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Monografia - Seo
 

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Monografia sul tirocinio in J-Service: si tratta del SEO, principale argomento del tirocinio, ma anche di altri lavori svolti nel periodo passato in J-Service

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    Monografia - Seo Monografia - Seo Document Transcript

    • POLITECNICO DI TORINO III facoltà di Ingegneria Corso di Laurea di Ingegneria dell’informazione a distanza Monografia di Laurea Attività SEO Posizionamento sui motori di ricerca Tutore accademico: Candidato: prof. Giovanni Squillero Roberto Musa Tutore aziendale: N° di matricola: dott. Alessandro Vagnozzi 152885 Luglio 2009 1   
    • Attività SEO      Software e servizi utilizzati: Caphyon Advanced Web Ranking Google Ad-words Google Analytics Microsoft Word 2007 2   
    • Attività SEO      3   
    • Attività SEO      Indice   Prefazione ......................................................................................................................................................... 4  L’azienda: J-Service s.r.l. ............................................................................................................................... 6  1.  Attività SEO (Search Engine Optimization) ......................................................................................... 8  1.1  Algoritmi di posizionamento  .......................................................................................................... 8  . 1.2  Indicizzazione ................................................................................................................................... 8  1.3  Ottimizzazione della pagina ............................................................................................................ 9  1.4  Linking............................................................................................................................................ 11  1.4.1  Inserimento in Directory ....................................................................................................... 11  1.4.2  Article Marketing .................................................................................................................. 12  1.5  Esempi pratici ................................................................................................................................ 12  2.  Interazioni client-server ........................................................................................................................ 24  3.  Installazione di Server virtuali ............................................................................................................. 26  4.  Altre attività accessorie ......................................................................................................................... 28  5.  Conclusioni ............................................................................................................................................. 30  6.  Bibliografia ............................................................................................................................................. 32  7.  Ringraziamenti ...................................................................................................................................... 34  8.  Appendice A: Presentazione su Caphyon Advanced Web Ranking  9.  Appendice B: Video sul web: sicurezza e Copyright  4   
    • Attività SEO      Prefazione Al termine del corso di Laurea in Ingeneria dell’Informazione a distanza presso la sede distaccata di Scano di Montiferro, ho avuto modo di ampliare le mie conoscenze nel mondo dell’ICT (Information & Comunication Technology) ma non solo: ricordo ancora la diffidenza con la quale, il primo anno, guardavo ad esami come Economia e Storia della filisofia contemporanea pensando che fossero conoscenze che nel settore non mi competessero. Al termine del mio percorso di studi, culminato con l’esperienza del tirocinio, ho dovuto ricredermi: nel periodo trascorso a lavorare presso la J-Service s.r.l. di Arborea, ho avuto modo di scoprire sul campo come le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione si debbano necessariamente interfacciare con i vari mercati rendendo fondamentale il possedere delle nozioni di marketing e di economia. All’interno di questa monografia, riguardante principalmente il posizionamento dei siti sui motori di ricerca e le attività ad esso connesse, emergerà la necessità di effettuare dei veri e propri studi sul comportamento dell’utenza di internet al fine di dare una buona visibilità e, soprattutto, una visibilità utile, ai siti delle aziende clienti: come mi capiterà di ripetere nel corso della monografia “avere un bel sito aziendale non è sufficiente quanto piuttosto è fondamentale che il proprio sito sia visibile”. 4   
    • Attività SEO      L’azienda: J-Service s.r.l. La J-Service s.r.l. è un’azienda che si occupa di sviluppo e supporto nel campo dell’ICT. Una sezione, la più importante, della J-Service si occupa di sviluppo web, una di sviluppo con tecnologie .NET, una di sviluppo software agricolo ed un’altra di sviluppo software generico. Quest’ultima sezione è cambiata molto nell’ultimo periodo in quanto la J-Service ha deciso di gestirla tramite partnership. La J-Service s.r.l. nasce nel 1998 da un’idea di tre soci ancora oggi operanti nell’ambito del commerciale e dello sviluppo web in azienda. Con attualmente 14 dipendenti la J- Service ha sede ad Arborea, Cagliari e sta aprendo anche a Milano. Questa scelta di aprire a Milano è specchio dei mercati su cui J-Service si affaccia avendo nel Nord-Italia il bacino di richieste più ampio. J-Service lavora comunque in tutta Italia ed ha anche alcuni clienti all’estero. I clienti che la J-Service cerca non si limitano a piccoli commercianti ma anche imprese affermate: è il caso delle imprese locali “Latte Arborea” e “Pasta di Sardegna” ma anche di altre imprese come il caso di “Battaglin”. La politica aziendale di J-Service non è quella di svendere i siti ma quella di offrire con essi un supporto. È logico che un privato che conosce i linguaggi web è in grado di fare un sito con costi decisamente minori rispetto ad una struttura organizzata come la J-Service e per questo la J- Service vuole abbinare al proprio nome le parole qualità e cortesia. Quando J-Service vende un sito, con esso vende anche il supporto per il cliente che può chiamare in ogni momento: sarà cura dei dipendenti J-Service guidarlo alla soluzione del problema. Con 11 anni di attività ed un bilancio in crescita negli ultimi anni, la J-Service supera la soglia di mortalità giovane di molte aziende del settore e si propone come solida realtà. Attualmente la J-Service sta trasferendo la sede operativa in un locale più capiente in quanto le crescenti richieste del mercato impongono all’azienda di crescere assumendo nuovo personale. Il ruolo da me rivestito all’interno della J-Service è stato di sviluppatore web e, dopo qualche tempo referente SEO. Attualmente sto lavorando in J-Service mantenendo i ruoli ricoperti durante il tirocinio. 6   
    • Attività SEO      1. Attività SEO (Search Engine Optimization) Nel progetto formativo presentato in definizione del tirocinio in J-Service si è stabilita, come attività principale, il posizionamento sui motori di ricerca. Nei primi giorni di tirocinio mi è stato fornito del materiale su questa attività grazie al quale ho potuto apprendere gli algoritmi utilizzati dai motori di ricerca per posizionare un sito e come trovare delle buone “strategie di mercato”. 1.1 Algoritmi di posizionamento Iniziamo ad addentrarci nell’argomento parlando dell’algoritmo generico, utilizzato da tutti i motori di ricerca, della “Link Popularity”, ovvero del numero di link entranti verso il nostro sito. Questo algoritmo premia i siti web che ricevono più link, quindi, per ottenere un buon posizionamento, serve avere molti link verso le proprie pagine. Al fine di soddisfare questo algoritmo è utile la registrazione nelle directory, argomento che vedremo più in dettagli in un secondo momento. Altro importante algoritmo, evoluzione della “link popularity”, è l’algoritmo del “Page Rank”, inventato da Google ma oggi non utilizzato per via di nuovi algoritmi. Il “Page Rank” (Pr), a differenza della “link popularity” assegna un punteggio alla pagina derivante dal numero di link entranti e dal “Page Rank” delle pagine che ci linkano. All’aumentare dei link e della loro qualità (Pr della pagine che ci linkano), la pagina accumula un Pr che ne definisce l’importanza. Quando una pagina ne linka un’altra, le conferisce un punteggio in base al proprio Pr ed al numero di link nella pagina. Il punteggio che una pagina conferisce viene diviso fra i link presenti al suo interno. Altra novità introdotta con il Pr è la svalutazione degli scambi di link: danno comunque un punteggio alle pagine linkate ma questo è inferiore al punteggio dato da link unidirezionali. L’ultimo e più importante algoritmo, quello utilizzato ancora oggi da Google, è il “Trust Rank”. In questo algoritmo perde di valore la quantità dei link entranti a favore della loro qualità. Esistono alcune pagine, verificate da un addetto apposito, definite “Trusted” e queste conferiscono Trust Rank (Tr) alle pagine linkate. Le pagine con un Trust più alto sono quelle che per prime compariranno nella SERP (Search Engine Request Page) per una data parola di ricerca. Una pagina conosciuta come “Trusted” è la Directory Dmoz – ODP (Open Directory Project) per cui l’inserimento del proprio sito in essa da enormi ed importanti vantaggi: questo è dovuto al fatto che per essere inseriti in Dmoz si passa un controllo effettuato da personale umano. La fiducia di Google in Dmoz è tale che per i siti registrati i dati inseriti in Dmoz hanno priorità sui meta tag della nostra pagina web. Esiste la possibilità di segnalare a Google, tramite il suo spider, la nostra volontà di usare i nostri dati tramite un meta tag apposito (<meta name=“robot” content=“NOODP” />). 1.2 Indicizzazione Ora che abbiamo visto i principali algoritmi di posizionamento parliamo dell’indicizzazione di un sito sui motori di ricerca. Esitono tre metodi: inserimento automatico via software (veloce ma insicuro), inserimento manuale (il più sicuro) e tramite link a siti indicizzati (sicuro ma può essere lento). Il primo metodo consiste nell’inserire in dei software appositi i dati del nostro sito che verranno inviati automaticamente ai vari motori di ricerca e alle varie directory. Non è un metodo 8   
    • Attività SEO      sicuro ed alcuni siti potrebbero accorgersi della cosa e segnarci come “sito spam”. Il metodo dei link a siti indicizzati è un metodo sicuro, lo spider del motore di ricerca, ovvero un programma che fa le scansioni dei siti sul web, segue, salvo indicazioni opposte, i link uscenti dalle pagine indicizzate arrivando poi al nostro sito ed aggiungendolo al database del motore. Il metodo più veloce e sicuro è quello di segnalare manualmente il nostro sito ai vari motori di ricerca tramite le apposite pagine. In fase di segnalazione del proprio sito è opportuno tenere conto che molti dei motori che vediamo nel web non hanno un database proprio ma si appoggiano a quelli di altri motori: è il caso, ad esmpio, di Virgilio con Google e di Altavista con Yahoo. Per ottenere l’indicizzazione sulla maggior parte dei motori di ricerca sarà sufficiente la segnalazione ai tre motori principali, che si dividono il 99% dell’utenza, ossia: Google col 95% dell’utenza in Italia, Yahoo! e Bing con circa il 2% Il motore di ricerca di Google detiene  ciascuno dell’utenza nazionale. Sebbene siano meno importante circa il 95% dell'utenza in Italia per la visibilità, visto un minore utilizzo, vanno prese in considerazione anche le Directory. La directory è una sito dove le pagine sono inserite per categoria, permettendo una ricerca più mirata. Le principali directories sono “Yahoo! Directory” e “Dmoz – ODP”. Oltre che permettere di essere trovati da un’utenza generalmente competente e professionale, le Directory influiscono positivamente sul posizionamento nei motori di ricerca perché danno link e link di qualità. 1.3 Ottimizzazione della pagina Ora che abbiamo visto gli algoritmi di posizionamento dei motori iniziamo a parlare delle pagine HTML e della loro struttura. Nelle pagine HTML abbiamo numerosi tag da utilizzare in delle sezioni, anch’esse definite da dei tag, apposite. Principalmente una pagina è divisa in “Intestazione”, parte della pagina non visibile all’utente contenuta fra i tag <head> e </head> e “Corpo”, parte visibile all’utente contenuta fra i tag <body> e </body>. All’interno della sezione d’Intestazione definiamo il titolo della pagina ed una breve descrizione del suo contenuto negli appositi tag. Questi due elementi sono “fondamentali” per un buon posizionamento della pagina web e sono i dati che appaiono nella SERP quando veniamo cercati. Nella SERP appaiono il titolo del sito che linka la nostra pagina e, sotto di esso, le frasi della descrizione che contengono la parola chiave cercata. Qualora la descrizione non fosse definita il motore di ricerca andrebbe a trovare le frasi del “corpo” contenenti la parola chiave cercata. Vedremo dopo come ottimizzare i contenuti dei vari tag. Il corpo di una pagina è quello che l’utente vede quando la apre. È importante curarlo bene se desideriamo che un utente torni a trovarci ma è altrettanto importante tenere a mente cosa un motore di ricerca vorrebbe nella pagina. Discuteremo ora dell’ottimizzazione delle pagine web. Per ottimizzazione di una pagina s’intende l’applicazione di quegli accorgimenti che favoriscono il posizionamento di una pagina sul motore di ricerca. Come detto in precedenza sono fondamentali il titolo (<title>…..</title>) e la descrizione (<meta name=“description” content=“….” />) di una pagina. Quando effettuiamo delle attività SEO per un sito lo ottimizziamo per alcune parole chiave e queste guideranno, seppur non imprigionandoci, il nostro lavoro. Il titolo e la descrizione devono contenere la parola (o le parole) chiave per cui vogliamo ottimizzare la nostra pagina e, importantissima, è la loro posizione in essi. La posizione della parola chiave ne 9   
    • Attività SEO      determina il peso per il motore di ricerca: parliamo di prominenza di una parola chiave, tanto maggiore quanto prima essa appare nei contenuti. Oltre alla prominenza è importante la densità di una parola chiave, ovvero quante volte questa viene ripetuta: è opportuno ripeterla alcune volte ma conservando sempre un testo sensato e leggibile: ricordiamoci che l’utente che trova la nostra pagina legge i contenuti di questi tag e sta a loro invogliarlo a vedere il nostro sito. Stesso discorso di prominenza e densità va fatto per il corpo della pagina ma qui esistono ulteriori accorgimenti. Nel corpo della pagina è importante inserire un titolo e, per dargli maggiore “enfasi” va utilizzato il tag “H1” (<h1>….</h1>). Grazie agli stili è possibile definire la visualizzazione dei contenuti del tag non rinunciando, per l’ottimizzazione, alla qualità visiva delle nostre pagine. Va da sé che il titolo deve contenere le parole chiave scelte per l’ottimizzazione. Altri tag che danno importanza sono i vari “h2”, “h3”, “h4” la cui importanza va però sempre diminuendo. Un altro accorgimento sta nell’usare i tag bold (<b>…</b>) o strong (<strong>…</strong>) per evidenziare le parole chiave nel testo: lo spider le riconosce come più importanti. Oltre agli interventi sul testo esistono altri importanti accorgimenti come la scelta del nome dello spazio web, che può contenere la parola chiave aiutando parecchio, dei percorsi interni, inserendo parole chiave nelle cartelle e nei nomi dei file. Ulteriori accorgimenti per ottimizzare una pagina sono la compilazione dell’“ALT” dei tag “IMG”, dei “Title” dei link ed altri contenuti invisibili “leciti”. Abbiamo parlato di contenuti invisibili “leciti” in quanto esistono delle tecniche “spinte” di ottimizzazione che possono farci guadagnare facilmente ed in poco tempo posizioni nel motore di ricerca ma ci espongono al rischio di penalità e di ban. Oggi nel web spopolano i siti flash e questo è poco gradito ai motori di ricerca che esplorano il testo nelle pagine. Facilmente capita che, per non disturbare la grafica ma favorire il posizionamento, si trovi in alcune di queste pagine del testo nascosto (magari dello stesso colore dello sfondo, molto piccolo o posizionato fuori dallo schermo): questo può far incorrere la pagina in pesanti penalità se non nel ban dal motore di ricerca. Altra tecnica spinta è la creazione di “Doorways” ossia pagine altamente ottimizzate che in pochi istanti, spesso impercettibili, ti reindirizzano verso altre pagine. Anche in questo caso è alto il rischio di essere bannati. La tecnica “spinta” più sofisticata è quella del “Cloacking” che consiste nel riconoscere se a visualizzare la pagina è un bot (spider) o un utente e mostrare pagine diverse in base a chi ha fatto la richiesta: verrebbero così mostrate pagine testuali ottimizzate al bot e pagine graficamente perfette, senza problemi di ottimizzazione all’utente. Questa tecnica porta al ban sebbene non sia semplice intercettarla. Una possibile tecnica è quella di visualizzare la “Copia cache” della pagina fatta dallo spider: se è diversa dalla pagina allora siamo di fronte a Cloacking. È tuttavia possibile indicare al bot di non fare copie cache tramite un apposito tag. Una tecnica permessa per chi non vuole rinunciare ad un sito puramente grafico è quello di creare delle “Welcome page”, ovvero delle pagine testuali ottimizzate che ci linkano al sito vero e proprio. Ora che abbiamo parlato del concetto di “Ottimizzazione” di una pagina dobbiamo discutere anche il concetto di “Sovraottimizzazione”. Google ha introdotto degli algoritmi che penalizzano le pagine troppo ottimizzate. Abbiamo parlato in precedenza dell’importanza di ripetere le parole chiave e del concetto di densità: una densità ottimale è fra il 5% e il 10%, oltre potremmo essere penalizzati. Scrivere i testi in maniera naturale, senza sforzarsi di ripetere per forza le parole chiave ogni tot di parole è la cosa migliore, il testo si può poi ottimizzare con calma in seguito evitando di perdere il senso del contenuto. 10   
    • Attività SEO      1.4 Linking Altro passo fondamentale per ottenere un buon posizionamento è quello, come detto in fase di presentazione degli algoritmi, di ottenere link e buoni link. Elaborare una strategia di linking è forse la fase più complessa e lunga di un’attività SEO, anche perché se i link arrivano a gruppi e solo in un determinato periodo il motore di ricerca sospetta che non siano naturali e quindi ci può penalizzare. L’attività di procacciamento di link deve essere graduale e varia: varia perché non dobbiamo cadere in catene di link circolari, ossia io linko un sito che ne linka un altro che linka me: se i nostri link sono tutti del genere incorreremo in pesanti penalità su Google. I link devono provenire da varie fonti ed è opportuno che non siano “scambi” di link, quantomeno che la maggior parte non lo siano. Parlando di strategie di linking è bene considerare anche i link interni al sito: una buona struttura favorisce il posizionamento del sito garantendogli tematicità, difatti è opportuno che le varie sezioni linkino la home ma non si linkino fra loro, avendo invece link interni alla sezione. Tornando a parlare di link provenienti dall’esterno proseguiamo il discorso sulla “tematicità” parlando dell’“anchor text” ossia il testo con il quale siamo linkati. Il testo dei link verso di noi è fondamentale perché garantisce tematicità rispetto a delle parole chiave per le quali otterremo importanti benefici di posizionamento: è importante chiedere di essere linkati con le parole chiave prescelte ma è altrettanto fondamentale che a volte il l’anchor text cambi: se è sempre uguale è poco naturale e verremo penalizzati. Stesso discorso per le pagine linkate: la maggior parte dei link è opportuno vadano sulla home ma è fondamentale avere qualche link alle pagine interne per preservare la “naturalità” pretesa da google. 1.4.1 Inserimento in Directory Attività fondamentale per ottenere dei buoni link è quella della registrazione delle pagine nelle “Directo- ries”. Abbiamo visto in pre- cedenza cos’è una “Directory” e, come detto in precedenza, alcune di queste hanno un ottimo “Trust Rank” garantendo quindi importanti vantaggi. Le prime e più importanti di- rectories in cui registrarsi sono sicuramente “Dmoz – ODP” e “Yahoo! Directory”: queste godono di particolare importanza nella considera- zione dei motori. Se fac- Dmoz ‐ Open directory project: l'unica vera alternativa a Yahoo! Directory in questa  ciamo la ricerca “Directory” popolata nicchia di servizi su google troveremo poi 11   
    • Attività SEO      un’altra miriade di directory minori che, sebbene non garantiscano i benefici delle principali, sono link e danno visibilità: l’utenza più professionale usa le directory per cercare siti “a tema”. 1.4.2 Article Marketing Altra attività molto utile ed importante è quella dell’article marketing. In rete esistono molti servizi gratuiti per l’emissione di comunicati stampa dei quali, una buona parte, dopo valutato il comunicato lo pubblica in circuiti di comunicati moltiplicando il proprio effetto. Scrivendo questi comunicati capita spesso di poter inserire dei link oppure di avere un link al sito della propria “azienda”. L'article marketing è un metodo veloce e sicuro per  In quest’ultimo caso sono richiesti dei dati quali ottenere link, l'unico requisito è la qualità del testo  scritto azienda e la propria posizione nell’azienda ma, terminata la registrazione, avremo il nostro servizio ed i nostri link. Ultimo, ma non meno importante, accorgimento per ottenere dei buoni link è quello di creare dei siti di supporto a quello che vogliamo posizionare. Nel web è pieno di servizi “user friendly” per la creazione di blog o semplici pagine personali: è il caso di “Blogger” di Google, dei “Live Space” di Microsoft, di Wordpress e tanti altri. Creando queste piccole pagine, inserendo un post ogni tanto, aggiungeremo regolarmente link al nostro sito principale. È importante, in questa fase della nostra ricerca di link, inserire in directories anche queste pagine e supportarle con qualche attività: maggiore sarà il loro Pr e Tr maggiore sarà quello trasferito al sito su cui lavoriamo. 1.5 Esempi pratici Passiamo ora a degli esempi pratici di questa attività. Nel corso del tirocinio ho lavorato al sito clickfarma, caso disperato perché quasi interamente costituito da immagini, ed Horse Country che per un mesetto buono abbiamo avuto in 4^ posizione su google ed in 1^ su Yahoo!. Tuttavia nell’esempio che presenterò parlerò di un sito personale in quanto, slegato dall’azienda, ho avuto totale libertà d’azione realizzando ogni possibile accorgimento che, nei siti aziendali, non ho utilizzato appieno. Il sito che sfrutterò per l’esempio è “Oratori di Arbus”. Contrariamente a quanto detterebbe la logica, con questo sito non ho cominciato dall’ottimizzazione: questo perché esiste una nuova versione in lavorazione che sto ottimizzando all’atto della creazione. Le prime attività svolte su Oratori di Arbus sono state proprio sul linking, inserendo il sito nelle varie directories nelle quali ho inserito i siti aziendali. Come detto in precedenza le prime segnalazioni sono state fatte a Dmoz e Yahoo! Directory che però, vista la mole di lavoro, impiegano mesi a valutare le pagine ed inserirle. Nel mentre il sito è stato inserito in molte directories minori e questo ha portato il sito da page rank nullo al page rank 0. Con l’inserimento di alcuni titoli e descrizioni non ottimizzate il sito ha iniziato a posizionarsi bene: vedremo ora la strategia utilizzata. Analizzando le parole chiave con lo strumento Google Adwords, ho selezionato come parola chiave “forte” su cui puntare “Oratori” che, con concorrenza media, gode di un traffico mensile medio di circa 12.100 ricerche. Volendo puntare anche sulla località, Arbus, sulla cui ricerca c’è una certa concorrenza, ho selezionato la keyword strategica “Oratori di Arbus”. Appare scontato dire che per questa parola chiave la concorrenza sia molto bassa e goda della prima posizione su tutti i motori di ricerca per le voci “Oratori di Arbus”, “Oratorio di Arbus”, “Oratori Arbus”, ecc. 12   
    • Attività SEO      ma la cosa interessante è che, ottimizzando la strategia di linking e di ottimizzazione per questa parola chiave, sto rafforzando le parole chiave “Oratorio” ed “Arbus” portandomi fino alla 6^ posizione per la prima ed alla 12^ per la seconda. Google adwords è uno strumento fondamentale per capire cosa cerci l'utenza e come lo faccia Una volta scelta la parola chiave strategica sono stati definiti titolo e descrizione delle pagine principali: attualmente il sito è stato leggermente ottimizzato per provare a salire ulteriormente per le parole chiave “forti” contenute nella nostra keyword strategica. Riporto qui sotto il titolo e la descrizione della home page: <title>Oratori di Arbus ‐ Una finestra sull'oratorio</title>  <meta name="description" content="Oratori di Arbus ‐ Una  finestra sull'oratorio è il sito degli oratori San Giuseppe e San  Giovanni Bosco in Arbus. Il sito Oratori di Arbus è nato per  promuovere le attività dei due oratori ed offrire servizi agli utenti di  internet." />  Com’è immediatamente visibile la parola chiave strategica, e quelle forti, sono state ripetute per dare una leggera ottimizzazione su queste. Passiamo ora all’analisi del contenuto ottimizzato guardando uno screenshot dell’home page. Com’è possibile osservare, il titolo è riportato all’inizio ed in “H1” in modo da dargli una particolare rilevanza. Se si fa attenzione è possibile notare l’utilizzo del “bold” (grassetto) all’interno della pagina ad evidenziare la keyword strategica “Oratori di Arbus”. Osserviamo inoltre come sulla destra ci sia scritto “News dagli oratori” a ripetere ulteriormente la parola chiave forte su cui puntiamo. Effettuando un’analisi del contenuto della pagina vediamo che, con 8 occorrenze, la chiave “Oratori di Arbus” ha Esempio di testi ottimizzati: Home page del sito "Oratori di Arbus" una densità del 5,03% ed una prominenza 13   
    • Attività SEO      media del 59% dovuta alla posizione della prima occorrenza. La prominenza non altissima di questa parola chiave è dovuta al codice inserito nella pagina prima di questa: un errore fatto in questa versione del sito è un titolo iniziale come immagine invece che testuale. Questo problema sarà risolto nella prossima versione del sito una cui screenshot è visualizzabile dall’apposita news. In questa nuova versione di Oratori di Arbus, oltre ad una keyword strategica con prominenza prossima al 100%, si può osservare chiaramente l’ottimizzazione della pagina sui contenuti. Tornando all’attuale versione, quella in esame, la densità più o meno ottimale per la nostra parola chiave ci permetterà di non incorrere in penalizzazioni da sovraottimizzazione godendo comunque dei benefici di una pagina ottimizzata. Altra cosa importante è la prominenza al 100% nel titolo e nella descrizione contenuti nell’intestazione del sito. Vediamo ora la fase più interessante e laboriosa: il procacciamento di link. Come detto in precedenza l’attività è cominciata con l’inserimento delle pagine del sito in varie directories più o meno importanti. Sebbene per ora le principali directories non abbiano ancora inserito il sito, questo è stato inserito in una buona trentina di directories minori che, anche a basso Pr e Tr, hanno permesso una tematicizzazione del sito grazie agli anchor text ed un lieve aumento del suo Pr. Grazie a questo il sito ha attualmente guadagnato parecchie posizioni ma l’attività non si è fermata qui. Abbiamo parlato in precedenza dell’attività di article marketing che si è svolta su una ventina di siti che forniscono questo servizio. Fra i vari siti di emissione di comunicati stampa voglio citarne uno in particolare in quanto mette il comunicato, oltre che sulle proprie pagine, in circuiti di siti dando un grosso impulso all’attività SEO svolta per Oratori di Arbus: questo sito è “comunicati‐ stampa.net”.  Su questo sito è richiesta la registrazione con Azienda, posizione nell’azienda ed ovviamente un recapito e-mail. Una volta registrati sarà possibile emettere facilmente dei comunicati stampa come se si postasse su un blog. La differenza fra questo servizio ed un blog, a parte l’inserimento in circuiti di siti che pubblicano comunicati, è che all’atto della pubblicazione del comunicato questo non appare ma viene inviato ad uno staff per la valutazione e revisione. Utilizzando ormai da oltre un mese questo interessante servizio ho avuto modo di accorgermi come la revisione diventi più veloce man mano che si pubblicano comunicati: evidentemente lo staff offre fiducia a chi pubblica regolarmente post corretti come contenuti e forma. Un’attività fondamentale nella fase di linking, che da tematicità alle pagine e al sito, è la creazione di siti satellite sullo stesso argomento del sito principale. Al fine di ottenere link “a tema” ho creato 7 blog sull’argomento oratorio nei quali posto, modificando sempre il testo ma non gli argomenti, alcune notizie sull’attività oratoriana inserendo nei Il blog dell'oratorio: link a tema per il sito al fine di favorire un buon  vari post dei link alla root del sito o posizionamento ad una specifica notizia: come detto in precedenza è opportuno che un link ogni tanto non sia alla 14   
    • Attività SEO      home page. Questa attività mi permette di ottenere link in gran numero ma, come detto pocanzi, fondamentale è che siano link a tema. In un’attività volta a dare visibilità ad una pagina, fondamentale è approfittare di tutti gli strumenti a disposizione e google ce ne offre uno particolare: “Google maps”. Google offre la possibilità di registrare gratuitamente la propria attività commerciale “localizzandola” in delle mappe. Oltre che dare una grossa visibilità, in quanto le mappe vengono mostrate sempre fra le prime posizioni delle ricerche per una data parola chiave, è possibile inserire varie informazioni sull’attività in Google maps: visibilità, link e pubblicità modo “user friendly” oltre che ottenere un link al proprio sito. Oggi si sta velocemente evolvendo, guadagnando un’importanza tale da impensierire google, il mondo del social networking ed in particolare facebook. Su facebook, a supporto del sito e dell’attività in generale, ho creato un profilo ed una pagina. Il profilo serve principalmente a gestire la pagina nella quale, tramite l’applicazione “fbml” (Face Book Markup Language), che permette di scrivere codice fbml ma anche HTML, ho inserito un link al sito che mi può passare page rank e trust rank; ovviamente è stata verificata l’assenza del “meta robots” che nega il passaggio di questi valori. Nell’attività svolta sul social networking ho creato anche un account su Twitter, fenomeno in espansione all’estero che potrebbe avere interessanti prospettive future anche in Italia. Altra attività, oggi collegata anch’essa a google, è quella che sto svolgendo su youtube. Con la registrazione e la creazione di un canale ho ottenuto un link e, inserendo del buon materiale, questo mi permetterà di deviare un traffico “interessante” sul sito principale. Ancora poco conosciuto in Italia è il fenomeno del social bookmarking. Nel web esistono dei servizi come “delicious” che permettono di segnarsi e condividere dei siti web. Oltre che dare un link, questi servizi permettono di condividere questi link con terze persone che, a loro volte, potrebbero segnarseli e condividerli. Nel campo del social bookmarking, oltre a delicious, per il sito “Oratori di Arbus” ho svolto delle attività su “digg” che permette di condividere video, immagini o articoli. Ogniqualvolta inserisco una news sul sito la collego a digg ottenendo un link non sulla root.   Delicious: non passa Page Rank ma da un'ottima visibilità Dopo aver parlato delle varie attività svolte per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, parliamo ora della monitorizzazione dei dati relativi all’attività SEO. Vedremo ora due attività di monitoring, una sull’evoluzione del posizionamento tramite il software Advanced Web 15   
    • Attività SEO      Ranking della Caphyon ed una seconda sulle statistiche del sito: visite, fonti delle visite, localizzazione geografica delle visite, etc. Lavorando in J-Service sul sito di Horse Country mi fu poi chiesto di monitorare i risultati dell’attività cercando un software adatto. Dopo una breve ricerca ebbi modo di conoscere Advanced Web Ranking che trovai semplice ed intuitivo e presentai all’azienda. All’azienda piacque il software in questione che divenne poi quello usato per questo tipo di attività. Passiamo ora al suo utilizzo per monitorare l’evoluzione del posizionamento del sito Oratori di Arbus: innanzitutto bisogna creare un progetto dove vengono richiesti i siti, le parole chiave ed i motori di ricerca su cui effettuare il controllo. All’atto della creazione del progetto per il sito “Oratori di Arbus” ho scelto come motori di ricerca i 3 principali ovvero Google, Yahoo! e Bing che da poco ha sostituito il Live Search di MSN. Le parole chiave per le quali ho voluto controllare il posizionamento sono “Oratori di Arbus”, “Oratorio di Arbus”, “Oratori”, “Oratorio” ed “Arbus”. Come detto in precedenza “Oratori di Arbus” ed “Oratorio di Arbus” sono delle keyword strategiche che, a bassa concorrenza, contengono delle parole chiave forti come “Oratori”, “Oratorio” ed “Arbus”. Le parole chiave “Oratorio” ed “Arbus”, stando ai dati forniti da Google Adwords, hanno un volume di ricerca medio mensile di 165.000 mentre “Oratori” garantisce 12.100 ricerce al mese.   Potenziale visibilità media mensile per le parole chiave scelte A partire dai primi di luglio, terminato il tirocinio, ho avuto modo di partire con un’intensa attività SEO e di Marketing per dare visibilità al sito e creare una discreta immagine sul web agli oratori. In questa fase analizzeremo i dati relativi al posizionamento lasciando altre considerazioni alla prossima fase: quella dell’analisi delle statistiche relative al sito tramite Google Analytics. 16   
    • Attività SEO        Monitorizzazione del posizionamento tramite Advanced Web Ranking Il grafico qui sopra offre una panoramica di come, per le diverse parole chiave, si sia evoluto il posizionamento del sito su Google. Come si può osservare gli effetti dell’attività SEO sono stati da subito evidenti. Va considerato l’inserimento in Directory fatto nel periodo del tirocinio che ha permesso al sito di iniziare a guadagnare Pr e Tr ma con luglio è partita un’attività di linking a 360° volta, oltre che al numero, a dare tematicità al sito. Come già spiegato sopra per dare tematicità è importante l’anchor text ma lo è anche il sito che linka, per questo i blog a supporto, condividendo il tema del sito principale, hanno avuto un forte impatto sul suo posizionamento. Sempre tramite AWR (Advanced Web Ranking) è possibile verificare informazioni quali densità delle parole chiave e l’evoluzione della concorrenza, osservando le posizioni per noi di interesse su un motore di ricerca e come si sono modificate in un dato periodo. Altra attività fondamentale, per studiare la bontà del lavoro svolto, i suoi effetti ed eventualmente valutare dei cambiamenti di strategia, è il monitoraggio delle statistiche sull’uso del sito tramite Google Analytics. Nella pagina principale di Analytics viene chiesto il progetto del quale chiediamo informazioni (è possibile monitorare molti progetti contemporaneamente). Una volta scelto il progetto abbiamo subito davanti un grafico cartesiano sull’andamento del traffico giorno per giorno. Questo permette di tenere sotto controllo la risposta del pubblico ad eventuali annunci o modifiche al sito per comprenderne il gradimento. Va da sé che manovre ben riuscite sono importanti spunti per attività future mentre altre con scarsi risultati indicano il poco impatto sull’utenza decretandone un probabile poco interesse per noi. 17   
    • Attività SEO      Altro dato molto interessante che ci appare nella pagina root del nostro progetto su Analytics è quello delle percentuali di traffico generato dalle varie sorgenti.   La maggior parte del traffico è generato dal motore di ricerca: questo rende palese l'importanza che una buona posizione nella  SERP riveste Come si osserva facilmente nell’immagine, l’impatto dell’attività SEO sul traffico nel sito è importantissimo: da google arriva ben il 63,16% del traffico totale. Com’è logico pensare, per un’azienda è fondamentale essere vista, non solo avere un bel sito, e questo rende l’attività SEO un’attività importante e con ottimi sbocchi professionali. Altro dato che mi piace sottolineare è il 27% di visite giunte da “Siti di riferimento” ovvero siti che ci linkano. Analizzando più in dettaglio le sorgenti del traffico ci troviamo di fronte le varie fonti con varie informazioni.   Sorgenti di traffico: Dopo il motore di ricerca riveste discreta importanza l'attività sui social network Guardando l’immagine si possono tirare alcune considerazioni. Ad esempio prendiamo il dato con le visite provenienti dalla pagina face book. Le 10 visite, non poche in quanto rappresenta il dato più alto per le deviazioni al sito principale, non sono però di particolare interesse al momento. L’utente che da facebook arriva sul sito si trova davanti una struttura probabilmente complessa rispetto a quella a cui è abituato sul social network. Per questo il suo tempo medio di permanenza è molto basso, pochi secondi, e su 10 visite sono Dati sul traffico e sul comportamento dell'utenza  state visualizzate solo 12 pagine: solo uno o due hanno aperto sul sito 18   
    • Attività SEO      una seconda pagina. Questo può dare alcune indicazioni sul nuovo sito attualmente in lavorazione il quale avrà una struttura leggermente differente e semplificata. Osserviamo poi le visite generate dall’attività di article marketing: sommando le varie fonti del genere arriviamo ad 8 visite ma anche qui c’è un dato sulla permanenza non incoraggiante. Su questo devo fare mea culpa in quanto è capitato che alcuni comunicati stampa li abbia pubblicati prima di inserire le notizie sul sito ufficiale e chi poi visita il sito e non trova il giusto riscontro è naturalmente portato a ritenere tali comunicati poco credibili e non visitare ulteriormente la pagina. Tolte un paio di occasioni del genere all’inizio dell’attività sto ora decisamente più attento a questi piccoli ma fondamentali dettagli. Dato curioso è poi quello del blog di riferimento creato su libero: ben 27 minuti sul sito con la visualizzazione di 7 pagine. Questo è un dato incoraggiante perché indica che il sito contiene materiale in grado di incuriosire e quindi un’attività volta a dare visibilità non è inutile: è importante che, soprattutto con una certa visibilità, si goda di uno standard qualitativo di un certo livello altrimenti questa visibilità diventa un danno d’immagine. Le due visite da Google maps sono mie quindi non fanno testo, volevo verificarne il corretto funzionamento. Punto tuttavia molto su quest’attività perché, alla ricerca “Oratori” le mappe appaiono nelle prime posizioni e, per questa parola chiave, esistono solo 3 voci di cui 2 rimandano al sito degli oratori di Arbus. Altro importante dato di valutazione, oltre alle pagine visualizzate e la percentuale di nuove visite che sono di facile lettura, è la frequenza di rimbalzo. Questo parametro da la percentuale di quanti abbandonano il sito dopo aver visualizzato una sola pagina. Com’è prevedibile il traffico diretto è quello con la minor frequenza di rimbalzo, conoscono il sito e ci vanno perché sanno che c’è qualcosa che può loro interessare, ma molto importante è il dato di Google e quello generale: una frequenza di rimbalzo del 50%, nella mia breve esperienza in ambito SEO, mi è parso sia un dato molto buono. A conforto della mia impressione analytics offre la possibilità di fare un confronto fra il proprio sito e i siti di varie categorie. Nella categoria “Attività ricreative” i dati relativi al sito sono positivi rispetto alla media e per un sito giovane come quello su cui opero è un dato incoraggiante. 19   
    • Attività SEO      Sempre in ambito di visite e comportamento dei visitatori, possiamo osservare la provenienza geografica delle visite. Nelle statistiche ne vediamo una dalla Grecia ed una dal Regno Unito a fronte delle 213 provenienti dall’Italia. Andando alla sezione Italia ci viene mostrata una cartina con dei punti evidenziati ad indicare la provenienza e la concentrazione delle visite, dati poi messi in tabella appena sotto. In questa tabella, riportata qua sotto, vediamo i dati generali per la nazione selezionata e poi nel dettagli le varie zone da cui le visite provengono con i dati zonali. Il grosso delle visite viene dalla zona di Cagliari, nel sud della Sardegna, zona dove si trova Arbus. È comprensibile che vedendo il titolo “Oratori di Arbus” l’utenza locale possa essere più motivata a visitare il sito rispetto agli altri. A conforto di quanto detto possiamo anche osservare il tempo medio sul sito che nel cagliaritano è di ben 9 minuti e 15 secondi.   Localizzazione geografica delle visite Altri dati utili che Analytics ci può fornire, sono i dati sui software e le plugin utilizzate dagli utenti. Su 214 visite, al 20 luglio 2009, è possibile sapere che 129 sono fatte tramite firefox, 78 tramite Internet Explorer, 4 tramite Google Chrome e 3 tramite Safari. È poi possibile analizzare i dati nello specifico, guardando ad esempio le versioni di Internet Explorer utilizzate: 37 visite provengono da utenza di Interne Explorer 8.0, 34 sono fatte tramite IE 7.0 e 7 sono fonte di utenza di IE 6.0. Analizzando questi dati posso fare alcune considerazioni: ad esempio sono a conoscenza di gravi problemi di visualizzazione con IE 6.0 ma valuto anche che 7 visite su 214, vista la graduale migrazione dell’utenza di IE 6.0 verso le versioni successive, non sono per me tanto significative da giustificare il lavoro di ottimizzazione per quella versione del browser. Il sito è invece testato e funzionante sotto tutti gli altri browser. 20   
    • Attività SEO      Discorso analogo posso fare analizzando le varie risoluzioni. Mi rendo facilmente conto che con una risoluzione 800x600 o inferiore il mio sito, come la maggior parte, non verrebbe visualizzato al meglio o nella sua interezza. Posso però controllare tramite analytics anche questo dato. Le visualizzazioni con risoluzione 800x600 rappresentano l’1,87% dell’utenza con 4 visite su 214. Il dato è pertanto poco rilevante.   Raccolta di dati tecnici sull'utenza: risoluzione video dell'utenza Anche per quanto riguarda il supporto “flash” sono solo 4 gli utenti sprovvisti, per cui, nel nuovo sito, ho deciso di mettere, seppur con molta parsimonia e solo come filmati, alcune animazioni flash. La parsimonia con il flash è dettata dal fatto che non è di gradimento ai motori di ricerca che invece sfruttano il testo contenuto nelle pagine nei loro algoritmi. Per comprendere l’utenza del sito e come venir loro incontro, è inoltre utile sapere che tipo di connessione usano. Gli utenti che usano connessione via dial-up sono 4 e, comprensibilmente, loro hanno una frequenza di rimbalzo del 100% con un basso tempo medio sul sito. Il sito degli oratori di Arbus ha parecchie immagini nel suo tema e questo può appesantire non poco la visita di un utente con una connessione lenta. 21   
    • Attività SEO      Al termine di questa panoramica, tutt’altro che esaustiva, sulle funzioni di Google analytics, analizziamo un ultimo dato dal quale trarre alcune conclusioni: la fedeltà. Osservando il grafico qui sotto vediamo che la maggior parte dell’utenza ha visitato il sito una sola volta ma c’è un altro dato interessante: ben 89 utenti hanno visitato il sito più di 9 volte di cui 26 ha fatto fra le 51 e le 100 visite. Questo da una chiara impressione di come si sia creato un pubblico di nicchia che cerca costantemente qualcosa sul sito, probabilmente attratti dal poco materiale pubblicato settimanalmente.   Fedeltà degli utenti Concludo qui il resoconto sull’attività SEO rimandando alle conclusioni per alcune riflessioni riguardanti anche il corso di studi seguito. Proseguirò ora col trattare alcune attività accessorie svolte durante il tirocinio e per lavori personali. 22   
    • Attività SEO      2. Interazioni client-server Lavorando in J-Service ho fatto la traumatica conoscenza dei CMS (Conten Management System). I CMS sono dei gestori dei contenuti che permettono in maniera user-friendly di gestire siti anche complicati tramite appositi moduli. Poco fa ho detto che per me è stato un po’ traumatico dover lavorare con questi sistemi perché, fino al giorno prima di entrare in J-Service, ero abituato a scrivere codice lato server in php. L’impatto con i CMS e l’impossibilità di scrivere codice server- side, mi ha giocoforza spinto ad approfondire la conoscenza di javascript, che fino ad allora avevo un po’ trascurato. Entrando nel mondo di Javascript ho avuto modo di scoprire i grossi passi avanti fatti in questi ultimi anni con tecnologie quali AJAX ed i frame work javascript. Premetto che non ho avuto modo di utilizzare queste tec- nologie ma su Java- script ho lavorato pa- recchio e sia in J-Ser- vice che poi personal- mente mi è risultato pa- recchio utile. In J-Ser- vice ho fatto parecchia pratica e cito come esempio il sito delle Autolinee Baire attual- mente in costruzione. Oltre che inserire i vari contenuti tramite l’apposito modulo del CMS ho avuto modo di lavorare al foglio di Al passaggio del mouse sulla fermata appaiono gli orari a cui passa il pullman stile per aggiustare al- cune imprecisioni grafiche e di creare delle funzioni JS per la gestione di pubblicità sui pullman ed orari delle varie tratte. Nell’immagine qui sopra possiamo vedere un dettaglio del sito tourbaire: tramite un select viene gestita la selezione della tratta di cui si vuole conoscere gli orari. Al cambiare del select vengono modificate le impostazioni di visibilità di alcuni “div”, ovvero dati contenuti fra i tag <div>….</div> contenenti la lista delle fermate. Al passare del mouse su ogni fermata viene mostrato un elenco degli orari a cui il bus ci passa. In questo esempio mi sono un po’ scontrato con il CMS in quanto la gestione del “select” tramite linguaggio server side è molto semplice, tuttavia devo riconoscere che, gestendo la cosa tramite Javascript, evito un inutile caricamento di pagina necessario per passare i dati al server. Anche nella sezione delle pubblicità il funzionamento è analogo: create delle zone visibili, sovrapposte ad un’immagine di un bus, apparirà il prezzo della pubblicità al passare del mouse nell’apposita sezione. Come detto pocanzi in J-Service non c’è stata, usando Javascript, un’interazione client-server in quanto il lato server è totalmente affidato al CMS, tuttavia l’esperienza maturata nell’uso di Javascript m’è tornata utile per gestire il sistema di news del nuovo sito degli oratori attualmente in lavorazione. Ispirandomi alla filosofia del mio acerrimo nemico CMS, ho pensato di caricare i 24   
    • Attività SEO      contenuti del sito da database, per poter più in là modificare facilmente anche i contenuti, e non solo gestire news, forum e messaggistica personale, in maniera guidata. Tuttavia il caricamento da database impone dei limiti: non è possibile caricare codice lato server. Questo fatto ha rappresentato uno scoglio non indifferente per il caricamento delle news contenute nel database. Per ovviare a questo problema ho adottato uno stratagemma che prevede l’inserimento, tramite script php, delle news in un’array Javascript. Questo è possibile grazie al fatto che posso creare codice javascript dinamicamente. La tecnica adottata prevede una funzione che, in base alla pagina, esegue determinati script server-side. La creazione di una funzione del genere si è resa necessaria, avendo una singola pagina nel nuovo sito che carica tutto in base a delle opzioni. Le opzioni sono mascherate tramite url-rewriting, molto utile anche in ambito SEO, ambito nel quale il nuovo sito farà fare un salto di qualità rispetto al precedente, venendo creato tenendo conto di tutte le problematiche connesse ai motori di ricerca. 25   
    • Attività SEO      3. Installazione di Server virtuali Un’attività svolta in J-Service nei primi giorni è stata quella di installare su di una macchina alcuni server su macchine virtuali. La richiesta era di installare un server LAMP (Linux Apache MySql PHP) su cui poi caricare un CRM (Customer Relationship Management) ed un server Asterisk per gestire la telefonia VoIP. Al fine di installare le macchine virtuali chieste abbiamo utilizzato il software VMWare Server. Una volta installato il software, all’atto della creazione della singola macchina virtuale, mi venivano chieste le risorse da destinarvi dopodiché, una volta creata, ho potuto procedere all’installazione del server come se fossi su una macchina fisica.   Virtualizzazione 26   
    • Attività SEO      4. Altre attività accessorie Nei primi giorni ho avuto modo di creare un documento-portafoglio contenente alcuni dei nostri siti per poterli mostrare a potenziali clienti. Oltre a questo ho effettuato, sempre nei primi giorni di tirocinio, un’attività di ricerca di recapiti di aziende agricole alle quali poter vendere un software prodotto in J-Service: Ecostalla. Nell’ambito dell’attività SEO ho avuto modo di esporre ad un incontro per la definizione di nuove attività per i clienti una relazione creata da me sul software Advanced Web Ranking che invierò come appendice. Ho avuto inoltre modo di creare una relazione sul marking video e la sicurezza di un video sul web su richiesta dell’Università di Cagliari: anche questa verrà allegata in Appendice. Oltre a questo ho svolto attività di marking video inserendo dei loghi in alcuni video. 28   
    • Attività SEO      5. Conclusioni Nei primi giorni di tirocinio ho svolto molteplici attività di cui alcune poco affini al mio curriculum di studente, tuttavia tracciando un bilancio del tirocinio al termine dei due mesi devo ritenermi molto soddisfatto. Ho trovato l’attività SEO molto interessante, tant’è che poi ho fatto parecchio esercizio su siti personali ottenendo ottimi risultati, anche perché richiede di interfacciarsi con il mercato. Nel corso dell’attività SEO mi sono man mano reso conto di come stessi facendo una vera e propria attività di Marketing, non a caso nel portare avanti questa attività ho lavorato a stretto contatto con il settore commerciale della J-Service. Sebbene nel corso di Economia Aziendale e gestione di impresa non si sia scesi molto nei particolari su come si fa marketing, nel corso della mia attività ho realmente studiato dei settori di “mercato” osservando il comportamento dell’utenza: che browser preferisce, come reagisce a delle modifiche sul sito, da dove provengono le visite, che parole chiave cerca, che risoluzione usa, ecc.: tutte informazioni che influenzano e guidano un’attività volta a dare visibilità ma anche, tramite un buon sito e buoni servizi, a creare un’immagine per il cliente. L’attività SEO, iniziata per posizionare un sito fine a sé stesso, ho scoperto poi estendersi e proseguire tramite monitoraggio di statistiche, supporto continuo per non perdere terreno rispetto alla concorrenza, studio della concorrenza. Mi ritengo decisamente soddisfatto di quest’esperienza. Altra attività importante ed inerente agli studi effettuati è stata quella svolta a livello personale dell’interazione fra client e server passando dati da php a javascript. Nel corso degli studi a Scano ho avuto modo di studiare, sebbene con altri linguaggi, metodi di interazione fra client e server nel corso di programmazione in ambienti distribuiti. Lì si parlava molto di Java e della comunicazione via Socket ma, quando si è studiato il linguaggio JSP, si è studiato un linguaggio lato server al pari di PHP o ASP.NET, facendolo poi interagire con il client. Non resto a parlare delle altre attività accessorie in quanto non inerenti al corso di studi e in quanto il tempo che hanno preso è stato minimo. Perlopiù ho lavorato con i miei colleghi, sempre disponibili quando ho chiesto dei consigli, nell’ambito dello sviluppo web su siti di clienti, alcuni dei quali hanno fatto richiesta di attività SEO, poi svolta. Ho avuto modo in questi due mesi di imparare a crearmi un vassoio lavori e a gestire le priorità, sebbene la mia mentalità non sia ancora volta alla piena produttività quanto, come programmatore, alla piena funzionalità ed ottimizzazione del codice. Per questo fatto mi è stata mossa, comprensibilmente, una piccola critica costruttiva: in ambito aziendale mi si chiede di produrre il massimo nel tempo minimo e non il meglio. Credo che con l’esperienza mi avvicinerò alla mentalità aziendale ma ritengo anche, sempre con l’esperienza sul campo, di poter ottenere una buona qualità del lavoro in tempi accettabili. 30   
    • Attività SEO      6. Bibliografia Videocorso “MADRI” sul “Posizionamento nei motori di ricerca” 32   
    • Attività SEO      7. Ringraziamenti Al termine del mio percorso universitario, non solo di questo documento, sento di dover fare numerosi ringraziamenti. Inizio con i miei genitori che mi hanno sostenuto ed hanno creduto in me anche quando sembrava che non fossi del tutto convinto della mia scelta; un ringraziamento speciale poi va a Laura che, seppur in maniera indiretta, è stata la scintilla che ha dato il via al cambiamento che mi ha portato a terminare i miei studi e a sapermi far apprezzare in ambito sia accademico che lavorativo; un grazie agli indimenticabili colleghi di facoltà a Scano, amici fraterni e compagni di un percorso che non potrò mai scordare; grazie ai tutori e a tutto il personale della facoltà di Scano di Montiferro, per me sono stati davvero una grande famiglia e per finire, ma non ultimi per importanza, agli amici dell’oratorio e di Arbus: non solo grazie a loro e al loro entusiasmo è nato il sito che è stato oggetto della monografia ma, grazie a loro, anche io vivo lo stesso entusiasmo che mi aiuta nelle attività di ogni giorno. 34   
    • Caphyon Advanced Web Web  Ranking 6.5 Ranking 6 5 Software per il supporto  Software per il supporto nelle attività SEO 02/08/2009 1
    • “Project Manager” All’avvio del programma si apre la finestra del “project manager” che permette la selezione di un p g progetto esistente o la creazione di un nuovo progetto. Per catapultarci da subito nell’esplorazione delle caratteristiche di questo software vedremo inizialmente la gestione di un progetto già esistente 02/08/2009 2
    • Caphyon Advanced Web Web  Ranking 6.5 Ranking 6 5 Parte I Parte I Monitoraggio M it i 02/08/2009 3
    • “Advanced Web Ranking Assistant” Una volta scelto il progetto su cui vogliamo lavorare apparirà una schermata che permetterà di selezionare rapidamente alcune fra le principali funzioni del nostro programma. Per cominciare controlleremo il posizionamento attuele del nostro sito clickando su “Update project” p p j 02/08/2009 4
    • “Updating project” Clickando su “Update project” Apparirà una schermata dove vedremo nella Update project parte in basso una lista dei motori di ricerca e delle keywords aggiunte in fase di definizione del progetto. La scansione viene effettuata sulle prime 50 posizioni (5 pagine) dei motori di ricerca Secondo il numero di keyword e di ricerca. motori di ricerca scelti questa fase può risultare abbastanza lunga 02/08/2009 5
    • “Current Rank” Nella schermata del “current rank” ci stiamo iniziando ad inoltrare nelle current rank funzionalità del software. A sinistra della schermata abbiamo 4 sezioni: Keywords, Search Engine, Websites; sulla destra abbiamo un “help” a tema mentre al centro abbiamo le informazioni che ci servono Selezionando la parola chiave ed il motore servono. di ricerca, ci viene visualizzato l’attuale posizionamento delle pagine del sito scelto, mostrando anche l’evoluzione rispetto ai precedenti controlli. Oltre al “report”, nell’immagine, possiamo avere i d ti estesi che ci mostrano posizionamento ed ll’i i i dati t i h i t i i t d evoluzione in tutti i motori di ricerca scelti in definizio del progetto oppure un grafico che mostra le variazioni del nostro posizionamento. 02/08/2009 6
    • “Keyword rank” Passando alla schermata del “keyword rank” vedremo l’evoluzione del keyword rank l evoluzione posizionamento del sito per tutte le keyword scelte in definizione del progetto in un determinato motore di ricerca. Nel grafico possiamo seguire l’evoluzione del posizionamento ai vari aggiornamenti. Per alcune keyword come “tuo cavallo” siamo crollati apparendo però alle prime due posizioni per “Resort in Sardegna” che è stata scelta come keyword principe. Questo è dovuto all’ottimizzazione per la keyword principale fatta anche a scapito di keyword minori 02/08/2009 7
    • “Search engine rank” Nella schermata “search engine rank” possiamo seguire l’evoluzione del search rank l evoluzione posizionamento per una keyword sui vari motori di ricerca Nel report dell’immagine possiamo osservare come per la dell immagine keyword “horse school” siamo comparsi su MSN, che sta diventando in questi giorni BING e i cui risultati si stanno pian piano allineando, ma soprattutto possiamo vedere come l’ottimizzazione dei meta tag e dei contenuti abbia consentito su yahoo un sensibile miglioramento della posizione. Yahoo ed MSN sono molto sensibili rispetto a google all’ottimizzazione: con google bisogna fare attenzione perché se si sovraottimizza si rischia di ottenere il risultato inverso incorrendo in penalizzazioni. 02/08/2009 8
    • “Top sites” “Top sites” è un’utile funzione che mostra i siti meglio posizionati per una keyword Top sites un utile ed un motore di ricerca scelti. Risulta utile all’inizio dell’attività SEO per vedere la concorrenza, l’evoluzione della situazione e per studiare i siti concorrenti vedendo a quali modifiche può essere dovuta una variazione di posizione Nell’immagine possiamo osservare come il sito “hotelvalledell’erica” abbia avuto un miglioramento, in due giorni di 7 posizioni su yahoo! per la keyword “Resort in Sardegna” Una Sardegna”. tale variazione è probabilmente dovuta a modifiche sul sito che, monitorato prima e dopo, ci avrebbe potuto dare indizi su come orientare il nostro operato. 02/08/2009 9
    • “Overview” “Overview” da una panoramica della situazione per tutte le keywords e siti su un Overview motore di ricerca scelto. Al fine di una più semplice consultazione è possibile applicare dei filtri: nel caso illustrato dall’immagine ho applicato il filtro “changed” per poter visualizzare tutte le variazioni di posizionamento ottenute su google google. Nell’immagine accanto possiamo vedere i filtri disponibili. Fra questi trovo di particolare rilevanza, rilevanza per il monitoraggio dell’attività dell attività svolta, il filtro “changed” che permette di vedere i cambiamenti dopo aver realizzato delle modifiche, dando un termometro sulla bontà del lavoro svolto. 02/08/2009 10
    • “Visibility” “Visibility” è lo strumento che serve per controllare la visibilità del proprio sito in Visibility base ad un set di keyword e di motori di ricerca. Qui sotto vediamo il controllo sui principali motori di ricerca, google, yahoo! E MSN per un set di keyword selezionate. selezionate I dati indicano un’indicizzazione per 7 nuove keyword un’apparizione un indicizzazione keyword, un apparizione in prima posizione con una nuova keyword, 8 nelle prime due pagine con incremento di tre pagina rispetto all’aggiornamento precedente È possibile scegliere i parametri da visualizzare. Nell’esempio sopra abbiamo concentrato N ll’ i bbi l’attenzione sulle prime due pagine di un motore di ricerca e particolarmente sulle prime cinque posizioni, quelle che statisticamente posi ioni, riescono a garantire un maggior traffico. 02/08/2009 11
    • “Keyword analysis” Altro strumento essenziale per l’ottimizzazione SEO di un sito, il keyword analizer consente di y verificare le occorrenze delle keywords, la loro densità e la loro prominenza. Questa analisi può essere fatta sui contenuti, sui meta tag title, title keyword e description description, sui links e sugli img ALT. Tenendo conto della densità delle keyword si può evitare di d ll k d i ò it incorrere nelle penalizzazioni da parte di google dovute alla sovraottimizzazione 02/08/2009 12
    • Caphyon Advanced Web Web  Ranking 6.5 Ranking 6 5 Parte II Parte II Modifica e creazione  M difi i di un progetto p g 02/08/2009 13
    • Editare un progetto   Clickando l i b l Cli k d sul simbolo , presente t nelle sezioni “keywords, “Search engines” e “Websites”, si aprirà il menù “Project settings” che consente di modificare il progetto. Il “Project settings” è lo stesso menù che consente di creare un progetto: per questo trattiamo la creazione e la modifica insieme. In base alla sezione in cui viene clickato . appariremo in una scheda o l’altra del “Project settings” Project settings 02/08/2009 14
    • “Search Engines” Nella prima sezione ci è possibile visualizzare e selezionare i motori di ricerca sui quali vogliamo fare attività di monitoraggio. Clickando su “edit search engines” ci appare una finestra dove vediamo una lista comprendente motori da tutto il mondo: ci viene incontro un filtro dove digitando Italy ci rimangono solo i motori i li i U volta fil l i italiani. Una l filtrati i i risultati ci bastera spuntare i motori di ricerca che ci interessano e dare l’“Ok” 02/08/2009 15
    • “Keywords” Nella sezione keywords dobbiamo inserire le parole chiave con le quali intendiamo posizionare il nostro sito. Come visto nella parte precedente spesso andavamo a selezionare una parola chiave ottenendo i dati sul sito che la riguardavano riguardavano. Questa sezione offre interessanti funzioni come il “suggerimento automatico” mentre di i i digitiamo l parole chiave ed il le l hi d costruttore di parole chiave partendo da una frase. 02/08/2009 16
    • “Websites” In questa sezione inseriamo i siti che vogliamo se o e se a o s t c e og a o monitorare. Oltre all’aggiunta di un sito alla volta è possibile importare delle liste: • L’opzione “Type websites” permette di inserire una lista L opzione Type websites di siti uno per riga; • L’opzione “Import from file” permette l’importazione di una lista precedentemente esportata tramite la funzione “export” fornita dal software; • L’opzione “Import from URL” permette di importare pagine e siti d l k contenuti all’URL d dai link ll’ dato. Altra fondamentale funzione è “Index aliases” dove andiamo a definire le pagine indice dei nostri siti 02/08/2009 17
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    • Video sul web: sicurezza e copyright L’evolversi del mercato e dell’offerta dei servizi, insieme alle nuove tecniche di comunicazione, hanno portato a sentire sempre di più la necessità di multimedializzare i nostri messaggi con presentazioni, immagini, video e non solo. A prova di ciò, facendo una semplice ricerca su google, vedremo apparire insieme alla solita lista di pagine immagini e video, oltre alle sezioni apposite a disposizione dell’utente. Un grosso problema, mettendo online il nostro materiale multimediale, è quello dei diritti di autore e della sicurezza. I due discorsi vertono obbligatoriamente e non si può parlare dell’uno prescindendo dall’altro. Inizieremo a trattare il problema della protezione dei nostri dati e dei problemi di sicurezza con alcuni esempi arrivando infine a discutere come poter provare la proprietà del materiale eventualmente sottratto. Problemi di sicurezza Iniziando a parlare della sicurezza non si può nascondere che, attualmente, una sicurezza totale non esiste. Portiamo come esempio il sistema attualmente in uso da due realtà conosciute e consolidate nel mercato del video e del video online: il consorzio NET.T.UN.O e l’Istituto LUCE. Iniziamo col consorzio NET.T.UN.O il cui livello di sicurezza è realmente molto basso. Una prima protezione è data dall’uso dei “frame” nella propria pagina ossia la composizione della pagina con altre pagine delle quali, ad un superficiale controllo, non abbiamo il codice. Come si vede nell’immagine però, all’interno del codice della pagina principale abbiamo i riferimenti alle pagine componenti che possiamo aprire digitandone l’indirizzo nel nostro browser. j-Service s.r.l Roberto Musa 1
    • Apriamo ora il frame contenente i video e ne andiamo a studiare il codice. Come si può osservare nell’immagine, all’interno di questa pagina è contenuto il riferimento al video che può così essere facilmente scaricato. Digitando nel browser l’indirizzo del video abbiamo così scaricato il video contenuto sul sito del consorzio NET.T.UN.O.. Passiamo ora all’istituto LUCE. L’istituto LUCE usa un sistema differente che, tramite l’utilizzo della tecnologia flash, nasconde l’indirizzo della risorsa video impedendo alla maggior parte degli utenti di scaricare il video, ma non a tutti. Il punto debole di questa tecnologia, punto debole di qualunque tecnologia, risiede nella necessità del sistema di scaricare in locale quanto sta facendo vedere all’utente. Ecco che diventa possibile, conoscendo i software che usiamo, intercettare questo automatico ed inevitabile scaricamento. Nel nostro esempio noi abbiamo utilizzato Mozilla Firefox. Mozilla Firefox, ha una propria cartella di dati “Cache”, ossia di dati temporanei tenuti in memoria al fine di velocizzare l’utilizzo dell’applicazione (per questo una seconda visita ad una pagina web è più veloce, le immagini le abbiamo già in memoria dalla visita precedente). Accedendo alla cartella cache di Firefox ci j-Service s.r.l Roberto Musa 2
    • troveremo una lista di file che, messi in ordine di dimensione, ci renderà vita facile a scovare quale file sta crescendo durante il caricamento del filmato. Una volta identificato il file che ci interessa gli aggiungeremo l’estensione appropriata, generalmente “.flv”, ed avremo in locale il nostro filmato. Va poi detto l’enorme mole di software esistente per scaricare i file “protetti” sul web che vanificano il 100% dei nostri tentativi d’impedirne lo scaricamento. Copyright e firme Parlando di copyright intendiamo la necessità di provare la proprietà della risorsa multimediale che, caricata in internet, può venire più o meno lecitamente sottratta e distribuita. Una tecnica immediata è quella di inserire nelle nostre risorse, immagini o video, una firma o un logo che ci identifichi. Nelle immagini la cosa è abbastanza immediata mentre per i video abbiamo bisogno di alcuni strumenti, tutti comunque reperibili gratuitamente. Il software col quale vedremo ora un esempio si chiama Virtual DUB ed è reperibile sul web in versione freeware. Come si può osservare nell’immagine, una volta selezionato il video su cui lavorare, è possibile applicare dei filtri fra i quali uno chiamato “logo”. Il filtro “Logo” permette di inserire nel video un’immagine in una posizione decisa dall’utente, impostandone eventuali trasparenze: questo logo diventerà parte integrante del video e sarà inserito in ogni fotogramma fornendo come risultato finale un video come nell’anteprima generata dal programma visibile nell’immagine qui sotto. j-Service s.r.l Roberto Musa 3
    • Una volta inserito il nostro logo, un’altra interessante tecnica è quella d’inserire una firma invisibile. I metodi d’inserimento dipendono anche dal formato del video ma, inserendo la firma alla fine del codice, questa non creerà problemi. Per avere il codice del video basta un qualunque editor di testo. In figura è mostrato un inserimento effettuato sul file precedentemente scaricato da NET.T.UN.O. Conclusione Sebbene non esista una sicurezza perfetta, è possibile ottenere un buon compromesso tramite tecniche che spostano il video in cache in altre cartelle rendendolo difficilmente tracciabile. Associate a queste tecniche, che non riusciranno mai a proteggere con assoluta certezza la nostra risorsa multimediale, possiamo associare delle tecniche per rivendicarne la proprietà. Importante è l’inserimento di un logo: la sua rimozione, oltre che essere onerosa dal punto di vista dell’impegno richiesto, danneggerebbe irrimediabilmente il video essendone parte integrante. Altro accorgimento è quello di inserire firme nascoste di cui solo noi siamo a conoscenza e tramite le quali possiamo provare la proprietà della risorsa. j-Service s.r.l Roberto Musa 4