordialità, della com- a Dio” si intende indicare l’atteg-sciamo bene tutti noi. Voglio in- che non è una teoria astratta, né passione, della emozione che mi giamento di assimilare la potenzavece riflettere insieme con voi sul- ideologia, non è una semplice lega all’altro, per cui quella per- divina, per aderire totalmente alle meraviglie compiute da Dio in ipotesi o solo belle parole. Sono sona che ha bisogno mi interessa, Signore giacché è lui l’unica fon-una persona disponibile alla gra- invece fatti concreti, storici, reali “mi sta a cuore”. te dell’amore. Noi, da soli, nonzia. Non facciamo quindi sempli- e –guardando alle nostre spalle – Ma dal cuore la misericordia deve siamo capaci di amore autentico.cemente una commemorazione consideriamo una storia piena di passare alle mani. La terza ope- Cuore a Dio vuole dire dipenden-di ciò che è stato, ma vogliamo uomini e di donne che hanno vis- razione fondamentale è quella za gioiosa e filiale dalla fonte dellavivere intensamente quello che suto questa figliolanza, sono stati operativa e le mani sono il sim- misericordia, vuol dire riconosce-può essere. veramente simili al Padre: in quel- bolo evidente della nostra azione, re che solo lui può rendermi capa-Vorrei anzitutto qualificare l’espe- le persone si è incontrata davvero dell’attività. L’occhio ha visto, il ce di amore autentico.rienza della santa Madre come la misericordia di Dio. Nel nostro cuore ha partecipato, le mani in- Allora, prima di prendere a cuoreun dono dello Spirito Santo, il caso concreto noi possiamo dire tervengono. È necessario che le il fratello, il cristiano autentico edono della pietà, cioè una religio- che, nella persona di santa Maria mani arrivino al lavoro, perché al- maturo prende a cuore il Signoresità buona che rimane nel tempo Giuseppa Rossello, chi l’ha incon- trimenti con l’occhio teorizziamo e gli dà il cuore, nel senso checome un carisma, cioè un effetto trata ha riconosciuto una figlia del la povertà, facciamo una statistica riserva per lui l’affetto grande,concreto della grazia divina che Padre, una che assomiglia proprio delle situazioni, guardiamo chi ha quella docilità alla potenza divinamostra dove sta l’atteggiamento alla misericordia di Dio: creatura bisogno e ne studiamo magari le che possa cambiare l’intera perso-religioso autentico. plasmata dallo Spirito, docile alla cause. È possibile che con il cuore na. Solo se il mio cuore cambia, leIl concetto di pietà, come dono grazia, trasparenza dell’opera divi- ci commuoviamo soltanto; faccia- mie mani diventano poi operati-dello Spirito Santo, Maria na. Lei, concretamente, ha vissuto mo magari qualche preghiera per ve e le mie mani possono fare delGiuseppa Rossello lo ha conden- la spiritualità della misericordia, i bisognosi e diciamo “poverini”, bene.sato nella sua formula elementare ha vissuto la beatitudine con cui ma poi le mani si possono mette- Ognuno di noi, proprio sullae ricchissima: “Cuore a Dio, mani il Signore ha iniziato la predica- re in tasca e restano ferme. Così la scorta dei santi, ha la consapevo-al lavoro”. zione evangelica: “Beati i miseri- misericordia fallisce e non arriva. lezza di aver ricevuto la possibilitàIl suo carisma non è il suo, è del- cordiosi perché saranno trattati Il processo era iniziato bene, ma si di essere misericordia. Questa è lalo Spirito Santo e la misericordia con misericordia”. è bloccato per strada! Una auten- pietà autentica, questa è la buonanon è sua proprietà, è una realtà La misericordia di Dio entra tica spiritualità cristiana è invece religiosità: è l’apertura a Dio chegrande come Dio, immensa e nella nostra esperienza in modo attiva, operativa, concreta e pra- opera tutto.smisurata. Lei si è fatta sempli- molto concreto e, per riprendere tica. È necessario che l’opera di Troppe volte, nella storia, si ècemente docile alla potenza della l’immagine della Madre Rossello misericordia, attraverso le mani, pensato che Dio sia concorrentemisericordia di Dio e ha vissuto – “Cuore e mani” – vorrei sinte- diventi efficace per chi ha bisogno dell’uomo e se qualcuno dà tuttoil dono spirituale della pietà in tizzare in che cosa consiste la mi- e colmi quella mancanza con una il cuore a Dio ci rimette in uma-modo pieno. Lo ha infatti carat- sericordia, aggiungendo anche un ricchezza di grazia. nità. L’esperienza storica, proprioterizzato e vissuto nella profon- altro organo: gli occhi. Direi che Se ora provate ad applicare queste dei santi, ci insegna esattamente ildità dal concetto di misericordia, la misericordia è una questione di tre fasi all’opera di salvezza com- contrario. Più una persona si av-una di quelle parole fondamentali occhi, di cuore e di mani. È una piuta dal Signore vi accorgete che vicina a Dio e si dona a lui, piùche innervano tutta la trattazione questione fisica, pratica, riguarda la ricostruzione funziona bene, nel diventa umana, veramente uma-biblica dell’Antico e del Nuovo il nostro corpo. senso che anzitutto il Signore ha na, e chi la incontra può speri-Testamento. La misericordia comincia dagli visto il nostro bisogno di amore, mentare quella umanità concreta,Il primo passaggio importante è occhi, perché il primo atto mise- frustrato dalla impotenza causata pratica, fatta di occhi, di cuore,proprio questo: non riconoscere ricordioso è guardare l’altro, guar- dal peccato. L’ha vista e l’ha presa di mani: una umanità autentica esemplicemente che Dio è miseri- darlo non come un nemico, un a cuore al punto da com–patire, buona che è il risultato della mise-cordia, ma anche che Dio ha fatto concorrente, uno da criticare o da da partecipare in modo solidale ricordia compiuta dal Signore.misericordia, nel senso che ha cre- giudicare, ma riconoscere nell’al- alla nostra passione, partecipando Questa è l’eredità del Signoreato in noi la possibilità di essere tro il fratello potenziale, mio si- con la sua passione. Quel cuo- Gesù e anche l’eredita dei santi.misericordia. È importante questo mile e mio prossimo. Gli occhi re che ha tanto amato il mondo Sia vostra eredità la misericordia,passaggio: non è tanto questione che sanno riconoscere nell’altro non si è fermato a una teoria, ma ripeteva la santa Madre Rossello.di attività, bensì una questione un fratello sono occhi di miseri- si è fatto carne, solidale con noi L’opera di Dio è possibile solo seche riguarda la persona nel suo cordia e di lì parte l’esperienza re- in tutto e per tutto, dall’inizio alla tutto il cuore è rivolto a lui, af-essere profondo. ligiosa: il riconoscimento dell’al- fine, realizzando concretamente – finché le mani siano totalmente aIl Signore ha fatto misericordia tro nel bisogno. direi con le mani – il progetto di favore dei fratelli. Possiamo farealle varie persone nel momento L’occhio vede, ma può non inte- misericordia. Le mani di Cristo, l’elogio della santa Rossello dicen-in cui le ha rese capaci di essere ressarsi e talvolta l’occhio e l’in- cioè la sua vita concreta, sono la do che è stata comunicatrice dellacome lui e all’origine di tutto c’è telligenza percepiscono che c’è un prova concreta della teorica mise- Parola di Dio, portatrice di amo-l’adozione filiale. Dio ci ha resi bisogno, però… “Io che cosa pos- ricordia di Dio. La sua esperienza re, maestra di misericordia, co-conformi all’immagine del Figlio so farci?”. Alzo le spalle, allargo le di condivisione totale ce ne con- struttrice di pace, comunicatricesuo, comunicando a ciascuno di braccia e dico: “Non mi interessa, vince: in quell’uomo, in quella di calore e di umanità: beata lei!noi quella potenza divina che è non è compito mio, non tocca a sua vita fino alla morte, noi rico- Ma beati noi, perché possiamo es-l’amore ed è proprio in questo me”. Questo perché non mi sta a nosciamo il cuore di Dio. serlo anche noi. Il modo miglioremistero della comunicazione di se cuore, perché non mi prendo a Ecco allora che la formula sin- per festeggiare i santi è imitarli,stesso che si realizza l’opera dello cuore quella situazione. La mise- tetica di santa Maria Giuseppa imparando da loro, perché ancheSpirito Santo che viene testimo- ricordia è una questione di cuore, Rossello riporta al centro dell’at- noi possiamo fare ugualmente.niato nella vita dei santi. è un autentico problema di cuore, tenzione la misericordia con-Un capitolo fondamentale della di relazione affettuosa che porta a creta con i due termini – cuore Claudio Doglio
    • Maria Giuseppa Rossello: la dolcezza delle maniFarsi prossimo: oggi è un impera- no non è. Esso si incarna in una mento sono diversi. Per le prime di fondi per la “Casa della Divinativo etico tanto predicato a parole, schiera di donne, di nobili come di nozioni varie. Per le altre nozioni Provvidenza”, si vede consegnarequanto disatteso nella realtà. umili condizioni. Esse si sentono essenziali: leggere, scrivere, fare di dal Papa stesso una scatoletta diEgoismo, autoreferenzialità, paura impegnate a promuovere la dignità conto. La vera novità è la scuola per agata rilegata in oro, come “picco-del “diverso”, spesso camuffati da della persona con opere concrete fanciulle povere, l’istruzione essen- lo contributo” alla lotteria. Vinta elegittime difese contro un ignoto ispirate ai precetti evangelici, che do allora riservata ai ricchi. Più di rimessa in ballottaggio più volte,che avanza senza manifestare una si rivelano sorprendentemente più tanti commenti, sono eloquenti essa consente di raccogliere unachiara identità, portano a vedere avanzati di qualunque coevo pro- le esclamazioni di alcune giovani, cospicua somma, che si aggiun-nella società e negli altri quel “vero gramma politico. riportate dagli storici: ”Ci accetta- ge a quella raccolta mettendo ininferno”, che già Sartre nel seco- Talvolta lo Stato consente e “pro- no, ci pettinano, c’è dove lavarsi, lotteria oggetti donati da altre fa-lo scorso predicava, seminando il tegge” (così il Regno di Sardegna ci sorridono…C’è la scuola, una miglie dell’aristocrazia genovesegerme dell’individualismo che ha nella prima metà del sec XIX), al- scuola vera, e stanno lì a spiegarti: (i Cataldi ed i Cambiaso) e tori-avvelenato i rapporti interpersona- tre volte si mette di traverso (così se non capisci non ti dicono “stu- nese (da Casa Reale alle Contesseli. Ieri non era così. Non lo era no- il Regno d’Italia, via via che il pida”, ma lo sai cosa fanno? Ti fan- Riccardi, sorelle del Vescovo suc-nostante una maggior durezza di potere passa dalla Destra liberale no una carezza e poi ricominciano cessore di De Mari), oltre che dellevita e minori risorse economiche. alla Sinistra liberale). In questo la spiegazione”. Da quelle prime famiglie savonesi.E non lo era grazie soprattutto alla scenario va inserita la figura di opere in poi le difficoltà oggettive Negli ultimi anni il tributo di ope-Chiesa. Prendiamo ad esempio Benedetta Rossello. non mancano; per giunta si som- rosità, dalla Rossello compiutoil secolo XIX come si presenta in Ella nasce ad Albisola in quel mano alle diffidenze diffuse ed alle verso Dio, si completa con il tri-Liguria, non differentemente da 1811, che vede il Pontefice roma- critiche di chiara ispirazione mas- buto della sofferenza fisica, vissutoaltre regioni italiane: grandi spere- no Pio VII, prigioniero a Savona. sonica, secondo le quali “le suore come riparazione ai peccati propriquazioni di censo, ignoranza diffu- Muore nel 1880 quando ormai lo meno sanno e meno insegnano”. Il (che, al seguito di Teresa d’Avila,sa tra le classi meno abbienti, una Stato italiano è unitario da quasi lavoro è dunque duro, deve mirare sono più ingigantiti dalla tensionecondizione femminile di forte di- 20 anni e la “questione romana”, alla eccellenza, ha bisogno di nuo- mistica dei suoi ultimi anni di vita,sparità culturale e sociale rispetto aperta pochi anni prima con la de- ve vocazioni. La temperie politica che reali) ed altrui.alla condizione maschile. bellatio dello Stato pontificio, re- non è sempre favorevole. Nel tramonto del suo umile giar-Quel poco o tanto di servizio ai gistra continue tensioni tra Santa Le tensioni tra istituzioni civili dino, rigoglioso di foglie e fiori, inbisogni sociali è offerto dalla so- Sede e Re italiano. ed istituzioni religiose intristisco- mezzo ai dolci aromi liguri dellacietà religiosa. Una vera e propria La Rossello fonda nel 1837 la no Madre Rossello. Ve ne è l’eco primavera, ai raggi del sole prontofioritura in seno ad essa di nuovi Congregazione delle Figlie di nell’epistolario, soprattutto nelle a nascondersi nel mare, la fonda-Istituti o Congregazioni, special- Nostra Signora della Misericordia, lettere scritte negli anni del giu- trice, nell’ultimo anno della suamente femminili, caratterizza la nome a lei carissimo, onorando risdizionalismo dello Stato libe- vita ricorda a tutte le sue Figlie conprima metà del secolo. la bontà e tenerezza della Vergine rale persecutore della libertà della il consueto stile semplice e diretto:In Italia settentrionale, di poco pre- Maria ed insieme il celebre Chiesa e delle sue strutture edu- ”Meglio patire con Gesù, con ilcedenti la fondazione da parte di Santuario di Savona. Donna gene- cative ed assistenziali: “Sono anni suo Vicario in terra, con la ChiesaMadre Rossello delle “Figlie di Nostra rosa e vigorosa – dicono di lei gli di tenebre - scrive Madre Rossello perseguitata e oppressa che gode-Signora della Misericordia”, sono storici – e piena di iniziative, nelle qualche anno prima di mori- re con il mondo…Malate o sane,altre fondazioni: delle “Figlie della quali la contemplazione sa passare re alle sue nuove suore presenti siamo tutte per la stessa strada.Carità” di Maddalena di Canossa; “attraverso la dolcezza delle mani”. in America Latina – Preghiamo Tutte camminiamo nel gran viag-delle “Figlie del Sacro Cuore” di Sono, infatti, l’amore “operativo” di cuore il Signore, che rimedi”. gio dell’eternità. Tenetevelo benePaola Verzieri; delle “Ancelle della ed uno speciale senso di concretez- Ma la fondatrice non si scoraggia in mente: il viaggio più o menoCarità” di Maria Crocifissa di Rosa; za (come spesso hanno le persone mai. Anzi la sua attività aposto- lungo, più o meno faticoso, arrive-delle “Suore di Carità” o di “Maria di umili origini) a caratterizzarla lica è senza limiti: dall’aiuto alle rà alla fine; non bisogna farne granBambina” di Bartolomea Capitanio; sin dall’inizio, quando risponde fanciulle pericolanti, alla presenza caso, dargli troppa importanza; èdel ramo delle “Dorotee” di Paola all’appello del Vescovo di Savona e negli Ospedali, alle scuole, agli un viaggio che passa”.Frassinetti. Noli, Agostino De Mari, di nobile asili, alla fondazione di un picco- Proclamata beata da Pio XI nelNella seconda metà del secolo la famiglia come di nobili sentimenti. lo Seminario che all’inizio suscita 1938, viene canonizzata santa dabufera delle leggi laiciste, quando Colpito dalle smorfie e dai gestacci qualche diffidenza ecclesiastica, Pio XII nel 1949. E’ protettricenon giunge a vere e proprie sop- a lui rivolti da ragazze esposte ai sino a prendere parte alla libera- dei ceramisti, una delle arti piùpressioni, mette a dura prova la pericoli della strada e dell’accatto- zione delle giovanissime schiave note della sua amatissima Albisola.libertà delle comunità lasciate in naggio, egli aveva espresso il desi- negre d’Africa, provenienti dai E’ esempio per chiunque voglia vi-vita dedite all’insegnamento ed derio di una istituzione che si oc- mercati del Cairo e di Alessandria vere al servizio degli altri con “mi-alla assistenza Eppure educazione, cupasse di esse. Benedetta risponde d’Egitto, e all’impresa più grande, sericordia e ardimento”: uno stileassistenza, beneficenza (un sostan- con tre sue amiche, mettendo a di- la diffusione in America latina, di azione da recuperare da parte ditivo quest’ultimo oggi troppo sbri- sposizione la propria vocazione al di là dunque dell’Oceano, o alla chi voglia “farsi prossimo” tantogativamente archiviato, come fosse motto “Cuore a Dio, mani al lavo- “Casa delle pentite”. Ad aiutarla più in una società, come l’attuale,sinonimo di concessione altezzosa, ro”. Prenderà poi il nome di Maria non sono solo le sue Suore ed i che, nonostante i progressi econo-mentre il “bene facere” è al cuore Giuseppa, in onore alla Vergine ed più umili della società in cui vive, mici e sociali, alle vecchie ha ag-della solidarietà disinteressata) si al suo sposo terreno. ma anche personaggi significati- giunto nuove povertà.realizzano nel nostro Paese allora Nella casetta di “Commenda” vi della nobiltà. Emblematico è(come almeno in parte anche ora) le quattro iniziatrici, otto giorni l’episodio del marchese Salvago, Ombretta Fumagalli Carullisulle ginocchia della Chiesa. dopo la vestizione, aprono le pri- che, nel corso di una udienza, il Accademico PontificioE’ la forza del messaggio di fra- me quattro opere: scuola ed edu- 21 Aprile 1861, consegna a Pio per le Scienze Socialitellanza, che dal Discorso della candato per fanciulle, come si di- IX una supplica di Madre Rossello Ordinario di Diritto canonicoMontagna in poi attraversa i seco- ceva allora “di civile condizione”; per una benedizione particolare e, ed ecclesiasticoli, caratterizzando la civiltà cristia- scuola ed educandato per fanciulle avendogli parlato di una lotteria della Università Cattolicana anche agli occhi di chi cristia- povere. I programmi di insegna- da lei organizzata per la raccolta del Sacro Cuore di Milano
    • Sono passati duecento anni dalla nascita di Santa Maria Giuseppa Rossello e questa mostra permanente vuole essere un omaggio alla sua ca-rismatica figura.Per motivi anagrafici, ovviamente, non ho conosciuto la Santa di persona, ma ho conosciuto il suo carisma attraverso le sue “figlie”, in quantoho studiato all’Istituto S.M.G. Rossello di Savona per ben otto anni.Ogni suora che ho conosciuto aveva in sé un po’ della Santa; c’era chi ricalcava il suo carattere forte e determinato, chi la sua intelligenza espirito d’iniziativa, chi la sua dolcezza e amore per i bisognosi.Sono stati anni spensierati, non certo privi di difficoltà, che però hanno formato il mio carattere e certamente anche quello delle mie compagnedi scuola.Ancora oggi porto dentro di me quegli insegnamenti di carità, misericordia e disciplina che mi hanno trasmesso, oltre alla solida preparazioneculturale, grazie alla quale la mia mente ha imparato ad aprirsi sempre al nuovo, al bello, al vero.Avrò sempre un caro ricordo di quelle educatrici che hanno segnato una tappa importante della mia vita e della mia formazione umana.Questo piccolo saluto, vuole essere un segno di ringraziamento verso tutte le suore che ho conosciuto, sia come insegnanti, sia quelle che puravendo altri compiti, mi hanno sempre sostenuto e incoraggiato, spronandomi a superare le mie insicurezze; tutte le ricordo sempre con grandeaffetto e gratitudine.Questo nostro legame, trasformato negli anni in un rapporto di sincera amicizia, continua ancora oggi, come se la Santa Rossello fosse sempreun punto di riferimento nella mia vita. Sonia Pedalino Responsabile Sezione Femminile Associazione “Renzo Aiolfi”, no profit, SavonaE’ con vivo interesse e con grande attenzione che la sezione savonese “Mons. Parodi” dell’Associazione Medici Cattolici Italiani partecipa allecelebrazioni per il bicentenario della nascita della Santa Rossello, per la quale molto bene sempre si addicono le espressioni usate a suo tempoda Pio XII: “guardatela, pregatela, imitatela”; una figura che molto si è spesa per far fronte ad esigenze di carattere sociosanitario, presenti sulnostro territorio nel XIX Secolo e, quindi, assai vicina alle caratteristiche della nostra Associazione.La sua opera, in qualche modo, è stata anticipatrice di molte battaglie femminili: ciò, assume ancor più valore, proprio oggi, periodo in cuil’immagine della donna viene alterata e sovvertita, snaturandone le sue precipue caratteristiche.Prima di Lei, altre personalità si sono adoperate per migliorare la condizione del cosiddetto “sesso debole”: sicuramente la nostra Santa le avràavute ben presenti; possiamo pensare, allo stesso modo, che il circuito virtuoso sia proseguito e la stessa Madre Teresa di Calcutta abbia avutodavanti il suo esempio “! Giancarlo Torello Presidente Sezione di Savona “Mons. Parodi “ Associazione Medici Cattolici Italiani Casa natale della Santa Rossello, Albissola Marina
    • La Famiglia Rossello, cenni sulla vita di Benedetta Rossello.Benedetta Rossello nasce il 27maggio 1811 in una delle casepiù antiche di Albissola Mari-na, a Pozzo Garitta, e la targa lìaffissa, con al di sotto un ton-do ceramico con l’effige dellaMadonna della Misericordiadi Savona, ricorda tale evento.Dal padre vasaio, Bartolomeo,apprende i rudimenti per mo-dellare la creta, vede il fornoove far cuocere i manufatti evive in un ambiente povero.La giovane modella l’argilladatale dal padre e nascono, intal modo, creazioni ingenueche spesso hanno l’effige dimonachine.Benedetta, quindi, viene almondo in una famiglia umi-le ed onesta (Maria Dedonaè sua madre) dove il mestieresvolto dal capo famiglia, mo-dellatore di stoviglie e di figu-rine, è un lavoro condiviso dalarga parte dei cittadini di Al-bisola. Benedetta era la quarta La sua predisposizione al “ser- Santa Rossello ci fanno capire quentazione quotidiana alladella figliolanza: prima di lei vizio” verso gli altri si affianca la sua predisposizione al lavo- Cappelletta della Madonna).Giovanni Battista Baldassar- già dalla fanciullezza alla ten- ro, al sorriso verso gli umili, Osserva il paesaggio, quellore, nato nel 1805 e morto nel denza alla contemplazione: so- alla sua conoscenza verso le ligustico del mare, degli ulivi1807, poi Luigi Baldassarre gna con splendente ingenuità tradizioni della sua Terra (la dove trova la concentrazionenato nel 1807 e morto nel un deserto nel quale inginoc- devozione alla Madonna di per la meditazione: assieme1877, dopo Benedetta, Gio- chiarsi e vivere di Dio. N.S. di Misericordia di Savona alle amiche, a volte attraversovanna nata nel 1813 (morta Molti brani della vita della è testimoniata dalla sua fre- il colle delle Ninfe, raggiunge,nel 1814), Costantino nato prima, la Certosa di Loreto e,nel 1815 (morto nel 1832), più avanti, la Chiesa dei Cap-Giuseppina nata nel 1817 puccini di Savona. Benedetta(deceduta nel 1834), Anna ama ed indaga, in un certoMaria nata nel 1819 e morta senso, la storia del suo terri-nel 1846. La sua fanciullezza torio. Conosce un luogo pocosi svolge tranquilla con gaiez- abitato, su un crinale, doveza e si dedica ai fratelli. Riesce cinque secoli prima di lei altria raggruppare intorno a sé le si sono fermati, erano i certo-amichette delle altre famiglie, sini che avendo avuto in donocome nell’esempio del pelle- il colle di “Loreto” da Stefanogrinaggio al Santuario savo- Imbruno, per sciogliere unnese dedicato alla Madonna voto ricevuto quale grazia dal-di Misericordia che, essendo la Madonna di Loreto, fonda-troppo lontano, la indusse a rono lì un convento. La devo-pensare ad una “processione” zione alla Madonna di Loretoa dimensione di bambine da nel sec. XV aveva trovato nelfarsi ad Albissola Marina pres- papa savonese Sisto IV unso la cappella dedicata a Maria In alto: Vetrata della Chiesa dellaSantissima. L’intraprendenza Casa Generalizia a Savona, raffi-e la determinazione legate ad gurante la Santa e San Francesco d’Assisi.una forte fede e vocazione già A lato: Targa commemorativa sullada fanciulla la portano ad un facciata della Casa Natale ad Albis-entusiasmo dirompente. sola Marina
    • sco d’Assisi. Le sue mani ruvi- i protettori furono l’avvocato stolato generoso e vigoroso a de di quindicenne, screpolate Giuseppe Nervi ed il nobile Savona ed in Africa. dal bucato e dall’aiuto portato Giovanni Battista Pico. La La sua vita terrena termina il 7 agli altri, sono la premessa per sede nella vecchia casa dell’Or- dicembre 1880. il suo motto: Cuore a Dio, dine di Malta non era bella, Questi brevissimi ed incom- mani al lavoro! non era grande… ma aveva pleti cenni sulla intensa vita Tra il 1832 ed il 1834 Be- un passato quale crocevia di della Santa Rossello ci intro- nedetta soffrirà cinque lutti attività benefica ospedaliera ed ducono a riflettere sulla mo- familiari, compresi i suoi ge- elemosiniera ed era adatta alle dernità dei suoi gesti, della nitori, una prova durissima giovani di Albisola postole di sua missione: le sue mani han- dell’esperienza del dolore che una nuova vita per le giovani no sempre plasmato, prima la la caratterizzerà per tutta la girovaghe di Savona.: Maria creta, poi l’animo umano con sua vita. Giuseppa Rossello ha scritto generosità, modestia, umiltà e Sarà l’incontro con il Vescovo che la “Commenda” era “assai d allegria, un impegno di fede Agostino De Mari a condurla scomoda e molto umida… per e di speranza. il 10 agosto 1837 ad aprire, noi una reggia, tanto eravamo L’arte contemporanea ci può nella vecchia casa (la Com- contente”. Il 21 ottobre 1837 aiutare a capire meglio la pro- menda dei Cavalieri di Mal- ebbe luogo la “vestizione”, in- fondità della sua vita e l’im- ta), l’Istituto delle Figlie di N. sieme alla divisa il Vescovo De portanza delle sue opere: far- S. della Misericordia, assieme Mari dette loro un nome nuo- si prossimo è un valore etico alle sue compagne Angela e vo Benedetta, molto devota quanto mai vero e necessarioStatua lignea di San Giuseppe dello Domenica Pescio (sue cugine) di san Giuseppe, fu chiamata ancora nel presente e la sensi-scultore Antonio Brilla, Savona bilità dei vari artisti che sono(Foto Suor Chiara Bonzano) stati consultati promuove un approfondimento tangibile,grande promotore. Tale Cer- intimo che regala all’osserva-tosa era un centro insigne per tore la possibilità di trovarela devozione che durò molti brani della vita della Santa asecoli, ma al tempo di Bene- lui vicinissimi.detta era, ormai, un rudere in L’arte, ancora una volta, di-abbandono. Quelle volte, gli venta una chiave di lettura delechi delle preghiere la porta- tutto particolare, forte, inten-rono a credere nel restauro di sa, profonda.tale luogo di culto per pregarenuovamente. Espose questo Note bibliografichedesiderio, condiviso con le Come breve indicazione bi-altre giovani che la seguivano bliografica si rimanda a:sempre, a don Michele Gras- AA.VV., Albisola alla suasi che, stupito dal sentimen- Santa, Parrocchia N.S. dellato serio di Benedetta, le disse Concordia, Albissola Marina,che “al momento giusto Dio” 1981; F. Martinengo, Vita,l’avrebbe chiamata a pregare opere e virtù di suor Maria Giu-ed a lavorare. seppa Rossello, rist., III ed.,Ge-Guardando l’immensità del Sampierdarena, 1974; L. Tra-mare il suo sguardo si dilata al verso, Vita e virtù della serva didi là delle cose, di ogni limite. Dio Maria Giuseppa Rossello,Lavora, poi, come infermiera Genova, 1934; M. Torchiana,a Savona con modestia e la- santa Maria Giuseppa Rossello,boriosità presso la casa di In- Roma, 1949; Costituzioni pernocenzo e Angela Monleone. le Figlie di Nostra Signora dellaSono molti gli episodi che ci Autore Ignoto, “Agostino Maria De Mari, vescovo di Savona” Misericordia, rist., Ge – Sam-presentano la sua formazione (coll. Cassa di Risparmio di Savona). pierdarena, 1971; G. Papàso-del carattere, la sua sensibilità gli, M. Giuseppa Rossello Mi-verso gli altri, la formazione e Paolina Barla. Il Vescovo De Maria Giuseppa; Angela Pe- sericordia e ardimento, Cittàsempre più solida della sua Mari capì la serietà e la reale scio: Maria Agostina, sua so- Nuova, Roma, 1999; Un cuorevocazione. capacità operativa della giova- rella divenne Maria Giovanna che seppe amare, Figlie di N.S.E’ sempre allegra ed intenda a ne Benedetta, considerando e Paola Barla, suor Maria Te- della Misericordia, Savona,“fare”. la sua venuta come un dono resa. s.d.., Tipo-litografia Don Bo-Nella adolescenza si fa terziaria della Provvidenza. Il canonico Con il suo nuovo abito ed il sco, Ge – Sampierdarena.francescana, infatti, Benedetta Ghigliazza divenne l’assistente nuovo nome di Suor Mariapredilige, tra i santi, France- spirituale dell’Opera mentre Giuseppa inizia il lungo apo- Silvia Bottaro
    • A SAVONA, UNA COLLEZIONE D’ARTE SACRA CONTEMPORANEA per ricordare Santa Maria Giuseppa Rossello, patrona dei ceramisti liguriE’ dunque giunto il momento tanto atteso: la collezione d’arte dedica- gine esotica oggi molto noto e frequentato. La sua Santa Rossello è,ta a Santa Maria Giuseppa Rossello, benefattrice albisolese con “natali infatti, realizzata con tecnica raku, termine giapponese che designa unaceramici” e patrona riconosciuta dei ceramisti liguri, trova stabile ospi- particolare varietà di manufatti cotti seguendo un metodo piuttostotalità nel cuore di Savona, dopo una serie di mostre itineranti che ne insolito rispetto a quello tipico della ceramica tradizionale (insolito ehanno raccontato altrove i felici contenuti. Sì, da questo 2011 dispo- certo “scenografico”). L’opera è un pannello stretto, alto e molto stiliz-niamo ufficialmente di uno spazio articolato dove si respira aria di sto- zato, nel quale si individua la religiosa cui è accostata, in modalità diria antica; uno spazio che appartiene, come l’adiacente, grandioso com- quasi fusione, la figura di una piccola. Mai termine ceramico fu forseplesso tardo seicentesco/settecentesco, alla Congregazione delle Figlie più adeguato dell’ideogramma in oggetto per illustrare l’attività di San-di Nostra Signora di Misericordia (fondata dalla Santa nel 1837), e che ta Rossello: “raku” significa, infatti, gioia, facilità, liberazione ed altrofu anche lo studio dello scultore savonese Antonio Brilla, dopo la metà ancora, in piena coerenza simbolica con l’operato e la disponibilità spi-dell’Ottocento. C’è poi da notare che la data di inaugurazione non è rituale di Maria Giuseppa.casuale, in quanto il corrente anno ricorda i 200 anni dalla nascita diMaria Giuseppa (al secolo Benedetta, 1811) e rappresenta pertanto un Lucia Clemente, pugliese di Barletta ma ligure adottiva sin dagli annimomento significativo di rievocazione e di celebrazione. Settanta, propone un lavoro all’insegna di una delicata pittura su por-Nell’ultimo evento espositivo che l’ha vista protagonista (Genova, Sala cellana: Stralcio di peonie (omaggio a Santa Rossello). Un piatto diEspositiva della Biblioteca Berio, giugno 2009), la collezione già anno- manifattura industriale per accogliere i tratti di un pennello “artigia-verava 29 opere pittoriche e ceramiche; grazie poi al successivo contri- nale” che restituisce l’impressione di grande perizia tecnico/pittorica;buto di altri creativi, essa si è ulteriormente arricchita, sino a superare ovvero una porcellana (prodotto ceramico la cui origine rimanda allaabbondantemente la soglia di trenta. lontana cultura cinese Tang) per un terzo fuoco, tecnica decorativa cheChi scrive ha in questa sede il piacevole compito di presentare i lavori ci parla invece di raffinata cultura araba. Un sentito omaggio ad unaspecificamente ceramici, che denunciano invero una notevole varietà di donna speciale che, in definitiva, fiori di altra natura distribuì nel corsosoluzioni sotto il profilo formale e tecnico. Considerato il numero degli della sua laboriosa esistenza.autori, ben 19, se intendessi entrare in dettagli troppo specifici rischie-rei di perdermi. Mi limiterò dunque ad un rapido excursus, ovvero, per Dolores De Giorgi, artista di origini venete che si cimenta con la pit-evocare una metafora artistica, ad una tavolozza di leggere pennellate tura e la scultura, vive a Savona, muovendosi verso Albissola Mari-che forniranno, così mi auguro, un approfondimento minimo su ogni na per produrre ceramica. I lavori da me osservati in questi recentisingola situazione; il tutto, in ordine rigorosamente alfabetico. anni denunciano, quanto a modalità espressive e di contenuto, una sua evidente inclinazione per la figura femminile. Dolores modella le sueMaria Paola Amoretti, che apre il nostro racconto, vive ed opera ad immagini a tutto tondo con stile realistico/simbolico/metaforico, adImperia, ma per oltre vent’anni ha vissuto a Milano dove, oltre agli esempio quando riduce il corpo ad un involucro di pelle che racchiudestudi che le hanno procurato una laurea in architettura, ha praticato il vuoto (alludo agli interessanti quanto inquietanti lavori della serieintensamente l’attività scultorea. Lei è, infatti, autrice di Fatica d’ama- “Woman skin”). Il suo omaggio a Santa Rossello è una figurina essen-re, opera tridimensionale in terracotta dipinta nella quale particolare ziale, elegantemente scarna e di notevole forza espressiva, foggiata inrilievo sembrano assumere le due grandi mani che dialogano, per così semirefrattario rosso ingobbiato in bianco e parzialmente trattato condire, con uno scrittoio: la sinistra è intenta a vergare parole, mentre la ossido di manganese. L’opera, che reca il significativo titolo di Oltre,destra, con il palmo rivolto all’insù e direzionata verso l’osservatore, esemplifica per l’appunto un passaggio, ossia la decisione, da parte dipare invitare dolcemente all’ascolto. Maria Giuseppa, di dedicarsi alla cura delle diseredate: quasi parados- salmente, nel momento in cui si cala appieno e per sempre nella realtàCarmen Barbini è nata nel Veneto e da tempo vive a Savona, mentre della miseria umana, ella ascende anche, con la forza della sua insupe-opera ad Albissola Marina. La sua proposta è una scultura in semire- rabile fede, ad una sfera di grande spiritualità.frattario, foggiata a lastra con rivestimento di ingobbi colorati e smaltomadreperlato. L’insolito titolo, La riscossa delle morette, va al cuore Francesco De Robertis, attivo a Monterosso, nelle splendide 5 Terre,di una particolare problematica sociale affrontata da Santa Rossello. ha pensato ad una Lettera alla Santa; a tale scopo, egli ha scrittoDopo l’incontro del 1855 con don Olivieri, infatti, Maria Giuseppa nell’argilla, proprio come accadde, nel lontano passato, a persone chevolle prodigarsi anche a favore di ragazze africane che in buona sostanza fecero altrettanto non disponendo di materiali più appropriati. L’opera,venivano commercializzate come schiave. Carmen presenta la figura un pannello dalla forma tondeggiante, è frutto del lavoro di un cerami-della Santa con una “moretta”, appunto, graziosamente vestita in abito sta provetto che predilige terre, o miscele di terre, forti e resistenti, cuo-rosso a grandi pois bianchi. La scultura veicola bene il modus operandi centi ad alta temperatura, meglio conosciute come grès. In questo caso,tipico dell’autrice, che è improntato alla massima accuratezza formale però, al grès De Robertis ha associato la raffinata porcellana, utilizza-in un disegno complessivo sempre armonioso. ta per realizzare una bianca striscia orizzontale adagiata sul supporto: l’operazione di scrittura per incisione su questa candida “pagina” lasciaPer Renzo Barcaroli, ligure di Cervo con origini alessandrine, possia- trasparire la scura tonalità del grès sottostante, così determinando unmo parlare di opera astratta e concettuale. In tal senso, giungono utili compiuto contrasto che suscita un piacevole effetto estetico.e chiarificatrici le sue spiegazioni intorno al pannello presentato, chegioca sul contrasto di due colori: l’azzurro (evocazione di spazi infiniti, Fabrizia Fantini, genovese che vive ed opera a Santa Margherita, ri-desiderio di libertà, di spiritualità), che compete ad una tavoletta di corda Maria Giuseppa con La sorgente dello spirito, un vaso/sculturabase, e l’arancione (colore che può rappresentare ascesi spirituale ed manufatto in argilla refrattaria poi trattata con ingobbi, ossidi e cristal-amore divino) con cui è cromaticamente risolta la larga spugna - “fos- lina a forte spessore. Il valore altamente simbolico della proposta è rive-sile di gommapiuma” - per l’appunto adagiata sulla tavola. Urla nel lato in primis dal titolo stesso ed è leggibile nell’opera grazie anche allesilenzio vuole ricordare un materiale caro ai ceramisti (con la gomma- indicazioni dell’autrice: intanto, notiamo una frattura orizzontale nellapiuma si possono imballare le ceramiche per il loro delicato trasporto), parte più dilatata del vaso, frattura che vuole evidenziare il distacco trafornendogli per di più un valore aggiunto: si tratta anche di spugna cielo e terra; inoltre, possiamo osservare le soluzioni cromatiche adotta-simbolica che assorbe l’urlo, il singhiozzo, le lacrime dell’essere uma- te, in verde e blu (colature o tâches che esse siano), le quali intendonono… suggerire, come ci viene spiegato, “l’idea dell’acqua sorgiva ristoratri- ce e salvifica del bene che in infiniti rivoli scende sulle problematicheSandra Cavalleri, di Andora, ci porta in un ambito ceramico di ori- dell’umanità”.
    • Gian Genta vive a Savona e da tempo si occupa di ceramica, pur smi di tipo arcaico, molto ricorrenti nello stile di questo artista. Inessendo anche pittore ed incisore. Egli manifesta un gusto palese deciso contrasto cromatico spicca la parte centrale del pannello, tuttae generalizzato per quella parte del corpo, la testa, che accoglie il smaltata in rosso: qui risiede, infatti, il cuore, immagine privilegiatacervello, l’organo più nobile, prezioso e probabilmente più scono- per ricordare simbolicamente Santa Rossello.sciuto. Plasma in argilla, dunque, soprattutto forme di questo tipo,ma senza ricercare una verosimiglianza, bensì estremizzando, persino Caterina Massa vive a Savona ed ha studio a Cisano sul Neva. Indeformando, a tratti, la fisicità stessa, i caratteri anatomici. Anche questa circostanza celebrativa l’artista offre un bel pannello “raku”,per questa sua Santa Rossello Genta ha scelto un’immagine plasti- tecnica che lei adotta, con originale professionalità, sia per lavori dica forte, allungata, “esagerata”, ed è una testa vagamente pensierosa tipo realistico che astratto. Questa sua Ultima cena, delicatamentereclinata su un piccolo braccio. L’opera, foggiata in argilla semire- resa negli abiti delle figure con scelte cromatiche che variano dal ce-frattaria vicentina, è stata quindi trattata con pigmento nero, ossidi e leste al beige al rosso porpora, esemplifica una scena tanto familiarerivestimento in cristallina matt, ossia non brillante. alla cultura cristiana quanto simbolica se riportata alla situazione di riferimento, ossia la missione misericordiosa di Maria Giuseppa. Tro-Anna Gioia Del Fauro, veronese di origine, risiede a Cogoleto. Lei vo l’idea piuttosto interessante, tanto più che Caterina propone unè un’artista fantasiosa e versatile, nota, fra l’altro, anche per le sue sereno convivio (pur minacciato dal dramma incombente) del tuttocreazioni di gioielli e per un’intensa attività di promozione culturale maschile che diventa, così mi pare, piuttosto evocativo di una situazio-svolta nell’ambito del Lion’s Club. Ma giustamente le si riconosce ne tutta femminile; ma nella “conversione misericordiosa” della Santauna speciale inclinazione per la materia fittile, assecondata ormai non ci sono presupposti di imminente ritorno al Padre, bensì di lungo,da parecchi anni. A Maria Giuseppa Anna ha dedicato Vaso rosa, quotidiano impegno con una umanissima collettività di diseredati!un contenitore modulato e sinuoso realizzato con tecnica a lastrain argilla semirefrattaria e rivestito con coperta ad effetto craquelé. Gianni Piccazzo, albissolese con origini piemontesi, non ha fattoL’oggetto può leggersi come metafora della Santa, che fu autentico della ceramica un mestiere, ma di sicuro un’attività di piacere da“umano contenitore” di indefessa dedizione nei confronti di tanti vivere con grande impegno e serietà. I risultati si vedono, infatti.esseri bisognosi. In Liguria sono conosciuti i suoi presepi, poetici, originali ed anche “colti”. Egli ha però più vene espressive, che indaga applicando viaAlfredo Gioventù, di Sestri Levante, è ceramista colto e raffinato, via tecniche differenti, a seconda dei lavori; fra queste, c’è l’impiegoabile sperimentatore e formulatore di smalti e di impasti esclusivi. Il di brillanti cristalline a forte spessore, utilizzate per realizzare Cuore aprodotto principe da lui sfornato da anni a questa parte è un magni- Dio, mani al lavoro, l’interessante pannello in semirefrattario pen-fico grès grigio che vuole riprodurre, per colore ed aspetto, la consi- sato per omaggiare Maria Giuseppa. L’opera, in coerenza con il citatostenza dei ciottoli marini di Liguria (le immancabili venature quarzo- motto (che fu della Santa, nonché eco del noto motto benedettino),se delle pietre naturali vengono realizzate in laboratorio con l’ausilio si divide idealmente in due parti: quella superiore, il “cuore a Dio”,della porcellana). Con questo materiale Gioventù ha realizzato la sua si apre come un fuoco ardente sovrastante una mano da cui pende unArcano la Santa, una scultura sintetica e stilizzata che, pur igno- rosario; quella inferiore, “mani al lavoro”, propone un vaso, simbolorando i particolari anatomici (solo l’idea di un corpo e di una te- per antonomasia dell’artigiano che lavora le argille.sta hanno preso forma concreta, sotto forma di due grandi ciottoli),ci offre un’immagine davvero accattivante. Da notare - ed è questa Giorgio Robustelli, attivo a Cunardo (provincia di Varese), è ununa modalità abbastanza tipica di molta produzione del ceramista - ceramista di grande esperienza che ha elaborato una proposta esem-l’inserimento nel corpo argilloso di legni naturali “di recupero”. In plificativa del ruolo storico della nostra protagonista. Il titolo suonaquest’opera contiamo undici rametti disposti a raggiera sul capo, i semplicemente come Santa Maria Giuseppa Rossello, patrona deiquali suggeriscono una chioma o, più verosimilmente, un’aureola. ceramisti. Si tratta di una formella realizzata in terra refrattaria al centro della quale si apre una sorta di piccolo scenario ripartito oriz-Rossana Gotelli ha studio a Quarto, nel levante genovese. Lei è un’ar- zontalmente in due zone collegate da breve frattura verticale. Ancoratista che ama la scultura e la ceramica, e la ceramica piega, per così una volta si coglie un’allusione alla duplicità lavoro/spirito, terrigni-dire, alla propria creatività concettuale. Non riconoscibile, di primo tà/spiritualità, poiché nella zona bassa v’è una sorta di nicchia-fornoacchito, un legame con Santa Rossello, nella sua Dalla ricchezza contenente stoviglie smaltate (ricordiamo che Giuseppa/Benedettainteriore all’azione concreta: 103 opere, aldilà dell’indubbio fasci- è di Albisola e che ella stessa modellò un poco l’argilla), mentre inno, non solo estetico, che l’opera emana. Ma il titolo già aiuta, mi quella superiore spiccano l’immagine della Santa affiancata da duepare, ed una approfondita osservazione sulle scelte formali ancor di piccole figure femminili, tutte e tre lasciate nel colore del cotto sullopiù. Si parte da una base in argilla semirefrattaria modellata a lastra sfondo di un cielo chiaro che richiama la luce della spiritualità.su stampo in gesso ed ingobbiata in azzurro; su di essa poggiano ben103 quadratini, ingobbiati da un lato in azzurro e dall’altro in dieci Germana Rossi vive a Savona ed opera ad Albissola Marina. Anchedifferenti colori (unica cottura con alghe a 930°C). Siamo dunque di lei manifesta un’aperta inclinazione per il femminile, indagato confronte ad una elaborazione certosina palesemente evocativa dell’ope- “complice” sensibilità e non esente da implicite denunce di ordineratività di Maria Giuseppa, il cui lavorò si costruì giorno dopo gior- sociale. La sua Santa Rossello si concretizza in un gradevolissimono, tassello dopo tassello, quadratino dopo quadratino, appunto… pannello realizzato in semirefrattario, al centro del quale campeggia la figura di Maria Giuseppa in abito monacale; ai due lati della parteFabrizio Isola gestisce un proprio atelier a La Spezia. Egli rende inferiore trovano invece posto rispettivamente alcune piccole stovi-omaggio alla Santa con Acquamanile - Coppa di Nettuno, un og- glie e tre figurine di bimbe. Completano la scena un paio di sinuosigetto dal sapore cerimoniale foggiato a lastra e decorato con incisio- decori a rilievo. Per il rivestimento/decorazione dell’opera, Germanani, rivestimento a smalto e ossido di rame. La tipica tonalità azzurro/ si è servita di ingobbi, cristallina e smalti, variamente stesi a secondaverde che il rame produce se utilizzato a certe condizioni è quella delle parti. Il risultato è una scena gioiosa e giocosa che teneramen-che ritroviamo nella coppa, a conferma di un “debole” che l’autore te omaggia la patrona dei ceramisti liguri, rammentandone la lungaconfessa di avere per il mare e per il paesaggio ligure. La forma, poi, attività misericordiosa.suggerisce molti significati: apertura, offerta, dedizione; il dar da bereagli assetati e il fornire cibo, anche spirituale, agli affamati. Quale Renza Sciutto, pittrice e scultrice, vive e lavora ad Alassio. Il suomigliore allusione all’operato della Santa? interesse per la ceramica va di pari passo con la necessità di utilizzarla per realizzare in concreto i suoi progetti scultorei. Di conseguenza,Giacomo Lusso, pittore e ceramista, vive ad Albissola Marina, dove ricorrente è la semplice terracotta, materia plastica malleabile e dut-per l’appunto ha appreso le conoscenze del “fare ceramica in botte- tile alla quale di frequente la Sciutto affianca, ed è questa una curiosaga”. La sua opera, Il cuore sacro, è nata concretamente negli spazi quanto convincente soluzione, la cera. Questa insolita abbinata ritro-che la Piral, nota ditta produttrice di pignatte da fuoco, mette a di- viamo anche nell’opera elaborata per Santa Rossello, intitolata Pre-sposizione degli artisti. Consequenzialmente, Lusso ha realizzato un ghiera. Si tratta di una piccola scultura/tabernacolo, un’interessantepannello in terra pirofila, poi ingobbiata e trattata anche con ossido stele dal sapore arcaico che rimanda, con la propria “sacralità”, alladi ferro, smalto rosso al selenio, smalto oro. Il lavoro ha superficie realtà di una figura caritatevole che dimostrò in vita grande disponi-mossa, con rilievi geometrici che determinano, in modo piuttosto bilità verso i bisognosi.libero, varie campiture, ed alcune forme parimenti aggettanti di sa-pore naturalistico/astratto; tutta la superficie presenta inoltre grafi- Alida Gianti
    • Barbini Carmen: Cuore di Madre, foggiata a lastra con terra semirefrattaria, decorata con engobbi e smalto madreperlato, cottura 980°, cm. 58x32x2Amoretti Maria Paola: Fatica d’amare,2008, terra cotta dipinta, cm. 27x38x50 Barcaroli Renzo: Urla nel silenzio, ceramica, cm. 42x47 Cavalleri Sandra: Santa Rossello, 2008, ceramica raku, cm. 229x26x1,5
    • Clemente Lucia: Stralcio di peonie (omaggio a santa Rossello), porcellana nelle tonalità di porpora, dipinto a mano e cotto a terzo fuoco (800°) De Giorgi Dolores: Oltre, figura in terra semirefrattaria decorata con manganese e cristallina, cm. 48 h.De Robertis Francesco:Lettera alla Santa, grés e porcellana, diam. cm. 43 Fantini Fabrizia: La sorgente dello spirito, 2008, refrattario, ingobbi, ossidi e cristallina grosso spessore, cm. 49x34
    • Genta Gian: Germogli,semirefrattario vicentina bianca,pigmento nero, ossidi, cristallina Mattin 3 cotture a 980°, cm. 37 h. Gioia Del Fauro Anna: Vaso rosa, 2006, in semirefrattario rosa, tecnica a lastre, dipinto a craquelè, cottura 900°, cm. 29x20x15 Gotelli Rossana: Dalla ricchezza interiore all’azione concreta: 103 “opere”, terra semirefrattaria, engobbio, alghe, forma quadrata modellata a lastra su stampo in gesso engobbiata con terra azzurra con 103 quadratini Gioventù Alfredo: Arcano la Santa, engobbiati su una faccia con terre di 10 colori differenti 2009, grés e legno, cm. 43x16x8 e sull’altra con la terra azzurra, monocottura con alghe a 930°, cm. 35x35
    • Isola Fabrizio: Acquamanile – Coppa di Nettuno, formatura a lastra, incisa e decorata con smalti e ossido di rame, cotta a 980°, diam. cm. 43, h. cm. 24 Lusso Giacomo: Il Cuore Sacro,2007, terra rossa Piral, engobbi, ossido di ferro, smalto selenio rosso, smalto oro, cotture 980°, cm. 63x 30x3Massa Caterina: Ultima cena, tecnica raku, cm. 35x65 Piccazzo Gianni: Cuore a Dio, mani al lavoro, pannello in terracotta semirefrattaria con ossidi, smalti e cristalline, cottura 980°, cm. 100x70
    • Robustelli Giorgio:Santa Maria Giuseppa Rossello, patrona dei ceramisti,2005, formella in terra refrattaria, cm. 39x33 Rossi Germana: Santa Rossello, guardare gli altri, terra semirefrattaria colorata con ingobbi e smalti, cm. 60x25 Sciutto Renza: Preghiera, terracotta e cera, cm. 43x18x9
    • I Pittori per la SantaDapprima sono stati sedici artisti, tra cui due ceramisti, a rispondere con suo sguardo va oltre: lontano e alto. La tecnica raffinata del collages permetteslancio ed entusiasmo all’appello che la scrivente, a nome dell’Associazione all’artista di creare una pagina particolarmente coinvolgente, dove la giovaneculturale “Renzo Aiolfi”, ha fatto ad alcune personalità dell’arte contempo- Benedetta è raccolta a guardare avanti grazie ad una narrazione attenta e soaveranea italiana. Con tali presenze la mostra è stata presentata in importanti al contempo. L’abito della giovane è lindo e una grande mano aperta, nel gestosedi istituzionali ed espositive italiane (da Roma a Savona, da Albissola della carità, è già ben evidente; è chiaro il riferimento alla volontà di BenedettaMarina a Finale Ligure, da Millesimo a Genova), per, poi, arricchirsi della di essere vicina ai poveri, agli ammalati. La nostra terra di Liguria è, poi, raffi-sezione dedicata agli artisti che si esprimono essenzialmente con la cerami- gurata con rara efficacia di colore, di profondità, di ampi orizzonti colti tra terraca (sezione di cui si è occupata in questo catalogo la Prof.ssa Alida Gianti). e mare e… sovrasta la scena la grande chioma di un albero di ulivo che accom-In modo quasi sintetico illustro, per ogni pittore che ha donato la propria pagna e ascolta le preghiere ed i pensieri di Benedetta: un tronco sinuoso cheopera per la realizzazione di questa “Collezione d’arte sacra contempora- regge rami ricchi di foglie e di frutti dalle quali fronde una mano anonima è tesanea”, il lavoro che sarà esposto, tracciando un breve profilo critico. a raccoglierli. Si staglia, poi, nell’azzurro luminoso l’apparizione della Vergine misericordiosa, comparsa nel 1536 al contadino Botta, un’immagine celeste allaSergio Biancheri, detto “Ciacio”, ancora una volta ha caratterizzato la sua opera quale la piccola Rossello è molto devota.( come scrive Paola Mallone) “…votata al nudo ascolto del vero…”, infatti, lasua Santa Maria Giuseppa Rossello è intensa, quanto veridica e genuina nella Carlo Giusto che ha inteso rappresentare il giorno della nascita della bimbasua apparente semplicità. Il suo disegno a tecnica mista su carta, senza fronzoli, Benedetta (27 maggio 1811) quale nuova fonte di luce sia per la modesta casaci parla del rapporto intimo tra la Santa e un’altra figura femminile, la Madon- dei Rossello nel cuore della vecchia Albisola, sia quale inedito albore per la “vita”na: due donne in un rapporto profondo, determinante, coraggioso dove sono in della comunità allargata al paesaggio che è rallegrato e ravvivato dalla presenzarelazione diretta la condizione umana e quella spirituale. Quelle braccia allargate di una novella “rosa”: esattamente la piccola bambina. Giusto ha sempre avutoalludono, anche, al gesto della “misericordia” verso i più deboli, le giovani di co- una propensione naturalistica nella sua pittura tanto da giungere ora allo studiolore, i malati. Biancheri, benché sia anche ceramista, ha voluto “donare” questo della disgregazione della natura, rappresentato dal luogo comune, recuperandointenso disegno che potrebbe inoltre essere propedeutico ad una scultura in ce- nella peculiarità il significato tangibile e visibile del tutto. Si apre, in tal modo,ramica, ma che pone in rilievo il sentimento che rende “alto” questo lavoro, così una attenta riflessione sul paesaggio ligustico (dalle gialle ginestre al silente sfon-semplice, franco e puro da cogliere la grandezza della Santa attraverso il tempo e do del mare blu) aprendo una finestra dedicata al roseto di opere, di gesti, digli ostacoli che ha incontrato rendendo il suo messaggio moderno. accoglienza che l’apostolato e la volontà della Santa Rossello ha avuto in sé già dalla nascita: uno squarcio esistenziale di una vita consumata nell’Ottocento maLa Madre Rossello di Milly Coda è intesa quale “maestro” di un’orchestra di che ha accenti alquanto moderni relativi, anche, alla considerazione del valoregiovani donne impegnate all’unisono a cantar, non solo le preghiere mariane, etico e sociale dell’ambiente naturale dove si svolge la vita quotidiana di ognunoma un cantico alla vita intesa quel dono di sé per gli altri e come rispetto del di noi. In tal modo l’artista ci coinvolge con la forza di attrazione visiva di quelcreato. Tale completa contemporaneità di rappresentazione è ben evidenziata roseto: la metafora dell’esistenza di Santa Maria Giuseppa.dal monocromo azzurro vigoroso, a volte più veemente nella sua assolutezzacromatica, che rimanda alla tensione della Santa verso la libertà (il riferimento Nel “Giardino mistico” di Bruno Gorgone trovano linfa perenne nell’humusè alla sua opera nelle missioni), alla trasparenza delle parole e delle conseguenti delle preghiere, dei segni, delle azioni della Rossello le stelle, le foglie stilizzate, leazioni ma, pure, alla ricerca delle celestiali presenze del Cielo (la Madonna di “mitocromie” originali di un mondo quotidiano che vuole migliorare, essere piùMisericordia alla quale era particolarmente devota). Quelle teste ricciolute, raggiante ed aperto a tutti. I molti ostacoli che Benedetta Rossello ha superatotanto da sembrar angeliche, che trovano un felice approdo tra le vesti del- con la forza di un impegno supremo di fede e di speranza sono raffigurati in que-le religiose, le tanti mani giunte in raccoglimento danno profondità intensa sto “giardino” dove le luci calde, esplodenti e smaglianti fondano una geometriaall’opera dell’artista che giunge ad una prova di sanità della rappresentazione nuova, creativa, libera così come quella voluta e perseguita dalla Madre per ac-di rara efficacia e che ci anticipa il senso della santità della vita della giovane cogliere le giovani abbandonate. La libertà che troviamo nella flora e nella fauna,Benedetta, prima, e della più matura Suor Maria Giuseppa impegnata in un la bellezza dei colori naturali sono ripresi da Gorgone con la peculiarità chevasto apostolato senza confini, infatti, l’opera giunge fino alla cornice invasa ormai gli è riconosciuta a livello internazionale di cromie insolite, ardite, fuoridalla vigorosa cromia turchina. degli schemi, affrancate appunto. Con tale raffigurazione del “giardino” inteso quale simbolo della purezza verginale, da un lato, e dall’altro come aspirazione aMaria Giulia Drago ci presenta la sua “Santa, per sempre” quale immagine ful- giungere ad una armonizzazione degli elementi, ovvero luogo della crescita, dellagente che riflette la luce che è in sé e si spande con la beatitudine della sua figura coltivazione dei fenomeni interiori della vita, la giovane Benedetta ha dato segnocircondata in un alone di riverbero azzurrato e celestiale per sottolineare come di sé e di quello che per tutta la sua esistenza ha perseguito fino alla sera del 7la contemplazione della Santa Rossello sappia passare, nondimeno, attraverso la dicembre 1880 quando si ricongiunse a Dio e tutte le suore ripetevano: “Ti trovidolcezza delle mani. Le possibilità e le capacità cromatiche proprie della Drago ancora acceso la stella del mattino, quella stella che non conosce tramonto”.ci permettono di avvertire l’emozione ed il sentimento che sottende e che hamosso la sua opera giungendo, come sempre, ad originali punti d’arrivo con im- Giovanni Job continua il collegamento tra le possibilità di legare e saldare le le-magini contemplative, in un certo senso. La natura partecipa incessantemente a zioni classiche con le proposizioni moderniste, rivisitando concettualmente l’an-dare corpo alla percezione di un immaginario che è insito alla naturalità stessa: i tico, infatti, l’Artista annulla l’immagine iconografica significante ed eloquenterami di olivo tessono lievi ed antiche trame di passione, di pace, di purificazione lasciando alla coscienza, alla facoltà di recepire della matericità della pittura ilintorno alla figura sì soave della Santa ma coerentemente forte e determinata nel rivelare la propria espressività. La volontà forte di “decontestualizzare” lo portasuo apostolato. Rosati steli dell’albero della melagrana, ricchi dei frutti, fanno a creare un abbraccio di “misericordia” tra un bambino biondo e con lo sguardoriferimento alla fecondità del messaggio della Rossello traendo, dalla simbolo- lontano e altrove, sorretto dall’energia degli arti superiori e dalle mani possentigia spiritualizzata cristiana, il richiamo alla ricchezza della benedizione divina di una figura, quasi irriconoscibile nei tratti fisionomici. Un gesto antico, fa-ed all’amore celeste. La Drago, poi, inserisce la melagrana “barocca” nella sua miliare e caloroso che caratterizza l’incontro e l’aiuto che quotidianamente unaffinità al significato dell’abbondanza generosa dei doni legati all’amore mise- padre e una madre danno alla loro figliolanza, oppure un’azione, un aspettoricordioso: una metafora felice e intrinsecamente legata ai gesti, alle parole, alla che la solidarietà, la più ampia e sentita, può offrire e donare ad un fanciullovita della Santa. sconosciuto ma bisognoso di calore umano, di comprensione, di benignità e generosità, persino di perdono e di riguardo. Quei tratti neri, rotti da lampiDi Adriana Ferrari Benedetto è il racconto visivo della giovane fanciulla Be- sapienti di luce immacolata, assicurano nutrimento alla riflessione, alla nostranedetta che, percorrendo molto spesso le colline tra Albissola Marina e Savona, attenzione circa l’inflessibile dichiarazione pronunciata con penetrante segnoviene rapita dalla bellezza della natura ligustica, la passeggiata tra gli ulivi è per della metafora della “misericordia” che ci può portare a riflettere sulla vita e suilei un invito esplicito a meditare. I grandi ideali prendono la strada della con- gesti della santa Rossello: un “segno” della contemporaneità allargata alle etnie,templazione del mare; guardando l’orizzonte e la bellezza delle acque azzurre, il ai disagi sociali penetrati dalla sguardo indagatore di Job.
    • Giorgio Laveri è rimasto colpito dalle varie fasi della vita della Santa, conside- Arturo Santillo continua la ricerca dedicata all’allegoria, in questo caso divienerate quali fotogrammi che la sua volontà e, probabilmente, una “mano” celeste, un inno corale alla comprensione dell’altro in un perenne esercizio di “ascesa”una sorta di regista supremo, ha montato quali scansioni filmiche per addivenire interiore e nel quotidiano. La drammaticità della pittura di Santillo fornisce pro-ad un lungometraggio da continuare a proiettare ancora oggi. Una di quelle va di nuove sfumature dove il segno gioca con l’ombra della luce con più nettapellicole senza tempo e ricche di significati che meritano l’attenzione anche delle demarcazione. La sua singolare composizione ci presenta la metafora, in un certonuove generazioni. La giovane donna ha il velo creato con la celluloide delle pel- senso, della moltiplicazione della parola e dei gesti della Santa Rossello che trovalicole, impresse con le immagini più dolenti e migliori del suo percorso terreno. altre persone disposte a seguire il suo esempio di vita quale Figlia della Miseri-La sua bellezza cattura l’osservatore e si staglia sul fondo latteo/azzurrognolo che cordia. Le tonalità misteriosamente silenti, la monumentale “pietas”della Madrerimanda, anche, ai primi abiti delle educande. L’artista crea una sorta di tridi- addolorata a fianco dei piedi del Cristo crocefisso (che non è raffigurato), sonomensionalità intensa che rende, per certi versi, monumentale la raffigurazione, lo sfondo potente che accoglie la Madre Rossello che con gioia affronta i tantiseppur nella sua levità di sentimento e nella raffinatezza del segno dei tratti di un ostacoli per allargare le sue Case di accoglienza. La Maria Giuseppa di Santillovolto illuminato da una sorta di luce interiore che crea degli squarci chiarificanti pensa, lavora, scrive, cura i malati di colera, parte verso altre terre lontane, sisull’incarnato. Il “diaframma” della macchina da ripresa di Laveri ha sottolineato prodiga per la liberazione delle “schiave negre”, riuscendo con soavità a superarecome le azioni della Santa Rossello hanno contribuito ad un mutamento sociale, le dure prove della vita come una stella sempre accesa, vivida che non conoscein pieno Ottocento, così come la fotografia e l’arte del cinema possono ben evi- tramonto in un cielo limpido, pulito e trasparente come i suoi gesti, le sue azionidenziare quale impegno, anche, civile. che donano il battesimo della verità e della solidarietà. I gesti della Suora danno “volto” e dignità a tante altre persone che moltiplicano il suo messaggio.Renata Minuto non parla direttamente della Santa Rossello, ma identifica ilsuo amore per la Vergine, per i poveri, il suo senso di misericordia e di giustizia Nani Tedeschi è rimasto colpito dal ritratto della matura Suor Rossello: un visoricordando la sua fortissima devozione alla Madre SS. di Misericordia, apparsa largo con lo sguardo profondo, intenso, un carattere deciso che nasconde unanel 1536 al Santuario di Savona. La lettura di quella apparizione celeste, che ha fortezza soave e un cuore immenso. Questa è la prova, ancora una volta, efficacecambiato la vita e la prospettiva della devozione religiosa e della realtà sociale della qualità dell’artista di acuto raffiguratore dei tratti di alcuni volti della suadi Savona, è il terreno iconografico sul quale la Minuto ha dato grandi prove “galleria”che racchiudono in sé la trama e l’avventura non solo personale, madi sé: basti ricordare il suo monumentale bassorilievo ceramico (collocato in quella rivolta agli altri, alla storia. Suor Maria Giuseppa è effigiata ad occupareuna nicchia delle mura leonine in Vaticano), una vera “apparizione” artistica. quasi completamente lo spazio del foglio per dimostrare la sua nobiltà di donnaIn quest’ultima inedita opera, la nostra Artista, ci introduce davanti all’effi- e di religiosa grazie al taglio sapiente grafico che lascia aperti spazi bianchi, vuoti,ge della Madonna ripresa come fosse una originaria composizione su muro, e segni del disegno. Compare, inoltre, la figura di San Giuseppe, un uomo giàsimulandone la presenza dentro una cappelletta dove la giovane Benedetta avanti con l’età, un artigiano come il padre di Benedetta, un Santo che aiuta la S.Rossello si recava sempre a pregare. Forte immagine sublime di quella antica Madre nelle difficoltà quotidiane come nel caso della mancanza d’acqua nel poz-vicenda, restando vicina alla tradizione iconografica che rende ancora intenso zo e, fatta scendere una medaglia con la sua effige, la risposta è stata una copiosaquel sacro avvenimento, reso aulico dall’oro di fondo che ricorda le icone e pioggia. San Giuseppe si regge sul bastone che sboccia in un rigoglioso insiemedà volume, movimento all’episodio remoto. L’opera di Renata Minuto con di rose e di foglie: Tedeschi innesta un racconto di sguardi, di comunicazione trasapiente efficacia ci presenta, ancora, l’attualità dell’evento celeste che ha visto l’antico e il moderno con una tavola dove le radici della tradizione sono la linfala Santa Rossello quale attenta ascoltatrice e testimone delle verità del tema per vivificare gesti, temi, coraggiose scelte di ieri che hanno una valenza senzadella “misericordia” (“messaggio per lo spirito”) ma, pure, pratica nel quoti- tempo e debbono essere terreno di riflessione per l’oggi, guardando al futuro.diano della pietà. La Pittrice già altre volte ha ripreso con grande sensibilità lafigura della Madre Rossello (nella Chiesa parrocchiale omonima alla Villetta, Giovanni Tinti non tralascia la sua traccia di personale interprete della realtàSavona) e nel 1988 nel tradizionale “Vaso del Confuoco” a Lei dedicato, con- contemporanea, partendo dalla sua formazione con accenti futuristi; infatti, laservato nel Comune di Savona. sua “Ascensione” è una sorta di cuneo che lascia un segno indelebile in un cielo terso, radioso e libero: le azioni della Santa Rossello hanno attraversato momentiMarcello Mogni è forse l’autore che è partito dall’esame delle immagini icono- delicati nel corso del secolo XIX ed i segni ideografici di Tinti sono una specie digrafiche più note e riportate nei “santini”, ovvero nelle immagini devozionali, alfabeto, di lingua propri di Benedetta Rossello che fin da piccola è stata capaceriguardanti Santa Rossello, quelle d’impianto ancora ottocentesco con l’effige di parlare alle amiche. La forza del “segno” di Tinti lo vede chiaramente tradutto-della donna in abito monacale che quasi completamente riempie lo spazio pit- re di un intenso rapporto esistenziale con la quotidianità: rappresentazioni quasitorico con la sua presenza. Colloca il suo ascetico, per certi aspetti ritratto, entro rupestri, caratterizzate dai colori essenziali blu (oltremare, turchino, celeste) edue porzioni di una struttura architettonica dalla quale esce con prepotenza di rosso (porporino, vermiglio, scarlatto) che idealizzano una sorta di indicazionesegno, di luce, di vigore psicologico il volto della Santa illuminato da un bianco verticale con forte scalata ai problemi sociali, guardando alla carità ed al rispettoliliale di purezza d’intenti, di gesti, di sguardi diretti verso l’osservatore. L’azzurro dell’uomo. Tale verticalizzazione della lettura dell’opera Tinti la deve, certamen-delle vesti delle educande ritorna irresistibile per sottolinearne il percorso lungo te, alla sua originaria formazione alla scuola futurista, così come, in un certodell’apostolato e per illuminare e rendere sensibile di luce interiore, aperta al cie- senso, la geometrica stilizzazione dei simboli che a quattro a quattro alludonolo, i tratti fisionomici di quel viso di donna matura che la vita ha segnato con le ed esprimono la presenza delle tanti giovani vite salvate e educate dalla Madrerughe di una esistenza completa dedicata agli altri, a Dio. Quel bianco eburneo Rossello, effigiata con la forza e l’intensità di una linea verticale rossa sfolgorantealleggerisce e sospende in un tempo al di fuori di noi questa figura che tende, con che indica la retta via per altro perseguita, quale esempio, da se stessa.tutta se stessa, alla gioia, alla gratitudine verso Nostro Signore. Il sentimento dell’anima della Santa è il motivo ispiratore di Giuseppe TrielliMaria Luigi Rigon è rimasto colpito dai “luoghi” della Santa: spazi e passi della che vede trasvolare nel tempo quella purezza d’intenti fino a giungere, attraversosua vita terrena che hanno preparato meditatamente il suo percorso e scandito la conoscenza, ad oggi dove un vorticoso intreccio di colori e di forme vegetaliil suo apostolato, nonché sottolineato le tante difficoltà trovate sul cammino, che danno plasticità ad una moderna “maternità”, non a caso l’artista dedica taleimpedimenti che hanno rimarcato la forza della volontà di Suor Maria Giusep- autentica opera alla madre. La Santa Rossello diviene l’allegoria contemporaneapa. Quasi fotogrammi di una vita che, come in un film, passa ed attraversa il della maternità dove il magmatico colore, le corolle accese delle rose e gli altripaesaggio con la raffinatezza dei contorni che l’artista è riuscito a sottolineare: la elementi naturalistici (così fondamentali per la giovane Benedetta per avviarlacasa natale con la facciata illuminata, ora, dalla targa commemorativa, l’antica alla riflessione, alla meditazione) sono lo sfondo non transitorio del racconto discalinata di Pozzo Garitta dove Benedetta parlava con le amiche, l’ingresso della una Madre delle fanciulle derelitte, abbandonate, ammalate e trascurate dalleprima Casa di accoglienza, la sua linda camera dove si addormenterà per sempre. condizioni sociali: una madre che ha i lineamenti familiari di una genitrice con-Quattro significativi frammenti di una lunga esistenza ripresi con sublime senso temporanea dove la mano, in primo piano, è grande, accogliente, sana, sconfina-dell’astrazione in un accorto, consapevole e implicante gioco di particelle tratte ta nel suo amore e regge in braccio una piccola figura quasi angelica e gioiosa. Ildai brani salienti di un racconto intenso. Messi insieme ci donano la costruzione colore è scandito da ritmi e timbri accesi: alternanze e cadenze musicali quasi dadi una immagine diversa, nuova per certi aspetti, dove possiamo ricomporre inno alla vita che si eleva in un racconto universale grazie ad una lieve, delicata“il dire” ed “il fare” della Santa Rossello grazie, anche, ad una tavolozza, ad un ma intensa poesia intima ai gesti, agli sguardi che fa partecipe chi guarda.segno coinvolgente che ci ricongiunge al sentimento, all’emozione, al “cuore”dell’esordio della santa. Silvia Bottaro
    • Biancheri Sergio (Ciacio): Santa Maria Giuseppa Rossello, 2008, tecnica mista su carta, cm. 40x28Drago Maria Giulia:Santa, sempre, 2005, olio su lino, cm. 70x80 Coda Milly: Santa Maria Giuseppa Rossello e la Madonna della Misericordia, 2005, pastelli ad olio su acrilico, cm. 100x80 Ferrari Benedetto Adriana: Tra gli ulivi e il mare (per Benedetta Rossello), ottobre 2005, tecnica mista e collage (carta, polistirolo, cordicella) su cartoncino, cm. 30x40
    • Giusto Carlo: 27 Maggio 1811, 2005, olio su tela, cm. 70x70 Gorgone Bruno: Giardino mistico, 2005, tecnica mista su carta intelata, cm. 50x65 Laveri Giorgio: Nostra Signora delle pellicole, Job Giovanni: 2005, acrilico su tela, Misericordia, cm.100x80 2005,pastello su carta, cm. 100x50
    • Minuto Renata: Mater Misericordiae di Savona, 2005, tecnica mista su tela, cm. 100x70 Mogni Marcello: Santa Maria Giuseppa Rossello, 2005, olio e vernici sintetiche su tela trasportata su tavola, cm. 75x60 Santillo Arturo: Misericordia, 2005, olio su tela, cm. 80x70Rigon Luigi Maria:Quattro luoghi nella vita di Maria Giuseppa Rossello,2005, olio su tela, cm. 80x60
    • Tinti Giovanni: Ascensione, 2005, acrilico su tela, cm. 100x70Tedeschi Nani:Santa Maria Giuseppa Rosselloe San Giuseppe,2005,tecnica mista su carta,cm. 70x50 Trielli Giuseppe: La purezza dell’anima attraverso il tempo (dedicato a mia madre), 2005, olio su tela, cm. 80x60 Collezione d’Arte Sacra contemporanea “Santa Rossello” Hanno collaborato: Mons. Domenico Calcagno, Mons. Vittorio Lupi, Suor M. Beatriz Giuseppa Vassalle, Dr. Angelo Vaccarezza, Dr.ssa Silvia Bottaro, Dr. Roberto Debenedetti, Don Claudio Doglio, Prof.ssa Ombretta Fumagalli Carulli, Dr.ssa Alida Gianti, Dr.ssa Sonia Pedalino, Dr. Giancarlo Torello, Dr.ssa Antonietta Venturino Selis Si ringraziano: Sig. Federico Melloni, Geom. Piergiorgio Salati, Avv. Roberto Romani, Geom. Sergio Ravera, Sig. Giovanni Pedalino, Suor Rossella e Suor Laura dell’Istituto Figlie di N.S. della Misericordia di Savona Fotografie: fornite dagli autori delle opere; Piccardo Giuseppe – Savona; Istituto Figlie di N.S. della Misericordia, Savona Associazione culturale “Renzo Aiolfi” – no profit Via. P. Boselli 6/3, 17100-Savona - Orario: Mercoledì ore 10 – 12 / Giovedì ore 16 - 18 E-mail: ass.aiolfi@libero.it - http://aiolfiassociazione.blogspot.com Del contenuto e delle opinioni espressi negli articoli sono responsabili i singoli autori Stampato e distribuito in 1300 copie - Stampa: COOP Tipograf, Savona
    • Profilo grafologico tratto dalla scrittura della Santa G. RosselloPremessa confermato la grandezza del per- ci, scaltrezza nell’agire, tendenza e affettive di un lontano passato,Esiste un ricco epistolario di ol- sonaggio ma non mi ha impedito all’arrivismo, capacità di sedurre che sappiamo non troppo grati-tre 200 lettere scritte nell’arco di di realizzare un approccio diverso, con gesti e con parole per otte- ficante per la povera Benedetta.trent’anni (1850-1880) che la Santa grazie all’originale strumento gra- nere corrispondenze di affetti e Un’ultima curiosità: negli ultimispedì ad Autorità civili e religiose, fologico. volontà di condivisione. Il segno anni di vita la Santa, forse perPapa, Re, Prefetti, Vescovi, Ministri, è pure indicativo di capacità assi- suggerimento esterno, firma nonSindaci, Enti pubblici e privati, alle Profilo intellettivo e temperamentale milative, attentive e mnemoniche, più “Rosselli” come un tempo,Figlie consorelle e ai Familiari. Dall’esame di scritti pubblici e in quanto il soggetto tende a “cat- ma “Rossello”, addolcendo così privati selezionati in un arco di turare” l’oggetto che si avvicina e l’ultima sillaba del suo cognome.Il personaggio tempo che va dal 1837 al 1878 a servirsene per i suoi scopi. La La modalità della sottoscrizioneLo studio della Sua scrittura e delle emerge quanto segue: coesione interletterale (attaccata) rosselliana resta però invariatasottoscrizioni richiama il modello L’equilibrio tra pensiero e azione esprime coerenza e consequenzia- nell’inchiostrazione, nel calibro,ottocentesco allora in voga, volto a viene assicurato da un giusto rap- lità di pensiero, visione realistica nell’inclinazione assiale, nella te-produrre accuratezza formale con porto tra gli istinti di espansione delle cose e adattamento sociale nuta del rigo, negli allungamentiinclinazione pendente verso l’in- (curva) e quelli di conservazione spontaneo. La proporzione della autoaffermativi che la caratteriz-terlocutore, simbolicamente col- (angolosa), segni sostanziali della Triplice larghezza (originale segno zano.locato a destra del foglio. Tipico semiotica morettiana e tra loro morettiano), indica a sua voltastrumento era la penna d’oca e complementari. La curvilineità equilibrio psico-fisico e mentale, Giudizio finalesuccessivamente la penna a punta quale indice di sensibilità altru- nonché buon livello di coscienza In sintesi da quanto detto si evincespaccata, alimentate entrambe da istica, di tendenza all’incontro e orientativa. C’è da osservare che la una figura di Madre Guida, dota-inchiostri scuri. Frequente l’uso al dialogo, di estroversione spon- scrivente, pur dotata di un buon ta di grande energia vitale, di fer-di carta rigata. E’ bene precisare tanea, di intelligenza aperta trova potenziale intellettivo-mnemo- mezza di carattere, di coerenza trasubito che siamo di fronte ad una nell’angolo un intervento dina- nico e relazionale ha sicuramente pensiero e azione, di forte caricanatura realistica e volitiva (tipi- mizzante che spinge ad agire, a conosciuto momenti dolorosi di ideale atta a saturare le naturalica della terra rude e riarsa da cui competere, ad autorealizzarsi. Gli smarrimento e difficoltà materiali pulsioni vitali, ma anche connota-proviene), scevra da visioni e rapi- angoli sono indicativi ora di amor e morali, sia nel rapportarsi con gli ta di spirito resistivo, con tenden-menti mistici, non allettata da di- proprio (Â) ora di tenacia resisti- eventi (pensava in grande e agiva za a sottomettere gli altri al suogiuni e penitenze, ma ben inserita va e reattiva (B) e ben giustificano di conseguenza) sia con le persone volere, mossa da spinte direttivenel tessuto politico ed economico la capacità organizzativa, il piglio a Lei vicine. Non stupisce il fatto autoaffermative tanto da proporsidel suo tempo, attenta a non com- progettuale, la fermezza decisiona- che sia ricorsa a meccanismi difen- quale Fondatrice di Comunità conpiere passi falsi e a ricercare gli ap- le del personaggio. Il calibro lette- sivi di arroccamento sulle proprie il beneplacito delle autorità civili epoggi e gli aiuti economici giusti, rale tendenzialmente medio-pic- idee e normative, volte ad interve- religiose, che sapeva avvicinare epreferibilmente fra i personaggi in colo attesta equilibrio valutativo e nire anche severamente sulla vita convincere nei modi opportuni,vista, di peso costituzionale o tra rappresentativo delle cose, visione della Comunità, abituata com’era in nome di ideali caritativi im-alte gerarchie religiose. Analoga obiettiva del rapporto tra finalità a non conoscere indugi e ripensa- prontati alla MISERICORDIA.attenzione poneva nel domare in e mezzi operativi, senso della real- menti. Si sentiva, infatti, protetta Questa Donna dal cuore grandesé “gli spiriti ruggenti” di una na- tà rafforzata dalla tenuta del rigo, da forze celesti e certa di ottenere è attraversata da frementi passio-tura passionale (grafologicamente espressione di linearità morale soluzioni provvidenziali ai proble- ni, temperate da carattere fermo erilevabile dalla forza pressoria e e comportamentale. L’armonia mi che l’affliggevano. Gli allunghi chiarezza procedurale. Ha gli oc-dagli allunghi inferiori) ricorren- spaziale del manoscritto attesta la letterali nella zona inferiore (lette- chi ben aperti sul mondo e sulledo all’esercizio indefesso della pre- capacità di percepire le coordina- ra S), sede delle pulsioni naturali richieste di aiuto dei più debolighiera e della fatica (Il suo motto te spaziali ed esistenziali, l’ordine inconsce, stanno a dimostrare la e soli e chiama in causa allea-era: cuore a Dio, mani al lavoro). interiore, la fermezza e la tenuta carica passionale che la animava. ti potenti come S. Giuseppe e laNon a caso sceglie come protet- psichica di chi scrive. L’intensità Frenata da costante esercizio di Vergine perché la raccomandinotore una figura maschile: quel S. dell’energia vitale espressa dalla volontà e di autodominio, grazie alla Protezione divina. Come ogniGiuseppe, sposo di Maria, dal pressione (Int. 1°: tratto discen- a una fede integra nutrita quoti- anima eletta nutre una fede intre-quale trae il suo nome di Suora ed dente + forte dell’ascendente) dianamente da preghiere e vita pida e cieca nell’aiuto del Signore,al quale sarà sempre appassionata- indica padronanza di sé, tenden- sacramentale Le aste concave alla Vasaio Divino che ne modella lamente devota e grata per la pro- za ad affrontare le difficoltà con base (t, l), nell’impatto sul rigo, “creta umana”, così come la picco-tezione a lei concessa. Alla nuova sacrificio personale, ma insieme ci parlano di adattamento e com- la Benedetta modellava le terrecot-identità di Suor Giuseppa ag- esprime il bisogno di dominare prensione mentre quelle concave a te della sua fornace albisolese… Lagiunge anche il nome di MARIA, gli altri, di spinte ambiziose au- sn. (s) denotano prevenzione, dif- sua tenacia poteva farsi ostinazioneMadre di Misericordia e Madre toaffermative ed autoritarie, una fidenza e contrasto, atteggiamen- resistiva mossa com’era -nel serviredel Salvatore del mondo, nel quale certa sospettosità verso l’operato ti ostinati e financo desiderio di Dio e il prossimo- da desiderio disublima la sua vocazione di mater- altrui, fiducia nelle proprie risorse. grandezza e di rivalsa. Le aste ret- grandezza e di riscatto sociale. Danità mancata. Esistono sulla Santa Da parte sua l’Int. 2° (altro segno te indicano fermezza di propositi qui il bisogno di approvazione, diRossello numerose pubblicazioni sostanziale che si riscontra negli sino all’inflessibilità. I ricci o gesti avere credibilità sociale, di vederebiografiche e celebrative, per lo arresti del flusso scrittorio con in- fuggitivi sono rivelatori di vivaci- riconosciuto il proprio operatopiù di carattere agiografico e con- chiostrazioni e ingorghi) ci parla tà espressiva, di ardimento anche pervicacemente perseguito perfermativo delle virtù eroiche solen- di vibratilità emotiva, di intensità spavaldo, di orgoglio e autosug- GRAZIA DIVINA, ma anche pernemente riconosciute dai Decreti di sentimento, di fervore mistico, gestione, di sentimento assertivo merito di abilità diplomatica e diper la Canonizzazione e ribadi- di ricchezza affettiva ma anche di dell’IO e persino di mitomania. conoscenze altolocate. Ha saputo,ti nel Discorso pronunciato dal esaltazione dei sensi e dell’imma- Ganci, occhiellature, lettere ad infatti, proiettare la sua carica ide-Pontefice nel lontano 14 Giugno ginazione. L’inclinazione degli assi arco e aperte al vertice indicano ale al di là della terra servendosi1949, giorno in cui confusa tra la letterali (pendente), assai diffusa posizioni di accoglienza più diplo- del suo Tempo Terreno come stru-folla dei pellegrini a Roma, indos- nel modello del tempo, denota matica che spontanea, ma anche mento di elezione per ben operaresavo anch’io la mia divisa di allieva affettività possessiva e insincera, atteggiamenti di resistenza ostina- e meritare.rosselliana… La loro lettura mi ha sentimenti narcisistici e egocentri- ta, derivata da esperienze emotive Antonietta Venturino Selis
    • “Antonio, vengo a vedere se volete farmi un piacere”Il legame tra Santa Maria Giuseppa sello Fondatrice delle Figlie della cumenti”, Provincia di Savona, testo che vedono, ormai, collocate le va-Rossello e lo scultore savonese An- Misericordia”, terza edizione, Scuola di F. Folco). Né il Brilla né la giovane rie opere contemporanee, plasmatetonio Brilla (Savona, 22 settembre grafica Don Bosco- Genova Sam- Rossello si sottraevano a tale tradizio- e create con quello stesso amore ed1813 – Savona, 8 febbraio 1891) è pierdarena, pp. 124-126). ne: in casa di Antonio si iniziavano intendimento di “parlare” al cuoresaldo nella misura in cui l’artista ha Dopo ben centocinquantatre anni a forgiare i pastori già dal giorno di ed alle menti di chi avrà la curiosi-realizzato per la Santa diverse ope- quei locali vedono l’inserimento del- San Michele, lo stesso accadeva nella tà di fruire di tale nuova Istituzione,re, le ha parlato in molte occasioni la Collezione d’arte sacra contempo- casa natale a Pozzo Garitta (Albisso- al fine di scoprire, ancora una volta,andando incontro alle sue esigenze ranea dedicata alla figura, al fare, al la Marina) dove Bartolomeo Rossel- il carattere, la bontà, la lungimiran-e ponendo in essere alcune sue pre- messaggio sociale di Santa Rossello. lo e Maria Dedone, erano dediti al za di una Donna dell’Ottocento, dighiere. Don Bertolotto ha scritto Lo studio del Brilla diviene, in qual- lavoro delle stoviglie e dove la loro una Persona capace di creare dal nullache il Brilla considerava una sfida, che modo, location significativa per bimba Benedetta vide la luce il 27 sedi, momenti di incontro, centri diper esempio, realizzare la cassa della l’”omaggio” contemporaneo dell’in- maggio 1811 e crescendo imparò a educazione e di socialità tutt’ora aper-Deposizione per la Processione del segnamento, ancora moderno, di forgiare le statuine del presepe. Quel ti e necessari per dare sollievo a tanteVenerdì Santo, doveva essere un la- Suor Maria Giuseppa e ci pare di vincolo si rinsalda con questo nuo- indigenze e povertà del Mondo.voro che reggesse il confronto con vederli interloquire, di veder nascere vo “uso” dei due locali in questione Roberto Debenedettiquella del “Pastelica”. “E inoltre… due statue cui la Santa era partico-inoltre sapeva che la sua vicina e in- larmente legata: nella Casa Madre,quilina suor Maria Giuseppa, aveva infatti, all’ingresso ci sono questi Collezione Arte sacra Santa Rossellodesiderato per sé e per le sue prime due lavori del Brilla, a destra di chi Savona, 22 Aprile 2011.suore …la figura di un Cristo nel Se- entra la Madonna di Misericordia in Con grande piacere saluto l’inaugurazione della collezione d’ar-polcro, tanto adatta a farvi sopra la atto di apparire al Botta, di fronte S. te sacra contemporanea “Santa Rossello”. Desidero ringraziaremeditazione in quel nuovo stato di Giuseppe che regge sul braccio Gesù gli organizzatori, l’associazione culturale R. Aiolfi di Savona, insepolte al mondo”. Per arrivare a tale Bambino, ai suoi piedi inginocchia- particolare la dott.ssa Silvia Bottaro, che con tanta cura e impe-realizzazione, lui giovanotto venti- ta la stessa Santa “che con una mano gno hanno dato vita alla prima collezione d’arte sacra delle nostraquattrenne, aveva riso sentendo che gli presenta le chiavi dell’istituto e Provincia.le giovani monache si fossero tagliate con l’altra si dispone ad offrirgli il La figura di Santa Rossello, così luminosa e importante, vienele trecce voluminose e le avessero ven- proprio cuore” (p.A. Oddone S.J., ricordata in questa collezione da oltre 34 artisti che con il lorodute “… lei la Rossello e la Angela, “Beata Maria Giuseppa Rossello”, prezioso contributo raccontano la vita e le opere di questa straor-sì, va bene, suor Maria Agostina, e le ed. Ancora, Genova, 1938, pp. 88- dinaria santa.altre” (Don Bertolotto, “Suor Maria 89). Sono felice che, in occasione del bicentenario della nascita di San-Giuseppa non va alla novena…”, in Due personalità savonesi legate dallo ta Rossello, la città di Savona renda omaggio ad una donna così“Mater Misericordiae”, marzo-aprile stesso amore per le tradizioni, per la forte e coraggiosa, che grazie alla forza della sua fede è riuscita ad1988, pp. 6-7) protettrice di Savona - la Madonna aiutare centinaia di giovani anche fondando numerose missioniQuesto legame si salderà, in un certo di Misericordia -, due figure dell’Ot- all’estero. Santa Rossello ha sempre lottato per i più poveri e sfor-senso, qualche anno dopo (estate del tocento che saldano la vocazione tunati, è stato, ed è tutt’ora, un esempio di rettitudine morale e1858) quando diede una parte dei all’assistenza, all’educazione con l’ar- grande spiritualità per le generazioni future.suoi locali, siti in una palazzina adia- te quella più radicata della sculturacente alla Casa Madre, a Suor Maria lignea, ma Suor Maria Giuseppa ed Angelo VaccarezzaGiuseppa per le povere e bisognose Antonio hanno avuto anche un’altra Presidente Provincia di Savonamorette e per le bimbe bisognose affinità: il presepe. Maria Guasta-di cure, di assistenza. E’ significati- vano ricorda “nella seconda metàvo aver trovato questo passo che ri- del secolo scorso non vi era fami-porta un colloquio tra la Santa ed il glia che, a Savona, non preparasse ilBrilla nel suo studio, la Madre disse: presepe per il Natale” (in “Incontro“Antonio, vengo a vedere se volete con Antonio Brilla 1813-1891 Do-farmi un piacere”. “Parli, Madre…Veramente se gli è per qualche statua(glien’avea fatte parecchie, a comin-ciare da quella di S. Giuseppe perVarazze), mi trovo con tanto lavorosulle braccia…”. “No, no; non sitratta di staute per ora…”. “…parli,Madre, dica…”. “Ma non voglio mirispondiate di no; è una cosa che mista troppo a cuore, e a voi non costanulla”. “…La me la dica dunque…”.“Voi dovete cedermi quelle due stan-ze così e così…”. Il Brilla capì il fine“ed i santi propositi della Madre”,rispose positivamente ed accodò unaffitto per ottanta lire l’anno (questenotizie sono tratte da “Vita opere evirtù di Suor Maria Giuseppa Ros-La stanza della Santa nella Casa Ma-dre con la statua lignea di San Giu-seppe dello scultore Antonio Brilla,Savona (Foto Suor Chiara Bonzano)