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Tesi laurea triennale - Fertilia la città incompiuta
 

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    Tesi laurea triennale - Fertilia la città incompiuta Tesi laurea triennale - Fertilia la città incompiuta Document Transcript

    • UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI FACOLTA DI ARCHITETTURA Corso di Laurea in Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Ambientale “FERTILIA: La città incompiuta”RELATORE Tesi di laurea diProf. Alessandra CasuProf. Arnaldo Cecchini Riccardo Gnani A.A. 2005/2006
    • UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI FACOLTA DI ARCHITETTURA Laboratorio di Laurea PAESAGGI UMANICollegio dei docentiAlessandra CasuMassimo FaiferriAldo Lino Tesi di Laurea di: Riccardo Gnani A.A. 2005-2006
    • Dedicato ai miei genitori per la loro costante dedizionenel rendermi felice
    • “FERTILIA: La città incompiuta” Introduzione……………………………………………………………………...p. 21. Fertilia, una lettura a campo aperto ……………………………………………...4 1.1 La storia del territorio 1900 – 2000…………………………………………….4 1.2 Il contesto attuale 2000 – 2007………………………………………………..19 1.2.1 L’articolazione socio demografica……………………………………..21 1.2.2 Le questioni emergenti: una microstoria……………………………….26 1.2.3 L’immagine esperta e la pianificazione di dettaglio………………….. 312. Quale presente, quale futuro?……………………………………………………. 34 2.1 Un’indagine sulla percezione………………………………………………….35 2.2 Partecipazione e sostenibilità…………………………………………………48 2.3 Scenari partecipativi e gli EASW…………………………………………….503. Quali progetti per Fertilia?…………………………………………………..……57 3.1 Le azioni desiderate…………………………………………………………...57 3.2 Gli scenari di riferimento……………………………………………………...69 3.3 La sostenibilità delle scelte……………………………………………………72 Fonti delle illustrazioni…………………………………………………………….75
    • IntroduzioneSono nato a Fertilia nel 1983, ho goduto fino ad oggi dei privilegi di vivere in una regionefantastica con un clima temperato, di fronte al mare, in un paese che non conosce il trafficoe l’inquinamento, dove gli spazi “liberi” non sono mai mancati e la violenza non ha maimesso radici.Sono cresciuto sereno e spensierato; non ci si accorge della fortuna che si ha, la si vive ebasta, con il sorriso sulle labbra.Crescendo ho iniziato a percepire un disagio generale che di rado riuscivo a mettere afuoco, c’era ancora il sole, il mare e la tranquillità, ma spesso vedevo riflesso il mio disagiosu tutto ciò che mi circondava: gli edifici decadenti, prati e giardini dimenticati da tuttitranne che dai rifiuti, e una profonda sensazione di staticità delle cose. Non un paese doveil tempo si è fermato ma, bensì, un luogo che si è fermato mentre il tempo scorreinesorabile.L’immagine di un paese riflette lo stato della comunità che lo abita e spesso la condizionama, quest’immagine, non è semplice da cogliere se non si conosce in primo luogo la storiadel territorio e di chi questo territorio l’ha vissuto e lo vive tutt’oggi; leggere le“stratigrafie” storiche di Fertilia è stato un passo fondamentale di questo lavoro.Le motivazioni principali della scelta di Fertilia come oggetto di questo lavoro sono divaria origine: il puro interesse personale a comprendere la realtà che mi circonda, dare ilmio contributo allo sviluppo di Fertilia gettando le basi per una ricerca metodologicad’intervento e cercando in primo luogo di farne emergere le peculiarità, testarel’applicabilità delle conoscenze acquisite nei primi tre anni di Università in un contesto dimodeste dimensioni ma non per questo di semplice interpretazione, dove è possibileeffettuare una lettura approfondita del contesto fino ai dettagli e infine, ma non di minoreimportanza, la volontà di comprendere le reali possibilità di una progettazione del luogopartecipata, in cui il sapere tecnico si fonde con la volontà dei cittadini.Percepisco un senso di distanza dalle iniziative istituzionali dal momento che, oltre adessere una persona portatrice di sapere comune locale, ho iniziato a costruirmi unapersonalità che tenderà a diventare esperta e mi sono reso conto di come gli strumentiesperti sono distanti dal saper locale. Per questo motivo mi sono chiesto come è possibilecostruire dei momenti di “costruzione del progetto” che riescano a tenere insieme i saperilocali e i saperi esperti. 2
    • Ho voluto ricostruire la storia attraverso fonti archivistiche e parte di fonti orali ricavatecomunque da fonti bibliografiche; ho esaminato, in un contesto più recente, la microstoriacostruita aggregando le questioni più recenti attraverso una lettura emerotecaria che mi hapermesso di individuare un insieme di temi di cui ho provato a verificarne la coerenza congli elementi di progetto attraverso un questionario; ho voluto osservare come, in unmomento recente, le questioni emerse sono state trattate dagli strumenti esperti da cuipercepivo la distanza.A questo punto, dopo aver lavorato a fonti eminentemente esterne al contesto, ho provato alavorare dall’interno, costruendo un campione rappresentativo della popolazione a cuisottoporre un questionario che trattasse i temi emergenti dall’analisi esterna del contesto.Inoltre, attraverso il questionario ho potuto ricavare un’immagine di Fertilia e alcune ideeprogetto derivate dal sapere locale.L’obiettivo di questo metodo di lavoro è quello di creare un supporto alla decisionefondato sull’integrazione del sapere locale con il sapere esperto che permette di creare lepremesse per una progettazione di Fertilia alternativa o complementare a quella esistente eche sappia, inoltre, individuare le priorità su cui agire. 3
    • 1.1 La storia del territorio 1900 – 2000La storia di Fertilia, malgrado impegni un arco storico di soli 70 anni, è legata aprocessi di trasformazione del territorio, per lo più di iniziativa pubblica, che sonoantecedenti alla data di fondazione di Fertilia (8 marzo 1936) e risalgono infatti allafine dell’800, in cui la trasformazione avviene con alcune opere di bonifica limitate abrevi aree del territorio di Alghero; esse segnano comunque l’inizio di una radicaletrasformazione che interesserà, fino alla metà del secolo successivo, l’intero territoriodella Nurra e, in generale, tutta la pianura alluvionale a ridosso della costa ovest dellaSardegna.Il 13 ottobre 1934 viene inaugurata l’Azienda Maria Pia di Savoia che costituirà ilprimo nucleo di bonifica della Nurra e che fa capo alla bonifica dello stagno Calikiniziata nel 1898 con l’utilizzo di manodopera costituita dai reclusi nello stabilimentopenale di Alghero e nella colonia penale di Cuguttu.Saranno anni di interventi umani, sul territorio sardo, di vaste dimensioni che iniziano,come già detto, verso la fine dell’800 quando il governo dello Stato Unitario emette leleggi sulle bonifiche del 1897 e del 1907. La regimazione delle acque, le bonifiche e lariforma agraria daranno un nuovo volto alla Sardegna producendo infrastrutture, operedi ingegnerie, villaggi e città; “Dal Tirso al Taloro, dal Coghinas al Flumendosa, dalCedrino al Mogoro, l’impresa delle bonifiche è ancora oggi leggibile come una sorta ditrama sapientemente sovrapposta alla morfologia dei luoghi”1; in parallelo a questopanorama si affiancano le vicende legate all’attività mineraria in Sardegna.L’Italia, a partire dagli anni Venti, è sotto regime fascista e gli obiettivi politiciprincipali sono questi: la generale ridistribuzione della popolazione sul territorio, ilrafforzamento della consistenza demografica nazionale e soprattutto la volontà dicompiere una riforma sociale che passi per l’agricoltura, posta a base dell’economianazionale, allo scopo di creare una mentalità nuova che corrisponde a usi, costumi eprincipi differenti dalla realtà urbana della città industriale.Uno dei punti di forza della politica agraria del Fascismo è dunque il concetto diBonifica Integrale, che si realizza con un deciso attacco al sistema capitalistico-industriale, con l’obiettivo di subordinare l’attività industriale ai reali interessieconomici nazionali e con la parziale trasformazione del divieto di proprietà, negato “a1 Lino Aldo in, AA. VV. a cura di A. Lino “Le città di Fondazione in Sardegna”, Cagliari,C.U.E.C/I.N.U. (1998), p. 13 4
    • chi, assente e lontano dalla sua proprietà, si limita al semplice, comodo godimento deisuoi frutti.”2Una situazione analoga ma di dimensioni differenti, si può riscontrare a cavallo deglianni Trenta negli Stati Uniti, dove il crollo della borsa e la conseguente sfiducia nelsistema capitalistico forniscono le basi per una negazione della città. Supportata dadiverse correnti culturali del periodo, fa rifiorire il “mito della frontiera” americano, lavisione pionieristica del confine che raccolse vasto consenso e si tramutò in un ritornoalla terra, alle origini, alla campagna; il New Deal di F.D. Roosevelt è il risultato di talesituazione e, nel ritorno alla terra, si celano non solo retroscena economici ma anchesociali, per un recupero identitario della cultura americana.La politica di Mussolini tenderebbe a fare degli Italiani un popolo di lavoratori pionieri“…disposti a cercare fortuna non più nelle americhe o in Europa ma piuttosto nelterritorio nazionale o di conquista, in lande desolate, in terre malariche laddove,secondo la propaganda di regime, si decidevano le sorti dell’Italia autarchica eimperiale”3.La Bonifica Integrale appare dunque lo strumento più adatto per conciliare riformaeconomica e riforma sociale, secondo gli ideali politici del Fascismo; il termine“integrale” avrebbe il significato di matrice politica che mira a trasformare, più che larealtà territoriale, il mondo del lavoro e gli assetti sociali, con lo scopo di rilanciarel’economia ma, allo stesso tempo, di avere un vigile controllo sulla popolazione, tipicodi una politica di regime.“Bonifica Integrale è bonifica dell’uomo e bonifica della terra, nei loro rapportireciproci; è realizzazione del rapporto fra uomo e terra più adatto agli scopi dellaconvivenza sociale”4.Questa volontà di ruralizzare il paese, da Mussolini ambita, non può che realizzarsiattraverso la colonizzazione.L’Ente Ferrarese di Colonizzazione a cui si deve, come spiegheremo più avanti, lapaternità di Fertilia, viene istituito con un decreto del 7 ottobre 1933, proprio negli annicruciali della campagna ruralista. Il fine di istituire tale ente è decongestionare il2 Bitti S. Porcu R. Sanna R. Pani F in, AA. VV. a cura di A. Lino “Le città di Fondazione in Sardegna”,Cagliari, C.U.E.C/I.N.U. (1998), p. 613 Di Felice Maria Luisa in, AA. VV. a cura di A. Lino “Le città di Fondazione in Sardegna”, Cagliari,C.U.E.C/I.N.U. (1998), p. 994 Serpieri A., “Problemi della terra nell’economia corporativa, Roma, Ediz. Diritto del Lavoro (1929) in,AA. VV. a cura di A. Lino “Le città di Fondazione in Sardegna”, Cagliari, C.U.E.C/I.N.U. (1998), p. 62 5
    • Ferrarese, caratterizzato da un elevato numero di braccianti disoccupati, e destinare ilmaggior numero di famiglie nelle zone meno abitate della Sardegna creando la piccolaproprietà coltivatrice.“…il territorio della Nurra, come la piana diTerralba, era acquitrinoso, infestato dallamalaria, spopolato e scarsamente sfruttato”5:ma sono proprio queste le terre da“redimere” e su cui il fascismo punta.Gli anni dell’Ente Ferrarese sono gli anni incui la colonizzazione del territorio, dopol’episodio del Villaggio Calik, avanza con Fig. 1 Coloni dell’Ente Ferrareseritmi più elevati: tra il 1933 e il 1935vengono risanati 6.000 ettari di terreno, nel1938 12.000 ettari su cui insistono 115poderi e 100 case coloniche. In tutto, primadel secondo conflitto mondiale, l’Enteriuscirà a bonificare una superficie di 33.000ettari e a costruire 20 pozzi e 50 km di strade Fig. 2 Lavori dell’Ente Ferrareselungo gli appoderamenti.Gli scopi dell’Ente Ferrarese di Colonizzazione oltre alle opere di bonifica eall’appoderamento, è l’inserimento di comunità lavoratrici in pianta stabile, creando unmodello di insediamento rurale diffuso.Il modello di insediamento diffuso, di cui Fertilia èun esempio, si caratterizza per una sostanzialedifferenza nel rapporto fra città e campagna rispettoagli episodi del passato.La città, sede delle funzioni burocratiche edamministrative, non è pensabile al di fuoridell’organizzazione territoriale che la sorregge e alquale serve; mentre negli esempi del passato la Fig. 3 Il modello insediativoproduzione agricola nelle campagne era al serviziodella città, in questo nuovo sistema tra podere e borgo la città non vive alle spalle della5 Di Felice Maria Luisa in, AA. VV. a cura di A. Lino “Le città di Fondazione in Sardegna”, Cagliari,C.U.E.C/I.N.U. (1998), p. 106 6
    • bonifica ma è esattamente il contrario: la città sorge al servizio della bonifica. Tra il1928 e il 1938 vengono condotti, oltre a Fertilia, altri due piani di colonizzazione delterritorio che comporta la realizzazione di altri due insediamenti: la SBS ( SocietàBonifiche Sarde, impresa privata) e l’Azienda Carboni Italiani realizzanorispettivamente Mussolinia (l’attuale Arborea) nella piana di Terralba e Carbonia nelSulcis.In tutti questi casi si tracciano chilometri di nuove strade, vengono introdotte nuovespecie arboree estranee come l’Eucalipto (per le fasce frangivento), l’assettomorfologico dei luoghi viene completamente stravolto e, nel caso della Nurra inparticolare, vengono distrutti numerosi siti archeologici mentre si dissoda conmacchinari potenti, con la roccia affiorante di continuo.Il ponte romano di Fertilia, per esempio, subisce la distruzione di due arcate per farpassare una draga che scavi i fondali dello stagno, d’altronde l’Ente Ferrarese devesembrare potente per rispecchiare l’autorità del regime che lo ha istituito. Fertilia,Arborea e Carbonia rappresentano l’intenzione di riconquistare la fascia costiera ovestdella Sardegna: un territorio, come già detto, inospitale e inabitabile per via dellecondizioni malariche delle pianure alluvionali. Le città sopra citate vorrebberoassicurare un nuovo e radioso futuro a quanti vi abitavano, grazie a migliori condizioniigieniche e attività lavorative di nuova realizzazione. Nella storia della Sardegna èfacilmente leggibile come i sardi abbiano a lungo schivato, almeno dopo il 1000, lecoste sarde: infatti, la maggior parte degli insediamenti costieri sono nati per cause dicarattere storico importate dall’esterno e quindi estranee al popolo sardo. “Popolazionisino ad allora arroccate sui rilievi iniziano a scendere a valle, cercando occasioni dicrescita e sviluppo. Nuovi abitanti spesso provenienti da altre regioni, entrano a farparte del panorama sardo”6.Quando Fertilia viene fondata, sono gli anni del consenso e l’Italia si prepara afesteggiare l’ormai prossima conquista dell’Etiopia. Come usanza del Fascismo, ognimanifestazione è di sfarzo trionfale e, per l’inaugurazione di Fertilia, non potrebbeessere altrimenti: il governo, ben rappresentato, assiste all’inaugurazione della scuolaelementare “Rosa Mussolini” e alla posa della prima pietra della chiesa(originariamente dedicata al Sacro Cuore di Gesù); vengono inoltre murate, in entrambigli edifici, due pergamene celebrative del noto pittore Filippo Figari.6 Mura Gianni in, AA. VV. a cura di A. Lino “Le città di Fondazione in Sardegna”, Cagliari,C.U.E.C/I.N.U. (1998) 7
    • L’8 marzo 1936 era domenica e spirava un forte vento di maestrale, precisa lo scrittoreStanis Ruinas nelle cronache de L’Isola, il quotidiano di Sassari…”7, l’evento è diinteresse nazionale: è ovvio che lapropaganda fascista non trascuriavvenimenti come la fondazione di nuovecittà.L’intenzione di realizzare qui un’unicaarchitettura di tutta la città, stereotipocostruito di forma urbana metafisica, è Fig. 4 Pergamene di Filippo Figari per la posa della primaperseguita in maniera assolutamente pietra di Fertiliacosciente, visto che in un numero de“L’Economia Nazionale” del 1936 si leggeche “Fertilia, ultima nata fra le città delFascismo, sarà una delle più belle, essaassommerà l’esperienza urbanistica diquesti anni ed esprimerà, nel linguaggiodel nostro tempo, la rinata potenza dellapatria”8.La prima fase della costruzione di Fertiliasegue il piano redatto da Arturo Miraglianel 1935, che riflette una culturainfluenzata dall’idea di “città giardino”inglese e si caratterizza per una strutturadisomogenea, dove ogni edificio è inteso Fig. 5-6 L’enfasi sulla stampacome monumento architettonico autonomoe l’unica simmetria è leggibile in quella che doveva essere la Piazza 9 Maggio, fascia dicollegamento tra il mare ed il territorio, i cui limiti sono costituiti dalla chiesa e dagliedifici principali come la Residenza Comunale, la Casa del Fascio, la Casa del Balilla ela sede degli Uffici Agrari di Bonifica e infine, la chiusura ad orizzonte sul mare, direttaverso Alghero.7 Valsecchi Enrico A., Fertilia “Anni di Pace Anni di Guerra”, Sassari, ed. Nuova Comunità (1995),p.128 Lino Aldo in, AA. VV. a cura di A. Lino “Le città di Fondazione in Sardegna”, Cagliari,C.U.E.C/I.N.U. (1998), p. 16 8
    • Del piano di Miraglia viene realizzata solo la scuola elementare, dato che il modellodella città giardino inglese non appare come il modello ideale per risolvere il tema delladisurbanizzazione e non rispecchiava al massimo le istanze del Regime. Il sistema dellacittà giardino è centrato e chiuso, non suscettibile di ampliamento in quanto limitato nelnumero di abitanti e il suolo è diproprietà collettiva e mai individuale,si prospettava dunque l’utilizzo di unmodello di città diffusa, satellitare,un sistema di punti sparso sulterritorio. “Dalle casette di gustoeclettico del Villaggio Calik, che siaffacciano sullo stagno omonimo congarbo romantico, si passa (sulleceneri dell’iniziale idea di cittàgiardino) al “novecentismorazionalista” di Fertilia e quindi aiborghi rurali, dove si comincia aproporre un diverso rapporto con lacampagna in cui prevale via vial’istanza antiurbana”9.Il contributo italiano all’architettura Fig. 7-8 Il piano di Arturo Miraglia del 1935 in pianta edella città durante il fascismo si dibatte assonometriatra gli utopismi della città ideale e le istanze del regime relative alla disurbanizzazione ealla città corporativa, fra la ricerca razionaledello spazio dell’uomo e l’impatto scenograficodi spazi monumentali e metafisici chericreassero un ambiente tipico mediterraneo;La scuola di Arturo Miraglia rispecchial’atmosfera del periodo in cui è presente sia ilFuturismo italiano sia il Razionalismo delMovimento Moderno che si afferma in Europain quel periodo; un’architettura descritta come Fig. 9 La scuola elementare9 Ibidem 9
    • “razionalissima, audace costruzione con più corpi avanzati, scintillanti di vetri e lucidimetalli”10, che vuole fondere gli ideali della città giardino con il razionalismoemergente del “movimento moderno”.La scelta di affidare la redazione di unnuovo piano al gruppo 2PST (Paolini,Petrucci, Silenzi, Tufaroli) che aveva giàredatto in quegli anni il piano di Aprilia ePomezia è da ricercarsi in questo nuovoclima culturale che prende piede nellaseconda metà degli anni ’30. Fig. 10 L’inaugurazione della Scuola elementare di Fertilia. L’edificio era già in funzione prime della guerra.“Lo scarto, ma anche il compromesso, fral’aspirazione a un razionalismo astratto eil realismo della città corporativa è bentestimoniato dai due progetti per Fertilia,quello di Arturo Miraglia e l’altro delgruppo 2PST”11, realizzati a distanza disoli due anni ma, nel secondo, si puòriconoscere chiaramente il prodotto diuna nuova corrente in cui tutto ciò che Fig.11 Veduta della piazza centrale di Aprilia. Gruppo 2PSTpermane del primo progetto (oltreall’affaccio a mare della piazza 9 maggio ela scuola elementare “Rosa Mussolini”) sideve al fatto che la scuola era già statarealizzata e l’asse viario principale era infase di realizzazione.Nel nuovo piano del 1937 si legge iltentativo di strutturare il borgo con unsistema ortogonale, il più possibileregolare, che si piega solo alla sinuosità Fig. 12 Il piano di Fertilia del 1937 del Gruppo 2PST.10 Giorgioni A., “Nasce Fertilia” in, AA. VV. a cura di A. Lino “Le città di Fondazione in Sardegna”,Cagliari, C.U.E.C/I.N.U. (1998), p. 16911 Rinaldi M. in, AA. VV. a cura di A. Lino “Le città di Fondazione in Sardegna”, Cagliari,C.U.E.C/I.N.U. (1998), p. 93 10
    • della costa. La residenza che doveva sorgere come completamento del borgo èprogettata in maniera autonoma rispetto al resto, ma è comunque allacciata al centromediante la struttura viaria ad assi ortogonali. Lo spazio pubblico è concepito inmaniera totalmente differente nei due piani: infatti, la vasta piazza ideata come “foro”classico viene modificata con criterio realista allo scopo di ricreare l’atmosfera di unborgo padano.Tutti gli edifici che rappresentano l’immagine del potere politico e della propagandaideologica (il cinema inizia a comparire come elemento ricorrente nella progettazionedelle città) sono, nel nuovo piano, riuniti in un complesso spaziale uniforme. Il regimeaffianca le scelte di riforma agraria alla necessità di disurbanizzare la città ma, allostesso tempo, compie l’abile gesto di disperdere le masse operaie urbane, politicamentepericolose, nelle campagne e, col nuovo modello insediativo, permette l’aggregazionein uno spazio pubblico vigilato e di chiaro stampo propagandistico.Il Piano si completa con un campo sportivo collocato all’esterno nei pressi dellaAlghero–Porto Conte e con il Campo della Fiera lungo l’arteria principale dellabonifica, quest’ultima di fondamentale importanza per il collegamento fra il centroamministrativo di Fertilia e il centro produttivo di S.M. La Palma, la borgata “sorella”di Fertilia realizzata solo dopo guerra.Per quanto riguarda la scelta dello stile architettonico per la realizzazione degli edifici,la riforma sociale e il recupero di una cultura identitaria hanno influenzato le scelte deiprogettisti che hanno guardato ad un recupero del classicismo come simbolo tipicodella cultura italiana e inquesto senso si inseriscel’influenza della pitturametafisica che prevede, nellasua espressionearchitettonica, un universo Fig. 13 I portici di Fertilia Fig. 14 G. de Chirico, Paesaggio classico, 1915fatto di elementi costruttivi .ridotti alle loro forme pureche guardano ad un mito mediterraneoinfranto. Ad ogni modo questo forzatoequilibrio tra monumentalismo e ruralismomostra come risultato la realizzazione di Fig.15 Il modello della nuova città.spazi volti maggiormente alla realtà delle 11
    • adunate tipiche del regime che alla volontà di favorire interscambio culturale tra ilavoratori.Un aspetto importante nella cultura urbanistica del periodo è rappresentato dalle nuoveopportunità che il volo, lo sguardo dall’alto, offre e che assoggetta a giudizio laplanimetria della città che andrà a connotarsi come prospetto nella dimensione aerea.“e il sogno poetico e tecnologico del volo fornirà purtroppo all’uomo una duplice esimultanea visione dall’alto: la bellezza geometrica di nuove citta fondate e lospettacolo sublime di antiche città bombardate”12.Il sogno di Fertilia viene interrotto dalla guerra e la sua costruzione al 1942 limitata apochi edifici, sostanzialmente il solo nucleodegli edifici pubblici: gli uffici dell’EnteFerrarese di Colonizzazione nella cosiddettaCasa Doria, il palazzo comunale con la torrelittoria, l’edificio postale, la scuola elementare,il mercato coperto, un fabbricato destinato amulino e poi trasformato in ostello per la Fig. 16 L’edifico che nella progettazione originaria sarebbe dovuto essere adibito a sede delgioventù, la caserma dei carabinieri, la palazzina Comune autonomo di Fertilia.del direttore dell’Ente Ferrarese, la casermadella Milizia, quattro caseggiati del Calik; poi,in fase di completamento, le palazzine deiportici, l’albergo, la casa del Fascio, la chiesa ela canonica. Gli altri edifici previsti e quelli daultimare secondo il piano 2PST sarannorealizzati solo nel dopoguerra subendo, in alcuni Fig. 17 La chiesa priva del campanile voluto dalla comunità Giuliana.casi, modifiche rilevanti.La storia di Fertilia, fino a questo punto, racchiude in sè elementi importanti deldibattito culturale creatosi intorno ai temi dell’arte e dell’architettura durante gli annidella sua progettazione, dall’esperienza del Movimento Moderno al conflitto tramodernità e tradizione; allo stesso tempo si può rileggere la storia della prima grandebonifica della Nurra iniziata negli anni Trenta.“La fondazione di una città è sempre un atto di imperio anche se espressione di unesigenza collettiva; è sempre la codificazione, la determinazione di norme secondo un12 Rinaldi M. in, AA. VV. a cura di A. Lino “Le città di Fondazione in Sardegna”, Cagliari,C.U.E.C/I.N.U. (1998), p. 93 12
    • ordine sistematico relativo ad un preciso momento storico, la sanzione quindi di undisegno di potere. La città del Duce come quella del principe rinascimentale, soffre diquesto senso dell’assoluto: è città di simboli che appartengono solo all’ideatore, unacittà cristallizzata…”13.Con la pace Fertilia, che doveva essere il nodo centrale della bonifica, a guerra finita,come si evince dal racconto, è una città incompiuta.Gli anni successivi, dai trattati di pace del 10 febbraio 1947 agli anni ’60, rappresentanoper Fertilia e per l’intero territorio a cui faceva capo, un tentativo di rinascita che vedràcome protagonista una popolazione, quella giuliana, che necessita di rinascere.L’intervento pubblico in queste vicende sarà guidato da un altro ente, l’ETFAS (Ente diTrasformazione Fondiaria e Agraria della Sardegna), che sostituisce l’Ente Sardo diColonizzazione, quest’ultimo succeduto nel ’42 all’Ente Ferrarese. Nella storia diquesto territorio è sempre il denaro pubblico che guida le danze.Per capire come un’altra cultura, quella delle popolazioni che vivevano sulla costaistriana, entra nel panorama di Fertilia, già “colonizzata” da sardi e ferraresi, ènecessario guardare indietro, al 1943 quando migliaia di italiani, persa ormai la guerra,iniziano ad essere perseguitati dai partigiani di Tito, “…per gli italiani era l’inizio delterrore. Vennero commesse atrocità che sembravano assurde e impossibili sino ai giorninostri”14.Nel 1947, nonostante i tratttati di pace, inizia un grande esodo di italiani in fuga da unaterra che non è più italiana, ed è ormai “definita la patria del terrore per effetto deicontrasti etnici”15.Migliaia di italiani vengono indirizzati verso centri di raccolta profughi e verso nuoveterre dove ricominciare una nuova vita, con il solo bagaglio di speranza e buonavolontà; il destino di alcuni di loro si incrocerà con quello di Fertilia, un’eredità lasciatadal regime da mettere nuovamente a frutto. Le vicissitudini politiche italiane deldopoguerra vizieranno in maniera significativa le scelte sul futuro di Fertilia e dellaNurra: infatti, oltre al carbone del Sulcis, fa gola quanto è rimasto delle iniziativemussoliniane in agricoltura. In quegli anni va affermandosi sempre più il partito dellaD.C. che è interessato a proporre, con le opportune modifiche, il comune rurale come13 Zoagli E. Peghin G. in, AA. VV. a cura di A. Lino “Le città di Fondazione in Sardegna”, Cagliari,C.U.E.C/I.N.U. (1998), p. 173-17414 Valsecchi Enrico A., Fertilia “Anni di Pace Anni di Guerra”, Sassari, ed. Nuova Comunità (1995), p.715 Ivi p.9 13
    • centro della bonifica della Nurra. Mentre nell’opposto versante politico, quello laico, sipensa a Fertilia come polo peschereccio del territorio. “E’ possibile che Corsi(sottosegretario alla Marina Mercantile) intendesse sperimentare “in vitro”, ovvero aFertilia dove ancora tutto si può fare, quell’alleanza tra operai e contadini che era ilsogno di una generazione di socialisti e sardisti. Entrambe le parti sono convinte chequalcosa si possa ancora salvare della politica del Regime, sia pure con le opportunetrasformazioni”16.La popolazione giuliana arrivata a Fertilia ha una tradizione per lo più marinara, adifferenza dei ferraresi che, giunti negli anni del regime, offrirono la loro competenzain materia agricola al servizio della bonifica. Le prospettive di sviluppo di Fertiliaoscillano tra l’agricoltura e la pesca ma dipendono comunque dall’evolversi dellasituazione politica.Intanto Fertilia nel 1948 conta circa un migliaio di esuli e la situazione produttiva èstagnante. Fertilia non è ultimata e mancano i servizi principali, all’Ente Ferraresesubentra l’Ente Sardo di Colonizzazione che si comporta comunque come unlatifondista assente, i terreni non sono ancora stati assegnati e nei campiprecedentemente bonificati l’incuriasi sostituisce alla produzione, inoltreFertilia non ha alcuna attrezzaturaper l’avvio di un’attivitàpeschereccia su scala ampia. Lesuccessive proteste da parte dibraccianti disoccupati del territoriodi Alghero e Fertilia, crea lepremesse per l’avvento dell’ETFAS, Fig. 18 Lavori pubblici a Fertilia non ancora ultimata (1948)che inizia ad assorbire l’Ente Sardodi Colonizzazione nel 1951, quandoottiene i primi finanziamenti delloStato iniziando ad operareufficialmente nel 1953.A partire dal 1949 inizia laricostruzione effettiva di Fertilia,quando viene istituito l’EGAS (Ente Fig. 19 A destra l’impalcatura della colonna per il leone di S. Marco.16 Ivi p.10-11 14
    • Giuliano Autonomo di Sardegna) che deve provvedere ai bisogni della popolazioneinsediatasi.L’Ente neo costituito, eretto in ente morale nel marzo del ’49, “ottiene in concessionedal demanio il centro urbano di Fertilia che viene acquistato dalla Presidenza delConsiglio dall’Ente sardo di Colonizzazione per la somma complessiva di 27milioni”17.L’Egas nei primi anni della sua nascita deve risolvere i problemi legatiall’urbanizzazione della borgata, alla creazione di abitazioni e attività lavorative chegarantiscano il sostentamento dei profughi presenti e di coloro che arriveranno.“Fertilia è priva di strade, fognature, rete idrica ed elettrica. Manca totalmentel’illuminazione pubblica. E’ una città ancora a metà.”18Con i finanziamenti dello Stato si procede alla dotazione di servizi e abitazioni conprotagonista l’Egas. Come si evince da molti ricordi, il 1951 è un anno importantepoiché si provvede all’erogazione dell’acqua mediante la realizzazione di unacquedotto autonomo sfruttando la vicina sorgente della Fighera, che permetterà diagevolare la realizzazione, negli anni ’60, di diverse strutture ricettive come l’Hotel deiPini, l’Hotel Punta Negra, i Camping Calik e Nurral e le colonie estive della provincia.Sempre in quell’anno vengono ceduti ad un prezzo simbolico i terreni per lacostruzione di quattro palazzine per alloggio ufficiali e sottoufficiali dell’aeronauticache prestano servizio nel vicino aeroporto militare, che era operativo fin dal 1938;purtroppo, la localizzazione e la disposizione di quegli edifici non è felice e costituisceuno dei primi segnali dello snaturamento dell’impostazione urbanistica di Fertilia.In questo periodo si discute sull’autonomia comunale di Fertilia, ma come si evince alpresente, questa opportunità non si tramuta in realtà.Sempre nel 1951 iniziano i lavori per la realizzazione della diga foranea, “cui faràspalla il grande piazzale a mare su un terrapieno sostenuto da bastioni fatti con il belcalcare bianco delle colline intorno alla borgata”19 e che darà la fisionomia pressochecompleta al porto. Anche su questa realizzazione ci sono oggi delle controversie inquanto il porto, per favorire il ciclo delle acque tra lo stagno e il mare, non è nellaposizione ideale: anche se questa riflessione può essere fatta a buon titolo solo oggi, inquanto la gestione e la struttura interna del porto sommata al triste stato eutrofico delle17 Ivi p.2718 Ivi p.2219 Ivi p.32 15
    • acque di Calik dovuta agli scarichi della lavorazione agricola, rendono lo stato dellecose ancor più critico.“In base alla Legge Tupini nel ’53l’Egas realizzava su terreno demanialein concessione 33 alloggi in quattrocaseggiati in via Cherso […]. Nel 1953venne ultimata la terza casa ex Incis divia Pola e sempre in quell’anno, conintelligente intuito, l’Egas lottizza siala fascia costiera che l’area prospicenteil lungomare Rovigno per l’incrementodell’edilizia residenziale, prevedendofinda allora la propensione della borgataverso il turismo”20.Le ultime affermazioni dello storicoValsecchi, cui si deve comunque tantoper i lavori da lui condotti sullaricostruzione storica degli avvenimentiriguardanti il territorio della Nurra Fig. 20-21 Ville sull Lungomare Rovigno.sono discutibili in quanto, proprio invista di una propensione della borgata verso il turismo, edificare il lungomare Rovignoche già nel suo nome prevede una passeggiata con vista mare e il resto del litorale è ungrave errore, forse comprensibile per le condizioni storiche in cui avvenne, ma chesnaturò comunque l’impostazione di base di Fertilia che aveva nello sbocco a mare unodei punti di forza maggiori.L’Egas non avrà mai la proprietà degli immobili di Fertilia ma sarà comunque ilconcessionario e l’amministratore della borgata “per la realizzazione dei suoi finistatuari come l’insediamneto dei profughi, l’organizzazione dei servizi, la creazione dinuovi posti di lavoro. L’Ente si costituirà un proprio patrimonio acquistando la fasciacostiera e un ettaro del perimetro esterno la borgata”21.20 Ivi p.3221 Ivi p.18 16
    • Intanto lo scenario politico italiano vede l’affermarsi della D.C. e per questo si opta perun impiego dei profughi nel settore agricolo piuttosto che in quello ittico, che il partitolaico di segno opposto propone.L’Etfas, che diverrà poi Ente di Sviluppo, porta avanti i lavori di bonifica. Negli anni aseguire verrà dunque completata S.M. La Palma e realizzata Maristella e l’Ente siestenderà nella parte Nord della Nurra, dove l’Ente Ferrarese prevede di arrivare: làverranno realizzate Tottubella e Campanedda.Per Maristella viene prevista una coltivazione diffusa a vigneti e vengono inizialmentecostruite circa 60 case coloniche da assegnare a profughi dell’Istria.Gli anni ’60, quelli del miracolo economico, prospettano un ulteriore sviluppo perFertilia: “La valorizzazione dei giacimenti dell’Argentiera, le felici prospettiveturistiche e il contemporaneo aumento demografico potranno determinare nella Nurra –preventivamente fornita delle infrastrutture necessarie – la localizzazione di attivitàsecondarie e terziarie”22. Ciò non avverrà.“Con questi episodi si conclude l’epopea della città di fondazione: una volta persa lamotivazione della rinascita economica come derivato del ripopolamento negliinsediamenti che seguiranno vengono a perdersi i riferimenti culturali, sia con i modellistorici precedenti che con le nuove eperienze contemporanee, nell’incapacità di trovaree proporre modelli nuovi derivati da una ricerca progettuale portata avanti sulla storia osulla geografia del territorio”23.Fino al 1978, anno in cui secondo la legge sull’abolizione degli Enti inutili, l’Egasviene soppresso e la proprietà di Fertilia passa al demanio, lo sviluppo di Fertilia èdeterminato dall’azione congiunta dell’Egas e di enti pubblici. Seguirà una “fase dicrescita di sovrastrutture sulle tipologie originarie, in parte contemporanea alla fase 3(1945-1975) ed in parte posteriore sino all’approvazione del P.R.G. del comune diAlghero del 1984”24. In maniera molto subdola, si compiono dei “completamenti”edilizi, per lo più di iniziativa privata, che portano alla trasformazione di diversi frontistradali, in cui abitazioni isolate vengono raggiunte da corpi residenziali in aderenza econ tipologie e altezze differenti e snaturanti, tutto ciò a causa di una scarsa normativa(che non preveniva affatto tali situazioni e non vigilava sull’edilizia in opera in quegli22 Gasparetto Maria Luisa, “Aspetti geografici dello sviluppo di Fertilia”, tratto da L’UNIVERSO,rivista bimestrale dell’Istituto Geografico Militare (1962), p.42423 Lino Aldo in, AA. VV. a cura di A. Lino “Le città di Fondazione in Sardegna”, Cagliari,C.U.E.C/I.N.U. (1998), p. 1624 Relazione conoscitiva del Piano Particolareggiato di Fertilia, redatto dall’Ing. A. Frulio 17
    • anni); una sorta di libero arbitrio ha caratterizzato molte delle costruzioni che hannopreceduto il P.R.G. dell’84 portando, come conseguenza evidente, ad una riduzione deigiardini e ad un generale impoverimento estetico.Nei primi anni ’80, con l’adozione del nuovo piano regolatore di Alghero, avvengonopochi interventi edilizi ma di grande sostanza, con una evidente perdita di scala rispettoal nucleo originario di Fertilia, che corrispondono alla realizzazione del complesso Fig. 22-23 Le case in cooperativa, primi anni ’80 e ‘90abitativo tra via Orsera e via Fiume, della Cooperativa Elena (il più massicciointervento edilizio nella storia di Fertilia) e della Cooperativa Fertilia. Sempre in queglianni fu “poggiato”, più che realizzato, l’edificio delle poste, un prefabbricato di dubbiepeculiarità estetiche. Altri interventi snaturanti diffusi vengono realizzati a Fertilia, condistacchi minimi, altezze eccedenti e tipologie acontestuali.Se già qualcosa andava perdendosi nei primi anni ’50, gli anni a venire fino al 2000 nonsolo hanno seguito questa tendenza ma hanno contribuito a occupare vaste aree diFertilia con metodo speculativo e senza nessuna attenzione al contesto esistenteconformandosi dunque come interventi estranei all’identità di Fertilia e come occasioni“perse” per uno sviluppo mirato quanto meno a preservare i caratteri originari delprogetto Fertilia che si caratterizzava per un impostazione regolare e attenta alleprospettive. 18
    • 1.2 Il contesto attuale 2000 – 2007All’alba del nuovomillennio Fertilia nonrispecchia più in pienola sua impostazioneurbanistica originale emostra gli “sfregi” diun’edilizia impietosa edi una gestione Fig. 24 Foto satellitare, 2006.approssimativa delle sue risorse.Le vicende legate ai contenziosi con il Demanio Statale perla gestione del nucleo storico e una pianificazione pocorispettosa delle peculiarità del luogo dà luogo alla realtàodierna di Fertilia, in cui gli spazi e i servizi sonoapprossimativi e gli interventi si limitano a singoli episodi,non coordinati tra loro, e che poco possono cambiare inmaniera incisiva.L’asse prospettico che va dalla chiesa almare dovrebbe essere centro pulsantedell’attività pubblica e immagine diFertilia, ma così non è. Gli edifici storicisono in precarie condizioni e le soleattività presenti si limitano ad esercitare illoro servizio al cospetto di un futuro Fig.25-26 Degrado in via Pola.incerto sulla proprietà e sulla gestionedegli immobili, che ha portato comeconseguenza ben altro che sviluppo eoccupazione ma, piuttosto, sospensione dimolti esercizi e precarietà.A giudizio di chi scrive quest’area, cosìimportante per Fertilia, non necessita solodel restauro ma anche di nuove funzioniche possano portare gli abitanti a Fig. 27 Via Parenzo. 19
    • frequentarla maggiormente; ciò che dona vita agli spazi sono le persone, gli incontri, gliscambi e i confronti che ospitano, non bastaavere edifici e piazze come nuovi se nessuno lifrequenta.Il tema del restauro e delle nuove destinazionid’uso può apparire abbastanza ovvio, ma non loè altrettanto se lo si guarda sotto un aspetto dirinascita sociale che mette radici a partire daquesti luoghi; ridare vita a spazi che negli annipassati hanno costituito il punto di riferimentoper l’aggregazione di giovani e no può portare abenefici che vanno aldilà della sempliceimmagine estetica.Quando l’opinione pubblica parla di gestionesprovveduta, disinteresse, edilizia speculativa e Fig. 28-29 Fronte di un edificio del “Villaggio Calik”e alle sue spalle rottami sulla riva dello stagno.riduzione dei giardini non si vuole creare unimmagine di prateria trasformatasi in giungla; aFertilia, nonostante tutto, lo spazio non manca enon si deve pensare solo al centro storico ma atutti quei luoghi, e sono numerosi, che hannosignificato per diverse generazioni lo spaziopubblico condiviso, dove bastavano pocheattrezzature per assistere a vere e proprie Fig. 30 Un ex campetto di tennis oggi coperto dalle erbacce.immagini caratteristiche di Fertilia: giovanisvagarsi nel tempo libero a ridosso degli edifici scolastici, sotto gli occhi dellacomunità che vede il suo futuro crescere, dove l’unico suono sono le voci delle persone;quell’immagine di Fertilia come luogo ideale per vivere può manifestarsi a pieno.Oggi molto è regredito (senza enfatizzare o drammatizzare): tutto ciò è visibile agliocchi della comunità e si traduce in una progressiva sfiducia nelle istituzioni e nelfuturo in generale. Parchi e attrezzature dominati dalle erbacce, dall’incuria e dallaruggine, edifici decadenti non sono chiacchiere o semplici fatti, bensì, un sintomo diproblemi che bisogna saper individuare all’interno e all’esterno di Fertilia, così daattivare processi concreti e contingenti al contesto. 20
    • Le azioni intraprese negli ultimi anni da parte dell’Amministrazione Comunale si riassumono, oltre che in qualche intervento di restauro, nell’adozione del piano particolareggiato, in gestazione da oltre un decennio (ma questo è tipico dei piani in Italia), che analizzeremo sinteticamente a seguito di una analisi dello status quo di tipo quantitativo(dati Istat sulla popolazione) e di un’indagine indiretta fatta attraverso le pubblicazioni dei principali quotidiani locali dal 2004 a oggi con lo scopo di comprendere quali sono stati le temi principali trattati dalla Fig.31 Il Leone di S. Marco, alle spalle la torre comunale e il campanile della chiesa. stampa. I dati Istat trattati inizialmente si riferiscono al solo perimetro della borgata senza estendersi al territorio contermine, cui dedicheremo una riflessione a parte. 1.2.1 L’articolazione socio-demograficaFig.32 Le sezioni censuarie di Fertilia. 21
    • Dati censimento 1991 Sezione Abitazioni Occupate Non Occ. Residenti 368 1 1 - 5 369 19 9 10 26 370 144 60 84 191 371 12 12 - 34 372 9 9 - 14 373 29 29 - 82 374 35 33 2 83 375 11 11 - 33 376 47 39 8 107 377 75 53 22 127 378 14 14 - 36 379 8 - 8 - 380 5 - 5 - 381 15 1 14 1 382 64 25 39 65 383 108 92 16 317 Totali 596 388 208 1121Questo dati, oltre alla popolazione25, indicano che solamente il 65% delle abitazioni èoccupato: ciò induce a pensare che buona parte del restante 35% sia costituito in effettida“seconde case”, come viene lamentato dalla popolazione residente26. Questo trendnon varia di molto rispetto ai dati del censimento del 2001: infatti, cresce di circa il 2%;varia invece in maniera sostanziale il numero dei residenti, che decresce di circa il 10%.25 Si consideri il fatto che solitamente il numero degli iscritti nei registri anagrafici è superiore al numerodei residenti risultanti al momento del censimento.26 Vedi, più oltre, al paragrafo 2.1 22
    • Dati censimento 2001 Sezione Abitazioni Occupate Non Occ. Residenti 368 1 1 - 5 369 15 8 7 19 370 147 60 87 163 371 11 9 2 23 372 7 5 2 11 373 24 23 1 63 374 29 27 2 57 375 9 7 2 16 376 38 34 4 84 377 78 47 31 110 378 13 10 3 20 379 11 3 8 5 380 6 - 6 - 381 15 2 13 2 382 70 27 43 65 383 167 143 24 399 Totali 641 406 235 1042La sezione che cresce in maniera rilevante è la n° 383, in quanto al 1991 non era ancorastato realizzato il complesso residenziale della “Cooperativa Fertilia”. Quest’ultimo,realizzato qualche anno dopo, ha avuto una storia poco felice in quanto sorge non solosulle ceneri di un’area di macchia mediterranea che pochi mesi prima dall’inizio deilavori subì “misteriosamente” un incendio, ma anche su una vecchia discarica: il che hacomportato, poco tempo dopo la realizzazione, il cedimento strutturale di alcuneabitazioni a ridosso della spiaggia di Punta Negra. 23
    • Abbiamo dato ampio spazio alla storia del territorio a cui Fertilia fa riferimento, proprioper comprendere al meglio le dinamiche evolutive che hanno caratterizzato la Nurra: edè emerso come la storia di Fertilia sia strettamente legata a tutto il territorio dellabonifica. Dunque ogni ipotesi relativa al suo sviluppo ed al suo futuro riteniamo debbaconsiderare non solo il perimetro che va dal mare alla direttrice Alghero–Porto Contema, piuttosto, inglobando nella riflessione tutta l’area che si estende fino alla borgata diMaristella, ricordando quanto sia culturalmente legata a Fertilia, e dell’area che siestende fino alla borgata “sorella” di S. Maria La Palma, centro produttivo dellabonifica. 384Sezione 384, borgata di MaristellaPopolazione: - 424 ab.Sezioni: 407 - 170 ab. 408 - 78 ab. 467 - 174 ab. 475 - 49 ab. 482 - 123 ab. 483 - 111 ab.Totale: 1129 ab.Sono state omesse dal conteggio lesezioni più a Nord, ovvero le aree piùstrettamente legate a S.M. La Palma.Sommando i residenti di queste aree airesidenti del centro di Fertilia si Fig.33-34, Sezioni censuarie di Maristella e di alcune aree della bonifica a ridosso del centro di Fertilia. 24
    • raggiunge una quota di circa 2.200 abitanti che, seppur esigua, è comunque doppiarispetto alla popolazione calcolata nel solo centro. Esclusa la sola funzione residenziale,queste persone orbitano nel centro di Fertilia in quanto sede di scuole, poste, banca,uffici amministrativi, dei servizi minimi indispensabili.Nonostante sia logico questo ragionamento, la tendenza della gestione attuale delterritorio considera queste aree separatamente: non a caso, i dati relativi al censimentodel 1991 sono stati ricavati dalla relazione conoscitiva del piano particolareggiato diFertilia, che considera appunto il solo centro della borgata e non vi è nessun tipo diragionamento a livello territoriale anche aldilà dei soli dati censuari.Il riferimento non vale solo per Fertilia o per il suo piano particolareggiato, ma per tuttaAlghero, per la quale non si può pensare ad una pianificazione corretta senza tenereconto di tutto il territorio a cui fa capo, o limitandosi a trattare Fertilia e le altre borgatedella Nurra come episodi da trattare singolarmente.Da queste riflessioni si deduce come sia semplice cadere in errore nella interpretazionedi un luogo, correndo il rischio di avere ripercussioni a tutti i livelli di scala e avendocome conseguenza il vanificarsi di ampi sforzi in termini di risorse.Il paragrafo a seguire rappresenta una lettura emerotecaria, in cui è possibileindividuare alcune questioni d’interesse comune che hanno calcato la scena dal 2004 aoggi. 25
    • 1.2.2 Le questioni emergenti: una microstoriaLe principali questioni emergenti dalla stampa locale negli ultimi tre anni mettono inluce sostanzialmente 3 tematiche: l’abbandono, la gestione del patrimonio, lapianificazione.Ciò che abbiamo chiamato “abbandono” consiste nella diffusa percezione di una sortadi “perifericità” nelle auto-rappresentazioni della comunità insediata.Ciò si traduce nella denuncia di alcune scelte congiunte dell’AmministrazioneComunale (è il caso del campo nomadi), che vengono interpretate come undisconoscimento delle peculiarità storiche e ambientali del luogo, a favore delleopportunità offerte dalla proprietà demaniale delle aree.Quest’immagine negativa è ulteriormente rafforzata dalle perdite registrate nelle attivitàeconomiche, che vedono la chiusura e la rilocalizzazione di spazi commerciali, daidisservizi e dalle lacune del trasporto pubblico, dall’apparentemente inarrestabiledegrado degli edifici pubblici e privati. 26
    • Fig. 35-40, Stato odierno di spazi e strutture. 27
    • Su questo tema insistono le vertenze relative alla proprietà del patrimonio immobiliareche, essendo Fertilia realizzata per mano pubblica ma, allo stesso tempo avendo subitole trasformazioni della propria base demografica a seguito dell’immigrazione dei nucleidi profughi, vede coinvolta una pletora di enti (di cui la maggior parte è oggi disciolta,ma senza un’effettiva deefinizione immediata del passaggio di consegne inerente agliimmobili) e, in seguito, del Demanio.La questione della proprietà non è di poco conto in quanto inficia o consente eventualiprogrammi di intervento tesi alla riqualificazione e alla localizzazione di attività negliedifici storici.Fig.41 La casa “Doria”Fig.42 La piazza vista dai gradini dellachiesa.Fig.43 Incrocio tra via Pola e il Lungomare Fig.44 Il portico con la guardia medica e sopra abitazioni.Rovigno, visto da piazza S. Marco. 28
    • Gli edifici storici sono al centro dell’attenzione portata all’interno degli strumenti dipianificazione e progettazione del territorio di Fertilia. Su essi si centra ogni progetto eogni intervento.Non tutti sono coerenti, nel senso che si registra una discrasia tra la volontà espressadalla popolazione più strettamente locale e gli interessi che si coagulano intorno allepotenzialità paesaggistiche che il luogo esprime. Non è un caso infatti che l’indaginerivolta alla popolazione evidenzi la domanda di una maggior “socialità” del fronte mareai margini della borgata con la demolizione delle case private di vacanza e larestituzione delle aree di sedime a un uso collettivo, mentre la prima stesura dei piani diattuazione relativi a Fertilia prevedevano un consistente aumento della capacitàedificatoria, ovviamente osteggiato dalle organizzazioni rappresentative dellapopolazione locale.Il vero limite dei piani e dei prgrammi affrontati per Fertilia, comunque, sta nellamancata, errata o scarsa informazione rivolta alla popolazione locale, nel mancato otardivo coinvolgimento della stessa, nell’incapacità di mettere a frutto i saperi locali. 29
    • Fig.45 La chiesa oggi. 30
    • 1.2.3 L’immagine esperta e la pianificazione di dettaglioIl piano particolareggiato è lo strumento urbanistico attualmentevigente e, con la sua normativa, definisce gli interventi edilizipossibili attraverso l’individuazione del nucleo originario (conformeal piano regolatore del 1938), la nuova edificazione, la destinazioned’uso nelle varie sottozone e la viabilità (dove non risulti ancoradefinita).Si tratta semplicemente di una zonizzazione, ovvero di unaperimetrazione e successiva classificazione di aree urbane,assoggettata a norme di riferimento per ciascuna zona.Gli interventi più importanti possono essere così riassunti: 1. Perimetrazione del centro storico. 2. Tracciamento di nuove strade all’interno della borgata. 3. Interventi di edilizia residenziale e mista (residenza, commercio, uffici). 4. Realizzazione di un museo etnografico. 5. Realizzazione di un complesso sportivo lungo la SS 291. 6. Realizzazione di una scuola materna. 7. Realizzazione di un complesso per scuola superiore alberghiera. 8. Realizzazione di un complesso ricettivo di tipo campeggio. 9. Destinazioni d’uso delle aree attualmente incolte 31
    • Sono state inoltre poste all’attenzione tematiche riguardanti la funzione del porto e laprecaria e indefinita situazione dei pontili e delle attrezzature portuali.Queste e altre questioni (come: aree produttive, servizi specifici, riqualificazione dellestrutture ricettive e previsione di nuove strutture alberghiere) sono poste, nella relazioneconoscitiva, come necessarie di una rivisitazione in quanto non avulse rispetto alcontesto più generale dello sviluppo di Alghero. 5 4 8 3 7 7 1 2 3 2Rispetto ai temi principali individuati, sorgono spontanee alcune considerazioni eriflessioni27: 1. Fondamentale il riconoscimento dello status di centro storico per il restauro e la conservazione degli edifici storici. 2. Questi nuovi tracciamenti stradali sono discutibili, in quanto lo sbocco sul Lungomare Rovigno avviene in piena curva, mentre il proseguimento della litoranea comporta un forte impatto ambientale. 3. Le nuove volumetrie devono avere comunque delle aperture verso la corte interna.27 La lista deriva da due fonti principali, comunque “interne” al “sistema Fertilia”: una, semi-esperta, èdetta della conoscenza diretta di chi scrive; l’altra deriva dall’intervista a Mauro Manca (Ex presidentedel C.d.Q. di Fertilia e attualmente consigliere comunale) nei primi mesi del 2007. 32
    • 4. La realizzazione di un museo prevede l’utilizzo di edifici storici e il ripristino delle aree a ridosso dello stagno. Oggi in tali edifici sono localizzate significative attività (officina, falegnameria) da rilocalizzare. 5. E’ importante la realizzazione di una struttura sportiva più ampia che accolga diverse attività. 7. La realizzazione di un eventuale complesso scolastico alberghiero comporta l’eliminazione delle strutture ivi presenti.Come visto nel corso della rassegna stampa, c’è stata particolare enfasi intorno allarealizzazione di questo piano ed è stata rivendicata la sua costruzione partecipata e,dunque, consensuale da parte della comunità. Non si hanno elementi per confermarequest’ultimo punto e vorremmo concentrare la riflessione sul fatto che il piano di per sèpresenta i suoi limiti, in quanto al momento della sua approvazione è già obsoleto inquanto derivante da un iter processuale lungo oltre 10 anni, in cui le scelte localizzativesono imposte a priori ed in corso d’opera si applicano varianti relative volumetrie edestinazioni d’uso.Non esistono riferimenti particolari agli aspetti sociali e a previsioni di sviluppo, non èdeterminabile l’orizzonte temporale in cui è proiettato.I cenni di inquadramento di scala territoriale, e quindi su una proiezione di sviluppointegrata al contesto algherese, non sono rappresentati; o meglio, non è esplicitamentedichiarato il “come” e il “dove”. Inoltre, per tutti gli interventi presentati, non èdeterminabile il “quando”.La cartografia del piano fa riferimento, per gli edifici, alle carte catastali (in cuiovviamente non compaiono edifici e realizzazioni effettive) e mostra ancora piùchiaramente come siano diffuse mestamente diverse realizzazioni non propriamente“regolari”.Alla luce del contesto è comunque necessario riconoscere come questo piano sia unprimo segnale di risveglio dell’attenzione nei confronti di Fertilia e frutto di notevolisforzi da parte dei rappresentanti della comunità, che hanno potuto anche “congelare”allo status quo diverse aree di Fertilia in cui una certa volumetria poteva ancora essererealizzata. 33
    • 2. Quale presente, quale futuro?Per poter progettare il futuro è necessario conoscere il presente. Se non si parte daquesto assunto è difficile ottenere risultati che rispecchino le reali aspirazioni di unacomunità. Ma conoscere il presente non è una pratica facile e scontata e va oltre unasemplice documentazione dei fatti.E’ necessario acquisire una conoscenza consolidata della storia, del linguaggio, delbackground culturale, dei valori, degli interessi, delle caratteristiche di vita, dei bisognie delle aspirazioni di una comunità per tracciarne un profilo realmente rappresentativo epermettere che queste persone partecipino significativamente alla progettazione del lorofuturo.Il metodo perseguito per realizzare un quadro conoscitivo attendibile della realtà diFertilia parte da questi presupposti. Analizzare la storia del luogo, come gia detto, è unpasso fondamentale ma sarebbe un’attività utile quella di costruire una memoria storicacondivisa, in cui ognuno possa leggere le sue radici ed identificarvisi.Fertilia rappresenta in modo caratteristico un luogo della memoria dove la popolazionee i suoi spazi raccontano molto della storia d’Italia, della Sardegna, di Alghero e deidibattiti sui temi della città affrontati da urbanisti e architetti negli anni della civiltàpost-industriale.In questo processo di conoscenza si è ritenuto fondamentale sondare il “comunesentire” della popolazione per provare a rispondere in maniera più esaustiva possibile alquesito: chi siamo e dove siamo?Il metodo utilizzato è stato quello di proporre un questionario alla popolazione, così daporre le basi per un lavoro più esteso su Fertilia basato su un equilibrio tra conoscenzascientifica, conoscenza esperenziale e valori.Il questionario realizzato non chiede alla popolazione di esprimere opinioni su progettiin corso d’opera o su scenari futuri ma, più semplicemente, di riflettere in manieracostruttiva su se stessi in rapporto al luogo in cui si vive e alla comunità a cui siappartiene; ciò può ritenersi utile non solo ai fini della creazione delle premesse per unapianificazione partecipata ma anche alla popolazione stessa, in riferimento ai quesitiposti in precedenza: chi siamo, dove siamo e dove stiamo andando? 34
    • 2.1 Un’ indagine sulla percezioneIl questionario viene presentato comeun’indagine sulla percezione allo scopodi “fare emergere le peculiarità e iproblemi” di Fertilia.La scelta di porre sulla prima paginaun’immagine dall’alto, estesa alla pianadella bonifica, non è casuale ed è riferitaagli argomenti trattati in precedenza inmerito alla estensione di Fertilia cheoltrepassa i confini segnati dallalitoranea Alghero – Porto Conte.All’intervistato vengono posti 12 quesitiin cui la risposta lascia spazio ancheall’espletazione della motivazione di unadeterminata scelta o affermazione.Mostreremo ora la struttura delquestionario, domanda per domanda, e ne analizzeremo i dati raccolti. Si è scelto diragionare sia sulla totalità dei risultati che sui parziali per fasce di età in cui è statasuddivisa la popolazione: • La più “giovane”, costituita da portatori e portatrici di una specifica domanda di “vita sociale”. • La popolazione fra i 30 e i 45 anni, che corrisponde alla fascia genitoriale nel suo stadio iniziale, con specifiche domande in termini di spazi e servizi. • La popolazione fra i 45 e i 60 anni, che corrisponde alla fascia ancora in età lavorativa, con figli ormai in età scolare se non adulta. • La fascia rappresentativa della popolazione ritirata dal lavoro, che eprime una diversa domanda sociale.Si è identificato un campione corrispondente a circa 1/7 della popolazione (150questionari) in modo da prevedere un margine di rischio che consentisse di ottenerealmeno 1/10 della popolazione: indurre alla partecipazione, alla comunicazione eall’interazione è un fatto, ottenere tali comportamenti è un altro. 35
    • All’esame dei dati socio-economici rilevati, i risultati principali sono questi: Fasce di età Totale % Maschi % Femmine % 15/30 24 24 16 67 8 33 30/45 21 21 9 43 12 57 45/60 34 34 12 35 22 65 60/… 21 21 13 62 8 48 15/… 100 100 50 50 50 50Mentre la situazione reale è questa: Fasce di età Totale % Maschi % Femmine % 15/30 222 24 109 49 113 51 30/45 215 23 94 44 121 56 45/60 277 30 129 47 148 53 60/… 206 23 86 42 120 58 15/… 920 100 477 46 565 54Il campione mostra una discrepanza rispetto alla consistenza effettiva della popolazioneper la fascia di età più giovane (sbilanciata verso il genere maschile) e la fascia di etàmatura (45-60 anni) sbilanciata all’opposto. Ciò avviene a causa della maggioredisponibilità all’interazione e alla maggiore “vitalità sociale” della popolazionefemminile matura, che si comporta all’opposto della popolazione femminile piùgiovane, meno disponibile al confronto rispetto alla corrispondente fascia d’etàmaschile, la quale ha una più eccessa vita sociale. 36
    • Quesito 1Per analizzare i dati si è resa necessaria la classificazione delle voci apparse in unelenco sintetico che le comprendesse;Caratteristiche positive, • Paesaggio: (interpretato come sentimento emotivo) colori, architettura, aspetto, verde particolare, centro storico. • Tranquillità: serenità, scarso traffico, poca criminalità, dimensioni esigue, pace, silenziosa • Rapporti sociali: ospitalità, accogliente, solidale, cordiale, comunità, abitanti, simpatia, miltietnica, feste, amicizia, giovani uniti, struttura religiosa, associazioni, gente. • Posizione geografica: ubicazione periferica, posizione strategica, sul mare, clima. • Qualità della vita: vivibile, solare, accogliente, aria salubre, scuole, ideale per bambini. • Servizi: ricettività, vicinanza aeroporto, vicinanza Alghero, vicinanza ospedale, spazi all’aperto, ostello. • Turismo • Luoghi significativi e/o della memoria: scogli, rotonda, campo sportivo, ponte vecchio, porto, pineta. • Risorse: ambiente naturale, potenzialità di sviluppo. 37
    • Caratteristiche negative, • Degrado: igiene, poca pulizia, centro storico, centro urbano, verde, poco curata, abbandonata, scarsa illuminazione. • Trasporti: strade, marciapiedi, collegamenti, trasporto pubblico, viabilità, segnaletica. • Carenza servizi: svago, sport, cultura, ritrovo pubblico, vigilanza, strutture. • Scelte architettoniche-urbanistiche: ville sul mare, case in cooperativa, seconde case. • Attenzione sociale: interesse per giovani e anziani, disagio giovanile, spazi ricreativi, vandalismo, disoccupazione. • Campo nomadi • Carenza Attività commerciali • Rapporti sociali: pettegolezzo, divisioni interne,isolati, poca tolleranza. • Abbandono istituzioni: disinteressamento, trascurata dalla politica, demanio, disorganizzazione. • Ricettività: potenzialità turistiche non sfruttate, poche case da affittare o acquistare. Caratteristiche positive Età Paesaggio Tranquillità Rapp. sociali Posiz. geografica Tot. 15/30 15% 36% 18% 21% 90% 30/45 15% 45% 7% 26% 93% 45/60 20% 30% 7% 26% 83% 60/… 19% 29% 11% 35% 94% 15/… 17% 35% 11% 27% 90%Per la prima fascia d’età non compaiono voci quali Servizi, Turismo e Risorse, ed èinteressante come la voce Rapporti sociali trovi nei giovani la percentuale più alta.In sostanza è la Tranquillità la caratteristica positiva più gettonata ed è inoltre statascelta per il 50% delle volte come prima preferenza mentre, le voci omesseraggiungono sommate tra loro, il 10% delle restanti preferenze. 38
    • Caratteristiche negative Età Degrado Trasporti Carenza servizi Abbandono istituzioni Tot. 15/30 52% 2% 24% 7% 85% 30/45 32% 18% 24% 6% 80% 45/60 56% 8% 10% 4% 78% 60/… 65% 6% 13% 8% 92% 15/… 52% 8% 17% 6% 83%Il Degrado risulta essere la caratteristica più negativa di Fertilia per tutti ed inparticolare per la popolazione più anziana, mentre i Trasporti, sono visti meno come unproblema dai più giovani ed hanno invece una quota rilevante per coloro compresi nellafascia 30/45. Delle voci omesse è importante segnalare che quella che apparemaggiormente è Rapporti sociali, che nella fascia 45/60 ottiene l’8% delle scelte, per ilresto nessun’altra voce si eleva significativamente più di altre.Quesito 2Ambiente fisico; il luogo maggiormente significativo, per ogni fascia di etàindistantamente, è la Piazza S. Marco identificata quasi da tutti come “la rotonda” econsiderata luogo di aggregazione, dal panorama fantastico e suggestivo, seguono, conpreferenze simili e di molto inferiori alla prima, Piazza Venezia Giulia, i portici e lachiesa.Compaiono altri luoghi ma con frequenza molto bassa.Ambiente naturale; questa voce è stata compilata solo dal 41% degli intervistati, e iluoghi significativi sono risultati essere, con preferenza più o meno simili, il litorale, laspiaggia di P.ta Negra e il mare, quest’ultimo indicato a livello generico e consideratoquindi come un valore in generale a prescindere dal luogo. 39
    • Quesito 3Il quesito Cosa manca? rispecchia essenzialmente la tabella delle caratteristichenegative in quanto il decoro urbano è l’esigenza più sentita in generale che è statainoltre indicata come prima preferenza nell’85% dei casi.Dato interessante è come i più giovani identifichino nella mancanza di servizi culturalie servizi per lo svago, lo sport e l’aggregazione gli elementi preponderanti, pursentendo la necessità del decoro urbano.E’ notevole quanto la ricettività non rappresenti per la popolazione una carenzarilevante, a differenza del trasporto pubblico, se non per i più giovani che credo vedanoin essa opportunità di lavoro.Alla voce altro sono state inserite per lo più tematiche riguardanti le attivitàcommerciali in genere, segnalando in diversi casi l’assenza non tanto di un’economiafiorente ma la necessità di negozi di prima necessità attualmente non presenti tra leattività commerciali della borgata.Fasce di Decoro Ricettività Servizi Servizi Trasporto Altroetà urbano culturali pubblico 15/30 23% 11% 25% 27% 13% 1% 30/45 27% 6% 24% 22% 18% 3% 45/60 30% 3% 17% 25% 18% 7% 60/… 31% 3% 20% 26% 14% 6% 15/… 28% 5% 21% 25% 16% 4%Il quesito n°4 è stato omesso in quanto risulta essere ridondante e superfluo poichéchiedeva alla popolazione quali fossero le problematiche più rilevanti ed a questadomanda alcuni non hanno risposto mandando il riferimento alle domande precedenti osemplicemente hanno ripetuto le voci presenti nella domanda riferita alle caratteristichenegative. 40
    • Quesito 5In questo quesito ha influito molto la presenza degli esempi presenti tra parentesiriferite a particolari settori in quanto le voci rilevate rispecchiano praticamente le stesseposte come esempio.Secondo la popolazione la vocazione principale di Fertilia è principalmente il turismo ein buona parte la residenza, quest’ultima individuata come prima vocazione dai piùanziani sicuramente meno attratti da scenari di sviluppo turistico.Un dato rilevante è come, nonostante il passato, l’agricoltura e la pesca non sianoconsiderate vocazioni dominanti di Fertilia e non raggiungano comunque una quotaimportante; sicuramente la predominante vocazione turistica di Alghero ha influitosignificativamente sugli scenari di sviluppo prospettati per Fertilia e le pianure dellabonifica vengono viste come un segno del passato più che un’opportunità per ilpresente.Le voci presenti nella tabella rappresentano il 98% delle scelte. Il restante 2% èsuddiviso tra artigianato, industria e commercio.Fasce di Turismo Agricoltura Sport/svago Servizi Residenza Pesca/nauticaetà 15/30 32% 8% 24% 7% 19% 8% 30/45 38% 8% 15% 15% 21% ------- 45/60 40% 8% 8% 16% 26% ------- 60/… 27% 8% 14% 16% 31% 6% 15/… 35% 8% 15% 13% 24% 3% 41
    • Quesito 6Vista la varietà di provenienza della popolazione di Fertilia si è ritenuto necessarioporre questa domanda e comprendere se questo elemento sia considerato dallapopolazione un punto importante della peculiarità di Fertilia.I dati emersi sono i seguenti: Fasce di età Positivo Negativo 15/30 88% 12% 30/45 71% 29% 45/60 91% 9% 60/… 91% 9% 15/… 86% 14%Il risultato è ampiamente positivo nonostante un 14% ritenga che la varietà culturale siaun’elemento negativo; si riscontra tale pensiero in maniera influente nella fascia 30/45,nel quale circa il 30% degli intervistati giudica appunto negativa la varietà diprovenienza della popolazione.Sia per le affermazioni positive che per quelle negative le motivazioni sono pressochèsimili:Perché positivo: il confronto è sempre positivo, ci si arricchisce tutti, ci si completa, èuna carartteristica di Fertilia..Perché negativo: c’è un pessimismo generale, è difficile integrarsi è nella naturadell’uomo, interessi diversi, culture differenti, si vede il mondo in una manieradifferente, divergenze invalicabili.. 42
    • Quesito 7Una delle premesse fondamentali per la costruzione di scenari di sviluppo condivisi èavere una coesione generale all’interno della comunità o almeno la consapevolezza diquanto sia fondamentale l’apporto di tutti per il raggiungimento di obiettivi comuni. Fasce di età Sì No 15/30 42% 58% 30/45 43% 57% 45/60 33% 67% 60/… 38% 62% 15/… 38% 62%Una maggioranza consolidata non giudica unita la comunità di Fertilia ed il dato menopositivo lo si riscontra nelle fascie di età superiori ai 45 anni.Chi ha giudicato unita la comunità ha dato motivazioni semplici e per lo piùconvergenti tipo: ci si conosce tutti da oltre 20 anni, siamo pochi ed è più sempliceandare d’accordo, per le cose importanti restiamo tutti uniti..Sono variegate invece le motivazioni di chi la pensa in altro modo: pessimismo, troppediscussioni, ognuno pensa per se, troppo legati al passato, interessi contrastanti,divergenze tra etnie diverse.. 43
    • Quesito 8 Fasce di età Sì No 15/30 21% 79% 30/45 24% 76% 45/60 15% 85% 60/… 24% 76% 15/… 20% 80%La comunità non si sente adeguatamente rappresentata e principalmente non imputa lecause a soggetti in particolare ma piuttosto all’assenza di una vera rappresentanza chesostenga le istanze della popolazione e la coinvolga nelle decisioni.I pochi che si sentono rappresentati ammettono una situazione non entusiasmante maapprezzano l’impegno di alcune figure politiche, del Comitato di Quartiere e di alcuneassociazioni rappresentative che almeno “… ci provano”.Arrivano dalle risposte alcune proposte come la rappresentanza per fasce di età, unmaggior numero di abitanti nel C.d.Q. e la necessità di una rappresentanza a livelliistituzionali superiori. 44
    • Quesito 9 Fasce di età Sì No 15/30 96 % 4% 30/45 86 % 14 % 45/60 94 % 6% 60/… 100 % 0% 15/… 94 % 6%La popolazione si dimostra “disposta a pagare”, il che apre nuove possibilità diprogettazione soprattutto per quanto riguarda appunto la sostenibilità di alcuni costi perottenere dei benefici.Con le opportune precauzioni si può estendere il significato ottenuto anche nelladisponibilità a rinunciare a qualcosa che non abbia direttamente un mercato e dunqueun valore monetario, allo scopo di ottenere dei benefici di utilità pubblica.Quesito 10 Fasce di età Sì No 15/30 88 % 12 % 30/45 95 % 5% 45/60 98 % 2% 60/… 95 % 5% 15/… 94 % 6%Sostanzialmente la popolazione crede nella possibilità di far parte dei processi didecisioni. Qualcuno ha corretto la domanda sostituendo al “possano” un “debbano”,esprimendo la volontà di far valere un proprio diritto. 45
    • Quesito 11Questa domanda serve ad estrarre dal questionario delle azioni/progetto proposte dagliabitanti che vengono invitati a proporre un gesto indipendentemente dalle realipossibilità di compierlo.Alcuni di questi desideri verrano ripresi nel terzo capitolo e rielaborati per laprogettazione di un supporto alla decisione. La loro maggiore o minore presenzadeterminerà la desiderabilità sociale di queste azioni. I desideri principali emersi sono (elencati in ordine di preferenza): Età 15/30 Età 30/45 • Recupero edifici storici. • Recupero spazi storici e verde. • Amministrata da giovani ; • Più aree sportive e svago. Comune a se; Parchi e giardini; • Più eventi e manifestazioni. • Ricostruzione come progetto • Più servizi culturali. originario; più eventi e manifestazioni. • Lungomare come progetto originario. • Più attività lavorative per giovani; oasi • Meno seconde case. turistica. • Via le ville sul Lungomare Rovigno. Età 45/60 Età 60/… • Recupero spazi storici e verde. • Miglioramento generale • Fertilia comune a se. • Ristrutturazione centro storico. • Più attività commerciali. • Via le ville sul lungomare. • Oasi turistica; Più attività culturali • Oasi verde. • Centro benessere. • Oasi pedonale. • Via le ville sul lungomare. • Centro sportivo. • Più sviluppo economico. • Riunioni cittadine • Eliminerei distanza da Alghero. 46
    • Quesito 12 Fasce di età Sì No 15/30 38 % 62 % 30/45 38 % 62 % 45/60 47 % 53 % 60/… 43 % 57 % 15/… 42 % 58 %Nonostante il 60% circa degli intervistati non conosca neanche in parte il pianoparticolareggiato, questo dato non risulta essere, a mio parere, altamente allarmante.Ovviamente sarebbe preferibile avere una tendenza all’informazione che provenga siadalla popolazione che dalle istituzioni.Nel caso della costruzione di un piano partecipato si otterrebbero sicuramente dati piùconfortanti e un piano probabilmente migliore.Ma “partecipare” alla pianificazione o alla costruzione di scenari di sviluppo non èun’impresa semplice come può apparire e richiede delle esigenti premesse, un impegnonotevole da parte di tutti gli stakeholders coinvolti (stakeholders: letteralmente“portatori di interesse”, cittadini, politici, gruppi di interesse, imprenditori, tutti coloroche, anche in maniera diversa, vengono influenzati dalle decisioni prese) e unameticolosa costruzione del processo.Nel paragrafo che segue faremo una panoramica su queste tematiche; da cosa nascono,quali sono i vantaggi e i rischi, quali strumenti si adoperano e a cosa possono servire. 47
    • 2.2 Partecipazione e sostenibilità.Non è da sempre che si parla di partecipazione in Italia e nel resto del mondo.Il meccanismo principale per dare voce ai cittadini è sempre stato il canale dellademocrazia rappresentativa in cui i cittadini eleggono i politici nei governi locali e inquello centrale, in rappresentanza dei propri interessi. Alla base di questo principioesiste la convinzione che per la comunità sia difficile, se non impossibile, prendereparte ai processi decisionali di tutti i giorni.Nella pianificazione, per esempio, i piani sono sempre stati presentati alle comunitàcome un fatto compiuto e nonostante vi fossero meccanismi per la formulazione diobiezioni e proposte, questi erano strutturati in maniera tale che vi accedessero solopochi interessati.Dunque, fino agli anni ’60, la mancanza di partecipazione pubblica non era unproblema diffuso e percepito, in virtù della fiducia posta a professionisti e tecnici, intesicome custodi degli interessi pubblici e della volontà popolare.Negli anni a seguire la domanda di strumenti partecipativi venne a crescere e fu propriotra gli anni ’60 e ’70 che alcuni stati, in particolare Gran Bretagna e Stati Uniti,iniziarono a lavorare attivamente nella ricerca di soluzioni atte a favorire i processipartecipativi, ma nonostante ciò, vennero formulate semplicemente delle assunzioni e imetodi elaborati erano niente di più che astratte affermazioni lungi dall’essere praticaconcreta.Negli anni ’90, con il riemergere delle questioni ambientali incentrate su problematichedi sostenibilità a scala globale e quindi la necessità di ripensare ai modelli di consumodi suolo e risorse, al surriscaldamento globale e allo smaltimento dei rifiuti, il problemadel coinvolgimento più ampio possibile di stakeholders è tornato a farsi sentire ed aporsi come un problema attualissimo e insubordinabile.La volontà di realizzare uno sviluppo sostenibile necessita dell’impegno e delcoinvolgimento di tutti a prendere misure necessarie nei confronti dell’ambiente, pernon compromettere ciò che il Rapporto “Bruntland” (1987) definisce “la capacità dellegenerazioni future di soddisfare i propri bisogni.”Il termine “partecipazione” è oggi una parola d’ordine per politici e professionisticoinvolti nei processi decisionali ma risulta essere un termine ambiguo e destinato arimanere tale in virtù della molteplicità di interpretazioni cui è soggetto, a meno chenon si chiarisca la sua estensione ed il suo significato in materia di decisioni politiche. 48
    • Attraverso la “scala della partecipazione” (1969) della scrittrice Sherry Arnstein, si èchiarito che esistono diversi livelli di partecipazione ed è dunque possibile distingueretra una minore ed una maggiore partecipazione.La scala mostra diversi livelli, senzasuggerire la volontà di aspirare allasommità.Il livello di partecipazione a cui aspiriamoè strettamente legato al modello didemocrazia a cui ci riferiamo.Se guardiamo a due estremi opposti, dauna parte troviamo una popolazione chegioca un ruolo limitato nella sola Fig. 46, Scala della partecipazione pubblica (Arnstein 1969)espletazione del proprio parere traun’elezione e l’altra, figlia di una democrazia intesa come una competizione fra pochinel raggiungimento del consenso e del supporto pubblico.Nell’altro estremo troviamo la democrazia partecipativa che si caratterizza per il direttocoinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali. Tale coinvolgimento nonrappresenta un mezzo per sostenere delle scelte ma rappresenta una parte dei fini.Viene visto come un metodo che vuole portare i cittadini ad esprimere al meglio le loropotenzialità ed evitare metodologie che alterino ulteriormente la distinzione tra“profani” ed “esperti”.Come Davoudi ci chiarisce, “sono importanti tre prerequisiti perché questo processo diautosviluppo dei cittadini si concretizzi: prima di tutto la sensibilità alla storia, allaspecificità e alle aspirazioni di una particolare comunità; in seguito, l’importanza dellacostruzione di fiducia e affiatamento all’interno delle comunità e tra le comunità e leagenzie esterne; in terzo luogo, c’è l’esigenza di chiarezza e trasparenza nel processodecisionale così che le persone possano osservare come i propri input si inseriscono inquel processo.”28L’agenda dello sviluppo sostenibile promuove l’accrescere del “senso di cittadinanza”dal momento che tendere verso la sostenibilità non richiede solo azioni governative maanche radicali cambiamenti nei comportamenti individuali.Tuttavia, i principi di governo e i loro elementi costitutivi restano questioni irrisolte el’agenda della sostenibilità, come ricorda ancora Davoudi, non ci ha indotto solo a28 Davoudi Simon, “La partecipazione nella pianificazione per la sostenibilità”, in Urbanistica n°120,pag. 119-127 49
    • ripensare gli esiti delle nostre decisioni, ci ha anche suggerito di rivisitare i processi cheproducono queste decisioni aggiungendo una nuova dimensione al dibattito sullademocrazia.2.3 Scenari partecipativi e gli EASW®.Le attuali politiche internazionali di decentramento di funzioni e responsabilità versodimensioni locali e i recenti impegni verso uno sviluppo sostenibile, sono le premesseda cui nasce l’Agenda 21 Locale.Essa rappresenta il processo di partnership attraverso il quale gli Enti locali operano incollaborazione con tutti i settori della comunità locale per definire piani di azione perperseguire la sostenibilità a livello locale.I temi ecologici che nascono in connessione all’implementazione dell’A21L sono leforze guide più importanti nella produzione di scenari partecipativi, così chiamati inquanto ci si aspetta che siano il prodotto di undiscorso tra tutti gli stakeholders di una comunità,integrando conoscenza scientifica con conoscenzaintuitiva.Gli scenari partecipativi29 nascono da alcuniambiziosi governi (in primo luogo Svezia,Danimarca e Norvegia) con lo scopo di guidarel’agenda ambientale.Rappresentano il modello evoluto della creazionedi scenari futuri per la città. Questa evoluzionedegli scenari avviene parallelamente alla crescentedomanda di partecipazione che, come abbiamovisto nel paragrafo precedente, inizia prenderecorpo a partire dagli anni ’60.E’ in questo periodo che viene sviluppata la primagenerazione di scenari detti “esperti” (il paese Fig. 47, Un modello di scenario partecipativo.29 Per un più ampio discorso sugli scenari vedi: Khakee Abdul, “Scenari partecipativi per lo svilupposostenibile”, in Urbanistica n°112, pag. 161-167 50
    • trainante fu la Svezia) poiché sviluppati prevalentemente da esperti; il contesto delperiodo lasciava spazio ad una visione di crescita economica e progresso tecnologicosenza interruzioni e si pensava a regolazioni a grande scale della crescita urbana.Intorno agli anni’80, a seguito della crisi petrolifera ed alla stagnazione dell’economiamondiale, era divenuto necessario ripensare gli scenari futuri e proporre nuove strategiedi sviluppo. Gli strumenti di pianificazione basati su scenari urbani esperti avevanoragionato in termini di crescita economica e non erano più ritenuti adatti al contesto delperiodo, influenzato dall’incertezza e dalla sempre minore disponibilità di risorse. Inquesto contesto nacque la seconda generazione di scenari detti “ibridi” poiché nellavoro di costruzione venivano inclusi politici e funzionari dei governi locali.Gli scenari ibridi portarono innovazioni come la strutturazione del problema comepresupposto fondamentale nella costruzione di scenari.30Nonostante la pianificazione dello sviluppo urbano ebbe degli sviluppi positivi,l’interesse dei governi locali per questi scenari durò poco. La struttura dellapianificazione pubblica mutò verso metodi di gestione aziendale al fine di rafforzarel’efficacia nell’amministrazione dei pubblici servizi.Le prime due generazioni di scenari mostrano differenze nelle premesse socio-economiche e nelle basi metodologiche ma sono entrambe caratterizzate da una fortepropensione alla conoscenza scientifica che viene invece affiancata dalla conoscenzainesperta o intuitiva nella costruzione di scenari partecipativi.Nella costruzione di scenari partecipativi, la costruzione del processo è fondamentalequanto lo svolgersi dell’attività propria di creazione dello scenario.E’ importante la creazione di una leadership che abbia buone capacità amministrative esappia gestire un processo di così ampio respiro che include un discorso coinvolgentel’intera comunità.In uno scenario partecipativo gli stakeholders sono tutti i membri di una comunità ma ilcoinvolgimento di tutti è impossibile, per questo motivo hanno un ruolo importante lepersone chiave e il tema della rappresentatività. E’ necessario avere una “mappatura”della comunità che mostri le reti di relazioni (appartenenze ad associazioni, interessi,professioni…) al fine di poter meglio selezionare i rappresentanti.30 Khakee Abdul, “Scenari partecipativi per lo sviluppo sostenibile”, in Urbanistica n°112, pag. 161-167 51
    • Vengono così raccolti in maniera frammentaria i contributi di ogni gruppo che devonopoi confrontarsi e negoziare al fine di raggiungere il consenso sulla versione finaledello scenario.Il tema del linguaggio è un’altra dominante che caratterizza il processo di costruzionedello scenario. Cosa discutere e come, implica l’esplorazione di tematiche simili e loscoprire i diversi significati che si attribuiscono alle cose. Il rispetto per i partecipantinecessita di valutazione e comprensione di tutti i punti di vista.Difatti, un dialogo inclusivo e ciò che sta alla base di uno scenario partecipativo in cuila molteplicità di attori comporta valori, fatti, interessi e visioni di varietà notevole.Assemblare una varietà di linguaggi comporta la traslazione in un linguaggio uniformeche non sia astratto al punto che non consenta ai partecipanti di identificarvisi; inquesto contesto gioca un ruolo fondamentale l’esperto, il cui compito è di facilitare ilprocesso di apprendimento e di conoscenza mediante l’utilizzo di immagini,argomentazioni e rivendicazioni.La costruzione di scenari partecipativi implica che gli stakeholders presumano di poterinfluenzare il progresso verso una società sostenibile e che conti ciò che loro dicano ofacciano; questa risulta essere la sfida più importante rispetto agli scenari esperti eibridi.Per una città, prepararsi alla creazione di uno scenario partecipato, non è un’attivitàsemplice e necessita di un’adeguata organizzazione municipale che sappia coinvolgere,oltre al centro urbano, i vari distretti e le periferie. Bisogna capire inizialmente cosasignifica per i cittadini, uno “stile sostenibile di vita” e ciò deve avvenire prima ancoradi attivare la costruzione dello scenario.Come nel caso di Örebro (Svezia), in cui la realizzazione di Örebro 2025 durò circa 5anni, la creazione di uno scenario di questo tipo necessita di tempi elastici erelativamente lunghi.Un metodo che va consolidandosi oggi, è quello dell’ “European Awareness ScenarioWorkshop”. L’EASW® è nato in Danimarca con l’obiettivo del raggiungimento di unadefinizione consensuale di città sostenibile e promuove il dibattito e la partecipazione.31E’ stato inizialmente sperimentato in campo ambientale, soprattutto per la soluzione diproblemi tipici degli ambienti urbani. Può diventare un utile strumento per promuovereil passaggio a modelli di sviluppo sostenibile e consente inoltre ai partecipanti discambiarsi informazioni, discutere i temi ed i processi che governano lo sviluppo31 www.wikipedia.it 52
    • tecnologico e l’impatto delle tecnologie sull’ambiente naturale e sociale, stimolandonela capacità di identificare e pianificare soluzioni concrete ai problemi esistenti.La prima parte di un workshop EASW è finalizzata alla creazione di una visione dellafutura “ecologia urbana”. Il materiale principale, in questa fase, è rappresentato daiquattro scenari sull’ecologia urbana che riflettono quattro visioni divergenti di comepotrebbe essere la città, esse dipendono da determinate decisioni sulla politica daseguire riguardo alle responsabilità sulle questioni di ecologia urbana e sulla sceltadelle soluzioni. Questo primo step viene introdotto, solitamente da un rappresentantedel governo locale, con una relazione sullo stato attuale dell’ecologia urbana della cittàin cui si svolge il workshop. Il numero complessivo dei partecipanti allo scenario-workshop varia tra 24 e 32.32I partecipanti vengono divisi in quattro gruppi d’interesse: cittadini, amministratorilocali, esperti di tecnologia, rappresentanti del settore privato che dovranno creare unavisione futura della loro città “sostenibile” e promuoverla nel dibattito mediantel’ideazione di uno slogan.Emergeranno quattro visioni future sull’ecologia urbana, più o meno differenti.In seduta plenaria, ogni gruppo esporrà la propria visione mediante l’utilizzo distrumenti comunicativi di tipo visivo.Gli elementi comuni alle quattro visioni fonderanno la base di partenza di una visionefutura condivisa.Da questo elemento prende inizio la fase di proposte di idee su come si potrebberealizzare la visione di una città sostenibile.Lo scenario–workshop originale sull’ecologia urbana è incentrato sui quattro temiseguenti: energia, acqua e acque di scolo, rifiuti e riciclaggio, condizioni di vita.33I partecipanti dovrebbero essere assegnati ai gruppi tematici più consoni al loro campodi conoscenza e di esperienza e questi gruppi tematici hanno il compito principale diindividuare i mezzi per rendere la città più sostenibile.Alla fine di questa sessione le idee migliori di ogni gruppo vengono discusse, e siavranno cica 15-25 idee. In sessione plenaria vengono infine scelte le 5 idee migliori inassoluto. La discussione conclusiva si incentra sulle idee “vincenti” (pregi, fattibilità emodalità di realizzazione).32 Per conoscere origini e motivazioni della metodologia EASW vedi: Bilderbeek Rob, in AA.VV. a curadi Amodio Luigi, “Atelier del futuro”, Napoli, CUEN (1999), pag.33-5933 Per conoscere nozioni, concetti e definizioni di base vedi: De Luzenbereger Gerardo, “EuropeanAwareness Scenaro Workshop”, Napoli, CUEN (1999). 53
    • Per riassumere, gli elementi che costituiscono la base ideologica del metodo EASWsono:Coinvolgimento di una vasta gamma di attori sociali a livello urbano locale;Messa in comune di conoscenze e specializzazioni a livello locale;Promozione di una consapevolezza locale tramite il coinvolgimento dei detentori diqueste conoscenze specifiche;Nonostante il processo di preparazione sia una fase delicata e meticolosa, l’EASW sisvolge nella sua pratica finale in pochi giorni se non addirittura in un singolo giorno.Il tema dello sviluppo locale è ormai al centro di quasi tutte le strategie di politicaeconomica avviate sia in Italia che in Europa ed il nuovo punto di osservazione sembraessere il territorio nella sua complessità in termini di risorse e non più come sempliceunità geografica o amministrativa.Nei programmi e nelle strategie di sviluppo enunciate dalla Commissione Europea, ilterritorio è visto come luogo di integrazione di politiche settoriali, di creazione dipartenariato, cooperazione e innovazione nei sistemi organizzativi.E’ fondamentale però considerare la necessità di una struttura omogenea verticalmentee cioè deve esserci una coerenza di procedure ai vari livelli istituzionali così daconseguire l’obiettivo di un maggiore dialogo e di una maggiore profusione delleinformazioni.Il metodo EASW si è rilevato un ottimo strumento per la concertazione orizzontale tra idiversi attori sociali ed è stata sperimentata con buoni risultati in tutta Europa.Il metodo può essere adoperato anche in ambiti locali ristretti dove si richiede una fortesensibilità ed una lettura attenta alle esigenze e problematiche del territorio.Il valore principale della metodologia EASW è l’attivazione di processi tesi asprigionare energie, responsabilizzando gli attori in quel percorso di sviluppo che livede protagonsti nel miglioramento della qualità della vita nel contesto in cui vivono.Anche il Comune di Alghero ha recentemente sperimentato la metodologia EASW,In particolare, gli obiettivi specifici del seminario di simulazione di Alghero34 sono statii seguenti:• scambiare conoscenze, opinioni e idee tra residenti, esperti di tecnologia, amministratori pubblici e rappresentanti del settore privato;34 Queste ed altre informazioni sull’esperimento di Alghero sono state ricavate nel sito ufficiale delcomune :www.comunedialghero.it, in cui è possibile trovare inoltre diverse informazioni su A21L e sulleiniziative della stessa a livello locale, nazionale ed europeo. 54
    • • identificare e discutere l’identità e la diversità di percezione dei problemi e delle soluzioni da parte dei diversi gruppi di partecipanti;• identificare e discutere i principali ostacoli che si oppongono ad una vita urbana sostenibile;• generare nuove idee e direttive per azioni, politiche e iniziative future a livello locale;• favorire un dibattito pubblico nella comunità locale sulla vita urbana sostenibile nel prossimo futuro e sul ruolo svolto dalla tecnologia.La visione comune di Alghero emersa dallo scenario-workshop è questa:Concepire la cultura e l’ambiente naturale, in particolare le aree protette e la costa,come la risorsa strategica da tutelare e valorizzare;Attivare processi di pianificazione partecipata del territorio in accordo ai bisogni deicittadini, favorendo l’integrazione tra centro, area urbana, area rurale e area vasta;Diversificare l’economia locale integrando il turismo con le attività economichetradizionali (attraverso nuove conoscenze e professionalità)insieme per prevenire il disagio, condividere le regole e la direzione di uno sviluppo ingrado di dare centralità alla persona.Di seguito vengono elencate le cinque proposte “migliori” votate nella sessioneplenaria:Idea Come ChiCreare marchio prodotto Sfruttando l’immagine del parco e le risorse Comune, Entecertificazione ambientale del territorio, regolando i processi di Parco, Porto Conte attribuzione (qualità - origine) RicercheRiqualificazione aree Scelta aree, predisposizione di strutture, Comune scuolelibere e piazze a attivare partecipazione bambini alla associazionidisposizione di attività progettazione.ricreative per bambiniMigliorare la raccolta Maggior frequenza degli svuotamenti delle SLIAdifferenziata dei rifiuti campane, sensibilizzazione della(vetro, carta, plastica e cittadinanza, potenziamento eferro) rinnovamento del servizioPotenziamento servizi Rinnovo parco automezzi (più piccoli ed Ferrovia dellapubblici di trasporto ecologici) maggiore frequenza passaggi, Sardegna predisposizione di aree di attesa più idoneeGestione integrata Società mista di gestione Società mistaaeroporto, congressi, comune ed enti diporto. competenza 55
    • Il metodo EASW è trattato in questo testo in quanto rappresenta un’esperienza moltodiffusa e abbastanza consolidata di utilizzo di scenari per la progettazione partecipatadel proprio futuro e che fa soprattutto, spesso, riferimento a trasformazioni cheavvengono, sia alla scala micro dei comportamenti del nucleo familiare, sia alla scalameso dei comportamenti delle forme sociali di aggregazione e sia alla scala macrorispetto alle scelte e alle politiche che un’intera città può prendere in considerazione.La ricerca non si ferma all’EASW perché non utilizza queste modalità di costruzione diun processo partecipativo ma fa uso del risultato dell’inchiesta per evidenziare a qualiscenari può fare riferimento il sistema delle volizioni, dei desideri e dei bisogni espressidalla comunità locale di Fertilia e quali questi scenari costituiscono essenzialmente losfondo sul quale le vocazioni si proiettano.A questo sfondo, però, bisogna fare riferimento per ogni singola azione, per cui siverifica la coerenza tra l’azione e lo scenario, in quanto, alcune di queste azioni sonoaddirittura controproducenti rispetto a questa visione di sfondo; allo stesso tempo leazioni devono essere concorrenti tra loro e non competitive o incongruenti tra loro,devono integrarsi, allorchè, anche questa relazione entra nella valutazione complessivadello scenario che si può mettere in atto; in contemporanea si deve misurare qual è ladesiderabilità sociale di ognuna delle trasformazioni proposte.E’ l’integrazione fra questi tre sostanziali parametri che concorrono ad una valutazionedi sostenibilità. Questo sistema non ha più niente a che fare con lo scenario-workshop,se non il solo utilizzo di scenari come metodo di confronto, e fa uso di metodiche e ditecniche affatto differenti e nuove, originali e innovative rispetto a quelle giàconsolidate. 56
    • 3. Quali progetti per Fertilia? Dopo aver ricostruito lo scenario attuale di Fertilia possiamo scorgere dallapopolazione la volontà di cambiare qualcosa e di essere partecipe a questi cambiamenti.Senza un sufficiente distacco da ciò che è considerato oggi possibile o impossibile, ilcampo in cui poter ricercare potenziali soluzioni a determinati problemi, spesso, siriduce inutilmente e prima del tempo e per evitare ciò veniva dunque proposta la“bacchetta magica”. Le azioni proposte rappresentano una domanda progettuale in cui appaionoscale diverse: alcune delineano scenari futuri, altre corrispondono a mosse progettuali.Con queste ci aiuteremo per ipotizzare 3 scenari possibili per il futuro di Fertilia eselezionare 20 azioni/progetto. Confrontandoli tra loro, secondo alcuni criteri eassunzioni, ne verificheremo la coerenza, la desiderabilità e la rilevanza.Questo ci permetterà infine di ottenere una nuova immagine di Fertilia “filtrata” dalleaspirazioni della comunità.3.1 Le azioni desiderate Le azioni desiderate vengono scelte in merito alla loro portata e alla lorointensità e sono estratte principalmente dalle risposte ottenute dal quesito n° 12 ovvero:“Se avessi una bacchetta magica o un desiderio cosa faresti per Fertilia?”. A questa raccolta di azioni/progetto (aggregazione inesperta) vengono sommatealcune azioni previste o proposte dal piano particolareggiato ed altre azioni contingenti(aggregazione esperta) per creare un elenco di 20 azioni totali che contemplino unampio range di tematiche estratte in parte dai risultati del questionario. Aggregazione inesperta: Aggregazione esperta: • Complesso sportivo • Museo etnografico lungo stagno • Centro benessere • Nuovi posti auto • Parchi gioco e giardini • Nuovi nuclei residenziali • Piazza come progetto originario • Scuola superiore • Via le ville sul lungomare • Nuova piazza a mare • Meno case villeggiatura • Incremento viabilità • Attività commerciali • Attività artigianali • Centro trasf. prodotti agricoli • Stazione dei trasporti • Variazione ingresso a Fertilia • Porto turistico • Centro sociale • Locali/discoteche 57
    • A AZIONI1 “Centro sportivo in reg. Arenosu”2 “Beauty Farm a P.ta Negra”3 “Parco e giardino botanico”4 Piazza in stile “progetto A. Miraglia”5 “Demolizione ville sul lungomare”6 “Museo etnografico lungo lo stagno”7 “10% di seconde case in meno8 “Il Viale del commercio”9 “100 nuovi posti auto”10 “Nuovi nuclei residenziali”11 “Scuola superiore Alberghiera”12 “Nuova piazza a mare”13 “Incremento viabilità interna”14 “Attività artigianali lungo la 127 bis”15 “Centro per la produzione agricola”16 “Stazione del trasporto pubblico”17 “Nuovo ingresso per Fertilia”18 “Porto turistico”19 “Centro socio-culturale nell’ ex cinema”20 “Polo del divertimento” 58
    • A1 - “Centro sportivo in reg. Arenosu”E’ localizzato lungo la S.S. 291 eprevede una struttura con annessiparcheggi.A2 - “Beauty Farm a P.ta Negra”Si tratta di un centro benessere con vista mare e Fertilia, prossimo all Hotel PuntaNegra.A3 – “Parco giochi e giardino botanico”Occupa la cintura di verde alle spalle della chiesa. Sono presenti giochi per bambini,percorsi e giardini con diverse specie vegetali. 59
    • A4 – “Piazza in stile Progetto Arturo Miraglia”Intervenire sulla fisionomia della piazza, rendendola pedonale dalla chiesa al mare. A5 – “Demolizione ville sul Lungomare”Comporta l’abbattimento di circa 20 villeper restituire al percorso la sua originariavocazione di passeggiata a mare. A6 – “Museo etnografico lungo lo stagno”Le sedi del museo sono gli edifici del’ex Villaggio Calik in cui potrebbero trovarecollocazione reperti storici di Fertilia e rappresentazioni della civiltà contadina,marinara e delle terre umide della zona e della Sardegna. 60
    • A7 – “Riduzione del numero di seconde case”Ridestinare a nuove funzioni, anche residenziali,il 10% delle attuali case di villeggiatura cherappresentano circa il 35% del totale delleabitazioni presenti. A8 – “Il viale del commercio”Via Pola ed il fronte sulla piazza interamente dedicato ad attività commerciali di variogenere. A9 – “100 nuovi posti auto”Dedicare alcune aree a ridosso del centro per la realizzazione di 100 nuovi parcheggi. 61
    • A10 – “Nuovi nuclei residenziali”Realizzazione di 20 edifici bifamiliari tra il vecchio ostello ed il nuovo ecompletamento dei lotti antistanti via Pola. A11 – “Scuola Superiore alberghiera”Da realizzarsi nell’area dietro la chiesa dove ora è presente il campo sportivo. Si trattadi 3 edifici: palestra, istituto, casa dello studente. A12 – “Nuova piazza a mare”Un nuovo spazio pubblico sul mare con la realizzazione di una nuova piazza oltre ilprolungamento del Lungomare Rovigno. 62
    • A13 – “Incremento viabilità interna”Si tratta di prolungamenti di strade esistenti e di raccordi ortogonali con lo scopo didensificare la maglia stradale. A14 – “Attività artigianali lungo la 127 bis”Localizzazione di 10 nuove strutture a ridosso della 127 bis a funzione artigianale. 63
    • A15 – “Polo per la produzione agricola”Centro di trasformazione dei prodotti agricoli che raccoglie e vende, sotto forma diconsorzio, la produzione nell’area della bonifica. Da realizzarsi alle spalle dello stagnoCalik come previsto nel progetto del gruppo 2PST. A16 – “Stazione del trasporto pubblico lungo la S.S. 291”Realizzazone di una struttura polivalente lungo la S.S. 291 che si collochi come polodel settore a scala comunale. A servizio del trasporto gommato ma con possibileestensione al trasporto surotaia. A17 – “Ingresso privilegiato”Collegare la strada Alghero-Porto Conte con la bretella della strada dei Due Mari alfine di defluire il pesante traffico estivo aldilà del’ingresso per Fertilia.Tale operazione consente a Fertilia di avere un accesso privilegiato senza avere lastrada 127 bis che la occluda e non le consente di “oltrepassare” l’attuale incrocio perun’eventuale sviluppo. 64
    • A18 – “Porto turistico”Estensione e riqualificazione del porto. Ciò comporterebbe l’aumento dei posti barca, lapresenza di servizi a ridosso dei pontili e di strutture a carattere turistico. A19 – “Centro sociale nell’ex cinema-teatro”Localizzato nell’ex cinema teatro, con spazi all’aperto e il recupero di funzioni culturalie a sfondo sociale dell’edificio. A20 – “Polo del divertimento”Lungo la 127 bis, lontano dai centri abitati, un’area con locali e discoteca per ildivertimento notturno. 65
    • Il prossimo passo consiste nel “filtrare” queste azioni attraverso un indice di“desiderabilità/accettabilità sociale”, compreso in una scala di valori di questo tipo: -2 -1 0 +1 +2I cui valori corrispondono a: +2 Alta +1 Mediamente alta 0 Neutra -1 Mediamente bassa -2 BassaQuesto indice viene determinato mediante l’utilizzo dei dati raccolti dal questionario,più precisamente attraverso l’analisi delle risultanti dei seguenti quesiti: • Caratteristiche positive/negative: Osserviamo se un’azione è complementare o associabile alle caratteristiche emergenti; se si tratta di caratteristiche positive, l’indice è influenzato positivamente e viceversa se si tratta di caratteristiche negative. • Cosa manca? : Se un’azione sopperisce almeno in parte alle carenze più sentite dalla popolazione, l’indice è influenzato positivamente, se aggrava queste carenze l’indice è influenzato negativamente. Nel caso l’azione non influenzi nessuno stato di condizione tenderà ad un valore neutro; questa assunzione viene associata in egual modo a tutti i quesiti di riferimento. • Desideri/bacchetta magica: Molte delle azioni selezionate derivano da questo quesito. In questo caso l’indice sarà influenzato in funzione di una maggiore o minore frequenza del desiderio. 66
    • • Luoghi significativi: Un’azione che tende a valorizzare o tutelare i luoghi per la comunità “significativi” fa pendere l’indice positivamente. Al contrario, invece, se l’azione prevede un’intervento che può in qualche modo intaccare negativamente questi luoghi. • Vocazioni: Se l’azione rientra nella sfera delle vocazioni principali l’indice è influenzato positivamente. L’effetto opposto lo si ottiene se l’azione rientra nella categoria di una vocazione non scelta o scelta raramente.A seguito di questo passaggio otteniamo i seguenti indici: A AZIONI 1 “Centro sportivo in reg. Arenosu” +1 2 “Beauty Farm a P.ta Negra” 0 3 “Parco e giardino botanico” +2 4 Piazza in stile “progetto A. Miraglia” +1 5 “Demolizione ville sul lungomare” +1 6 “Museo etnografico lungo lo stagno” 0 7 “10% di seconde case in meno 0 8 “Il Viale del commercio” +1 9 “100 nuovi posti auto” -2 10 “Nuovi nuclei residenziali” 0 11 “Scuola superiore Alberghiera” 0 12 “Nuova piazza a mare” -2 13 “Incremento viabilità interna” -2 14 “Attività artigianali lungo la 127 bis” -1 15 “Centro per la produzione agricola” -2 16 “Stazione del trasporto pubblico” 0 17 “Nuovo ingresso per Fertilia” 0 18 “Porto turistico” +1 19 “Centro socio-culturale nell’ ex cinema” +1 20 “Polo del divertimento” -2 67
    • La tabella ottenuta ci servirà in seguito, come mostreremo nei prossimi paragrafi, nelpasso successivo alla verifica di coerenza tra scenari e azioni.Dopo aver ottenuto una sequenza di azioni per ogni scenario proposto, questo elenco diazioni subisce un ulteriore confronto: quello della coerenza tra azioni.A questo proposito è necessaria una ulteriore tabella in cui vengono inseriti gli indici dicoerenza, compresi anch’essi in una scala di valore tra +2/-2, i cui valori corrispondonoa: +2 Sinergiche +1 Influenzate positivamente 0 Indifferente -1 Influenzate negativamente -2 IncompatibiliL’indice è determinato dunque dalla relazione di sinergia o incompatibilità tra azionistesse. A seguito di questo passaggio otteniamo i seguenti indici: A1 A2 A3 A4 A5 A6 A7 A8 A9 A10 A11 A12 A13 A14 A15 A16 A17 A18 A19 A20A1A2 0A3 +1 +2A4 0 +1 +2A5 0 0 +2 +2A6 -1 -1 +1 0 0A7 +1 -1 +1 +2 -2 +1A8 -1 +1 -2 -1 0 0 -2A9 +1 +1 -2 -1 0 +1 -1 +1A10 0 +1 -1 0 -2 0 -1 +2 +2A11 +1 -2 +2 +1 0 +1 +1 +1 -1 +1A12 0 +1 +1 0 +1 0 0 0- -1 0 0A13 +1 0 -2 -2 0 +1 +1 +2 +1 +1 +1 +1A14 -2 -2 -2 -1 0 -2 0 +2 0 -1 0 0 +1A15 -1 -1 -1 0 0 -1 0 +2 0 -1 0 0 +1 0A16 +1 0 0 0 0 +1 0 +1 -1 +1 +2 0 +1 +1 +1A17 0 -1 +2 +2 0 -1 +1 -2 0 0 0 0 -2 -1 -1 -1A18 0 0 0 -1 +1 -2 +2 +1 +1 0 0 +1 +1 -1 -1 0 -1A19 +1 -2 +1 +1 0 0+1 +1 0 -2 +1 +2 0 0 0 0 +1 0 0A20 -1 +1 -2 0 +1 -2 -2 +1 +2 -1 0 0 +1 -1 -1 +2 -1 +2 +1 68
    • 3.2 Gli scenari di riferimentoGli scenari ipotizzati sono 3 e sono ricavati dalle visioni emerse dai questionari,analizzando i quesiti relativi alle vocazioni ed ai desideri: 1. Il polo turistico 2. La cittadella sportiva 3. Il parco di AlgheroIl polo del turismoIn questo scenario, Fertilia rappresenta il nodo di riferimento per gli insediamenti nelterritorio: verso la costa, la baia di Porto Conte e Capo Caccia, verso il territorio dellabonifica, per il sistema di organizzazione agrituristica che il territorio già presenta,verso il sistema delle risorse archeologiche e dei beni culturali considerati fruibili dalpunto di vista turistico. La posizione vantaggiosa, in termini di prossimità, la configuracome la porta al sistema costiero, la porta di accesso al territorio di Alghero vista la suaprossimità con l’aeroporto, la porta ad alcune risorse ambientali, non semplicementefruibili dal punto di vista turistico, come sono appunto il Monte Doglia, il parcoregionale di Porto Conte e l’area marina protetta di Capo Caccia e Isola Piana.Il territorio di riferimento permette inoltre una fruizione sportiva a carattere turistico inquanto offre una vasta gamma di attività di tipo escursionistico.La cittadella sportivaI servizi a carattere sportivo sono in parte concentrati all’interno dello stesso nucleo diFertilia, in parte distribuiti lungo la costa e in funzione del tipo di attività che si svolge,all’interno di alcune attività agricole e comunque in riferimento alle risorse delterritorio, sia dal punto di vista ambientale-naturalistico, sia dal punto di vista delleattività produttive già presenti. Consiste essenzialmente in un sistema di integrazione,di erogazione di servizi di area vasta, però, centrato intorno a questa dimensione urbanadi scala più ridotta. 69
    • Il parco di AlgheroIl parco di Alghero vede Fertilia come la centralità urbana di un sistema distribuito che,oltre a connotarsi come una forma di parco all’interno del territorio agrario, rappresental’intero sistema dei nuclei rurali distribuiti nel territorio visto come la porta alle risorseambientali anche istituzionalizzate. Le borgate diffuse nel territorio si caratterizzanocome accessi per risorse ben definite come per esempio: Santa Maria la Palma neiconfronti del parco di Porto Conte, Guardia Grande e Corea verso Monte doglia e lastessa Fertilia verso lo stagno di Calik, verso il litorale e verso lo stesso Porto Conterimanendo comunque centralità di un parco agricolo. In questa scenario la chiave dilettura è l’integrazione di risorse in termini di natura trasformata e di natura conservatache trova in Fertilia una sua centralità.Gli indici di coerenza tra azioni e scenari hanno come riferimento la medesima scala divalore degli altri indici, ma in questo caso i valori hanno il seguente riferimento: +2 Negativa +1 Insufficiente 0 Neutra -1 Sufficiente -2 Positiva 70
    • S Il polo del turismo La cittadella sportiva Il parco di AlgheroAA1 0 +2 0A2 +2 -1 -1A3 +1 +1 +2A4 0 +1 +2A5 -2 -1 +2A6 +1 -1 +1A7 -2 0 +1A8 +2 -1 -2A9 +2 +1 -1A10 +1 +1 -1A11 -1 +1 0A12 +1 0 0A13 +1 +1 -2A14 -2 -1 0A15 0 -1 +1A16 +2 +1 -1A17 0 0 +1A18 +2 0 -2A19 -1 0 0A20 +2 -1 -2 71
    • 3.3 La sostenibilità delle scelte Sostenibilità delle scelte Dipende da Coerenza/Integrazione Accettabilità/Desiderabilità sociale tra Estratta da Caratteristiche positive/negativeAzioni e Azioni Cosa manca?Scenari Desideri/bacchetta magica Luoghi significativi Vocazioni Questo schema rappresenta il processo cognitivo da cui possiamo ricavare, per ogni scenario proposto, un indice di “sostenibilità” o realizzabilità. La sostenibilità qui non è declinata nell’accezzione classica delle tre dimensioni: ecologica, economica e sociale. In questo caso la dimensione economica non appare e costituirebbe un ulteriore dimensione che bisogna integrare rispetto a questo sistema delle scelte. Qui la sostenibilità è declinata in termini di accettabilità sociale, quindi, una sorta di sostenibilità sul piano politico delle scelte proposte. In altro modo, è considerata sostenibile una scelta che appare ragionevole, che non appare avulsa dal contesto e che non appare avulsa rispetto alle altre scelte che possono concorrere alla formazione o alla realizzazione dell’immagine e della visione del futuro. 72
    • Il processo con cui ricavare l’indice di riferimento è il seguente: 1. Elenchiamo, per ogni scenario, le azioni con indice superiore a 0:S1 = [ A2; A3; A6; A8; A9; A10; A12; A13; A16; A18; A20 ]S2 = [ A1; A3; A4; A9; A10; A11; A13; A16 ]S3 = [ A3; A4; A5; A6; A7; A15; A17 ] Il numero di azioni contemplate da ogni scenario ci fornisce il primo elemento di valore che, opportunamente traslato nella scala di riferimento –2; +2, ci restituisce l’indice di rilevanza: S1 = 11 = +2 S2 = 8 = -1 S3 = 7 = -2Le sequenze ottenute andranno sommate, scenario per scenario, in questo modo: • Coerenza tra azioni • Desiderabilità azioni • Rilevanza di azioniSommatoria del confronto tra azioni presenti negli scenari: S1 = -80 = -2 S2 = 0 = 0 S3 = +24 = +2Sommatoria degli indici di desiderabilità per ogni scenario: S1 = -4 = -2 S2 = 0 = -1 S3 = +2 = +2Dopo aver dato un peso “P” a Coerenza, Desiderabilità e Rilevanza, sviluppiamo laformula che ci consente di ottenere l’Indice di Sostenibiltà di ogni scenario: P1 = 0,5 P2 = 1 P3 = 0,5 IS = f (Coerenza, Desiderabilità, Rilevanza) = P1 coerenza + P2 desiderabilità + P3 rilevanza IS (S1) = (0,5 x –2) + (1 x –2) + (0,5 x +2) = -2 IS (S2) = (0,5 x 0) + (1 x –1) + (0,5 x -1) = -1 IS (S2) = (0,5 x +2) + (1 x +2) + (0,5 x -2) = +2 73
    • Lo scenario che risulta più sostenibile, secondo l’accezione di questo metodo, è il parcodi Alghero, nonostante la vocazione principale di Fertilia sia, secondo gli abitanti, ilturismo, e nonostante abbia l’indice di rilevanza più basso. Lo scenario turistico risultaessere il meno sostenibile, nonostante abbia l’indice di rilevanza maggiore. Ciò che hainfluito maggiormente l’esito è sicuramente il grado di desiderabilità sociale e lacoerenza tra azioni e scenari.Questo esito non vuole delineare, come già detto, lo scenario futuro di Fertilia ma ciconsente di conoscere meglio la realtà di Fertilia e di comprendere quanto un’azionenecessiti di una coerenza con il contesto futuro che va delineandosi, o meglio, che sivorrebbe costruire partecipatamente. Avere un’intenzione forte che sappia guardareoltre il futuro immediato è una prerogativa necessaria, reciprocamente alla volontàcondivisa di perseguire tale intenzione.L’affermarsi di un’immagine di città che riflette il parco lascia supporre che esistano lebasi di consenso sociale per seguire uno sviluppo sostenibile. Lo sviluppo sostenibilenon esclude nessuno degli scenari proposti, anzi, lo scenario futuro potrebbe ancheessere una amalgama dei punti migliori e sostenibili, contenuti nei tre scenari.Il livello locale di Fertilia consente di sondare al meglio le opportunità di uno svilupposostenibile, e non è da escludere che proprio da Fertilia si possa innescare un processoconcreto di svolta verso una comunità all’avanguardia, che meglio legge le necessità ditrasformazione della società, che sappia promuovere la sua immagine e migliorare laqualità di vita sperimentando i modelli futuri di sviluppo sostenibile. In una realtà diduemila abitanti è possibile differenziare quasi totalmente la raccolta di rifiuti, limitarel’uso delle automobili, promuovere un’edilizia all’avanguardia nella riduzione deiconsumi e degli sprechi e mobilitare la totalità della popolazione in questa direzione,verso un patto sociale di comuni intenti.Tutte queste buone aspettative possono concretizzarsi solo se, a partire dall’inizio delprocesso, la comunità voglia essere unita e partecipe attivamente e creda che questa siala strada per un futuro migliore per tutti, “poiché la crescita e il miglioramento di unacittà non sono solo dei suoi edifici, ma della sua Gente, e quindi della Generazione cheverrà.”3535 Geddes Patrick, “Town planning in Patiala City and State” (1922), in Ferraro Giovanni,“Rieducazione alla speranza”, Milano, Jaca Book (1998). 74
    • Fonti delle illustrazioniFigura 1; Valsecchi Enrico A., Fertilia “Anni di Pace Anni di Guerra”, Sassari, ed.Nuova Comunità (1995).Figura 2; Valsecchi Enrico A., Fertilia “Anni di Pace Anni di Guerra”, Sassari, ed.Nuova Comunità (1995).Figura 3; Valsecchi Enrico A., Fertilia “Anni di Pace Anni di Guerra”, Sassari, ed.Nuova Comunità (1995).Figura 4; Valsecchi Enrico A., Fertilia “Anni di Pace Anni di Guerra”, Sassari, ed.Nuova Comunità (1995).Figura 5; Valsecchi Enrico A., Fertilia Storia del territorio seconda parte, Sassari, ed.Nuova Comunità (1997).Figura 6; Relazione conoscitiva del Piano Particolareggiato di Fertilia. (2006)Figura 7; AA. VV. a cura di Lino Aldo, Le città di fondazione in Sardegna ,INU sez.Sardegna, Cagliari, C.U.E.C. (1998), pag. 166Figura 8; AA. VV. a cura di Lino Aldo, Le città di fondazione in Sardegna ,INU sez.Sardegna, Cagliari, C.U.E.C. (1998), pag. 171Figura 9; AA. VV. a cura di Lino Aldo, Le città di fondazione in Sardegna ,INU sez.Sardegna, Cagliari, C.U.E.C. (1998), pag. 168Figura 10; Valsecchi Enrico A., Fertilia Storia del territorio seconda parte, Sassari, ed.Nuova Comunità (1997).Figura 11; AA. VV. a cura di Lino Aldo, Le città di fondazione in Sardegna ,INU sez.Sardegna, Cagliari, C.U.E.C. (1998), pag. 91Figura 12; AA. VV. a cura di Lino Aldo, Le città di fondazione in Sardegna ,INU sez.Sardegna, Cagliari, C.U.E.C. (1998), pag. 90Figura 13; Comune di Alghero, assessorato alla cultura, “Fertilia: un’ipotesi direcupero del moderno”, pag. 15Figura 14; Comune di Alghero, assessorato alla cultura, “Fertilia: un’ipotesi direcupero del moderno”, pag. 15Figura 15; AA. VV. a cura di Lino Aldo, Le città di fondazione in Sardegna ,INU sez.Sardegna, Cagliari, C.U.E.C. (1998), pag. 171Figura 16; Valsecchi Enrico A., Fertilia Storia del territorio seconda parte, Sassari, ed.Nuova Comunità (1997). 75
    • Figura 17; Valsecchi Enrico A., Fertilia “Anni di Pace Anni di Guerra”, Sassari, ed.Nuova Comunità (1995).Figura 18; Valsecchi Enrico A., Fertilia “Anni di Pace Anni di Guerra”, Sassari, ed.Nuova Comunità (1995).Figura 19; Valsecchi Enrico A., Fertilia “Anni di Pace Anni di Guerra”, Sassari, ed.Nuova Comunità (1995).Figura 19; Valsecchi Enrico A., Fertilia “Anni di Pace Anni di Guerra”, Sassari, ed.Nuova Comunità (1995).Figura 20-31; Fotografie dell’autore.Figura 32-34; Immagini realizzate dall’autore.Figura 35-45; Fotografie dell’autore.Figura 46; Davoudi Simon, La partecipazione nella pianificazione per la sostenibilità,Urbanistica n° 120, pag. 121Figura 47; Khakee Abdul, Scenari partecipativi per lo sviluppo sostenibile, Urbanistican°112, pag. 163Fonti emerotecarie: dal 2004 al 2006, archivio del Comitato di Quartiere di Fertilia, recenti www.alguer.it3° capitolo: tutte le immagini presenti sono state realizzate dall’autore. 76