Grazie Benedetto

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Speciale sull'ormai papa emerito Benedetto XVI, inserto di "Avvenire"

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Grazie Benedetto

  1. 1. Supplementoad Avvenire del24 febbraio 2013 I pilastri della cattedrale MARCO TARQUINIO Ager,innamorato diad ascoltare e ad saggio Josephfedeeedi- bbiamo imparato ragione, amare il nostro Papa Benedetto XVI, come uomo di Cristo e, perciò, Ratzin- cercatore di fensore della verità profonda che unisce e fa bella e degna la vi- ta degli uomini e delle donne. Per questo, spesso e con ammi- razione, anch’io mi sono ritrovato a pensare a lui come a un grande "costruttore di cattedrali". Un costruttore gentile e for- te, che s’è messo all’opera senza paura in anni segnati dai di- struttori che hanno insanguinato il cuore del Novecento, che hanno raggelato di vuoto e di terrore i decenni del dopo-ato- mica, che hanno preteso di fare dell’«io» il nuovo «dio». Un co- struttore lucido e paziente, capace della perizia e della gioia, dell’onestà e dell’assoluta pulizia necessarie per tenere aperto, nel tempo e nella città dell’uomo, il cantiere infinito della "ca- sa" di Dio e del "cortile" di civiltà, offerto a tutti, che le sta sem- pre accanto. Un costruttore così consapevole dell’importanza di coronare l’opera – per Colui al quale è destinata, e per la co- munità che ha guidato per anni nella bella fatica – da coronare di rinuncia e silenzio la propria dedizione, consegnandosi al la- voro cristiano più prezioso e nascosto, quello della preghiera. Passano i giorni, e la scelta del Papa continua a toccarci nel Non può essere venduto separatamente dal numero odierno del quotidiano profondo, a commuoverci, a scuoterci. E fa risaltare il nitore e la saldezza dei pilastri della "cattedrale" che Benedetto XVI ha Poste Italiane Sped. in A.P DL 353/2003 cov. L. 46/2004, art. 1, c1, DCB Milano . costruito con noi e per noi e che ci chiama a continuare a co- struire secondo il piano del Padre e con infinito amore per l’u- manità che il Figlio ha fatto per sempre sua. Qui, oggi, rac- contiamo di tutto questo. E per tutto questo, semplicemente, diciamo grazie. © RIPRODUZIONE RISERVATA NULLA PER SÉ TUTTO PER CRISTO GRAZIE ANGELO BAGNASCO opo l’inattesa rinuncia di Benedetto DXVI affioranocommosso la Chiesasen- mondo, che ha d’impulso ricordi e e il timenti. Anche nel mio animo si affollano pensieri e immagini, gesti e parole che han- no segnato il mio servizio alla Chiesa e, in- nanzitutto, la mia vita di credente. In quan- to cardinale e come presidente della Cei, ho avuto la grazia e la gioia di poterlo in- contrare più volte. Ogni volta, sentivo che il carisma petrino di confermare la fede mi aveva segnato. E quanto più l’attenzione affettuosa sulla Chiesa che è in Italia, e la BENEDETTO mitezza della sua parola erano visibili, tan- to più la conferma era chiara e vigorosa. Rincuorava il cammino con il calore della sua paternità universale e sollecitava nel- la verità del Vangelo da vivere con radica- lità e da annunciare con gioia. Se posso o- sare, mi ha da subito colpito la libertà in- teriore di quest’uomo venuto dal nord, che Cristo aveva scelto come Successore di Pie- tro. Una libertà - pensavo - possibile solo quando il cuore batte con quello di Dio e non si ha nulla da affermare di sé. La di- screzione del tratto, la naturale riservatez- za sembravano il desiderio di distogliere l’attenzione dell’interlocutore dalla sua persona: come un dito puntato su Cristo. L’urgenza di annunciare che Gesù è il Si- gnore della vita e della speranza, infatti, è l’urgenza che ha ispirato tutto il suo pon- tificato. L’annuncio in un mondo che cam- bia vorticosamente, fino a voler ridefinire i fondamenti dell’umano, richiede una fe- de pensata capace di parlare alla moder- nità con serena chiarezza. I suoi interven- ti - dalle omelie ai discorsi, dalle encicliche ai libri - sono un esempio di amore, di lu- cidità di pensiero e di metodo, a cui guar- dare come luminoso riferimento per con- tinuare nel dialogo con l’uomo contempo- raneo. Egli è alla ricerca - magari incon- scia - del senso ultimo del vivere e delle ragioni del credere con le sue implicazioni morali. L’emozione con cui viviamo la decisione u- mile e ferma di Benedetto XVI si associa a un profondo senso di riconoscenza per il suo ministero a servizio della Chiesa e del mondo. Vorremmo che il Santo Padre sen- tisse ora, più forte che mai, l’abbraccio dei Vescovi italiani. Insieme alle loro comunità, si stringono a lui con affettuosa gratitudi- ne per l’esempio, e per la parola segnata dall’autorità di Pietro e dalla dolcezza di Benedetto. © RIPRODUZIONE RISERVATA Interventi di Francesco Botturi, Joseph Weiler, Carlo Cardia, Elio Guerriero, Pierangelo Sequeri, Davide Rondoni, Stefano Zamagni, Enzo Bianchi, Salvatore Mannuzzu, Francesco Totti, Paolo Portoghesi, Antonia Arslan, Pupi Avati Interviste a Walter Kasper, Monique Baujart, Jeffrey Lena, Bartolomeo I, Rowan Williams, Samir Khalil, Riccardo Di Segni
  2. 2. 2 Domenica, 24 febbraio 2013 Quante lezioni LO STILE Il coraggio di affrontare la «religione» della laicità sulla cultura della fede SALVATORE MAZZA Pmodo,Londra,paradigmiE,didall’altra parteciascuna a suo arigi, quasi Berlino. dell’Atlantico, New York. Città-simbolo, quel mondo contemporaneo che ha scelto di vivere "come se Dio non esistesse". Che è qualcosa di molto diverso, più subdolo e, per molti versi, più arido, dell’ateismo: perché Dio non lo ignora ma, semplicemente, lo mette DI FRANCESCO BOTTURI di lato. Orpello da tollerare, forse da sopportare, in ogni caso da escludere da qualsiasi ruolo pubblico, senza U n aspetto non secondario del va- riconoscergli né peso né valore. Sul quale si può sempre sto magistero di Benedetto XVI ri- scherzare, anche pesantemente, salvo poi meravigliarsi, guarda il rapporto tra la cultura u- addirittura indignarsi, se poi qualcuno se ne ha a male, mana e la civiltà, e in questo il ruolo sto- in nome di quella nuova rico e teologico della fede cristiana. Que- religione chiamata laicità sta infatti, come aveva insistito ad affer- per cui non serve fede ma mare Giovanni Paolo II, non si dà mai che non disdegna il disgiunta da un impegno culturale, che fanatismo. scaturisce dall’intimo della fede stessa in Non c’è stato nulla di quanto origine e fondamento di una vi- casuale nella scelta di sione del mondo che illumina ogni a- Benedetto XVI di portare spetto dell’esperienza umana. La "cul- proprio nel cuore di tura della fede", poi, porta in sé un ine- queste città i discorsi più vitabile germe di civiltà, cioè una forza densi del suo pontificato. vitale in grado di plasmare, integrando, Con Elisabetta II Sfidando la cultura, l’idea innovando e inventando, le strutture fon- "moderna" di democrazia, damentali della convivenza storica tra la politica, il concetto di coesistenza tra i popoli non sul gli uomini. Non si tratta di un progetto terreno delle posizioni preconcette e contrapposte, ma di conquista e di dominio, ma della i- su quello che, nel suo pensiero, vede fede e ragione nevitabile efficacia evangelica di un "lie- quasi obbligate a declinarsi l’una con l’altra, l’una vito che fa fermentare tutta la pasta". Ed nell’altra, indissolubilmente, naturalmente legate come è, perciò, secondo le leggi del lievito – sono. Parole chiare, semplici; immagini a volte nascosto ma attivo, minoritario ma on- folgoranti come quando, a Westminster Hall, ricordando nicomprensivo, lento ma duraturo – che gli sforzi fatti per salvare il germe della fede trova espressioni cul- le banche in quanto turali e getta le basi di una civiltà. In que- troppo grandi per fallire, sto aspetto del magistero vengono ri- disse: «Certamente lo cordate tali verità, che sembrano così sviluppo integrale dei sproporzionate per un cristianesimo che popoli della terra non è si sente spesso culturalmente margina- meno importante: è le e quasi espulso da un progetto di ci- un’impresa degna viltà, mentre il Papa sembra invece vo- dell’attenzione del ler ricordare che esse non sono presun- mondo, veramente tuosi resti di una mentalità "costanti- “troppo grande per niana" e trionfalista, ma esigenze inevi- fallire”». Spiazzando tabili di una fede non ridotta e decurta- Onu: con Ban Ki Moon continuamente ogni ta nel suo significato proprio. Piuttosto, attesa, previsione, si tratta di comprendere bene in che co- commento. E senza mai sacrificare nulla all’altare laico sa consista tale logica del lievito e come del politicamente corretto così come, dal versante essa agisca all’interno di una condizio- dizioni religiose, possono intrattenere da risolvere, ma un fattore che contri- umani (1948), infatti, fu di aver reso pos- contrario, senza concedere nulla al fondamentalismo ne storica e culturale secolarizzata, spin- rapporti con le istituzioni pubbliche del- buisce in modo vitale al dibattito pub- sibile una convergenza di diverse cultu- confessionale. Benedetto XVI ha scelto la strada del ta sino ai suoi esiti peggiori, relativisti e le società secolarizzate; come cioè, la cul- blico nella nazione», per cui ogni «mar- re, ordinamenti e istituzioni «attorno a dialogo col mondo a partire da quella ragione che, nichilisti, che sembrano prevalere oggi tura delle fede, germe di rinnovata ci- ginalizzazione» della religione è un sin- un nucleo fondamentale di valori e, come è capace di illuminare la fede, a sua volta può sui suoi esiti migliori. viltà, contribuisca alla maggior verità del- tomo di crisi di una società democrati- quindi, di diritti». Nel discorso al Parla- essere da questa illuminata. Scegliendo la strada A questo fine assumono un rinnova- le istituzioni della stessa civiltà secolare ca, segnale di un’incapacità di gestire pro- mento federale tedesco Benedetto XVI faticosa di comunicare direttamente con tutte le to significato quattro grandi discorsi, e secolarizzata. duttivamente per la nazione i «diritti fon- discute con impegno l’idea di natura a persone, credenti e non, in un modo che nessuno aveva pronunciati da Benedetto XVI in luo- Nel discorso alle autorità civili in West- damentali della libertà religiosa, della li- proposito dell’uomo, evidenziando che tentato prima. ghi altamente significativi, di cui pos- minster Hall (Londra, 17 settembre berà di coscienza e di associazione». solo un pregiudizio «positivista», che ri- Salutandolo alla sua par- siamo riprendere solo qualche punto 2010), durante il suo viaggio nel Regno Nei due altri discorsi all’Assemblea del- duce alla conoscenza scientifica ciò che tenza dal Regno Unito, il essenziale. Unito, il Papa pone l’interrogativo «sul le Nazioni Unite (New York, 18 aprile dell’uomo si può sapere, è obiezione a premier britannico David Al Collège del Bernardins (Parigi, 12 giusto posto che il credo religioso man- 2008) e al Parlamento federale tedesco riconoscere che la natura corporea e spi- Cameron, in un discorso settembre 2008), luogo legato alla gran- tiene nel processo politico» e, in corre- (Berlino, 22 settembre 2011) Benedetto rituale dell’uomo porta in sé indicazio- improvvisato, disse: «Lei ci de cultura monastica medievale, il Papa lazione con questo, su quale sia il giu- XVI approfondisce un tema tipico del ni fondamentali per agire in modo mo- ha dato davvero qualche svolge una profonda riflessione sull’ori- sto fondamento dei «princìpi morali che magistero papale contemporaneo, quel- rale. In fondo l’idea di una legge mora- cosa su cui riflettere». Po- gine della cultura e della cultura cristia- sostengono il processo democratico». Le lo di un’etica personalista fondata sulla le istruita dalla «natura umana» porta in trebbero sembrare, rilette na quale matrice della stessa cultura oc- due prospettive convergono, perché è "legge naturale"; tema difficile e ostico sé l’elementare messaggio che «l’uomo adesso su una pagina di cidentale. Nella grande, millenaria e- proprio della religione il «purificare e alla cultura contemporanea, ma che nel non crea se stesso» e non può decidere giornale, semplici parole di sperienza del monachesimo occidenta- gettare luce sull’applicazione della ra- contesto dei discorsi che abbiamo con- arbitrariamente di sé: basilare senso re- Berlino: al Reichstag circostanza. Ma chi ricorda le di impronta benedettina il Papa vede siderato assume ligioso che fa parte del «patrimonio cul- il tono, e la faccia, di Came- un paradigma della cultura della fede. tutta la sua im- turale dell’Europa» e ne esprime «l’intima ron in quel momento, sa molto bene che non lo erano. Un paradigma paradossale, perché tan- to più efficace quanto meno program- il filosofo portanza. Qui si misura infatti la identità». © RIPRODUZIONE RISERVATA Salvatore Mazza © RIPRODUZIONE RISERVATA mato per realizzare una grande opera portata dell’i- storica: «Non era loro intenzione di crea- Botturi: a Parigi, stanza che la cul- re una cultura e nemmeno di conserva- tura della fede a- re una cultura del passato». La motiva- Londra, New York e vanza nei con- NEI NUOVI MEDIA zione del lavoro culturale della grande Berlino quattro discorsi fronti della cul- tradizione monastica non era culturale, ma di fede, di una fede dinamica, fon- sul cristianesimo tura secolarizza- ta, quella cioè di Con Twitter verso il «prossimo digitale» data nella certezza e aperta alla ricerca di non rinunciare Dio, quaerere Deum: «Nella confusione generatore di civiltà alla centralità orse è la domanda più spiazzante, per chi non è nativo digitale (i più giovani di certo non si dei tempi in cui niente sembrava resi- stere, essi volevano fare la cosa essen- ziale: impegnarsi per trovare ciò che va- Francesco Botturi gione nella scoperta dei princìpi morali dell’uomo e alla normatività del- la sua natura personale. Come, su un ver- F pongono il problema): «Chi è il mio "prossimo" in questo nuovo mondo?». Chi è il "prossimo" nel mondo della rete, dei social network, della miriade di incontri senza volto dei nostri giorni? Il Papa poneva questa domanda essenziale nel Messaggio per la Giornata delle le e permane sempre, trovare la Vita stes- oggettivi», soprattutto nel caso della «tra- sante, il Papa afferma l’importanza del- comunicazioni sociali del 2011 («Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale»), in cui sa». È il paradosso della fede che dà frut- dizione cattolica» che ritiene che «le nor- le religioni nello spazio pubblico delle delineava uno "stile cristiano" per stare sul Web. La risposta verrà due anni più tardi, il 12 to oltre se stessa, solo nella misura in cui me obiettive che governano il retto agi- istituzioni secolari e secolarizzate e la ri- dicembre 2012, quando Benedetto XVI ha lanciato nel World Wide Web il primo tweet firmato essa è cercata e vissuta per se stessa, per re siano accessibili alla ragione, prescin- levanza della correlazione di ragione e @pontifex_it. Con il suo clic sul tasto "invia" il Papa più che ottuagenario ha indicato che nel il suo valore di "vita eterna". Insegna- dendo dal contenuto della rivelazione», religione affinché tale ruolo pubblico sia mondo dei media digitali tutti sono "prossimo". Il suo voler essere accanto ai navigatori del terzo mento fondamentale per una fede co- in opposizione a ogni «fondamentali- svolto e accolto correttamente, così, su millennio non è un semplice "stare al passo con i tempi", bensì il cercare «le menti e il cuore» me la nostra, incapace di sostare e di con- smo»; mentre le esigenze di una razio- un altro versante, Benedetto XVI richia- delle persone laddove oggi stanno, ossia nelle nuove piazze incorporee. «Se la Buona Notizia non tare sull’essenziale e anch’essa parados- nalità politica a loro volta chiedono che ma la necessità che le istituzioni politi- è fatta conoscere anche nell’ambiente digitale, potrebbe essere assente nell’esperienza di molti», sale, ma in modo diverso e sterile: sfi- la ragione abbia il suo ruolo «purifica- che nazionali e internazionali ricono- scrive nel Messaggio del 2013. Il Vangelo però non viene buttato nella mischia, rumore in mezzo duciata di sé e della propria capacità ge- tore e strutturante [...] all’interno della scano criteri di giudizio superiori alla al frastuono. Il Papa ha privilegiato Twitter: messaggi lunghi al massimo 140 caratteri consentono nerativa, e insieme affannata a trovare religione». Dunque, «è un processo che legge del consenso e delle convergenze uno spazio di riflessione «e di autentica domanda» in un ambiente, quello digitale, fin troppo forme culturali convincenti gli altri. Men- funziona nel doppio senso»: il mondo minimali e contingenti. Alle Nazioni U- affollato e dispersivo, secondo le suggestive indicazioni di «Silenzio e Parola: cammino di tre, conclude Benedetto XVI, «ciò che ha della ragione, della secolarità razionale nite il Papa ricorda che il diritto inter- evangelizzazione» (Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni sociali del 2012). Questa, fondato la cultura dell’Europa, la ricer- e il mondo della fede, del credo religio- nazionale si fonda in ultima istanza sui allora, è la cifra del dialogo di Benedetto con tutto il mondo, che si è reso visibile, perfino esposto, ca di Dio e la disponibilità ad ascoltar- so «hanno bisogno l’uno dell’altro» per diritti umani che hanno come loro refe- in account Twitter declinati in (quasi) tutte le lingue, latino e arabo compresi, ed è stato raccolto Lo, rimane anche oggi il fondamento di non «cadere preda di distorsioni», ripe- rente la persona umana e trovano fon- da 3 milioni di navigatori in tutto il pianeta: esserci, offrire la bellezza del Vangelo, eterna, ogni vera cultura». te Papa Benedetto, riprendendo ciò che damento nella «legge naturale iscritta nel immutabile, tangibile, fin nelle pieghe della contemporaneità più mutevole e sfuggente. Gli altri tre discorsi portano indicazioni aveva detto come cardinale in dialogo cuore dell’uomo e presente nelle diver- Antonella Mariani preziose sul metodo con cui la cultura con Habermas. «La religione, in altre pa- se culture e civiltà». Il merito avuto dal- © RIPRODUZIONE RISERVATA della fede e, analogamente, le grandi tra- role, per i legislatori non è un problema la Dichiarazione Universale dei DirittiGLI EVENTI DEL PONTIFICATO 19 APRILE 2005: JOSEPH RATZINGER È PAPA COLONIA, 18-21 AGOSTO Alle 17,50 la fumata bianca, alle 18,43 l’annuncio: «Habemus Papam». Le prime parole 2005: LA SORPRESA rivelano tutta l’umiltà del nuovo vescovo di Roma: «Dopo il grande Papa Giovanni Paolo II, i DELL’ENTUSIASMO signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi Un milione di giovani attende il consola il fatto che il Signore sa lavorare e agire anche con strumenti insufficienti». Papa per la prima visita internazionale, nella sua Germania. Lo scetticismo della vigilia per il Pontefice "professore" che avrebbe faticato a conquistare i giovani cede il passo all’entusiasmo di chi lo ascolta e lo accoglie come un padre. Non c’è più Giovanni BARI, 29 MAGGIO 2005: Paolo II ma nessuna riserva IL PRIMO BAGNO DI FOLLA sfiora i ragazzi accorsi per Benedetto XVI compie il primo viaggio conoscerlo. Basta il primo apostolico.Va in Puglia, prima uscita da contatto, le braccia aperte, le Pontefice, per concludere il Congresso parole chiare, l’invito eucaristico nazionale. Da qui invita a all’adorazione. E i giovani riscoprire la «domenica cristiana». Che ricambiano. Benedetto li non è un «dovere» ma «un bisogno e una definisce «rivoluzionari». gioia». «Come per i martiri – dice davanti «Grazie – esclama – per queste a decine di migliaia di fedeli – neppure ore meravigliose che mi avete per noi è facile vivere da cristiani. Ci donato e per la comunione che serve un cibo per affrontare le fatiche». abbiamo vissuto».
  3. 3. Domenica, 24 febbraio 2013 3 la Chiesa & oltre Una voce «ragionevole» che non esclude nessuno DI CARLO CARDIA A Benedetto XVI è stata affidata la cura della Chiesa, in certo modo del mondo intero. La paternità universale chiede al Papa di diffondere il Vangelo presso tutti i popoli, per renderli amici gli uni agli altri, di difendere i deboli ovunque e chiunque siano. Questo nostro Papa ha agito a favore dei popoli e dei loro diritti, ha promosso la dignità umana, ha insegnato che ogni persona è amata da Dio, destinata a una pienezza di vita senza che nessuno possa dominare sui propri simili. Il suo magistero è tanto radicato in quello dei predecessori quanto innovatore, e ha stupito il mondo perché ha incarnato la spiritualità e i valori cristiani nella storia d’oggi, e nessuno si è sentito escluso dalle sue parole. Benedetto XVI si è ispirato al programma indicato da Paolo VI nell’Ecclesiam Suam del 1964 dove si parla dei tre cerchi, o raggi, entro i quali il magistero pontificio opera. Il primo cerchio, i cui confini sono gli stessi dell’umanità, comprende anche coloro che non credono o negano Dio, e che la Chiesa vuole avvicinare, ascoltare. Il secondo raggio è quello degli uomini che adorano il Dio unico e sommo, quale anche noi adoriamo. Infine il cerchio più vicino alla Chiesa, nel quale il dialogo diviene ecumenico, è quello del mondo che s’intitola a Cristo, cioè di coloro che si riconoscono nella fede cristiana. Giovanni Paolo II ha dato nuova forza alla cattedra di Pietro recandosi ovunque, facendo del Papa l’amico di ogni uomo, incontrando uomini di tutte le fedi e opinioni. Con Benedetto XVI il magistero e l’azione pontificia ampliano l’universalità del Papato oltre l’immaginabile, moltiplicano relazioni con religioni e culture, estendono la paternità del Papa a ogni uomo: e ciascun uomo, in questi giorni difficili e appassionanti, ha come avvertito quel punto di congiunzione fra trascendenza e umanità che è Londra, 17 settembre 2010: il Papa parla ai membri del Parlamento a Westminster Hall. Lo accolgono tra gli altri David Cameron, Tony Blair, John Major e Margaret Thatcher proprio del successore di Pietro. Benedetto XVI ha riproposto l’essenzialità del rapporto con gli ebrei, predecessori del Una lingua oltre Babele cristianesimo, titolari di una promessa divina mai esaurita. E ha consolidato l’amicizia con gli Ortodossi, avviando con il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I una nuova stagione spirituale per l’Europa perché confermi identità e radici cristiane. Benedetto XVI s’è fatto interprete di tutti i credenti Parla al mondo con lo strumento più persuasivo: la ragione Carlo Cardia chiedendo con forza che la fede in Dio sia sempre strumento di pace e di amore, mai di violenza. E ha aperto, più d’ogni altro Pontefice, un DI JOSEPH H.H. WEILER do al di fuori del proprio? I sapienti vi certante, che distingue il cristianesimo stema democratico i fedeli dovevano grandioso dialogo con chi non crede, hanno riflettuto nel corso degli anni. E- da altre religioni, la cui normatività pub- dunque godere della libertà di religio- ne, ma avrebbero dovuto lasciarla a ca- lo storico parlando come Paolo parlò ad Atene S arebbe difficile trovare, un po’ do- braico? Greco? Latino? Benedetto, nel blica è invece stata e rimane tuttora u- del «Dio sconosciuto», per affermare vunque nel mondo, una persona suo carisma unico, nel suo magistero e na combinazione di rivelazione e ra- sa, quando si fosse trattato di entrare nelle sue encicliche e nella sua che non mantenga vivo il ricordo nel suo stesso modo di essere, offre a gione. Per lui questa è una cosa impos- nella discussione pubblica. Nella storia Cardia: nel catechesi che la ragione porta alla di qualcuna delle apparizioni più im- questa domanda una delle risposte più sibile: imporre nell’ambito pubblico u- delle idee, la lezione di Benedetto al fede, mentre la fede completa portanti di Benedetto XVI sulla scena interessanti e persuasive: è la lingua del- na prescrizione fondata sulla sola rive- Bundestag sarà considerata come la ri- magistero l’uomo e lo innalza. L’attrazione che mondiale: all’Assemblea Generale del- le Nazioni Unite, forse, o forse il fa- la ragione! Questo è il filo rosso che u- nisce il suo intervento all’Assemblea Ge- lazione, a persone che possono non ac- cettare quella od ogni altra rivelazione, sposta più autorevole a Rawls. Il Papa ac- cetta la premessa di Rawls, ma dimostra di Benedetto Benedetto XVI ha esercitato su chi è lontano dalla Chiesa è ancora da moso discorso a Parigi, al Collège des Bernardins, o alla Westminster Hall di nerale delle Nazioni Unite, il suo di- scorso di Parigi, il suo intervento a We- offende non solo la dignità dell’uomo, ma la dignità della religione e di Dio le sue incomprensioni e il suo distorce- re il carattere del cristianesimo. si è espressa comprendere appieno, ma certamente il Papa s’è fatto pastore Londra, o forse ancora al Bundestag te- stminster Hall, le conferenze di Rati- stesso. Per Benedetto la libertà di reli- È poi una lingua coraggiosa perché non pienamente tra i non credenti, dialogando con i desco - e quasi tutti, poi, avranno senti- sbona e il suo intervento, probabilmente gione è necessariamente anche libertà soltanto è un visto di ingresso nella pub- maestri della cultura to parlare del discorso tenuto a Rati- blica piazza, ma impone anche una se- l’universalità contemporanea, rispondendo ai sbona. Come si spiega una tale capacità di catturare l’attenzione di un intero l’intellettuale ria e severa disciplina alla comunità cri- stiana di fede. Le vie della ragione po- del messaggio dubbi della modernità, chiedendo di usare la ragione per progredire in mondo? È semplicemente a causa del trebbero portare a rivedere articoli di Fe- cristiano un’etica superiore, non regredire suo ufficio, il Papato? Il suo essere a ca- po di una Chiesa che comprende un mi- Weiler: il segreto di Ratzinger? de, a rovesciare precedenti giudizi. Vie- ne a mancare il jolly: «Questo è ciò che verso un’etica che dimentica l’uomo. Per questo, l’annuncio della sua liardo e duecento milioni di persone? È la personificazione di Dio ha comandato». Questa non è ra- rinuncia ha coinvolto intensamente chiunque abbia ascoltato In Genesi, Capitolo 11, si legge la vi- gione. Si potrebbe anche soccombere, la sua parola, dentro o fuori i confini della cristianità. C’è, poi, cenda iconica della Torre di Babele: tut- Gerusalemme e Atene, una ragionevolmente, in una discussione ra- un carattere del pontificato di Benedetto XVI rimasto un po’ in ta la terra aveva una sola lingua e le stes- se parole. Emigrando dall’oriente gli uo- metafora che ama usare per dicata nella ragione. Se si adotta una lin- gua, occorre parlarla correttamente per ombra nelle più recenti riflessioni, ed è il suo impegno eccezionale, continuo, per i diritti umani, in difesa dei più mini …si dissero l’un l’altro: «Venite, descrivere il cristianesimo Benedetto con Weiler essere compresi, per essere persuasivi. E deboli, dei più poveri, di chi non ha voce, e che merita invece facciamoci mattoni e cuociamoli al fuo- ciò vale anche per la lingua della Ra- un’attenzione speciale da chi è testimone della voce di Dio in co». Il mattone servì loro da pietra e il gione. terra. Benedetto XVI è stato il cantore dei diritti umani bitume da cemento. Poi dissero: «Veni- il più importante, al Bundestag tedesco. dalla religione. Sì, la libertà di dire "no" In tutti i suoi principali incontri con il ovunque, mentre altre voci si sono affievolite o sono scivolate te, costruiamoci una città e una torre, la Non si fraintenda: quando si muove sul- a Dio. Ritenere diversamente significa mondo al di fuori del suo, abbiamo as- nello scetticismo. Nelle encicliche, negli incontri con istituzioni cui cima tocchi il cielo e facciamoci un la scena del mondo, del mondo al di negare la nostra stessa ontologia di es- sistito allo stesso scenario, continua- internazionali, statisti e diplomatici di tutto il mondo, ha posto nome, per non disperderci su tutta la fuori del suo, Benedetto non mette da seri morali liberi creati a immagine di mente ripetuto: i mass media scettici in la persona al centro d’ogni cosa, promuovendo la sua dignità, terra». Ma il Signore scese a vedere la parte la sua fede. La Rivelazione e la co- Dio. attesa di un rigido dottrinario, "Il Pro- la dignità delle donne, dei bambini, di malati e sofferenti, città e la torre che gli uomini stavano stante presenza di Dio in questo mon- In secondo luogo, questa lingua Bene- fessore" – per ricordare uno dei suoi più contro dimenticanze e oltraggi da parte di chi segue la strada costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi do definiscono il suo essere, sono par- dettina si misura audacemente con una gentili appellativi –, "L’Inquisitore", "Il dell’egoismo o cede alle lusinghe del nichilismo. E ha sono un solo popolo e hanno tutti una te della sua continua testimonianza. Ma comoda argomentazione, che esclude Rottweiler", tra quelli peggiori. E inve- proclamato che la dignità della persona, i suoi diritti lingua sola; questo è l’inizio della loro questo è ciò che egli offre. Nell’espres- la voce cristiana dal dibattito pubblico ce, puntualmente, ogni volta, egli riesce fondamentali, hanno un solido fondamento nella fede e nella opera e ora quanto avranno in proget- sione del suo grande predecessore, la proprio perché, essendo basata sulla Ri- in modo tranquillo e convincente ad av- ragione perché da esse traggono la garanzia della loro to di fare non sarà loro impossibile. Chiesa propone, mai impone. velazione, mancherebbe con essa un vincere, non il suo gregge, ma persone universalità e inalienabilità. Il veleno del relativismo che Scendiamo dunque e confondiamo la Ma quando egli avanza richieste al mon- punto di partenza comune. In un certo di altre fedi o senza nessuna fede - chi corrode la modernità pone a rischio i diritti umani perché se loro lingua, perché non comprendano do, quando afferma con sicurezza la le- senso, possiamo dire che il mondo in- può dimenticare il suo trionfo totale, questi – afferma il Papa nel 2010 al bureau dell’assemblea del più l’uno la lingua dell’altro». gittimazione della Chiesa e del messag- tero è stato dominato dal pensiero del per esempio, nel Regno Unito? Consiglio d’Europa – «fossero privi di un fondamento razionale, La vicenda raccontata nel libro della Ge- gio cristiano a prendere parte al dialo- grande filosofo americano John Rawls, Qual è il segreto? Egli è la personifica- oggettivo, comune a tutti i popoli, e si basassero su decisioni nesi, ingannevolmente semplice, va al go sui valori nella vita pubblica, il suo il quale ha articolato le condizioni di zione di Gerusalemme e Atene, una me- legislative e di tribunali particolari, come potrebbero offrire un cuore della condizione umana. Vivia- linguaggio, le sue parole appartengono legittima partecipazione alla discussio- tafora che ama usare nel descrivere il terreno solido e duraturo per le istituzioni sopranazionali?». C’è mo in un mondo guidato da hýbris e su- alla sola lingua che può trascendere la ne normativa delle nostre democrazie. Cristianesimo. Un uomo di evidente qualcosa che precede Stati, legislatori, giudici: è una volontà perbia, e perciò diviso da lingua, cultu- differenza e la divisione, la ragione u- Per tale partecipazione ci doveva essere grande fede, che però non predica, sol- che parla alla nostra coscienza, indica la strada da seguire, dà ra, e diverse religioni, ideologie e visio- mana. una premessa comune di ciò che con- tanto insegna. Audace, ma anche co- alla libertà dell’uomo la più alta dignità che è quella di poter ni del mondo. A volte dominato dai Non si corre il rischio di esagerare nel tava come un argomento convincente raggioso e in grado di auto-limitarsi. scegliere il bene. Benedetto XVI consegna al mondo intero un conflitti, spesso sanguinari. sottolineare l’importanza di questa lin- basato su un fondamento culturale con- E, infine, una capacità comunicativa u- messaggio di speranza e d’amore, ed estende il ruolo del Qual è la «sola lingua», quali sono que- gua Benedettina. Essa è allo stesso tem- diviso. Ogni religione, tra cui il cristia- nica, l’abilità di rendere semplice e ac- pontificato oltre i confini della Chiesa e della cristianità, quasi ste «stesse parole» capaci di trascendere po audace e coraggiosa. È audace in due nesimo, era considerata settaria, non cessibile ciò che a volte è complesso e una garanzia per tutti gli uomini che vedono e sentono il Papa, sia l’hýbris che le divisioni culturali, lin- modi. Innanzitutto, si ha di fronte un condivisa, basata su una rivelazione e, profondo. oggi più di ieri, come parte integrante e insostituibile del guistiche e di altro genere? Come un uo- uomo, il cui solo metro è sempre stata quindi, ontologicamente poco convin- Sarà un esempio difficile da seguire. proprio orizzonte umano e spirituale. mo può «parlare al mondo», a un mon- la verità, anche quando la verità è scon- cente per i non credenti. Nel nostro si- © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA25 GENNAIO 2006: VALENCIA, 8-9 LA VERA NOTIZIA LUGLIO 2006: NEL È CHE DIO CI AMA MATRIMONIO LA Viene presentata la VERA LIBERTÀ prima enciclica del Oltre un milione di persone Papa dal titolo «Deus partecipa all’Eucaristia che caritas est», firmata il il Papa presiede in giorno di Natale del occasione del V Incontro 2005. La lettera, che mondiale delle famiglie.focalizza l’attenzione su L’evento si inserisce in un Dio che è amore, va al difficile clima culturale che, cuore del proprio nella Spagna cristianesimo. E si secolarizzata, strizza rivela una rigorosa e l’occhio a matrimoni tra completa meditazione coppie omosessuali e sulla verità al centro ampliamento del ricorso della fede cristiana e all’aborto. Il Papa invoca sui suoi riflessi nella POLONIA, 25-28 MAGGIO 2006: LA MEMORIA VIVE invece il rispetto, la difesa e vita dell’uomo e Nel corso della visita nella patria di Wojtyla, Benedetto XVI fa tappa ad la promozione della nell’azione dei credenti Auschwitz-Birkenau, uno dei luoghi dove la dignità umana è stata oppressa «meravigliosa realtà del e della Chiesa. L’opera, dai carnefici nazisti. Il Papa si ferma in preghiera davanti alle ventidue lapidi matrimonio indissolubile tra oltre che teologico- che, in lingue differenti, raccontano lo stesso orrore. «Non potevo non un uomo e una donna. Uno pastorale, ha un venire qui – dice –. Era ed è un dovere di fronte alla verità e al diritto di dei più importanti servizi profondo rilievo quanti hanno sofferto, un dovere davanti a Dio, di essere qui come che si possono rendere oggi culturale. successore di Giovanni Paolo II e come figlio del popolo tedesco». al bene comune».

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