Aldo De Gioia presenta "Sentimento e fantasia"
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Aldo De Gioia presenta "Sentimento e fantasia"

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Power Point illustrato durante la prima conferenza di approfondimento di storia della canzone partenopea nel corso della II Crociera della Musica Napoletana. ...

Power Point illustrato durante la prima conferenza di approfondimento di storia della canzone partenopea nel corso della II Crociera della Musica Napoletana.
Verrà mostrato un excursus di tutti i grandi nomi della canzone napoletana, dalle origini alla decadenza

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    Aldo De Gioia presenta "Sentimento e fantasia" Aldo De Gioia presenta "Sentimento e fantasia" Presentation Transcript

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    • Sentimento e Fantasia
    • L’ Imperatore Romano Nerone (37-68 d.c.) è uno dei pionieri della canzone napoletana: celeberrima è la sua esibizione canora del 65 d.c. presso il Teatro Odeon, situato sotto il Decumano Superiore (oggi Via dell’Anticaglia)
    • Sotto il regno di Manfredi di Svevia (1232-1266) rinveniamo il primo frammento di musica napoletana: “Jesce Sole” è una filastrocca intonata dagli scugnizzi napoletani e dalle “lavandare” dell’Arenella
    • “ Fenesta ca lucive” è ispirata alla tragica storia d’amore della baronessa La Gurna di Carini per Vincenzo Verbagallo. L’argomento fu trasposto in musica nei canti popolari definiti “villanelle” che animavano le competizioni canore in Piazza Castello
    • Al geniale pittore barocco Salvator Rosa (1615-1673) è attribuita “Michelemmà”, che narra la storia di una bellissima donna rapita dai Mori, ma tanto ostinata nel rifiutare di far morire tutti gli amanti rapitori. La canzone è stata portata al successo da numerosi interpreti napoletani.
    • Il Settecento vede l’affermarsi della filastrocca popolare, incentrata perlopiù sulla vita dei ceti umili, soprattutto quello marinaro. A questo periodo risalgono “Lo Guarracino”, “Cicerenella” e “Finesta Vascia”
    • Tra il XVIII e il XIX secolo, la Festa di Piedigrotta, dedicata alla Madonna nonostante le origini pagane (le Baccanali del Dio Priapo), divenne la culla della canzone napoletana. Per l’occasione venivano eseguite e pubblicate canzoni inedite, il cui successo era sancito dal numero di spartiti venduti
    • “ Te Voglio Bene Assaje” fu probabilmente la prima hit della canzone classica napoletana. Scritta dall’ottico Raffaele Sacco e musicata probabilmente dal grande Gaetano Donizetti, ebbe vastissima popolarità nella Festa di Piedigrotta del 1835
    • Con Salvatore Di Giacomo (1860-1934) la canzone napoletana raggiunge la sua maturità. Il grande poeta offre un reale spaccato del popolo napoletano traducendo vicende di vita quotidiana in versi dolcissimi e raffinati. Suoi capolavori: “Era de maggio”, “Palomma e’notte” , “Marechiaro”
    • Ferdinando Russo (1866-1927) è poeta e compositore simbolo dello spirito napoletano, che traduce in musica stati particolari del suo animo. Sue grandi canzoni sono “Quanno tramonta o’sole”, “Scetate” e “Mamma mia che vuo sapè”
    • Di Roberto Bracco (1861-1934) si ricorda più la produzione teatrale che quella musicale. Ma non possiamo ignorare raffinatissime liriche, come “Sentinella”, che commosse tutti coloro i quali furono coinvolti nella Prima Guerra Mondiale. Fu anche candidato al Nobel, che non gli venne assegnato per motivi politici
    • Libero Bovio (1883-1942) fu intellettuale e poeta che si impegnò nella riforma del teatro napoletano, nonché editore delle prestigiose case musicali “La Canzonetta” e “Santa Lucia”. Grazie alle sue proficue collaborazioni con i musicisti più in voga del momento, intorno al 1915 confezionò canzoni come "Tu ca nun chiagne", "Reginella", "Cara piccina" e “Surdate".
    • Vincenzo Russo (1876-1904), morto giovanissimo di tubercolosi, instaurò una felice collaborazione con i grandi musicisti del tempo. Fecondo fu il suo sodalizio con Di Capua, che lo portò nella leggenda con: “Maria Marì”, “Torna maggio”, “J t vurria vasà”, “Canzona bella”
    • Nome d’arte di Giovanni Ermete Gaeta, E.A. Mario (1884-1961) è considerato uno degli esportatori della canzone napoletana nel resto d’Italia. Celebre in patria per “Tamurriata nera”, “Dduje paravisi” e “Santa Lucia lontana”, raggiunse il successo componendo, in italiano, pezzi celebri come “Balocchi e profumi” e “Il Piave”
    • Eduardo Nicolardi (1878-1954) fu un ottimo poeta che incontrò subito i favori del pubblico. Giunse alla gloria con “Voce e’notte”, musicata da Ernesto De Curtis e cavallo di battaglia delle sue esibizioni al Caffè Gambrinus.
    • Ernesto Murolo (1876-1939) è considerato l’ “Orazio” napoletano, un epicureo che invita ad afferrare momenti di piacere ed emozione. Con il maestro Tagliaferri compose indimenticabili canzoni come “Mandulinata a Napule”, “Serenata napulitana”, “Tarantella internazionale”, “Napule e Sorrento”
    • I fratelli De Curtis, Giambattista (1860-1926) ed Ernesto (1875-1937), furono artisti a 360 gradi, che si occuparono di canzone, poesia e pittura. I loro nomi sono legati soprattutto a “Torna a Surriento” , che permane tutt’oggi una delle canzoni napoletane più apprezzate e celebrate all’estero
    • “ O’Sole mio” , scritta da Giovanni Capurro (1859-1920) e musicata da Eduardo Di Capua (1865-1917), divenne ben presto inno italiano all’estero e patrimonio della musica mondiale. Ispirata ad un’alba sul Mar Nero durante un viaggio ad Odessa di Di Capua, fu pubblicata da Bideri nel 1898 e magistralmente interpetata da Caruso
    • Armando Gill, pseudonimo di Michele Testa (1877-1945), fu un eccezionale improvvisatore e vedetta del varietà, dove interpretò il viveur borghese con frac, papillon e monocolo. Suoi grandi successi: “Come pioveva”, “Palomma”, “Nun so’geluso”
    • Nel secondo dopoguerra il Festival di Napoli, trasmesso dalla tv nazionale, diede lustro alla canzone napoletana. Numerosi furono gli artisti del nord che vi si cimentarono. Negli anni Settanta si registrò il declino dell’iniziativa, che è stata ripresa in tempi recenti senza alcun legame con il suo retaggio classico
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