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La casa dell'angelo caduto
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La casa dell'angelo caduto

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La storia di Ruben che incontra un angelo.

La storia di Ruben che incontra un angelo.

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  • 1. LA CASA DELL’ANGELO CADUTORuben arrivò finalmente nella sua nuova casa Londinese. Unabellissima casa a due piani che grazie al suo nuovo lavoro alla BDInformatica poteva permettersi.Una sensazione di stanchezza profonda colse Ruben proprio mentredisfaceva l’ultima valigia. Era notte ormai.Fino ad allora non aveva sentito la stanchezza del viaggio maimprovvisamente il sonno s’impossessò dei suoi occhi.Lasciò lì la valigia aperta e si mise a letto.Con lo sguardo fisso sul soffitto, Ruben si perse nei suoipensieri. Era un bel ragazzo. Un ragazzo molto curato. Abbattevacosì il preconcetto degli abitanti di città secondo il quale gliabitanti della provincia fossero tutti rozzi e bifolchi. Rubeninvece aveva un portamento regale e un modo di fare deciso. Avevadei bei capelli neri che gli scivolavano con leggerezza sullespalle e sul viso, coprendogli gli splendidi occhi verdi. Erasempre stato un rubacuori Ruben, e ora che era in città non avevaalcuna intenzione di smettere. Anzi, non vedeva l’ora di provareil brivido del corteggiamento alle ragazze di città e diassaporare e sentire il profumo delle donne di Londra; a patto chela sua “caccia” non interferisse mai con il lavoro. Aveva sudatotantissimo per arrivare ad occupare un posto come programmatore inun’azienda così importante e non avrebbe permesso a nessuno diinterferire con la sua carriera. Aveva già in mente qualcheprogetto interessante da sottoporre alla direzione e aveva benchiaro l’atteggiamento da avere in ufficio: Umile e deferente.Voleva far credere a tutti che il nuovo arrivato non fosse altroche un sempliciotto di provincia, illudere i suoi colleghi che luiera uno sfigato che non sarebbe andato lontano. Avrebbe poiaspettato il momento giusto per piazzare la zampata vincente chenessuno si sarebbe aspettato avendolo sottovalutato dall’inizio.Era così che era arrivato a quel posto di lavoro e sarebbe statocosì che sarebbe avanzato nelle mansioni fino ad arrivare aldov’era adesso. Proprio mentre, con un leggero sorriso stampato infaccia, Ruben pregustava gli effetti che avrebbe avuto la suatattica, Si addormentò stravolto dalle fatiche del viaggio.
  • 2. Il sonno profondo del giovane scalatore aziendale fu spezzato daun tonfo sordo ma rumoroso proveniente da un’altra stanza dellacasa.Ancora mezzo addormentato, Ruben andò verso il bagno e dovettestropicciarsi gli occhi per mettere a fuoco qualcosa che glisembrò del tutto irreale.Tutta la stanza era sporca di sangue. I muri erano ricoperti dischizzi filiformi che si estendevano fino al soffitto. Ilpavimento presentava grosse pozze rosse e maleodoranti di sanguefresco. A Ruben sembrò di essere entrato nei sotterranei di unamacelleria dove il macellaio, con mano esperta, Smembra le carnidelle carcasse. Da giovane aveva lavorato in una macelleria. Inquella stanza c’era la stessa, nauseabonda, puzza di morte. Con labocca spalancata dalla sorpresa e un senso di disgusto adattanagliargli lo stomaco, Ruben notò un altro dettaglio che lofece rabbrividire.C’era una donna in quel bagno, stesa per terra, ripiegata su séstessa come un feto, ricoperta anche lei da grossi schizzi disangue, con la pelle attraversata da profonde cicatrici, ilunghissimi capelli neri impiastricciati dal sangue, gli occhichiusi in un sonno innaturale. Nuda. Completamente nuda in queldelirio di sangue.Dopo l’intontimento iniziale, Ruben si allarmò e corse verso ladonna, la prese in braccio e la portò al piano di sotto, laavvolse in due coperte e la pose supina sul divano. Si sedette difronte a lei, dove vedeva fuoriuscire la testa della sconosciuta.Nonostante fosse ridotta male, la misteriosa ragazza era di unabellezza unica, il fisico perfetto era deturpato dalle ferite, lapelle candida era macchiata dal sangue.Ruben la fissava inorridito e affascinato. Non gli passò neancheminimamente per la testa l’idea di chiamare la polizia o chiedereaiuto a qualcuno.Proprio mentre Ruben vagava con la fantasia per capire cosa stesseaccadendo, la donna ebbe un piccolo sussulto e aprì lentamente gliocchi, i suoi occhi avevano il colore azzurro del cielo in unagiornata serena.Ruben si avvicinò a lei frettolosamente:<<Stai bene?>>La giovane lo guardò con gli occhi spalancati e l’inizialesorpresa sul suo viso si trasformò in gioia:<<Sì! Sto bene>> rispose sorridendo.Ruben e la donna misteriosa erano nella spaziosa cucina dellanuova casa londinese di lui.La donna era seduta a tavola, Ruben gli aveva preparato uova epancetta come solo un buon inglese saprebbe fare e gli aveva
  • 3. spremuto personalmente le arance per quel grosso bicchiere pienodi succo che lei fissava quasi sorpresa.Il giovane ventiduenne si sedette di fronte a lei. Il cibo eraancora immacolato sulla tavola:<<Non mangi? Sarai affamata.>> disse Ruben.La ragazza rimase con lo sguardo basso senza proferire parola.Ruben allora addolcì il tono della voce e cambiò argomento:<<Come ti chiami? Che ci facevi in quel bagno? Come mai seiferita?>>Nessuna risposta provenne dalla ragazza.Ruben si alzò sconsolato e tornò verso l’angolo cottura dellacucina e, proprio mentre voltò le spalle, la flebile vocina dellaragazza lo fermò:<<Tu mi vedi… vero?>><<Sì…>> rispose Ruben, sorpreso dalla domanda.La ragazza si alzò in piedi lasciando cadere le coperte che lacoprivano e rimanendo di nuovo nuda:<<Allora sei tu! Finalmente!>>Al finire di questa frase, dalle spalle della donna fuoriuscironodue grosse e piumose ali nere che si estendevano per tutta lastanza inebriandola di un dolce profumo mentre decine di piumenere come la pece fluttuavano nella stanza in un ballettodall’aria divina.Alla visione di quelle ali, Ruben rimase stranamente calmo.Si avvicinò a una delle ali e la accarezzò come si accarezza uncucciolo:<<Sei… un angelo?>> chiese, come se in cuor suo sapesse quello chestava succedendo.La donna ritrasse le ali e si avvicinò al ragazzo e, fissandolonegli occhi, gli disse:<<Sì, e sono qui per te>>.Parlarono fino all’alba nell’atmosfera irreale che si creò inquella casa.Ruben iniziò a chiamare quella donna “Angela” in modo affettuoso,quasi romantico.Angela era in quella casa da secoli, nessuno l’aveva vista primad’ora. Solo una persona dal cuore candido l’avrebbe vista e Rubensembrava essere il prescelto.L’angelo era ridotto così a causa dei peccati degli uomini.Era stata mandata sulla terra con un compito importante: dovevaaccertarsi della situazione degli uomini e riferirla direttamenteall’onnipotente. Una volta arrivata sulla terra, però, gli orroriche la popolavano la indebolirono e la ridussero a poco più di unverme strisciante. Non aveva più la forza di tornare al mondoceleste e di informare del male che regnava sulla terra.
  • 4. <<Perché hai detto di essere qui per me?>>.Angela sorrise e accarezzò il volto di Ruben:<<Perché tu eliminerai il male per me.>>Ruben non seppe come controbattere a tale affermazione e rimase insilenzio ad ascoltare la celestiale voce di Angela:<<Tu hai un cuore candido, Ruben. Ad un essere umano come te, ioposso affidare gli occhi del peccato>>.<<Occhi del peccato?>> irruppe un curioso Ruben.<<Si…>> riprese Angela:<<…Ti basterà toccare la pelle di un altro essere umano e vedrai isuoi peccati e potrai giudicarlo in base a questo. Quando troveraiuna persona davvero malvagia, tu dovrai eliminarla. Dovraiucciderla e portarmi il suo cuore. Cibandomi di esso le mie feritepian piano guariranno. Maggiori saranno i peccati della tuavittima e maggiori saranno i miei miglioramenti. Quando finalmenteriavrò tutte le forze che avevo prima, tornerò nel mondo celeste eColui che tutto può, giudicherà il vostro mondo com’è giusto chesia.>>Per adempiere al suo nuovo dovere, Ruben doveva avere libertà diazione e i suoi orari di lavoro erano un problema. Il problema,però fu risolto facilmente. Ruben strinse la mano al direttoredella sua azienda e i peccati di quest’ultimo furono rivelati. Ilsuo direttore era arrivato ad occupare quella posizione importantesfruttando delle ragazze che arrivavano in paese clandestinamente.Lui le comprava e le faceva prostituire per lui. Convincerlo apagare lo stipendio di Ruben nonostante il giovane non sipresentasse mai a lavoro non fu difficile. Ruben conosceva i suoipeccati, gli bastò fargli credere che avesse delle prove cheavrebbero fatto gola alla stampa.Ruben non uccise il suo direttore. Si sorprese di sé stesso quandosi rese conto che avrebbe voluto ma che non lo fece solo perché lamucca da latte non si ammazza. Che il potere di vita e di morte lostesse già corrompendo?Per essere sicuro di non sbagliare. Di non uccidere persone cheavevano fatto solo peccati che, a seconda di ogni individuo,potevano essere considerati veniali o gravi, Ruben si fissò unobiettivo ben preciso. In tutto il mondo l’omicidio è consideratoun peccato mortale, un crimine orrendo. Serial killer.Solo quelle due parole gli davano i brividi. Se fosse riuscito atrovarne, Angela sarebbe guarita molto in fretta.L’essere celeste, ormai soprannominato Angela, disse di essered’accordo. Anzi, avrebbe usato i pochi poteri che gli eranorimasti per aiutare Ruben. Per confondere le guardie carcerarieche tenevano alcuni individui sospettati in carceri di massimasicurezza. Confonderli al punto da accompagnare Ruben fin dentro
  • 5. le celle dove erano isolati.Fu così che Ruben si procurò i primi cuori malvagi. Man mano cheli portava ad Angela, i poteri della creatura divina aumentaronoe, presto, l’essere alato fu in grado di individuare l’ubicazionedei serial killer nascosti. Una squadra omicida perfetta: l’esseredivino era la mente, l’essere umano era il braccio. Una crociatadei tempi moderni.Per anni Ruben viaggiò per il mondo in cerca di assassini serialiai quali strappare via il cuore. Era tutto molto più facile perRuben che per un qualsiasi poliziotto o detective. Lui aveval’aiuto divino. Tanti i serial killer uccisi: David Berkowitz,Donato Bilancia, Ed Kemper, Pedro Lopez, Dexter Morgan, RobertPickton, Richard Ramirez.Trovava quelli in libertà e li sgozzava prima di strappargli ilcuore. Trasportava il cuore in contenitori termici pieni dighiaccio. Gli stessi che usano i medici quando trasportano organi.Nessuno gli faceva domande sul contenitore che si portavaappresso. Angela faceva in modo che nessuno si accorgeva che loaveva con se.Finiti i suoi “lavori”, nessuno riusciva a risalire a lui.Ma il momento preferito da Ruben era quando Angela potevafinalmente cibarsi del cuore delle vittime.In realtà era un rituale. Angela s’inginocchiava e aveva il suo“pasto” tra le mani, lo sguardo verso l’alto e la pronuncia diparole incomprensibili anticipavano lo scaraventarsi sull’organoumano che veniva divorato pezzo dopo pezzo. Finito il pasto Angelasi alzava in piedi, la bocca grondante sangue, gli occhi di unazzurro opaco e tetro, liberava un urlo potente e innaturale comesolo una creatura celeste potrebbe fare, un urlo straziante didolore indicibile dopo il quale le sue ferite si rimarginavanopian piano.Arrivò il giorno dei 33 anni di Ruben. 11 anni di attività e 78morti.Angela andò da lui. Le ferite e il sangue erano solo un ricordo.Adesso Angela era una donna bellissima. La sua pelle candidacontrastava con i suoi capelli corvini e trovava la perfezione neisuoi occhi azzurri.Angela andò da lui come quando la vide la prima volta: nuda.Si avvicinò al giovane, gli accarezzò il viso e dispiegò le sueenormi ali nere. L’essere divino guardò Ruben negli occhi eavvicinò le sue labbra a quelle del giovane, gli sussurrò <<buoncompleanno…>> e lo baciò passionalmente.Un lungo bacio che Ruben attendeva da tempo e che solo la pauradella reazione di una creatura celeste gli impediva di cercare. Ilsuo corpo vibrava di piacere ed emozione. Si era innamorato di un
  • 6. angelo? Attendeva quel bacio da così tanto tempo. Non aveva ilcoraggio di prendere l’iniziativa. Si torturava al pensiero diessere un peccatore della peggior specie. Uno di quelli che avevaridotto la sua amata Angela nelle condizioni di tremolante carnesanguinolenta. Si era odiato per tutti questi anni. Quale essereignobile ha voglie così terrene verso un essere divino?Ma ora Angela lo baciava, la sua lingua divina a contatto con lasua lingua umana. Calda, dolce, passionale. Durante la sua estasi,senza nemmeno accorgersene, Ruben cadde in terra come morto, conil sorriso ancora sul viso.Ruben si svegliò dopo molte ore, era supino sul pavimento delbagno immerso in un lago di sangue. Appena la vista tornò nitidavide chiaramente il suo torace squartato in due e i fiotti disangue che vi fuoriuscivano. Non sentiva dolore, era come guardareun film.Nella stanza entrò Angela che teneva tra le mani una cosa cheRuben spesso gli aveva visto tenere in quel modo: un cuore umano.Questo era diverso dagli altri, questo palpitava ancora, eraancora “vivo”.<<Questo è il tuo cuore, Ruben. Dovrei ringraziarti per quello chehai fatto per me. In questi tempi tecnologici nessuno credeva piùin me ma, grazie a te, in molti si stanno ricredendo. I cuoriumani che mi hai portato mi hanno ridato vigore e adessofinalmente tanti umani riescono a percepire quello che faccio>>.Ruben cercò di urlare ma non uscì suono dalla sua bocca.Gli occhi di Angela si colorarono di quell’azzurro opaco einnaturale che Ruben conosceva bene.<<Non puoi urlare, mi spiace.>> continuò Angela<<Io sono quello che voi umani avete dimenticato, io sono il maleche alberga in te, io sono l’essere che domina la terra, io sonoil Diavolo… Io sono Lucifero!>>.Angela addentò il cuore, ancora pulsante, di Ruben e lo divoròavaramente.Mentre il sangue gli sgorgava dalle labbra, Lucifero diede unultimo sguardo al giovane Killer,:<<Grazie per avermi ridato la forza.>>. FINE