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Il sistema contabile "sbilanciato" della PA. Parte 3: Rischi informativi e ruolo dello studioso
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Il sistema contabile "sbilanciato" della PA. Parte 3: Rischi informativi e ruolo dello studioso

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  • 1.  
  • 2. SOMMARIO Parte prima RIFERIMENTI NORMATIVI 1. Focus su alcuni riferimenti normativi 2. Brevi note su indirizzi normativi Parte seconda RUOLO DELLA CONTABILITA’ ED ESIGENZE INFORMATIVE 3. Quale ruolo per la contabilità a base economico-patrimoniale? 4. Necessità Parte terza RISCHI INFORMATIVI E RUOLO DELLO STUDIOSO 5. Rischi informativi e d’involuzione del sistema 6. Ruolo dello studioso
  • 3. IL SISTEMA CONTABILE “SBILANCIATO”DELLE PA Katia Giusepponi maggio 2011 Parte terza RISCHI INFORMATIVI E RUOLO DELLO STUDIOSO 5. Rischi informativi e d’involuzione del sistema 6. Ruolo dello studioso
  • 4. 5. Rischi informativi e d’involuzione del sistema
  • 5. Rischio di scollamento
    • Nell’analisi del generale quadro normativo, tra aperture e resistenze del legislatore, si può cogliere un rischio di scollamento tra bisogni e strumenti informativi indicati.
  • 6. Aperture e …..
    • Si rileva, da un lato, la spinta di alcune norme verso una prospettiva evolutiva (di valutazione delle performance per il miglioramento, di rendicontazione avanzata).
  • 7. … resistenze
    • D’altro lato, si osserva una resistenza su sistemi informativi che dovrebbero rappresentare base essenziale per la formulazione di qualche idea e l’espressione di giudizi elementari sull’andamento dell’amministrazione.
  • 8.
    • Riferirsi ad indicatori è base irrinunciabile di valutazione e controllo, tuttavia sarebbe utile in molti casi – nella norma, nella teoria e nella prassi – evitare un generico richiamo alla categoria (spesso foriero di astrattezza), per focalizzare l’attenzione su specifiche dimensioni significative, a partire dalle più elementari come, ad esempio, quelle relative ai consumi.
    Alcuni spunti di riflessione Indicatori
  • 9. Alcuni spunti di riflessione Performance
    • Valutare le performance del singolo è importante, ma occorre garantire che la persona sappia, abbia strumenti per comprendere, dove il sistema è diretto; tale comprensione non può prescindere dalla disponibilità di sistemi informativi di base.
  • 10.
    • Misurare la soddisfazione degli utenti è indispensabile, sebbene non esaustivo; tuttavia, in assenza di un chiaro disegno strategico, si rischia di orientare l’organizzazione secondo i desiderata degli utenti – passivamente e senza un dibattito critico basato sulla consapevolezza della “qualità tecnica”.
    Alcuni spunti di riflessione Soddisfazione percepita
  • 11. Mancanza di un disegno strategico
    • Manca un disegno strategico complessivo in grado di guidare le pubbliche amministrazioni gradualmente, ma con fermezza di propositi e chiarezza di prospettive, verso un’evoluzione culturale e di competenza in termini di: individuazione dei fabbisogni informativi, processi e criteri di elaborazione delle informazioni, modalità di utilizzo delle stesse per la valutazione e il controllo.
  • 12. Limiti culturali
    • Sviluppare sistemi di valutazione delle prestazioni acquisisce significato all’interno di organizzazioni in cui è chiara l’esigenza di rilevare e valutare , secondo regole rigorose, le risorse disponibili e ciò che si consuma.
    • Occorre superare un forte limite culturale “la contabilità non è stata per le amministrazioni di molti Paesi (incluso il nostro) uno strumento per il governo aziendale cioè una tecnica idonea a generare informazioni per gestire in modo consapevole, razionale e responsabile le risorse pubbliche e rendere conto dei risultati conseguiti”.
    • (R. MUSSARI, La contabilità pubblica locale in Europa: tendenze in atto e difficoltà operative ).
  • 13. Conseguenze
    • Nel tentativo di spiegare agli interlocutori i risultati di un’attività – nella rendicontazione sociale, ad esempio – si è chiamati ad uno sforzo di elaborazione che, sebbene molto ampio, non consente di colmare le lacune dei sistemi informativi di base.
    • Da tali sistemi ci si attenderebbe indicatori semplici ed essenziali, come quelli relativi ai livelli dei consumi, in grado di risollevare qualsiasi cittadino dal senso d’inadeguatezza provato di fronte ad alcune voci, come ad esempio quelle relative ai “residui”.
  • 14. 6. Ruolo dello studioso
  • 15.
    • Certamente prima responsabilità dello studioso è quella di segnalare con forza incoerenze e rischi informativi, al fine di favorire – attraverso il confronto con le parti e sollecitando la pressione degli interlocutori – l’avanzamento del sistema amministrativo pubblico.
    Per l’evidenza
  • 16. Per la trasparenza e la significatività
    • Trasparenza è apertura a tutti gli elementi significativi, possibilità per gli interlocutori di accedervi al fine di comprendere compiutamente gli andamenti dell’ente e indirizzare con fondatezza valutazioni e decisioni conseguenti.
    • Allo studioso spetta di sviluppare cultura intorno al rilievo di alcuni elementi informativi, e alla parzialità di altri, nell’indirizzare la soluzione di problemi decisionali e la valutazione del pubblico operato.
  • 17. Per un approccio rigoroso alla discrezionalità
    • I confini della trasparenza non coincidono con quelli dell’oggettività.
    • Trasparenza non significa rinuncia alla discrezionalità, bensì evidenza della discrezionalità stessa e dei criteri seguiti nelle valutazioni, con l’obiettivo di ampliare la conoscenza degli interlocutori e, pertanto, le basi per decisioni consapevoli.
    • Allo studioso spetta di contribuire alla diffusione di approcci rigorosi alle determinazioni soggettive, in quanto elementi irrinunciabili per un’apertura informativa efficace.
  • 18. Per una valutazione semplicemente fondata sulla logica
    • Si tratta di offrire strumenti semplicemente e rigorosamente fondati sulla logica, evidentemente immuni da qualsiasi limitazione ideologica, attraverso i quali gli interlocutori possano apprezzare utilità e qualità delle informazioni rese disponibili dall’amministrazione per creare una pressione verso il mantenimento dei profili di positività e il superamento delle criticità.
  • 19.
    • In generale, occorre favorire la consapevolezza di tutti i cittadini, la cultura degli interlocutori in tema di valutazione: elementi fondamentali di un buon governo.
    • Ritorna il tema di una partecipazione vera, basata sull’autorevolezza dell’istituzione e sulla sua capacità di ascoltare e di sviluppare fiducia.
    Per la partecipazione e la cultura collettiva