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Slide 1: Comunicazione ing rata: brainstorm integ Queimada
Slide 2: “Le nuove idee sono la sostanza del cambiamento e del progresso in ogni campo, dalla scienza all’arte, dalla politica alla felicità personale. [...] L’infelicità è spesso definita come la differenza tra il nostro talento e le nostre aspettative” Edward De Bono Lo scopo di questo corso è quello di colmare questo gap...
Slide 3: Cos’è la creatività?
Slide 4: Creatività: dal latino cribrum, che indicava il setaccio composto dai crini di cavallo. Il concetto di creatività è affine al concetto di “setacciare”, cioè di “ricerca” . Dunque la creatività non è altro che una paziente ricerca.
Slide 5: Non esistono persone predisposte in maniera “innata” a essere “creative”. Le situazioni e gli stimoli a cui siamo quotidianamente (e casualmente) esposti sono in grado di influenzare inconsapevolmente le nostre “creazioni”. Derren Brown Subliminal advertising
Slide 6: Qualsiasi “creazione geniale e originale” è in realtà frutto di imperscrutabili incroci causali e subcoscienti che il cervello intesse con l’ambiente esterno. La creatività è nella “rielaborazione”, nel “citazionismo riappropriativo”, nello “shakeramento”… e nel “pensiero laterale”.
Slide 7: Cos’è il pensiero laterale?
Slide 8: LateraL tHiNKiNG: modalità di risoluzione di problemi logici che prevede un approccio indiretto.
Slide 9: Le risoluzioni dirette ricorrono alla logica sequenziale, risolvendo il problema partendo dalle considerazioni che sembrano più ovvie (alta probabilità, consequenzialità), il pensiero laterale se ne discosta e cerca punti di vista alternativi prima di cercare la soluzione. > ESERCIZIO1: LA FAVOLA DELLA BELLA FANCIULLA, DEL MERCANTE E DELL’USURAIO > ESERCIZIO2: IL PROBLEMA DELLE LAMPADINE
Slide 10: Come diventare creativi secondo edward de Bono (teorico del Lateral thinking)
Slide 11: Non lasciarsi polarizzare dalle idee dominanti e dalle prospettive più ovvie: la logica, quando è rigida, è incapace di trovare soluzioni originali.
Slide 12: abituarsi a pensare per immagini.
Slide 13: ricercare sistematicamente una pluralità di impostazioni alternative ai problemi.
Slide 14: riconoscere la validità degli eventi fortuiti.
Slide 15: Usare SeMPre il pensiero laterale.
Slide 16: “il genio è fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione!”
Slide 17: BraiNStOrMiNG, WHat’S tHat?
Slide 18: BraiNStOrMiNG: “tempesta di cervelli” Un pensiero creativo slegato da regole predefinite MA ottenuto attraverso uso di tecniche appropriate.
Slide 19: Ideato negli Stati Uniti negli anni ‘30 da Alex Osborn, fondatore dell’Agenzia Pubblicitaria Batten. QUAL è L’OBIETTIVO? Individuare soluzioni nuove e creative ai problemi generando idee in gruppo.
Slide 20: COME FUNZIONA? Per analogia le idee si concatenano l’una all’altra, i commenti degli altri partecipanti stimolano una sorta di “reazione a catena” di idee partendo da un problema reale, semplice e noto ai componenti senza fissare un ordine per gli interventi.
Slide 21: BraiNStOrMiNG - Orale - Un gruppo di persone (ma si può fare anche da soli) - Un moderatore N.B. ricorda il focus group… ma non è la stessa cosa.
Slide 22: Il Brainstorming richiede ai membri del gruppo di esprimere liberamente idee in merito alla questione posta scoraggiando discussioni e commenti. Nel Focus Group il moderatore sollecita il confronto interpersonale e lo scambio di opinioni. In caso di conflittualità il Brainstorming si fa per iscritto, tramite biglietti che vengono aperti a caso dai partecipanti e letti singolarmente per stimolare idee e suggerimenti.
Slide 23: Le fasi del BraiNStOrMiNG: DiverGeNte CONverGeNte
Slide 24: FaSe DiverGeNte “La prima idea che mi viene in mente” Viene stimolata la produzione di idee a ruota libera, in rapida sequenza e per associazione. Il moderatore inviterà i membri del gruppo a non esprimere giudizi di valore o critiche e cercherà di favorire lo scorrere della discussione, magari servendosi di una lavagna su cui appuntare le parole chiave.
Slide 25: FaSe CONverGeNte “Selezione, valutazione, rielaborazione, scelta” Le idee vengono selezionate e valutate al fine di individuare e condividere quelle più interessanti. Sottoponendo le proposte emerse ad un processo sempre più affinato di rielaborazione, di approfondimento, di revisione da parte del gruppo si ritiene di poterle ‘’tradurre’’ in idee più realistiche e realizzabili.
Slide 26: Le regole per gestire la FaSe DiverGeNte
Slide 27: 1) Gioco è fondamentale la dimensione del ‘’gioco’’ quale modalità ‘’spensierata’’ di relazione che permette di liberare la creatività dei singoli e del gruppo, normalmente impedita da una serie di inibizioni.
Slide 28: 2) Più idee possibili è importante produrre il maggior numero di idee possibili, anche a discapito della qualità delle stesse: più alto è il numero delle idee prodotte, più alta sarà la probabilità che qualcuna di esse sia una buona idea.
Slide 29: 3) ascolto Occorre che i membri del gruppo si ascoltino reciprocamente e cerchino dei punti di incontro attorno ai quali far ruotare le loro proposte, anche tramite associazioni di idee.
Slide 30: 4) Separazione delle fasi è essenziale che la fase di generazione delle idee sia separata dalla fase di giudizio del pensiero.
Slide 31: Le tecniche per gestire la FaSe CONverGeNte
Slide 32: 1) La matrice SWOt Si rifà ai campi di Kurt Lewin - psicologia della Gestalt. Ideata da H. Weihrich nel 1982 fra i modelli e strumenti per la “Pianificazione Strategica”. 2) 6 cappelli per pensare Edward De Bono teorizza questo metodo in Sei cappelli per pensare (Bur, 1994)
Slide 33: 1. La MatriCe SWOt La matrice SWOT è un quadrato con quattro quadranti: STRENGHTS WEAKNESSES FORZE DEBOLEZZE SW OT OPPORTUNITIES THREATS OPPORTUNITà MINACCE
Slide 34: Punti di forza vanno sempre potenziati poiché rappresentano gli argomenti principali da comunicare
Slide 35: Punti di debolezza vanno sempre migliorati, neutralizzati o ridimensionati.
Slide 36: Opportunità vanno colte al momento giusto per trasformarle in punti di forza. N.B. se le opportunità vengono trascurate diventano punti di debolezza.
Slide 37: Minacce sono la conseguenza di punti deboli, opportunità trascurate, punti forti non utilizzati come si potrebbe. Se si può, vanno trasformate in opportunità.
Slide 38: La matrice SWOT: - può essere utilizzata perché si può analizzare tutto - si può sottoporre a più persone e comparare i risultati - può essere utilizzata in gruppo
Slide 39: STRENGHTS WEAKNESSES FORZE DEBOLEZZE SW interna e attuale WEAKNESSES STRENGHTS DEBOLEZZE FORZE elementi W S elementi ANALISI negativi T O positivi OPPORTUNITIES THREATS OPPORTUNITà MINACCE esterna e futura OT OPPORTUNITIES THREATS OPPORTUNITà MINACCE
Slide 40: Come si usa la MatriCe SWOt: - il soggetto dell’analisi deve essere circoscritto o l’analisi risulterà generica - l’obiettivo che vogliamo raggiungere deve essere concreto e ben definito - è necessario avere termine di paragone. N.B. non confrontarsi con modelli troppo “mitici”: se ne esce frustrati!
Slide 41: LE DOMANDE DA PORSI: Che cosa si analizza? Con cosa ci si confronta? Con quale scopo?
Slide 42: PUNti Di FOrZa Di quali vantaggi disponiamo per avere successo? Di quali competenze disponiamo? Cosa sappiamo fare bene?
Slide 43: PUNti Di DeBOLeZZa Che difficoltà possiamo incontrare? Dove abbiamo più limiti e carenze? Dove emergono di solito le nostre difficoltà? Quali sono gli svantaggi e gli ostacoli?
Slide 44: OPPOrtUNità A quali vantaggi miriamo? Quali altre opportunità potrebbero emergere se avremo successo? Quali sono le opportunità di intervento?
Slide 45: MiNaCCe Quali ostacoli possono emergere e devono essere affrontati? Potrebbero emergere difficoltà finanziarie? Che impatto finanziario può avere una certa azione? Quali sono i rischi che possono influenzare negativamente?
Slide 46: ANALISI S – O: in quale modo i punti di forza possono essere utilizzati per sfruttare le opportunità di sviluppo? ANALISI S – T: in quale modo i punti di forza possono essere utilizzati per contrastare le minacce? ANALISI W – O: in quale modo i punti di debolezza possono essere superati per sfruttare le opportunità di sviluppo? ANALISI W – T: in quale modo i punti di debolezza possono essere superati per contrastare le minacce?
Slide 47: STRENGHTS WEAKNESSES FORZE DEBOLEZZE SW interna e attuale WEAKNESSES STRENGHTS DEBOLEZZE FORZE elementi W S elementi ANALISI negativi T O positivi OPPORTUNITIES THREATS OPPORTUNITà MINACCE esterna e futura OT OPPORTUNITIES THREATS OPPORTUNITà MINACCE
Slide 48: 2. i 6 CaPPeLLi Per PeNSare Di fronte a un problema si ha spesso un atteggiamento pessimista, emotivo, distaccato. Solitamente è difficile che si muti il proprio approccio durante l’analisi della situazione. Ne “i 6 cappelli per pensare” ogni cappello equivale a una funzione e dunque ad una modalità di comportamento. “Indossare un cappello” in una riunione vuol dire assumere in modo volontario un dato atteggiamento. L’approccio varia in funzione del cappello indossato. Cambiando cappello si cambia anche il proprio comportamento.
Slide 49: 1. IL CAPPELLO BIANCO: RICERCA Analisi dei dati Raccolta di informazioni precedenti Analogie ed elementi che sono raccolti senza giudicarli 2. CAPPELLO ROSSO: EMOTIVITà Emotività Sentimenti Esprimere di getto le proprie intuizioni (suggerimenti e sfoghi liberatori)
Slide 50: 3. CAPPELLO NERO: NEGATIVITà L’avvocato del diavolo Rileva gli aspetti negativi Elenco delle ragioni per cui la cosa non può andare 4. CAPPELLO GIALLO: POSITIVITà L’avvocato dell’angelo Rileva gli aspetti positivi Vantaggi Opportunità
Slide 51: 5. CAPPELLO VERDE: CREATIVITà Indica sbocchi creativi, nuove idee Analisi e proposte migliorative Visioni insolite 6. CAPPELLO BLU: MODERATORE Conduce il gioco Stabilisce priorità, metodi, sequenze funzionali Pianifica, organizza, stabilisce le regole del gioco.
Slide 52: Come funzionano i cappelli? Il conduttore della riunione propone il tema e spiega il funzionamento dei cappelli (indossando il cappello blu). Invita i partecipanti a indossare il cappello bianco e ad analizzare il tema. Controlla che tutti si comportino secondo il capello indossato. Poi fa cambiare i cappelli. La riunione termina quando si arriva a risultati soddisfacenti.
Slide 53: aspetti positivi Per il suo aspetto ludico il metodo rende le riunioni meno conflittuali e più produttive. Funziona anche per organizzare il proprio lavoro. Tutti i cappelli sono validi ma: – CAPPELLO BIANCO: raccoglie/controlla le fonti – CAPPELLO VERDE: sviluppa nuove idee – CAPPELLO BLU: organizza il proprio lavoro e pianifica i tempi di consegna.
Slide 54: 1. IL CAPPELLO BIANCO: RICERCA 4. CAPPELLO GIALLO: POSITIVITà Analisi dei dati L’avvocato dell’angelo Raccolta di informazioni precedenti Rileva gli aspetti positivi Analogie ed elementi che sono raccolti Vantaggi senza giudicarli Opportunità 2. CAPPELLO ROSSO: EMOTIVITà 5. CAPPELLO VERDE: CREATIVITà Emotività Indica sbocchi creativi, nuove idee Sentimenti Analisi e proposte migliorative Esprimere di getto le proprie intuizioni Visioni insolite (suggerimenti e sfoghi liberatori) 6. CAPPELLO BLU: MODERATORE 3. CAPPELLO NERO: NEGATIVITà Conduce il gioco L’avvocato del diavolo Stabilisce priorità, metodi, sequenze Rileva gli aspetti negativi funzionali Elenco delle ragioni per cui la cosa Pianifica, organizza, stabilisce le regole del non può andare gioco.
Slide 55: BIBLIOGRAFIA De Bono E. (2005), Il pensiero Laterale. Come diventare creativi, BUR, Venezia. De Bono E. (2001), Sei cappelli per pensare. Manuale pratico per ragionare con creatività ed efficacia, BUR, Venezia. De Francesco F., 02 Gennaio 2006, Organizzare, effettuare e documentare un brainstorming. Knowledge Manager, Brainstorming e Mappe concettuali Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica, Pubblica Amministrazione, Brainstorming, Come individuare soluzioni creative con il contributo del gruppo. Presidenza del Consiglio dei Ministri, Idem., Come analizzare contestualmente punti di forza e criticità del contesto interno ed esterno. Santucci U., novembre 2003, Mappe mentali e scrittura, I quaderni del MdS. Storti D., L’analisi SWOT.
Slide 56: smile you are alive



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