La sfida dell'eGovernment nell'Agenda digitale europea

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Alla vigilia delle elezioni del Parlamento europeo e a distanza di ormai quattro anni dall'adozione dell’Agenda digitale, resta ancora tanto da fare sul fronte dello sviluppo delle tecnologie digitali …

Alla vigilia delle elezioni del Parlamento europeo e a distanza di ormai quattro anni dall'adozione dell’Agenda digitale, resta ancora tanto da fare sul fronte dello sviluppo delle tecnologie digitali in Europa. Questa presentazione analizza lo stato di attuazione di un obiettivo centrale della strategia europea per lo sviluppo digitale: la realizzazione del governo elettronico. Un traguardo finora solo parzialmente raggiunto, a causa di ritardi istituzionali, culturali e infrastrutturali, in particolare in Italia che resta ancora in posizione di retroguardia.

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  • 1. Il governo elettronico e la sua attuazione in Europa Un bilancio in vista delle elezioni europee La sfida dell’eGovernment nell’Agenda digitale europea Cinzia Roma 8 maggio 2014
  • 2. Cos’è l’Agenda Digitale Europea? È un documento stilato nel 2010 dalla Commissione europea nell’ambito della strategia Europa 2020. Pone agli Stati UE una serie di obiettivi per promuovere una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva dell’Europa tramite un utilizzo più efficiente e diffuso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (le cosiddette ICT). 2Approfondimento:vuoi saperne di più sulla strategia Europa 2020? Clicca qui Secondo la Commissione Europea nel 2009 le ICT hanno generato il 5% del PIL europeo e determinato la metà della crescita della produttività dell’eurozona
  • 3. Gli obiettivi dell’Agenda Tra queste una priorità è la modernizzazione del settore pubblico attraverso la promozione dell’amministrazione pubblica digitale (o governo elettronico): l’ eGovernment 3 Abbattere il divario tecnologico esistente tra l’Europa e le maggiori economie mondiali investendo nelle tecnologie digitali Sfruttare a vantaggio di imprese, cittadini e amministrazioni pubbliche il potenziale economico e sociale (in termini di migliore qualità della vita) delle ICT Il piano d’azione dell’Agenda riguarda diverse aree d’intervento (mercato unico digitale, internet veloce e superveloce, investimenti in ricerca e innovazione tecnologica, riduzione del divario digitale, sicurezza in rete).
  • 4. Cosa si intende per eGovernment ? (1) “L’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle pubbliche amministrazioni, coniugato a modifiche organizzative e all’acquisizione di nuove competenze al fine di migliorare i servizi pubblici e i processi democratici e di rafforzare il sostegno alle politiche pubbliche” 4Complementare all'Agenda digitale in materia di eGov è il Piano d'azione europeo per l'eGov 2011-2015 Definizione della Commissione Europea:
  • 5. Cosa si intende per eGovernment ? (2) Il governo elettronico, avvalendosi delle nuove tecnologie informatiche permette di: 5 incentivare la partecipazione e l'inclusione dei cittadini soprattutto delle categorie svantaggiate come disabili e anziani promuovere la trasparenza della macchina amministrativa tramite il rilascio di dati pubblici in formato open migliorare l'efficienza, l'accessibilità e la qualità dei servizi pubblici riducendo costi e formalità burocratiche risparmiare il 15%-20% dei costi della gestione amministrativa grazie all’informatizzazione dei documenti (fonte: Commissione europea) semplificare la comunicazione orizzontale tra le istituzioni e quella verticale tra amministrazione e società civile/imprese
  • 6. Le azioni per promuovere l’eGov (1) Azione principale: Garantire la disponibilità, l'efficienza e l'ampliamento di servizi pubblici on-line flessibili, transnazionali e vicini ai reali bisogni dei cittadini nel mercato unico UE. 6 Questo significa che un cittadino europeo potrà svolgere qualunque pratica amministrativa (registrare una società, iscriversi all'università, partecipare a gare d'appalto pubbliche, accedere alla previdenza sociale, ecc.) da qualunque Stato dell'UE in cui si trovi, indipendentemente dal paese d'origine.
  • 7. Le azioni per promuovere l’eGov (2) Azioni secondarie: • incentivare la cooperazione tra le amministrazioni pubbliche degli Stati membri per creare un quadro legislativo europeo comune in materia di identificazione e autenticazione elettronica (firma elettronica) • diffondere internet veloce e ultra-veloce e promuovere l'alfabetizzazione digitale • facilitare l'accessibilità e il riutilizzo dei dati delle amministrazioni pubbliche per monitorare e migliorare la qualità dei servizi pubblici 7
  • 8. L’obiettivo da raggiungere entro il 2015 Diffondere dal 38% al 50% il ricorso ai servizi di eGovernment da parte dei cittadini europei di età compresa tra i 16 e i 74 anni* 8* I valori di riferimento riguardano il 2009. Fonte: Commissione Europea 38% 50% 2009 2015
  • 9. Quali gli obiettivi raggiunti? (1) 9Fonte: Eurostat 35,5% 37,5% 41% 41% 44,2% 41,4% Percentuale di cittadini UE tra i 16 e i 74 anni che utilizzano servizi di eGov Quasi un cittadino europeo su due utilizza internet per comunicare con le amministrazioni (ad es., per richiedere informazioni o scaricare e compilare moduli). Il dato del 2013 (UE-28) segna, tuttavia, un lieve calo nell’uso dei servizi eGov da parte della quasi totalità degli Stati membri, con poche eccezioni (Danimarca, Grecia, Italia, Paesi Bassi,Austria, Slovenia).
  • 10. Quali gli obiettivi raggiunti? (2) 10Fonte: Commissione europea, e-Government Benchmark 2012 La soddisfazione dei cittadini europei nei confronti dei servizi pubblici online, 2012 (UE 27) e-banking e-gov I servizi online del settore privato, come quelli bancari (e- banking), sono più apprezzati rispetto a quelli del settore pubblico. (scalacompresatra0=pernientesoddisfatto e10=totalmentesoddisfatto) La soddisfazione nei confronti dei servizi eGov è in calo dal 2007: la qualità, l’efficienza e l’usabilità dei servizi offerti non sono all’altezza delle aspettative dei cittadini.
  • 11. Quali gli obiettivi raggiunti? (3) Nonostante i servizi di base (come dichiarazione dei redditi, certificati, iscrizione a scuole e servizi sanitari) siano completamente erogati online in quasi tutti i paesi europei, i cittadini europei restano ancora scettici nei confronti dell’eGov. 11Fonte: Commissione europea, e-Government Benchmark 2012 Principali ostacoli: • Mancata conoscenza della disponibilità online del servizio e dei suoi vantaggi • Difficoltà di utilizzo, soprattutto per le categorie svantaggiate • Timore per la “spersonalizzazione” del rapporto cittadino/amministrazione e preferenza (soprattutto da parte di donne e anziani) per il contatto diretto con i funzionari pubblici • Preoccupazione per la protezione e la sicurezza dei dati
  • 12. …e in Italia? (1) 12Fonte: Eurostat, 2013 I cittadini italiani che utilizzano internet per interagire con le PP.AA. sono circa 1 su 5, la metà rispetto alla media UE 28 e al penultimo posto, in Europa prima solo della Romania. Individui che usano servizi online per interagire con le amministrazioni (%)
  • 13. …e in Italia? (2) 13 I servizi di eGov raccolgono dissensi anche tra i cittadini italiani “digitali”, quelli cioè alfabetizzati dal punto di vista informatico. Per quali motivi? • Ritardi istituzionali e infrastrutturali nella diffusione di internet (siamo agli ultimi posti in Europa per livello di penetrazione della banda larga). I motivi della diffidenza dei cittadini italiani nei confronti della P.A. digitale Fonte:Voicesfromtheblog, 2013 • Mancanza di un coordinamento centrale efficiente (una sorta di super-agenzia della digitalizzazione) • Resistenza culturale: avversione da parte dei cittadini alla trasformazione dei servizi tradizionali in servizi digitalizzati Ritardo nella digitalizzazio ne; 35% Scarse infrastruttur e ; 32% Timori della digitalizzazio ne; 26% Mancanza di una super- agenzia; 6%
  • 14. …e in Italia? (3) 14Fonte: monitoraggio sull’attuazione dell’ADI, Servizio Studi del dipartimento deiTrasporti L’Italia ha recepito gli obiettivi di eGov europei con la predisposizione di un’Agenda digitale nel 2012, ma i risultati finora sono stati scarsi e la sua attuazione è in forte ritardo.* * I dati si riferiscono al biennio 2012-2013 Le difficoltà dell’Agenda Digitale Italiana (ADI) Sul totale dei 55 impegni previsti dall’Agenda, solo 17 risultano essere stati adottati, meno di un terzo. Per 21 dei restanti 38 impegni non adottati è già scaduto il termine per assolverli . Adottato 31% Non adottato 69%
  • 15. Cosa non funziona? 15 Trasferire in digitale le stesse attività che si facevano su carta non è sufficiente: le amministrazioni pubbliche devono acquisire nuove competenze e creare opportunità di partecipazione e coinvolgimento della società civile, soprattutto a livello locale La gestione dei servizi pubblici deve essere incentrata sempre più sull’utente e sulle sue reali esigenze per creare valore pubblico e benefici concreti eGovernment: non solo tecnologia L’attuazione dell'eGov oltre al necessario cambiamento tecnologico implica profondi cambiamenti nel funzionamento del settore pubblico. Occorre una nuova cultura amministrativa che sia in grado di cambiare le tradizionali modalità di gestione/erogazione dei servizi pubblici, rafforzando la relazione con i cittadini-utenti.
  • 16. Conclusioni Un impegno politico maggiore • Sul fronte dell’eGovernment in Europa resta ancora molto da fare: la vera sfida è nel comprendere l’importanza di instaurare nuovi modelli di collaborazione e coinvolgimento dei cittadini-utenti, per una co- progettazione di servizi pubblici online che siano utili, fruibili e facilmente utilizzabili. Lavorare sull'interoperabilità • È necessario inoltre realizzare l'interoperabilità e la standardizzazione delle banche dati pubbliche, dei registri e delle anagrafi, per far sì che i sistemi informativi dei diversi Paesi possano comunicare tra di loro e che i servizi pubblici online possano essere correttamente erogati . 16
  • 17. Conclusioni 17 L’Italia, in particolare, dovrà investire • nel miglioramento tecnico e la semplificazione dei servizi online, • nella rimozione del divario digitale, • nel cambiamento culturale per superare l’arretratezza della macchina burocratica. Soprattutto, il nostro Paese dovrà colmare il divario che lo separa dagli altri Stati Ue in un aspetto fondamentale dell’eGov: la trasparenza della P.A. digitale. Siamo ancora tra i pochi stati europei a non aver adottato una legge sulla libertà di accesso e riuso dei dati delle PP.AA., che potrebbero dare impulso alla creazione di servizi pubblici basati sugli open data.
  • 18. Bibliografia essenziale Agenda digitale europea • Digital Agenda for Europe, sito web • Digital Agenda for Europe, testo della Comunicazione della Commissione Europea • Pubblicazioni Agenda digitale italiana: • Agenzia per l’Italia Digitale eGovernment europeo: • Il ruolo dell’e-Government per il futuro dell’Europa, Commissione Europea • Piano d’Azione per l’e-Gov 2011-2015 • Dichiarazione Ministeriale di Malmo, 2009 • Study on eGovernment Scenarios for 2020 and the Preparation of the 2015 ActionPlan • Rapporto della Commissione Europea sui Servizi Europei di eGov • eGovernment in the European Union- Commissione Europea 18
  • 19. Se hai apprezzato la presentazione, inoltra il link ai tuoi amici e sostieni il nostro progetto! Contatti: quattrogatti@quattrogatti.info | @_quattrogatti | facebook.com/quattrogatti.info Grazie! Ringraziamo Luigi Reggi per i commenti ricevuti Per contattare l’autore @cinzia_roma