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Legno - 3
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  • 1. INVESTIAMO NEL VOSTRO FUTURO Sistemi e Materiali innovativi per la conservazione del patrimonio Archeologico in Siti Sommersi LEGNO 3 SIMPASS STORIA DEI MATERIALI Prof.ssa Philomène Gattuso
  • 2. La grotta è la prima forma di casa riparata, offerta dalla natura, scavata nella roccia in seguito afenomeni derosione, soprattutto marina, fluviale o glaciale e di altre specie.Una capanna è una costruzione edilizia di piccole dimensioni (in genere con un solo vanoabitabile), caratterizzata dal fatto di essere priva di fondamenta e costruita con materialideperibili come legno, fogliame, pellame o tessuto.Del Paleolitico sono rintracciabili resti di fondi di capanne, come quelle di Montebello di Bertonae di Campo delle Piane, dal Neolitico sono giunte sino a noi villaggi di capanne, dalla piantarotonda, ovale e quadrata (in Italia i villaggi fortificati di Matera e di Sentinello, Ripoli e SerradAlto).
  • 3. Labitazione delluomo paleolitico è la capanna.La sua costruzione si basava su uno dei principi che si riveleranno tra i più fecondi per la storiadelle costruzioni: la distinzione tra unossatura destinata a reggere i pesi e a dare alledificio lasua forma, e una copertura che può essere di materiale meno resistente.Essa era costruita per lo più con tronchi, rami, ossa e rivestita di pelli e frasche.Delimitava uno spazio chiuso che proteggeva dal vento e dalla pioggia e allinterno si potevamangiare e dormire.Unapertura nella copertura del "tetto" permetteva la fuoriuscita del fumo provocato dal fuoco.Luomo di questo periodo non si muovevamai da solo perchè sarebbe stato troppodebole di fronte ad un grande animale. Ungruppo invece poteva preparare moltetrappole per catturarlo e del resto un soloanimale di notevoli dimensioni erasufficiente per sfamare molti uomini.Questi piccoli gruppi comprendevano disolito dai venti ai cento membri, come si èpotuto dedurre dal numero dei focolari diogni comunità e si spostavano da unalocalità allaltra con accampamentistagionali.
  • 4. In Francia, vicino a Nizza , sono stati trovati i resti di un accampamento stagionale dellhomoerectus.Era formato da alcune grandi capanne.Ogni capanna, di forma ovale, era lunga fino a 15 m con pareti formate da pelli tese su ramiconficcati nel terreno e appoggiati a dei massi: al centro delle capanne cera un focolare riparatodai venti tramite un muretto di pietra.Sul pavimento sono stati ritrovati resti di animali cacciati e di alghe che forse servivano comegiaciglio.Anche in Italia, vicino ad Isernia, nel Molise, sono stati trovati resti di accampamenti temporaneidi gruppi umani appartenenti sempre alla specie dellHomo erectus, ma di unepoca molto piùantica (si pensa possano risalire a circa 700 mila anni fa).
  • 5. Nelletà neolitica luomo si fa produttore di cibo e sedentario: nascono lagricoltura,lallevamento del bestiame, la tessitura di fibre vegetali e la ceramica.Egli non ha più la necessità di spostarsi continuamente come facevano i cacciatori preistoriciche seguivano la selvaggina nelle migrazioni stagionali.Le comunità di agricoltori potevano vivere stabilmente in uno stesso luogo.Nacquero così i villaggipermanenti formati daqualche decina di case eabitati da poche centinaia dipersone.I primi villaggi si formaronospecialmente dove vi eranole vallate dei grandi fiumi inIndia, nel vicino Oriente,nellAfrica settentrionale.Qui la costante disponibilità di acque assicurava un raccolto abbondante ben diverso da quellodipendente dalle incostanti piogge.Rispetto a queste zone il Mediterraneo occidentale tardò ad entrare nella storia e in Italia i primiinsediamenti risalgono a molti millenni dopo la comparsa del Neolitico nel vicino Oriente.
  • 6. Materiali deperibili per le capanne Durante lo scavo archeologico degli insediamenti preistorici è estremamente difficile individuare elementi utili alla ricostruzione delle capanne, costruite con legno, frasche e fango, materiali deperibili, assai poco resistenti allusura del tempo e che lasciano poche tracce sul terreno, salvo rarissime eccezioni.Indizi sul terrenoQuando laratura o lerosioneraggiungono e distruggono lanticopiano pavimentale della capannapossono restare unicamente lebuche di palo dove erano piantati imontanti di legno che reggevano lepareti ed il tetto oppure, in casimolto più rari, le fosse perimetraliche costituivano una sorta difondazione delle pareti stesse.
  • 7. Insediamento della media età del bronzo della Portella (scavi 1956) - La capanna AInsediamento della media etàdel bronzo della Portella (scavi1956) - La capanna C
  • 8. Le capanne rettangolari dellItalia settentrionaleNellItalia centro settentrionale, durante il Neolitico, è documentato un tipo di capannarettangolare le cui dimensioni tendono ad aumentare costantemente nel corso del periodo finoad arrivare ad abitazioni la cui superficie supera i 100 mq.Le capanne, con il tetto a doppio spiovente, potevano essere divise in due ambienti, unoprincipale con focolare e forno dove si svolgeva la vita del nucleo familiare, ed uno più piccoloutilizzato come deposito per la conservazione delle derrate alimentari e degli utensili. Capanne a due piani Alcune capanne più grandi, particolarmente sviluppate anche in altezza, considerando laltezza del colmo del tetto e lo spazio disponibile al di sotto degli spioventi, è probabile che fossero dotate di soppalchi, una sorta di secondo piano per utilizzare al meglio tutto lo spazio disponibile.
  • 9. Le capanne con muretto di pietraRare sono in Italia le capanne conbasamento in pietra.Una delle più complesse abitazioni èstata scoperta in Puglia: ha unasuperficie di circa 40 mq., di formarettangolare con abside semicircolareseparato da un muretto trasversale.La base era costituita da un muroperimetrale di lastre di pietra, dellalarghezza massima di cm. 45, sulquale erano infissi i pali cheformavano lintelaiatura delle pareti edel tetto.Allinterno si sono conservati restidella pavimentazione formata da unacciottolato di lastre di pietra e Le tecniche costruttive prevedevano la pietraframmenti ceramici grossolani. per i muretti a secco, il legno per il tetto e le pareti, la paglia e le foglie per la copertura, lo sterco, il fango e le fibre vegetali come legante.
  • 10. Un tipo particolare di abitazione in legno, anchesso risalente al Neolitico, è costituitodalle palafitte, ovvero da case di legno innalzate su piattaforme infisse nellacqua su alti pali, alloscopo di difesa in ambienti acquitrinosi e paludosi.
  • 11. La palafitta è unabitazione primitiva risalente al periodo compreso tra il Neolitico e l’età delbronzo in Europa, in particolar modo in Svizzera, in Austria, nella Francia orientale e nellItaliasettentrionale ma tuttora in uso presso alcune popolazioni africane, asiatiche e sudamericane.È costruita su una piattaforma di legno strutturale appoggiata su pali sempre in legno infissispecialmente nel fondo o sulla riva di fiumi, lagune, paludi o talvolta anche su terreno asciutto,che sostiene una o più capanne di paglia, legno, canne o altro materiale.In Italia il primo ritrovamento di una palafitta risale al 1860 ed avvenne a Mercurago nei pressidi Arona (NO - Piemonte), nella zona dove attualmente è presente il Parco naturale dei Lagoni diMercurago; assieme ai resti della costruzione, tornò alla luce anche una piroga intagliata nellegno.Un altro sito palafitticolo, il cosiddetto Villaggio delle Macine, considerato finora come il piùgrande dItalia, è stato rinvenuto nel 1984 a Castel Gandolfo, sulle rive del lago Albano, neiCastelli Romani.
  • 12. Le terramare erano antichi villaggi delletà del bronzo media e recente (ca 1650-1150 a.C.)dellEmilia e delle zone di bassa pianura della provincia di Cremona, Mantova e Verona.Le terramare sono lespressione dellattività commerciale delletà del bronzo.Il nome Terramare deriva da terra marna (dal dialettoemiliano = terra grassa) con riferimento alla terra,generalmente di colore scuro, tipica dei depositi archeologicipluristratificati, formatisi, attraverso i secoli, con il succedersidelle abitazioni che venivano ricostruite una sullaltra.Questi depositi formavano delle collinette, alte fino a 5 metri,che costituivano ancora nel XIX secolo un tratto caratteristicodel paesaggio padano.Nel corso dellOttocento queste collinette furono per lamassima parte distrutte dalla attività di cava volta al recuperodel terriccio, che veniva venduto come concime.Il termine andò poi in disuso con la dismissione di queste cavee rimase ad indicare solamente i villaggi delletà del bronzo.
  • 13. La struttura delle terramare si concilia con la tecnica delle palafitte costruite sui laghi dellItaliasettentrionale e centrale. Queste strutture su palafitte in terra erano adatte per costruire villaggipermanenti lungo le sponde dei fiumi soggetti a straripamenti. Il motivo di costruire in zone cosìdifficili è sicuramente legato al commercio fluviale.Per le fondamenta delle palafitte si utilizzava il frassino, per il pavimento assi di abete, travi dipioppo coperte di canne per il tetto, rami intrecciati di nocciolo per le pareti; per rendere ilpavimento impermeabile lo si ricopriva di argilla, mentre le pareti, per proteggersi dal freddo,venivano rivestite di un composto di argilla e sterco di vacca.Se una terramare prendeva fuoco, veniva abbattuta e ricoperta di terra.I villaggi erano di forma generalmente quadrangolare, delimitati da un fossato, nel qualescorreva acqua derivata da un vicino fiume o canale, e da un terrapieno.Nel periodo iniziale le terramare avevano tutte dimensioni analoghe, comprese fra 1 o 2 ettari.Successivamente verso la fine del Bronzo Medio, tra il 1400 e il 1300 a.C., alcuni villaggiaumentano le loro dimensioni fino ad arrivare a 15/20 ettari di estensione, altri invecerimangono di dimensioni ridotte, mentre altri ancora vengono abbandonati.Gli scavi archeologici del XIX secolo e quelli più recenti hanno dimostrato che internamente ivillaggi avevano unorganizzazione molto regolare, con case allineate secondo uno schemaortogonale determinato dallincrocio delle strade.
  • 14. La terramara S. Rosa (Poviglio – Reggio Emilia)La terramara S. Rosa si trova nella bassa pianura reggiana occidentale, su un anticodosso sabbioso del Po, che scorre oggi circa 3 kilometri a Nord.
  • 15. Legno Architettura etruscaGli Etruschi sono un popolo dellItalia antica affermatosi in unarea denominata Etruria, corrispondente alla Toscana,allUmbria fino al fiume Tevere e al Lazio settentrionale, con propaggini in Campania e verso la zona padana dellEmilia-Romagna e della Lombardia, a partire dallVIII secolo a.C.
  • 16. La civiltà etrusca, discendente dalla cultura villanoviana, fiorì a partire dal X secolo a.C. e fu definitivamente inglobata nellaciviltà romana entro la fine del I secolo a.C. alla fine di un lungo processo di conquista e assimilazione culturale che ebbeinizio con la data tradizionale della conquista di Veio da parte dei romani nel 396 a.C.Poiché non è possibile che la nazione etrusca si sia affermata come tale improvvisamente, è chiaro che la sua formazione fuil risultato di un lento e progressivo consolidamento in terra italica. Con tutta probabilità, perciò, esisteva già una culturache tendeva a formarsi sul territorio della Penisola in varie regioni, anche distanti tra loro: e questa non può essere chequella della civiltà villanoviana.Il termine «villanoviano» deriva dal nome di un piccolo paese nella periferia di Bologna dove, nel 1850, il conte GiovanniGozzadini, appassionato archeologo, rinvenne un sepolcreto che aveva delle caratteristiche molto particolari. Lelementoche distingueva le sepolture era il vaso ossuario (cioè contenente i resti del defunto) a forma biconica, con una piccolascodella per coperchio, deposto in un vano protetto da lastroni di pietra. Vaso ossuario in bronzo con elmo risalente al IX secolo a.C., oggi conservato al Museo archeologico nazionale di Firenze
  • 17. Primi villaggi etruschi: capanne in legno, argilla e paglia con piantaquadrata o rettangolare e tetto a due spioventiLa collocazione geografica non è mai casuale (conseguente a precise scelte dicarattere economico e strategico).Ogni città viene fondata solo dopo che i sacerdoti ne abbiano ricevuto ilpreventivo assenso divino.Tracciati i due assi principali (cardo e decumano) fra loro perpendicolari equindi il perimetro (solitamente quadrangolare), si formano così quattro settoria loro volta ripartiti in insulae (in latino, isole) mediante un reticolo di strade ilpiù possibile ortogonali.Le abitazioni a partire dal VI secolo a.C. sono in mattoni e non più in legno efango.Rigorosa impostazione urbanistica ripresa dai Greci, sostituendo allemotivazioni geometriche e proporzionali dei primi quelle magico-religiosecaratteristiche della propria cultura. In seguito anche i Romani adotterannoimpostazioni urbanistiche simili.Le mura difensive impiegano pietra calcarea o tufo. Pietre sagomate a forma diparallelepipedo.
  • 18. Le residenze del periodo detto avevano solitamente il pavimento ricavato livellando la vivaroccia all’interno del perimetro; lungo quest’ultimo venivano aperti dei fori nel suolo per lamessa in opera dei principali sostegni della complessa trabeazione in legno, della qualeconosciamo l’ordito sino ai termini che indicavano le singole membrature grazie alla letteraturalatina.La porta, posta a una delle estremità dell’ellisse, aveva una tettoia di paglia retta da due paliesterni, talvolta decorati; sopra all’ingresso si trovava un foro nello spiovente anteriore del tetto,da dove il fumo del focolare interno poteva uscire favorendo al contempo l’illuminazioneinterna.Le pareti erano realizzate con intrecci di canne o di ramaglie abbondantemente ricoperti diargilla, o con una colata di argilla semiliquida in casseforme (tecnica del pisé); l’esterno potevaessere talvolta ornato a motivi geometrici, come è riprodotto su alcune urnette.Altri ornamenti a intaglio abbellivano le testate superiori delle travi del tetto, con volute o testedi animali, secondo un uso che si manterrà nei templi etruschi con l’impiego di terrecotte. Nell’interno, grazie ad altri pali e a stuoie, erano talvolta presenti dei tramezzi chedistinguevano un modestissimo disimpegno presso la porta, un ambiente centrale col focolare,se-de dei lavori domestici, della filatura e della tessitura, e una stanza da letto absidata sulfondo.
  • 19. Pianta di capanna villanoviana a pianta circolarerinvenutain via del Pratello Ricostruzione del suo probabile aspetto esterno
  • 20. RICOSTRUZIONE DI UNA CAPANNADEL VILLAGGIO VILLANOVIANO DISAN GIOVENALE URNA CINERARIA A FORMA DI CAPANNA. ROMA, MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA
  • 21. MODELLINO DI CAPANNA ARCAICA. Roma, Antiquarium del Palatino
  • 22. http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=P4X-aC3E6_4
  • 23. Durante linverno, le canne di palude (phragmitescommunis) vengono raccolte e accatastate in fasci giàpronti per essere fissati alla struttura del coperto della Vengono costruite le pareti: i mattoni vengono preparati con capanna. Vengono costruite le pareti: i mattoni vengono argilla impastata insieme a paglia e sterco. Vengono poi seccati preparati con argilla impastata insieme a paglia e al sole e sovrapposti a formare il muro della capanna. sterco. Vengono poi seccati al sole e sovrapposti a formare il muro della capanna. Vengono costruite le pareti: i mattoni vengono preparati con argilla impastata insieme a paglia e sterco. Vengono poi seccati al Il tetto viene poi rivestito con mazzetti di canne sole e sovrapposti a formare il muro della capanna. di palude legati allintelaiatura con fibre vegetali.
  • 24. Dell’architettura religiosa etrusca restano scarse tracce.I templi etruschi non si sono conservati anche perché costruiti con materialideperibili (colonne e tetto in legno, pareti in mattoni, decorazioni in terracotta).Mentre il tempio greco si evolve con l’evolversi della civiltà e della cultura, quelloetrusco non ha uno sviluppo nel tempoII tempio etrusco non è mai considerato come la casa terrena di un dio, mapiuttosto un luogo a lui consacrato ove recarsi al fine di interrogarlo, pregarlo eonorarlo.
  • 25. La Regia, da Rex, Re, da cui il termine Reggia, era un edificio a pianta irregolare, adiacente la viaSacra, ritenuto dai Romani come la casa di Numa Pompilio e la residenza dei re. Recenti scavihanno permesso di stabilire l’esistenza di capanne sull’area, almeno nell’VIII sec. a.c., sostituiteda una prima costruzione in muratura con un paio di ambienti e un recinto ancora di età regia.Questo tipo di costruzione rimase invariato attraverso vari restauri e rifacimenti fino alla finedella Repubblica, per conservare intatti i simboli e i luoghi della tradizione.Della Regia rimangono presso a poco le sole fondamenta, appartenenti in parte alledifiziorepubblicano e in parte a quello restaurato nelletà di Augusto.Secondo la tradizione la dimora regale di Numa Pompilio era al principio della Sacra Via, lasciatapoi al Pontefice Massimo. Nelletà repubblicana la Regia non servì più per residenza delPontefice, ma soltanto come suo ufficio amministrativo. Qui si conservava larchivio, con icommentari e le tavole, compilate annualmente dai Pontefici, contenenti la lista dei magistrati, ifatti più notevoli avvenuti in pace ed in guerra, i prodigi, il caro dei viveri, leclissi, le pubblichecalamità, ecc. Da queste tavole, o anche dai commentari, ebbe origine il più antico libro di storiaromana, che gli autori antichi chiamarono gli Annales Maximi.
  • 26. L’edificio di legno più antico del mondoUna sala di un tempio buddista di Nara potrebbe essere la più antica struttura lignea del mondoancora in uso, più vecchia di un secolo dell’Hōryū-ji (法隆寺), costruito tra il 600 e il 700.Lo afferma un esperto di dendrocronologia, il metodo di datazione delle piante basato sullamisurazione dei loro anelli di accrescimento
  • 27. Secondo lo studio condotto da Mitsutani Takumi, visiting professor presso il Research Institutefor Humanity and Nature (総合地球環境学研究所, Sōgō Chikyūkankyō-gaku Kenkyūsha) diKyoto, il legno di cipresso giapponese del tetto della Zenshitsu (sala zen) del tempio Gangō-ji (元興寺) risale all’anno 586.Mitsutani sostiene che le sue ricerche indicano che la struttura della sala è stata realizzata 100anni prima del tempio Hōryū-ji in Ikaruga (prefettura di Nara), fino ad oggi considerato l’edificioligneo più antico del mondo.I nuovi studi dimostrano che il Gangō-ji, ex tempio Asukadera di Asuka (prefettura di Nara), siastato trasferito a Nara dopo che la città divenne capitale nel 710. Prima si pensava che il tempiofosse stato costruito direttamente nella nuova sede nel 718, ma stando a Mitsutani, la strutturadella Zenshitsu proviene dal sito di Asuka.Nel 2000, Mitsutani ha esaminato dei pezzi di legno rimossi dalla Zenshitsu nella metà degli anni’40 per dei restauri.Il ricercatore ha scoperto che quel legno proviene da alberi abbattuti nel 582.Le sue ultime ricerche si riferiscono ad una trave orizzontale in legno ancora in uso.Nel 2007, ha scattato delle foto a tutto il tetto della sala con una fotocamera digitale esuccessivamente ha analizzato gli anelli del legno al computer.Il legno della trave orizzontale è risultato essere il più vecchio.Stando al “Nihon Shoki” (日本書紀, Annali del Giappone), compilato nel 720, gli alberi usati perla costruzione dell’Asukadera furono abbattuti nel 590.
  • 28. La sala misura 26,8 metri da est-ovest e 12,8 metri da nord-sud, ed è alta 8,4 metri.La struttura è ad un piano, ed è designata come Tesoro Nazionale. tempio buddista di Nara
  • 29. http://newsdalgiappone.com/2010/08/16/ledi ficio-di-legno-piu-antico-del-mondo/http://www.comune.bologna.it/museoarcheologico/didattica/capan.htm http://www.youtube.com/watch?v=P4X- aC3E6_4 http://www.youtube.com/watch?v=i2N8AyPFC 6I http://www.youtube.com/watch?v=GpadKX3U Fco http://www.scuolascacchi.com/storia_abitazio ne/casa_romana.htm http://www.midisegni.it/storia/primitivi.shtml http://www.ciaomaestra.it/public/01/neolitico .PDFhttp://vitasostenibile.it/index.php/bioedilizia/case-e-tetti-in-legno/storia-della-casa-in-legno/introduzione.html