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Presentazione AGENS e gli agenti di sviluppo locale
 

Presentazione AGENS e gli agenti di sviluppo locale

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Scopri chi siamo. AGENS la rete dei professionisti per lo sviluppo locale.

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  • PRIMA DI PARLARE DELLE COMPETENZE COMPRENDERE LA FIGURA DELL’AGENTE ABBIAMO CERCATO DI ARRIVARE AD UNA DEFINIZIONE DI TALE FIGURA PROFESSIONALE PARTENDO DA UN’INDAGINE (2008) UNA, MOLTE IDENTITA’ QUALI COMPETENZE UN PROFESSIONISTA CHE LAVORA IN RETE LA RETE AGENS DA DIRE: RIBADIRE CHE E’ IL PUNTO DI PARTENZA PER UN MONITORAGGIO DELLE ESIGENZE DI PROFESSIONALITà PER LO SVILUPPO LOCALE CON LA TAVOLA FOCUS ESPERTI RIUSCIRE AD INDIVIDUARE TRATTI COMUNI E PROBLEMATICHE RISPETTO ALLE QUALI LAVORARE NELLA PROSSIMA FASE DI QUESTA ATTIVITA’ DI RICERCA CONDOTTA DA AGENS AGENS: OBIETTIVO INTERESSI DEGLI ASSOCIATI. La maggior parte richiede un maggior riconoscimento e una maggior valorizzazione da parte degli enti dove lavorano; una flessibilità che non sia sinomino di precarietà ma un modo di lavorare “moderno” in linea con gli strumenti e le metodologie di sviluppo locale. Valorizzare e puntualizzare le competenze chiave di un professionista dello sviluppo locale attraverso percorsi di formazione informazione e il consolidamento del network di relazioni e interazioni Inoltre, attraverso il COLAP, verificare e mettere in atto le azioni necessarie per soddisfare i requisiti organizzativi e formali richiesti dal decreto ministeriale art.1 (rispetto all’art.26 comma 3 Dlgs 206/2007 (almeno 4 anni; statuto+codice*regolamento; organigramma; elenco soci autocertificato ; definizione attività formativa; elenco sedi regionali o referenti;certificazioni penali)
  • CONSIDERAZIONI INTERESSANTI Bisogno di un riconoscimento normativo: a volte ho l'impressione di essere da solo Per le professioni giovani bisogno di scambio, favorire autodefinizione: chi è agente, cosa fa. E' facile sentirsi esclusi e poco rappresentati. Trattandosi di professioni disomogenee al loro interne bisogna chiarire gli obiettivi e le linee di chi vuole rappresentare AGENTE PARTICIPIO PRESENTE DI AGIRE COLUI CHE FA CHE PRODUCE UN EFFETTO L’agente fa cose concrete non è solo uno studioso, dovrebbe produrre effetti contribuire allo sviluppo..
  • Nell’indicare le motivazioni dell’indagine occorre sottolineare che essa è un primo tentativo pilota finalizzato a comprendere meglio l’immagine di questa nuova figura professionale, competenze e prospettive. Anche per mettere in campo eventuali proposte che potranno permettere di aiutarne la crescita, la collocazione e lo sviluppo. L’indagine verrà successivamente ampliata, anche grazie ai contributi e agli spunti che il panel di esperti coinvolti nel convegno del 5 giugno potrà fornire.
  • Questi dati, se li abbiamo, possono essere correlati ad alcune caratteristiche del nostro lavoro: ad es. se prevalenza giovani – correlato con necessita’ di viaggiare molto per l’Italia, con la novita’ della professione….se prevalenza donne – correlato con la flessibilita’ e precarieta’ del lavoro In Agens: Donne e uomini Età media Donne 34 Età media Uomini 40
  • DA TENERE PRESENTE CHE LAVORANO ANCHE SU Più TERRITORI RIFERIMENTO NAZIONALE ED INTERNAZIONALE RISPETTO ALLA COMUNITA’ PROFESSIONALE FORMEZ DOVE MAGGIORE è LA CONCENTRAZIONE CENTRO SUD E ISOLE IN AGENS LOMBARDIA ER TAA LAZIO TOSCANA SICILIA VENETO
  • Ins cartina geografica del sito di Agens evidenziando le provenienze (proprio citta’ di origine): questo dato ci potrebbe far desumere in quali regioni di italia principalmente e’ percepita dagli studenti l’esigenza di questa figura professionale e la spinta a muoversi verso altre per acquisirne le competenze e in taluni casi per svolgerne la professione, in altri per fare ritorno nel paese di origine e mettere in pratica quanto acquisito.
  • L’agente di sviluppo proviene da diversi corsi di laurea. In prevalenza e’ laureato in economia e commercio e in scienze politiche (25% economia e commercio, 20% scienze politiche), ma vi sono anche provenienze dalla facolta’ di giurisprudenza (9%), lettere (9%),architettura e urbanistica(3%). SPECIFICARE ALTRO (SCIENZA INFORMAZIONE, ….SCIENZE TURISTICHE
  • Solo il 9% utilizza il termine Agente di sviluppo per indicare la propria professione
  • NOTA: E’ POSSIBILE CHE UN SINGOLO AGENTE SIA PRESENTE SU PIU’ REGIONI Esprime la flessibilità e mobilità dell’agente di sviluppo locale. In generale, riferimento a tutto il territorio nazionale
  • 4% Pianficazione territoriale 8% Pianficazione strategica 10% marketing territoriale 3% comunicazione 7% Sviluppo turistico e culturale 5% Organizzazione eventi 3% Sviluppo sostenibile 7% Progettazione integrata 2% Sviluppo rurale 3% Sviluppo urbano 6% Internazionalizzazione 11% Programmi europei 7% sviluppo imprese e innovazione 2% Politiche lavoro 4% Formazione PA 8% Studi e ricerche 6% Programmazione negoziata 6% altro
  • NOTA CHE NON E’ STATA CONSIDERATA L’APPARTENENZA AD AGENS
  • Una tassonomia delle attività dell’agente di sviluppo locale per ruolo e contenuto dell’attività Paolo rizzi, Essere agenti di sviluppo locale, 2010 2.Pratiche e strumenti di lavoro In questo secondo paragrafo proviamo a specificare meglio le attività dell’agente di sviluppo locale, non più a partire dalle teorie dell’economia regionale, ma dalle evidenze raccolte in questi ultimi decenni in cui le esperienze di sviluppo locale (in Italia) si sono cristallizzate in percorsi interessanti di pianificazione strategica, marketing territoriale, strumenti di programmazione locale, attività di valutazione delle politiche su scala sub-nazionale. Partiamo con una prima tassonomia delle diverse attività in cui distinguiamo i differenti possibili ruoli dell’agente, quale analista territoriale, progettista di piani (pianificatore) o azioni specifiche (project manager), accompagnatore e facilitatore di percorsi partecipativi, ed infine valutatore ancora di politiche singole o piani. L’asse della matrice considera gli oggetti di lavoro dell’agente che si possono differenziare Tra topics strettamente economici (imprese, settori, analisi di bialncio) a topic sociali (servizi sociali, terzo settore, volontariato) o topic istituzionali (enti locali, enti e politiche pubbliche, interventi istituzioni locali) I confini sono spesso sovrapponibili specie nel caso di analisi, definizione accompagnamento e valutazione di piani pubblici.
  • UNA TASSONOMIA DELLE METODOLOGIE ADOTTATE DALL’AGENTE PER RUOLO E STRUMENTO L’altro asse della matrice tassonomica considera gli “oggetti” di lavoro dell’agente di sviluppo locale che si possono differenziare tra topics strettamente economici (imprese, settori, analisi di bilancio), più prettamente sociali (terzo settore, servizi sociali, volontariato) o più complessivamente istituzionali (enti locali, politiche pubbliche, interventi delle istituzioni locali). Ovviamente i confini semantici di questa attività risultano spesso labili e sovrapponibili, soprattutto nel caso di analisi/definizione/accompagnamento/valutazione di piani e programmi pubblici, laddove spesso intervengono parti analitiche sia economiche, che sociali e istituzionali, oppure parti di valutazione che toccano le tre sfere dello sviluppo territoriale. Ancora può essere utile provare a declinare le diverse attività anche per strumenti e metodologie adottate. Si passa così dalle tradizionali analisi statistiche che utilizzano i dati provenienti da fonti ufficiali amministrative e non, attraverso un lavoro desk di elaborazione quantitativa ed interpretazione qualitativa, alle indagini ad hoc mediante analisi sul campo con interviste personali, telefoniche o postali (sempre più anche via web) per quanto concerne le attività di analista, che punta all’elaborazione di analisi SWOT (punti di forza e debolezza, di opportunità e minacce) o analisi PEST (Politica, Economica, Sociale e Tecnologica) che sono utilizzabili sia a livello di singola impresa/settore che di sistema locale più in generale [1] . Per quanto concerne invece il ruolo di progettista territoriale, sia a livello di singolo intervento che di piano o programma locale, le metodologie possibili vanno dall’individuazione (collettiva e condivisa) di vision, strategie, azioni in un processo ad albero che passa via via dagli obiettivi macro generali fino all’elaborazione progettuale più puntuale. Di qui le tecniche per l’emersione, la selezione e la gerarchizzazione di assi strategici e progetti, che naturalmente si sovrappongo al ruolo di accompagnatore e facilitatore di processi partecipativi (dai piani strategici ai piani di zona, dai piani territoriali di area vasta ai bilanci di mandato). Gli strumenti della partecipazione sono in profondo mutamento, sia sulla spinta della normativa urbanistica e territoriale (dalle legge 142 alla programmazione negoziata fino alle nuove leggi regionali in materia urbanistica che sempre più richiedono il coinvolgimento degli stakeholder locali a livello strategico). Si possono in questo caso individuare percorsi di democrazia rappresentativa, in cui gli strumenti principe rimangono gli enti ad essa deputati (organi degli enti locali) ma vanno integrati con le nuove forme di rappresentanza non elettiva (categorie economiche, sociali, culturali, ambientaliste, dei consumatori, etc.). Per queste ultime il rischio di neocorporativismo o enfatizzazione di intersessi “forti” e precostituiti va in ogni caso corso per evitare di perdere pezzi di società o economia comunque rappresentativi del mondo reale spesso non intercettato dai canali istituzionali elettivi (consigli comunali e provinciali nonché delle autonomia funzionali quali Camere di Commercio). Occorre tuttavia “compensare” il peso di questi attori comunque istituzionali attraverso la “voce” di categorie e fasce di popolazione altrimenti incapaci di “parlare”, quali categorie non adeguatamente o formalmente rappresentate (valgano come esempi evidenti i lavoratori interinali o i giovani). Ma la nuova sfida della democrazia dal basso oggi è senza dubbio costituita dalle nuove forme di democrazia assembleare diretta e da quelle di democrazia deliberativa (Fishkin 2003, Commissione Europea 2001, OECD 2001). Nel primo caso si fa riferimento al cosiddetto modello di Porto Alegre, dalla città brasiliana che per prima ha istituzionalizzato queste metodiche attraverso la costruzione collettiva di bilanci partecipativi, con la partecipazione libera e senza criteri di selezione dei partecipanti, di cittadini di qualunque età, sesso, professione. Il limite di queste esperienze è legato proprio al carattere volontario e libero della selezione dei partecipanti, che a livello teorico potrebbe portare a composizioni degli attori coinvolti del tutto bias rispetto alle caratteristiche dell’universo della popolazione coinvolta. A queste forme di democrazia assembleare appartengono anche i percorsi di e-democracy (Censis 2004, Rizzi-Visai 2007) e di Agenda 21 [2] . Da ultimo iniziano ad essere esperite anche nuove forme di democrazia deliberativa, attraverso giurie popolari o forum telematici “guidati”, dove la selezione dei partecipanti avviene attraverso tecniche di campionamento casuale stratificato per rispettare in qualche modo le caratteristiche socio anagrafiche della popolazione di riferimento., Queste esperienze in Italia sono ancora rare, con i primi casi a Torino, Bologna (con finalità scientifiche derivate progetti di ricerca universitaria) e Roma, Piacenza (per valutazioni di progetti o bilanci di mandato) mentre all’estero ormai si conta una casistica amplissima in Francia e negli Stati Uniti. Il dato molto stimolante di queste esperienze è costituito dalla forza coinvolgente e motivante del dibattito collettiva, previa opportuna informazione: si costruiscono così panel e sessioni di confronto in cui il rispetto delle opinioni altrui non è influenzato dall’inquinamento delle parti politiche (come purtroppo avviene nelle aule consiliari elettive) e soprattutto la deliberazione collettiva viene costruita e rinnovata grazie alla capacità persuasiva e argomentativa proprio del confronto tra semplici liberi cittadini. Infine sul fronte delle attività di valutazione, accanto alle analisi di benchmarking e tramite questionario, si utilizzano spesso metodologie quantitative (parametriche e non parametriche, con dati oggettivi e di percezione, con indicatori puntuali e sintetici o fattoriali). Anche in questo caso difficilmente il ruolo di valutatore può essere esercitato in modo del tutto asettico e “lontano” dagli attori territoriali,per l’esigenza di costruire quadri valutativi condivisi e comunque riferibili agli stakehoder locali. [1] In realtà le metodologie delle analisi swot o pest richiederebbero il passaggio dell’agente di sviluppo locale da semplice analista ad accompagnatore e valutatore per la necessità di costruire questi quadri conoscitivi anche e soprattutto attraverso la validazione collettiva dei primi risultati emersi dalle analisi desk e sul campo. [2] Proprio per il loro carattere volontario e libero queste forme di democrazia assembleare sono spesso confinate a individui nel caso della e-democracy adeguatamente ICT-skilled , nel secondo caso sensibili ai temi ecologici, lasciando lontane rispettivamente le persone che soffrono di digital divide o le categorie economiche e talora politiche.
  • Chi sono i datori di lavoro ovvero dove è più facilmente collacabile Se teoricamente lo sbocco naturale dovrebbe essere l’ente locale stesso o le autonomie funzionali o le agenzie di sviliuppo in realtà VINCOLI ORGANIZZATIVI E TRADIZIONE ADMINISTRATION ORIENTED DELLA PA limitano le prestazioni creative sia per la formazione sia perl e competenze acquisite nella propria esperienza Anche i funzionari delle associazioni possono diventare agenti di sv loca quando però le spinte di legittima rappresentanza degli interessi o hobby non prevaricano su propensioni e sguardi collettivi e plurali Collocazione nella libera professione o società di consulenza: tuttavia la commessa può influenzare la neutralità dell’agente soprattutto quando hanno ruolo di di progettista o valutatore In base all’esperienza negli ultima nni la collocazione dell’agente nella libera professione o società di consulenza è diffsua per le attività di analisi accompagnamento e valutazione, laddove negli enti pubblici e associazioni il ruolo di facilitatore (team building, consensus building, emporwement appare davvero poco diffuso Ne conseguono relazioni pericolose tra agent e committente specie quando i progetti o le valutazion tendono ad essere appiattite sul disegno e volontà del cliente

Presentazione AGENS e gli agenti di sviluppo locale Presentazione AGENS e gli agenti di sviluppo locale Presentation Transcript

  • AGENS LA RETE DEI PROFESSIONISTI PER LO SVILUPPO LOCALE Pavia, 17 maggio 2012 Carmen RagnoAssociazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • Se volete andare in fretta, andate soli. Se volete andare lontano, andiamo insieme.Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • Cosè AGENSNasce nel 2004 su idea di un gruppo di giovani professionistiche si erano incontrati durante la prima edizione (2003) delMaster in marketing territoriale (Mumat) all’Università Cattolicadi Piacenza ed in stretta collaborazione con lAteneo stesso e ilLEL Laboratorio di Economia Locale.E un network di professionisti di formazione ed esperienzaeterogenea che agiscono nei diversi campi ascrivibili allosviluppo locale con l’obiettivo di promuovere la figuradellAgente di sviluppo localeLe persone che la compongono sono il motore e la forza diAGENS. Sono professionisti diffusi su tutto il territorionazionale. Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • La missionSe volete andare in fretta, andate soli. Se volete andarelontano, andiamo insieme.Creare una rete di professionisti settorialmente trasversale, perpromuovere la riflessione, il dibattito, la promozione culturale, laformazione continua e lofferta di servizi e progetti a favore dellosviluppo locale sostenibile in tutti i suoi campi.Far riconoscere il ruolo dei professionisti per lo sviluppo localecome interlocutori nei processi di negoziazione, programmazione edefinizione delle strategie di sviluppo.Promuovere forme stabili di relazione con tutti i soggetti che a variotitolo intervengono nel processo di crescita, quali Università, Enti edAmministrazioni Pubbliche, professionisti, esperti e studiosi. Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • Servizi ai SociAGENS.NET•Una comunità riconosciuta di professionisti che nasce per trovarerisposte comuni a problemi inerenti i vari campi di attività dellosviluppo locale, turistico, del marketing territoriale e delriconoscimento professionale dellAgente di sviluppo locale.•Un servizio continuativo di informazione e scambio di esperienze trai propri Soci che con il loro apporto attivo accrescono costantementeil proprio senso d’identità professionale e creano una proficua rete discambio di informazioni e opportunità utili.•Il riconoscimento della figura professionale dellAgente di sviluppolocale ed è per questo iscritta al COLAP e alla Rete delleProfessioni, bacini di contatto e di know how al servizio di tutti i nostriassociati. Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • AGENS.LEARNINGPartecipazione gratuita o in forma agevolata a convegni, seminaritematici e corsi di formazione realizzati dall’Associazione o inpartnership con altri Enti, dal Master MUMAT e dell’UniversitàCattolica.AGENS.MAILINGCon il proprio database di contatti, offriamo un servizio di diffusionedelle iniziative realizzate dai nostri membri e informiamo i nostriassociati rispetto agli appuntamenti utili del settore. Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • AGENS.BOOKSpazio che ospita il profilo professionale dei soci, tramite il qualecaricare contenuti da rendere pubblici o condividere con gli altrimembri AGENS. AGENSBook ospita unarea che consente di crearevirtualmente gruppi di lavoro su tematiche e progetti definiti, diinvitare i membri che si desidera coinvolgere e monitorare lo stato diavanzamento dei lavori.AGENS.PLACEMENTUna significativa ed efficace risorsa di aggiornamento dellecompetenze professionali dei soci attraverso un databaseconsultabile via web e ricercabile, a richiesta, da aziende oPubbliche Amministrazioni. Una corsia preferenziale peressere informati in merito a possibilità di collaborazione nelsettore. Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • Servizi agli attori del territorio•Un Consiglio Direttivo a livello nazionale, composto da professionisti dipluriennale esperienza, disponibili a rispondere ai vostri quesitisullAssociazione, sui Membri che la compongono e le competenze che essipossono mettere in campo per sviluppare e portare a termini i vostri progetti sulterritorio, anche i piu` complicati.•Una rete di Referenti Regionali, a disposizione per raccogliere le vostredomande, le vostre proposte di collaborazione con lAssociazione per larealizzazione di seminari, eventi e progetti a livello locale.•Una diffusione capillare dei propri associati su tutto il territorio nazionale concompetenze e esperienze patrimonio inestimabile di conoscenza per gli attoriche operano sul territorio e necessitano di supporto per la realizzazione edimplementazione dei propri progetti.•• Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • AGENS • 50 soci dislocati sul territorio nazionale • Il primo Centro di Competenze in Italia al servizio dello sviluppo locale, nel quale ogni attore, soggetto territoriale può trovare un partner serio ed affidabile. Sito internet: www.agensviluppo.org Area riservata AGENSBook con pubblicazione profilo, articoli e creazione tavoli di lavoro virtualiAssociazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • AGENS 2.0 Gruppo 143 membri www.agensviluppo.com Fan page 122 like @agensviluppoAssociazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • AGENS sul territorioAssociazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • L’agente di sviluppo locale • Figura professionale nuova, con competenze diverse, difficile da inquadrare e regolamentare • Professionista che lavora per piu` committenti (enti pubblici o soggetti privati), flessibile, dinamico, che fronteggia le criticita` del contesto economico, culturale e sociale tenendo conto della varieta` di strumenti e di leggi, di interessi specifici da mediare per innescare percorsi e reazioni di sviluppo locale • Professionista che “a volte si sente solo” e che si riconosce in AGENSAssociazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • IDENTIKIT DELL’AGENTE DI SVILUPPO LOCALE Un agente giovane e dinamico/a Un agente che fornisce consigli ma non solo Un agente flessibile ed anche un po’ precario Un agente specializzato e competente Un agente consapevole della propria utilità..... ..ma che a volte si sente incompresoUn agente consapevole della necessità di un soggetto che sappia rappresentarlo Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • L’AGENTE DI SVILUPPO Al lavoroINDAGINE 2008QUALITATIVA ATTRAVERSO UNA SERIE DIINTERVISTE AD ATTORI DELLO SVILUPPO LOCALEQUANTITATIVA TRAMITE QUESTIONARIO Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • CHI E’: ETA’ E GENEREDonne e uomini ETA’ MEDIA 35-45 ANNI UN AGENTE “GIOVANE” Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • DOVE SONOUN AGENTE DINAMICO E SEMPRE IN MOVIMENTO Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • DA DOVE “LOCALE MA APERTO AL CONTESTO NAZIONALE ED INTERNAZIONALEAssociazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • TIPOLOGIA DI LAUREAUN AGENTE NON SOLO ECONOMISTA...Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • POST-UNIVERSITA’L’89% dei soggetti intervistati ha una specializzazione post laurea: il 78% di tipomaster, il 13% un dottorato e il 9% un corso post laurea. I principali master diprovenienza sono… ...MA MOLTO SPECIALIZZATO Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • COME OPERA UN AGENTE CHE FORNISCE CONSIGLI MA NON SOLO...Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • DOVE LAVORANO..E CHE LAVORA ANCHE PER PIU’ COMMITTENTI Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • TIPO DI CONTRATTO PREVALENTE “TUTTA LA VITA DAVANTI” DAVANTI Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • SETTORE DI ATTIVITA’ UN AGENTE CHE SEMINA IN MOLTI CAMPIAssociazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • ORDINI/ALBI PROFESSIONALI.. E NON SEMPRE ISCRITTO AD ORDINI O ALBI PROFESSIONALI Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • COMPETENZE PER AREE SVILUPPO LOCALE Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • COMPETENZE CRITICHE AI FINI DELLA PROGRAMMAZIONE 2007-2013 Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • AREE DI ATTIVITA’ DELL’AGENTERu ol o Ogg et t i econo m i ci Ogg et t i soci al i Ogg et t i i st i t u zi on al iAn al i st a -analisi dei sistemi locali -analisi del welfare -analisi delle politiche -analisi dei settori locale territoriali produttivi a livello locale -analisi della coesione -analisi della domanda e -analisi di bilancio sociale e del capitale dell’offerta di servizi sociale pubbliciPr oget t i st a/ -studi di fattibilità -studi di fattibilità -studi di fattibilitàpi an i f i cat or e tecnico-economica di tecnico-economica di tecnico-economica di interventi ec. interventi soc. infrastrutture -business plan -business plan -business plan -costruzione -costruzione -costruzione piani/ programmi di piani/ programmi di piani/ programmi settore/ impresa settore/ servizi territoriali/ strategiciAccom pagn at or e/ -organizzazione di -organizzazione di -gestione forme dif aci l i t at or e focus-group/ Delphi tra focus-group/ Delphi democrazia deliberativa operatori economici operatori soc. (bilanci partecipativi, -ricerca/ intervento per -ricerca/ intervento per giurie popolari) operatori/ categorie ec. operatori/ categorie -supporto a percorsi di -percorsi di sociali pianificazione strategica pianificazione settoriale -supporto a percorsi di (comparti economici) pianificazione settorialeVal u t at or e -benchmarking tra -benchmarking tra -valutazione di efficacia e prestazioni di prestazioni di efficienza di politiche imprese/ settori imprese/ settori sociali -valutazione ex-ante, in economici -analisi di customer itinere e ex-post di piani -analisi di customer satisfaction per e politiche satisfaction per imprese/ categorie -analisi di customer imprese/ categorie sociali satisfaction degli utenti economiche Paolo Rizzi, Essere Agenti di sviluppo locale, Agens 2010 Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • STRUMENTI E METODOLOGIE DELL’AGENTE AL LAVORORuolo St r um en t i e m et odol ogi e di lav or oAnalist a -analisi statistiche desk -indagini sul campo (interviste, sondaggi, focus-group) -analisi swot e pest -analisi fattorialePr oget t ist a/ -disegno di vision/ strategie/ obiettivi/ azionipianif icat or e -selezione progetti -business plan -analisi costi.beneficiAccom pagnat or e/ - focu-groupf acilit at or e -metodo Delphi -assemblee/ giurie popolari -forum telematiciValut at or e -benchmarking -indagini questionarie -analisi parametrica/ non parametrica -modelli econometrici -analisi multidimensionali/ fattoriali Paolo Rizzi, Essere Agenti di sviluppo locale oggi, Agens 2010 Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • GLI SBOCCHI PROFESSIONALI PER RUOLORuolo Ent i pubblici locali e Associazioni di Libera pr of essione e aut onom ie funzionali cat egoria societ à di consulenzaAnalist aProget t ist a/pianif icat or eAccom pagnat or e/Facilit at or eValut at or eVincoli -dipendenza dalla -dipendenza da -dipendenza dai politica interessi corporativi committenti -scarsa cultura della -scarsa cultura -mito dell’oggettività partecipazione e valutazione valutazione Paolo Rizzi, Essere Agenti di sviluppo locale oggi, Agens 2010 Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
  • AGENS Carmen Ragnocragno@agensviluppo.org www.agensviluppo.orgAssociazione degli Agenti di Sviluppo Locale