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Il settore delle costruzioni in trentino   le strategie delle imprese per uscire dalla crisi
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Il settore delle costruzioni in trentino le strategie delle imprese per uscire dalla crisi

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  1. 1. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA1IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI IN TRENTINO:LE STRATEGIE DELLE IMPRESE PER USCIRE DALLA CRISIQuaderni di territoriovolume 3A cura di Sergio RemiGruppo di lavoro:Tristana Bianchi, Elisa D’Agnol, Claudio Filippi,Gerardine Parisi, Paola Piazzi, Francesco Weber
  2. 2. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA2SommarioPrefazione ...........................................................................................................................................41. introduzione alla ricerca................................................................................................................72. Le caratteristiche (peculiari) del processo edilizio......................................................................92.1 La transizione (incompleta) del settore delle costruzioni ........................................................122.2 Dalla crisi alla riconfigurazione del mercato ...........................................................................163. Alcuni dati di contesto sulle imprese nel settore delle costruzioni in provincia di Trento....203.1 La formazione del campione di imprese coinvolte nell’indagine............................................233.2 La distribuzione territoriale del campione ...............................................................................244. Le caratteristiche delle imprese indagate. .................................................................................264.1 Modalità operative delle imprese.............................................................................................264.2 Forma giuridica e partecipazione a gruppi d’impresa..............................................................274.3 Attestazione SOA e certificazioni............................................................................................294.4 Gli addetti.................................................................................................................................324.5 I fatturati...................................................................................................................................394.6 Il mercato delle imprese...........................................................................................................424.7 La partecipazione a gare pubbliche..........................................................................................485. L’impatto della crisi finanziaria globale....................................................................................505.1 I dati congiunturali e le (molteplici) ragioni della crisi. ..........................................................505.2 Il “sentiment” delle imprese intervistate..................................................................................575.3 Le strategie delle imprese per attraversare la crisi...................................................................626. La cooperazione tra imprese.......................................................................................................646.1 Il difficile equilibrio tra crescita dimensionale e cooperazione di filiera ................................646.2 Le strategie cooperative delle imprese.....................................................................................686.3 Chi fa Cosa?.............................................................................................................................727. Il tema dell’innovazione...............................................................................................................757.1 Il catalizzatore innovativo della sostenibilità...........................................................................757.2 Le politiche per una filiera trentina della sostenibilità.............................................................787.3 La percezione delle imprese rispetto al mercato dell’edilizia sostenibile................................817.3 La domanda, i vincoli e gli attori dell’innovazione. ................................................................868. Il legno in edilizia .........................................................................................................................919. La responsabilità sociale d’impresa ...........................................................................................9510. Idee, filiere e servizi per uscire dalla crisi................................................................................9710.1 L’identità del “buon esecutore” non è più sufficiente............................................................9710.2 Il settore delle costruzioni nel “nuovo capitalismo”..............................................................9910.3 La nuova questione abitativa................................................................................................10110.4 La sostenibilità ambientale e sociale come driver dell’innovazione....................................10510.5 La riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. ..........................................................11110.6 Il nuovo ruolo strategico della “leva finanziaria”................................................................113
  3. 3. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA310.7 Compattare e allungare la filiera: innovazione, informazione e organizzazione nel processoedilizio..........................................................................................................................................11710.8 Le partnership pubblico private. ..........................................................................................121RINGRAZIAMENTI.....................................................................................................................124
  4. 4. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA4PrefazioneIl settore dell’edilizia è sempre stato all’attenzione delle analisi macroeconomiche e delle politicheeconomiche dei Governi per la sua singolare capacità di produrre effetti trainanti nel sostenere pro-cessi di crescita e di sviluppo nonché nelle politiche di stabilizzazione del ciclo per le sue capacitàdi anticipare (nel bene e nel male) gli andamenti dell’economia; insomma “quand le batiment vatout va !”.Anche nell’economia locale il settore delle costruzioni ha tradizionalmente assunto un ruolo di par-ticolare importanza contraddistinguendosi storicamente, rispetto al panorama nazionale, per la piùalta concentrazione di imprese. Ha inoltre realizzato una funzione di volano incidendo direttamentesu numerosi comparti merceologici dell’industria manifatturiera locale (anche se tradizionalmentemeno innovativi) concorrendo in modo significativo al prodotto interno lordo locale.Il tutto grazie anche ad una funzione non secondaria dell’investitore pubblico Provincia con unaspesa in conto capitale pari quasi a tre volte quella nazionale; risultato questo di scelte lungimirantiche hanno permesso di realizzare una consistente dotazione di infrastrutture, sostenendo al tempostesso la domanda.Anche in epoca recente, a fronte della recessione globale il settore delle costruzioni e l’economiatrentina nel suo insieme hanno retto meglio di altri territori grazie alle misure poste tempestivamen-te in atto con il Piano anticrisi della Provincia Autonoma di Trento.Accanto alle politiche fondate sulla domanda pubblica e sull’incentivazione a sostegno delle singoleimprese si sono affiancate negli anni recenti nuove politiche volte a favorire la creazione di cluster,poli di innovazione su temi di carattere trasversale al sistema (quali l’edilizia sostenibile).Tale scelta nasce dalla consapevolezza che per poter competere a livello internazionale è sempre piùimportante, specie per dimensioni territoriali e di impresa piccole come le nostre, mettere a fattorecomune saperi e competenze delle imprese, degli enti di ricerca e delle istituzioni indirizzandoli sualcune vocazioni territoriali prevalenti realizzando in tal modo quella dimensione critica indispen-sabile per poter sviluppare innovazione e internazionalizzazione.A partire dal 2005, infatti, con un’intuizione politica che ha anticipato di qualche anno il lancio del-la Green Economy a livello globale (come conseguenza e risposta alla grande crisi economica) ilTrentino ha avviato un progetto di sviluppo di sistema che ha posto il suo focus sui temidell’edilizia sostenibile, energie rinnovabili e tecnologie per l’ambiente.Nello stesso anno l’edilizia eco-sostenibile rappresentava nel mondo un piccolo mercato pari a circail 2% dell’edilizia residenziale e non (commerciale ed istituzionale). Già nel 2008 questa percentua-le è cresciuta al 10% e le attuali stime, in controtendenza con l’andamento del settore edile tradizio-nale, indicano che tale quota dovrebbe quasi triplicarsi entro il 2013 (suddivisa alla pari tra residen-ziale e non ) e quadruplicarsi per il mercato europeo.La sostenibilità può quindi rappresentare oggi la vera innovazione del settore dell’edilizia. Un bene,quello dell’edilizia, che è antico quanto la storia dell’uomo e che ha visto un lungo e lento percorsoverso il confort domestico a partire dalla caverna dei nostri progenitori (ove vi si passava il minortempo possibile quale riparo dalla pioggia e dal freddo) fino alle più recenti innovazioni datate circasolo 150 anni fa con l’introduzione del vetro e la svolta dell’elettricità per arrivare alla casa che noi
  5. 5. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA5conosciamo certamente più confortevole, supportata da tecnologie e macchinari raffinati ma non perquesto più rispettosa dell’ambiente esterno e talvolta della salute di chi la abita: vere macchine e-nergivore concepite sul presupposto di risorse energetiche (fossili) illimitate e dell’assenza di danniambientali.L’edilizia sostenibile, e in particolare quella in legno, può rappresentare l’innovazione in grado diconiugare aspetti ambientali, sociali ed economici Riducendo l’effetto serra di un settore che incideper il 40% nella produzione di anidride carbonica; basti pensare che un m3 in più di legno e in me-no di cemento consente di ridurre di una tonnellata l’emissione di Co2 in atmosfera. Migliorando ilconfort e la salubrità di chi l’abita con significativi effetti di tipo sociale ed economico come dimo-strano recenti ricerche che testimoniano un significativo range di impatto positivo sulla salute e sulbenessere degli occupanti di edifici verdi: incrementi di produttività dei lavoratori negli edifici in-dustriali, riduzione di somministrazione di medicamenti errati negli ospedali, riduzionedell’assenteismo e crescita dei risultati scolastici degli studenti.Realizzando infine benefici di carattere economico con il rilancio di un settore in crisi attraversol’innovazione di un prodotto ormai maturo ( e non più sostenibile) garantendo crescita di valore delbene nel tempo, significativa diminuzione di costi di gestione e più veloce ritorno dell’investimento.Per queste ragioni la scelta compiuta con la promozione del Distretto Habitech non rileva solo sulmodello di sviluppo economico sin qui perseguito, di tipo multisettoriale, integrandolo con filiere dispecializzazione tecnologica, ma propone un nuovo possibile paradigma di sviluppo: non più con-trapposizione tra economia ed ambiente ma economia con l’ambiente, superando l’idea di sostenibi-lità percepita solo come limite o vincolo per considerarla fonte di valore, un nuovo driver in gradodi sviluppare idee, innovazione ed investimenti.Le tappe del percorso sin qui condotto sono note: Società consortile distretto tecnologico trentino,costituzione di GBC Italia, Manifattura Domani, promozione di nuovi modelli di certificazione Le-ed, standard energetico minimo di legge, disciplinare Casa legno trentina.Accanto alla promozione di nuovi soggetti e nuovi standard setter, anche l’intervento pubblico a-dotta un nuovo approccio di tipo integrato: politiche della ricerca e dell’innovazione che convergo-no con quelle industriali su temi prioritari comuni, superando tradizionali asimmetrie, politiche ur-banistiche (legge Gilmozzi ) ed energetiche che introducono nuovi strumenti (incentivi, bonus vo-lumetrici, riduzione oneri urbanizzazione) finalizzati a promuovere comportamenti virtuosi del con-sumatore finale nella direzione degli edifici verdi.Il disegno distrettuale si rafforza infine con un sistema di alleanze di carattere internazionale con re-altà ad alta vocazione di sostenibilità (British Columbia, Quebec) e attraverso intese istituzionalicon la vicina Provincia Autonoma di Bolzano per la condivisione e convergenza dei due modelli dicertificazione LEED e Casa Clima con l’obiettivo finale di dar vita ad un metadistretto regionalesull’edilizia sostenibile.All’interno di questo processo la leva della domanda pubblica è chiamata ancora una volta a svolge-re un ruolo centrale con un ammontare di investimenti stimabili nei prossimi anni per nuove costru-zioni e riqualificazioni intorno ai 350/400 milioni annui per l’intero sistema pubblico allargato dicui il 20-30 in legno.Non più però solo leva della domanda quantitativa ma sempre più leva dell’innovazione grazie astandard di certificazione e procedure di gara in grado di indurre innovazione e aggregazione nelleimprese.
  6. 6. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA6Un effetto innovativo che, date le caratteristiche già richiamate del settore, potrà risultare moltipli-catore di processi di innovazione sul sistema manifatturiero e dei servizi ed in particolare questavolta sui settori più innovativi quali produzione di nuovi componenti e materiali sostenibili (tra cuiil legno), conversione, accumulo, e distribuzione dell’energia, tecnologie ambientali e sistemi intel-ligenti e domotici.Ma analoghe ricadute sono attese sull’intera filiera per così dire verticale dell’edilizia: dalla proget-tazione al sistema creditizio (Green loan) e assicurativo sino alle nuove forme di finanza di progettoe di riqualificazione energetica attraverso ESCO e contratti di EPC.In realtà come ben sappiamo ciò a cui stiamo assistendo nel settore dell’edilizia è solo una parte diuna grande rivoluzione verde imposta dal cambiamento climatico che investe non solo il modo diprodurre ma anche quello di vivere così come oggi lo conosciamo perché come tutte le vere rivolu-zioni inciderà in termini radicali sui valori e sui comportamenti e stili di vita della popolazione glo-bale.In questo scenario quale sarà il ruolo di uno degli attori fondamentali rappresentatodall’imprenditoria delle costruzioni e il suo contributo di saperi all’idea di città e valli del futuro?Come sta riorganizzando le proprie imprese per uscire dalla crisi rispetto ai processi e alle dinami-che in atto? Con quali soluzioni innovative ed organizzative rispetto anche ai temi della sostenibilitàe all’uso del legno come materiale da costruzione?La risposta a queste ed altre domande poste è il fine della ricerca condotta dal gruppo di lavoro chefa capo a Sergio Remi. Una ricerca, come altre dell’autore, di grande efficacia perché capace attra-verso un ascolto attivo dell’interlocutore di cogliere aspetti e percezioni importanti, difficilmentericavabili dalla lettura del freddo dato statistico e destinate talvolta a rimanere dietro le quinte anchenei dibattiti ufficiali ove i ruoli di rappresentanza informano linguaggi e relazioni. Conoscenze dicui però il decisore politico ha sempre più bisogno nella costruzione di quella coesione sociale cherisulta indispensabile per l’efficacia di ogni azione pubblica.Diego LonerDirigente Generale Progetto specialeper la promozione dei distretti tecnologicie per il programma di legislatura
  7. 7. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA71. introduzione alla ricercaTrentino Sviluppo SpA, in collaborazione con il Distretto tecnologico trentino, ha avviato un per-corso di ricerca sul mondo delle costruzioni in provincia di Trento, volto ad evidenziare le strategiemesse in atto dalle imprese del settore rispetto al superamento dell’attuale crisi economica, con par-ticolare riferimento al consolidamento delle logiche di filiera ed alle innovazioni tecnologiche, or-ganizzative e di mercato attuate dalle imprese.Il settore delle costruzioni, nel suo insieme, ha rappresentato una delle forze trainanti dell’economiadella provincia a partire dalla seconda metà degli anni ’90 e per buona parte del decennio in corso,prima di entrare - come tutto il comparto a livello nazionale - nella spirale negativa che segna ilmercato immobiliare e gli investimenti edilizi da almeno tre anni.Sebbene in provincia di Trento l’impatto della crisi sia stato in parte attenuato da un importanteflusso di investimenti pubblici, non sono mancate situazioni di sofferenza, che hanno spinto molteimprese del settore a ripensare il proprio modello di business, la propria formula imprenditoriale, letecniche di costruzione ed i mercati di riferimento. Come spesso accade, è proprio nei momenti dif-ficili che gli attori trovano la forza e le motivazioni per ridefinire le basi del loro agire, per riformu-lare i loro modelli di business, per dare vita a nuove architetture organizzative e di coordinamento.Gli importanti investimenti della Provincia Autonoma di Trento nella promozione di un distrettodell’edilizia sostenibile, di nuovi modelli dell’abitare, di sistemi di certificazione energetica ed am-bientale, di rapporti sempre più stretti tra i mondi della ricerca e della produzione edilizia, di nuovisistemi costruttivi e materiali da costruzione, hanno accompagnato questo processo di riposiziona-mento strategico delle imprese, nella consapevolezza dell’importanza che il settore delle costruzioniha sul piano economico, ma ancor più su quello sociale e culturale.Le grandi trasformazioni produttive, tecnologiche, dei modelli di regolazione economica degli ulti-mi anni si riflettono, infatti, nel mutamento che investe i temi dell’abitare, del cambiamento urbano,dell’ambiente, degli stili di vita e dei modelli di consumo. Progettare e realizzare ambienti quotidia-ni e produttivi, spazi abitativi, luoghi pubblici, infrastrutture, è attività sempre più complessa cherichiede la mobilitazione di conoscenze e kit cognitivi che attingono a molteplici sfere del saperetecnico e umano.Questa ricerca sul settore edile in provincia di Trento, nasce, in particolare, a seguito di un impor-tante evento di politica economica regionale: l8 luglio 2009 a Trento, i Presidenti Lorenzo Dellai eLuis Durnwalder hanno firmato il protocollo d’intesa sui temi strategici delledilizia sostenibile, sul-la produzione energetica da fonti rinnovabili e sulla mobilità sostenibile. L’obiettivo dellintesa èquello di favorire la collaborazione tra la Provincia autonoma di Trento e la Provincia autonoma diBolzano per condividere i due sistemi di certificazione energetica e di sostenibilità.Nello specifico, Bolzano ha adottato la certificazione energetica Casa Clima, molto nota e consoli-data a livello nazionale. La relativa agenzia che opera in Italia nella promozione della bioedilizia èuna rete promossa dalle istituzioni pubbliche, ma alla quale aderiscono anche consorzi di impreseedili e banche locali. La fiera di Bolzano “CasaClima” ha avuto una forte risonanza a livello media-tico e allo stesso tempo ha permesso di ampliare i mercati di riferimento.
  8. 8. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA8Trento, invece, ha investito sul sistema di certificazione LEED (Leadership in Energy and Envi-ronmental Design) che dovrebbe garantire una certificazione di sostenibilità completa. In particola-re LEED vuole favorire l’edilizia sostenibile (dell’intero processo di produzione), l’energia rinno-vabile e le tecnologie ambientali. L’obiettivo di lungo periodo è quello di costituire una filieradell’edilizia con elevati standard innovativi nell’ambito della sostenibilità energetica.Attraverso il protocollo d’intesa, le due Province hanno l’obiettivo di armonizzare i rispettivi siste-mi di certificazione definendo così uno standard comune che riassuma il sistema LEED home e Ca-sa Clima. Inoltre, si vogliono condividere progetti e modalità operative nellambito dellefficienzaenergetica sia per gli edifici pubblici che privati e le rispettive esperienze nello sviluppo e messa inproduzione di energie rinnovabili, di modelli di generazione distribuita.Questo passaggio ha ovviamente una forte valenza strategica per entrambi i territori, i quali condi-vidono una visione delledilizia quale motore fondamentale delleconomia, considerato che gli inve-stimenti in questo settore hanno effetti positivi sullintero sistema. Ledilizia ha inoltre ricadute im-portanti sul versante della ricerca e dellinnovazione, specie nel campo delle tecnologie sostenibili ea basso impatto ambientale. Forti di questa consapevolezza, Trento e Bolzano promuoveranno unmodello di governance comune che permetta di favorire la collaborazione tra le rispettive Universi-tà ed enti di ricerca nonché la messa in rete delle rispettive imprese e filiere.In questo scenario le imprese di costruzioni non possono rinunciare a svolgere il ruolo attivo diclasse dirigente che gli compete e ad inserirsi - sia in qualità di portatori di interessi, sia in quantodetentori di conoscenze di interesse generale – nel dibattito e nei processi decisionali inerenti allaprogettazione del territorio. Le competenze tecniche e le conoscenze di cui sono detentrici, infatti,costituiscono una risorsa di grande valore per la progettazione delle città e dei territori di domani.Si tratta, di conseguenza, di valorizzare la presenza di imprese di costruzione che, nell’esercizio delloro business, sono consapevoli dell’impatto collettivo della loro azione e dell’importanza delle lorocompetenze. Obiettivo esplicito dell’indagine è stato quindi fornire evidenza alle imprese che inquesti anni si sono proposte per capacità di proporre soluzioni innovative, coerenti con la prospetti-va della sostenibilità ambientale e con quella, altrettanto importante, di coniugare urbanizzazionedolce e qualità della vita, efficienza e solidarietà.Un settore definito tradizionale come quello delle costruzioni è in realtà attraversato da dinamicheevolutive e processi di innovazione estremamente complessi. Capire come le imprese di costruzionetrentine si stanno riposizionando rispetto a queste dinamiche e processi, in un’ottica di superamentodell’attuale crisi, è stato lo scopo di questa ricerca. Tutto ciò nella consapevolezza che le azioni diaccompagnamento che saranno attivate a livello istituzionale dovranno sempre più fondarsi sulle re-ali strategie perseguite dalle imprese.
  9. 9. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA92. Le caratteristiche (peculiari) del processo edilizioL’industria delle costruzioni è un’industria del tutto particolare, diversa dalle altre industrie mani-fatturiere: le conoscenze, le tecniche, i prodotti, le capacità manageriali, i rapporti che intercorronotra i vari operatori del processo edilizio, sono del tutto originali e difficilmente paragonabili a quelliadottati in altri processi industriali. Alcune caratteristiche legate sia al processo di formazione delladomanda sia allorganizzazione dellofferta ne confermano l’elevata specificità. Ciò implica chenell’analisi del settore edilizio difficilmente possano applicarsi i metodi ed i parametri solitamenteusati nell’analisi di altri settori produttivi. Risulta pertanto utile sottolineare le principali peculiaritàdel processo edilizio tradizionale (in quanto tale, largamente diffuso), al fine di avere una chiave in-terpretativa a cui ricondurre i dati emersi dalla presente indagine. Queste prime riflessioni si riferi-scono al settore edile in generale1, prescindendo, per il momento, dalle specificità del settore a livel-lo provinciale.Un primo aspetto peculiare del processo di produzione edilizia è la sua stretta relazione con ilcontesto territoriale e ambientale. Per esplicitarsi il processo edilizio ha bisogno di “appropriar-si” di un pezzo del contesto.Il processo edilizio è un processo produttivo senza la fabbrica, o per meglio dire, la fabbrica è ilterritorio occupato temporaneamente dal cantiere. Il terreno su cui sorgerà il nuovo edificio – soli-tamente di proprietà del committente - è la “fabbrica” nella quale il costruttore edile svolge la suaattività produttiva temporanea, per poi spostarsi in altri cantieri, in una sorta di nomadismo produt-tivo. L’attività d’impresa è quindi strutturata secondo parametri spazio-temporali del tutto peculiaririspetto alle altre industrie: “tempo discreto” e “spazio variabile” contraddistinguono tutte le attivitàdel settore, basato sull’assenza di unità locali stabili (l’impresa edile è composta da una sede legale,uffici ed eventualmente un deposito per materiali e macchinari). La continuità economica e fisicadell’impresa dipende dalla capacità della stessa di impegnare le proprie risorse in cantieri di lungadurata (come negli appalti pubblici) o in una molteplicità di cantieri minori e più brevi; ma, ovvia-mente, ciò implica, da parte delle imprese di costruzione, una flessibilità elevata e comporta lanecessità di ricorrere a risorse - soprattutto professionali, ma anche finanziarie e impiantisti-che - diversificate a seconda delle occasioni di lavoro. Il fatto che la “fabbrica”, all’interno dellaquale opera il costruttore edile, sia una fabbrica che nasce e muore con ogni lavoro, comporta che,nell’impresa di costruzione, le attrezzature fisse siano ridotte al minimo e che gli investimenti, diconseguenza, siano limitati. L’impresa di costruzione, grazie alle sue caratteristiche di flessibilità eagli impianti fissi ridotti al minimo, basa tradizionalmente il suo operare – ed anche il suo successocompetitivo – sulla capacità di organizzare fattori produttivi esterni per la realizzazione di o-pere molto variabili.Un’altra specificità del processo edilizio è che il suo prodotto è un bene “immobile” estrema-mente costoso, molto più di quasi tutti gli altri prodotti industriali (ad esclusione dei transatlantici edel jet di linea). Ciò implica un’accurata progettazione finanziaria di ogni singola vicenda co-struttiva, che anticipa la stessa fase di progettazione architettonica. Raramente chi realizza o acqui-sta un prodotto edilizio dispone fin dall’inizio i mezzi finanziari necessari. Il fatto che il prodottoedilizio sia un prodotto di lunga durata fa si che le risorse finanziarie necessarie alla sua realizza-zione possano essere restituite in tempi medio lunghi. Queste caratteristiche, peculiari del processo1Nella stesura di questo capitolo si è fatto particolare riferimento al testo di Nicola Sinopoli “La tecnologia invisibile: ilprocesso di produzione dell’architettura e le sue regie” Franco Angeli Serie di architettura. 1997
  10. 10. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA10edilizio, hanno fatto si che la messa a disposizione del supporto finanziario da parte delle bancheabbia seguito strade originali - e, come dimostra l’attuale crisi, non sempre positive - rispetto a quel-le che caratterizzano il finanziamento di altre attività produttive o i finanziamenti alle persone. Inol-tre, a differenza della svalutazione che caratterizza quasi tutti i prodotti industriali, il prodotto edi-lizio ha un valore che tende ad aumentare con il passare degli anni. Questa caratteristica fa siche la domanda non riguardi necessariamente la diretta fruizione del bene edilizio, ma si rivolga adesso anche come bene rifugio o d’investimento. A differenza di altri processi industriali, il proces-so edilizio è totalmente dominato dalla domanda e la figura del committente rappresenta la figurapeculiare del processo edilizio. Le caratteristiche di tipo speculativo che caratterizzanoun’importante fetta della domanda si riflettono sull’organizzazione del processo edilizio e motivanolo scarso interesse che viene solitamente attribuito alle problematiche dell’organizzazione, dellaproduttività e dell’innovazione, dal momento che il profitto derivante dalle rendite fondiarie tendespesso a fare premio sul profitto industriale.In considerazione del fatto che ogni manufatto edilizio tende a diventare, nel bene e nel male e pertempi molto lunghi, parte del paesaggio naturale e/o dell’ambiente urbano, esso necessita, a diffe-renza di altri prodotti industriali, di rapportarsi con le caratteristiche del proprio contesto: conquelle fisiche (clima, esposizione, geologia); con quelle paesaggistiche e storiche; con quelle fun-zionali (urbanistica, assetto del territorio, caratteristiche socio-economiche, flussi di traffico); conuna serie di apparati regolamentari (sicurezza, rispetto di diritti altrui, decoro del sito). Il rapportocon il contesto fa sì che il prodotto edilizio sommi al suo ruolo economico una serie di signifi-cati di forte valenza culturale e simbolica, difficilmente rilevabili in altri contesti produttivi. Dal-la qualità del prodotto edilizio dipende la qualità del tessuto urbano e territoriale, dei suoi modelli difruizione e quindi, in estrema sintesi, dei modelli di convivenza sociale. Le scelte relative al settoreedile impattano su tutto il sistema economico e sociale: dalle infrastrutture, dall’efficienza logisticae dei servizi fino alla qualità della vita, alla salute e alla felicità delle persone. Anche nella dimen-sione del privato, il “bene casa” rappresenta l’acquisto più costoso nella vita di una famiglia, necondiziona la qualità della vita e assume, molto più di altri prodotti industriali, il carattere di benedistintivo, identitario, carico di valenze simboliche ed esperienziali.Un secondo aspetto peculiare del settore edilizio tradizionale riguarda l’organizzazione del proces-so produttivo. Contrariamente alle filiere industriali nel settore delle costruzioni raramente esisteuna figura capace di controllare l’intero processo di concezione, produzione e messa sul mercato delprodotto.Il committente è la figura che dà avvio al processo edilizio, ma rappresenta, nella maggioranza deicasi un leader aleatorio. Si tratta, infatti, in molti casi (sia di committenza pubblica, sia di commit-tenza privata) di un operatore non professionale che di solito si presenta sul mercato una sola volta eche, di conseguenza, necessita di consulenti (il progettista, il direttore dei lavori, il collaudatore inopera, il certificatore) per eseguire, gestire e controllare adempimenti così complessi e costosi comesono quelli del processo edilizio. Spesso il committente (soprattutto nel residenziale) subisce loffer-ta del mercato, e non ha modo di influire più di tanto sugli aspetti progettuali e realizzativi. Alcommittente spettano gli oneri di acquisire il suolo, di acquisire i permessi a costruire e di finanzia-re l’opera, prima che questa sia realizzata. A differenza di altri prodotti industriali - che prima ven-gono prodotti e poi venduti - un prodotto edilizio non esiste come oggetto fruibile prima della con-clusione dei lavori. Al committente viene proposto un oggetto virtuale - un’idea, un progetto, unasimulazione al computer, più raramente un plastico - che viene fabbricato dopo essere stato compra-to. A causa di questa, peraltro ineliminabile, caratteristica del processo edilizio la legge tende a tute-lare il committente richiedendo agli operatori professionali del processo una serie di documenti e digaranzie: il progetto, il capitolato, il contratto, le verifiche delle autorità competenti, il collaudo, lecauzioni, le polizze assicurative.
  11. 11. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA11A differenza di tutti gli altri processi di produzione industriale il processo edilizio è caratterizzatoda una multi-organizzazione temporanea, anziché da un’organizzazione permanente. Il prefissomulti sta ad indicare il notevole numero di operatori coinvolti nel processo edilizio e l’aggettivotemporanea sta a significare la breve permanenza dei legami (deboli) che si instaurano tra i diversisoggetti coinvolti in ogni singola vicenda costruttiva. Tradizionalmente il processo edilizio vedeuna frammentazione delle responsabilità, un intervento sequenziale dei singoli operatori e la pre-senza di un unico contratto di costruzione stipulato tra il committente ed un soggetto imprenditoria-le – l’impresa generale di costruzioni – responsabile della costruzione del manufatto. A sua voltal’impresa generale realizza con proprie maestranze solo una parte (spesso ridottissima) dell’opera,affidando (con contratti di subappalto e/o di fornitura in opera) gran parte lavori (impianti, infissi,intonaci, ecc.) ad imprese specialiste e organizzando l’approvvigionamento del cantiere rivolgendo-si a diversi fornitori di materiali edili e componenti. Date le infinite possibilità di aggregazione tradiversi operatori (progettisti, imprese generali, imprese specialiste, impiantisti, fornitori di materialie componenti, enti di controllo, enti finanziatori, ecc.) e nonostante il fatto che le imprese tendano acoinvolgere propri fornitori di fiducia, non sempre la combinazione di operatori che si aggrega-no attorno ad un cantiere viene riprodotta in altri cantieri. L’intervento sequenziale dei vari o-peratori nelle varie fasi del processo comporta il fatto che ogni singolo operatore lavora sul risultatodell’attività svolta dall’operatore che lo precede, senza che si configuri mai formalmente né un co-ordinamento, né un preciso momento di sintesi, né tantomeno la possibilità di fruire di informazionidi ritorno. Nella labilità della squadra, nel poco tempo a disposizione dei suoi componenti per impa-rare a lavorare insieme e nella non riproducibilità del gruppo di operatori formato dal committente(o dal progettista, o dall’impresa generale) troviamo la fonte principale dell’incertezza e dei con-flitti che caratterizzano il processo edilizio. A tale proposito, uno dei libri più interessanti scrittisul processo di produzione in edilizia: “La tecnologia invisibile” di Nicola Sinopoli, sottolinea co-me la qualità del processo edilizio - e quindi del manufatto - dipenda in modo decisivo dalla qualitàdelle informazioni trasmesse dal committente, da come queste vengono trasformate in un progetto,dai criteri adottati per scegliere le imprese di costruzione e dalle modalità di verifica e controllodell’attività in cantiere. L’assunto, in definitiva, è che la qualità dipende dall’organizzazione delprocesso edilizio e dall’informazione che vi circola.Unaltra peculiarità del processo edilizio riguarda il time to market. Nel processo edilizio itempi di concezione e produzione del prodotto finale sono relativamente lunghi. Nei processi indu-striali la riduzione del tempo che intercorre tra la concezione di un prodotto e la sua immissione sulmercato è considerato un fattore decisivo di successo e riduzioni drastiche del time to market sonostate ottenute nella gran parte dei processi produttivi di tipo industriale. Ciò non è avvenuto nel set-tore delle costruzioni, dove i tempi di progettazione, di approvazione da parte delle autorità e di co-struzione di un fabbricato tendono non solo ad essere difficilmente comprimibili, ma ad aumentare.Solo in alcuni contesti, particolarmente legati alle contingenze di una domanda di realizzazioni ac-celerate (insediamenti produttivi, interventi di social housing) hanno cominciato a diffondersi prati-che di fast track scheduling, ovvero realizzazioni nelle quali i processi normalmente sequenziali (siaprogettuali che esecutivi) vengono posti, per quanto possibile, in parallelo, con modalità gestionalied organizzative che possono essere ritenute, in un certo senso, la trasposizione delle tecniche diconcurrent engineering2, nate e sviluppatesi negli ambienti industriali manifatturieri ad elevata tec-2Per concurrent engineering si intende un insieme organico di metodologie, tecniche e strumenti che consente un ap-proccio alla progettazione integrata di un prodotto e del relativo processo produttivo. Tale approccio permette di ridurredrasticamente i tempi di sviluppo e i costi connessi, consente inoltre maggiore flessibilità alla progettazione e alla pro-duzione, oltre che una migliore qualità dei prodotti. Questa logica di progettazione è conosciuta anche come simultane-ous engineering, life-cycle engineering, parallel engineering, multi-disciplinary team approach o integrated productand process development.
  12. 12. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA12nologia, al mondo delle costruzioni. Anche in contesti più tradizionali, come il settore immobiliareprivato, costituisce prassi abbastanza consolidata avviare i lavori di realizzazione delle strutture ri-mandando la definizione degli impianti tecnologici e delle finiture a quando sarà stato individuato ilrelativo acquirente, con modalità parzialmente riconducibili alle tecniche di fast track.2.1 La transizione (incompleta) del settore delle costruzioniLe caratteristiche peculiari del processo edilizio tradizionale, richiamate nel precedente capitolo,portano a descrivere lo stesso, come un settore sostanzialmente statico, arretrato e poco perme-abile all’innovazione. La frammentazione del settore, sia in termini di offerta, sia in termini di do-manda, ha tradizionalmente ostacolato l’affermarsi di un ampio mercato concorrenziale, accentuan-done invece la segmentazione in molti mercati locali, popolati da una galassia di imprese, in largamisura di piccola e piccolissima dimensione. Questa situazione è riconosciuta come una delle causedella bassa produttività che ancora caratterizza i processi produttivi delle costruzioni ed ha certa-mente frenato anche la dinamica dell’innovazione. Parecchie analisi hanno rilevato che i livelli diefficienza e gli indici di sviluppo tecnico delle costruzioni non seguono la dinamica degli altri setto-ri industriali, dalla cui evoluzione, anzi, tendono ad essere sempre più distanziati.E’ però anche vero che sono le stesse caratteristiche peculiari del processo edilizio ad evidenziarecome un settore comunemente definito tradizionale sia, in realtà, caratterizzato da dinamicheevolutive estremamente complesse, spesso anticipatrici di ciò che avviene all’interno di altrisettori produttivi. Il settore delle costruzioni, per molti aspetti, ha anticipato quel processo di rior-ganizzazione e articolazione delle figure produttive che a partire dagli anni ’90 si è generalizzatoall’intero comparto produttivo e che si ritiene fondante del modello post-fordista. Nei fatti, il setto-re meno investito dall’organizzazione tayloristica del lavoro è oggi quello più post-fordista.Già alla fine degli anni ’70, l’impresa di costruzione comincia ad assumere l’assetto diun’“organizzazione virtuale” a prescindere dalla sua dimensione statistica. E’ in quegli anni che ini-zia un processo di disarticolazione “funzionale” delle grandi imprese di costruzione in unitàminori specializzate, cui fa riscontro la diffusione di competenze sul territorio nelle forme dellamicro-impresa e del lavoro autonomo. Processo che deriva non solo dalla necessità di contenere icosti ma anche dalla spinta derivante dalla specializzazione dell’organizzazione del lavoro.La grande impresa industriale, a partire da quegli anni, si è andata trasformando in un’azienda ca-pace di acquisire commesse e di coordinare in cantiere il lavoro di piccole imprese specializza-te in fasi distinte del processo produttivo, mantenendo al proprio interno soltanto alcune funzioniorganizzative strategiche e alcune figure professionali di elevato profilo, in grado di gestire cantierie apporti di imprese minori, oppure di manovrare macchinario complesso come le gru.Il processo di frammentazione del settore è ampliamente avvalorato dal notevole peso che vengonocontemporaneamente ad assumere le “imprese artigiane” sul complesso delle imprese edili, e chepossiamo assumere come ulteriore fattore di flessibilizzazione del lavoro.In uno dei settori più labour-intensive, si realizza il massimo di flessibilità rispetto a tutti gli altrisettori produttivi. E ciò avviene proprio sul fattore più importante che caratterizza il settore dellecostruzioni, ovvero il fattore lavoro. Il cantiere si presenta sempre più come il luogo nel quale idue fattori più importanti della produzione (l’organizzazione da un lato e il lavoro dall’altro),sempre più autonomi e “separati”, si incontrano per produrre.
  13. 13. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA13E’ proprio questo processo di esternalizzazione e frammentazione della produzione a far si che ilsettore delle costruzioni sia stato il primo a registrare l’imposizione per legge della certificazionedell’organizzazione della produzione – altro concetto tipicamente post-fordista - attraverso la cer-tificazione ISO 9000 nel settore dei lavori pubblici (con la legge quadro dei lavori pubblici).Il sistema della “sub contrattazione” assume una spinta talmente forte da far saltare i modelli tradi-zionali di lettura delle imprese in questo settore. La stessa nozione di grande, media, piccola impre-sa nel mondo delle costruzioni è certamente da rivisitare alla luce della configurazione assunta delsistema e alle forme di coordinamento tra gli operatori che connotano il settore. Grande è colui checompie grandi operazioni, a prescindere dal fatto che disponga, al proprio interno, delle risor-se necessarie per realizzarle o che piuttosto le reperisca sul mercato. Ciò non esclude però unacorrelazione tra entità delle operazioni condotte e solidità organizzativa dell’azienda.L’impresa virtuale per eccellenza (terziarizzata, immateriale, leggera) nasce e si rafforza nelsettore considerato fra i più arretrati e “pesanti”: un paradosso solo apparente che dipende solodal punto di vista con il quale si può definire arretrato o avanzato un settore economico. Quello cheappariva il settore più arretrato rispetto al modello fordista stava dimostrandosi il settore piùavanzato sulla strada del cambiamento post-fordista: cambiamento che ha continuato fino ainostri giorni, rendendo l’edilizia un osservatorio privilegiato - pur con le sue peculiarità non riduci-bili ad altre industrie e attività di servizio - sulle forme dell’impresa e del lavoro contemporanei.La filiera “abitazione” funziona attraverso la messa in rete e la cooperazione produttiva di unagamma di soggetti d’impresa e del lavoro estremamente differenziata, che include società immobi-liari e intermediari finanziari, medie imprese di costruzioni e pulviscolo molecolare di lavoratori inproprio, professionisti creativi e manodopera di bassa qualificazione. Le imprese di costruzionicooperano assai più che gli operatori di altri settori, sebbene tale strategia si sostanzi in asso-ciazioni temporanee e partnership “a progetto” che in veri accordi prefiguranti modelli piùstabili di organizzazione a rete. Il funzionamento di quasi tutte le imprese si basa sulla mobilita-zione di network informali che, di fatto, assumono la forma di “imprese a rete” dalla membershipvariabile.Questo tipo di multi-organizzazione temporanea non è, naturalmente, una peculiarità del solo pro-cesso edilizio ma presenta analogie con altri processi produttivi caratterizzati da un forte accentra-mento della fase creativa e da un radicale decentramento produttivo. Negli Stati Uniti, ad esempio,questa aggregazione di specialisti autonomi attorno a progetti circoscrivibili nel tempo viene chia-mato “Modello Hollywood” definizione ripresa anche da Jeremy Rifkin nel suo libro “L’Eradell’Accesso”.3L’analogia è riferita all’industria cinematografica dove chi produce un film metteinsieme una squadra formata dal regista, gli attori, gli sceneggiatori, i tecnici, che si scioglie quandola pellicola è pronta per le sale cinematografiche.Lo stesso assioma post-fordista della centralità della personalizzazione del prodotto e delle picco-le serie, trova nel mondo delle costruzioni una versione estrema, poiché qui ogni realizzazione co-stituisce un prototipo e la possibilità di realizzare economie di scala è molto limitata. Dunque, piùancora che in altri settori, il controllo dell’incertezza e la necessità di rispondere just in time alle ca-ratteristiche variabili della domanda assume, nel processo edilizio, una rilevanza strategica.E’ sulla base di questa esigenza che, nelle situazioni più avanzate - per i grandi progetti di trasfor-mazione urbana – hanno cominciato a delinearsi “regie innovative” del processo edilizio basate sulmanagement. Si parla di project management, construction management, management contrac-3Jeremy Rifkin, LEra DellAccesso. La rivoluzione della new economy, Mondadori, 2001
  14. 14. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA14ting, fast track scheduling. Modelli organizzativi caratterizzati da una progettazione unitaria e inte-grata, opposta a quella sequenziale tipica degli approcci tradizionali, dal rapporto diretto tra com-mittente, progettista e produttore di componenti dall’adozione diffusa di contratti separati fra com-mittente e fornitori e da una drastica riduzione del time to market del prodotto edilizio.Questi nuovi approcci organizzativi del processo edilizio prendono forma a fronte della progressivadiminuzione delle risorse mobilitabili da parte dei “committenti puri” (non importa se pubblici oprivati), dalla deregulation in campo economico e urbanistico e dall’irrompere nel processo ediliziodella variabile finanziaria, come variabile condizionante la fattibilità stessa di ogni possibile inizia-tiva. Sono questi fattori che portano alla comparsa nel processo edilizio di una nuova classe di pro-motori: i così detti developers, sviluppatori immobiliari che sono operatori finanziari più che o-peratori edilizi, portatori in quanto tali, di obiettivi di redditività a breve termine dei capitali inve-stiti. A sostenere questa dinamica è il nuovo interesse nei confronti del real estate dei grandi gestoridi capitali - banche, assicurazioni, fondi pensione, private equity, merchant bank, operatori di pro-ject financing, importanti gruppi industriali riconvertiti al FIRE (Finance, Insurance, Real Estate ) -in quanto attività speculativa che assicura profitti notevoli in una fase di bassi rendimenti azionari.Si assiste alla progressiva ibridazione tra mercato finanziario e immobiliare, con conseguentecondivisione dei rischi e delle incertezze generati nei due mercati. Le ricadute della recente crisi fi-nanziaria originata dai mutui statunitensi “a rischio” (subprime) dimostrano in maniera emblematicala portata di questi fenomeni.La domanda che si rivolge al settore delle costruzioni si è inoltre progressivamente orientata su unarichiesta crescente di attività di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, che ha, negli ultimianni, superato il livello della nuova produzione, e che – attraverso i nuovi contratti di facilitymanagement4e global service 5– viene sempre più spesso fornita insieme ad altri servizi, facenti ca-po a differenti settori produttivi.Le costruzioni hanno sviluppato un cospicuo potere attivante e un’influenza determinante su unaparte consistente della base manifatturiera nazionale (il settore delle costruzioni acquista beni e ser-vizi dall’80% dei settori economici). E’ stato stimato che ogni aumento di 1 miliardo di euro didomanda nel settore delle costruzioni attiva un volume di affari 1,796 miliardi di euro (1 miliardo dieuro nelle costruzioni e 0,796 miliardi di euro nei settori collegati). Inoltre, 1 miliardo di euro dinuova produzione significa 23.620 nuovi posti di lavoro, di cui 15.100 nelle costruzioni e 8.520nei settori collegati. 6Dal lato dellofferta la crescente complessità del prodotto edilizio da realiz-zare (che integra tecnologie di processo e di prodotto provenienti da numerosi settori industriali:chimica, elettronica, metallurgia, ecc.) richiede una struttura industriale in grado di far convergeresul singolo manufatto competenze tecnologiche sempre più specialistiche. Accanto alla tradiziona-le impresa di costruzioni si sviluppa un’industria manifatturiera produttrice di materiali, se-milavorati, componenti, attrezzature, macchinari che studia i mercati, concepisce prodotti in-novativi, li distribuisce e li commercializza. La filiera delle costruzioni presenta un indotto indu-striale che mette a disposizione nuovi materiali, nuove componenti, nuove tecnologie costruttive,innovazioni immateriali. Le relazioni di interdipendenza fra i vari settori del sistema delle costru-zioni sono sia dirette sia indirette, così da creare interconnessioni rilevanti, volte ad influenzare idriver di sviluppo e di innovazione dei singoli settori di specializzazione.4Per facility management si intende un approccio integrato volto al funzionamento, manutenzione, miglioramento, eadattamento degli immobili, delle infrastrutture di un’azienda o un’istituzione che esternalizza tali funzioni a soggettiterzi. Il F.M. prevede un continuo allineamento tra l’uso dello spazio fisico e i bisogni o indirizzi strategici diun’organizzazione.5Per global service si intende un modello di offerta che veda integrati, in un soggetto imprenditoriale nuovo, imprese dicostruzione e imprese di servizi.6Federcostruzioni Rapporto 2010 sul sistema italiano delle costruzioni.
  15. 15. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA15Il settore delle costruzioni è quindi tutt’altro che statico, perlomeno per ciò che concerne la con-tinua ridefinizione dei propri modelli di business e processi produttivi. E’ comunque anche vero chele dinamiche evolutive fin qui schematicamente descritte, sono determinate da un sistema competi-tivo basato essenzialmente sul prezzo. Le costruzioni, infatti, sono un settore cost-driven, in cui leimprese, piuttosto che focalizzarsi su fattori strategici, tendono ad assumere le proprie decisioni sul-la base del livello più basso dei costi. Tale approccio si è tradotto in un orientamento (positivo, mache non si può certo considerare anticipatore del mercato) all’innovazione “di processo”, con pocao pochissima innovazione “di prodotto”, laddove è sempre più chiaro che il “prodotto” vero, inedilizia, consiste nei luoghi dell’abitare. La stessa innovazione “tecnologica” viene accettata confatica e solo quando riesce a trovare una collocazione - senza perturbarlo - nell’assetto tecnico con-solidato, anzi, addirittura nella particolare configurazione tecnologica che caratterizza ormaiquasi stabilmente le varie tipologie di prodotto: poco calcestruzzo e molto laterizio per la resi-denza; travi pilastri e pannelli prefabbricati nell’edilizia industriale; prodotti a posa rapida e sempli-ce nel recupero.Certamente, l’estrema frammentazione, la scarsa competitività ed il riferimento a mercati prevalen-temente locali, che caratterizzano gran parte del settore delle costruzioni, non facilitanol’innovazione, l’investimento in R&S e la collaborazione con i centri di ricerca. Il settore continuaa presentare una dinamica d’innovazione lenta rispetto le opportunità e le necessità di crescitadel livello qualitativo degli edifici e di miglioramento della qualità di fruizione degli stessi intermini di sicurezza, sostenibilità ambientale, crescita dell’efficienza energetica, durabilità e manu-tentibilità, eccellenza tecnologica e bellezza architettonica.Da questo punto vista il “prodotto casa” è sostanzialmente fermo agli anni ‘50. Solonell’impiantistica si è, in parte, riusciti a portare dentro gli edifici nuove prestazioni tangibili: la re-golazione e la programmazione delle temperature interne, caldaie più efficienti e meno inquinanti,reti di distribuzione dei fluidi più rapide da posare e meno invasive grazie ai tubi in materiali sinte-tici. E dotazioni e livelli di comfort impensabili solo vent’anni fa: dalle vasche a idromassaggio alraffrescamento estivo, con costi (d’installazione) quasi popolari.Le caratteristiche e le dimensioni economiche degli appalti spesso non sono tali da consentire confrequenza l’uso di tecnologie avanzate. Al contrario del settore manifatturiero, dove l’innovazionedi prodotto di successo comporta una premialità di mercato per l’impresa, nel caso dell’edilizia ciònon avviene, a meno che l’impiego di una tecnologia innovativa non sia esplicitamente richiesto nelcapitolato. Emerge dunque che nelle imprese operanti nel settore dell’edilizia - data anche la ridottadimensione media e le limitate capacità di investimento - i processi di innovazione sono di tipo“adattivo” o “reattivo”, nel senso che i fabbisogni di innovazione emergono, di volta in volta, ri-spetto alle specifiche problematiche da affrontare nelle fasi di realizzazione delle commesse acqui-site. L’innovazione nel settore delle costruzioni funziona quando risponde a logiche “interne”all’organizzazione produttiva, mentre difficilmente è guidata dalla necessità di rispondereall’evoluzione della domanda, che è il motore fondamentale di tutta l’innovazione dei prodotti edei processi industriali.Il settore economico che per primo ha adottato schemi organizzativi e di funzionamento post-fordisti, appare in ritardo nell’adottare fino in fondo la logica intima del “nuovo capitalismo”- incentrata sulla domanda del cliente, sull’innovazione tecnologica e finanziaria, sulla valorizza-zione dei servizi, dei fattori immateriali e di esperienza che sono commessi al consumo e alla frui-zione dei prodotti industriali - rimanendo forse imprigionato all’interno di quel frazionamento indi-vidualistico che si traduce in scarsa articolazione dell’offerta, in rari esempi di anticipazione delmercato e in penuria di risorse da destinare alla ricerca e all’innovazione.
  16. 16. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA16Non è detto, comunque, che quanto si è faticato a realizzare - o non si è realizzato affatto - nel corsodella fase ascendente del mercato edilizio non sia realizzabile nella crisi. Forse, proprio la contra-zione delle opportunità acquisibili attraverso i consolidati meccanismi di controllo del mercato loca-le incentiveranno la ricerca di nuove formule imprenditoriali e il rinnovamento dei modelli di busi-ness. Proprio la crisi, inoltre, potrebbe premiare sul medio periodo gli operatori che sapranno anti-cipare le tendenze dell’abitare che promettono di svilupparsi nei prossimi anni.2.2 Dalla crisi alla riconfigurazione del mercatoLa crisi ha evidenziato alcune criticità, come la mancanza di fiducia nel mercato, una frenata neiconsumi per le famiglie e la difficoltà di accesso al credito, ma è anche una grande opportunitàper riconfigurare il rapporto tra domanda e offerta nel settore delle costruzioni, dal punto or-ganizzativo e strategico. Il settore delle costruzioni è sempre più esposto ad una pressione competi-tiva e ad una domanda che dall’esterno lo sollecita all’evoluzione, chiedendogli di fornire prodottidotati di prestazioni nuove, di funzionalità migliori, di maggiore valore. Il settore delle costruzionipuò dare all’innovazione contributi rilevanti, se lo si concepisce come catalizzatore di una serie diinnovazioni per la casa, per l’ambiente, per la persona; è un settore a potenziale alto tasso di inno-vazione se solo si pensa alle questioni dei nuovi materiali, della personalizzazione, della casa comeservizio, della gestione dei mercati immobiliari finanziari di tipo più evoluto.Una recente ricerca realizzata da ANCE Lombardia e CRESME7individua sei driver del cambia-mento su cui puntare nei prossimi anni per ridisegnare il mercato delle costruzioni:• linnovazione tecnologica: limpiego della tecnologia in tutte le fasi del processo costruttivo –dalla progettazione alla gestione, passando per la fase realizzativa in cantiere – dovrà imporsicome il motore dellinnovazione del prodotto edilizio;• la sostenibilità ambientale: l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale sono i nuovi e-lementi innovativi a cui il mercato deve rispondere nel breve termine;• la sostenibilità sociale: una fascia di popolazione sempre più ampia, che non è in grado di acce-dere all’attuale offerta del mercato, origina una domanda di social housing, a cui il mercato dellecostruzioni deve dare risposta secondo logiche di collaborazione tra pubblico, privato e terzo set-tore;• il nodo delle risorse: il mercato evolve sempre più rapidamente verso modelli di partenariatopubblico-privato (PPP), sviluppando forme di investimento integrate che richiedono nuove cono-scenze economiche e finanziarie: gli operatori del settore dovranno essere in grado di portare ca-pacità ideativa, tecnica, finanziaria e gestionale dialogando con interlocutori pubblici in grado dicrescere sullo stesso piano;• lintreccio tra costruzioni e servizi: lattenzione del mercato si sposta progressivamente dal me-ro piano dellesecuzione a quello della gestione: la filiera delle costruzioni e quella dei servizidovranno crescere in maniera integrata, grazie agli strumenti del facility management e del glo-bal service, che negli ultimi anni hanno già portato notevoli vantaggi;• lintervento sul patrimonio esistente: quello delle ristrutturazioni e della riqualificazione edili-zia ed urbanistica sia relativa al consistente patrimonio di edilizia residenziale in pessimo stato diconservazione, sia relativa alla riconversione di aree industriali dismesse, si imporrà, nei prossi-mi anni, come un mercato di riferimento importante.Tali driver del cambiamento non fanno riferimento ad un dato congiunturale - legato alla crisie al suo superamento - ma ad un dato di mutamento strutturale del mercato delle costruzioni.Con il 2010 - sempre secondo le analisi del CRESME - dovrebbe, infatti, concludersi il sesto ciclo7ANCE Lombardia CRESME: Il mercato immobiliare in Lombardia nel 2010
  17. 17. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA17edilizio italiano dal secondo dopoguerra8. La fine di un ciclo e l’avvio del ciclo successivo compor-tano da un lato il ridimensionamento dei potenziali di mercato e dall’altro un processo di riconfi-gurazione della domanda e dell’offerta.Figura 1: Serie cicliche delle costruzioni (Fonte: elaborazioni CRESME su dati ISTAT)Figura 2 Le aree di mercato del nuovo ciclo edilizio (ns. rielaborazione grafica su dati CRESME)8Per ciclo edilizio si intende un insieme di processi edilizi di carattere costruttivo, politico amministrativo, economico,compiutisi sul territorio in un determinato arco temporale con periodizzazioni riferite a fasi omogenee. Con l’esclusionedel primo ciclo, quello di una crescita straordinaria durata quattordici anni, dal 1951 al 1964, dovuto alla ricostruzione eal miracolo economico, oggi viviamo la fine della fase espansiva più lunga in assoluto, iniziata nel 1995, In particolaredal 2000 al 2007 si determinato il più intenso boom del mercato immobiliare registrato in Italia.
  18. 18. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA18Limitandoci all’edilizia residenziale, il ridimensionamento e la riconfigurazione della domanda evi-denziano nuove esigenze di sostenibilità ambientale e sociale che caratterizzano una domanda diresidenzialità profondamente diversa rispetto agli standard consolidati che hanno caratterizzato iprecedenti cicli edilizi.Gli acquirenti di immobili sono sempre più attenti e consapevoli dei vantaggi che lacquisto di unimmobile di qualità può loro apportare sia in termini di miglioramento delle condizioni di vita, siain termini di riduzione dei costi di manutenzione nel medio e lungo periodo. Per una fascia di fami-glie a più alto reddito, emerge una domanda matura che esprime nuove esigenze di qualità epremia aspetti come quelli dellinnovazione tecnologica, del risparmio energetico e del benes-sere abitativo. Un vero e proprio "salto di scala" nella qualità della domanda, con le famiglie chesembrano puntare ad una valorizzazione del loro investimento. Si tratta di una domanda che spessosi scontra con la bassa qualità del patrimonio edilizio esistente e che contribuisce in parte a spiegarela contrazione di compravendite e prezzi nel segmento di mercato dellusato e la corrispondente te-nuta del nuovo. Il concetto di qualità, declinato in tutte le sue molteplici accezioni, diventa ilprincipio guida per una nuova fase di produzione e riqualificazione edilizia. L’abitazione comebene “distintivo” di qualità elevata è uno degli aspetti centrali della riflessione sui modi dell’abitare.Poiché tale tendenza, a dispetto della crisi, appare piuttosto strutturata e radicata nella società italia-na, è facile ipotizzare che anche in futuro il settore immobiliare costituisca uno dei principali merca-ti ove realizzare aspettative, desiderio di appartenenza, senso d’identità.Non va, inoltre, trascurato che sta crescendo una nuova domanda di abitazioni sociali, che nontrova, al momento, risposte in unofferta economicamente alla sua portata. Il drastico calo dellecompravendite di abitazioni, registrato nel recente periodo, evidenzia che gli effetti della crisi hannofortemente indebolito il potere dacquisto di alcune fasce di acquirenti. La crisi ha esteso il disagioabitativo ad un’area sempre più vasta di ceto medio (famiglie a reddito fisso, famiglie numerose,giovani coppie, lavoratori temporanei, studenti fuori sede, anziani, ecc.). Si tratta di soggetti i cuilivelli di reddito non consentono di accedere ai programmi di edilizia sociale sovvenzionata, ma cheallo stesso tempo non hanno mezzi adeguati per accedere alla casa in proprietà e soffrono del rile-vante aumento degli affitti. A fronte di questa domanda si assiste recentemente allo sviluppo di pro-getti che mirano all’housing sociale perseguendo strategie di offerta articolate tra edilizia privata eedilizia sociale con la partecipazione di soggetti no profit e fondazioni bancarie. A questi progetti siaffianca l’esigenza di tecniche di costruzione low cost, con processi di progettazione integrata e diindustrializzazione leggera che trasformano il cantiere sempre più in un luogo di assemblaggio dicomponenti prefabbricati, con una significativa contrazione dei tempi e dei costi di realizzazione.La grande sfida per i costruttori e per le amministrazioni pubbliche, che hanno la responsabilità delgoverno del territorio è oggi la sua riqualificazione a cominciare dal recupero edilizio e dalla ri-conversione in termini funzionali delle aree degradate, presenti un po ovunque, sia allinternodei centri storici sia nelle periferie urbane e industriali. Le prospettive di questo comparto sonopotenzialmente enormi; è richiesto, tuttavia, un grande impegno sia agli imprenditori, chiamati a ge-stire operazioni complesse, sia alle pubbliche amministrazioni, cui si impone uno scatto in terminidi semplificazione e di rapidità decisionale. Vista la crescente riduzione delle risorse di cui dispon-gono le Amministrazioni Pubbliche, è evidente che il partenariato pubblico - privato rappresentiuna strada obbligata per promuovere operazioni di riqualificazione del tessuto edilizio e sociale, chediano alle nostre città nuovi servizi ed una nuova estetica, nel segno dellefficienza e della moderni-tà.A fronte di questa evoluzione della domanda il settore delle costruzioni deve oggi ripensare il pro-prio modello di offerta attraverso il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale,economica e culturale che consentano al settore di trasformarsi in un’industria della conoscenza e
  19. 19. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA19dei servizi, orientata ai bisogni del cliente e caratterizzata dall’innovazione. In particolare, so-no quattro i principali fronti di innovazione organizzativa e tecnologica aperti nel settore edilizio:• da un lato, “costruire sostenibile” e “curare la manutenzione degli edifici” aspetti che condi-zioneranno le pratiche del costruire nei prossimi decenni;• dall’altro, “costruire edifici comodi e fruibili” e “costruire presto e bene”, aspetti aperti dapiù tempo ma ancora lontano dall’avere esaurito la loro spinta propulsiva.A ciò si aggiunge lo sviluppo di competenze capaci di affrontare un mercato in cui sono sempre piùsfumati confini tra pubblico e privato e tra lavori e servizi ed in cui l’impresa di costruzione èsempre più chiamata a svolgere un ruolo a monte – promozione, innovazione e finanzia - e avalle – gestione e manutenzione – del processo produttivo.Le riflessioni ruotano intorno alla necessità di una nuova cultura imprenditoriale unita a una ri-alfabetizzazione della progettualità tecnologica ed economico finanziaria, capace di far parteciparealle opportunità nascenti dai nuovi mercati il sistema della piccola e media impresa che rappresentail cuore del settore delle costruzioni.Essere imprenditori delle costruzioni è e sarà sempre più difficile in un mercato sempre più ridottoe selettivo e per questo più complicato, perché richiede maggiori risorse finanziarie, maggiori capa-cità progettuali, maggiori conoscenze tecnologiche. E’ necessario ripensamento del ruolo tradizio-nale dellimprenditore edile, che non può più essere solamente “costruttore”, ma deve acquisire, insinergia con le altre componenti del sistema, nuove professionalità, in modo da proporre ai suoiclienti, pubblici e privati, non più solo il “prodotto edilizio”, ma un insieme articolato di prestazionie servizi. Limprenditore edile del futuro dovrà essere allo stesso tempo promotore immobilia-re, progettista, esecutore, venditore e gestore dellimmobile che ha realizzato, mettendosi in“rete” con altri professionisti e imprenditori.E’ sempre più necessario il passaggio ad una reale dimensione industriale, passaggio seriamente o-stacolato dalla frammentazione del settore. Per tale motivo, lavorare in reti di impresa caratteriz-zate da maggiore stabilità è la strada per continuare ad essere competitivi, ottimizzando i costi ecreando le condizioni per offrire un prodotto di qualità al giusto prezzo di mercato. Per la fascia del-le imprese di media e piccola dimensione, la risposta alle nuove sfide competitiva si può basare solosullo sviluppo di nuovi modelli di alleanze strategiche, orizzontali e verticali all’interno della filieraallargata del settore delle costruzioni.Come vedremo dai dati riportati nella presente ricerca, tra le stesse imprese si è ormai diffusa laconsapevolezza che la maggiore competitività delle singole imprese e dellintero sistema dipendedalla concreta capacità dei vari attori della filiera di integrare le loro attività, valorizzando ciascunole proprie specifiche competenze e senza per questo necessariamente rinunciare alla propria identitàdi impresa.
  20. 20. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA203. Alcuni dati di contesto sulle imprese nel settore delle costruzioni inprovincia di TrentoLe costruzioni rappresentano un settore fondamentale dell’economia trentina, sia in termini di ric-chezza prodotta che sotto il profilo occupazionale, le cui positive performance, almeno fino al 2006,hanno contribuito in misura significativa alla “tenuta” del PIL provinciale.L’elevato peso economico dell’edilizia in Trentino può senz’altro essere interpretato come il risulta-to di una forma di specializzazione dell’economia provinciale nel settore. Nel 2008 le imprese dicostruzioni rappresentano il 16% dell’intero tessuto produttivo della provincia di Trento, superandonotevolmente l’intera area manifatturiera che rappresenta solo il 10% delle attività economiche tren-tine. C’è da considerare, inoltre, che una parte delle imprese normalmente raggruppate nel settoreterziario dei servizi come le attività immobiliari, frequentemente, possono rientrare nelle imprese dicostruzioni. Per questo motivo l’incidenza dell’intera filiera di costruzioni sul tessuto produttivoprovinciale è da considerarsi superiore al 16%.Il settore delle costruzioni, che aveva subito nel corso di buona parte degli anni Novanta un signifi-cativo ridimensionamento, ha poi evidenziato, a partire dal 1998 un’inversione di tendenza. Infatti,la presenza di una riduzione generalizzata dei tassi di interesse, le agevolazioni fiscali accordate eduna spesa pubblica più sostenuta hanno stimolato la domanda di investimenti immobiliari, specienel settore delle ristrutturazioni, in modo sufficiente ad invertire il trend negativo degli anni prece-denti. Nel 2007, dopo anni di crescita continua, è iniziata una nuova fase di contrazione dell’attivitàche è proseguita, fino ad oggi in maniera abbastanza marcata.Un’analisi sull’andamento del numero di imprese è reso possibile dai dati Infocamere riportatinella seguente tabella: dal 2000 al 2008 il numero totale d’imprese attive nel settore delle costruzio-ni in provincia di Trento passa da 5.959 a 7.568 con una variazione percentuale del 22,2%. Nellastessa misura aumentano anche le imprese di costruzioni artigiane che, infatti, rappresentano piùdell’80% dell’intero settore di costruzioni, nel corso dei vari anni. Nel 2000 l’artigianato rappresen-ta l’82% dell’intero settore di costruzioni, mentre nel 2009 sale all’83%.Tabella 1: Andamento imprese del settore costruzioni in provincia di Trento.2000 2008 2009var%00-08Totale imprese costruzioni 5.959 7.663 7.568 22,2%Imprese costruzione artigianato 4.899 6.351 6.278 22,9%Fonte: nostra elaborazione su dati InfocamereQuindi, l’aumento totale delle imprese nel settore costruzioni si può attribuire quasi esclusi-vamente alle imprese artigiane. Tra il 2000 e il 2008, a Trento, sono nate 1.704 imprese di cui 252sono industriali mentre 1.452 sono artigiane, ciò significa che per ogni nuova singola impresa indu-striale ne sono nate 5,76 di artigiane.Una ripartizione delle imprese per classe di addetti è resa possibile dai dati dall’archivio ASIAdell’ISTAT (2007) che riporta l’esistenza di 6.264 imprese appartenenti al settore delle costruzioni.
  21. 21. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA21Rispetto al numero di imprese attive in Provincia di Trento – pari complessivamente a 45.217 unità- le imprese di costruzione rapprendano, come già evidenziato, il 16 % del totale provinciale. Sulfronte occupazionale in Trentino i lavoratori impiegati nel settore delle costruzioni sono quantificatiin 24.560 unità, pari al 13,7% della forza lavoro complessiva provinciale (178.989). Dalla tabellaseguente si riscontra la dimensione limitata delle imprese edili, indice di un elevato grado diframmentazione dell’assetto produttivo.Tabella 2: Unità locali e addetti nelle unità localiClasse di addetti Unità locali Addetti1 addetto 4.164 4.441,57Da 2 a 9 addetti 2.617 10.337,98Da 10 a 19 addetti 335 4.556,83Da 20 a 49 addetti 129 3.917,47Da 50 a 249 addetti 19 1.289,65> 250 addetti 0 0Totale complessivo 7.264 24.544Fonte: ISTAT archivio statistico imprese attiveCome è riscontrabile dai grafici riportati di seguito nel complesso:• la microimpresa (< di 10 addetti) rappresenta il 93,3 % delle imprese di costruzione in Trentino eda lavoro al 60,2 % degli occupati nel settore.• la piccola impresa (da 10 a 50 addetti) rappresenta il 6,4% delle imprese e da lavoro al 34,5%degli addetti.• la media impresa (da 50 a 249 addetti) rappresenta lo 0,2 % del totale provinciale e da lavoro al5,2 % degli addetti.Figura 3: Settore costruzioni. Percentuale imprese per classe dimensionale.
  22. 22. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA22Figura 4 Settore costruzioni: Percentuale addetti per classe dimensione delle unità localiIl sistema delle imprese di costruzioni trentine, visto nel suo insieme, si connota per alcune caratte-ristiche generali, che è opportuno richiamare brevemente. A fronte di una sostanziale assenza digrandi aziende di costruzioni e contestuale assenza di imprese di costruzioni appartenenti a grandigruppi d’impresa, il sistema appare relativamente distribuito (se si eccettuano partite iva individuali,cottimisti, lavoratori autonomi) su tre livelli dimensionali:• una dimensione artigiana, preponderante sia per quanto attiene al numero di imprese sia perquanto riguarda il numero degli occupati; sono imprese che operano prevalentemente in contoterzi, nelle ristrutturazioni e nei lavori di finitura, ma non mancano realtà che operano autono-mamente sul mercato immobiliare privato;• la dimensione intermedia, rappresentata dalle imprese (comunque di piccole dimensioni) chelavorano prevalentemente in conto proprio, gestendo l’intero ciclo produttivo, dall’acquisto deiterreni alla vendita, affidando quote variabili di produzione all’esterno – perlopiù a imprese arti-giane del primo tipo -; in questo gruppo rientrano anche le piccole imprese che operano nel cam-po dei lavori pubblici, generalmente un po’ più strutturate delle altre;• un gruppo relativamente ristretto di medie imprese, che generalmente operano in più campi(pubblico e privato) e secondo diverse modalità (conto proprio e conto terzi) e che di solito pre-sentano una superiore articolazione di prodotto e del mercato (anche con quote fuori regione).Il sistema è completato dalle piccole società di sviluppo immobiliare - senza attività di costruzioni -per quanto non poche tra le aziende del secondo gruppo tendano recentemente a convergere su que-sto tipo di operatore e dal settore cooperativo che, in provincia di Trento, si compone perlopiù dicooperative di abitazione specializzate però nella parte di sviluppo immobiliare e non di costruzioni.Il profilo prevalente di imprese analizzato nella presente indagine si compone di piccole e medieimprese “industriali” che, con qualche forzatura, possono essere considerati l’equivalente “funzio-nale”, in edilizia, di quella media impresa manifatturiera che molti osservatori considerano il veroarchitrave produttivo del paese, in quanto capace, attraverso i propri processi di outsourcing, disvolgere un ruolo di stabilizzazione delle aggregazioni tra imprese e di diffusione dell’innovazione.
  23. 23. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA233.1 La formazione del campione di imprese coinvolte nell’indagineGli obiettivi posti alla base della presente indagine hanno condizionato la formazione del campionedelle imprese da analizzare. I dati riportati nei successivi capitoli non sono quindi da interpretarecome dati assoluti, rappresentativi dell’universo delle imprese del settore delle costruzioni in Tren-tino, quanto piuttosto di una più ristretta fascia di imprese che, già nella fase di predisposizione delcampione, si presumeva potessero essere orientate all’acquisizione di innovazioni nel campo dellasostenibilità e al consolidamento di reti di collaborazione tra imprese.L’obiettivo di fondo della ricerca riguarda l’individuazione di un nucleo di imprese che svolgono ilruolo di leader di filiera attorno a cui si “ricondensa” il tessuto frammentato e molecolare del pro-cesso edilizio e che sono capaci di fare evolvere il loro retroterra di relazioni produttive. Partendodalle strategie evolutive di questo nucleo di imprese committenti si può forse capire come i processid’innovazione si diffondono sul territorio, lungo i percorsi del subappalto e della subfornitura, ecome possono essere ulteriormente sostenuti ed incrementati.Il consolidamento di reti di fornitura a livello locale consente alle imprese leader di filiera di rag-giungere un maggiore livello di flessibilità nei confronti del mercato, grazie all’utilizzo di compe-tenze sedimentatisi a livello locale. In quest’ottica tendono ad instaurarsi legami preferenziali e sta-bili con fornitori e subappaltatori selezionati in grado di rispondere a standard definiti, diminuisce lasostituibilità degli attori relativamente ad alcune fasi del processo produttivo, aumenta la specificitàdegli investimenti in conoscenza, logistica e sistemi di garanzia.In sostanza, si è cercato di individuare un campione di imprese che - almeno sul piano teorico - pre-sentassero le caratteristiche del first mover che guida di volta in volta le altre imprese nei processi diaggregazione e di innovazione. La scelta del campione si è quindi orientata, in prima istanza versole imprese:• maggiormente strutturate sul piano dimensionale e di mercato;• maggiormente attive nel campo dell’edilizia residenziale (campo particolarmente suscettibile aforme pervasive di innovazione);• che svolgono un ruolo da impresa generale, quindi con un significativo ricorso all’outsoucing(senza per questo escludere dall’indagine le imprese specialiste ed il pulviscolo del lavoro auto-nomo);• che fossero già coinvolte in reti di innovazione operanti nella realtà trentina.Sulla base di questa prima approssimativa griglia di selezione è stato costruito un indirizzario di 200imprese vagliando gli elenchi dei soci del distretto tecnologico Habitech e dei soci di GBC Italia, esuccessivamente integrando il campione con imprese segnate dall’Ance di Trento, dalla Federazio-ne delle cooperative, e dall’Associazione artigiani. A tali imprese è stata inviata una lettera di pre-sentazione dell’indagine e di richiesta di intervista.Come avviene in questo tipo di indagini la reale formazione del campione è stata determinatadalla disponibilità delle imprese a concedere l’intervista. Nel periodo maggio - settembre 2010sono state intervistate 91 imprese a cui è stato somministrato un questionario strutturato partico-larmente articolato. Considerata la complessità del questionario le interviste sono state direttamenterealizzate da ricercatori (giovani laureati impegnati in uno stage presso Trentino Sviluppo SpA) inmodo da chiarire all’istante ogni dubbio di interpretazione delle domande contenute nel questiona-rio.
  24. 24. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA24All’analisi quantitativa è stata aggiunta un’analisi di tipo qualitativo, realizzata con interviste a unadecina di testimoni privilegiati (delegati comprensoriali delle associazioni, aziende di fornitura dimateriali edili, istituti bancari, ecc.) che ha consentito una maggior differenziazione delle dinamichedel comparto nei vari territori provinciali e l’approfondimento di alcune tematiche emerse durantel’indagine quantitativa.Box 1: Le imprese del campioneNell’ambito delle 91 imprese analizzate:• 57 imprese sono associate a Confindustria (Ance);• 19 imprese sono artigiane;• 3 imprese fanno riferimento al sistema cooperativo;• 12 imprese hanno dichiarano di non fare riferimento ad alcuna associazione di rappresentanza;• 21 imprese sono partner del Distretto tecnologico trentino Habitech;• 5 imprese sono partner dell’Agenzia CasaClima.3.2 La distribuzione territoriale del campioneUna ripartizione del numero totale delle imprese per comprensorio è fornita dal Servizio statisticodella PAT sempre sulla base dei dati ASIA ISTAT 2007.Tabella 3 Imprese e addetti del settore costruzioni per comprensorioComprensori Imprese % Addetti %della Valle di Fiemme 392 5,67 1.320 5,37di Primiero 130 1,88 482 1,96della Bassa Valsugana e del Tesino 389 5,62 1.721 7,01Alta Valsugana 795 11,49 2.133 8,68della Valle dellAdige 2.027 29,30 7.920 32,25della Valle di Non 527 7,62 1.709 6,96della Valle di Sole 275 3,98 892 3,63delle Giudicarie 673 9,73 2.414 9,83Alto Garda e Ledro 532 7,69 1.979 8,06della Vallagarina 1.025 14,82 3.479 14,17Ladino di Fassa 152 2,20 513 2,09Provincia 6.917 100 24.560 100(*) Archivio Statistico delle Imprese AttiveFonte: Istat - PAT, Servizio StatisticaPur nella casualità che ha caratterizzato formazione del campione di indagine - su cui ha fortementeinciso la disponibilità delle imprese a concedere l’intervista – si è riusciti a mantenere una certaproporzionalità nella rappresentatività del campione su base territoriale.
  25. 25. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA25Figura 5 Percentuale distribuzione territoriale delle imprese di costruzione ( campione e universo di riferimen-to).
  26. 26. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA264. Le caratteristiche delle imprese indagate.4.1 Modalità operative delle imprese.Un primo dato importante che caratterizza la tipologia delle imprese riguarda le modalità operativedell’impresa all’interno del processo edilizio. Coerentemente con quelle che erano le finalitàdell’indagine, la maggior parte delle imprese intervistate (68) si caratterizza come impresa genera-le di costruzioni.Tali tipologie di imprese edili acquisiscono commesse la cui realizzazione richiede competenze plu-ri-disciplinari ed operano coordinando in cantiere i lavori di singole imprese specializzate e lavora-tori autonomi (outsourcing).Tabella 4 Modalità operative dell’impresa.Tipologie di impresa: v.a.Impresa generale 68Imprese individuali e lavoratori autonomi 10Impresa specializzata 9Impresa che partecipa a consorzio ammesso ai pubblici appalti 3Altro 1Totale 91Le suddette imprese generali devono assicurare la capacità di efficace coordinamento e gestionedelle attività operative (sia progettuali, sia realizzative) affidate all’esterno (governodell’outsourcing), fra loro anche diversificate (flessibilità), mantenendo piena responsabilità neiconfronti della committenza in ordine alla qualità delle opere realizzate.Una larga parte delle imprese italiane – indipendentemente dalla dimensione – opera prevalente-mente come impresa generale di costruzione, coordinando dei subappaltatori; la caratteristica di im-presa generale di costruzione può facilmente essere desunta, oltre che dalle modalità operative dellastessa impresa, dal rapporto fra fatturato e numero medio di dipendenti nell’anno: sembra, infatti,sostenibile che a fatturati procapite superiori a 150.000 euro corrisponda una quota di subappaltisuperiore al 50% del fatturato e quindi sostanzialmente un’impresa generale di costruzione.Essere impresa generale di costruzione è una caratteristica strutturale che condiziona il modo di o-perare e non è correlata alle tipologie di lavorazioni effettuate o, ancor meno, alle categorie compre-se nell’attestato rilasciato dalla SOA: Esistono imprese generali di costruzione che operano in setto-ri ad elevata specializzazione come ad esempio il restauro o l’impiantistica elettrica.Tra le imprese generali di costruzione rientra anche la figura denominata “General Contractor”(Legge obiettivo 190/2002) ma le due figure non devono essere confuse. Il contraente generale è,infatti, un’impresa generale di costruzioni dotata di particolari caratteristiche dimensionali, tecnichee finanziarie.Sul fronte opposto troviamo 9 imprese intervistate che operano come imprese specializzate. Sonoimprese che operano prevalentemente in uno o più settori specialistici, secondo procedimen-ti/procedure standardizzati, generalmente in subappalto alle imprese generali di cui sopra. Le
  27. 27. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA27suddette imprese devono assicurare il possesso ed il mantenimento di adeguata competenza tecnicaspecialistica e la disponibilità di adeguate risorse umane e strumentali. In tal senso, queste tipologiedi imprese edili sono più simili, nel loro modo di operare, alle imprese manifatturiere.Le imprese individuali e i lavoratori autonomi coinvolti nell’indagine sono in totale 10. Tale tipodi imprese rappresenta lo “zoccolo duro” del settore edilizio trentino (e italiano) composto in preva-lenza da imprese artigiane senza lavoratori dipendenti. Come evidenziato nella tabella 1 e nelle fi-gure 3 e 4 riportate nei precedenti paragrafi, le imprese edili con un solo addetto in provincia diTrento rappresento il 53,7% delle imprese ed il 18,1% degli addetti nel settore: la consistenza delleimprese individuali nel settore delle costruzioni non è solo un elemento strutturale ma anche ten-denziale. Non vi è dubbio, che in rapporto al peso che ha nel comparto a livello provinciale, questatipologia d’impresa, è - nell’ambito della presente indagine – decisamente sottorappresentata. Sitratta comunque dell’ultimo anello della filiera del costruire ed il loro coinvolgimento nell’indagineè stato volutamente parziale in quanto è abbastanza difficile attribuire a questo tipo di imprese stra-tegie orientate all’innovazione e all’aggregazione.Per ultime (3 imprese) troviamo le imprese partecipanti a consorzi ammessi ai pubblici appalti.Questi consorzi concorrono in prima persona alle procedure di affidamento delle opere, assumendola titolarità e responsabilità professionale e giuridica della relativa realizzazione. La struttura attra-verso la quale garantiscono l’esecuzione delle lavorazioni e delle altre prestazioni oggetto del con-tratto è, per legge, quella costituita dall’insieme delle società consorziate, considerate parte organicadella struttura consortile. Il trasferimento ad una consorziata della responsabilità per l’esecuzionedel contratto avviene attraverso un atto specifico (l’assegnazione) che non costituisce subappalto.Ne consegue che la qualità delle opere realizzate dipende dalle capacità complessive delle impreseconsorziate nel loro insieme che, come si è detto, costituisce parte integrante e essenziale dellastruttura consortile.4.2 Forma giuridica e partecipazione a gruppi d’impresaIl dato relativo alle forme giuridiche assunte dalle imprese indagate riflette le caratteristiche delleimprese del settore in termini di modalità operative e dimensioni delle unità locali. Le società di ca-pitale hanno un “peso” più elevato dove la necessità di far fronte a lavori completi di costruzionespinge le imprese a dotarsi di strutture aziendali più complesse Per contro, il comparto che richiedesingole specializzazioni produttive oltreché bassi investimenti, si caratterizza per l’ampia prevalen-za di società di persone. Data la prevalente tipologia d’imprese analizzate, le forme giuridiche piùdiffuse riguardano, per l’appunto, le società di capitali, in particolare la S.r.l (57 imprese); mentre laS.p.A. si colloca a notevole distanza riguardando 9 imprese tra quelle analizzate.Tabella 5 Forma giudica dell’impresa.Forma giuridica v.a.S.r.l. 57S.n.c. 12S.p.A 9S.a.s. 5Cooperativa 4Impresa individuale 3Consorzio 1Totale 91
  28. 28. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA28Abbastanza diffusa è anche la S.n.c (12 imprese) e limitate a 5 casi le S.a.s.: quest’ultimo tipo disocietà, nasce solitamente quando ci sono dei soggetti capitalisti che vogliono investire, ma limitareil proprio rischio, e soggetti imprenditori che sono in possesso di una parte limitata di capitali. Loscarso numero di imprese individuali (solo 3 imprese) riflette lo scarso peso attributo a questo tipodi imprese nella definizione del campione utilizzato nella presente indagine, ma anche il fatto che leimprese individuali e i lavoratori autonomi si dotano spesso di forme giuridiche più complesse.Tabella 6 Forma giuridica per tipologia d’impresa.ImpresaGeneraleImpresaIndividuale eLavoratoriautonomiImpresaspecializzataImpresapartecipantea consorzi perpubbliciappaltiAltroTotaleS.r.l. 44 4 8 1 57S.n.c. 9 2 0 1 12S.p.A 9 0 0 9S.a.s. 4 0 1 0 5Cooperativa 1 1 0 1 1 4Impresa individuale 0 3 0 0 3Consorzio 1 0 0 0 1Totale 68 10 9 3 1 91Lappartenenza a gruppi è un altro indicatore della struttura di relazioni tra imprese. La formazio-ne dei gruppi è nei fatti una forma di integrazione verticale9attuata attraverso l’acquisizione (o cre-azione) di aziende subfornitrici o comunque complementari al ciclo produttivo. Si tratta di un mo-dello che può essere in molti casi interpretato come la “formalizzazione” di rapporti inter-aziendalidi filiera e che segna in molti casi una fase cruciale nella crescita delle imprese: non una crescita pervia interna (con l’ampliamento della base occupazionale) bensì per linee esterne, attraversol’acquisizione (o la creazione ex novo) di imprese, nella maggior parte dei casi legate al core busi-ness aziendale e aggregate in forma gerarchica sotto un’impresa leader ben riconoscibile sul merca-to. I principali benefici derivati dalla formazione del gruppo, riguardano la possibilità di favorire laspecializzazione delle attività produttive, di accedere a mercati di dimensioni di più ampie e di svi-luppare maggiori opportunità di business rispetto a quanto sarebbe possibile operando singolarmen-te.Nell’ambito del campione analizzato 16 imprese hanno dichiarato di far parte di un gruppo, diqueste, 6 hanno partecipazioni (o sono partecipate) in società immobiliari, presidiando in tal mo-do la funzione di vendita.9Nella microeconomia e nel management strategico, il termine integrazione verticale descrive uno stile di possesso edi controllo. Compagnie integrate verticalmente sono unite attraverso una gerarchia e condividono un proprietario co-mune. Di solito ogni membro della gerarchia si occupa di prodotti differenti e i prodotti insieme soddisfano un bisognocomune. Tramite questo approccio strategico, la compagnia può godere di molti benefici: il controllo dei processi e del-le fonti, la riduzione dei rischi di stockout delle scorte, impiego degli slack di capacità produttiva, leliminazione deicontrasti con i fornitori a monte, una maggiore customizzazione dei prodotti o dei servizi erogati, lo sfruttamento di e-conomia di scala (con lo svantaggio di perdere specializzazione) e la conservazione del talento organizzativo.
  29. 29. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA29Tabella 7 Appartenenza a gruppi per tipologia di impresa.Tipologie di impresa: SI NO TotaleImpresa generale 15 54 68Imprese individuali e lavoratori autonomi 0 10 10Impresa specializzata 0 9 9Impresa che partecipa a consorzio ammesso ai pubblici appalti 1 2 3Altro 0 1 1Totale 16 75 91Tabella 8 Appartenenza a gruppi per forma giuridica.Forma giuridica SI NO TotaleS.r.l. 11 46 57S.n.c. 1 11 12S.p.A 4 5 9S.a.s. 0 5 5Cooperativa 0 4 4Impresa individuale 0 3 3Consorzio 0 1 1Totale 16 75 914.3 Attestazione SOA e certificazioniLa qualificazione delle imprese è un elemento strategico per affrontare il mercato. Le domande ri-guardanti la presenza di certificazioni ISO 9000 e la presenza di attestazione SOA evidenziano, in-fatti, che le imprese del campione guardano, in una percentuale assolutamente rilevante, alla certifi-cazione di qualità come un elemento importante per stare sul mercato, in quanto legata alla capacitàdell’impresa di organizzarsi al suo interno. La normativa vigente prevede un sistema unico di quali-ficazione delle imprese di costruzione, obbligatorio per tutti gli esecutori di lavori pubblici di im-porto superiore a 150.000 euro, attuato da società per azioni di diritto speciale denominate S.O.A.(Società Organismi di Attestazione), appositamente autorizzate dall’Autorità per la vigilanza suicontratti pubblici e da questa controllate. Le imprese qualificate SOA sono iscritte in un appositoCasellario, in vigore dal 2000, che costituisce un importante strumento informativo a disposizionedelle stazioni appaltanti, nell’ottica di una maggiore semplificazione delle procedure di gara.Nell’ambito delle imprese analizzate le qualificate SOA sono 63 su 91. Tra queste troviamo:• 46 imprese generali di costruzioni (su 68);• 6 imprese specializzate (su 9);• 7 imprese individuali ( su 10);• e, naturalmente, tutte tre le imprese aderenti a consorzi ammessi a pubblici appalti.Le 28 imprese che non hanno acquisito la qualificazione SOA hanno motivato tale scelta con il fattodi non partecipare volutamente ad appalti pubblici.Condizione necessaria per il rilascio dell’attestazione da parte di una SOA (per classifiche maggiorio uguali alla III) è in ogni caso il possesso da parte di un’impresa di un certificato ISO 9000.All’interno del campione analizzato le imprese che hanno dichiarato di possedere la certificazioneISO 9001 sono 63. Sono, inoltre, 5 le imprese che, oltre, all’ISO 9001, sono anche in possesso dellacertificazione ISO 14001.
  30. 30. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA30Tabella 9 Qualificazioni SOA delle imprese intervistate.Qualificazioni SOAIFino a €258.228IIFino a €516.457IIIFino a €1.032.913IVFino a €2.582.284VFino a €5.164.569VIFino a €10.329.138VIIFino a €15.493.707VIIIOltre a €15.493.707TotaleOG 1 Edifici civili e industriali 1 2 4 12 15 12 3 12 61OG 2 Restauro e manutenzione dei beni immobili sottoposti a tutela 1 5 3 1 1 1 12OG 3 Strade, autostrade, ponti, viadotti, ferrovie, metropolitane 1 4 14 6 6 3 2 36OG 4 Opere d’arte nel sottosuolo 1 1OG 5 Dighe 1 1OG 6Acquedotti, gasdotti, oleodotti, opere di irrigazione e di eva-cuazione2 3 6 3 6 3 23OG 7 Opere marittime e lavori di dragaggioOG 8 Opere fluviali, di difesa, di sistemazione idraulica e di bonifica 3 3 6OG 9 Impianti per la produzione di energia elettricaOG 10Impianti per la trasformazione e distribuzione di energia elet-tricaOG 11 Impianti tecnologiciOG 12 Opere ed impianti di bonifica e protezione ambientale 1 1 2 1 5OG 13 Opere di ingegneria naturalistica 1 1 1 3OS 1 Lavori in terra 1 3 5 1 1 11OS 2 Superfici decorate e beni mobili di interesse storico e artisticoOS 3 Impianti idrico-sanitario, cucine, lavanderie 1 1OS 4 Impianti elettromeccanici trasportatoriOS 5 Impianti pneumatici e antintrusioneOS 6Finiture di opere generali in materiali lignei, plastici, metallici evetrosi2 1 1 4OS 7 Finiture di opere generali di natura edile 1 1 2OS 8 Finiture di opere generali di natura tecnica 2 2OS 9 Impianti per la segnaletica luminosa e la sicurezza del trafficoOS 10 Segnaletica stradale non luminosaOS 11 Apparecchiature strutturali speciali 1 1OS 12 Barriere e protezioni stradali 1 1 2OS 13 Strutture prefabbricate in cemento armato
  31. 31. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA31OS 14 Impianti di smaltimento e recupero rifiutiOS 15 Pulizia di acque marine, lacustri, fluvialiOS 16 Impianti per centrali produzione energia elettricaOS 17 Linee telefoniche ed impianti di telefoniaOS 18 Componenti strutturali in acciaio o metallo 2 1 1 4OS 19Impianti di reti di telecomunicazione e di trasmissioni e trat-tamento à.OS 20 Rilevamenti topograficiOS 21 Opere strutturali speciali 3 6 2 1 12OS 22 Demolizione di opere 1 1 2OS 23 Impianti di potabilizzazione e depurazione 1 4 1 6OS 24 Verde e arredo urbano 1 2 2 5OS 25 Scavi archeologiciOS 26 Pavimentazioni e sovrastrutture speciali 1 1OS 27 Impianti per la trazione elettricaOS 28 Impianti termici e di condizionamentoOS 29 Armamento ferroviarioOS 30 Impianti interni elettrici, telefonici, radiotelefonici e televisiviOS 31 Impianti per la mobilità sospesaOS 32 Strutture in legno 1 1 1 3OS 33 Coperture speciali 1 1OS 34 Sistemi antirumore per infrastrutture di mobilità 1 1
  32. 32. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA324.4 Gli addetti.La ripartizione delle 91 imprese analizzate per classi di occupati in azienda (inclusi titolari, soci efamiliari se operativi in azienda) è schematizzata nella seguente tabella da cui si evidenzia: il 24 %di microimprese; il 60 % di piccole imprese; il 16 % di medie imprese. Gli estremi sono rappre-sentati da 4 imprese senza dipendenti (una ha più soci operativi) e da due imprese con più di 100dipendenti (rispettivamente 110 e 120 dipendenti).Tabella 10 Numero di imprese per classi di addetti.Occupati N.1 occupato (il titolare) 3Da 2 a 9 occupati 19Da 10 a 19 occupati 33Da 20 a 49 occupati 21da 50 a 120 occupati 14Non risposto 1Totale 91In totale nelle 90 imprese analizzate (un’impresa non ha fornito i dati relativi al personale) sonooccupate 2.161 persone. Una ripartizione percentuale di tali occupati per livello di inquadramen-to è schematizzata dal seguente grafico in cui si rileva il 66% di figure operarie (dove a prevaleresono gli operai specializzati e super specializzati) e il 34% di figure “terziarie” (dove a prevale-re sono i tecnici).Figura 6 Percentuale personale delle imprese per livello di inquadramento.
  33. 33. Habitech Distretto tecnologico Trentino Trentino Sviluppo SpA33Chiaramente tali livelli di inquadramento del personale occupato in aziende non sono rilevabili intutte le aziende del campione e la loro consistenza varia a seconda della dimensione dell’impresa. Idati rilevati evidenziano come:• la microimpresa si caratterizza per una maggiore percentuale di soci e famigliari coinvoltinell’operatività dell’impresa:• la piccola impresa si caratterizza per una maggiore percentuale di operai specializzati e super-specializzati;• la media impresa si caratterizza per la maggiore percentuale di personale tecnico, oltre che perla presenza di dirigenti e quadri (comunque presenti, anche se in misura più limitata, nella pic-cola impresa).Figura 7 Percentuale personale delle imprese per livello di inquadramento e per dimensione d’impresa.9,1 9 9,318,2 20,1 19,423,642,234,519,117,9 30,7309,330%10%20%30%40%50%60%70%80%90%100%Microimprese Piccole imprese Medie impresesoci e famigliari operatividirigentiquadriimpiegati tecnicioperaispecializzati/superspecializzatioperai qualificatioperai comuniTabella 11: Numero imprese con personale per livello di inquadramento.MicroimpresePiccoleimpreseMedieimpreseTotaleNumero aziende: 22 54 14 90senza dipendenti 4 - - 4con operai comuni 7 31 11 49con operai qualificati 8 43 13 64con operai specializzati/super specializzati 11 50 14 75con impiegati tecnici 10 42 13 65con quadri 0 2 9 11con dirigenti 0 7 4 11Con soci e famigliari operativi 16 37 10 63Un dato di interesse rispetto alla composizione del personale delle aziende è dato dalla percentualedi personale operativo in azienda su diverse funzioni aziendali. Ad interessare è in particolare laquota di personale interno all’impresa dedicato alla produzione di conoscenza (progettazione, ri-cerca, design, sviluppo processi) alla logistica di produzione e di mercato (sistemi informativi,

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