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Convegno LIM

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    Scalabrini Scalabrini Presentation Transcript

    • “Sim, Sala… LIM?” Tra risultati e prospettive del Piano formazione LIM in Lombardia dal 2009 AL 2011Francesca ScalabriniAgenzia Nazionale per lo Sviluppo dellAutonomiaScolastica (ex IRRE Lombardia)Viale Marche 71, 20159 Milanotel uff. 02 43800248 cell. 339 6542601fax 02 48193229skype: cesca64
    • Sim Sala…LIM? Come purtroppo ancora oggi accade nel nostro paese quando si parla di tecnologie a scuola, si parla troppo spesso di “magie possibili ed impossibili” La LIM non è una bacchetta magica. Ciò che forse l’utilizzo adeguato della LIM in classe favorisce, è finalmente la costruzione di un Ambiente d’apprendimento integratoFrancesca Scalabrini ANSAS Nucleo Territoriale Lombardia 7-9-2011
    • CREARE UN AIDA (AMBIENTE DAPPRENDIMENTO INTEGRATO) SIGNIFICA QUINDI MODIFICARE ANCHE E SOPRATTUTTO:• lambiente fisico: setting daula-comunicazione dei docenti con alunnie genitori..hardware formativo lambiente comunicativo-educativo: approccio metodologico,didattico e relazionale lambiente di apprendimento virtuale: tecnologie usate anche nelfuori scuola Francesca Scalabrini ANSAS Nucleo Territoriale Lombardia 7-9-2011
    • Proviamo allora a parlare ……di chi abbiamo formato: tutor e corsisti. Le loro aspettative, leloro competenze, le loro percezioni, le loro risposte in entrata ed inuscita…del modello di formazione regionale: come abbiamo integratol’offerta formativa nazionale…di quali esigenze di formazione sono state realmenteespresse: siamo sicuri di aver fatto solo formazione sulla LIM?…di quali esigenze di supporto sono state espresse dalleistituzioni scolastiche: il ruolo strategico dei Dirigenti Scolastici, ilrapporto della scuola con il mondo dell’azienda e della tecnologia ingenerale…di quali iniziative intendiamo farci promotori a livelloregionale Francesca Scalabrini ANSAS Nucleo Territoriale Lombardia 7-9-2011
    • Chi abbiamo formato: tutor e corsisti. TUTOR ( circa 75 docenti in servizio tra il 1° e il 2° anno di formazione)Cosa ha funzionato nel primo anno…. Cosa ha funzionato “meno” e perchéLa possibilità di poter contare a livello regionale Un profilo dell’e-tutor per docenti limitato asu tutor già formati ed esperti in ambito di individuare solo le sue competenzeformazione sulla didattica delle tecnologie tecnologiche e non le sue competenze in campo pedagogico, comunicativo eIl bando ha portato fortunatamente all’individuazione di un gruppo tutor che daanni opera come formatori sul territorio regionale e che si è messo a relazionaledisposizione dei tutor con meno esperienza. Non tutti i tutor, anche se formati e preparati in modo più che adeguato a livello tecnologico, erano ugualmente preparati a livello didattico-relazionale e soprattutto non tutti i tutor avevano avuto un’esperienza reale e sufficiente per quanto riguarda l’animazione on line di gruppi di lavoro di docenti.La costruzione di un ambiente on line flessibile e Non appartenere all’ordine scolastico dicollaborativo e la nascita di una vera comunità di riferimentopratica fondata su urgenti bisogni ed obiettivi L’appartenenza o meno all’ordine scolastico dei propri corsisti ha determinato in alcuni casi, specie durante il 2°anno, alcune difficoltà dicomuni e condivisi rapporto e di comunicazione con i propri corsisti di riferimento e nonLa costruzione immediata e spontanea di una comunità di pratica che fin dal sempre la comunità di pratica regionale riusciva a sostenere in modoprimo anno ha portato alla costruzione di un ambiente un ambiente on line adeguato le esigenze richieste, visti anche i tempi stretti dati dalparallelo alla piattaforma nazionale per lo scambio e la condivisione delle modulo formativo nazionale.risorse sia a livello tecnologico (1° anno), sia a livello disciplinare (II° anno),sia a livello di moduli formativi integrati, condivisi e pubblici.La motivazione e la disponibilità di numerosi Presentare un modello di formazione ditutor ad andare oltre ai assegnati dal bando carattere nazionale, senza la possibilità diDisponibilità da parte di un numeroso gruppo di tutor ad accettare di contestualizzare il percorso formativo daimpegnarsi anche al di fuori del proprio monte ore stabilito dal bando per lacostruzione di strumenti di ricerca-monitoraggio regionale, percorsi integrati offrire anche a livello territorialecon diversi docenti e seminari pratici aperti anche ai docenti non coinvolti nelPiano di Formazione.
    • Cosa ha funzionato nel secondo Cosa ha funzionato “meno” e perchéanno….Poter contare su un gruppo coeso e più La proposta di una formazione ancora“omogeneo” nell’approccio formativo concentrata in tre giornate solo a livelloLe esperienze pregresse della maggior parte dei tutor selezionati, nazionale, anche se…hanno consentito di mantenere le proprie aspettative e le proprie Una formazione concentrata di tre giornate a livello nazionale nonpercezioni come formatori all’interno di un modello condiviso ha certo esaurito o risposto sempre alle necessità di formazione esostenibile per tutti, indipendentemente dal proprio livello di di preparazione ai modelli formativi previsti, specie per la fasecompetenza. frontale. Strategica a questo riguardo è stata la comunità regionale, soprattutto nei riguardi del sostegno dato ai tutor meno esperti. Esiste ormai la necessità di realizzare un albo di tutor qualificati e riconosciuti anche a livello regionale.Poter contare su un ambiente on line condiviso e Il numero limitato di tutor appartenenti allaricco di risorse scuola primaria anche se, alla fine….Le numerose ed articolate risorse condivise all’interno della Sicuramente la mancanza di tutor appartenenti alla scuola primariacomunità durante il primo anno di formazione e la riconferma quasi ha determinato alcune difficoltà iniziali di rapporto, superate peròtotale dei nominativi individuati anche per il secondo anno, hanno dalla risposta avuta da parte dei corsisti di questo ordineconsentito di puntare sulla continuità di collaborazione all’interno del scolastico e che hanno impegnato fortemente i tutor anche al digruppo costruendo una cassetta di attrezzi multimediali, di esempi di fuori della piattaforma. Ciò dimostra ancora una volta come illavoro, di risorse on line messi subito a disposizione dei tutor di profilo dell’e-tutor sia estremamente complesso e difficile danuova entrata. circoscrivere e sostenere se non si possiedono forti competenze comunicative e relazionali anche e non solo di animazione on line.Riuscire a condividere realmente insieme Dover richiedere (e non poter riconoscere), perl’esperienza di formazione garantire un intervento di qualità, un impegnoLe percezioni di tutor sono state efficacemente elaborate, espresse e sicuramente maggiore a quello formalmentecondivise sistematicamente all’interno di un blog che è diventato benpresto un prezioso diario di bordo condiviso e che si è rivelato anche richiestoun prezioso strumento per rilevare la risposta data dai corsiti e dalle L’impegno richiesto ai tutor della Lombardia è stato sicuramenteistituzioni scolastiche coinvolte nel Piano di formazione, maggiore di quello richiesto a livello nazionale e quindi non tutti ievidenzianone potenzialità e limiti in modo inequivocabile. tutor sono riusciti partecipare allo stesso modo al lavoro di crescita di gruppo interno.
    • Esempi dal nostro diario di bordo…Il diario di bordo che è stato “imposto” dal modello regionale (un breve resoconto narrativopersonale libero da stendere dopo ogni incontro), ha consentito di:•avere costanti ed immediati ritorni su cosa avveniva realmente nelle diverse classi;•avere notizie importanti sul clima e la partecipazione di tutti gli attori chepartecipavano del percorso formativo;•Poter riflettere insieme e modificare in progress la struttura data ai diversi moduliformativi in risposta alle esigenze espresse•Conoscere maggiormente le caratteristiche tecniche le potenzialità didattiche e ilimiti oggettivi delle diverse LIM utilizzate;•Intervenire subito su eventuali problemi logistici-burocratici da risolvere.In realtà questo “racconto corale” spesso offre uno spaccato puntuale e preciso dicome si vive oggi nella scuola e del rapporto che esiste tra “didattica diclasse/disciplina” e l’utilizzo delle tecnologie in generale. Francesca Scalabrini ANSAS Nucleo Territoriale Lombardia 7-9-2011
    • Dall’altra parte, la condivisione di ostacoli, aneddoti, progressi e risultatiottenuti con i propri corsisti,• ha rafforzato molto il senso di gruppo fra numerosi tutor• ha favorito lo scambio e la condivisione anche di risorsemultimediali e digitali (videotutorial, sitografie ragionate, trucchi delmestiere per utilizzare al meglio le diverse marche di LIM…unità di lavoropreconfezionate su diverse discipline…)• ha fatto nascere una vera e propria “piccola” communitycaratterizzata da un sapere sempre più condiviso e “mobile”. Francesca Scalabrini ANSAS Nucleo Territoriale Lombardia 7-9-2011
    • I corsisti in Lombardia: 1800 docenti di Lombardia scuola primaria, 4500 circa docenti di scuola secondaria di I grado, 1100 docenti di scuola secondaria di II gradoCosa ha funzionato NEL PRIMO Cosa ha funzionato “meno” e perchéANNO….LA REALE MOTIVAZIONE E CURIOSITA’ L’ETEROGENEITA’ DI ASPETTATIVELa motivazione o se non altro la curiosità dei corsisti spinta e sostenuta anche I corsisti dei tre ordini scolastici coinvolti presentano aspettative, madal forte dibattito mediatico sulle tecnologie 2.0 è stata via via stimolata ed soprattutto competenze tecnologiche e metodologiche completamenteimplementata. Strategico è stato il ruolo dei Dirigenti Scolastici i quali, una differenti il che favorisce o, al contrario, ostacola l’ingresso e l’utilizzovolta coinvolti direttamente attraverso incontri sistematici ed un sistema di mirato della tecnologia nella didattica di classe.vedi questionarinewsletter mirata, attiva e periodica, hanno risposto generalmente in modo preventivi elaborati a livello regionale.molto positivo.CONSENTIRE DI ACCETTARE ANCHE DOCENTI L’ETEROGENEITA’ DI COMPETENZE“UDITORI” Le competenze tecnologiche dei docenti sono ancora ad oggi molto eterogenee e costruire dei percorsi di carattere nazionaleLa disponibilità ad accettare sempre anche docenti uditori, i quali, pur non standardizzato non corrisponde affatto alle necessità diessendo formalmente coinvolti dal Piano, si dimostravano molto motivati e alfabetizzazione strumentale e di formazione metodologia chepartecipi, ha consentito di creare spesso gruppi di lavoro trasversali anche on numerosi docenti ancora oggi hanno anche sul nostro territorioline, favorendo la condivisione di esperienze e l’aiuto reciproco tra diversi regionale.corsisti.STIMOLARE LA PRODUZIONE DI UNITA’ DI L’ETEROGENEITA’ DEI PRODOTTILAVORO REALIZZATI E I LIMITI DEL DATABASELo stimolare a mettersi in gioco nella fase di coaching, dando anche un bonus NAZIONALEdi impegno orario a chi arrivava a produrre almeno ad una sceneggiatura di I prodotti realizzati dai corsisti vanno analizzati e riorganizzati secondopercorso didattico/disciplinare, ha consentito in poco tempo di realizzare un criteri di qualità che riportano al problema innovazione -metodologia- metodologia-importante database regionale e ragionato, da mettere a disposizione di tutti i didattica della tecnologiadocenti interessati a vedere esempi di unità di lavoro Francesca Scalabrini ANSAS Nucleo Territoriale Lombardia 7-9-2011
    • Cosa ha funzionato NEL SECONDO Cosa ha funzionato “meno” e perchéANNO….La fase di coaching-accompagnamento da Un modello formativo nazionale ancorasvolgere direttamente nelle scuole o per gruppi piuttosto rigido, anche se…spontanei di lavoro e la produzione di unità di Il modello formativo rigido del primo anno di formazione nazionale ha avuto conseguenze fortemente negative sullalavoro più corrette anche dal punto di vista partecipazione effettiva da parte dei corsisti. Un modellopedagogico-metodologico-didattico formativo più flessibile e personalizzabile come quelloLa fase di coaching ha visto quest’anno un maggior coinvolgimento da presentato quest’anno, ha contenuto maggiormente il livello diparte dei docenti e di conseguenza anche un innalzamento del livello drop out che, per la maggior parte dei casi, corrispondedidattico e tecnologico dei prodotti realizzati, anche e soprattutto nella tuttavia, quasi sempre, al mancato allineamento del percorsoscuola secondaria di II grado. Aver puntato sulla stesura di formativo con i tempi e i ritmi dell’anno scolastico.sceneggiatura didattica, ha sicuramente favorito la riflessione anchesul piano metodologico.La riconoscibilità e la competenza del gruppo tutor Uno spazio limitato dato alla riflessione suIl poter contare su un gruppo tutor coeso e ormai abbastanza metodologie e didattica disciplinareomogeneo, ha consentito di fornire risposte più adeguate e tempestive Esiste ad oggi ancora un grosso stereotipo legato all’utilizzoalle molteplici esigenze espresse da parte dei corsisti. L’attenzione si è della tecnologia all’interno della didattica e non si può piùspostata progressivamente dalla LIM alla didattica delle tecnologie prescindere anche da una profonda riflessione sullaanche con la LIM. metodologia attuata, indipendentemente dalle tecnologie utilizzate. I corsisti che non si sono messi in gioco anche su utilizzate questo piano, hanno ottenuto risultati assolutamente inferiori alle proprie aspettative.La collaborazione con i dirigenti Scolastici e Una fase di coaching ancora troppo limitatal’avvio delle prime reti territoriali di lavoro anche in rispetto al resto del percorso formativocollaborazione diretta con alcune aziende La fase di coaching sebbene essenziale per quanto riguardaLa fase di coaching è stata essenziale per creare nuovi legami e gruppi questo modello formativo è risultata ancora profondamentedi lavoro anche tra istituzioni scolastiche che non erano mai entrate in sbilanciata per spazi e tempi, costringendo corsisti e relatori acontatto fra loro: questo ha consentito di avviare anche la costituzionie lavorare anche a luglio, a corso terminato, con ovviedi reti scolastiche anche sul piano della formazione. conseguenze sul piano della motivazione e della gratificazione finale.
    • Il modello di formazione regionaleSu cosa abbiamo puntato da realizzare attraverso:• la formazione di vero gruppo di • l’orizzontalità e la circolarità delle informazionilavoro • la condivisione di ogni risorsa • la possibilità di allenarsi di fronte a platee di docenti appartenenti a diversi ordini scolastici, in seminari aperti a tutti • la costruzione di un ambiente di collaborazione condiviso (wiki- blog) • La costruzione di un database regionale • La sistematicità di incontri plenari di riflessione-progettazione• un monitoraggio di tipo qualitativo • la predisposizione di questionari preventivi e consuntivi per i docenti coinvolti rivolti a raccogliere sia competenze, percezioni ed aspettative, sia osservazioni sulla reale produzione di unità di lavoro in classe • l’animazione diretta e costante del gruppo on line dei tutor • l’allargamento dei focus e delle visite nelle scuole coinvolte • seminari tenuti da docenti per docenti aperti agli insegnanti non coinvolti dal Piano Nazionale• coinvolgimento diretto dei Dirigenti • creazione di una sezione dedicata sul sito istituzionale e di une di altri docenti interessati per la database pubblico per raccogliere prodotti realizzati con diversediffusione dell’esperienza di marche di LIMformazione in atto • realizzazione di newsletter/mailing list mirata ed aggiornata in tempo reale per i Dirigenti Scolastici ed i ref. di progetto sulle tecnologie • incontri periodici e sistematici con tutti i Dirigenti sedi di corso e/o interessati
    • Siamo sicuri di aver fatto formazione “solo” sulla LIM?Ciò che sta emergendo dalle sceneggiature di unità di lavororaccolte (più di 600 per ogni ordine e grado), secondo alcuniformat condivisi e standardizzati e dai questionari compilativolontariamente dai docenti a consuntivo della reale attivitàsvolta in classe (solo quest’anno hanno risposto il 40% deidocenti coinvolti al Piano di Formazione) ci dice ancora unavolta che la formazione sulla didattica delle tecnologie toccamolti aspetti del processo di insegnamento edapprendimento.D’altra parte i fattori che entrano in gioco sono ancoratroppo numerosi per determinare un rapporto diretto trautilizzo della tecnologia e miglioramento del livellod’apprendimento.Tuttavia gli stessi docenti (di ogni ordine e grado), coinvoltianche nei focus a fine percorso, rilevano risultati significativiche non riguardano solo la motivazione e lapartecipazione, ma anche un miglioramento diperformance da parte degli alunni, così come da partedegli stessi insegnanti.Infine, non si deve mai dimenticare che l’introduzione diquesto strumento in classe ha quasi sempre significatoacquistare anche altri tipi di strumenti tecnologici, iniziare adutilizzare nuovi sw…oltre che iniziare a conoscere ed usare inmodo più adeguato ed efficace le risorse presenti nel mondodel web 2.0.
    • Cosa ci chiedono le istituzioni scolastiche?•Un ambiente di comunicazione integrato, veloce ed aggiornato in tempo realeper far circolare informazioni, risorse…•Momenti sistematici di confronto e di condivisione che favoriscano ilcoinvolgimento diretto dei Dirigenti Scolastici anche sul piano dell’offerta dipercorsi di formazione mirati e differenziati a seconda delle competenze deipropri docenti•La possibilità di avere un concreto supporto attraverso azioni diaccompagnamento contestualizzati che partano dall’interno delle istituzioniscolastiche per allargarsi poi a reti territoriali•La diffusione di centri di riferimento sulle tecnologie e sulla didattica delletecnologie che siano reali,riconoscibili e facilmente individuabili•Un nuovo rapporto con le aziende del settore ( hardware, sw, editoria…)perl’avvio di nuovi modelli diretti di collaborazione, sperimentazione e formazionesu hardware,sw avanzati, prodotti digitali “pensati”e strutturati per il mondo dellascuola Francesca Scalabrini ANSAS Nucleo Territoriale Lombardia 7-9-2011
    • Iniziative di cui intendiamo farci promotori a livello regionale, come da mandato ANSAS•Realizzare un portale per raccogliere e condividere in modo ragionato risorse eprodotti LIM realizzati dai docenti, secondo criteri “di qualità” pedagogico-didattica, anche in collaborazione con aziende interessate a lavorare in questadirezione (community regionale)•Continuare a realizzare seminari/laboratori coordinati da docenti esperti edaperti a tutti i docenti interessati, anche quelli non coinvolti dal Piano Nazionaledi formazione•Favorire la nascita e lo sviluppo di centri territoriali di sperimentazione eformazione nell’ambito della didattica delle tecnologie•Offrire azioni di supporto e di accompagnamento alle singole istituzioniscolastiche e/o a reti territoriali che richiedano l’avvio o lo sviluppo di ambientiintegrati d’apprendimento•Garantire la comunicazione diretta con i Dirigenti Scolastici, già per altroavviata, attraverso la nostra mailing list e le nostre specifiche newsletter•Realizzare incontri sistematici e periodici di confronto, studio e riflessione. Francesca Scalabrini ANSAS Nucleo Territoriale Lombardia 7-9-2011