Le cooperative, opportunità e caratteristiche - Cenni.

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brevi cenni sulle cooperative a mutualità prevalente. Rapporti tra soci e verso l'esterno. Agevolazioni fiscali. Varie.

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Le cooperative, opportunità e caratteristiche - Cenni.

  1. 1. indice ARGOMENTO SLIDE Le cooperative in genere 3 Le cooperative a mutualità prevalente – rapporti interni 4 – 6 Le cooperative a mutualità prevalente – rapporti esterni 7-8 Le cooperative a mutualità prevalente – agevolazioni Ires e Irap 9 2
  2. 2. LE COOPERATIVE – IN GENERE Possiamo definire la cooperativa come un consorzio tra persone, invece che tra imprese. Lo scopo mutualistico che la contraddistingue è l’essenza della cooperativa stessa, ed in pratica esige la cooperazione tra le persone allo scopo di consentirsi reciprocamente vantaggi che con altre forme imprenditoriali non si potrebbero ottenere. Ad esempio, nelle cooperative di produzione e lavoro, lo scopo ultimo è concedere ai soci lavoratori uno status che non avrebbero come dipendenti o come imprenditori di sè stessi. 3
  3. 3. LE COOPERATIVE A MUTUALITA’ PREVALENTE – I RAPPORTI INTERNI Per centrare tutte le caratteristiche proprie della cooperativa a mutualità prevalente, occorre rispettare queste prescrizioni:  non si possono distribuire utili in misura superiore all'interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;  divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi;  divieto di distribuire le riserve fra i soci cooperatori;  obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell'intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. 4
  4. 4. LE COOPERATIVE A MUTUALITA’ PREVALENTE – I RAPPORTI INTERNI Altro caposaldo inderogabile della cooperativa è il principio della parità di trattamento. Questo significa che nel rapporto mutualistico, ossia di lavoro, tra soci e cooperativa, ogni persona ha gli stessi diritti dell’altra e la cooperativa, deve applicare a tutti i soci che scambiano beni o servizi con essa, le stesse condizioni, a parità di tutte le altre circostanze. E’ però possibile applicare condizioni diverse se i servizi ricevuti dalla cooperativa sono diversi tra loro. Si potranno cioè creare tariffe diverse per categorie omogenee di prestazioni o prodotti conferiti/scambiati tra cooperativa e soci. 5
  5. 5. LE COOPERATIVE A MUT.PREVALENTE – I RAPPORTI INTERNI Le quote dei soci cooperatori non possono essere cedute con effetto verso la società, se la cessione non è autorizzata dagli amministratori. Il socio che intende trasferire la propria quota o le proprie azioni deve darne comunicazione agli amministratori con lettera raccomandata. Il socio che non esegue in tutto o in parte il pagamento delle quote o delle azioni sottoscritte può, previa intimazione da parte degli amministratori, essere escluso. Ogni socio cooperatore ha un voto, qualunque sia il valore della quota o il numero delle azioni possedute. La cooperativa fissa nell’atto costitutivo le regole per la ripartizione dei ristorni tra soci (il ristorno è la restituzione di una parte del prezzo dei beni e servizi acquistati o di maggiore compenso per i conferimenti effettuati). 6
  6. 6. LE COOPERATIVE A MUT. PREVALENTE – I RAPPORTI ESTERNI Per le obbligazioni sociali (i debiti della cooperativa) risponde solo la società con il suo patrimonio – principio della responsabilità limitata. Se i soci sono meno di 20, o con attivo non superiore a 1 milione, la cooperativa può adottare la forma della s.r.l.. Altrimenti ha di diritto quella della s.p.a.. La cooperativa si costituisce per atto pubblico (interamente redatto dal Notaio). Normalmente occorrono 9 soci. Ma se si adotta la forma della s.r.l., ne bastano 3, purchè siano tutte persone fisiche (non altre società). Eccezione: le attività agricole. Il capitale sociale non ha ammontare prestabilito ed è variabile; nel senso che il “via vai” dei soci non importa alcuna modifica statutaria (non corre l’obbligo di recarsi nuovamente dal Notaio). 7
  7. 7. LE COOPERATIVE A MUT. PREVALENTE – I RAPPORTI ESTERNI Le riserve indivisibili possono essere utilizzate per la copertura di perdite solo dopo che sono esaurite le riserve che la società aveva destinato ad operazioni di aumento di capitale e quelle che possono essere ripartite tra i soci in caso di scioglimento della società. Alla riserva legale – anche questa indivisibile- va sempre accantonato il 30% degli utili netti annuali (il 20% per le cooperative che non accedono ai benefici fiscali). Una quota degli utili netti annuali deve essere corrisposta ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, nella misura e con le modalità previste dalla legge. In caso di scioglimento o di trasformazione il patrimonio, al netto del capitale versato e dei dividendi eventualmente maturati, va devoluto ai Fondi mutualistici per la cooperazione. 8
  8. 8. LE COOPERATIVE A MUT. PREVALENTE – AGEVOLAZIONI FISCALI Le agevolazioni variano a seconda del tipo di cooperativa. Si va da esenzioni IRES, pari al 57% degli utili per le cooperative di produzione e lavoro, fino al 97% per le sociali. Per quanto riguarda l’Irap, le agevolazioni sono stabilite Regione per Regione. 9
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